sabato 13 giugno 2026

New Yorker contro i fratelli Tate

[La ragione è, e deve solo essere, schiava delle passioni, e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di obbedire e di servire ad esse. Hume] Decine di donne stuprate, picchiate e tenute prigioniere in un compound alle porte di Bucarest per girare video porno: una vasta inchiesta sull'ultimo New Yorker punta i riflettori sui fratelli Andrew e Tristan Tate e sulla vasta rete di sfruttamento, traffico sessuale e manipolazione coercitiva su scala industriale messa in piedi in Romania dagli ex campioni di kickboxing diventati eroi del movimento Maga e influencer della cosiddetta 'manosfera'.    Scappati dalla Gran Bretagna nel 2015 dopo che Andrew era stato accusato di stupro e strangolamento da tre donne, i fratelli avrebbero approfittato della relativa immunità che godevano a Bucarest per reclutare e sfruttare sistematicamente donne, molte delle quali adolescenti, costringendole a girare video porno nel cosiddetto American Village, un compound protetto da guardie armate poco a nord della capitale. Tra le prime donne soggiogate con la tecnica del 'loverboy' e la promessa del matrimonio, ci sarebbe stata Iasmina Pencov, sul cui braccio Andrew Tate aveva fatto tatuare le parole "Tate Owned", di proprietà di Tate, accanto all'immagine di un cobra, il suo simbolo personale.    Tate usava Iasmina come modello di subordinazione nei video di un network online, la War Room, da cui, dietro pagamento di 8000 dollari all'anno, Andrew insegnava agli iscritti in una serie di tutorial modi di "liberare l'uomo moderno dall'incarcerazione prodotta dalla società" reclutando donne e trasformandole con la forza in "schiave del sesso". "Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business. Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia", teorizzava Andrew in un video su War Room. Sia Andrew che Tristan avrebbero avuto dei figli con alcune delle vittime: ne avrebbero "decine", perché convinti della necessità di massimizzare la loro progenie.     Nel 2022, dopo l'allarme lanciato da una 'fidanzata' di Tristan, i fratelli erano finiti sotto inchiesta in Romania per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio, ma con la rielezione di Donald Trump il caso è finito su un binario morto. I Tate hanno detto al New Yorker di non aver mai fatto del male a una donna e che le accuse contro di loro sono macchinazioni della sinistra liberal: tesi sposata in passato dai loro sostenitori nella galassia Maga come Don Trump Jr, Elon Musk e Tucker Carlson.     Le accuse contro i fratelli sono stati però rilanciate adesso dal New Yorker che riporta loro dichiarazioni pubbliche, messaggi privati trapelati e le testimonianze di oltre una dozzina di presunte vittime, in cui viene descritto un quadro radicalmente diverso da quello presentato dai due influencer.    "Il lavoro in webcam, a differenza della prostituzione, è generalmente legale. Tuttavia, quasi ovunque nel mondo è illegale reclutare operatrici del sesso ricorrendo alla forza, alla frode o alla coercizione, compresa la manipolazione psicologica", afferma Heidi Blake, la giornalista che ha firmato l'articolo. 

Peronismo senza leader

[Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna. Machiavelli] La ricorrenza  dell'anno esatto trascorso dal giorno in cui l'ex presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha iniziato a scontare ai domiciliari una condanna a sei anni per corruzione, ha riacceso nuovamente il dibattito interno sulla leadership nel peronismo, ancora il principale partito all'opposizione del governo ultraliberista di Javier Milei.    La corrente oltranzista che fa capo all'ex presidente mantiene ancora un peso importante all'interno del variegato universo che compone il partito fondato nel 1947 dal generale Juan Domingo Perón e reclama con insistenza la revisione della condanna e la candidatura di Kirchner alle presidenziali del 2027.    Una posizione questa che tuttavia tarpa le ali all'ascesa del giovane governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof. Il giovane ex ministro dell'Economia di Kirchner oggi è considerato poco meno di un traditore dagli oltranzisti che vorrebbero gridasse anche lui con la loro stessa convinzione lo slogan 'Cristina Libre!'.    A margine di queste due correnti, accomunate oggi solo dall'irriducibile opposizione alle politiche dell'ultraliberista Milei, si affaccia una terza via promossa da deputati, senatori e governatori peronisti che vedrebbero di buon occhio la fine dell'egemonia kirchnerista all'interno del partito tra le cui fila non è ancora emersa tuttavia una figura di spicco candidabile alle prossime presidenziali.    Il 20 giugno è stata convocata una nuova manifestazione a sostegno della ex presidente nel parco a ridosso della sua abitazione nel quartiere di San Telmo e da lì risulteranno forse chiarite le posizioni delle diverse correnti sul 'nodo Cristina'. Il figlio, Maximo Kirchner, ha accusato nel frattempo senza mezzi termini il settore di Kicillof di voler approfittare della proscrizione elettorale alla madre. "È per questo che non chiedono la sua liberazione e ci criticano quando lo facciamo noi inventando argomentazioni poco creative ma incredibilmente spregevoli per giustificare il loro comportamento", ha affermato.  Il capo di gabinetto del governo argentino di Javier Milei, Manuel Adorni, è tornato oggi al centro delle cronache politiche del Paese dopo che è trapelata sui media la sua richiesta di accesso all'ultimo maxi condono fiscale.    A suscitare polemiche è il fatto che nel frattempo è in corso un'indagine della magistratura per chiarire con quali fondi Adorni ha sostenuto le ingenti spese affrontate negli ultimi due anni, dopo l'ingresso nella funzione pubblica, e tra queste l'acquisto di almeno due immobili e diversi viaggi all'estero con la famiglia in località esclusive.     Questo in mancanza anche della dichiarazione giurata obbligatoria sullo stato patrimoniale del capo di gabinetto, un documento che - nel fragore delle polemiche - lo stesso presidente Milei aveva affermato oltre un mese fa che fosse già pronto e di imminente presentazione ma che non è ancora stato consegnato alle autorità.     Secondo quanto riferisce il quotidiano La Nación inoltre, anche la moglie di Adorni, Bettina Angeletti, figurerebbe nel registro delle persone che hanno fatto richiesta di accesso al condono fiscale, questo in assenza di una norma che proibisca a funzionari e parenti di funzionari di accedere a un beneficio promosso dal governo.     L'inchiesta della magistratura riguarda spese effettuate per oltre 800mila dollari realizzate negli ultimi due anni, una somma che non è in linea con lo stipendio del funzionario di Adorni, che non supera attualmente i 3.000 dollari al mese. 


Karim Khan sospeso

[La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.Kierkegaard] Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato sospeso al termine di un procedimento disciplinare avviato a seguito di accuse di abusi sessuali a suo carico. Lo riportano diversi media internazionali tra i quali il Guardian.    L'organo direttivo della Cpi ha annunciato la decisione lunedì sera, dopo che il suo comitato esecutivo ha votato per deferire il procedimento contro Khan a una sessione speciale degli Stati membri della Corte, affinché ne valutino il futuro.     Secondo un documento visionato dal Guardian, il comitato, composto da 21 Stati membri della Corte, ha votato a maggioranza qualificata per stabilire che Khan si è reso responsabile di gravi illeciti in relazione alle accuse di abusi sessuali. In una dichiarazione, l'organo direttivo della Corte ha affermato che la decisione di sospendere Khan "non è indicativa dell'esito finale". Khan si era già temporaneamente sospeso dalla guida della divisione della Cpi che indaga e persegue gli individui accusati di atrocità. È già stato rimosso dall'incarico di patrocinare nel caso più importante della Corte penale internazionale contro l'ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Secondo la dichiarazione, una sessione speciale dell'Assemblea parlamentare speciale (ASP) sarà convocata al più presto per discutere il caso Khan. Il 55enne britannico è balzato agli onori della cronaca quando ha ottenuto con successo i mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant per la guerra di Gaza. È stato tra i primi a essere sanzionato dagli Stati Uniti, alleati di Israele, che hanno espresso indignazione per i mandati di arresto.   Karim Khan, 56 anni, è un avvocato britannico (di padre pakistano) specializzato in diritto penale internazionale e diritti umani. Guida le inchieste della Corte penale internazionale come procuratore capo dal 2021. Nata nel 1998 sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi ha sede all’Aja ed è il “tribunale” del sistema Onu chiamato a indagare e processare individui accusati dei più gravi crimini internazionali: genocidio, crimini di guerra, aggressione e contro l’umanità. Il mandato di Khan è coinciso in pieno dunque con la nuova epoca di laceranti conflitti apertasi nel 2022 con l’attacco russo all’Ucraina, e proseguita con la strage di Hamas del 7 ottobre e le successive guerre a Gaza e nel resto del Medio Oriente. Grandi attori internazionali come Stati Uniti, Russia e Israele non hanno mai sottoscritto lo Statuto di Roma e dunque non accettano la giurisdizione della Cpi. Ma oltre al gigantesco danno politico reputazionale i suoi mandati d’arresto hanno conseguenze pratiche, perché tutti i Paesi firmatari hanno l’obbligo di eseguire la misura.   Per questo tanto la Russia quanto Israele detestano Khan, che nel 2023 ha spiccato mandati d’arresto internazionali per Vladimir Putin e la sua “Commissaria per i diritti dell’infanzia” Maria Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini in Russia.  


Il ponte del malaffare

[Occorre avere un po' di caos in sé per partorire una stella danzante. Friedrich Nietzsche]La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell'ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall'ufficio giudiziario, l'ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all'esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un avvocato già Consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa" e un imprenditore. Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell'opera pubblica.  Secondo quanto emerge dalla nota, l'avvocato e l'imprenditore indagati "al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società 'Stretto di Messina Spa', avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell'esigenza citata". Secondo l'impianto accusatorio i "due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell'opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest'ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa". Inoltre il magistrato contabile "avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell'interesse della 'Stretto di Messina Spa', una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l'interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata". Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati "rinvenuti e sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate".


venerdì 12 giugno 2026

La quinta colonna di Putin

[Galileo Galilei morì a settantasette anni, Isaac Newton a ottantaquattro e Michelangelo raggiunse il ragguardevole traguardo di ottantotto anni senza l'aiuto di alcun antibiotico o vaccinazione o trapianto d'organo. In effetti perfino gli scimpanzé nella giungla talvolta vivono fino a una sessantina d'anni. Per essere precisi, la medicina moderna non ha contribuito ad allungare la nostra aspettativa di vita neppure di un singolo anno. Il suo più grande trionfo è stato di averci salvato dalla morte prematura. Yuval Noah Harari] Stop aiuti militari e verifica approfondita dei requisiti dell’Ucraina per l’adesione all’Unione europea: sono questi alcuni dei passaggi chiave del dispositivo della risoluzione che il M5S proporrà al voto delle aule parlamentari, in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026. "Tutti gli Stati membri hanno concordato di avviare il primo gruppo di negoziati di adesione - il cosiddetto primo cluster - con l'Ucraina e la Moldavia.    Durante la prima conferenza intergovernativa di lunedì, avvieremo il gruppo dedicato agli aspetti fondamentali, che costituisce la spina dorsale del processo di adesione." Lo annunciano la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "Si tratta di un riconoscimento della determinazione, del coraggio e dell'impegno profuso da entrambi i paesi nel portare avanti le riforme, nonostante le enormi sfide", sottolineano. "Ringrazio tutti i nostri concittadini che lottano per l'Ucraina, lavorano per il nostro Stato e contribuiscono a difendere i nostri interessi nazionali.    Ringrazio inoltre tutti i nostri partner nell'Ue e personalmente ogni leader per questo importante passo compiuto per il bene dell'Europa. L'Ucraina si sta difendendo e, così facendo, difende tutta l'Europa: l'idea che le nazioni europee possano vivere unite, libere e in pace. Come abbiamo già detto, l'Ucraina sta facendo il necessario ed è importante che anche l'Ue mantenga la parola data. L'apertura del primo cluster rappresenta un sostegno politico e morale significativo per il nostro Stato e il nostro popolo". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rilanciando il post di Ursula von der Leyen che annunciava l'ok degli Stati membri ad avviare il primo gruppo di negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldavia.     "Ringraziamo inoltre l'Europa per tutto il suo sostegno, un sostegno che dimostra una vera leadership e ci aiuta a proteggere vite umane. Tutto è stato fatto anche per l'apertura dei prossimi cluster. Ci congratuliamo infine con la Moldavia per questo passo, che stiamo compiendo insieme", ha concluso. Il M5S propone, al punto 3 del dispositivo finale, che il Parlamento impegni il Governo, “a fronte del perdurante conflitto bellico russo-ucraino e preso atto dell’ormai consolidato posizionamento delle parti, a promuovere un inedito protagonismo dell’Unione europea nell’approccio alla risoluzione della crisi per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l’immediato cessate il fuoco, affinché l’Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sul rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale”.  Al punto 4, propone di vincolare l’esecutivo “a interrompere gli aiuti militari alle autorità governative ucraine, implementando allo stesso tempo le misure di sostegno umanitario e gli aiuti alla popolazione civile e nel prossimo futuro a sostenere il processo di ricostruzione, nell’interesse del popolo ucraino e della stessa Europa”. Al punto 5 del dispositivo della risoluzione M5S si impegna il Governo “nell’ambito dell’accelerazione per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, ad adottare le opportune iniziative in sede europea volte a verificare e garantire il principio merit-based che subordina la membership al rispetto dei criteri di Copenaghen e all’adozione dell’acquis comunitario”. L'espressione si riferisce alla missione "Dalla Russia con amore" del marzo 2020, quando l'allora premier Giuseppe Conte e Vladimir Putin concordarono l'invio di aiuti sanitari in Italia. La delegazione, sbarcata a Pratica di Mare su 14 aerei militari, comprendeva circa 104 persone tra medici, infermieri ed esperti di decontaminazione, scortati da oltre 100 specialisti e militari russi. La missione ha suscitato notevoli polemiche e dibattiti politici per diversi motivi. La maggior parte del personale apparteneva alle forze di Difesa Chimica e Biologica russe e includeva alti ufficiali, come il generale Sergey Kikot.  Gli aiuti operarono principalmente nella provincia di Bergamo, ma per volere del governo russo si ipotizzò di estendere l'operazione al resto del Paese e di accedere a uffici pubblici, suscitando le riserve dei vertici della Difesa italiana.  Successivamente, analisti e organi di stampa (tra cui il corriere della sera)  e il copasir  hanno valutato l'operazione non solo come un'azione umanitaria, ma anche come un'attività di intelligence e di proiezione geopolitica della Russia sul territorio di un paese NATO. 


Zona cesarini per la pace

[Alcune mutazioni, relativamente piccole, nei geni, negli ormoni e a livello neuronale sono state sufficienti per trasformare Homo Erectus - che non era in grado di produrre nulla di più impressionante di coltelli di selce - in Homo Sapiens, che costruisce navette spaziali e computer. Yuval Noah Harari] Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che una bozza di accordo con gli Stati Uniti prevede la fine del blocco navale dei porti iraniani e disposizioni sulla gestione dello strategico Stretto di Hormuz.    "Il blocco navale deve essere completamente revocato. Questo è il primo punto menzionato nell'accordo", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "L'Iran ha preso una decisione ferma: l'amministrazione dello Stretto di Hormuz non sarà più la stessa di prima", ha osservato, aggiungendo che sono in corso discussioni con l'Oman sulla questione.    Lo Stretto di Hormuz è uno degli "strumenti di deterrenza più importanti" di Teheran, ha sottolineato. Riguardo ai pagamenti, Araghchi ha aggiunto che, sebbene lo stretto sia stato gratuito per molti anni, non lo sarà più e i servizi saranno a pagamento.    Il titolare della diplomazia di Teheran ha poi spiegato che il protocollo d'intesa includerà la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano. "Non lasceremo mai il Libano da solo", ha affermato. Lo scrive Al Jazeera on line. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato oggi che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata "a distanza", il che potrebbe accadere "nei prossimi giorni". "Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza.    Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso." Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ritiene che l'unico modo per gestire le proprie scorte di uranio altamente arricchito sia diluirlo all'interno del Paese. "La nostra posizione è sempre stata che l'unico modo per gestire le scorte di materiale arricchito è diluirlo all'interno dell'Iran", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Lo scorso anno abbiamo stanziato oltre 18 milioni di euro a sostegno delle organizzazioni della società civile. Sono oggi lieta di confermare che abbiamo mobilitato oltre 20 milioni di euro in finanziamenti aggiuntivi per le iniziative di costruzione della pace a livello locale". Lo ha annunciato l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, al forum di Parigi sulla soluzione dei due Stati.    "L'Ue ora collabora con 88 organizzazioni della società civile israeliane e palestinesi, che operano in prima linea nella costruzione della pace, promuovendo il dialogo, rafforzando la leadership femminile e sostenendo i media indipendenti", ha indicato Kallas, evidenziando che "la società civile non è un elemento secondario nella diplomazia, ma è indispensabile per la costruzione della pace"."Finché sarò primo ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l'Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà". Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. ''Israele non si ritirerà dalle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza. L'Idf continuerà a difendere i nostri confini e i nostri cittadini dal Monte Hermon, dalle montagne libanesi, dalla Samaria e dalla maggior parte del territorio di Gaza, contro le minacce provenienti da forze e organizzazioni jihadiste, come insegnamento fondamentale tratto dagli eventi del 7 ottobre''. Lo scrive in una nota il ministro della Difesa Israel Katz. ''Il presidente Usa sta attualmente portando avanti un accordo con l'Iran nell'ottica degli interessi americani, compreso l'interesse comune con Israele, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Ci aspettiamo che sostenga questo principio e altri principi relativi ai missili e ai gruppi terroristici regionali''. ''Israele deve garantire di avere anche la capacità di agire in modo indipendente in futuro per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari, e il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all'esercito di prepararsi di conseguenza''. ''Il nostro concetto di sicurezza è chiaro e preciso: stiamo combattendo - sostiene Katz -contro minacce vicine e lontane e puntiamo a soluzioni definitive, non a compromessi o concessioni. Siamo determinati a continuare a perseguire una politica di sicurezza ferma che preservi i risultati raggiunti e non comprometta la nostra capacità di combattere l'asse del male sciita guidato dall'Iran e l'asse del male sunnita guidato dai Fratelli Musulmani''. Una soluzione a due Stati, israeliano e palestinese, resta possibile ma "la finestra di opportunità si sta restringendo": è l'avvertimento lanciato da diverse Ong israeliane e palestinesi in occasione di una conferenza internazionale ospitata dalla Francia a Parigi.    La conferenza lungo le rive della Senna ha visto riunite insieme l'Alleanza per la Pace in Medio Oriente (Allmep), Principles for Peace (P4p) e Guerriere della Pace, che rappresentano a loro volta decine di organizzazioni attive nella promozione di una soluzione pacifica al conflitto israelo-palestinese.    "La finestra di opportunità per una soluzione a due Stati rimane, ma si sta restringendo. Questo momento richiede un'urgente azione diplomatica in collaborazione con la società civile", affermano le Ong nelle conclusioni comuni, avvertendo che il "conflitto rischia di passare nuovamente in secondo piano". "Gaza è devastata, Israele rimane sotto minaccia. Il terrorismo dei coloni, l'espansione degli insediamenti, l'annessione di fatto (della Cisgiordania occupata) e le minacce contro l'Autorità Palestinese continuano a minare la fattibilità di un futuro Stato palestinese", continuano le Ong, secondo cui "israeliani e palestinesi restano prigionieri della paura, dell'insicurezza e del trauma".    Quindi la proposta di un piano d'azione in otto punti che chiede, in particolare, l'attuazione di un cessate il fuoco permanente e la protezione dei civili a Gaza, ma anche i mezzi per ricostruire la Striscia devastata, nonché l'immediata cessazione dell'"annessione e dell'espansione degli insediamenti" in Cisgiordania e lo svolgimento di elezioni per "rinnovare la governance palestinese". L'incontro ha visto la partecipazione anche ministri di Brasile, Canada, Emirati Arabi Uniti e Turchia, nonché l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas.


Vamos Mexico

[È meglio non passare la vita a parlar male della vita , è tempo perso, ci pensa già da sola a non fare una bella figura. Patrizia Laquidara] Gli Stati Uniti affinano i dettagli dell'imponente macchina messa a punto per garantire lo svolgimento della Coppa del Mondo tanto voluta da Donald Trump. La guerra in Iran, gli attentati al presidente (l'ultimo in ordine temporale alle cena dei corrispondenti della Casa Bianca) e il timore di attacchi informatici rendono particolarmente complessa l'azione delle autorità per garantire la sicurezza dei tifosi e delle squadre. Non facile neanche il compito degli agenti dell'immigrazione. Le dure disposizioni imposte dall'amministrazione Trump agli ingressi stanno già scatenando le polemiche. L'arbitro somalo Omar Artan è stato fermato, interrogato per 11 ore e poi messo su un volo di ritorno per Istanbul, dove si trova attualmente. La Somalia, paese inviso a Trump perché patria della deputata democratica nemica Ilhan Omar, ha difeso il suo fischietto e ha cercato una "soluzione immediata" senza però riuscire nell'impresa. Anche a Teheran sono montate le polemiche, con la federazione calcistica iraniana che ha accusato gli Stati Uniti di averle revocato la sua quota di biglietti ponendo un "ostacolo" alla presenza dei tifosi iraniani. I Mondiali sono "per noi è come avere 78 Super Bowl in 39 giorni", ha detto Andrew Giuliani, il figlio dell'ex sindaco di New York nominato direttore esecutivo della task force per la Coppa del Mondo della Casa Bianca. Il torneo è classificato a livello di sicurezza federale proprio come la finalissima del football americano, ovvero appena al di sotto dell'insediamento di un presidente o di una Convention politica. I Mondiali coincidono inoltre con i festeggiamenti per i 250 anni degli Stati Uniti che culmineranno il 4 luglio dopo settimane di eventi. Secondo le autorità, finora non ci sono minacce credibili ma l'allerta è massima considerati i recenti accoltellamenti alla stazione di Penn Station a New York e i tafferugli fra i tifosi e la polizia alla terza partita delle finali dell'Nba. L'Fbi ha trascorso due anni per prepararsi all'evento traendo lezioni importanti dalla parata del Giorno del Ringraziamento a New York e alle celebrazioni a Times Square per il Capodanno, ma anche dalla più recente parata dell'Israel Day nella Grande Mela. Per difendere gli stadi saranno impiegati droni in grado di intercettare e fermare eventuali oggetti nello spazio aereo chiuso, cani robot per l'ispezione di borse, camion a raggi x e migliaia di telecamere munite di intelligenza artificiale. Per garantire la sicurezza spunti sono stati presi anche dalle finali dell'Nba fra i Knicks e gli Spurs di San Antonio. La presenza di Trump alla terza partita al Madison Square Garden è stato un primo banco di prova di quello che potrebbe essere il presidente-spettatore a una della partite dei Mondiali. Per ora Trump non ha comunicato se e a quali partite parteciperà ma la sua voglia di portare la Coppa del Mondo negli Stati Uniti e la sua stretta amicizia con Gianni Infantino lasciano immaginare che sarà presente ad alcuni incontri, augurandosi di essere accolto fra meno fischi di quelli ricevuti dai tifosi dei Knicks.