lunedì 7 settembre 2026

Mercosur al via

[L’olocausto non è solo un capitolo della storia del popolo ebraico,ma un monito per l’umanità. La persecuzione degli ebrei non è mai stata solo una questione di odio razziale, ma una questione di indifferenza. Yehuda Bauer]  Per l'export del made in Italy nel Mercosur "il margine di crescita è ancora significativo: a pieno regime, stimiamo prudenzialmente che l'export italiano verso l'area possa arrivare a 14 miliardi di euro, quasi raddoppiando il valore attuale. È così che un accordo commerciale passa dalla carta all'economia reale: nuovi mercati, contratti, investimenti, export e lavoro". Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, lo evidenzia in occasione della missione imprenditoriale di sistema in Argentina e Brasile, dal 6 settembre, dopo la visita istituzionale dal 3 al 6 settembre guidata in Uruguay dalla vicepresidente Barbara     "I numeri - evidenzia - mostrano già il potenziale di questi mercati: nel 2025 l'export italiano verso il Mercosur ha raggiunto i 7,5 miliardi di euro e, nel maggio 2026, è cresciuto del 21,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente". Un riscontro immediato delle opportunità legate all'accordo commerciale Ue-Mercosur, firmato subito prima.     "L'export italiano continua a crescere", sottolinea più in generale il direttore generale di viale dell'Astronomia: "Nonostante le tensioni globali e un quadro geopolitico complesso, nel primo semestre del 2026 ha raggiunto i 337 miliardi di euro, il 4,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno". È "un risultato costruito dalle nostre imprese in condizioni tutt'altro che semplici. Ma per continuare a crescere - avverte - serve guardare oltre, diversificare i mercati di sbocco e creare nuove opportunità anche attraverso accordi commerciali come quello tra Unione europea e Mercosur".   "È con questo obiettivo", prosegue Tarquini, che prende il via "la missione imprenditoriale in Argentina e Brasile, frutto di un impegno straordinario e di un intenso lavoro di preparazione e coordinamento da parte di Confindustria e Agenzia Ice". E c'è tutto il sistema di supporto alle imprese italiane che puntano sull'estero.    Ci sono "oltre 100 imprese italiane dei settori agroalimentare, macchinari e impiantistica, farmaceutico-medicale, tecnologie digitali e transizione energetica" che, indica ancora Tarquini, "incontreranno le controparti locali in un intenso programma di B2B, per trasformare le opportunità offerte dall'accordo in nuove relazioni commerciali e industriali". . Il ministro degli Esteri dell'Argentina, Pablo Quirno, ha esortato il Mercosur ad accelerare l'apertura commerciale a nuovi mercati minacciando che altrimenti Buenos Aires perseguirà accordi bilaterali.     "Non abbiamo tempo da perdere. Abbiamo bisogno di più partner. Vogliamo farlo con il Mercosur, ma se il blocco non manterrà il ritmo necessario, procederemo bilateralmente.     L'urgenza detta i nostri tempi", ha dichiarato Quirno durante il suo intervento alla conferenza del Council of Americas a Buenos Aires.     Quirno ha difeso la strategia di liberalizzazione commerciale del governo e ha affermato che, anche grazie ai trattati siglati nel quadro del Mercosur, "in meno di tre anni, l'Argentina è passata da accordi che coprivano circa il 10% del pil mondiale al 30% attuale".    Il ministro ha sottolineato anche il raggiungimento di un Accordo di Partenariato Reciproco per il Commercio e gli Investimenti (Rsip) con gli Usa, la firma del memorandum sui minerali critici e l'adesione dell'Argentina alla 'Pax Silica' di Washington che mira a proteggere e coordinare le catene di fornitura globali di semiconduttori, intelligenza artificiale e minerali critici con l'obiettivo strategico di ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto ha evidenziato Quirno, come risultato di queste politiche le esportazioni argentine hanno raggiunto nel primo semestre di quest'anno la cifra record di 50 miliardi di dollari, con un incremento del 24,4% rispetto all'anno precedente, mentre il surplus commerciale si è attestato a 13,923 miliardi di dollari. L'Argentina ha confermato l'acquisizione agli Stati Uniti di 235 veicoli blindati che entreranno in dotazione all'esercito. Lo riferisce una nota del ministero della Difesa in cui non si precisa il costo dell'acquisizione e solo si menziona che l'operazione è stata realizzata "a condizioni economiche particolarmente favorevoli". Nella nota si sottolinea inoltre che "l'operazione rappresenta un ulteriore risultato dell'eccellente rapporto tra Argentina e Stati Uniti, rafforzato dall'alleanza strategica promossa dal Presidente Javier Milei". "La cooperazione bilaterale in materia di difesa si è intensificata attraverso l'acquisizione di equipaggiamenti, esercitazioni congiunte, scambi professionali e una crescente collaborazione tra le forze armate dei due Paesi", prosegue la nota.     Nel dettaglio si informa che l'acquisto riguarda "veicoli nelle varianti per il trasporto di fanteria; per l'evacuazione medica; di comando e di supporto al fuoco".     Si tratta della seconda grande commessa militare coordinata dal governo Milei con il supporto di Washington. Ad aprile del 2024 Buenos Aires aveva deciso infatti l'acquisto di 24 jet F-16 alla Danimarca per la cifra complessiva di 300 milioni di dollari, un'operazione chiusa grazie all'intermediazione diretta del governo di Donald Trump. 


La strategia di Bibi

[La selezione naturale è il processo per cui gli organismi meglio adattati all’ambiente hanno maggiori possibilità di sopravvivere e di riproduzione. Stephen Jay Gould] Un nuovo attacco israeliano nel sud del Libano ha causato oggi la morte di tre persone, secondo quanto annunciato dal ministero della Salute, portando a sette il bilancio complessivo delle vittime della giornata in un contesto di tregua fragile. L'attacco, condotto con un drone, ha colpito un parcheggio nella regione di Nabatiyeh, stando alla nota ufficiale.  Israele ha annunciato di stare effettuando alcuni raid nel sud del Libano in risposta al lancio di due droni ad opera di Hezbollah contro alcuni soldati dell'Idf che erano in servizio nella Zona di sicurezza. Gli stessi militari hanno aperto il fuoco distruggendo uno dei due droni. Nella nota, diffusa su Telegram, l'Idf esclude feriti.     "Questa - si legge - è una palese violazione da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah". "I soldati Idf - conclude il comunicato - continueranno a operare nella Zona di sicurezza con l'obiettivo di rimuovere ogni minaccia nei confronti dei civili e dei militari israeliani". Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito la determinazione di Israele a "portare a termine la missione" di rovesciare il regime iraniano, dichiarando che "la sua fine è vicina", in un videomessaggio in lingua ebraica diffuso dal suo ufficio in occasione di un evento durante la riunione di gabinetto odierna. Lo scrive The Times of Israel.     Se l'Iran dovesse "commettere un errore di valutazione" e attaccare Israele, "subirebbe un colpo che non può nemmeno immaginare", ha avvertito Netanyahu, affermando che il regime "è debole, sta lottando per la sua sopravvivenza e sta vacillando".     Giovedì Netanyahu ha rilasciato dichiarazioni simili, affermando che la "missione principale" di Israele è rovesciare il regime iraniano, e attribuendo alle operazioni militari israeliane condotte dopo l'invasione e il massacro del 7 ottobre 2023, guidati da Hamas, il merito di aver arginato le minacce nucleari e missilistiche iraniane. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato l'evacuazione di insediamenti di coloni in Cisgiordania. Lo ha affermato oggi il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.     "Per quanto ne so, Netanyahu ha dato istruzione di evacuare" alcuni avamposti, ha dichiarato durante un convegno a Gerusalemme senza fare nomi, aggiungendo di "non gradire tale disposizione". Si tratta spesso di insediamenti composti da poche roulotte o strutture prefabbricate, costruiti senza l'avallo del governo israeliano. 


Balene antagoniste di Donaldo

[“Mio figlio lo mando in una scuola privata almeno li non ci sono extracomunitari” – “io invece, in una pubblica, almeno li non c’è il tuo”. VincenzRuggiero, Twitter] La Groenlandia orientale è stata invasa da balene giganti alla ricerca di cibo. Il riscaldamento del mare e lo scioglimento dei ghiacci dovuto ai cambiamenti climatici ha permesso a questi cetacei di spostarsi in aree precedentemente inaccessibili. Nessuno di questi mammiferi marini era storicamente presente in queste acque costiere, poiché erano stati tenuti lontani dai ghiacci. Lo riporta la Bbc citando uno studio decennale che ha registrato e filmato centinaia delle balene più grandi del mondo, tra cui megattere, balenottere minori e balenottere comuni, mentre si nutrono nei mari liberi dai ghiacci lungo la costa durante l'estate. Si stima che solo nel 2024, almeno 4.000 megattere, 6.000 balenottere comuni e 6.000 balenottere minori abbiano visitato il Mare di Groenlandia nell'estate del 2024.     Gli scienziati descrivono il risultato come "frenesie alimentari" stagionali nell'Artico, parte di un importante cambiamento di regime nell'ambiente oceanico lungo la Groenlandia orientale. Il cambiamento è drastico: le rilevazioni effettuate da navi nella regione non avevano registrato un singolo avvistamento di megattere fino al 2006. Nel 2007, sono state avvistate sette megattere e, entro il 2024, si sono registrati 150 avvistamenti di questi giganteschi cetacei da parte di navi. Per il ricercatore principale, Mads Peter Heide-J›rgensen dell'Istituto Groenlandese per le Risorse Naturali si tratta di un "importante cambiamento di regime ecologico".


domenica 6 settembre 2026

Ciao pdm  

[A quale razza appartiene?  Quella umana, tanto peggio non ne conosco. Bernardo Shaw]  Il generale Ratko Mladić è stato lasciato morire dietro le sbarre, l'Aja voleva così, ma la Serbia lo seppellirà secondo i desideri della famiglia: lo ha dichiarato  il presidente serbo, Aleksandar Vučić, durante una visita a Osečina. "Abbiamo visto che l'Aja voleva che Mladić morisse dietro le sbarre, non volevano che il generale morisse in Serbia, che morisse dove voleva lui, questo è un comportamento contrario alla civiltà, un comportamento senza precedenti e senza giustificazione", ha detto Vučić, secondo il quale "i criminali di guerra che hanno commesso crimini contro i serbi sono stati rilasciati" almeno prima di morire.     "L'Occidente - ha detto Vucic, citato da Rts, che non ha menzionato onori di Stato per Mladic - vuole far credere (noi serbi) siamo gli unici colpevoli e che dobbiamo accettarlo, perché non ci sono stati crimini contro di noi... Il sangue serbo non conta nemmeno".     Il leader serbo ha anticipato che a settembre, all'Assemblea generale dell'Onu, "parlerò delle sofferenze patite dai serbi negli anni '90''. "A New York rappresenterò la Serbia e, credetemi, sarà il discorso più ascoltato che possiate misurare sui social. Il discorso più visto e ascoltato, escluso quello del presidente Trump. Ho già iniziato a scriverlo e vedrete cosa ho riassunto e cosa ho visto, cosa hanno fatto al popolo serbo e alla Serbia dagli anni '90. Servirà, se non altro, da lezione e da libro di testo storico per le altre nazioni, affinché non credano a nulla".     In questo contesto, Vucic ha anche fatto riferimento alla sentenza delle Camere specializzate dell'Aja per crimini di guerra durante la guerra in Kosovo nei confronti dell'ex presidente kosovaro Hashim Thaci e di altri ex comandanti dell'Uck, e che rischiano fino a 45 anni di carcere, come chiesto dalla Procura: "A quanto ho capito, la sentenza contro Hashim Thaci è prevista per il 16 settembre e, a quanto pare, sarà perlopiù un'assoluzione"."Qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra è in contrasto con i valori europei più fondamentali e non ha posto né nell'Unione europea né nei Paesi candidati". Lo dice un portavoce della Commissione Ue, interpellato sulla notizia che l'ex leader serbo-bosniaco Ratko Mladić sarà sepolto con onori militari e di Stato. "Stava scontando una condanna all'ergastolo per crimini contro l'umanità e per il genocidio di Srebrenica. Era un criminale di guerra", ricorda. "Qualora Ratko Mladić fosse sepolto in Serbia, spetterebbe alle autorità serbe confermare il loro eventuale ruolo nei funerali di Ratko Mladić", sottolinea. 

Domani i funerali di un pdm

[Invece del ciclo preferirei ricevere un messaggio tipo: “tutto bene, non sei incinta, continua così”! Anonimo] "Un funerale di Stato sarebbe inaccettabile, per quanto ne so. In realtà non si sta svolgendo un funerale di Stato, ma potrebbero esserci alti esponenti del governo che commemorano quell'uomo. E anche questo non è accettabile". Lo ha detto Thomas Byrne, ministro di Stato per gli Affari europei dell'Irlanda - Paese alla presidenza di turno dell'Ue - all'arrivo al Consiglio Affari generali informale a Dublino, rispondendo a una domanda su Ratko Mladic e la Serbia.     "Quello che è accaduto in quella regione durante gli anni Novanta e fino ai primi anni Duemila è stato assolutamente spregevole", ha aggiunto Byrne. "È certamente tempo di seppellire il passato e lavorare e continuare sulla strada della riconciliazione nella regione". Quanto sta accadendo, ha sottolineato, "continua a ferire le persone, in particolare nella regione, ma anche in alcuni Stati membri dell'Unione europea". Domani alle 12 presso la Casa delle Forze Armate Serbe di Belgrado si terrà una commemorazione della morte del generale Ratko Mladić. L'organizzazione dei funerali di Ratko Mladić è di competenza della famiglia del defunto generale, ha precisato il presidente serbo, Aleksandar Vučić. Il quale, a una domanda dei giornalisti sulla sua eventuale partecipazione, ha risposto che sarà impegnato con una visita di Stato straniera, dicendo sostanzialmente che non parteciperà al funerale "lunedì e martedì, per tutta la giornata, ospiterò il presidente dell'Uzbekistan per una visita ufficiale programmata quattro mesi fa. La domanda è: 'Ho fatto tutto il necessario e tutto il possibile affinché la visita si svolga in modo dignitoso e affinché lo Stato assuma una posizione seria e responsabile?' Sì, ho fatto proprio questo", ha aggiunto Vučić, interpellato durante una visita a Palić, nel nord della Serbia.     I funerali si svolgeranno lunedì 7 settembre: dalle 7 alle 12 la bara sarà esposta nella Chiesa di San Luca a Košutnjak, a sud di Belgrado. Poi con un corteo funebre la salma sarà trasportata al cimitero di Topčider intorno alle 13 o alle 14, a seconda della velocità di arrivo del corteo funebre. Lo ha dichiarato, ufficializzando informazioni già circolate come indiscrezioni, il figlio del generale, Darko Mladic, in una conferenza stampa citata dall'agenzia Tanjug, nella quale saranno anche illustrate le circostanze della morte dell'ex generale all'Aja, come rilevate dall'autopsia eseguita sulla salma dopo l'arrivo, ieri pomeriggio, a Belgrado. 


AfD esonda

[Papà, papà cos’è il ciclo? – È quando papà ha torto ancora prima di svegliarsi. HellSante, Twitter]  L’estrema destra di AfD in Sassonia-Anhalt si attesta al 44,5% dei consensi secondo gli exit poll, più del doppio rispetto al partito di governo Cdu. Con la chiusura dei seggi, per gli exit poll il partito di centro-destra Cdu si è fermato al 18,5%. Sempre secondo gli exit poll, in Sassonia-Anhalt, la Spd si ferma all’8%, mentre il partito dei Verdi ottiene il 9% dei consensi. L’affluenza alle urne è stata da record. Se lo spoglio dovesse confermare, l’onda nera in Germania sarebbe conclamata. “Abbiamo fatto la storia, dobbiamo dirlo chiaramente”. Questo il primo commento di Ulrich Siegmund, leader del partito di estrema destra Afd dopo i risultati degli exit poll in Sassonia Anhalt. Siegmund ha aggiunto che il risultato rappresenta un “segnale” per il governo federale tedesco, guidato dal politico della Cdu Friedrich Merz. "Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra", ha dichiarato la segretaria generale della Cdu Franziska Hoppermann all'Ard. L'esponente cristiano-democratica ha dunque escluso qualsiasi collaborazione con l'AfD dopo i primi exit-poll in Sassonia-Anhalt. 


sabato 5 settembre 2026

Incappucciati contro migranti

[Non è colpa di Dio. È che oggettivamente eravamo un progetto un tantino ambizioso. ohhhyesssss, Twitter] Decine di persone vestite di nero e con il passamontagna hanno bloccato la strada al porto di Dover, nel Kent. Lo scrivono i media britannici. La polizia del Kent ha dichiarato di essere a conoscenza della protesta, che il porto di Dover ha descritto come un "incidente di ordine pubblico". Le autorità hanno dichiarato di essere impegnate in un "incidente di ordine pubblico in corso".  Video e immagini condivisi online mostrano un gran numero di persone mascherate vestite di nero che marciano in gruppo lungo la strada, mentre i camion sono fermi nel traffico accanto alle auto della polizia. L'operatore nazionale britannico delle autostrade ha riferito che la protesta degli incappucciati ha provocato code e rallentamenti per oltre sei chilometri sulle strade locali, riporta Sky News. Intanto, un leader politico locale, Chris Vinson, ha sostenuto che il corteo sembrava "legato al tema dell'immigrazione illegale" e ha aggiunto di aver visto alcuni dei partecipanti mascherati mentre "intimidivano" automobilisti bloccati nelle loro auto in zona, in particolare donne. Diversi dei manifestanti incappucciati hanno intonato cori con lo slogan "Stop the boats" ("Fermate le barche", un motto comunemente usato in manifestazioni anti-migranti: lo mostra un video pubblicato dalla Bbc. Un reporter dell'emittente britannica ha aggiunto che nel corteo non sono stati tuttavia esposti striscioni o cartelli. La stessa Bbc ha poi riferito che, secondo l'autorità portuale di Dover, il traffico nella zona è stato ripristinato.