mercoledì 21 ottobre 2026

Missione rinviata

[La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita. Emily Dickinson] Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sta spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l'Iran e all'inizio di questo mese aveva incaricato le sue forze armate di pianificare una nuova offensiva di vasta portata. Lo scrive il Financial Times. Secondo tre persone a conoscenza dei fatti, l'esercito israeliano si era preparato per una campagna di bombardamenti di più giorni, prevista per il fine settimana del 10 ottobre, che avrebbe preso di mira infrastrutture civili come centrali elettriche, impianti nucleari e obiettivi del regime.    La missione alla fine non è andata avanti, e le fonti vicine alla vicenda hanno citato l'opposizione del presidente Donald Trump alla ripresa del conflitto prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre.    Secondo quanto riferito al Ft, l'attacco era stato concepito per superare in intensità l'offensiva congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata a febbraio. Sebbene non sia ancora chiaro se gli Stati Uniti avrebbero dovuto partecipare direttamente all'operazione, una delle persone a conoscenza dei fatti ha affermato che "non è uno scenario irragionevole" che Israele e Washington riprendano gli attacchi nelle prossime settimane. "O ci sarà un accordo o un attacco", ha detto la persona, suggerendo che l'obiettivo americano fosse quello di costringere l'Iran ad accettare i termini con gli Stati Uniti nell'ambito di un accordo sullo Stretto di Hormuz e sul programma nucleare di Teheran che porrebbe fine definitivamente alla guerra.    Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth si è recato in Israele lunedì per colloqui con Netanyahu e altri alti funzionari. Una fonte ha affermato che funzionari israeliani avrebbero presentato un elenco aggiornato di obiettivi in Iran, inclusi obiettivi infrastrutturali civili che non erano stati colpiti all'inizio di quest'anno. Un'altra persona ha avvertito che l'operazione militare israeliana proposta all'inizio di questo mese potrebbe essere stata parte di un tentativo di "fare pressione sull'Iran" nei negoziati, e che in definitiva la decisione di procedere spettava al presidente degli Stati Uniti.    Le Forze di Difesa Israeliane sono comunque in stato di massima allerta da diverse settimane, e hanno adottato la misura insolita di annullare i permessi per tutte le truppe a partire da giovedì fino alle elezioni parlamentari israeliane, che si terranno il 27 ottobre.    Israele e Libano terranno a Tampa, in Florida, colloqui a livello "tecnico", mediati dagli Stati Uniti, senza la partecipazione degli ambasciatori di Gerusalemme e Beirut a Washington, secondo un funzionario statunitense che ha parlato con il Times of Israel.     I colloqui, previsti per il 20 e 21 ottobre, si concentreranno sul progresso dell'Accordo quadro trilaterale volto al disarmo di Hezbollah e al graduale ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale.     Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato al Times of Israel durante un briefing di domenica che Israele chiederà alle Forze Armate libanesi di dimostrare la loro capacità di eliminare le minacce di Hezbollah da due aree pilota designate nell'ambito dell'accordo quadro, avvertendo che Israele agirà direttamente qualora l'esercito libanese non dovesse riuscirci.     Ha inoltre suggerito che l'eliminazione di Hezbollah potrebbe aprire la strada alla pace tra Israele e Libano, ma non ha specificato una scadenza entro cui l'esercito libanese debba disarmare il gruppo terroristico. "Completare il lavoro significa rovesciare il regime terroristico in Iran: la testa di quella velenosa piovra. Se gli tagli la testa, tutto il resto crollerà.Avremo anche la pace con il Libano. Ma dobbiamo assolutamente portare a termine l'eliminazione del regime iraniano: questa è la questione principale. Ne ho parlato più volte con il presidente Trump, anche l'altro ieri". Ha dichiarato Benyamin Netanyahu in occasione dell'apertura dell'anno accademico presso la nuova Università di Kiryat Shmona. "Finché quel regime resterà in vita, anche se sarà indebolito, ferito e malconcio, sarà talmente fanatico da cercare nuovamente di fare ciò che ha fatto un anno fa e che noi abbiamo fermato: produrre bombe nucleari e ricostituire l'Asse.     Pertanto, l'unico modo per impedire che ciò accada è rovesciare questo regime. A quel punto, parallelamente, arriverà anche l'eliminazione di Hezbollah", ha affermato. 

   


La Francia si interroga

[Gli animali sono i nostri fratelli e sorelle e meritano lo stesso rispetto. Isaac Bashevis Singer] Le autorità di regolamentazione Ue stanno esaminando possibili "interferenze online" e "campagne di disinformazione" da Paesi extra-Ue che potrebbero aver contribuito ad alimentare le proteste in Francia e analoghi episodi di violenza verificatisi negli ultimi giorni in altri Paesi Ue. Lo riferisce il Financial Times, citando funzionari della sicurezza, secondo i quali account sui social media filo-russi e di estrema destra, già collegati a precedenti campagne di disinformazione, avrebbero diffuso video violenti nel tentativo di alimentare ulteriormente il caos. Tra i Paesi sospettati di essere coinvolti anche Iran e Algeria. Il coprifuoco per i minorenni è stato dichiarato anche per questa notte nella zona fra place de la République e Les Halles, a Parigi, dalle 23 di questa sera fino alle 6 di domani mattina. Lo annuncia un'ordinanza della prefettura. Il coprifuoco, dopo le violenze dello scorso fine settimana, era stato disposto anche ieri.    Un'altra ordinanza del prefetto vieta "tutti i raduni non dichiarati" da questa sera alle 20 fino a domani alle 6, in particolare attorno all'Eliseo, all'Assemblée Nationale, al Senato, agli Champs-Elysées, a Chatelet, a place Vendôme o alle stazioni ferroviarie. Il coordinamento dei "gilet gialli" della mobilitazione del 17 ottobre annuncia un "secondo atto" della protesta per sabato prossimo: è quanto scrivono i media francesi. Carrefour ha fatto sapere che prosegue "l'efficace attuazione del piano di riduzione dei costi, in linea con l'obiettivo di 1 miliardo di euro entro il 2026". La catena di supermercati francese ha tagliato i propri obiettivi finanziari per l'intero anno 2026, a causa, spiega una nota nell'azienda, "del peggioramento della situazione sociale e di sicurezza", che portano il Gruppo a rilevare un "deterioramento dei trend di consumo e delle condizioni operative in Francia". Carrefour prevede ora una crescita del Risultato Operativo Ricorrente, con un incremento del margine compreso tra 0 e 15 punti base (rispetto al precedente +25 punti base); l'utile per azione rettificato è indicato stabile o in lieve crescita rispetto al 2025, a fronte della precedente previsione di una crescita significativa, nell'ordine di una percentuale a una cifra elevata. Infine, è atteso un lieve calo del flusso di cassa libero netto (Net Free Cash-Flow), a fronte della precedente previsione di una lieve crescita.


Decolla la protesta

[Ci sono più cose in un acini d'uva di quante la nostra filosofia ne comprenda; e un gatto sa più della filosofia dei nostri sapienti. Isaac Bashevis Singer] A causa della protesta degli autotrasportatori gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei. A Lamezia Terme non si registrano problemi e le operazioni procedono regolarmente. È quanto viene comunicato da Enav in un Notam, cioè nell'avviso ufficiale che informa piloti e personale di volo. Il testo porta l'indicazione che " piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l'aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive". Nello specifico per quanto riguarda Reggio Calabria "il Notam - si legge - avvisa che dalle 22 Utc del 20 Ottobre e fino alle 22 Utc del 24 Ottobre (salvo diverse disposizioni), presso l’Aeroporto di Reggio Calabria (Licr) non sarà possibile rifornirsi di carburante per jet (Jet A1) né di benzina avio (Avgas 100LL). La data di fine è indicata come stimata". Per Crotone "dal 20 Ottobre alle 22 Utc al 23 Ottobre alle 22 Utc, presso l’Aeroporto di Crotone (Libc) il carburante Jet A1 non è disponibile. I piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive".  Restano in carcere 4 dei 5 maggiorenni arrestati dopo gli scontri avvenuti sabato scorso tra piazza Duomo e le vie del centro di Milano. Lo ha deciso il gup Fabrizio Felici convalidando gli arresti e disponendo la misura cautelare in carcere per i 4 giovani accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.  Per un quinto maggiorenne, accusato soltanto di resistenza pluriaggravata e difeso dall’avvocato Guido Guella, il giudice ha invece disposto gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.  La procura diretta da Marcello Viola aveva chiesto per tutti i 5 maggiorenni arrestati dopo gli scontri la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.  Il gip di Milano, Fabrizio Felici, nell’ordinanza di convalida degli arresti dei 4 maggiorenni, accusati di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata, avverte che il rischio che le violenze si ripetano è “altissimo”.  “Il rischio che ciò possa accadere di nuovo nel breve termine è altissimo, bastando considerare che il giorno successivo ai fatti, domenica 18 ottobre, si è creata una situazione analoga e che già dal giorno successivo si sono diffuse nuove convocazioni via social (dagli account Italia in piazza e Movimento 17 ottobre, sui quali, pure, sono in corso indagini) con le quali si invitano i giovani a rendere ‘permanente’ la mobilitazione e a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale”, scrive il gip di Milano, Fabrizio Felici, nell’ordinanza. “È evidente, dal proseguire del battage via social per convocare altre proteste nei prossimi fine settimana, che è in atto un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico, che conta proprio sulla spontanea partecipazione di molti giovani che trovandosi in quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi e diventano propria volta attori violenti e antisociali, agendo in totale contrasto con i valori della nostra Costituzione che, al contrario, delinea un assetto sociale e istituzionale imperniato sul ripudio della violenza e sulla libera dialettica degli attori politici secondo il metodo democratico”, scrive il gip di Milano.  Secondo il giudice, inoltre, “è più che plausibile che l’autoconvocazione via social della protesta fosse già preordinata alla realizzazione delle violenze, sotto un’insegna volutamente generica e indeterminata di istanze sociali varie, dall’aumento dei carburanti al carovita in generale, si che l’organizzazione delle proteste non sembra ruotare intorno a una specifica istanza sociale, bensì perseguire il deliberato scopo di dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”.


Rubio mente    

[Chi non si attizza più per nulla si raffredda e così si comincia a morire. Amos Oz] “Trump non c’entra con le decisioni di Starlink, Starshield è di Elon Musk” lo ha dichiarato alla stampa il segretario di Stato americano Marco Rubio, durante la sua visita in India, sottolineando che “si tratta di un’azienda privata”. “Trump non la gestisce e non può dirle cosa fare né imporle delle decisioni”, ha proseguito Rubio.  “Starlink è un’azienda privata. Ha un contratto che stabilisce le condizioni in base alle quali quella tecnologia può essere utilizzata”, ha aggiunto il diplomatico americano, sottolineando come gli Stati Uniti non possano “imporre a un’azienda privata le decisioni che deve prendere”. “Trump, né nessun altro all’interno della nostra amministrazione, ha mai chiesto che venissero apportate modifiche a quel sistema”, ha precisato Rubio, chiarendo così i termini della vicenda.  A confermare la versione, nelle ultime ore era già stato il quotidiano statunitense The Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi e persone informate sulla questione: Elon Musk ha ordinato di rallentare una versione di Starlink di livello militare su cui fa affidamento l’Ucraina, una decisione che ha scatenato il panico a Kiev e confusione all’interno dell’amministrazione Trump. Lo stesso presidente americano, Donald Trump, aveva negato che l’ordine di limitare il sistema satellitare usato dall’Ucraina per le comunicazioni sul campo di battaglia e le operazioni con droni sia arrivato dalla Casa Bianca. Una precisazione arrivata in un clima di sospetti, alimentati dallo stesso Musk che su X aveva scritto: “I sistemi Starshield”, la divisione della sussidiaria Starlink di SpaceX, specializzata nella creazione di satelliti in orbita terrestre bassa per fornire nuove capacità militari spaziali agli Stati Uniti e ai loro alleati, “sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense. Eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti”.  Sia Musk che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno espresso rabbia nei confronti dell’Ucraina per aver attaccato le raffinerie di diesel russe nelle ultime settimane. Attacchi che il presidente ritiene responsabili degli alti prezzi energetici.  La scorsa settimana così, Musk ha limitato la velocità con cui le apparecchiature ucraine potevano rimanere connesse alla rete satellitare, hanno riferito le fonti al WSJ, rendendo praticamente inutilizzabili alcuni droni d’attacco e droni intercettori.  “Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, noi usiamo Starlink per fermare gli Shahed che attaccano la nostra popolazione”, ha dichiarato venerdì scorso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Bruxelles, al termine del suo intervento al Consiglio europeo."La Russia cerca qualsiasi pretesto per evitare i negoziati e continuare la guerra. "L'Europa sta sottovalutando la minaccia della Russia": lo afferma il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un'intervista all'agenzia Bloomberg, sottolineando come Putin "vuole più dell'Ucraina".    Nell'intervista a Bloomberg, Merz afferma come la sua più grande preoccupazione sia legata al fatto che l'impatto e l'influenza russa sulle società europee sono fortemente sottovalutati. Per il cancelliere tedesco gli obiettivi di Mosca vanno chiaramente oltre l'Ucraina, con Putin che non mira semplicemente a sconfiggere Kiev a livello territoriale ma punta a destabilizzare l'intero ordine politico del continente europeo, minando le democrazie e l'integrazione dell'Unione europea. "Nonostante i negoziatori americani cerchino, ormai da un anno e mezzo, di spingere l'Ucraina alla resa, è grazie al sostegno dell'Ue se ancora non lo ha fatto alle condizioni di Putin. Non abbiamo altra scelta".    Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nel dibattito in plenaria a Strasburgo, respingendo le accuse di non avere una strategia di pace.    "Dobbiamo essere estremamente chiari nel dire che anche noi abbiamo delle richieste nei confronti di Mosca e non concederemo nulla gratuitamente, perché l'obiettivo non è solo raggiungere una pace, ma una pace duratura e giusta", ha aggiunto Kallas. L'Ucraina, insieme ai partner internazionali, si sta adoperando per costringere il Cremlino a porre fine alla sua aggressione". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina citando il suo canale Telegram .    Secondo il capo dello Stato ucraino, "Mosca non si sta chiaramente preparando a cessare le ostilità in questo momento.    Il dittatore russo Vladimir Putin trova costantemente scuse per evitare gli incontri, abbandonare il formato trilaterale e continuare le uccisioni". 

Bloomberg con i dem

[Questa continua dicotomia interiore, questa duplice polarità, questa alternante sensazione di dovere incompiuto, oggi nei confronti della famiglia, domani nei confronti del lavoro, questo è il fardello della madre lavoratrice. Golda Meir] Michael Bloomberg ha donato 80 milioni di dollari negli ultimi due mesi ai democratici in vista delle elezioni di metà mandato. L'ex sindaco di New York diventa così uno dei maggiori donatori della sinistra nel ciclo elettorale in corso. Bloomberg "crede nel partecipare alla democrazia. Naturalmente la portata della sua partecipazione dal punto di vista finanziario è superiore a quella di altri. Ma c'è chi partecipa in altro modo", ha spiegato Howard Wolfson, il consulente politico di Bloomberg, al New York Times. "Il sindaco Bloomberg ha giocato un ruolo essenziale alla midterm del 2018.     Il suo aiuto ci aiuterà ancora una volta a riprendere il controllo della Camera", ha messo in evidenza il leader dei democratici alla Camera Hakeem Jeffries. "Il presidente, per una ragione o per l'altra, finisce sempre per perdere le elezioni di midterm. Che si tratti di un repubblicano o di un democratico, di un ottimo presidente o di uno scadente, per qualche motivo - credo ne abbiano vinte solo due su venticinque - le cose vanno così". Lo ha detto Donald Trump, parlando nello Studio Ovale.    "Non dovrebbe esserci alcun motivo per cui debba andare diversamente; anzi, verrebbe da pensare che il lavoro svolto sia un punto a favore, non un peso", ha aggiunto il tycoon. "Per qualche strana ragione ogni presidente, buono o cattivo, perde" alle elezioni di metà mandato, "ma cercheremo di cambiare" questa tradizione. Lo ha detto Donald Trump in North Carolina, sottolineando che alle midterm mancano due settimane e "ho in programma 18 comizi". Donald Trump attacca il candidato dem al Senato in Michigan, Abdul Mohammed El-Sayed. "È pessimo per i 'Dumocrat'. Mentre il suo avversario, Mike Rogers, è eccellente. Mohammed si rifà ai tempi della Jihad. È un estremista radicale, un simpatizzante dei terroristi e non è diverso dal suo migliore amico, Hasan Piker, che odia l'America", scrive il tycoon su Truth. "Come vanno le cose in Francia? I valori di Mohammed non sono certo quelli degli abitanti del Michigan, né quelli dei nostri grandi Stati Uniti! È la scelta sbagliata per Michigan e America. Votate per Mike Rogers: ha il mio pieno e totale sostegno e non vi deluderà mai". Il presidente Donald Trump, impegnato ancora a mobilitare gli elettori del Texas a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle midtern e in particolare di Ken Paxton, che per il seggio al Senato Usa dovrà vedersela con il dem James Talarico, ha dovuto far fronte a una serie di contestazioni durante il suo discorso al Freeman Coliseum di San Antonio. Il tycoon è stato interrotto più volte, con un manifestante che è sembrato essere vicino al palco, mentre almeno tre persone sono state portate via dalla sicurezza. Trump si è allontanato brevemente dal microfono, prima di tornare e di ripetere una battuta già fatta in passato in situazioni simili: "Sta tornando a casa dalla mamma - ha detto il presidente, indicando una delle persone portate via -. Ma quello che non sa è che sua madre ha votato per Trump". Le riprese televisive del comizio hanno mostrato uno dei contestatori aggredito violentemente da un sostenitore di Trump più anziano mentre cercava di lasciare l'arena. Un altro indossava la maglia della nazionale di calcio spagnola è stato accompagnato fuori dall'arena. "Sapete, molti di questi sono pagati", ha detto Trump, ripetendo un'affermazione già usata in passato. "Sono contestatori pagati. Vengono pagati dai nemici della nostra nazione. Vi assicuro che li pagano per questo", ha aggiunto. Altre contestazioni sono maturate quando ha attaccato il dem Talarico, che a suo dire sarebbe un vegano che finge di mangiare carne per poi vomitare di nascosto ogni volta che lo fa. Trump ha iniziato l'intervento con l'ammissione di aver pronunciato in modo errato la parola "vegan", dicendo "vaygan". "È un impostore", ha detto Trump riferendosi a Talarico. Trump ha anche attaccato il deputato texano Henry Cuellar, un democratico a cui aveva concesso la grazia l'anno scorso, definendolo "ingrato" per non essere passato al partito repubblicano. Trump ha poi attaccato sui social il candidato dem al Senato in Michigan, Abdul Mohammed El-Sayed. "È pessimo per i 'Dumocrat'. Mentre il suo avversario, Mike Rogers, è eccellente. Mohammed si rifà ai tempi della Jihad. È un estremista radicale, un simpatizzante dei terroristi e non è diverso dal suo migliore amico, Hasan Piker, che odia l'America", ha scritto il tycoon su Truth. "Come vanno le cose in Francia? I valori di Mohammed non sono certo quelli degli abitanti del Michigan, né quelli dei nostri grandi Stati Uniti! È la scelta sbagliata per Michigan e America. Votate per Mike Rogers: ha il mio pieno e totale sostegno e non vi deluderà mai". 

Il futuro secondo il FMI

[Essere o non essere, non è una questione da compromesso. O sei,  oppure non sei. Golda Meir] Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica dell’Italia su quest’anno e il prossimo, in un quadro complessivo di ritocchi al rialzo, sul 2026, per l’economia globale e quella aggregata dell’area euro. Nel suo ultimo World Economic Outlook, pubblicato nel corso della notte, con le assemblee autunnali che si tengono in Thailandia, l’istituzione pronostica un più 0,8% del Pil tricolore quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 0,6% nel 2027.  Si tratta, rispettivamente, di 0,3 e 0,1 punti percentuali di crescita in più rispetto all’aggiornamento del Weo del luglio scorso. Per l’economia globale, il Fmi prevede 3,1% di crescita quest’anno, dato alzato di 0,1 punti, e 3,4% il prossimo, dato confermato.  Secondo l’istituzione di Washington, “due grandi forze trasformative, la geopolitica e la tecnologia, stanno ridefinendo l’economia globale, con l’impatto di breve termine che gradualmente si sta facendo più visibile”, recita l’editoriale dello studio.  La manifestazione più evidente della geopolitica è nella guerra in Medioriente, con un impatto negativo sull’economia tramite i rincari dei prezzi dell’energia, diventati anche più volatili, che si fanno sentire sulle dinamiche generali di inflazione. “Finora il settore privato sembra esser riuscito ad adattarsi positivamente allo shock. Ma i margini di aggiustamento si restringono”, dice il Fmi. Il conflitto, che inizialmente si dava per scontato di breve durata, si trascina “e il rischio di costi più elevati diventa più tangibile”.  Nel frattempo la tecnologia ha un impatto positivo sulla domanda, tramite gli investimenti sull’intelligenza artificiale. “Resta da vedere – dice ancora lo studio – se questo si tradurrà in uno shock sul lato dell’offerta nel lungo termine, fornendo una crescita della produttività più veloce”. Per gli Stati Uniti il Fmi conferma l’attesa di un più 2,3% del Pil sia quest’anno che il prossimo, il dato 2027 è di 0,1 punti più elevato. Per l’insieme dei paesi dell’area euro ora il Weo pronostica 1,1% di crescita quest’anno, 0,2 punti in più rispetto a luglio, e 1,2 di crescita il prossimo. Per la Germania più 1,3% di crescita quest’anno – assieme all’India la revisione più consistente tra i paesi elencati nella tabella, 0,6 punti in più – e più 1,1% il prossimo, 0,1 punti in più. Per la Francia invece l’Fmi ha tagliato di 0,2 punti le stime di crescita su entrambi gli anni: 0,4% nel 2026 e 0,6% nel 2027, con cui l’Esagono si ritrova fanalino di coda dell’eurozona. Per la Gran Bretagna, il Fmi prevede 1,3% di crescita quest’anno e 1,2% il prossimo, per il Giappone 0,7% di crescita su entrambi gli anni.  Passando ai giganti emergenti, il Weo ha limato di 0,1 punti le stime di crescita sulla Cina su entrambi gli anni: al 4,5% nel 2026 e al 4% nel 2027. Sull’India invece ha effettuato consistenti revisioni a rialzo, è l’economia emergente che già registra i tassi di espansione più forte e ora si prevede 7% di crescita sia sul 2026 che sul 2027. Per la Russia, infine, l’Fmi ha tagliato di 0,2 punti percentuali le stime di crescita su entrambi gli anni per cui ora indica espansioni dello 0,9%. Secondo l’editoriale, nel quadro attuale le politiche economiche devono occuparsi contemporaneamente di due questioni chiave. da un lato “contenere i rischi di immediati di inflazione, debito pubblico e fragilità finanziaria”, dall’altro “preparare le infrastrutture, le competenze e il contesto competitivo necessari per la trasformazione tecnologica, affinché si traduca in una crescita più ampia e bilanciata”.


martedì 20 ottobre 2026

Europa in piazza

[Nella nostra storia sacra gli angeli hanno un normale corpo umano, non li distingui. Si sa che sono loro quando se ne vanno. Lasciano un dono e pure una mancanza. Dal libro "In nome della madre"] Le tensioni sociali esplose da giorni e anche nell’ultimo fine settimana, soprattutto in Francia e in Italia, sono il sintomo di un malessere che attraversa il continente e non si limita alle periferie urbane. Dal Belgio all’Albania, passando per Portogallo e Spagna cresce la pressione su governi e istituzioni, alimentata dal caro vita, dall’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti e da un’emergenza abitativa sempre più difficile da arginare. Le ripercussioni dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina contribuiscono ad aggravare un quadro già segnato da fragilità economiche e tensioni politiche. Le rivendicazioni sociali si intrecciano con la crescente sfiducia nelle istituzioni, ampliando il terreno del conflitto e alimentando il rischio di nuove mobilitazioni. Uno scenario che si inserisce in una fase delicata per gli equilibri politici europei, alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali destinati a mettere alla prova gli schieramenti tradizionali e a ridefinire i rapporti di forza nel continente. In Francia, quella che era iniziata come una protesta spontanea nella periferia di Parigi ha raggiunto proporzioni senza precedenti, con gli studenti francesi che hanno denunciato sia le condizioni dello stato fatiscente dei propri istituti scolastici sia riforme in merito alle modalità di apprendimento delineate dal ministero dell’Istruzione e dell’Università. Le manifestazioni del fine settimana sono degenerate in episodi di violenza culminati nell’incendio del municipio di Limoges e hanno portato all’arresto di 2.331 persone, il primo ministro Sebastien Lecornu ha definito ‘un miracolo’ il fatto che gli scontri non abbiano provocato vittime, sostenendo che c’è un progetto eversivo della sinistra radicale di creare disordini in vista delle prossime elezioni presidenziali. Nel suo discorso alla nazione, il presidente francese Emmanuel Macron ha tuttavia voluto precisare che è necessario distinguere tra chi ha compiuto atti sovversivi, attaccando le istituzioni locali e saccheggiando le attività commerciali, da chi ha scelto legittimamente di protestare. Se i primi devono essere puniti, con i secondi il presidente francese intende aprire un dialogo in vista del prossimo bilancio francese. ‘Bisogna anche guardare con chiarezza a ciò che viene espresso nel Paese, ha sottolineato Macron ricordando che alcuni manifestanti hanno espresso preoccupazione per il costo della vita e i prezzi del carburante, derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, al quale la Francia non ha partecipato e di cui stiamo subendo le conseguenze’. ‘Comprendo appieno la loro preoccupazione. Tale preoccupazione viene espressa anche in diverse altre capitali europee’ ha riconosciuto Macron, invitando le parti sociali ad aprire un dialogo con il governo affinché le loro istanze possano essere prese in esame. La protesta della gioventù francese è stata anche cavalcata dai gilet gialli, il famoso movimento di protesta transalpino, il quale ha deciso di unirsi alle manifestazioni, sottolineando la necessità di intervenire per limitare l’aumento dei prezzi. Per il 24 ottobre è prevista una nuova mobilitazione nazionale.L’ondata di contestazione francese ha oltrepassato il confine contagiando anche il Belgio dove le rivolte studentesche si sono intrecciate con il malcontento dei lavoratori e della società civile derivante dalla crescita dei prezzi e dell’energia. Nel corso delle ultime due settimane i sindacati belgi hanno indetto uno sciopero nazionale, oltre a mobilitare i lavoratori per protestare contro le misure adottate dal governo De Wever nell’ambito del piano di bilancio nazionale. Con lo slogan ‘Non nelle nostre tasche’, circa 50.000 persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dalla FGTB (Federazione Generale del Lavoro Belga) a Bruxelles il 9 ottobre scorso. Proteste e manifestazioni che sono proseguite anche questo fine settimana, con giovani manifestanti che si sono scontrati con la polizia a Bruxelles. Secondo quanto riferito dal The Brussels Times, la manifestazione di questo fine settimana era composta principalmente da attivisti antifascisti, alcuni dei quali hanno utilizzato le barriere di un cantiere per avanzare verso la polizia, lanciando successivamente diversi oggetti contro gli agenti. In risposta, le forze dell’ordine hanno impiegato gas lacrimogeni e un idrante, respingendo i manifestanti verso la Gare du Midi. Nella penisola iberica, le proteste che stanno animando le piazze spagnole sono legate principalmente alla crisi abitativa che colpisce il Paese. Le mobilitazioni sono esplose dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, un’anziana di 87 anni, dalla propria abitazione, in seguito a un aumento del canone d’affitto del 230% imposto da un fondo d’investimento. La donna è morta due settimane dopo, in seguito al ricovero in ospedale. I manifestanti chiedono con forza una riduzione degli affitti, la fine degli sfratti e il divieto per i fondi d’investimento di acquistare immobili, ritenuti tra i fattori che contribuiscono all’aggravarsi dell’emergenza abitativa. Sul fronte politico, dopo la bocciatura di un progetto di legge che prevedeva la proroga fino al 2030 della sospensione degli sfratti per le persone in difficoltà, il governo socialista di Pedro Sanchez è caduto. Il primo ministro ha convocato elezioni anticipate per domenica 29 novembre 2026. Nel frattempo l’esecutivo ha annunciato oggi un nuovo intervento per affrontare l’emergenza abitativa tra gli studenti universitari. Il piano prevede un investimento di 45 milioni di euro per creare 2.000 nuovi posti nelle residenze universitarie. ‘L’università non è immune al problema degli alloggi. Quando uno studente non può permettersi di vivere nel luogo in cui vorrebbe studiare, l’università cessa di essere un motore di prosperità e di pari opportunità’, ha sottolineato oggi Sanchez. Appelli simili sono stati rivolti sabato anche in Portogallo, con centinaia di persone che si sono radunate nel centro di Lisbona. Nella capitale lusitana un accampamento di tende, simile a quello allestito a Madrid tre settimane fa, è stato creato da manifestanti che chiedono interventi per affrontare la crisi abitativa e l’aumento del costo della vita. Centinaia di manifestanti si sono radunati di notte in Piazza Rossio dopo una marcia che aveva coinvolto migliaia di persone provenienti da tutto il paese. Secondo i dati ufficiali, i prezzi delle case in Portogallo sono aumentati del 124% tra il 2015 e il 2024, circa il doppio rispetto alla media UE. L’impatto è particolarmente pesante per i giovani e per chi vive a Lisbona. Il primo ministro portoghese, Luis Montenegro, ha affermato che il suo governo comprende la volontà dei cittadini di ‘esprimere la propria indignazione per quelle che, a loro avviso, potrebbero essere delle lacune nelle politiche pubbliche’. Tuttavia, ha messo in guardia gli avversari politici dal ‘importare in Portogallo un clima di instabilità e protesta che, di fatto, non trova sostegno nella società portoghese. L’Albania è attraversata da mesi di tensioni, con i giovani albanesi che sono scesi in piazza per protestare contro le politiche del governo e chiedere le dimissioni del primo ministro Edi Rama, al potere dal 2013. Le manifestazioni del fine settimana si sono trasformate in disordini a Tirana con i manifestanti che hanno infranto vetrine, assaltato una banca e si sono scontrati con la polizia. Queste proteste fanno seguito a mesi di manifestazioni perlopiù pacifiche che, secondo gli studenti, il governo ha ignorato. Gli studenti hanno accusato i funzionari governativi di corruzione e di negligenza nei confronti dell’istruzione e si sono detti indignati per la vendita di tratti incontaminati della costa albanese a un progetto di sviluppo di resort di lusso sostenuto dal genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner. Rama, dal canto suo, ha respinto le richieste di dimissioni e ha sostenuto che le proteste di piazza rappresentano una minaccia non per il suo governo, ma per le speranze dell’Albania di entrare a far parte dell’Unione Europea. Il primo ministro albanese ha inoltre elogiato il lavoro delle forze dell’ordine e annunciato oggi un premio di 2.500 euro per ciascun agente di polizia impegnato in prima linea durante le proteste degli ultimi giorni. Rama ha altresì anticipato un significativo aumento degli stipendi degli agenti, che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio.