[Una buona biografia sa svelarci la verità su una persona; ma una buona storia svela una verità su di noi. Samantha Silva] L'amministrazione di Donald Trump ha annunciato una stretta sui visti di studenti e giornalisti stranieri. Secondo una nota del dipartimento per la sicurezza interna, le nuove regole limiteranno drasticamente il tempo di permanenze negli Stati Uniti. La Columbia University pagherà una multa di 200 milioni di dollari per chiudere la causa dell'amministrazione di Donald Trump, che l'ha accusata di antisemitismo, nell'ambito di un accordo più ampio per ripristinare i finanziamenti federali. Lo annuncia lo stesso college, secondo quanto riportato dal New York Times. In cambio della restituzione di centinaia di milioni di dollari in finanziamenti, dei 400 milioni bloccati da Trump dopo le proteste pro-Gaza nel campus la scorsa primavera, la Columbia ha annunciato che "si impegnerà inoltre a rispettare le leggi che vietano la considerazione della razza nelle ammissioni e nelle assunzioni e a ridurre l'antisemitismo e i disordini nel campus". L'accordo, che sarà supervisionato da un osservatore indipendente concordato da entrambe le parti, rappresenta una pietra miliare nella battaglia tra i college e l'amministrazione Usa e potrebbe diventare un modello per intese future. Anche Harvard sta cercando di negoziate con il governo per il ripristino dei fondi federali. L'Università di Harvard ha contestato in tribunale il divieto imposto dal presidente Donald Trump all'ingresso di nuovi studenti internazionali negli Stati Uniti. "Questo non è il primo tentativo del governo di creare una spaccatura tra Harvard e i suoi studenti internazionali...fa parte di una campagna di ritorsione concertata e in continua crescita", sostiene l'università nella sua causa legale.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 24 agosto 2026
Pentagono In stallo
[La lezione principale che abbiamo imparato è che dobbiamo considerare gli scenari peggiori molto più di quanto facessimo in passato] Usa e Filippine hanno concordato "i prossimi passi per ripristinare la deterrenza nell'Indo-Pacifico" e Washington impiegherà "capacità avanzate nelle Filippine", riflettendo "la forza dell'alleanza verso l'aggressività della Cina comunista nella regione". È quanto ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, nella conferenza stampa a Manila con il suo omologo filippino, Gilbert Teodoro. Le parti, inoltre, terranno manovre bilaterali delle forze speciali a Batanes, vicino a Taiwan. "L'amministrazione Trump darà priorità e si focalizzerà su questa regione in termini senza precedenti per stabilire una deterrenza", ha aggiunto il segretario Usa alla Difesa Pete Hegseth ha condiviso i dettagli di un attacco militare contro il gruppo Houthi in Yemen anche in una seconda chat di Signal a cui partecipavano sua moglie e suo fratello, oltre a quella al centro del cosiddetto 'chat-gate' emersa nelle scorse settimane in quanto un giornalista era stato incluso nella conversazione su Signal. Lo scrive il New York Times. Pete Hegseth, segretario alla Difesa, in occasione di una visita al quartier generale della Nato ha dichiarato che la guerra tra l’Ucraina e la Russia “deve essere risolta”. L’amministrazione Trump adesso vuole concentrarsi sulla sicurezza dei propri confini e sulla prevenzione dell’espansione cinese. Rivolgendosi al Gruppo di contatto sulla difesa dell’Ucraina, Hegseth ha anche affermato che la sicurezza dell’Ucraina post-bellica dovrebbe essere primariamente garantita dalle truppe europee, senza coinvolgimento dei GI’s. Il capo del Pentagono ha inoltre dichiarato che “gli Stati Uniti non ritengono che una soluzione negoziata possa realisticamente portare all’adesione dell’Ucraina alla Nato. La sicurezza dovrà invece essere garantita da truppe europee e non europee competenti. Qualunque sia il momento in cui questi contingenti saranno dispiegati come forza di pace in Ucraina, dovrebbero esserlo nell’ambito di una missione non-Nato. E non dovrebbero essere tutelati dall’art. 5. Sarà inoltre necessario un controllo internazionale rigoroso della linea di contatto. Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, il 12 febbraio ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky. Pochi minuti prima dell’incontro è stata consegnata a Zelensky una lettera del presidente Trump in cui si chiede il rimborso di 500 miliardi di dollari, senza specificare come l’importo sia stato calcolato, da saldare autorizzando lo sfruttamento delle terre rare e delle risorse energetiche dell’Ucraina. L’ufficio di Zelensky ha definito la richiesta un “racket”. Contrariamente alla versione che ne hanno dato i media internazionali, l’intenzione del presidente Trump non è taglieggiare l’Ucraina, ma ha voluto far sapere al presidente Zelensky che gli Stati Uniti non subiranno i suoi maneggi. Zelensky aveva suggerito al senatore Lindsey Graham che, invadendo l’Ucraina, la Russia voleva solo impadronirsi delle terre rare del Paese. Il 9 giugno 2024, in un’intervista a Face the Nation (CBSNews) Graham aveva stimato il valore delle terre rare ucraine in “10 mila-12 mila miliardi di dollari”. L’Agenzia Bloomberg il 19 febbraio scorso ha però rivelato che si tratta di una bufala perché l’Ucraina non possiede questi minerali. Il presidente Trump non si è dimenticato che Zelensky si alleò con gli uomini di Biden per aprire una procedura di impeachment durante il suo primo mandato, ora gli risponde inviandogli una fattura di 500 miliardi di dollari. Il 17 febbraio le forze armate ucraine hanno attaccato interessi statunitensi e israeliani in Russia, bombardando impianti in parte detenuti da Chevron (15%) ed ExxonMobil (7,5%). Una ventina di droni hanno gravemente danneggiato il Caspian Pipeline Consortioum (CPC) a Krasnodar, che fornisce petrolio russo soprattutto a Israele. La delegazione statunitense ai colloqui per la pace in Ucraina era guidata dal segretario di Stato Marco Rubio. Ne facevano parte Mike Waltz, consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, e Steve Witkoff, inviato speciale del presidente Trump per il Medio Oriente.Il 18 febbraio la delegazione statunitense ha incontrato al palazzo di Diriyah (Riyad) la delegazione russa, guidata dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Ne facevano parte Iuri Ouchakov, ex ambasciatore della Russia negli Stati Uniti, e Kirill Dmitriev, consigliere speciale del presidente Putin. La delegazione era in contatto telefonico con il presidente Putin. In nessun caso avrebbero potuto partecipare ai negoziati l’Unione Europea e l’Ucraina. Il presidente Zelensky ha annullato il viaggio in Arabia Saudita programmato da tempo, che avrebbe coinciso con i colloqui russo-statunitensi. Infine, gli Stati Uniti intendono rispettare l’impegno di ritirare le proprie truppe da tutti i Paesi che hanno aderito alla Nato dopo il 1990. Secondo il Financial Times, Trump sarebbe già pronto a dare l’ordine di ritiro dagli Stati baltici e dalla Polonia. Secondo Bild, l’Italia è preoccupata per come potrebbe evolvere il conflitto creato dal Kossovo con la propria minoranza serba. Il primo ministro kossovaro, Albin Kurti, ha già vietato l’uso del dinaro serbo e imposto l’euro a tutta la popolazione. Il presidente ucraino Zelensky il 19 febbraio ha tenuto una conferenza stampa per denunciare gli effetti della disinformazione russa sull’amministrazione Trump. Secondo Zelensky, è importante fornire al generale Keith Kellogg, inviato speciale di Trump, dati precisi sull’opinione pubblica, offrendogli la possibilità di verificarli percorrendo il Paese. È esattamente quel che la Russia rimprovera a sua volta all’Ucraina: da dieci anni il regime di Kiev ha gradualmente vietato tutti i media e i partiti politici di opposizione. Ricorre a una propaganda pervasiva per condurre una guerra totale contro la Russia. Un esempio lampante: oggi gli ucraini, nonché gli Occidentali, sono convinti che la grande carestia del 1932-33 fu voluta da Mosca per eliminare gli ucraini; in realtà la carestia devastò anche altre regioni dell’Urss. Il 19 febbraio il presidente Trump ha dichiarato alla stampa: “Sono davvero deluso per quanto è accaduto. Sono stato a osservare per tre anni… Voglio dire, loro [gli ucraini] sono contrariati per non essere stati invitati a Riyad. Ebbene, sono alla ribalta da tre anni e anche da molto tempo prima”.Poi ha pubblicato un post su TruthSocial: “Pensateci, un comico modesto, Volodymyr Zelensky, è riuscito a convincere gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari per fare una guerra che non avrebbe potuto essere vinta, che non avrebbe mai dovuto cominciare, che non potrà mai essere risolta senza gli Stati Uniti e senza TRUMP”.
domenica 23 agosto 2026
Un milione di deportati
[Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’ipereccitazione. Fernando Pessoa] Donald Trump punta a deportare un milione di migranti nel suo primo anno alla Casa Bianca. Lo riporta il Washington Post, citando alcune fonti. L'obiettivo del presidente americano appare ambizioso considerato che, in base alle statistiche disponibili, il numero maggiore di migranti deportati in un anno è di 400.000 sotto Barack Obama. Il consigliere alla Casa bianca Stephen Miller lavora quotidianamente con i funzionari del Dipartimento per la Sicurezza nazionale e le altre agenzie federali per centrare l'obiettivo, afferma il Wp sottolineando che l'amministrazione Usa sta trattando con circa 30 paesi per convincerli ad accettare migranti deportati che non sono loro cittadini. Il giudice federale Jeanette A. Vargas ha annullato il divieto dell'amministrazione Trump di rilasciare visti a migranti provenienti da 75 paesi. La misura è "contraria alla legge", ha spiegato Vargas respingendo le motivazioni della Casa Bianca per il blocco dei visti. L'amministrazione aveva messo in evidenza che i migranti avrebbero verosimilmente fatto ricorso a sussidi pubblici divenendo così un "peso economico per gli americani". La misura era stata annunciata in gennaio dal Dipartimento di Stato e aveva nel mirino circa il 40% dei paesi del mondo, inclusi Egitto, Haiti, Somalia e Russia.
Harvard ancora contestata
[Si finisce per diventare ciò che si vede negli occhi di quelli che si desiderano. Carlos Ruiz Zafón] Donald Trump torna a attaccare Harvard. "Perché Harvard non dice che quasi il 31% dei suoi studenti - scrive il presidente su Truth - proviene da Paesi stranieri, ma questi Paesi, alcuni dei quali per nulla amici degli Usa, non pagano nulla per l'istruzione dei loro studenti, né intendono mai farlo? Nessuno ce l'ha detto! Vogliamo sapere chi sono quegli studenti stranieri, una richiesta ragionevole visto che diamo a Harvard miliardi di dollari, ma Harvard non è esattamente disponibile. Vogliamo quei nomi e quei Paesi. Harvard ha 52.000.000 di dollari, usateli e smettetela di chiedere al Governo di continuare a concedervi soldi". "Nel campus di Harvard sono stati compiuti atti di antisemitismo e bullismo ai danni degli studenti ebrei".Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt commentando i tagli all'ateneo decisi da Donald Trump. L’amministrazione Trump ha congelato oltre 2,2 miliardi di dollari in sovvenzioni federali e 60 milioni in contratti destinati all’Università di Harvard, dopo che l’ateneo ha rifiutato di conformarsi a una serie di richieste governative. Tra queste, la chiusura dei programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), la revisione delle politiche di ammissione e assunzione per privilegiare il “merito”, la cooperazione con le autorità migratorie e restrizioni alle proteste studentesche, inclusi divieti sull’uso di maschere facciali durante le manifestazioni.
Il generale Donaldo impantanato
[Non si ingrassa il maiale il giorno del mercato] "L'obiettivo del nemico era il collasso dell'Iran, ma questo non è accaduto. Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l'Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso pronunciato in occasione della Settimana del Governo, citato dall'agenzia iraniana Mehr. "Capisco che abbiamo molti problemi nella società in questo momento, ma il governo cerca di ridurre l'inflazione e di garantire al popolo un futuro e mezzi di sussistenza dignitosi e orgogliosi". Il governo, ha detto, si "vergogna" dei gravi problemi che affliggono l'economia. "Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala. Il nemico (gli Stati Uniti) - ha aggiunto Pezeshkian - afferma di imporre con facilità le sanzioni più schiaccianti o terrificanti all'Iran, ma noi ci opponiamo a questa guerra impari". Il presidente iraniano ha affermato che Washington, prima della guerra, aveva falsamente previsto che il Paese sarebbe crollato sotto l'aggressione statunitense, diventando simile al Venezuela. "Il nemico aveva valutato che se l'Iran fosse caduto, sarebbe diventato come il Venezuela. Non solo non è successo, ma è diventata una potenza che ha stupito il mondo per la sua resistenza, solidarietà e coesione". Pezeshkian ha affermato che i nemici dell'Iran sperano di "creare divisione e spaccature nella società attraverso i problemi". "Faremo tutto il possibile per evitare divisioni, spaccature, conflitti ed ego", ha concluso. Ai giornalisti che gli chiedevano della possibilità di dazi sui semiconduttori, il tycoon ha detto: "Vi risponderò lunedì e saremo molto specifici". Il presidente ha più volte paventato la possibilità di imporre tariffe sui chip ma finora non è mai intervenuto. L'atmosfera dei colloqui indiretti sul nucleare tra Iran e Stati Uniti è stata "positiva e costruttiva". Lo afferma il comunicato finale iraniano, precisando che i colloqui "continueranno la prossima settimana". I colloqui indiretti si sono svolti con la mediazione del ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al-Busaid, alla fine dei quali i negoziatori iraniani e quelli americani hanno anche parlato direttamente per "pochi minuti". L'Iran ha ripetutamente sottolineato che non accetterà minacce e che discuterà la questione nucleare solo sulla base di negoziati vantaggiosi per entrambe le parti. Lo riporta l'agenzia Tasmin.L'Iran ha bloccato una centrale elettrica britannica per quattro giorni con un attacco informatico senza precedenti. È quanto scrive il Telegraph. Si ritiene che sia la prima volta che hacker affiliati al regime iraniano siano riusciti a paralizzare un impianto di questo tipo nel Regno Unito, e si pensa che sia l'attacco informatico più riuscito di questo genere. Il Telegraph ha appreso che l'incidente è avvenuto contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi il mese scorso, che hanno colpito 12 stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca. I funzionari britannici si sono rifiutati di specificare quale centrale elettrica fosse stata colpita, citando motivi di sicurezza, ma si ritiene che l'impianto sia rimasto disattivato per quattro giorni mentre il personale si adoperava per ripristinarne il funzionamento. Sembra che la centrale colpita fosse di dimensioni relativamente ridotte e che l'interruzione non abbia avuto alcun impatto sulla fornitura di energia elettrica o sulla produzione di energia nel Regno Unito. In risposta, il governo ha informato gli amministratori delegati delle compagnie elettriche e ha scritto alle aziende fornendo consigli, indicazioni e informazioni sui prossimi passi da intraprendere.
Donaldo il campione
[Solo chi ama senza speranza conosce il vero amore.Pablo Neruda] “Mentre Mosca investe in missili balistici e nell’escalation, tali attacchi non sempre ricevono la risposta che meriterebbero dalla comunità internazionale. E finché l’Ucraina non disporrà di un’adeguata difesa antibalistica, la Russia non prenderà seriamente in considerazione la pace”. È quanto ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, dopo gli attacchi russi notturni che hanno preso di mira in particolare la capitale Kiev e la sua regione. “Stiamo facendo tutto il possibile per garantire tale protezione e il lavoro sul programma Freyja prosegue quotidianamente. Ma i missili intercettori Patriot sono ancora insostituibili e ne abbiamo bisogno ogni giorno. Ogni missile in più salva la vita dei nostri cittadini. Ringrazio tutti coloro che comprendono questa situazione e si adoperano per trovare il modo di aiutare”, ha commentato Zelensky. Washington si aspetta la risposta dell'Ucraina a un accordo di pace che includa il riconoscimento della Crimea come parte della Russia e il riconoscimento non ufficiale del controllo russo su quasi tutte le aree occupate dall'invasione del 2022: lo riporta Axios, che cita fonti a conoscenza diretta della proposta. Donaldo non ha capito nulla ecco perché come mediatore vale zero. Il documento di una pagina presentato dagli Usa ai funzionari ucraini a Parigi descrive questa come "l'offerta finale del presidente Trump', scrive il sito di notizie statunitense. La Casa Bianca insiste di essere pronta ad abbandonare la mediazione se le parti non raggiungono un accordo a breve. Le forze armate russe lanceranno presto attacchi di rappresaglia contro la logistica ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in un'intervista all'agenzia di stampa Vesti. "Volete interrompere la nostra logistica? Bene, allora le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare", ha affermato Putin nell'intervista, dopo che Kiev ha colpito i magazzini delle aziende di e-commerce russe Wildberries e Ozon. I colloqui per la pace in Ucraina con i ministri degli Esteri internazionali, previsti a Londra, sono stati rinviati; lo ha reso noto il governo britannico, aggiungendo che un incontro con funzionari di livello inferiore si terrà comunque. "L'incontro sui colloqui di pace in Ucraina con i ministri degli Esteri è stato rinviato. I colloqui a livello ufficiale proseguiranno", ha dichiarato il ministero degli Esteri britannico all'agenzia di stampa Afp. Kiev è pronta per negoziati diretti con la Russia dopo un cessate il fuoco: lo ha detto il presidente ucraino Voldymyr Zelensky in un briefing con i giornalisti, sottolineando come l'Ucraina "è pronta a sedersi a un tavolo con qualunque formato". Zelensky ha aggiunto che il suo Paese "non sta discutendo alcun nuovo pacchetto di aiuti con gli Stati Uniti". Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto di congelare la sua invasione dell'Ucraina lungo l'attuale linea del fronte nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo di pace con Trump. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali gli europei si sarebbero mostrati scettici temendo che l'apparente concessione sia solo per attirare il presidente Usa. L'inviato americano Steve Witkoff tornerà a Mosca "questa settimana". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, precisando che "i negoziati per la pace in Ucraina" procedono. La Cina respinge come "infondate" le accuse lanciate ieri da Kiev di essere "coinvolta" nella guerra in Ucraina, con il presunto invio di soldati a combattere al fianco dei russi e sulla produzione di materiale bellico per Mosca: accuse per le quali ieri è stato convocato l'ambasciatore cinese nella capitale ucraina. "La Cina si oppone fermamente alle accuse infondate e alle manipolazioni politiche", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, in una conferenza stampa. Nove persone sono state uccise in un attacco russo con un drone su un autobus a Marganec, nell'Ucraina sudorientale, ha annunciato oggi su Telegram il governatore della regione di Dnipropetrovsk. "Un drone... ha colpito un autobus con a bordo dipendenti di un'azienda. L'attacco nemico ha causato la morte di nove persone", ha scritto Sergy Lysak, aggiungendo che 30 persone sono rimaste ferite, ma che "il loro numero continua ad aumentare". Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che l'Europa "non sa come mettere fine alla guerra, io penso di sapere come fare". Parlando dei negoziati in corso, Trump ha aggiunto: "sto francamente trovando più difficile avere a che fare con l'Ucraina, che non ha le carte, piuttosto che con la Russia. Ed è sorprendente perché loro hanno tutte le carte". Le dichiarazioni dallo Studio Ovale arrivano dopo il messaggio diffuso via social in cui ha affermato di prendere in considerazione "ampie sanzioni bancarie, sanzioni e dazi alla Russia fino a quando un cessate il fuoco e un accordo finale sulla pace non saranno raggiunti". Messaggio che era stato letto come una risposta all'escalation russa in Ucraina dove ha intensificato gli attacchi negli ultimi giorni. Intanto secondo Bloomberg "la Russia è disposta a discutere una tregua temporanea in Ucraina a condizione che si compiano progressi verso un accordo di pace definitivo". La testata finanziaria lo definisce "il primo segnale di una risposta positiva da parte del presidente Vladimir Putin all'appello della controparte statunitense Donald Trump per un cessate il fuoco". Secondo le fonti citate da Bloomberg l'offerta sarebbe stata trasmessa durante i colloqui del mese scorso in Arabia Saudita tra alti funzionari russi e americani. Le condizioni poste per la cessazione delle ostilità si concentrerebbero su "una chiara intesa sui principi quadro dell'accordo di pace finale", in particolare, "la Russia insisterà in particolare sulla definizione dei parametri di un'eventuale missione di pace, compreso un accordo sui paesi che vi prenderanno parte". Il Washington Post ha rivelato che gli Stati Uniti hanno bloccato il servizio commerciale di immagini satellitari all’Ucraina fornito da Maxar. "Gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere temporaneamente gli account ucraini", ha fatto sapere la stessa Maxar, società attiva nel settore delle tecnologie spaziali. Un funzionario statunitense citato dalla testata americana ha fatto sapere che la sospensione riguarda anche altre aziende che forniscono immagini satellitari.
sabato 22 agosto 2026
La lezione israeliana
[Lei gli fa del bene, e non del male, tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino è lavora gioiosa con le proprie mani ... libro dei proverbi] L’Idf comunica di aver colpito nell'area di Deir al-Balah a Gaza uccidendo il terrorista Sharif al-Hasanat, comandante di compagnia dell'ala militare di Hamas. "Nel corso della guerra, il terrorista ha partecipato alla guida degli sforzi per ripristinare l'infrastruttura sotterranea di Hamas, e recentemente ha continuato a promuovere attacchi terroristici contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani", scrive l'esercito in un comunicato, "il terrorista rappresentava una minaccia immediata per le truppe dell'Idf ed è stato eliminato". L’Idf rende noto di aver aperto il fuoco nel sud della Siria contro "un terrorista che stava portando avanti la preparazione di attentati e rappresentava una minaccia immediata per i soldati". "L'esercito - aggiunge una nota - continuerà a operare per eliminare qualsiasi minaccia nei confronti dei propri soldati e dei civili israeliani". "Erdogan è stato colto con la mano nel barattolo dei biscotti (in Siria) ed è stato costretto a fare marcia indietro. Il tentativo di esponenti dell'opposizione e di alcuni settori dei media di dipingere l'operazione in Siria in chiave politica deriva da una combinazione di ignoranza, incomprensione degli interessi di sicurezza di Israele e dal costante desiderio di attaccare il governo: ciò merita una ferma condanna. La risposta dell'inviato americano Barrack è piena di inesattezze e di posizioni che contraddicono persino la posizione dello stesso presidente degli Stati Uniti, Trump, riguardo alle alture del Golan". Lo dichiara il ministro della Difesa Israel Katz in una nota ufficiale. "L'Idf ha raccomandato più volte di effettuare un attacco contro l'aeroporto di Abu al-Duhur, in Siria, alla luce delle chiare informazioni di intelligence ricevute riguardo alle intenzioni della Turchia di condurvi attività che avrebbero messo a rischio la sicurezza dello Stato di Israele", afferma Katz, "dopo diverse discussioni che il primo ministro e io abbiamo avuto con l'Idf e con i vari apparati di sicurezza, è stato concordato che, prima di concedere l'autorizzazione, sarebbe stato inviato un avvertimento diretto al regime siriano ai massimi livelli, nel tentativo di impedire l'operazione. E così è stato fatto. Parallelamente, le informazioni di intelligence sono state trasmesse alle autorità competenti negli Stati Uniti". Il ministro della Difesa aggiunge: "Dopo che l'avvertimento è rimasto senza risposta, il primo ministro e io abbiamo autorizzato l'Idf a effettuare l'attacco, che è stato portato a termine con successo. Non permetteremo a nessun soggetto di mettere a rischio la sicurezza dello Stato di Israele e agiremo contro ogni minaccia, come abbiamo fatto anche oggi nel sud della Siria. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre", conclude.