venerdì 17 luglio 2026

Team Gaza iniziative

[La lezione principale che abbiamo imparato è che dobbiamo considerare gli scenari peggiori molto più di quanto facessimo in passato.] Israele intende mantenere le proprie forze nelle "zone di sicurezza" in Gaza, Libano e Siria per proteggere i confini e le comunità vicine dalle minacce dei gruppi jihadisti. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz nel corso di un colloquio notturno con il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, riferisce il Jerusalem Post. "Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l'autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all'Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza.     Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro giovedì scorso con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion.  Durante la riunione del Palestine Donor Group (Pdg), la Commissione Ue ha lanciato la "Team Gaza Initiative", una piattaforma per coordinare gli interventi a sostegno della ricostruzione della Striscia di Gaza. All'iniziativa partecipano tredici Stati, tra cui l'Italia, insieme alla Commissione, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale, con un sostegno finanziario di 883,6 milioni di euro per le prime azioni previste. Annunciati anche nuovi impegni finanziari per un importo di 41.7 milioni a favore dell'Autorità palestinese. Oltre all'Italia, all'iniziativa Team Gaza partecipano i governi di Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Giappone, Norvegia e Svizzera, mentre altri Paesi, tra cui Australia e Canada, hanno espresso interesse ad aderire. L'iniziativa, in linea con il Gaza Peace Plan e con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, si basa sulla Valutazione rapida dei danni e dei bisogni per Gaza pubblicata nell'aprile 2026 da Ue, Nazioni Unite e Banca mondiale e coordinerà i progetti per il ripristino dei servizi essenziali a Gaza, dalle infrastrutture idriche e sanitarie alla gestione dei rifiuti, fino ai sistemi sanitari, energetici, agricoli e alimentari. Nel corso della riunione c'è stato inoltre un primo scambio sui due progetti per l'acqua e la gestione dei rifiuti concordati dalla commissaria Šuica, con le autorità israeliane durante la sua recente missione in Israele e Palestina.  A margine del Pdg, l'Ue, insieme a Italia, Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio, ha firmato nuovi accordi per un totale di 41,7 milioni di euro attraverso il meccanismo Pegase, lo strumento creato nel 2008 con elevati standard di controllo applicati attraverso audit ex ante e verifiche ex post, per convogliare in modo trasparente ed efficace gli aiuti all'Autorità palestinese. Tale importo si somma ai 310 milioni di euro che la Commissione europea si è impegnata a versare tramite il Pegase per il biennio 2026-2027. Dalla sua istituzione, il meccanismo ha mobilitato complessivamente 3,8 miliardi di euro a sostegno della popolazione palestinese.  Quella odierna è stata la seconda riunione del Pdg, copresieduta da Šuica, e dal primo ministro dell'Autorità palestinese, Mohammad Mustafa, alla presenza di 65 delegazioni internazionali. Tra i partecipanti figuravano ministri e alti funzionari degli Stati membri dell'Ue e dei paesi partner, nonché rappresentanti di organizzazioni internazionali e regionali e istituzioni finanziarie. Alla riunione hanno partecipato per la prima volta l'Alto rappresentante del Board of Peace, Nikolay Mladenov, e il capo del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, Ali Shaath. 

Sergii Koretsky primo ministro

[Non escludere mai la possibilità di un evento solo perché un tempo quell’evento sembrava impossibile.]  La Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha nominato Sergii Koretsky primo ministro dell’Ucraina. Lo riferisce l’agenzia ucraina Interfax. La sua candidatura, proposta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è stata approvata dal Parlamento nella seduta odierna con il voto favorevole di 289 deputati. Koretsky succede all’ex primo ministro Yulia Svyrydenko, che ha guidato il governo ucraino per un anno esatto, dal 17 luglio 2025. Koretsky non ha una provenienza politica, ma viene dal mondo degli affari, dove ha trascorso oltre 20 anni a sviluppare aziende, ottimizzare processi e gestire grandi team. Secondo quanto riportato da media ucraini, la sua reputazione di efficace gestore delle crisi è stata la ragione principale per cui il presidente Zelensky ha preso in considerazione la sua candidatura alla carica di capo del governo. Poco prima, parlando al Parlamento aveva detto che “la stabilità dell’Ucraina si fonda su due pilastri: il nostro esercito, le forze armate, che presidiano la prima linea, e il nostro popolo, che, nonostante tutti gli orrori della guerra, vive qui, lavora, mette al mondo figli, ricostruisce ciò che è stato distrutto e sopporta mentalmente il quinto anno di conflitto. Per questo motivo, il governo si trova ad affrontare compiti ben precisi, richiesti dalla società ucraina e che richiedono tempo. Si tratta di garantire un supporto completo alle forze di difesa, potenziare il nostro complesso militare-industriale, sostenere la popolazione ucraina, garantire la protezione sociale e prestare particolare attenzione alle comunità in prima linea, dove la situazione è attualmente più difficile”, ha dichiarato Koretsky durante l’audizione in parlamento per la sua nomina. Secondo il possibile futuro primo ministro, un compito di estrema importanza è prepararsi e superare il prossimo inverno, sostenere le imprese per la stabilità economica dello Stato e lo sviluppo, rafforzare l’interazione con i partner, attrarre e utilizzare efficacemente gli aiuti internazionali e favorire l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. “La Russia sta commettendo crimini terribili contro la nazione ucraina. Gli ucraini stanno perdendo i loro cari, le loro case, la loro vita quotidiana e l’ambiente a cui sono abituati. Dobbiamo garantire il sostegno agli sfollati interni. I veterani sono la nostra priorità assoluta, lo sono stati e lo saranno sempre.  Lo Stato ha sostenuto i veterani e continuerà a farlo”, ha rappresentato Koretsky. “L’Ucraina sarà membro dell’Unione Europea. Questa è una delle priorità costituzionali. Ed è la missione storica della nostra generazione. E prometto che il governo farà tutto il possibile e il necessario in questa direzione”, ha affermato il candidato. “Sono pronto ad affrontare passi difficili. La cosa principale è che si lavori per migliorare la vita, per rafforzare la nostra stabilità. In tutte le regioni dell’Ucraina, particolare attenzione è rivolta alle linee del fronte, che i russi attaccano quasi ogni giorno. Voglio che questo Consiglio dei Ministri diventi un governo della difesa, un governo dello sviluppo economico, un governo dell’integrazione europea”, ha sottolineato Koretsky. "Mosca conta sul terrore balistico e continua i suoi attacchi, quindi è fondamentale accelerare le consegne dei missili intercettori per la nostra difesa aerea. Ogni consegna è importante e tutto ciò che abbiamo concordato con i nostri partner deve arrivare in tempo. La rapidità di queste consegne contribuisce a salvare vite umane e a togliere la minaccia dalla Russia". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riferendo degli ultimi attacchi russi lanciati contro l'Ucraina. "Al momento, è confermato che due persone sono morte a Kiev a seguito dell'attacco missilistico russo di ieri sera" e "cinque persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino. I russi hanno danneggiato un palazzo residenziale, magazzini e veicoli. Gli attacchi russi sulla regione di Kharkiv hanno causato il ferimento di quattro persone. La regione è stata colpita con droni e una bomba aerea guidata. Sono state danneggiate abitazioni private e siti interamente civili, tra cui un cinema e campi da tennis. A Sumy è stato colpito un parco pubblico e nella regione è stata presa di mira una brigata di trattori. Edifici residenziali sono stati danneggiati a Zaporizhzhia. Sono stati segnalati danni alle infrastrutture della rete elettrica nelle regioni di Vinnytsia, Zhytomyr, Mykolaiv e Donetsk. In totale, i russi hanno lanciato 13 missili, di cui otto balistici, e 151 droni. Questo è già il sesto attacco balistico su Kiev nel solo mese di luglio". Intanto il parlamento ucraino ha approvato la nomina di Serhiy Koretsky, amministratore delegato della compagnia energetica statale Naftogaz, a nuovo premier, nell'ambito di un rimpasto di governo voluto da Zelensky. Con 289 voti su 318, "la Verkhovna Rada dell'Ucraina (il parlamento) ha votato per nominare Serhiy Koretskyi primo ministro dell'Ucraina", ha annunciato l'istituzione sui social media.   "Non ha molta importanza chi sia il ministro della Difesa" in Ucraina. L'importante è che "ci sia qualcuno che si assuma la responsabilità e prenda una decisione responsabile, che permetta di raggiungere una soluzione pacifica", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito al rimpasto di governo a Kiev, che ha portato anche al cambio del ministro della Difesa. "A Kiev - ha aggiunto il portavoce del presidente Vladimir Putin, citato dall'agenzia Interfax - è ben noto quali decisioni debbano essere prese. Per noi è importante che lì ci siano persone del genere". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invita all'”unità” i suoi vertici militari, mentre è oggetto di critiche per aver rimosso dall’incarico il popolare ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, che era in disaccordo con il comandante in capo dell’esercito, il generale Oleksandr Syrsky. “Un presidente in tempo di guerra non dovrebbe trovarsi a dover scegliere in una situazione del genere. Onestamente. Auspico davvero l’unità. Nessuna delle due parti è riuscita a trovarla. E non è solo un problema loro, è anche mio”. L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov accusa il comandante in capo delle forze armate ucraine Oleksandr Syrsky di tentare di dividere il Paese, dilaniato dalla guerra, illustrando i dettagli di una faida tra i due che ha portato alla sua rimozione e ha scatenato proteste a suo sostegno. “Invece di capire come sconfiggere la Russia in modo asimmetrico – compito che spetta al comandante in capo – ha capito come dividere il Paese in cui tutti noi viviamo oggi”, ha dichiarato Fedorov ai giornalisti, tra cui quelli dell’AFP, durante un briefing a Kiev. Migliaia di persone sono scese in piazza questa sera a Kiev per protestare contro la rimozione del popolare ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, una decisione presa dal presidente Volodymyr Zelensky nell'ambito di un rimpasto di governo che ha scatenato le polemiche. I manifestanti si sono radunati nella capitale ucraina con bandiere e cartelli per il secondo giorno consecutivo, secondo quanto riportato da un giornalista dell'Afp. 

Putin vittima dei generali

[La cattiveria dei buoni è pericolosissima.Giulio Andreotti] "Questa volta, la regione di Mosca ha sentito la portata delle capacità di attacco a lungo raggio dell'Ucraina. La Russia deve essere costretta a porre fine alla sua guerra contro il nostro popolo. E le armi a lungo raggio dell'Ucraina sono una componente importante di tale pressione".    Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando gli attacchi della scorsa notte che hanno colpito "una raffineria di petrolio a una distanza di 500 chilometri.    "Questa è una giusta risposta agli attacchi russi e al protrarsi di una guerra che deve finire" ha aggiunto Zelensky.    Stamattina i droni a lungo raggio ucraini hanno colpito un deposito di petrolio nella regione russa di Krasnodar e hanno preso di mira la più grande raffineria di Mosca in un attacco su larga scala. Descritta come pesantemente protetta da un fitto sistema di difesa aerea, è andata in fiamme. Situata a soli 15 chilometri dal Cremlino, la Raffineria di Petrolio di Mosca, di proprietà di Gazprom Neft, fornisce fino al 40% del mercato dei carburanti di Mosca e circa il 70% della benzina consumata a Mosca e nella regione circostante. Un aereo della Nato questa mattina "ha abbattuto un drone che sorvolava la Lettonia a seguito di una guerra elettromagnetica russa". Lo hanno annunciato le forze armate lettoni, secondo quanto riportato dai media locali. Intorno alle 9:20, le Forze Armate Nazionali hanno emesso un avviso riguardante i comuni di Ludza, Balvi e Alūksne, nella zona Est del Paese, in merito a una potenziale minaccia allo spazio aereo, viene spiegato. L'Ucraina "sta iniziando a prevalere, sia sul terreno vicino a Donetsk e Pokrovsk, sia con gli attacchi in profondità" contro la Russia. Lo ha detto il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, a margine della ministeriale Ue Difesa a Cipro, sottolineando che questi sviluppi stanno cambiando la percezione della situazione e potrebbero spingere il presidente russo Vladmir Putin a negoziare. Sul tavolo dei ministri Ue, ha aggiunto, c'è anche un aumento delle spese per la difesa di Kiev.  "Oltre al prestito" comune da 90 miliardi per Kiev, Kubilius ha affermato che i governi europei puntano a confermare gli stessi livelli di sostegno del 2025. Nel complesso, l'aiuto europeo all'Ucraina potrebbe attestarsi "intorno ai 70 miliardi di euro". La Commissione europea ha erogato oggi quasi 2,8 miliardi di euro a favore dell'Ucraina: si tratta della settima tranche nel quadro dello strumento per l'Ucraina, il piano di Bruxelles per sostenere la ripresa del Paese, il programma di riforme e i progressi verso l'adesione all'Ue. Con questo pagamento, gli aiuti diretti alle casse ucraine nell'ambito dello schema salgono a 29,5 miliardi di euro, pari al 77% dei fondi del primo pilastro. L'erogazione delle risorse fa seguito al completamento da parte di Kiev di riforme chiave su giustizia, finanza pubblica, energia, agricoltura e transizione verde, digitalizzazione. "La rapidità e l'impegno dell'Ucraina nel realizzare riforme significative hanno meritato questo pagamento", ha dichiarato la commissaria all'Allargamento, Marta Kos, sottolineando che l'Ue sta aprendo la strada "a ulteriori progressi nei negoziati di adesione". La prima tranche del prestito comune Ue da 90 miliardi di euro destinato all'Ucraina sarà erogata entro luglio. Lo ha annunciato il portavoce della Commissione europea Balazs Ujvari, senza indicare una data precisa per il versamento. Si tratta, ha ricordato, di "un totale di 9,1 miliardi di euro: 5,9 miliardi saranno destinati alla difesa e 3,2 miliardi al sostegno del bilancio statale". "Stiamo definendo gli ultimi dettagli e le prime transazioni saranno possibili entro la fine di questo mese", ha evidenziato. Le truppe russe "avanzano lungo tutto il fronte" in Ucraina, ma la Russia rimane pronta a raggiungere una soluzione "attraverso mezzi pacifici" sulla base di quanto concordato nel vertice del Ferragosto 2025 in Alaska con Donald Trump. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro con i capi di diverse agenzie internazionali. Una persona è morta e un'altra è rimasta ferita a causa di un drone ucraino che ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri Mosca-Simferopol. Lo ha annunciato il governatore della Crimea Sergey Aksyonov secondo quanto riportato da Tass. Le autorità locali stanno organizzando autobus per trasportare gli altri passeggeri a destinazione.  "Secondo le prime informazioni, un attacco di un drone nemico alla locomotiva del treno passeggeri Mosca-Simferopol ha ferito il macchinista e ucciso il suo assistente. I passeggeri sono rimasti illesi", ha scritto Aksyonov sul suo canale Telegram.  "Esprimo le mie sincere condoglianze alla famiglia e agli amici del defunto e auguro una pronta guarigione ai feriti. Sono in corso di organizzazione autobus per il trasporto dei passeggeri.  Le autorità della Repubblica di Crimea forniranno tutta l'assistenza e il supporto necessari." Il ministero della Difesa di Mosca ha detto che le difese aeree hanno abbattuto la scorsa notte 310 droni ucraini lanciati verso 13 regioni russe, compresa quella di Mosca, oltre che contro la Crimea e sul Mar Nero e il Mar d'Azov. Lo riferisce l'agenzia Tass. Il comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, ha affermato sui social che a maggio il rapporto tra territori liberati e persi era di quasi cento chilometri quadrati a favore delle forze armate ucraine. Complessivamente, dall'inizio dell'anno, i difensori hanno liberato più di 600 chilometri quadrati di territorio. "Nonostante la costante pressione del nemico - afferma Syrsky - le forze Armate ucraine continuano a mantenere salda la difesa, a sconfiggere gli occupanti e a sferrare attacchi efficaci contro il nemico nella sua profondità operativa e strategica"  Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha accusato gli Usa di un comportamento "incoerente", affermando che non hanno applicato accordi raggiunti durante il vertice in Alaska del Ferragosto 2025 tra il presidente Donald Trump e Vladimir Putin sulla fine del conflitto in Ucraina. "In Alaska è stato raggiunta un'intesa molto chiara basata su una proposta specifica degli Stati Uniti - ha affermato Lavrov in un'intervista al canale arabo della televisione RT ripresa dalla Tass -. E se gli Usa avessero veramente promosso questa iniziativa, penso che da molto tempo saremmo al tavolo negoziale, e le ostilità sarebbero cessate".


Il caldo agita il sindacato

[Ero diventato un estraneo con me stesso. Passavo e ripassavo le mani sul volto di quello sconosciuto, senza riuscire a crearmi un’immagine mentale chi fosse. Sto ancora cercando di scoprirlo. Evan Hunter] La LEGEA CISAL, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai lavoratori (figli, nipoti, pronipoti,  generi …) e preso atto della  persistente assenza di risposte da parte della società di gestione GESAP S.p.A., proclama lo stato di agitazione del personale delle società di handling GH Palermo, Aviapartner e ASC Handling,  operanti presso l’Aeroporto Internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo, con contestuale apertura della prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente. La decisione nasce dall’ennesimo atteggiamento di totale disinteresse nei confronti delle condizioni di lavoro del personale di handling, che quotidianamente garantisce l’operatività dello scalo. Troppo caldo ha portato il sindacato stesso a non capire che Asc tecnicamente non esiste più.  La LEGEA CISAL chiede con urgenza il ripristino del servizio navetta destinato al trasporto del  personale dalle aree di parcheggio all’aerostazione, luogo di svolgimento dell’attività lavorativa.  L’eliminazione di tale servizio costringe i lavoratori a percorrere quotidianamente lunghi tragitti a piedi, esponendoli, soprattutto in questo periodo caratterizzato da temperature estremamente elevate, a condizioni di grave disagio e a concreti rischi per la salute e la sicurezza. Sono già stati segnalati  episodi di malessere fisico dovuti al caldo intenso, circostanza che rende non più rinviabile un intervento immediato da parte del gestore aeroportuale. Il servizio navetta era stato istituito per dare un servizio ai passeggeri e i lavoratori lo usavano.  A questa situazione si aggiunge l’incomprensibile decisione di eliminare le agevolazioni economiche finora riconosciute ai lavoratori delle società di handling per la consumazione dei pasti presso i punti di ristoro presenti all’interno dell’aeroporto. Tale scelta determina un aggravio economico insostenibile, rendendo di fatto impossibile per molti lavoratori usufruire quotidianamente del servizio di ristorazione a causa dei costi eccessivi. Una decisione che la LEGEA CISAL ritiene ingiustificata, irragionevole e profondamente lesiva della dignità dei lavoratori. Che dire dei contratti con monte ore e spezzato applicato da Aviapartner, oppure gli indeterminati part time (7 mesi lavori gli altri stai a casa a zero €) che dire se non che è il sindacato stesso che forse manca di dignità.  Mentre vengono celebrati i risultati raggiunti dall’aeroporto e attribuiti i meriti ai vertici gestionali, si continua a dimenticare chi quei risultati li rende concretamente possibili. Sono le lavoratrici e i lavoratori di GH Palermo(che due anni fa gli è stato negato il premio produzione per motivi pretestuosi, senza che il sindacato ha mostrato segni di agitazione), Aviapartner che, ogni giorno, operano sul piazzale e in aerostazione, spesso sotto il sole e con temperature superiori ai 40 gradi, garantendo assistenza ai vettori, organizzando i flussi dei passeggeri, gestendo le emergenze operative, affrontando con professionalità le conseguenze delle criticità generate anche dalla chiusura dello scalo di Catania e assicurando la continuità operativa dell’aeroporto. Non è più tollerabile che chi gestisce lo scalo continui a ignorare problematiche che riguardano direttamente la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori. È inaccettabile che coloro che garantiscono quotidianamente il funzionamento dell’aeroporto siano privati di servizi essenziali, mentre continuano a operare in condizioni ambientali estremamente gravose. La LEGEA CISAL ribadisce che il personale delle società GH Palermo, Aviapartner e  rappresenta una componente essenziale dell’intero sistema aeroportuale e che senza il loro impegno, la loro professionalità e il loro sacrificio non sarebbe possibile garantire l’efficienza e la continuità operativa dello scalo. Forse il sindacato  propone che l’apt sia operativo dopo le effemeridi?  


Il coccodrillo del Papireto

[Il volto è l'immagine dell'anima, gli occhi i suoi rivelatori. Cicerone] La classe III E del liceo artistico del Damiani Almeyda-Crispi ha presentato il progetto "Il coccodrillo del Papireto" per unire arte, sostenibilità e riciclo. L'opera, fa sapere la scuola, nasce a seguito del percorso di formazione scuola-lavoro promosso da Comieco sul riciclo e il riutilizzo del cartone. Da questa esperienza è maturata l'idea di realizzare un coccodrillo in cartone, trasformando un materiale di recupero in un'opera artistica. Per valorizzare il legame con il territorio, gli studenti hanno scelto di ispirarsi anche alla celebre leggenda del coccodrillo del Papireto, figura appartenente all'immaginario storico e popolare della città di Palermo.    L'opera, lunga ben 5 metri e 15 centimetri dalla testa alla coda, è stata realizzata utilizzando diverse tipologie di cartone recuperato, in alcune parti il cartone è stato anche spellato per creare differenti texture e superfici. Ispirandosi, spiega l'istituto, inoltre alla frase di Cicerone "Il volto è l'immagine dell'anima, gli occhi i suoi rivelatori", gli studenti hanno sostituito simbolicamente gli occhi con un qr code, trasformando l'opera in uno strumento capace di raccontare non solo il risultato finale, ma anche il percorso creativo che lo ha generato. Attraverso una scansione, il pubblico può accedere ai contenuti che documentano idee, ricerca, sperimentazione e lavoro di gruppo, valorizzando il processo educativo e artistico. Vale la pena di andare a vedere, anche se fa molto caldo, tra il Ponticello, la Via Calderai e la via del Giardinaccio, un insieme di misere casupole poste ai lati del torrente Kemonia (fiume del Maltempo), e quindi soggette a frequenti alluvioni, costituivano il quartiere della “Giudecca”. Abitato da Ebrei, era uno dei sottoquartieri del “borgo” (rabat) arabo ed aveva il suo centro in una “Sinagoga”, detta volgarmente “Meschita” esistente fino alla cacciata degli Ebrei nel 1492. Intorno alla Sinagoga erano legate le attività della zona. Vi si trovavano la corte Rabbinica, le abitazioni, il mercato, le scuole, l’ospedale, il luogo di purificazione delle donne e vi svolgevano le loro attività fonditori e fabbri.    


Profondo rosso alla Vw

[La cattiveria nasce da sentimenti negativi come la solitudine, la tristezza e la rabbia. Viene da un vuoto dentro di te che sembra scavato con il coltello, un vuoto in cui rimani abbandonato quando qualcosa di molto importante ti viene strappato via. Haruki Murakami] Allarme rosso ai vertici di Volkswagen alla vigilia dell’assemblea degli azionisti, in programma domani. Secondo un sondaggio riservato condotto da Manager Magazin tra nove esponenti del Vorstand e del consiglio di sorveglianza, sei top manager considerano la “macchina del popolo” “existenzgefährdet”, minacciata nella sua stessa sopravvivenza. Gli altri tre hanno definito la situazione critica o comunque tesa. Nessuno, secondo la ricostruzione del magazine tedesco, la considera non problematica. Il sondaggio anonimo, che metterebbe in luce una forte preoccupazione interna, riguarda anche la strategia del gruppo in Cina e in Nord America, valutata in modo estremamente critico. Tutti i manager interpellati chiederebbero una svolta radicale, in un contesto segnato dal rallentamento dei due mercati chiave per Wolfsburg. Negli Stati Uniti pesano i dazi dell’amministrazione Trump, mentre in Cina Volkswagen deve fare i conti con la pressione dei costruttori locali, sempre più aggressivi sui prezzi, sulla tecnologia e sui tempi di sviluppo. I numeri del primo trimestre confermano la fase difficile. Volkswagen ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi in calo del 2,5% a 75,7 miliardi di euro, risultato operativo a 2,46 miliardi (-14,3%) e utile netto sceso del 28,4% a 1,56 miliardi. Le vendite di veicoli sono diminuite del 6,9%, con flessioni particolarmente pesanti in Cina e Nord America. Alla vigilia dell’assemblea è esplosa anche la polemica sul dividendo. Nonostante il calo dell’utile 2025, sceso del 44% da 12,4 a 6,9 miliardi di euro, Volkswagen propone una cedola di 5,2 euro per azione ordinaria e 5,26 euro per azione privilegiata, per una distribuzione complessiva di circa 2,6 miliardi. Il taglio rispetto all’anno precedente è di poco superiore a un euro per azione, molto più contenuto rispetto al crollo degli utili. La scelta è stata criticata dal Bund, la principale associazione ambientalista tedesca, e dal coordinamento degli azionisti critici. Secondo Jens Hilgenberg, responsabile trasporti del Bund, Volkswagen dovrebbe trattenere quelle risorse per investirle in auto elettriche piccole, efficienti e prodotte in Europa, invece di distribuirle agli azionisti. Il nodo resta la trasformazione industriale. Attraverso accordi collettivi e misure di ridimensionamento, il gruppo ha già ottenuto effetti di risparmio strutturale per circa 1 miliardo di euro, ma l’obiettivo è arrivare a oltre 6 miliardi di risparmi netti annui entro il 2030. In parallelo Volkswagen punta a ridurre ulteriormente la capacità produttiva di circa 1 milione di unità, tra Germania ed Europa, dopo il percorso di ridimensionamento che ha portato la produzione da 12 a 9 milioni di veicoli annui. Per il ceo Oliver Blume, l’eccesso di capacità non è più sostenibile in un mercato globale segnato da domanda più debole, dazi, concorrenza cinese e transizione elettrica. Ma il sondaggio riportato da Manager Magazin mostra che, ai piani alti di Wolfsburg, la percezione della crisi è ormai molto più profonda di una normale fase di ristrutturazione.   


giovedì 16 luglio 2026

Il ritorno di Max

[Il cammino è impervio e conduce il filosofo de limiti della ragione ad apparire piacevolmente sopraffatto, almeno per poco, dalla sensibilità. Elettra Stimilli] In questi giorni si sarebbe svolta una riunione a Palermo punta Raisi negli uffici Enac. Unico punto dell’incontro Asc. Raccontano i presenti che hanno partecipato all’incontro che oltre a donna Michela, in video conferenza erano presenti Max Vignati, Cesare. Non pervenuto Pasticiedda, ne tanto meno rappresentati di Baku.  Max si sarebbe presentato come il nuovo a.d. di asc(Pasticedda Ceo di asc sarebbe vittima di un colpo di stato con la regia a Baku?), Cesare non più imperatore ma semplice scudiero. In sostanza Max avrebbe detto che aeroItalia vuole acquisire asc a Catania e Palermo per continuare a svolgere handling. L’uomo cacciato da Pasticiedda, circa 33 mesi fa, ritorna e rilancia. Il rappresentate dell’Enac preso atto della coraggiosa decisione  ricorda che bisogna onorare i molti debiti ancora non saldati: tcr, gesap, tfr e due mesi di ticket restaurant varie ed eventuali. Inoltre l’assenza, la scomparsa dei mezzi per espletare l’attività di handling, la licenza sarebbe a rischio. Max, a questo punto, avrebbe ricordato che lui a palazzo dei Normanni è di casa, che è in ottimi rapporti con Richelieu oltre che con #cettolaqualunque. Insomma Max indispettito ha detto che non ci sarebbero stati problemi. Vedremo … sembrerebbe che comunque i pin sono stati riattivati ma con platfond molto ridotti, l’amore rendeva ciechi, ma a Baku non si dimentica, ma si perdona e una seconda possibilità si dà sempre.