[Perché mancava un chiodo si è persa la guerra. Proverbio inglese] “Vendete all'Ucraina il 10% dei Patriot statunitensi e distruggeremo tutti i missili balistici russi": lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, intervistato dalla Cnn, ribadisce il fatto che il suo Paese ha urgente bisogno di missili intercettori dagli Stati Uniti per contrastare l'aumento degli attacchi russi con missili balistici. Il 5% delle scorte americane di Patriot sufficiente per superare l'inverno. È in corso una trattativa di Kiev con gli alleati per ottenere più missili, inclusa la possibilità di ottenere una licenza affinché l'Ucraina possa produrne in proprio. L'Ucraina dispone solo di un decimo di intercettori di cui ha bisogno dagli Stati Uniti per fermare l'ondata di attacchi russi con missili balistici. Secondo le Nazioni Unite, luglio è stato il mese più letale per i civili ucraini dall'aprile del 2022. Zelensky ha detto che persistono dubbi su come si concretizzerà l'apparente impegno del presidente Donald Trump a consentire all'Ucraina di produrre in proprio i missili Patriot. "Spero di ottenerlo", ha detto Zelensky. "Al momento non ho quel 5% né ho ricevuto tale approvazione. E per me questa è una grande sfida, una delle più grandi che abbia dovuto affrontare dall'inizio della guerra". Il presidente russo Vladimir Putin "non vuole fermare questa guerra adesso e non c'è sufficiente pressione su di lui", ha aggiunto Zelensky, escludendo l'ipotesi che l'Ucraina possa cedere territori. Secondo l'intelligence Usa, Putin potrebbe lanciare un attacco per testare l'unità della Nato. "Non sa come porre fine a questa guerra senza una vasta occupazione o una grande vittoria agli occhi della sua società. È più semplice prendere di mira un Paese più piccolo: per lui non farà differenza che faccia parte della Nato o meno", ha concluso il presidente ucraino. "Sostanziali", "importanti", "professionali". La parte ucraina e quella russa hanno dato fondo alla fantasia per trovare definizioni dei negoziati svoltisi a Ginevra che non facessero perdere la speranza di progressi nella ricerca della pace. Ma su una cosa si sono trovate d'accordo: si è trattato di colloqui "difficili". PE il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha puntualizzato che ancora nessun accordo è stato raggiunto su due questioni fondamentali: il controllo dei territori e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, nell'omonima regione ucraina, attualmente in mano ai russi. Alcuni particolari fanno capire tuttavia che ucraini e russi, con la mediazione degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno affrontato nel concreto diversi aspetti. Per prima cosa i negoziati, svoltisi all'Hotel Intercontinental, sono durati ben più a lungo delle due tornate tenute ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio: sei ore martedì e due ore nella mattinata di mercoledì. E alla seconda sessione ha fatto seguito un incontro "in formato privato" che il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky ha detto di avere avuto con la sola parte ucraina prima di dirigersi all'aeroporto per rientrare a Mosca. In secondo luogo, dopo la sessione di martedì sono stati coinvolti informalmente anche alcuni Paesi europei, con la delegazione ucraina che ha incontrato i consigliere per la sicurezza di Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia a margine delle trattative. E questo perché la partecipazione europea al processo di pace, ha sottolineato Zelensky, è "indispensabile". Media statali russi, tra l'altro, hanno detto che sia all'andata che al ritorno, l'aereo con a bordo la delegazione russa ha attraversato l'Italia, allungando di molto i tempi del viaggio, perché Polonia e Germania avevano negato l'uso del proprio spazio aereo. Secondo Zelensky, le parti hanno concordato su "quasi tutte le questioni" relative al monitoraggio del futuro cessate il fuoco, un meccanismo che coinvolgerà gli Stati Uniti. Ma Mosca ribadisce che tale cessate il fuoco potrà esserci solo come conseguenza, e non come precondizione, di un accordo di pace. I russi non sono "idioti", e quindi non accetteranno di "mettere tutto in pausa" con una tregua temporanea e "stare a guardare il regime di Kiev che si arma", ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, accusando in particolare i Paesi europei di volere "continuare la carneficina" con la prosecuzione della fornitura di armi all'Ucraina. I negoziati di Ginevra, ha dichiarato Zelensky, hanno mostrato che "le posizioni divergono" su alcuni "temi sensibili". Primi fra tutti lo status futuro della centrale di Zaporizhzhia e il destino dei territori nell'Ucraina orientale in gran parte occupati e rivendicati da Mosca. In un'intervista con Axios apparsa martedì, il presidente ucraino ha affermato che il popolo "rifiuterebbe un accordo di pace" che comprendesse una "ritirata unilaterale" delle forze di Kiev dal Donbass. Il capo dei negoziatori ucraini, Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, ha dichiarato che le trattative sono state "sostanziali" e "diverse questioni sono stata chiarite". Ancora più abbottonato il capo delegazione russo Medinsky, che ha parlato di colloqui "difficili ma professionali", aggiungendo che una nuova tornata dovrebbe tenersi in futuro. L'intelligence ucraina ha confermato che la Russia sta formando battaglioni militari utilizzando prigionieri di guerra ucraini. Andrii Pasternak, capo del Centro congiunto per il coordinamento della ricerca e del rilascio dei prigionieri di guerra e facente capo del Servizio di sicurezza ucraino, lo ha dichiarato in una conferenza stampa a Ukrinform. "Siamo a conoscenza dell'esistenza di questi battaglioni. Insieme ai nostri colleghi del Servizio di intelligence estera e dell'intelligence militare, stiamo monitorando e documentando questi casi. Tali fatti esistono davvero", ha affermato Pasternak.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 13 agosto 2026
mercoledì 12 agosto 2026
Tutti a Palermo
[Il contrario dell’invidia e rallegrarsi di qualunque gioia provino gli altri, piccola o grande che sia. Lasciate che la loro felicità diventi anche la nostra. Alexandre Jollien] A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, l’aeroporto di Catania ha disposto l’estensione della chiusura del settore B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 16 di domani, 13 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di andare nello scalo – si aggiunge – di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Non c’è pace per punta Raisi, da venerdì non dà tregua. In gesap sono sempre convinti che i problemi si risolvono annacandosi in apt, dall’operaio al dirigente (con super minimo) tanto il premio produzione è garantito. Non è la prima volta volta che punta Raisi è costretta a accettare tutti i voli dirottati da Catania e mai la gesap ha pensato a un piano B. Sotto pressione giorno e notte con aria condizionata al collasso, rete internet insufficiente, scale mobili e ascensori a singhiozzo. Sono quasi 700 i voli saltati all'aeroporto di Catania tra l'8 e l'11 agosto per l'eruzione dell'Etna, tra cancellazioni e dirottamenti su altri scali. Il bilancio, elaborato sulla base dei dati Sac, fotografa una crisi che non accenna a rientrare: circa 400 voli in partenza sono stati cancellati, altri 52 lo saranno nella giornata di oggi. Oltre 250 collegamenti sono stati invece riprogrammati su altri aeroporti: più di cento su Comiso dall'inizio dell'emergenza, una cinquantina nella sola giornata di ieri su Palermo, altri 22 su Trapani. I sindacati protestano e chiedono incontri perché la situazione è insostenibile. Sindacalisti che hanno fatto entrare figli, nipoti, nuore, pronipoti, amanti … in apt sono giustamente preoccupati non tanto della classe operaia ma dei parenti. Che fare visto che nemmeno l’interessamento di Renatino ha convinto l’Etna ha sospendere l’attività eruttiva. Una proposta provocatoria va fatta. E se punta Raisi acquistasse l’Iron Dome? Aviapartner Palermo ha chiesto aiuto a Catania che ha mandato 20 unità da distribuire nei vari settori, 4 sono stati dati in prestito a gh Palermo. Poldo, capo scalo di Aviapartner Palermo, in questi giorni non ha fatto mancare colazione, pranzo e cena ai suoi, probabilmente stringendo un accordo con il Banco alimentare di Cinisi. Dopotutto dopo la banca ore il banco alimentare viene da se. Insomma la collaborazione continua a funzionare anche se nel 2027 gh prevede lo sbarco a Torino, Linate e Mxp dove la presenza di Aviapartner è significativa. Anche Vincenzo Cocina da Catania ha mandato a Palermo 12 unità (ci ha però risparmiato Alfredo apnea). A noi basta e avanza Area Manager.
Fuga da Donaldo
[Diffidate di un filosofo che sa di sapere. Norberto Bobbio] Marty Makary ha lasciato l'incarico di capo della Food and Drug Administration dopo settimane di speculazioni che Donald Trump avesse intenzione di cacciarlo per le sue posizioni sulla pillola abortiva e sulle sigarette elettroniche. Lo riporta Politico.Per anni chirurgo al Johns Hopkins Hospital, Makary è professore emerito presso la Johns Hopkins School of Medicine. Le sue dimissioni segnano la quarta uscita di alto profilo dall'amministrazione quest'anno dopo la segretaria alla sicurezza Interna Kristi Noem, l'attorney general Pam Bondi e la segretaria al Lavoro Lori Chavez DeRemer. "La nostra meravigliosa portavoce della Casa Bianca, nonché una delle mie collaboratrici più fidate, Karoline Leavitt, lascerà il suo incarico alla fine del mese per dedicare più tempo alla sua famiglia e ai suoi splendidi figli piccoli". Lo annuncia Donald Trump su Truth. Si tratta di "una decisione che comprendo e rispetto pienamente! Karoline diventerà ora una delle mie principali consulenti esterne e una voce influente all'interno del Partito Repubblicano, mentre lavoriamo per sfidare la storia e vincere in modo decisivo le elezioni di metà mandato", aggiunge il tycoon. "Karoline è stata una vera leader alla Casa Bianca e ha svolto un lavoro eccezionale battendosi per la giustizia e la libertà fin dal 2018, compresa la nostra storica campagna per la rielezione del 2024. Karoline è stata una delle migliori portavoci della Casa Bianca nella storia di questo ruolo. Grazie, Karoline, per l'ottimo lavoro svolto!", conclude Trump nel suo post. A fine aprile, Leavitt è andata in congedo di maternità in vista della nascita del suo secondo figlio, senza nominare un sostituto. È ritornata al suo incarico poche settimane dopo, ritrovandosi sempre nel mezzo delle turbolenze scatenate dalla guerra di Usa e Israele contro l'Iran. Leavitt, 28 anni, si è fatta conoscere come una sostenitrice estremamente leale verso il presidente, difendendolo a spada tratta e non esitando a riservare repliche taglienti ai giornalisti durante i briefing stampa. "Il presidente Trump mi ha chiesto di continuare a servirlo come sua stretta consigliera dall'esterno", ha scritto da parte sua la coriacea portavoce sui social media. Il moderato David Crowley ha vinto le primarie per diventare il candidato democratico a governatore del Wisconsin, ottenendo una vittoria a sorpresa che interrompe la serie di successi dell'ala sinistra del partito. Una battuta d'arresto per i dem anti-establishment dopo il successo di Abdul El-Sayed in Michigan. Ma i socialisti possono consolarsi con la vittoria in Minnesota di Penny Flanagan che ha conquistato la nomination per il Senato. Sul fronte repubblicano, il potere di Donald Trump di influenzare l'elettorato tiene abbastanza bene anche quando la sua popolarità è ai minimi storici, nonostante un suo fedelissimo non sia riuscito a vincere le primarie in Minnesota. Crowley "è il futuro del nostro partito", ha commentato il governatore uscente del Wisconsin, Tony Evers, dopo la vittoria. È stato il suo endorsement a spingere il 40enne a rientrare in gara a luglio, dopo aver sospeso la propria candidatura per una serie di sondaggi sfavorevoli. Nato a Milwaukee, Crowley è diventato il più giovane amministratore della contea nella storia locale e il primo nero eletto a ricoprire tale ruolo. Cresciuto in condizioni difficili, con entrambi i genitori tossicodipendenti, ha raccontato di essersi assunto pesanti responsabilità fin da molto giovane, prendendosi cura dei familiari e guadagnandosi in famiglia - ironia della sorte - il soprannome di "governatore". I democratici del Wisconsin, uno degli Stati in bilico più cruciali, lo hanno preferito a Francesca Hong, la candidata socialista che in passato ha sostenuto idee controverse come l'abolizione della polizia o la cancellazione del Thanksgiving, la festa più amata dagli americani di tutti gli orientamenti politici. "Fin dal primo giorno in cui ho annunciato questa campagna, ho detto che la vera minaccia non era nessuno dei miei avversari alle primarie. Il vero avversario è sempre stato Tom Tiffany", ha detto Crowley riferendosi al candidato repubblicano alla carica di governatore. Il vincitore ha anche invitato il partito all'unità e ha espresso l'auspicio di ricevere il sostegno anche dei dem più progressisti. Nel suo discorso dopo la vittoria, la socialista Flanagan ha indicato che nei prossimi mesi si concentrerà sul crescente costo della vita in Minnesota, sottolineando inoltre di aver prevalso nonostante la deputata moderata Angie Craig avesse speso molto più di lei per la campagna elettorale. Cambio generazionale in Connecticut dove il 78enne John Larson ha perso le primarie contro l'ex sindaco di Hartford Luke Bronin, 47 anni. Nel Grand old party non ci sono state invece grandi sorprese. Darline Graham, la sorella del defunto senatore repubblicano Lindsey Graham sostenuta da Trump, si è qualificata per il ballottaggio del 25 agosto in South Carolina. Anche Rhett Marques, deputato statale dell'Alabama e candidato del tycoon, ha ottenuto la nomination repubblicana. In Minnesota tuttavia Lisa Demuth, presidente della Camera statale, ha sconfitto il fedelissimo trumpiano Mike Lindell, amministratore delegato di MyPillow e figura di spicco del movimento che nega la legittimità delle elezioni del 2020. Da registrare nelle primarie repubblicane anche la vittoria in Wisconsin di Michael Alfonso, ventiseienne e genero del segretario ai Trasporti Sean Duffy.
martedì 11 agosto 2026
Dublinanti
[Mamma e se di notte viene l’uomo nero? Lo mandi da me tesoro, che papà è a calcetto. MaxMangione, Twitter] Berlino riapre il fronte migranti: "Verranno espulsi verso l'Italia". Lo scrive Repubblica sul suo sito. Secondo il quotidiano il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in affanno per i sondaggi che danno in ascesa Afd, avrebbe deciso la linea dura sui migranti, in particolare nei confronti dell'Italia. Il 19 agosto la prima richiedente asilo sarà respinta nel nostro paesi. È una somala di 22 anni, di nome Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. In base alle regole di Dublino, è spiegato, essendo la giovane donna approdata in Ue in Italia avrebbe dovuto chiedere asilo nel nostro paese. Dal 2022 il governo Meloni si era rifiutato di riprendersi i cosiddetti 'dublinanti'. Nel dicembre 2025 era stato firmato da Roma e Berlino un 'colpo di spugna' sul pregresso, ma un portavoce del ministero dell'Interno tedesco ha spiegato a Repubblica che per i 'dublinanti' arrivati quest'anno, la Germania ha intenzione di applicare rigorosamente le regole europee e dunque intende respingerli in Italia. "Un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell'asilo europeo (Geas) - afferma il portavoce - La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati dalla data suddetta", ossia dal 12 giugno, giorno dell'entrata in vigore delle nuove regole europee per l'asilo. Ancora non sarebbe chiaro quante persone sarebbero adesso respinte in Italia. La 22enne somala, la prima che sarà respinta in Italia, vive al momento in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. Il 25 giugno le è stata recapitata una lettera dal ministero dell'Interno tedesco. "Mercoledì 19 agosto - si legge nel documento ottenuto in esclusiva - lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere". La giovane, in fuga dal padre e da un matrimonio combinato, era arrivata in Germania lo scorso 31 marzo dopo aver attraversato l'Italia. È in Germania che vivono già la madre, il fratello e altri parenti, ed è in Germania che aveva presentato richiesta di asilo. Il ministero dell'Interno tedesco ha dichiarato però che la somala "è di competenza dell'Italia" e che "non ci sono i presupposti" per una richiesta di asilo in Germania. Abdirisaq Warsame, precisa dunque il documento, "deve essere respinta in Italia". Una richiesta alle autorità italiana di riprendersi la richiedente asilo era stata già inoltrata a giugno; passate le due settimane di rito entro le quali le autorità italiane avrebbero dovuto rispondere ai tedeschi, è scattato il silenzio-assenso. "La richiesta" di riprendersi Warsame "viene considerata accettata", conclude la lettera. "Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo va attuato, i rientri dei 'dublinanti' devono essere operativi". Dopo l'Italia e la Spagna, ecco la Germania. La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora su un dossier, l'immigrazione, che per qualche mese in Europa era apparso restare 'in sonno'. Gli effetti, ora, sono imprevedibili. E per l'Italia la partita si complica nettamente, con il rischio di un'increspatura perfino nell'asse tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz, tra i più saldi in Europa. Già, perché nel nuovo Patto sulla migrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno non si parla solo di frontiere esterne e hub nei Paesi terzi. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d'attrito tra l'Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia. "Non c'è nessun dublinante da riprendere da Berlino", hanno chiuso in serata fonti del Viminale. "Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo", e Berlino "si aspetta che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l'Italia e la Grecia", ha spiegato un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, confermando l'anticipazione di Repubblica. L'iniziativa della Germania si inscrive su due binari. Il primo è prettamente politico. A Bruxelles guardano con crescente attenzione alle mosse del cancelliere tedesco Friedrich Merz in vista del 6 settembre, quando si voterà in Sassonia-Anhalt, il Land della Germania dove l'estrema destra dell'AfD è data saldamente in vantaggio. Sarà quello il primo appuntamento elettorale di un autunno - e questo è uno dei maggiori timori che serpeggia a Palazzo Berlaymont - che rischia di essere dominato dalle campagne elettorali nei principali Paesi membri: Italia, Spagna, Francia e Polonia. In tutti, nel 2027 si voterà.
C'è, tuttavia, anche una pre-condizione normativa nella mossa di Berlino ed in questo contesto che si potrebbe consumare lo scontro con Roma. Secondo la Germania la 'sanatoria' sui movimenti secondari frutto dell'accordo bilaterale dell'autunno del 2025 è venuta a cadere con la messa a terra, a giugno scorso, del nuovo Patto sulla migrazione. L'Italia, invece, "considera azzerati tutti i presunti 'dublinanti' arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. Inoltre, è ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi" poiché "è passato ancora poco tempo per poterlo accertare", è la tesi fatta trapelare dal Viminale che sottolinea anche un altro punto: per quelli arrivati dopo il 12 giugno dovrà scattare una compensazione con i migranti portati in Italia dalle ong, molte delle quali proprio tedesche. Di certo c'è che in una valutazione dello scorso 15 luglio la Commissione constatava che Roma, dall'entrata in vigore del Patto sulla migrazione il 12 giugno, non aveva ancora attuato le norme sul rientro dei 'dublinanti', ovvero dei migranti che, una volta sbarcati in Italia, si erano mossi verso un altro Paese membro Ue. "Durante le prime settimane di applicazione del regolamento Ue sulla gestione dell'asilo e della migrazione (Ammr), ovvero tra il 12 giugno e il 7 luglio, 8 Stati membri hanno comunicato alla Commissione informazioni relative alla presentazione di richieste di presa in custodia di migranti: sono stati richiesti 12 trasferimenti all'Italia ma questa li ha respinti", spiegava la Commissione nel documento. Con una postilla: "Uno Stato membro ricevente non può rifiutare un trasferimento e deve proporre una data alternativa" per farlo. Solo in un caso il Paese in questione potrebbe esimersi: prendendosi in carico le domande di asilo dirette ad un altro Stato membro, alleggerendo, così, l'eventuale emergenza di quest'ultimo. Nello stesso documento la Commissione esprimeva una valutazione sensibilmente più positiva per Grecia e Spagna, altri due Paesi coinvolti nei movimenti secondari. La partita a scacchi sulla migrazione, insomma, per la premier rischia di complicarsi. "Meloni rompe la solidarietà europea per inseguire la propaganda di Vannacci. Conseguenza: anche gli spagnoli chiudono Schengen e i tedeschi ci rimandano indietro migranti che avevano già lasciato l'Italia. Perché farci male da soli?", è stato l'attacco di Matteo Renzi. "La decisione di Meloni disgrega l'Ue e fa male all'Italia", ha rincarato la dose Riccardo Magi di + Europa. L'Ue, dopo il tentativo di mediazione messo in campo tra Roma e Madrid, tornerà a esprimersi sul dossier migrazione nei prossimi giorni. Aspettando forse il 15 agosto, data indicata dal governo italiano come possibile fine dei controlli Schengen per chi arriva dalla Spagna. Ma l'attenzione, a Bruxelles, resta alta. Affrontare un autunno caldissimo, con un'Europa sfilacciatasi inaspettatamente in estate, è l'ultima cosa che Ursula von der Leyen vorrebbe.
18 anni fa la Georgia
[Lo humor è l’unico modo per dire la verità senza farsi assassinare. Anne Akrich] ”Diciotto anni fa, la Russia ha iniziato una guerra contro la Georgia che ha portato all'occupazione del 20% del suo territorio nazionale. Si è trattato di un avvertimento per tutta l'Europa che la continuazione dell'aggressione russa contro l'Ucraina conferma". Lo ha affermato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, in un comunicato stampa. Analoghe parole sono state espresse dal ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, che ha invitato gli alleati a non dimenticare la Georgia. "Insieme ai nostri partner internazionali, dobbiamo mantenere la pressione su Mosca. Dopo l'aggressione del 2008 contro il popolo georgiano, abbiamo visto continue violazioni del diritto internazionale, il mancato rispetto degli accordi di pace da parte di Putin e il continuo tentativo di integrare i territori occupati nella Federazione russa: tutto ciò deve finire", ha scritto Budrys in un messaggio pubblicato oggi. Nuovo appello e nuove recriminazioni di Volodymyr Zelensky verso gli alleati occidentali sulle mancate forniture ulteriori di missili intercettori che Kiev reclama. Missili alla cui mancanza ha addebitato fra l'altro le conseguenze di un ultimo attacco russo costato la vita a suo dire anche a un bambino di 3 anni. Il presidente ucraino - citato a Belgrado da Sky News Uk a margine di una visita in Serbia, uno dei Paesi europei più vicini a Mosca, e di un vertice con il collega serbo Aleksandar Vucic - ha definito "assolutamente necessario" l'arrivo nel suo Paese di ulteriori strumenti "anti-balistici" e missili intercettori quali Patriot, SAMP/T, NASAMS, Hawk o F-16: "Tutto materiale che in Ucraina aiuterebbe a salvare vite umane, invece di restare inutilizzato negli arsenali (dei Paesi d'origine) a migliaia di chilometri di distanza dagli attacchi della Russia". "L'Europa, l'America e l'Ucraina avrebbero voluto mettere fine da tempo - ha poi ribadito - a questa guerra russa. Solo (Vladimir) Putin non vuole e si aggrappa disperatamente ai suoi missili balistici e droni per proseguirla".
La guerra dei visti
[Omero era il frutto, maturo e perfetto, di un albero secolare. Maria Teresa Giaveri] Il governo spagnolo ha introdotto dalla mezzanotte controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, dopo il rifiuto di Roma di revocare le misure applicate ai cittadini spagnoli in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. I controlli resteranno in vigore, “in linea di principio”, fino al 7 settembre, sottolinea oggi la stampa spagnola riportando l’avvio delle misure. I controlli consistono, secondo fonti governative, nella verifica di identità, passaporto e nazionalità dei viaggiatori tramite passaporto. Per i cittadini di paesi terzi, nel controllo del visto o permesso di soggiorno. Le verifiche saranno praticate in modo casuale e resteranno in vigore fino alle 00.00 del prossimo 7 settembre, salvo modifiche legate a un “cambiamento delle circostanze”. La misura spagnola arriva dopo l’ultimatum con cui Madrid ha chiesto a Roma di revocare la sospensione di Schengen decisa dall’Italia il 1° agosto in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. Il governo italiano ha risposto respingendo la richiesta e ha confermato che manterrà la sospensione “almeno fino al 15 agosto, e in nessun caso finché non saranno completamente eliminati i rischi per la sicurezza e il terrorismo in Italia”.Le misure adottate dalla Spagna in risposta alla crisi migratoria di Ceuta non dovranno avere conseguenze sulla libera circolazione dei cittadini nell’area Schengen. È il monito del commissario europeo per gli Affari interni e le Migrazioni, Magnus Brunner, consegnato in dichiarazioni a El Mundo. “Ci aspettiamo che le autorità spagnole, lavorando congiuntamente con quelle marocchine, rispettino l’impegno a garantire che le misure adottate in risposta alla situazione non abbiano alcun impatto sullo spazio Schengen”, ha affermato Brunner.Il richiamo della Commissione europea arriva nel pieno dello scontro tra il governo di Pedro Sanchez e quello di Giorgia Meloni, scoppiato dopo l’ingresso a Ceuta di oltre 70mila persone dal Marocco e sfociato nell’introduzione di controlli sui viaggiatori tra i due Paesi. Il confronto tra Roma e Madrid, sottolinea El Mundo, investe direttamente il funzionamento dello spazio Schengen e la libera circolazione all’interno dell’Unione europea, mentre Bruxelles sollecita una gestione della crisi che non comprometta uno dei principi fondamentali dell’area senza frontiere interne.
Ue con l'Unhcr
[Sono come i sogni i ricordi: mai del tutto decifrabili, sedie zoppe che non riesci a far star dritte senza qualche piccolo rincalzo. Carmen Verde] “La Convenzione continua a fornire il quadro giuridico essenziale per la protezione dei rifugiati, definendo i diritti di coloro che sono costretti a fuggire e gli obblighi degli Stati di proteggerli. Ha avuto un profondo impatto a livello globale, salvaguardando milioni di vite, orientando l'azione internazionale e sostenendo il principio fondamentale secondo cui le persone in fuga da persecuzioni devono essere trattate con dignità e protette in conformità con il diritto internazionale." Lo hanno dichiarato la Commissione Ue e l'Alto Rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas in occasione del 75/o anniversario della Convenzione sullo Status di rifugiato. "Il rispetto del diritto internazionale umanitario è fondamentale per prevenire e ridurre gli spostamenti forzati causati dai conflitti armati, nonché per garantire la protezione dei civili. L'Ue ribadisce altresì il proprio sostegno all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), il cui mandato rimane essenziale per affrontare le sfide globali legate agli spostamenti di popolazioni", ha sottolineato Kallas. "Con la prima strategia europea per la gestione dell'asilo e della migrazione, l'Ue ha ribadito il proprio impegno a costituire uno spazio che protegge le persone in fuga da guerre e persecuzioni. Il Patto sulla migrazione e l'asilo, entrato in vigore nel giugno di quest'anno, riflette e attua un approccio globale e incentrato sull'intera rotta migratoria alla gestione dei flussi. Nell'ambito del Patto, l'Ue dispone di un quadro per l'ammissione umanitaria volontaria e il reinsediamento nell'Unione. Gli Stati membri dell'Ue si sono assunti una responsabilità significativa nell'accoglienza di rifugiati e sfollati, anche attraverso la concessione della protezione temporanea a oltre 4,4 milioni di persone in fuga dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina", ha poi ricordato.