domenica 14 giugno 2026

Harari contro Milei

[Nel 2012 sono morte circa 56 milioni di persone nel mondo intero: 620.000 sono state vittime della violenza umana (le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione); 800.000 persone si sono suicidate e 1,5 milioni di individui sono morti di diabete. Lo zucchero è adesso più pericoloso della polvere da sparo. Yuval Noah Harari] "Quando ho parlato al World Economic Forum, a gennaio di quest'anno, ho avvertito che un giorno i governi avrebbero potuto concedere la personalità giuridica ai modelli di intelligenza artificiale ma non avrei mai immaginato che quel giorno sarebbe arrivato solo quattro mesi dopo", ha scritto oggi il filosofo israeliano Yuval Noah Harari in un articolo pubblicato sul Financial Times intitolato "Non dobbiamo concedere la personalità giuridica agli agenti di intelligenza artificiale".     Il campanello d'allarme per l'influente autore che ha indagato e riflettuto sull'impatto dell'IA nel suo recente saggio 'Nexus', arriva dall'iniziativa del governo argentino del presidente ultraliberista Javier Milei che mira a riformare e deregolamentare la Legge sulle società per riconoscere lo status di personalità giuridica anche a soggetti 'non umani'.    "Concedere la personalità giuridica all'intelligenza artificiale - avverte Harari - permetterebbe agli agenti di IA di intraprendere numerose nuove iniziative, generando potenzialmente un'enorme ricchezza. Tuttavia, la personalità giuridica è una chiave generica che consentirebbe loro anche l'accesso ai nostri sistemi finanziari, economici e politici.    Ciò solleva molte preoccupazioni".    Secondo il filosofo israeliano "grazie alle loro superiori capacità analitiche, le aziende basate sull'intelligenza artificiale saranno in grado di diventare esperte nell'individuazione di scappatoie legali e nell'arbitraggio normativo. E non sarà facile dissuaderle dal commettere attività apertamente illegali, poiché la pena massima che scoraggia dirigenti e dipendenti umani - il carcere - è irrilevante per l'IA", ha aggiunto.    Lo stesso presidente Milei, si è incaricato di dare una prima risposta sui social alle preoccupazioni di Harari preannunciando una seconda replica più approfondita. "Caro @harari_yuval, la ringrazio moltissimo per aver partecipato a questo dibattito affascinante e di fondamentale importanza. Siamo all'alba di una nuova era, che ci colloca, credo, in un luogo non così diverso da quello che lei stesso ha descritto così bene in 'Sapiens' e negli altri suoi libri: quell'epoca in cui gli esseri umani usano la finzione per organizzare il nostro lavoro collettivo e trarre vantaggio dalla tecnologia. Ora più che mai, abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza per costruire la struttura che ci permetterà di cogliere le incredibili opportunità che ci attendono. Sto già preparando la mia risposta per vedere se riusciamo a dissipare i suoi timori riguardo al percorso che ho proposto", ha risposto il leader argentino.

Nessuna tregua a Beirut

[Sei milioni di anni fa, un'unica scimmia femmina ebbe due figlie. Una fu la progenitrice di tutti gli scimpanzé, l'altra la nostra nonna. Yuval Noah Harari] Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Donald Trump riceve messaggi di auguri da numerosi leader internazionali e figure della politica globale.Le celebrazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per gli equilibri geopolitici, con l'attenzione della comunità internazionale rivolta soprattutto al Medio Oriente. Intanto, alla Casa Bianca oltre 4mila spettatori partecipano allo spettacolo di marziali aspettando la pace. Il presidente russo Vladimir Putin ha sentito il presidente americano Donald Trump in una telefonata durata 55 minuti, in occasione del compleanno del tycoon. Lo riporta la Tass. Trump nella telefonata ha chiesto la fine della guerra in Ucraina, ha riferito il consigliere di Putin Ushakov. Il presidente russo Vladimir Putin nel corso della telefonato al suo omologo statunitense Donald Trump, in occasione dell'ottantesimo compleanno di quest'ultimo, ha discusso delle guerre in Ucraina e in Iran e di una prossima visita degli inviati di Washington in Russia. Lo ha fatto sapere il Cremlino, scrive l'agenzia russa Tass. "La conversazione si è concentrata sulla situazione relativa al memorandum d'intesa in fase di stesura tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha affermato che un accordo è vicino", ha detto ai giornalisti Yuri Ushakov, collaboratore del Cremlino. Ushakov ha anche affermato che "è stato concordato che i rappresentanti speciali del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner, attualmente strettamente coinvolti negli affari iraniani, torneranno presto in Russia". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione del suo compleanno e tra gli argomenti hanno discusso dei negoziati. Lo fa sapere la presidenza ucraina. La conversazione tra i due leader è durata almeno 30 minuti. Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente dell'Ucraina per le comunicazioni, ha affermato che si è trattato di "una conversazione piuttosto significativa su argomenti che spaziavano dagli auguri di compleanno alla diplomazia e alla guerra/pace". Riferiscono i media ucraini. "Ho appena avuto una conversazione fantastica con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ho augurato al Presidente Trump un felice compleanno e abbiamo discusso in dettaglio di molte questioni importanti, tra cui, naturalmente, la pace. Ho augurato al Presidente Trump successo, soprattutto nei suoi sforzi per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. L'ho anche ringraziato per tutto il sostegno che l'America sta fornendo all'Ucraina e, cosa importante, ricordiamo con gratitudine ogni passo di questo sostegno, dai Javelin ai Patriot". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Voldymyr Zelensky dopo la telefonata con il presidente Usa. "Abbiamo discusso di ciò che potrebbe aiutare a far avvicinare la pace ora e ho informato il Presidente degli ultimi sviluppi sul campo di battaglia e di come la nostra posizione si sia rafforzata. Abbiamo concordato di discutere di più durante il nostro incontro al vertice del G7. Abbiamo alcune buone idee che potrebbero aiutare a far avvicinare la pace e a proteggere le vite. Grazie!", aggiunge il leader ucraino. ''Buon compleanno, Presidente, Buon compleanno Donald. Ti auguro continua forza e vigore mentre guidi l'America verso un futuro luminoso di pace attraverso la potenza, e mentre continuiamo a portare l'alleanza tra Stati Uniti e Israele a livelli sempre più alti''. Lo scrive il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. "L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "È necessario che tutte le parti facciano un passo indietro", "questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola", ha aggiunto. Mentre la diplomazia cerca un accordo per fermare il conflitto Usa-Iran, Israele, non si ferma e attacca la capitale libanese Beirut. Così Teheran manda un avvertimento agli Stati Uniti: inutile proseguire i colloqui se gli impegni non sono rispettati. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, l’attacco israeliano contro Beirut ha colpito un appartamento. Un appartamento che secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), sarebbe stato utilizzato come centro di comando di Hezbollah. L’agenzia della protezione civile libanese ha poi dichiarato di aver recuperato tre corpi dopo l’attacco israeliano nell’area di Ghobeiry, nella periferia meridionale di Beirut. Le operazioni di ricerca, soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso sul luogo, ha aggiunto in un comunicato. L’agenzia di stampa ufficiale Nna ha riferito che 15 persone sono rimaste ferite e che sono stati provocati gravi danni agli edifici e ai negozi nelle vicinanze. Dopo gli attacchi israeliani in Libano, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare i propri impegni. Lo ha riferito il suo capo negoziatore. Teheran ritiene che sarebbe “inutile proseguire” i colloqui con Washington se gli impegni assunti nell’ambito delle discussioni in corso non fossero rispettati. “Dando il via libera al regime (israeliano) non si possono ottenere concessioni. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è superato”, ha dichiarato su X Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche presidente del parlamento iraniano. “Se non avete la volontà e la capacità di rispettare i vostri impegni, parlare di proseguire il percorso non è possibile”, ha aggiunto. In precedenza, un importante esponente del parlamento iraniano ha inviato un apparente messaggio agli Stati Uniti: “Se cercate un accordo o un’intesa, dovete disciplinare il regime sionista. Se questo cane rabbioso non verrà controllato, vi morderà la gamba prima ancora che l’inchiostro dell’accordo si sia asciugato”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la politica estera e la sicurezza nazionale. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno effettuato l’attacco dopo che tre droni lanciati dal ‘Partito di Dio’ hanno colpito il nord di Israele nella giornata di oggi. Teheran ha dichiarato che qualsiasi attacco israeliano contro Beirut costituirebbe una violazione del cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti e provocherebbe una risposta da parte dell’Iran. La scorsa settimana Rezaei aveva avvertito gli israeliani di “guardare il cielo”, poche ore prima che la Repubblica Islamica lanciasse missili contro lo stato ebraico in risposta agli attacchi condotti a Beirut.Un alto responsabile dello stato maggiore iraniano ha dichiarato che gli attacchi israeliani condotti oggi contro la periferia sud di Beirut non resteranno “impuniti”. “Non c’è alcun dubbio che questi crimini non resteranno impuniti”, ha dichiarato il generale Mohammad-Jafar Assadi, vice comandante del comando congiunto delle forze armate iraniane, citato dall’agenzia Defa Press, specializzata in questioni militari. Ci sono due fattori che pesano molto sui negoziati per porre fine al conflitto Iran-Usa: gli ultraconservatori di Teheran e il governo di Israele. L’agenzia di stampa iraniana Fars, ritenuta vicina agli ambienti conservatori, ha affermato che l’Iran non ha ancora preso una decisione riguardo alla firma del protocollo d’intesa in discussione con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “La Repubblica Islamica dell’Iran non ha ancora preso né annunciato la sua decisione finale sul protocollo d’intesa proposto durante i negoziati”, ha scritto Fars, citando “una fonte ben informata vicina alla squadra negoziale” iraniana. La possibilità di un simile accordo suscita, infatti, l’opposizione di alcuni ultraconservatori, contrari a concessioni, in particolare sul controllo dello strategico stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra. Sull’altro fronte, le autorità israeliane sono insoddisfatte dei termini del previsto accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito il portale di notizie Ynet, citando un alto funzionario dello stato ebraico. Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che i punti finali dell’accordo di pace tra Washington e Teheran erano stati concordati da tutte le parti coinvolte, Israele compreso. Trump ha affermato ieri che l’intesa sarà firmata questa domenica. Nessuno è soddisfatto (del memorandum d’intesa annunciato). Comprendiamo che è negativo per noi e danneggia gli interessi israeliani”, ha dichiarato la fonte a Ynet. La stessa fonte ha aggiunto che Israele lamenta il fatto che la propria posizione non sia presa in considerazione e di non essere in grado di influenzare il processo di accordo tra Stati Uniti e Iran. Intanto gli sforzi diplomatici vanno avanti. Una delegazione del Qatar, Paese che sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, è arrivata a Teheran nell’ambito dei colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media iraniani e da un diplomatico.  Secondo l’agenzia Isna, un consigliere del ministro degli Esteri del Qatar è stato inviato in Iran. La visita è destinata a “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, ha riferito Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.I negoziatori del Qatar sono partiti stamattina per Teheran (…) per contribuire a finalizzare l’accordo”, ha confermato alla France Presse, mantenendo l’anonimato, un diplomatico vicino ai colloqui.


sabato 13 giugno 2026

New Yorker contro i fratelli Tate

[La ragione è, e deve solo essere, schiava delle passioni, e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di obbedire e di servire ad esse. Hume] Decine di donne stuprate, picchiate e tenute prigioniere in un compound alle porte di Bucarest per girare video porno: una vasta inchiesta sull'ultimo New Yorker punta i riflettori sui fratelli Andrew e Tristan Tate e sulla vasta rete di sfruttamento, traffico sessuale e manipolazione coercitiva su scala industriale messa in piedi in Romania dagli ex campioni di kickboxing diventati eroi del movimento Maga e influencer della cosiddetta 'manosfera'.    Scappati dalla Gran Bretagna nel 2015 dopo che Andrew era stato accusato di stupro e strangolamento da tre donne, i fratelli avrebbero approfittato della relativa immunità che godevano a Bucarest per reclutare e sfruttare sistematicamente donne, molte delle quali adolescenti, costringendole a girare video porno nel cosiddetto American Village, un compound protetto da guardie armate poco a nord della capitale. Tra le prime donne soggiogate con la tecnica del 'loverboy' e la promessa del matrimonio, ci sarebbe stata Iasmina Pencov, sul cui braccio Andrew Tate aveva fatto tatuare le parole "Tate Owned", di proprietà di Tate, accanto all'immagine di un cobra, il suo simbolo personale.    Tate usava Iasmina come modello di subordinazione nei video di un network online, la War Room, da cui, dietro pagamento di 8000 dollari all'anno, Andrew insegnava agli iscritti in una serie di tutorial modi di "liberare l'uomo moderno dall'incarcerazione prodotta dalla società" reclutando donne e trasformandole con la forza in "schiave del sesso". "Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business. Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia", teorizzava Andrew in un video su War Room. Sia Andrew che Tristan avrebbero avuto dei figli con alcune delle vittime: ne avrebbero "decine", perché convinti della necessità di massimizzare la loro progenie.     Nel 2022, dopo l'allarme lanciato da una 'fidanzata' di Tristan, i fratelli erano finiti sotto inchiesta in Romania per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio, ma con la rielezione di Donald Trump il caso è finito su un binario morto. I Tate hanno detto al New Yorker di non aver mai fatto del male a una donna e che le accuse contro di loro sono macchinazioni della sinistra liberal: tesi sposata in passato dai loro sostenitori nella galassia Maga come Don Trump Jr, Elon Musk e Tucker Carlson.     Le accuse contro i fratelli sono stati però rilanciate adesso dal New Yorker che riporta loro dichiarazioni pubbliche, messaggi privati trapelati e le testimonianze di oltre una dozzina di presunte vittime, in cui viene descritto un quadro radicalmente diverso da quello presentato dai due influencer.    "Il lavoro in webcam, a differenza della prostituzione, è generalmente legale. Tuttavia, quasi ovunque nel mondo è illegale reclutare operatrici del sesso ricorrendo alla forza, alla frode o alla coercizione, compresa la manipolazione psicologica", afferma Heidi Blake, la giornalista che ha firmato l'articolo. 

Peronismo senza leader

[Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna. Machiavelli] La ricorrenza  dell'anno esatto trascorso dal giorno in cui l'ex presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha iniziato a scontare ai domiciliari una condanna a sei anni per corruzione, ha riacceso nuovamente il dibattito interno sulla leadership nel peronismo, ancora il principale partito all'opposizione del governo ultraliberista di Javier Milei.    La corrente oltranzista che fa capo all'ex presidente mantiene ancora un peso importante all'interno del variegato universo che compone il partito fondato nel 1947 dal generale Juan Domingo Perón e reclama con insistenza la revisione della condanna e la candidatura di Kirchner alle presidenziali del 2027.    Una posizione questa che tuttavia tarpa le ali all'ascesa del giovane governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof. Il giovane ex ministro dell'Economia di Kirchner oggi è considerato poco meno di un traditore dagli oltranzisti che vorrebbero gridasse anche lui con la loro stessa convinzione lo slogan 'Cristina Libre!'.    A margine di queste due correnti, accomunate oggi solo dall'irriducibile opposizione alle politiche dell'ultraliberista Milei, si affaccia una terza via promossa da deputati, senatori e governatori peronisti che vedrebbero di buon occhio la fine dell'egemonia kirchnerista all'interno del partito tra le cui fila non è ancora emersa tuttavia una figura di spicco candidabile alle prossime presidenziali.    Il 20 giugno è stata convocata una nuova manifestazione a sostegno della ex presidente nel parco a ridosso della sua abitazione nel quartiere di San Telmo e da lì risulteranno forse chiarite le posizioni delle diverse correnti sul 'nodo Cristina'. Il figlio, Maximo Kirchner, ha accusato nel frattempo senza mezzi termini il settore di Kicillof di voler approfittare della proscrizione elettorale alla madre. "È per questo che non chiedono la sua liberazione e ci criticano quando lo facciamo noi inventando argomentazioni poco creative ma incredibilmente spregevoli per giustificare il loro comportamento", ha affermato.  Il capo di gabinetto del governo argentino di Javier Milei, Manuel Adorni, è tornato oggi al centro delle cronache politiche del Paese dopo che è trapelata sui media la sua richiesta di accesso all'ultimo maxi condono fiscale.    A suscitare polemiche è il fatto che nel frattempo è in corso un'indagine della magistratura per chiarire con quali fondi Adorni ha sostenuto le ingenti spese affrontate negli ultimi due anni, dopo l'ingresso nella funzione pubblica, e tra queste l'acquisto di almeno due immobili e diversi viaggi all'estero con la famiglia in località esclusive.     Questo in mancanza anche della dichiarazione giurata obbligatoria sullo stato patrimoniale del capo di gabinetto, un documento che - nel fragore delle polemiche - lo stesso presidente Milei aveva affermato oltre un mese fa che fosse già pronto e di imminente presentazione ma che non è ancora stato consegnato alle autorità.     Secondo quanto riferisce il quotidiano La Nación inoltre, anche la moglie di Adorni, Bettina Angeletti, figurerebbe nel registro delle persone che hanno fatto richiesta di accesso al condono fiscale, questo in assenza di una norma che proibisca a funzionari e parenti di funzionari di accedere a un beneficio promosso dal governo.     L'inchiesta della magistratura riguarda spese effettuate per oltre 800mila dollari realizzate negli ultimi due anni, una somma che non è in linea con lo stipendio del funzionario di Adorni, che non supera attualmente i 3.000 dollari al mese. 


Karim Khan sospeso

[La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.Kierkegaard] Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato sospeso al termine di un procedimento disciplinare avviato a seguito di accuse di abusi sessuali a suo carico. Lo riportano diversi media internazionali tra i quali il Guardian.    L'organo direttivo della Cpi ha annunciato la decisione lunedì sera, dopo che il suo comitato esecutivo ha votato per deferire il procedimento contro Khan a una sessione speciale degli Stati membri della Corte, affinché ne valutino il futuro.     Secondo un documento visionato dal Guardian, il comitato, composto da 21 Stati membri della Corte, ha votato a maggioranza qualificata per stabilire che Khan si è reso responsabile di gravi illeciti in relazione alle accuse di abusi sessuali. In una dichiarazione, l'organo direttivo della Corte ha affermato che la decisione di sospendere Khan "non è indicativa dell'esito finale". Khan si era già temporaneamente sospeso dalla guida della divisione della Cpi che indaga e persegue gli individui accusati di atrocità. È già stato rimosso dall'incarico di patrocinare nel caso più importante della Corte penale internazionale contro l'ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Secondo la dichiarazione, una sessione speciale dell'Assemblea parlamentare speciale (ASP) sarà convocata al più presto per discutere il caso Khan. Il 55enne britannico è balzato agli onori della cronaca quando ha ottenuto con successo i mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant per la guerra di Gaza. È stato tra i primi a essere sanzionato dagli Stati Uniti, alleati di Israele, che hanno espresso indignazione per i mandati di arresto.   Karim Khan, 56 anni, è un avvocato britannico (di padre pakistano) specializzato in diritto penale internazionale e diritti umani. Guida le inchieste della Corte penale internazionale come procuratore capo dal 2021. Nata nel 1998 sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi ha sede all’Aja ed è il “tribunale” del sistema Onu chiamato a indagare e processare individui accusati dei più gravi crimini internazionali: genocidio, crimini di guerra, aggressione e contro l’umanità. Il mandato di Khan è coinciso in pieno dunque con la nuova epoca di laceranti conflitti apertasi nel 2022 con l’attacco russo all’Ucraina, e proseguita con la strage di Hamas del 7 ottobre e le successive guerre a Gaza e nel resto del Medio Oriente. Grandi attori internazionali come Stati Uniti, Russia e Israele non hanno mai sottoscritto lo Statuto di Roma e dunque non accettano la giurisdizione della Cpi. Ma oltre al gigantesco danno politico reputazionale i suoi mandati d’arresto hanno conseguenze pratiche, perché tutti i Paesi firmatari hanno l’obbligo di eseguire la misura.   Per questo tanto la Russia quanto Israele detestano Khan, che nel 2023 ha spiccato mandati d’arresto internazionali per Vladimir Putin e la sua “Commissaria per i diritti dell’infanzia” Maria Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini in Russia.  


Il ponte del malaffare

[Occorre avere un po' di caos in sé per partorire una stella danzante. Friedrich Nietzsche]La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall'ufficio giudiziario, l'ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all'esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già Consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un imprenditore. Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica.  Secondo quanto emerge dalla nota, l'avvocato e l'imprenditore indagati "al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società 'Stretto di Messina Spa', avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata". Secondo l'impianto accusatorio i "due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest'ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa". Inoltre il magistrato contabile "avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della 'Stretto di Messina Spa', una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata". Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati "rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate".


venerdì 12 giugno 2026

La quinta colonna di Putin

[Galileo Galilei morì a settantasette anni, Isaac Newton a ottantaquattro e Michelangelo raggiunse il ragguardevole traguardo di ottantotto anni senza l'aiuto di alcun antibiotico o vaccinazione o trapianto d'organo. In effetti perfino gli scimpanzé nella giungla talvolta vivono fino a una sessantina d'anni. Per essere precisi, la medicina moderna non ha contribuito ad allungare la nostra aspettativa di vita neppure di un singolo anno. Il suo più grande trionfo è stato di averci salvato dalla morte prematura. Yuval Noah Harari] Stop aiuti militari e verifica approfondita dei requisiti dell’Ucraina per l’adesione all’Unione europea: sono questi alcuni dei passaggi chiave del dispositivo della risoluzione che il M5S proporrà al voto delle aule parlamentari, in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026. "Tutti gli Stati membri hanno concordato di avviare il primo gruppo di negoziati di adesione - il cosiddetto primo cluster - con l'Ucraina e la Moldavia.    Durante la prima conferenza intergovernativa di lunedì, avvieremo il gruppo dedicato agli aspetti fondamentali, che costituisce la spina dorsale del processo di adesione." Lo annunciano la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Si tratta di un riconoscimento della determinazione, del coraggio e dell'impegno profuso da entrambi i paesi nel portare avanti le riforme, nonostante le enormi sfide", sottolineano. "Ringrazio tutti i nostri concittadini che lottano per l'Ucraina, lavorano per il nostro Stato e contribuiscono a difendere i nostri interessi nazionali.    Ringrazio inoltre tutti i nostri partner nell'Ue e personalmente ogni leader per questo importante passo compiuto per il bene dell'Europa. L'Ucraina si sta difendendo e, così facendo, difende tutta l'Europa: l'idea che le nazioni europee possano vivere unite, libere e in pace. Come abbiamo già detto, l'Ucraina sta facendo il necessario ed è importante che anche l'Ue mantenga la parola data. L'apertura del primo cluster rappresenta un sostegno politico e morale significativo per il nostro Stato e il nostro popolo". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rilanciando il post di Ursula von der Leyen che annunciava l'ok degli Stati membri ad avviare il primo gruppo di negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldavia.     "Ringraziamo inoltre l'Europa per tutto il suo sostegno, un sostegno che dimostra una vera leadership e ci aiuta a proteggere vite umane. Tutto è stato fatto anche per l'apertura dei prossimi cluster. Ci congratuliamo infine con la Moldavia per questo passo, che stiamo compiendo insieme", ha concluso. Il M5S propone, al punto 3 del dispositivo finale, che il Parlamento impegni il Governo, “a fronte del perdurante conflitto bellico russo-ucraino e preso atto dell’ormai consolidato posizionamento delle parti, a promuovere un inedito protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l’immediato cessate il fuoco, affinché l’Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sul rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale”.  Al punto 4, propone di vincolare l’esecutivo “a interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa”. Al punto 5 del dispositivo della risoluzione M5S si impegna il Governo “nell’ambito dell’accelerazione per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, ad adottare le opportune iniziative in sede europea volte a verificare e garantire il principio merit-based che subordina la membership al rispetto dei criteri di Copenaghen e all’adozione dell’acquis comunitario”. L'espressione si riferisce alla missione "Dalla Russia con amore" del marzo 2020, quando l'allora premier Giuseppe Conte e Vladimir Putin concordarono l'invio di aiuti sanitari in Italia. La delegazione, sbarcata a Pratica di Mare su 14 aerei militari, comprendeva circa 104 persone tra medici, infermieri ed esperti di decontaminazione, scortati da oltre 100 specialisti e militari russi. La missione ha suscitato notevoli polemiche e dibattiti politici per diversi motivi. La maggior parte del personale apparteneva alle forze di Difesa Chimica e Biologica russe e includeva alti ufficiali, come il generale Sergey Kikot.  Gli aiuti operarono principalmente nella provincia di Bergamo, ma per volere del governo russo si ipotizzò di estendere l'operazione al resto del Paese e di accedere a uffici pubblici, suscitando le riserve dei vertici della Difesa italiana.  Successivamente, analisti e organi di stampa (tra cui il corriere della sera)  e il copasir  hanno valutato l'operazione non solo come un'azione umanitaria, ma anche come un'attività di intelligence e di proiezione geopolitica della Russia sul territorio di un paese NATO.