martedì 3 novembre 2026

All about me

[Il mondo sarebbe più pacifico, se fossimo tutti atei. José Saramago] Record del voto anticipato in Texas. Circa 7,5 milioni di texani, il 39% degli elettori registrati, hanno già espresso la loro preferenze per le elezioni di metà mandato.Più di 40 milioni di americani hanno già votato alle elezioni di metà mandato. Circa 21 milioni hanno approfittato del voto anticipato di persona per esprimere le loro preferenze, mentre 19 milioni hanno votato per posta.Donald Trump rilancia il risultato alle midterm dell'isola di Guam e lo vede come un possibile segnale positivo per i repubblicani. "Guam, da sempre considerata un territorio fortemente democratico, ha appena visto l'assegnazione anticipata della vittoria ai repubblicani per la carica più importante, quella di governatore: congratulazioni a Tony Ada! Inoltre, i repubblicani hanno ottenuto la maggioranza nel Senato locale", ha scritto il presidente su Truth. "Speriamo che sia un segnale di ciò che accadrà!" La guerra in Iran è costata alle famiglie americane 2.147 dollari l'una. A fare i conti è Moody's Analytics per Cnn, rivedendo al rialzo la precedente stima di 2.000 dollari. I calcoli di Moody's Analytics arrivano nel giorno delle elezioni di metà mandato che vedono il carovita al centro delle decisioni degli elettori. 

Quale governo per Israele?

[Se balli con l’orso, è l’orso che decide quando il ballo finisce.] Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence che indicano che l'Iran sta valutando il ricorso ad armi chimiche contro i suoi avversari. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le informazioni hanno spaccato l'amministrazione. Alcuni infatti le hanno accolte in modo allarmato, altri invece con grande scetticismo convinto che rientrino nella campagna di pressione di Benyamin Netanyahu per convincere Donald Trump a riprendere i combattimenti.  Domani riceverò i risultati ufficiali delle elezioni dal presidente della Commissione elettorale centrale e vicepresidente della Corte Suprema, il giudice Noam Sohlberg. Successivamente darò inizio alle consultazioni presso la Residenza del Presidente. Le porte della Residenza del Presidente saranno spalancate a tutte le liste parlamentari e a tutti i partiti". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog, come riferisce il suo portavoce. 


Basta finanziamenti a Israele

[Molta follia è suprema saggezza | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia.” Emily Dickinson ] "Gli aiuti a Israele verranno interrotti alla fine dell'anno. Israele è un Paese prospero, non ha bisogno di 4 miliardi in aiuti. Abbiamo già concordato che, entro la fine di quest'anno, non effettueremo più versamenti a favore di Israele. Naturalmente, continueremo ad aiutare Israele qualora ne avesse bisogno". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando che Israele avrà l'opzione di acquistare le armi americani. "Possono comprare quello che vogliono", ha messo in evidenza precisando di aver raggiunto un accordo con Benjamin Netanyahu per interrompere gli aiuti militari a Israele.   Il blocco dell’opposizione israeliana guidato da Gadi Eisenkot si è riunito per la prima volta dopo le elezioni per definire una strategia su come destituire il premier Benjamin Netanyahu, non senza divisioni sulla possibilità di allearsi con i parlamentari arabo-israeliani. Il leader del partito Yashar esclude la possibilità di entrare a far parte di un governo guidato da Netanyahu, anche se a chiederlo fosse il presidente americano Donald Trump. “Non siederò in un governo guidato da Netanyahu”, avrebbe detto Eisenkot nell’incontro a porte chiuse, aggiungendo: “Se Trump mi chiamasse, rispetterei il presidente, ma ribadirei che si tratta di una questione interna israeliana”. I leader dei partiti dell’opposizione si sono riuniti a Herzliya, il polo dell’industria tecnologica a nord di Tel Aviv dove risiede l’ex capo delle forze armate Eisenkot, una settimana dopo le elezioni in cui hanno conquistato 48 seggi, contro i 53 dello schieramento di Netanyahu, ma entrambe le parti non hanno la maggioranza. Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana ed ex primo ministro, ha dichiarato alla stampa: “Mi è stato presentato tutto il materiale dei servizi segreti, sia dal capo dello Shin Bet che dalla Commissione elettorale centrale. Le elezioni sono state democratiche e regolari, non c’è assolutamente alcun motivo per annullarle. Loro – ha detto riferendosi a Netanyahu e i suoi alleati – semplicemente non sono disposti ad ammettere di aver perso”. “Quello che dobbiamo fare ora è andare a formare un governo, perché quanto accaduto negli ultimi giorni non fa che ricordarci che dobbiamo allontanare Netanyahu e i suoi collaboratori dall’ufficio del primo ministro. Hanno già causato abbastanza danni allo Stato di Israele e al popolo israeliano”, ha concluso. I partiti israeliani a maggioranza araba – assenti dai colloqui di Herzliya – hanno ottenuto risultati storici la scorsa settimana, conquistando 19 seggi nel parlamento composto da 120 membri e potrebbero garantire a Eisenkot la maggioranza, ma l’opposizione per ora resta divisa sulla possibilità di allearsi con loro.  Teheran ha svelato un enorme cartellone pubblicitario che minaccia Donald Trump di morte, portando la sua retorica anti-americana a un nuovo livello.     "Uccideremo Trump", proclama il cartellone, che domina la trafficata piazza Enghelab ('Rivoluzione'): mostra il presidente degli Stati Uniti, alle prese oggi con le midterm più difficili del suo mandato, dietro le sbarre, a capo chino. Un altro cartellone nelle vicinanze lo ritrae insieme al vicepresidente JD Vance, all'inviato speciale Steve Witkoff e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con i volti insanguinati e gli abiti strappati, davanti a bandiere israeliane e americane lacere. Decine di persone si sono radunate nella piazza sventolando bandiere rosse e portando striscioni con la scritta: "Ci sarà sangue". Hanno quindi invocato vendetta per la Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso dai raid aerei Usa-israeliani su Teheran il 28 febbraio, evento che ha dato inizio alla guerra in Medio Oriente.     Dall'inizio del conflitto, manifesti e cartelloni pubblicitari che deridono Trump e giurano vendetta sono apparsi frequentemente in tutta Teheran. Nella vivace piazza Tajrish, a nord della capitale, una mostra a cielo aperto esponeva dipinti di questo tipo, tra cui uno che lo raffigurava disteso a terra, con il volto insanguinato schiacciato da un piede. Un altro mostrava una bomba che gli oscurava il volto, un evidente riferimento al dipinto del 1964 'Il figlio dell'uomo' del surrealista belga René Magritte. 


Sale valutazione Cyera

[Gli Ideali sono il Magico Olio | con cui aiutiamo la Ruota | ma quando l'Asse Vitale gira | l'Occhio rigetta l'Olio. Emily Dickinson]  Dai 12 miliardi di dollari cui era valutata appena quattro mesi fa, lo scorso giugno quando aveva raccolto 600 milioni di finanziamenti, Cyera, società israeliana di cybersicurezza anche per l’intelligenza artificiale, avrebbe già raggiunto una valutazione teorica di 20 miliardi di dollari. L’indiscrezione è della testata specialistica californiana The Information, secondo cui sarebbe in corso un’altra operazione per rastrellare capitali. Secondo Globes, Cyera, con sede a Tel Aviv, è già la seconda maggiore società a controllo privato di Israele in termini di valutazione. È stata fondata da due veterani delle forze di difesa israeliane, Yotam Segev e Tamar Bar-Ilan con una specializzazione sui sistemi di sicurezza per i server. Con il passare degli anni Cyera ha allargato le sue attività alla sicurezza contro i cyberattacchi effettuati mediante sistema di IA. La società annovera tra i suoi clienti gruppi come Paramount Pictures e Mercury Financial. La scorsa estate ha rilevato la connazionale Oasis Security per circa 1 miliardo di dollari in contanti e scambio titoli.


Stargate in Ucraina

[E non avevo fame. Allora capii | che la fame è un istinto | di chi guarda le vetrine dal di fuori. | L'entrare le disperde. Emily Dickinson] Le forze armate ucraine hanno colpito con droni una raffineria di petrolio nella città russa di Yaroslavl. Si tratta della Slavneft-Yanos, uno dei più grandi impianti di lavorazione del petrolio della Russia, a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. L'attacco è avvenuto - come riporta il Kiev Independent citando canali di monitoraggio ucraini -.nella notte e i residenti hanno segnalato almeno tre incendi all'interno dell'impianto.  La guerra in Ucraina si combatte anche sul fronte dei soccorsi. Non è una novità l’impiego da parte di Kiev dei droni per evacuare i soldati feriti, ma ora arrivano nuovi risultati dal campo. L’azienda ucraina Skyfall ha annunciato di aver portato a termine con successo alcune missioni con Stargate, un drone ambulanza capace di trasportare una persona lontano dalla linea del fronte. Un sistema pensato per intervenire dove i tradizionali mezzi di soccorso non riescono più ad arrivare. “Al momento la linea del fronte è estremamente satura di mine e di droni nemici, e questo rende molto difficile evacuare con i metodi tradizionali. A un certo punto, l’evacuazione aerea può diventare l’ultima possibilità per portare via una persona direttamente dalla prima linea”, ha spiegato un portavoce dell’azienda. Stargate può raggiungere una velocità di 105 chilometri orari trasportando una persona, con un raggio d’azione di 15 chilometri e un’autonomia complessiva di 30 chilometri tra andata e ritorno. Il drone, sviluppato in circa un anno, è già stato impiegato in operazioni reali. “Stargate è già stato utilizzato con successo in missioni sulla linea del fronte. Due soldati sono stati evacuati dal campo di battaglia grazie al drone e si stanno riprendendo”. Un’ulteriore applicazione della tecnologia dei droni in un conflitto in cui anche il recupero dei feriti è diventato sempre più difficile e rischioso.  È salito a 24 morti il bilancio dell’attacco russo che ha colpito Komyshuvakha, nella regione ucraina di Zaporizhzhia. Altre cinque persone sono rimaste ferite e circa 20 risultano disperse. Lo riferisce il quotidiano online Ukrainska Pravda citando il Servizio statale ucraino per le emergenze. Le bombe hanno colpito una scuola utilizzata per la distribuzione di aiuti umanitari e un rifugio in cui si erano riparati alcuni residenti. Le operazioni di soccorso e ricerca proseguono sul posto, mentre i soccorritori lavorano tra le macerie. Il bilancio è più grave di quello inizialmente comunicato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che in un post su X aveva riferito di 18 morti e cinque feriti. “Dopo il primo bombardamento, è seguito un secondo attacco, con altre nove bombe, che ha preso deliberatamente di mira il rifugio in cui le persone avevano cercato riparo”, ha scritto Zelensky, aggiungendo che sul posto sono in corso le operazioni di soccorso e le ricerche di eventuali persone coinvolte. “La situazione è estremamente difficile. Sono impegnati militari, soccorritori e servizi speciali”, ha riferito. Secondo il presidente ucraino, le forze russe “non potevano non sapere” che ogni settimana gli abitanti rimasti a Komyshuvakha ricevevano aiuti umanitari proprio in quella scuola. “È un’ulteriore prova del fatto che la Russia non vuole né una de-escalation né una giustizia reale”, ha affermato. Zelensky ha quindi invocato una risposta internazionale: “È necessario che vi sia una risposta da parte del mondo. Una risposta forte e decisa. Una risposta alla Russia. E sostegno all’Ucraina. Dobbiamo proteggere le vite umane”. 


Donaldo contro i giornalisti

[Il troppo mi urta - è così insolito. Mi sentivo a disagio, spaesata - come una bacca di fratta montana trapiantata sulla strada. E non avevo fame. Allora capii che la fame è un istinto di chi guarda le vetrine dal di fuori. L'entrare, la disperde. Emily Dickinson] Il giudice federale Timothy Kelly ha ordinato all'amministrazione Trump di ripristinare temporaneamente l'accesso alla Casa Bianca per Cnn, Msnbc e Politico, dopo che erano stati banditi dalla struttura dal presidente Donald Trump. Nella sentenza emessa questa mattina, Kelly ha stabilito che la revoca dei pass stampa dei giornalisti è avvenuta in assenza di un "giusto processo costituzionalmente adeguato". Ha inoltre affermato che le argomentazioni del governo "offrono scarso sostegno alla presunta esigenza di sicurezza nazionale". Lo riferisce Cnn. L'ordine restrittivo emesso dal giudice distrettuale Timothy Kelly sospende il divieto per 14 giorni, al fine di concedere più tempo per esaminare il caso. Un giornalista di Politico è stato bloccato all'ingresso alla Casa Bianca nonostante le decisione del giudice federale che ha revocato il bando a Politico, Msnow e Cnn deciso nei giorni scorsi da Donald Trump.  Donald Trump torna a far discutere per il suo rapporto conflittuale con la stampa. Il presidente degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal New York Times, accarezzerebbe da mesi l’idea di sostituire la tradizionale sala stampa della Casa Bianca con una piscina al coperto, ridimensionando così uno degli spazi simbolo del confronto quotidiano tra l’amministrazione americana e i giornalisti. Stando alla ricostruzione del quotidiano statunitense, Trump avrebbe avanzato la proposta già nel mese di agosto, parlandone con l’ex portavoce della Casa Bianca. Un’ipotesi che, al di là della sua eventuale realizzazione, si inserisce in un clima di crescente tensione tra il presidente e i mezzi d’informazione. Il rapporto tra Trump e i media è da tempo caratterizzato da scontri, accuse reciproche e polemiche sulla copertura delle attività presidenziali. Il presidente ha più volte attaccato testate giornalistiche e reporter, contestando la loro imparzialità e criticando le notizie ritenute sfavorevoli alla sua amministrazione. La sala stampa della Casa Bianca rappresenta uno dei luoghi più importanti di questo confronto. È qui che i giornalisti accreditati pongono domande ai portavoce dell’amministrazione, chiedono chiarimenti sulle decisioni presidenziali e cercano risposte sui principali dossier della politica interna e internazionale. L’eventuale sostituzione di questo spazio con una piscina avrebbe quindi un significato che va oltre la semplice riorganizzazione degli ambienti della residenza presidenziale. La sala stampa è infatti uno dei simboli del rapporto tra il potere esecutivo e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata. L’idea riferita dal New York Times solleva interrogativi sulle intenzioni del presidente e sul futuro degli spazi destinati ai giornalisti all’interno della Casa Bianca. Tuttavia, la proposta, per come è stata riportata, non equivale a una decisione ufficiale: non è possibile concludere che la sala stampa verrà effettivamente eliminata o che la piscina sarà realizzata. Resta il valore politico della vicenda. In un contesto nel quale l’accesso dei giornalisti alle istituzioni e la libertà d’informazione sono temi centrali del dibattito pubblico americano, anche una proposta apparentemente insolita può diventare il simbolo di uno scontro più ampio. La possibile piscina al coperto, dunque, rischia di trasformarsi nell’ennesimo capitolo della lunga disputa tra Donald Trump e il mondo dell’informazione. Una vicenda che riporta al centro una questione fondamentale per ogni democrazia: quale spazio debba essere garantito alla stampa nel controllo e nel racconto dell’azione 


lunedì 2 novembre 2026

Donaldo senza strategia

[Ballerina, palco, e ritmo dispersi, ed io, un fantasma, che a voi fantasmi, recita la storia! Un oratore di piuma a un pubblico di lanugine, - e applausi da pantomima. "Proprio come a teatro", in verità!] Gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa tramite gasdotti che attraversano l'Ucraina nell'ambito dei negoziati per ottenere una tregua energetica per l'inverno.     Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Steve Witkoff e Jared Kushenr hanno paventato l'idea durante il loro viaggio in Russia e Ucraina in settembre. La vendita di gas naturale sarebbe realizzata tramite un intermediario americano per aggirare le sanzioni.La Russia ha affermato che la sua app di avvisi di emergenza è stata oggetto di un "massiccio attacco informatico", poche ore dopo che anche l'Ucraina aveva segnalato un attacco hacker ai sistemi di alert di attacchi aerei, proprio al termine della tregua più lunga tra i due Paesi in guerra. Il ministero delle emergenze di Mosca ha affermato che gli hacker hanno pubblicato "informazioni false" sull'app, progettata per avvisare il pubblico di attacchi di droni in arrivo e altre minacce. Ore prima, l'Ucraina aveva affermato di sospettare che il suo sistema di allarme antiaereo fosse stato violato, dopo che sull'app erano apparsi avvisi infondati di una minaccia di radiazioni. Gli attacchi informatici sono avvenuti nel momento in cui la tregua più lunga della guerra, limitata alla regione orientale di Kherson in Ucraina, è terminata ieri dopo che la Russia, secondo Kiev, ha rifiutato l'offerta di proroga. Mosca non ha immediatamente dichiarato chi si nasconde dietro l'attacco alla sua app, mentre il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche SPRAVDI ha attribuito la responsabilità dell'hacking alla Russia. La rara pausa nei combattimenti, mediata dalla first lady americana Melania Trump e iniziata lo scorso martedì, ha consentito una missione umanitaria nella città di Oleshky occupata dai russi. "Il cessate il fuoco, in vigore dal 27 ottobre al 1° novembre, è terminato", ha dichiarato il commissario per i diritti umani del parlamento ucraino, Dmytro Lubinets. Ha definito la tregua temporanea "un passo importante nei nostri sforzi umanitari congiunti" con la Russia. I colloqui mediati dagli Stati Uniti tra Russia e Ucraina riprenderanno questo mese, dopo essere stati di fatto congelati da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti contro l'Iran a febbraio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che il suo Paese smetterebbe di colpire le raffinerie di petrolio russe - come ha chiesto la controparte americana Donald Trump - se Washington avesse fornito a Kiev potenti missili intercettori Patriot.