martedì 14 luglio 2026

Putin perde 21 petroliere

[Vado un attimo fuori di testa, vi serve qualcosa? Anonimo]    "Nella notte dell'11 luglio, nell'ambito delle operazioni per ridurre il potenziale economico-militare dell'aggressore russo, unità delle forze dell'Ucraina hanno danneggiato navi nemiche nelle acque del Mar d'Azov. Pertanto, 21 petroliere della Federazione Russa sono state colpite". Lo ha riferito lo stato maggiore ucraino su Telegram, sottolineando che "le petroliere vengono utilizzate per trasportare greggio e prodotti petroliferi eludendo le sanzioni internazionali".     "Sono stati colpiti anche quattro rimorchiatori, due navi da carico e una draga, utilizzati dal nemico per la logistica militare, il trasporto merci e il supporto alle attività infrastrutturali portuali. Si stanno accertando l'entità dei danni e le relative conseguenze".  In Jacuzia, regione siberiana della Russia, automobilisti in fila per fare rifornimento, mentre il Paese – scrive Afp – sta affrontando una carenza di carburante su scala nazionale, che il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto essere dovuta agli attacchi ucraini. In questa regione, dove il prezzo è solitamente più alto a causa delle complessità logistiche, il prezzo della benzina è passato da 81 a 96 rubli al litro in alcune stazioni di servizio. “Finiremo per mettere fuori servizio le auto di servizio, come ai tempi dell’Unione Sovietica. Svuoteremo i loro serbatoi”, commenta ad Afp Nikolay, un automobilista. La Procura generale della Bolivia ha aperto un'indagine d'ufficio sul presunto reclutamento di cittadini del paese sudamericano destinati a combattere nella guerra in Ucraina. L'inchiesta è stata avviata dopo la denuncia dei familiari di due cugini, Iván Valdivia e José María Soleto Ayala, partiti per la Russia il 3 aprile con la promessa di un contratto di lavoro e che, secondo i parenti, sarebbero stati invece arruolati nelle forze russe.     Lo riferiscono i principali media boliviani, precisando che il procuratore generale Roger Mariaca ha reso noto che le indagini saranno condotte dall'unità specializzata contro la tratta e il traffico di persone, mentre anche la polizia ha avviato accertamenti per verificare chi possa aver reclutato i due giovani e con quali modalità.     Le famiglie, che oggi hanno organizzato una veglia simbolica dopo aver appreso della loro presunta morte al fronte, riferiscono di aver ricevuto fotografie e video che li ritraevano in uniforme militare accanto a soldati russi. Ai due sarebbe stato promesso un compenso di 16 mila dollari, ma i parenti affermano di aver ricevuto soltanto 3 mila dollari prima di perdere ogni contatto con loro. Il posto della Bulgaria non è in una coalizione che insiste sull'assistenza finanziaria e militare all'Ucraina, ha dichiarato ai giornalisti il premier della Bulgaria, Rumen Radev, che si trova a Parigi su invito di Emmanuel Macron per partecipare alla parata militare per il 14 luglio.     "Ho ricevuto personalmente un invito dal presidente Macron a partecipare alla coalizione dei Volenterosi, ma credo che il posto della Bulgaria non sia lì, perché si tratta di una coalizione che insiste sul continuo sostegno finanziario e militare all'Ucraina", ha detto Radev. A suo giudizio la Bulgaria non fornisce tale assistenza perché "la soluzione a questo conflitto non risiede nella sua continuazione con mezzi militari, ma in una forte iniziativa diplomatica che ponga fine all'escalation il prima possibile". Alla domanda se la Bulgaria sia interessata alla nuova coalizione creata dall'Ucraina e da nove Paesi europei per sviluppare una difesa condivisa contro i missili balistici russi, Radev è stato categorico: "Tutte le decisioni che riguardano la nostra sicurezza collettiva vengono prese in un formato e in un luogo diversi". "Abbiamo visto molte proposte e idee, ma le decisioni si prendono nell'ambito dell'Ue e della Nato, dove la Bulgaria ha peso e una presenza attiva", ha concluso il premier bulgaro. 


Gibilterra post-Brexit

[E fattela una risata, che magari domani sei una foto seria sul marmo. Tristemietitore, Twitter] È stato ufficialmente firmato al Palais Berlaymont l'accordo tra Ue e Regno Unito per lo status post-Brexit di Gibilterra. La cerimonia di firma è stata presenziata dal commissario Ue Maros Sefcovic, il ministro di Stato per l'Europa del Regno Unito, Stephen Doughty, il ministro principale di Gibilterra, Fabian Picardo, e il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. L'intesa comporterà, fra l'altro, l'eliminazione del confine terrestre fra il territorio iberico e la 'Rocca', da quando la Spagna la cedette alla Gran Bretagna con il Trattato di Utrecht nel 1713, dopo la conquista da parte di una flotta anglo-olandese durante la Guerra di Successione spagnola. "Un accordo assolutamente storico, che apre una nuova fase per Gibilterra e per il Campo di Gibilterra, creando enormi opportunità". Così Albares ha definito l'intesa tra l'Unione europea e il Regno Unito, sullo status post-Brexit di Gibilterra."Tre secoli dopo, Gibilterra e il Campo di Gibilterra torneranno a darsi la mano", ha evidenziato Albares intervenendo ai microfoni dell'emittente Cadena Ser. L'eliminazione della barriera fisica, ha spiegato, garantirà la libera circolazione di persone e merci nell'area, in particolare dei 15mila lavoratori spagnoli transfrontalieri che ogni giorno raggiungono Gibilterra. Secondo il ministro, l'intesa "chiude definitivamente l'ultimo tassello del puzzle della Brexit" e inaugura "una nuova era nelle relazioni bilaterali tra Spagna e Regno Unito e tra Unione europea e Regno Unito". E "completa le straordinarie relazioni di buon vicinato che abbiamo costruito con il Marocco, con l'Algeria e con il Trattato di amicizia con la Francia, che, nonostante il Partido Popular, andrà avanti", ha dichiarato Albares, in riferimento alla mancata ratifica di quest'ultimo al Senato, camera a maggioranza dei 'popolari'. Cerimonie ufficiali e una notte di musica per celebrare la storica svolta per Gibilterra e la vicina Linea de la Concepcion: sono previste a partire dalla mezzanotte di oggi, quando il primo ministro della Rocca, Fabian Picardo, e il sindaco della città spagnola si incontreranno davanti alla 'Verja', la vecchia barriera di confine per celebrare il momento in cui, tecnicamente, sarà eliminata. Per domani, 15 luglio, è atteso nella zona anche il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez - che oggi a Parigi partecipa alle celebrazioni della festa nazionale francese del 14 luglio, invitato dal presidente Emmanuel Macron - per assistere alla formale rimozione della barriera a La Linea de la Concepcion.

MbS attacca Houthi

[Succede questo quando ci si innamora: si vuole spartire la bellezza, far sì che diventi comunanza. Che si pianga delle stesse cose e che delle stesse cose si rida. Piera Ventre] Il presidente americano Donald Trump ha dato il proprio sostegno al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran, in Yemen. Lo rivela Axios, citando funzionari Usa. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a di ieri e i successivi attacchi missilistici degli Houthi hanno rappresentato la più grave escalation tra i ribelli dello Yemen e l'Arabia Saudita dal 2022.  La tv yemenita Al-Masirah, affiliata al gruppo filoiraniano degli Houthi, ha riferito che l'Arabia Saudita sta conducendo attacchi contro l'aeroporto internazionale di Sana'a. Secondo alcuni residenti della capitale yemenita, citati dall'agenzia di stampa Reuters citata dai media israeliani, aerei da guerra continuano a sorvolare la città. Al momento non vi sono conferme indipendenti sull'entità degli attacchi né su eventuali danni o vittime.Il ministro dell'Informazione yemenita ha dichiarato che gli Houthi "stanno tenendo sotto sequestro" un aereo della Croce Rossa internazionale, tenendo in ostaggio il pilota e il copilota. Lo riferiscono Sky news Arabic e i media israeliani citando Reuters. Gli Houthi dello Yemen - sostenuti dall'Iran - hanno dichiarato che risponderanno all'attacco contro l'aeroporto di Sana'a la cui responsabilità viene attribuita dal gruppo all'Arabia Saudita, sebbene l'attacco sia stato rivendicato dal governo yemenita sostenuto da Riad. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha accusato l'Arabia Saudita di "porre fine alla fase di de-escalation e di assumersi la piena responsabilità delle conseguenze della sua aggressione. Affermiamo che tale aggressione non rimarrà senza risposta né impunita". Il governo del Regno Unito ha annunciato oggi la decisione di mettere formalmente fuori legge i Guardiani della Rivoluzione islamica dell'Iran. L'iniziativa è stata evocata al Parlamento dalla ministra dell'Interno, Shabana Mahmood.    I Guardiani (detti anche pasdaran), costituiscono una forza militare, ma anche economica chiave a Teheran. Sono stati già oggetto di sanzioni da parte britannica e sono stati accusati di recente ripetutamente da Londra di promuovere attività ostili e talora violente sull'isola. Svolta nelle indagini della polizia britannica sull'uccisione di Ann Widdecombe, figura notissima della destra politica ma anche dell'intrattenimento televisivo britannico e pasionaria euroscettica transitata negli anni dalle file del Partito conservatore di Margaret Thatcher al Brexit Party (trasformatosi poi in Reform Uk) di Nigel Farage. Il caso passa oggi nelle mani dell'antiterrorismo, dopo l'annuncio dell'arresto di un 28enne nel weekend e dopo che inizialmente gli investigatori avevano accantonato l'idea di un movente politico.


Cluster Ue per l’Ucraina

[Per qualche motivo misterioso, spesso una colpa evidente dà più soddisfazione della pura innocenza, della quale non vi è mai certezza. Ralf Rothmann] L’Ue ha aperto il cluster 6, dedicato alle relazioni esterne, nei negoziati di adesione con l'Ucraina. La decisione è stata formalizzata oggi in occasione della terza Conferenza di adesione Ue-Ucraina. "Con l'apertura del cluster 6, il Consiglio ha dimostrato l'impegno dell'Ue nei confronti dell'allargamento", ha dichiarato il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, a nome della presidenza di turno dell'Ue. Byrne ha definito la decisione "un'importante pietra miliare" nel percorso di adesione di Kiev, ricordando che si tratta del secondo cluster aperto dall'Ue con l'Ucraina, dopo il Cluster 1 sui fondamentali. Un incendio è scoppiato in una raffineria nel sud della Russia, colpita in un attacco di droni ucraini, secondo quanto riferiscono i media di Stato russi.     L'impianto preso di mira è la raffineria di Afipsky, nel territorio di Krasnodar, precisa l'agenzia Tass. Sempre in questa regione, una persona è rimasta ferita per la caduta di detriti di un drone intercettato nel distretto di Seversky.     La Tass aggiunge che "un massiccio attacco di droni è stato respinto" sulla zona industriale di Salavat, nella repubblica di Baschiria.     Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che 288 droni sono stati lanciati dalle forze ucraine la scorsa notte su varie regioni russe, compresa quella di Mosca, sulla Crimea occupata, sul Mar Nero e sul Mar d'Azov. Secondo il dicastero, tutti i velivoli senza pilota sono stati intercettati.Francia e Ucraina hanno definito una "tabella di marcia" per l'acquisizione da parte di Kiev di 16 caccia Rafale e del relativo armamento - "i primi dei quali dovrebbero volare nei cieli ucraini già nel 2028-2029". Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron. Per rafforzare le difese aeree ucraine, Kiev acquisirà inoltre "un primo lotto di batterie Samp/T di nuova generazione, a integrazione dei sistemi - e dei relativi missili - la cui consegna è prevista nelle prossime settimane", ha aggiunto il capo dello Stato al termine di un vertice a Parigi della "coalizione dei volenterosi".     La forza multinazionale destinata a essere dispiegata in Ucraina una volta cessati i combattimenti inizierà ad addestrarsi nei "Paesi vicini" nei "prossimi mesi", ha poi annunciato il presidente francese. "Oggi abbiamo deciso di svolgere delle esercitazioni nei prossimi mesi... Si terranno nei Paesi confinanti con l'Ucraina per convalidare i nostri piani di dispiegamento e dimostrare che siamo pronti, determinati e credibili", ha precisato Macron.  Accordo tra Ue e Regno Unito per l'adesione di Lontra al prestito a sostegno dell'Ucraina da 90 miliardi di euro. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha finalizzato l'intesa con il primo ministro Keir Starmer a margine del vertice dei Volenterosi a Parigi.    "Ciò consentirà all'Ucraina di avvalersi di una gamma più ampia di fornitori nel settore della difesa. In questo modo potrà procurarsi ciò di cui ha bisogno sul campo di battaglia", ha sottolineato von der Leyen. 


Brent a 86,14 $

[Se si volesse scegliere una data in cui l’umanità ha avuto inizio, sarebbe il giorno in cui i nostri antenati hanno deciso di inoltrarsi nella dimensione linguistica. David Bessis] Continuano a risalire questa mattina i prezzi del greggio con il Brent sopra gli 86 dollari al barile, a 86,14 dollari (+3,41%), e il Wti a 80,80 dollari (+3,40%). L’escalation ulteriore tra Iran e Usa, che vede proprio lo Stretto di Hormuz al centro dello scontro, ha fatto aumentare le quotazioni del petrolio, nella convinzione che lo Stretto non tornerà più alla normalità. Ieri Trump ha parlato dell’ipotesi di introdurre una sorta di pedaggio, pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso Hormuz, da versare agli Usa in cambio di un servizio di scorta, e ha annunciato il blocco totale dello Stretto per le navi iraniane. Immediata la replica: a controllare lo Stretto è da sempre Teheran che continuerà a farlo. Con gli ultimi rialzi di oltre il 10%, da quando sono iniziati i nuovi attacchi reciproci Usa-Iran, è stato annullato un mese di cali del prezzo del petrolio. In rialzo sul Ttf di Amsterdam anche il prezzo del gas: a circa un’ora e mezza dall’avvio degli scambi, viaggia a quota 52,87 euro a megawattora, +3,11%.” Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, su disposizione del commander-in-chief". Lo scrive il Centcom su X. Il nuovo conflitto contro l'Iran "sarà molto veloce". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Attacchiamo stanotte e colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto. "Hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo.    Alla fine finiremo per controllare tutto quello che stanno facendo: è folle e molto stupido", ha detto ancora Trump. Gli Stati Uniti "vogliono essere rimborsati", perché "stiamo proteggendo un'area molto ricca del mondo". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale a proposito dell'imposta del 20% sulle merci che passano per lo stretto di Hormuz. Le forze armate israeliane sono pronte ad attaccare l'Iran "una terza volta, se necessario": lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, nel corso di una cerimonia militare.     "L'esercito è pronto e in allerta per una ripresa delle ostilità, per ristabilire la superiorità aerea e colpire ancora (...) in Iran al fine di eliminare le minacce, anche una terza volta se necessario", 

Lula sfida Donaldo

[Nel mondo antico i tre impulsi emotivi devono essere stati: la meraviglia, la paura e l’ammirazione. L’amore è soltanto un fattore secondario della meraviglia e dell’ammirazione. D. H. Lawrence] Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha accusato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di comportarsi come un pirata per la proposta di imporre un pagamento sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto del petrolio. “Trump ha pubblicato un messaggio dicendo che libererà lo stretto, ma che per ogni nave che vi passerà il proprietario del petrolio dovrà pagargli il 20%. Un tempo questo si chiamava pirateria”, ha affermato Lula durante una visita all’Istituto Mauß di Tecnologia, nello Stato di San Paolo. “Un Paese importante come gli Stati Uniti, che per molto tempo ha combattuto la pirateria, non può ora trasformarsi in un pirata”, ha aggiunto il presidente brasiliano.“Lo Stretto di Hormuz è una sua responsabilità, non era chiuso. Non è stato il Brasile a inventare la guerra contro l’Iran. Il Brasile ha sparato un solo colpo? No. Il Brasile ha ucciso qualcuno? No. È stato lui a inventare questa guerra”, ha dichiarato, riferendosi a Trump. Il presidente ha quindi difeso le misure adottate dal governo brasiliano per contenere le conseguenze economiche del conflitto, tra cui i sussidi destinati a controllare il prezzo dei carburanti. Secondo Lula, l’obiettivo è impedire “che qualcuno finisca in una situazione di insicurezza alimentare a causa della guerra del signor Trump”. Le dichiarazioni sono arrivate durante una visita all’Istituto Mau di Tecnologia, che sta conducendo test sull’etanolo e sul biodiesel per sviluppare miscele di carburanti meno inquinanti. Il Brasile "riscriverà la storia delle terre rare". Lo ha detto il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, annunciando un cambio di strategia nello sviluppo dei minerali critici, durante una riunione ministeriale in cui non sono mancate una sfida al presidente statunitense Donald Trump e un riferimento alla Cina. "Da ora le cose cambieranno. Non sarà più lo stesso dibattito", ha affermato. "Se Trump è preoccupato per la Cina, può cominciare a preoccuparsi anche del Brasile", ha aggiunto, sostenendo che la Cina è "ossessionata dall'essere l'unica al mondo" a detenere il know-how sulle terre rare e che Donald Trump "invidia" Pechino per questo. Il capo dello Stato ha ribadito che il Paese "non vuole essere venditore di materia prima", ma "esportatore di intelligenza e conoscenza", perché dispone già delle competenze scientifiche necessarie per diventare un protagonista della filiera globale, e ha annunciato la creazione di un consiglio collegato alla Presidenza della Repubblica per coordinare la politica sui minerali critici e strategici e definirne le priorità.     Il Brasile possiede la seconda maggiore riserva mondiale di terre rare, ma il trattamento industriale di questi minerali è ancora limitato rispetto al loro potenziale. La Camera ha recentemente approvato il progetto di legge che istituisce una politica nazionale per i minerali critici e strategici, con incentivi agli investimenti, un fondo di garanzia da 5 miliardi di real e un Consiglio nazionale incaricato di coordinare il settore. Il testo è all'esame del Senato.


lunedì 13 luglio 2026

Evviva Santa Rosalia

[Alle persone piace dire che ricercano la verità. A volte lo pensano davvero, ma la realtà è che desiderano il caldo abbraccio di una bugia. Laura Shepherd-Robinson] Il volto di Rosalia sulle pagine originali di un messale romano stampato a Venezia nel 1750, omaggio dell'artista Nikarte alla Patrona di Palermo: nell'opera Ex-Voto Santa Rosalia la memoria della carta antica e la forza del gesto contemporaneo convivono sulla stessa superficie, trasformando un documento storico in una nuova immagine capace di generare significati inediti e di restituire nuova vitalità alla tradizione. È uno dei lavori della mostra "Rosalia" che è stata  inaugurata il 9 luglio alle 18 negli spazi espositivi della galleria Il Casino delle Muse, in via XII Gennaio 11 a Palermo, in occasione delle celebrazioni del Festino di Santa Rosalia.    Il progetto nasce come un omaggio alla figura della Santuzza, simbolo identitario della città di Palermo, proponendo una riflessione sul rapporto tra memoria collettiva, devozione popolare e linguaggi dell'arte contemporanea. Attraverso una selezione di opere realizzate su supporti storici e materiali antichi, Nikarte sviluppa una ricerca artistica che mette in dialogo patrimonio culturale, memoria e sensibilità contemporanea. Le immagini dedicate a Santa Rosalia convivono con altre figure appartenenti alla tradizione iconografica cristiana, tra cui la Vergine Maria, San Sebastiano e San Giorgio.     "Santa Rosalia diviene non soltanto simbolo religioso, ma autentica metafora identitaria della città di Palermo, luogo d'incontro tra storia, devozione popolare e memoria collettiva - dice il critico d'arte Giuseppe Carli, curatore della mostra -.     Le opere di Nikarte ci ricordano come le immagini non appartengano esclusivamente al passato, ma continuino a vivere nel presente, trasformandosi e generando nuove possibilità di interpretazione".     La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio nella Galleria Il Casino delle Muse dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.