[I nostri sogni e desideri cambiano il mondo. Karl Popper] Sorride allargando le braccia, in quell'immagine iconica che ha consegnato Pippo Baudo alla storia della televisione italiana. Oggi quell'immagine diventa protagonista del manifesto di Etna Comics 2026, Festival internazionale del fumetto, del gioco e della cultura pop, che si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno negli spazi delle Ciminiere a Catania. Un tributo che arriva dopo quello dello scorso anno al maestro Franco Battiato. La firma del poster è del fumettista bolognese Giorgio Carpinteri. È dalla sua matita che prende forma l'abbraccio ideale del "Pippo nazionale" al pubblico del Festival internazionale di cultura pop. "Ho collaborato con lui - ha raccontato l'artista, che sarà tra i grandi ospiti della kermesse - in un paio di suoi programmi, sicuramente alla grafica di un'edizione di Domenica In. Vivevo a Roma da un anno e mi sembrava surreale che un autore di Frigidaire fosse lì a chiacchierare amabilmente con un monumento della tv. Il fatto ancora più strano era che il "monumento" fosse curioso di vedere i fumetti che facevo… Ricordo che pensai che quello era il suo segreto: trasformare la sua curiosità in un metodo per valorizzare tutto ciò che incontrava". "Baudo - ha detto il direttore di Etna Comics, Antonio Mannino - non ha solo presentato artisti: ha inventato un linguaggio, un pop mix dove il varietà diventava la casa di tutti noi. Con questo manifesto, Carpinteri ha saputo catturare l'anima del Demiurgo, restituendoci l'abbraccio di un uomo che ha trasformato la curiosità in spettacolo. Etna Comics 2026 sarà il nostro inchino, commosso e orgoglioso, a chi ha reso familiare la tv e celebre la Sicilia".
OTTOBRE ROSSO
giovedì 30 aprile 2026
Al bando Memorial
[L'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono, per quanto sono, e di quelle che non sono, per quanto non sono. Pratagora] Il movimento internazionale Memorial, che ricorda i crimini dell'epoca sovietica ed è stato covincitore del Premio Nobel nel 2022, è stato dichiarato come organizzazione "estremista' dalla Corte Suprema russa, che ne ha vietato le attività nel Paese. Lo riferiscono i media di Stato. La Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista – con effetto immediato – il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome, fanno notare da Memorial stessa, tuttavia, conoscendo le “pratiche repressive del regime putiniano” il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. “Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori”, hanno precisato. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al regime. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l'”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Il provvedimento in passato ha colpito altri movimenti come quello LGBT e il Fondo anticorruzione del defunto Aleksey Navalny.
mercoledì 29 aprile 2026
Riecco la Flotilla
[È chiaro quindi che la pace universale è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità. DANTE ALIGHIERI] “Quindici delle nostre imbarcazioni sono state sequestrate”: è quanto hanno riferito su X gli organizzatori della Global Sumud Flotilla diretta nella Striscia di Gaza. “Le forze israeliane intercettano e sequestrano le navi della Global Sumud a centinaia di chilometri dalle coste di Gaza, disturbando le comunicazioni, rapendo civili e creando un precedente illegale nelle acque internazionali”, hanno denunciato in una nota. "Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti "israeliani", i quali, puntando laser e armi d'assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi a quattro zampe. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS". È quanto comunica la Global Sumud Flotilla. In uno dei post sulle pagine della Flotilla si legge inoltre: "Flotilla sotto attacco: Bianca (Italia) è sotto attacco e la maggior parte delle imbarcazioni sono bloccate". 'Il Ministero degli Esteri ha ricevuto informazioni su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flottilla salpate nei giorni scorsi per una navigazione verso Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto immediatamente all'Unità di Crisi, all'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e all'ambasciata d'Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell'operazione in corso e permettere al Governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati'.
In difesa degli ebrei
[Siate cristiani, a muovervi più gravi; non siate come penna ad ogne vento, e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. DANTE ALIGHIERI] "Basta parole. Il Regno Unito deve agire in modo deciso e urgente" contro l'antisemitismo che "infetta l'intero Paese". Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano dopo il ferimento di due persone nel quartiere ebraico di Golders Green a Londra. "Dopo gli attacchi alle sinagoghe, alle istituzioni ebraiche, alle ambulanze comunitarie e ora agli ebrei presi di mira a Golders Green, il governo britannico non può più sostenere che la situazione sia sotto controllo", aggiunge il post. L'uomo di 45 anni arrestato per l'accoltellamento di due cittadini ebrei nel quartiere di Golders Green, nel nord di Londra, "ha precedenti di grave violenza e problemi di salute mentale". Lo ha dichiarato il comandante della Met Police, Mark Rowley, parlando a pochi metri da dove si è compiuto l'attacco terroristico, considerato di matrice antisemita. Il comandante della Met Police è stato però contestato assieme alla laburista Sarah Sackman, intervenuta subito dopo. Gli abitanti della zona, che hanno urlato "vergogna", hanno manifestato preoccupazione sostenendo di non sentirsi sufficientemente tutelati dalle forze dell'ordine. Rowley e la parlamentare hanno avuto difficoltà a completare l'intervento con cui volevano esprimere vicinanza alla comunità ebraica. "Gli attacchi alle sinagoghe ad Amsterdam e Liegi confermano la violenza dell'antisemitismo, gli stessi studenti ebraici non si sentono sicuri di esprimere la loro religione e, davanti a questo, l'Ue deve reagire. Come Commissione, adottiamo tutti gli strumenti a nostra disposizione e cercheremo di aumentare i finanziamenti per la resilienza e le comunità ebraiche". Lo ha detto il commissario Ue alla Difesa, Andrius Kubilius, durante il dibattito sull'antisemitismo alla plenaria dell'Europarlamento. "Allo stesso modo, invito i Paesi a intensificare le misure di sicurezza nei confronti di comunità e siti ebraici", ha aggiunto.
I costi di Epic fury
[Né pentere e volere insieme puossi, per la contradizion che nol consente. DANTE ALIGHIERI] "Oggi, le forze americane hanno raggiunto un traguardo significativo, riuscendo a deviare la rotta della 42/ma nave mercantile che tentava di violare il blocco" dello Stretto di Hormuz. Lo riporta una dichiarazione dell'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il Comando centrale delle forze armate Usa che copre il Medio Oriente. "Attualmente, 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio non possono essere vendute dal regime iraniano. Si tratta di una perdita stimata di oltre 6 miliardi di dollari, di cui la leadership iraniana non potrà beneficiare economicamente", ha aggiunto Cooper. Il blocco dello Stretto di Hormuz "è estremamente efficace e le forze statunitensi restano pienamente impegnate nella sua totale applicazione", ha assicurato Cooper nella dichiarazione postata su X. Da oltre due settimane, le forze americane "hanno attuato con successo il blocco, interrompendo gli scambi commerciali in entrata e in uscita dall'Iran", a testimoniare "l'eccezionale lavoro svolto dai nostri militari". La guerra in Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, in un'audizione al Congresso. È la prima volta che il Pentagono fornisce pubblicamente una stima dei cost dell'operazione militare Epic fury.La portaerei Uss Gerald Ford lascerà il Medio oriente e inizierà il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. La portaerei è una delle tre americane presenti in Medio Oriente insieme alla Ass George H.W. Bush e alla Uss Abraham Lincoln.Donald Trump ha ribadito di essere rimasto "deluso" dalla Nato sull'Ucraina e l'Iran. Parlando con i giornalisti del discorso di ieri di re Carlo il presidente ha poi definito il sovrano "una persona fantastica. Fosse stato per lui ci avrebbe aiutato contro l'Iran, sull'Ucraina abbiamo opinioni diverse". "Comunque ha fatto un discorso incredibile, anche il mio non era male", ha aggiunto.
NO MORE MR. NICE GUY!
[Quanto ti gioverà dicere 'I' fui'. DANTE ALIGHIERI] Il Brent si spinge a ridosso dei 120 dollari con un rialzo del 7,15% sui timori di uno stop prolungato dello stretto di Hormuz dopo che Trump - secondo Axios - ha respinto l'offerta dell'Iran. Il presidente Usa ritiene che il mantenimento del blocco navale è la sua principale leva negoziale ma valuterebbe un'azione militare qualora Teheran continuasse a non cedere. Il Wti sale del 6,9% e punta i 107 dollari al barile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti ufficiali statunitensi. In recenti incontri, Trump ha optato per continuare a strangolare l’economia e le esportazioni di petrolio iraniano bloccando le spedizioni da e verso i suoi porti, scrive il Wall Street Journal, aggiungendo che ritiene che le altre opzioni, tra cui la ripresa dei bombardamenti o l’abbandono del conflitto, comportino rischi maggiori rispetto al mantenimento del blocco. “No more Mr Nice Guy”: basta fare il bravo ragazzo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha corredato il suo ultimo post di Truth sull’Iran con una foto esplicativa del suo nuovo (peraltro non tanto) atteggiamento nei confronti di Teheran. Trump indossa un’impeccabile giacca e cravatta scura, stile Men in Black, con immancabile spilletta della Stars and Stripes: a suggerire il fatto che non viene per discutere è il fucile automatico M16 che imbraccia con fare non certo diplomatico. Lo sfondo non è meno suggestivo: una città murata nel deserto, di stile vagamente veterotestamentario, flagellata da una serie di esplosioni; all’orizzonte delle montagne riarse dal sole mentre Trump sembra stare in piedi fra un mucchio di rovine postindustriali. Insomma, quell'”età della pietra” che più volte la casa Bianca – e non solo – ha evocato come sorte finale dell’Iran in caso di mancato accordo. Il presidente americano Donald Trump ha respinto l’offerta avanzata dall’Iran e ha confermato la linea del blocco nello Stretto di Hormuz, che resterà in vigore finché Teheran non sarà pronta a firmare un accordo sul nucleare. Secondo quanto riportato dall’agenzia Axios, il leader statunitense considera questa misura “in qualche modo più efficace dei bombardamenti”. Parallelamente, fonti militari indicano che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) avrebbe predisposto un piano per una serie di attacchi “brevi e potenti” contro l’Iran, con l’obiettivo di sbloccare l’attuale stallo negoziale. Anche Israele si dice pronta a riconsiderare l’opzione militare qualora i colloqui diplomatici dovessero fallire. Lo stallo dei negoziati degli ultimi giorni sembra quindi avviarsi verso una fase più tesa, dopo un post pubblicato nella notte dal presidente americano in cui compare una sua immagine con un fucile e la scritta “No more Mr Nice Guy”, interpretata come un segnale di irrigidimento della posizione di Washington. Nel corso di un colloquio telefonico con Axios, Trump ha ribadito che il blocco rappresenta la principale leva negoziale degli Stati Uniti, pur lasciando intendere che un intervento militare resterebbe sul tavolo nel caso in cui Teheran non dovesse cedere. “Il blocco è in qualche modo più efficace dei bombardamenti”, ha affermato il leader statunitense, aggiungendo che gli iraniani “stanno soffocando come un maiale ripieno” e che “per loro andrà ancora peggio. Non possono avere un’arma nucleare”. Secondo le stesse fonti, il Pentagono starebbe valutando possibili attacchi mirati contro infrastrutture strategiche, con l’obiettivo di aumentare la pressione sul regime iraniano e favorire un ritorno al tavolo negoziale.Sul fronte iraniano, un alto funzionario della Difesa ha dichiarato all’emittente Press TV che le forze armate iraniane stanno esaurendo la pazienza e che una risposta punitiva sarebbe necessaria se il blocco dovesse continuare. Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è intervenuto sul blocco statunitense, richiamando il Paese all'”unità”, invitando a non cadere nella strategia statunitense che vorrebbe creare “divisioni interne” per “far crollare” l’Iran dall’interno. “Il nemico è entrato in una nuova fase e vuole attivare la pressione economica e le divisioni interne attraverso il blocco navale (dei porti iraniani, ndr) e la propaganda mediatica, per indebolirci o addirittura farci crollare dall’interno”, ha rappresentato Ghalibaf al popolo iraniano, aggiungendo che Washington vuole “dividere il paese in due gruppi: i duri e i moderati”. “L’unica soluzione per affrontare il nuovo complotto del nemico è mantenere l’unità”, ha specificato il leader iraniano. Sul versante israeliano, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, ha dichiarato che Israele “sta dando una possibilità alla via diplomatica con l’Iran”, ma “se i negoziati falliranno” – ha avvertito -, “riconsidereremo l’opzione militare”.
Zampolli e Melania
[Chiedetevi se siete felici, e cesserete di esserlo.John Stuart Mill] In un audio esclusivo che Report ha postato su Facebook alla vigilia di un'inchiesta che è andata in onda domenica, Paolo Zampolli, l'inviato speciale del presidente Donald Trump per le partnership globali, rivela in una telefonata con un suo contatto alle Nazioni Unite l'esistenza di un presunto patto stipulato tra lui e Melania Trump prima delle elezione presidenziali del 2016, quando la moglie del tycoon gli avrebbe chiesto di coprirle le spalle mentre il marito correva per la Casa Bianca. Nella telefonata del 2017, di cui Report è entrato in possesso, Zampolli sostiene che Melania Trump gli avrebbe garantito una protezione in cambio della sua difesa nell'allontanare le possibili ombre sul suo passato. Nel 2016 il tabloid britannico Daily Nail pubblicò un'inchiesta sul passato di Melania accusandola senza prove di aver lavorato come escort. Lei ottenne la rimozione dell'articolo e un risarcimento milionario anche grazie alle dichiarazione di Zampolli. "Ho scritto io - si sente nell'audio attribuito a Zampolli - il documento per il presidente e la first lady, lo hanno usato per il loro discorso. Con il Daily Mail abbiamo appena vinto una causa enorme. Non posso parlarne perché ho un vincolo di riservatezza e devo ancora incassare l'assegno. Abbiamo vinto la scorsa settimana. Sono in questo paese grazie al presidente Trump, mi ha dato un lavoro, ho iniziato nell'immobiliare, mi sono costruito una bella casa non tradirei mai un amico". "Donald Trump sa - prosegue l'audio - che si è fidato del suo amico Paolo, che loro considerano di famiglia. Sua moglie non è una prostituta. Magari non ha l'accento americano perfetto. Magari ha posato nuda come tante altre modelle, ma è una brava ragazza, ok? Nessuno vuole che qualcuno chiami sua moglie una prostituta, soprattutto quando è la moglie di tuo figlio. Melania mi ha detto 'Paolo non ti preoccupare, tu coprici le spalle, qualunque cosa succeda noi ti proteggiamo'. Poi due settimane dopo hanno vinto le elezioni ed è andata cosi". Poco dopo Zampolli, ex titolare di un'agenzia di modelle che ha sempre sostenuto di aver presentato lui Melania al tycoon, è entrato nel cerchio magico di Trump. L'ira di Jania Silva, la first lady brasiliana, si abbatte su Paolo Zampolli, stretto collaboratore del presidente Usa, per alcuni suoi recenti commenti sulle donne brasiliane al programma Report di Rai3. “È impossibile non indignarsi di fronte alle espressioni dell'inviato speciale del presidente Donald Trump per le partnership globali", afferma la moglie di Lula in un lungo post pubblicato sui social. "Le donne brasiliane - prosegue la first lady - con grande forza e coraggio, spezzano ogni giorno i cicli di violenza e di silenzio (...) Affermare che siamo una 'razza maledetta' e 'programmate per seminare il caos' ci sminuisce. Sappiamo benissimo chi siamo e siamo molto orgogliose di ciò che diventiamo ogni giorno (...) Non siamo programmate per nulla. Siamo persone con una voce, con dei sogni, e lottiamo ogni giorno per vivere con dignità e libertà, per essere chi vogliamo essere", conclude Silva. Le affermazioni di Zampolli sono in particolare legate alla vicenda con la sua ex compagna brasiliana, Amanda Ungaro, che lo accusa di aver utilizzato i suoi contatti con l'amministrazione Trump per farla deportare dagli Usa.