[La malvagità è come il cibo: una volta che hai iniziato è difficile fermarsi; l’intestino si è ampliato per accoglierne sempre di più. John Updike] Un impegno rafforzato nella ricerca e nell'innovazione, concentrato nelle aree terapeutiche caratterizzate da bisogni clinici e sociali ancora parzialmente insoddisfatti. È la sfida della casa farmaceutica Teva, leader di mercato per i farmaci equivalenti, che, nel periodo 2022-2025, ha realizzato investimenti in Italia in ricerca, sviluppo e ricerca clinica per circa 3 milioni di euro. La ricerca di Teva si concentra in particolare nelle neuroscienze e nell'immunologia, con programmi che interessano patologie quali emicrania, schizofrenia, atrofia multisistemica, asma, vitiligine, malattie infiammatorie croniche intestinali e celiachia. Tra queste, un ruolo centrale è occupato dalla Brain Health, una delle grandi sfide emergenti per i sistemi sanitari: le condizioni neurologiche e psichiatriche incidono infatti per oltre il 18% della perdita complessiva di salute a livello globale e, solo in Europa, riguardano circa 180 milioni di persone. L'esperienza di Teva nell'emicrania rappresenta un esempio concreto di questo approccio. Teva ha costruito nel tempo un piano composto da 35 studi, tra studi registrativi, interventistici, osservazionali e real-world, dai quali derivano oltre 105 pubblicazioni scientifiche. L'Italia ha svolto un ruolo significativo in questo piano, con cinque studi multicentrici che hanno coinvolto le strutture italiane e che hanno contribuito alla realizzazione di dieci pubblicazioni scientifiche, collegando la ricerca internazionale dell'azienda con la comunità clinica nazionale. "In questi 30 anni abbiamo sviluppato una capacità consolidata di innovare nelle neuroscienze, affiancata più recentemente dall'estensione della nostra pipeline in ambito immunologico - spiga Umberto Comberiati, amministratore delegato e presidente di Teva Italia -. La pipeline riflette questo percorso evolutivo: non solo sviluppo di nuove terapie, ma un impegno strutturale a trasformare i bisogni emergenti in soluzioni concrete per i pazienti. Per noi accesso e innovazione non sono dimensioni alternative, ma due leve complementari attraverso cui contribuire in modo sostenibile all'evoluzione del sistema salute".
OTTOBRE ROSSO
venerdì 19 giugno 2026
Una pace armata
[La cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre.Alessandro Baricco] In un'intervista alla tv France 2, Emmanuel Macron ha detto di non "credere" che la guerra tra Stati Uniti e Iran "sia completamente finita", nonostante l'accordo firmato ieri da Donald Trump a Versailles. "È sempre meglio avere un accordo che la guerra, soprattutto quando c'è il rischio di un'escalation", ha aggiunto il presidente francese. "Stiamo entrando in una nuova fase, di cooperazione e dialogo che è meglio della guerra". Macron ha riferito che la decisione del tycoon di firmare l'accordo con l'Iran a Versailles "è stata presa in modo abbastanza spontaneo". "I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate sulla questione". Lo riporta il Financial Times. L'Iran non ha inviato una delegazione in Svizzera per i colloqui sul nucleare a causa degli attacchi, hanno affermato le fonti. "Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall'accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione", ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione. Gli attacchi israeliani a Beirut hanno ripetutamente minacciato di far deragliare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, con il presidente americano Donald Trump che ha espresso apertamente la propria frustrazione per l'insistenza di Israele nel proseguire la propria offensiva, nota il quotidiano della City. L'Iran ha mantenuto ferma la propria posizione di "niente Libano, niente accordo", ha affermato una seconda fonte a conoscenza dei negoziati, aggiungendo che Teheran ritiene di poter avere il sopravvento e di poter ottenere concessioni da Washington riguardo alla guerra di Israele contro il Libano. Secondo il primo diplomatico, il messaggio degli iraniani era: "Noi abbiamo frenato Hezbollah, gli Stati Uniti non riescono a frenare Israele. Finché non lo faranno, non ci presenteremo". Due delle fonti hanno riferito che i colloqui erano stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì, ma che ciò dipendeva dalla situazione in Libano. Una terza fonte ha affermato che resta ancora da confermare la durata del rinvio. ''In risposta alle violazioni del cessate il fuoco di Hezbollah, nel corso della notte l'Idf ha attaccato oltre 80 obiettivi nell'area di Nabatieh e altre zone nel sud del Libano. Decine di terroristi di Hezbollah sono stati eliminati. Inoltre, l'Idf ha eliminato due terroristi che stavano scappando su una motocicletta da una zona da cui avevano lanciato razzi contro le truppe israeliane nel sud del Libano''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che, in un raid oggi nella zona della Bekaa, l'esercito ha preso di mira ''due quartieri generali di Hezbollah da cui stavano operando terroristi dell'organizzazione''. "Questa mattina ho tenuto una riunione di valutazione della situazione con il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore. Le mie istruzioni sono chiare: Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare a caro prezzo a Hezbollah questi attacchi". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. "Come ho chiarito inequivocabilmente, anche ieri: Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord".
Teva leader in Italia
[La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno. Alda Merini] Con oltre 101 milioni di confezioni di farmaci distribuite nel canale retail nel 2025 e quasi 150 milioni di unità in quello ospedaliero, l'azienda farmaceutica Teva è leader di mercato nei farmaci equivalenti in Italia. Tra il 2022 e il 2025 i volumi hanno superato i 400 milioni di confezioni nel retail e i 552 milioni di unità nel canale ospedaliero e, complessivamente, quasi 1 farmaco equivalente su 4 distribuito in Italia è infatti un prodotto Teva. Nel 2025 i farmaci equivalenti dell'azienda hanno consentito al Servizio sanitario nazionale un risparmio stimato di 350 milioni di euro. Valore che supera l'1,16 miliardi di euro nel periodo 2022-2025. Sono questi i dati principali presentati in occasione dell'evento 'Il futuro della salute: accesso, sostenibilità e innovazione per il sistema' realizzato da The European House - Ambrosetti (Teha), in cui Teva ha illustrato il proprio contributo alla sostenibilità e all'evoluzione del sistema salute, maturato in 30 anni di presenza nel Paese. "Trent'anni di presenza in Italia ci consegnano una responsabilità chiara: contribuire in modo continuativo alla sostenibilità e all'evoluzione del Servizio sanitario nazionale, garantendo accesso alle cure, qualità e continuità terapeutica per milioni di persone - commenta Umberto Comberiati, amministratore delegato e presidente di Teva Italia -. Oggi i farmaci equivalenti non rappresentano soltanto uno strumento di efficienza: sono una componente strutturale del sistema salute, capace di sostenere la gestione delle cronicità, ridurre le barriere di accesso e liberare risorse da reinvestire nell'innovazione e nei servizi". La storia di Teva in Italia prende avvio nel 1996, in una fase di profonda evoluzione per il sistema sanitario nazionale, chiamato a rispondere a bisogni di salute sempre più estesi garantendo allo stesso tempo la sostenibilità della spesa. "In questi anni, il contesto sanitario ha attraversato trasformazioni profonde: si sono evoluti i bisogni clinici e le aspettative di salute, accentuando le sfide di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale - aggiunge Comberiati -. In questo contesto, la capacità di Teva di garantire continuità di approvvigionamento su volumi significativi, assicurando l'accesso alle terapie per milioni di cittadini, si configura come un elemento distintivo ad alto valore sistemico".
Primo cluster per Kiev
[La malvagità non è qualcosa di sovraumano, è solo qualcosa di meno umano. Agatha Christie] Durante il consiglio europeo in corso a Bruxelles, il presidente Costa ha sottolineato “la necessità di avere fiducia nelle nostre azioni a sostegno dell’Ucraina e di essere pronti ad assumerci la responsabilità, qualora e quando le condizioni lo consentiranno, di un dialogo con la Russia, al fine di contribuire a una pace giusta e duratura che tuteli anche gli interessi dell’Europa”. È quanto si apprende da fonti Ue. Questo, sottolineano le stesse fonti, è anche ciò che il Presidente Zelensky ci chiede di fare: “che l’Europa assuma un ruolo più attivo negli sforzi diplomatici. Il punto più importante è che gli europei rimangano coordinati sulle modalità di dialogo con la Russia e sulla posizione che l’UE dovrebbe assumere. E il ruolo del Presidente è quello di garantire l’unità dell’UE”. Nel corso del summit, Costa ha anche parlato dei recenti “brevi contatti diplomatici con il Cremlino”. Il presidente del Consiglio europeo ha spiegato “di aver chiesto al suo ufficio di aprire un canale diplomatico con la Russia. L’obiettivo è essere pronti, al momento opportuno, a difendere gli interessi dell’UE. Si tratta di brevi contatti, senza scambio di informazioni sostanziali né negoziati: diplomatici che svolgono attività diplomatica”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato il sostegno del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al rafforzamento della pressione sanzionatoria sulla Russia con l’obiettivo di costringere la parte russa a porre fine alla guerra. “Abbiamo avuto buoni incontri e colloqui con tutti i leader, incluso il presidente Trump. Il presidente degli Stati Uniti è molto chiaro sull’aumento della pressione sulla Russia per porre fine a questa guerra orribile che la Russia ha portato contro l’Ucraina e contro tutta l’Europa. E questa è anche la posizione comune di tutti i leader del G7”, ha detto Zelensky in apertura della riunione del Gruppo di contatto nel formato ‘Ramstein’ odierna. “Siamo grati per questa unità. Abbiamo gli strumenti, e sono abbastanza forti da mettere la Russia su un percorso in cui la diplomazia diventi l’unica opzione”, ha aggiunto Zelensky. Il presidente ucraino ha definito l’attacco russo alla Lavra di Kiev un crimine contro l’umanità e ha affermato che l’Ucraina sta preparando risposte agli attacchi russi. “E oggi potete vedere una di queste risposte nella regione di Mosca questa mattina. Per questo le nostre sanzioni a lungo raggio colpiscono in modo molto efficace le infrastrutture petrolifere russe e le raffinerie”, ha osservato il leader ucraino. Zelensky ha sottolineato che la Russia sta già affrontando una carenza di carburante e un forte calo delle entrate di bilancio. “Ma Putin non sta fermando questa guerra. Insiste nel continuarla. Quindi la pressione deve aumentare. Ogni progetto a sostegno dei droni ucraini e della nostra produzione di armamenti in Ucraina e insieme, naturalmente, a voi, ai partner, e ogni azione sanzionatoria contro la Russia per questa guerra deve intensificarsi”, ha affermato il capo dello Stato ucraino. L’Ucraina sta “cambiando la dinamica sul campo di battaglia” e sta infliggendo alla Russia “enormi perdite”, ma può continuare a farlo solo con un rafforzamento del sostegno internazionale, ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa a Bruxelles al termine di una riunione dell’Alleanza. Rutte ha annunciato che nelle prossime ore i ministri parteciperanno al Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky. Secondo il segretario generale, il sostegno militare a Kiev resta decisivo per mantenere la pressione su Mosca e per garantire la tenuta delle capacità ucraine sul terreno. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha dichiarato di essere impressionato dalla capacità dell’Ucraina di trasferire le operazioni militari sul territorio russo, invitando gli alleati a studiare l’esperienza ucraina nella guerra moderna. Gli attacchi ucraini su Mosca rappresentano un “gamechanger” nel conflitto con la Russia. Lo ha dichiarato il presidente lituano Gitanas Nauseda, intervenendo a margine del vertice Ue a Bruxelles. Nauseda ha sottolineato come vi siano “sempre più prove” del fatto che la guerra stia raggiungendo direttamente la popolazione russa, affermando che ciò potrebbe modificare la percezione interna del conflitto. In particolare, Mosca si è svegliata questa mattina sotto un massiccio attacco di droni, con esplosioni in diversi punti della città e colonne di fumo nel cielo. Secondo il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin e diversi canali di monitoraggio, decine di droni hanno preso di mira la capitale russa e avrebbero colpito per la seconda volta in tre giorni la raffineria di petrolio di Mosca, provocando un vasto incendio. “Se l’Ucraina brucia, brucerà anche la vostra Mosca”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio diffuso dopo la serie di attacchi con droni nella notte contro la capitale russa. Decine di droni hanno difatti colpito Mosca, centrando per la seconda volta in una settimana la raffineria della società Gazprom Neft nella periferia sud-orientale della città. Zelensky ha ribadito che “l’Ucraina non vuole questa guerra” e ha accusato Mosca di esserne responsabile, chiedendo ai partner internazionali di aumentare la pressione sulla Russia attraverso nuove sanzioni contro i settori della difesa e dell’energia, oltre che sull’economia nel suo complesso, per costringere il presidente Vladimir Putin a porre fine al conflitto. Sul fronte diplomatico, dopo i consensi raccolti al G7, anche a Bruxelles il cammino dell’adesione all’Ue, segna un altro step positivo con l’apertura del primo cluster” dei negoziati. “È davvero un grande momento per l’Ucraina, per gli ucraini, sì, il primo cluster è stato aperto, grazie a tutti i leader, per l’unanimità, almeno l’unanimità è importante, assolutamente” ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al doorstep a Bruxelles, accompagnato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il primo cluster, le fondamenta. Oggi, naturalmente, discuteremo cinque ulteriori passi molto importanti, anche storici, per l’Ucraina, i cinque cluster successivi”, ha dichiarato Zelensky, osservando inoltre che “condivideremo con tutti i leader anche le riunioni del G7”. “Il sostegno all’Ucraina, la difesa aerea, come prepararci all’inverno e come esercitare pressione contro la Russia”, saranno questi i principali temi di cui si discuterà oggi a Bruxelles, ha spiegato Zelensky, aggiungendo che “abbiamo anche avuto unanimità durante il G7 su come essere forti e su come spingere verso il dialogo” la Russia di Putin, “a spingerlo al cessate il fuoco”.“È stata una settimana storica per l’Ucraina. Lunedì abbiamo aperto formalmente i negoziati del primo gruppo, un passo molto importante verso l’allargamento dell’Unione europea e la piena adesione dell’Ucraina all’Unione europea. E al G7 abbiamo raggiunto una dichiarazione congiunta con il chiaro e forte sostegno di tutti i membri del G7 all’Ucraina. Ciò significa che ora abbiamo 27 Stati membri uniti nel sostenere l’Ucraina”, ha affermato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa arrivando, insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, a Bruxelles per la riunione del Consiglio Ue. “È anche molto importante sottolineare che ora l’Unione europea, gli Stati Uniti e i nostri partner di Canada, Giappone e Regno Unito, tutti noi stiamo lavorando insieme per continuare a sostenere l’Ucraina – ha aggiunto Costa -. È per questo che al G7 abbiamo deciso di esercitare maggiore pressione sulla Russia, al fine di ridurre la sua capacità di proseguire la guerra contro l’Ucraina. In questo modo daremo nuovo slancio al nostro cammino verso una pace giusta e duratura in Ucraina”, ha concluso il presidente del Consiglio europeo. Sul campo di battaglia “ho l’impressione che la situazione stia cambiando. Vediamo che l’Ucraina sta tenendo duro, addirittura recuperando parzialmente territorio, e che sta vivendo un momento di grande forza, anche insieme ai nostri Stati membri che lavorano alla barriera di droni per i nostri Paesi in prima linea. Questo dimostra quanto l’Ucraina si sia già integrata nel lavoro dell’Unione Europea e stia progredendo”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen arrivando, insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla riunione del Consiglio Ue. Von der Leyen ha sottolineato l’importanza del momento che sta vivendo l’Ucraina, “in cui in cui inviamo un messaggio molto forte anche alla Russia, ovvero che forniamo all’Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro per i prossimi due anni”. E questo serve “anche per dare un messaggio molto forte, per dire che saremo al vostro fianco finché sarà necessario”. “La Russia, d’altra parte, sta soffrendo economicamente. Il fatto che la Russia abbia bloccato internet, chiuso Telegram, ad esempio, parla da sé. Perché la Russia – ha sostenuto la presidente della Commissione europea – sta di nuovo innalzando una cortina di ferro, ma ora è una cortina di ferro digitale sul suo popolo”.
giovedì 18 giugno 2026
Il silenzio è d’oro a punta Raisi
[La toga pretesta di Giulio #Cesare, sporca di sangue, che fu mostrata durante il suo corteo funebre, fece infuriare il popolo romano: si sapeva che era stato ucciso, perché il suo cadavere era stato collocato sul catafalco, ma quella veste fradicia di sangue fece vedere con tale evidenza l’immagine del delitto che sembrava che Cesare non fosse stato ucciso, ma lo si stesse uccidendo proprio in quel preciso momento. Quintiliano, Inst. VI, 1, 31] Alle ore 14 ha inizio l’incontro tra Ita, gh e asc, presso gli uffici enac di Palermo. È confermata la presenza di Maurizio Bonaccorsi impegnato anche nella trattativa gh, asc, Ita a Catania dove gli esuberi asc sono 34. La trattativa entra nel vivo proprio oggi, in forte ritardo visto che il passaggio è confermato per il primo di luglio. Gh Palermo conferma che non può prendere tutto il personale di asc: 19 sarebbero di troppo e sette gli amministrativi che comunque non rientrano nella clausola sociale. Ma quello che non si capisce è il silenzio, l’ottimismo che regna in apt, nessuna nota sindacale, nessun sit in di protesta, nessun tipo di agitazione, sono convinti che passeranno tutti, tutti, tutti… Ita ha ridotto il volato in questi anni (-1300 voli) dunque i numeri cambiano. Tra l’altro oggi scadeva l’adesione alla volontarietà di chi aderisce alla clausola sociale, manco a dirlo hanno aderito tutti anche perché nessuno vuole restare con il morto. Tutti quelli che hanno detto peste e corna di gh oggi si battono il petto e sono disposti a tornare.
mercoledì 17 giugno 2026
Chi vincerà a Bogotà?
[Qual è il tuo Everest? Tutti noi siamo in grado di conquistare più di quanto crediamo, perché abbiamo riserve di potenziale non sfruttato per realizzare i nostri sogni. Colin O’Brady] La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha evitato di esprimersi a favore di uno dei candidati in vista del ballottaggio presidenziale in Colombia, previsto per il 21 giugno. Durante una conferenza stampa, ha ribadito la volontà di non interferire nel processo elettorale: "È complesso per me parlare di uno o dell'altro candidato perché non vorremmo, prima dell'elezione, che si dicesse che stiamo orientando per qualcuno". La votazione rappresenta uno snodo cruciale per il Paese sudamericano, diviso tra due visioni opposte per arginare la povertà e il debito pubblico. Da una parte la destra di Abelardo de la Espriella, primo al turno iniziale con 10,3 milioni di preferenze (43,74 per cento); dall'altra la sinistra di Iván Cepeda, fermo a 9,7 milioni di voti (40,90 per cento). Senza entrare nel merito dei programmi, Sheinbaum ha concluso con un augurio generale: "Posso dire che vinca il popolo della Colombia. Che vincano sempre i popoli". Il presidente argentino Javier Milei ha espresso il proprio sostegno ad Abelardo de la Espriella in vista del ballottaggio presidenziale del 21 giugno in Colombia. In un messaggio pubblicato su X, Milei ha riferito di aver avuto un colloquio telefonico con il candidato di destra e di condividere con lui la necessità di rafforzare libertà economica, sicurezza e commercio, oltre a mantenere una linea di "tolleranza zero" contro il crimine organizzato transnazionale e il narcotraffico. Secondo Milei, la consultazione elettorale rappresenta una scelta decisiva per il futuro del Paese. "Si definirà se la Colombia proseguirà sulla strada della crescita economica e della prosperità o se persisterà in quella del comunismo che impoverisce", ha affermato. Il presidente argentino ha aggiunto che "le forze della libertà" della regione seguono con attenzione il voto colombiano e sostengono il candidato. Nel messaggio ha inoltre ribadito che l'Argentina sarà sempre al fianco di chi sceglie "libertà e democrazia".
Hezbollah festeggiano
[Il cristiano medio crede nel Dio monoteistico, ma anche nel Diavolo dualistico, nei santi politeistici e negli spiriti animistici. Yuval Noah Harari] Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato che il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti è stato firmato in via elettronica. Parlando all'emittente statale Press TV, Baghaei ha affermato che l'accordo è stato ora formalmente firmato da entrambe le parti in via elettronica. Lo riporta al Jazeera. Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato che l’intesa raggiunta tra Teheran e Washington per porre fine alla guerra regionale rappresenta una “grande vittoria “Innanzitutto, ci congratuliamo con il popolo iraniano, la resistenza e i paesi e i popoli della regione e del mondo che anelano all’indipendenza e alla libertà per questa grande vittoria”, ha dichiarato Qassem. Rabbi Shmuel Eliyahu ha reagito questa mattina al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha affermato che lo stato di Israele non sarebbe sopravvissuto due ore senza di lui. "Volevamo solo ricordare a Trump che il popolo di Israele esiste da 2.000 anni senza di lui e continuerà ad esistere dopo di lui.”Il popolo di Israele vive in condizioni molto più difficili. Quando eravamo dispersi tra le nazioni e cercavamo di distruggerci in ogni generazione, non avevamo un paese tutto nostro, eppure siamo sopravvissuti, anche senza Trump.”Rabbi Eliyahu ci ricorda che anche nei momenti più critici della storia dello Stato di Israele, Dio è lì a proteggerci: "Durante la guerra d'indipendenza del 1948, gli Stati Uniti non hanno sostenuto Israele e non hanno inviato armi per difenderci dai paesi arabi, non un solo proiettile, eppure abbiamo battuto tutti i paesi arabi. Era la vigilia della Guerra dei Sei giorni. Francia e Stati Uniti ci hanno imposto un embargo vietando la vendita di armi. Eppure abbiamo sconfitto Egitto, Giordania e Siria in soli sei giorni.” Rabbi Eliyahu aggiunge che la storia ci insegna che anche le iniziative diplomatiche che all'epoca sembravano promettenti sono fallite tristemente quando contraddicono le promesse divine. Questo è stato il caso degli accordi di Oslo, firmati sotto pressione dell'allora presidente americano e che hanno provocato un bagno di sangue e migliaia di morti. Questo è stato anche il caso del ritiro da Gaza, un altro assurdo accordo che ha dato vita a solo disastri e danni. "Ringraziamo gli Stati Uniti per il loro aiuto, ma non siamo ingrati.” Durante la nostra guerra, abbiamo portato la salvezza anche nel mondo occidentale, lasciati impotenti di fronte al cancro iraniano che minacciava di conquistare e dominare il mondo dall'Islam radicale.” Consigliamo a Trump di non firmare gli accordi di Monaco della nostra generazione. Con questi accordi, Chamberlain cedette a Hitler e scatenò la seconda guerra mondiale. Non ripetere lo stesso errore. "Non rimane molto tempo a Trump per decidere come la storia lo ricorderà: come un leader che ha sostenuto il popolo di Israele e ha portato luce nel mondo, o come qualcuno che, confuso, pensava di essere il leader del mondo. L'Iran ha accettato di diluire le proprie scorte di uranio arricchito nell'ambito dell'accordo provvisorio con gli Stati Uniti. Lo ha detto un funzionario americano illustrando il testo dell'accordo raggiunto. "Il fatto che abbiano ceduto su questo punto rappresenta una vittoria enorme, davvero enorme, per gli Stati Uniti d'America", ha messo in evidenza. Teheran "ha concordato di definire la gestione del materiali arricchito stoccato mediante un meccanismo da stabilire di comune accordo. La metodologia minima prevista consiste nella riduzione del grado di arricchimento in loco, sotto la supervisione dell'Aiea. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell'arricchimento e altre materie di comune interesse sulla base del quadro normativo che verrà definito nell'accordo finale", si legge nel documento.