[La religione deve insegnare all’uomo a vivere una vita virtuosa, e la scienza è la via per comprendere il mondo. Baruch Spinoza] L’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge García Cuerva, ha anticipato oggi alcuni dettagli dell'intensa agenda del Papa Leone XIV durante la sua visita in Argentina nelle giornate dell'8, 9 e 10 novembre. Al termine di una riunione con rappresentanti del governo e inviati della Santa Sede, Cuerva ha confermato che "domenica 8 novembre, il Pontefice - come capo di Stato - verrà ricevuto dal presidente Milei, renderà omaggio al monumento al generale José de San Martin e terrà un incontro con il corpo diplomatico accreditato in Argentina nel Palacio Libertad". A partire da lunedì 9, ha spiegato l'arcivescovo "avrà inizio la visita pastorale del Papa con la visita dapprima all'istituto Cottolengo di Claypole, seguita da una messa aperta ai fedeli presso lo spiazzo del Monumento agli Spagnoli, lungo la Avenida del Libertador, nel centro di Buenos Aires". Nella stessa giornata, ha aggiunto, "il Papa terrà un incontro ecumenico ed interreligioso presso il Palazzo San Martin, sede del ministero degli Esteri, e successivamente anche una riunione sul tema dell'Enciclica 'Magnifica Humanitas' con esponenti del mondo del lavoro (sindacati, imprenditori e organizzazioni sociali) presso la sede dell'Università Cattolica". La giornata si concluderà quindi con un incontro con i vescovi argentini nella Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires. Secondo quanto ha precisato Cuerva, martedì 10 il papa si recherà quindi a Cordoba dove pure terrà una messa aperta ai fedeli per fare ritorno di nuovo a Buenos Aires dove parteciperà a una 'vigilia' sempre presso il Monumento agli Spagnoli. Mercoledì 11, l'agenda di Leone XIV prevede infine l'ultima messa nella Basilica di Lujan e anche una visita nel carcere di Devoto.
OTTOBRE ROSSO
mercoledì 30 settembre 2026
La cocaina vale più del petrolio
[Dobbiamo divenire islandesi nel calcio, israeliani nella difesa della nostra terra, giapponesi nella tecnologia, svizzeri nella convivenza felici a prescindere da qualsiasi diversità.VOLODYMYR ZELENSKY] La cocaina ha superato il petrolio per valore generato dall'economia criminale colombiana. Nel 2024 il valore lordo dell'economia illegale della cocaina ha raggiunto 16,5 miliardi di dollari, contro i 15 miliardi delle esportazioni petrolifere, secondo uno studio dell'Università Eafit di Medellín. La cifra equivale al 4,4% del Pil colombiano. Il dato misura il valore lordo generato dalla filiera della cocaina controllata dalle organizzazioni criminali colombiane e non il valore finale della droga sui mercati esteri. Secondo proiezioni citate da The Economist, la Colombia è inoltre responsabile di circa il 70% dell'offerta mondiale di cocaina. Lo studio evidenzia una crescita senza precedenti dell'economia criminale: la produzione è passata da meno di 300 tonnellate nel 2013 a circa 3.000 tonnellate nel 2024, mentre il peso sul Pil è salito dallo 0,8% al 4,4% in dieci anni. Il carbone, con 7,1 miliardi di dollari, è la terza voce, seguito dall'oro.
Mattatoio Messico
[La resistenza ucraina passerà alla storia della guerra. Questo è un luogo in cui l’esercito russo e i suoi comandanti si sono mostrati completamente come sono:incompetenti, in grado di spingere semplicemente il loro popolo al massacro. VOLODYMYR ZELENSKY] Sono otto i giornalisti e comunicatori uccisi in Messico dall'inizio dell'anno, quasi uno al mese. L'ultimo è Ricardo Zúñiga Rosas, fotografo e creatore di contenuti, assassinato a colpi d'arma da fuoco sabato sera nello Stato di Puebla. Secondo l'organizzazione Artículo 19, Zúñiga Rosas aveva denunciato di aver ricevuto minacce dopo aver pubblicato fotografie e commenti critici sull'amministrazione municipale, in particolare sulla gestione di una discarica che negli ultimi anni è stata teatro di diversi incendi. Il fotografo è stato raggiunto da colpi al torace mentre si trovava nel suo negozio a Tehuitzingo ed è morto poco dopo in ospedale. Artículo 19 ha chiesto alla procura di Puebla un'indagine "pronta, esaustiva, indipendente e imparziale", includendo tra le ipotesi anche un movente legato alla sua attività giornalistica. Lo Stato di Veracruz è quello con il bilancio più pesante, con tre giornalisti uccisi quest'anno. Secondo Artículo 19, nel 2025 in Messico sono state registrate 451 aggressioni contro la stampa, oltre a sette omicidi, una scomparsa e otto tentati omicidi. L'organizzazione considera il Messico il Paese più letale della regione per esercitare il giornalismo. Le autorità federali messicane hanno arrestato tre persone a Sabinas Hidalgo, nello stato di Nuevo León, mentre trasportavano un arsenale proveniente dal Texas destinato alle organizzazioni criminali. Il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, ha comunicato che sull'autostrada Nuevo Laredo-Monterrey sono stati intercettati 195 fucili e 15 pistole, oltre a numerosi caricatori. L'operazione è il risultato di un'indagine di intelligence condotta dalla Procura generale, dall'Esercito e dalla Guardia Nazionale per smantellare le rotte del contrabbando transfrontaliero. L'esponente governativo ha colto l'occasione per evidenziare i risultati complessivi ottenuti finora dall'amministrazione della presidente Claudia Sheinbaum. "Sono oltre 30.000 le armi che non arriveranno più nelle mani dei cartelli né saranno utilizzate per generare violenza in Messico", ha dichiarato Harfuch. Il ministro ha inoltre aggiunto che "la responsabilità condivisa impone di frenare il traffico di droga verso gli Stati Uniti, ma anche di fermare, con la stessa fermezza, il flusso di armi dagli Stati Uniti verso il Messico".
10 paesi alle urne
[Per tutta la vita ho visto politici che si vantavano della loro povertà, di come sono sorti dal nulla, quanto poveri fossero i loro genitori e i loro nonni. E mi sono detto, se sono rimasti poveri per così tante generazioni, forse questo non è il tipo di persona che vorremmo eleggere come alto funzionario. Quanto possono essere intelligenti? Sono degli idioti. C’è una percezione positiva della povertà da parte degli elettori.] L'Unione europea si appresta ad entrare in un anno elettorale che definirà il suo destino. Fra pochi mesi gli equilibri nel Consiglio Ue, dove si decidono i dossier e dove nel voto a maggioranza qualificata pesa anche la popolazione, e nel Consiglio europeo dove i leader decidono l'indirizzo politico, potrebbero essere del tutto diversi da come li conosciamo oggi. Saranno dieci, infatti, Paesi membri che andranno alle urne, a partire dall'Italia. Il 3 ottobre la Lettonia eleggerà il nuovo Parlamento. Il premier Andris Kulbergs, subentrato al governo di centrosinistra di Evika Siliņa, parte favorito, ma il sistema proporzionale e la frammentazione politica rendono improbabile un governo monocolore. Il 25 ottobre è la volta della Bulgaria, alle prese con una lunga instabilità politica, dovrà scegliere il nuovo presidente. Sarà una verifica del nuovo equilibrio creato dalla vittoria parlamentare di Rumen Radev, che ha avvicinato Sofia alle posizioni di Mosca, fermando gli aiuti militari a Kiev. Nella piccola repubblica baltica, le elezioni estoni del 7 marzo 2027 potrebbero provocare un netto cambio di maggioranza; Il premier Kristen Michal guida una coalizione liberale composta dal Partito riformatore e da Eesti 200. I sondaggi danno in testa il partito conservatore Isamaa (Ppe). Nella vicina Finlandia si voterà il 18 aprile: i socialdemocratici dell'SDP guidati da Antti Lindtman puntano a scalzare la coalizione di centrodestra guidata dal premier popolare Petteri Orpo. Il 18 aprile è il primo vero appuntamento cruciale. I francesi saranno chiamati a scegliere il loro presidente. Marine Le Pen, che l'ha spuntata sul giovane Jordan Bardella, correrà per la quarta volta sotto le insegne del Rassemblement National. I sondaggi la vedono avanti rispetto ma molto dipenderà dalle aggregazioni dei centristi e dal ballottaggio, a cui punta il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon. Nel 2027, probabilmente in primavera, sono previste le elezioni legislative in Grecia, annunciate dal premier Kyriakos Mitsotakis per la primavera. La data non è ancora stabilita. I sondaggi danno in testa il partito del premier uscente Nuova Democrazia (Ppe), che stacca di molto Elas-Alleanza della sinistra di Alexis Tsipras e il Pasok. Entro il 22 agosto la Spagna dovrà rinnovare il Parlamento. Il leader di riferimento dei socialisti europei, Pedro Sánchez, potrebbe andare incontro a una brutta sconfitta e lasciare il posto a un'inedita maggioranza dei popolari del PP con i sovranisti di Vox (Patrioti). Le elezioni legislative slovacche sono attese entro il 28 settembre. La data non è ancora stata fissata. Il confronto principale oppone lo Smer-SD del premier filorusso Robert Fico a Slovacchia Progressista (Renew) di Michal Šimečka. I sondaggi danno un esito incerto. Varsavia andrà alle urne entro l'11 novembre. La coalizione europeista di Donald Tusk avrà una destra in crescita, che arriva però al voto divisa in quattro blocchi: il PiS, spostato su posizioni sempre più radicali, il nuovo progetto dell'ex premier Mateusz Morawiecki, gli estremisti di Konfederacja e della Confederazione della Corona polacca.
Cresce cantina Psagot
[Chì va è volta, bon' viaghju faci. Chi va e viene, ha fato buon viaggio.] Alla cantina Psagot, nella zona industriale israeliana di Shaar Binyamin, in Cisgiordania occupata, operai e soldati tra bottiglie e casse pronte per la spedizione. Il proprietario Yaakov Berg respinge il blocco degli scambi con gli insediamenti israeliani deciso da dodici Paesi, tra cui Regno Unito, Canada e Francia, dopo l’aumento delle violenze dei coloni contro i palestinesi. Israele ha reagito ordinando la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme, l’espulsione dei rappresentanti di Londra da un centro che segue il cessate il fuoco a Gaza e il divieto d’ingresso per dodici cittadini britannici, in gran parte parlamentari. Berg sostiene che le sanzioni non fermeranno un’azienda passata in vent’anni da 3.000 a oltre un milione di bottiglie. “Non ci farete cambiare per qualche dollaro – dice Yaakov Berg, proprietario della cantina Psagot – siamo venuti nella nostra patria, è difficile vivere qui e crediamo in quello che facciamo. Non siamo venuti qui per qualche dollaro, quindi non ce ne andremo per qualche dollaro”. “Vi prometto – prosegue – che raddoppieremo le vendite in Inghilterra e in tutto il mondo. Ho avviato la cantina vent’anni fa. Qui abbiamo cominciato con 3.000 barili, 3.000 barili. Ora ne produciamo più di un milione. E siamo stati boicottati fin dal primo giorno, con la gente che diceva che non avrebbe comprato. Questa è la realtà. Non abbiamo paura”. “Prenderemo tutti i nostri soldi, ministro degli Esteri – dice riferendosi al Regno Unito – e li investiremo nella terra. Coltiveremo altra uva, costruiremo altre case e resteremo qui. Saremo nella nostra patria e la nostra patria prospererà”.
7 miliardi per la Lettonia
[Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti. L’efficacia di una democrazia si misura in parte dal modo in cui essa riesce a difendere i diritti dei propri cittadini, riconoscendo che ciascuno di essi è una parte indispensabile della società civile.VOLODYMYR ZELENSKY] La Lettonia chiede all'Unione europea 7 miliardi di euro aggiuntivi nel prossimo bilancio pluriennale per compensare l'aumento delle spese per la difesa e le conseguenze economiche della rottura dei legami con la Russia. Lo ha dichiarato il premier lettone Andris Kulbergs a Politico.eu, a meno di due mesi dalle elezioni politiche nel Paese, il 3 ottobre. Secondo Kulbergs, i fondi dovrebbero arrivare dal futuro Fondo europeo per la competitività e aggiungersi alle altre risorse Ue destinate al Paese. La somma richiesta equivale a quasi la metà dei 15,12 miliardi di euro che Riga prevede di spendere per la difesa nello stesso periodo. "Stiamo portando il nostro deficit di bilancio al massimo e con quel debito stiamo pagando la difesa di tutta l'Europa", ha affermato, sottolineando che una parte consistente della spesa lettone per gli armamenti torna nelle economie dell'Europa occidentale attraverso acquisti da Germania, Francia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi. "Alimentiamo le loro economie", ha aggiunto. La questione dei costi sostenuti dalla Lettonia nel confronto con Mosca sta emergendo anche nella campagna elettorale, segnala Politico.eu. Ainars Slesers, imprenditore populista il cui partito siede nel gruppo dei Patrioti per l'Europa, ha sostenuto che Riga dovrebbe chiedere compensazioni quando appoggia le sanzioni Ue contro la Russia. Pur condannando l'invasione russa e sostenendo la prosecuzione degli aiuti all'Ucraina, Slesers ha affermato che il costo economico non può essere considerato illimitato. "Stiamo perdendo soldi. Parliamo di come sostenere l'Ucraina, ma siamo una vittima", ha detto a Politico.eu. Alla domanda se la Lettonia potrebbe arrivare a non sostenere il rinnovo delle sanzioni, Slesers non ha minacciato esplicitamente un veto ma non lo ha neppure escluso: "Non voglio parlare ora di veto, credo che troveremo una soluzione pacifica". Politico segnala che Kulbergs, esponente del centrodestra, è in testa nei sondaggi, e non ha escluso un'intesa di governo con Slesers, il cui partito è dato al terzo posto. Gli Stati membri dell'Ue hanno raggiunto livelli di spesa per la difesa "senza precedenti" negli ultimi 30 anni. Lo si evince dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall'Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell'Ue. Secondo gli ultimi dati la spesa per la difesa tra i 27 ha raggiunto "i 418 miliardi di euro nel 2025", pari al 2,2% del PIL dell'Ue, e potrebbe arrivare "fino a 547 miliardi di euro entro il 2029". Il rapporto viene presentato oggi al Coreper.
Myday Flydubai
[Il popolo russo dovrà scegliere che sentiero intraprendere. Tutti i cittadini russi che non hanno perso il loro onore possono protestare contro la guerra in Ucraina.VOLODYMYR ZELENSKY] Una lite tra i piloti sarebbe all'origine dell'allarme scattato su un volo Flydubai diretto da Dubai a Tel Aviv. Secondo le prime informazioni, il pilota è di origine russa e il copilota di origine ucraina. L'aereo, con circa 150 persone a bordo, ha trasmesso per alcuni istanti il codice 7500, utilizzato per segnalare un possibile dirottamento o un atto di interferenza illecita, facendo scattare le procedure di sicurezza israeliane. Parlando con Yedioth Ahronot, alti funzionari del settore aeronautico israeliano riferiscono che non è ancora stata esclusa l'ipotesi di un incidente di sicurezza a bordo del volo FlyDubai da Dubai all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Secondo una prima valutazione, uno dei piloti avrebbe tentato di provocare uno schianto, ma l'altro sarebbe riuscito a sventare il tentativo con l'aiuto di alcuni passeggeri israeliani. Fonti israeliane riferiscono che è in corso un'indagine per accertare le cause dell'incidente sul volo Flydubai: cresce il sospetto che dietro il presunto dirottamento si nasconda un tentativo di suicidio da parte di uno dei piloti. Le autorità stanno anche valutando se il movente fosse quello di far schiantare l'aereo in un attacco terroristico. Lo riferisce Yedioth Ahron. La compagnia aerea FlyDubai ha ufficialmente annunciato che "i piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza. Non si è trattato di un incidente di sicurezza". Lo riferisce Channel 12 in relazione all'emergenza scattata sul volo Dubai-Tel Aviv e che successivamente è atterrato in Arabia Saudita. Secondo Ynet e il Times of Israel, che citano fonti della sicurezza israeliana, il codice sarebbe stato attivato proprio in seguito al diverbio tra i due piloti. L'allarme aveva inizialmente fatto temere un possibile dirottamento: due caccia dell'Aeronautica militare israeliana sono decollati d'urgenza per intercettare il velivolo. Il volo FZ 1073 aveva prima trasmesso il codice transponder 7700, che indica una situazione di emergenza, e poco dopo il 7500. L'aereo aveva inoltre ridotto la quota e modificato la propria rotta, dirigendosi verso l'Arabia Saudita invece che verso l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Il velivolo è poi atterrato all'aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. Una fonte della sicurezza citata da Ynet ha precisato che non vi erano informazioni confermate su un effettivo dirottamento e che il segnale di emergenza era stato attivato dal pilota.L'episodio ha fatto scattare l'allarme ai vertici della sicurezza israeliana. Secondo i media locali, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno convocato una riunione urgente sulla situazione. Un passeggero del volo FlyDubai in emergenza questa mattina mentre era diretto a Tel Aviv ha raccontato a Channel 12 che il copilota ha accoltellato ripetutamente il comandante con un coltellino. Diversi membri dell'equipaggio e passeggeri sono riusciti ad aprire con la forza la porta della cabina di pilotaggio e a immobilizzare il copilota. "Solo i passeggeri israeliani sono intervenuti. Ci sono persone con le magliette completamente ricoperte di sangue", ha detto. Noa, un'altra passeggera che si trovava sul volo, ha raccontato: "È stato molto angosciante. Abbiamo capito che il pilota era stato accoltellato e l'aereo ha iniziato a precipitare. L'aereo ha cominciato a muoversi da una parte all'altra. Abbiamo capito che i piloti avevano perso il controllo perché uno di loro era stato accoltellato. L'aereo è sceso rapidamente ed è stato davvero spaventoso", ha aggiunto.