[Ero io il principe azzurro, daltonica del cazzo.Ty_il_nano, Twitter] "C'è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un'occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo. Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l'area Schengen non è stata colpita". Lo ha affermato il commissario Ue agli Affai interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. Il governo spagnolo ha “lavorato diligentemente per prevenire qualsiasi tragedia umana” con il Regno del Marocco “prima del 30 luglio e dopo”, ciò ha reso “possibile il rientro della maggior parte di coloro che sono entrati in Spagna in modo irregolare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell’Ue convocata dopo la crisi dei migranti a Ceuta. Grande-Marlaska ha poi specificato che circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana sono già rientrate in Marocco. “Tornando al Consiglio, alla riunione straordinaria che abbiamo appena tenuto, vorrei sottolineare che tutti gli interventi di tutti gli Stati membri, compresi gli Stati associati a Schengen, così come delle agenzie dell’Unione europea, sono stati del tutto costruttivi. Hanno inoltre riconosciuto lo straordinario lavoro e la risposta efficace e tempestiva delle autorità spagnole a una crisi di questa portata”, ha concluso il ministro spagnolo. Stati stranieri avrebbero utilizzato le immagini della crisi migratoria di Ceuta per criticare la politica europea e dividere i Paesi dell’Unione. Lo afferma il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez al termine della riunione con i colleghi europei. Il bilancio dell’arrivo di massa del 30 luglio è salito a 75 morti ed è ancora provvisorio. Secondo Madrid, oltre 70mila delle 72mila persone entrate nell’enclave spagnola sono tornate in Marocco. “Il ministro dell’Interno spagnolo – afferma Nunez – ci ha comunicato che finora sono stati recuperati 75 corpi e che il bilancio è ancora provvisorio. La maggior parte degli Stati membri ha espresso grande partecipazione di fronte a questa tragedia. Si tratta dei corpi recuperati finora”. “Tutti gli Stati hanno deplorato che, con la circolazione di alcune immagini, si siano verificate interferenze straniere nell’informazione. Quelle immagini sono state utilizzate per criticare la politica migratoria dell’Unione europea e tentare di dividere gli Stati membri. Tutti i ministri dell’Interno hanno deplorato questo utilizzo e concordato che la divisione dell’Unione è il peggiore dei mali e va evitata a ogni costo”, conclude il ministro francese. L’Unione europea rivendica la risposta comune alla crisi di Ceuta. Dopo la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno, il commissario alla Migrazione Magnus Brunner afferma che l’arrivo di 72mila migranti ha messo alla prova la sicurezza delle frontiere esterne e la capacità di resistere alla disinformazione. Il bilancio è salito a 75 morti, mentre 70mila persone sono già tornate in Marocco. Madrid assicura che lo spazio Schengen non è mai stato compromesso. “Questi ultimi giorni sono stati un test della nostra capacità di resistenza europea e della sicurezza complessiva delle nostre frontiere esterne. Abbiamo appena concluso la riunione informale dei ministri dell’Interno sugli eventi della scorsa settimana a Ceuta. Attorno al tavolo c’è stata piena solidarietà alla Spagna”. “Da decenni l’Europa non aveva un controllo così forte sull’immigrazione illegale. Ma gli eventi di Ceuta mostrano anche chiaramente che le immagini drammatiche prevalgono sulle statistiche migliori. È una delle lezioni che dobbiamo trarre”. “Questa settimana ci ha messi alla prova nella rapidità, nella solidarietà e nella capacità di resistere alla disinformazione. Ma ha anche dimostrato che, quando è stato necessario, la situazione è stata riportata sotto controllo. Non è accaduto per caso: è accaduto perché abbiamo agito insieme. La Spagna e i suoi cittadini possono contare sul sostegno della Commissione e sulla forza della nostra Unione”. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, chiede all’Italia di revocare “immediatamente” i controlli temporanei alle frontiere marittime e aeree imposti dopo l’ondata di migranti irregolari nella penisola di Ceuta, in Africa settentrionale, registrata la scorsa settimana. Parlando dopo un incontro con i suoi omologhi europei, Grande-Marlaska ha definito la misura italiana “inutile e sproporzionata”. I controlli temporanei ripristinati dall’Italia alle frontiere interne aeree e marittime non sono diretti contro la Spagna né contro altri Paesi partner. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la riunione d’emergenza dei ministri Ue dell’Interno, esprimendo la “sincera solidarietà dell’Italia” al governo spagnolo dopo la crisi migratoria a Ceuta. “Vorrei al contempo chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”, ha affermato Piantedosi, parlando di “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”. Il ministro ha ricordato che lo strumento è previsto dal Codice Frontiere Schengen e che numerosi Stati membri, compresa la Spagna, vi hanno fatto ricorso negli ultimi anni. “Basti pensare che, complessivamente, siamo arrivati a quasi 500 tra prime notifiche e successivi rinnovi di ripristino dei controlli comunicati alla Commissione dal 2006”, ha precisato. Piantedosi ha ricordato inoltre che l’Italia sperimenta da anni il ripristino dei controlli da parte di altri Stati membri alle frontiere interne terrestri, tuttora in vigore.
OTTOBRE ROSSO
martedì 4 agosto 2026
Spagna contro Italia
[La testa si deve perdere in due, altrimenti è un’esecuzione. Approdosicuro, Twitter] Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha affermato che, di fronte alla crisi migratoria di Ceuta, “ci sono stati Stati che non sono stati all’altezza, ci sono stati governi che non sono stati all’altezza”, indicando esplicitamente l’Italia. In un’intervista a TVE rilanciata da Servimedia, il ministro ha invitato ad andare “ai numeri, non alle opinioni” e ha sostenuto che “il Paese con il minor numero di ingressi nel Mediterraneo è la Spagna” mentre “il Paese con il maggior numero di ingressi è l’Italia”. “Qui si vede davvero quale sia una politica migratoria di successo, dove c’è la demagogia di parte e dove ci sono efficacia e responsabilità”, ha aggiunto. Albares ha inoltre rivendicato il rapido rimpatrio in Marocco della maggior parte dei migranti arrivati irregolarmente a Ceuta, definendolo un risultato “inedito” che “diremo con molta chiarezza a Bruxelles”. Un risultato che, secondo il ministro, “piacerebbe molto, per esempio, a un Paese come l’Italia”, che ha descritto come “il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio della Spagna”. Il capo della diplomazia spagnola ha poi sostenuto che “Ceuta e Melilla non sono mai state una minaccia per l’integrità dello spazio Schengen”, aggiungendo di aver visto invece “questa minaccia e questa porosità in altri spazi europei”, ribadendo che “la Spagna è sempre stata solidale”. “In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni”. Così riferiscono fonti del Viminale. Il ministero dell’interno si ricorda poi che quello in esame: “Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento” dell’esecutivo “che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive nessuna situazione di emergenza sul posto”.
20 miliardi per Kiev
[L'amore è cieco, ma la sfiga ci vede benissimo. E ha pure preso la mira.] La Commissione europea ha erogato oggi altri 3,47 miliardi di euro all'Ucraina nell'ambito della componente Difesa del prestito da 90 miliardi di euro destinato a sostenere Kiev. Le risorse, spiega l'esecutivo Ue, serviranno a finanziare l'acquisto di droni, inclusi velivoli a lungo raggio a propulsione, missili e caccia Gripen, per rispondere alle esigenze militari più urgenti del Paese. "Ogni attacco russo rafforza la determinazione dell'Ucraina a essere libera e la nostra determinazione a stare al fianco dell'Ucraina, per tutto il tempo necessario", sottolinea Ursula von der Leyen. Con l'esborso di 3,47 miliardi di oggi per l'Ucraina, "siamo arrivati a 8,5 miliardi per l'Ucraina nell'ambito del programma di sostegno finanziario per la difesa da 90 miliardi. Abbiamo già stanziato 5 miliardi per i droni e ora ne stiamo stanziando altri tre e mezzo, essenzialmente, principalmente per i caccia che avete menzionato". Lo afferma un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. "Vogliamo arrivare a 28 miliardi di euro per la difesa entro la fine di quest'anno. Ne abbiamo già stanziati otto e mezzo, quindi ne mancano altri 20. Quindi sarà di nuovo un'estate e un autunno molto intensi, e andremo avanti su questa base", riferisce. "In totale, finora, otto persone sono morte in tutto il Paese". A fare il bilancio delle vittime dell'attacco russo notturno sull'Ucraina è il presidente Volodymyr Zelensky su Telegram. "Kiev e la sua regione, la nostra regione di Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e la regione di Ivano-Frankivsk sono state colpite. Decine di case, attività commerciali e infrastrutture sono state distrutte o danneggiate. L'attacco ha coinvolto più di 70 missili, molti dei quali balistici. Più di 280 droni d'attacco. Più di 260 droni sono stati distrutti". "In condizioni di grave carenza di missili antiaerei da parte dei nostri partner, i nostri soldati stanno compiendo imprese incredibili" ha aggiunto il leader ucraino che ha parlato di "terrorismo russo". "Tutti i nostri partner sanno come e con quali mezzi possono contribuire" ha poi esortato. "Ritardi nella fornitura di missili antibalistici sono la causa di questa distruzione" ha concluso Zelensky.
Il riarmo di Hamas
[Scrivere è un modo di parlare senza venire interrotti. Écrire, c’est une façon de parler sans être interrompu. Jules Renard] Il capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato che le forze armate "stanno monitorando attentamente gli sviluppi in Iran e mantenendo un elevato livello di prontezza operativa". Lo scrive The Times of Israel. "Oggi abbiamo monitorato l'area di Aqaba e il nostro sistema di difesa aerea è in stato di allerta per proteggere i cittadini di Israele", ha dichiarato Zamir durante una visita in Cisgiordania, secondo quanto riportato dalle dichiarazioni dei militari. "Siamo pronti a riprendere immediatamente i combattimenti e agiremo con grande forza contro chiunque ci arrechi danno", aggiunge. Israele ha espresso agli Stati Uniti le proprie preoccupazioni riguardo a un piano per Gaza, elogiato dal presidente Donald Trump, dopo che Hamas ha dichiarato di aver accettato il disarmo. Lo ha reso noto lunedì l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. "Israele ha trasmesso ai nostri interlocutori americani i propri commenti e le proprie preoccupazioni sul quadro proposto. La versione resa pubblica non rispecchia la posizione di Israele", ha dichiarato Doron Spielman, portavoce dell'ufficio del primo ministro. Spielman ha affermato che l'intelligence israeliana ha rilevato che Hamas, dopo il cessate il fuoco annunciato da Trump in ottobre - che ha ridotto il livello delle violenze, pur senza interrompere gli attacchi israeliani - ha continuato a riarmarsi e a reclutare nuovi combattenti. Venerdì Hamas ha annunciato di aver accettato la fase successiva di un accordo che prevede anche la consegna delle armi a un nascente comitato palestinese incaricato della governance. Trump ha definito questa decisione "un traguardo importante" negli sforzi per porre fine alla devastante guerra iniziata con l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023 e ha dichiarato ai giornalisti che Israele era "molto soddisfatto" degli sviluppi. Tuttavia, il portavoce di Netanyahu ha affermato che le azioni di Hamas dimostrano che il movimento si sta preparando a "nuovi massacri sul modello del 7 ottobre". Ha inoltre ricordato che il piano presentato dal Board of Peace di Trump prevede che Gaza diventi "una zona denazionalizzata dall'estremismo, libera dal terrorismo e che non rappresenti una minaccia per i Paesi vicini". "Questa visione è in netto contrasto con la realtà attuale e con le intenzioni dichiarate da Hamas. Il primo passo indispensabile verso qualsiasi accordo duraturo è il disarmo autentico, verificabile e irreversibile di Hamas", ha dichiarato. "Qualsiasi soluzione che non preveda il completo disarmo lascerebbe Hamas nelle condizioni di poter minacciare nuovamente Israele".
lunedì 3 agosto 2026
Donaldo preso in giro
[Quando mi prende tra le sue braccia, mi parla a voce bassa, vedo la vita in rosa. Quand il me prend dans ses bras, Il me parle tout bas, Je vois la vie en rose. – Edith Piaf] Xi Jinping e Vladimir Putin "mi hanno assicurato" che non avrebbero venduto armi all'Iran: "a mio avviso" la Cina e la Russia "non sono coinvolte nella questione iraniana.Se lo facessero, le conseguenze sarebbero molto gravi: non sarebbe certo nel loro interesse".Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Il Presidente Xi, durante il nostro recente incontro a Pechino, in Cina, mi ha assicurato che non avrebbe, in alcuna circostanza, fornito o venduto armi alla Repubblica Islamica dell'Iran. Il suo impegno riguardava anche le aziende cinesi. Visto il nostro rapporto, gli credo sulla parola; d'altronde, anch'io gli sto facendo grandi favori", ha detto Trump. "Allo stesso modo, il presidente Putin, nonostante la terribile guerra in corso in Ucraina (il rapporto con lui resta saldo, così come quello con il Presidente Zelenskyy), mi ha detto che non avrebbe venduto armi all'Iran. Capisce che non vendo armi all'Ucraina, bensì ai paesi della Nato che pagano il prezzo pieno", ha spiegato il presidente. "Pertanto, a mio avviso, due grandi nazioni spesso citate in relazione alla questione iraniana non sono coinvolte. Se lo facessero, le conseguenze sarebbero molto gravi per loro: non sarebbe certo nel loro interesse", ha messo in evidenza. "Istruirò i nostri servizi di intelligence a condividere con i nostri partner le informazioni in nostro possesso riguardo al nuovo sostegno della Russia al regime iraniano. Dall'inizio di luglio, abbiamo registrato un'intensa sorveglianza satellitare russa degli Stati del Golfo e delle installazioni militari statunitensi lì presenti. Queste immagini finiscono successivamente in Iran. Allo stesso tempo, esiste una chiara correlazione tra le immagini satellitari russe di questi siti e gli attacchi iraniani - sia prima degli attacchi, in preparazione di essi, sia dopo -, per valutare i danni causati". Lo denuncia su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando che "il 19 e il 20 luglio, quattro basi aeree sono rientrate nell'area di interesse dei satelliti russi: due in Bahrain, una in Giordania e una in Kuwait. Lo scopo è evidente. Nessuno di noi nel mondo dovrebbe chiudere un occhio davanti a un fatto molto semplice: il male cerca sempre modi per peggiorare le cose e diffondersi ulteriormente. La Russia e anche questa guerra devono essere fermate". Il leader ucraino annuncia poi che Mosca "vuole ricevere altri 30.000 soldati dalla Corea del Nord", annunciando che Pyongyang "sta anche preparando il trasferimento di ulteriori lanciatori per missili balistici alla Russia". Si tratta per Zelensky di una "minaccia non solo per l'Ucraina. La Russia sta aiutando la Corea del Nord a imparare come condurre la guerra, a migliorare le sue armi e a ottenere esperienza reale di combattimento nell'usarle. Tutto questo rappresenta una minaccia per chiunque in Asia sia nel raggio d'azione dei missili nordcoreani". Il capo dello Stato ucraino avverte infine del rischio che corrono le "imprese agricole e gli impianti di produzione del pane" a causa dei raid russi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso dall'incarico l'ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Olga Stefanishyna. Lo riporta Rbc-Ucraina, citando il relativo decreto del capo dello Stato ucraino. "Il decreto dispone la rimozione di Stefanishina Olga Vitalievna dalla carica di ambasciatrice straordinaria e plenipotenziaria dell'Ucraina presso gli Stati Uniti d'America". Non è ancora stato emesso alcun decreto sulla nomina di un nuovo ambasciatore ucraino negli Stati Uniti. Un attacco di droni su una zona industriale alla periferia di Mosca ha causato la morte di cinque persone e il ferimento di altre sei, ha dichiarato oggi il governatore della regione della capitale russa Andrey Vorobyov. "Diversi incendi sono scoppiati nella zona industriale di Novoselki" nel distretto municipale di Chekhov, ha spiegato Vorobyov su Telegram dando notizia delle vittime e aggiungendo che i vigili del fuoco hanno spento la maggior parte dei roghi.
Israele non crede nella vittoria
[Israele vorrà creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat». Yitzhak Rabin] Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato di aver ordinato il rafforzamento delle forze in Cisgiordania in seguito al "grave attacco terroristico" di questa mattina nel villaggio palestinese di Tell. Durante una valutazione, Zamir ha ordinato "un massiccio dispiegamento di forze per rafforzare la difesa nella zona e catturare tutti i terroristi coinvolti nell'attacco". Il primo Ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dichiarato di aver incaricato l'Idf di accelerare la legalizzazione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania e di crearne di nuovi, a seguito dei recenti scontri vicino a Nablus. Lo riporta Haaretz. Dopo la riunione del gabinetto di sicurezza, i due hanno anche affermato di aver ordinato la demolizione dell'abitazione del palestinese accusato di aver ucciso il colono israeliano nonché un'"operazione intensiva" nei villaggi da loro descritti come "roccaforti terroristiche", che prevede il sequestro di armi e la revoca dei permessi di lavoro. Secondo un sondaggio condotto da Channel 12, Il 62% degli israeliani intervistati non crede che Israele raggiungerà mai la "vittoria totale" promessa dal premier Benyamin Netanyahu a Gaza, rispetto al 25% che invece ci crede. Lo riporta The Times of Israel. La rilevazione condotta in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre, mostra una situazione di stallo persistente: gli attuali partiti sionisti di opposizione otterrebbero 56 seggi, il blocco del primo ministro Netanyahu 50, il partito centrista provvisoriamente denominato Casa Sionista 4, e i partiti a maggioranza araba Ra'am e Hadash-Ta'al 5 ciascuno. Dato che Casa Sionista, guidata da Chili Tropper e Yoaz Hendel, ha annunciato l'intenzione di entrare a far parte di una coalizione anti-Netanyahu, il blocco sionista di opposizione si troverebbe a 60 seggi, poco al di sotto della maggioranza nella Knesset, la camera alta del Parlamento composta da 120 membri. Qatar, Egitto e Turchia - Paesi impegnati nella mediazione per la tregua a Gaza - hanno criticato oggi Israele in seguito a nuovi attacchi nel territorio palestinese che, secondo quanto riferito, hanno causato la morte di oltre 20 persone. I tre Paesi hanno espresso ferma condanna per quelle che hanno definito "continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza, in particolare il prendere di mira strutture sanitarie e infrastrutture, e causare vittime tra i civili, inclusi donne e bambini".Si tratta di "una palese violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario", hanno aggiunto in una dichiarazione congiunta.
Infantino sfiduciato
[La vita è un libro in cui a ogni passo cambiamo pagina. Le monde est un livre dont chaque pas nous ouvre une page. Alphonse de Lamartine] La Football Association of Wales è diventata la prima federazione nazionale ad annunciare il ritiro del proprio sostegno alla candidatura di Infantino per il mandato 2027-2031.“La Federcalcio del Galles conferma di aver ritirato il proprio sostegno alla candidatura del signor Gianni Infantino alla rielezione come presidente della Fifa per il mandato 2027-2031”, si legge nella nota diffusa dalla federazione. Nel comunicato, la FAW motiva la decisione facendo riferimento alle “recenti carenze in materia di buona governance, procedure, leadership, valori, gestione delle parti interessate, comunicazione e buon senso”, elementi che, secondo la federazione gallese, hanno portato a concludere che “il signor Infantino abbia perso la fiducia della FAW per rimanere alla guida del calcio mondiale”. La presa di posizione rappresenta il primo atto formale di sfiducia nei confronti del presidente della Fifa in vista delle elezioni del 2027 e potrebbe aprire la strada ad altre federazioni intenzionate a mettere in discussione la sua leadership. La FAW ha sintetizzato così la propria posizione: “Non mettere al primo posto gli interessi del calcio è un errore che non possiamo accettare”. La retromarcia di Gianni Infantino non ha placato l'ira della Uefa e delle altra confederazioni. L'abbandono del piano che puntava a raccogliere ingenti somme di denaro aprendo il mondo del calcio agli investitori privati equivale alla vittoria di una battaglia, ma la pace è ben lontana da venire. Nei prossimi giorni e settimane, promette l'Europa del pallone guidata dallo sloveno Aleksander Ceferin, si lavorerà "per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripeta". Una revisione "approfondita e radicale. Nessuna opzione deve essere esclusa. L'attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio". Tra le federazioni europee, non si trattiene il n.1 di quella tedesca, Bernd Neuendorf, secondo il quale Infantino ha agito in modo unilaterale, senza trasparenza, e in modo irresponsabile". Nella sua lunga nota, l'Uefa ricorda che quando Infantino aveva chiesto la fiducia per essere eletto nel 2016, aveva promesso trasparenza e che i fondi della Fifa sarebbero serviti solo per lo sviluppo del calcio. "Su entrambe le promesse non ha mantenuto la parola. L'accordo squallido, opaco, concluso di nascosto che ha ordito e cercato di imporre era tutt'altro che trasparente - stigmatizza la Uefa -. E con riserve che superano i cinque miliardi di dollari, non è riuscito a utilizzare i fondi delle federazioni a beneficio del calcio". Insomma, i soldi ci sono, ma restano fermi sui conti bancari della Fifa. Per questo serve "un nuovo modo di distribuire le risorse attraverso l'attuale programma Fifa Forward (...) per dare la spinta necessaria al calcio di base e in generale in ciascuno dei 211 paesi membri. Ma non dobbiamo svendere il patrimonio di famiglia per finanziarlo". La decisione di ritirare il piano "è una vittoria per tutto il mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della storia. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato". "Se vendi i gioielli del calcio a investitori privati, vendi anche una parte dello sport e, soprattutto, la sua anima", ha commentato l'ex presidente della Fifa, Sepp Blatter. Il Mondiale privatizzato non c’è più, la crisi invece resta. Dopo l'annuncio di Gianni Infantino che la sua Fifa ritirava il progetto per una società controllata aperta ai capitali privati e nella quale confluivano i diritti commerciali della Coppa del mondo, che la battaglia non fosse finita l'aveva confermato la posizione della Uefa, principale oppositrice del governo Infantino, almeno in questa fase. Ora, dall'Inghilterra - uno dei Paesi più attivi nel mettere in discussione la leadership del presidente italo-svizzero - arriva l'indiscrezione che alcuni membri dell'Esecutivo, l'organo di governo a 28 della Fifa, avrebbero chiesto una riunione urgente per discutere leadership e governance. Al di là di proteste e mugugni, la posizione del n.1 Fifa era solidissima fino a ridosso del Mondiale, e non solo purché la precedente rielezione era avvenuta per acclamazione. Ma dalla vicinanza all'amministrazione Trump al caso Balogun, passando per il legame con i private equity Usa (a firma Kushner jr.), i rivali di Infantino (Ceferin in testa) hanno cominciato a prendere sul serio l'ipotesi che fosse ora di cambiare il vertice. Anche a dispetto della difficoltà di trovare un candidato alternativo e della forza elettorale del presidente in carica, ben radicato in tante federazioni (africane, ma anche asiatiche) con la sua politica di sostegno ai più 'poveri'. Una politica, nota il britannico 'Times', che stride con i dettagli del piano privatizzazione: anche se la Fifa non ha mai confermato che a Infantino spettasse il ruolo di ad della nuova società commerciale, dopo la fine di un suo nuovo mandato, il Times parla di uno stipendio di 30 milioni di dollari annui più bonus. Inizialmente, il progetto per la Fifa Forward Enterprises (FFE) doveva essere annunciata ai membri Fifa in una colazione al Waldorf Astoria di New York alla vigilia della finale dei Mondiali, ma Infantino rimandò per le spaccature create dalla Uefa sul caso Balogun. La Norvegia aveva presentato una denuncia formale al comitato etico Fifa. Poi l'anticipazione del Financial Times, la conferma Fifa, il no fermo dell'Europa (con minaccia di boicottaggio) affiancata dall'Asia e da Nord e Centroamerica. Al ritiro del progetto, si e' arrivati evidentemente per frenare l'onda lunga di chi era pronto a dar battaglia contro la rielezione. Ma ora, scrive The Guardian, ci sarebbe già una mozione del 50% dei membri dell'Esecutivo: le firme erano state raccolte per chiedere un'indagine indipendente sul caso Balogun, l'obiettivo è anticipare la riunione prevista a novembre in un consiglio di urgenza da tenere prima possibile, per discutere la governance Infantino. Il termine per le candidature scade il 18 novembre, Africa e Sudamerica continuano in sostanza ad essere con il presidente in carica anche per il prossimo quadriennio, e dell'Asia - schierata con l'Europa - già il Qatar si è dichiarato per una rielezione. Il voto è previsto a marzo 2027, ma il duro comunicato Uefa post marcia indietro di Infantino alimenta le voci di una richiesta di assemblea generale speciale, per le quali si starebbero raccogliendo le 43 firme necessarie. Quanto ai numeri, Infantino fa leva sulle 200 lettere di sostegno su 211 federazioni già ricevute prima del Mondiale: un quadro che può mutare, certo, ma indicativo. Difficile compattare gli anti-Infantino, dunque, e ancora più difficile trovare un candidato alternativo. Al Khelaifi non è disponibile, e non solo perché qatariota. Gli altri nomi che circolano sono il canadese Montagliani e il bahrenita Al-Khalifa. La battaglia sarà durissima.