[La malinconia è la struggente convinzione che il tempo sia un ladro, ed è radicata nei ricordi degli amori e dei successi del passato. Patrick De Witt] La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che i piani per dispiegare truppe della Coalizione dei Volenterosi in Ucraina sono la preparazione di "un aperto intervento militare" della Nato ostile alla Russia. La portavoce, citata dalla Tass, commentava le affermazioni di ieri a Kiev del segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo cui dopo il raggiungimento di un accordo, truppe della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi saranno dispiegate in Ucraina. Un'ipotesi che per Mosca rimane "categoricamente inaccettabile", ha affermato la portavoce russa. situazione globale potrebbe sfuggire al controllo e i rischi di una guerra mondiale sono molto elevati. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev in un'intervista alla Tass. "È vero, ultimamente abbiamo ripreso i contatti con gli Stati Uniti, e questo non può che rallegrarci" ha aggiunto. "E stiamo tenendo consultazioni su una vasta gamma di questioni, compresa quella della risoluzione del conflitto in Ucraina. Ma la situazione generale è molto pericolosa", ha osservato l'ex presidente russo. "Purtroppo, non si può escludere un conflitto globale, e penso che i rischi siano molto elevati e non siano diminuiti". Secondo Medvedev, "né la Russia né la Cina rappresentano una minaccia per la Groenlandia", e "la disintegrazione della Nato e il ritorno dell'Ue all'acquisto di gas russo sarebbero utili all'intero pianeta". Medvedev ha infine condannato il rapimento del presidente venezuelano Maduro da parte degli Stati uniti considerandolo "un disastro per il diritto internazionale". "Non siamo interessati a un conflitto globale. Non siamo pazzi! Chi ha bisogno di un conflitto globale?" ha aggiunto Medvedev. "Né - ha sottolineato - eravamo interessati a avviare un'operazione militare speciale". Medvedev ha ribadito che la Russia ha ripetutamente messo in guardia l'Occidente e i paesi della Nato, invitandoli a tenere conto degli interessi di Mosca e a sedersi al tavolo dei negoziati. "Tra gli altri scenari improbabili, se insistete, l'Unione Europea potrebbe scusarsi con la Federazione Russa e chiederle di riprendere le esportazioni di gas e petrolio", ha detto Medvedev in risposta alla domanda di un giornalista della Tass sull'evento più improbabile che potrebbe verificarsi nel 2026. "O che la Nato si sciolga in seguito all'uscita degli Stati Uniti. A proposito, entrambi gli scenari sarebbero utili al nostro pianeta", ha aggiunto. Rispetto all'ambizione del presidente degli Stati Uniti Donald Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia, ha affermato: "Non parlerò molto della Groenlandia. Il nostro presidente ha affermato di recente che la questione non ci riguarda affatto. Quindi, lasciamo che gli Stati Uniti risolvano la questione con gli europei. Questa è una sfida piuttosto importante all'unità atlantica", ha affermato il politico. Spetta a Kiev prendere le "decisioni pertinenti" per favorire un accordo di pace, e finché non lo farà, la Russia continuerà la sua "operazione militare speciale". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti. La posizione della Russia per la risoluzione del conflitto è "estremamente chiara, ben compresa sia dal regime di Kiev che dai negoziatori statunitensi", ha aggiunto Peskov. Odessa nuovamente attaccata nella notte da raid russi che hanno causato danni alle infrastrutture civili e industriali. I bombardamenti hanno devastato edifici residenziali e pubblici e i soccorritori hanno prestato assistenza alle vittime. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, citando un post del capo dell'amministrazione militare di Odessa, Serhiy Lysak, sulla rete Telegram. Secondo quanto riferito da Rbc, l'attacco notturno ha danneggiato due quartieri della città. Un edificio residenziale di due piani è stato colpito: il tetto è andato distrutto, i pavimenti degli appartamenti sono stati danneggiati, l'onda d'urto ha frantumato le finestre degli edifici vicini e le auto parcheggiate sono state danneggiate. Anche una scuola e un asilo sono stati colpiti dai bombardamenti. È stato segnalato anche un incendio negli uffici amministrativi di uno stabilimento industriale. L'entità del rogo è ancora in fase di definizione, ma i vigili del fuoco hanno già avviato le operazioni di contenimento delle fiamme. I dipendenti del Servizio di Stato per le situazioni di emergenza hanno evacuato quattro persone dalla zona colpita. Due donne hanno ricevuto assistenza medica direttamente sul posto. I servizi municipali hanno iniziato a riparare le finestre rotte e a ripristinare le infrastrutture danneggiate. Continuano le ispezioni degli edifici per individuare ulteriori danni e valutare i rischi per la sicurezza della popolazione.
OTTOBRE ROSSO
mercoledì 4 febbraio 2026
Osce con l’Ucraina
[Ci sono pochi libri che non siano stati scritti per amore, per una qualche forma di amore, anche solo di amore per la lingua. Ralf Rothmann] L'OSCE è la più grande organizzazione regionale di sicurezza al mondo, con 57 Stati partecipanti tra Europa, Asia centrale e America del Nord. Fondata nel 1975 (e trasformata in organizzazione nel 1995), si occupa di prevenzione dei conflitti, gestione delle crisi e diritti umani attraverso un approccio onnicomprensivo su tre dimensioni: politico-militare, economico-ambientale e umana. Il Presidente in carica dell'Osce, il Consigliere Federale svizzero e Capo del Dipartimento Federale degli Affari Esteri, Ignazio Cassis, e il Segretario Generale dell'Osce, Feridun H. Sinirlioğlu hanno concluso la loro visita in Ucraina. A Kiev hanno incontrato il Presidente, Volodymyr Zelenskyy e tra gli altri il Ministro degli Affari Esteri, Andrii Sybiha. Durante le riunioni è stato ribadito il fermo sostegno dell'Osce a una pace giusta e duratura fondata sul diritto internazionale. "La nostra priorità è sostenere gli sforzi diplomatici in corso volti a porre fine alla guerra attraverso un accordo negoziato", ha detto il Presidente Cassis. "L'Osce, una volta che le condizioni lo permetteranno, contribuirà al monitoraggio di un cessate il fuoco e a sostenere l'attuazione di un accordo di pace" ha aggiunto Cassis che ha anche espresso "grave preoccupazione per la continua sofferenza della popolazione civile". "Gli attacchi russi in corso contro civili e infrastrutture critiche stanno causando danni duraturi. Il diritto internazionale umanitario deve essere sempre rispettato" ha insistito. Il Presidente in carica e il Segretario Generale hanno nuovamente chiesto il rilascio immediato dei tre membri dello staff Osce detenuti: Vadym Golda, Maksym Petrov e Dmytro Shabanov. Dopo gli incontri con le loro famiglie, il Segretario Generale Sinirlioğlu ha dichiarato: "Sto e continuerò a fare tutto ciò che è in mio potere per assicurarmi che si riuniscano con i loro cari il prima possibile". L'Osce informa, infine, che il Presidente in carica e il Segretario Generale si recheranno a Mosca per incontri il 6 febbraio prossimo. "Alcuni alleati europei hanno annunciato che invieranno truppe in Ucraina una volta raggiunto un accordo: truppe sul terreno, jet nei cieli, navi nel Mar Nero. Gli Usa fungeranno da sostegno, mentre altri hanno promesso di fornire supporto in altri modi. Le garanzie di sicurezza sono solide. E questo è fondamentale perché sappiamo che raggiungere un accordo per porre fine a questa terribile guerra richiederà scelte difficili. L'Ucraina deve essere certa che i sacrifici fatti, le vite perse, la devastazione subita, non correrà il rischio di ripetersi". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Kiev. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) dovrebbe uscire rafforzata dall’attuale situazione di crisi. Al momento, il consenso, la capacità di agire e la fiducia nell’organizzazione sono profondamente scossi, ha affermato il nuovo presidente Ignazio Cassis venerdì a Vienna. “La guerra della Russia contro l’Ucraina ha fatto precipitare la nostra organizzazione nella crisi più grave della sua storia”, ha dichiarato il ministro degli affari esteri svizzero nel suo discorso di apertura davanti al Consiglio permanente. L’attuale crisi deve rafforzare l’organizzazione e non marginalizzarla. La priorità è chiara: non appena le circostanze lo consentiranno, l’organizzazione vorrebbe contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina. La Svizzera si impegnerà affinché l’OSCE sia riconosciuta come un attore utile e necessario, ha affermato Cassis. Ora occorre intensificare i preparativi affinché l’OSCE sia pronta ad assumere un ruolo mirato, credibile e complementare in caso di distensione o cessate il fuoco tra l’Ucraina e la Russia, ha aggiunto. L’OSCE – che riunisce 57 Paesi tra cui la Russia – non sarà però né una forza di pace né una soluzione miracolosa. Potrà fungere da piattaforma per il dialogo, da meccanismo a sostegno di un cessate il fuoco o da attore per una stabilizzazione mirata. Cassis ha inoltre chiesto l’immediato rilascio dei tre collaboratori dell’OSCE detenuti in Russia. Affinché l’organizzazione abbia successo, ha però bisogno di un budget. È fondamentale raggiungerlo il più rapidamente possibile. Oltre al budget, l’OSCE ha bisogno anche di riforme. “Stiamo preparando proposte pragmatiche affinché l’OSCE possa adempiere al suo mandato”, ha affermato ancora Cassis.
Iran ha paura
[Molto presto capiamo che la sventura non può essere domata dalle apparenze. La sventura scava il suo solco. Anne Skrich] L’Iran vuole che i negoziati in programma con gli Stati Uniti si tengano in Oman e non a Istanbul in Turchia: lo riferisce Axios citando due fonti qualificate. In aggiunta, scrive ancora Axios, Teheran chiede che i colloqui siano in formato bilaterale e non con il coinvolgimento di rappresentanze di altri Paesi. L'Iran non ha in programma di trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito, dopo che erano state menzionate sulla stampa ipotesi di questo tipo nell'ambito del negoziato sul dossier nucleare con gli Usa che dovrebbe essere avviato nei prossimi giorni a Istanbul. Lo ha affermato Ali Shamkhani, alto funzionario del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale e consigliere politico della Guida suprema, Ali Khamenei, come riferisce Mehr. Ma secondo ipotesi non ufficiali apparse sulla stampa l'Iran avrebbe accettato di consegnare le sue scorte di 400 chilogrammi di uranio arricchito - sufficienti per produrre fino a 10 armi nucleari - all'estero, probabilmente in Turchia. O, come scrive il New York Times, alla Russia. "Nei negoziati indiretti, vedremo che atmosfera si respira e se c'è spazio per un'intesa o meno. Se questo spazio si forma rapidamente, la situazione può rapidamente passare dai negoziati indiretti a quelli diretti", ha aggiunto Shamkhani, mentre ieri sera anche il vicesegretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, Ali Bagheri, aveva dichiarato che il trasferimento di scorte nucleari arricchite a qualsiasi Paese durante eventuali colloqui con Washington non era in programma. L'inviato del presidente Usa Steve Witkoff è atterrato in Israele in vista degli incontri di oggi pomeriggio con il primo ministro Benyamin Netanyahu, il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir e il direttore del Mossad David Barnea. Al centro dei colloqui il dossier Iran. Lo riferisce il notiziario di Channel 12.
martedì 3 febbraio 2026
Riparte il processo Becciu
[Sono io oppure tutti gli altri stanno impazzendo? Joker] Sono state calendarizzate le udienze per la ripresa del processo di secondo grado sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato a Londra, a carico del cardinale Giovanni Angelo Becciu: udienze sono fissate in tribunale per il 3, il 4 e il 5 di febbraio. Il 12 gennaio scorso la Cassazione vaticana si era pronunciata sugli appelli presentati. Di fatto però la Cassazione non ha più dovuto esprimersi sulla richiesta della difesa di ricusare il promotore di giustizia Alessandro Diddi, poiché questi ha presentato una dichiarazione di astensione dal processo, così che "la ricusazione è stata superata". L'accusa continuerà ora ad essere rappresentata in aula dal promotore aggiunto, Roberto Zannotti, docente alla Lumsa.
Costa Rica a destra
[Che faccenda maledettamente pazza è l’amore. Emanuel Schikaneder] La candidata del partito di destra al potere, Laura Fernández, ha ottenuto una schiacciante vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali tenutesi ieri in Costa Rica. Lo riporta l'agenzia Efe. Fernández ha registrato un sostegno del 49,61% dopo lo spoglio del 69,4% dei seggi. Fernández, 39 anni, ha superato di gran lunga il 40% dei consensi necessari per vincere al primo turno, battendo il candidato Álvaro Ramos, del partito socialdemocratico, che ha ottenuto il 32,12% dei voti, secondo i risultati pubblicati dalla Corte suprema elettorale. La candidata 'trumpiana' di destra, secondo i sondaggi preelettorali, era data al 44%. La presidente eletta del Costa Rica, Laura Fernández, ha annunciato il proseguimento della collaborazione con El Salvador in materia di sicurezza. Durante una telefonata con Nayib Bukele i due leader hanno concordato di mantenere attiva la consulenza tecnica salvadoregna per la costruzione del nuovo carcere di massima sicurezza e del "Centro di Comando e Controllo". Fernández, che ha ottenuto oltre il 50% dei voti garantendosi la presidenza al primo turno, ha definito quella con San Salvador una relazione fraterna, essenziale per la lotta all'impunità e al crimine organizzato. L'ex ministra ha ribadito che la realizzazione del penitenziario (noto come Cacco) è una "priorità assoluta" della sua agenda. "Lavoreremo gomito a gomito in questa battaglia regionale", ha dichiarato la futura titolare dell'esecutivo, confermando la linea di continuità con il governo uscente di Rodrigo Chaves e l'adozione di strategie tecnologiche ispirate al controverso, ma popolare, "modello Bukele".
Iran salvo?
[Nessuno va nel panico quando le cose vanno secondo i piani. Anche se il piano è orribile. Joker] Perché gli iraniani non contano per le più grandi star dell'industria musicale? Ieri sera si sono svolti i Grammy e nessuna celebrità ha detto una parola sugli oltre 30.000 iraniani massacrati nelle ultime settimane. Nemmeno una. Nessuna spilla. Nessun discorso. Nessun abito simbolico. Nessun post. Niente. Nel momento in cui gli iraniani ne hanno più bisogno, le celebrità hanno improvvisamente perso la voce. L'hanno solo quando si tratta di Israele.... Ipocriti! L’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, comunicano informalmente tramite messaggi Sms mentre il presidente americano agita venti di guerra contro la Repubblica islamica. Lo scrive il New York Times citando due fonti iraniane e una statunitense. I due dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul nel tentativo di allentare le tensioni fra i due Paesi e porre le basi per l’avvio di un negoziato incentrato sul programma nucleare di Teheran come esige il presidente Trump. Per provare a calmare le acque, secondo le due fonti iraniane, Teheran sarebbe disposto a fermare o sospendere il suo programma nucleare che equivarrebbe ad una concessione di grande portata. Ma preferirebbe una proposta che gli Usa hanno avanzato l’anno scorso di creare un consorzio regionale per la produzione di energia nucleare, sottolinea il quotidiano newyorkese. L'Ucraina sostiene il popolo iraniano, pronto a lottare per la propria libertà. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è stato designato come organizzazione terroristica. Lo ha riferito Rbc-Ucraina, citando il discorso serale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il mondo intero vede cosa sta succedendo in Iran, il numero di omicidi e come il regime iraniano abbia contribuito alla diffusione della guerra e della violenza nella regione e in tutto il mondo. L'Ucraina non dimenticherà nessuno delle migliaia di droni 'Shahed' che colpiscono le nostre città e i nostri villaggi, la nostra gente", ha osservato il presidente. Durante un discorso a Teheran trasmesso dalla televisione di Stato, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato il governo a tenere conto delle rivendicazioni popolari emerse dopo le recenti manifestazioni. Un intervento in cui ha alternato aperture al dialogo e accuse di interferenze esterne. “Se vogliamo imboccare la strada giusta, dobbiamo lavorare con il popolo e per il popolo, e servire il popolo il più possibile – ha detto il presidente. Se agiamo in modo giusto, il popolo lo vedrà e lo accetterà. In queste condizioni nessun potere potrà paralizzare un governo, una società o una nazione che agisce in modo corretto, equo e sulla base dei diritti”. “In questi sviluppi, purtroppo, sappiamo tutti che Trump, Netanyahu, gli europei e altri cercavano di istigare, creare divisioni, fornire organizzazione e mezzi, trascinando persone innocenti in questa dinamica”. “I manifestanti – osserva Pezeshkian – hanno delle rimostranze ed è nostro dovere sederci, ascoltarli e rispondere alle loro preoccupazioni. Abbiamo l’obbligo di ascoltare, di essere pronti al dialogo e di risolvere i problemi. Ma tutti sanno che non si è trattato solo di una protesta sociale: i nostri problemi sono stati sfruttati, l’agitazione è stata alimentata e l’obiettivo era ed è quello di spaccare la società”. Più di 3.000 persone sono morte a causa dei recenti disordini armati in Iran, ha riferito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Il numero totale dei morti ha raggiunto quota 3.117. Tra questi, 2.427 sono civili e membri delle forze di sicurezza, mentre 690 sono terroristi”, ha scritto Araghchi sul suo account di X. Dal canto suo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato che “migliaia” di persone, tra cui bambini, sono morte nella repressione delle proteste a livello nazionale in Iran e ha sollecitato le autorità a “mettere fine alla loro brutale repressione”. Intervenendo all’apertura di una riunione urgente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulla situazione in Iran, Volker Turk ha esortato le autorità di Teheran “a riconsiderare le proprie azioni, a fare un passo indietro e a mettere fine alla loro brutale repressione”. L'Iran ha continuato ad arrestare i "rivoltosi" a seguito dell'ondata di proteste che hanno attraversato il Paese da settimane. Lo riferiscono i media e gli osservatori locali, puntando il dito contro le autorità che stanno attuando una repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato migliaia di morti, sotto la copertura delle continue restrizioni di Internet. I media statali iraniani continuano a riportare regolarmente arresti di persone che, a loro dire, sono coinvolte in una "operazione terroristica" fomentata dagli acerrimi nemici di Teheran, Israele e Stati Uniti. La televisione di Stato ha annunciato oggi che 73 persone sono state arrestate per "sedizione sionista-americana" nel centro di Isfahan, sebbene la cifra a livello nazionale rimanga poco chiara. L'agenzia di stampa Tasnim ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che erano state arrestate 3.000 persone, mentre i gruppi per i diritti umani hanno sostenuto che il numero stimato è salito a circa 25.000. Il procuratore di Teheran ha intentato cause legali contro 25 persone, tra cui atleti e attori, nonché contro 60 coffee shop "che direttamente o indirettamente hanno accompagnato o sostenuto gli appelli al terrorismo" durante le proteste, ha riferito il sito web della magistratura Mizan Online, aggiungendo che sono state sequestrate anche delle proprietà. Aumenta allo stesso tempo l'isolamento internazionale nei confronti della Repubblica islamica a causa della repressione in atto. Il World Economic Forum ha annullato la partecipazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, prevista al vertice di Davos in Svizzera. I cacciatorpedinieri guidati che navigano con la Lincoln e altrove della regione offrono un notevole potenziale di attacco. Ognuno può trasportare decine di missili Tomahawk per attacco terrestre, con un raggio di 1.600 chilometri e una testata convenzionale da 450 chilogrammi. Inoltre, i gruppi d'attacco delle portaerei della Marina degli Stati Uniti spesso operano con un sottomarino d'attacco che può anche lanciare Tomahawks, anche se la presenza di sottomarini non si rivela quasi mai. Mentre la portaerei funge da base galleggiante per operazioni militari, gli Stati Uniti hanno diverse basi permanenti nella regione dove sono stati diretti anche altri aerei.Un aereo E-11A è arrivato giovedì alla base aerea di Al Udeid in Qatar, una delle ultime risorse critiche necessarie per consentire agli Stati Uniti di coordinare operazioni complesse. Il jet commerciale adattato funge da sistema di trasmissione di comunicazioni ad alta quota, trasmettendo dati per supportare le forze aeree o terrestri.
Procura francese convoca Musk
[Con la nostalgia non si fanno buoni affari. Eleonora Marangoni] Elon Musk, il mega-miliardario proprietario di X, e l'ex direttrice generale del social network, Linda Yaccarino, sono stati convocati in ''audizione libera'' il 20 aprile dalla procura di Parigi: è quanto annuncia in una nota la stessa procura d'Otralpe. Oggi la brigata francese per la lotta al cybercrimine ha perquisito la filiale di X France, nel quadro dell'inchiesta avviata in Francia sugli algoritmi ritenuti sospetti di X e Grok. La giustizia d'Oltralpe indaga da inizio 2025 sul funzionamento del social network (ex Twitter), in seguito a una segnalazione del deputato macroniano Éric Bothorel (Ensemble!) del 12 gennaio 2025. La perquisizione presso la sede di X France viene condotta dalla sezione per la lotta al cybercrimine, in collaborazione con gli agenti di Europol, per esaminare in particolare il funzionamento degli algoritmi di X. L'entità giuridicamente responsabile del social network si trova in Irlanda. X France gestisce unicamente la comunicazione e le pubbliche relazioni. Dal 29 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026, su Grok sono state prodotte o modificate 3 milioni di immagini ritraenti persone reali in scene sessualmente esplicite e non consensuali. Di queste, 23.000 hanno come soggetto minori. La stima arriva dall’analisi dell’organizzazione britannica no-profit Center for Countering Digital Hate, che ha analizzato un campione di 20.000 immagini pubblicate su Grok, l'intelligenza artificiale del social X di Elon Musk, in 11 giorni. Il 9 gennaio, xAI ha ristretto la possibilità di 'spogliare' le persone nelle foto reali con Grok agli utenti di X con un piano in abbonamento. Cinque giorni dopo, il 14 gennaio, il limite è stato esteso a tutti dopo le proteste di governi e istituzioni mondiali. I ricercatori dell'organizzazione no-profit hanno poi estrapolato una stima più ampia, basata sui 4,6 milioni di immagini generate dall'IA nello stesso periodo di tempo. "Si tratta di 190 immagini ogni minuto", spiega una nota dell'organizzazione, "una ogni 41 secondi se consideriamo solo i bambini". La ricerca definisce le immagini 'sessualmente esplicite' quelle con "rappresentazioni fotorealistiche di una persona in posizioni, angolazioni o situazioni sessuali; in intimo, costume da bagno o abiti succinti, senza il dovuto consenso". Nelle rilevazioni sono compresi solo i contenuti prodotti a partire da foto reali e non quelli generati da indicazioni testuali. La cifra, per il Center for Countering Digital Hate, potrebbe dunque essere maggiore. "Durante il periodo di 11 giorni", spiega ancora la no-profit, "Grok ha generato circa 9.900 immagini sessualizzate raffiguranti bambini in forma di cartone animato", come parte della stima delle 23.000.