giovedì 19 marzo 2026

Agosto si avvicina …

[La solitudine è appena un’ombra del silenzio che si fa intorno a noi quando non c’è più nessuno che ci aspetta dietro una porta chiusa. Salvatore Quasimodo] A vuoto le trattative con la wizz Air e la Norwegian Air, la prima è rimasta con aviapartner mentre la seconda è stata acquisita di recente da Poldo, asc resta con un pugno di mosche in mano. Ad agosto ita dovrebbe ufficializzare se resta con asc a Palermo e Catania oppure no. I ben informati optano per il no. Resta a pasticiedda provare con Etna Sky e con aerolinee siciliane. "Noi stiamo per decollare e voi preparatevi ad allacciare la cintura". Era la frase ad affetto scelta dal parlamentare nazionale Manlio Messina, deputato catanese eletto con ex Fratelli d'Italia e poi passato al gruppo misto, per annunciare, i primi giorni dello scorsi dicembre sui propri profili social, la nascita di una nuova compagnia aerea siciliana, anticipandone anche la denominazione, Etna Sky, postando una foto di un aereo con quella che dovrebbe essere la livrea della società.     E adesso la compagnia aerea ha anche un proprio sito, etnasky.com, con cui ha lanciato una selezione per personale, affermando di essere "alla ricerca di persone motivate, professionali e appassionate di aviazione" che posso presentare un proprio curriculum online.    Nel sito si sottolinea che "Etna Sky nasce per colmare una lacuna nel panorama del trasporto aereo siciliano: l'assenza di un vettore profondamente radicato nel territorio, capace di coniugare prezzi equilibrati, servizi inclusi e una visione di lungo periodo". "Siamo una compagnia fieramente siciliana e orgogliosamente italiana - è detto ancora - costruita per collegare la Sicilia al resto d'Italia e del mondo, partendo dai reali bisogni di chi vola: residenti, studenti, lavoratori, famiglie e turisti".     La prima fase operativa, è spiegato senza fornire una tempistica, vedrà Etna Sky "concentrata sui principali collegamenti nazionali verso il Nord e il Centro Italia". In una fase successiva, annuncia la compagnia, "il network sarà progressivamente esteso a rotte europee e intercontinentali di interesse strategico e turistico, con l'obiettivo di garantire alla Sicilia una mobilità aerea sempre più ampia, accessibile e competitiva". 


Sconti di pena per Montante

[L’amore incondizionato, la fiducia, la capacità di prendersi cura di qualcheduno e quella di regalare e ricevere tenerezza, quale maestro di un cane? Antonello Ossorio] Grazie al concordato, un patteggiamento in appello a 5 anni e 10 mesi, eviterà il carcere Antonello Montante, l'ex leader di Confindustria Sicilia finito sotto processo con l'accusa di corruzione.    Condannato a 14 anni in abbreviato, ha avuto 8 anni in appello. La Cassazione ha disposto, però, un rinvio ad altra sezione per il ricalcolo della pena, non avendo ritenuto sussistenti le accuse di associazione a delinquere, rivelazione del segreto di ufficio e accesso abusivo al sistema informatico contestati, insieme alla corruzione, negli altri gradi di giudizio. Il verdetto è stato messo in esecuzione dalla Procura generale di Caltanissetta a settembre e l'imprenditore si è presentato nel carcere Bollate di Milano per scontare la pena.    In fase di nuovo appello per il ricalcolo imposto dalla Cassazione, che nel frattempo ne aveva disposto la scarcerazione in attesa del nuovo processo, i legali hanno proposto il concordato. Avendo l'imprenditore già scontato un periodo di detenzione in custodia cautelare la pena finale per Montante scende sotto i 4 anni, limite fissato per l'eventuale accesso a misure alternative al carcere.


Infanzia negata in Iran

[La vita, la vita, la vita! Canta l’uccellino, come ci avesse sentito e sapesse con precisione che cosa intendiamo con la nostra brutta abitudine di fare domande. Virginia Woolf]  In seguito alle segnalazioni delle Nazioni Unite e dei media, secondo cui alcuni minorenni sono stati uccisi, feriti e detenuti in Iran, Save the Children chiede alle autorità iraniane e a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste di porre immediatamente fine ad ogni tipo di violenza illecita contro bambini e adolescenti e di rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale. "I minori devono essere protetti da ogni forma di violenza e danno. Non dovrebbero mai essere presi di mira, feriti o detenuti per aver esercitato il loro diritto di esprimere la propria opinione o di protestare pacificamente. Nessun bambino o adolescente dovrebbe essere costretto a vivere nella paura, subire violenza o perdere la vita semplicemente per aver fatto sentire la propria voce. Questa violenza deve cessare immediatamente e tutti i minori detenuti devono essere rilasciati" ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa Orientale. L'Iran ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, che stabilisce che l'arresto, la detenzione o l'incarcerazione dei minori devono essere utilizzati solo come misura di ultima istanza e per il periodo di tempo più breve possibile. Secondo la Convenzione i minori devono essere trattati con dignità e dev'essere loro consentito di rimanere in contatto con le proprie famiglie. "Questi obblighi fondamentali sono sanciti dal diritto internazionale e devono essere rispettati", sottolinea Save the children. Il Consiglio di Sicurezza Onu ha dato il via libera al ripristino delle sanzioni contro l'Iran per il suo programma nucleare. I Quindici hanno bocciato (con 4 voti a favore, 9 contrari e 2 astensioni) una bozza di risoluzione che avrebbe permesso di estendere la revoca delle sanzioni decisa con l'accordo del 2015. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran ha affermato che l'Iran e il Libano hanno legami culturali storici e che Teheran sarà al fianco del popolo libanese in ogni circostanza.    Le autorità iraniane hanno criticato il recente accordo del governo libanese con il piano di disarmo di Hezbollah (che è supportato dall'Iran) sostenuto dagli Stati Uniti, e hanno affermato che "non accadrà". Beirut, da parte sua, ha definito le dichiarazioni un'ingerenza nei suoi affari interni. 


Target Esmail Khatib

[Ogni uomo è completamente pazzo per almeno cinque minuti al giorno. Elbert Hubbard]  Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l’uccisione, in un attacco messo a segno nella notte, del ministro dell’intelligence iraniano, Esmail Khatib. Lo riporta il sito Ynet, riferendo di un incontro avuto da Katz con i vertici militari.  “Nel corso della giornata, sono previste importanti sorprese su tutti i fronti che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah”, ha aggiunto Katz, secondo cui “l’intensità degli attacchi in Iran sta aumentando”.  “Siamo nel mezzo di una fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino”, ha concluso.Sono circa 900mila gli sfollati in Libano e molti di loro sono ancora nelle strade a due settimane dallo scoppio delle nuove tensioni con Israele.Lo riferisce la Croce rossa libanese in un comunicato citato dai media di Beirut. "Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, il rischio di un'invasione di terra, attacchi ad una forza di pace dell'Onu". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri.    "L'Europa deve dare un segnale"; ha sottolineato Albares, spiegando al tempo stesso che "serve coerenza. In Ucraina e Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi. L'Europa deve essere un baluardo" del diritto.  "L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars.     "Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani - dice ancora la nota dei pasdaran - sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie".     "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l'ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana - scrivono ancora i pasdaran - hanno rivelato la profondità dell'impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani".  Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi. In un post pubblicato su Truth nella mattinata di sabato, Trump aveva scritto: "Molti Paesi - in particolare quelli penalizzati dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz - invieranno navi da guerra, in coordinamento con gli Usa per garantire che lo Stretto rimanga aperto e sicuro", aggiungendo di auspicare "che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e altri Paesi, colpiti da questa restrizione artificiale, inviino le proprie navi nell'area". Nel corso della conversazione telefonica, Trump ha osservato che non è ancora chiaro se l'Iran abbia effettivamente sganciato mine nello Stretto. "Pattuglieremo con grande intensità e riteniamo che saremo affiancati da altri Paesi che incontrano ostacoli - e, in alcuni casi, sono impediti - nell'approvvigionamento di petrolio", ha aggiunto. Il tycoon ha inoltre confermato che le forze americane hanno condotto attacchi contro l'isola di Kharg, un'isola strategica al largo delle coste iraniane. "Abbiamo totalmente demolito l'isola di Kharg, ma potremmo colpirla ancora qualche volta, giusto per divertimento. L'abbiamo totalmente decimata", ha rimarcato Trump, ricordando che nulla è stato fatto contro le linee energetiche, "poiché ricostruirle richiederebbe anni". Il presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che sia ancora in vita la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è apparso davanti alle telecamere per rilasciare la sua prima dichiarazione da leader del Paese. "Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo", ha detto Trump al telefono in un'intervista alla Nbc. "Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi", ha aggiunto Trump, pur definendo la notizia della sua morte "una voce di corridoio". Trump si è rifiutato di indicare se vi fosse un particolare leader iraniano che avrebbe voluto vedere assumere il ruolo di Guida Suprema, affermando invece che "Ci sono persone ancora in vita che sarebbero ottimi leader per il futuro del Paese". Alla domanda se fosse in contatto con qualcuno dei potenziali leader, il presidente ha risposto: "Non voglio dirlo. Non voglio metterli in pericolo". Il tycoon si è detto "sorpreso" dal fatto che l'Iran abbia preso di mira altri Paesi mediorientali, rimarcando che gli alleati americani nell'area, quali Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, "sono stati eccezionali" e "sono stati oggetto di attacchi a fuoco del tutto immotivati. Sono rimasto molto sorpreso. È stata la sorpresa più grande che abbia avuto in tutta questa vicenda". 


Il rabbino Milei

[Sognare permette a ciascuno di noi di essere tranquillamente e veramente folle, ogni notte della nostra vita. William Dement] "L'Argentina si è ufficialmente dichiarata nemica dell'Iran e si è schierata con gli Stati Uniti e il regime sionista nell'aggressione militare contro la nostra nazione. Questa è una linea rossa imperdonabile che è stata oltrepassata".    Questo il testo apparso domenica in un editoriale del quotidiano iraniano Tehran Times, a firma di Saleh Abidi Maleki, replicato poi da diversi funzionari del regime degli ayatollah e rilanciato oggi dai media argentini.    Nell'editoriale - che fa riferimento al discorso pronunciato da Milei lunedì 9 marzo alla Yeshiva University di New York dove si dichiarò "nemico" dell'Iran e affermò di essere "orgoglioso di essere il presidente più sionista del mondo" - si avverte anche che "Teheran non può rimanere indifferente alle posizioni ostili dell'attuale governo argentino".    La minaccia iraniana cade nell'anniversario dell'attentato del 17 marzo del 1992 all'ambasciata di Israele che causò 22 morti e che la giustizia argentina attribuisce ad elementi del gruppo libanese Hezbollah. Il presidente argentino Javier Milei è stato accolto con applausi e ovazioni durante un intervento alla Yeshiva University di New York, prestigioso ateneo ebraico frequentato in gran parte da studenti ortodossi.    Nel suo discorso, davanti a circa 500 persone, il leader argentino ha ribadito il sostegno a Israele e agli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran. "Vinceremo", ha dichiarato, ricevendo il plauso del pubblico presente.    Milei ha inoltre affermato di essere "il presidente più sionista del mondo", rivendicando la sua vicinanza allo Stato ebraico e ricordando anche il suo interesse per gli studi rabbinici. L'intervento ha ripreso i temi già affrontati dal capo di Stato argentino al Forum economico di Davos e che, ha spiegato, saranno al centro del suo prossimo libro, "La morale come politica di Stato".    Durante l'esposizione Milei ha criticato nuovamente il pensiero di Niccolò Machiavelli e l'utilitarismo politico: "l'utilitarismo è una sciocchezza, anche se può far vincere un'elezione". Secondo il presidente argentino, i principi morali devono prevalere sull'efficienza economica.


Crepe interne

[Viviamo la stagione della saggezza e la stagione della follia. A volte sono talmente fuori di me che, se busso per rientrare, ho paura e non mi apro. Divorator] La guerra contro l'Iran, che si protrae ormai da tre settimane, mostra le prime crepe nell'amministrazione di Donald Trump. Joe Kent, direttore del centro nazionale antiterrorismo, ha annunciato le sue dimissioni contestando l'operazione 'Epic fury'. Una defezione clamorosa che dimostra in maniera lampante come la decisione del commander-in-chief di colpire Teheran stia spaccando anche le frange più fedeli del suo governo. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", ha spiegato Kent in una nota su X.In una lettera indirizzata al presidente americano il funzionario ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" di Trump. Fedelissimo del tycoon e veterano della guerra in Iraq, Kent ha anche sottolineato che le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. "Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha poi spiegato Kent ricordando la moglie crittografa militare morta in Siria. The Donald non ha preso bene l'uscita di uno dei più importanti consiglieri di Tulsi Gabbard, la direttrice dell'intelligence nazionale, bollandolo come un "debole". Peraltro proprio Gabbard e altri vertici delle agenzie di spionaggio americane nelle prossime ore dovranno testimoniare alla Commissione intelligence del Senato sul conflitto contro Teheran. "Quando qualcuno che lavora con noi afferma di non aver mai considerato l'Iran una minaccia, non vogliamo queste persone", ha aggiunto Trump. Mentre la Casa Bianca ha accusato Kent di dichiarare "le stesse falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono". "È il commander-in-chief che stabilisce cosa è o non è una minaccia", ha sottolineato la portavoce Karoline Leavitt, definendo "assurda" l'idea che Trump abbia deciso di attaccare l'Iran perché influenzato da Israele.Intanto, dopo aver rivendicato di non temere un altro Vietnam in caso di dispiegamento di soldati americani in Iran, il presidente americano ha aperto un nuovo fronte, quello di Cuba, ancora alle prese con un mega blackout. "È in cattiva forma, stanno parlando con Rubio. Faremo qualcosa molto presto", ha dichiarato in un incontro con il premier irlandese nello Studio Ovale. Poche ore prima aveva detto di "poter fare quello che voglio, prenderla sotto qualche forma o liberarla". Il segretario di Stato, figlio di esuli cubani, ha affermato che la decisione dell'Havana di permettere agli esuli di investire e possedere attività commerciali non è sufficiente. "Quello che hanno annunciato non è abbastanza drastico. Non risolverà il problema". Secondo il New York Times gli Stati Uniti hanno chiesto al presidente cubano Miguel Díaz-Canel di dimettersi per far progredire le trattative. La mossa eliminerebbe una figura chiave ma lascerebbe in carica il governo comunista che guida Cuba da oltre 60 anni. Washington, inoltre, non starebbe facendo alcune pressione per intraprendere azioni contro i membri della famiglia Castro, per il momento. Gli americani, hanno riferito quattro fonti al Nyt, hanno fatto capire ai negoziatori cubani che il presidente deve andarsene, ma vogliono lasciare ai cubani la decisione sui prossimi passi.


mercoledì 18 marzo 2026

Relitto Gela uno

[Forse è questo che aiuta: credere nelle cose che non hanno fondamento, perché a conoscere la verità c’è da mettersi più paura. Piera Ventre] Il 24 febbraio, a Gela (Caltanissetta), apre i battenti il "Museo dei relitti greci". Nella struttura iniziata cinque anni fa e ora completata, allestita nell'area di Bosco Littorio, il vanto è la Nave arcaica datata tra il VI e il V secolo a.C., trovata nel 1988 nei fondali marini di contrada Bulala e recuperata tra il 2003 e il 2008. La nave avrà una collocazione stabile nel museo che fa capo alla Regione siciliana e alla Soprintendenza, dopo una fugace apparizione alla scorsa Bit di Milano. "Il museo era atteso almeno da venticinque anni e sarà un volano per il turismo e per la valorizzazione di Gela", dice l'assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato. Il museo è inserito nella rete che si estende dal parco archeologico di Lipari al Lilibeo di Marsala e al museo della navigazione che sarà aperto a Palermo. Il Comune di Gela conta molto sul nuovo museo per rilancio turistico della città, nella prospettiva della costruzione di un tessuto economico non più dipendente dalla sola industria. “È il nostro gioiello", dicono il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore al turismo Romina Morselli. "Con il Museo dei relitti greci, Gela entra nel palcoscenico mondiale della cultura, del turismo e dell'archeologia", sottolinea il sindaco. Un primo passo venne mosso quattro anni fa, con un allestimento provvisorio della nave e dei reperti recuperati nei fondali, collocati in una struttura provvisoria, sempre a Bosco Littorio, in occasione della mostra "Ulisse in Sicilia", sostenuta dalla Regione. I visitatori furono oltre 45 mila. Da anni una delle difficoltà principali per i siti archeologici gelesi è quella del personale ridotto all'osso, tema che il Comune sta con la Regione. Fu l'archeologo Sebastiano Tusa, anni fa scomparso in un incidente aereo, a insistere con forza per dare vita al recupero di quello che venne catalogato "Relitto Gela I" e per la realizzazione di un apposito museo. La nave arcaica è la punta di una campagna di attività in mare che portò a far riemergere anche i preziosi oricalchi associati alla leggenda di Atlantide. Ricerca e recupero alle quali parteciparono anche sub esperti e appassionati di archeologia, come Franco Cassarino. Mentre la nave arcaica sta per fare il proprio esordio nel museo, sono sottoposti a trattamenti preliminari i resti di un secondo relitto, destinato a futura esposizione.