[Il destino mescola le carte, ma è l’uomo a giocare la partita. Victor Hugo] "Potrei, ci sto pensando". Kamala Harris risponde così a chi le chiedeva se si ricandiderà alle presidenziali del 2028. La ex vicepresidente ha chiarito la sua posizione alla conferenza organizzata da Al Sharpton, alla quale hanno partecipato molti dei papabili candidati democratici al 2028, da Pete Buttigieg ai governatori di Pennsylvania, Maryland e Illinois, rispettivamente Josh Shapiro, Wes Moore e JB Pritzker. Il sogno della Casa Bianca potrebbe non essere tramontato per Kamala Harris. Secondo quanto riferisce The Hill citando un sondaggio di Focaldata, l'ex vice presidente può avere chance per ripresentarsi alle elezioni del 2028 come candidata democratica. I dati rivelano che il 39% degli elettori la sosterrebbe nella corsa, di fronte al 21% per il governatore della California, Gavin Newsom e solo il 10% per la deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez. Secondo un altro sondaggio di Nbc News, inoltre, molti elettori si sono pentiti di aver scelto Trump nel 2024 e se ci fossero ora delle elezioni, voterebbero per la Harris, quest'ultima avrebbe un vantaggio sull'attuale presidente di 8 punti. Alle scorse presidenziali, Trump conquistò la Casa Bianca per solo un punto in più.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 21 maggio 2026
1.538° giorno di guerra
[Non puoi perdere quello che non metti nel piatto, ma non puoi neanche vincerlo. Matt Damon / Mike McDermott nel film “Rounders”] "Le forze speciali ucraine hanno colpito il quartier generale dell'Fsb russo nel villaggio di Genicheska Hirka, nell'oblast di Kherson, provocando circa un centinaio fra vittime e feriti". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, allegando al suo messaggio il video che mostra il momento in cui i droni di Kiev colpiscono simultaneamente degli edifici in un villaggio. "I russi devono sentire la necessità di porre fine a questa guerra", ha concluso il leader ucraino. "I guerrieri del Centro Operazioni Speciali 'A' dell'Ssu hanno ottenuto ottimi risultati. Un quartier generale dell'Fsb russo è stato colpito e un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1 è stato distrutto nel nostro territorio temporaneamente occupato. Grazie a questa singola operazione, le perdite russe ammontano a circa un centinaio tra occupanti uccisi e feriti", ha dichiarato Zelensky. Il sistema di difesa aerea russo Pantsir-S1, scrive il Kyiv Independent, ha un valore stimato tra i 15 e i 20 milioni di dollari. Tre persone sono morte in un attacco di droni ucraini contro una locomotiva in una stazione della regione russa di Bryansk. Lo riferiscono le Ferrovie russe sul loro canale Max. L'attacco è avvenuto presso la stazione di Unecha. Tra le vittime figurano il macchinista, il suo assistente e un tecnico addetto alla manutenzione dei vagoni. L'Ucraina sta intensificando le misure di sicurezza nelle regioni al confine con la Bielorussia. Lo ha dichiarato la stessa Kiev, dopo settimane di timori su un possibile nuovo attacco da parte del principale alleato regionale della Russia. Kiev ha lanciato l'allarme sul fatto che la Russia potrebbe usare la Bielorussia per sferrare una nuova offensiva da nord, anche verso la capitale. Il Servizio di Sicurezza ucraino (Sbu) ha affermato che le sue unità e l'esercito stanno "attuando una serie completa di misure di sicurezza rafforzate nelle regioni settentrionali del nostro Paese". Le misure - che includono controlli e verifiche intensificati su individui e proprietà - "serviranno da deterrente efficace contro qualsiasi azione o operazione aggressiva da parte del nemico e del suo alleato", ha affermato l'Sbu in una dichiarazione. Lunedì il Cremlino aveva respinto le accuse dell'Ucraina di voler trascinare ulteriormente la Bielorussia nella guerra, definendole "un tentativo di ulteriore incitamento". Russia e Bielorussia stanno conducendo esercitazioni nucleari congiunte questa settimana, che coinvolgono migliaia di soldati, aerei e forze missilistiche strategiche. Nel corso delle esercitazioni, Zelensky ha dichiarato ieri che il suo Paese si stava "preparando a rispondere a ogni possibile azione nemica, qualora i russi osassero estendere la loro aggressione". La Cina è "pronta a impegnarsi" per trovare una soluzione negoziata al conflitto in Ucraina. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che il tema è stato esaminato ieri in un vertice a Pechino tra i presidenti cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin. "Il tema dell'Ucraina è stato effettivamente affrontato. La Cina - ha sottolineato Peskov, citato dall'agenzia Interfax - è davvero pronta a impegnarsi per contribuire a trovare una soluzione pacifica. Siamo grati ai nostri amici cinesi per questo". Il Cremlino ritiene "una buona cosa" che nell'Unione europea si discuta della nomina di un negoziatore con Mosca, che rimane pronta a dialogare con gli europei. Lo ha detto il portavoce, Dmitry Peskov. Il portavoce, citato dall'agenzia Interfax, ha sottolineato che il presidente Vladimir Putin "non ha proposto in modo proattivo" l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come possibile negoziatore, ma ha fatto il suo nome rispondendo in conferenza stampa a una domanda su "chi, a suo avviso, sarebbe stato il più adatto". "Quindi Putin non ha preso alcuna iniziativa in tal senso", ha sottolineato il portavoce. Tuttavia, ha proseguito Peskov, il fatto che si stiano svolgendo discussioni sulla nomina di un negoziatore europeo "è probabilmente una buona cosa", perché "ancora pochi mesi fa, tali discussioni non si svolgevano nemmeno in Europa". "I russi - ha insistito Peskov - sono pronti a dialogare. Riteniamo che parlare sia sempre meglio che portare le cose a uno scontro totale, ed è esattamente quello che gli europei stanno facendo ora". Se questa modalità di comportamento dell'Europa cambierà a favore del dialogo, "lo accoglieremo con favore", ha concluso il portavoce di Putin. In una lettera indirizzata ai leader dell'Ue il cancelliere tedesco Friedrich Merz propone di associare l'Ucraina all'Unione Europea, prima della sua piena adesione che richiederà tempo. "È chiaro che non saremo in grado di completare il processo di adesione nel prossimo futuro, visti gli innumerevoli ostacoli e le complessità politiche delle procedure di ratifica", scrive nella lettera. Di conseguenza, Berlino propone di concedere a Kiev lo status di "membro associato", un "passo decisivo" prima dell'adesione a pieno titolo. La difesa aerea russa ha abbattuto 121 droni ucraini durante la notte, ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato. “Tra le 20 ora di Mosca del 20 maggio e le 7 ora di Mosca del 21 maggio, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 121 velivoli a pilotaggio remoto ad ala fissa ucraini”, ha affermato il ministero. I droni sono stati abbattuti nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Voronez, Kursk, Rostov, Samara, Saratov, in Kalmykia, in Crimea e sul Mar Caspio.
mercoledì 20 maggio 2026
Flotilla spacca il governo israeliano
[Est modus in rebus. Orazio] Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla marina militare israeliana e, come diffuso sui suoi canali social sotto il titolo 'Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo', deride gli attivisti mentre camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati e bendati in ginocchio e esulta: ''Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa'' e ''Il popolo d'Israele vive''. In un altro filmato, si vede un attivista che grida 'Free Palestine' mentre viene sbattuto a terra da un agente. “Tu non sei il volto di Israele”. Lo scrive il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in un post su X, ritwittando il video diffuso dal suo collega di governo, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, in cui umilia gli attivisti della flotilla detenuti al porto di Ashdod. ''Con questa vergognosa performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell'Idf ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora'', ha aggiunto Sa'ar. Ben Gvir risponde su X al ministro: "Ci sono ancora persone nel governo che non hanno capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano comprenda che Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia". "Ci sono ancora persone nel governo che non hanno capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano comprenda che Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia". Così il ministro falco dell'ultradestra Ben Gvir risponde su X al ministro degli esteri israeliano Sa'ar che ha sconfessato il suo video sostenendo che non è "il volto di Israele’. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la condotta del ministro della Sicurezza israeliana Itamar Ben-Gvir, affermando che “il modo in cui il ministro ha gestito gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme dello Stato di Israele”. Netanyahu ha tuttavia aggiunto che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza”. “Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”, ha concluso il leader israeliano. Il premier spagnolo Pedro Sanchez chiederà all'Ue di sanzionare il ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il video in cui deride i membri della Flotilla, tra cui 45 spagnoli. "A settembre ho annunciato il divieto di ingresso sul territorio nazionale di questo membro del governo israeliano. Ora proporremo a Bruxelles di elevare queste sanzioni su scala europea in maniera urgente", ha annunciato Sanchez su X definendo "inaccettabili" le immagini del video diffuso dal ministro. "Non tollereremo che nessuno maltratti i nostri cittadini", ha aggiunto. - ''La flottiglia è stata una stupida bravata, ma Ben Gvir ha tradito la dignità della sua nazione. Atti spregevoli''. Lo ha scritto su X l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, in riferimento al video diffuso dal ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir sugli attivisti della Flotilla.
Nuovi pretesti di Putin
[Pensai a tutte le sere che si erano concluse proprio come questa, trovando conforto in un equilibrio che entrambe sapevamo non poteva durare per sempre. Sequoia Nagamatsu] Il governo britannico ha allentato le rigide sanzioni sul petrolio russo raffinato in gasolio e carburante per aerei in paesi terzi, a causa dell'aumento dei prezzi. La deroga entrerà in vigore mercoledì e riflette le crescenti preoccupazioni relative all'approvvigionamento di alcuni carburanti a causa del blocco effettivo dello Stretto di Hormuz, una via navigabile fondamentale, dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran. Lo riporta la Bbc. Sono state inoltre revocate alcune sanzioni sul trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo. Il governo ha affermato che le sanzioni complessive si sono inasprite, ma che sono necessarie ulteriori flessibilità. Una mossa simile da parte degli Stati Uniti è stata ampiamente criticata. I prezzi del carburante per aerei in Europa sono più che raddoppiati dopo l'inizio della guerra, ma ora sono circa la metà più alti, mentre i prezzi alla pompa nel Regno Unito continuano a salire. Diverse compagnie aeree che operano nel Regno Unito e in tutto il mondo hanno cancellato voli e aumentato i prezzi in risposta alle altissime tariffe del carburante per aerei. Per anni il Regno Unito ha guidato gli sforzi internazionali per esercitare pressioni economiche sulla Russia per la sua guerra in Ucraina. "A fronte delle dichiarazioni bellicose" del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, "dobbiamo continuare l'operazione militare speciale fino al raggiungimento dei nostri obiettivi". Lo ha affermato oggi da Pechino Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, che è impegnato in colloqui con il suo omologo cinese Xi Jinping.L'ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha detto che Mosca dispone di informazioni secondo cui l'Ucraina avrebbe pianificato di lanciare droni militari dalla Lettonia e altri Paesi baltici, avvertendo che l'adesione alla Nato non avrebbe protetto tali Paesi da eventuali ritorsioni. Nebenzya è intervenuto durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla sicurezza in Ucraina e ha affermato che Kiev aveva già inviato forze di droni ucraini in Lettonia. L'inviata lettone al Consiglio di Sicurezza, Sanita Pavluta-Deslandes, ha immediatamente respinto le affermazioni definendole "pura fantasia". Tammy Bruce, vice ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, ha avvertito che l'Onu "non è il luogo adatto per minacce contro un membro del Consiglio" e ha detto che gli Stati Uniti manterranno tutti i loro impegni nei confronti della Nato. L'Ucraina ha colpito una raffineria russa della Lukoil nella regione di Nizhny Novgorod e una stazione di pompaggio nella regione di Yaroslavl. Lo ha reso noto lo stato maggiore delle forze armate di Kiev. L'entità dei danni è ancora in corso di valutazione, ha aggiunto su Telegram. Il ministero degli Esteri ucraino ha smentito le affermazioni russe sulla preparazione di attacchi con droni contro la Russia dal territorio lettone, accusando Mosca "dell'ennesima falsità". "L'Ucraina non utilizza il territorio né lo spazio aereo della Lettonia nelle operazioni contro la Russia e non intende farlo", ha scritto su X Heorhii Tykhyi, portavoce del ministero. Alle 10:20 del mattino i telefoni dei residenti di Vilnius hanno vibrato tutti insieme. Il messaggio era del ministero della Difesa: rifugio immediato, familiari al sicuro, attendere istruzioni. È rimasto attivo per circa un’ora. Nel frattempo, il presidente Gitanas Nausėda e la premier Inga Ruginienė erano già stati portati nei bunker insieme a ministri e parlamentari. I bambini nelle scuole erano scesi nei seminterrati designati. Il traffico aereo e ferroviario era sospeso. Un drone aveva violato lo spazio aereo lituano. I caccia della NATO non erano riusciti a localizzarlo.È la prima allerta di questo tipo emessa in un paese dell’Unione Europea e della NATO dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il drone proveniva dalla direzione della Lettonia. Non è chiaro se sia precipitato o abbia lasciato lo spazio aereo. Le autorità lituane lo hanno classificato come probabile drone da combattimento o da disturbo elettronico, il tipo progettato per attirare i sistemi di difesa, non necessariamente per esplodere. Le contromisure elettroniche sul posto non hanno saputo dire se ci fosse un ordigno a bordo. Nelle settimane precedenti, droni ucraini avevano attraversato lo spazio aereo di Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania, tutti paesi confinanti con la Russia. La causa indicata è il jamming elettronico russo, che altera la navigazione dei droni ucraini e li spinge fuori rotta. Martedì un aereo NATO aveva abbattuto un drone sull’Estonia. La settimana scorsa il primo ministro lettone si era dimesso proprio a seguito di queste incursioni. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che l’esercito russo sta “monitorando attentamente la situazione” e preparando una risposta adeguata. Due giorni prima, l’ambasciatore russo all’ONU aveva avvertito che l’adesione alla NATO non avrebbe protetto i baltici da “rappresaglie”. Il ministro degli Esteri lituano ha definito quella dichiarazione parte di una campagna deliberata: Mosca dirotterebbe i droni ucraini nello spazio aereo baltico mentre conduce operazioni di discredito contro tutti e tre gli stati. Ursula von der Leyen ha indicato Russia e Bielorussia come direttamente responsabili delle incursioni. Mark Rutte, segretario generale della NATO, ha precisato che anche qualora i droni fossero stati lanciati dall’Ucraina, la responsabilità morale resterebbe a Mosca, che ha scatenato la guerra. Donald Tusk ha aggiunto che potrebbe presto essere necessario reagire con fermezza. A Vilnius, l’allerta è rientrata dopo un’ora. Le persone sono risalite dai seminterrati. I treni hanno ripreso a circolare. Il drone, per ora, non è stato trovato.
Non ti fidare di Claudio Fava
[Quando lavoravo in Argentina mi sono imbattuto in una storia simile. Quella ragazza mi disse: io non ripudio nessuno, quest’uomo resta mio padre. Claudio Fava. ] Francamente di Fava Claudio ho letto di tutto, di nuovo e vecchio, ho visto gran parte dei film tratti dai suoi racconti apprezzo il suo stile letterario e quando leggo la sua ultima fatica letteraria tutte le altre passano in secondo piano. Mi piace il suo modo di scrivere pacato, poco polemico, essenziale. “Non ti fidare”, pur parlando di argomenti drammatici non lasciano spazio alla retorica. Parlare della monumentalizzazione della memoria dell’ultima dittatura militare, significa gettare uno sguardo sulle politiche per i diritti umani di un paese che non ha solamente reso omaggio ai detenidos-desaparecidos, ma che ha anche e soprattutto intrapreso una minuziosa azione di giustizia riparatoria che tra il 2004 e oggi ha visto processare e condannare per delitti contro l’umanità più di milleduecento tra militari, appartenenti alle forze di sicurezza, e civili. Si tratta di un caso più unico che raro nella regione, di un esempio di transizione lunga che ha fatto i conti col passato dittatoriale in diversi momenti; nell’85 col primo juicio a las juntas, negli anni Novanta con le leggi dell’impunità che hanno liberato i responsabili dei delitti contro l’umanità e, infine, dal 2006 a oggi con la conclusione dell’impunità e la ripresa dei processi. Le politiche della memoria hanno dimostrato ampiamente il riconoscimento da parte dello Stato delle proprie responsabilità e, a partire dalla presidenza di Néstor Kirchner (2003-2007), l’adesione al motto coniato dalle organizzazioni dei diritti umani: memoria, verdad y justicia. Dopo la morte della madre, sulla soglia dei trent’anni Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. La famiglia si è trasferita quando Stella era adolescente e a Buenos Aires non sono più tornati. Insegna geografia alle scuole medie e, come forma di ribellione contro la rigida educazione familiare, nel tempo libero si dedica a incontri a pagamento con pochi, selezionati clienti. Niente sembra poter turbare i suoi piccoli riti, fino al giorno in cui il padre scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l’indomani in commissariato. La verità di fronte a cui verrà messa la protagonista è quella di molti ragazzi nati negli anni della dittatura militare in Argentina: Stella è figlia di due giovani oppositori passati per il centro clandestino di tortura dell’Esma, la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada. Serve solo un esame del suo Dna per dimostrare che il colonnello Carnevale non è suo padre. Si può continuare ad amare il padre che ti ha cresciuto ma che ha contribuito alla morte dei tuoi veri genitori? Non ti fidare è un romanzo che affronta a cinquant’anni di distanza la storia dei nipoti di Plaza de Mayo, uomini e donne nella cui identità è scritto un pezzo della storia del continente americano, un romanzo che interroga sulla profondità di emozioni e sentimenti in un tormentato rapporto padre-figlia.
Pdvsa-Cripto in Venezuela
[Se cammini da solo, andrai più veloce… se cammini accompagnata, andrai più lontano]L’ex ministro del Petrolio venezuelano Tareck El Aissami ha avviato uno sciopero della fame nel carcere di Rodeo I, provocando la sospensione dell'udienza del processo sul caso Pdvsa-Cripto, il più grande scandalo di corruzione nella storia recente del Paese sudamericano. Secondo l'ex procuratore Zair Mundaray, El Aissami sarebbe disidratato e in condizioni fisiche precarie dopo giorni di protesta. La difesa aveva chiesto il rinvio dell'udienza e cure mediche immediate, inizialmente negate dalla giudice Alejandra Romero. L'ex uomo forte del chavismo avrebbe quindi attribuito alla magistrata ogni responsabilità per eventuali conseguenze sulla sua salute. Arrestato nel 2024, El Aissami è imputato insieme ad altre decine di persone per un presunto ammanco multimiliardario legato a operazioni petrolifere e criptovalute della compagnia statale Pdvsa. Negli ultimi giorni la sua difesa ha denunciato torture, isolamento e pressioni psicologiche durante la detenzione, accusando settori dell'apparato giudiziario venezuelano. Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez, ha annunciato la liberazione di 300 detenuti politici entro la fine della settimana, definendo la misura un "gesto" del governo senza contropartite internazionali. L'annuncio è stato fatto oggi durante una sessione parlamentare a Caracas trasmessa dalla televisione di Stato Vtv. Secondo Rodríguez, tra i beneficiari figurano anziani, minorenni, donne in gravidanza o in allattamento e detenuti con problemi di salute. Il dirigente chavista ha precisato che le scarcerazioni non rientrano nella legge di amnistia approvata nei mesi scorsi, ma in misure umanitarie e benefici processuali. Tra i casi citati vi sono alcuni agenti della Polizia Metropolitana arrestati per i fatti dell'aprile 2002, durante il fallito golpe contro Hugo Chávez. Rodríguez ha inoltre confermato la scarcerazione della sedicenne Samantha Hernández e di Merys Torres, madre del capitano Antonio Sequea. "Non stiamo chiedendo nulla a nessuno, vogliamo soltanto che questo gesto venga apprezzato", ha dichiarato Rodríguez. I leader sindacali denunciano che i lavoratori non beneficiano delle risorse generate nel Paese e chiedono maggiore trasparenza sul futuro politico ed economico. La mobilitazione si inserisce in un contesto di forte tensione sociale, segnato da inflazione, salari fermi da quattro anni e repressione delle proteste. Secondo i promotori, riferiscono i principali media locali, l'obiettivo è ottenere risposte chiare sia dal governo sia dagli attori internazionali sul percorso di transizione e sulle condizioni economiche della popolazione. Il Parlamento unicamerale venezuelano, a larga maggioranza chavista, ha nominato Larry Devoe procuratore generale, rafforzando il controllo del potere politico, ininterrottamente al governo da oltre 25 anni a Caracas, sull'organo chiave della giustizia. Contestualmente è stata designata Eglée González Lobato come difensore civico. Devoe, già segretario esecutivo del Consiglio nazionale per i diritti umani e figura vicina all'esecutivo, ha rappresentato il Paese in sedi internazionali difendendo l'operato del governo guidato da Nicolás Maduro, più volte accusato da organizzazioni e organismi Onu di gravi violazioni, tra cui torture ed esecuzioni extragiudiziali. La nomina del procuratore generale è stata approvata a larga maggioranza, con il voto contrario di una minoranza dell'opposizione guidata da Henrique Capriles, che ha denunciato la "continuità del controllo politico" su un'istituzione centrale per l'amministrazione della giustizia. Diverso, secondo osservatori, il segnale legato alla scelta di González Lobato: accademica con oltre 25 anni di esperienza, viene indicata come figura indipendente, nel tentativo di proiettare un'immagine di apertura. Le organizzazioni per i diritti umani parlano tuttavia di una "rotazione del potere" più che di un reale rinnovamento, mentre il governo difende le nomine come un passo verso la "stabilizzazione istituzionale".
Zona Cesarini per Milei
[Alcuni scomparti della memoria è meglio non riaprirli, nemmeno arieggiarli nell’intento di mandare via la polvere, al contrario, conviene chiuderli con un lucchetto, e accettare di tenerli così per tutta la vita. Tanguy Viel] Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha riconosciuto che la ripresa economica del Paese testimoniata dalle statistiche ufficiali "non è uguale per tutti" e ha chiesto "pazienza" alla popolazione ribadendo che "la strada intrapresa è quella giusta". È quanto si legge in un post pubblicato su X in cui Milei respinge tuttavia quella che sostiene essere la "narrazione" intenzionale dei media in cui nel Paese "va tutto male".Il presidente argentino ha deciso di festeggiare i propri risultati economici postando un video, in forma di cartone animato, in cui lui stesso, con la maglia della nazionale albiceleste e il numero uno sulla schiena, segna diversi gol, alla povertà, all'inflazione e al debito pubblico. Il suo personaggio ricorda un pò quelli della celebre serie tv giapponese di Holly e Benji. I suoi avversari sono giocatori obesi, goffi, vestiti ovviamente di rosso. Nel video, praticamente la cronaca di una partita, si vede Milei calciatore che avanza, "sulla destra" palla al piede, con il telecronista che lo definisce "il genio della libertà mondiale", mentre "abbatte il debito pubblico, abbassa le tasse", uno dopo l'altro, raffigurati come avversari che lui riesce a driblare. "Il mondo ci applaude", esclama il commentatore sempre più entusiasta. E il video mostra sulle tribune un Trump, in versione ultras, che inneggia Milei, mentre tira e segna un gol a una porta difesa da una serie di esseri immondi, degli scarafaggi, parassiti, sempre rossi, con in mano degli striscioni con su scritto "povertà". Infine, il Milei calciatore diventa anche tutore della legge: il campo viene invaso da delinquenti, con la faccia coperta da passamontagna, armati di coltelli e spranghe. E il calciatore Milei, prima firma la 'legge sull'impunità', è poi, come un abile combattente in arti marziali, libera a furia di calci e pugni il campo di gioco dalla teppaglia violenta. L'ultima scena segna il trionfo della fine della partita vittoriosa: in mezzo a un profluvio di bandiere nazionali la tifoseria in visibilio applaude Milei e tutta la sua squadra, cioè altri giocatori con la faccia dei suoi ministri. "I dati sono inequivocabili: l'Argentina sta molto meglio rispetto al 2023, negare l'evidenza empirica ricorrendo ad aneddoti non è analisi, è narrazione. È insostenibile che il 100% dei notiziari televisivi insista sul fatto che va tutto male", afferma il leader ultraliberista. Milei riconosce ad ogni modo che "i processi di miglioramento non procedono allo stesso ritmo per tutti" e che "questi ultimi mesi sono stati difficili". "Le statistiche riflettono le medie, e sappiamo che ci sono persone agli estremi della distribuzione", ammette il presidente, chiedendo quindi agli argentini di "perseverare" ed avere "pazienza": "siamo sulla strada giusta, cambiarla significherebbe distruggere ciò che abbiamo conquistato". Il messaggio rappresenta la prima constatazione pubblica da parte di Milei di uno scenario economico che sta castigando ampi settori della popolazione nonostante gli indici ufficiali riflettano dati positivi sul fronte della crescita del pil (+4,4% nel 2025 e +3,6% stimato nel 2026). Gli ultimi sondaggi d'opinione riflettono che la maggiore preoccupazione degli argentini non è più l'inflazione ma l'occupazione e, in tale contesto, l'immagine positiva del leader ultraliberista ha toccato i minimi dall'inizio del mandato a fine 2023 attestandosi attorno al 37%. In Argentina, la controversa riforma della legge di protezione sui ghiacciai, presentata dal governo ultraliberista di Javier Milei per promuovere l'attività mineraria, è stata definitivamente approvata nella notte dal Congresso. La Camera dei deputati ha dato il via libera al testo con 137 voti favorevoli, 111 contrari e tre astensioni, dopo quasi dodici ore di dibattito in aula. La riforma, che concede alle province maggiore autonomia nella definizione delle aree protette e nell'autorizzazione o nel divieto di attività economiche e minerarie al loro interno, era già stata approvata dal Senato a febbraio. Da ieri davanti al parlamento di Buenos Aires si erano radunati centinaia di manifestanti convocati da organizzazioni sociali, partiti di sinistra e ong ambientaliste per una veglia di protesta.