[Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono. Voltaire] I continui rinvii per vari problemi di inderogabili impegni aziendali sopraggiunti, sempre e comunque, all’ultimo minuto non cambiano lo stato delle cose. Il sindacato, in genere, è diventato ormai una zavorra per la classe operaia. Se poi i sindacati tra di loro sono in lotta per fare assumere parenti, amici, generi, figli naturali e illegittimi rende il quadro ancora più squallido di quanto non possa esserlo di suo. Ormai non si lotta più per la classe operaia, ma per la famiglia. Dal 1/4 7 dipendenti gh Palermo sono distaccati in gesap, da maggio il numero passerà a 10 per tutta la summer. Solo tre sono di aviapartner in aiuto alla gesap. Zero asc che tra l’altro non prenderà stagionali. Per quale motivo i distacchi non percepiscono il premio produzione, in quota parte, che già percepisce il dipendente gesap? Per quale motivo i sindacati tacciono? Da tre anni a questa parte il gestore invece di chiedere aiuto agli handling perché non assume?Renatino, il prossimo anno si vota, datti una mossa perché anche gli operai e lo loro famiglie votano, non solo i manager. Con sentenza n. 300/2024, il Giudice del lavoro di Busto A. ha accolto il ricorso presentato da 10 lavoratori di Aviapartner di Malpensa, assistiti dal servizio legale della Cub Trasporti, riconoscendo loro arretrati da 3000 a oltre 9.000 euro ciascuno, per l’omesso lavaggio, nel corso degli anni, da parte aziendale dei Dispositivi di Protezione Individuale che sono stati consegnati ai lavoratori con l’obbligo di indossarli durante l’attività lavorativa. La sentenza del Giudice riconosce come risarcimento dovuto ai lavoratori, per aver dovuto provvedere al posto del datore di lavoro al lavaggio dei loro indumenti protettivi, il corrispettivo di un’ora di straordinario per ogni settimana di lavoro, così come già stabilito anche da precedenti sentenze che riguardavano lavoratori del settore aeroportuale. Le aziende condannate, davanti a questa sentenza, hanno fatto ricorso sostenendo che occorre fare conteggi esatti per quantificare l’esatto importo che ovviamente è meno di quanto quantificato dal tribunale. In questi anni tra cig, covid, malattie, 104, congedi parentali, permessi sindacali … , per farla breve il 12 agosto scorso la gh Venezia ha siglato un accordo con i sindacati dove l’azienda ha previamente evidenziato come, successivamente alla firma del nuovo contratto in data 25 ottobre 2023, si sia registrato un preoccupante picco di contenzioso nel settore per alcune rivendicazioni di carattere collettivo aventi ad oggetto il risarcimento del danno del mancato lavaggio dei dpi … A Venezia le somme sarebbero in parte già erogate, mentre l’accordo di Venezia doveva essere applicato in tutti gli scali italiani da tutti gli handling ma al momento nulla è stato fatto, non è stato ratificato. A seguito della proclamazione dello sciopero del trasporto aereo in Italia previsto per la giornata di venerdì 10 aprile della durata di 4 ore (dalle 13 alle 17), Ita Airways ha cancellato circa il 27% del proprio operativo previsto per il 10 aprile. Si tratta di poco meno di un centinaio di voli, di cui 34 da e per l’Europa, e 59 per l’Italia. ITA Airways invita tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per la giornata dello sciopero, a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, sul sito ita-airways.com, nella sezione Stato del volo, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. I passeggeri che hanno acquistato un biglietto ITA Airways per viaggiare il 10 aprile, in caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo se il volo è stato cancellato o ha subito una partenza anticipata di oltre 60 minuti o un ritardo pari o maggiore di 5 ore) entro e non oltre 17 aprile 2026 chiamando il numero +39 06 85960020 dall’Italia e dall’estero, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 9 aprile 2026
mercoledì 8 aprile 2026
A Caracas meno libertà
[La maggior parte dei soldi che vincerai giocando a poker non dipende dalla brillantezza del tuo gioco, ma dall’incompetenza dei tuoi avversari. Lou Krieger] Il Collegio nazionale dei giornalisti del Venezuela (Cnp), sezione di Caracas, ha denunciato 76 violazioni della libertà di espressione e di stampa nel primo trimestre del 2026, coinciso con l'avvio della presidenza ad interim di Delcy Rodríguez. Secondo il rapporto presentato e diffuso dai media locali, tra i casi documentati figurano 18 detenzioni arbitrarie, 16 impedimenti alla copertura giornalistica, 15 espulsioni di corrispondenti stranieri, 9 episodi di molestie, 4 intimidazioni e 4 chiusure di emittenti radiofoniche. Il sindacato segnala inoltre che 20 giornalisti e operatori dell'informazione restano sottoposti a procedimenti giudiziari senza esito, con misure cautelari che ne limitano movimenti e diritti civili. Il Cnp denuncia anche il blocco di oltre 50 media digitali e la diffusione su YouTube di falsi notiziari generati con intelligenza artificiale per amplificare la narrativa ufficiale e ostacolare l'informazione indipendente. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha convocato i principali leader religiosi del Paese per chiedere loro di supervisionare l'attuazione della Legge di amnistia promulgata da circa due mesi.Il 'chavismo' al potere sostiene che, fino al 26 marzo, oltre 8.400 persone hanno beneficiato della legge, ma le organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato che 490 prigionieri politici rimangono in detenzione e hanno denunciato la mancata pubblicazione di un elenco dei beneficiari dell'amnistia, nonostante gli appelli pubblici in tal senso da parte dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Volker Türk. "Non c'è nulla da nascondere, anzi, spero che possano partecipare, vedere il processo, constatare chi ne ha tratto beneficio e chi no", ha dichiarato Rodríguez durante un evento svoltosi al palazzo presidenziale di Miraflores a Caracas e trasmesso dal canale televisivo statale Venezolana de Televisión, dove hanno partecipato rappresentanti di varie chiese e fedi. La legge sull'amnistia è stata approvata all'unanimità il 19 febbraio dal parlamento e promulgata lo stesso giorno da Rodríguez sotto la pressione degli Stati Uniti, in seguito alla cattura di Nicolás Maduro da parte dele forze speciali americane il 3 gennaio. La legge copre 13 episodi specifici di conflitto politico tra il 1999 e il 2025, incluse le proteste del 2017 e le mobilitazioni post-elettorali del 2024. Sono esclusi crimini come omicidio volontario, traffico di droga, corruzione, gravi violazioni dei diritti umani e ribellioni militari come l'Operazione Gedeone del 2020. Sono però stati lasciati fuori anche oppositori come l'attivista Javier Tarazona o Perkins Rocha, consulente legale della vincitrice del Premio Nobel per la Pace e leader dissidente María Corina Machado.
Confronto Onu-Messico
[Il Texas Hold’em è un gioco di aggressione calcolata: se le tue carte sono sufficientemente buone per chiamare una puntata, allora sono buone abbastanza per rilanciarla. Alfred Alvarez] La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha respinto un documento diffuso giovedì scorso dal Comitato contro le sparizioni forzate sulla situazione del Paese latinoamericano: "non è un organo dell'Onu", ha detto. Secondo la leader, il testo estrapola erroneamente fino al 2025 i dati di soli quattro stati relativi al periodo tra il 2009 e il 2017. Sheinbaum ha difeso l'amministrazione: "Il potere pubblico non può mai utilizzare la sparizione come meccanismo di controllo o di repressione", aggiungendo che il suo governo rifiuta categoricamente tale pratica. Immediata la replica del presidente del Comitato, Juan Pablo Albán, che ha smentito le dichiarazioni del capo dell'esecutivo chiarendo che l'ente fa parte a pieno titolo del sistema delle Nazioni Unite. Albán ha sottolineato che "se il disaccordo è legittimo, la squalifica è discutibile", rivendicando la totale indipendenza dell'organismo da qualsiasi pressione esterna. Albán ha inoltre precisato che l'indagine non si limita a un periodo temporale chiuso, ma esamina l'evoluzione della situazione fino a oggi. Il dirigente ha concluso ricordando che l'obiettivo primario deve rimanere la ricerca degli scomparsi e la totale prevenzione del fenomeno, lavorando esclusivamente a beneficio delle vittime e delle loro famiglie. A poche settimane dalla sua nomina a nuova guida dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) in Messico, l'italiana Chiara Cardoletti ha avviato i primi colloqui istituzionali. La diplomatica ha incontrato la ministra dell'Interno, Rosa Icela Rodríguez, per definire le strategie future. Attraverso le reti sociali, Rodríguez ha spiegato che le due istituzioni stanno definendo le priorità, al fine di coordinare "azioni per l'assistenza alle persone rifugiate, in una prospettiva condivisa di pieno rispetto dei diritti umani". Da parte sua, Cardoletti ha ringraziato l'esecutivo per l'apertura al dialogo e per "la visione condivisa di mettere al centro le persone". L'inviata italiana ha infine ribadito l'obiettivo del suo mandato: "Riaffermo l'impegno di integrare gli sforzi per assicurare l'integrità del sistema di asilo e la protezione delle persone che serviamo". Il Messico apre alla possibilità di esplorare il gas anche con tecniche non convenzionali, incluso il fracking, puntando però su nuove tecnologie in grado di ridurre l'impatto ambientale. Lo ha annunciato la presidente Claudia Sheinbaum, spiegando che il governo ha avviato uno studio per valutarne la sostenibilità, di fronte alla necessità di diminuire la dipendenza dalle importazioni di gas, soprattutto dagli Stati Uniti. A esaminare opportunità e rischi sarà un comitato tecnico-scientifico. "Se dobbiamo sfruttare il gas non convenzionale, deve essere in modo sostenibile, riducendo al massimo gli impatti ambientali", ha dichiarato. "Abbiamo deciso di coinvolgere esperti in acqua e cambiamento climatico che ci dicano se esistono tecnologie nuove, meno inquinanti". La presidente ha sottolineato che sono allo studio metodi alternativi, con sostanze meno aggressive, anche di origine organica, oltre a sistemi di riciclo e riutilizzo dell'acqua, inclusa quella salata. "Voglio che sia una decisione tecnica", ha aggiunto. Il tema si inserisce nel contesto della forte dipendenza del Paese dalle importazioni di gas, risorsa centrale, non solo per la produzione elettrica ma anche per industria, fertilizzanti e petrolchimica. "Se non facciamo nulla, importeremo sempre di più", ha avvertito Sheinbaum. Annunciando iniziative anche per rafforzare lo sfruttamento del gas convenzionale, già disponibile in aree esplorate e immediatamente utilizzabile. "Abbiamo riserve importanti e dobbiamo valorizzarle per rafforzare la sovranità energetica", ha spiegato. Allo stesso tempo, l'esecutivo conferma l'obiettivo di aumentare le rinnovabili fino al 38% della produzione elettrica, pur riconoscendo che, nel breve periodo, il gas resterà essenziale per garantire la stabilità del sistema energetico. La Banca Mondiale (Bm) prevede un rallentamento della crescita economica dell'America Latina dal 2,4% stimato per il 2025 al 2,1% nel 2026 nel contesto di un incremento dell'instabilità e della volatilità globali. È quanto si legge nell'aggiornamento del 'Panorama economico regionale' pubblicato in questi giorni in cui si proietta invece per il 2027 una crescita leggermente superiore del 2,4%. "Le prospettive di crescita moderate riflettono un contesto macroeconomico difficile, in cui gli elevati costi di finanziamento, la debole domanda estera e le pressioni inflazionistiche derivanti dall'incertezza geopolitica frenano gli investimenti privati e la creazione di posti di lavoro", si legge nel documento. In tale contesto risaltano le performance previste per le economie della Guyana (+16,3% nel 2026 e addirittura +23,5% nel 2027) e del Paraguay (+4,4% nel 2026 e +4,2%), mentre si confermano le persistenti difficoltà dei due giganti regionali a dinamizzare la loro crescita. Secondo la Bm il Brasile segnerà un +1,6% nel 2026 e un +1,8% nel 2027 mentre per il Messico si stima un +1,3 e un +1,7% rispettivamente, entrambi i Paesi al di sotto della media regionale. Il rapporto della Bm dedica inoltre un paragrafo a parte ai "progressi dell'Argentina" che, con una crescita stimata del 3,6% nel 2026 e del 3,7% nel 2027, si "distingue" nel panorama regionale. "L'Argentina si rivela come la principale eccezione poiché la stabilizzazione (macroeconomica) e le riforme hanno migliorato le aspettative e le condizioni finanziarie del Paese", afferma la Bm, sottolineando tra le diverse iniziative del governo ultraliberista di Javier Milei l'introduzione del Regime di incentivi sui grandi investimenti (Rigi).
A che serve la Nato
[La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora , tanto più ne avrà . Platone ] Donald Trump sta considerando seriamente il ritiro degli Usa dalla Nato: lo ha detto lo stesso presidente statunitense in un'intervista al Telegraph, definendo l'Alleanza "una tigre di carta".Donald Trump minacciò di interrompere la fornitura di armi all'Ucraina per esercitare pressioni sugli alleati europei affinché si unissero a una "coalizione dei volenterosi" per riaprire lo Stretto di Hormuz: lo scrive il Financial Times. Il mese scorso il presidente Usa chiese alla Nato di aiutarlo a riaprire lo stretto, ma fu respinto dalle capitali europee. Tre funzionari a conoscenza delle discussioni hanno affermato che Trump rispose minacciando di interrompere le forniture al Purl, l'iniziativa della Nato per l'approvvigionamento di armi all'Ucraina finanziata dai Paesi europei. Dopo la minaccia, e su sollecitazione del segretario generale della Nato Mark Rutte, un gruppo di paesi, tra cui i membri chiave dell'alleanza Francia, Germania e Regno Unito, ha rilasciato il 19 marzo una dichiarazione concordata in tutta fretta, in cui si affermava: "Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz". Uno dei funzionari informati sulle discussioni ha dichiarato: "È stato Rutte a insistere sulla dichiarazione congiunta perché Trump aveva minacciato di ritirarsi dal Purl e dall'Ucraina in generale. La dichiarazione è stata quindi redatta in fretta e altri Paesi si sono uniti in seguito perché non c'era abbastanza tempo per invitare tutti a firmare immediatamente." Donald Trump non può decidere unilateralmente l'uscita degli Stati Uniti dalla Nato. Una legge del 2024, spinta dagli allora senatori Tim Kaine e Marco Rubio, stabilisce infatti che qualsiasi decisione presidenziale in questo senso debba ottenere l'autorizzazione di due terzi del Senato o essere autorizzata tramite un atto del Congresso. Oltre a prevedere che il presidente non può decidere da solo il ritiro, nella sezione 1250A stabilisce che il commander in chief si deve consultare con le commissioni affari esteri di Camera e Senato "in relazione a qualsiasi iniziativa volta a ritirare gli Stati Uniti" dall'alleanza, e deve notificare alle commissioni "qualsiasi deliberazione o decisione" sul ritiro "il prima possibile, e in nessun caso oltre i 180 giorni prima di intraprendere il processo".Gli esperti ritengono però che Trump abbia delle vie per aggirare il Congresso e rivendicare la sua autorità assoluta sulla politica estera. Se Trump lo facesse, il Congresso potrebbe ricorrere alle vie legali. Negli anni la Corte Suprema ha riconosciuto che il potere legislativo svolge un ruolo nella politica estera ma ha anche chiarito, in via generale, che i conflitti istituzionali fra i vari rami del potere sono questioni che trovano la loro soluzione migliore attraverso il processo politico piuttosto che tramite l'intervento giudiziario. Inoltre, anche se i saggi dovessero decidere di esprimersi su un possibile caso di scontro non è chiaro chi potrebbe avere la meglio. Il Congresso non ha mai contestato direttamente e per vie legali un presidente che si è ritirato da un trattato. Inoltre la costituzione americana parla espressamente dell'autorità del presidente di negoziare trattati, senza però specificare i dettagli di un possibile passo indietro dagli accordi. Nel caso di un eventuale ritiro dalla Nato, infine, gli Stati Uniti giocano un ruolo complesso. Secondo l'articolo 13 del trattato, infatti, chi vuole lasciare l'alleanza può farlo un anno dopo la comunicazione trasmessa al governo americano, il quale informerà gli altri governi del deposito di notifica di denuncia. In pratica Washington dovrebbe notificare a sé stessa la sua uscita dal trattato. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in un’intervista a Fox News, ha messo in discussione il valore stesso della Nato, sostenendo che l’alleanza rischia di trasformarsi in una “strada a senso unico” se gli Stati Uniti non possono usare le basi militari in Europa o ottenere diritti di sorvolo quando ritengono in gioco i propri interessi nazionali. Rubio ha ricordato di essere stato da senatore “uno dei più forti difensori della Nato”, perché ne ha sempre riconosciuto “il grande valore”. Ma, ha aggiunto, quel valore non riguardava soltanto la difesa dell’Europa: “Dicevo anche che ci consentiva di avere basi militari in Europa che ci permettevano di proiettare potenza in diverse parti del mondo quando la nostra sicurezza nazionale era minacciata”. Le conseguenze economiche della guerra in Iran rischiano di essere "senza precedenti" e anche se l'impatto è ancora da valutare appieno, i dati "suggeriscono la possibilità di uno shock economico ai livelli del Covid nell'eventualità di una guerra prolungata". Lo riferiscono quattro capi economisti di punta interpellati dal Forum economico mondiale per valutare l'impatto della quasi-chiusura dello stretto di Hormuz e dell'escalation in Medio Oriente. Fra questi Saad Rahim, capo economista di Trafigura, secondo cui "se proseguono gli attuali livelli di sconvolgimento, "siamo davanti a qualcosa che non credo si sia mai visto prima". Secondo Rubio, se oggi si è arrivati “a un punto in cui l’alleanza Nato significa che non possiamo usare quelle basi, che di fatto non possiamo più servirci di quelle basi per difendere gli interessi dell’America, allora la Nato è una strada a senso unico”. Rubio ha lamentato il fatto che, se la Nato “si riduce semplicemente ad avere nostre truppe in Europa per difendere l’Europa”, ma “quando abbiamo bisogno del loro aiuto – e non stiamo chiedendo che conducano raid aerei – quando abbiamo bisogno che ci permettano di usare le loro basi militari, la loro risposta è no, allora perché siamo nella Nato?”. “Bisogna porsi questa domanda”, ha detto ancora, chiedendosi perché gli Stati Uniti abbiano speso “miliardi e miliardi di dollari centinaia di miliardi di dollari, nel corso degli anni, migliaia di miliardi di dollari” e mantengano forze americane dispiegate nella regione, se poi “nel momento del bisogno non ci è permesso usare quelle basi”. Da qui l’avvertimento politico: una volta concluso il conflitto in corso, ha affermato Rubio, “dovremo riconsiderare il valore della Nato e di quell’alleanza per il nostro Paese”, precisando che “alla fine questa è una decisione che spetta al presidente, e sarà lui a doverla prendere”. Il segretario di Stato ha comunque chiarito che gli Stati Uniti intendono prima “portare a termine il lavoro”, sostenendo di essere “molto, molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi su tutte le questioni”. Ma ha ribadito che, dopo la fine del conflitto, sarà necessario verificare “se questa alleanza, che per un certo periodo ha servito bene questo paese, stia ancora servendo quello scopo, oppure se sia ormai diventata una strada a senso unico in cui l’America si trova semplicemente nella posizione di difendere l’Europa, mentre quando abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri alleati, ci negano i diritti di usare le basi e ci negano il sorvolo”. Rubio ha concluso definendo queste questioni “domande molto legittime che dobbiamo porci” e aggiungendo che tutto questo “dovrà essere esaminato con grande attenzione dopo la fine del conflitto”.
IL GENIO DI PALERMO
[Che cos'è il tempo?Se non me lo chiedi lo so; ma se invece mi chiedi che cosa sia il tempo, non so rispondere. Agostino] Oltre alla straordinaria occasione di visitare Casa Savona e gli affreschi della Porta Ma’skar, e ai percorsi alla scoperta delle botteghe storiche, ritroveremo il Genio nell’arazzo settecentesco di Palazzo Comitini; si passerà dai sontuosi salotti di Villa Niscemi a quelli di Villa Boscogrande, tanto amati da Visconti; dagli affreschi ritrovati dell’ex Mulino Sant’Antonino (grandioso esempio di archeologia industriale, in corso di restauro) a quel capolavoro neoclassico che è il Politeama; al convento di Santa Maria del Gesù ai segreti delle Repentite; dall’affresco sopravvissuto di Palazzo Costantino alla chiesa di Sant’Euno e Giuliano diventata la “casa della memoria” di chi ha lasciato la propria terra, tramite l’installazione NOSTOS del documentarista Stefano Savona. Dai dipartimenti universitari sbucano la Gipsoteca di Architettura che custodisce un modello della Mole Antonelliana, e la collezione di 34 immense tavole ottocentesche usate da Giovan Battista Filippo Basile per insegnare agli studenti; del tutto inedito, lo spazio di ricerca come l’AIRH Lab di Scienze Umanistiche dove robot e Intelligenza artificiale dialogano con l’uomo. Ritornano gli amatissimi voli sulla città sul Piper cercando il Genio dall’alto, e si potranno contare a una a una le 5000 mattonelle di Stanze al Genio con Pio Mellina che aggiunge alla collezione un preziosissimo acquamanile del XVII secolo. Con i frati del convento di Santa Maria del Gesù, si cercherà il segno di San Benedetto il Moro, mentre sarà lo storico Pierfrancesco Palazzotto ad aiutare a distinguere le tombe nel cimitero monumentale. Dai semi alle essenze: Orto Botanico aprirà sia il semenzaio che il neonato laboratorio di distillazione (di solito aperti solo agli studiosi) per capire non solo da dove nasce ogni pianta, ma anche quali profumi possono esserne ricavati. Nelle cinque passeggiate tematiche, gli esperti saranno affiancati dalle guide turistiche tra meraviglie botaniche, tesori d’arte, collezioni scientifiche, vicoli e piazze, e tanta natura. Si cercheranno i creativi nei secoli, si ritroverà il mistero dei Beati Paoli, si parlerà di geni e truffatori, e dei “giustiziati” in tre secoli. Fuori porta nel verde: si salirà al castellaccio di Monreale e si raggiungerà l’affascinante contrada Agrifoglio.E poi, nel weekend successivo, dal 16 al 19 aprile, via alla quinta edizione del Festival “Il Genio di Palermo”, che consentirà di entrare per la prima volta in due gioielli: Casa Savona, lo scrigno Art Déco creato dall’artista visionario Gino Morici, rimasto intatto per quasi un secolo; e Porta Mazara, l’antica Ma’skar che custodisce ancora preziosi affreschi quasi sconosciuti. Altra novità di questa edizione, Le Vie del Commercio, festival nel festival, percorso dedicato alle botteghe e laboratori artigianali: dai maestri argentieri ai ceroplasti, ai liutai, dai pupi di Mimmo Cuticchio ai pittori di carretti, dalle carte alimentari trasformate in taccuini ai designer contemporanei ai gioiellieri della tradizione, dai maestri che intrecciano i vimini agli ebanisti, dai laboratori tessili alla sartoria sociale, dalla frutta secca ai sapori della gastronomia siciliana.
martedì 7 aprile 2026
Pedaggio per le navi a Hormuz?
[Una rondine non fa primavera. Aristotele, Etica] Il petrolio crolla con il cessate il fuoco. Il Wti arriva a perdere fino al 18% scendendo ben sotto i 100 dollari al barile a 93,03 dollari. Crolla il prezzo del gas in avvio con l'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, scendono di oltre il 19% a 43 euro al megawattora. Russia e Cina hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu su una risoluzione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il testo, sostenuto dagli Stati del Golfo e già ammorbidito rispetto alla richiesta iniziale di autorizzare l’uso della forza per proteggere la rotta marittima, ha ottenuto 11 voti a favore, 2 contrari e 2 astensioni. Dopo il voto, il ministro degli Esteri del Bahrein Abdullatif bin Rashid al-Zayani ha espresso “rammarico” a nome di Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Giordania. “Il mio Paese, il Regno del Bahrein – ha detto il ministro degli Esteri – e gli Emirati Arabi Uniti, il Regno dell’Arabia Saudita, lo Stato del Qatar, lo Stato del Kuwait e il Regno hascemita di Giordania esprimono il loro rammarico per il fatto che la risoluzione sottoposta oggi alla vostra attenzione non sia stata adottata. Il Consiglio non è riuscito ad assumersi le proprie responsabilità di fronte a una condotta illegale che richiede un’azione decisa”.La Marina dei Pasdaran ha minacciato, in un post su X, che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai più al suo stato precedente soprattutto per Usa e Israele", aggiungendo di star completando i preparativi per quello che ha definito un nuovo ordine regionale nel Golfo. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele. "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?", si è chiesto Pezeshkian, senza fare allusioni al cessate il fuoco che, secondo Donald Trump, Teheran ha chiesto agli Usa. Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars. Nel testo si afferma il "ruolo sovrano" dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare.
Minori mafiosi
[Puoi imparare una riga dalla vittoria e un libro dalla sconfitta.]In Sicilia è in calo il numero dei minori segnalati per rapina e associazione per delinquere, ma preoccupa l'incidenza per associazione di tipo mafioso, la più alta in Italia. Lo si evince dal rapporto (Dis)armati di Save the Children che prende in esame il primo semestre 2025, realizzato con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group Ets. Nei primi sei mesi del 2025 i minori denunciati o arrestati a livello nazionale per associazione mafiosa sono 46, a segnalare un possibile preoccupante aumento rispetto al 2024, quando sono stati 49. Dei 46, quasi la metà si registrano a Catania (15) e a Napoli (6).A Palermo aumentano i minori segnalati per estorsione (10 nel 2024, 8 nel primo semestre 2025, erano 3 nel 2014) mentre calano leggermente a Catania (passando da 12 nel 2014 a 10 nel 2024), sostanzialmente invariati a Messina (passando da 2 a 3 tra il 2014 e il 2024). Nelle tre città calano anche i reati di associazione per delinquere (3 a Catania nel 2024, erano 8 nel 2014; 2 a Palermo, erano 9 nel 2014; 0 a Messina, era 1 nel 2014) e per associazione mafiosa a Messina. Preoccupa l'aumento a Catania (15 nel primo semestre 2025, 3 nel 2024) e a Palermo (2 nel primo semestre 2025). Aumentano i minori denunciati o arrestati per porto d'armi a Palermo (46 nel 2024, 13 nel 2014) e Catania (16 nel 2024, 11 nel 2014), a Messina e Catania diminuiscono quelli per rapine (rispettivamente 8 nel 2024, erano 24 nel 2014 e 9 nel 2024 contro le 52 del 2014), mentre a Palermo si registra un leggero aumento (51 nel 2014, 56 nel 2024). In Sicilia tra il 2014 e il 2024 è diminuita l'incidenza di minori segnalati per rapina e per associazione per delinquere (per entrambi -0,18 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni) mentre è aumentata l'incidenza dei minori segnalati per lesioni personali (+0,57 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e porto d'armi (+0,41 ogni mille abitanti tra i14 ei 17 anni). Nella regione, l'incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,02 ogni mille abitanti nella stessa fascia d'età e di 0,1 ogni mille per associazione di tipo mafioso mafiosa, la più alta in Italia. Il viaggio compiuto da Save the Children per comprendere il fenomeno della violenza giovanile - con un'attenzione alla diffusione delle armi e al coinvolgimento dei minori nelle reti della criminalità organizzata - evidenzia come nell'ultimo decennio sia cambiata l'intensità e le modalità della violenza agita dagli adolescenti: più immediata, visibile, condivisa e amplificata anche attraverso i social media. Ma allo stesso tempo ci restituisce una "geografia della violenza" che mette in luce come le diverse tipologie di reati di natura violenta non abbiano una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale. Sono aumentate rapine, risse e lesioni personali, con un'efferatezza "apparentemente insensata" che nasconde fragilità emotive diffuse e un progressivo svuotamento affettivo. I minorenni denunciati o arrestati a livello nazionale per rissa registrano un aumento che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni, di cui 955 ragazzi, con un'incidenza maggiore in Molise (1,21 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni). Nel primo semestre 2025 sono 507 i minorenni segnalati, in linea con l'anno precedente. Le città metropolitane più coinvolte nello stesso periodo sono: Milano (33 minorenni segnalati), Genova (32) e Palermo (31).