[Gli ucraini hanno attraversato cose molto terribili. E nonostante tutto, hanno conservato la capacità di non sottomettersi e il loro amore per la libertà. VOLODYMYR ZELENSKY] Finalmente Baywatch ha convinto gli scienziati della gesap che in tutti gli aeroporti la lounge è nell’area airside, tranne che a Palermo. Nell’airside, invece, si trova la prm, unico apt al mondo. Qui è tutto provvisorio, per caso, tanto per spendere soldi. Provvisoria era la lounge, non in area airside, per circa 2 anni, prima di avere quella definitiva. Ritornerà mai la prm nella sua naturale collocazione? Bisognerà trovare qualcuno che spieghi alla gesap come si gestisce un aeroporto. che non consiste solo nel vietare la vendita dei gelati a Palazzolo ma è ben altra cosa. Certamente non è l’enac. Elevatori e scale mobili perennemente in manutenzione, aera condizionata a macchia di leopardo … prossimamente ci sarà l’inaugurazione del Campo da golf a 18 buche alle partenze (primo piano). Ha aperto in questi giorni, all'aeroporto di Palermo "Falcone Borsellino", la nuova lounge Prima Vista, realizzata da Aviapartner Handling nell'area airside del terminal passeggeri, al terzo livello dell'aerostazione. La nuova struttura di 400 metri quadrati è stata progettata per offrire ai passeggeri, una volta passati i controlli di sicurezza, un'esperienza all'insegna del comfort, del relax e della qualità dei servizi. La sala dispone di 10 postazioni di lavoro dotate di sistemi di ricarica per computer, smartphone e altri dispositivi, e di una phone booth, uno spazio riservato dove effettuare telefonate e call di lavoro in tranquillità e nel rispetto della privacy. A queste si aggiungono 32 sedute relax con ricarica e 4 postazioni relax panoramiche con vista mare, pensate per offrire ai passeggeri diverse modalità di utilizzo dello spazio durante l'attesa. L'area dedicata alla ristorazione comprende un servizio bar e self-service, con 24 posti a sedere ai tavoli, e una cucina dedicata alla preparazione e alla somministrazione degli alimenti. Mi raccomando i cornetti vuoti per renatino.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 24 settembre 2026
Bibi all’Onu
[Io te vurria vasà – sospira la canzone, ma prima e più di questo io ti vorrei bastare come la gola al canto e come il coltello al pane come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare. Io te vurria vasà – insiste la canzone, ma un po' meno di questo io ti vorrei mancare, più del fiato in salita, più di neve a Natale, più di benda su ferita, più di farina e sale. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare. Io ti vorrei bastare. Dalla poesia "Io ti vorrei bastare”] Una battaglia per la sopravvivenza di Israele, che non avrebbe “altra scelta” se non continuare a combattere, contro l’Iran, Hamas e quelli che considera i loro sostenitori, ma anche contro una campagna internazionale che accusa di rovesciare la realtà presentando lo Stato ebraico come aggressore. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha usato il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu per difendere le operazioni militari israeliane, respingere con forza le accuse di genocidio a Gaza, ringraziare il presidente americano Donald Trump e lanciare furiosi attacchi contro Qatar, Turchia, diversi governi dell’Europa occidentale e il sindaco di New York Zohran Mamdani. Netanyahu ha presentato la guerra combattuta da Israele negli ultimi anni come l’ultimo capitolo di una lunga lotta per l’esistenza stessa dello Stato ebraico. Israele, ha affermato, continuerà “a difendere il nostro Stato” e “a vincere, perché non abbiamo altra scelta”. Un concetto che ha legato anche alla vicenda di Neria Leiter, riservista israeliano gravemente ferito e figlio dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter, ricordandone un messaggio: “Non abbiamo un altro Paese. È un privilegio difenderlo”. Il premier ha ricondotto questa percezione di una minaccia esistenziale anche alla guerra del 1967, ricordando che prima del conflitto Israele non controllava Cisgiordania, Gaza o le Alture del Golan e sostenendo quindi che il nodo dello scontro non siano i territori occupati successivamente, ma “l’esistenza di uno Stato ebraico a qualsiasi confine”. Ha inoltre respinto l’accusa di colonialismo, sottolineando le ridotte dimensioni territoriali di Israele e attaccando in particolare le critiche provenienti da Francia e Regno unito. Netanyahu ha poi rivendicato la continuità storica del popolo ebraico nella terra d’Israele, richiamando David, Salomone, Isaia e Geremia e citando anche Mark Twain sulla capacità degli ebrei di sopravvivere alla scomparsa degli imperi dell’antichità. Un’ampia parte del discorso è stata dedicata all’Iran. Netanyahu ha ricordato di avere tracciato 14 anni fa, proprio dal podio dell’Onu, una “linea rossa” contro la possibilità che Teheran arrivasse a dotarsi dell’arma atomica. Colpire gli impianti nucleari iraniani, ha detto, è stato “molto difficile” dal punto di vista operativo ma “una delle decisioni più facili” prese da primo ministro, perché, ha sostenuto, senza quell’intervento “saremmo tutti morti”. Secondo Netanyahu, Israele avrebbe in questo modo difeso anche Paesi che oggi lo criticano e i cui leader, ha affermato, avrebbero ringraziato in privato il governo israeliano.In questa battaglia, Netanyahu ha indicato in Trump il maggiore alleato di Israele. “In questa battaglia contro i barbari non abbiamo avuto un partner più grande del presidente Trump”, ha affermato, ringraziandolo per la sua “leadership coraggiosa”. Israele e Stati Uniti, ha sostenuto, hanno agito insieme non soltanto per proteggere se stessi ma “per salvare la civiltà”. Il premier ha reso omaggio anche ai piloti americani impegnati contro l’Iran. Netanyahu ha quindi rivolto un messaggio direttamente alla popolazione iraniana, sostenendo che la vera paura dei “tiranni di Teheran” sia il loro stesso popolo. Ha contrapposto le proteste in Iran a quelle contro Israele nelle capitali occidentali e accusato una parte del movimento internazionale per i diritti umani di ignorare la repressione iraniana. “Il potere del popolo supererà il popolo al potere”, ha affermato, prevedendo la caduta del sistema iraniano a causa delle sue “menzogne”, della “corruzione” e della “crudeltà”.Durissimo anche l’attacco ai governi europei. Netanyahu ha accusato in particolare leader dell’Europa occidentale di avere scelto di “cedere alle folle antisemite”, preferendo, a suo giudizio, “la debolezza” e “l’appeasement”. Il premier ha posto quindi la questione nei termini di una scelta tra “la fratellanza delle democrazie” e “i Fratelli musulmani”, sostenendo che Israele non intende aspettare che altri Paesi “si risveglino dal loro torpore morale”. Sul fronte della guerra a Gaza, Netanyahu ha respinto categoricamente le accuse di genocidio. Citando il colonnello americano John Spencer e i suoi studi sui conflitti urbani, il premier ha sostenuto che Israele avrebbe adottato misure per limitare le vittime civili superiori a quelle di qualsiasi altro esercito impegnato in guerre urbane. “Questo è genocidio? Naturalmente no. È l’opposto del genocidio”, ha affermato, accusando quanti sostengono il contrario di “distorcere i fatti” e di invertire i ruoli tra vittima e aggressore. Da qui l’attacco diretto a Mamdani. Il premier ha sostenuto che, dopo la sua elezione, molti ebrei non si sentano più sicuri a New York e lo ha accusato di avere elogiato persone condannate per sostegno a Hamas e di avere tra i propri amici figure come Hasan Piker. “Vergogna”, ha ripetuto Netanyahu rivolgendosi tanto al sindaco quanto a chi, a suo giudizio, diffonde accuse false contro Israele. Netanyahu ha chiamato in causa anche il Qatar, accusandolo di spendere miliardi di dollari per diffondere “menzogne” contro Israele attraverso il finanziamento delle università americane e il sostegno a media come Al Jazeera. Secondo il premier, l’obiettivo sarebbe “fare il lavaggio del cervello ai giovani” inducendoli a odiare Israele, gli Stati uniti e l’Occidente. Altrettanto pesante l’affondo contro la Turchia e il presidente Recep Tayyip Erdogan, accusato da Netanyahu di avere trasformato il Paese nell’ultimo rifugio di Hamas e in un centro di propaganda anti-israeliana. Il premier israeliano ha accusato Erdogan di avere ucciso migliaia di curdi, occupare illegalmente il nord di Cipro, minacciare la Grecia e incarcerare giornalisti. Ha poi sostenuto che il presidente turco invochi quotidianamente la distruzione di Israele e aspiri a controllare Gerusalemme. “No, signore, non lo farà. È la nostra capitale eterna”, ha affermato Netanyahu. Il premier ha infine insistito sull’unità interna di Israele, descrivendolo come “una nazione che combatte per un futuro”, unita al di là delle differenze tra destra e sinistra, giovani e anziani, religiosi e laici. Ha ricordato il fratello Yoni Netanyahu, morto nel 1976 durante l’operazione israeliana di liberazione degli ostaggi a Entebbe, inserendo anche la sua vicenda personale nella lunga continuità della lotta per la sopravvivenza del Paese. E ha concluso tornando al messaggio che ha attraversato l’intero discorso: Israele continuerà a combattere e a cercare la vittoria “perché non abbiamo altra scelta”. Nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu, Benyamin Netanyahu ha definito "un pugno di giovani teppisti" i coloni israeliani che prendono di mira le comunità palestinesi nella Cisgiordania occupata. "I media si concentrano su un manipolo di giovani delinquenti, circa 150 persone, che vanno a lanciare pietre o ad abbattere ulivi", ha affermato Netanyahu. "Non posso tollerarlo. Non tollererò atti di giustizia privata", ha aggiunto."Chi ha lasciato l'aula è un codardo morale, se ce ne sono altri se ne vadano subito". Lo ha detto Benjamin Netanyahu all'Assemblea Generale dell'Onu dopo che decine di persone hanno lasciato l'aula in segno di protesta, rimasta mezza vuota. Ci sono stati anche cori pro-Palestina. "Accusano Israele di colonialismo. E chi ci accusa? Gente in Gran Bretagna e Francia che hanno coniato la parola colonialismo". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu intervenendo all'Onu. Pochi minuti prima dell'intervento di Netanyahu, il sindaco di New York Zohran Mamdani aveva risposto senza pronunciare una parola alle accuse del premier israeliano che lo aveva criticato per il sostegno ad Hamas e "l'incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York". In un video diffuso sui social, Mamdani pianta un ulivo a Gracie Mansion e cena con famiglie palestinesi di Gaza. "Che la pace sia il nostro futuro", ha scritto nella didascalia su X.Durante l'intervento, Netanyahu ha attaccato Zohran Mamdani definendolo "anti-semita". "Vergognati per aver diffuso bugie", ha detto il premier israeliano all'Onu sostenendo che molti ebrei di New York "non si sentono sicuri da quando è stato eletto sindaco". "Non mi puoi mettere a tacere, non puoi mettere a tacere la verità", ha aggiunto.L'attrice Susan Sarandon è stata fermata oggi tra le persone che manifestavano nelle strade limitrofe al Palazzo di Vetro contro la presenza del premier israeliano Benyamin Netanyahu all'Onu. Sarandon era schierata con Darializa Avila Chevalier, una candidata Dem al Congresso, e con il consigliere comunale Chi Osséo: anche loro sono stati presi in custodia dalla polizia. La manifestazione, due isolati a sud dal quartier generale dell'Onu, era organizzata da Jewish Voice for Peace e aveva attirato circa 250 persone. – Il presidente palestinese Mahnous Abbas (Abu Mazen) ha accusato Israele di volersi espandere attraverso “il suo progetto coloniale volto a creare il cosiddetto ‘Grande Israele’ e di voler cancellare la presenza palestinese”. Nel suo intervento da remoto all’Assemblea generale dell’Onu, Abu Mazen ha affermato che “quanto sta accadendo a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est non sono eventi separati, ma parte di un piano coloniale, volto a rendere la vita sempre più difficile ai palestinesi nella loro terra e a costringerli ad abbandonarla”.
Giustizia per Amia
[Chì ùn spera s'addispera. Chi non spera si dispera.] La giustizia argentina ha annunciato oggi il rinvio a giudizio in contumacia sette cittadini iraniani e uno libanese tutti accusati di aver organizzato e partecipato all'attentato alla sede della mutualità ebraica (Amia) di Buenos Aires, che provocò 85 morti il 18 luglio del 1994. Tra gli imputati - ai quali è stato inoltre comminato un embargo complessivo di beni per 500 milioni di dollari - figurano ex funzionari di spicco del regime degli ayatollah come Ali Fallahijan, all'epoca ministro dell'Intelligence; Ali Velayati, allora ministro degli Esteri; Mohsen Rezai, comandante delle Guardie Rivoluzionarie; e Ahmad Vahidi, comandante delle milizie Quds. L'accusa ritiene che l'attentato venne ordinato dai vertici del governo iraniano ed eseguito con il sostegno logistico di una cellula di Hezbollah che operava clandestinamente nel Paese e nella zona della cosiddetta Triple Frontera tra Argentina, Paraguay e Brasile. Tra gli incriminati figura infatti anche il membro libanese di Hezbollah, Salman Raouf Salman, identificato come il responsabile del coordinamento della fase finale dell'attacco. Il procuratore generale dell'Argentina, Juan Bautista Mahiques, ha commentato in un post sui social che "l'atto di accusa emesso dalla magistratura federale nel caso Amia rappresenta una pietra miliare nella lotta contro l'impunità". "Grazie alla legge che consente i processi in contumacia i responsabili sono stati oggi incriminati in quanto autori dell'attentato e a breve si svolgerà in Argentina un processo orale relativo a questi fatti. Un passo storico per le 85 vittime, le loro famiglie e l'intera società argentina", ha aggiunto Mahiques.
La guerra sporca di Putin
[Oh, relitti ancora a galla. Oh, rifiuti gettati fuori bardo. Oh,amore, amore mio, qui nulla è come sembra. Peter Gabriel] Il primo ministro ucraino, Serhi Koretsky, ha annunciato che almeno nove persone sono rimaste uccise oggi in attacchi russi a Kiev e nell’oblast di Kharkiv. A Kiev, due persone sono morte e otto sono rimaste ferite. Nella regione di Kharkiv, in mattinata, un drone ha colpito un’azienda agricola a Stara Hnylytsia. Le autorità ucraine hanno riferito di sette morti e dieci feriti tra i dipendenti dell’azienda. Si registrano inoltre almeno due sconfinamenti di droni russi. Questa mattina, un drone è penetrato nello spazio aereo romeno prima di schiantarsi vicino a Solca, nel nord del Paese, senza causare vittime né danni, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa romeno. Il velivolo ha volato per circa quattro minuti nello spazio aereo romeno prima di cadere in una foresta del distretto di Suceava, senza provocare incendi. Rilevato dai radar mentre volava in Ucraina, vicino al confine, il drone è entrato in Romania attraverso la parte settentrionale del distretto di Botoani, durante l’attacco russo contro l’Ucraina che ha coinvolto, tra l’altro, 282 droni e diversi missili. Due F-16 romeni sono decollati ed è stata diramata un’allerta alla popolazione. In precedenza, durante la notte, due F-18 spagnoli impegnati nella missione di polizia aerea della Nato erano decollati dopo il rilevamento di diversi bersagli sul versante ucraino.“L’attacco massiccio della Russia contro l’Ucraina ha colpito nuovamente la Moldova questa mattina: quattro droni russi hanno violato il nostro spazio aereo e almeno uno è esploso nel nord del Paese”, ha affermato la presidente moldava Maia Sandu su X, mentre diversi droni russi penetravano questa mattina nello spazio aereo della Moldavia e almeno uno di essi esplodeva nella parte settentrionale del territorio. “La guerra della Russia mette in pericolo l’intera Europa. Condanniamo questa guerra e siamo al fianco dell’Ucraina”, ha aggiunto. Queste incursioni sono avvenute durante un nuovo attacco russo su larga scala contro l’Ucraina nella notte nel corso del quale Mosca ha lanciato 282 droni e diversi missili, secondo l’aeronautica militare ucraina. Anche nella vicina Romania, giovedì mattina un drone è precipitato vicino a Solca, nel nord del Paese, dopo aver volato per circa quattro minuti nello spazio aereo rumeno, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa.La Commissione europea ha visto le notizie su una possibile minaccia di attacchi russi con droni contro Italia, Francia e Spagna e afferma che "non è una sorpresa", ma precisa di non essere a conoscenza dell'allerta specifica. "Sappiamo che il nostro spazio aereo viene messo alla prova ed è stato violato varie volte. Sappiamo che sono in corso diversi attacchi ibridi che prendono di mira molti dei nostri Stati membri", ha dichiarato il portavoce Thomas Regnier, sottolineando che la questione "compete alle autorità nazionali", ma Bruxelles ha "lunga esperienza di azioni di sostegno agli Stati in caso di necessità". L'incendio divampato ieri sera in una stazione terrestre utilizzata da Starlink, il servizio di Internet satellitare di Elon Musk, in Polonia è stato appiccato "deliberatamente". Lo ha dichiarato il ministro polacco per gli Affari digitali, Krzysztof Gawkowski, secondo cui "il modus operandi in questo caso è chiaramente russo". Le indagini sono ancora in corso. Sul posto sono stati inviati anche agenti di polizia e funzionari dell'Agenzia per la Sicurezza Interna. "L'incendio mirava a colpire un'infrastruttura critica di telecomunicazioni che influenza il funzionamento di Internet", ha dichiarato Gawkowski all'emittente Tvn. La struttura, situata nel villaggio di Wola Krobowska, a sud di Varsavia, è di proprietà dell'operatore di telecomunicazioni statale polacco Exatel e viene usata per la trasmissione di servizi Internet in Polonia e in Ucraina, Paese che fa ampio affidamento sulle connessioni Starlink. L'incendio ha interessato principalmente la centrale elettrica, il quadro di distribuzione e un generatore. I vigili del fuoco hanno riportato la situazione sotto controllo, spento l'incendio e messo in sicurezza l'area. Nessuno è rimasto ferito e la polizia ha preso in carico le operazioni successive.
Non solo Ucraina
[Io parlo per immagini non con le parole. Sovraccariche di tutte le cose che abbiamo detto. Peter Gabriel] La Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i paesi del Mediterraneo: Francia, Spagna e anche Italia. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Mundo, secondo cui i servizi segreti statunitensi hanno raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le hanno condivise con diversi governi europei. "Useranno droni lanciati dal mare, nascosti in container; non è affatto difficile", spiega una fonte vicina al ministero della Difesa lituano. Le autorità lituane conoscono il tipo di drone che i russi potrebbero utilizzare contro Spagna, Francia o Italia. Si tratterebbe di un Gerbera: lungo circa due metri, con un'apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi, in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 chilometri orari e con un'autonomia dichiarata di 600 chilometri. Una nave mercantile può trasportare diversi di questi droni, che vengono lanciati con molta meno difficoltà rispetto a un Shahed o un Geran. Da una distanza di 200 o 300 chilometri dalla costa, il volo durerebbe circa un'ora e quindici minuti o due ore, a seconda della velocità effettiva. Il suo piccolo carico esplosivo (4-5 kg) non è sufficiente a distruggere una grande struttura, ma può provocare un incendio, danneggiare attrezzature esposte o chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto. Stando alla cartina pubblicata da El Mundo, tutta l'Italia - eccezion fatta per il Nord-Est - sarebbe nel raggio d'azione. La Lituania, come altri Paesi, era a conoscenza di queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto. Secondo fonti a conoscenza dell'allerta, anche i governi di Spagna, Francia e Italia furono informati che la Russia stava preparando una possibile operazione con droni contro uno di questi Paesi. Spagna, Francia e Italia, scrive El Mundo, "avranno campagne elettorali ed elezioni nel 2027 e ospitano forze radicali in grado di sfruttare la paura e la disillusione nei confronti dell'Ucraina. Soprattutto in Francia e in Italia, esistono legami o posizioni chiaramente allineate con gli interessi del Cremlino". La presidente moldava Maia Sandu denuncia su X che "l'attacco massiccio della Russia contro l'Ucraina ha raggiunto di nuovo la Moldavia stamattina: 4 droni russi hanno violato il nostro spazio aereo e almeno uno è esploso nel nord". "La guerra della Russia mette in pericolo tutta l'Europa. Condanniamo questa guerra e stiamo con l'Ucraina", aggiunge Sandu.
Dalla parte giusta
[Se solo potessi toccarti, credo che saresti allarmata. Non ho intenzione di farti del male. Peter Gabriel] "Da che parte state - Israele e Usa o Iran e Hamas?": è la domanda che compare nei 500 cartelloni esposti nel cuore di Manhattan e su decine di camion dall'ufficio di comunicazione del premier Benyamin Netanyahu mentre è in corso l'Assemblea generale dell'Onu a New York, e in vista del discorso del primo ministro israeliano oggi. Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu affermando che "i messaggi della campagna riguardano la minaccia che il regime terroristico iraniano rappresenta per il mondo libero, e l'attività congiunta di Usa e Israele contro di esso". Diverse proteste sono programmate oggi a New York contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu che interverrà all'Onu. Lo scrivono i media americani elencando i sit-in da Bryant Park, nel centro di Manhattan, fino alla sede delle Nazioni Unite a Turtle Bay. Il sindaco Zohran Mamdani ha attenuato le sue precedenti promesse di arrestare Netanyahu come criminale di guerra, spiegando che non è nelle sue competenze assicurando però questa settimana ai manifestanti che avrebbe protetto il loro "diritto di protestare in questa città". Tra gli incontri all'Onu, non è previsto un incontro tra Netanyahu e Trump. "L'assenza di qualsiasi incontro con il presidente, un mese prima delle elezioni israeliane, indicherà che Trump sta mantenendo le distanze da lui e sarà negativa per la campagna di Netanyahu", ha affermato Nimrod Goren, presidente di Mitvim, un think-tank israeliano specializzato in politica estera, come riporta Reuters on line. Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato una revisione legale e un'inchiesta sulla divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella produzione del film "Naza", accusato di diffondere "calunnie" e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Lo riferisce l'Idf in una nota. Zamir afferma che il film distorce deliberatamente la realtà minando la legittimità dell'esercito e dello Stato di Israele e ha ordinato la creazione di un team interagenzia e multidisciplinare guidato dal capo della Direzione della Pianificazione. Il team elaborerà piani d'azione e strumenti per contrastare quelle che i militari definiscono false accuse contro le forze di Difesa Israeliane e i suoi soldati, collaborando con esperti israeliani e stranieri. Ha inoltre incaricato il procuratore generale militare di esaminare e promuovere possibili azioni legali riguardanti il film e le persone coinvolte. L'esercito esaminerà separatamente gli aspetti di sicurezza informatica della produzione, compreso il possibile coinvolgimento di individui nella divulgazione non autorizzata di materiale classificato utilizzato nella realizzazione del film. Zamir ha inoltre auspicato un ampio sforzo di diplomazia pubblica nazionale e internazionale in collaborazione con il ministero degli Esteri, il ministero della Giustizia, la direzione nazionale per la diplomazia pubblica e altri organismi competenti. Le forze di Difesa Israeliane, "utilizzeranno ogni strumento a loro disposizione per proteggere i propri soldati, comandanti e truppe combattenti, nonché la reputazione dell'esercito israeliano".
Ue sanziona Google
[Chì un invechja, hè pena di vita. Chi non invecchia, è privo di vita.] La Commissione per la protezione dei dati ha multato Google per 403 milioni di euro a seguito di un’indagine sul trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google. La Commissione per la protezione dei dati ha annunciato oggi infatti la sua decisione finale a seguito di un’indagine su Google Ireland Limited. Questa indagine d’ufficio è stata avviata dalla Dpc, in qualità di autorità di controllo principale per Google, nel febbraio 2020, a seguito della ricezione di reclami da parte di diverse organizzazioni europee per la tutela dei consumatori, tra cui Beuc, in merito al trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in relazione a determinati servizi e prodotti. L’oggetto dell’indagine riguardava il trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in tre funzionalità specifiche: “Attività web e app”, “Cronologia delle posizioni” e “Precisione della posizione”, nel periodo compreso tra la data di applicazione del Gdpr, il 25 maggio 2018, e il 4 febbraio 2020. La decisione, presa dai Commissari per la protezione dei dati, Des Hogan, Dale Sunderland e Niamh Sweeney, stabilisce che Google ha violato il Gdpr. In particolare le violazioni sono in relazione a la liceità e la correttezza del trattamento dei dati di localizzazione nelle attività Web e App e nella cronologia delle posizioni, i suoi obblighi di responsabilità ai sensi del GDPR non essendo in grado di dimostrare la conformità al principio di liceità, correttezza e trasparenza in merito al trattamento dei dati personali in Location Accuracy; i suoi obblighi di trasparenza rispetto a tutte e tre le caratteristiche di cui sopra; e la sua conservazione dei dati di geolocalizzazione nelle Attività Web e App e nella Cronologia delle posizioni. Il Dpc ha imposto sanzioni amministrative per un totale di 403 milioni di euro e ha ordinato a Google di adeguare le proprie procedure di trattamento dei dati entro 6 mesi.