martedì 30 giugno 2026

Erdoğan con Hamas

[Mi dispiace per voi perdenti e hater, ma il mio QI è uno dei più alti – lo sapete tutti! Per favore, non sentitevi stupidi e insicuri, non è colpa vostra. Donald Trump] "Non passa quasi giorno senza che Erdogan invochi la distruzione dello Stato di Israele: noi prendiamo queste parole molto sul serio". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di governo odierna, come riporta Ynet. "Se abbiamo imparato una cosa dalla storia del nostro popolo, è che quando qualcuno dice di volerti distruggere, bisogna prenderlo sul serio e infatti noi prendiamo queste dichiarazioni sul serio e richiameremo anche l'attenzione dei nostri amici americani in merito'", ha aggiunto. Le dichiarazioni di Netanyahu, sono arrivate in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti stavano valutando la possibilità di fornire alla Turchia caccia F-35 e motori a reazione avanzati.  In un Mediterraneo orientale segnato da tensioni e instabilità, Israele, Grecia e Cipro hanno rafforzato la loro partnership strategica durante il loro decimo summit trilaterale, tenutosi  a Gerusalemme. I rispettivi primi ministri Benjamin Netanyahu, Kyriakos Mitsotakis e Nikos Christodoulides hanno ribadito un’alleanza che, nata circa quindici anni fa intorno alla cooperazione energetica, si è evoluta in un fronte comune centrato oggi anche sulla sicurezza e la stabilità regionale, con progetti ambiziosi e messaggi chiari verso chi minaccia l’equilibrio dell’area, vale a dire la Turchia. La dimensione securitaria ha occupato ampio spazio durante il summit. Netanyahu ha parlato di “minacce reali” e della necessità di difendere non solo i propri territori, ma anche rotte marittime e infrastrutture vitali per l’economia globale. “Insieme forniamo forza e chiarezza contro il caos”, ha affermato. I tre Paesi, spiega il Jerusalem Post, hanno deciso così di approfondire la cooperazione nei campi della difesa, sicurezza marittima e protezione delle infrastrutture. Ynet News descrive questa intesa come un “muro strategico” per esercitare la deterrenza nei confronti di potenziali aggressori, con esercitazioni congiunte, coordinamento e vendite di sistemi d’arma israeliani a Grecia e Cipro. Sebbene un alto funzionario israeliano abbia smentito l’ipotesi di una forza di reazione rapida comune, la collaborazione militare è già intensa, con decine di esercitazioni annuali tra Israele e Grecia. In un contesto di crescenti frizioni con Ankara, Netanyahu ha lanciato durante il meeting un messaggio diretto e inequivocabile. “A chi sogna di ristabilire imperi e dominio sulle nostre terre, dico: dimenticatevelo. Non succederà, nemmeno a pensarlo”, ha dichiarato, riferendosi implicitamente alla Turchia e al retaggio ottomano, come riporta il Times of Israel. I tre Paesi condividono preoccupazioni per le violazioni dello spazio aereo greco da parte dei jet di Erdogan, la presenza turca a Cipro nord e le ambizioni di Ankara nel Mediterraneo orientale. Eppure, sia Netanyahu che Mitsotakis hanno chiarito che l’alleanza non cerca confronti, ma stabilità e prosperità. Con Cipro che assumerà la presidenza del Consiglio Ue, Mitsotakis ha promesso di portare gli interessi trilaterali a Bruxelles. Netanyahu ha concluso l’incontro definendo l’alleanza “un pilastro di responsabilità e stabilità”, con i tre Paesi pronti a proseguire il loro percorso congiunto “in uno spirito di fiducia reciproca”.La Turchia deve essere inclusa in tutte le strutture di difesa e sicurezza europee, ha affermato il presidente Recep Tayyip Erdogan, una settimana prima del vertice NATO di Ankara. Le sue dichiarazioni giungono mentre l’Europa cerca di rinnovare le proprie difese alla luce della minaccia russa, di altre incognite e rispetto alla NATO, in vista dell’importante vertice che si terrà nella capitale turca il 7 e l’8 luglio.  L'Idf ha reso noto su X di aver ucciso nella parte settentrionale della Striscia di Gaza Zaher Abu Salem, membro della Jihad islamica.     "Aveva invaso Israele durante l'offensiva del 7 ottobre 2023 e rapito civili, è stato ucciso ieri in un raid israeliano nella Striscia di Gaza. Abu Salem ha partecipato al rapimento di civili israeliani dalle loro case e alla loro prigionia", afferma l'esercito.     Le Forze di Difesa Israeliane affermano che, durante la guerra di Gaza e anche di recente, Abu Salem ha tentato di sferrare attacchi contro le truppe israeliane e i civili israeliani, rappresentando quindi una "minaccia".     L'esercito israeliano ha dichiarato anche di aver colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte. I raid aerei hanno preso di mira strutture di Hezbollah nelle aree di Nabatieh e Mayfadoun, ha riferito l'Idf in un comunicato. Lo riporta Al-Jazeera.     Ieri, in un'operazione distinta, è stato colpito un lanciarazzi di Hezbollah che tentava di prendere di mira le truppe israeliane. "Gli attacchi sono avvenuti in risposta ai continui tentativi di Hezbollah di colpire le nostre forze operative nella zona di sicurezza".


Pace Tel Aviv-Beirut

[Sono un tradizionalista e ho così tanti amici favolosi che sono gay, ma sono un tradizionalista. Donald Trump] "Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura.    Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, afferma che userà la "forza" contro l'Iran se attaccasse Israele nel tentativo di impedire l'attuazione di un accordo con il Libano volto a garantire la pace tra i due Paesi. "Se l'Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l'attuazione dell'accordo, agiremo contro di esso con grande forza", ha dichiarato Israel Katz in una dichiarazione video, aggiungendo che l'accordo con il Libano ha inferto un "colpo strategico all'asse iraniano". Un nuovo round di colloqui Usa-Iran dovrebbe iniziare a luglio e tenersi a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati. Lo riferisce l'emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, sul suo canale in lingua araba. La stessa emittente riferisce che in seguito "il Pakistan ospiterà un ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare". La tv parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pachistano Shehbaz Sharif il 2 luglio. Torna alta la tensione fra Usa e Iran dopo i raid statunitensi contro depositi di munizioni e droni iraniani in risposta all'attacco di Teheran contro una nave nello stretto di Hormuz. Il vicepresidente Usa Vance commenta: 'Alla violenza si risponde con la violenza'. Il Ministero degli Esteri iraniano condanna: 'violati la Carta delle Nazioni Unite e il memorandum d'intesa'. I Pasdaran affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi nella regione. Il Bahrein denuncia: 'Attaccati da diversi droni iraniani'. Hezbollah respinge l'intesa: 'Mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne'. 'L'Italia pronta a fare la sua parte', la soddisfazione di Palazzo Chigi. Intanto, risale la tensione ad Horumz dopo attacchi iraniani alle navi. Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano di affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi in risposta ai raid Usa. 'Folle violazione del cessate il fuoco', ha detto Trump. A Zone pilota, sovranità libanese, disarmo di Hezbollah e ritiro israeliano: sono i punti salienti dell'accordo tra Israele e Libano, firmato ieri a Washington.Nell'incipit dell'intesa si sottolinea che Israele e Libano, con il sostegno degli Stati Uniti, "affermano il loro obiettivo comune di raggiungere una pace e una sicurezza durature". Gli stati confinanti "dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro". L'accordo stabilisce di compiere "progressi irreversibili" verso la risoluzione di tutte le questioni tra Israele e Libano, e che ciò debba essere realizzato attraverso "colloqui bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti". Le forza armate libanesi (Laf) "ripristineranno la sovranità effettiva su tutto il territorio libanese, in attesa del disarmo verificato dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle infrastrutture associate". Ciò consentirà alle forze armate israeliane (Idf) di "ritirarsi progressivamente dal territorio libanese". Il quadro di riferimento definira' le fasi e i meccanismi di verifica per portare avanti questo processo. Le Laf "assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza nelle zone pilota, che serviranno da meccanismo per i ritiri graduali e verificati delle forze Idf e per gli schieramenti delle Laf". Due zone iniziali sono state concordate da entrambe le parti e le future zone pilota saranno indicate di comune accordo. Una volta confermato il disarmo dei gruppi armati non statali, in particolare il gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah, l'esercito libanese assumerà la piena responsabilità della sicurezza in queste zone. "Avranno inizio gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste aree sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi". "Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo". Il governo libanese, nell'ambito dell'accordo, ribadisce il suo impegno a ripristinare la piena sovranità sul proprio territorio. "Ricostruirà il monopolio statale sull'uso della forza, raggiungerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità  armate in nessuna parte del Libano".Il Libano chiede il sostegno dei partner internazionali, in particolare arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.Israele e Libano istituiranno "gruppi di lavoro per redigere un accordo globale di pace e sicurezza" tra di loro e "stabiliranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto continuo, facilitati dagli Stati Uniti". Israele, da parte sua, afferma che le sue azioni militari in Libano "sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia rappresentata e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah". "La cessazione di questa minaccia", in particolare attraverso il disarmo di tali gruppi non statali e "ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi", eliminerà qualsiasi futura necessità  di azioni o presenza militare in Libano. "Il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano".

lunedì 29 giugno 2026

Meno royalties a Gela

[La decisione cristiana di trovare il mondo brutto e cattivo, ha reso brutto e cattivo il mondo. Nietzsche] Al Comune di Gela per le estrazioni in mare di gas dai campi "Argo-Cassiopea", arriveranno royalties decurtate della metà. Una decisione, assunta dagli uffici regionali, resa nota dal sindaco Terenziano Di Stefano che la contesta.  “È   una miseria rispetto alla mole di produzione di gas che viene realizzata nel nostro mare - dice il primo cittadino - per la produzione 2024 al Comune di Gela vengono riconosciute le royalties solo per spese di investimento e non quelle per la spesa corrente. Praticamente, su un totale di circa 236 mila euro, che è già irrisorio, vengono concessi solo 118 mila euro. Né la legge finanziaria che approvò le royalties né gli accordi sanciti con la Regione prevedevano una decurtazione di questo tipo. È  - osserva Di Stefano - l'ennesimo schiaffo alla città di Gela e ho già espresso la mia contrarietà informando la Regione".     Il sindaco, che già da assessore nella precedente giunta comunale si occupò personalmente della vicenda delle royalties per il progetto "Argo-Cassiopea" di Enimed, ha aggiunto: 'A questo punto, davanti a una situazione di questo tipo, se dovessero arrivarmi altre richieste autorizzative per estrazioni in mare lungo la nostra costa, rimarranno sul mio tavolo senza alcuna risposta". 

Warhol-Rotella e Arman a confronto

[La decisione cristiana di trovare il mondo brutto e cattivo, ha reso brutto e cattivo il mondo. Nietzsche] Un inedito confronto tra Andy Warhol, Arman e Mimmo Rotella che fa dialogare Pop Art americana e Nouveau Réalisme. È il tema della mostra presentata all'Albergo dei Poveri di Palermo dal titolo "La forma consumata", che sviluppa una lettura attuale sul destino dell'oggetto e dell'icona nella cultura visiva contemporanea.    L'esposizione resterà aperta sino al 27 dicembre 2026. Lo riporta una nota.     Promossa dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana e realizzata da Riso - Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo con Bottega Creativa, la mostra, curata da Alberto Fiz con la collaborazione di Edoardo Falcioni, riunisce 81 opere tra il 1954 e il 2004 provenienti da collezioni private: 35 lavori di Warhol, tra acrilici e serigrafie su carta e tela, inclusi esemplari unici come Hammer & Sickle (1977); 18 accumulazioni e sculture di Arman; 27 opere di Rotella tra décollage, artypo e riporti fotografici; e Rejected Flowers, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970.    La rassegna è accompagnata da una serie di ritratti di Arman, Rotella e Warhol realizzati da Fabrizio Garghetti, storico fotografo milanese che con i suoi scatti ha documentato l'arte e alcuni dei suoi maggiori protagonisti dagli anni Settanta a oggi.  


Lo Piano ad di fs?

[L’attimo della dolce angoscia fuggiva, oh, che altro può fare un attimo? ma il succedente gli succedeva: l’integrale dei fuggenti attimi è l’ora. Carlo Emilio Gadda] Per il novo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato “la soluzione sarà interna: ci lavorerà qualcuno che già si occupa di Ferrovie da tanto tempo”. L’attuale Ad di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio è uno dei possibili nomi, “è bravo”, ha detto il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, “ma ce ne sono altri”, ha precisato. – A quasi tre anni dall’incidente ferroviario di Brandizzo (Torino) il tribunale di Ivrea ha individuato per fine settembre l’apertura dell’udienza preliminare. In gioco ci sono le 24 richieste di rinvio a giudizio (tre riguardano altrettante società) per disastro e omicidio colposo inoltrate dalla procura e due di queste riguardano Vera Fiorani, ad di Rfi fino al 19 maggio 2023, e il suo successore, Gianpiero Strisciuglio, oggi ad di Trenitalia e in predicato di salire al vertice di Fs. Nella notte fra il 30 e il 31 agosto 2023 un treno in corsa diretto verso Torino (senza passeggeri) travolse cinque operai della ditta Sigiferr impegnati nella manutenzione di un binario: nella ricostruzione dei pm la squadra venne messa al lavoro, per errore, pochi minuti prima che la circolazione fosse interrotta. Una strage provocata dalle "omissioni" del personale sul posto (tra cui un caposquadra dell’azienda e un capo tecnico di Rfi) ma che a monte è stata preceduta - sempre secondo l’accusa - da violazioni delle norme di sicurezza, prevenzione, coordinamento, vigilanza, formazione. A Strisciuglio si contesta di avere trascurato il "fattore umano" nel documento di valutazione del rischio (e di non avere "immediatamente" fatto aggiornare il documento dopo l’incidente). Tre delle richieste di rinvio a giudizio riguardano la stessa Rfi, la Sigiferr (in liquidazione) e, come appaltatrice, la bolognese Clf. Intanto i familiari dei cinque operai morti protestano alla notizia che proprio Strisciuglio potrebbe prendere il posto del dimissionario Stefano Donnarumma. "Bell’esempio che dà lo Stato", dice al sito internet de La Stampa Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle cinque vittime. "Meno male che, nei giorni successivi all’incidente, il ministro dei Trasporti (Matteo Salvini, ndr) aveva detto che avrebbero fatto luce sulla vicenda in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli – prosegue – Sono una donna forte e attendo giustizia da tre anni. Vedremo cosa salterà fuori dal processo, se mai si farà". "Ormai non mi scandalizzo più. Io piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì", aggiunge Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane delle cinque vittime. Finora il processo è stato una corsa a ostacoli. La procura ha dovuto svolgere gli accertamenti nella cronica penuria di personale e di mezzi. Il palazzo di giustizia non dispone di spazi adeguati per così tanti imputati e persone offese. Per l’udienza preliminare il tribunale si servirà di due aule collegate in videoconferenza. Ad ogni modo l’uscita di Stefano Donnarumma “non dipende dai servizi” del gruppo FS, ha affermato a margine di ExpoAid 2026, al Palacongressi di Rimini. “Precisiamo che con quei numeri alla mano, poi si può sempre far meglio, rispetto a giugno dell’anno scorso la puntualità è aumentata del 7%, nonostante il caldo e nonostante i cantieri”, ha rilevato Salvini. “Le ferrovie italiane sono quelle che a livello europeo hanno un maggior tasso di efficienza. L’avvicendamento ai vertici non dipende dai servizi, si è chiusa la fase più complicata che era quella Pnrr, che va a chiudersi in estate, si apre la fase 2 di gestione di una nuova struttura – ha spiegato Salvini – che grazie anche a questi cantieri, che comportano i ritardi, a lavori conclusi sarà la più moderna, efficiente e veloce d’Europa”. “Se non facessimo i lavori che stiamo facendo ci sarebbe il colasso – ha proseguito – tenete presente che in grandi paesi europei in questi giorni per il caldo la circolazione o è ferma o è sospesa”. Ad ogni modo “il prossimo amministratore lo sceglieremo internamente, fra i ferroviari, non ci saranno nomine politiche, partitiche esterne, La soluzione sarà interna, quindi ci lavorerà qualcuno che già si occupa di ferrovie da tanto tempo”. Tra le possibili soluzione “ci sta Strisciuglio ma ce ne sono altri, Gian Piero Strisciuglio è attualmente amministratore di Trenitalia, ha fatto l’amministratore legato di Rfi, è bravo, come ci sono altre decine di dirigenti nati e cresciuti in Ferrovie altrettanto bravi. Appena ci sarà l’uscita concordata di Stefano Donnarumma – ha concluso Salvini – che ringrazio per l’enorme impegno e l’enorme lavoro svolto, ci sarà la nuova squadra”.   Lo Piano, però,  potrebbe essere lanciato ai vertici della fs. Il manager gelese,  da anni alla guida del team vendite Frecciarossa, è stato chiamato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Busitalia. Lo Piano, le cui doti manageriali sono indiscusse è stato dunque chiamato a guidare un segmento di mercato delle Ferrovie dello Stato dopo aver coordinato l’alta velocità ferroviaria. Unico limite di Lo Piano non avere nessuna pendenza con la giustizia. 


domenica 28 giugno 2026

Hezbollah in trappola

[Un’infanzia tormentata e un’adolescenza anche più dolorosa. Carlo Emilio Gadda] Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele due modifiche al testo per garantire l'accordo con il Libano. Lo rivela Axios precisando che i punti sono stati il ritiro israeliano da un villaggio nel Libano meridionale attualmente sotto occupazione israeliana e una dichiarazione esplicita che ciò segnerebbe l'inizio di un più ampio processo di ridispiegamento fuori dal Libano. Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios citando un alto funzionario americano.     "Abbiamo deciso di sospendere ogni attività cinetica", ha sottolineato l'alto funzionario americano, utilizzando la terminologia militare per indicare attacchi e altre azioni belliche.     Un secondo funzionario Usa ha dichiarato ad Axios che entrambe le parti sospenderanno le ostilità "per il momento" e che "le imbarcazioni potranno muoversi liberamente", mentre proseguiranno i colloqui tecnici.  "L'accordo firmato con il governo libanese è storico e di grande importanza: la forza operativa e i risultati militari conseguiti dall'Idf negli ultimi mesi hanno creato le condizioni che lo hanno reso possibile. Rispetteremo l'accordo e lavoreremo per garantirne il successo. La prova, da questo momento, sarà rappresentata dalle azioni di entrambe le parti, e il periodo a venire determinerà il futuro". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir in visita al comando settentrionale. "Siamo pronti a riprendere rapidamente operazioni offensive sia in Libano sia in Iran, qualora fosse necessario. Hezbollah è stato gravemente indebolito e i suoi miliziani sono confinati nei tunnel sotterranei. L'Idf mantiene il controllo operativo dell'area e resta in stato di massima allerta per infliggere colpi rapidi e decisivi qualora il cessate il fuoco venisse violato", ha aggiunto.    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha chiesto oggi di “definire al più presto un calendario per il ritiro incondizionato delle forze israeliane dalle zone occupate del Libano”. Rispondendo alla stampa sull’accordo quadro firmato due giorni fa a Washington da Libano e Israele, Baqaei ha ribadito che occorre dare attuazione al primo articolo del Memorandum d’intesa siglato dall’Iran con gli Stati Uniti. L’articolo prevede “la fine della guerra e delle operazioni militari del regime sionista contro il Libano, così come il ritiro delle forze occupanti da tutte le aree occupate del Libano”. La sua attuazione, ha aggiunto Baqaei, “è una condizione essenziale per raggiungere un accordo definitivo e duraturo che garantisca la stabilità nella regione”. Per questo, ha concluso, “la Repubblica islamica dell’Iran sottolinea la necessità che gli Stati Uniti adottino tutte le misure necessarie per costringere il regime sionista a cessare qualsiasi aggressione e operazione militare contro tutte le aree del Libano e chiede che venga definito al più presto un calendario per il ritiro incondizionato dalle zone occupate del Libano”.


Lo zar aspetta Donaldo

[Ricostruirò le nostre forze armate. Saranno così forti e potenti e grandiose che non dovremo mai usarle. Nessuno ci provocherà. Donald Trump] Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di attendersi negoziatori da Washington una volta che gli Usa saranno meno impegnati con l'Iran. Sono in corso negoziati sull'Ucraina con la presentazione di nuove proposte per limitare le ostilità in quattro regioni, ha sottolineato Putin. Lo riporta la Tass.     "Attendiamo - una volta conclusi tutti gli eventi e terminata la fase più acuta della questione iraniana - l'arrivo dei rappresentanti dell'amministrazione statunitense che abbiamo già incontrato a Mosca", ha affermato Putin in un'intervista rilasciata a un giornalista russo e pubblicata dal Cremlino. Le sue parole giungevano in risposta a una domanda sullo stato delle relazioni russo-statunitensi all'indomani del vertice del G7 in Francia, durante il quale il presidente degli Stati Uniti aveva suggerito che la Russia "dovrebbe raggiungere un accordo" con l'Ucraina per porre fine al conflitto. "Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia". Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, parlando al congresso del partito Russia Unita, riferisce la Tass.     "Il regime di Kiev ricorre a metodi terroristici mentre le forze ucraine continuano a ritirarsi lungo l'intera linea di contatto", ha proseguito lo zar. L'Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia", ha aggiunto.     Oggi si tiene il primo turno del congresso pre-elettorale di Russia Unita, il partito di maggioranza parlamentare. I membri dovranno nominare i candidati e approvare le liste elettorali per le elezioni di novembre alla Duma (la Camera bassa del Parlamento). In base alla legge, i partiti che partecipano alle elezioni della Duma devono tenere congressi per nominare i candidati per le liste di partito e i collegi uninominali entro 25 giorni dall'inizio della campagna. Gli Usa aiutano gli ucraini a lanciare i loro attacchi in profondità nel territorio russo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, citato dalla Tass. "Senza l'aiuto diretto americano nella guida e nell'ottenimento di dati per l'individuazione di obiettivi, è impossibile fare ciò che l'Ucraina sta facendo ora, lanciando attacchi terroristici sul territorio russo", ha affermato Lavrov intervenendo ad un forum. Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un villaggio nella regione ucraina di Sumy. "Le unità del gruppo militare Nord hanno preso il controllo del villaggio di Ivolzhanskoye nella regione di Sumy", si legge sul canale Telegram del ministero russo.Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito di essere pronto a negoziati di pace con l'Ucraina solo sulla base degli "accordi di Istanbul" del 2022 e a condizione che Kiev ceda i territori rivendicati da Mosca.   "La Russia è pronta ad avere negoziati di pace con l'Ucraina basati sugli accordi raggiunti a Istanbul", ha detto Putin, citato dalla Tass. "Il nostro approccio è basato sugli accordi di Istanbul, le modalità discusse a Anchorage (nel vertice tra Putin e Donald Trump a Ferragosto del 2025) e, soprattutto, le realtà sul terreno", ha sottolineato il presidente russo. "Noi aderiamo - ha insistito Putin - ai principi che ho delineato anni fa nel mio discorso al ministero degli Esteri". Il riferimento è a un discorso tenuto da Putin nel giugno 2024 in cui affermava che per arrivare alla pace Kiev doveva rinunciare alle quattro regioni rivendicate dalla Russia e impegnarsi ufficialmente a non entrare nella Nato.     Gli "accordi di Istanbul", delineati nel marzo del 2022, non erano invece accordi per mettere fine al conflitto ma per avviare un percorso di pacificazione. Essi prevedevano in particolare che si avviassero trattative per le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, mentre le questioni territoriali venivano rinviate a negoziati che potevano durare fino a 15 anni. L'allora capo delegazione ucraino, David Arakhamia, ha detto in seguito che tali intese furono lasciate cadere da Kiev per una serie di motivi, tra cui l'opposizione dell'allora premier britannico Boris Johnson, che convinse Kiev a continuare a combattere. I Paesi occidentali “mentono” quando evocano il rischio di una guerra con la Russia, perché vogliono giustificare il riarmo e l’aumento delle spese militari. Lo ha detto Vladimir Putin, secondo cui la Russia è pronta a una adeguata risposta alle minacce. “In Occidente si parla apertamente del fatto che si stanno preparando alla guerra con noi, aumentando i bilanci militari offensivi”, ha affermato il capo dello Stato durante l’incontro con i laureati delle università del Ministero della Difesa, del Ministero delle Situazioni di Emergenza, dell’FSB, del FSO, della Guardia Nazionale Russa (Rosgvardia), del Ministero degli Interni, del Comitato Investigativo e del Servizio Penitenziario Federale. “La Russia è pronta a reagire prontamente e adeguatamente a qualsiasi minaccia interna ed esterna”, ha detto il leader russo. Putin ha inoltre accusato l’intero Occidente di lavorare per l’Ucraina e di rifornire Kiev di droni. “Naturalmente, con un impatto così massiccio, quando tutto l’Occidente lavora per loro, questi droni arrivano in un flusso enorme”, ha detto ai diplomati delle accademie militari superiori.Il presidente russo ha aggiunto che i paesi occidentali non sono ancora arrivati al punto di attaccare la Russia dal proprio territorio, perché comprendono che seguirebbe una risposta