martedì 13 ottobre 2026

Armao in procura

[Il mondo è bello a guardarlo: è incantevole e bizzarro. Non voglio sfuggire al mondo, voglio imparare a conoscerlo, a essere me stesso, a godere della sua bellezza. Hermann Hesse] "Dite le come stanno, non certo come le prospetta la Procura". Lo ha detto prima di entrare al Palazzo di Giustizia di Palermo per l'interrogatorio preventivo davanti al Gip, l'ex vicepresidente della regione Gaetano Armao, per cui la Procura ha chiesto l'arresto con l'accusa di corruzione. Prima di lui, sempre per rendere interrogatorio preventivo, erano arrivati il deputato del Mpa Giuseppe Lombardo, l'avvocato Pierluigi Matta e l'ex presidente della Onlus Samo, Luigi Zancla. Sei anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici: è la condanna decisa dal gup per Mario Lupo, il commercialista ed ex presidente della "Samot", l'Ets per supporto a malati gravi, accusato di corruzione. Lupo, ex sindaco di Villabate, venne fermato, nel settembre 2025, dalla polizia insieme a Francesco Cerrito, ex direttore del dipartimento integrazione socio-sanitaria dell'Asp di Palermo durante uno scambio di mazzette.    Lupo è coinvolto anche in un'altra indagine sulla sanità, con l'ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l'avvocato Pierluigi Matta, il presidente della "Samo" Luigi Zancla e il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo. Secondo la sentenza del processo Lupo consegnava il denaro al funzionario dell'Asp per accelerare i pagamenti e favorire le pratiche della "Samot", impegnata nell'assistenza domiciliare ai malati terminali.


Condor a Firenze

[Puoi vivere la tua life senza mai vedere una persona, ma se quella persona è nel tuo cuore, non sarai mai solo. David Nicholls] Condor rafforza la propria presenza in Italia con un nuovo collegamento tra Firenze e Francoforte, operativo dal 6 maggio 2027 con due voli giornalieri per tutta la stagione estiva. La compagnia aerea tedesca presenterà i propri programmi al TTG Travel Experience di Rimini, dal 14 al 16 ottobre, dove incontrerà tour operator, agenzie di viaggio ed enti del turismo. La nuova rotta si aggiunge ai collegamenti già operati da Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia, quest’ultima entrata nella rete della compagnia nel maggio 2026. Attraverso l’aeroporto di Francoforte, i passeggeri in partenza da Firenze potranno raggiungere le destinazioni intercontinentali servite da Condor in Nord America, Caraibi, Africa e Asia. Il collegamento si rivolge sia ai viaggiatori d’affari sia a quelli turistici.  “L’Italia rappresenta per Condor un mercato strategico di primaria importanza. La nostra presenza al TTG Travel Experience e l’annuncio dei nuovi collegamenti giornalieri da Firenze per Francoforte confermano la volontà di offrire alla clientela e al trade italiano una connettività sempre più capillare e di qualità”, ha dichiarato Lorna Dalziel, country manager Italia della compagnia. L’espansione delle rotte italiane si inserisce nel potenziamento della rete europea di Condor, che nell’estate 2027 comprenderà 16 città europee collegate a Francoforte. L’obiettivo della compagnia è sviluppare il traffico attraverso lo scalo tedesco, integrando i collegamenti a corto e medio raggio con quelli intercontinentali, operati anche con gli Airbus A330neo. Al TTG di Rimini, dove sarà presente nel padiglione A7, Condor incontrerà anche gli enti di promozione turistica con cui ha avviato collaborazioni commerciali, tra cui quelli di Los Cabos, in Messico, Barbados, Repubblica Dominicana e Antigua e Barbuda. Gli accordi riguardano la promozione delle destinazioni internazionali raggiungibili attraverso la rete della compagnia.


Liberi di scegliere

[Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà anche noi, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Anne Frank] Sono circa 200 i giovani che hanno usufruito del progetto Liberi di scegliere, nato anni fa su idea dell'attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, e adesso diventato legge dello Stato.    Il dato è emerso a un incontro con gli studenti dell'istituto Antonio Bruno promosso dal Comune di Biancavilla al quale hanno partecipato il magistrato e la presidente dell'Antimafia, Chiara Colosimo. Secondo una prima stima, la nuova legge potrebbe sottrarre alle mafie circa 400 minorenni.    "Questo - ha spiegato la presidente Colosimo - vuol dire 400 possibili leve della criminalità organizzata che tornano nelle mani amorevoli dello Stato. Vuol dire, innanzitutto,  a territori come questo, e a territori anche lontani da qui, come la Campania o la Calabria, che lo Stato c'è e che battere la criminalità organizzata è possibile. Stiamo già lavorando - ha aggiunto la presidente dell'Antimafia - ai primi elenchi, rispetto ai provvedimenti già emessi dai Tribunali che se ne sono occupati prima che diventasse legge, e stiamo ricevendo le prime richieste dai tribunali che hanno invece iniziato ad occuparsene".    "A Catania - ha confermato il presidente Di Bella - si è pentito un boss di livello apicale dopo il nostro intervento sui nipoti, ma anche chi sta al 41 bis sta incoraggiando il progetto. Devo dire che in questo momento c'è una condivisione importante, noi offriamo a queste persone l'opportunità di salvezza per i loro figli, tocchiamo quello che forse è il sentimento più autentico dell'umanità che è l'amore filiale. Non allontaniamo tutti - ha sottolineato il magistrato - ci muoviamo moltissimo sul territorio, riportando i ragazzi a scuola, coinvolgendoli in percorsi di educazione alla legalità.    Gli allontanamenti sono residuali, soltanto nelle situazioni estreme. Se i bambini sono piccoli - ha osservato Di Bella - cooptiamo sempre la madre in questi percorsi e poi sosteniamo tutto il nucleo familiare con educatori, psicologi, psicoterapeuti. È un progetto articolato e complesso, devo dire che i risultati sono molto, molto importanti".  In Sicilia cala la criminalità secondo il numero di denunce di reati registrati nel 2025.    Nell'indice della criminalità stilato dal Sole 24 Ore la provincia di Enna è terzultima al 104esimo posto con un calo di reati denunciati dell'11,3%. L'Indice utilizza le statistiche consolidate della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno e confronta 106 territori provinciali sulla base dei delitti denunciati ogni 100mila abitanti.    Il segno meno si trova in otto province siciliane su nove, (c'è un aumento di denunce a Siracusa + 106), con le flessioni più marcate a Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%) e l'isola ovunque registra volumi sotto i livelli del 2019. Palermo è al 33esimo posto nella classifica nazionale con 3594 denunce ogni 100 mila abitanti (42.959 totali), Catania è 35esima con 3570 denunce, Siracusa è al 27esimo posto con 3907,2 denunce, Caltanissetta è 84esima con 2721,1 denunce, Trapani è al 62esimo posto in classifica con 3054 denunce, Messina è 92esima con 2650,5 denunce, Agrigento è al 101 esimo posto con 2395,1 denunce, Ragusa è al 98esimo posto con 2511,9 denunce ogni 100 mila abitanti.    I delitti denunciati in Italia diminuiscono per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di crescita: nel 2025 sono stati circa 2,36 milioni, l'1,8% in meno rispetto al 2024, pari a 42.242 delitti in meno. Calano soprattutto furti e rapine, mentre crescono truffe e frodi informatiche. E tra i dati negativi c'è anche l'aumento dei minorenni arrestati e denunciati (+ 34%). Milano si conferma la provincia con la maggiore incidenza di denunce in rapporto ai residenti, seguita da Firenze e Roma. Oristano registra invece il tasso più basso.    A determinare la flessione nazionale sono soprattutto i furti, che scendono a 992.660, quasi 62mila in meno rispetto al 2024 (−5,9%). Tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022 e rappresentano il 42,1% dei delitti denunciati.
   


lunedì 12 ottobre 2026

Ue con l’Ucraina

[Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. Dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo andare.  Jack Kerouac] I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato quasi 1.600 nuove voci di sanzioni rivolte al complesso militare-industriale russo. Lo fa sapere l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "Si tratta del più grande ampliamento della nostra lista di sanzioni da quando la Russia ha dato inizio alla guerra. L'Europa sta dimostrando ancora una volta di fare fronte comune. Più della metà di queste voci è collegata alla catena di produzione dei missili balistici. Stiamo rendendo significativamente più difficile, più lento e più costoso per la Russia produrre le armi che utilizza per uccidere gli ucraini", ha sottolineato. Intanto Volodymyr Zelensky, parlando al forum sulla Sicurezza a Varsavia, afferma che la Russia avrebbe già violato il "cessate il fuoco energetico" annunciato da Donald Trump, affermando che droni a reazione avrebbero colpito impianti del gas durante la notte. Se la Russia non lo rispetta, l'Ucraina "reagirà", aggiunge. "È evidente - ha affermato - che Putin non legge Truth Social e che i suoi droni Shahed seguono istruzioni diverse. Ma questi post riguardano effettivamente qualcosa che influenza la vita di milioni di persone, e questo li rende estremamente importanti". Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, "Volodymyr Zelensky non sta mostrando alcuna volontà di fermare il conflitto, ed è per questo che il presidente Usa Donald Trump afferma che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente". Lo ha detto all'agenzia Ria Novosti."Trump - ha dichiarato Peskov - ha detto di credere che sia giunto il momento di un nuovo presidente. Perché? Perché il presidente ucraino deve prendere decisioni molto importanti e molto difficili per fermare questa guerra. O Zelensky si assume questa responsabilità e dimostra la volontà politica, oppure no". E l'offensiva russa non si ferma: in seguito a diversi raid russi notturni che hanno colpito le infrastrutture energetiche, si sono registrati black out in varie parti dell'Ucraina. Oleksandr Hanzha, capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, ha dichiarato, come riporta il Guardian, che la Russia ha attaccato tre distretti della regione "più di 10 volte" con artiglieria e droni.I residenti di Izyum, a sud-est di Kharkiv sono rimasti senza corrente elettrica in seguito a un attacco russo che ha danneggiato le reti di distribuzione dell'energia e nella regione di Zhytomyr il governatore segnala raid su infrastrutture ferroviarie ed energetiche. "Zelensky sta valutando male la situazione. Continuando a colpire le raffinerie, sta compromettendo" la fiducia e la la disponibilità ottenuta da Trump negli ultimi sei mesi, ha spiegato un funzionario americano. Il presidente voleva che l'Ucraina fermasse unilateralmente gli attacchi alle raffinerie perché stavano facendo salire i prezzi dell'energia negli Stati Uniti.  "L'Ue sta riducendo la propria dipendenza dai combustibili fossili russi e continuerà a farlo con determinazione". Lo dice un portavoce della Commissione Ue interpellato  sull'accordo annunciato  da Trump per consentire le esportazioni di gasolio russo. "L'Europa conosce fin troppo bene i costi nascosti legati all'eccessiva dipendenza dagli idrocarburi russi. E l'Europa non vuole alimentare la guerra della Russia contro l'Ucraina. Continuiamo a ritenere necessario un cessate il fuoco che protegga le forniture alimentari mondiali e le infrastrutture energetiche in Ucraina e in Russia". Durante le otto ore di colloqui  a Miami con i negoziatori ucraini, Steve Witkoff e Jared Kushner li avevano avvertiti della telefonata fra Trump e Putin e della rimozione delle sanzioni sul diesel russo purché Kiev aveva ignorato le sue richieste. Secondo una fonte ucraina, gli inviati di Trump hanno minacciato anche si togliere all'Ucraina l'intelligence necessaria per agire se continuerà a ignorare le richieste del presidente. Gli americani però smentiscono la ricostruzione e mettono in evidenza che Witkoff e Kushner hanno solo spiegato che gli attacchi stavano causando problemi negli Stati Uniti. Fino all'accordo con la Russia, le trattative a Miami erano andate bene. Si erano concentrate sulle garanzie di sicurezza ed erano state presentate nuove proposte per soluzioni territoriali. Sempre secondo Axios Witkoff e Kushner stanno considerando di andare a Mosca e a Kiev la prossima settimana per parlare di una proposta di pace. Secondo le fonti non è chiaro come le tensioni sull'accordo con la Russia per il diesel possano influenzare le loro decisioni.  La Russia resta disponibile a negoziare una soluzione al conflitto in Ucraina e il presidente Vladimir Putin non ha posto lo svolgimento di nuove elezioni ucraine come condizione per la ripresa dei colloqui. Lo ha dichiarato oggi ai media russi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto un cambio di leadership a Kiev, accusando Volodymyr Zelensky di aver ripetutamente rifiutato la possibilità di raggiungere un accordo con Mosca.  “In generale, siamo aperti ai negoziati. Continuiamo a essere aperti”, ha dichiarato Peskov. Interrogato sulla possibilità che Mosca condizioni la ripresa delle trattative allo svolgimento di elezioni presidenziali in Ucraina, il portavoce del Cremlino ha precisato che “il nostro presidente non ha ancora detto nulla” al riguardo. Le dichiarazioni arrivano all’indomani delle parole di Trump, che sabato aveva sostenuto che Zelensky “avrebbe potuto risolvere questo conflitto molte volte e ha scelto di non farlo”, affermando che l’Ucraina ha bisogno di un nuovo leader.  Zelensky ha risposto oggi ribadendo che spetta esclusivamente agli ucraini scegliere il proprio presidente e proponendo un cessate il fuoco completo di 60 giorni con la Russia per consentire lo svolgimento delle elezioni.


La Polonia non si fida

[Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andar ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo, per la prima volta.T.S. Eliot] Il Primo Ministro polacco Donald Tusk chiede sanzioni più severe contro la Russia, affermando che Mosca “non è interessata a un cessate il fuoco” ma “solo al dominio”. Intervenendo al Warsaw Security Forum, Tusk annuncia che si recherà a Bruxelles per sollecitare i partner europei a valutare un inasprimento delle sanzioni contro la Russia, avvertendo che Mosca “non si fermerà” all’Ucraina. “La Russia vuole – e ne siamo consapevoli – ridisegnare l’architettura di sicurezza dell’Europa. Chiamiamo le cose con il loro nome: la Russia vuole distruggere l’attuale architettura di sicurezza europea per riportare il dominio russo alla situazione esistente prima del 1989”. Il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, ha presentato oggi a Varsavia, durante una conferenza sulla sicurezza, quella che ha definito la propria “teoria della vittoria”, una strategia per garantire che la Nato possa prevalere in caso di attacco russo.  Nel corso del suo intervento, il generale statunitense ha specificato che la teoria della vittoria è semplice: le forze Nato “bloccherebbero, poi smorzerebbero e infine annienterebbero qualsiasi mossa aggressiva contro l’Alleanza”.  Pur sottolineando di non considerare il conflitto “inevitabile ed imminente”, Grynkewich ha rappresentato, al Forum sulla sicurezza di Varsavia, che il piano serve per “prepararci a svolgere il nostro compito più sacro: la difesa del nostro popolo e del nostro territorio”. A tal proposito, Grynkewich, nel corso del suo intervento, ha specificato che “nessuno dovrebbe scambiare la nostra natura difensiva per debolezza o mancanza di determinazione”.  “Attraverso la nostra forza collettiva, puntiamo a scoraggiare le aggressioni e a preservare la pace. Ma se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, combatteremo. Fermeremo l’attacco e gli impediremo di raggiungere i suoi obiettivi, quali che siano”, ha specificato il generale statunitense.  Esponendo la “teoria della vittoria”, che Grynkewich ha sottolineato “essere un piano militare, ma una visione condivisa”, il generale americano ha ribadito che “per scoraggiare un conflitto è anche necessario essere pronti a combattere”. Pertanto, il generale statunitense ha specificato che è “improbabile” che l’Alleanza possa essere presa alla sprovvista, grazie “al sofisticato sistema di dati che gli Stati condividono l’uno con l’altro”. Inoltre, ribadendo la vocazione difensiva della Nato, il generale americano ha osservato che nell’attuazione delle manovre rappresentate, l’Alleanza non cercherà di “infliggere al nostro avversario una sconfitta strategica” in quanto “non ne abbiamo bisogno”. Infatti, ha specificato il generale americano, “il nostro unico obiettivo è fermare sul nascere qualsiasi attacco e impedirgli di conquistare e mantenere il controllo del nostro territorio” e “per riuscirci, è necessario sconfiggere sul piano tattico e operativo le forze impiegate contro di noi, ma nulla di più”.  Sottolineando come gli Alleati siano “pronti a partire stanotte” in caso di attacco, il generale americano ha rappresentato, operativamente, la difesa dell’Alleanza in caso di attacco.  “La mia teoria della vittoria è quindi semplice: bloccheremo l’attacco iniziale. Se l’attacco proseguirà, ne attenueremo la forza e impediremo all’avversario di avanzare. E, se necessario, distruggeremo le forze nemiche e il sistema operativo-militare schierato contro di noi”, ha delineato il generale americano, aggiungendo che “per bloccare l’attacco, le nostre forze terrestri agiranno per prevalere su qualsiasi assalto nemico nel punto di contatto”.  “Attraverso le manovre, immobilizzeremo le formazioni avversarie e impediremo loro di conquistare territori dell’Alleanza. Le forze terrestri attaccheranno il nemico e distruggeranno le sue unità in avanzata” ha proseguito, aggiungendo che “le nostre forze aeree e navali, operando in coordinamento con le forze spaziali e cibernetiche, conquisteranno rapidamente la libertà di manovra”.  “Una volta assicurata rapidamente la superiorità aerea e marittima, all’interno e al di sopra dell’area di combattimento, queste forze impiegheranno una combinazione di potenza e precisione. In questo modo, impediranno al nemico di mantenere le proprie posizioni”, ha rappresentato Grynkewich.  In seguito, ha proseguito il generale americano, “dopo aver bloccato l’attacco iniziale, neutralizzeremo qualsiasi ulteriore offensiva in corso o successiva contro di noi. Servendoci di sensori avanzati, sistemi autonomi e forze multidominio, impediremo all’attaccante di acquisire slancio o di assumere l’iniziativa. L’impiego sincronizzato di effetti multidominio, fino al livello tattico, sopraffarà le formazioni nemiche sul campo di battaglia e ne fermerà l’avanzata, se a quel punto sarà ancora in corso”.  “Se l’avversario decidesse di proseguire l’attacco o di impiegare le proprie riserve, distruggeremo il sistema bellico impegnato contro di noi” ha specificato Grynkewich, sostenendo che la Nato eserciterà “una pressione costante e incessante, sia attraverso mezzi cinetici sia non cinetici” e lo farà “in tutti i domini e attraverso di essi: terrestre, aereo, marittimo, spaziale e cibernetico”.  “In questo modo, spezzeremo il sistema nemico e lo sconfiggeremo in tutte le sue componenti”, ha concluso Grynkewich.  Nel corso dell’intervista successiva al suo intervento, il generale americano ha rappresentato che la decisione di divulgare questa nuova visione dell’Alleanza nasce dal peculiare momento storico odierno e dalla necessità di rassicurare i cittadini della Nato. “Credo che la decisione di renderla pubblica sia legata al contesto di sicurezza di cui abbiamo parlato questa mattina. Considerata l’intensità delle attività di sabotaggio e degli incendi dolosi, penso che le popolazioni dei Paesi dell’Alleanza siano un po’ preoccupate”, ha affermato Grynkewich. “Voglio quindi rassicurare il miliardo di cittadini della nostra Alleanza: siamo pronti e sappiamo cosa fare. Sappiamo quali sono i nostri compiti e come assolverli. Ci vorrà la collaborazione di tutti, ma siamo pronti”, ha rassicurato il generale statunitense.  Infine, in merito alla guerra in Ucraina Grynkewich ha osservato che è importante non sottovalutare l’esercito ucraino. “Sarà un inverno molto difficile”. Tuttavia, il generale americano ha espresso che probabilmente la strategia russa non funzionerà.  “Se c’è una cosa che abbiamo visto dall’inizio del conflitto, è che gli ucraini sono stati sottovalutati. Io non commetterò nuovamente questo errore. Supereranno l’inverno e ne usciranno con una determinazione ancora maggiore e una volontà di combattere ancora più forte”, ha affermato Grynkewich, rappresentando che “in definitiva, spero che riusciremo a porre fine a questo conflitto e a raggiungere una pace duratura. Ma, se non ci riusciremo, so che gli ucraini continueranno a combattere”.


Estonia si prepara

[La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Jon Krakauer]L'Estonia sta spostando permanentemente le truppe più vicino al confine con la Russia e si sta dotando di armamenti in grado di colpire in profondità il territorio confinante, mentre il Paese, schierato in prima linea nella Nato, si prepara a una potenziale aggressione russa al di là dell'Ucraina. Lo scrive in esclusiva il Financial Time. I vertici militari e dell'intelligence estoni non credono che Mosca voglia una guerra su vasta scala con la Nato, almeno nei prossimi due anni, ma ritengono che la Russia si stia preparando a un potenziale conflitto futuro con la piccola nazione baltica. "Non ci devono essere dubbi che il nostro ministero della Difesa e altri servizi competenti dispongono del necessario potenziale di intelligence per monitorare e valutare adeguatamente la situazione ai confini". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando quanto scritto dal Financial Times. Lo riferisce l'agenzia Interfax."Non ci devono essere dubbi che il nostro ministero della Difesa e altri servizi competenti dispongono del necessario potenziale di intelligence per monitorare e valutare adeguatamente la situazione ai confini".    Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando quanto scritto dal Financial Times, secondo il quale l'Estonia sta trasferendo le proprie truppe verso il confine con la Russia. "Il nostro ministero della Difesa ha schierato circa un centinaio di soldati vicino al confine con Kaliningrad. È parte della resilienza: devi mostrare che sei forte, che sei capace, che sei pronto". Con queste parole il ministro lituano dell'economia Edvinas Grikšas, ha commentato margine della sua visita di due giorni in Italia, l'annuncio che il suo Paese schiererà l'esercito per difendere il confine con Kaliningrad in vista di una possibile nuova mobilitazione da parte di Mosca.    "Non solo la Lituania, ma anche la Lettonia e l'Estonia, tutti gli Stati Baltici, hanno sempre saputo che tipo di vicino abbiamo. La storia ce l'ha mostrato" ha aggiunto. "L'aggressione russa all'Ucraina - ha sottolineato - ha mostrato non solo a noi, ma anche alle altre nazioni cosa stava accadendo. È stata una sorta di 'sveglia', non solo per l'Unione Europea e non solo Europa in generale".    Quando alla recente apertura del presidente americano Donald Trump alla possibilità di una base americana permanente nel Paese baltico, il ministro ha spiegato che "altri rappresentanti stanno lavorando in questo campo, ma come lituano vorrei vedere una cosa simile. Siamo più che capaci. Ci stiamo preparando ad accogliere la brigata tedesca, abbiamo truppe Nato e Usa. Tutto funziona come resilienza".
   


domenica 11 ottobre 2026

Donaldo non si dà pace

[Non importa dove sei o cosa stai facendo. Ti amerò sempre, veramente, follemente, profondamente. Nicholas Sparks] Durissimo attacco del presidente americano Donald Trump contro il Comitato norvegese per il Nobel, accusato di aver ignorato ancora una volta i suoi presunti meriti nella risoluzione dei conflitti internazionali, assegnando il premio per la Pace a Navi Pillay. In un lungo messaggio pubblicato sul social network Truth, Trump ha sostenuto che avrebbe meritato non uno, ma addirittura otto premi Nobel, uno per ciascuna delle guerre che afferma di aver risolto, e ha definito la decisione del Comitato “una macchia indelebile sulla Norvegia, che non sarà mai dimenticata”.  “Questa è la donna che ha ricevuto il premio Nobel per la Pace al posto dei grandi Stati uniti d’America, il cui rappresentante, IO, ha risolto otto guerre e fatto molte altre cose”, ha esordito Trump, prendendo di mira direttamente la vincitrice. “Non so nulla di questa donna, e nemmeno nessun altro! In realtà, per quanto ne so, nessuno ne aveva mai sentito parlare, a parte il fatto che, molto evidentemente, odia Israele. Non so che cosa abbia fatto questa donna”, ha aggiunto.  Il presidente americano ha quindi rivendicato il proprio ruolo nella risoluzione di otto conflitti, sostenendo che i leader dei Paesi coinvolti avevano inviato lettere al Comitato norvegese per sostenere la sua candidatura. “Ho risolto otto guerre e sto per risolverne, o vincerne, altre due, Iran e Russia-Ucraina. Entrambe stanno procedendo a una velocità vertiginosa”, ha scritto. Trump ha elencato gli otto conflitti che sostiene di aver concluso: Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, Repubblica democratica del Congo e Ruanda, Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto ed Etiopia, Armenia e Azerbaigian, Israele e Hamas. “Ognuno di questi, in particolare quello tra Pakistan e India, sarebbe stato più che sufficiente per vincere il premio Nobel. In realtà avrei dovuto vincere otto premi Nobel per la Pace, non soltanto uno”, ha affermato.  Il presidente ha inoltre rivendicato di aver impedito all’Iran di dotarsi di armi nucleari, di aver ottenuto il rilascio degli ostaggi israeliani, di aver contribuito alla liberazione di oltre 900 prigionieri politici nell’Europa orientale e di aver riportato a casa 196 ostaggi detenuti in diversi Paesi. Ha citato anche la rimozione dal potere del presidente venezuelano Nicolas Maduro e il proprio ruolo nella prevenzione di possibili conflitti nella penisola coreana e nello Stretto di Taiwan.  “Ho salvato più vite di chiunque altro nella storia”, ha sostenuto Trump, richiamando anche le parole della leader venezuelana Maria Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace nel 2025, che a suo dire avrebbe riconosciuto i suoi meriti quando gli consegnò il proprio premio. “Donald Trump ha risolto molte guerre e merita il premio Nobel per la Pace più di chiunque altro lo abbia mai ricevuto”, ha riportato il presidente, aggiungendo: “Sulla base del mio bilancio di pace, un bilancio che nessun altro ha mai raggiunto, sono d’accordo!”.  Trump ha poi attaccato le Nazioni unite, sostenendo che non hanno svolto alcun ruolo nelle sue iniziative diplomatiche. “Nonostante tutto questo, oggi il premio Nobel è stato assegnato a una persona liberal che lavora alle Nazioni unite, di cui nessuno ha mai sentito parlare. In tutte le guerre che ho risolto, non ho mai parlato con le Nazioni unite: non sono state di alcun aiuto”, ha scritto.  L’affondo più livoroso è stato riservato al Comitato norvegese e all’intera Norvegia, accusati di aver screditato definitivamente il riconoscimento. “Gli Stati uniti d’America, rappresentati da me, in qualità di vostro presidente, avrebbero dovuto ricevere il premio Nobel per la Pace, ma non lo hanno ricevuto. Questa è una macchia indelebile sulla Norvegia, che non sarà mai dimenticata”, ha dichiarato Trump. “Il premio Nobel per la ‘Pace’ è stato screditato per sempre da un manipolo di ideologi radicali, antidemocratici e nemici della civiltà!”, ha concluso il presidente americano.