mercoledì 7 ottobre 2026

Renatino primo in esilio?

[Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. Pablo Neruda] L’Etna è calma appresa la notizia che renatino primo, contestato dai suoi, potrebbe anche lasciare. Se dovesse restare l’Etna riprenderà, dopo tutto è l’unica cosa che in Sicilia ha ancora dignità. In gesap si respira un’aria pesante. L’ad #cettolaqualunque è depresso, Richelieu (dg) indaffarato a togliere la convenzione a tutti i dipendenti (tranne che alla gesap), e la vendita dei gelati a Palazzolo non ha ancora capito la gravità della situazione. La susy passeggia nervosamente, mentre area manager chiama la suocera per sapere se ci sono novità. Mentre nella Prima Vista Lounges by Aviapartner si apprestano a festeggiare. I cornetti vuoti infilateli dove sai tu. "Il "Re Sole" è ora il "Re Solo".    Nessun partito ieri si è stracciato le vesti nell'inviare comunicati di sostegno a Schifani. Qualche mese prima, invece, c'era la gara a chi doveva somministrare metadone politico per tenere in piedi questa situazione". È l'analisi di Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, sulla situazione politica che si è determinata attorno al presidente della Regione Renato Schifani e sul futuro della legislatura regionale.    "Io vi ho detto da sempre che questa legislatura sarebbe finita in anticipo - afferma De Luca - Il banco è saltato nel momento in cui il presidente Schifani ha fatto circolare la voce che non avrebbe accettato l'incarico al Csm per dimettersi anticipatamente a fine gennaio".    "Pare che non sia vero che Schifani abbia rifiutato la candidatura al Csm, ma pare che negli ultimi tre o quattro giorni siano venute meno le condizioni per una sua candidatura - prosegue. È ovvio che ci interroghiamo se siano venute meno le condizioni per cause politiche o per cause non politiche. Questo non sta a me stabilirlo, anche perché a me non interessa. A me interessa il fatto politico".    "Già era stato stabilito da due-tre mesi, in termini definitivi - dice - , che non ci sarebbe stato lo Schifani bis e che la buonuscita del presidente Schifani sarebbe stato il Csm.   Nel frattempo si è rotto qualche meccanismo e quindi quella strategia non può più essere messa in atto".    Per De Luca "Schifani non ci farà questo regalo di dimettersi subito. Io accenderei dieci ceri a tutte le patrone e alle nostre Madonnine se ciò si verificasse. Non lo farà perché, se si slegano le elezioni regionali dalle politiche, sarà il Vietnam per il sistema, non c'è discussione. È ovvio che il quadro politico cambia radicalmente".


7 ottobre a Kfar Aza

[Lo riconoscerò anche solo dal tocco, dal ritmo del respiro; lo riconoscerò se sarò cieco, dal modo in cui i nostri respiri si uniscono e le nostre membra si intrecciano. Madeline Miller] Abbracci, silenzio e lacrime a Kfar Aza, uno dei kibbutz simbolo dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. A tre anni dall’assalto, israeliani e familiari delle vittime si sono riuniti vicino al confine con la Striscia di Gaza per ricordare i morti e i rapiti. A Kfar Aza i miliziani uccisero 64 residenti e ne rapirono 18. Gli attacchi del 7 ottobre provocarono complessivamente 1.221 morti in Israele, secondo un conteggio basato su dati ufficiali israeliani. Durante la commemorazione, i partecipanti hanno ascoltato gli interventi e poi si sono alzati per abbracciarsi.In Israele è stato osservato stamani un minuto di silenzio nei luoghi del sud del Paese colpiti tre anni fa dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, il più sanguinoso mai subito dallo Stato ebraico e l’evento che diede inizio alla guerra nella Striscia di Gaza. Sul sito del festival musicale Nova, preso d’assalto dai combattenti di Hamas arrivati anche a bordo di veicoli e parapendii, familiari delle vittime e persone in lutto hanno chinato il capo alle 6.29 ora locale, le 5.29 in Italia. La commemorazione si è svolta tra i ritratti delle vittime e le composizioni floreali deposte nel luogo del massacro. Gli attacchi del 7 ottobre provocarono complessivamente 1.221 morti in Israele, secondo un conteggio basato su dati ufficiali israeliani. Durante la commemorazione, i partecipanti hanno ascoltato gli interventi e poi si sono alzati per abbracciarsi.Dopo quasi 3 anni di guerra e un anno dal cosiddetto cessate il fuoco, Israele continua il genocidio a Gaza. Lo spazio vitale della popolazione è sempre più ridotto, specialmente dopo la creazione della linea gialla che è un vero e proprio strumento di pulizia etnica. Lo afferma Medici Senza Frontiere in una nota.  "La linea gialla non può essere considerata semplicemente una linea su una mappa. È diventata uno strumento di accerchiamento e pulizia etnica che isola le comunità dalle infrastrutture, dall'assistenza sanitaria, dall'acqua e da tutto ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere", dichiara Amande Bazerolle, responsabile della risposta d'emergenza di Msf a Gaza. Oggi le forze israeliane occupano circa il 65% della Striscia di Gaza e utilizzano la linea gialla come confine di fatto di quest'area.  Ad aggravare la situazione, il fatto che la linea non è delimitata in modo chiaro né costante. Chi vi si avvicina rischia di essere colpito dalle forze israeliane e i team di Msf continuano a curare persone con ferite da arma da fuoco riportate nelle aree circostanti. Inoltre, il suo avanzamento ostacola la distribuzione di beni di prima necessità: Msf ha dovuto sospendere più volte la distribuzione d'acqua a causa delle sparatorie vicino alle comunità che vivono in prossimità della linea gialla.  Mentre Israele confina i palestinesi in aree sempre più limitate, le famiglie sono costrette a vivere in condizioni di sovraffollamento estremo e disumane, senza un accesso adeguato ad acqua pulita, servizi igienico-sanitari, rifugi e assistenza sanitaria, denuncia l'Ong. Condizioni che favoriscono la diffusione delle malattie. Solo quest'anno, i team di Msf hanno assistito oltre 11.000 casi di malattie della pelle come la scabbia e registrato più di 1.500 casi di varicella tra giugno e luglio. Nel mese di agosto, Msf ha distribuito circa 2,1 milioni di litri di acqua potabile al giorno, ma i bisogni restano enormemente superiori a quanto sia possibile garantire sotto le attuali restrizioni, conclude la nota.


Paura di nuove epidemie

[Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono fatte della stessa cosa. Emily Bronte] Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha esortato la Russia alla trasparenza e alla condivisione delle informazioni, dopo la morte di una ricercatrice di un istituto per la lotta contro la peste in Siberia. "Spetta alla Russia fornire maggiori informazioni su quanto accaduto", ha affermato Rubio a margine di una visita in Islanda, sottolineando che qualsiasi caso di infezione in laboratorio desta particolare preoccupazione alla luce della pandemia di Covid.Gli Usa aumentano la pressione sulla Russia per il decesso nel laboratorio siberiano che studia la peste polmonare e per le successive misure di quarantena. In una nota ufficiale, conosciuta come démarche, il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Lo riferisce il Wall Street Journal, in base a quanto detto da funzionari Usa, secondo cui Mosca ha fornito scarse informazioni sul misterioso episodio.    La comunicazione diplomatica riservata aggiunge un ulteriore elemento di tensione tra Washington e Mosca, mentre il presidente Donald Trump cerca di migliorare i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin e di compiere progressi negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina. Il Cremlino non dispone di informazioni relative a una comunicazione diplomatica degli Usa alla Russia in cui si farebbe pressione per ricevere informazioni più dettagliate sul presunto decesso per peste polmonare di una ricercatrice in Siberia. "Non ho informazioni a riguardo", ha risposto il portavoce, Dmitry Peskov, alle domande dei giornalisti relative a un passo di questo genere che, secondo il Wall Street Journal, sarebbe stato fatto da Washington. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Il tycoon ha riferito ai media di avere programmato una telefonata con Putin "a breve". Interpellato su quanto riferito dalle agenzie di intelligence Usa in merito all'incidente, il presidente ha affermato che dovrebbe essere in grado oggi di fornire maggiori dettagli. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito "ancora piuttosto limitate" le informazioni condivise da Mosca, senza fare riferimento alla comunicazione diplomatica riservata.    "Esortiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, affinché tutti noi possiamo reagire in modo adeguato e appropriato", ha aggiunto Rubio, in missione in Islanda per discutere sulla cooperazione in materia di sicurezza nell'Artico. "Forse non c'è nulla di grave. Forse la questione è più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo".    A quattro giorni dalla morte della donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, le autorità russe non hanno ancora reso nota la causa esatta del decesso, limitandosi ad affermare che è avvenuto a causa di una polmonite. La mancanza di dettagli ha alimentato l'ipotesi che l'attività di laboratorio della donna abbia comportato l'esposizione a un patogeno letale e ha sollevato interrogativi sull'adeguatezza delle misure adottate dalla Russia per contenere quella che le autorità hanno definito una malattia infettiva. In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, i Paesi sono tenuti a notificare all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), entro 24 ore, qualsiasi evento possa trasformarsi in un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.    L'accordo impone inoltre ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia. La governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha dichiarato lo stato di emergenza straordinaria per il morbillo in risposta al numero crescente di casi riscontrati nelle aree rurali di New York e degli stati vicini, tra cui la Pennsylvania.    "Dopo aver esaminato gli ultimi dati sui casi di morbillo nello stato di New York, dichiaro lo stato di emergenza al fine di potenziare le misure per affrontare questa malattia", ha detto la Hochul. "Nessuno - dovrebbe ammalarsi gravemente o morire a causa di una malattia che si può prevenire con un vaccino. È per questo che ho adottato misure per aumentare il numero di operatori sanitari in grado di vaccinare ed effettuare test", ha aggiunto.    A New York sono stati registrati 108 casi dall'inizio dell'anno, soprattutto nelle zone rurali, mentre nel 2023 era stato registrato solo un caso. In Pennsylvania, cinque persone sono decedute dopo aver contratto la malattia infettiva, 198 sono invece state ricoverate in ospedale. Oltre a New York e alla Pennsylvania, anche l'Ohio ha registrato un aumento. 


Non è mai troppo tardi

[Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato". Haruki Murakami]  La Svezia ha annunciato l’invio di un sistema di difesa terra-aria Patriot in Polonia per proteggere un hub logistico per gli aiuti militari oe umanitari destinati all’Ucraina. “Questo per garantire che le attrezzature essenziali raggiungano l’Ucraina da tutti i paesi che sostengono la sua difesa contro la Russia”, ha dichiarato Ulf Kristersson, Primo Ministro svedese. La Romania ha fatto decollare due caccia F-18 vicino al confine con l’Ucraina a causa di un’allerta per un attacco aereo. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Bucarest.  “Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, il sistema di sorveglianza radar del ministero della Difesa nazionale ha rilevato due obiettivi aerei che si muovevano nello spazio aereo ucraino, vicino al confine con la Romania. Due caccia F-18 dell’Aeronautica e Forza spaziale spagnola, impegnati in missioni di potenziamento della sorveglianza aerea, sono decollati dalla base aerea 57 di Mihail Kogalniceanu”, ha dichiarato il ministero. Nella contea di Tulcea è stata diramata un’allerta per un attacco aereo, durata un’ora. Il ministero ha precisato che i droni non hanno violato lo spazio aereo del Paese.  La Nato ha intensificato il monitoraggio dello spazio aereo romeno dispiegando ulteriori sistemi di allerta precoce. Il Parlamento di Bucarest ha approvato una legge che autorizza le forze armate ad abbattere i droni che violano lo spazio aereo del Paese. Alcuni droni hanno colpito due navi mercantili al largo delle coste della Bulgaria nel Mar Nero: lo annuncia il governo di Sofia. Una delle navi è affondata secondo quanto riferito dal servizio di soccorso marittimo bulgaro.    Entrambe sono state colpite da droni nella zona economica esclusiva della Bulgaria nel Mar Nero, ha annunciato il governo, che ha convocato una riunione d'urgenza. Una delle navi è affondata e il suo equipaggio risulta disperso, secondo quanto riferito da Roumen Nikolov, direttore del Centro di coordinamento delle operazioni di soccorso marittimo di Varna, citato dall'emittente radiofonica pubblica BNR. Il bilancio delle vittime dell'attacco con droni nella regione di Mosca è salito a due, con altri nove feriti: lo ha dichiarato il governatore Andrey Vorobyov citato dalla Tass. "Il bilancio delle vittime di uno dei più gravi attacchi con droni è salito a due dopo che i soccorritori hanno rinvenuto il corpo di un uomo di 71 anni sotto le macerie di un'abitazione privata a Barybino (comune di Domodedovo). Una donna che si trovava all'interno dell'abitazione è rimasta ferita", ha scritto sul suo canale Telegram. Vorobyov ha inoltre confermato che un uomo di 20 anni è rimasto ucciso nel villaggio di Radumlya, nel comune di Solnechnogorsk. Il governatore ha aggiunto che nell'attacco sono rimaste ferite nove persone. Le forze russe hanno colpito questa mattina un ponte sul Dnepr a Zaporizhzhia, temporaneamente chiuso al traffico. Lo hanno riferito le autorità regionali. Cinque persone sono rimaste ferite, tra cui due dipendenti della Croce Rossa che si stavano recando al lavoro. Domenica, Kiev è stata colpita da un attacco contro un ponte. Due degli otto ponti della capitale che consentono di attraversare il Dnepr sono stati presi di mira negli ultimi giorni da droni russi a reazione, difficili da intercettare.


martedì 6 ottobre 2026

Mafia&appalti

[Beati quelli che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi di sogni.Alda Merini] "L'affermazione secondo cui io conversando con Gioacchino Natoli avrei portato avanti un'attività depistante è non solo gravemente falsa ma essa stessa depistante". Lo afferma il senatore M5S Roberto Scarpinato dopo che il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha depositato il provvedimento di archiviazione del filone di indagine a carico di ignoti sulle stragi del '92 relativo al cosiddetto dossier mafia-appalti, parlando di inquinamento e di attività depistante posta in essere da Scarpinato nei confronti dell'ex pm Gioacchino Natoli.    "Come ho già affermato tante volte e come avrei potuto dimostrare anche in sede giudiziaria se mi fosse stata data la possibilità, nelle mie conversazioni telefoniche con Gioacchino Natoli esortavo il mio interlocutore a riferire in commissione Antimafia una circostanza vera - non una falsità ma una verità - che lui stesso mi aveva in precedenza riferito. Fu lui infatti a dirmi di essere stato presente alla riunione della procura di Palermo del 14 luglio 1992 e di aver chiaramente sentito che il magistrato Lo Forte riferì in dettaglio della parziale e temporanea archiviazione di un filone dell'indagine mafia-appalti. Lo stesso hanno affermato in varie sedi istituzionali altri magistrati presenti quel giorno. È noto e appurato che a quella riunione fosse presente anche Paolo Borsellino. Il gip di Caltanissetta Santi Bologna non solo non ha garantito il mio diritto di soggetto non indagato al contraddittorio, ma si è spinto addirittura ad affermare che io avrei tentato di depistare i lavori della Commissione antimafia.    È falso", prosegue Scarpinato.     Il filone d'inchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio, costate la vita ai giudici Giovanni Falcone,  Francesca Morvillo,Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte dei magistrati, è stato archiviato dal gip di Caltanissetta Santi Bologna. Si tratta dell'indagine per favoreggiamento aggravato alla mafia a carico degli ex pm Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli e del generale della Finanza Stefano Screpanti accusati di aver insabbiato l'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nelle grandi opere pubbliche legate al cosiddetto dossier mafia-appalti. Il reato contestato, commesso secondo l'accusa agli inizi degli anni '90, sarebbe ormai prescritto. Natoli era indagato anche per calunnia: in questo caso a motivare l’archiviazione sarebbe la mancanza di dolo. La decisione del giudice segue un'altra importante archiviazione: quella del filone investigativo cosiddetto mafia-appalti a carico di ignoti. Si chiude, dunque, la tranche di inchieste che vedeva proprio nel rischio che i magistrati Falcone e Borsellino approfondissero la pista delle infiltrazioni di Cosa nostra nei lavori pubblici il movente degli attentati del 1992.A chiedere l'archiviazione, ad aprile scorso, era stata la stessa Procura nissena. Resta ancora aperta, invece, la tranche di indagine per favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato la mafia (reato prescritto) che vede sotto inchiesta gli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli. Natoli risponde anche di calunnia. Secondo gli inquirenti avrebbero insabbiato il cosiddetto dossier mafia-appalti, favorendo così gli imprenditori mafiosi. In questo contesto sarebbe maturato l'attentato al giudice Paolo Borsellino da eliminare, secondo questa ipotesi, nel timore che potesse approfondire gli accertamenti sulle infiltrazioni di Cosa nostra nei grandi appalti. "L'analisi svolta, pur evidenziando il clima ostile ed emarginante nel quale si trovarono ad operare i dottori Falcone e Borsellino all'interno della Procura di Palermo nel biennio 1990-1992 e pur mettendo in luce la distanza siderale esistente tra la loro capacità professionale e quella di tanti altri magistrati a loro coevi, che si trovarono ad operare in relazione ai procedimenti che toccavano uno degli argomenti di maggior interesse  per gli stessi Falcone e Borsellino (il rapporto tra cosa nostra e il sistema degli appalti pubblici) non ha consentito di individuare alcun elemento probatorio, autonomamente persuasivo, che possa portare all'identificazione di specifici soggetti tra i magistrati o tra gli esponenti del mondo politico-imprenditoriale legati a costoro da poter iscrivere quali concorrenti morali (e ancor più materiali) in relazione alle due stragi". È uno dei passaggi del decreto con cui il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha archiviato il procedimento contro ignoti che vedeva nell'inchiesta sulle infiltrazioni di Cosa nostra nei grandi appalti il movente degli attentati del '92 costati la vita ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e alle loro scorte. "Conclusivamente, per tutte le ragioni finora passate in rassegna gli elementi acquisiti non consentono formulare alcuna ragionevole previsione di condanna", conclude il gip dopo aver preso in esame la richiesta di archiviazione formulata dalla stessa Procura nissena.


25 anni a Thaci

[Ho passato la maggior parte della mia vita a preoccuparmi di cose che non sono mai accadute. Mark Twain]    L'ex presidente del Kosovo Hashim Thaci è stato condannato in primo grado alla pena di 25 anni per alcuni dei crimini di guerra contestati e assolto da crimini contro l'umanità, commessi durante la guerra kosovara del 1998-2000, presso le Camere specializzate per il Kosovo (Ksc) all'Aja, dove ha subito il processo.    Thaci "era a conoscenza" dei crimini commessi dai miliziani dell'Uck contro gli "oppositori" e albanesi "collaborazionisti", e avrebbe anche partecipato in alcuni di essi, ha dichiarato il giudice Robert Smith III.  Scontri tra polizia e manifestanti davanti al Parlamento del Kosovo, durante una protesta per chiedere l’approvazione di una legge che limiti i poteri del tribunale speciale per i crimini di guerra. Dopo ore di tensione, in serata la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Alcuni manifestanti hanno risposto lanciando petardi e rimandando verso gli agenti i lacrimogeni. Cassonetti sono stati incendiati e sono state erette barricate nelle strade. La protesta arriva dopo la condanna a 25 anni di carcere dell’ex presidente Hashim Thaci per crimini commessi durante la guerra del Kosovo del 1998-99. Thaci fu uno dei leader dell’Uck, l’Esercito di liberazione del Kosovo, la guerriglia albanese che combatté contro le forze serbe e che nel Paese è ancora largamente considerata protagonista della lotta per l’indipendenza. I manifestanti hanno esposto bandiere dell’Uck e scandito slogan a suo sostegno.


Elezioni anticipate in Spagna

[Amor e 'l cor gentil sono una cosa. Dante Alighieri] Una possibile alleanza dei popolari col partito di estrema destra Vox in Spagna? "Riguardo alla questione delle coalizioni, queste rappresentano sempre un secondo passaggio. Il primo passo è dare voce ai cittadini. Il mio messaggio di oggi è che, se Alberto Feijóo sarà forte - e lo sarà ancora di più con il sostegno del Ppe -, non ci sarà bisogno dell'influenza di forze più radicali, né queste saranno determinanti. In questo momento, puntiamo a rafforzare la nostra posizione". Lo ha affermato il presidente del Ppe, Manfred Weber, in conferenza stampa a Strasburgo. "Ho deciso di convocare oggi stesso il Consiglio dei ministri, per sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipale il prossimo 29 novembre". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa.    "Gli spagnoli devono decidere che ruolo avere, se ci uniamo all'ondata di ultradestra o se la Spagna continuerà a essere baluardo di apertura, giustizia sociale e responsabilità ambientale", ha aggiunto Sanchez.    Nel riferirsi all'emergenza abitativa che ha portato a proteste di piazza, il premier spagnolo ha sostenuto che il suo governo "ha approvato misure coraggiose per tutelare il diritto costituzionale all'accesso alla casa" e combattuto "gli speculatori che vogliono distruggere il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie per aumentare i loro introiti". Il premier Pedro Sanchez, nella dichiarazione ufficiale in cui ha annunciato il ritorno anticipato alle urne il 29 novembre, ha sottolineato che il suo governo si è "negato a sacrificare il nostro Stato del welfare all'altare del 5%" in spese militari, richiesto dalla Nato.    "Nella misura delle nostre possibilità, ci siamo sforzati di costruire un migliore mondo anche per il resto dell'umanità", ha anche detto Sanchez, ricordando che Madrid ha sostenuto l'Ucraina, l'Unione Europea e le Nazioni Unite "nel loro momento più cupo, combattendo i genocidi, quando altri tacevano", in riferimento al conflitto a Gaza, ma anche "i tiranni, gli oligarchi e gli speculatori".    "Tutto questo ha convertito la Spagna in un punto di riferimento mondiale di pace, femminismo e di prosperità", ha aggiunto.    Sanchez ha inoltre ricordato che ciò è stato possibile grazie "alla maggioranza sociale che ha tirato fuori il meglio di sé in ognuna delle crisi che abbiamo dovuto affrontare". Il premier socialista ha tuttavia riconosciuto che "in parte" di questa stessa maggioranza sociale "c'è insoddisfazione" e "indignazione" nel vedere come "gli interessi della gente comune sono calpestati nel Parlamento a beneficio di pochi".    Il leader socialista ha riconosciuto anche "errori" del governo. E, nel sottolineare che "ci sono ancora molte mete da conquistare", nell'ambito delle disuguaglianze, dei servizi pubblici e dell'accesso alla casa, ha assicurato che "per fare di più abbiamo bisogno di ampliare il sostegno della gente", per culminare "le riforme profonde" di cui il Paese ha bisogno.    Da qui, l'appello alla mobilitazione, con la convocazione delle elezioni, perché "il Parlamento ci dia una maggioranza progressista, con la quale piegare le élite, conquistare nuovi progressi sociali e continuare a fare avanzare la Spagna", ha concluso.