[Tu sei un regalo del destino, una di quelle coincidenze che rendono la vita degna di essere vissuta.Daniel Glattauer] Il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando funzionari Usa. La direttiva non indicava una data specifica per l'avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive. Tuttavia, fonti di Usa e Israele hanno affermato che l'azione potrebbe avvenire prima delle midterm di novembre e, forse, prima delle elezioni israeliane di una settimana prima. Nel mirino, obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. La ripresa del conflitto nelle prossime 3 o 4 settimane potrebbe influenzare le elezioni di metà mandato Usa, in parte a causa del possibile aumento dei prezzi del petrolio. "Il compito del Dipartimento è elaborare e presentare opzioni militari al Presidente", ha dichiarato un funzionario del Pentagono ad Axios. Mentre un altro della Casa Bianca ha affermato che Trump ha tutte le opzioni a disposizione in qualsiasi momento: "gli Stati Uniti si trovano in una posizione di grande forza, controllando lo Stretto di Hormuz mentre l'economia iraniana sta collassando" e "il presidente ha in mano tutte le carte e farà ciò che è meglio per gli Stati Uniti".Venerdì, il team per la sicurezza nazionale di Trump si è riunito a Camp David per diverse ore allo scopo di discutere di guerra e altre questioni. Un funzionario israeliano ha detto che parte della riunione è stata dedicata alla possibile ripresa di operazioni di combattimento su larga scala in Iran. Dopo l'incontro, il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che la discussione è stata riservata a pianificare la politica estera a "lungo termine", con lo stallo negoziale Usa-Iran.Trump ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Si è trattato della loro seconda conversazione in pochi giorni, dopo un lungo periodo di scarso contatto. Un funzionario Usa ha riferito che i due hanno discusso di "memoria e rispetto per le vittime del massacro del 7 ottobre". Qualora dovessero riprendere le operazioni di combattimento su larga scala, è molto probabile che possa vedere Stati Uniti e Israele agire in tandem, con la partecipazione diretta delle forze armate israeliane. Una nuova escalation - o anche solo un inasprimento della tensione o dello stato di emergenza - potrebbe avvantaggiare Netanyahu sul piano politico, impedendo agli avversari di attaccarlo nella fase conclusiva della campagna elettorale.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 8 ottobre 2026
Donaldo in trincea
Renatino non sapeva?
[La bellezza non è che una promessa di felicità. Stendhal] Terminata la riunione della giunta regionale siciliana. Sono stati approvati i punti all'ordine del giorno. Il presidente Renato Schifani non ha fatto alcun riferimento a sue dimissioni dopo la crisi aperta con vertici di Forza Italia per il dietrofront del partito sulla sua ricandidatura per il secondo mandato. Avrebbe costretto aviapartner a rinviare i festeggiamenti nelle varie Prima Vista Lounge a data da destinarsi, i cornetti vuoti nel frattempo sarebbero stati messi da parte, così, al momento dell’uso, dovrebbero essere più stagionati. Recenti inchieste della magistratura hanno coinvolto esponenti e vertici politici della Regione Siciliana e dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS), con indagini per corruzione, peculato e truffa collegate alla gestione di incarichi, autorizzazioni e fondi pubblici. Ovviamente renatino non sa nulla, troppo occupato a controllare i cornetti vuoti delle Lounge di aviapartner in Italia, gli è sfuggita la questione morale. La giunta regionale siciliana ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione. Il provvedimento, illustrato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è frutto di un lavoro avviato da tempo insieme all'assessore all'Economia, Alessandro Dagnino. "Il risanamento morale delle istituzioni è una responsabilità che la politica deve assumersi fino in fondo - dice Schifani. I recenti fatti di cronaca giudiziaria rendono ancora più urgente rafforzare la prevenzione. Chi decide per conto dei cittadini deve rispondere delle proprie scelte e rendere conoscibili i rapporti con chi rappresenta interessi privati. Vogliamo tutelare l'interesse pubblico e consolidare la fiducia dei siciliani". Il testo prevede l'istituzione, presso la segreteria generale della Presidenza, di un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi, con l'indicazione dei soggetti per cui operano, degli interessi rappresentati e della natura degli incarichi. Un'Agenda pubblica indicherà partecipanti, finalità e procedimenti interessati dagli incontri, da registrare entro cinque giorni, con altri cinque giorni per le verifiche delle strutture regionali. Gli obblighi riguarderanno anche il presidente, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con compiti istruttori, consultivi o valutativi. La novità centrale - dice La Regione siciliana - è la tracciabilità delle interlocuzioni sulle singole pratiche: autorizzazioni, concessioni, contributi, finanziamenti e agevolazioni. Dovranno essere documentati anche i contatti informali sull'ordine di trattazione, sui tempi di definizione, sull'assegnazione dei fascicoli, sulla scelta degli istruttori, sulle valutazioni tecniche e sull'esito dei procedimenti. Gli incontri dovranno svolgersi attraverso canali istituzionali e lasciare traccia nel fascicolo amministrativo. Anche le comunicazioni rilevanti ricevute per altre vie saranno acquisite agli atti. Per i rappresentanti di interessi che violano le disposizioni sono previsti, in base alla gravità, il richiamo scritto, la sospensione o la cancellazione dal Registro. La Procura di Palermo ha chiesto misure cautelari (arresti) per nove persone nell'ambito di un'indagine su presunte tangenti legate al rilascio di autorizzazioni per progetti industriali ed energetici. È stata chiesta l'apertura di un processo per il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e altri imputati (tra cui dipendenti e collaboratori) per ipotesi di reato che includono corruzione, peculato, truffa e falso ideologico, legate a un presunto sistema di scambi di favori e incarichi. Altre inchieste della Procura di Palermo hanno riguardato a vario titolo figure di primo piano della politica regionale, come l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, coinvolto in accertamenti su corruzione e turbativa d'asta, e altri deputati o funzionari regionali. "Schifani deve dimettersi? Certamente ha una responsabilità politica e deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase che, tra l'altro, ci avvicina ormai al voto. Le sue responsabilità devono essere giudicate dal popolo e dai cittadini che hanno affidato a lui il compito di governare questa Sicilia. Il rischio è che il governo di questi anni ci riporti drammaticamente al passato peggiore che questa terra abbia mai vissuto. La vicenda che è esplosa è assai grave, soprattutto perché reiterata da diversi episodi di corruzione da parte dei vertici più importanti di questa regione". Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente dell'Antimafia regionale, parlando con i giornalisti a margine delle commemorazioni in occasione del 40esimo anniversario dall'uccisione di Claudio Domino a Palermo. "Cosa ne penso del caso Armao? Tutto il male possibile - ha proseguito - Purtroppo le istituzioni, e la macchina pubblica in generale, stanno dando il peggiore volto di sé, aldilà degli aspetti connessi a episodi di reato, che sono da dimostrare con tutte le garanzie del caso. È evidente però che, in questi anni, si è abbassata la soglia di percezione e di ruolo pubblico da parte di tutte le istituzioni, perché sono troppi gli episodi che si sono ripetuti in questi ultimi anni e c'è una grave responsabilità politica, innanzitutto, da parte di chi dirige le istituzioni. Io penso che la Regione, rispetto a tutto questo, stia pagando un prezzo altissimo a causa di un abbassamento della tensione morale, che è fondamentale anche per supportare il buon governo", ha concluso Cracolici.
mercoledì 7 ottobre 2026
L’ultimo democristiano
[Se nel mondo non c'è amore faremo un altro mondo, e lo circonderemo di mura massicce e lo arrederemo con interni rossi e soffici, e gli forniremo un battaglio che suoni come un diamante caduto nel feltro di un gioielliere in modo che non lo sentiamo mai. Amami perché l'amore non esiste e io ho provato tutto ciò che esiste. Jonathan Saran Foer] Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, avrebbe convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d'Orleans, in cui potrebbe rendere note le sue dimissioni. Era ora renatino. All'ordine del giorno della giunta vi sono i "provvedimenti più urgenti". "Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Minardo, commissario di Forza Italia nell'Isola, ieri aveva sostenuto che "in Sicilia occorre una proposta politica completamente nuova" parlando con i segretari provinciali del partito, riuniti a Palermo a porta chiuse, e facendo un'analisi politica anche alla luce del nuovo caso giudiziario che ha coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura ha chiesto l'arresto per corruzione, e che ha costretto l'avvocato a dimettersi da consigliere giuridico del governatore. A caldo il governatore della Sicilia Renato Schifani ieri aveva smentito le voci di dimissioni circolate nel pomeriggio dopo quanto era filtrato durante la riunione convocata dal commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo con i segretari provinciali del partito: "Occorre una proposta politica completamente nuova nell'Isola".A distanza di 24 ore, adesso il presidente della Regione apre uno scenario pieno di incognite: "Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve".Ad infiammare il clima dentro Forza Italia è stato l'ennesimo caso giudiziario nella maggioranza di centrodestra. A essere coinvolto questa volta è stato Gaetano Armao per il quale la Procura ha chiesto l'arresto per corruzione contestandogli di avere preso mazzette quando era a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione siciliana su eolico e fotovoltaico, mandato che era scaduto all'inizio di agosto. Armao, che aveva un ufficio anche nel Palazzo della presidenza che è stato perquisito, si è subito dimesso da consigliere giuridico del governatore. Nel quartier generale romano, secondo quanto si apprende, non è piaciuta la reazione di Schifani alla richiesta di arresto: "Per quanto riguarda l'inchiesta su Armao mi rifaccio alle parole del procuratore de Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l'attività del governo regionale". Intanto la commissione regionale Antimafia, presieduta dal deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, stamani ha annunciato che avvierà un'indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell'ambito dell'amministrazione regionale. E il primo a essere ascoltato in audizione sarà il presidente Schifani. Vicino a Totò Cuffaro alla fine degli anni '90 tanto da essere stato proposto come candidato a sindaco di Palermo, l'avvocato Armao è tra i protagonisti della politica siciliana degli ultimi 30 anni. È stato assessore all'Economia nel governo di Raffaele Lombardo, poi nel 2017 Silvio Berlusconi, dopo averlo incontrato ad Arcore, lo candidò alla presidenza della Regione salvo poi ritirare la candidatura dopo l'accordo trovato con Nello Musumeci che vinse le elezioni con Armao che fu nominato, ancora una volta, alla guida dell'assessorato all'Economia. Dopo la brevissima parentesi con Carlo Calenda che lo candidò a governatore quattro anni fa con Azione, Armao è tornato tra le fila del centrodestra.
ProPal con Hamas
[Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.Nazim Hikmet] Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha presieduto una cerimonia commemorativa a Gerusalemme insieme ad ambasciatori stranieri, nel terzo anniversario dell’attacco contro Israele guidato da Hamas il 7 ottobre 2023. “Sono passati tre anni, ma il dolore non è svanito. Le cicatrici, visibili e invisibili, restano con noi”, afferma Saar.Manifestanti pro-pal si sono radunati a Berlino nel terzo anniversario degli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre. Tra numerose bandiere palestinesi, mani sporche di vernice rossa e lenzuola bianche macchiate di rosso a simboleggiare i sudari dei bambini morti a Gaza tenute in braccio dalle donne, i manifestanti hanno chiesto di farla finita “con la campagna diffamatoria sionista contro gli esponenti di sinistra del partito Die Linke”, come si legge su un grande striscione. Circa duecento manifestanti, in gran parte legati alle università londinesi, hanno sfilato nel centro di Londra a sostegno dei palestinesi nel terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il corteo, inizialmente previsto tra diversi campus universitari, è stato modificato dalla Metropolitan Police, che ha imposto anche la conclusione entro le 14. Lungo il percorso i manifestanti hanno incontrato gruppi di contro-manifestanti pro-Israele, con momenti di tensione e l’intervento della polizia. “Oggi sventolano la bandiera palestinese, la stessa bandiera sotto cui sono andati a massacrare gli israeliani. E pensate che resteremo in silenzio? Non resteremo in silenzio”, dice un manifestante pro-Israele. “Perché il genocidio in Palestina è ancora in corso, le persone continuano a soffrire la fame. Gli ostaggi sono tornati da tempo, ma hanno raso al suolo Gaza, continuano a bombardare i civili, continuano ad attaccare i bambini”. La scelta di manifestare proprio il 7 ottobre è stata contestata dai sostenitori di Israele presenti lungo il percorso. “Hanno scelto questo giorno come un attacco deliberato e un insulto deliberato a tutti gli ebrei assassinati. È per questo che sono qui oggi. È fanatismo, è razzismo, è disgustoso. È ora che il Regno Unito lo vieti e lo bandisca. Hanno scelto questo giorno per negare l’uccisione degli ebrei”.
Renatino primo in esilio?
[Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. Pablo Neruda] L’Etna è calma appresa la notizia che renatino primo, contestato dai suoi, potrebbe anche lasciare. Se dovesse restare l’Etna riprenderà, dopo tutto è l’unica cosa che in Sicilia ha ancora dignità. In gesap si respira un’aria pesante. L’ad #cettolaqualunque è depresso, Richelieu (dg) indaffarato a togliere la convenzione a tutti i dipendenti (tranne che alla gesap), e la vendita dei gelati a Palazzolo non ha ancora capito la gravità della situazione. La susy passeggia nervosamente, mentre area manager chiama la suocera per sapere se ci sono novità. Mentre nella Prima Vista Lounges by Aviapartner si apprestano a festeggiare. I cornetti vuoti infilateli dove sai tu. "Il "Re Sole" è ora il "Re Solo". Nessun partito ieri si è stracciato le vesti nell'inviare comunicati di sostegno a Schifani. Qualche mese prima, invece, c'era la gara a chi doveva somministrare metadone politico per tenere in piedi questa situazione". È l'analisi di Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, sulla situazione politica che si è determinata attorno al presidente della Regione Renato Schifani e sul futuro della legislatura regionale. "Io vi ho detto da sempre che questa legislatura sarebbe finita in anticipo - afferma De Luca - Il banco è saltato nel momento in cui il presidente Schifani ha fatto circolare la voce che non avrebbe accettato l'incarico al Csm per dimettersi anticipatamente a fine gennaio". "Pare che non sia vero che Schifani abbia rifiutato la candidatura al Csm, ma pare che negli ultimi tre o quattro giorni siano venute meno le condizioni per una sua candidatura - prosegue. È ovvio che ci interroghiamo se siano venute meno le condizioni per cause politiche o per cause non politiche. Questo non sta a me stabilirlo, anche perché a me non interessa. A me interessa il fatto politico". "Già era stato stabilito da due-tre mesi, in termini definitivi - dice - , che non ci sarebbe stato lo Schifani bis e che la buonuscita del presidente Schifani sarebbe stato il Csm. Nel frattempo si è rotto qualche meccanismo e quindi quella strategia non può più essere messa in atto". Per De Luca "Schifani non ci farà questo regalo di dimettersi subito. Io accenderei dieci ceri a tutte le patrone e alle nostre Madonnine se ciò si verificasse. Non lo farà perché, se si slegano le elezioni regionali dalle politiche, sarà il Vietnam per il sistema, non c'è discussione. È ovvio che il quadro politico cambia radicalmente".
7 ottobre a Kfar Aza
[Lo riconoscerò anche solo dal tocco, dal ritmo del respiro; lo riconoscerò se sarò cieco, dal modo in cui i nostri respiri si uniscono e le nostre membra si intrecciano. Madeline Miller] Abbracci, silenzio e lacrime a Kfar Aza, uno dei kibbutz simbolo dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. A tre anni dall’assalto, israeliani e familiari delle vittime si sono riuniti vicino al confine con la Striscia di Gaza per ricordare i morti e i rapiti. A Kfar Aza i miliziani uccisero 64 residenti e ne rapirono 18. Gli attacchi del 7 ottobre provocarono complessivamente 1.221 morti in Israele, secondo un conteggio basato su dati ufficiali israeliani. Durante la commemorazione, i partecipanti hanno ascoltato gli interventi e poi si sono alzati per abbracciarsi.In Israele è stato osservato stamani un minuto di silenzio nei luoghi del sud del Paese colpiti tre anni fa dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il più sanguinoso mai subito dallo Stato ebraico e l’evento che diede inizio alla guerra nella Striscia di Gaza. Sul sito del festival musicale Nova, preso d’assalto dai combattenti di Hamas arrivati anche a bordo di veicoli e parapendii, familiari delle vittime e persone in lutto hanno chinato il capo alle 6.29 ora locale, le 5.29 in Italia. La commemorazione si è svolta tra i ritratti delle vittime e le composizioni floreali deposte nel luogo del massacro. Gli attacchi del 7 ottobre provocarono complessivamente 1.221 morti in Israele, secondo un conteggio basato su dati ufficiali israeliani. Durante la commemorazione, i partecipanti hanno ascoltato gli interventi e poi si sono alzati per abbracciarsi.Dopo quasi 3 anni di guerra e un anno dal cosiddetto cessate il fuoco, Israele continua il genocidio a Gaza. Lo spazio vitale della popolazione è sempre più ridotto, specialmente dopo la creazione della linea gialla che è un vero e proprio strumento di pulizia etnica. Lo afferma Medici Senza Frontiere in una nota. "La linea gialla non può essere considerata semplicemente una linea su una mappa. È diventata uno strumento di accerchiamento e pulizia etnica che isola le comunità dalle infrastrutture, dall'assistenza sanitaria, dall'acqua e da tutto ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere", dichiara Amande Bazerolle, responsabile della risposta d'emergenza di Msf a Gaza. Oggi le forze israeliane occupano circa il 65% della Striscia di Gaza e utilizzano la linea gialla come confine di fatto di quest'area. Ad aggravare la situazione, il fatto che la linea non è delimitata in modo chiaro né costante. Chi vi si avvicina rischia di essere colpito dalle forze israeliane e i team di Msf continuano a curare persone con ferite da arma da fuoco riportate nelle aree circostanti. Inoltre, il suo avanzamento ostacola la distribuzione di beni di prima necessità: Msf ha dovuto sospendere più volte la distribuzione d'acqua a causa delle sparatorie vicino alle comunità che vivono in prossimità della linea gialla. Mentre Israele confina i palestinesi in aree sempre più limitate, le famiglie sono costrette a vivere in condizioni di sovraffollamento estremo e disumane, senza un accesso adeguato ad acqua pulita, servizi igienico-sanitari, rifugi e assistenza sanitaria, denuncia l'Ong. Condizioni che favoriscono la diffusione delle malattie. Solo quest'anno, i team di Msf hanno assistito oltre 11.000 casi di malattie della pelle come la scabbia e registrato più di 1.500 casi di varicella tra giugno e luglio. Nel mese di agosto, Msf ha distribuito circa 2,1 milioni di litri di acqua potabile al giorno, ma i bisogni restano enormemente superiori a quanto sia possibile garantire sotto le attuali restrizioni, conclude la nota.
Paura di nuove epidemie
[Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono fatte della stessa cosa. Emily Bronte] Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha esortato la Russia alla trasparenza e alla condivisione delle informazioni, dopo la morte di una ricercatrice di un istituto per la lotta contro la peste in Siberia. "Spetta alla Russia fornire maggiori informazioni su quanto accaduto", ha affermato Rubio a margine di una visita in Islanda, sottolineando che qualsiasi caso di infezione in laboratorio desta particolare preoccupazione alla luce della pandemia di Covid.Gli Usa aumentano la pressione sulla Russia per il decesso nel laboratorio siberiano che studia la peste polmonare e per le successive misure di quarantena. In una nota ufficiale, conosciuta come démarche, il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Lo riferisce il Wall Street Journal, in base a quanto detto da funzionari Usa, secondo cui Mosca ha fornito scarse informazioni sul misterioso episodio. La comunicazione diplomatica riservata aggiunge un ulteriore elemento di tensione tra Washington e Mosca, mentre il presidente Donald Trump cerca di migliorare i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin e di compiere progressi negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina. Il Cremlino non dispone di informazioni relative a una comunicazione diplomatica degli Usa alla Russia in cui si farebbe pressione per ricevere informazioni più dettagliate sul presunto decesso per peste polmonare di una ricercatrice in Siberia. "Non ho informazioni a riguardo", ha risposto il portavoce, Dmitry Peskov, alle domande dei giornalisti relative a un passo di questo genere che, secondo il Wall Street Journal, sarebbe stato fatto da Washington. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Il tycoon ha riferito ai media di avere programmato una telefonata con Putin "a breve". Interpellato su quanto riferito dalle agenzie di intelligence Usa in merito all'incidente, il presidente ha affermato che dovrebbe essere in grado oggi di fornire maggiori dettagli. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito "ancora piuttosto limitate" le informazioni condivise da Mosca, senza fare riferimento alla comunicazione diplomatica riservata. "Esortiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, affinché tutti noi possiamo reagire in modo adeguato e appropriato", ha aggiunto Rubio, in missione in Islanda per discutere sulla cooperazione in materia di sicurezza nell'Artico. "Forse non c'è nulla di grave. Forse la questione è più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo". A quattro giorni dalla morte della donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, le autorità russe non hanno ancora reso nota la causa esatta del decesso, limitandosi ad affermare che è avvenuto a causa di una polmonite. La mancanza di dettagli ha alimentato l'ipotesi che l'attività di laboratorio della donna abbia comportato l'esposizione a un patogeno letale e ha sollevato interrogativi sull'adeguatezza delle misure adottate dalla Russia per contenere quella che le autorità hanno definito una malattia infettiva. In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, i Paesi sono tenuti a notificare all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), entro 24 ore, qualsiasi evento possa trasformarsi in un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. L'accordo impone inoltre ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza straordinaria per il morbillo in risposta al numero crescente di casi riscontrati nelle aree rurali di New York e degli stati vicini, tra cui la Pennsylvania. "Dopo aver esaminato gli ultimi dati sui casi di morbillo nello stato di New York, dichiaro lo stato di emergenza al fine di potenziare le misure per affrontare questa malattia", ha detto la Hochul. "Nessuno - dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia che si può prevenire con un vaccino. È per questo che ho adottato misure per aumentare il numero di operatori sanitari in grado di vaccinare ed effettuare test", ha aggiunto. A New York sono stati registrati 108 casi dall'inizio dell'anno, soprattutto nelle zone rurali, mentre nel 2023 era stato registrato solo un caso. In Pennsylvania, cinque persone sono decedute dopo aver contratto la malattia infettiva, 198 sono invece state ricoverate in ospedale. Oltre a New York e alla Pennsylvania, anche l'Ohio ha registrato un aumento.