[Quando giochiamo una partita, dobbiamo avere un unico obiettivo: fare un sacco di soldi! David Sklansky] Il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin è stato coinvolto nei recenti sviluppi legati ai cosiddetti "Epstein Files", comportando conseguenze professionali nel marzo 2026. Il nome di Chaslin è apparso nei documenti legati al finanziere Jeffrey Epstein, specificamente in relazione a uno scambio di email del 2013. Nel 2013, Chaslin avrebbe suggerito a Epstein il nome di un'amica, Frederika Finkelstein, come traduttrice durante una visita di Epstein a Parigi e Versailles. A seguito della diffusione di queste informazioni, il Teatro Massimo di Palermo ha deciso di rimuovere Frédéric Chaslin dalla direzione dell'opera Aida, prevista per maggio 2026. Chaslin ha reso noto lo scambio di email con il sovrintendente del teatro, Marco Betta, prima della notizia ufficiale della revoca dell'incarico. Frédéric Chaslin è un direttore di rilievo internazionale, noto per aver diretto in passato istituzioni prestigiose come il Teatro alla Scala di Milano, la Wiener Staatsoper e il Metropolitan Opera di New York. Non è stato formalmente accusato di alcun reato. Alcuni commentatori hanno definito l'episodio che coinvolge Chaslin come di scarsa rilevanza all'interno dei voluminosi file Epstein, definendo la revoca dell'incarico come un esempio di "effetto cringe" o reazione precauzionale estrema da parte dell'istituzione culturale. L'eco dello scandalo legato a Jeffrey Epstein arriva fino a Palermo e travolge anche il mondo della musica classica. Il Teatro Massimo ha deciso di interrompere la collaborazione con il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin, che avrebbe dovuto dirigere "Aida" nel maggio prossimo. Una scelta maturata per evitare imbarazzi dopo la comparsa del suo nome nei file Epstein. Come riporta "La Repubblica", la vicenda risale allo scorso febbraio, quando Chaslin era arrivato a Palermo per dirigere un concerto dedicato a Beethoven. Poco prima del suo arrivo, si era diffusa la notizia di un suo contatto risalente al 2013: il maestro avrebbe suggerito a Epstein il nome di una conoscente come traduttrice per una visita all'Opera di Parigi e a Versailles. Un incarico mai concretizzato, ma sufficiente a generare malumori. All’interno del teatro, hanno iniziato a circolare voci e preoccupazioni, soprattutto tra i musicisti. Lo stesso direttore, percependo il clima teso, aveva provato ad affrontare apertamente la questione durante le prove, senza però ricevere domande dirette. Nonostante in passato l'orchestra avesse mostrato grande apprezzamento per Chaslin, al punto da considerarlo un possibile direttore musicale stabile, il clima è cambiato rapidamente. Il disagio, emerso anche nelle chat sindacali, è stato portato all’attenzione della direzione artistica. Dopo un confronto interno, i professori d'orchestra hanno espresso chiaramente la difficoltà nel portare avanti un'opera complessa come "Aida" in un contesto percepito come poco sereno. In assenza di un contratto già formalizzato, il sovrintendente Marco Betta ha così comunicato al maestro l'impossibilità di proseguire la collaborazione. La replica del direttore d'orchestra Chaslin non ha accettato passivamente l'esclusione e ha deciso di rendere pubblica la corrispondenza con il teatro. Attraverso il suo legale ha ribadito di non essere mai stato oggetto di indagini o denunce, sottolineando come il rapporto con Epstein fosse limitato a un'ipotesi di mecenatismo, senza alcun compenso ricevuto. Il direttore ha, inoltre, lamentato un danno personale ed economico: fidandosi dell'impegno preso, aveva già sostenuto spese per il soggiorno a Palermo, tra alloggio e voli. Nella sua lettera ha fatto appello anche al valore dell'onore, auspicando una revisione della decisione. Nonostante il silenzio ufficiale nei corridoi del teatro, tra i musicisti c'è chi ha accolto con sollievo la scelta della direzione. Frédéric Chaslin non è un personaggio di secondo piano. Nato nel 1963, il direttore francese ha costruito una carriera invidiabile dirigendo alcuni dei teatri più importanti al mondo. Tra questi figura il Teatro alla Scala di Milano, tempio della lirica italiana dove Chaslin ha diretto diverse produzioni nel corso degli anni. Oltre all'Italia, ha lavorato alla Wiener Staatsoper di Vienna, al Metropolitan Opera di New York, alla Deutsche Oper di Berlino. È stato direttore musicale dell'Opéra de Rouen in Francia e della Jerusalem Symphony Orchestra in Israele. Frédéric Chaslin non è stato formalmente accusato di alcun reato. I documenti mostrano una relazione con Epstein, scambi di email che sollevano interrogativi, ma non costituiscono di per sé prove di coinvolgimento diretto in attività criminali. Una delle testate che si è occupata del caso, OperaWire, ha contattato i rappresentanti del direttore d'orchestra per chiedere un commento sulla sua inclusione nei documenti Epstein, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto risposta.
OTTOBRE ROSSO
domenica 12 aprile 2026
Goldman Sachs giudica banche italiane
[Ricorda, la coppia va sempre difesa. Phil Hellmuth] Goldman Sachs ha rivisto le raccomandazioni su alcune delle più grandi banche italiane. In particolare, ha migliorato a Buy il rating su intesa Sanpaolo (target price a 6,90 euro da 6,80), con la recente sotto-performance che crea un punto di ingresso interessante per gli investitori, e ha tagliato a Neutral il giudizio su banco BTM (TP a 14,30 euro da 15), ritenendo il suo consensus "equo" con solidi fondamentali già prezzati. La banca d'affari ha avviato la copertura su MPS con un rating Buy e un target price di 10,1 euro per azione. Evidenzia che le prospettive positive della banca sono supportate dalla prevista diversificazione dei ricavi e dai benefici sinergici derivanti dall'acquisizione strategica di mediobanca, che orienterà il mix di attività verso aree ad alta crescita come la gestione patrimoniale, il credito al consumo e le assicurazioni. Secondo Goldman Sachs, i solidi fondamentali e un rendimento da distribuzione del capitale leader nel settore non sono pienamente riflessi negli attuali livelli di valutazione: MPS è attualmente scambiata a un P/E forward a 12 mesi di 9,4x (leggermente superiore alla media di copertura di 9,2x) e a un P/TBV di 0,99x (inferiore alla media di settore di 1,5x). Avvio di copertura con Neutral su BPER (target price di 13,7 euro), con gli analisti che sottolineano come gli utili della banca sono sostenuti da una presenza geografica interessante in Italia, un'ampia base clienti a basso costo, una solida redditività e un'elevata densità di attivi ponderati per il rischio. Tuttavia, ritengono che ciò sia già ampiamente riflesso nell'attuale prezzo delle azioni, con BPER che si allinea alla copertura del settore bancario europeo, avendo sovra-performato il più ampio settore bancario (SX7P) di oltre 30 punti percentuali da gennaio 2025. Con l'acquisizione di POP SONDRIO , BPER diventa la terza banca più grande in Italia e quella con la più alta percentuale di finanziamenti provenienti dai depositi. Oltre il 95% dei depositi di BPER sono depositi a vista a basso costo, un'interessante fonte di liquidità che può essere investita nella crescita dei prestiti, che mostra segnali di ripresa, e in titoli di Stato, o potenzialmente convertita in prodotti di gestione patrimoniale/monetaria. Analizzando Intesa Sanpaolo, Goldman Sachs evidenzia che ha sottoperformato il più ampio settore bancario europeo (SX7P) di circa 7 punti percentuali dall'inizio dell'anno, con le azioni che ora vengono scambiate a circa 8,8 volte il P/E forward a 12 mesi del consenso LSEG, il 5% in meno rispetto alla media di copertura del settore bancario europeo. Da qui, intravede margini per una rivalutazione, supportata dalle aspettative di i) un continuo aumento del margine di interesse netto (NII) con il supporto del replicating portfolio, ii) solide prospettive di crescita dei ricavi da commissioni, trainate da dinamiche positive nel settore della gestione patrimoniale e della protezione, iii) un miglioramento dell'efficienza (rapporto costi/ricavi), supportato dal controllo dei costi e dai benefici della digitalizzazione, iv) rendimenti leader di settore superiori al 20% nel periodo 2026-2028 (superiori alla media di copertura di circa il 16%) e un interessante rendimento da distribuzione di capitale dell'11%. Intesa è scambiata a un P/E di 8,2x nel 2027 rispetto alla media di copertura di circa 8,5x, offrendo al contempo un migliore ritorno sul capitale investito e un migliore ritorno sul capitale.
Nessun accordo con l’Iran
[Nel dubbio, meglio andare all-in. (Thomas Austin Preston detto Amarillo Slim] L'annuncio di Vance arriva da Islamabad nel pieno della notte e gela il mondo: 'Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l'Iran'. Secondo il vicepresidente americano, già partito dal Pakistan, 'non c'è la promessa da parte dell'Iran di abbandonare definitivamente l'arma nucleare'. Secondo Teheran, invece, 'i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Usa'. Ma, aggiunge, 'nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati'. Il Pakistan chiede a Washington e Teheran di rispettare comunque il cessate il fuoco. Hormuz, Libano, nucleare, sanzioni, asset congelati e riparazioni di guerra: questi i principali scogli che hanno impedito un accordo. Due navi da guerra americane nello Stretto di Hormuz, ma l'Iran smentisce gli Usa. I Pasdaran: 'Agiremo severamente con le navi militari che transitano a Hormuz'. Teheran ha affermato domenica che "nessuno si aspettava" che gli Usa e l'Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. "Era evidente fin dall'inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava", ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato iraniana, dopo l'annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto "certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno". Donald Trump ha detto che per lui "non fa alcuna differenza" se Iran e Usa non raggiungono un accordo. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente americano ha detto ancora: "Abbiamo sconfitto totalmente quel Paese. Quindi vediamo cosa succede: forse troveranno un accordo, forse no. Non importa. Dal punto di vista dell'America, noi vinciamo". Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane. Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false". Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.
Silvia divide
[Se non sei un giocatore vincente, il tuo bankroll non sarà mai abbastanza grande. Lou Krieger] “Se ci mettiamo a parlare di nomi e cognomi oggi allora sì che alimentiamo personalismo e divisioni. Io l’ho detto più volte: ora dobbiamo lavorare su un programma condiviso. Definiamo il programma e concentriamoci su questo. Noi stiamo facendo ovviamente su questo il nostro, con questi 100 spazi aperti alla democrazia. Dopodiché ho detto e ho aperto io per ultimo anche alle primarie di cui tutti già parlavano per dare possibilità e offrire uno sbocco alla fortissima voglia di partecipazione che è stato il primo dato referendario il cui primo risvolto politico è stato di dire no a questo governo che dopo 4 anni si è presentato con una riforma della Costituzione sonoramente bocciata”. Lo ha affermato il presidente M5s Giuseppe Conte, a margine dell’assemblea romana dei cinque stelle, all’indomani dell’apertura di Silvia Salis per un impegno diretto nella premiership dell’alleanza progressista. Quanto al perimetro della coalizione di centrosinistra, “anche il campo per noi – ha sottolineato Conte- è delimitato dal programma: un programma condiviso con obiettivi strategici chiari”. “Il punto politico è che la Meloni è in crisi. Ormai lo dicono tutti, ma la gente che non vuole votare la Meloni dice; io non voto Meloni, ma voi chi siete? Quali sono le vostre idee? Ecco perché servono le primarie delle idee oggi, vale a dire partire dalle proposte concrete, dai progetti, e poi serviranno i leader o un leader o una leader e quindi chi avrà più voti sarà designato”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, arrivando allo Spazio Vittoria a Roma dove sono in programma “Le primarie delle idee”. “Io penso che il centrosinistra avrà ovviamente la presenza del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, la sinistra di Avs, e nell’area più centrale e riformista una casa riformista, la chiamo io, che tenga insieme le esperienze di Italia Viva e di tanti altri”. Così, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a margine dell’iniziativa “Le primarie delle idee” a Roma. “Secondo me con questo sistema a quattro gambe, una più centrista, una il Pd, una il Movimento 5 Stelle e una più di sinistra come Avs, andiamo a vincere”, ha aggiunto. “Schlein è sicuramente un’ottima candidata, ha vinto le primarie nel suo partito qualche anno fa ed è evidente che se ci saranno le primarie sarà una delle candidate” ha detto Renzi. E rispondendo a una domanda su Salis: “Personalmente credo che le primarie si faranno e spero che Silvia Salis partecipi alle primarie insieme a Schlein e Conte, vedremo, c’è ancora un anno, è lunga”.
Gh è la legge del ritorno
[Il Poker è 100% abilità e 50% fortuna. Phil Hellmuth] È notorio che a parlare male spesso si sbaglia, ma alla fine si indovina sempre. La riunione, sempre rinviata, gh Palermo sindacati che vede tra i punti chiave l’aumento dei mesi lavorativi dei colleghi part time con contratti alla Baywatch è legato a filo doppio con la scelta di Ita. Se Ita a Palermo ritorna con gh la vedo nera per i colleghi part time. Con la clausola da a una parte, non a tutti, purtroppo, sarà applicata la legge del ritorno. Certo chi ha fatto causa rischia(donna Michela perdona ma non dimentica) i sindacati hanno ormai da tempo venduto l’anima e 'O sarracino questo lo sa perfettamente. I sindacati non fanno nulla, solo demagogia, la cgil si è specializzata in scioperi propal senza curarsi più dei lavoratori indigeni. Non ti riconoscono il premio produzione perché non raggiungi i requisiti di puntualità, poco importa; il buono pasto a 10€? Forse, ma non è il caso di scatenare una guerra. Un locale dove mangiare se non attenuto potrebbe diventare motivo di lotta. Per i figli si può fare di tutto, dopo che i sindacalisti hanno svenduto la propria dignità, non è corretto che i picciriddi (figli dei sindacalisti collocatori)non hanno a disposizione un locale attrezzato dove mangiare.
sabato 11 aprile 2026
Una pace lontana
[Il poker e l’amore sono entrambi giochi di bluff. Helen Rowlan] La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall'Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l'hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, Asim Munir. L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times citando funzionari Usa, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell'amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi - scrive il quotidiano Usa - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell'incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari. Il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite a viso e gambe riportate nell'attacco aereo che uccise il padre all'inizio della guerra, secondo quanto riferito a Reuters, che lo riporta sul suo sito, da tre persone vicine alla sua cerchia ristretta. Il volto di Khamenei è rimasto sfigurato nell'attacco al complesso della Guida Suprema nel centro di Teheran e ha riportato gravi ferite a una o entrambe le gambe, hanno affermato le tre fonti. Ciononostante, il 56enne si sta riprendendo dalle ferite e mantiene la lucidità mentale, secondo le fonti, che hanno chiesto l'anonimato. Khamenei partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington, hanno aggiunto due delle fonti. Reuters aggiunge di non essere stata in grado di verificarle in modo indipendente la notizia. Il luogo in cui si trova Khamenei, le sue condizioni di salute e la sua capacità di governare rimangono in gran parte un mistero per l'opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall'attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l'8 marzo. Gli alleati della Nato stanno lavorando insieme per trovare il modo migliore per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, durante una conferenza stampa con il ministro della Difesa della Norvegia, Tore O. Sandvik, e il ministro degli Esteri della Norvegia, Espen Barth Eide. “Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, sono stato in contatto con molti alleati. Siamo tutti d’accordo, ovviamente, sul fatto che lo Stretto debba essere riaperto, e so che gli alleati stanno lavorando insieme per discutere su come farlo, su quale sia il modo migliore per farlo. Stanno lavorando collettivamente per trovare una soluzione”. “Per quanto riguarda l’Iran e il rischio che si doti di capacità nucleari o missilistiche balistiche – ha aggiunto Rutte – come Nato abbiamo sempre affermato collettivamente che ciò non può accadere, quindi è fondamentale che le sue capacità missilistiche balistiche e nucleari vengano gravemente indebolite”. Israele aveva promesso ieri “grandi novità” nel conflitto con l’Iran e puntualmente l’escalation è arrivata questa mattina con l’attacco agli impianti per la lavorazione del gas naturale di South Pars, la più grande riserva di gas conosciuta al mondo, che fornisce circa il 70% del fabbisogno in Iran: e tuttavia, le conseguenze dell’operazione – decisa a detta di Tel Aviv in coordinamento con la Casa Bianca – rischiano di sfuggire di mano. Il governatore di Asaluyeh, Eskandar Pasalar, ha spiegato che “la sicurezza energetica nella regione ha raggiunto il punto zero” e che gli attacchi agli impianti iraniani significano che “l’oscillazione della guerra si è spostata” verso una “guerra economica su larga scala”. Teheran adesso considera “obiettivi legittimi” gli impianti energetici in Qatar, Emirati arabi uniti e Arabia Saudita. La logica dell’attacco israelo-americano è quella di indebolire ulteriormente l’infrastruttura economica iraniana per costringere Teheran a cedere rapidamente sullo Stretto di Hormuz senza dover far ricorso a una costosa – anche in termini politici – operazione di messa in sicurezza; al momento però i risultati sono un ulteriore balzo in avanti del greggio, arrivato a quota 105 dollari, e la promessa di una rappresaglia iraniana non solo sulle infrastrutture energetiche israeliane, ma anche e soprattutto su quelle dei – vicinissimi – Paesi del Golfo. Di qui che a stretto giro sia arrivata la condanna dell’operazione sia da parte del Qatar che degli Emirati, che l’hanno definita “pericolosa e irresponsabile”; prima vittima poi l’Iraq, che si è visto sospendere il flusso di gas naturale iraniano che garantisce un terzo del proprio fabbisogno. Se quindi il blocco dello Stretto già rappresentava un rischio per la sicurezza energetica, un’escalation che prenda di mira i campi petroliferi rischia di diventare un disastro economico, ambientale e politico – non in ultimo perché l’Europa ne sarebbe una delle vittime principali. Non a caso la Casa Bianca è tornata sulla questione dell’impegno Nato, minacciando di lasciare la “responsabilità” – ovvero la sicurezza – dello Stretto ai Paesi principalmente interessati, vale a dire gli stessi alleati di Washington: una exit strategy che risulterebbe disastrosa politicamente non solo per Donald Trump, che difficilmente potrebbe rivendicare una vittoria credibile in un simile scenario, ma anche per la stessa Alleanza (e l’Unione Europea) che sulla questione rischierebbe seriamente di spaccarsi. Trump vorrebbe che Teheran cedesse in tempi rapidi lasciandogli magari la gestione del traffico attraverso Hormuz, un’ipotesi difficilmente realizzabile, anche perché gli omicidi mirati di Israele (che ha invece interesse a una permanenza statunitense nel conflitto il più lunga possibile) stanno falcidiando ogni possibile negoziatore; in subordine, che lo sblocco di Hormuz – sempre più urgente da un punto di vista economico – ricadesse anche o in gran parte sugli alleati oggi recalcitranti. In effetti, il Segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che gli alleati, allarmati dalla corsa del greggio, stanno lavorando a una non meglio precisata “soluzione condivisa”; ma che il via libera agli attacchi alle infrastrutture energetiche costituisca un’arma di pressione adeguata alle circostanze – e non un boomerang che aggravi ulteriormente le prospettive di una crisi energetica – resta tutto da vedere.
Tregua sporca
[A poker non giochi con le carte che hai in mano, ma con la persona che hai di fronte. Daniel Craig / James Bond nel film “Agente 007 Casinò Royale”] L'esercito ucraino ha affermato in serata che le forze russe hanno violato la tregua di Pasqua al fronte per ben 469 volte. "Dopo le 16 ora locale (le 15 in Italia), sono state registrate 469 violazioni del cessate il fuoco, ovvero: 22 assalti nemici, 153 bombardamenti, 19 attacchi con droni ('Lancet') e 275 attacchi con droni Fpv", ha dichiarato lo Stato Maggiore ucraino in un rapporto pubblicato su Facebook. Nelle immagini condivise dalla presidenza ucraina e dal ministero della Difesa russo, prigionieri di guerra di Kiev e Mosca festeggiano la liberazione. I primi scendono felici dagli autobus, con le bandiere giallo-blu al collo, e riabbracciano i propri cari nella regione settentrionale di Chernihiv; i russi festeggiano sui pullman, sventolando bandiere. Un breve cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa tra Ucraina e Russia, annunciato giovedì dal presidente russo Vladimir Putin e accettato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovrebbe entrare in vigore oggi pomeriggio, mentre rallentano gli sforzi diplomatici americani per mettere fine alla guerra. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse. Il Cremlino ha indicato che la tregua entrerà in vigore sabato alle 16 ora di Mosca, le 15 in Italia, e durerà fino alla fine della giornata di domenica, per un totale di 32 ore. Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov e il capo di Stato maggiore Valeri Gerasimov hanno ricevuto l’ordine di “cessare le operazioni di combattimento in tutte le direzioni per questo periodo”. Poco dopo, Zelensky ha fatto sapere che l’Ucraina è pronta a rispettare questa rara pausa delle ostilità, che Kiev aveva già proposto a sua volta, in un momento in cui i colloqui per porre fine al conflitto, in corso da quattro anni, hanno subito una battuta d’arresto anche a causa della guerra in Medio Oriente. Una tregua simile era stata annunciata anche l’anno scorso per la Pasqua ortodossa, ma entrambe le parti si erano accusate ripetutamente di averla violata. Prima ancora dell’inizio del cessate il fuoco, le autorità delle regioni ucraine di Poltava, nel centro del Paese, e di Sumy, nel nord-est, hanno riferito nella notte tra venerdì e sabato della morte di una persona e del ferimento di circa 15 altre in due attacchi distinti. Stamani, anche le autorità di Odessa, nel sud del Paese, hanno annunciato la morte di due persone in un raid russo su una zona residenziale, aggiungendo che altre due sono state ricoverate in ospedale. Secondo l’aeronautica militare ucraina, la Russia ha inoltre lanciato nella notte tra giovedì e venerdì 128 droni contro il Paese. Diversi cicli di negoziati condotti sotto l’egida degli Stati uniti non sono riusciti ad avvicinare le parti a un accordo, e il processo si è ulteriormente arenato man mano che l’attenzione di Washington si è spostata verso l’Iran. Mosca continua a chiedere a Kiev concessioni territoriali e politiche che Zelensky ha respinto, assimilandole a una capitolazione. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dalla Tass, l’annuncio della tregua non è stato discusso in anticipo con Kiev e Washington e non è legato ai negoziati per mettere fine al conflitto. La guerra ha causato centinaia di migliaia di morti, diventando il conflitto più letale in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e ha provocato milioni di sfollati. Se la Russia ha ottenuto modesti guadagni territoriali a caro prezzo, Kiev è recentemente riuscita a respingere il nemico nel sud-est. Le avanzate russe hanno rallentato dalla fine del 2025, secondo l’analisi dei dati dell’Institute for the Study of War, che attribuisce questo rallentamento alle controffensive ucraine, ma anche al divieto imposto alla Russia di utilizzare i terminali Starlink in Ucraina e agli sforzi del Cremlino per limitare l’accesso a Telegram. Resta invece sfavorevole a Kiev la situazione più a nord, nella regione di Donetsk, in direzione delle due grandi città di Kramatorsk e Sloviansk. A est di quest’ultima, le truppe del Cremlino sono avanzate di circa 50 chilometri nel solo mese di marzo. A quattro anni dall’inizio della guerra, Mosca occupa poco più del 19% del territorio ucraino, in gran parte conquistato nelle prime settimane del conflitto.A poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco temporaneo per la Pasqua ortodossa, Russia e Ucraina si sono scambiate 175 prigioni a testa. “I nostri soldati stanno tornando a casa, 175 militari, soldati delle forze armate, membri della Guardia Nazionale, guardie di frontiera. Soldati semplici, sergenti e ufficiali. E sette civili – ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram – hanno difeso l’Ucraina in diverse direzioni: a Mariupol, presso la centrale nucleare di Chernobyl, a Donetsk, Luhansk, Kharkiv, Kherson, Zaporizhia, Sumy, Kiev e Kursk. Tra loro ci sono dei feriti. La maggior parte era prigioniera dal 2022 e ora finalmente sono a casa”. Lo scambio è avvenuto a poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco temporaneo per la Pasqua ortodossa. Zelensky ha avvertito che il suo esercito risponderà “colpo su colpo” a qualsiasi violazione di questa cessazione delle ostilità. Il Cremlino aveva indicato come inizio della tregua le 16 (ora locale, le 15 italiane) di sabato, fino alla fine della giornata di domenica, per un periodo di 32 ore.