mercoledì 16 settembre 2026

Guerra sporca

[È un fatto importante, ancorché comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l’uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Douglas Adams.]   Più di 30mila sanzioni imposte alla Russia, “quasi il doppio” di quelle applicate a tutti gli altri Paesi del mondo messi insieme. È il dato rivendicato da Vladimir Putin intervenendo in India al forum economico dei Brics, alla vigilia della giornata principale del vertice.Il presidente russo ha poi sottolineato il crescente peso economico del gruppo: secondo Putin, i Paesi Brics rappresentano ormai oltre il 40% del Pil globale, mentre il contributo del G7 si ferma al 29%.Un confronto con cui il leader del Cremlino ha rilanciato il ruolo dei Brics negli equilibri economici internazionali. I servizi di intelligence russi stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei paesi europei che sostengono l'Ucraina. Lo afferma il Dipartimento di Giustizia americano, annunciando l'incriminazione di cinque persone attualmente latitati.    Secondo l'accusa, una rete dei servizi di intelligence russa ha pagato o tentato di pagare delle persone negli Usa e in altri paesi affinché sorvegliassero ed eseguissero omicidi mirati, "oltre ad aver incaricato dei complici di compiere o tentare atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari nei paesi europei allineati con l'Ucraina".    "Almeno a partire dal 2024, una rete di individui operanti per i servizi di intelligence della Russia ha cospirato per compiere, e ha compiuto, attacchi e omicidi in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti", afferma il Dipartimento di Giustizia americano riferendosi alla 'Rete Ris', il braccio preposto all'esecuzione di attacchi all'estero, "concentrandosi su dissidenti e disertori russi e, più di recente, su nazioni percepite come alleate dell'Ucraina.    Di recente i membri della Rete Ris hanno tentato di reclutare diverse persone negli Stati Uniti per effettuare attività di sorveglianza e omicidi nel paese". Tre degli imputati sono membri di alto livello della Rete Ris: Yuri Kharameev, Kirill Khrameev e Oemis Romagoz Durruthy. Gli altri due membri inclusi nell'atto di accusa sono Yaidel Delgado Suarez ed Eduardo Castro, che hanno lavorato insieme al reclutamento di persone residenti negli Stati Uniti per sorvegliare e tentare di uccidere un importante dissidente russo residente negli Usa.    "Gli imputati avrebbero operato nell'ambito di una rete globale di omicidi che si estendeva fino agli Stati Uniti", ha detto il vice ministro della Giustizia John A. Eisenberg. "Respingeremo ogni tentativo da parte di servizi di intelligence stranieri di operare liberamente nel nostro paese", ha messo in evidenza. "Finché non avremo sentito e visto prove anche minimamente convincenti e argomentazioni basate su qualcosa di concreto, non riteniamo necessario commentare queste notizie". Così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha commentato le dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia americano, secondo le quali i servizi di intelligence russi stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l'Ucraina. Il Dipartimento Usa ha anche annunciato l'incriminazione di cinque persone attualmente latitati. 

Stop guerra all’Iran

[In un paese della Mancia, di cui non voglio fare il nome, viveva or non è molto uno di quei cavalieri che tengono la lancia nella restrelliera, un vecchio scudo, un ossuto ronzino e il levriero da caccia. Il profumo, di Patrick Süskind.] La Camera a maggioranza repubblicana ha approvato un provvedimento che impone a Donald Trump di mettere fine alla guerra in Iran o richiedere l'autorizzazione del Congresso. È la terza volta che la Camera chiede al presidente Usa lo stop della guerra con misure simboliche.    Sette deputati hanno votato coi democratici sulla risoluzione, approvata con 220 voti a favore e 204 contro. L'approvazione arriva a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato. Non è chiaro se il Senato valuterà la misura prima di novembre. Una risoluzione simile era stata approvata dalla Camera in luglio ma non è ancora stata presa in considerazione dal Senato.   Teheran gela Trump. Il capo del massimo organo di sicurezza iraniano ha respinto ogni ipotesi di dialogo con gli Stati Uniti dopo che il tycoon aveva detto d'essere "aperto" al dialogo. "Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell'Iran. Punto!" ha tuonato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Una tegola per il Commander-in-Chief smentito pure in casa e niente di meno che dal Pentagono. La Difesa ha infatti messo nero su bianco in un rapporto che la carenza di munizioni legata alla guerra in Medio Oriente, negata a più riprese dall'amministrazione Usa, esiste. Il rapporto dell'Ispettore generale del Pentagono stima che tra il 28 febbraio e il 30 giugno, l'operazione Epic Fury sia costata circa 33,4 miliardi di dollari. Di questi, ben 22,3 sono stati spesi per le munizioni, causando "carenze nelle scorte strategiche" e rivelando "colli di bottiglia all'interno delle industrie di rifornimento". Oltre a danneggiare centinaia di edifici e strutture nelle basi statunitensi nella regione mediorientale e la flotta aerea americana, che ha riportato quattro F-15 distrutti, un F-35 e sette aerei cisterna KC-135 danneggiati oltre a 30 droni d'attacco MQ-9 Reaper mandati in pezzi. Dal canto suo, Teheran continua a ribadire le stesse condizioni per porre fine alla guerra: lo stop ad ogni aggressione (anche nei confronti di alleati regionali come Hezbollah), il risarcimento dei danni di guerra, la revoca del blocco a Hormuz, oltre a quello delle sanzioni e lo sblocco dei suoi beni congelati all'estero. Richieste immutate in mesi di stallo diplomatico, in cui anche la Cina cerca di mediare sotto traccia. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà mercoledì a Pechino per vedere il suo omologo cinese, Wang Yi. L'incontro precede di poco la visita del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, per il vertice della prossima settimana con Trump. Un summit nella cui agenda dei lavori avranno un posto di rilievo la guerra in Medio Oriente ma soprattutto le interruzioni delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. Intanto tutto il Medio Oriente è in fibrillazione per gli sviluppi yemeniti. La chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb avrebbe conseguenze "catastrofiche", ha messo in guardia il Qatar. Anche se gli Houthi continuano a rassicurare che 'la navigazione resta sicura", i combattimenti non si placano, con almeno 13 nuovi raid sauditi su Taiz e i ribelli Houthi che per la prima volta hanno fatto scattare l'allarme nel luogo più sacro dell'Islam, La Mecca. L'uomo forte di Riad, il principe Mohammed bin Salman, è volato al Cairo per parlare col presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Insieme i due leader hanno sottolineato il "comune impegno a garantire la libertà e la sicurezza della navigazione marittima a Hormuz, Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso". Nell'ombra si è mosso anche Israele dando, secondo media israeliani, assistenza d'intelligence a Riad attraverso il CentCom americano. L'obiettivo è lo stesso di Washington che avrebbe negato a Riad un sostegno diretto: supportare i sauditi, ma senza farsi coinvolgere direttamente in un altro fronte militare. Non a caso la scorsa settimana il capo di stato maggiore dell'Idf, generale Eyal Zamir, ha incontrato in Germania i comandanti degli eserciti di diversi Paesi arabi. Sul tavolo la guerra con l'Iran e l'escalation con gli Houthi.


Vietato essere sionisti

[Non c’è dubbio che sedurre un genio non è più difficile che sedurre un idraulico. Francoise Giroud]  Roger Waters, co-fondatore dei Pink Floyd, ha attaccato Ed Sheeran in un videomessaggio sui social dopo l’esclusione di Macklemore dal Loop Tour dell’artista britannico. Il rapper Usa aveva fatto dichiarazioni sul conflitto a Gaza durante il concerto al MetLife Stadium, in New Jersey, dove si esibiva in apertura, chiedendo pubblicamente “Free Palestine” prima di esibirsi in “Hind’s Hall”. Dopo la sua performance la partecipazione ai concerti di Ed Sheeran è stata annullata. Il cantante ha scritto sui social di essere “inorridito dal conflitto tra Israele e Palestina” ma ha precisato di non volersi schierare. Roger Waters lo ha attaccato pubblicamente. “Al mondo ci sono solo due tipi di persone, quelle che fanno la cosa giusta come il rapper Macklemore e poi ci sono altre persone, molte purtroppo che.., sono degli str..zi che fanno la cosa sbagliata” ha detto in video. In segno di protesta e di solidarietà con Macklemore tutti i gruppi di supporto del tour di Ed Sheeran hanno annunciato di essersi ritirati.La Federazione internazionale di hockey su ghiaccio ha escluso Israele dai campionati mondiali femminili di marzo in Estonia. Lo scrive Israel ha-Yom secondo cui la decisione è stata presa per garantire la sicurezza delle altre squadre. L'Associazione israeliana di hockey ha replicato che ciò è "un premio al terrorismo" e ha preannunciato un ricorso alla Corte di arbitrato dello sport. Per la presidente del Comitato olimpico di Israele Yael Arad, "questo è un precedente pericoloso, in odore di antisemitismo, col pretesto di considerazioni di sicurezza". Ma Arad ha fiducia che il Comitato olimpico internazionale sosterrà Israele. Sulle sanzioni ai prodotti delle colonie in Cisgiordania - oggetto della mossa di oggi della Gran Bretagna e di altri 11 Paesi - in Ue è invece ancora lo stallo a regnare.  Nel luglio scorso la Commissione, su mandato del Consiglio europeo, aveva presentato l'option paper sulle possibili misure nei confronti di Israele ma, sia al Consiglio Affari Esteri del 13 sia nelle riunioni successive dei Rappresentanti Permanenti a Bruxelles emerse l'impossibilità del raggiungimento di qualsiasi quorum, che si trattasse di unanimità o di maggioranza qualificata.Le tre opzioni presentate dall'esecutivo comunitario prevedevano un sistema ad hoc di licenze di importazione per le merci provenienti dagli insediamenti, la messa a punto di dazi punitivi per rendere questi prodotti non competitivi sul mercato Ue o, come terza via, il divieto di importazione, transito e commercializzazione delle merci prodotte negli insediamenti israeliani. Un gruppo di Paesi membri - tra questi Francia, Svezia, Spagna - deciso a far passare le sanzioni commerciali nei confronti dei coloni aveva fatto presente che, rientrando queste misure nella materia appunto commerciale e non di politica estera, sarebbe bastata la maggioranza qualificata per il via libera. Anche in questo caso, complici ad esempio le forti perplessità di Germania e Italia, il quorum era apparso comunque irraggiungibile Commentando l'iniziativa di Londra una fonte europea, delineando la delicatezza del tema, ha osservato come, quando alcune settimane fa l'iniziativa britannica era stata messa in cantiere, i Paesi che avevano anticipato la loro partecipazione erano più di quelli che, effettivamente, hanno aderito.Il segretario di Stato Marco Rubio ammette che ci siano "tensioni in Cisgiordania" ma esclude che gli Stati Uniti impongano sanzioni ai coloni israeliani.    "Ovviamente, non faremo ciò che ha fatto il Regno Unito", ha detto Rubio prima di partire per l'America Latina. "Non vogliamo vedere nulla che destabilizzi la situazione in Cisgiordania in questo momento, visto tutto ciò che sta accadendo nella regione", ha messo in evidenza.


Elezioni truffa a Mosca

[La natura è già abbastanza in pericolo senza che là si derubi dei suoi abitanti più belli, carismatici e rari. David Attenborough]  Le elezioni per la Duma di Stato in Russia si svolgeranno nel pieno rispetto della legge e nei tempi previsti: lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, in un discorso al Paese. Le elezioni dimostreranno che il popolo russo è unito da valori condivisi, memoria storica e amore per la patria, ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin, specificando che “nessuno riuscirà a dividere i russi”. “La vostra scelta dimostrerà ancora una volta che milioni di persone sostengono i nostri combattenti, che siamo un popolo unito, legato da valori condivisi, dalla memoria storica e dall’amore per la Patria; e che nessuno riuscirà a dividerci o a intimidirci, né a minare la nostra statualità e il nostro sistema socio-politico”, ha specificato Putin nel suo discorso ai cittadini russi in vista delle elezioni per la camera bassa del parlamento, la Duma di Stato russa. La Russia sta intensificando non solo la guerra contro l’Ucraina, ma anche gli attacchi contro i Paesi della Nato: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, commentando in un’intervista a Tg2 Post le parole del primo ministro Donald Tusk sui possibili attacchi russi nelle prossime settimane.”Solo nelle ultime 48 ore, un drone armato è stato abbattuto sopra la Lituania. A luglio abbiamo avuto l’incursione di un missile da crociera armato, che siamo abbastanza certi sia stato lanciato deliberatamente contro la Polonia e non contro l’Ucraina” ha proseguito. “Quindi la Russia sembra stia intensificando l’escalation e noi dobbiamo difenderci. Non vogliamo questo. Volevamo avere normali relazioni con la Russia. Ricordo che in passato avevamo avviato negoziati per un Accordo di associazione. È stata la Russia a scegliere una strada diversa”, ha aggiunto il ministro. “Stiamo trattando con gli Stati Uniti riguardo alla loro presenza qui” ha aggiunto Sikorski.”Abbiamo già una base in Polonia, la base statunitense di difesa missilistica. Voi avete basi a Napoli, a Sigonella e ad Aviano. La minaccia sembra essere qui”, ha affermato Sikorski. “Come sapete, si è discusso del ritmo della rotazione delle forze statunitensi. Noi stiamo offrendo una base permanente in Polonia, come quelle che avete in Italia, e siamo impegnati in negoziati intensi con i nostri alleati americani”, ha concluso.  “Sappiamo per cosa sta combattendo la Russia e qual è il dovere di ciascuno dei suoi cittadini. I nostri eroi stanno conquistando la vittoria sul campo di battaglia. A renderla sempre più vicina contribuiscono tutti coloro che lavorano onestamente per la patria e comprendono la propria responsabilità nei confronti del suo futuro. E partecipare alle prossime elezioni, che si terranno nell’Anno dell’Unità dei Popoli della Russia, è anch’essa una responsabilità: un contributo al rafforzamento del Paese”: lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, in un discorso alla nazione, esortando i russi a votare e a dimostrare solidarietà al Paese, alle elezioni per il rinnovo della Duma in programma questa settimana (18-20 settembre), mentre la guerra con l’Ucraina è ormai giunta al suo quinto anno. “Sono convinto che, grazie al vostro sostegno e alla vostra fiducia, la vittoria andrà ai candidati più meritevoli e competenti – veri patrioti della Russia – coloro che non ci deluderanno, che hanno dimostrato con le loro azioni la loro devozione alla patria, la loro disponibilità a servire il nostro popolo e la loro determinazione a difendere il Paese da qualsiasi minaccia”, ha aggiunto. “Vi esorto a esercitare il vostro diritto costituzionale e a prendere una decisione ponderata e responsabile, affinché i risultati elettorali confermino la maturità e la resilienza della società russa. Questa sarà la nostra risposta collettiva a coloro che cercano di indebolire la Russia, ostacolarne lo sviluppo e privarci della nostra sovranità e del diritto di determinare il nostro destino. Partecipare alle elezioni è il nostro contributo collettivo alla vittoria della Russia”, ha concluso.


martedì 15 settembre 2026

Escalation russa

[Ascoltare un racconto e sentirlo proprio è come ricevere una formula per aggiustare il mondo. Cosa succede quando una storia ci riguarda? Quando ci entra dentro e cambia il modo in cui guardiamo la realtà? Per Roberto Saviano, il racconto è un atto di cura collettiva. Ci fa capire che non siamo soli, che l’ingiustizia può essere raccontata, che la sofferenza può essere trasformata in responsabilità. Le storie sono formule magiche: non risolvono tutto, ma ci danno gli strumenti per agire.]L'"inaccettabile" attacco contro un treno al confine tra Ucraina e Polonia punta a "disunire" e "intimidire" gli alleati di Kiev: lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot a margine del summit sull'Artico in Finlandia. Questi attacchi, ha affermato, hanno un "obiettivo molto chiaro: intimidire gli europei, scoraggiarli e soprattutto disunirli", Tutto ciò è accaduto proprio in "un momento in cui l'Ucraina accoglieva un grande Forum di sostegno economico, al quale partecipavano tanti rappresentanti aziendali, rappresentanti diplomatici giunti dal mondo intero e singolarmente dall'Europa". La Finlandia ha deciso di "aderire" alla deterrenza nucleare "avanzata" proposta a marzo dal presidente francese Emmanuel Macron ai paesi europei: lo hanno annunciato i due paesi in una dichiarazione congiunta.     "Nei prossimi mesi verrà istituito un gruppo di coordinamento nucleare per avviare l'attuazione di questa cooperazione", hanno aggiunto. Ciò porta a dieci il numero di Paesi europei che hanno aderito all'iniziativa francese. Sebbene la Francia sia, insieme al Regno Unito, l'unico paese europeo dotato di armi atomiche, tale iniziativa coinvolge altri Stati europei volontari nella deterrenza nucleare francese, senza tuttavia prevedere alcuna condivisione della decisione ultima, che resta nelle mani del capo di Stato francese. "L'escalation delle azioni russe sta diventando una realtà e ne emergono esempi sempre più vicini al nostro confine". Lo ha affermato il primo ministro polacco Donald Tusk durante un briefing straordinario con i servizi di sicurezza che è stato convocato dopo l'attacco russo ad un treno in territorio ucraino vicino al confine polacco. Lo riporta l'agenzia Pap. "Gli attacchi sferrati nella notte indicano che i russi sono pronti a impiegare equipaggiamenti più pericolosi di quelli utilizzati finora, nello specifico droni a propulsione a getto - ha riferito Tusk -. Ciò che sappiamo e che possiamo prevedere è che le prossime settimane e i prossimi mesi saranno caratterizzati da un'attività fortemente intensificata da parte della Russia e, purtroppo, non possiamo escludere che tale escalation si estenda anche al nostro territorio".    Gli attacchi dei droni russi vicino al confine polacco, incluso quello contro un treno diretto a Varsavia, rappresentano un'escalation nella guerra da parte di Mosca. Lo afferma da Kiev, il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, chiedendo di raddoppiare il sostegno all'Ucraina. "Questa è un'escalation, questa è un'altra grande sfida per l'Ucraina e per le ipotetiche future vittime dell'aggressione russa e questo significa che dovremmo raddoppiare i nostri sforzi per sostenere le vittime dell'aggressione", ha detto Sikorski in una conferenza stampa. Il treno con a bordo i diplomatici europei, tra cui anche il consigliere della sicurezza nazionale italiano Fabrizio Saggio, che viaggiava dall'Ucraina verso la Polonia, era partito appena prima di quello colpito da un drone russo al confine polacco, ed è stato fermato ma non evacuato. Lo spiegano fonti italiane interpellate al riguardo.C'è stato un iniziale allarme evacuazione ma i passeggeri, compresi i consiglieri Nsa, hanno potuto rimanere bordo e il convoglio è ripartito una volta cessato l'allarme droni.     Le immagini dell'attacco sono state rilanciate su X da Carl Bildt, ex primo ministro svedese e co-presidente dell'European Council on Foreign relations, a bordo con gli altri diplomatici.     "Non era il nostro treno, ma quello che partiva solo pochi minuti dopo di noi al valico di frontiera polacco", ha spiegato aggiungendo che il convoglio colpito è stato evacuato mentre il drone russo si avvicinava e nessuno è rimasto ferito. "Ottimo sistema di sicurezza - ha sottolineato -. Il nostro treno ha ricevuto solo un avviso di evacuazione ma ha potuto proseguire verso Dorohusk. Gli attacchi russi contro l'Ucraina si stanno intensificando".     Caccia della Nato hanno abbattuto un drone sopra la Lituania. Lo ha annunciato oggi il presidente del Paese membro dell'Alleanza atlantica, Gitanas Nauseda.      "Un drone che ha violato nella notte lo spazio aereo della Lituania è stato rapidamente abbattuto da caccia della Nato", ha scritto Nauseda sul social network X senza specificare a quale Paese appartenesse il velivolo. "Mentre la Russia intensifica la sua aggressione contro l'Ucraina, una tale preparazione è vitale per la nostra regione. Insieme ai nostri alleati della Nato, la Lituania difenderà il proprio spazio aereo", ha aggiunto il presidente.    "I nostri più sinceri ringraziamenti vanno agli alleati, la cui presenza contribuisce a proteggere i nostri cieli e a rafforzare la nostra sicurezza", ha scritto a sua volta su X il ministro lituano degli Affari esteri Kestutis Budrys, secondo il quale "la Nato resta vigile, impegnata e pronta". Secondo l'emittente nazionale lituana Lrt, che cita il Centro nazionale per la gestione delle crisi (Nkvc), il drone è precipitato in una zona rurale vicino al lago di Kaunas, nella parte centrale del Paese.     Lituania, Lettonia ed Estonia - ex repubbliche sovietiche confinanti con la Russia - registrano regolarmente intrusioni di droni nei propri territori. Il 19 maggio un caccia della Nato aveva abbattuto un drone ucraino sopra l'Estonia: si è trattato della prima intercettazione di un drone straniero nei cieli di uno Stato baltico da parte della polizia aerea Nato dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Secondo gli europei, Mosca devia deliberatamente dalla loro traiettoria i droni ucraini diretti a colpire impianti industriali e terminal petroliferi nella regione di San Pietroburgo, situata sul Golfo di Finlandia.  Se la Polonia muovesse guerra alla Russia, Mosca "utilizzerebbe il suo intero arsenale di forze e risorse disponibili, e lo stato polacco cesserebbe di esistere in due o tre giorni". Lo ha affermato Nikolay Patrushev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, in un'intervista al sito del giornale Argumenty i Fakty, ripresa dalla Tass. Patrushev ha citato dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, secondo le quali in uno scontro militare la Polonia sconfiggerebbe la Russia. Secondo il consigliere di Putin, quella di Sikorski è una valutazione "dilettantistica" della potenza militare russa. 


domenica 13 settembre 2026

Cresce popolazione israeliana

[È solo quando impari ad accettare che quel che è stato è stato che puoi usare la tua conoscenza del passato per ingannare il futuro. Amitav Ghosh] La popolazione di Israele si attesta oggi a circa 10.305.000 abitanti. Lo ha reso noto mercoledì l’Ufficio Centrale di Statistica, diffondendo dati aggiornati in occasione di Rosh HaShanah, il capodanno ebraico. Il totale comprende: 7.828.000 cittadini ebrei e persone classificate come “altre comunità” (pari al 78,3% degli israeliani), 2.173.000 cittadini arabi (pari al 21,7%) e 304.000 cittadini stranieri stabilmente residenti nel Paese. Nel corso dell’ultimo anno ebraico, in Israele sono nati 182.000 bambini e sono decedute 50.000 persone. Nel corso dell’anno la popolazione israeliana è aumentata di 124.000 unità, registrando una crescita dell’1,2%. I flussi migratori, tuttavia, hanno fatto registrate un saldo complessivamente negativo fra immigrati ed emigrati di circa 8.000 unità. In dettaglio, nel corso dell’anno si sono stabiliti in Israele circa 24.000 nuovi immigrati, altri 4.000 sono arrivati nell’ambito di ricongiungimenti familiari (quando un cittadino israeliano richiede la cittadinanza per il coniuge o il figlio non israeliano) e sono rimpatriati circa 21.000 israeliani che risiedevano all’estero. Nello stesso periodo, tuttavia, 57.000 israeliani si sono trasferiti all’estero. In Israele si continua a registrate un tasso di fertilità relativamente elevato, pari a 2,88 figli per donna (rispetto a una media dei paesi OCSE di 1,41 figli per donna). L’aspettativa di vita media in Israele è di 81,4 anni per gli uomini e 85,9 per le donne. Dalla fondazione dello Stato nel 1948, sono immigrate in Israele 3,51 milioni di persone. Tra i cittadini ebrei d’Israele, la quota maggiore (36,9%) si definisce non religioso, mentre un altro 21,8% si considera tradizionalista ma non molto religioso. I religiosi di orientamento tradizionale costituiscono un ulteriore 21,8%, seguiti dagli ortodossi (12,4%) e dagli ultra-ortodossi (11,5%). L’Ufficio Centrale di Statistica riferisce inoltre che, al 1° gennaio 2026 nel mondo si contavano in tutto 15,9 milioni di ebrei, di cui poco meno della metà (il 46%) risiede in Israele.


La calunnia del sangue

[L'oppio inonderà il mercato come un diluvio monsonico. Amitav Ghosh] "A coloro che diffamano i nostri eroici combattenti, che rischiano la loro vita affinché possiamo vivere in pace e sicurezza, io dico: voi siete una vergogna e un disonore per l'intero popolo d'Israele. Andatevene". È la dura reazione del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir nei confronti di Rachel Szor e Yuval Abraham, i registi del film Naza, che a Venezia ha ricevuto un Premio Speciale della Giuria. In un post su X ha parlato di "danno collaterale, diretto contro il popolo d'Israele". "Sono sicuro che i vostri amici, i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte!", ha aggiunto. “Noi sottoscritti siamo indignati e disgustati dall’ultima calunnia del sangue inflitta al popolo ebraico: la menzogna secondo cui Israele avrebbe commesso un ‘genocidio’ a Gaza. Respingiamo questa accusa con disprezzo”. Inizia con queste parole una lettera aperta firmata da oltre 5.000 persone, tra cui spiccano numerose personalità di spicco del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’università e della vita pubblica, che respingono con sdegno l’accusa – ormai ripetuta dappertutto a pappagallo, come secoli fa veniva ripetuta la calunnia antisemita dell’infanticidio rituale – secondo cui Israele si sarebbe macchiato del crimine di genocidio a Gaza. La lettera è un’iniziativa di “Creative Community for Peace”, un’organizzazione che si oppone all’antisemitismo e ai boicottaggi anti-Israele nell’industria dell’intrattenimento. “All’interno della comunità ebraica – prosegue il testo – è in corso un acceso dibattito su vari aspetti delle modalità con cui è stata combattuta questa guerra, e questo è segno di salute morale. Come lo è anche il nostro dolore per ogni vita innocente perduta. Ma dobbiamo unirci nel ripudiare la menzogna del genocidio”. La lettera cita – fra l’altro – le condizioni di una guerra combattuta in ambiente urbano, così come il fatto che Hamas abbia deliberatamente combattuto trincerandosi in aree civili, l’inesistenza delle carestie ripetutamente annunciate come imminenti nonché gli sforzi messi in campo da Israele per avvertire ed allontanare i civili prima degli attacchi: “tutti fattori che sono stati cancellati pur di precipitarsi ad accusare Israele di genocidio”. “Una differenza cruciale tra la guerra come tragedia e la guerra come genocidio è l’intenzione – afferma la lettera – In questa guerra, solo una parte intendeva commettere un genocidio, e quella parte è Hamas. Per accusare Israele di genocidio, il massacro del 7 ottobre è stato sistematicamente minimizzato, mentre le azioni israeliane sono state distorte ed ingigantite”. Tra le migliaia di firmatari figurano personalità come l’ex primo ministro britannico Boris Johnson, l’ex ministro della Giustizia e Procuratore generale del Canada Irwin Cotler, l’ex alto diplomatico statunitense Elliott Abrams, l’inviata speciale degli Stati Uniti per il monitoraggio e la lotta all’antisemitismo Deborah Lipstadt, gli storici Dina Porat, Benny Morris, Niall Ferguson, la scrittrice Ayaan Hirsi Ali, il magnate dei media Haim Saban, l’attrice Debra Messing e molti altri.