giovedì 2 luglio 2026

Cripto Donaldo

[Capisco che si muoia d’amore, perché certe volte è tanto forte che la vita non riesce a tenergli testa e va in pezzi. Romain Gary] Secondo quanto emerge da una nuova dichiarazione finanziaria obbligatoria per il 2025, il presidente Usa Donald Trump ha registrato nel suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca entrate per almeno 2,2 miliardi di dollari, grazie anche ai circa 1,4 miliardi provenienti dalle attività in criptovalute della sua famiglia, ma il presidente ha affermato di non gestire direttamente i suoi investimenti. “Ci sono fondi che gestiscono i miei soldi”, ha detto Trump rispondendo ai giornalisti sul tema. “Ho guadagnato molti soldi prima di diventare presidente, e loro investono i miei soldi, e io non parlo con loro. Non parlo mai con loro”. Il presidente Usa, riporta la Cnn, ha sostenuto che i suoi guadagni finanziari derivano in gran parte dall’aumento del mercato azionario e che questi profitti aiutano il Paese nel suo complesso. “Stiamo tutti traendo profitto”, ha detto Trump. “Io traggo profitto perché ho molti soldi e molta liquidità”.       

Egitto-Turchia con Hamas

[Qualcuno ha detto che sono l’Ernest Hemingway dei 140 caratteri. Donald Trump] Egitto e Turchia hanno unito i loro servizi di intelligence per promuovere una soluzione regionale globale, convocando un vertice di alto livello con i massimi leader di Hamas, svolto oggi al Cairo. Il vertice mirava a rimuovere gli ostacoli che impediscono l'attuazione del piano di pace statunitense, al quale tutte le parti hanno espresso "pieno sostegno" auspicandone la realizzazione in tempi rapidi. Il direttore del servizio di intelligence generale egiziano, Hassan Rashad e il suo omologo turco, Ibrahim Kalin, hanno avuto prima un incontro a due, affrontando i temi della stabilizzazione della Striscia di Gaza e della Libia. Entrambi hanno ribadito la "necessità cruciale" di intensificare le operazioni congiunte per garantire una pace internazionale duratura. All'incontro si sono poi uniti alcuni alti dirigenti di Hamas, tra cui Khaled Meshaal, Khalil al-Hayya e Mohammad Hassan, che hanno esplicitamente ribadito il proprio "pieno sostegno" alla roadmap di pace del presidente statunitense Donald Trump, impegnandosi a "rimuovere qualsiasi ostacolo residuo che impedisca il raggiungimento dell'accordo". A seguito del vertice, una delegazione negoziale ufficiale di Hamas è giunta al Cairo per riprendere i colloqui strutturati sulla seconda fase della roadmap. Fonti di sicurezza di alto livello hanno descritto l'atmosfera iniziale nella capitale come "estremamente positiva", sottolineando un "forte ottimismo" riguardo al completamento del piano di pace. 


Donaldo primo

[La Italia la era padronescamente polluta dallo spiritato: lo spiritato l’era imperialescamente grattato e tirato a pruriggine dal plauso d’un poppolo di quarantaquattro milioni di miliardi di animalini a cavattappo. Carlo Emilio Gadda] John Bolton, il consigliere per la sicurezza nazionale del primo mandato di Donald Trump, si è dichiarato colpevole in un caso riguardante la gestione di informazioni classificate per il quale rischia anni di carcere. Ad annunciare il mea culpa di Bolton è stato il procuratore federale per il distretto del Maryland, Kelly Hayes: “Questa mattina John Robert Bolton II si è dichiarato colpevole in tribunale federale di detenzione illecita di informazioni relative alla difesa nazionale. Secondo i termini dell’accordo di patteggiamento, il signor Bolton rischia una pena massima di cinque anni di reclusione, seguita da un periodo di libertà vigilata fino a tre anni. Dovrà inoltre pagare una multa di 2,25 milioni di dollari e perderà il diritto alla pensione ai sensi dell’Hiss Act”. Bolton si è dichiarato colpevole di un capo di accusa: aver condiviso tramite un’email personale, poi hackerata, oltre mille pagine di appunti riservati utilizzati per scrivere il suo libro di memorie.  Il 23 giugno è il giorno di "The Room Where It Happened", il libro di memorie dalla Casa Bianca dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, con rivelazioni bomba contro Donald Trump. Il giudice del distretto di Washington, Royce Lamberth, ha infatti respinto la richiesta di bloccarne l'uscita da parte del dipartimento di Giustizia secondo cui Bolton avrebbe rivelato "informazioni classificate". "Con centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo - molte nelle redazioni giornalistiche -, il danno è fatto. Non è possibile ripristinare lo status quo", ha rimarcato Lamberth.  Il libro dipinge un ritratto poco lusinghiero del processo decisionale in materia di politica estera del presidente Donald Trump durante il turbolento anno e mezzo che Bolton ha trascorso alla Casa Bianca e molte anticipazioni stanno sollevando un dibattito internazionale. Il governo di Seul per esempio ha bocciato come "inesatte" e "pericolose" le affermazioni in merito ai colloqui tra i leader degli Stati Uniti e delle due Coree. Si tratta di dettagli delle conversazioni avvenute prima e dopo i tre incontri tra il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-Un, incluse le presunte cause del flop del secondo summit in Vietnam. Secondo gli estratti del libro pubblicati da alcuni media statunitensi, Bolton avrebbe scritto che il presidente sudcoreano Moon, desideroso di migliorare le relazioni con la Corea del Nord,  avrebbe sollevato speranze non realistiche con Kim e Trump per la sua  agenda di "unificazione". "Non riflette fatti precisi e distorce sostanzialmente i fatti", ha affermato il consigliere per la sicurezza nazionale della  Corea del Sud, Chung Eui-yong, in una dichiarazione sulla ricostruzione dei colloqui contenuta nel libro di Bolton.        Questo genere di pubblicazione crea un "precedente pericoloso", ha  aggiunto Chung, sottolineando che "la pubblicazione unilaterale di consultazioni basate sulla fiducia reciproca viola i principi di base della diplomazia e potrebbe danneggiare gravemente i negoziati  futuri". Critiche sono state espresse anche dal portavoce della Casa Blu, l'ufficio del presidente sud-coreano Moon Jae-in, Yoon Do-han, che ha bollato Bolton come "schizofrenico" usando lo stesso aggettivo che l'ex consigliere aveva usato per criticare una valutazione di Moon dell'offerta di smantellamento della centrale nucleare nord-coreana di Yongbyon da parte di Pyongyang, accolta come un "passo molto significativo" per entrare in una fase di "irreversibile denuclearizzazione" della penisola coreana.    Nel libro di Bolton vengono citate le sue consultazioni con lo stesso Chung, sua controparte sud-coreana; i preparativi per il primo summit tra il presidente Usa, Donald Trump, e il leader nord-coreano Kim Jong-un, a Singapore nel giugno 2018; l'incontro trilaterale tra Trump, Moon e Kim al confine inter-coreano nel giugno dello scorso anno, e il secondo summit tra Trump e Kim a Hanoi, in Vietnam, a febbraio 2019 conclusosi senza un accordo sulla denuclearizzazione.  Il Cremlino considera riservate la maggior parte delle informazioni pubblicate dall'ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nel suo libro, ma questi "non sono affari di Mosca". Ha detto così il portavoce della presidenza, Dmitry Peskov. "Per quanto ne sappiamo dai materiali disponibili, Bolton usa nel suo libro informazioni legate al suo lavoro, i suoi discorsi, i suoi incontri di alto livello", ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto se al Cremlino leggeranno il libro. "Certo, alcune di queste informazioni difficilmente possono essere pubblicate, almeno nel nostro Paese, sono considerate non 'per uso pubblico'. È così che facciamo noi, gli Stati Uniti fanno diversamente. Ancora una volta, non sono affari nostri". Per quanto riguarda le affermazioni di Bolton sul presidente russo Vladimir Putin, "ci sono opinioni diverse lì, si potrebbe concordare con alcune, ma non con altre. Quindi bisogna esaminarle separatamente, non si può dare una valutazione generale", ha detto Peskov. Il portavoce del Cremlino si è rifiutato di commentare le opinioni di Bolton in merito alla politica interna degli Stati Uniti e in particolare al presidente Donald Trump.   Dopo aver perso la causa sulla cittadinanza per diritto di nascita presso la Corte Suprema, i collaboratori del presidente Trump e gli alleati del movimento Maga hanno virato verso un nuovo piano: impedire l'ingresso negli Stati Uniti alle donne straniere incinte. Lo scrive Axios, secondo cui la proposta aprirebbe una nuova battaglia sull'immigrazione riguardante gravidanza, viaggi e cittadinanza, spostando il dibattito dalla contestazione dei diritti dei bambini nati negli Stati Uniti alla limitazione di chi può entrare nel Paese.     "Il presidente Trump rimane totalmente impegnato a proteggere il valore della cittadinanza americana per nascita, ed è per questo che, a seguito della sentenza, ha incaricato il Congresso di intervenire immediatamente per affrontare la questione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ad Axios in una dichiarazione inviata via e-mail. "Il Dipartimento di Giustizia darà inoltre priorità alle indagini sui casi di 'turismo della nascita'. L'amministrazione Trump dispone di molti strumenti per salvaguardare la cittadinanza americana".     "Le leggi penali degli Stati Uniti vietano già le condotte inerenti a molti di questi cosiddetti schemi di 'turismo della nascita'", ha scritto il vice procuratore generale Colin McDonald in un promemoria inviato a X. "Ad esempio, molti di questi schemi iniziano con una falsa richiesta di visto, con menzogne sullo scopo o sulla durata del viaggio negli Stati Uniti".     Il cosiddetto 'turismo della nascita' si verifica quando i visitatori si recano negli Stati Uniti specificamente per partorire e garantire al proprio figlio la cittadinanza statunitense. Il governo Usa, ricorda Axios, non tiene traccia del numero di bambini nati da genitori stranieri, ma stime esterne indicano una cifra compresa tra 20.000 e 26.000 casi all'anno. Per dare un'idea del contesto, secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), nel 2025 negli Stati Uniti sono nati 3,6 milioni di bambini, il che rende il 'turismo della nascita' relativamente raro. 


mercoledì 1 luglio 2026

Zaluzhny contro Zelensky

[Concedere a vostra moglie beni materiali ed eccessiva sicurezza economica è un terribile errore.Donald Trump] Via Bankova, Kiev. Nella Residenza di Stato dell'Ucraina, qualche giorno fa, ha avuto luogo un incontro che potrebbe cambiare l'equilibrio interno di un Paese in guerra da oltre 4 anni. Uno di fronte all'altro, Volodymyr Zelensky e il generale Valerii Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, hanno parlato a lungo, e non solo degli effetti delle dimissioni di Keir Starmer.  Zaluzhny, uno dei simboli della resistenza ucraina, ha infatti comunicato a Zelensky la volontà di candidarsi alle future presidenziali.     Quando? Già il prossimo autunno, se il presidente ucraino riterrà che ci saranno le condizioni per andare alle urne. E, da qualche tempo, sembra che Zelensky ci stia pensando davvero. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà nel pomeriggio al Castello di Dublino per la cerimonia di apertura della presidenza irlandese dell'Ue.     Zelensky avrà un incontro con il primo ministro irlandese Michael Martin e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.     "Discuteremo di come aumentare la pressione sulla Russia" e "di come garantire che l'Ue svolga appieno il proprio ruolo nel garantire una pace giusta e duratura per il popolo ucraino e di come portare avanti i negoziati sulla futura adesione dell'Ucraina", ha sottolineato Martin. Sul Castello di Dublino, per l'occasione sventolerà anche la bandiera ucraina.     "Nel mio incontro con il presidente Costa non vedo l'ora di discutere di come possiamo collaborare strettamente per realizzare il nostro ambizioso programma politico. Vogliamo migliorare la competitività dell'Europa, semplificando la vita alle nostre imprese e garantendo posti di lavoro di qualità ai suoi cittadini. Vogliamo difendere i valori fondamentali su cui si fonda la nostra Unione, proteggendo la nostra democrazia e garantendo la sicurezza dei nostri cittadini", ha sottolineato il Taoiseach (primo ministro) irlandese.     "Abbiamo grandi ambizioni riguardo a ciò che vogliamo realizzare insieme nei prossimi anni, pertanto abbiamo bisogno di un bilancio che sostenga tali obiettivi. Discuterò con il presidente Costa di come i nostri team possano collaborare strettamente per raggiungere un accordo nei negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell'Ue entro la fine dell'anno", ha aggiunto. L'apertura della presidenza irlandese si articolerà in due fasi: la cerimonia di apertura, prevista oggi, e la visita del Collegio dei commissari, prevista invece tra la serata di domani e venerdì. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen volerà a Dublino dopo la sua missione in Azerbaigian e Armenia.  Dal 2022 "le esportazioni di gas naturale dell'Azerbaigian verso gli Stati membri dell'Unione europea sono aumentate di quasi il 65%. Oggi metà delle nostre esportazioni di gas è destinata agli Stati membri dell'Unione europea e, in totale, dieci Paesi membri dell'Ue ricevono gas azero, con la possibilità di ampliare ulteriormente la geografia delle forniture". Lo ha detto il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev in una dichiarazione stampa al termine dell'incontro con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.  L'Ue con il programma Global Gateway investirà "fino a 200 milioni in sovvenzioni per collegamenti nei trasporti, nell'energia e nel digitale nel Caucaso meridionale. Questo ha il potenziale di mobilitare fino a 2 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati. I progetti potrebbero includere il collegamento ferroviario attraverso il Nakhchivan, lo sviluppo del porto di Baku. Il Caucaso meridionale è uno dei grandi crocevia del mondo, che collega l'Europa, il Caspio e l'Asia centrale". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Baku dopo l'incontro con il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev.

Nuove regole fondi pensione

[Più vivo, più sono convinto che questo pianeta sia usato da altri pianeti come manicomio dell’universo. G.B. Shaw] Partono, dal 1 luglio, le nuove regole sulla previdenza complementare introdotte dall'ultima Manovra e scatta così per i neo assunti nel settore privato, esclusi i lavoratori domestici, l'adesione automatica al fondo pensione previsto dagli accordi o dai contratti collettivi.     Se il contratto collettivo non prevede un fondo di riferimento, si attiverà l'iscrizione automatica al fondo Cometa, il fondo per i dipendenti dell'industria metalmeccanica.     L'adesione scatterà dal primo giorno di assunzione, fatto salva la rinuncia entro 60 giorni. Finisce quindi la norma del silenzio-assenso.     Con l'adesione automatica affluiscono quindi nel fondo il Tfr maturando, il contributo a carico del datore di lavoro e del lavoratore. Rispetto al passato i contributi dell'adesione automatica non vengono più investiti nel comparto garantito ma in quello più coerente con l'orizzonte temporale a disposizione del lavoratore e con la sua età anagrafica.     La contribuzione a carico del lavoratore non è obbligatoria nel caso in cui la retribuzione annuale lorda corrisposta dal datore di lavoro risulti inferiore al valore pari all'assegno sociale Inps (per il 2026 pari a 546,24 euro per 13 mensilità).     Le norme prevedono quindi nuove possibilità di utilizzo del montante accumulato nel fondo pensione.     Il montante rimane liquidabile tutto in capitale, al momento del pensionamento, per coloro che non raggiungono una certa soglia, che varia a seconda dell'età e del pensionamento. La riforma introduce maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione.    Oltre alla rendita vitalizia tradizionale, saranno possibili anche: rendite temporanee, per un periodo definito; prestazioni frazionate o programmate, cioè erogazioni distribuite nel tempo; combinazioni tra capitale iniziale e rendita successiva.     Per i lavoratori non di prima assunzione, contestualmente all'assunzione, ricorda Itinerari previdenziali "il datore di lavoro è tenuto a informare il lavoratore sugli accordi collettivi applicabili in tema di previdenza complementare e a verificare quale sia stata la scelta in precedenza compiuta dal lavoratore". Nel caso in cui il lavoratore sia già iscritto a un fondo pensione, il datore di lavoro deve dare informazioni al lavoratore circa la possibilità di indicare, entro 60 giorni dalla data di assunzione, a quale forma pensionistica complementare conferire il Tfr maturando da tale data, precisando che in difetto si applica il meccanismo di adesione automatica. 


Caldo e diabete

[Il mondo è un luogo malvagio e brutale. Noi ci consideriamo delle persone civili. In realtà viviamo in un ambiente crudele, popolato da individui spietati. Magari appaiono gentili, ma sotto sotto sono disposti a farvi la pelle. Dovete imparare a difendervi. Donald Trump] Il grande caldo rende più difficile la gestione del diabete: può aumentare i rischi di oscillazione degli zuccheri nel sangue e mettere sotto stress i sistemi di monitoraggio del glucosio. Lo spiega la Società Italiana di Diabetologia, ricordando il caso del campione di tennis Alexander Zverev che, durante la semifinale del torneo di Halle, ha richiesto un timeout medico perché il sensore che usa per monitorare la glicemia aveva dato una lettura sbagliata, portandolo a iniettarsi molta più insulina del dovuto.     "Durante le ondate di calore il rischio di oscillazioni rapide e di episodi ipoglicemici aumenta in modo significativo, in particolare nei giovani con diabete di tipo 1. La sudorazione abbondante - spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Sid - favorisce la disidratazione, che a sua volta può 'concentrare' il sangue, elevare la glicemia e interferire con il corretto assorbimento dell'insulina. Il caldo, infatti, causa anche una vasodilatazione che accelera l'assorbimento dell'insulina iniettata, aumentando il rischio di improvvisi cali di zuccheri nel sangue, soprattutto se si fa attività fisica nelle ore calde".    L'altro rischio è che le alte temperature possono modificare la lettura della glicemia effettuata dai sensori indossabili, dispositivi che misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea di circa 37 gradi. "Un'esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate - spiega Buzzetti - può alterare questa chimica e generare letture errate. Per questo, di fronte a una lettura di glicemia 'sospetta', è bene fare un controllo con un glucometro tradizionale (la puntura al dito), prima di intervenire in modo sbagliato".     Infine, il calore eccessivo può accelerare la degradazione dell'insulina, il farmaco 'salvavita" per i diabetici, riducendone l'efficacia, e anche diminuire la precisione delle strisce reattive utilizzate nei glucometri: meglio quindi utilizzare borse termiche per il trasporto. 

martedì 30 giugno 2026

Cresce debito M5

[Nella parte di questo universo che noi conosciamo c’è grande ingiustizia e spesso il buono soffre e spesso il cattivo prospera e si fa fatica a dire quale delle due realtà sia più irritante. Bertrand Russell] Metro 5 ha sottoscritto un accordo di refinancing del proprio debito finanziario, sottoscrivendo un nuovo finanziamento a lungo termine di circa 342 milioni di euro con un pool di primari istituti bancari nazionali e internazionali. L’operazione - spiega la nota - rappresenta un passaggio strategico nel percorso di consolidamento della Società e conferma la solidità economico-finanziaria di Metro 5, nonché la piena fiducia del sistema bancario nel progetto della Linea M5 di Milano, infrastruttura fondamentale per la mobilità sostenibile e per lo sviluppo del trasporto pubblico urbano. Il nuovo finanziamento consente di ridurre significativamente il costo del debito, rafforzando la sostenibilità economica-e finanziaria della Società. Il forte interesse manifestato dal mercato, con richieste di partecipazione superiori a €1 miliardo conferma l’attrattività del progetto Metro 5, la qualità del suo profilo creditizio, ulteriormente valorizzato dalla presenza di azionisti e sponsor di elevato standing, nonché la capacità della Società di dialogare con investitori e finanziatori di primo livello, anche grazie al contributo assicurato nelle fasi di negoziazione. L’operazione è stata strutturata secondo criteri coerenti con i principi della finanza sostenibile, valorizzando il contributo della Linea M5 alla mobilità urbana a basso impatto ambientale, alla riduzione delle emissioni e al rafforzamento di un modello di trasporto pubblico efficiente, moderno e accessibile. L'operazione consente inoltre di generare benefici economici anche per il Comune di Milano attraverso la riduzione del canone concessorio, contribuendo alla sostenibilità di lungo periodo del partenariato pubblico-privato che ha reso possibile la realizzazione e la gestione della linea. Con questa operazione Metro 5 rafforza ulteriormente il proprio ruolo di benchmark nel settore delle infrastrutture di trasporto in Italia e conferma la validità di un modello industriale e finanziario capace di coniugare efficienza gestionale, sostenibilità economica e valore pubblico. L’operazione è stata realizzata con il supporto di Arcus Financial Advisors, in qualità di advisor finanziario, e di EY Società tra Avvocati, in qualità di advisor legale della Società e di Societe Generale in qualità di advisor nella negoziazione del Piano Economico Finanziario con il Comune di Milano. Il Pool di banche, composto da BNP Paribas S.A., BPER Corporate & Investment Banking., Crédit Agricole CIB, CaixaBank S.A., Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., ING Bank N.V., Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB) e Societe Generale S.A. è stato assistito dallo studio BonelliErede in qualità di advisor legale delle banche. ARUP si è occupato della due diligence tecnica. Il Comune di Milano, coinvolto nel percorso di riequilibrio della concessione connesso all'operazione, è stato assistito dallo Studio Legale Chiomenti e da KPMG in qualità di financial advisor.