[Non esiste indizio più infallibile di un cuore profondamente cattivo, della più bassa indegnità morale, che un tratto di pura e cordiale gioia del danno altrui. Arthur Schopenhauer] L'Idf ha colpito il Libano meridionale meno di un'ora dopo che l'Iran aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari contro Israele a condizione della cessazione degli attacchi, compresi quelli contro il Libano. Lo riporta l'agenzia libanese Nna rilanciata dalla Cnn. Secondo quanto riferito, Israele ha colpito i villaggi di Az-Zrariyah e Arabsalim, nel distretto di Nabatieh, e Kfar Tebnit, nel Libano meridionale. Nel frattempo, le sirene d'allarme sono risuonate nel nord di Israele, secondo l'Idf che ha aggiunto che tre proiettili sono stati sparati contro le forze israeliane nel sud Libano. "Il regime terroristico iraniano ha lanciato missili verso Israele, eravamo pronti. Il regime ha compiuto un grande errore decidendo di attaccarci nuovamente, scegliendo di nuovo il terrorismo. Il capo di stato maggiore in questo momento sta tenendo una valutazione della situazione per approvare i piani". Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effi Defrin. L'esercito israeliano afferma di aver sferrato "attacchi su larga scala" in Iran. Lo riferiscono diverse agenzia e media locali. In un comunicato dell'esercito si legge che le forze israeliane "hanno portato a termine una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano in diverse zone dell'Iran". "Poco fa, decine di caccia dell'Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell'intelligence dell'Idf, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano". Lo comunicano l'Idf, le Forze di difesa israeliane. "Recentemente, sistemi di difesa erano stati dispiegati in numerose aree dell'Iran per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa indebolite dall'operazione Il ruggito del Leone. L'attacco ha portato allo smantellamento di tali sistemi". Secondo Nournews, un organo di stampa affiliato al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, una potente esplosione si è udita nella zona occidentale di Teheran. Gli Usa hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell'accordo di cessate il fuoco dell'8 aprile: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, sostenendo che le azioni israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense. "Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli Stati Uniti", ha affermato Baghaei, aggiungendo che il Comando Centrale degli Stati Uniti sostiene Israele sia nelle operazioni offensive che difensive e che Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 8 giugno 2026
Una finta pace
[Bene qui latuit , bene vixit . Ovidio] Le sirene d'allarme stanno suonando a Tel Aviv per l'arrivo di missili dallo Yemen. È la prima volta dal mese di aprile. Il preallarme sui cellulari è scattato alcuni minuti prima delle sirene, milioni di persone sono nei rifugi. Donald Trump ha detto a Benjamin Netanyahu non reagire all'attacco missilistico iraniano e di concedere più tempo alla diplomazia. Lo riferiscono un funzionario americano e una fonte israeliana ad Axios che aveva già anticipato il messaggio del presidente Usa al premier israeliano. L’Iran ha annunciato di aver sospeso gli attacchi contro Israele, ma minaccia una nuova risposta se l’esercito israeliano continuerà la sua “aggressione” in Libano. “È annunciata la cessazione delle operazioni delle forze armate”, ha sottolineato il comando militare d’emergenza iraniano Khatam al-Anbiya in una dichiarazione diffusa dai media iraniani. “Tuttavia, si sottolinea che se l’aggressione e gli atti di malvagità continueranno, incluso nel sud del Libano, verranno adottate misure molto più severe e schiaccianti rispetto a prima”, ha aggiunto il comunicato. Su richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump Israele ha interrotto gli attacchi contro l’Iran. Lo riporta l’emittente Channel 12 citando un alto ufficiale israeliano. Secondo l’ufficiale, gli attacchi israeliani nel Libano meridionale continueranno a piena intensità nei prossimi giorni e ha avvertito che, se gli attacchi di Hezbollah contro le comunità israeliane dovessero persistere, Israele potrebbe estendere la sua risposta ai sobborghi meridionali di Beirut.Durante la guerra con l'Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d'élite in Azerbaigian, nell'ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per facilitare le operazioni contro l'Iran, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza dei fatti. Lo afferma la Cnn in un'esclusiva. Le forze operavano da diverse località nell'Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l'Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz. Unità speciali di commando hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni. Tra l’altro, fu al confine con l’Azerbaijan, nell’omonima provincia iraniana, dove morì l’ex presidente iraniano Ebrahim Raisi, il 19 maggio di due anni fa. Il suo elicottero era partito da Kofa Arahisi, al confine con l’Azerbaijan ed era diretto a Tabriz, quando, sorvolando la cittа di Jolfa, sempre al confine con lo stato caucasico ex Urss, fece perdere le sue tracce. A causa delle pessime condizioni atmosferiche, a bordo del quale c’era anche l’allora ministro degli esteri, Abdollahian che perse la vita insieme ad altri funzionari del governo e militari, si schiantò proprio al confine con l’Azerbaijan. Raisi si era recato in zona, per inaugurare, insieme al suo omologo azero Ilham Aliyev, la diga di Giz Galasi, la terza grande opera pubblica realizzata in collaborazione tra i due Stati sul fiume Aras, che scorre, tra gli altri paese, proprio in Azerbaijan e Iran.
domenica 7 giugno 2026
Torino contro Bibi
[Memento audere semper. D'Annunzio] È in programma a Torino domani un'iniziativa a sostegno dell'opposizione a Netanyahu "per una pace giusta e duratura fra due popoli e due Stati". "Di fronte al protrarsi della guerra in Medio Oriente e alla crescente crisi umanitaria e politica che investe l'intera regione, Sinistra per Israele - Due Popoli due stati promuove un'iniziativa pubblica di sostegno alle forze democratiche e progressiste israeliane in vista delle elezioni legislative previste in Israele nei prossimi mesi". Così, in un comunicato, Sinistra per Israele Due popoli due Stati. "Gli organizzatori sono convinti che il cambiamento della politica israeliana possa avvenire soltanto attraverso gli strumenti della democrazia e del confronto politico. Per questo ritengono importante sostenere quanti, in Israele, stanno lavorando per costruire un'alternativa all'attuale governo e per riaprire una prospettiva di dialogo, sicurezza e pace". "L'obiettivo dell'incontro - si legge - è rafforzare il sostegno alle forze democratiche, progressiste e liberali israeliane che si battono per un cambiamento politico nel proprio Paese e per la ripresa di un autentico processo di pace con i palestinesi. Una pace giusta e duratura potrà infatti affermarsi soltanto attraverso il rafforzamento delle forze democratiche e di pace, sia nella società israeliana sia in quella palestinese, nella prospettiva di due popoli e due Stati". Apriranno l'iniziativa Emanuele Fiano, presidente nazionale di Sinistra per Israele - Due Popoli Due Stati, e Mercedes Bresso, coordinatrice del Piemonte. Previsti gli interventi di Chen Arieli, vicesindaca di Tel Aviv e dirigente dei Democratici israeliani, Roberto Della Rocca, attivista dei Democratici Israeliani, e Samer Sinijlawi, esponente dell'impegno politico e civile palestinese per il dialogo e la convivenza. Annunciata la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti del Pd, di Azione, Italia Viva, Psi, Europa Radicale, Ora!.
Mondiali 2026
[Chi pensa è immortale , chi non pensa muore . Averroè] A pochi giorni dall'inizio dei Mondiali 2026, gli abitanti di Rua Luiz Villar, a Osasco, nella regione metropolitana di San Paolo, hanno rinnovato una tradizione che dura dal 1982. Domenica scorsa decine di residenti di tutte le età si sono riuniti per dipingere sull'asfalto 38 bandiere del Brasile lungo i 275 metri della strada, trasformandola in un grande omaggio alla Seleção. Per realizzare i disegni sono stati utilizzati circa 270 litri di vernice nei colori verde, giallo, blu e bianco. L'iniziativa, nata nei primi anni Ottanta, ha già accompagnato undici edizioni della Coppa del Mondo e viene finanziata dagli stessi abitanti attraverso una raccolta fondi porta a porta. I partecipanti si sono divisi in squadre incaricate di dipingere i diversi colori, mentre altri residenti hanno preparato cibo e bevande per i volontari. Tra hot dog, barbecue e musica, la giornata si è trasformata in una grande festa di quartiere. Secondo gli organizzatori, il valore dell'iniziativa va oltre il calcio. La tradizione, tramandata di generazione in generazione, rappresenta un momento di aggregazione che coinvolge figli, nipoti e nuovi residenti, rafforzando il senso di comunità in vista delle partite della nazionale brasiliana. I calciatori della nazionale iraniana impegnati ai Mondiali hanno ottenuto i visti per entrare negli Stati Uniti. Lo ha riferito un funzionario della Casa Bianca alla Reuters. L'ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, aveva dichiarato ieri sera che la squadra non aveva ancora ricevuto i visti Usa, a soli dieci giorni dalla loro prima partita a Los Angeles. Zohran Mamdani ha citato una celebre frase di Mario Balotelli durante un discorso in vista dei Mondiali 2026, definendo il calciatore italiano "uno dei più grandi attaccanti degli ultimi tempi". Con una certa sorpresa, il sindaco di New York ha ricordato il calciatore azzurro per spiegare il suo punto di vista: "Mario Balotelli, uno dei più grandi attaccanti degli ultimi tempi, una volta disse riguardo alle sue esultanze dopo un gol che 'quando segno, non esulto perché sto solo facendo il mio lavoro. Quando un postino consegna le lettere, forse esulta?'". Al che, Mamdani ha aggiunto: "Quando New York ospiterà un Mondiale organizzato, sicuro e che si svolgerà in modo fluido e senza intoppi, festeggeremo? No, perché staremo solo facendo il nostro lavoro". “I Mondiali saranno un momento di enorme emozione per la nostra città. Le nostre infrastrutture, le reti di trasporto e i piani di emergenza sono pienamente operativi”, afferma il sindaco di New York Zohran Mamdani a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali. Mamdani avverte i newyorkesi di evitare di guidare fino a Midtown Manhattan nei giorni delle partite e di preferire “una bicicletta, la metropolitana o una passeggiata”.Collettivi di madri alla ricerca di familiari scomparsi hanno protestato davanti al centro sportivo Utopia Mixhuca, nella capitale messicana, durante l'esposizione del trofeo dei Mondiali 2026.Le manifestanti hanno bloccato alcuni accessi alla struttura e parte del traffico sulla vicina Avenida Río de la Piedad per chiedere maggiore attenzione alla crisi delle sparizioni nel Paese. Le donne hanno esposto fotografie, striscioni e schede di ricerca delle persone scomparse, sollecitando più risorse per le indagini e progressi nei procedimenti relativi a oltre 6.000 casi aperti nella sola Città del Messico. La protesta si è svolta mentre le autorità cittadine, guidate dalla sindaca Clara Brugada, presentavano ufficialmente il trofeo dei Mondiali 2026. All'evento organizzato dalla Fifa hanno partecipato anche le ex stelle del calcio Roberto Carlos e Hugo Sánchez. Il trofeo originale della Coppa del Mondo resterà esposto gratuitamente al pubblico fino all'8 giugno presso il centro sportivo Utopia Mixhuca. Le manifestanti hanno denunciato l'assenza di risposte efficaci da parte delle istituzioni e chiesto il riconoscimento della gravità del fenomeno delle sparizioni forzate, che secondo i collettivi coinvolge oltre 133.000 persone in tutto il Messico. Ancora caos a Città del Messico a pochi giorni dall'inizio dei Mondiali di calcio: massicce proteste di insegnanti e giudici in pensione, chiusure stradali e lavori edili dell'ultimo minuto anche ieri hanno provocato forti disagi a milioni di residenti, costretti a subire lunghi ritardi e complesse deviazioni dei percorsi quotidiani. Con il Paese centroamericano sotto i riflettori internazionali, dato che l'11 giugno si giocherà la partita inaugurale dei Mondiali tra Messico e Sudafrica nel rinnovato stadio Azteca della capitale, sindacati dei docenti e di altri settori hanno organizzato marce e bloccato le principali vie di circolazione. I dimostranti hanno reso noto che le loro azioni, non legate al torneo, potrebbero intensificarsi se il governo della presidente Claudia Sheinbaum non prenderà in considerazione le loro richieste. In particolare, il sindacato di insegnanti Cnte chiede all'esecutivo di mantenere la promessa elettorale di abrogare una legge del 2007 che ha riformato il sistema pensionistico per i dipendenti del settore pubblico, nonché di concedere aumenti salariali. In caso contrario, non esclude nuove manifestazioni in occasione della partita inaugurale dei Mondiali.
#Niunamenos torna in piazza
[Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta:nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.Seneca] Migliaia di donne e non solo hanno gremito a Buenos Aires la piazza del Congresso in occasione dell'undicesimo anniversario dalla prima manifestazione del movimento di lotta alla violenza #Niunamenos (Non una di meno). La manifestazione si è svolta nel contesto di una forte commozione sociale per l'ultimo caso di femminicidio registrato nel paese al centro delle cronache dei media già da alcuni giorni, quello di una ragazza di 14 anni violentata e uccisa nella città di Cordoba presumibilmente da un uomo già condannato per un sequestro e un tentativo di violenza. Ma i marciapiedi della piazza antistante al Parlamento erano stati tappezzati anche con le foto delle decine di vittime di femminicidi degli ultimi anni, 200 dei quali si sono registrati solo nel 2025. "Ci vogliamo vive e libere", recitava lo striscione principale appeso alla cancellata, un reclamo che è stato rivolto principalmente al governo, accusato dal movimento di aver definanziato le politiche di genere e di relativizzare la figura penale del femminicidio. In questo contesto il movimento femminista chiede che venga dichiarata l'emergenza nazionale e l'attivazione di politiche mirate a contrastare la violenza di genere. Alla manifestazione hanno aderito anche i principali sindacati, il partito peronista, il partito radicale, i partiti di sinistra e le organizzazioni studentesche. Ci vogliamo vive e libere", recitava lo striscione principale appeso alla cancellata, un reclamo che è stato rivolto principalmente al governo, accusato dal movimento di aver definanziato le politiche di genere e di relativizzare la figura penale del femminicidio. In questo contesto il movimento femminista chiede che venga dichiarata l'emergenza nazionale e l'attivazione di politiche mirate a contrastare la violenza di genere. Alla manifestazione hanno aderito anche i principali sindacati, il partito peronista, il partito radicale, i partiti di sinistra e le organizzazioni studentesche.
Aerolinee siciliane deleted
[Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. Blaise Pascal] Il 31 maggio scorso doveva decollare Aerolinee Siciliane, ma più di un mese prima i voli dovevano essere da Catania e Palermo per Bergamo. poi altre destinazioni in Italia. Il sito è diventato una pagina con scritto che era in manutenzione. Poi più nulla. “Il progetto è finito ancora prima di cominciare”. È l’attacco dell’articolo. Il titolo invece è:Accuse e “timpuluni”, ecco perché il progetto della compagnia Aerolinee Siciliane è fallito ancor prima di decollare. L’ambizioso piano lanciato dal patron Crispino, con voli settimanali da Catania e Palermo verso Milano e Bergamo a prezzi calmierati, è naufragato. E adesso lo stesso fondatore vorrebbe mettere la società in liquidazione. Dossier ha appreso di un’assemblea “movimentata”, in cui uno dei soci è stato schiaffeggiato. Insomma, pare nulla di buono all’orizzonte.
A Londra E3
[Ogni anima è uno specchio vivente dell'universo. Leibniz]Volodymyr Zelensky è atterrato a Londra dove vedrà, nel formato E3, il Presidente della Francia Emmanuel Macron, il Cancelliere della Germania Friedrich Merz e il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer. "I nostri team hanno già svolto un lavoro sostanziale per preparare tutti gli incontri. Ora è importante discutere tutto e concordare le questioni chiave a livello dei leader. L'obiettivo principale è la nostra difesa nella guerra, una maggiore cooperazione per la sicurezza di tutta l'Europa nel settore della difesa aerea, e la nostra visione condivisa delle prospettive diplomatiche: l'Europa deve far parte delle negoziazioni e deve essere forte", ha scritto su X il presidente ucraino. "Ringrazio il Regno Unito e tutti i nostri partner che, attraverso passi concreti, ci stanno aiutando a rafforzare la protezione della vita e ad aumentare la pressione sulla Russia per la sua aggressione. La Russia deve porre fine alla sua guerra", ha aggiunto. Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di schierare armi nucleari in altri Stati membri della Nato in Europa, una mossa volta a rassicurare gli alleati sul fatto che la riduzione del supporto militare convenzionale non comprometterà le garanzie di sicurezza. Lo scrive il Financial Times. Secondo quanto riferito da alcune fonti, i paesi del fianco orientale della Nato, tra cui la Polonia e alcuni Stati baltici, si sono mostrati interessati a ospitare potenzialmente basi Dca, velivoli a duplice capacità in grado di effettuare attacchi nucleari. "Accolgo con grande favore il fatto che il presidente Zelensky abbia nuovamente avanzato una proposta di dialogo. Vorrei sottolinearlo: nuovamente. Non è la prima volta che offre al presidente russo di avviare colloqui diretti. Da parte europea non manca la volontà di dialogare. Ciò che manca è la disponibilità di Vladimir Putin". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al termine del vertice Ue-Balcani occidentali a Tivat, in Montenegro. "Domenica ci incontreremo a Londra nel formato E3", ha confermato il cancelliere, ritenendo "naturale" che gli europei "siedano al tavolo delle trattative in un formato di questo tipo". “Le élite europee stanno provocando un caos nel quale cercano di attrarre sempre più Paesi". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin all'inizio del suo intervento alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief).Influencer Maga dagli Usa, politici di estrema destra dalla Germania, ma anche imprenditori europei che continuano a lavorare in Russia o che vogliono esplorarne le potenzialità. Si è aperta a San Pietroburgo il Forum economico internazionale (Spief), un tempo noto come la Davos russa oggi vetrina delle nuove alleanze di Mosca, impegnata a sfatare l'immagine di un Paese isolato. Centinaia di capi di governo e top manager occidentali hanno partecipato allo Spief fino a quando l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 non ha innescato il boicottaggio occidentale dell'evento.Secondo gli organizzatori, quest'anno è prevista la partecipazione di rappresentanti di oltre 130 Paesi, con l'Arabia Saudita nazione ospite. Per la prima volta dopo diversi anni, sarà presente un funzionario del governo statunitense: Trump ha scelto Rodney Mims Cook Jr., a capo della Commissione Belle Arti, che sovrintende anche la costruzione della controversa nuova Sala da Ballo della Casa Bianca. Cook parteciperà agli eventi del Forum, tra cui la sessione intitolata ‘Russia-Usa: un dialogo culturale’. L'ondata di droni ucraini lanciata contro la Russia la notte scorsa ha "colpito navi e infrastrutture nel porto di Kronstadt", vicino San Pietroburgo. Lo riferiscono su Telegram le forze armate di Kiev, secondo le quali "l'entità dei danni è in fase di accertamento". Tra gli obiettivi colpiti figurerebbe la corvetta lanciamissili BoykiyIl presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che gli attacchi con droni ucraini che hanno colpito obiettivi energetici e militari a San Pietroburgo costituiscono una risposta “giusta” agli attacchi russi contro l’Ucraina. “Rispondiamo agli attacchi contro l’Ucraina. Ritengo che si tratti di attacchi giustificati. Hanno attaccato, e solo un giorno fa c’è stato un attacco massiccio. Abbiamo risposto di conseguenza. Ma guardate, colpiamo esclusivamente raffinerie di petrolio o obiettivi militari: obiettivi legittimi. Questo è ciò che fa l’Ucraina. Devono sapere che se usano droni e missili contro di noi, faremo lo stesso. Ed è solo questione di tempo prima che possiamo aumentare l’intensità delle nostre risposte”, ha affermato durante una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato Mark Rutte, in visita a sorpresa a Kiev.Budapest e Kiev hanno raggiunto l'intesa sui diritti della minoranza ungherese, aprendo la strada al via libera dell'Ungheria all'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Ue.Un'ondata massiccia di droni a lungo raggio ha colpito all'alba di oggi infrastrutture strategiche civili e militari a San Pietroburgo. L'attacco ha preso di mira in modo coordinato sia i grandi poli di stoccaggio energetico sia le strutture logistiche della Marina russa sul Mar Baltico. La traiettoria e la profondità dell'incursione confermano la crescita qualitativa della flotta di velivoli senza pilota sviluppata dall'industria bellica di Kiev. L'emergenza ha costretto l'autorità russe a disporre la sospensione di tutte le attività operative presso l'aeroporto internazionale di Pulkovo. Lo scalo cittadino è rimasto bloccato per oltre due ore, interrompendo l'arrivo dei delegati internazionali e dei diplomatici attesi per il Forum Economico Internazionale. L'azione di forza ha coinciso con l'inaugurazione dell'evento, noto come la "Davos russa", che rappresenta la principale vetrina commerciale voluta dal presidente Vladimir Putin nella sua città natale. L'attacco non ha avuto soltanto una valenza logistica, mirata a indebolire le entrate economiche che alimentano il bilancio bellico del Cremlino, ma ha colpito l'immagine pubblica di stabilità che Mosca intendeva proiettare sul piano internazionale. La presenza di fumo all'orizzonte mentre i leader stranieri e gli investitori facevano il loro ingresso ai panel del forum rende evidente come la profondità operativa di Kiev sia ormai in grado di lambire i centri di potere più protetti della Russia. Dal punto di vista della propaganda interna, il colpo è durissimo: San Pietroburgo è considerata la seconda capitale del Paese, un centro urbano finora rimasto ai margini della percezione quotidiana del conflitto a causa della sua enorme distanza geografica dalla linea del fronte. Nelle stesse ore in cui i droni colpivano il Baltico, le autorità filorusse della regione di Donetsk hanno segnalato un attacco d'artiglieria che ha centrato un autobus passeggeri in servizio civile, provocando la morte di 7 persone e il ferimento di altre 11. Il ministero della Difesa russo ha condannato i raid sulle proprie infrastrutture energetiche, qualificandoli come "atti terroristici" volti a colpire installazioni civili e minacciando dure ritorsioni militari sulle infrastrutture strategiche ucraine nelle prossime ore. Lo ha annunciato il premier ungherese Peter Magyar, a margine della sua missione a Parigi. "Abbiamo raggiunto un accordo completo con l'Ucraina per ampliare i diritti linguistici, educativi, culturali e politici della minoranza ungherese", ha detto Magyar in un video su Facebook, indicando che il passo consentirà al suo governo di sostenere l'apertura del primo cluster negoziare di Kiev, pur escludendo il sostegno a un iter accelerato.In visita a Kiev oltre al segretario generale Mark Rutte c'è tutto il Consiglio Atlantico, ovvero i rappresentanti permanenti dei 32 alleati (o i vice) e il presidente del comitato militare della Nato Giuseppe Cavo Dragone. "Si tratta di un forte messaggio dell'Alleanza all'Ucraina", spiega un'alta fonte alleata, peraltro dopo l'aspra recrudescenza di attacchi da parte russa. "Oggi la presidenza cipriota ha avviato i preparativi per l'apertura formale del primo capitolo ('cluster') nei negoziati di adesione dell'Ucraina e della Moldavia. Questo evento segna una tappa fondamentale nel loro percorso di integrazione europea e invia un messaggio forte di unità e determinazione da parte dell'Ue. Nei prossimi giorni continueremo a lavorare con impegno per portare a termine le discussioni in seno al Consiglio in vista dell'apertura formale del gruppo tematico". Lo annuncia la presidenza di turno cipriota dell'Ue.