[L’essere bravi negli affari è il tipo d’arte più affascinante … Fare soldi è un’arte e lavorare è un’arte e fare buoni affari è l’arte migliore di tutte. Andy Warhol] La spinta del presidente Donald Trump a far rinominare l'aeroporto di Washington Dulles e la stazione di New York Penn Station con il proprio nome è solo l'ultimo esempio del suo desiderio di imprimere il suo marchio personale su tutta l'America. Più di qualsiasi altro presidente precedente, The Donald ha fatto della propria identità un elemento centrale della sua amministrazione, dando il proprio nome a edifici e programmi governativi nello stesso modo in cui aveva fatto nel suo impero imprenditoriale e nel merchandising della campagna elettorale. Una megalomania ai confini con il culto della personalità, secondo i suoi critici. Il presidente ha già messo il suo nome al Kennedy Center - che richiederebbe comunque un atto del Congresso — e l'U.S. Institute of Peace. A novembre invece il Dipartimento delle risorse ha presentato il pass "America the Beautiful" per i Parchi Nazionali del 2026, che presenta un'immagine affiancata di George Washington e Trump per commemorare il 250/mo anniversario degli Stati Uniti. L'amministrazione ha iniziato a elaborare intanto le domande dei genitori con figli nati tra il 2025 e il 2028 per ricevere 1.000 dollari dal Dipartimento del Tesoro da depositare in "conti Trump". Lanciata anche la "Trump gold card" da un milione di dollari che crea un percorso accelerato per far ottenere un permesso agli stranieri per vivere e lavorare negli Stati Uniti. Il suo nome è stato legato pure all'equipaggiamento militare, come navi (di classe 'Trump', con sulla poppa l'immagine del tycoon che alza il pugno) e aerei (F-47, lui è il 47/mo presidente). Il Dipartimento del Tesoro ha invece pianificato una moneta da un dollaro con l'effigie di Trump per il 250/mo anniversario degli Stati Uniti. Il prossimo passo potrebbe essere l'associazione del nome di Trump al nuovo stadio dei Washington Commanders. Intanto funzionari di governo e settore privato hanno iniziato a riferirsi informalmente a vari programmi utilizzando il marchio Trump. Alcuni dirigenti hanno definito "Trump babies" i bambini che potrebbero nascere grazie a una spinta per ridurre il costo dei trattamenti per la fertilità. Secondo alcune indiscrezioni, infine, diversi costruttori starebbero lavorando a un piano per una nuova classe di abitazioni di livello base chiamate "Trump homes".
OTTOBRE ROSSO
sabato 11 luglio 2026
Milei contro i minori
[Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti. Andy Warhol] Il governo argentino ha reintrodotto il progetto sulla Legge penale minorile, ripristinando a 13 anni l'età minima per la responsabilità penale nel Paese, in contrasto con la legislazione attuale, che fissa l'età a 16 anni, e nonostante sembrasse aver ceduto alle richieste dei suoi alleati di fissare l'età minima a 14 anni. Il disegno di legge sarà esaminato rapidamente dalla Camera dei deputati, in attesa della formazione delle commissioni rimanenti: (Giustizia e Famiglia e Gioventù e Infanzia), che l'amministrazione del presidente ultraliberista Javier Milei intende costituire a breve. L'obiettivo è ottenere una relazione entro pochi giorni e portare il disegno di legge in aula per la votazione giovedì, in quello che si prevede sarà un dibattito politico e sociale molto intenso. L'iniziativa è stata fortemente criticata da Unicef Argentina, secondo cui la nazione sudamericana, invece di abbassare l'età della responsabilità penale, dovrebbe elaborare una legge conforme agli standard internazionali, con un approccio specializzato e riparativo, che tuteli il giusto processo e tenga conto dello sviluppo neurologico di bambini e adolescenti.
Il Mossad difende Donaldo
[La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre. (Einstein)] Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence riguardanti un nuovo presunto complotto dell’Iran per assassinare il presidente statunitense Donald Trump. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza della vicenda. Il quotidiano ha sottolineato che la repubblica islamica ha pubblicamente promesso di assassinare Trump da quando gli Stati Uniti hanno ucciso, nel 2020, il generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Gli appelli alla morte del presidente americano sono inoltre ampiamente presenti nelle commemorazioni in corso per la Guida Suprema uccisa, l’ayatollah Ali Khamenei. Dall’articolo non è chiaro quando queste informazioni di intelligence siano state trasmesse né attraverso quale canale. Trump, che è stato bersaglio di diversi tentativi di assassinio – incluso l’attentato del 2024, durante il quale un proiettile gli sfiorò un orecchio – questa settimana ha fatto riferimento alle minacce nei suoi confronti, dichiarando: “Sono presente in tutte le loro liste. Ho visto questa mattina che sono in ognuna delle loro liste. E finora, credo di essere stato piuttosto fortunato, ma forse questa fortuna non durerà ancora a lungo”. L'avvertimento israeliano piomba sulla fragile tregua fra Teheran e Washington, impegnate da giorni in un braccio di ferro fatto di attacchi incrociati e che sta mettendo a dura prova il memorandum of understanding siglato tra i due Paesi. Il timore è infatti che Israele, contrario al memorandum of understanding siglato tra Usa e Iran, voglia mettere pressione e influenzare le decisioni di Trump, al fine di spingere gli Stati Uniti a riprendere gli attacchi. I rapporti fra i due alleati di ferro si sono incrinati nelle ultime settimane in seguito all'opposizione israeliana all'accordo con Teheran, che ha rivelato una divergenza di obiettivi con Washington dopo l'avvio in piena sintonia della campagna contro l'Iran. Le tensioni con il premier Benjamin Netanyahu sarebbero dietro alla decisione della Casa Bianca di non coinvolgere Israele nei raid degli ultimi giorni temendo che una sua partecipazione possa portare il conflitto fuori controllo. E l'allerta lanciata da Israele potrebbe essere dietro la decisione di costringere Trump a volare da Ankara, dove era per il vertice della Nato, a bordo del vecchio Air Force One munito di tutte le contromisure difensive per i missili che il nuovo aereo presidenziale, quello regalato al presidente dal Qatar, non ha. Mancando della sicurezza necessaria, Trump è stato fatto viaggiare sul vecchio velivolo fino al Regno Unito, dove poi ha cambiato aereo e salito sul nuovo per far rientro negli Stati Uniti. Dopo giornate ad alta tensione, i raid sul Golfo e vicino allo Stretto di Hormuz sono rallentati e i mediatori del Qatar, in coordinamento con gli Stati Uniti, sono volati a Teheran per cercare di salvare l'accordo raggiunto, evitare una ripresa delle ostilità e spianare la strada alle trattative fra le parti. L'Iran "ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato", ha tuonato Trump sul social Truth, di fatto lasciandosi le mani libere per ulteriori azioni militari contro Teheran. Secondo indiscrezioni, una ripresa a pieno regime dei raid americani contro l'Iran appare improbabile perché non è nell'interesse del presidente visto l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato. Ma Teheran bolla come "false" le notizie di un possibile nuovo round di colloqui la prossima settimana. Così la frustrazione del commander-in-chief monta con il passare dei giorni, accentuata dalla prova di forza iraniana a Hormuz con i missili lanciati contro tre navi domenica scorsa.
Lindsey Graham a Kiev
[È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Albert Einstein] L’intelligence Usa (Dni), ha pubblicato sul proprio sito un rapporto siglato da Tulsi Gabbard, la direttrice dimissionaria che rimarrà in carica fino al 30 giugno, con "nuove prove del finanziamento di lunga data da parte del governo Usa a oltre 120 laboratori biologici in più di 30 paesi". Tra questi, recita il testo, "figurano laboratori in Ucraina, che potrebbero essere a rischio di compromissione a causa della guerra in corso". In particolare, la Dni aveva avvertito che "un laboratorio finanziato che ospitava probabilmente agenti patogeni pericolosi ed era vulnerabile alle minacce di attacchi o danni da parte della Russia". "Fino ad ora - continua il rapporto - le prove relative all'effettiva esistenza e al finanziamento di questi laboratori erano state deliberatamente nascoste al popolo americano". Secondo Gabbard, "le informazioni riguardanti l'esistenza, la storia, l'ubicazione e il finanziamento di questi laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti sono state intenzionalmente occultate da persone potenti", e "molti sono attualmente o sono stati in passato impegnati in ricerche che utilizzano agenti patogeni pericolosi e altamente contagiosi, in alcuni casi includendo pericolose ricerche sul 'guadagno di funzione', con pochissima visibilità o supervisione". Nella documentazione allegata ricca di dettagli e mappe, si citano "oltre 40 laboratori costruiti o supportati" in Ucraina, più del 30% del totale nel mondo: in particolare in uno, a causa del conflitto in corso, potrebbe essersi verificato un pericolo di contaminazione da brucella o antrace. Sono oltre 700.000 i soldati russi impegnati nel conflitto in Ucraina, secondo quanto ha reso noto il presidente Vladimir Putin. "È chiaro che lì abbiamo una presenza consistente: oltre 700.000 effettivi", ha dichiarato Putin, citato da Interfax."A causa del bombardamento russo in corso, il tetto di uno dei luoghi più sacri del mondo cristiano, la cattedrale dell'Assunzione del monastero delle Grotte di Kiev è in fiamme. Chiediamo preghiere per il salvataggio del santuario dalla distruzione". Lo scrive su X il metropolita Epifanio, capo spirituale della Chiesa ortodossa ucraina, aggiungendo: "Si tratta dell'ennesimo crimine russo contro l'umanità, contro la storia, contro il cristianesimo. Cosa deve ancora fare l'anticristo del Cremlino affinché il mondo comprenda che è necessario agire con decisione affinché il terrore russo contro l'Ucraina e gli stessi principi di pace, cessi?" Pechino respinge le accuse europee secondo cui la Cina avrebbe addestrato soldati russi successivamente schierati in Ucraina, mentre la responsabile della diplomazia dell’UE, Kaja Kallas, ha affermato che l’Unione dispone di “informazioni verificate” al riguardo. Lin Jian, portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese: In merito alle accuse dell’UE secondo cui la Cina avrebbe addestrato soldati russi che hanno combattuto in Ucraina. Queste accuse sono prive di qualsiasi fondamento fattuale. Si tratta di pura e semplice calunnia e denigrazione”. Almeno cinque esplosioni sono state udite nelle prime ore di sabato a Kiev, dove le autorità hanno lanciato l'allarme per un attacco missilistico russo, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'AFP presenti sul posto. Le sirene antiaeree hanno iniziato a suonare diversi minuti dopo la prima esplosione. "Il nemico sta attaccando la capitale con missili. Restate in luoghi sicuri!", ha scritto su Telegram Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare della capitale. presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato su X di avere avuto un "buon incontro a Kiev con il senatore statunitense Lindsey Graham. Si tratta già della sua decima visita nel nostro paese, e apprezziamo questo sostegno. Sono grato a Lindsey per aver riconosciuto i nostri guerrieri. Più l'Ucraina è forte sul campo di battaglia, maggiori sono le possibilità che la diplomazia abbia infine successo". Secondo Zelensky "in questo momento è importante che la nostra pressione di sanzioni a lungo raggio sulla Russia venga rafforzata attraverso nuovi passi sanzionatori da parte dei nostri partner. Lindsey mi ha informato sui lavori in corso al Congresso riguardo al disegno di legge pertinente". Inoltre, ha precisato il leader ucraino, "abbiamo anche discusso delle nostre urgenti necessità di difesa aerea per proteggere la nostra gente. Durante il Vertice Nato ad Ankara, il presidente Trump e io abbiamo raggiunto accordi politici sull'autorizzazione della produzione di Patriots in Ucraina. Ora è cruciale implementare tutto ciò a livello di team". "Questa volta, la regione di Mosca ha sentito la portata delle capacità di attacco a lungo raggio dell'Ucraina. La Russia deve essere costretta a porre fine alla sua guerra contro il nostro popolo. E le armi a lungo raggio dell'Ucraina sono una componente importante di tale pressione". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando gli attacchi della scorsa notte che hanno colpito "una raffineria di petrolio a una distanza di 500 chilometri. "Questa è una giusta risposta agli attacchi russi e al protrarsi di una guerra che deve finire" ha aggiunto Zelensky. Stamattina i droni a lungo raggio ucraini hanno colpito un deposito di petrolio nella regione russa di Krasnodar e hanno preso di mira la più grande raffineria di Mosca in un attacco su larga scala. Descritta come pesantemente protetta da un fitto sistema di difesa aerea, è andata in fiamme. Situata a soli 15 chilometri dal Cremlino, la Raffineria di Petrolio di Mosca, di proprietà di Gazprom Neft, fornisce fino al 40% del mercato dei carburanti di Mosca e circa il 70% della benzina consumata a Mosca e nella regione circostante.
Ultima estate di Pasticiedda?
[Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano . B. Brecht] La L.E.GE.A. CISAL, organizzazione sindacale rappresentativa operante presso l’Aeroporto Internazionale “Falcone e Borsellino” di Palermo, nell’esercizio delle proprie prerogative di tutela dei lavoratori e dell’interesse pubblico connesso alla sicurezza delle operazioni aeroportuali, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dai lavoratori e degli elementi raccolti rilevanti criticità riguardanti l’organizzazione operativa della società ASC Handling S.r.l., attualmente operante presso lo scalo aeroportuale di Palermo. In particolare, risulterebbe che, anche a seguito dell’applicazione della clausola sociale e dell’attuale assetto organizzativo, il personale operativo impiegato dalla predetta società possa risultare numericamente insufficiente rispetto ai servizi affidati, ai volumi di traffico da gestire e agli standard minimi richiesti dalla normativa vigente e dalle procedure aeroportuali. Qualora tali circostanze trovassero conferma, esse potrebbero incidere negativamente sul rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla regolarità delle operazioni aeroportuali, sulla qualità del servizio reso e, soprattutto, sui livelli di safety richiesti per lo svolgimento delle attività di assistenza a terra. L’eventuale insufficienza dell’organico operativo e delle risorse disponibili potrebbe compromettere la capacità dell’operatore di garantire il regolare svolgimento dei servizi affidati, con possibili ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori, dei passeggeri, dei vettori aerei e dell’intero sistema aeroportuale. Tali circostanze, ove accertate, potrebbero incidere anche sulla permanenza dei requisiti organizzativi, tecnici e professionali richiesti dalla normativa di settore per il mantenimento dell’autorizzazione allo svolgimento dei servizi di handling. In una nota, trasmessa ieri sera e che sarà operativa lunedì, la Cisal chiede alla Direzione Aeroportuale ENAC, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali di vigilanza e controllo, di disporre con la massima urgenza ogni opportuno accertamento volto a verificare: la consistenza effettiva dell’organico operativo della società ASC Handling S.r.l. impiegato presso lo scalo aeroportuale di Palermo, con particolare riferimento alla distribuzione del personale nei diversi turni e nelle varie mansioni operative; la congruità tra il numero degli addetti effettivamente disponibili e il volume dei servizi affidati, verificando la capacità dell’operatore di garantire continuità, efficienza, qualità e sicurezza delle operazioni aeroportuali;il rispetto della normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento ai carichi di lavoro, ai tempi di riposo, alla formazione obbligatoria, all’addestramento del personale e all’adozione delle procedure di prevenzione dei rischi; la conformità dell’organizzazione aziendale alle disposizioni contenute nella normativa ENAC, nei regolamenti europei applicabili, nelle procedure aeroportuali e nei titoli autorizzativi rilasciati alla società; la permanenza dei requisiti soggettivi, organizzativi, economici, tecnici e professionali necessari al mantenimento dell’autorizzazione allo svolgimento dei servizi di handling presso l’Aeroporto di Palermo; l’eventuale sussistenza di condizioni di rischio o di non conformità tali da richiedere l’adozione di prescrizioni, misure correttive, limitazioni operative o ogni altro provvedimento previsto dalla normativa vigente anche attraverso la verifica del D.V.R. ed il suo aggiornamento. La Cisal chiede altresì alla GESAP S.p.A., in qualità di Stazione Appaltante, di verificare, nell’ambito delle proprie competenze di controllo sull’esecuzione del contratto e sul rispetto degli obblighi assunti dall’affidatario, che la società ASC Handling S.r.l. disponga di un’organizzazione adeguata, di risorse umane sufficienti e di tutti i requisiti necessari per garantire il corretto svolgimento dei servizi affidati a seguito di bando nel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali, delle norme sulla sicurezza e degli standard qualitativi richiesti. Qualora dagli accertamenti dovessero emergere carenze organizzative, violazioni delle disposizioni vigenti o il venir meno dei requisiti richiesti dalla normativa di settore, si chiede che vengano adottati tutti i provvedimenti di competenza previsti dall’ordinamento, ivi compresi quelli incidenti sulla permanenza dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di handling e sull’esecuzione del contratto di appalto.
I dubbi della Cia
[La ragione è, e deve solo essere, schiava delle passioni, e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di obbedire e di servire ad esse. (Hume)]La Cia ha raccolto informazioni di intelligence che sollevano seri dubbi sulla disponibilità dell'Iran a concedere le aperture chieste dagli Stati Uniti in un eventuale accordo definitivo. Lo ha riferito, secondo quanto riportato da Axios, il capo della Cia John Ratcliffe a Donald Trump e altri funzionari dell'amministrazione. Ratcliffe non è comunque l'unico scettico, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth hanno sollevato timori ed espresso preoccupazioni sull'Iran. "Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione.Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale". Lo scrive Donald Trump su Truth. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha "mantenuto la parola data" sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica. "Finora l'Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del 'cosiddetto' Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa", ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum d'intesa relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione.L'Iran avrebbe ammesso che è stato "un gruppo di estremisti fuori controllo" a tentare di minare i negoziati di pace e la tregua colpendo le navi mercantili nello Stretto di Hormuz e provocando la reazione americana, secondo quanto affermato alcuni funzionari statunitensi alla Cbs News. "Loro (gli iraniani) sono tornati al tavolo delle trattative e hanno detto: 'Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare'".Se l'Iran non fornisce la "polvere" nucleare, non c'è accordo. Lo ha detto un funzionario americano, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
venerdì 10 luglio 2026
I picciriddi di San Cristoforo
[La bellezza e il genio non devono essere una tirannia, ma l’essere umano lo è. Lo dobbiamo sopportare tutti i giorni nella sua infinita inclinazione per la volgarità e la stupidità. Joao Tordo] "'Siamo solo picciriddi' ('Siamo solo bambini', ndr). Parole che raccontano una ferita che Catania e la Sicilia non possono dimenticare. Nel cuore di San Cristoforo, alla Città dei Ragazzi, abbiamo inaugurato il murale dedicato a Giovanni, Lorenzo, Benedetto e Riccardo, i quattro bambini uccisi dalla mafia il 7 luglio 1976. Un'opera nata da un'idea di Bob Liuzzo e realizzata da artisti locali nell'ambito del progetto 'Le Strade da Seguire' della Fondazione Federico II con la collaborazione della famiglia Barbarossa". Lo scrive, su Facebook, il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, sottolineando che l'opera "non è solo un murale', ma è "un messaggio che parte da un quartiere complesso come San Cristoforo: la bellezza, la memoria e la legalità possono diventare strumenti di riscatto, soprattutto per i più giovani". "Perché ricordare - osserva Galvagno - significa continuare a scegliere da che parte stare". La strage dei bambini, di età compresa, tra i 13 e i 15 anni, è rimasta senza una sentenza a 50 anni della loro morte. Secondo il racconto dello storico 'pentito' di mafia Nino Calderone i quattro sarebbero stati sequestrati, uccisi e gettati in un pozzo di un paese provincia di Caltanissetta, perché avevano commesso uno scippo nel rione San Cristoforo ai danni della mamma del boss Benedetto Santapaola, capo indiscusso di Cosa nostra a Catania. Di loro non furono più trovate tracce. Nino Calderone, sentito nell'agosto del 1987, a Marsiglia, disse che si rifiutò "categoricamente di intervenire in qualche modo per l'eliminazione dei quattro ragazzini e persino di andarli a vedere". "Spero tanto - fece mettere a verbale il pentito di Cosa nostra - che dopo quello che dirò le persone capiranno, finalmente, chi siano in realtà i cosiddetti uomini d'onore e di quali misfatti siano capaci. Il fatto che più mi rattrista e mi addolora è l'uccisione di quattro ragazzini. Il più piccolo dei quali aveva circa dodici anni e gli altri non erano molto più grandi".