domenica 22 marzo 2026

Si che voto no

[Chi ci hè di più neru chè a paredda. Niente è più nero della stufa] Sono indagati, a vario titolo, per riciclaggio e intestazione fittizia Mauro Caroccia e la figlia 19enne, titolare del ristorante "Bisteccheria d'Italia" finito al centro dell'affaire Delmastro. La notizia è stata pubblicata da Repubblica e la Stampa, il Domani, dal Fatto Quotidiano."La Procura di Roma - scrive La Stampa - vuole andare a fondo, scandagliare gli affari dei Caroccia, i legami con il clan Senese ed un faro è acceso anche sui fondi con cui la famiglia ha aperto la 5 Forchette, società che ha la proprietà dei ristoranti di Roma e Biella. Una Srl fondata insieme al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Ed è qui - afferma il giornale - che sarebbe avvenuto anche un passaggio di contanti che, seppure di modesta entità, è tutto da chiarire". "Le indagini dei pm romani e della Guardia di Finanza - spiega Il Fatto - puntano a ricostruire l'origine dei soldi che la famiglia Caroccia ha investito nel suo 50% della società cui fa riferimento il ristorante "Bisteccheria d'Italia", nel quartiere Colli Albani di Roma, dove Delmastro è stato almeno una volta a cena, anche in presenza del ristoratore condannato per mafia". "Ci sono indagini in corso. Penso che le indagini accerteranno se vi è stata una eventuale partecipazione". Così oggi l'ex magistrato e presidente del senato Pietro Grasso ha risposto, a Torino, a una domanda di giornalisti sul caso Delmastro. Nel capoluogo piemontese Grasso ha partecipato all'iniziativa di Libera contro le mafie. L’ultimo in ordine di tempo ad essere finito nel mirino della magistratura è il sottosegretario alla Giustizia in quota Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove. Delmastro è stato rinviato a giudizio dal Gup di Roma nell’ambito del caso Cospito, anche se il pm aveva chiesto il non luogo a procedere: al politico si contesta l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio per avere raccontato dei colloqui in carcere fra l’anarchico Alfredo Cospito e alcuni camorristi  al suo allora coinquilino, nonché amico e collega di partito Giovanni Donzelli. Donzelli chiese conto del fatto nel corso di un intervento in Aula. Compito è uno degli esponenti di spicco del Fai (Federazione anarchica informale). È stato condannato per la gambizzazione del dirigente di Ansaldo Nucelare Roberto Adinolfi e per i due ordigni piazzati all’ingresso della Scuola allievi carabinieri di Fossano. Cospito ha messo in atto un lungo e drastico sciopero della fame contro il 41bis. Alcune intercettazioni hanno registrato la volontà di alcuni malavitosi di sostenere la protesta di Cospito. La ministra del Turismo Santanchè  per la gestione del gruppo Visibilia da lei fondato e del quale ha detenuto cariche fino al febbraio 2022. Santanchè e altri sono chiamati a rispondere di false comunicazioni sociali. Decaduta invece l’accusa di bancarotta. La procura di Milano ha poi aperto altri filoni di inchiesta contro ignoti per altre vicende: c’è il caso della società Ki Group-Bioera per il quale i pm hanno chiesto il fallimento per “gravi omissioni in danno dei creditori”; c’è la presunta truffa ai danni dello Stato in relazione al ricorso, da parte di Visibilia Editore, della cassa integrazione a zero ore nel periodo del Covid per alcuni dipendenti; e c’è un filone che riguarda il caso Negma, fondo con base negli Emirati Arabi e alle British Virgin Islands.  Il Tribunale dei Ministri ha ricevuto gli atti relativi al procedimento che vede iscritti nel registro degli indagati la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e il Sottosegretario Alfredo Mantovano. A questo punto, il Tribunale avrà 90 giorni per compiere l’attività investigativa, che include l’esecuzione di indagini preliminari, l’audizione delle persone coinvolte e la possibilità di affidare deleghe agli investigatori per ulteriori accertamenti. Una volta concluse le indagini preliminari, il Tribunale potrà decidere se archiviare il caso, qualora non vi siano motivi per procedere, oppure trasmettere gli atti al procuratore della Repubblica con una relazione motivata, affinché richieda l’autorizzazione a procedere. Quest’ultima dovrà essere chiesta alla Camera di appartenenza degli inquisiti. Nonostante alcuni dei coinvolti non siano membri del Parlamento, la Camera competente, sulla base dell’istruttoria condotta dall’apposita giunta, avrà il compito di valutare se l’inquisito abbia agito per la tutela di un interesse costituzionalmente rilevante o per un preminente interesse pubblico. Se l’autorizzazione a procedere viene concessa, il processo si svolgerà nel tribunale ordinario del distretto di corte d’appello competente per territorio. È importante sottolineare che il Tribunale dei Ministri non avrà più competenza sul caso, poiché i suoi membri non potranno partecipare alle fasi successive del procedimento. Il Tribunale dei Ministri è una sezione specializzata del tribunale ordinario, incaricata di trattare i reati commessi dal Presidente del Consiglio e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni. In base all’articolo 96 della Costituzione, i membri del governo sono sottoposti alla giurisdizione ordinaria per i reati commessi durante l’esercizio delle loro funzioni, ma solo previa autorizzazione delle Camere, come stabilito dalla legge costituzionale. La vicenda potrebbe quindi evolversi con tempi che dipenderanno dalle decisioni del Tribunale dei Ministri e dalle eventuali autorizzazioni parlamentari, con i politici coinvolti che potrebbero trovarsi di fronte a un lungo percorso giuridico. Voto no perché tutto questo non venga cancellato. 

Eliminato Gholamreza Soleimani

[Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo, ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare. M. Foucault] “L’aeronautica Militare israeliana, agendo sulla base delle informazioni di intelligence, ha preso di mira ed eliminato Gholamreza Soleimani, che da sei anni operava come comandante dell'unità Basij, le forze che fanno parte dell'apparato armato del regime iraniano". Lo comunica l'Idf aggiungendo che durante le proteste interne in Iran, in particolare nei periodi più recenti in cui le manifestazioni si sono intensificate, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione.  I profili di X e Telegram di Ali Larijani, segretario del consiglio di sicurezza dell'Iran, hanno pubblicato una nota scritta a lui attribuito dopo che Israele aveva dichiarato di averlo colpito e ucciso in un raid notturno su Teheran. Il messaggio di Larijani, ritenuto il funzionario più influente della Repubblica islamica, riguarda la cerimonia funebre per dei soldati della Marina iraniana. "Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell'Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate", si legge nel testo.
   


Milei non ricorda

[La morte non va temuta perchè quando ci siamo noi non c'é lei e quando c'é lei non ci siamo noi . Epicuro ] Il 24 marzo ricorreranno in Argentina i 50 anni dall'inizio della più feroce dittatura mai instauratasi in America Latina. Per migliaia di argentini sarà l'occasione per ribadire come ogni anno con forza dalla Plaza de Mayo il celebre 'Nunca Más' (Mai Più) al terrorismo di Stato. Ma anche quest'anno - come avviene ormai dal 2024 con l'insediamento del presidente ultraliberista Javier Milei - lo faranno da soli, senza l'accompagnamento istituzionale del governo nazionale. La Casa Rosada non ha comunicato nella sua agenda nessuna attività ufficiale legata alla commemorazione, mentre si apprende off the record che, anche in questa occasione come negli ultimi due anni, verrà diffuso sui social un filmato istituzionale in cui si affermerà la necessità di recuperare una 'memoria completa' dei fatti occorsi tra il 1976 e il 1983 che includa anche i crimini commessi dalle guerriglie. L'interpretazione storica di quegli anni è sempre rimasta un terreno di disputa politica anche con il ritorno della democrazia ma il fatto inedito, con l'arrivo di Milei, è che tale disputa venga promossa adesso dallo Stato. E la battaglia ideologica del governo contro la memoria dei crimini della dittatura, denunciano le organizzazioni per i diritti umani, è stata portata negli ultimi due anni anche sul fronte della spesa pubblica. Sotto i colpi della motosega di Milei sono finite istituzioni considerate indispensabili come la Banca nazionale di dati genetici e l'Unità speciale di investigazione sui crimini della dittatura della Procura della Repubblica, così come lo Spazio per la Memoria dell'Esma, il più emblematico centro di detenzione e tortura della dittatura, dichiarato dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità'. Eppure un recente sondaggio condotto dall'osservatorio Pulsar dell'Università di Buenos Aires (Uba) e dalla ong per i diritti umani Centro de Estudios Legales y Sociales (Cels) rivela che il 71% degli argentini mantiene ancora oggi una "immagine negativa del governo militare" e che "la memoria della repressione è ancora viva". Le cifre ufficiali che testimoniano le dimensioni e la ferocia con cui si è abbattuto sull'Argentina il terrorismo di Stato sono d'altra parte ancora ampiamente incomplete. In tutto il territorio nazionale sono oltre 800 i centri di detenzione clandestini identificati ma i corpi delle vittime recuperati negli ultimi 50 anni sono solo 1.400 e le ultime 12 vittime sono state identificate solo una settimana fa grazie agli scavi avviati nel centro di detenzione clandestino La Perla, a Córdoba, dove si stima siano passati oltre 2.400 detenuti. Nei centri di detenzione clandestini sono stati dati alla luce oltre 400 neonati, dati in adozione illegalmente dai militari. Di questi, ad oggi, solo 140 sono stati identificati e 'restituiti' alle loro famiglie grazie alla ricerca instancabile delle Abuelas di Plaza de Mayo e alla creazione della Banca Nazionale di Dati Genetici. In tale contesto di polarizzazione l'importanza della memoria è stata rivendicata d'altra parte anche dalla Chiesa. Un documento ufficiale della Conferenza Episcopale pubblicato in vista del 24 marzo ribadisce il "Mai più (Nunca más) alla violenza della dittatura" avvertendo inoltre su una "crescente tendenza all'autoritarismo" nel Paese e denunciando "il predominio di una ideologia della sopravvivenza del più forte sul più debole". Il presidente argentino Javier Milei è a Budapest per partecipare a Cpac 2026, l'annuale conferenza di azione politica dei conservatori. Prima del suo intervento in chiusura dell'evento, ha incontrato il primo ministro ungherese Viktor Orbán, al quale ha anticipato il tema centrale del suo discorso. "Menzionerò la sua corretta visione sui temi migratori", ha rivelato Milei, spiegando che "quando l'immigrazione non si adatta culturalmente al luogo in cui va, smette di essere immigrazione per trasformarsi in invasione". Da parte sua, Orbán ha ringraziato per l'incontro: "È la prima volta nella storia delle nostre nazioni che un presidente argentino visita l'Ungheria. Siamo molto felici, avviene in un momento molto importante".     Nel corso della fitta giornata, il capo di Stato sudamericano ha visto anche l'omologo Tamás Sulyok e riceverà un titolo accademico onorifico per i suoi "contributi significativi alla società e alla politica". Si tratta del terzo fine settimana consecutivo all'estero per il presidente. 

   


Help Cuba

[Libertà va cercando, ch' é si cara come sa chi per lei vita rifiuta. Dante] I dipendenti delle compagnie aeree hanno scaricato attrezzature mediche e altri aiuti di emergenza all’aeroporto Internazionale di Miami in vista della partenza alla volta di Cuba del convoglio “Nuestra América”, che trasporterà quasi tre tonnellate di medicinali e forniture mediche. I volontari e le ong coinvolte affermano che la spedizione mira ad alleviare la carenza di beni sull’isola. Ma non tutti sono d’accordo: i critici sostengono che gli aiuti rischiano di essere accaparrati dal governo cubano. “Porteremo dei rifornimenti, un sacco di materiale medico e cibo, oltre ad attrezzature a energia solare, perché non ricevono più benzina, quindi sono senza elettricità e sono allo stremo”, spiega Megan Russell, volontaria dell’Ong Codepink. Phil Ehr, un veterano della US Navy in pensione obietta: “Mi oppongo a questa gente che dice “Oh, daremo aiuti al popolo cubano perché sta soffrendo”, o benzina, o tutte queste cose umanitarie. Il governo cubano ha già ricevuto aiuti umanitari dal governo degli Stati Uniti in occasione dell’ultimo uragano. Come faranno a farli arrivare davvero alla popolazione? No, se ne approprierà (il regime) e questo non farà che perpetuare la brutalità del regime. “Trump e Rubio hanno messo in atto il più spietato strangolamento di Cuba, negandole le forniture di petrolio dal Venezuela e dal Messico. Si tratta di una violazione del diritto internazionale”, afferma Mark Friedman, membro del comitato Hands off Cuba (“Giù le mani da Cuba”). E a chi fa presente i rischi di accaparramento del governo dell’Avana, risponde: “Non faccio alcuna distinzione tra il governo cubano e il popolo cubano: la democrazia lì è ampiamente diffusa a tutti i livelli”.Si moltiplicano gli sforzi di numerosi gruppi internazionali di attivisti per inviare aiuti umanitari all’isola di Cuba, che subisce gli effetti soffocanti dell’embargo petrolifero imposto dall’amministrazione Usa di Donald Trump. Nelle immagini, un’imbarcazione che trasporta aiuti umanitari salpa dal Messico alla volta di Cuba. Il convoglio, organizzato da attivisti di sinistra provenienti da vari paesi delle Americhe e dell’Europa, è partito da Puerto Progreso, nello stato dello Yucatan. Una petroliera russa soggetta a sanzioni sta trasportando oltre 700.000 barili di petrolio a Cuba, in un momento delicatissimo per l'isola caraibica colpita da continui blackout a causa del blocco economico imposto dagli Stati Uniti. Lo riportano alcuni tracker marittimi. La Anatoly Kolodkin ha caricato 730.000 barili di greggio nel porto russo di Primorsk l'8 marzo e mercoledì alle 16:00 GMT si trovava nell'Atlantico orientale, diretta a Cuba, secondo la società di analisi marittima Kpler. I suoi dati mostrano che la nave battente bandiera russa, di proprietà della compagnia di navigazione statale russa Sovcomflot, dovrebbe scaricare al terminal petrolifero di Matanzas, nel nord dell'isola, intorno al 23 marzo. Un'altra petroliera, la Sea Horse, battente bandiera di Hong Kong, ha caricato quasi 200.000 barili di gasolio alla fine di gennaio al largo di Cipro, provenienti da un'altra petroliera, sempre secondo i dati di Kpler. 

sabato 21 marzo 2026

Un biondino alla casa bianca

[Per tutta la vita non ho mai saputo se esistevo veramente, ma esisto. E le persone iniziano a notarlo. Joker] Dal biondo al platino passando per una fase rosa: adesso però, stando al magazine New York, Donald Trump avrebbe smesso di tingersi i capelli. "È l'unica concessione all'età", ha detto una fonte della Casa Bianca al giornalista del settimanale che ha fatto il check up al presidente intervistandolo sul tema della sua salute.    Trump, 80 anni il 14 luglio, è notoriamente ipocondriaco: non deve dunque aver gradito molto l'affondo della rivista che ha titolato il lungo profilo 'The Superhuman President'. "Se scriverete una storia cattiva sulla mia salute vi faccio il culo a suon di cause", è stata la minaccia di Trump all'intervistatore alla presenza di due dei medici che lo seguono.     "Sono in perfetta salute" e "mi sento lo stesso di 40 anni fa", ha proclamato il tycoon anche se, dietro le quinte, altri collaboratori hanno ammesso segni di declino: l'udito ad esempio, visto che chiede spesso agli interlocutori di parlare a voce più alta, anche se a detta di tutti lui stesso "non è consapevole che è diventato più sordo".     Nulla di grave comunque, e nulla che confermi gossip di problemi cardiaci, circolatori o mentali circolati negli ultimi mesi (i lividi alla mano attribuiti alle strette di mano e alla maxi aspirina, le caviglie gonfie, i sonnellini durante le riunioni di governo), anche se il magazine ha messo agli atti un indizio problematico.     Parlando del padre Fred, morto a 93 anni ma afflitto da Alzheimer negli ultimi anni di vita, a Trump è venuto un vuoto: "Aveva un problema. A una certa età, tipo 86, 87...ha cominciato ad avere, come si chiama quella cosa?". Il New York scrive che a quel punto il presidente si è indicato la testa, girandosi verso la portavoce Karoline Leavitt per farsi suggerire il termine.     "Alzheimer", ha risposto lei.     "Tipo una roba da Alzheimer", ha annuito Trump. "Io non ce l'ho, almeno credo. Non ci penso proprio. Sapete perché? Perché qualunque cosa sia, il mio atteggiamento è: chissenefrega".     Trump ha attribuito la sua salute alla genetica: "Geneticamente, sto alla grande. Mia madre e la sua famiglia hanno vissuto a lungo, ben oltre i 90. Niente malattie di cuore in famiglia. Ho un amico la cui madre è morta a 49 anni e il padre a 50, tutti e due di infarto. Lui adesso ha 60 anni. Io gli ho detto: 'Sei fottuto'. Ora sta attentissimo a tutto quello che mangia. Ma contro la genetica non puoi farci niente". A marzo 2026, la salute di Donald Trump è oggetto di attenzione pubblica e dibattiti. Sebbene rapporti medici ufficiali a fine 2025 abbiano definito eccellente la sua salute cardiovascolare, sono emerse notizie su una lieve insufficienza venosa cronica  alle gambe e altri lievi inestetismi fisici, che hanno alimentato speculazioni sulla sua forma fisica. Gonfiore alle gambe, crampi, pesantezza e formicolii agli arti inferiori. Sono questi i sintomi più comuni dell’insufficienza venosa cronica: una condizione legata a una possibile alterazione delle vene, in cui il sangue non riesce a tornare al cuore, ristagnando nel sistema venoso delle gambe. E le gambe gonfie di Donald Trump non sono passate inosservate ai fotografi che lo hanno ritratto seduto sul palco della Casa Bianca nel corso delle comunicazioni ufficiali con le caviglie leggermente scoperte. La portavoce del presidente statunitense, dopo che le immagini sono diventati virali, non ha potuto fare altro che dare spiegazioni, leggendo la lettera del medico del presidente per rispondere ai crescenti interrogativi sulla salute di Trump. Karoline Leavitt ha riferito che si tratta proprio di "un'insufficienza venosa cronica, una patologia benigna e una condizione comune, in particolare nelle persone di età superiore ai 70 anni".  I report di fine 2025 non hanno riscontrato anomalie al cuore o ai vasi sanguigni, definendo il sistema cardiovascolare in ottima salute.  A luglio 2025, è stata diagnosticata un'insufficienza venosa cronica alle gambe, descritta come una condizione comune per l'età.  Nel gennaio 2026, la comparsa di un livido sulla mano ha generato speculazioni, che Trump ha attribuito all'uso di aspirina e a un piccolo urto. Sono stati notati anche segni sul collo nel marzo 2026. È in corso un dibattito politico e mediatico sulle sue capacità, con osservazioni su comportamenti inusuali durante incontri. Trump ha definito le voci sulla sua cattiva salute come "fake news".


Epstein&Clinton

[I invest in people — be it politics or science. It's what I do. … If you were a boxer at the downtown gymnasium at 14th Street and Mike Tyson walked in, your face would have the same look as these foreign leaders had when Clinton entered the room. He is the world's greatest politician. Questa citazione, attribuita a Jeffrey Epstein in un profilo del New York Magazine del 2002, descrive l'ammirazione di Epstein per le capacità politiche di Bill Clinton, paragonando l'effetto che Clinton aveva sui leader mondiali a quello di Mike Tyson che entra in una palestra di pugilato.]  Virginia Giuffre, la vittima del defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein e la grande accusatrice dell'ex principe Andrea, morta suicida lo scorso aprile, non ha rivelato tutti i nomi nel suo libro di memorie, 'Nobody's Girl' pubblicato in Italia da Bompiani, "per tutelare i suoi figli" dopo la serie di minacce, anche di morte, ricevute in passato. Lo ha rivelato la coautrice del volume, la giornalista americana Amy Wallace, parlando con i media. "Conosco quei nomi, ma rispetto la decisione di Virginia di non scriverli, perché i suoi figli sono ancora vivi", ha detto Wallace, che così non conferma e non smentisce l'interpretazione dei media secondo cui il riferimento agli abusi pesantissimi subiti da Giuffre, per mano di un "noto primo ministro" strettamente legato a Epstein, riguarda l'ex premier israeliano e comandante militare pluridecorato, Ehud Barak.    La ghostwriter ha poi dichiarato che l'ex principe Andrea, caduto definitamente in disgrazia presso la famiglia reale britannica dopo le ultime rivelazioni sul suo legame a doppio filo con Epstein e sugli incontri sessuali con Giuffre quando lei aveva 17 anni, dovrebbe "assolutamente" testimoniare negli Usa di fronte al comitato del Congresso impegnato a investigare sui file dello scandalo. Per Wallace, il fratello di re Carlo, che nel 2022 aveva concluso con Giuffre una transazione extragiudiziale multimilionaria per evitare un processo civile di risarcimento, potrebbe anche non parlare del suo coinvolgimento diretto, ma almeno riferire quanto visto. L'Fbi ha ricevuto una segnalazione nell'ottobre del 2020 su un "party per prostitute" svoltosi a Mar-a-Lago". È quanto emerge dagli documenti pubblicati su Jeffrey Epstein, secondo quanto riportato dalla Cbs. Una donna - non identificata - avrebbe segnalato agli agenti di avere informazioni su una festa in onore del finanziere nel 2000 alla quale era stata portata da una certa Ghislaine Lisa Villenueve. Successivamente Donald Trump avrebbe invitato tutti nella sua residenza di Mar-a-Lago. La donna avrebbe voluto andarci, ma le fu spiegato "che non era quel tipo di festa che credeva, era una festa per prostitute". La fonte ha poi detto all'Fbi di non aver più parlato con Villenueve dal 2002. E non è chiaro se l'Fbi abbia ritenuto la segnalazione attendibile o abbia svolto ulteriori indagini. Nessuno con il nome di Villenueve sembra essere stato collegato a Epstein. Donald Trump "non mi ha mai detto nulla che mi facesse pensare che sia coinvolto nel caso" Jeffrey Epstein. Lo ha detto Bill Clinton nella sua testimonianza alla commissione di vigilanza della Camera secondo quanto riportato dal presidente James Comer. Quanto alla necessità di interrogare il tycoon: "Sta a voi decidere", ha risposto l'ex presidente. Bill Clinton ha dichiarato alla Commissione di vigilanza della Camera di non conoscere né di aver avuto rapporti sessuali con la donna con la quale è stato fotografato in una jacuzzi in una delle immagini pubblicate dal dipartimento di Giustizia nell'ambito del caso su Jeffrey Epstein. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Bill Clinton ha testimoniato che Donald Trump gli ha parlato, all'inizio degli anni 2000 durante un torneo di golf, di aver avuto un litigio con Jeffrey Epstein per un affare immobiliare. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn. Secondo i documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Jeffrey Epstein tentò di acquistare un palazzo multimilionario in Marocco fino al giorno prima del suo arresto nel 2019. Lo riferisce la Bbc. Fin dal 2011 Epstein aveva cercato di acquisire il famoso palazzo di Marrakech 'Bin Ennakhil', che significa letteralmente "nel cuore del palmeto", ma le controversie con il venditore sul prezzo e sulle modalità di acquisto si trascinarono per anni.  Il grandioso palazzo, descritto come un capolavoro architettonico, fu costruito da 1.300 artigiani e impreziosito da intagli e mosaici elaborati. Il 5 luglio 2019, il giorno prima del suo arresto, Epstein firmò un bonifico bancario da 14,95 milioni di dollari, in seguito a un accordo per l'acquisto della società offshore proprietaria dell'immobile per 18 milioni di euro. Secondo i documenti pubblicati, il bonifico fu l'ultima importante transazione finanziaria di Epstein prima del suo arresto negli Usa. Tre giorni dopo l'arresto, il contabile di Epstein, Richard Kahn, annullò il bonifico e l'acquisto non fu mai completato.  Il Marocco non ha un trattato di estradizione con gli Stati Uniti e i media locali hanno ipotizzato che l'interesse di Epstein nell'acquisto del palazzo potesse essere motivato dall'idea di ritirarsi nel Paese nordafricano per evitare l'arresto, qualora fossero state mosse nuove accuse contro di lui.Al contrario, un ex collaboratore del finanziere pedofilo ha affermato che la transazione dimostrava che Epstein "non aveva idea" del suo imminente arresto e che pensava invece "a un potenziale santuario dove potrebbe ancora vivere come un re". I file pubblicati, conclude la Bbc, non contengono alcun riferimento al fatto che Epstein abbia parlato del Marocco come di un possibile rifugio dalle autorità statunitensi. Il presidente del World Economic Forum Borge Brende ha annunciato le sue dimissioni in seguito alla pubblicazione di informazioni sui suoi legami con il finanziere Jeffrey Epstein, ha riportato oggi Reuters. Il presidente del World Economic Forum Brende ha annunciato  le sue dimissioni, ha riferito l’agenzia di stampa. Il deputato americano Robert Garcia, principale esponente democratico della commissione a maggioranza repubblicana che ha interrogato l’ex presidente Bill Clinton e sua moglie, l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton, in merito agli Epstein files, ha accusato la Casa Bianca di avere insabbiato le rivelazioni sul presidente Donald Trump contenute nei documenti del finanziere pedofilo. “Facciamo sì che il presidente Trump si presenti alla nostra commissione per rispondere alle domande che in tutto il Paese vengono poste dalle vittime”, ha chiesto Garcia. “Il dipartimento di Giustizia continua a guidare l’insabbiamento della Casa Bianca e continueremo a chiedere, anche nei prossimi giorni, che i documenti rimanenti che non sono stati resi pubblici vengano resi pubblici. Tra questi, anche i nuovi documenti scoperti negli ultimi due giorni su una sopravvissuta che ha mosso gravi accuse e denunce non solo contro Jeffrey Epstein, ma anche contro il Presidente Trump, e sugli abusi subiti quando era minorenne”, ha denunciato Garcia. 


Cuffaro + 8

[I invest in people — be it politics or science. It's what I do. … If you were a boxer at the downtown gymnasium at 14th Street and Mike Tyson walked in, your face would have the same look as these foreign leaders had when Clinton entered the room. He is the world's greatest politician. Questa citazione, attribuita a Jeffrey Epstein in un profilo del New York Magazine del 2002, descrive l'ammirazione di Epstein per le capacità politiche di Bill Clinton, paragonando l'effetto che Clinton aveva sui leader mondiali a quello di Mike Tyson che entra in una palestra di pugilato. ] La Procura di Palermo ha chiuso l'indagine sull'illecita gestione degli appalti e delle nomine nella sanità regionale. I pm hanno notificato 9 avvisi di conclusione dell'inchiesta, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio: tra i destinatari del provvedimento l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, ai domiciliari con le accuse di corruzione e traffico di influenze. L'atto è stato notificato anche all'ex manager dell'ospedale Villa Sofia Roberto Colletti, al faccendiere Ferdinando Aiello, a Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente ex rappresentante legale e funzionario commerciale della Dussmann Service, alla Dussmann srl, all'ex direttore del Trauma center Antonio Iacono, all'imprenditore Sergio Mazzola e a Vito Raso, ex segretario particolare di Cuffaro. In corso di valutazione la posizione del deputato Saverio Romano, "per cui si procede separatamente", scrivono i pm nell'avviso di chiusura indagine, dopo il no della Camera all'autorizzazione al sequestro della corrispondenza. Nell'inchiesta sono rimasti due dei tre episodi contestati: la "gara ausiliariato" bandita dall'Asp di Siracusa, truccata secondo i pm, e il concorso pubblico, pilotato per l'accusa, a 15 posti a tempo indeterminato per operatore socio sanitario all'azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Esce dall'indagine al momento, e probabilmente si arriverà a una richiesta di archiviazione, la vicenda della presunta mazzetta che, secondo le prime ricostruzioni, attraverso Cuffaro e il deputato Dc Carmelo Pace, l'imprenditore Alessandro Vetro avrebbe fatto avere al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Sicilia Giovanni Tomasino. Il deputato Saverio Romano, coordinatore di Noi Moderati, intervenne per aiutare l'amico imprenditore Sergio Mazzola nella vicenda dell'appalto per il servizio di ausiliariato bandito dalla Asp di Siracusa, aggiudicato alla società Dussmann srl e poi finito sotto inchiesta. Il ruolo di mediazione svolto dal parlamentare, indagato dai pm di Palermo che ne avevano chiesto l'arresto (il gip aveva respinto l'istanza), è stato ribadito dal tribunale del Riesame che, accogliendo il ricorso della Procura, ha disposto per Mazzola la misura del divieto temporaneo di esercitare l'attività di impresa. Sia Romano che l'imprenditore erano accusati di corruzione, reato riqualificato dal gip in traffico di influenze.    La gara rientra in una più ampia indagine su nomine di manager e gestione di appalti nella sanità siciliana che, a novembre, ha coinvolto tra gli altri anche Totò Cuffaro e il manager della Asp siracusana Alessandro Caltagirone. Secondo la Procura, il direttore generale dell'azienda, la cui nomina era stata sponsorizzata da Cuffaro, con l'intermediazione di Saverio Romano, avrebbero fatto vincere la gara alla società ottenendo, in cambio, il miglioramento delle condizioni contrattuali di due dipendenti segnalati da Cuffaro, la promessa di subappalti concessi dalla Dussmann a ditte "amiche" e un incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori per cui la stessa azienda si sarebbe rivolta alla Euroservice Srl di Sergio Mazzola.    Nell'ordinanza i giudici del Riesame citano due incontri uno a casa di Romano, l'altro a Montecitorio in cui il parlamentare avrebbe affrontato, con rappresentanti della società, la vicenda dell'appalto. "La reale natura degli incontri con Romano - dice il Riesame - emerge, in modo inequivocabile, dalla conversazione in cui Marchese e Marco Dammone (legale rappresentante della società ndr), prima di entrare a casa di Cuffaro, affermavano espressamente, a proposito della gara che si erano appena aggiudicati, che Mazzola 'aveva fatto loro un favore' e, segnatamente, che 'gli aveva dato una mano, viste le sue buone relazioni, per "portare a casa la cosa". "È del tutto chiara la correlazione tra l'intervento di Saverio Romano - spiegano - e l'utilità prospettata a Mazzola, dovendosi condividere l'assunto del pubblico ministero secondo cui i rappresentanti della Dussmann si sono mossi contemporaneamente su due fronti per Caltagirone, beneficiando della mediazione non solo di Cuffaro, ma anche di Romano, da valorizzare in quanto legato personalmente al direttore generale".