[Una donna senza seno difficilmente è un 10. (Rivolgendosi a una giornalista). L’aspetto è importante, per esempio tu non avresti il tuo lavoro se non fossi bella. Donald Trump ] I giornalisti che ritiene ostili alla sua presidenza Donald Trump li attacca tutti e da sempre. Ma, ultimamente, il tycoon si è lasciato andare ad una serie di insulti specificamente rivolti alle reporter, per lo più sessisti e misogini. L'ultimo, in ordine di tempo, all'indirizzo di Nancy Cordes della Cbs. Dopo l'attacco a Washington contro due soldati della Guardia Nazionale il commander-in-chief ha accusato l'amministrazione di Joe Biden di non aver effettuato adeguati controlli sugli afghani arrivati negli Stati Uniti dopo il ritiro delle truppe americane. Durante un punto stampa a Mar-a-Lago giovedì all'indomani dell'assalto, la giornalista ha fatto presente al tycoon che il suo "dipartimento di Giustizia aveva riferito che l'Fbi e il dipartimento per la sicurezza interna hanno effettuato controlli approfonditi sugli afghani portati negli Stati Uniti". A quel punto Trump è scattato e le ha detto: "Sei stupida? Sei una persona stupida?". "Sono arrivati su un aereo insieme a migliaia di altre persone che non dovrebbero essere qui, tu fai queste domande solo perché sei una persona stupida", ha insistito. Qualche giorno fa, invece, era stata la volta di Katie Rogers del New York Times, 'colpevole' di aver scritto un articolo che metteva in dubbio la sua energia e le sue condizioni di salute. È Machado un "foglio nemico del popolo", ha attaccato The Donald. E poi rivolto alla reporter: "È una giornalista di terza categoria, brutta sia dentro che fuori". Dieci giorni fa era diventato virale il video in cui il presidente zittiva Catherine Lucey, di Bloomberg, che gli aveva chiesto perché non volesse pubblicare i documenti sul caso Jeffrey Epstein. "Quiet, quiet piggy". "Zitta, stai zitta cicciona", era stata la risposta di Trump che ha usato un'offesa sessista, bodyshaming e pure antianimalista se si considera il termine "piggy", "grassa come un maiale", in senso dispregiativo. Dalla Dichiarazione di Windhoek al richiamo all’articolo 19, fino alla nuova giornata italiana per i giornalisti uccisi: il 3 maggio è simbolo di informazione libera e responsabilità. Oggi si celebra la Giornata internazionale per la libertà di stampa, istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su impulso dell’UNESCO. Una ricorrenza che richiama il ruolo centrale dell’informazione libera nelle democrazie. La scelta della data rimanda al seminario organizzato nel 1991 a Windhoek, in Namibia, da cui nacque la Dichiarazione di Windhoek. Un documento che ha fissato principi ancora oggi fondamentali: indipendenza, pluralismo e libertà dei media come pilastri dei diritti umani e di ogni democrazia. Un passaggio chiave è il richiamo all’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il diritto di ogni individuo a esprimersi liberamente e a cercare, ricevere e diffondere informazioni senza frontiere. Nonostante i progressi registrati negli ultimi decenni, il quadro globale resta complesso. Secondo Freedom House, circa 40 Paesi sono ancora classificati come “non liberi”, soprattutto tra Asia e Africa, anche se rispetto al passato si registra una riduzione complessiva. La giornata è anche occasione per riconoscere il lavoro di chi difende la libertà di stampa in contesti difficili. Ogni anno viene assegnato il Premio Unesco Guillermo Cano, dedicato al giornalista colombiano ucciso nel 1986 per le sue inchieste. In Italia, intanto, il Senato il 30 aprile scorso ha approvato in via definitiva la legge che istituisce la Giornata in memoria dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione, fissata proprio il 3 maggio. "La libertà di stampa è un pilastro della democrazia poiché assicura il diritto dei cittadini a informarsi su quanto accade nel mondo. Per questo è fondamentale proteggerla in ogni contesto e tutelare chi ogni giorno lavora per garantirla". Lo afferma Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa . "È doveroso ricordarlo sempre ma ancora di più oggi, in un momento storico caratterizzato da una continua escalation di violenza e dal mancato rispetto delle norme del Diritto Internazionale Umanitario secondo cui chi non partecipa al conflitto, la popolazione civile, medici e sanitari, operatori umanitari e anche i giornalisti, non deve essere attaccato" prosegue il presidente della Cri. "Pochi giorni fa, in Libano - ricorda - i soccorritori della Croce Rossa sono entrati in un'area in cui c'era stato un bombardamento per mettere in salvo due giornaliste. Dopo aver recuperato la prima, Zeinab Faraj, ferita alla testa e a una gamba, sono stati costretti ad allontanarsi a causa di nuovi attacchi e non hanno potuto raggiungere la sua collega, Amal Khalil. Il suo corpo è stato recuperato il giorno seguente, sepolto tra le macerie". "Proteggere la libera informazione significa anche difendere la vita di chi, con abnegazione e spirito di sacrificio, si impegna a garantirla testimoniando i fatti, perché il racconto della realtà possa raggiungere anche chi è lontano. Una prova d'amore per la libertà, una garanzia di Umanità a favore di un diritto, quello all'informazione, che non può e non dovrà mai essere negato " conclude Valastro
OTTOBRE ROSSO
domenica 3 maggio 2026
La protesta di Machado
[Il nostro Paese è in gravi difficoltà. Non abbiamo più vittorie. Una volta ottenevamo vittorie ma ora non le abbiamo. Donald Trump] L'opposizione venezuelana ha criticato l'annuncio del governo sull'aumento del "reddito minimo integrale" a 240 dollari mensili, denunciando la scarsa trasparenza della misura e l'assenza di un reale incremento salariale. Su X la coalizione Piattaforma Unitaria Democratica ha definito "opaco" il provvedimento annunciato dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, sostenendo che il sistema continua a basarsi su bonus discrezionali piuttosto che su un salario stabile. Secondo l'opposizione, si tratta di un modello "fallito", in cui il reddito dei lavoratori dipende da decisioni politiche e non dalla produttività o dall'economia reale. "Nessun bonus può sostituire la dignità di un salario", si legge nella nota. Il governo ha annunciato un aumento del salario minimo a 240 dollari, senza però chiarire quale quota corrisponda al salario base, fermo a 130 bolivar dal 2022, oggi pari a pochi centesimi di dollaro. Il resto è composto da bonus, come quello alimentare e il cosiddetto "bonus di guerra economica", che non incidono su pensioni e altri diritti. Critiche sono arrivate anche da sindacati e ong, che parlano di misura ambigua e invitano a distinguere tra salario reale e compensi accessori. Opposizione e sindacati venezuelani tornano in piazza contro il governo ad interim di Delcy Rodriguez, con due mobilitazioni ravvicinate tra Venezuela e comunità all'estero. La leader conservatrice Maria Corina Machado ha convocato per domenica proteste in patria e in oltre 120 città del mondo, mentre le organizzazioni dei lavoratori hanno annunciato una marcia il 7 maggio verso l'ambasciata degli Stati Uniti. La premio Nobel per la Pace 2025 ha invitato a manifestare in sostegno dei detenuti politici e dei "perseguitati", chiedendo libertà, giustizia e democrazia. "Hanno bisogno della nostra voce", ha dichiarato in un messaggio sui social, annunciando che le iniziative coinvolgeranno anche America ed Europa, con presidi previsti in diverse città, tra cui Roma. Nonostante la cattura di Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, le aperture economiche del governo ad interim e l'approvazione di una legge di amnistia, restano circa 500 i detenuti per motivi di opinione nel Paese. Sul fronte interno, la Coalizione sindacale nazionale ha convocato una manifestazione per il 7 maggio. Il corteo partirà da Plaza Alfredo Sadel per raggiungere la sede diplomatica statunitense. Il leader sindacale José Patines ha spiegato che l'obiettivo è chiedere libertà sindacale, aumenti salariali e la fine della repressione. Le proteste si inseriscono in un clima di tensione crescente, segnato da rivendicazioni sociali e accuse di limitazioni ai diritti civili, mentre il Paese attraversa una fase politica ed economica ancora instabile.
Cuba resiste
[L’esistenza del male nel nostro mondo non è una ragione per disarmare i cittadini rispettosi della legge. L’esistenza del male è una delle migliori ragioni per armare i cittadini rispettosi della legge. Donald Trump] Gli Stati Uniti stringono la morsa su Cuba e impongono ulteriori sanzioni contro il governo cubano. Nel mirino della Casa Bianca sono finiti entità e soggetti che sostengono l'apparto di sicurezza dell'esecutivo o che sono considerate complici di corruzione o gravi violazioni. Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con le nuove misure. Il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha dichiarato che L'Avana non si arrenderà alle minacce degli Stati Uniti, invitando la comunità internazionale a reagire di fronte a un'eventuale aggressione militare dell'isola ventilata da Donald Trump. "Nessun aggressore, per quanto potente, otterrà la resa di Cuba", ha scritto su X, denunciando un'escalation "pericolosa e senza precedenti". Diaz-Canel ha accusato Washington di agire per gli interessi di una minoranza influente e ribadito che il Paese difenderà la propria sovranità, considerando "criminale" l'eventuale azione di forza. In un messaggio precedente, la presidenza ha sottolineato che "Cuba non è sola", richiamando la presenza a L'Avana di circa 800 delegati provenienti da 36 Paesi, riuniti per un incontro internazionale di solidarietà alla vigilia del Primo maggio. La presa di posizione arriva dopo che il presidente statunitense ha parlato della possibilità di prendere il controllo dell'isola "quasi immediatamente", poche ore dopo aver ulteriormente ampliato le sanzioni contro il governo dell'Avana. Il decreto prende di mira individui, entità e settori chiave dell'economia, tra cui energia, difesa, finanza e sicurezza. Le misure prevedono anche sanzioni secondarie contro chi intrattiene rapporti con i soggetti colpiti. Diaz-Canel ha definito le nuove restrizioni "coercitive", accusando gli Stati Uniti di rafforzare un blocco "brutale e genocida" che continua a pesare sull'economia dell'isola.
Record di droni sull'Ucraina
[La mia vita è una continua vittoria. Non è stata una partita persa. Donald Trump] Record di attacchi russi con i droni in Ucraina ad aprile. Lo rileva un'analisi dell'Afp basata sui dati pubblicati dall'aeronautica militare ucraina. Secondo la rilevazione, Mosca ha lanciato nel mese appena conclusosi 6.583 droni a lungo raggio, con un aumento del 2% rispetto a marzo, e un incremento significativo degli attacchi diurni, mentre i negoziati per porre fine al conflitto, innescato dall'invasione russa del febbraio 2022, rimangono in una fase di stallo. Le forze russe hanno notevolmente aumentato il numero di attacchi diurni, mentre in precedenza Mosca prendeva di mira l'Ucraina quasi esclusivamente di notte: una mossa che Kiev denuncia come una tattica volta a massimizzare le vittime civili, dato che il conflitto ha già causato decine di migliaia di morti. Anche il numero di missili lanciati da Mosca - 141 - è aumentato del 2% rispetto al mese precedente, ma è ben lontano dai 288 lanci registrati a febbraio. L'episodio in cui una bomba esplosa in una remota località dell'estremo oriente della Russia ha ucciso un militare sarebbe stato in realtà un attentato fallito al colonnello Azatbek Omurbekov, noto mediaticamente come 'il macellaio di Bucha': è quanto riporta il Guardian, citando tre fonti a conoscenza dell'accaduto. Questo ufficiale russo è considerato uno dei massimi responsabili del massacro di civili scoperto nella località ucraina ad aprile 2022, nelle prime settimane dell'invasione ordinata da Mosca. Per tali fatti, Omurbekov è stato soggetto a sanzioni da parte dell'Unione Europea ed è stato inserito nella blacklist del Dipartimento di Stato Usa. L'episodio, riportato nelle ultime ore, risale in realtà a martedì mattina, quando un ordigno è esploso in un edificio residenziale di Knyaze-Volkonskoye-1, città militare chiusa situata vicino al confine con la Cina. Nella palazzina, a quanto riportato, vive anche lo stesso Omurbekov. Nell'esplosione è morto un ufficiale di grado inferiore, mentre il colonnello "è rimasto illeso". Due fonti citate dal Guardian hanno riferito che l'attentatore aveva collocato l'ordigno in una cassetta della posta tra il primo e il secondo piano e installato una telecamera, ma l'attacco "ha preso di mira l'ingresso sbagliato".
sabato 2 maggio 2026
Spirit Airlines chiude
[In adversa ultra adversa o Mai Strack. 4° rgt alpini paracadutisti Monte Cervino] Secondo due fonti a conoscenza dei piani della compagnia, Spirit Airlines annuncerà nelle prossime ore la sospensione dei voli, diventando così la prima importante compagnia aerea statunitense a interrompere le operazioni in quasi 25 anni. Lo scrivono la Cnn e altre testate internazionali. La chiusura arriva in un momento in cui l'impennata dei prezzi del carburante per aerei ha mandato in fumo i piani di uscita dalla seconda procedura fallimentare. I tentativi di raggiungere un accordo con l'amministrazione Trump su un piano di salvataggio dell'ultimo minuto, accettabile anche da un gruppo chiave di creditori, si sono ieri rivelati infruttuosi. La decisione costringerà milioni di passeggeri in possesso di biglietti Spirit a cercare soluzioni di viaggio alternative nei prossimi mesi e lascerà senza lavoro 17.000 dipendenti della compagnia. L'eliminazione dei voli della compagnia aerea comporterà probabilmente anche un aumento delle tariffe in tutto il settore aereo statunitense. Un avvocato di Spirit ha dichiarato la scorsa settimana a un tribunale fallimentare che la compagnia aerea era in "trattative molto avanzate" con l'amministrazione per un piano di salvataggio. Ma un gruppo chiave di creditori non ha approvato quel piano, secondo una fonte a conoscenza delle trattative. Questi creditori si sono opposti al pacchetto che, a quanto pare, avrebbe dato al governo il controllo della stragrande maggioranza delle azioni della compagnia aerea. Secondo la società di analisi aeronautica Cirium, Spirit ha circa 9.000 voli programmati dal 2 maggio fino alla fine del mese. Questi voli hanno un totale di 1,8 milioni di posti. Ciò significa che in media circa 300 voli e 60.000 potenziali passeggeri al giorno saranno interessati solo nel prossimo mese. La chiusura definitiva di una compagnia aerea è un evento molto raro. La chiusura di Spirit è la prima di una compagnia aerea statunitense di rilievo da quando Midway Airlines cessò le attività subito dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.
Bibi è felice
[Virtute ex adversis traho / Traggo insegnamento dalle avversità, nave proteo A310] È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti": lo ha detto Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, sottolineando che "l'Iran è pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile". E mentre per Trump "dire che gli Usa non stanno vincendo la guerra è tradimento", monta l'ira dei dem secondo i quali il conflitto è illegale' perché è stato avviato senza un'autorizzazione del Congresso. Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all'Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito. L'allerta, pubblicata ieri dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz. L'Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di 'pedaggio' è al centro dell'avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche "attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura", comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l'Ofac. "L'Ofac emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall'effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento". Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che il controllo dello Stretto di Hormuz, un punto strategico vitale per le forniture globali di petrolio e gas, rappresenta la "strategia definitiva" di Teheran nel suo conflitto con gli Stati Uniti. "Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l'ombra del suo effetto deterrente sull'America e sui sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva dell'Iran islamico", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram ufficiale. Un maxi yacht legato a un oligarca russo soggetto a sanzioni ha attraversato oggi lo stretto di Hormuz, un'area particolarmente congestionata. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento delle navi. Il Nord, uno yacht di quasi 142 metri considerato uno dei più grandi al mondo, è partito ieri sera da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, per poi attraversare il difficile canale durante la notte, secondo i dati del fornitore di informazioni marittime MarineTraffic. La sua destinazione finale è Muscat, in Oman. Un broker nautico aveva precedentemente dichiarato alla Cnn che l'imbarcazione ha un valore stimato di almeno 500 milioni di dollari e si ritiene che appartenga ad Alexey Mordashov, presidente di un colosso siderurgico e minerario russo e uno dei miliardari più ricchi della Russia. L'Associated Press ha confermato che Mordashov è il proprietario dello yacht. Lo yacht, grande una volta e mezza un campo da football americano, sembra aver seguito la rotta che passa vicino all'isola iraniana di Larak, che secondo Lloyd's List Intelligence è una rotta utilizzata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane per controllare l'accesso allo stretto. Il Dipartimento di Stato americano ha sanzionato Mordashov nel 2022, oltre a tre delle sue altre società, alla moglie e ai due figli adulti. Secondo Lloyd's List, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera. Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso i loro servizi nella regione dall'inizio della guerra contro l'Iran, alla fine di febbraio, "causando ritardi significativi e un aumento dei costi per il commercio globale", secondo Lloyd's List, rivista specializzata nel settore marittimo. Alcune navi appartenenti a Cma Cgm, Cosco, Hapag-Lloyd e Msc sono riuscite a "evacuare... Secondo Lloyd's List, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo riporta Al Jazeera.
La guerra continua
[Ad Halloween mi vesto da specchio e se qualcuno mi chiede beffardamente che razza di costume sia, rispondo: ma ti sei visto? bon1z, Twitter] Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo scorso ha raggiunto quota 2.659, con 8.183 feriti. Lo ha dichiarato oggi il ministero della Salute libanese, scrive Anadolu. Precisando che 41 persone sono state uccise e altre 11 ferite nei raid israeliani delle ultime 24 ore. Fine della guerra con la garanzia che Israele e gli Stati Uniti non attaccheranno di nuovo; riapertura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani; revoca del blocco statunitense; colloqui sul programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni statunitensi; e riconoscimento da parte di Washington del diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio per scopi pacifici, con l'Iran che però accetta di sospendere il processo. Sono i 5 elementi sul tavolo al centro della proposta iraniana riferiti da un alto funzionario iraniano e riportati da Reuters sul suo sito. "In questo quadro, i negoziati sulla più complessa questione nucleare sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole", ha dichiarato il funzionarioIl comandante della Brigata meridionale dell'esercito israeliano, il colonnello Assaf Hamami (41 anni), è stato ucciso da Hamas nella fase iniziale dei combattimenti del 7 ottobre ed il suo corpo è stato trasportato a Gaza assieme con quelli di due militari che erano con lui. Lo ha confermato il portavoce militare israeliano sulla base di nuove informazioni di intelligence. Il portavoce ha aggiunto che nelle ultime 24 ore sono morti due soldati: uno coinvolto ieri in combattimenti nella zona centrale di Gaza e l'altro in seguito a ferite riportate due settimane fa. Il numero complessivo dei soldati e delle soldatesse israeliani caduti in due mesi di combattimenti è salito a 398, secondo il sito web delle forze armate. Israele ha continuato a colpire nella notte la Striscia di Gaza e Hamas ha lanciato razzi contro diverse città israeliane. Due dei soldati israeliani sono morti in combattimento, e almeno sette persone, secondo Hamas, sono state uccise questa mattina in un raid vicino al confine meridionale di Gaza con l'Egitto. Ieri sera colpito anche il campo profughi di Nuseirat, con 13 morti. Israele, secondo la Nbc, avrebbe accettato di designare ampie 'safe zone'. Intanto sgombera Khan Younis e spinge i residenti verso il confine meridionale. Scontro anche sugli ostaggi. Hamas sostiene di avere solo uomini e soldati, mentre Israele sostiene che abbiano ancora donne e bambini. L'operazione di terra nella Striscia continua. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui "i soldati hanno ucciso decine di terroristi e distrutto infrastrutture di Hamas". Le forze armate di Israele hanno diffuso oggi nuove immagini delle loro forze di terra impegnate in attacchi nella Striscia di Gaza. Le immagini sono state girate in località ignote nel nord della Striscia, dove l’esercito ha affermato di aver completato l’accerchiamento della città di Gaza. I combattimenti sul terreno si stanno intensificando negli ultimi giorni, anche nelle vicinanze della città. Nella giornata di ieri - ha spiegato il portavoce - "ci sono stati numerosi tentativi di attacchi ai soldati dai tunnel e dai compound militari nel nord della Striscia". Nella notte, "in un raid mirato nel sud della Striscia, corpi corazzati e ingegneri hanno fatto la mappa di edifici e neutralizzato ordigni esplosivi. Nel corso dell'operazione, i soldati hanno affrontato una cellula terroristica" i cui componenti sono stati uccisi. La Mezzaluna rossa palestinese (Prcs) invita la comunità internazionale a intervenire per proteggere i civili e le squadre mediche dagli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. L'appello è stato fatto sul profilo di X. "Prendere di mira deliberatamente il personale medico costituisce una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra e un crimine di guerra" scrive Prcs. La dichiarazione arriva dopo che Israele ha ammesso di aver preso di mira un'ambulanza vicino all'ospedale Al-Shifa a Gaza, provocando - secondo il Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas - 15 morti e 60 feriti. Israele ha affermato di aver colpito l'ambulanza perché era utilizzata da Hamas. La Mezzaluna rossa palestinese ha aggiunto che dal 7 ottobre gli attacchi israeliani hanno finora ucciso quattro membri del personale delle ambulanze, ferito 21 tra dipendenti e volontari, e danneggiato otto ambulanze. L'aviazione israeliana ha colpito con un missile l'abitazione di Ismail Haniyeh, il capo dell'ufficio politico di Hamas, nel campo profughi Shati, a nord di Gaza City. Lo riferiscono fonti locali. Haniyeh si è trasferito nel Qatar nel 2019. Al momento non è noto se l'attacco abbia provocato vittime. Una fonte Usa ha detto che "Hamas ha cercato di far uscire con le ambulanze i suoi combattenti da Gaza via Rafah, rallentando così gli sforzi per evacuare gli stranieri". Lo riportano i media israeliani ai quali la fonte ha riferito che "Hamas ha fornito all'Egitto e agli Usa una lista di persone ferite gravemente che volevano far evacuare insieme a centinaia di stranieri in attesa di uscire". Usa ed Egitto hanno scoperto che "un terzo dei nomi erano combattenti, nessuno dei quali figurava tra i 76 palestinesi feriti e alla fine evacuati".