martedì 29 settembre 2026

Più robot che umani

[Com'hè corcia a panca, indù un ci posa barba bianca.]  Dal personale sanitario alle fabbriche, dagli alberghi alla logistica, il Giappone punta sempre di più sui robot dotati di intelligenza artificiale per affrontare una carenza di manodopera destinata ad aggravarsi con l’invecchiamento e la diminuzione della popolazione. Il governo ha fissato un obiettivo ambizioso: arrivare entro il 2040 all’introduzione di circa 10 milioni di robot basati sull’Ia, estendendone l’impiego a 18 settori dell’economia. Una delle aziende che cercano di trasformare questo obiettivo in applicazioni concrete è la startup di Tokyo Zeals, che ad agosto ha presentato D1, un robot umanoide su ruote alto 129 centimetri e progettato per lavorare negli spazi interni. Dotato di telecamera, può riconoscere i volti e interagire con le persone, mentre le due braccia sono in grado di trasportare oggetti fino a cinque chilogrammi ciascuna. Il prezzo parte da 5 milioni di yen (27.800 euro). Zeals punta a produrne 100 entro marzo 2027 e, più che sul semplice numero di esemplari venduti, ha deciso di misurare il successo del progetto attraverso il tempo trascorso realmente al lavoro: l’obiettivo iniziale è raggiungere complessivamente 10mila ore di attività sul campo. L’azienda sviluppa in proprio il sistema operativo e la tecnologia di Ia, ma per il momento acquista componenti negli Stati uniti e in Cina, i due Paesi più avanzati nella corsa ai robot intelligenti. L’obiettivo dichiarato è arrivare in futuro a costruire macchine utilizzando esclusivamente componenti prodotti in Giappone. Alla fine di agosto D1 è stato sperimentato per tre giorni al Juko Osu Hospital di Nagoya, nella prefettura di Aichi. Il robot è stato impiegato, tra l’altro, per accompagnare i visitatori, trasportare piccoli oggetti, aiutare nella preparazione del tè e nello sparecchiare i tavoli. Il test ha totalizzato 35 ore di attività e si è concluso senza cadute del robot né contatti accidentali con le persone. Il passaggio dai laboratori agli ambienti di lavoro reali è infatti uno dei principali problemi della cosiddetta “physical AI”, l’Ia capace non soltanto di elaborare informazioni ma di interagire autonomamente con il mondo fisico. Anche le compagnie di assicurazione stanno cercando di prepararsi al cambiamento. Mitsui Sumitomo Insurance collabora con Zeals per offrire coperture specifiche agli utilizzatori di D1, considerando rischi che vanno dai danni a persone e cose alle intrusioni informatiche e alla fuga di dati. A luglio la compagnia ha inoltre investito in Noetra, società impegnata nello sviluppo in Giappone di modelli di Ia destinati anche alla robotica, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza della tecnologia e dei nuovi rischi che comporta. Un altro esperimento arriverà nell’aprile 2027 alla Kakuichi, azienda di Nagano attiva tra l’altro nei prodotti in acciaio e nei sistemi per la gestione dell’energia. La società ha deciso di accogliere un robot umanoide come se fosse un “neoassunto” appena uscito dall’università. Si chiama “Miyazawa Noah”, in omaggio anche allo scrittore e poeta Kenji Miyazawa, ed è un modello G1 prodotto dalla cinese Unitree. Con il sostegno della società di ricerca Play Robotics, il nuovo “dipendente” non riceverà un incarico fisso ma passerà attraverso diversi reparti, dalla produzione alle vendite, dalla formazione alla sicurezza, imparando progressivamente nuove mansioni attraverso l’esperienza sul campo. Il modello scelto dalle aziende giapponesi mostra così uno dei possibili percorsi della nuova automazione: non macchine progettate per una sola operazione ripetitiva, come i tradizionali robot industriali, ma sistemi capaci di imparare mansioni differenti e di lavorare nello stesso ambiente degli esseri umani. Per un Paese nel quale la disponibilità di lavoratori continuerà a ridursi, la sfida sarà capire quanto rapidamente questi “nuovi colleghi” potranno passare dalla sperimentazione a una presenza ordinaria nei luoghi di lavoro.

Regolamento di conti a Gerusalemme

[Cosa fatta, loda la! Cosa fatta, lode ha.]  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha negato categoricamente di aver ricevuto segnalazioni dall’Egitto prima dell’invasione di Hamas del 7 ottobre e ha attribuito la responsabilità al capo dello Shin Bet dell’epoca per non aver trasmesso informazioni di intelligence cruciali. “Nei mesi precedenti il 7 ottobre, il primo ministro Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, allora capo del Servizio di Intelligence Generale egiziano, e nessun funzionario dell’intelligence israeliana ha trasmesso al primo ministro un avvertimento egiziano”, ha scritto su X, dopo che sia il Wall Street Journal che The Atlantic hanno riportato che Kamel aveva comunicato avvertimenti a responsabili israeliani, inclusa una telefonata allo stesso Netanyahu. Netanyahu ha detto che intende intentare una causa per diffamazione, senza però specificare contro chi. Il suo ufficio ha già minacciato di fare causa a diverse testate e giornalisti per una copertura mediatica sfavorevole, ritenuta diffamatoria. Il premier israeliano ha aggiunto di non incontrare mai i capi dei servizi segreti stranieri senza la presenza delle loro controparti israeliane. “I media di sinistra” stanno conducendo una campagna “per attribuire al primo ministro Netanyahu tutti i fallimenti e le colpe dell’allora direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, alla vigilia del 7 ottobre”, ha proseguito.Durante la notte del 7 ottobre, Bar, l’allora capo di Stato maggiore dell’Idf, generale Herzi Halevi e il capo dell’intelligence militare dell’Idf, generale Aharon Haliva, “hanno discusso di tutti i segnali di allarme”. “Nonostante ciò, Ronen Bar decise di non chiamare e aggiornare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili e le forze dell’Idf sul campo, di non evacuare il festival Nova, limitandosi invece a inviare una piccola squadra d’élite antiterrorismo ‘Tequila’ (il che dimostra che era consapevole di un pericolo reale)”, ha proseguito ancora Netanyahu. Il premier ha anche scritto che i Paesi arabi sono fra gli “Stati e attori stranieri ostili” che mirano a far cadere il suo governo per sostituirlo con un esecutivo guidato da Gadi Eisenkot, Yair Golan e Avigdor Liberman, “il quale si ritirerebbe da Gaza, Libano, Siria e Giudea e Samaria, istituendo uno Stato palestinese”. “È questo il nodo delle elezioni: o la destra, o la Palestina”, ha concluso.  L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”. Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. “Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”. Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”. L’ex ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato che Israele ricevette un messaggio da Hamas tramite un canale dello Shin Bet, in cui il leader di Hamas, Yahya Sinwar, avvertiva che avrebbe “fatto tremare le prigioni”. Parlando alla radio dell’esercito, Gallant ha detto di aver appreso dalla stampa dell’esistenza di avvertimenti trasmessi al premier israeliano da Emirati Arabi Uniti ed Egitto prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. “Non so se sia vero o meno, anche se il numero di fonti sta aumentando – ha detto – ammettendo che sia vero, quando il primo ministro riceve un avvertimento dal leader di un altro Paese, questo non costituisce un suo asset politico, ma un’informazione di sicurezza di pertinenza dell’apparato della difesa”. Nel corso dell’intervista l’ex ministro ha poi affermato che il premier Benjamin Netanyahu ha tenuto all’oscuro alti funzionari della sicurezza, compreso il ministro della Difesa, su conversazioni delicate avute con funzionari dell’amministrazione americana durante il conflitto seguito all’attacco di Hamas: “Più volte sono venuto a conoscenza di conversazioni importanti avute da Netanyahu sulle questioni più sensibili, ostaggi e munizioni, soltanto quando gli americani contattavano il mio ufficio per verificare quanto aveva detto loro Netanyahu”.Secondo un nuovo articolo della rivista “The Atlantic”, un avvertimento egiziano sull’imminente attacco di Hamas a Gaza del 7 ottobre 2023, fu comunicato in persona dall’allora capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.  La notizia dell’avvertimento era emersa per la prima volta due giorni dopo l’assalto del 7 ottobre, quando un funzionario dell’intelligence egiziana riferì all’Ap che Israele aveva ignorato ripetuti segnali sul fatto che Hamas stesse pianificando “qualcosa di grosso”, mentre il sito di notizie Ynet riportava che Kamel aveva personalmente avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu dieci giorni prima delle atrocità.Secondo The Atlantic, quando Kamel atterrò all’aeroporto Ben Gurion il 26 settembre – dove il suo aereo rimase per poco più di un’ora mentre egli incontrava funzionari non meglio specificati – non fornì dettagli precisi su quando l’attacco avrebbe avuto luogo o su come si sarebbe svolto.  L’articolo riferisce che Kamel disse ai funzionari che Israele doveva cambiare rapidamente rotta per evitare un’esplosione di violenza a Gaza, raccomandando a Gerusalemme di concedere ulteriori agevolazioni economiche ad Hamas per scongiurare tale scenario; tuttavia, la rivista osserva che non è chiaro quale seguito abbiano dato i funzionari israeliani a questo avvertimento.  The Atlantic afferma che i portavoce di Netanyahu non hanno risposto alle ripetute richieste di commento, sebbene Tzachi Hanegbi – consigliere per la sicurezza nazionale all’epoca dell’attacco del 7 ottobre – abbia negato alla rivista che Kamel si fosse recato in Israele il 26 settembre o che vi fosse stato un avvertimento egiziano. L’ufficio di Netanyahu aveva già smentito in precedenza che Kamel avesse avvertito personalmente il Primo Ministro.Sufian Abu Zaida, ex ministro dell’Autorità Palestinese (Anp) originario di Gaza, ha affermato in un video pubblicato su Facebook di  essere stato la fonte che trasmise un avvertimento da parte di Yahya Sinwar ai servizi di intelligence israeliani prima dell’attacco del 7 ottobre 2023; secondo quanto riferito, l’allora leader di Hamas, Yahya Sinwar, intendeva provocare un “terremoto” qualora fossero falliti i negoziati in corso con Gerusalemme per un accordo a lungo termine con Hamas. In un’inchiesta sugli eventi che hanno preceduto l’attacco del 7 ottobre, il giornalista di Haaretz Shlomi Eldar aveva citato Abu Zaida come una fonte anonima che aveva agito da intermediario tra Sinwar e Israele. Nel video pubblicato sul suo profilo Facebook, Abu Zaida si identifica come la fonte in questione, confermando di aver svolto il ruolo di intermediario all’epoca e di aver trasmesso un messaggio che Sinwar gli aveva chiesto di far pervenire a Israele.  Abu Zaida è stato in passato ministro dell’Autorità Palestinese per gli Affari dei Detenuti e fa parte di una fazione di Fatah che sostiene Mohammed Dahlan, un ex alto funzionario palestinese che lasciò i territori palestinesi nel 2011 in seguito a una disputa con il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas e fu espulso dalla leadership di Fatah. Quanto affermato da Abu Zaida è coerente con le ipotesi secondo cui l’intermediario fosse Dahlan o una persona che agiva per suo conto. Nel corso degli anni, Abu Zaida ha mantenuto contatti regolari con giornalisti israeliani. Ha vissuto tutta la vita a Jabalia, nella Striscia di Gaza, ma ha lasciato l’enclave alla volta dell’Egitto all’inizio della guerra e da allora risiede al Cairo. Secondo un nuovo articolo della rivista “The Atlantic”, un avvertimento egiziano sull’imminente attacco di Hamas a Gaza del 7 ottobre 2023, fu comunicato in persona dall’allora capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. La notizia dell’avvertimento era emersa per la prima volta due giorni dopo l’assalto del 7 ottobre, quando un funzionario dell’intelligence egiziana riferì all’Ap che Israele aveva ignorato ripetuti segnali sul fatto che Hamas stesse pianificando “qualcosa di grosso”, mentre il sito di notizie Ynet riportava che Kamel aveva personalmente avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu dieci giorni prima delle atrocità.Secondo The Atlantic, quando Kamel atterrò all’aeroporto Ben Gurion il 26 settembre – dove il suo aereo rimase per poco più di un’ora mentre egli incontrava funzionari non meglio specificati – non fornì dettagli precisi su quando l’attacco avrebbe avuto luogo o su come si sarebbe svolto. L’articolo riferisce che Kamel disse ai funzionari che Israele doveva cambiare rapidamente rotta per evitare un’esplosione di violenza a Gaza, raccomandando a Gerusalemme di concedere ulteriori agevolazioni economiche ad Hamas per scongiurare tale scenario; tuttavia, la rivista osserva che non è chiaro quale seguito abbiano dato i funzionari israeliani a questo avvertimento.


Condor + AA

[Cristu un paga micca tutti i vennari sera. Cristo non paga tutti i venerdì sera]  Condor ha siglato un accordo interline con American Airlines, ampliando le opzioni di connessione transatlantica per i passeggeri delle due compagnie. L’intesa, annunciata il 16 settembre 2026, permette di prenotare itinerari combinati su un unico biglietto, con bagaglio registrato fino alla destinazione finale e check-in integrato per l’intero percorso. Grazie alla partnership, i clienti di American Airlines potranno collegarsi ai voli diretti Condor per Francoforte partendo da oltre 150 città servite dal vettore statunitense, utilizzando come gateway transatlantici Boston, New York JFK e Los Angeles; a questi si aggiungerà Chicago O’Hare da maggio 2027, quando Condor avvierà il nuovo collegamento stagionale Francoforte-Chicago. Dal lato opposto, i passeggeri Condor in arrivo a Francoforte (e, in misura più limitata, Monaco) potranno proseguire verso la rete nordamericana di American, con coincidenze protette: in caso di ritardo che faccia perdere la connessione, le due compagnie coordineranno la riprotezione dell’itinerario. I quattro aeroporti nordamericani di riferimento – Boston, JFK, LAX e, dal 2027, ORD – fungono da snodi per alimentare la rete europea di Condor, che include destinazioni leisure e business come Parigi, Roma, Milano, Berlino, Barcellona, Monaco, Vienna e Zurigo, oltre a rotte verso il Mediterraneo e altre mete europee in espansione. L’apertura della rotta Francoforte-Chicago (dal 14 maggio 2027, operativa fino al 12 settembre 2027) rafforza il valore dell’accordo: O’Hare è uno dei principali hub di American, il che moltiplica le possibilità di collegamento verso il cuore degli Stati Uniti.Per Condor, l’intesa con American rappresenta un tassello in più di una strategia di partnership internazionale accelerata nel 2026: nell’arco dell’anno la compagnia tedesca ha attivato o potenziato accordi interline con vettori come Etihad, EVA Air, Japan Airlines, Cathay Pacific, Qantas e altri, oltre a consolidare il legame storico con Alaska Airlines. Dal canto suo, American integra la propria offerta transatlantica senza entrare in alleanze più vincolanti: l’interline consente di estendere la distribuzione dei propri voli verso destinazioni europee servite da Condor, mantenendo flessibilità operativa e commerciale. Per i passeggeri, le novità principali sono: biglietto unico per itinerari American + Condor; bagaglio registrato fino alla destinazione finale (salvo requisiti doganali); check-in integrato per l’intero percorso; e coincidenze protette con supporto in caso di mancato imbarco per ritardo. Le nuove tariffe combinate saranno disponibili a breve sui siti delle due compagnie e tramite agenzie di viaggio. Per i viaggiatori italiani, in particolare, si aprono ulteriori combinazioni per raggiungere gli USA con un’unica prenotazione, sfruttando i collegamenti Condor da Milano e altre città italiane verso Francoforte. Inoltre Condor rafforza la propria presenza in Italia ampliando il network di città europee raggiungibili da Francoforte, grazie all’avvio dei nuovi collegamenti giornalieri con Firenze (FLR). A partire dal 6 maggio 2027, il capoluogo toscano sarà servito con due voli al giorno per tutta la stagione estiva, offrendo sia ai viaggiatori d’affari che a quelli leisure italiani accesso all’ampia rete a lungo raggio di Condor verso le destinazioni intercontinentali in Nord America, Caraibi, Africa e Asia in partenza da Francoforte.


Un terrorista all’Onu

[Cucini di terzu hè a più bella parintia: un hanu nulla à sparte. I cugini di terzo grado sono una bella parentela: non hanno nulla da spartire.] Dal podio dell’Assemblea generale dell’ONU, il terrorista siriano Ahmed al-Sharaa ha denunciato che gli attacchi israeliani “minacciano la stabilità della Siria” e sottolineato che “il Golan rimarrà territorio siriano”. “L’attacco di Israele alla Siria riflette un comportamento non convenzionale. Si contano circa 500 attacchi aerei e di artiglieria, oltre 1.200 incursioni e 300 arresti di cittadini siriani. Ciò minaccia la stabilità della Siria e contrasta con la tendenza che si osserva a livello globale; richiama inoltre alla mente un’epoca dolorosa, da cui i siriani si erano appena lasciati alle spalle”. “Eventuali tentativi de facto non possono intaccare la sovranità del nostro Stato e il nostro ordinamento giuridico, né il diritto internazionale. Il Golan rimarrà territorio siriano. Tutte le procedure di annessione sono nulle e prive di effetti ai sensi della Risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza”, ha affermato al-Sharaa, dopo che il mese scorso la Colombia ha riconosciuto la sovranità israeliana del territorio, come già da fatto Donald Trump nel 2019. Il comandante delle forze curde siriane, Mazloum Abdi, ha annunciato stasera lo scioglimento di queste forze che hanno combattuto contro i jihadisti dello Stato Islamico, in base a un accordo con il presidente Ahmed al-Sharaa, determinato a riunificare la Siria. "Oggi annunciamo la fine della missione delle Forze Democratiche Siriane e dichiariamo, con piena responsabilità, il loro scioglimento come forza militare indipendente", ha affermato Abdi in un discorso al palazzo presidenziale di Damasco. 


Pentimenti Gb

[Cunsigliu di topa e dannu di farina. Complotto di topi e danno di farina.] Il premier britannico Andy Burnham non ha escluso che il ritorno del Regno unito nell’Unione europea possa entrare nel prossimo programma elettorale del Labour, pur indicando come priorità immediata il rafforzamento dei rapporti economici e politici con Bruxelles. Lo riferisce il Guardian, alla vigilia del suo primo incontro da premier con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Interpellato dai giornalisti durante il viaggio verso New York per l’Assemblea generale delle Nazioni unite, Burnham non ha escluso esplicitamente un futuro superamento della Brexit. “La nostra attenzione al momento è concentrata su un vertice Regno unito-Ue che speriamo possa svolgersi entro la fine dell’anno”, ha affermato. “La mia priorità immediata è costruire sul buon lavoro fatto da Keir nel ricostruire i ponti”, ha aggiunto Burnham, riferendosi al suo predecessore Keir Starmer. Il premier ha spiegato che Londra punta ora a raggiungere accordi pratici capaci di “dare ulteriore impulso all’economia britannica”, anche sul commercio e sulla mobilità giovanile. Burnham ha inoltre espresso preoccupazione per le previste norme europee “made in Europe”, concepite per ridurre la dipendenza industriale dalla Cina ma che, secondo Londra, potrebbero penalizzare anche imprese e catene di approvvigionamento britanniche. Il premier ha detto che solleverà la questione con von der Leyen “in uno spirito costruttivo”, rinviando invece a “un altro giorno” il tema di un eventuale ritorno del Regno unito nell’Ue. Il primo ministro britannico Andy Burnham illustrerà a breve le sue “opzioni” sulle future relazioni della Gran Bretagna con l’Ue. Lo ha annunciato lo stesso premier intervenendo alla conferenza del Partito Laburista a Liverpool.  “Non garantiremo alla Gran Bretagna il percorso chiaro di cui abbiamo bisogno per il resto del secolo finché non avremo definito una relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro mercato più importante – ha premesso Burnham -. Non posso affermare con onestà che la situazione attuale sia soddisfacente. La Brexit ha causato più danni che benefici. Dobbiamo ripristinare livelli più elevati di crescita e prosperità per la Gran Bretagna. Pertanto – ha spiegato -, coglierò l’occasione per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei”.  “Esistono diverse opzioni e verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse”, ha aggiunto. Un accordo “terribile”, anzi “ridicolo”. Donald Trump boccia davanti al nuovo premier britannico Andy Burnham, non senza imbarazzo di quest’ultimo, l’intesa sulle isole Chagos, l’arcipelago nell’Oceano Indiano che Londra ha concordato di restituire alla sovranità di Mauritius. L’accordo prevede che il Regno Unito mantenga per 99 anni il controllo della base militare di Diego Garcia, utilizzata anche dagli Stati Uniti. Ma per Trump la posizione dell’isola è troppo importante dal punto di vista militare e strategico. “Non lo sostengo. Penso che sia terribile – dice Trump -. È stato un accordo terribile. All’improvviso dicono di averne la proprietà, qualcuno rivendica una proprietà che non aveva mai rivendicato prima, dopo decenni e secoli. Penso che sia ridicolo. Ne stavamo parlando ed è strategicamente molto importante, molto importante”. L’intesa, raggiunta dal precedente governo britannico, è attualmente sospesa. Trump, nel suo primo incontro con Burnham a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, ha richiamato anche le operazioni dei bombardieri B-2 contro l’Iran per spiegare il valore strategico della base. “Sapete, quando abbiamo bombardato gli impianti nucleari iraniani abbiamo dovuto far tornare i nostri bombardieri B-2 fino in Missouri. Invece di volare per un periodo breve, hanno dovuto volare molto più a lungo”, ha detto il presidente Usa. Burnham, che durante le parole di Trump ha annuito, ha poi detto di voler lavorare con Washington e Mauritius per trovare una soluzione. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha confermato che Londra rimetterà mano all’accordo.

Putin fa la vittima

[Gli stadi restano vuoti dopo le partite, le città  restano vuote dopo le guerre: per questo la guerra deve finire e la  pace deve vincere. VOLODYMYR ZELENSKY]La Russia era pronta a riprendere i negoziati con l'Ucraina dopo le elezioni della Duma ma, dopo che Kiev ha lanciato un massiccio attacco contro Mosca durante il voto, "valuteremo con attenzione quali passi intraprendere al riguardo". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin citato dalla Tass. "La riconciliazione e la proposta di riprendere i negoziati sono tutte opzioni sul tavolo, tutto ciò è possibile.     Ma, dopo tutto quello che hanno fatto (gli ucraini, ndr), valuteremo con attenzione quali passi intraprendere al riguardo.    In ogni caso, prenderemo tutte le decisioni, inclusa l'eventuale ripresa del processo negoziale, basandoci sugli interessi della Russia", ha aggiunto. "Nel tentativo di contenere la Russia, gli Stati Uniti hanno distrutto l'architettura di sicurezza europea e instaurato a Kiev un regime russofobo". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. "Pur consapevole dell'inutilità di tale strategia, l'Europa fa di tutto per ostacolare i negoziati di pace a cui l'amministrazione di Donald Trump è interessata - ha aggiunto - L'Occidente inonda di armi il regime ucraino, fornendo a Kiev droni e missili utilizzati per colpire civili e infrastrutture civili.     L'Occidente mira a infliggere una sconfitta strategica alla Russia, ma arriveranno a un vicolo cieco strategico".  “La Russia cerca qualsiasi pretesto per evitare i negoziati e continuare la guerra. L'Ucraina, insieme ai partner internazionali, si sta adoperando per costringere il Cremlino a porre fine alla sua aggressione". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina citando il suo canale Telegram .    Secondo il capo dello Stato ucraino, "Mosca non si sta chiaramente preparando a cessare le ostilità in questo momento.     Il dittatore russo Vladimir Putin trova costantemente scuse per evitare gli incontri, abbandonare il formato trilaterale e continuare le uccisioni"."L'Occidente continua a usare la forza bruta per agire in modo imprevedibile, per intraprendere ogni sorta di impresa, mettendo a rischio la vita e la prosperità di milioni, se non miliardi, di persone sul nostro pianeta. Come ha detto il presidente Putin, la dittatura di un egemone sta sfuggendo di mano. È pericoloso per tutti gli altri". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parlando all'Assemblea Generale dell'Onu.     Lavrov all'Onu ha affermato che "sotto i nostri occhi sta nascendo un ordine mondiale multipolare e più equo. I Paesi del Sud globale e dell'Oriente si stanno affermando come centri sovrani di sviluppo. Respingono le pressioni esterne e mostrano interesse per la prosperità di tutti gli Stati, non soltanto di pochi eletti. Questa filosofia costruttiva è anche alla base della politica estera della Russia ed è sostenuta dai nostri numerosi amici". Lavrov ha quindi aggiunto che "la minoranza, che ha dominato per 500 anni grazie alle risorse altrui, continua a cercare di mantenere i propri privilegi e di imporre le proprie regole a tutti gli altri". "La Russia cerca qualsiasi pretesto per evitare i negoziati e continuare la guerra. L'Ucraina, insieme ai partner internazionali, si sta adoperando per costringere il Cremlino a porre fine alla sua aggressione". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina citando il suo canale Telegram .    Secondo il capo dello Stato ucraino, "Mosca non si sta chiaramente preparando a cessare le ostilità in questo momento.   Il dittatore russo Vladimir Putin trova costantemente scuse per evitare gli incontri, abbandonare il formato trilaterale e continuare le uccisioni". "Sappiamo che la Russia usa soldati di 47 Paesi nella sua guerra" in Ucraina. Lo ha denunciato Volodymyr Zelensky all'assemblea generale dell'Onu.     "A questi 47 Paesi dico: sapete quello che la Russia fa con i vostri cittadini. Non consentite a Putin di trascinarvi in questa guerra".Volodymyr Zelensky accusa la Russia di utilizzare nella guerra contro l’Ucraina cittadini provenienti da 47 Paesi. Nel suo intervento all’Onu, il presidente ucraino ha citato tra gli altri Ghana, Nepal, Tagikistan, India, Yemen, Kenya, Zimbabwe, Cuba, Bielorussia, Sudan e Sudafrica. Zelensky ha inoltre detto che due militari nordcoreani catturati dalle forze ucraine sono stati trasferiti in Corea del Sud e ha accusato Vladimir Putin di cercare continuamente nuovi uomini per proseguire la guerra. “Putin cerca sempre qualcuno che possa aiutarlo a uccidere più persone per ogni chilometro di terra, a conquistare più territorio, ad attaccare un altro Paese, invece di fermarsi semplicemente e governare il proprio. Dopo tutto questo, riuscite anche solo a immaginarlo senza una guerra?”, conclude Zelensky. Volodymyr Zelensky dice che “ora abbiamo bisogno della diplomazia” e chiede passi verso la de-escalation prima dell’inverno. Ma nello stesso intervento all’Onu il presidente ucraino avverte che la stagione potrebbe essere molto dura per l’Ucraina e che Kiev non avrà altra scelta che renderla “dolorosa anche per la Russia”. Zelensky è inoltre tornato a chiedere di limitare il commercio con Mosca, sostenendo che ogni nuova entrata dà alla Russia più tempo per continuare la guerra. “Quando qualcuno dà più soldi alla Russia attraverso il commercio, dà più tempo a questa guerra – afferma Zelensky – È esattamente per questo che insistiamo nel limitare il commercio con l’aggressore ed è per questo che noi stessi stiamo bruciando le entrate della Russia”.


Mafalda a Buenos Aires

[Il male è molto sensibile alla codardia. Il male ricorda sempre chi lo teme o cerca di mercanteggiare. E quando verrà per te, non ci sarà nessuno a proteggerti. VOLODYMYR ZELENSKY] Il personaggio di Mafalda, insieme ai suoi amici del fumetto creato dal geniale disegnatore argentino Joaquín Lavado - meglio noto come 'Quino' - sarà protagonista di un'attesissima mostra a Buenos Aires caratterizzata da un inedito formato "immersivo".    L'evento, che prenderà il via il 1° ottobre presso il Centro Culturale dell'elegante quartiere di Recoleta, permetterà al pubblico di 'vivere' all'interno del suo universo grazie a video mapping, proiezioni a 360°, realtà virtuale, touchscreen interattivi, sculture volumetriche e musiche originali.     "Mafalda Inmersiva", questo il titolo della mostra, offrirà un percorso interattivo articolato in 14 sale, pensato sia per i bambini che per gli adulti nell'ambito di un progetto di respiro internazionale.    Sarà possibile esplorare le ambientazioni delle strisce — come la casa di Mafalda, il parco del quartiere e il negozio di alimentari di Manolito — nel corso di un'esperienza della durata di circa un'ora. Tra le caratteristiche principali figurano video mapping ad alta risoluzione, proiezioni a 360° con audio surround, realtà virtuale multi-utente (un'esperienza simultanea e in tempo reale per più visitatori), touchscreen interattivi, sculture volumetriche dei personaggi iconici e musiche originali composte appositamente per lo spettacolo.   Damián Kirzner, regista e produttore dell'esperienza, ha descritto la mostra come un invito a entrare nell'universo della protagonista: a "immergersi nel mondo fantastico di Mafalda" grazie ad un allestimento che coniuga elementi provenienti da cinema, televisione, teatro, arti circensi, animazione e installazioni artistiche. L'obiettivo è quello di avvicinare i personaggi e le ambientazioni di Quino sia a chi già conosce la sua opera sia ai bambini che la scoprono per la prima volta, e che rimarranno probabilmente sorpresi dall'attualità di un'opera apparsa per la prima volta su un settimanale il 29 settembre del 1964. L'attività economica in Argentina ha segnato a luglio una contrazione del 2,9% su mese - peggior dato dall'epoca della pandemia - mentre l'indice di povertà ha registrato nel primo semestre del 2026 un incremento di 3,4 punti percentuali, secondo dati ufficiali pubblicati oggi dall'Istituto nazionale di statistica (Indec).   L'Indicatore mensile dell'attività economica (Emae) segna un -1,4% anche rispetto a luglio del 2025 mentre il dato accumulato nei primi sette mesi dell'anno segna un incremento dell'1,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.   Secondo quanto riferisce l'Indec, sono otto su quindici i settori dell'economia che hanno registrato cali su base annua.   Le maggiori contrazioni riguardano il commercio (-5,1% su base annua) e l'industria manifatturiera (-4,6% su base annua) che da sole incidono per 1,3 punti percentuali sulla variazione tendenziale dell'Emae.   Sul fronte della povertà l'incremento del primo semestre ha portato l'indice complessivo al 32,3% della popolazione, un dato che equivale a 15 milioni di argentini su un totale di 46,4 milioni.