martedì 14 aprile 2026

Stanchi della clausola sociale?

[Quello che sognate è quello che farete. Se non sognate neppure di fare grandi cose, non farete mai nulla di importante nella vita. Donald Trump] Sembrerebbe che il divorzio di ita con asc sia imminente, un divorzio tira l’altro, ma al contrario di altre volte chi rischia questa sono i dipendenti di asc. Mi spiego meglio. In settimana ci dovrebbe essere l’incontro gh-sindacati, quello sempre rinviato, con tavoli separati. Un sindacato avrebbe detto chiaramente che prima dell’applicazione della clausola sociale bisognerà “aggiustare” i contratti part time e poi si vedrà. Non si potrà assumere nemmeno nuovi stagionali se prima non si dà dignità ai Baywatch. In caso contrario si va allo sciopero. E figlie so’ ppiezz ‘e còre anche per i leader sindacali aeroportuali, tutto questo ‘o sarracino lo sa. 


Giorgia sempre più sola

[I rinunciatari non vanno da nessuna parte. Donald Trump] "Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato". Così su X Matteo Renzi. Anche Orban è  andato via, ha perso le elezioni. "Giorgia Meloni non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato": lo afferma Donald Trump parlando al telefono con il Corriere della Sera. Trump afferma inoltre di non aver parlato con Meloni "da molto tempo". "Perché non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell'arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo", aggiunge. Il presidente americano critica la premier italiana che un mese fa, in un'altra intervista al Corriere, lui stesso aveva definito un'amica e una grande leader che "cerca sempre di aiutare". "Non è più la stessa persona, e l'Italia non sarà lo stesso Paese", commenta oggi il presidente. "Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? - chiede Trump - Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo".  "Ferma condanna per attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone". Così la segretaria Dem Elly Schlein in Aula alla Camera. "Siamo avversari in quest'Aula - ha aggiunto - ma tutti cittadini italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese".   "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità", ha detto il tycoon in una telefonata con il Corriere della Sera sulle parole di Giorgia Meloni dopo l'attacco del presidente americano al Papa.  Nel corso della telefonata Trump afferma poi: il Papa "non ha idea di cosa sta succedendo in Iran". Per il tycoon il Pontefice non capisce che l'Iran costituisce una minaccia nucleare: "Non capisce - afferma - e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".  "L'immigrazione sta uccidendo l'Italia e tutta l'Europa. L'Europa sta distruggendo se stessa dall'interno" con le sue politiche di immigrazione e con quelle legate all'energia, ha inoltre affermato Trump. "Pagano i più alti costi del mondo per l'energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto", aggiunge il presidente americano. Commentando la sconfitta di Viktor Orban in Ungheria, Trump ha detto: "Era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav'uomo, ha fatto un buon lavoro sull'immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l'Italia".

Stop memorandum con Israele

[Per avere successo dovete distinguervi dal 98% dell’umanità. Donald Trump] La cooperazione nel settore militare e in quello della difesa è al centro del Memorandum di intesa tra Italia e Israele, di cui il governo italiano ha annunciato la sospensione del rinnovo automatico, che sarebbe scattato ieri. Il trattato, composto di 11 articoli ed entrato in vigore il 13 aprile 2016 per cinque anni, era già stato esteso una prima volta per altrettanti anni, come previsto dall'articolo 9 che accada automaticamente, salvo recesso di una parte. Il memorandum, sottoscritto a Parigi il 16 giugno 2003 dagli allora ministri della Difesa Antonio Martino e Sahul Mofaz, nasceva nel contesto del rilancio delle relazioni tra i due Paesi, in particolare a seguito della visita a Tel Aviv nei giorni precedenti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ("Ho l'orgoglio - disse salutando Ariel Sharon - di essere stato l'amico più deciso, più sincero e più vicino a Israele"), e nel quadro della promozione del dialogo mediterraneo. Lo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate sono fra gli ambiti del trattato, che si applica direttamente ai due Ministeri della difesa. Con l'obiettivo di aumentare la capacità di difesa, si prevede la cooperazione in diversi settori, da quello delle industrie della difesa alla politica degli approvvigionamenti di competenza dei Ministeri della difesa. Nell'elenco, anche importazione, esportazione e transito di materiali d'armamento; operazioni umanitarie; organizzazione delle forze armate, struttura e materiali di reparti militari, gestione del personale; formazione e addestramento del personale militare; questioni ambientali e controllo dell'inquinamento causato dalle strutture militari; scienza, storia e sport militari; scambi di visite ufficiali tra i rappresentanti dei due Ministeri; scambi di esperienze fra gli esperti; attività di addestramento ed esercitazioni; partecipazione di osservatori alle esercitazioni militari; contatti fra le istituzioni militari e di difesa; attività culturali con partecipazione a corsi, conferenze; consultazioni e riunioni; visite a unità navali, a unità aeree, a impianti militari; scambio di informazioni e pubblicazioni didattiche; attività culturali e sportive; scambio di dati tecnici, informazioni e hardware; ricerca, sviluppo e produzione in campo militare; ricerca industriale, sviluppo e produzione di progetti e di materiali. Nel campo della cooperazione industriale, si prevede la cooperazione su licenze, royalties e informazioni tecniche scambiate con le rispettive industrie, nonché per facilitare la concessione delle licenze di esportazione. ''Non abbiamo un accordo di sicurezza con l'Italia. Abbiamo un memorandum d'intesa di molti anni fa che non ha mai avuto un contenuto concreto''. Lo comunica il portavoce del ministero degli Esteri israeliano rispondendo a una domanda  e aggiungendo che la sospensione del memorandum ''non danneggerà la sicurezza di Israele''. 

Bartolozzi capro espiatorio

[Mostrami qualcuno senza ego e ti mostrerò un perdente; avere un ego sano o un’alta opinione di te stesso è molto positivo nella vita! Donald Trump] Sul caso Almasri  l'Italia è stata deferita all'Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Questa la decisione, presa a maggioranza, dei giudici della Camera preliminare della Cpi. L’aula della Camera ha approvato per 47 voti di differenza la proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per la vicenda che riguarda Giusi Bartolozzi, l’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, indagata per false informazioni al pm nella vicenda Almasri. Il procedimento nei confronti di Giusi Bartolozzi si allontana, nonostante una data già fissata per l'inizio del processo il prossimo 17 settembre. Prima di quel giorno nuovi sviluppi nella partita giocata dall'ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia potrebbero cambiare le carte in tavola. A partire dal ricorso alla Consulta, per il quale la Camera ha dato in queste ore il via libera alla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della procura di Roma per il ruolo avuto da Bartolozzi nell'affaire Almasri, il generale libico accusato di torture e stupri dalla Cpi, arrestato in Italia oltre un anno fa e poi subito rimpatriato con un aereo dei servizi. Secondo la maggioranza, Tribunale e Procura avrebbero leso le prerogative della Camera escludendo l’ex collaboratrice del ministro Nordio dalla richiesta di autorizzazione a procedere che invece ha evitato il processo al guardasigilli, al ministro Piantedosi e al sottosegretario Mantovano. “È evidente che esiste una connessione sostanziale tra i fatti ascritti a Nordio e la condotta di Bartolozzi. Il tribunale dei Ministri ha riconosciuto che l’allora capo di gabinetto aveva partecipato alle riunioni del 19 e del 21 gennaio 2025, aveva coordinato l’azione degli uffici, aveva agito come esecutrice delle direttive giuridiche di Nordio”, ha detto in aula Pietro Pittalis (Fi). Secondo Devis Dori (Avs), presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, la Consulta boccerà il conflitto sollevato da Montecitorio ma “il voto di oggi è funzionale a far avvicinare la prescrizione dell’ipotesi di reato”. Pd, Avs e M5s avevano chiesto il voto segreto ma il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha spiegato che la richiesta non poteva essere accolta perché si trattava di un voto procedurale.



Mafia-appalti e la strage di via D’Amelio

[Mirate sempre al massimo. Tutti i grandi atleti e tutti i grandi miliardari puntano sempre all’oro, non al bronzo. Donald Trump] "Abbiamo concreti, plurimi e univoci elementi per dire che la gestione del procedimento mafia-appalti sia stata una sicura concausa della strage di Via D'Amelio e forse in misura leggermente minore di quella di Capaci". Lo ha detto alla commissione Antimafia il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca. “Ci pare, e parlo a nome del gruppo stragi di Caltanissetta, che ci siano dei concreti, univoci e plurimi elementi per affermare che la gestione del procedimento mafia-appalti, e in realtà il tema mafia-appalti, sia stata una sicura causa della strage di via D’Amelio”. Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, nel secondo capitolo della sua audizione presso la Commissione parlamentare Antimafia sui diversi filoni d’inchiesta sulle stragi del 1992 dopo che ieri la Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione di uno dei filoni d’inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e via D’Amelio. “Lo riteniamo – ha aggiunto – con un elevato grado di attendibilità per via D’Amelio, in misura leggermente inferiore per quanto riguarda la strage di Capaci, ma secondo noi ha una sua rilevanza” anche in relazione alla strage che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti della scorta. “Individuare mafia-appalti come concausa della strage di via D’Amelio, e probabilmente anche della strage di Capaci, non esclude, anzi postula, che ci possano essere stati degli interventi esterni perché mafia-appalti è un crocevia di interessi economici, politici e mafiosi quindi che ci sia stato un intervento esterno in relazione a una causa del genere è anche abbastanza probabile” ha concluso. “La posizione della Procura di Caltanissetta è di ragionevole certezza in relazione all’individuazione di una concausa, cioè mafia-appalti, e di apertura mentale, disponibilità, volontà di approfondire, rispetto ad altre concause, come è doveroso che sia. Una cosa noi non troviamo condivisibile, ne ho trovato traccia in una chiacchierata fatta all’università di un noto magistrato, in cui si dice diplomaticamente che alcune sentenze della Cassazione allontanano dalla verità. Mi pare una frase assai inopportuna, anche destabilizzante per le istituzioni” ha poi detto il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca. Un riferimento probabilmente alle critiche alla sentenza della Cassazione sulla trattativa Stato-mafia che ha confermato l’assoluzione per gli ufficiali del Ros e per l’ex senatore Marcello Dell’Utri. A distanza di molti anni, troppi, la  verità è una sola: non esiste. Abbiamo teorie che vanno bene come sceneggiature per produrre serie tv di successo, ma mancano i mandanti che nelle storie italiane sono tutto.


Le Constellation 8 indagati

[Completamente buoni e cattivi si è solo nei film Hollywood. Eshkol Nevo] La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques Moretti e la moglie Jessica nell'ambito del procedimento legato all'incendio del 31 dicembre a Crans Montana nel locale Le Constellation. Nei loro confronti i pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, è stato interrogato dalla procura vallesana in relazione al tragico incendio di Capodanno nel discobar “Le Constellation”. Si tratta dell’ottavo dei nove indagati ascoltati in questo caso. “Questa audizione significa che ci sono voluti tre mesi e dieci giorni perché il sindaco fosse ascoltato in qualità di indagato, nonostante avesse ammesso già il 6 gennaio gravi mancanze”, ha dichiarato a Keystone-ATS Sébastien Fanti, avvocato vallesano che rappresenta diverse vittime. “Per le famiglie, la parola che viene in mente è ‘finalmente’”. Nicolas Féraud è arrivato a Sion. Ad attendere l’arrivo del politico del PLR, che era accompagnato dal suo avvocato Christian Delaloye, c’era una folla di giornalisti, fotografi e cameraman. Féraud ha scelto di entrare da una delle numerose porte laterali che conducono all’aula. Assieme agli altri otto indagati, tra cui figurano i proprietari del bar, il sindaco di Crans-Montana è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.  All’audizione, considerata uno dei momenti decisivi delle indagini, hanno partecipato oltre alla procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey, titolare del fascicolo, anche una settantina di avvocati delle parti civili. “Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia”, ha dichiarato Féraud durante l’interrogatorio, riporta l’agenzia ANSA. “Eravamo convinti che tutto funzionasse bene, siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone”, ha aggiunto il primo cittadino cui la procura ha disposto il sequestro del telefonino. Anche dei funzionari cantonali, secondo RTS, potrebbero essere incriminati. Secondo diverse testate giornalistiche, un parente di una delle vittime ha sporto denuncia penale contro tre funzionari statali per negligenza nell’adempimento del loro dovere di diligenza. “La sicurezza antincendio è responsabilità del comune. Tuttavia, la sicurezza di alto livello è responsabilità del cantone. Pertanto, dobbiamo valutare in che misura anche il cantone sia coinvolto”, spiega Véronique Fontana, avvocata iscritta all’albo di Losanna e specializzata in diritto penale, ospite del programma Forum. La giustizia francese ha rifiutato di eseguire una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale dalla Svizzera che chiedeva il sequestro dei beni dei proprietari del bar “Le Constellation” a Crans-Montana. La decisione, riferisce l’AFP, si basa sul fatto che i beni immobiliari in questione non sono direttamente collegati all’infrazione. Il giudice istruttore del tribunale di Grasse (Alpi Marittime) ha rifiutato “l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria proveniente dalle autorità giudiziarie svizzere, datata 14 gennaio 2026 e riguardante Jacques Moretti e Jessica Maric coniugata Moretti”. L’ordinanza di rifiuto, datata 27 febbraio, precisa che le richieste di assistenza giudiziaria internazionale relative a beni non direttamente o indirettamente collegati all’infrazione non sono possibili in Francia su richiesta di autorità straniere non appartenenti all’Unione europea, in assenza di una convenzione internazionale che lo preveda specificamente. Le autorità giudiziarie svizzere avevano richiesto il sequestro di due proprietà immobiliari situate a Cannes (Alpi Marittime) e a Sari-Solenzara (Corsica), nonché il sequestro dei saldi dei conti bancari aperti in vari istituti bancari e di un’assicurazione sulla vita appartenenti a Jessica e Jacques Moretti. Il giudice ha concluso che il sequestro previsto riguarderebbe beni non collegati alle infrazioni perseguite e che lo scopo dei sequestri sarebbe quello di garantire il pagamento delle spese procedurali, delle sanzioni pecuniarie, delle multe e degli indennizzi conformemente al diritto svizzero, su elementi del patrimonio delle persone perseguite che non sono stati né il prodotto, né l’oggetto, né lo strumento dei reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose. Per questi motivi, è stato ritenuto opportuno rifiutare l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria.Jacques Moretti, cittadino francese e comproprietario con la moglie Jessica del bar “Le Constellation”, è il principale indagato nell’inchiesta. Il 6 gennaio Féraud aveva rivelato che nel locale non era stato effettuato alcun controllo di sicurezza dal 2019. L’indagine mira a determinare le circostanze esatte dell’incendio, il rispetto delle normative da parte dei proprietari e l’eventuale responsabilità penale delle autorità locali. La tragedia di Capodanno a Crans-Montana ha causato 41 morti e 115 feriti, un terzo dei quali è ancora ricoverato in ospedale. Solo otto persone sono riuscite a uscire illese dal luogo dell’incidente, secondo l’indagine della polizia cantonale vallesana. L’intera sequenza degli eventi, dal momento in cui ha preso fuoco il materiale fonoassorbente in gommapiuma sul soffitto del seminterrato fino al fenomeno di propagazione istantanea delle fiamme, il cosiddetto “flashover”, è durata poco più di un minuto e mezzo.


Di chi è Le Constellation?

[Posso sopportare la loro censura, i loro pettegolezzi, persino la pietà. È la solitudine che porta con sé che non riesco a sopportare. Laura Shepherd-Robinson] Ma la vicenda tragica del bar di Crans-Montana c’entra davvero con il riciclaggio e con la mafia? Si chiede Roberto Saviano in una domanda esplosa sui social nei giorni immediatamente successivi all’incendio. Una domanda legittima, che oggi non ha ancora una risposta giudiziaria definitiva, ma che merita di essere presa sul serio.  Mentre le indagini si concentravano sulle responsabilità dirette dei gestori del bar Le Constellation, quell’interrogativo ha iniziato a circolare fuori dai verbali e prima delle aule di giustizia. Non nei comunicati ufficiali. Ma negli articoli di commento, nelle cronache di contesto, nelle ricostruzioni investigative. E soprattutto sui social network, dove le informazioni si mescolano ai sospetti e i sospetti diventano racconto.  La mafia corsa è l’unica criminalità organizzata europea, fuori dall’Italia, ad aver sviluppato un modello pienamente mafioso, anche se non codificato giuridicamente come il 416-bis. Ha storicamente investito in bar, ristoranti, discoteche, locali notturni, case da gioco. La Brise de Mer, nata a Bastia negli anni Settanta, prendeva il nome da un bar. Il Petit Bar, ad Ajaccio, ne è stato clan rivale e successore. I nomi dei locali diventavano i nomi delle organizzazioni. Quando oggi i giornali evocano la mafia corsa in relazione a bar, locali notturni, gestione familiare e denaro opaco, non formulano un’accusa diretta. Richiamano un precedente strutturale europeo storico. La zona grigia funziona così: non protegge apertamente, normalizza l’eccezione.  Chiedersi se dietro a Le Constellation ci sia “la mafia” è forse la domanda meno utile. La domanda giusta è un’altra: quante attività economiche in Europa crescono oggi senza che nessuno chieda davvero da dove arrivino i soldi e quale potere esercitino? La magistratura stabilirà le responsabilità penali. Ma le responsabilità politiche, economiche e culturali restano fuori dall’aula di tribunale. Crans-Montana non è solo il luogo di una tragedia. È il simbolo di un’Europa dove il denaro corre più veloce delle domande, dove il potere si esercita prima del reato, dove i controlli arrivano solo dopo i morti. Le vittime non chiedono vendetta. Chiedono qualcosa di più difficile: che la zona grigia venga illuminata prima del prossimo incendio.  Le ipotesi di reato nell'inchiesta aperta sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in conferenza stampa a Sion, precisando che "tutte le piste sono aperte".    L'inchiesta si concentrerà in particolare su lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza, i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti, il numero di persone autorizzate e le vie di evacuazione e d'accesso. I proprietari del bar Le Constellation, teatro del devastante incendio in Svizzera, sono una coppia di cittadini francesi. Secondo quanto riferito da una fonte vicina all’inchiesta al quotidiano francese Le Figaro, Jessica Moretti, presente nel locale al momento del rogo, è rimasta ustionata a un braccio, mentre il marito Jacques “sta bene”.Secondo quanto riportato da Bfm, Jacques Moretti non si trovava nel bar al momento dell’incendio notturno, ma in uno degli altri due locali di proprietà della coppia. I Moretti si sono trasferiti nell’Altopiano vallesano nei primi anni Duemila e nel 2015 hanno rilevato Le Constellation, che all’epoca risultava abbandonato. Lo riferisce Corse-Matin, secondo cui la coppia ha successivamente trasformato il locale in un punto di riferimento della vita notturna, particolarmente frequentato durante l’alta stagione turistica. L’esercizio poteva ospitare fino a 300 persone negli spazi interni e circa 40 in terrazza. Dal registro del commercio del cantone Vallese risulta inoltre che Jessica e Jacques Moretti sono anche titolari di altri due esercizi: Le Senso, bar-ristorante specializzato in hamburger nella località di Crans-Montana, e Le Vieux-Chalet, nel vicino villaggio di Lens, che si presenta come una “locanda corsa”. In questo contesto drammatico, un ruolo di primo piano è stato svolto da NexoBrid, un gel enzimatico di produzione israeliana sviluppato per il trattamento delle ustioni profonde. NexoBrid rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel campo della medicina d’urgenza. A differenza della chirurgia tradizionale, che prevede la rimozione meccanica dei tessuti necrotici con interventi spesso invasivi e sanguinanti, questo prodotto agisce in modo selettivo. Applicato direttamente sulla zona ustionata, scioglie l’escara, cioè lo strato di pelle morta, preservando quanto più possibile i tessuti sani sottostanti. L’effetto è rapido e mirato. Nel giro di poche ore, il gel consente di pulire la ferita senza sottoporre il paziente a interventi immediati molto traumatici. Questo approccio riduce il rischio di infezioni, limita la perdita di sangue e crea condizioni migliori per le successive fasi di cura, come gli innesti cutanei. Nei casi dei feriti provenienti da Crans-Montana, NexoBrid ha permesso ai medici di intervenire quasi subito, senza attendere i tempi lunghi che in passato erano spesso necessari prima di un’operazione. In Italia, alcuni giovani rimasti coinvolti nell’incendio sono stati trasferiti in centri altamente specializzati, dove il gel israeliano è stato utilizzato come parte integrante dei protocolli terapeutici. La collaborazione tra ospedali italiani ha consentito di reperire rapidamente le dosi necessarie e di avviare il trattamento già nelle prime ore dal ricovero. Questo aspetto è stato determinante, perché nelle grandi ustioni il fattore tempo incide in modo decisivo sulla sopravvivenza e sugli esiti a lungo termine. L’esperienza di Crans-Montana ha messo in evidenza non solo l’efficacia clinica di NexoBrid, ma anche il valore della cooperazione internazionale in ambito sanitario. Il prodotto nasce dalla ricerca biotecnologica israeliana ed è distribuito anche in Italia, dove diversi centri lo utilizzano da anni. La sua applicazione in un’emergenza di tale portata ha dimostrato come l’innovazione possa superare i confini nazionali e diventare uno strumento concreto di solidarietà. Per molti osservatori, questo episodio rappresenta un esempio tangibile di come il dialogo scientifico tra Israele ed Europa, e in particolare con l’Italia, possa tradursi in benefici reali per i pazienti. Dal punto di vista medico, i risultati ottenuti confermano che la rimozione enzimatica dell’escara segna un cambiamento profondo nell’approccio alle ustioni gravi. I pazienti trattati con NexoBrid presentano in genere un dolore più controllabile, un minor rischio di complicanze infettive e un percorso di recupero potenzialmente più rapido. Inoltre, la possibilità di preservare una maggiore quantità di pelle sana contribuisce a migliorare gli esiti estetici e funzionali, un fattore cruciale soprattutto nei pazienti giovani. L’incendio di Crans Montana ha riacceso anche il dibattito sulla necessità di piani di emergenza dedicati alle ustioni, eventi rari ma capaci di mettere in crisi qualsiasi sistema sanitario. In questo scenario, disporre di farmaci innovativi come NexoBrid e di personale formato al loro utilizzo può fare la differenza tra un intervento tempestivo ed efficace e una risposta insufficiente. L’episodio ha mostrato come le reti di centri specializzati, supportate da tecnologie mediche avanzate, siano una risorsa strategica da rafforzare.Oltre al dolore e al lutto, dalla tragedia emerge dunque anche un messaggio di speranza legato al progresso scientifico. NexoBrid, frutto della ricerca israeliana e integrato nella pratica clinica italiana, si è rivelato uno strumento prezioso per affrontare le conseguenze di uno dei più gravi incendi recenti. La storia dei feriti di Crans Montana racconta come, anche nei momenti più bui, l’innovazione medica e la collaborazione tra Paesi possano aprire nuove possibilità di cura e di recupero.