[Una rondine non fa primavera. Aristotele, Etica] Il petrolio crolla con il cessate il fuoco. Il Wti arriva a perdere fino al 18% scendendo ben sotto i 100 dollari al barile a 93,03 dollari. Crolla il prezzo del gas in avvio con l'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, scendono di oltre il 19% a 43 euro al megawattora. Russia e Cina hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu su una risoluzione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il testo, sostenuto dagli Stati del Golfo e già ammorbidito rispetto alla richiesta iniziale di autorizzare l’uso della forza per proteggere la rotta marittima, ha ottenuto 11 voti a favore, 2 contrari e 2 astensioni. Dopo il voto, il ministro degli Esteri del Bahrein Abdullatif bin Rashid al-Zayani ha espresso “rammarico” a nome di Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Giordania. “Il mio Paese, il Regno del Bahrein – ha detto il ministro degli Esteri – e gli Emirati Arabi Uniti, il Regno dell’Arabia Saudita, lo Stato del Qatar, lo Stato del Kuwait e il Regno hascemita di Giordania esprimono il loro rammarico per il fatto che la risoluzione sottoposta oggi alla vostra attenzione non sia stata adottata. Il Consiglio non è riuscito ad assumersi le proprie responsabilità di fronte a una condotta illegale che richiede un’azione decisa”.La Marina dei Pasdaran ha minacciato, in un post su X, che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai più al suo stato precedente soprattutto per Usa e Israele", aggiungendo di star completando i preparativi per quello che ha definito un nuovo ordine regionale nel Golfo. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele. "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?", si è chiesto Pezeshkian, senza fare allusioni al cessate il fuoco che, secondo Donald Trump, Teheran ha chiesto agli Usa. Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il "ruolo sovrano" dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare.
OTTOBRE ROSSO
martedì 7 aprile 2026
Minori mafiosi
[Puoi imparare una riga dalla vittoria e un libro dalla sconfitta.]In Sicilia è in calo il numero dei minori segnalati per rapina e associazione per delinquere, ma preoccupa l'incidenza per associazione di tipo mafioso, la più alta in Italia. Lo si evince dal rapporto (Dis)armati di Save the Children che prende in esame il primo semestre 2025, realizzato con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group Ets. Nei primi sei mesi del 2025 i minori denunciati o arrestati a livello nazionale per associazione mafiosa sono 46, a segnalare un possibile preoccupante aumento rispetto al 2024, quando sono stati 49. Dei 46, quasi la metà si registrano a Catania (15) e a Napoli (6).A Palermo aumentano i minori segnalati per estorsione (10 nel 2024, 8 nel primo semestre 2025, erano 3 nel 2014) mentre calano leggermente a Catania (passando da 12 nel 2014 a 10 nel 2024), sostanzialmente invariati a Messina (passando da 2 a 3 tra il 2014 e il 2024). Nelle tre città calano anche i reati di associazione per delinquere (3 a Catania nel 2024, erano 8 nel 2014; 2 a Palermo, erano 9 nel 2014; 0 a Messina, era 1 nel 2014) e per associazione mafiosa a Messina. Preoccupa l'aumento a Catania (15 nel primo semestre 2025, 3 nel 2024) e a Palermo (2 nel primo semestre 2025). Aumentano i minori denunciati o arrestati per porto d'armi a Palermo (46 nel 2024, 13 nel 2014) e Catania (16 nel 2024, 11 nel 2014), a Messina e Catania diminuiscono quelli per rapine (rispettivamente 8 nel 2024, erano 24 nel 2014 e 9 nel 2024 contro le 52 del 2014), mentre a Palermo si registra un leggero aumento (51 nel 2014, 56 nel 2024). In Sicilia tra il 2014 e il 2024 è diminuita l'incidenza di minori segnalati per rapina e per associazione per delinquere (per entrambi -0,18 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni) mentre è aumentata l'incidenza dei minori segnalati per lesioni personali (+0,57 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e porto d'armi (+0,41 ogni mille abitanti tra i14 ei 17 anni). Nella regione, l'incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,02 ogni mille abitanti nella stessa fascia d'età e di 0,1 ogni mille per associazione di tipo mafioso mafiosa, la più alta in Italia. Il viaggio compiuto da Save the Children per comprendere il fenomeno della violenza giovanile - con un'attenzione alla diffusione delle armi e al coinvolgimento dei minori nelle reti della criminalità organizzata - evidenzia come nell'ultimo decennio sia cambiata l'intensità e le modalità della violenza agita dagli adolescenti: più immediata, visibile, condivisa e amplificata anche attraverso i social media. Ma allo stesso tempo ci restituisce una "geografia della violenza" che mette in luce come le diverse tipologie di reati di natura violenta non abbiano una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale. Sono aumentate rapine, risse e lesioni personali, con un'efferatezza "apparentemente insensata" che nasconde fragilità emotive diffuse e un progressivo svuotamento affettivo. I minorenni denunciati o arrestati a livello nazionale per rissa registrano un aumento che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni, di cui 955 ragazzi, con un'incidenza maggiore in Molise (1,21 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni). Nel primo semestre 2025 sono 507 i minorenni segnalati, in linea con l'anno precedente. Le città metropolitane più coinvolte nello stesso periodo sono: Milano (33 minorenni segnalati), Genova (32) e Palermo (31).
2 americani contro
[Sono stato sottovalutato, in quanto nessuna mi conosceva prima d’ora. Se io ho vinto può farlo chiunque. Christopher Bryan Moneymaker] Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum all'Iran. "La ragione di tale decisione - ha scritto il presidente Usa in un messaggio sul suo social Truth - risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una pace a lungo termine con l'Iran, nonché la pace in Medio Oriente". Trump ha precisato che lo stop ai bombardamenti vale "a condizione che l'Iran acconsenta all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". L'Iran ha accettato la proposta di cessate il fuoco del Pakistan anche grazie all'intervento dell'ultimo minuto della Cina, che ha esortato l'Iran a mostrare flessibilità e stemperare le tensioni. Come riportato dal New York Times, il cessate il fuoco è stato approvato dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei. Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad venerdì. L'ambasciatore dell'Iran alle Nazioni Unite, Amid Saeid Iravani, ha detto che un funzionario dell'Onu, incaricato di risolvere la questione dello Stretto di Hormuz e di assistere i mediatori nel porre fine al conflitto, "è in viaggio verso Teheran proprio in questo momento". L'Iran "è pronto a collaborare in modo costruttivo con ogni autentico sforzo diplomatico", ha spiegato. “Voglio fare una breve dichiarazione per dire quello che ho già detto la domenica di Pasqua chiedendo la pace. Oggi come tutti noi sappiamo c’è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran: questo non è accettabile”. Lo ha detto il Papa conversando con i giornalisti a Castel Gandolfo prima di fare rientro in Vaticano. “È una questione certamente di diritto internazionale ma molto di più è una questione morale, per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore ai tanti innocenti, bambini, anziani, totalmente innocenti che sarebbero anche loro vittime di questa escalation”, ha aggiunto ricordando che “dai primi giorni della guerra dicevamo ‘torniamo al dialogo, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto’. Invece siamo qui: bisogna pregare tanto, vorrei invitare tutti a pregare ma anche a cercare come comunicare con i parlamentari, con le autorità, e dire che non vogliamo la guerra ma la pace, siamo un popolo che ama la pace e c’è tanto bisogno di pace nel mondo”.
Il ritorno di Report
[Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono. Hegel]”Sarà il solito Report, se possibile con un pizzico di determinazione in più", promette Sigfrido Ranucci, ospite di Serena Bortone a Radio2 Stai Serena, parlando del ritorno della trasmissione di inchieste, da domenica in prima serata su Rai3. "Torneremo anche a parlare del Garante per la Privacy - annuncia - e di quello che è acceduto nell'incontro tra Agostino Ghiglia e Arianna Meloni proprio nei giorni prima della sanzione al programma, di quello che si sono realmente detti. Ci sono testimoni che sono andati anche in procura a parlare. Documenteremo circostanze relative alla gestione dei concorsi interni all'Autorità e delle multe. E scopriremo anche il ruolo di Meta quando ci sono le competizioni elettorali". Report proporrà anche "un retroscena sulla liberazione di Trentin, con un'intervista esclusiva a chi gestiva il petrolio in Venezuela e che restituirà una foto allarmante della situazione: gli Stati Uniti, che hanno riserve di petrolio per otto anni, puntano al Venezuela che ha riserve per 150 anni, poi guarda caso vanno in Iran per lo stesso motivo: Trump bombarda solo dove c'è il petrolio". Tra gli argomenti delle nuove inchieste di Report, conferma Ranucci, anche "il caso Santanchè". "Sarà una stagione frizzantina", chiosa Bortone. "Come al solito", la risposta di Ranucci. "Le indagini (sull'attentato subito lo scorso ottobre) stanno seguendo la pista della camorra. Abbiamo un magistrato molto determinato come Carlo Villani, un nucleo investigativo dei carabinieri di Roma che è tra i migliori d'Italia, le indagini collaterali della Guardia di Finanza intorno a Rovigo, con un faro sul traffico di armi e le infiltrazioni della camorra. Da questo punto di vista mi sento tranquillo. Ringrazio il ministro Piantedosi e la presidente della commissione Antimafia Colosimo che hanno chiesto il rafforzamento della scorta". "Certo è - ammette - che quando arrivano davanti casa e mettono un ordigno, questo cambia la percezione delle cose. Ma sul lavoro non è cambiata una virgola, ho una squadra eccezionale che non si è fermata". Un selfie di Giorgia Meloni con accanto un presunto referente del clan senese in Lombardia. A pubblicarlo, sul suoi profili social, è la trasmissione Report della Rai. Nel messaggio a corredo della foto, anticipata oggi dal Fatto Quotidiano, viene spiegato che lo scatto risale al 2 febbraio del 2019 all'Hotel Marriott di Milano dove "si celebrava la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell'anno". In mattinata la replica della premier con un messaggio sui social. "Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze", ha scritto Giorgia Meloni affermando che "oggi la 'redazione unica', composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi". "Inoltre - ha rimarcato la presidente del Consiglio -, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all'età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze".
Trump con Orban
[Quanto piace al mondo è breve sogno . Petrarca ] Viktor Orban "sta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d'assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo telefonicamente al comizio del premier ungherese con il vicepresidente JD Vance a Budapest. "Se non pensassi che stia facendo un buon lavoro, non farei una telefonata così. Siamo con voi fino in fondo", ha aggiunto Trump, appoggiando la linea di Orban sull'immigrazione: il premier ungherese, ha detto, non ha permesso che fossero "violati i confini" ungheresi, nonostante le "pressioni" subite e "gli errori dei giudici". "Donald Trump ha messo fine al potere dell'élite progressista globale, affermando che il patriottismo non è un crimine ma una virtù". Lo ha detto Orban intervenendo all'Mtk Sportpark di Budapest, nel comizio insieme a Vance. Orban ha poi elogiato il vicepresidente Usa, sottolineando come "abbia scritto di quanto fosse dannoso il liberalismo progressista quando non era permesso discuterne, liberando forze che erano state messe a tacere". Prima degli interventi dei due protagonisti, nell'arena gremita hanno risuonato gli inni nazionali di Ungheria e Stati Uniti. Il pubblico si è alzato in piedi, molte mani sul cuore, mentre bandiere ungheresi e americane ondeggiano fitte tra tribune e parterre. La stampa è confinata in un'area separata dal comizio, senza per ora la possibilità di entrare. "Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest. "Nelle capitali europee si parla molto della necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. La guerra probabilmente non sarebbe mai iniziata se Donald Trump fosse stato presidente quattro anni fa. Ma ora che è iniziata, i due leader che hanno fatto di più per cercare di fermare questo conflitto distruttivo sono stati Donald J. Trump e Viktor Orban", ha aggiunto Vance. "Lo hanno fatto attraverso la diplomazia, parlando con le parti, cercando di capire cosa serve a ucraini e russi per arrivare alla fine della guerra", ha evidenziato. Quello che Stati Uniti e Ungheria rappresentano "insieme, sotto la leadership di Viktor e del presidente Trump, è la difesa della civiltà occidentale", ha detto Vance. "La difesa dell'idea che i bambini debbano andare a scuola per essere educati, non indottrinati, la difesa del diritto delle famiglie europee e americane a vivere dignitosamente, a potersi muovere, a potersi permettere di riscaldare e raffreddare le proprie case, la difesa del fatto che le nostre società si fondano su una civiltà e su valori cristiani che animano tutto, dalla libertà di espressione allo stato di diritto, fino al rispetto delle minoranze e alla tutela dei più vulnerabili", ha evidenziato. "Ci sono molte cose che uniscono Stati Uniti e Ungheria. Purtroppo, sono state poche le persone disposte a difendere questi valori. Viktor Orban è una rara eccezione e anche per questo sono qui", ha aggiunto. Il vicepresidente americano è atterrato all'aeroporto di Ferihegy di Budapest insieme alla moglie Usha per una missione ufficiale a pochi giorni dalle elezioni ungheresi del 12 aprile. Appena scesi dalla scaletta dell'aereo, Vance e la moglie sono stati accolti dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, che ha offerto loro un mazzo di fiori. Vance ha quindi stretto la mano all'incaricata d'affari statunitense a Budapest, Caroline Savage, prima che la delegazione lasciasse l'aeroporto. Si tratta di "una visita storica", ha scritto su X il portavoce di Viktor Orban, Zoltan Kovacs, dando il suo benvenuto al vicepresidente americano e alla moglie, arrivati "per esprimere il loro sostegno a Orban". "Voglio aiutare il più possibile il primo ministro in vista di questa stagione elettorale", ha detto Vance in conferenza stampa con Orban. "Non mi aspetto certo che il popolo ungherese dia ascolto al vicepresidente degli Stati Uniti", ma "volevo mandare un segnale a tutti, in particolare ai burocrati di Bruxelles, che hanno fatto di tutto per tenere a bada il popolo ungherese perché non gradiscono il leader che si è effettivamente schierato dalla parte del popolo ungherese".Intorno alle 17 si aprirà il vero palcoscenico politico: Vance si presenterà al comizio all'Mtk Sportpark, nella parte orientale della capitale, per sostenere la volata finale al premier, in affanno nei sondaggi. Si tratta della prima visita ufficiale a Budapest di un vicepresidente statunitense in carica. In passato, Mike Pence aveva partecipato nel 2021 al vertice demografico, ma senza più incarichi di governo. Tra i presidenti americani, la capitale ungherese era stata visitata da George H. W. Bush nel 1989 e da George W. Bush nel 2006. Tra i vertici ungheresi non manca, tuttavia, una certa delusione per l'assenza di Donald Trump a pochi giorni dal voto. "Il futuro dell'Ungheria spetta agli ungheresi, non agli americani o ai russi. La visita di JD Vance a Budapest costituisce una chiara ingerenza straniera e noi la condanniamo". Così il gruppo dei Socialisti e Democratici all'Eurocamera, commentando la visita del vice-presidente degli Stati Uniti JD Vance a Budapest in occasione del comizio di Viktor Orbàn.
Teheran good night
[Homo sum: humani nihil a me alienum puto. Terenzio]L’Iran ha interrotto i negoziati con gli Stati Uniti, informando il Pakistan che non avrebbe più intenzione di partecipare ai colloqui per un cessate il fuoco. Lo riporta il New York Times citando tre alti funzionari iraniani. Da parte sua il Tehran Times ha riferito che “l’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti” e che “tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi”.”Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. Dopo aver scritto che "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non vorrei che ciò accadesse, ma probabilmente succederà", Trump nel suo post su Truth ha aggiunto che "tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale - in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate - forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario, chissà". "Lo scopriremo stanotte: sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte giungeranno finalmente al termine", ha aggiunto. Pochi minuti fa, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una nuova serie di attacchi sulla capitale Teheran. Esplosioni sono state udite a Parchin, nella zona sud-est della città, dove si trovano industrie militari e nucleari. Altri luoghi colpiti oggi sono Sadeghieh, Gisha, Shahrak-Gharb e Pirouzi, in diverse zone di Teheran. Al momento, i caccia stanno sorvolando la capitale a bassa quota e si sentono continuamente rumori di esplosioni. Secondo notizie provenienti da altre città, Karaj, Shiraz, Larestan e Chabahar sono tra le altre località colpite oggi. Diverse esplosioni hanno scosso Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr e dai quotidiani Shargh e Ham-Mihan. Un giornalista dell'Afp ha confermato di aver udito una serie di deflagrazioni provenire dalla zona nord della città.Una sinagoga nel centro di Teheran è stata completamente distrutta nel corso di un attacco degli Stati Uniti e di Israele. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Mehr, l'attacco avvenuto nelle prime ore del mattino ha inflitto gravi danni alla sinagoga e ha parzialmente danneggiato alcune case vicine nella zona residenziale di via Rafinia a Teheran. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso. "Secondo le prime informazioni, la sinagoga Rafi-Nia... è stata completamente distrutta negli attacchi di questa mattina", ha scritto, secondo quanto riporta la Afp, il quotidiano Shargh. L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana) perché ciò "mette in pericolo le vostre vite". "Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite". Il governatore di Mashhad, nell'Iran orientale, ha annunciato la cancellazione di tutto il traffico ferroviario in città fino a nuovo avviso, dopo l'avviso delle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Lo scrive Ynet. "La decisione è stata presa in seguito all'avvertimento immorale del regime sionista riguardo al suo piano di colpire le ferrovie iraniane, e si raccomanda di osservare le misure di sicurezza", ha aggiunto il governatore Hassan Hosseini, secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr.'I nostri piloti hanno attaccato oggi ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''Queste operazioni non sono mirate contro la popolazione iraniana, hanno l'obiettivo di continuare a indebolire e a colpire il regime sanguinario che lo reprime da 47 anni. Stiamo cambiando radicalmente gli equilibri dei poteri'', ha aggiunto.
Che fine ha fatto Shelly
[Se è vero che in ogni amico v'è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora? Papini] "Siamo estremamente preoccupati per la sicurezza e la sorte della giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita a Baghdad, in Iraq". Lo scrive in un post su X Amnesty International Usa sollecitando "le autorità irachene e statunitensi ad adoperarsi con urgenza per il suo immediato rilascio e a perseguire i responsabili". "I giornalisti svolgono il loro lavoro in circostanze difficili per garantire al mondo l'accesso alle informazioni provenienti da zone di crisi o da luoghi difficilmente raggiungibili. Nessun giornalista dovrebbe essere preso di mira a causa del proprio lavoro, né dovrebbe essere scoraggiato dal suo importante compito", prosegue il post. La milizia irachena Kataib Hezbollah si è offerta ieri di trattare con il governo iracheno per il rilascio della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita martedì a Baghdad. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena. I rappresentanti della milizia filo-iraniana hanno contattato funzionari del governo iracheno, hanno affermato le fonti della sicurezza parlando a condizione di anonimato, e hanno chiesto il rilascio di diversi membri della milizia detenuti in cambio della liberazione della reporter. Un portavoce di Kataib Hezbollah - sottolinea il Nyt - non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento e non è chiaro se il gruppo avanzerà ulteriori richieste "Stava bene, mi aveva mandato un messaggio e delle foto lunedì, in una immagine c'era lei e nell'altra era con un uomo. Di solito ci scambiavamo un paio di mail a settimana". È il racconto di Barbara, la mamma della giornalista rapita a Baghdad Shelly Kittleson, all'emittente Usa TMJ4, rilanciato da Nbc news, la quale ha anche detto di aver appreso del sequestro dai media e di aver ricevuto successivamente una visita dell'Fbi. "Shelly ha vissuto in Medio Oriente, lavorando come giornalista per circa 20 anni, è riuscita a imparare diverse lingue da autodidatta e ha stretto molti contatti in Medio Oriente" ha aggiunto la madre sottolineando che Shelly, che non è sposata e non ha figli, ha vissuto a Damasco. La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata "in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche" del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.