martedì 14 aprile 2026

Le Constellation 8 indagati

[Completamente buoni e cattivi si è solo nei film Hollywood. Eshkol Nevo] La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques Moretti e la moglie Jessica nell'ambito del procedimento legato all'incendio del 31 dicembre a Crans Montana nel locale Le Constellation. Nei loro confronti i pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, è stato interrogato dalla procura vallesana in relazione al tragico incendio di Capodanno nel discobar “Le Constellation”. Si tratta dell’ottavo dei nove indagati ascoltati in questo caso. “Questa audizione significa che ci sono voluti tre mesi e dieci giorni perché il sindaco fosse ascoltato in qualità di indagato, nonostante avesse ammesso già il 6 gennaio gravi mancanze”, ha dichiarato a Keystone-ATS Sébastien Fanti, avvocato vallesano che rappresenta diverse vittime. “Per le famiglie, la parola che viene in mente è ‘finalmente’”. Nicolas Féraud è arrivato a Sion. Ad attendere l’arrivo del politico del PLR, che era accompagnato dal suo avvocato Christian Delaloye, c’era una folla di giornalisti, fotografi e cameraman. Féraud ha scelto di entrare da una delle numerose porte laterali che conducono all’aula. Assieme agli altri otto indagati, tra cui figurano i proprietari del bar, il sindaco di Crans-Montana è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.  All’audizione, considerata uno dei momenti decisivi delle indagini, hanno partecipato oltre alla procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey, titolare del fascicolo, anche una settantina di avvocati delle parti civili. “Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l’aveva detto prima della tragedia”, ha dichiarato Féraud durante l’interrogatorio, riporta l’agenzia ANSA. “Eravamo convinti che tutto funzionasse bene, siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone”, ha aggiunto il primo cittadino cui la procura ha disposto il sequestro del telefonino. Anche dei funzionari cantonali, secondo RTS, potrebbero essere incriminati. Secondo diverse testate giornalistiche, un parente di una delle vittime ha sporto denuncia penale contro tre funzionari statali per negligenza nell’adempimento del loro dovere di diligenza. “La sicurezza antincendio è responsabilità del comune. Tuttavia, la sicurezza di alto livello è responsabilità del cantone. Pertanto, dobbiamo valutare in che misura anche il cantone sia coinvolto”, spiega Véronique Fontana, avvocata iscritta all’albo di Losanna e specializzata in diritto penale, ospite del programma Forum. La giustizia francese ha rifiutato di eseguire una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale dalla Svizzera che chiedeva il sequestro dei beni dei proprietari del bar “Le Constellation” a Crans-Montana. La decisione, riferisce l’AFP, si basa sul fatto che i beni immobiliari in questione non sono direttamente collegati all’infrazione. Il giudice istruttore del tribunale di Grasse (Alpi Marittime) ha rifiutato “l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria proveniente dalle autorità giudiziarie svizzere, datata 14 gennaio 2026 e riguardante Jacques Moretti e Jessica Maric coniugata Moretti”. L’ordinanza di rifiuto, datata 27 febbraio, precisa che le richieste di assistenza giudiziaria internazionale relative a beni non direttamente o indirettamente collegati all’infrazione non sono possibili in Francia su richiesta di autorità straniere non appartenenti all’Unione europea, in assenza di una convenzione internazionale che lo preveda specificamente. Le autorità giudiziarie svizzere avevano richiesto il sequestro di due proprietà immobiliari situate a Cannes (Alpi Marittime) e a Sari-Solenzara (Corsica), nonché il sequestro dei saldi dei conti bancari aperti in vari istituti bancari e di un’assicurazione sulla vita appartenenti a Jessica e Jacques Moretti. Il giudice ha concluso che il sequestro previsto riguarderebbe beni non collegati alle infrazioni perseguite e che lo scopo dei sequestri sarebbe quello di garantire il pagamento delle spese procedurali, delle sanzioni pecuniarie, delle multe e degli indennizzi conformemente al diritto svizzero, su elementi del patrimonio delle persone perseguite che non sono stati né il prodotto, né l’oggetto, né lo strumento dei reati di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose. Per questi motivi, è stato ritenuto opportuno rifiutare l’esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria.Jacques Moretti, cittadino francese e comproprietario con la moglie Jessica del bar “Le Constellation”, è il principale indagato nell’inchiesta. Il 6 gennaio Féraud aveva rivelato che nel locale non era stato effettuato alcun controllo di sicurezza dal 2019. L’indagine mira a determinare le circostanze esatte dell’incendio, il rispetto delle normative da parte dei proprietari e l’eventuale responsabilità penale delle autorità locali. La tragedia di Capodanno a Crans-Montana ha causato 41 morti e 115 feriti, un terzo dei quali è ancora ricoverato in ospedale. Solo otto persone sono riuscite a uscire illese dal luogo dell’incidente, secondo l’indagine della polizia cantonale vallesana. L’intera sequenza degli eventi, dal momento in cui ha preso fuoco il materiale fonoassorbente in gommapiuma sul soffitto del seminterrato fino al fenomeno di propagazione istantanea delle fiamme, il cosiddetto “flashover”, è durata poco più di un minuto e mezzo.


Di chi è Le Constellation?

[Posso sopportare la loro censura, i loro pettegolezzi, persino la pietà. È la solitudine che porta con sé che non riesco a sopportare. Laura Shepherd-Robinson] Ma la vicenda tragica del bar di Crans-Montana c’entra davvero con il riciclaggio e con la mafia? Si chiede Roberto Saviano in una domanda esplosa sui social nei giorni immediatamente successivi all’incendio. Una domanda legittima, che oggi non ha ancora una risposta giudiziaria definitiva, ma che merita di essere presa sul serio.  Mentre le indagini si concentravano sulle responsabilità dirette dei gestori del bar Le Constellation, quell’interrogativo ha iniziato a circolare fuori dai verbali e prima delle aule di giustizia. Non nei comunicati ufficiali. Ma negli articoli di commento, nelle cronache di contesto, nelle ricostruzioni investigative. E soprattutto sui social network, dove le informazioni si mescolano ai sospetti e i sospetti diventano racconto.  La mafia corsa è l’unica criminalità organizzata europea, fuori dall’Italia, ad aver sviluppato un modello pienamente mafioso, anche se non codificato giuridicamente come il 416-bis. Ha storicamente investito in bar, ristoranti, discoteche, locali notturni, case da gioco. La Brise de Mer, nata a Bastia negli anni Settanta, prendeva il nome da un bar. Il Petit Bar, ad Ajaccio, ne è stato clan rivale e successore. I nomi dei locali diventavano i nomi delle organizzazioni. Quando oggi i giornali evocano la mafia corsa in relazione a bar, locali notturni, gestione familiare e denaro opaco, non formulano un’accusa diretta. Richiamano un precedente strutturale europeo storico. La zona grigia funziona così: non protegge apertamente, normalizza l’eccezione.  Chiedersi se dietro a Le Constellation ci sia “la mafia” è forse la domanda meno utile. La domanda giusta è un’altra: quante attività economiche in Europa crescono oggi senza che nessuno chieda davvero da dove arrivino i soldi e quale potere esercitino? La magistratura stabilirà le responsabilità penali. Ma le responsabilità politiche, economiche e culturali restano fuori dall’aula di tribunale. Crans-Montana non è solo il luogo di una tragedia. È il simbolo di un’Europa dove il denaro corre più veloce delle domande, dove il potere si esercita prima del reato, dove i controlli arrivano solo dopo i morti. Le vittime non chiedono vendetta. Chiedono qualcosa di più difficile: che la zona grigia venga illuminata prima del prossimo incendio.  Le ipotesi di reato nell'inchiesta aperta sulla strage di Crans-Montana sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Lo ha detto la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud in conferenza stampa a Sion, precisando che "tutte le piste sono aperte".    L'inchiesta si concentrerà in particolare su lavori svolti nel locale, sulle misure di sicurezza, i materiali impiegati, le misure di sicurezza e antincendio, il numero di persone presenti, il numero di persone autorizzate e le vie di evacuazione e d'accesso. I proprietari del bar Le Constellation, teatro del devastante incendio in Svizzera, sono una coppia di cittadini francesi. Secondo quanto riferito da una fonte vicina all’inchiesta al quotidiano francese Le Figaro, Jessica Moretti, presente nel locale al momento del rogo, è rimasta ustionata a un braccio, mentre il marito Jacques “sta bene”.Secondo quanto riportato da Bfm, Jacques Moretti non si trovava nel bar al momento dell’incendio notturno, ma in uno degli altri due locali di proprietà della coppia. I Moretti si sono trasferiti nell’Altopiano vallesano nei primi anni Duemila e nel 2015 hanno rilevato Le Constellation, che all’epoca risultava abbandonato. Lo riferisce Corse-Matin, secondo cui la coppia ha successivamente trasformato il locale in un punto di riferimento della vita notturna, particolarmente frequentato durante l’alta stagione turistica. L’esercizio poteva ospitare fino a 300 persone negli spazi interni e circa 40 in terrazza. Dal registro del commercio del cantone Vallese risulta inoltre che Jessica e Jacques Moretti sono anche titolari di altri due esercizi: Le Senso, bar-ristorante specializzato in hamburger nella località di Crans-Montana, e Le Vieux-Chalet, nel vicino villaggio di Lens, che si presenta come una “locanda corsa”. In questo contesto drammatico, un ruolo di primo piano è stato svolto da NexoBrid, un gel enzimatico di produzione israeliana sviluppato per il trattamento delle ustioni profonde. NexoBrid rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel campo della medicina d’urgenza. A differenza della chirurgia tradizionale, che prevede la rimozione meccanica dei tessuti necrotici con interventi spesso invasivi e sanguinanti, questo prodotto agisce in modo selettivo. Applicato direttamente sulla zona ustionata, scioglie l’escara, cioè lo strato di pelle morta, preservando quanto più possibile i tessuti sani sottostanti. L’effetto è rapido e mirato. Nel giro di poche ore, il gel consente di pulire la ferita senza sottoporre il paziente a interventi immediati molto traumatici. Questo approccio riduce il rischio di infezioni, limita la perdita di sangue e crea condizioni migliori per le successive fasi di cura, come gli innesti cutanei. Nei casi dei feriti provenienti da Crans-Montana, NexoBrid ha permesso ai medici di intervenire quasi subito, senza attendere i tempi lunghi che in passato erano spesso necessari prima di un’operazione. In Italia, alcuni giovani rimasti coinvolti nell’incendio sono stati trasferiti in centri altamente specializzati, dove il gel israeliano è stato utilizzato come parte integrante dei protocolli terapeutici. La collaborazione tra ospedali italiani ha consentito di reperire rapidamente le dosi necessarie e di avviare il trattamento già nelle prime ore dal ricovero. Questo aspetto è stato determinante, perché nelle grandi ustioni il fattore tempo incide in modo decisivo sulla sopravvivenza e sugli esiti a lungo termine. L’esperienza di Crans-Montana ha messo in evidenza non solo l’efficacia clinica di NexoBrid, ma anche il valore della cooperazione internazionale in ambito sanitario. Il prodotto nasce dalla ricerca biotecnologica israeliana ed è distribuito anche in Italia, dove diversi centri lo utilizzano da anni. La sua applicazione in un’emergenza di tale portata ha dimostrato come l’innovazione possa superare i confini nazionali e diventare uno strumento concreto di solidarietà. Per molti osservatori, questo episodio rappresenta un esempio tangibile di come il dialogo scientifico tra Israele ed Europa, e in particolare con l’Italia, possa tradursi in benefici reali per i pazienti. Dal punto di vista medico, i risultati ottenuti confermano che la rimozione enzimatica dell’escara segna un cambiamento profondo nell’approccio alle ustioni gravi. I pazienti trattati con NexoBrid presentano in genere un dolore più controllabile, un minor rischio di complicanze infettive e un percorso di recupero potenzialmente più rapido. Inoltre, la possibilità di preservare una maggiore quantità di pelle sana contribuisce a migliorare gli esiti estetici e funzionali, un fattore cruciale soprattutto nei pazienti giovani. L’incendio di Crans Montana ha riacceso anche il dibattito sulla necessità di piani di emergenza dedicati alle ustioni, eventi rari ma capaci di mettere in crisi qualsiasi sistema sanitario. In questo scenario, disporre di farmaci innovativi come NexoBrid e di personale formato al loro utilizzo può fare la differenza tra un intervento tempestivo ed efficace e una risposta insufficiente. L’episodio ha mostrato come le reti di centri specializzati, supportate da tecnologie mediche avanzate, siano una risorsa strategica da rafforzare.Oltre al dolore e al lutto, dalla tragedia emerge dunque anche un messaggio di speranza legato al progresso scientifico. NexoBrid, frutto della ricerca israeliana e integrato nella pratica clinica italiana, si è rivelato uno strumento prezioso per affrontare le conseguenze di uno dei più gravi incendi recenti. La storia dei feriti di Crans Montana racconta come, anche nei momenti più bui, l’innovazione medica e la collaborazione tra Paesi possano aprire nuove possibilità di cura e di recupero.


Bene l’economia israeliana

[Vissero infelici perché costava meno. E. Flaiano] Nel 2025, l’economia israeliana si mostra tra le più resilienti del Medio Oriente. Cresce nonostante un contesto geopolitico difficile e l’impatto diretto della guerra sulle finanze pubbliche e sulla fiducia nei mercati. Grazie a innovazione tecnologica, capacità industriale e adattamento strutturale, il paese mantiene un ritmo di crescita superiore alla media globale, con un prodotto interno lordo in aumento stimato intorno al 3 percento. Il conflitto ha inciso in modo significativo sulla spesa pubblica, in particolare sul bilancio della difesa e sulla gestione delle emergenze. Questo ha portato a un aumento del deficit e del debito statale. Tuttavia, questi costi hanno anche generato effetti economici indiretti. Hanno alimentato alcuni comparti industriali strategici e rafforzato la domanda interna in specifici settori altamente specializzati. Il settore tecnologico rimane il principale motore dell’economia israeliana. Nel 2025, rappresenta ancora una parte significativa del PIL e delle esportazioni, ribadendo il ruolo di Israele come centro globale dell’innovazione. Cybersecurity, intelligenza artificiale, software per aziende e soluzioni cloud vedono una crescita sostenuta, spinta dalla domanda internazionale e dalla necessità di sicurezza digitale. Le startup israeliane continuano ad attrarre capitali esteri, sebbene con maggiore attenzione rispetto agli anni precedenti, dalle solide basi commerciali e applicazioni industriali concrete. L’intelligenza artificiale si afferma come uno dei mercati in più rapida crescita. Le sue applicazioni vanno dalla difesa alla sanità, dalla finanza all’agricoltura avanzata, con un impatto diretto sulla produttività e sulla competitività globale. Questo rafforza la posizione di Israele come fornitore di tecnologie fondamentali per governi e grandi imprese. La difesa e la sicurezza sono un altro pilastro dell’economia nel 2025. L’aumento degli investimenti militari, sebbene pesi sul bilancio pubblico, stimola la produzione industriale e le esportazioni di sistemi avanzati. Droni, sistemi di sorveglianza, difesa missilistica e tecnologie dual use trovano un ampio mercato internazionale, soprattutto in un contesto globale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. Il settore energetico mostra segnali di crescita, sostenuto dalle risorse di gas naturale e dagli investimenti nelle energie rinnovabili. Israele cerca di rafforzare la sicurezza energetica interna e di consolidare il proprio ruolo come esportatore regionale, mentre accelera lo sviluppo di impianti solari e tecnologie per l’efficienza energetica. Questo aiuta a ridurre la dipendenza dall’estero e a creare nuove opportunità di esportazione tecnologica. Anche il fintech e i servizi finanziari continuano a crescere, grazie alla digitalizzazione dei pagamenti, alle soluzioni blockchain e all'integrazione con il settore tecnologico. Le banche e le piattaforme finanziarie israeliane investono in innovazione per migliorare l'accesso al credito e l'efficienza dei servizi, supportando imprese e consumatori in una fase di transizione economica. Il turismo è uno dei settori più colpiti dalla guerra. Nel 2025, i flussi internazionali sono inferiori ai livelli pre-crisi, con un impatto diretto su occupazione e spesa locale. Il rilancio del settore dipende in gran parte dalla stabilità geopolitica e da strategie promozionali mirate ai mercati più forti. In sintesi, l’economia israeliana nel 2025 mostra un forte potere di adattamento. I mercati in crescita, come tecnologia, difesa, energia e intelligenza artificiale, compensano le difficoltà dei settori più vulnerabili al conflitto. Se il contesto geopolitico dovesse stabilizzarsi, Israele potrebbe consolidare ulteriormente il suo ruolo come economia avanzata e innovativa a livello globale.


Street art a Rabat

[Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro. Papa Giovanni Paolo II] Dal 16 al 26 aprile Rabat torna ad essere capitale della street art con il Festival Jidar. In questa occasione, come da undici anni a questa parte, la capitale del Marocco si trasforma in un museo a cielo aperto, nel segno dei "Dialoghi Urbani" che puntano a integrare la street art, l'arte urbana, nel panorama culturale di Rabat, trasformando i muri in gigantesche tele a disposizione degli artisti. Il cuore storico del festival tornerà a battere con la creazione di 15 murales in tutta la città. Quest'anno, particolare attenzione è rivolta agli artisti marocchini, ma i creativi arrivano un po' da tutto il mondo e anche dall'Italia, con il contributo del torinese Vesod. Il pubblico potrà assistere alla nascita di opere di Marat Morik (Russia), Vesod (Italia), Nassim Azarzar (Francia/Marocco) e Iramo (Marocco) nel quartiere di Hassan. Il duo Ruído (Portogallo) e Keya Tama (Sudafrica) lascerà il segno su Yacoub El Mansour, mentre i quartieri di El Youssoufia e Agdal-Riad diventeranno il terreno di gioco per Marina Capdevila (Spagna), Guillem Font (Spagna), Jumu Monster (Perù/Cile), Azpeger (Ecuador), nonché per i talenti nazionali Rosh, Ritanosko, Mizmiz e RDS. Insieme, comporranno un murale monumentale e cosmopolita, radicato nel contesto sociale di ogni quartiere. Il Muro Collettivo, vero pilastro del festival, sarà un laboratorio per 12 giovani artisti e studenti d'arte, che saranno liberi di creare sotto l'occhio vigile di BAKR. Il festival promuove inoltre visite guidate e podcast per seguire da vicino tutti gli artisti e i protagonisti di questa vivace scena artistica. 

lunedì 13 aprile 2026

Fuga da Teheran?

[Sarà possibile riprendere un'esistenza normale per chi, sospeso tra due vite e due continenti, non ha più un posto dove stare e sentirsi a casa? António Lobo Antunes] Donald Trump afferma che l’Iran ha contattato la sua amministrazione e desidera concludere un accordo di pace, dopo che i colloqui maratona in Pakistan si sono conclusi nel fine settimana senza alcun accordo. “Posso dirvi che siamo stati contattati dall’altra parte. Vorrebbero concludere un accordo. Con grande, grande desiderio”, ha dichiara il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti fuori dallo Studio Ovale, dove ha ricevuto una consegna da McDonald’s. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che la campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran è riuscita ad "annientare" i programmi nucleari e missilistici balistici della Repubblica islamica.    "Siamo riusciti a schiacciare il programma nucleare e il programma missilistico", ha affermato Netanyahu in una dichiarazione televisiva, aggiungendo che la guerra contro Teheran ha anche indebolito la leadership iraniana e i suoi alleati regionali."Volevano strangolarci, e (ora) noi stiamo strangolando loro. Ci hanno minacciato di annientamento, e ora stanno lottando per la sopravvivenza". L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, hanno offerto agli Usa una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo. Dopo aver annunciato il blocco dei porti iraniani da domani, il Comando centrale americano ha precisato che il passaggio dello stretto di Hormuz sarà autorizzato alle navi da e per porti non iraniani. Khamenei trasporta oro in Russia su aerei: evacuano i familiari degli Ayatollah a Mosca. È probabile che il regime di dei Khamenei si stia preparando a lasciare il paese di fronte all'intensificazione delle proteste. Dalla fine di dicembre si è registrata un'attività insolitamente elevata di aerei da trasporto pesante Il-76TD tra Russia meridionale e Iran. La pubblicazione Air Cargo Week ha attirato l'attenzione su questo fatto. Secondo la fonte, tra il 27 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 lo stesso aereo ha volato ripetutamente da Mineralnye Vody a Teheran. Questi aeromobili hanno evitato accuratamente lo spazio aereo controllato dai paesi NATO. Il regime iraniano dovrebbe considerare attentamente le conseguenze delle sue azioni e non sottovalutare la determinazione degli Stati Uniti sotto la guida del presidente Trump". Tuttavia, recenti notizie indicano che ha progettato un "piano B" di fuga verso la capitale russa nel caso in cui il regime crollasse di fronte all'intensificazione delle proteste in Iran. Esistenza di un piano di fuga: i rapporti di intelligence condivisi con il Times all'inizio di gennaio 2026 indicano che Khamenei, prima di essere ucciso, stava pianificando di evacuare Teheran insieme a una cerchia ristretta di circa 20 persone, tra cui suo figlio e possibile successore Mojtaba. Motivi della possibile scelta di Mosca: gli analisti suggeriscono che la Russia sarebbe la sua unica destinazione sicura, citando il precedente dell'ex leader siriano Bashar al-Assad e l'affinità strategica di Khamenei con Vladimir Putin. La limitata visibilità pubblica di Khamenei dall'ultimo scontro militare con Israele ha alimentato versioni sul suo deterioramento fisico e mentale, aspetto ripreso in un profilo psicologico elaborato da un'agenzia di intelligence occidentale citato dal Times.


Pedro Sánchez in Cina

[I pavimenti conservano le impronte di chi vi ha camminato, l'aria conserva le loro voci, ciò che nelle stanze è avvenuto continua in qualche modo ad accadere. António Lobo Antunes] Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha invitato la Cina a svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzamento del sistema multilaterale, chiedendo a Pechino di contribuire al rispetto del diritto internazionale e alla fine dei conflitti, dall'Iran all'Ucraina, fino a Libano, Gaza e Cisgiordania. Intervenendo all'Università di Tsinghua, a Pechino, nel primo appuntamento ufficiale della sua visita, Sánchez ha sottolineato che senza la collaborazione delle grandi potenze, a partire dalla Cina, non è possibile costruire un ordine internazionale stabile ed equilibrato. "La Cina fa molto, e lo apprezziamo, ma può fare di più chiedendo il rispetto del diritto internazionale e la fine dei conflitti", ha affermato. Il premier ha collegato il tema anche al fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana, ribadendo che il diritto internazionale resta la base dell'ordine globale e che Europa e Cina possono svolgere un ruolo decisivo per garantirne il rispetto.  Sánchez ha quindi evidenziato il ruolo dell'Europa come attore centrale per stabilità, prosperità e pace, sostenendo che senza un'Europa unita non può esistere un ordine internazionale stabile, così come senza il contributo della Cina. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il peso crescente di Pechino, primo esportatore mondiale di beni e tra i principali attori nei servizi, evidenziandone il ruolo nella lotta al cambiamento climatico e nella riduzione della povertà. "La Cina è chiamata a svolgere un ruolo essenziale nel futuro del mondo", ha detto.  Secondo Sánchez, l'attuale fase globale non rappresenta un semplice trasferimento di egemonia, ma una moltiplicazione dei poli di potere e prosperità. Una visione multipolare che, ha aggiunto, la Spagna sostiene puntando su cooperazione e dialogo, anche con Paesi come Brasile, India, Sudafrica e Messico.  Perché questo equilibrio funzioni, ha aggiunto, servono relazioni commerciali più equilibrate e reciproche, oltre a un maggiore impegno delle grandi potenze nella gestione dei beni pubblici globali, dalla lotta al cambiamento climatico alla sicurezza. Ha infine invitato Pechino a non sottovalutare il peso dell'Unione europea, definita il più grande blocco commerciale al mondo e una delle principali economie globali. Aumenta la disoccupazione in Spagna. Alla fine del 3° trimestre 2025, il tasso di disoccupazione è salito al 10,4% rispetto al 10,3% del 2° trimestre. Le attese degli analisti erano per un tasso al 10,2%. Secondo l'Ufficio di Statistica iberico (INE) il numero dei senza lavoro sale di 60.100 unità, raggiungendo quota 2.613.200. Da rilevare inoltre che il numero di occupati cresce di 118.400 unità rispetto ai tre mesi precedenti attestandosi a 22,4 milioni. Aumentano i prezzi alla produzione in Spagna a settembre. Secondo l'ufficio statistico spagnolo INE, la variazione tendenziale si attesta a +0,3%, dopo il -1,5% di agosto. Su base mensile si registra un decremento dello 0,4%. L'indice depurato della componente energetica registra una variazione tendenziale pari a -0,1% dal +0,3% del mese precedente. La direzione di Junts, il partito del leader indipendentista catalano Carles Puigdemont, ha deciso all’unanimità di non sostenere in Parlamento il governo del premier socialista Pedro Sanchez; la decisione dovrà essere tuttavia ratificata dalla militanza del partito.  La revoca del sostegno tuttavia non implica un’alleanza con la destra e neanche una crisi di governo, almeno al momento; ma Junts – se la base darà il proprio assenso – passerà formalmente all’opposizione.(Alla base della decisione vi sono due fattori principali, uno di natura politica e uno più personale che riguarda lo stesso Puigdemont. Il primo è la pressione di Aliança Catalana, una formazione catalanista e populista di ultradestra che sta guadagnando terreno e che di fatto si nutre del voto conservatore che tradizionalmente costituisce l’elettorato di Junts; per questo Puigdemont ha virato a destra e insistito con il governo per una politica di maggior fermezza nei confronti degli immigrati, senza successo.  Il secondo è l’applicazione della legge di amnistia allo stesso Puigdemont, più volte rimandata e rimasta attualmente solo una promessa in attesa dell’esito delle valutazioni della Corte Costituzionale: Junts aveva chiesto al governo di accelerare i tempi ed approvare una “amnistia politica”, senza che Sanchez abbia però adottato alcuna iniziativa in tal senso. La Spagna ha annunciato la scorsa settimana che annullerà un accordo da 207 milioni di dollari per l'acquisto del sistema Litening 5 della Rafael Advanced Defense System. Si tratta del terzo importante contratto che il governo spagnolo ha rescisso con aziende israeliane del settore della difesa." La cosa divertente è che quando la Spagna annullerà questi ordini e lo considererà una “vittoria”, dovrà comunque pagare una penale enorme (come previsto dai contratti) e non otterrà nulla, mentre Israele potrà rivendere lo stesso prodotto, molto richiesto, ad altri paesi. Questo è il karma che la Spagna non aveva previsto: spararsi nelle belotas e dare un considerevole aiuto economico allo sforzo bellico israeliano, nello stesso tempo.


La moglie di Pedro …

[Nulla vale a elaborare il lutto perché nulla riporta indietro dalla abitudine alla morte. António Lobo Antunes] È proprio vero che dietro un grande uomo c’è sempre una donna, poi, ma solo dopo, la moglie. Il giudice istruttore Juan Carlos Peinado ha chiesto il rinvio a giudizio di Begona Gomez, moglie del presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, con l'accusa di un presunto reato di malversazione di fondi pubblici chiedendo che sia processata da una giuria popolare.In un'ordinanza citata dai media iberici, fra i quali l'agenzia Efe, il giudice ha convocato Begona Gomez e la sua assistente al Palazzo della Moncloa, Cristina Alvarez, per comunicare loro l'imputazione e formalizzare le accuse. Il presunto reato di malversazione riguarda la nomina della segretaria della moglie del premier.La segretaria sarebbe stata impiegata in funzioni non strettamente legate alle funzioni di protocollo, ma avrebbe coadiuvato Gomez in compiti di segreteria nella sua attività professionale all'Università Complutense di Madrid. Peinado al termine di un'istruttoria durata quasi un anno e mezzo, ha citato anche il delegato del governo, il prefetto di Madrid Francisco Martin. Il giudice Juan Carlos Peinado ha chiesto il rinvio a giudizio per Begona Gomez, la moglie del premier Pedro Sanchez, per traffico di influenze, corruzione, malversazioni e appropriazione indebita, accusandola di sfruttato la sua posizioni per avanzare la sua attività accademica, in particolare la posizione di direttrice di un master all'università Complutense di Madrid.  Si conclude così l'inchiesta avviata due anni fa dopo la denuncia da Manos Limpias, un'associazione vicina alla destra, e ampliata a seguito di altre denunce presentate dal partito di estrema destra Vox e dall'organizzazione ultra conservatrice Hazte Oir. Secondo quanto riporta El Pais, citando fonti della Moncloa, la reazione del governo è di "indignazione" a causa di alcune espressioni usate nell'ordinanza di Peinado. E inoltre si sottolinea che "non è una coincidenza" che il giudice programmi "la pubblicazione delle sue decisioni" in modo che coincida con i viaggi all'estero di Sanchez, che è in visita in Cina accompagnato dalla moglie. Secondo il ministro della Giustizia, Felix Bolanos, la decisione di Peinado "ha gettato discredito su molti cittadini, giudici e magistrati in Spagna". Parole che hanno spinto il Partito Popolare a chiedere le dimissioni del ministro per "l'attacco" contro il giudice da parte di un potere esecutivo che "oltrepassa quotidianamente il limite".