[Non é vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto. Seneca] In Israele l’ex premier di destra Naftali Bennett e il leader centrista dell’opposizione Yair Lapid hanno annunciato la fusione dei loro partiti in vista delle elezioni previste per la fine dell’anno, in un’apparente mossa per ripetere l’esperienza che cinque anni fa ha prodotto una temporanea uscita di scena di Benjamin Netanyahu. L’alleanza della ‘strana coppia’ è ispirata anche dallo scenario ‘ungherese’, dove l’opposizione si è unita e ha rinunciato a correre da sola per spodestare Viktor Orban. I due hanno annunciato ieri che i rispettivi partiti, Bennett 2026 e Yesh Atid, si uniranno in una unica formazione battezzata Yachad – “Insieme” in ebraico – sotto la guida di Bennett. “L’era della polarizzazione è finita”, ha dichiarato Bennett in una conferenza stampa congiunta mentre Lapid ha descritto il suo nuovo alleato come “un uomo di destra, ma di una destra liberale, rispettosa della legge”. Lapid ha evocato le recenti elezioni ungheresi, dove il premier Viktor Orban “ha perso con una valanga di voti dopo 16 anni al potere perché la gente ha creduto che il cambiamento fosse possibile”. “Si sono uniti dietro un solo candidato”, ha sottolineato. I sondaggi danno il Likud di Netanyahu primo partito, con oltre 25 seggi nella Knesset composta da 120 rappresentanti. Tuttavia la coalizione di governo complessivamente ha perso consensi dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023 e la devastante campagna militare a Gaza, un quadro complicato dalle guerre in Iran e in Libano. Per ora, ben poco sembra in grado di modificare le intenzioni di voto degli israeliani. Secondo il sondaggio settimanale di Maariv condotto il 23 aprile da Lazar Research in collaborazione con Panel4All, la maggior parte degli elettori rimane ferma sulle proprie posizioni, con solo lievi oscillazioni all’interno dei singoli blocchi. Tuttavia, per la prima volta dal 26 giugno 2025, il Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, e “Bennett 2026”, il partito dell’ex primo ministro Naftali Bennett, risultano testa a testa, con 24 seggi ciascuno. Nei sondaggi condotti all’inizio dell’Operazione Leone Ruggente contro il regime iraniano (28 febbraio 2026), il Likud registrava un vantaggio di sei seggi su Bennett. Da allora, però, nelle intenzioni di voto il Likud ha perso tre seggi, mentre Bennett ne ha guadagnati tre. Se confermato, si tratta di un cambiamento significativo rispetto ai sondaggi precedenti, e indicherebbe uno spostamento a favore Bennett di una parte dell’elettorato di destra. Alle spalle delle due formazioni maggiori, il sondaggio indica che Yashar (di Gadi Eisenkot) si attesta a 12 seggi, mentre Shas (ultraortodossi sefarditi), Yisrael Beytenu (di Avigdor Lieberman), i Democratici (Laburisti più Meretz, guidati da Yair Golan) e Otzma Yehudit (di Itamar Ben-Gvir) ne otterrebbero 9 ciascuno. Seguono Ebraismo Unito della Torah (ultra-ortodossi askenaziti) e Yesh Atid (di Yair Lapid) con 7 seggi ciascuno. Chiudono l’elenco i partiti arabi Hadash-Ta’al e Ra’am, con 5 seggi a testa. Diversi partiti, tra cui Sionismo Religioso (di Bezalel Smotrich) e Blu-Bianco (di Benny Gantz), resterebbero al di sotto della soglia d’ingresso alla Knesset (3,25% dei voti validi). Nonostante i cambiamenti nella classifica dei partiti, l’equilibrio tra i blocchi risulta invariato. Secondo il sondaggio, se si votasse oggi il blocco di opposizione otterrebbe 61 seggi (sui 120 della Knesset), contro i 49 dell’attuale coalizione di governo, mentre i partiti arabi si aggiudicherebbero gli altri 10 seggi. I risultati del sondaggio confermano dunque un quadro complessivamente stabile, pur con alcuni cambiamenti, in particolare la perdita da parte del Likud della sua tradizionale posizione di primo partito.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 27 aprile 2026
A Mundys interessa Fontanarossa
[Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria. Dante, Inferno V] L’assemblea dei soci di Sac, società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha approvato il progetto di bilancio del 2025 che si è chiuso con un utile netto di 8 milioni di euro, in flessione rispetto ai 12,8 milioni dell'esercizio precedente (-37%). Il valore della produzione ha raggiunto i 112,2 milioni di euro (+3,3% rispetto al 2024). L'Ebit si attesta a 10,8 milioni (-36%). Nel confronto con l'esercizio precedente, si evidenzia come il risultato dei ricavi del 2024 fosse influenzato dalla rilevazione di una componente straordinaria positiva, pari a circa 6 milioni di euro, connessa al rimborso assicurativo relativo agli eventi del 2023. I ricavi si attestano a 30 milioni di euro, in crescita del +7%, a testimonianza della capacità di attrazione commerciale dello scalo. Il 2025 ha segnato anche un importante traguardo per gli aeroporti di Catania e Comiso, che hanno raggiunto complessivamente circa 12,5 milioni di passeggeri, confermandosi come uno dei sistemi aeroportuali più dinamici e strategici del panorama nazionale. Inoltre, grazie ai fondi Fsc la società ha avviato da tempo un piano di investimenti mirato a rilanciare lo scalo Ibleo, con l'obiettivo di potenziare l'offerta e promuovere una maggiore attrattività del territorio. Questi risultati riflettono il forte impegno di Sac nello sviluppo infrastrutturale, sostenuto da un'ulteriore crescita degli investimenti nel 2025: le immobilizzazioni materiali hanno registrato un incremento significativo pari a circa 18,9 milioni di euro (+18%), raggiungendo 123,8 milioni, mentre le immobilizzazioni totali si attestano a 132,8 milioni (+17%) rispetto all'esercizio precedente, a testimonianza del proseguimento degli interventi di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali. Il capitale investito netto ha raggiunto 91,6 milioni di euro (+23%). Dopo che il ministero dei Trasporti ha dato il via libera ufficiale alla privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso, Antonino Belcuore, commissario straordinario della Camera di commercio del Sud-Est che ha il controllo di Sac, annuncia che l’avviso per la manifestazione di interesse dovrebbe arrivare entro metà maggio. Secondo indiscrezioni di stampa, tra i soggetti interessati ci sarebbero il fondo sovrano di Abu Dhabi, ADQ, il colosso spagnolo Aena e il gruppo Mundys che controlla già Aeroporti di Roma e gli scali della Costa Azzurra. Nei mesi scorsi erano stati segnalati anche l’interesse di F2i tramite 2i Aeroporti – già presente a Linate, Malpensa, Napoli, Torino, Trieste e Bologna – oltre a quello dei gruppi francesi Aéroports de Paris e Vinci Airports, e del gruppo argentino Corporación América di Eduardo Eurnekian, gestore di una cinquantina di scali nel mondo tra cui Firenze e Pisa. I soci si riuniranno per stilare il bando effettivo, con l’aiuto di vari advisor, ovvero Mediobanca per gli aspetti finanziari, Gianni & Origoni per l’assistenza legale e Steer per la componente industriale e tecnica, probabilmente in estate. Intanto, l’avvio della procedura soddisfa il sindaco di Catania, Enrico Trantino: “la privatizzazione può sostenere uno scalo in costante crescita. Da sola la società anche con finanziamenti bancari, non riuscirebbe più a sostenere i flussi di traffico con la velocità a cui bisognerebbe farlo. Quindi bisogna essere pronti a rivolgersi a capitali esterni, sempre con la tutela dei territori”. Il futuro acquirente acquisirà una quota compresa tra il 51 e il 66% di Sac, per una vendita che si prospetta miliardaria. Parere positivo anche dai sindacati che però chiedono sin da ora “tutele occupazionali e retributive dei lavoratori di Sac e Sac Service”. Perplessità esprime invece Franz Cannizzo, responsabile nazionale Turismo di Sviluppo Mezzogiorno, che pone alcune domande: “quanto vale davvero l’aeroporto di Catania? Le cifre che circolano da anni – oltre un miliardo di euro – non sono fantasie, sono stime ragionevoli. Eppure il comunicato ufficiale le liquida come “non attendibili”. Il risultato pratico è che i Comuni di Catania e Comiso, e tutti gli enti pubblici coinvolti, dovranno deliberare la vendita di un asset strategico senza un prezzo di riferimento condiviso.La seconda domanda: chi decide, e in quanto tempo? Il processo di privatizzazione coinvolge la Regione Siciliana, il Comune di Catania, il Comune di Comiso, altri enti locali, ENAC e il Ministero delle Infrastrutture. Ognuno di loro deve deliberare nel proprio consiglio. Ma basta un consiglio comunale che si impunta, una delibera contestata, un ricorso al TAR, e il processo si blocca per mesi o anni. La terza domanda, e forse la più importante per i catanesi: cosa ci guadagna davvero la città? Un privato che compra un aeroporto non lo fa per amore del territorio. Lo fa per guadagnarci. E per guadagnarci, concentrerà le risorse dove il traffico è più denso e più redditizio. Fontanarossa, probabilmente, andrà bene. Comiso rischia di diventare un aeroporto di serie B, aperto d’estate e semichiuso d’inverno. Inoltre, la cosa più preoccupante è che non si parla di eventuali obblighi imposti al futuro compratore. Nessun vincolo sulle rotte. Nessun target di investimento. Nessuna clausola che garantisca ai catanesi che l’aeroporto continuerà a servire la comunità e non solo il bilancio del nuovo proprietario”.
Nuovo direttore all’Fbi?
[La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge. Kierkegaard] Il direttore dell'Fbi Kash Patel è a rischio licenziamento dopo che Pete Hegseth ha fatto fuori il segretario alla Marina con la benedizione di Donald Trump. Secondo quanto riferito da un alto funzionario della Casa Bianca a Politico "è solo una questione di tempo". Le ragioni sono diverse, ha spiegato il funzionario, ma la principale è che le notizie negative circolate su Kash Patel nelle ultime settimane "non offrono un'immagine positiva di un membro del governo" e Trump è "stufo". All'inizio di aprile 'The Atlantic' ha pubblicato un articolo che citava accuse al direttore dell'Fbi di avere un problema di alcolismo con diversi episodi di "manifesta ebbrezza e assenze ingiustificate". Patel ha respinto le accuse e ha fatto causa alla rivista per diffamazione ma non è l'unico caso. A febbraio, il New York Times aveva scritto che il funzionario aveva incaricato gli agenti del Bureau di fornire una scorta a tempo pieno alla sua fidanzata, Alexis Wilkins, mentre durante le Olimpiadi invernali un video di Patel che festeggiava con fiumi di champagne la vittoria della nazionale di hockey aveva fatto il giro dei social e suscitato indignazione. D'altra parte Trump non è nuovo ai mini rimpasti e nelle ultime settimane ha silurato l'attorney general Pam Bondi, la segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem e quella al lavoro Lori Chavez-DeRemer.
Stop Trump Coalition
[Cogito ergo sum. Cartesio] “È stato davvero inaspettato, ma i servizi segreti e le forze dell’ordine hanno reagito in modo incredibile. Si trattava di un evento dedicato alla libertà di parola che avrebbe dovuto riunire esponenti di entrambi i partiti e rappresentanti della stampa. E in un certo senso è stato proprio così, perché si sono semplicemente uniti: ho visto una sala completamente unita, ed è stato, in un certo senso, molto bello, una cosa davvero bella da vedere. Un uomo ha assaltato un posto di controllo di sicurezza armato di diverse armi. È stato neutralizzato da alcuni membri molto coraggiosi dei servizi segreti, che hanno agito con grande rapidità”, così Trump nella conferenza stampa subito dopo la sospensione della cena con i corrispondenti per l’irruzione di un uomo armato nell’hotel Hilton, in cui è rimasto ferito lievemente un agente. “L’uomo – ha aggiunto Trump – è stato catturato. Stanno andando al suo appartamento. Immagino che viva in California, ed è una persona malata, una persona molto malata. E non vogliamo che cose del genere accadano”. Interrogato dalla stampa dopo l’assalto armato che ha messo bruscamente fine alla cena dei corrispondenti a Washington, Donald Trump ha dato la sua prima interpretazione dell’accaduto. Secondo il presidente degli Stati Uniti, le sue decisioni politiche da molti giudicate ‘sovversive’ potrebbero essere state il movente dell’attentatore. “Sapete, ho studiato gli assassinii”, ha dichiarato, “E devo dirvi che le persone più rilevanti, quelle che fanno di più – guardate Abraham Lincoln (…) – quelle che hanno il maggiore impatto sono quelle che vengono prese di mira”. “Odio dire che ne sono onorato, ma ho realizzato molte cose. Abbiamo cambiato questo Paese e ci sono molte persone che non sono contente di questo. Quindi penso che questa sia la risposta”, ha sottolineato Trump, sopravvissuto già a un primo attentato durante un comizio elettorale nel 2024 negli Stati Uniti. Buckingham Palace ha dichiarato che oggi si terranno "diverse discussioni" con i colleghi statunitensi per stabilire se la sparatoria di Washington avrà ripercussioni sulla pianificazione della prossima visita di Stato del Re. Il Re "viene tenuto pienamente informato sugli sviluppi ed è molto sollevato nell'apprendere che il Presidente, la First Lady e tutti gli ospiti sono rimasti illesi", aggiunge il comunicato.La visita di Stato di re Carlo III e della regina Camilla negli Stati Uniti si svolgerà come previsto. Lo ha annunciato oggi il palazzo reale, a seguito alla sparatoria avvenuta durante un gala per i media a Washington a cui ha partecipato il presidente Donald Trump. "A seguito di discussioni su entrambe le sponde dell'Atlantico nel corso della giornata, e seguendo il consiglio del Governo, possiamo confermare che la visita di Stato delle Loro Maestà si svolgerà come previsto", ha affermato Buckingham Palace in una dichiarazione. Durante la visita di Stato di quattro giorni, organizzata per onorare lo storico rapporto tra Gran Bretagna e Stati Uniti in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza americana, Carlo e Camilla visiteranno Washington e New York.I manifestanti della “Stop Trump Coalition” hanno organizzato una protesta in costume davanti ai cancelli di Buckingham Palace, mentre il re Carlo III di Gran Bretagna inizia la visita di Stato negli Stati Uniti. “È assolutamente sbagliato che il Re ceni e pranzi con il guerrafondaio in capo Donald Trump quando ha acceso la miccia di una bomba a orologeria contro l’economia globale”, ha dichiarato Jake Atkinson, portavoce della Stop Trump Coalition. Re Carlo è partito alla volta degli Usa con la regina Camilla per la visita di Stato di quattro giorni con una "scorta rafforzata" dopo lo shock del fallito attentato contro il presidente Donald Trump alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Lo riporta il quotidiano britannico 'The indipendent”. Mentre l'ambasciatore del Regno Unito a Washington, sir Christopher Turner, ha sottolineato che sono state predisposte "tutte le misure di sicurezza adeguate" per proteggere la coppia reale nel corso del tour che prevede il discorso al Congresso di Carlo III, una cena di gala alla Casa Bianca, una tappa a New York, con la visita al memoriale dell'11 settembre, prima di proseguire giovedì per il territorio d'oltremare britannico di Bermuda. L'uomo che ha sparato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca è un "potenziale assassino" che intendeva uccidere e "aveva molte armi". Lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa dopo la sparatoria. "Non è la prima volta nell'ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera - ha proseguito Trump - chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti". "Ho parlato con l'agente del Secret Service ferito - ha poi rassicurato il presidente Usa - e sta bene: il giubbotto antiproiettile ha fatto il suo lavoro". Trump ha pubblicato sul suo social Truth quella che sembra essere la foto dell'uomo che ha sparato, 'È una persona malata, viene dalla California" ha poi specificato. È sempre scioccante quando accade qualcosa così. Ho sentito rumore e ho pensato che fosse la caduta di un vassoio. La First Lady ha capito. Siamo stati portati via in un lampo, senza molto tempo per pensare". Per Trump la sede del gala dei corrispondenti della Casa Bianca a Washington "non è un edificio particolarmente sicuro". L'hotel Hilton è il luogo di fronte al quale Donald Reagan è rimasto ferito in un tentato assassinio nel 1981.
Fràte a Mxp
[Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora (È inutile fare con più ciò che si può fare con meno). Guglielmo di Ockham] Cosimo Corsaro è il nuovo capo scalo a Malpensa. Dopo l’esperienza calabrese, costellata da successi (uno solo per tutti avere azzerato i debiti degli handling a Lamezia Termini, Crotone e Reggio Calabria) Corsaro,dunque, è ritornato in Aviapartner a Fiumicino come dirigente. Era già stato a Mxp per mettere ordine nei conti durante il covid, ostaggio del lockdown dopo la liberazione torna a Fontarossa di Catania. Dopo l’esperienza calabrese, dunque il ritorno a casa. Probabilmente Aviapartner manda Corsaro a Mxp per organizzare la difesa degli scali Ap vicino a Mxp: Torino e Linate. Da fonti gh apprendiamo che la brigata Entella si sta organizzando per muovere i propri mezzi verso Torino, anche la divisione Arbëreshë è in fase avanzata nei preparativi che porteranno alla conquista di Linate. I guastatori della Gjergj Kastrioti Skënderbeu sono già pronti per l’assalto a Lamezia Terme.
domenica 26 aprile 2026
Herzi Halevi in prima linea
[Ci sono tante cose che il cuore sa ma noi preferiamo dimenticare. Saleit Shahaf Poleg] L'esercito israeliano ha ordinato oggi l'evacuazione di sette villaggi nel sud del Libano, affermando che avrebbe risposto a quelle che ha definito violazioni da parte di Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco recentemente rinnovato tra i due Paesi. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono costrette ad adottare misure decisive contro di essa", ha dichiarato il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'esercito, nominando sette villaggi a nord del fiume Litani. Il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, le forze di Difesa israeliane, Generale Herzi Halevi è sceso in prima persona per le strade della Striscia di Gaza, al fianco delle sue truppe impegnate nei combattimenti contro i palestinesi di Hamas, seguiti agli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023. Le immagini sono state rilasciate dallo stesso esercito israeliano che, di recente, ha inviato decine di carri armati nel sud di Gaza nell’ambito dell’offensiva contro Hamas e i suoi alleati nel territorio assediato, nonostante la preoccupazione globale per l’aumento delle morti di civili. Gli Stati Uniti, attraverso il Segretario di Stato americano, hanno chiesto al governo israeliano di evitare una campagna militare nel sud della Striscia di Gaza simile a quella condotta nel nord, con un così alto numero di vittime civili e sfollati. Le Forze di difesa israeliane hanno attaccato durante la notte “circa 200 obiettivi dell’organizzazione terroristica Hamas”, ha affermato su X l’Idf. “Le infrastrutture terroristiche situate all’interno delle scuole nel nord della Striscia di Gaza sono state distrutte”, hanno aggiunto le forze armate dello Stato ebraico.”Le truppe dell’IDF hanno colpito le infrastrutture terroristiche situate all’interno di una scuola a Beit Hanoun, da cui è stato effettuato un attacco alle truppe. Nel complesso c’erano due tunnel, incluso uno con trappole esplosive, esplosivi e armi aggiuntive”, hanno spiegato le forze armate israeliane. Inoltre, “un aereo dell’IDF ha colpito veicoli contenenti missili, colpi di mortaio e armi, vanificando un attacco imminente contro i soldati”. “Un ulteriore aereo dell’IDF ha colpito le infrastrutture militari destinate a tendere un’imboscata alle truppe con missili anticarro”, hanno aggiunto le Forze di difesa israeliane.Le truppe dell’IDF hanno poi “diretto un aereo per colpire una cellula di terroristi”. “Successivamente è stato colpito anche un deposito di armi da cui erano usciti i terroristi”, ha precisato l’esercito. Infine, “durante la notte la marina israeliana ha colpito numerosi obiettivi terroristici di Hamas, contribuendo al rinforzo delle truppe di terra”. “Gli obiettivi terroristici di Hamas includevano posti di osservazione appartenenti alle forze navali di Hamas e infrastrutture terroristiche nel porto di Gaza. Le forze hanno anche colpito con munizioni precise i complessi militari di Hamas”, ha concluso l’IDF. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane promettono di sostenere Hezbollah nella lotta in Libano. Esmail Qaani, comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie, ha affermato che "la coesione all'interno del Fronte di Resistenza" è più forte che mai e "oggi l'attenzione è rivolta al sostegno di Hezbollah e delle altre componenti del Fronte di Resistenza". Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, scrive al Jazeera. "La storia testimonia che il regime sionista non ha concluso alcuna guerra negli ultimi decenni raggiungendo i propri obiettivi. La sconfitta nel Libano meridionale è la continuazione di questo stesso destino storico", ha aggiunto. La Forza Quds è un'unità speciale d'élite responsabile delle operazioni militari extraterritoriali.Israele ha fornito una batteria del sistema antimissilistico Iron Dome agli Emirati Arabi Uniti, insieme a un certo numero di missili intercettori e alle truppe necessarie per il suo funzionamento, nelle fasi iniziali della guerra con l'Iran scoppiata il 28 febbraio scorso. Lo riporta Axios, citando due fonti israeliane e una statunitense. Un 'alto funzionario israeliano' ha dichiarato ad Axios che gli Emirati Arabi Uniti sono il primo Paese, oltre a Stati Uniti e Israele, in cui Iron Dome è stato mai utilizzato.
Trump perde referendum
[Lo ieri dell’uomo non può essere come il suo domani; non v’è niente che duri, tranne la mutevolezza. Mary Shelley] La Virginia approva la ridefinizione dei collegi elettorali statali, assestando un colpo a Donald Trump, che si era speso per il No: con lo spoglio all'82%, i Sì sono 50,3% (a fronte del 49,3% di No), seguendo un trend che la Cnn ha definito non "modificabile" in quanto gli ultimi conteggi sono attesi dalle contee più popolose e favorevoli alla riforma. La nuova mappa dei distretti per il Congresso statale dà ai democratici un vantaggio in tutti gli 11 seggi dello Stato, tranne uno: la ridefinizione potrebbe portare i democratici a guadagnare 4 seggi alla Camera Usa, il cui controllo repubblicano è sempre più precario. Donald Trump attacca il referendum di martedì tenuto in Virginia sulla ridefinizione dei distretti elettorali come di un voto "truccato'. "Per tutto il giorno i repubblicani sono stati in vantaggio; l'entusiasmo era incredibile, finché, proprio alla fine - guarda caso - non c'è stato un massiccio 'afflusso di schede per corrispondenza'! Dove l'ho già sentita questa storia? E così i Democratici hanno strappato un'altra vittoria disonesta!", ha scritto il tycoon su Truth.