[Noi siamo qui per far sì che figli e nipoti possano un domani respirare e immaginare -senza dover fare l’elogio funebre così tante specie. Sequoia Nagamatsu] Nel 2013 Barak viene consultato, tramite il fidato collaboratore Avner Azulay, ex alto ufficiale del Mossad (capo centro in Europa), dagli emissari di Schmidheiny (chiamato sempre in codice “STS”), per studiare una strategia in vista di un precedente ricorso in Cassazione, dopo la condanna a 18 anni nel primo processo Eternit. Barak accetta di partecipare: nei messaggi si pianifica un suo “big meeting” con il team di Schmidheiny a Zurigo nell’ottobre 2013, per impostare un’azione di lobbying discreta a Roma prima della sentenza. In queste mail gli interlocutori riferiscono che la strategia di Barak è “eccellente”, anche se andava avviata anni prima, a conferma del contributo fattivo dell’ex premier israeliano alla causa del patron della Eternit. Durante le discussioni si cita anche il contatto con “un ex ambasciatore” per agire nei “circoli della società” a Roma, nonchè l’eventualità di una campagna internazionale dopo la sentenza. Addirittura, si ragiona della preparazione di un’eventuale latitanza di Schmidheiny, ipotizzando un sistema già collaudato con un grande evasore fiscale americano. Poi Barak segue anche l’epilogo: nel novembre 2014 la Corte di cassazione a Roma annulla la condanna a 18 anni di “STS”, chiudendo il primo processo Eternit. Quella notte Heinz Pauli, consigliere di Schmidheiny, invia ad Azulay (quindi a Barak) un lungo messaggio in cui esprime sollievo per l’assoluzione, dicendosi “molto grato per l’aiuto che avete offerto e gli sforzi fatti a sostegno della causa di STS”. Azulay gira il messaggio a Barak, che risponde due giorni dopo, ringraziando a sua volta e augurando “tutto il meglio” a Schmidheiny e al suo team. Ma Report ricostruisce che, già qualche anno prima, Barak e Azulay erano riusciti ad aiutare un altro miliardario a sfuggire alla giustizia. Si trattava di Mark Rich, spregiudicato imprenditore americano legato a Israele e facilitatore di operazioni dell’intelligence israeliana. Negli Stati Uniti, Rich era stato raggiunto da 65 capi d’accusa e rischiava una pena a 300 anni di carcere in quello che era stato definito il più grande caso di evasione fiscale della storia americana. Barak aveva mobilitato la lobby israeliana per fare pressioni sul governo statunitense e, alla fine, l’allora presidente Clinton aveva concesso la grazia a Rich, considerato uno dei sei latitanti più ricercati d’America. Lo stesso Clinton ha poi ammesso che dietro il perdono presidenziale a Rich c’era stata proprio la mano di Barak. Clinton e Barak sono, insieme a Trump, gli unici due capi di governo a comparire nelle foto e nei documenti compromettenti accanto a Jeffrey Epstein. Ma il legame tra Epstein e Israele non si ferma qui. È impossibile ignorare il ruolo di Ghislaine Maxwell, la sua sodale e reclutratrice, figlia di Robert Maxwell, magnate dei media britannici e agente del Mossad, che molti considerano un asset centrale per i servizi israeliani negli anni della Guerra Fredda. Robert Maxwell, morto in circostanze opache e sepolto con onori sul Monte degli Ulivi nella Gerusalemme occupata – un privilegio riservato a personaggi di altissimo rilievo nella narrativa sionista – fu salutato con funerali di Stato a cui parteciparono il presidente Chaim Herzog, il primo ministro Yitzhak Shamir, il capo dello Shin Bet Ya’akov Peri e altre figure di spicco dell’intelligence e della politica israeliana: un segnale preciso del suo ruolo nei servizi. Alla luce di questo, il coinvolgimento diretto di Ghislaine con Epstein non è affatto una coincidenza. Lei e Jeffrey operavano come un’unità solida che non si limitava a soddisfare i desideri predatori dei potenti, ma che costruiva archivi compromettenti – video, registrazioni, dossier – potenzialmente utilizzabili come leva di potere o ricatto. È legittimo domandarsi se questi archivi, i famigerati “Epstein Files”, contengano nomi di personaggi legati a Israele, al Mossad o alla diaspora sionista d’élite che ha finanziato operazioni più o meno opache nel mondo. La Wexner Foundation, finanziata dall’amico e cliente di Epstein, Leslie Wexner, è un altro anello chiave. La fondazione ha riversato milioni in programmi di formazione delle élite israeliane. Nel 2004, secondo il giornalista israeliano Erel Segal, proprio questa fondazione avrebbe trasferito ben 2,3 milioni di dollari a Ehud Barak per una “ricerca” mai meglio definita. Barak si è rifiutato di fornire dettagli, dichiarando solo che si trattava di un’attività privata e regolare. Ma cosa giustifica una simile somma? E perché l’ex premier israeliano aveva bisogno del denaro di un molestatore pedofilo statunitense per finanziare una sua iniziativa imprenditoriale? Tutto questo si svolge in un contesto in cui Netanyahu e Barak si scambiavano accuse reciproche di corruzione e collusioni con criminali. Al di là della loro faida, resta il fatto che Epstein rappresentava un asset trasversale. Un uomo che aveva accesso a Bill Clinton, Donald Trump e altri membri dell’élite israeliana, in un arco che non si spiega solo con il fascino della ricchezza. È dunque plausibile che Epstein, con Ghislaine al suo fianco, abbia operato anche in funzione di raccolta d’intelligence, costruendo una banca dati fatta di compromessi, pedofilia e segreti. Una banca dati che, nelle mani sbagliate, è una bomba geopolitica. Le connessioni tra Epstein, Barak, Maxwell e il Mossad sono fatti, documentati da investimenti, legami familiari, sepolture d’onore e silenzi imbarazzati. Ciò che resta ancora sigillato negli Epstein Files e potrebbe contenere la chiave per decifrare uno dei più grandi sistemi di controllo del potere dell’era moderna, con nomi che molti non vogliono assolutamente vedere rivelati. Il Palazzo reale belga smentisce qualsiasi collegamento tra la monarchia e Jeffrey Epstein, chiarendo che nessun "saluto" della regina del Belgio è mai stato trasmesso a Epstein. La precisazione arriva dopo la diffusione di notizie su una e-mail risalente al 27 gennaio 2011, ritrovata nel dossier Epstein e firmata Lawrence Kraus, nel quale si sosteneva che "la regina del Belgio avrebbe mandato i suoi saluti" al miliardario americano dal forum economico di Davos. Una versione che il Palazzo definisce infondata. Nel gennaio 2011, spiega la Casa reale, la regina Paola non partecipò al forum e non poteva quindi aver inviato saluti a nessuno. Il chiarimento riguarda anche Mathilde del Belgio, allora principessa, presente a Davos insieme al principe Philippe del Belgio, oggi re. Il Palazzo precisa che Mathilde non ha mai incontrato né avuto contatti con Jeffrey Epstein, né gli ha mai fatto arrivare messaggi tramite terzi, aggiungendo che non ha alcun ricordo di Lawrence Kraus. C’è un italiano nei documenti Epstein: Flavio Briatore. Nessuna accusa nei suoi riguardi ma il suo nome compare nella cosiddetta “associate list” e dimostra come il jet set europeo fosse parte integrante del network globale del finanziere. Secondo Naomi Campbell – mai indagata, ma tra le celebrità più presenti nei documenti declassificati – fu proprio Flavio Briatore, all’epoca suo compagno, a presentarla a Jeffrey Epstein durante la festa per il suo trentunesimo compleanno, nel 2001, su uno yacht a Saint Tropez. Il party di Campbell in Costa Azzurra è un nodo centrale della vicenda. Virginia Giuffre ha dichiarato di aver partecipato come accompagnatrice di Epstein, selezionata da Ghislaine Maxwell prima di essere portata a Londra, il giorno successivo, e costretta a un rapporto sessuale con il Principe Andrew. Giuffre descrive Campbell come una delle migliori amiche di Maxwell: la modella ha però sempre negato ogni coinvolgimento. Campbell è una storica amica di Sean “Diddy” Combs, le cui feste sembrano lo spin off del caso Epstein: celebrities, traffico sessuale, dossieraggio. Nello scandalo che lo riguardava, è finito anche Sir Lucian Grainge, CEO di Universal Music Group, citato in giudizio con l’accusa di essere il finanziatore dei “break-off parties.” Le accuse contro l’uomo più potente dell’industria musicale – sostenitore di organizzazioni come FIdf e con un ruolo di primo piano nella lobby culturale pro-Israele a Hollywood – sono state poi ritirate. Nel processo mediatico, ma mai citato in giudizio, appare spesso il nome di Clive Davis, mentore di Combs, considerato il suo burattinaio. Parte della comunità afroamericana critica con l’industria si riferisce a lui come “l’uomo bianco ebreo” che ha dato potere a Combs per controllare dall’interno l’hip hop e neutralizzarne il potenziale rivoluzionario: notoriamente, Clive Davis è aperto sostenitore di Israele. L’onda lunga dello scandalo Epstein potrebbe finire per travolgere anche il premier britannico Keir Starmer, malgrado non sia coinvolto personalmente nella vicenda: a trascinarlo nella caduta rischia di essere la nomina ad ambasciatore negli Stati Uniti di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del Labour di Tony Blair. Al contrario di Starmer infatti Mandelson appare coinvolto in pieno nello scandalo, comprese foto compromettenti, e il Primo ministro ha ammesso in Parlamento di essere stato a conoscenza del fatto che fra l’ex ambasciatore ed Epstein vi fossero stati dei rapporti. Una dichiarazione che ha scatenato non solo le critiche dei Conservatori, ma soprattutto la fronda interna del Labour a partire dal leader del partito in Scozia, Anas Sarwar, che – tenendo a mente le elezioni locali in programma fra qualche mese – ha chiesto formalmente le dimissioni di Starmer. Quello scozzese non è un fattore politico che possa venire ignorato facilmente: nelle ultime tornate elettorali sono stati i voti che il Labour è riuscito a sottrarre allo Scottish National Party a fare la differenza e a permetterne il ritorno a Downing Street. Di contro, la macchina dei fedelissimi di Starmer si è messa in moto per cercare di limitare i danni: due dei principali collaboratori del premier, Tim Allan e Morgan McSweeney, si sono addossati la responsabilità della nomina di Mandelson e hanno presentato le proprie dimissioni, mentre i Ministri del governo hanno ribadito la loro fiducia nel Primo ministro. La sorte di Starmer – la cui gestione non è fin qui apparsa troppo brillante, a dispetto del forte mandato elettorale dopo gli ultimi disastrosi esecutivi a guida Tory – appare tuttavia incerta: non mancano i possibili successori (anche se Sarwar non ha indicato alcun nome) ma la lezione del recente passato è che un partito troppo disunito verrà punito alle urne, il che con lo spettro dell’ultra destra nazionalista di Nigel Farage alle porte rischia di trasformarsi in una pessima notizia e non solo per la Gran Bretagna. Re Carlo III è pronto a "dare sostegno", se richiesto, alla polizia britannica incaricata di valutare l'eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l'ex principe Andrea avrebbe condiviso con Jeffrey Epstein su alcune missioni svolte in anni in cui era emissario e testimonial commerciale per conto di vari governi britannici in Asia. Lo rende noto Buckingham Palace in una nota nella quale ricorda come Carlo abbia già "mostrato la profonda preoccupazione", attraverso azioni "senza precedenti", sul coinvolgimento del fratello nello scandalo dei legami con il defunto finanziere pedofilo americano. Il principe Andrew Mountbatten-Windsor, fratello del re britannico Carlo III, avrebbe pianificato segretamente con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein l’apertura di un’attività commerciale in Cina diversi anni dopo la condanna di quest’ultimo per reati sessuali su minori. Lo riporta il quotidiano The Telegraph, citando email contenute nei documenti sul caso Epstein recentemente resi pubblici. Secondo la ricostruzione del giornale, Andrew avrebbe discusso con Epstein la creazione di una società di consulenza a Pechino e i contatti d’affari tra i due sarebbero proseguiti per oltre cinque anni dopo la scarcerazione del finanziere. La circostanza, aggiunge il quotidiano, smentirebbe le affermazioni del principe secondo cui avrebbe interrotto ogni rapporto con Epstein nel 2010. Il Telegraph riferisce inoltre che Andrew avrebbe sostenuto l’iniziativa anche durante viaggi in Cina compiuti nel ruolo di rappresentante commerciale del Regno unito, incontrando potenziali interlocutori d’affari. Il principe è da anni al centro di polemiche per i suoi legami con Epstein e nel 2025 il sovrano gli ha revocato tutti i titoli.
OTTOBRE ROSSO
martedì 10 febbraio 2026
Wizz Air Catania-TelAviv
[I libri sono irriducibilmente legati alla perdita. Per scrivere, è necessario che il dolorosa così potente da obbligava stare sulla pagina. Anne Akrich] Dal 5 maggio Wizz Air tornerà a volare su Tel Aviv da Catania. La compagnia aerea, che nel 2025 ha fatto volare oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, e SAC, Società di gestione degli Aeroporti di Catania e Comiso, hanno annunciato in conferenza stampa un ulteriore investimento, ovvero l’allocazione, da maggio 2026, del terzo aeromobile Airbus A321neo nella base etnea. Questa decisione strategica sottolinea l’importanza cruciale di Catania e Comiso nel network italiano e globale della compagnia. Dall’inizio delle operazioni presso i due scali nel 2009, Wizz Air ha trasportato 9,7 milioni di passeggeri, consolidando un legame indissolubile con il territorio. L’arrivo del terzo aeromobile non è solo un potenziamento logistico, ma un volano economico: l’aggiunta di un singolo aereo genera infatti 500.000 nuovi posti, creando 40 posti di lavoro diretti – che si uniranno ai 110 membri dello staff WIZZ già presenti – e oltre 350 posti di lavoro indiretti nell’indotto locale. Il nuovo investimento su Catania prevede l’introduzione di una nuova rotta internazionale per Tel Aviv con quattro frequenze settimanali. La nuova connessione si aggiunge ai collegamenti internazionali già esistenti e che includono Varsavia Chopin, Londra Gatwick, Budapest, Praga e Vilnius, oltre ai voli verso Danzica, Cracovia e Bucarest Otopeni e quello da Comiso a Tirana. I biglietti sono acquistabili sul sito wizzair.com e tramite l’app ufficiale WIZZ. Inoltre, Wizz Air potenzia la propria offerta a livello nazionale: incremento da 12 a 19 frequenze settimanali sulla tratta Catania-Malpensa e da 11 a 14 frequenze settimanali sulla Catania-Torino. Con il terzo aeromobile basato a Catania, Wizz Air opererà complessivamente 18 rotte verso 10 Paesi dagli aeroporti di Catania e Comiso. Questa espansione rientra nel più ampio percorso di sviluppo di Wizz Air in Sicilia. L’estate 2026 segna il ritorno di El Al all’aeroporto di Catania-Fontanarossa ma anche un ulteriore potenziamento strategico per i collegamenti tra la Sicilia e Israele per la stagione estiva 2026. Attraverso la sua controllata leisure Sundor, da giugno, infatti, la compagnia di bandiera israeliana riattiverà la rotta da Tel Aviv (Ben Gurion) con una frequenza bisettimanale, ogni martedì e mercoledì. La rotta si inserisce in un mercato sempre più competitivo verso Israele considerato che la tratta Catania-Tel Aviv sarà servita complessivamente da tre vettori: Sundor (El Al): bisettimanale. Israir (charter): trisettimanale.
Santanchè bancarotta 2
[La cosa che più di ogni altra rischia di rovinare uno scrittore è una vita troppo comoda. E non avere nessuno che ti dica di no. È pericoloso. Paula McLain] La ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata a Milano per un'altra ipotesi di bancarotta, quella che riguarda il fallimento di Bioera, la spa del gruppo del biofood di cui la senatrice è stata presidente fino al 2021. Un'accusa di bancarotta era già nota a carico di Santanchè, quella sul crack di Ki Group srl, altra società del gruppo. Era già emerso, a fine dicembre del 2024, che Santanchè è indagata da tempo per bancarotta dopo il crac del gennaio 2024 della srl del gruppo, assieme all'ex compagno Canio Mazzaro, al fratello Michele Mazzaro e ad altri ex amministratori. La senatrice di FdI, dall'aprile 2019 al dicembre 2021, è stata presidente e legale rappresentante di Ki Group srl. Nei mesi scorsi, poi, sempre nelle indagini della Procura diretta da Marcello Viola, con l'aggiunto Roberto Pellicano e il pm Luigi Luzi, da poco affiancato da collega Guido Schininà, è stata depositata la relazione del liquidatore anche su Bioera, la capogruppo fallita a fine 2024 di cui la parlamentare è stata presidente fino al 2021. Dopo il deposito di quella relazione è stato aperto un altro fascicolo per bancarotta, che ha portato alla nuova iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, della ministra, assieme sempre a Mazzaro. Nella sentenza della liquidazione giudiziale si parlava di un "patrimonio netto negativo", ossia un 'buco' per Bioera, di circa 8 milioni di euro. Il 5 giugno 2025, poi, è fallita, sempre con annesse ulteriori possibili grane giudiziarie per profili di bancarotta, un'altra delle società del gruppo, la Ki Group Holding spa. Su questo fronte si attende il deposito della relazione del liquidatore e poi i tre casi dovrebbero essere riuniti in un unico fascicolo, con più indagati e imputazioni, in vista della chiusura delle indagini. Si indaga, in generale, per ipotesi di bancarotta da reati societari, come il falso in bilancio, e di bancarotta fraudolenta per operazioni dolose. Santanchè, intanto, è già processo per falso in bilancio sul caso Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato e da cui ha dismesso cariche e quote. Ed è in udienza preliminare (sospesa in attesa di un'udienza della Consulta) per la truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid, sempre sul capitolo Visibilia.
Russia al collasso?
[Fosti la verità, ed ora non sei che una frenesia, una febbre dell’anima, un delitto contro la mia stessa ragione. Vittorio Viviani] Le forze russe hanno attaccato durante la notte un'infrastruttura energetica a Novovolynsk, nella regione ucraina di Volinia. La città si trova a cinque chilometri dal confine con la Polonia, ha riferito il sindaco di Novovolynsk, Borys Karpus citato da Rbc Ukraine. "Il nemico ha sferrato un altro attacco a una sottostazione ad alta tensione. I danni sono ingenti e la sottostazione non è in funzione. Il Servizio di Emergenza Statale e tutti i servizi competenti stanno lavorando sul luogo delle esplosioni", ha affermato Karpus. Secondo quanto dichiarato oltre 80.000 utenti nella comunità di Novovolynsk e negli insediamenti limitrofi sono attualmente senza elettricità. Si segnala che le infrastrutture critiche della città sono alimentate da generatori, l'approvvigionamento idrico è gestito dalla rete elettrica e anche alcune centrali termiche sono state sostituite dai generatori. Nel nuovo pacchetto sanzioni proposto dalla Commissione e dal Servizio di Azione Esterna vengono colpite nuove banche russe - 20 in totale - e "una serie di raffinerie in Russia colpite dai raid ucraini per impedire il coinvolgimento di operatori dell'Ue nelle loro riparazioni", nonché "altre società coinvolte nella prospezione, nella trivellazione e nel trasporto di petrolio". Inoltre si prevede una modifica delle norme relative al tetto massimo del prezzo del petrolio (price cap) per consentire "la futura introduzione di un divieto totale dei servizi marittimi". C'è poi anche una stretta sull'elusione. "La Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni sincere solo se costretta a farlo. Questo è l'unico linguaggio che la Russia capisce. Ecco perché oggi stiamo intensificando i nostri sforzi. La Commissione sta proponendo un nuovo pacchetto di sanzioni, il ventesimo dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina." Lo annuncia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Il nuovo pacchetto di sanzioni riguarda l'energia, i servizi finanziari e il commercio", aggiunge von der Leyen invitando i 27 ad "approvare rapidamente queste nuove sanzioni". "Rispetto al momento in cui sono stati pubblicati i rapporti scritti da Mario Draghi ed Enrico Letta, la Cina ha accelerato enormemente. Oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro. L'Europa deve decidere se diventare una potenza. Se dovessimo rimanere un mercato aperto ai quattro venti, saremmo spazzati via": lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, in un'intervista a 7 quotidiani europei. Secondo Macron "l'Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico". Il presidente francese spiega i suoi "4 obiettivi" per il rilancio europeo: "Prima di tutto - dice Macron - la semplificazione e il completamento del mercato unico. In secondo luogo, la diversificazione commerciale e il de-risking dalle dipendenze accumulate in questi anni. Si tratta - spiega - di ricostruire le capacità europee, per esempio promuovere l'internazionalizzazione del ruolo dell'euro, introducendo fra le altre cose l'euro digitale, o sviluppare stablecoins in euro". "In terzo luogo - continua il capo dell'Eliseo - dobbiamo promuovere la preferenza europea. Penso alle clausole di salvaguardia nel settore siderurgico. Avere un contenuto europeo in settori europei, dall'auto alla chimica, dall'acciaio alla difesa". "Infine - conclude - dobbiamo investire nell'innovazione. Ci stiamo concentrando su semplificazione e diversificazione. Molti dimenticano la preferenza europea e la necessità di un investimento europeo". L'Unione Europea deve spostare l'attenzione dalla pressione esercitata sull'Ucraina affinché faccia concessioni alla "richiesta di concessioni" alla Russia per raggiungere una "pace sostenibile" e ciò comporta la creazione di un "piano europeo per la pace sostenibile" che delinei richieste specifiche alla Russia. Lo ha detto l'alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel corso di un'intervista rilasciata ad agenzie internazionali, precisando che nei prossimi giorni invierà agli Stati membri proposte per iniziare la conversazione. "Prima di discutere di chi deve parlare con Mosca serve capire di cosa vogliamo parlare". L'idea, per Kallas, è di avviare la discussione al livello di ambasciatori e poi avere una discussione al prossimo Consiglio Affari Esteri, previsto per il 23 febbraio. Tra le concessioni elencate dall'alto rappresentante c'è senz'altro "il ritorno dei bambini ucraini rapiti e, ad esempio, "l'imposizione di limitazioni alle forze armate russe". Kallas sostiene la necessità di avanzare "richieste massimaliste" da parte europea, rispecchiando l'approccio della Russia, al fine di garantire un esito migliore dei negoziati. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che ci sono stati "contatti" per avviare un dialogo tra Mosca e Parigi. "In effetti, i contatti ci sono stati, possiamo confermarlo, e ciò, se desiderato e necessario, aiuterà a stabilire rapidamente un dialogo al massimo livello", ha detto il portavoce, citato dall'agenzia Ria Novosti. La scorsa settimana la Reuters aveva scritto che il presidente francese Emmanuel Macron aveva inviato a Mosca il suo consigliere Emmanuel Bonne. Peskov, citato da Interfax, ha sottolineato che "finora non ci sono state iniziative in tal senso" da altre capitali europee. Il Financial Times ha ricostruito la complessa rete di pagamenti parallela russa che consente a imprese e intermediari di spostare miliardi di rubli oltre confine aggirando le sanzioni occidentali. Al centro dell'inchiesta del quotidiano finanziario ci sono delle banconote, dei finti rubli "simili ai soldi del Monopoli", scrive l'Ft, emesse da A7, una società di pagamenti legata al Cremlino e fondata a fine 2024 dalla banca statale Promsvyazbank insieme all'oligarca moldavo Ilan Șor.Per il quotidiano, A7 è diventata in pochi mesi uno degli strumenti chiave utilizzati da Mosca per mantenere attivi i pagamenti transfrontalieri dopo l'esclusione di molte banche russe dal sistema Swift in seguito all'invasione dell'Ucraina. Il meccanismo per aggirare le sanzioni sui pagamenti combina queste banconote di A7, cambiali, contante e criptovalute. I 'soldi' di A7 possono essere riscattati in Russia in rubli o all'estero in valuta straniera tramite reti informali coordinate via Telegram. In alcuni casi, i titoli vengono convertiti direttamente in A7A5, una stablecoin ancorata al rublo, utilizzata per regolare transazioni internazionali fuori dal circuito bancario tradizionale. A7 avrebbe gestito oltre 7.500 miliardi di rubli di transazioni, pari a circa 100 miliardi di euro, nei primi sei mesi di attività, arrivando a coprire quasi un quinto delle operazioni di commercio estero delle imprese russe. Le perdite accumulate in oltre due anni di guerra sono impressionanti: “la Russia ha perso almeno 10.000 mezzi terrestri, compresi 3.000 tank, oltre a 250 aerei ed elicotteri e a oltre 10 navi.” Eppure, i risultati territoriali ottenuti sono minimi: solo “lo 0,6% di territorio ucraino” guadagnato nell’ultimo anno. Questo a fronte di “circa 1.500 tra morti e feriti ogni giorno”, un ritmo insostenibile anche per un esercito delle dimensioni di quello russo. In questo scenario, secondo l’analisi del Washington Post, “Vladimir Putin ha a disposizione poco più di 6 mesi per tentare una spallata nella guerra con l’Ucraina.” La situazione attuale rappresenta un’ultima finestra utile per provare a ribaltare il corso del conflitto. “I movimenti di truppe nell’area del Donetsk lasciano ipotizzare un’offensiva estiva, per cercare di sfondare le linee ucraine.” Tuttavia, anche in caso di avanzamenti sul terreno, la Russia potrebbe non essere in grado di mantenerli. “Mancherebbero uomini e mezzi per consolidare il controllo in eventuali nuovi territori.” La speranza del Cremlino è che un blitz possa “offrire ulteriori carte da giocare al tavolo dei negoziati”. In gioco c’è il controllo delle regioni contese: “Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, che in realtà sono solo parzialmente controllate.” La vera battaglia, dunque, potrebbe svolgersi più sui tavoli diplomatici che sul fronte.
Domani Bibi da Donald
[Capire come stanno le cose e prendere la decisione giusta un’odissea che dura tutta la vita e nessuno arriva mai alla fine. Therese Anne Fowler] Secondo i dati di Flight Radar, l'aereo che trasportava il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti ha sorvolato lo spazio aereo di Grecia, Italia e Francia, nonostante un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (CPI) per presunti crimini di guerra a Gaza. Tutti e tre i paesi europei sono membri della CPI e firmatari dello Statuto di Roma, il trattato che ha istituito la corte, dal 1998. Gli oltre 120 paesi membri della CPI sono obbligati a eseguire i mandati di arresto. Molti però hanno finora ignorato la decisione della CPI. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato "il ruolo di Israele nella diplomazia regionale", invitando Washington ad "agire in modo indipendente nella sua politica estera e a non lasciare che attori esterni dettino le decisioni", nel contesto dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti. "L'Iran sta negoziando con gli Stati Uniti ed è la Casa Bianca che dovrebbe decidere di agire in modo indipendente dalle pressioni esterne, in particolare da Israele, che ignora gli interessi regionali e persino americani", ha dichiarato Baghaei nella sua conferenza stampa settimanale, aggiungendo: "Israele è una fonte di insicurezza e si è opposto a qualsiasi mossa diplomatica nella regione che possa portare alla pace". Baghaei ha rilasciato questa osservazione in vista della visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti, durante la quale le due parti dovrebbero discutere dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti. Il giornalista freelance russo-israeliano Nick Kolyohin è stato prelevato questa mattina dagli agenti dello Shin Bet dall'aereo Wing of Zion, dopo essere salito a bordo del volo del primo ministro Benjamin Netanyahu diretto a Washington. Lo riporta Channel 12. Kolyohin afferma di aver ricevuto inizialmente l'approvazione dall'ufficio del Primo Ministro per unirsi al volo insieme a un gruppo di altri giornalisti. "Se ci sono controlli, fateli in anticipo. Perché all'ultimo minuto, e perché senza una spiegazione?", ha detto all'emittente israeliana. Lo Shin Bet ha affermato in una nota che: "In conformità con la missione e i doveri dell'agenzia previsti dalla legge, l'agenzia è responsabile, tra le altre cose, della sicurezza del primo ministro. In questo contesto, le decisioni vengono prese al fine di ridurre il rischio per il primo ministro e per le informazioni che lo circondano. Per loro natura, non è possibile commentare le ragioni alla base di decisioni specifiche". Kolyohin lavora come corrispondente per l'emittente televisiva statunitense di destra Newsmax e per l'agenzia di stampa cinese Xinhua, che negli ultimi anni ha suscitato sospetti da parte dei media israeliani per l'uso di contenuti sponsorizzati e per le affiliazioni politiche o statali straniere. L'organismo di controllo dei media Seventh Eye ha accusato Kolyohin, che in precedenza lavorava per l'emittente televisiva israeliana Channel 10 (ora Channel 13), di essere pagato per promuovere gli interessi russi, cosa che lui ha sempre negato con veemenza. Kolyohin ha dichiarato a Channel 12 che tali accuse equivalgono a diffamazione e che sta attualmente portando avanti un procedimento legale civile sulla questione. "Il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump domani a Washington e discuterà con lui dei negoziati con l'Iran. Il premier ritiene che qualsiasi negoziato debba includere limitazioni ai missili balistici e la cessazione del sostegno all'asse iraniano". Lo comunica una nota dell'ufficio del leader israeliano. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si dice pronto a raggiungere un accordo "rassicurante" con gli Stati Uniti sull'arricchimento nucleare e afferma di aver concordato con gli Usa un nuovo round di colloqui da tenersi "a breve". Araghchi ha affermato che i colloqui "indiretti" hanno incluso una stretta di mano con la delegazione statunitense e ha concordato con gli Stati Uniti di tenere "presto" un nuovo round di colloqui, ma ha avvisato che l'Iran prenderà di mira le basi statunitensi nella regione se Washington attaccherà. In precedenza il presidente Usa Donald Trump aveva sostenuto che i colloqui con l'Iran sono stati "molto buoni". "Abbiamo avuto colloqui molto positivi. Sembra che l'Iran voglia davvero raggiungere un accordo", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, in viaggio verso la sua residenza di Mar-a-Lago in Florida per il fine settimana. "Ci incontreremo di nuovo all'inizio della prossima settimana", ha aggiunto. Gli inviati del presidente Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al comandante del Centcom Brad Copernicus, hanno visitato in questi giorni la portaerei Abraham Lincoln arrivata nel Golfo in seguito alla crisi con l'Iran. Lo riferisce Channel 12 affermando che "la visita è un messaggio agli iraniani alla luce dei negoziati tra i due Paesi".
lunedì 9 febbraio 2026
Case green entro maggio
[Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento. Winston Churchill)] A maggio 2026 scade il termine entro il quale l'Italia dovrà recepire la normativa europea "Case green" sulle prestazioni energetiche degli edifici, una rivoluzione in ambito immobiliare che costerà al nostro Paese circa 85 miliardi di euro entro il 2030 solo in termini di riqualificazione energetica, generando un giro d'affari da 280 miliardi di euro tra impatti diretti, indiretti e l'indotto. Lo ricordano gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Velux Italia, che proprio sul tema hanno organizzato una tavola rotonda. "Entro il 29 maggio l'Italia dovrà recepire nel proprio ordinamento la direttiva europea che per gli edifici residenziali impone una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035" ma "occorre adottare un approccio integrato che consideri la prestazione dell'edificio in relazione non solo ai consumi energetici, ma anche alla qualità degli ambienti" - spiegano Sima e Velux Italia. "L'evidenza scientifica conferma che la qualità degli ambienti interni genera benefici sanitari, sociali ed economici misurabili. Dal punto di vista energetico, ad esempio, l'uso efficace della luce naturale consente riduzioni dei consumi elettrici per illuminazione comprese tra il 16% e il 20% nel settore residenziale - spiega il presidente Sima, Alessandro Miani. Un ruolo centrale è svolto dalle strategie passive di adattamento climatico, in particolare dalle schermature solari esterne, che consentono di ridurre il surriscaldamento estivo, stabilizzare le temperature interne, contenere i picchi di domanda elettrica e migliorare il comfort termico e visivo". "Il governo, nel recepire la direttiva "Case green", deve dare cittadinanza normativa anche alla qualità degli ambienti Interni: inserirla in leggi, capitolati e APE con criteri misurabili e premialità per luce naturale, ventilazione e schermature", conclude Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager di Velux Italia.
+25% Wizz Air in Italia
[Solo chi ama ed è riamato può perdonare. E solo chi perdona è un uomo libero. Jan Philipp Sendker] Wizz Air rafforza la propria presenza in Italia, prevedendo oltre 120 milioni di voli pianificati per il 2026, in crescita del 25% rispetto allo scorso anno, accompagnati da un'espansione analoga della capacità. I posti offerti saliranno infatti a oltre 27 milioni, con un incremento del 25% su base annua. WizzAir si conferma terza compagnia aerea nel Paese per quota di mercato all'inizio del 2026, con 21 milioni di passeggeri trasportati lo scorso anno, in aumento dell'8,9% rispetto al 2024 e con 266 rotte verso 33 Paesi. Nel 2026 Wizz Air prevede di sostenere la crescita nazionale con 30 aeromobili basati in Italia. A questa strategia di crescita si affianca il rafforzamento dell'asse Italia-Spagna. Wizz Air e l'Ente spagnolo del turismo hanno infatti presentato a Milano le rotte verso il Paese iberico per il 2026, confermando Malpensa come hub chiave per i flussi tra i due Paesi. Dallo scalo lombardo, dove sono basati otto Airbus A321neo, la compagnia offrirà nella prossima stagione 47 frequenze settimanali verso la Spagna e oltre un milione di posti, in crescita del 36% su base annua. L'offerta prevede collegamenti giornalieri verso Barcellona, Palma di Maiorca, Siviglia e Valencia, oltre a voli potenziati su Madrid e Malaga, e l'avvio del nuovo collegamento per Bilbao, operativo quattro volte a settimana. Nel complesso, il network Italia-Spagna conta 25 rotte dedicate, di cui quattro annunciate nell'ultimo mese, confermandosi come uno dei pilastri strategici dell'operatività del gruppo. Per il 2026 Wizz Air stima di mettere in vendita oltre 3 milioni di posti sui collegamenti tra i due Paesi, con una crescita del 26% rispetto all'anno precedente. "Le connessioni dirette tra l'Italia e la Spagna rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare i flussi turistici e permettere ai viaggiatori di scoprire il Paese in modo più profondo e autentico", ha commentato Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice dell'Ente spagnolo del turismo a Milano. La compagnia aerea Wizz Air ha annunciato il nuovo collegamento diretto tra Palermo e Sofia. I voli tra le due città prenderanno il via il prossimo 4 luglio 2026, con tre frequenze settimanali: martedì, giovedì e sabato nella stagione estiva e lunedì, mercoledì e venerdì in quella invernale. L'annuncio di questa nuova rotta si inserisce in una fase di strategico investimento ed espansione per lo scalo palermitano, dove Wizz Air continua a rafforzare la propria presenza operativa. Con l'aggiunta di questa destinazione, infatti, la rete di collegamenti internazionali dallo scalo palermitano arriva a 4 rotte verso 4 paesi, consolidando ulteriormente il ruolo della Sicilia come base strategica verso i mercati emergenti.