[Ti innamori: bevi per festeggiare.Ti lascia: bevi per dimenticare. Ti manca: bevi per non pensarci. Non sei innamorato, sei alcolizzato. masse78, Twitter] "Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate". Lo ha denunciato Donald Trump nel corso del suo discorso alla nazione, assicurando agli americani che lavorerà con le autorità locali per mettere al sicuro le midterm di novembre dalle "scioccanti debolezze" emerse. Davanti alla telecamere, il presidente ha accennato brevemente all'Iran e all'economia. Wall Street "avanza di record in record" e "l'ultimo dato dell'inflazione è stato il migliore da sei anni", ha notato. Sulla campagna americana in Medio Oriente si è limitato a dire: "Abbiamo vinto in Venezuela. Stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro". Poi ha dedicato tutto il tempo a sua disposizione per parlare di voto. Per continuare ad avere un paese "dobbiamo avere un sistema di voto sicuro e affidabile, quello che abbiamo ora è debole ed è ben lungi dal soddisfare gli standard di sicurezza", ha detto annunciando la sua intenzione di desecretare nuovi documenti in grado di dimostrare le vulnerabilità del sistema, anche alle interferenze straniere. Trump ha portato ad esempio i casi del Venezuela e della Cina. La Cia - ha riferito - ha ottenuto informazioni su un complotto legato al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020. La Cina invece è responsabile "di quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia" a partire dal 2020, grazie alla quale ha acquisito "illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi". La Cina "non voleva che Trump vincesse le elezioni", ha aggiunto sottolineando che Pechino voleva aiutare Joe Biden e ha cercato anche di "fabbricare schede illegali" per l'ex presidente. Di questo caso però nessuno ne ha parlato: i membri del "Deep State hanno cercato di sopprimere" le informazioni ma "io ho dato indicazione alle agenzie competenti di indagare sull'insabbiamento delle interferenze cinesi", ha detto. Nel suo attacco a gamba tesa contro il sistema elettorale a pochi mesi dal voto di metà mandato, Trump si è scagliato contro le macchine per il conteggio dei voti "vulnerabili agli attacchi" e contro quelle oltre 278.000 persone che non sono cittadine americane ma che sono registrate a votare. Nel suo discorso Trump ha fatto ripetutamente riferimento alle elezioni del 2020, che sono da anni una sua ossessione. Le sue teorie sul voto rubato sono alla base dell'assalto al Congresso del 6 gennaio e molti temono che il suo nuovo attacco al sistema elettorale a pochi mesi dal voto sia un tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale e federalizzarlo oppure creare i presupposti per dichiarare un'emergenza poco prima del voto di novembre, al quale il suo partito è atteso perdere. "Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani", ha immediatamente replicato il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, dopo il discorso alla nazione di Trump. Perplessità sulle rivendicazioni del presidente le ha avute anche Fox. I suoi reporter hanno spiegato di non essere in grado di "corroborare le dichiarazioni" del presidente sul voto. Fox è uno dei netowrk che ha trasmesso in diretta tv il discorso del presidente. Altri hanno deciso di non farlo in tv ma solo sulle altre piattaforme perché non convinti della rilevanza del discorso e preoccupate dalla possibilità di spargere bugie. Proprio contro i media che hanno deciso di boicottarlo Trump si è scagliato durante il suo discorso. "Abc e Nbc hanno deciso di non trasmetterlo" perché "sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra", ha attaccato prima di minacciarle davanti a milioni di americani con la revoca delle loro licenze. Pechino definisce le accuse di Donald Trump di interferenze nelle elezioni statunitensi "pure invenzioni". La Cina ha accusato il presidente degli Stati Uniti di "invenzioni" dopo che questi aveva affermato che la Cina aveva compromesso i dati delle elezioni americane. "Le affermazioni fatte dagli Stati Uniti sono pure invenzioni e calunnie malevole che si sono dimostrate da tempo infondate", ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
OTTOBRE ROSSO
domenica 19 luglio 2026
Abs Electro nella black list
[Gli uomini sono esseri mitologici. Mezzi uomini e mezzi pirla. Luciana Littizzetto] Alla luce della continua e crescente aggressione della Russia contro l'Ucraina — inclusi i recenti attacchi letali sferrati contro Kiev nelle notti dell'1 e del 5 luglio 2026 e la brutale campagna militare che prende deliberatamente di mira le infrastrutture civili — il Consiglio Ue ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di una persona fisica e cinque entità. Tali soggetti fanno parte del complesso militare-industriale russo, essendo nello specifico coinvolti nella produzione di droni. Tutte e cinque le entità inserite nell'elenco fanno capo al gruppo societario Abs Electro, che sviluppa e produce componenti elettronici e radio-elettronici necessari per la guerra basata sull'impiego di droni. In particolare, tali entità contribuiscono allo sviluppo di sistemi che potenziano le capacità dei velivoli russi Uav — come i droni di tipo Shahed e Geran — aumentandone la resistenza alle contromisure di guerra elettronica. In blscklist anche diverse società producono sistemi di controllo automatizzati per il settore energetico russo, che costituisce un'importante fonte di entrate per il governo russo. La persona sanzionata è Irina Kharisova, presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo di società Abs Electro e amministratrice di diverse società facenti parte di tale gruppo. La Russia ha sferrato nella notte uno dei più massicci attacchi con missili balistici contro Kiev dall’inizio della guerra. A riferirlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio pubblicato su X. Le forze russe, afferma Zelensky, hanno lanciato “oltre 40 missili di vario tipo, la maggior parte dei quali diretti contro la capitale”, insieme a 120 droni d’attacco. Secondo il bilancio fornito dal presidente ucraino, una persona è morta a Kiev e nella regione circostante, mentre altre 16 sono rimaste ferite. “Le mie condoglianze a tutte le loro famiglie e ai loro cari”, scrive Zelensky, aggiungendo che tutti i feriti stanno ricevendo assistenza medica e che le operazioni di soccorso sono ancora in corso in tre diversi punti della capitale, con l’impiego di quasi 600 soccorritori. Interventi di emergenza sono in corso anche nella regione di Odessa. Zelensky denuncia inoltre l’intensificarsi della campagna militare russa sull’intero territorio ucraino. Nell’ultima settimana, afferma, Mosca ha impiegato “circa 1.450 droni d’attacco, oltre 1.640 bombe aeree guidate e 99 missili di vario tipo”. Oltre a Kiev, nelle ultime ore si registrano feriti nelle regioni di Odessa e Zaporizhzhia e danni nelle regioni di Sumy e Chernihiv. Attacchi sono stati segnalati anche nelle regioni di Vinnytsia, Dnipro, Donetsk, Zhytomyr, Kirovohrad, Mykolaiv, Poltava, Kharkiv, Kherson e Cherkasy. Il presidente ucraino torna quindi a chiedere un rafforzamento della difesa aerea del Paese: “La protezione dai missili balistici è oggi la nostra priorità assoluta”, scrive, sottolineando che gli intercettori “servono ogni giorno” e ringraziando i partner internazionali che stanno rispettando gli impegni assunti nella consegna di sistemi antimissile. Zelensky sollecita infine a mantenere alta la pressione su Mosca, sostenendo che “ogni ritardo nell’adozione di nuove decisioni offre alla Russia l’opportunità di pianificare nuovi attacchi contro il nostro popolo e di trovare il modo di aggirare nuove sanzioni”
Ottava notte di attacchi
[Date ad una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo. Marylin Monroe] Gli Stati Uniti hanno iniziato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. "Oggi alle 18 (mezzanotte in Italia) le forze americane hanno avviato nuovi attacchi aerei contro l'Iran su disposizione del commander-in chief", si legge in un post su X del Comando Centrale. "Tali attacchi mirano a ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz e a punire tempestivamente le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica che la scorsa notte hanno sferrato attacchi contro militari americani in Giordania". L'Iran alza il livello dello scontro con Washington. Il comandante Ali Abdollahi promette una 'risposta decisiva e devastante' a qualsiasi nuova aggressione, mentre il consigliere della Guida Suprema Mohsen Rezaei minaccia attacchi diretti contro gli Stati Uniti se i raid dovessero continuare. Intanto, secondo fonti della sicurezza israeliana rilanciate da media sauditi, Mujtaba Khamenei non si troverebbe in Iran. Sullo sfondo resta il nodo strategico di Qeshm, l'isola che ospiterebbe una vasta rete di basi missilistiche sotterranee e che è considerata cruciale per il controllo dello Stretto di Hormuz. Teheran dichiara definitivamente nullo l'accordo raggiunto con gli Stati Uniti a Islamabad. 'Non me ne importa nulla', commenta Donald Trump. Rubio e Michel Aoun hanno avuto un colloquio a Washington nell'ambito di una visita di quattro giorni del presidente libanese. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota. L'incontro ha affrontato le questioni relative alla sicurezza regionale e il disarmo di Hezbollah. La discussione ha dato il via a una serie di incontri diplomatici di alto livello nella capitale americana, che culmineranno in un bilaterale tra Aoun e Donald Trump alla Casa Bianca martedì. 'I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere". Lo scrive Donald Trump su Truth riferendosi alla legge promossa dal senatore scomparso di recente che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca. L'Iran condanna un attacco statunitense al sito della centrale nucleare civile in costruzione di Darkhovin . L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, responsabile dell'impianto, ha deprecato in una dichiarazione "l'attacco terroristico perpetrato dal regime statunitense contro il sito della centrale nucleare di Darkhovin, ancora in costruzione". Lo riporta Tasnim. "Il regime terroristico e criminale degli Stati Uniti" si legge, "domenica 19 luglio intorno alle 3:39 ora locale ha attaccato con diversi proiettili il cantiere della centrale elettrica di Darkhovin, ancora in costruzione". L'impianto civile da 300 megawatt è situato nella provincia del Khuzestan, ricca di petrolio, vicino al confine occidentale con l'Iraq. Situata a soli 22 chilometri a sud della città portuale iraniana di Bandar Abbas, l'isola meridionale di Qeshm domina lo Stretto di Clarence, il braccio di mare che separa l'isola dalla terraferma noto anche come Kuran, e funge da piattaforma principale per la potenza navale "asimmetrica" dell'Iran. Lo scrive Al Jazeera in un'analisi sull'importanza strategica dell'isola bombardata nella notte della forze statunitensi. Sebbene le cifre esatte relative al numero di motovedette veloci e batterie costiere iraniane nascoste nei labirinti sotterranei dell'isola rimangano classificate, il loro intento strategico è chiaro. Il media qatarino cita infatti il generale di brigata libanese in pensione Hassan Jouni, esperto militare, secondo cui che Qeshm ospita "straordinarie capacità iraniane" all'interno di quella che viene descritta come una "città missilistica" sotterranea. Queste vaste reti, ha affermato Jouni, sono progettate per un unico scopo: controllare o bloccare lo Stretto di Hormuz. Non a caso Qeshm viene descritta come la "portaerei inaffondabile" dell'Iran. Il leader iraniano Mujtaba Khamenei "non si trova in Iran". A dirlo è una fonte della sicurezza israeliana citata dall'emittente saudita al-Hadath e riportata dal Times of Israel. Dall'attacco del 28 febbraio in cui morì il padre, Khamenei ha comunicato solo tramite dichiarazioni scritte e non è mai apparso in pubblico. Secondo la fonte i messaggi della guida suprema iraniana sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo. Il comandante del Comando centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, ha dichiarato che "le forze armate iraniane daranno una risposta decisiva e devastante a qualsiasi aggressione e atto di barbarie da parte del nemico". "Infliggeremo loro costi molto più pesanti di quelli sostenuti nelle loro recenti guerre contro l'Iran", ha avvertito, secondo quanto riferito dall'agenzia Tasnim. Nel frattempo, Mohsen Rezaei, principale consigliere della Guida suprema iraniana, ha affermato che "le forze armate passeranno alla fase offensiva contro gli Stati Uniti, se continueranno gli attacchi contro l'Iran". "Gli americani riceveranno uno schiaffo in pieno volto attraverso i nostri attacchi occhio per occhio", ha aggiunto. Secondo l'ufficio del governatore dell'Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell'isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna sul social X. L'agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell'isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell'Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.
sabato 18 luglio 2026
Settima notte di bombardamenti
[Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Ciò non era mai accaduto. Franz Kafka.] "Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran". Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver "colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali". Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse. Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, "e rimangono vigili, letali e pronti all'azione". L'Iran ha rivendicato nuovi attacchi contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, nell'ambito della decima fase dell'operazione di rappresaglia denominata 'Lightning'. Lo riferisce Al Jazeera, citando comunicati diffusi dai media di Stato iraniani. Secondo l'esercito iraniano, sono stati colpiti ad Ali Al Salem, in Kuwait, sistemi radar, batterie di difesa aerea Patriot e depositi di carburante utilizzati dalle forze Usa. In una seconda ondata di attacchi, Teheran afferma di aver impiegato droni contro sistemi di comunicazione e radar, inclusi radar Super Hawk e installazioni Patriot, nella base di Sheikh Isa, in Bahrein. Anche i Guardiani della rivoluzione, i pasdaran, hanno rivendicato un'azione contro il Kuwait, sostenendo di aver preso di mira un radar di allerta precoce C-Ram e un punto di raccolta di militari statunitensi nella base aerea di Ali Al Salem.
34 anni di bugie
[La malvagità avvolge l’uomo come la crisalide di una farfalla. Arto Seppälä] "Esiste un'antimafia negazionista di partito che tende a individuare solo nel sistema degli appalti il movente centrale". Lo dice Luigi Patronaggio, ex procuratore capo di Agrigento e oggi procuratore generale a Cagliari, spiegando che tale lettura rischia di escludere "il possibile ruolo di apparati deviati dello Stato". Al centro del giallo resta la scomparsa dell'agenda rossa, un furto "compatibile con l'interesse di soggetti appartenenti ad aree deviate, desiderosi di impedirne la conoscenza". Per Patronaggio, Borsellino sapeva di essere "circondato da nemici non soltanto mafiosi" dopo le rivelazioni di Mutolo su magistrati e apparati infedeli. Tra depistaggi e presenze anomale sul luogo dell'eccidio, il caso resta aperto: "Questi interrogativi costituiscono il nucleo vivo di una domanda di verità che riguarda la tenuta stessa dello Stato democratico". La strage, per l'ex procuratore di Agrigento, fu l'eliminazione di un uomo che le istituzioni "dovevano difendere e invece hanno combattuto". "Sono stata una delle testimoni oculari dell'agenda rossa appartenuta a mio padre. La sua sottrazione dal luogo della strage non può fermare la ricerca della verità. Solo pensare che la sparizione di questo importantissimo reperto possa rendere impossibile la ricerca della verità rischia di far cadere nella disperazione, intesa come mancata speranza che questa storia possa essere ricomposta. Significa vanificare gli sforzi che le istituzioni sane di questo Paese hanno compiuto e stanno compiendo giorno dopo giorno. Penso a questa procura che ci ospita, penso alla procura di Caltanissetta e alla Commissione parlamentare antimafia". Lo ha detto Lucia Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio a Palermo con 5 agenti della scorta il 19 luglio 1992, intervenendo nell'aula magna della corte d'Appello a Palermo a un evento per ricordare la strage. Era presente anche l'altro figlio di Borsellino, Manfredi. "Nonostante non amiamo essere soggetti pubblici in quanto suoi figli, non possiamo esimerci né intendiamo sottrarci nel pieno rispetto delle istituzioni che è il faro che ha sempre ideato l'operato di nostro padre - ha aggiunto - Non possiamo né intendiamo esimerci dal fare la nostra parte. Fare la nostra parte, anche quando la nostra voce può risultare insidiosa rispetto all'esigenza imprescrittibile, non di conoscere una verità, ma l'effettivo corso di come si è svolta questa storia maturata sia prima che dopo le stragi che hanno messo in ginocchio il nostro Paese". Per Lucia Borsellino "sono tanti gli elementi che mancano all'appello. Per questo motivo siamo al fianco di queste istituzioni che stanno dispiegando tutte le loro energie per riuscire a restituire alla società civile e non solo a noi familiari delle vittime innocenti di mafia, questo fondamentale contributo di conoscenza soprattutto culturale". Sono numerose le iniziative organizzate a Palermo domenica prossima per il 34esimo anniversario della strage di via Mariano D'Amelio, il 19 luglio 1992, in cui furono uccisi il magistrato e cinque agenti della polizia di Stato della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Alle 10 al parco Piersanti Mattarella il Network Giovani Sicilia ha organizzato l'iniziativa "Però parlatene - Con un microfono aperto la legalità prende voce", cui interverranno il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, l'europarlamentare Giuseppe Antoci, il senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato, il deputato ed ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, Giulia Sarti. Alle ore 10:30, sarà deposta una corona d'alloro alla presenza, del Capo della Polizia il prefetto Vittorio Pisani, davanti la lapide all'interno dell'Ufficio Scorte della Questura di Palermo che ricorda il sacrificio dei caduti nelle stragi di Capaci e via D'Amelio. Il Movimento Agende Rosse, che ha organizzato tre giorni di iniziative, ha concentrato le manifestazioni di domenica in via d'Amelio: dove sono previsti interventi dei familiari delle vittime, associazioni e realtà giovanili di Palermo. E poi ancora spettacoli teatrali e la conferenza "La verità oltre l'oblio di Stato", a cui parteciperanno magistrati, avvocati, giornalisti e intellettuali. Alle 16.58 il minuto di silenzio, con la lettura della poesia "Giudice Paolo" di Marilena Monti. Alle ore 16:30 nell'hotel San Paolo Palace, si svolgerà il convegno nazionale "Parlate di mafia", promosso dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia di Camera e Senato. All'incontro parteciperanno i capigruppo Lucio Malan e Giovanni Donzelli, prima della maratona oratoria a cui parteciperanno anche esponenti di Fdi in commissione Antimafia, tra cui la presidente Chiara Colosimo e il capogruppo Raoul Russo. Presente la deputata palermitana Carolina Varchi oltre a diversi protagonisti del dibattito pubblico. Alle 20 si svolgerà la fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino, cui parteciperà Arianna Meloni, organizzata dai movimenti giovanili di Destra comunità '92 e forum XIX luglio con partenza da piazza Vittorio Veneto e arrivo in via D'Amelio dove alle ore 22.30, andrà in scena lo spettacolo teatrale "I giorni di Giuda - Intervista marziana a Paolo Borsellino", di Francesco Vitale e Manfredi Borsellino. 34 anni di distanza dalla strage di via d'Amelio non abbiamo ancora ottenuto giustizia e verità. Anzi, si moltiplicano i depistaggi, anche istituzionali, come quelli portati avanti dalla Commissione nazionale antimafia. Voler separare la strage di via D'Amelio dalle altre stragi, come se fossero slegate e volerne addebitare la causa ad un fantomatico dossier mafia e appalti, che mai avrebbe potuto giustificare l'accelerazione di quella strage e soprattutto la necessità di fare sparire proprio l'agenda rossa, è volere cancellare le tracce dell'eversione nera, che invece è da considerare un filo conduttore". Lo dice Salvatore Borsellino, fratello di Paolo a pochi giorni del 34esimo anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo, il 19 luglio 1992, in cui furono uccisi il magistrato e cinque agenti della polizia di Stato. "Ho letto che la premier Meloni è stata a Palermo e che intende portare l'esercito in città per gestire l'ordine pubblico - ha proseguito - Ritengo che sarebbe necessaria la prevenzione piuttosto che la repressione. In città sta accadendo che una cospicua quantità di ergastolani, che non ha mai collaborato con la giustizia, sono stati rimessi in libertà e tornano a gestire i loro clan mafiosi. Piuttosto che togliere le armi ai magistrati, così come si è cercato di fare di recente, bisognerebbe partire con la prevenzione", ha concluso Borsellino.
Paura di Gerusalemme
[Il bello delle persone che ci sono ad intermittenza è che prima o poi fanno come le lampadine. Si spengono da sole. grazyetta, Twitter] L'esercito iraniano ha annunciato oggi di aver colpito obiettivi militari in Kuwait e in Giordania in risposta ai bombardamenti statunitensi sul proprio territorio, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato. Le forze iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira il campo militare di Al-Adiri e la base di Ali Al-Salem in Kuwait, nonché la base aerea di Al-Azraq nella parte orientale della Giordania, come riportato dalla televisione di Stato. Come mai in tutti questi giorni l’Iran preferisce colpire paesi limitrofi, alleati degli Stati Uniti, tralasciando israele. L’alleato principale degli USA, che continua a banchettare in Libano, Siria, Gaza ... è meglio non provocarlo. L’Iran ha cessato di adempiere ai propri obblighi previsti dal memorandum d’intesa per la fine del conflitto con gli Stati Uniti: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa Tasnim. “Abbiamo cessato di adempiere ai nostri obblighi e al momento non li stiamo rispettando, poiché ci stiamo occupando di questioni di difesa nazionale”, ha proseguito Gharibabadi, che guida anche la delegazione negoziale iraniana nei colloqui con gli Stati Uniti. “Teheran non vede alcun motivo per aderire a un accordo se questo non viene attuato dall’altra parte”, ha concluso il diplomatico. Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida suprema iraniana, ha dichiarato che la politica di condurre “guerra e negoziati simultaneamente” è finita. “Rispetteremo tutti i governi e tutti i popoli sono nostri fratelli, ma continueremo i nostri attacchi contro i soldati e le basi americane”, ha aggiunto l’ex comandante dei Pasdaran in una intervista alla televisione iraniana. Rezaei ha affermato che un’ulteriore escalation rischierebbe di infiammare diverse zone critiche internazionali, citando Israele e Turchia, Arabia Saudita e alcuni Paesi della regione, Cina e Taiwan, nonché Russia ed Europa. Rivolgendosi ai popoli della regione per impedire un’escalation del conflitto, ha avvertito gli Stati Uniti di “aspettarsi ondate di missili” e li ha messi in guardia contro qualsiasi operazione di terra. Intanto, il bilancio delle vittime degli attacchi statunitensi contro l’Iran è salito a 50, mentre il numero dei feriti ha superato i 500, secondo quanto riportato dal ministero della Sanità iraniano. Il bilancio precedente, diffuso il 17 luglio dal ministero, indicava 38 morti e almeno 400 feriti. “Tra il 27 giugno e il 18 luglio, oltre 500 persone sono rimaste ferite e 50 sono cadute in combattimento”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Hossein Kermanpour. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver completato la settima ondata di attacchi contro obbiettivi iraniani, colpendo arsenali e altri obbiettivi strategici. Teheran ha risposto colpendo infrastrutture americane in Medio Oriente, con attacchi in Giordania, Bahrein, Kuwait dove l’esercito iraniano ha annunciato di aver attaccato un Centro di Supporto alle forze terrestri, uccidendo diversi militari Usa. Il Centcom continua a ritenere l’Iran responsabile su indicazione del Comandante in capo, applicando pienamente il blocco navale contro i porti iraniani”, si legge nel comunicato diffuso dallo stesso Comando. Dall’altro lato lo stretto di Hormuz “è completamente chiuso e altamente a rischio”: hanno affermato le guardie rivoluzionarie dell’Iran. Oltre 50.000 militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente e rimangono vigili, letali e pronti”, conclude la nota del Centcom. Ma l’Iran lancerà un’offensiva su vasta scala se gli attacchi statunitensi dovessero protrarsi per più di due o tre giorni: lo ha affermato Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana. “L’Iran non si accontenterà più di una semplice rappresaglia e nessun confine sarà al sicuro” ha concluso Rezaei, le cui dichiarazioni sono state riportate dalla televisione di Stato iraniana. La televisione di Stato iraniana, citando fonti dell’esercito, ha reso noto che l’esercito iraniano ha colpito una base aerea in Bahrein utilizzata dagli Stati Uniti, in risposta alla nuova ondata di attacchi americani. I droni d’attacco hanno colpito “hangar e aree di parcheggio per aerei, serbatoi di carburante dell’esercito statunitense presso la base aerea di Sheikh Isa, nonché diversi ponti di collegamento in Bahrein”. La base nel sud del Bahrein è “uno dei centri operativi e logistici più importanti” per le forze armate statunitensi nella regione, secondo le fonti. L’esercito giordano ha reso noto di aver abbattuto dieci missili iraniani, senza che si siano registrate né vittime né danni. “I sistemi di difesa aerea… hanno intercettato dieci missili iraniani che erano entrati nello spazio aereo giordano e che avevano come obiettivo il territorio del regno, (che) sono stati intercettati e abbattuti”, si legge nel comunicato diffuso dalle forze armate di Amman.Le autorità del Kuwait hanno reso noto che un secondo impianto di produzione di energia e desalinizzazione kuwaitiano è stato attaccato dall’Iran, provocando un incendio e l’arresto di diverse unità produttive. Le forze armate del Bahrein hanno reso noto di aver respinto diversi nuovi attacchi iraniani, dopo l’attivazione dell’allarme antiaereo nella capitale Manama. I guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani hanno reso noto di aver attaccato personale militare statunitense presso il Centro di Supporto alle Forze Terrestri di Arifjan, in Kuwait, uccidendo diversi militari: è quanto riporta Press TV. Secondo le fonti durante la 18a ondata dell’Operazione Nasr-2, le forze iraniane hanno distrutto una stazione radar presso la base aerea statunitense di Ali Al Salem, in Kuwait, utilizzando un drone, insieme a un hangar per la manutenzione delle armi e a un deposito per droni.
Paura AfD
[A mali estremi, bevi e rimedi. NiceToMatthew, Twitter] Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è detto “fiducioso” di poter impedire all’estrema destra AfD di ottenere la maggioranza alle elezioni regionali nell’Est della Germania in programma a settembre, test ritenuto cruciale per la tenuta del suo governo. Il leader conservatore ha spiegato inoltre di non essere contrario all’acquisizione, da parte di case automobilistiche cinesi, di stabilimenti tedeschi in difficoltà, avvertendo tuttavia che ciò non può rappresentare una soluzione a lungo termine per i problemi del settore.“Le campagne elettorali sono appena iniziate. Sono e resto fiducioso che riusciremo nei tre Laender, in particolare in Sassonia-Anhalt e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, a impedire all’AfD di ottenere la maggioranza dei seggi nei rispettivi parlamenti regionali, e manterrò questo ottimismo fino alle 18 del giorno delle elezioni”. Il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz, nella sua veste di presidente della Cdu, ha chiesto le dimissioni del capogruppo dell'Unione (Cdu/Csu) Jens Spahn. È quanto ha appreso la Deutsche Presse-Agentur da fonti vicine al presidente del partito. Spahn, emerge da una lettera inviata ai membri del suo gruppo parlamentare, si è dimesso. Il politico della Cdu Spahn era finito sotto pressione in settimana perché lui e suo marito sono diventati genitori di un bambino ricorrendo alla maternità surrogata negli Stati Uniti. In Germania la maternità surrogata è vietata per legge e la Cdu si oppone alla sua legalizzazione.