giovedì 6 agosto 2026

Recuperare exclave spagnola

[Che fai nella vita? Lo scrittore, ho un blog. E tu?  Il pilota, ho lo scooter.chetetuitti, Twitter] Una serie di messaggi lanciati sui socialnetwork inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa di migranti a Ceuta il prossimo 15 agosto.     Lo riferisce il media online spagnolo OkDiario, secondo cui decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo messaggi rivolti soprattutto ai giovani con lo slogan: "Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso", invitando gli interessati a entrare in gruppi privati di WhatsApp per coordinare un nuovo tentativo di assalto della frontiera a Ceuta. Nessuna conferma però è arrivata da Madrid o da Rabat. La Procura di Tetouan ha incriminato 25 persone con accuse legate all'organizzazione di attraversamenti irregolari della frontiera e al trasporto abusivo di passeggeri dal Marocco a Ceuta, durante gli ingressi in massa di migranti avvenuti il 30 e il 31 luglio nell'exclave spagnola.     Secondo fonti giudiziarie riportate dall'agenzia Europa Press, tra i reati contestati figurano anche favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, violenze e resistenza alle forze dell'ordine e danneggiamento di beni pubblici. "Chiediamo soccorso, aiuto, supporto e solidarietà" al resto della Spagna: è l'appello lanciato dal presidente di Ceuta, Juan Jesus Rivas, che descrive la situazione nell'exclave, dopo l'ingresso in massa di 72.000 migranti nei giorni scorsi, dei quali 70.000 ritornati in Marocco - secondo il ministero dell'Interno - "di caos e insostenibile". In un'intervista all'emittente pubblica Tve, Vivas ha invocato "senso dello Stato" e "lealtà istituzionale" per fronteggiare la crisi migratoria che ha messo in ginocchio Ceuta. Ha spiegato che la città autonoma ospita attualmente circa 1.100 minori migranti, il 2.600% oltre la capacità dei centri di accoglienza, contro i circa 750 presenti prima dell'emergenza. "Non solo abbiamo sostenuto la riforma della legge sugli stranieri per redistribuirli in modo vincolante e solidale, ma la stiamo già applicando e continueremo ad applicarla", ha affermato il presidente di Ceuta, riferendosi al decreto approvato dal governo centrale nel 2025 per la distribuzione territoriale obbligatoria nelle regioni dei minori stranieri non accompagnati, in caso di "contingenza migratoria straordinaria". L'esponente del Partito Popolare ha evitato lo scontro con le comunità autonome governate dal suo stesso partito in coalizione con la forza di estrema destra Vox, contrarie ad accogliere nuovi minori stranieri, sottolineando che i trasferimenti verso la penisola proseguono secondo la legge. "Questa entrata in massa ha travolto la stessa legge", ha aggiunto, definendo la situazione "un'emergenza umanitaria assolutamente insostenibile". Intanto sono 528 i minori entrati in massa via terra e via mare a nell'ondata migratoria della scorsa settimana identificati dalla polizia e inseriti nei centri di accoglienza dell'exclave. Ad indicarlo il delegato del governo della città autonoma, Miguel Angel Perez Triano. Tuttavia "ci sono ancora minori nelle nostre strade. Ed è una priorità, una grande preoccupazione" che possano essere identificati e assistiti, ha aggiunto il prefetto, assicurando la collaborazione dello Stato alle autorità locali, competenti per l'accoglienza. Per sua parte, il presidente di Ceuta, Juan Jeus Vivas, ha stimato in oltre 1.100 i minori non accompagnati che vagano ancora nelle strade dell'exclave. Il ministero della Gioventù e dell'Infanzia ha intanto abilitato due strutture scolastiche a Ceuta per ospitare temporaneamente bambini e ragazzi stranieri arrivati in massa, nell'ambito delle misure straordinarie adottate per l'emergenza. La titolare del dicastero Sira Rego sarà venerdì a Ceuta per coordinare sul posto la gestione dell'accoglienza e coordinare le misure delle autorità locali, informa il ministero. Il governo centrale ha previsto un intervento straordinario di 25 milioni di euro per l'emergenza, che si aggiungono ai 5,5 milioni assegnati a Ceuta nella conferenza di settore dell'Infanzia lo scorso mese di luglio, secondo quanto annunciato ieri dalla portavoce, Elma Saiz. La crisi ha riacceso lo scontro politico sul trasferimento obbligatorio dei minori verso altre comunità autonome, previsto dal meccanismo di accoglienza solidale introdotto nel 2025 dall'esecutivo con una riforma della legge degli stranieri. 

Donaldo senza strategia

[I chili che perdi in palestra sono come i cani, conoscono perfettamente il percorso da fare per tornare da te. Dlavolo, Twitter] Le autorità ucraine hanno ordinato l'evacuazione di centinaia di famiglie con bambini dalla città fortificata di Kramatorsk, nell'Ucraina orientale, a causa dell'intensificarsi degli attacchi russi, mentre le truppe di Mosca avanzano nelle vicinanze. "Si tratta di una decisione difficile ma necessaria. La situazione della sicurezza sta peggiorando, quindi è inaccettabile lasciare i bambini sotto la costante minaccia degli attacchi russi", ha dichiarato Vadym Filashkin, governatore della regione di Donetsk, aggiungendo che 525 bambini e i loro tutori saranno evacuati con la forza.  Vladimir Tkachuk, amministratore delegato di Uraldronzavod, azienda russa produttrice dei droni Upyr, è rimasto ferito nell'esplosione di un'auto. Secondo quanto riferito dai servizi di emergenza all'agenzia Tass, "Tkachuk si trova in terapia intensiva in gravi condizioni e i medici stanno lottando per salvargli la vita". L'attentato è avvenuto vicino alla città di Ekaterinburg.  Il Financial Times, citando "fonti familiari con i colloqui", scrive che nell'incontro della settimana scorsa alla Casa Bianca, Donald Trump ha respinto la richiesta di Zelensky di fornire centinaia di nuovi missili intercettori Patriot. Le fonti hanno aggiunto che il presidente Usa ha motivato la sua decisione affermando che tali missili sono necessari agli Usa per difendere i loro interessi in Medio Oriente e nel Golfo Persico nella guerra con l'Iran. Un'unità missilistica nordcoreana ha iniziato a dispiegarsi nella Russia occidentale e potrebbe essere equipaggiata con 120 missili balistici e sei lanciatori per attacchi contro l'Ucraina.  È quanto afferma un funzionario dell'agenzia di intelligence militare ucraina: lo riporta la Reuters sul suo sito. L'Ucraina è gravemente carente di sistemi di difesa aerea avanzati e la Russia ha cercato di sfruttare questa situazione utilizzando un maggior numero di missili balistici, che sono particolarmente difficili da abbattere. Andrii Cherniak, della Direzione principale dell'intelligence ucraina, ha affermato a Reuters che la Russia intende dislocare un'unità missilistica composta da circa 90 nordcoreani nella regione russa occidentale di Voronež, all'interno della sua 112ª Brigata missilistica. Pyongyang ha già inviato in Russia un nuovo lotto di 40 missili KN-23 e KN-24 e relativo personale, ma la configurazione del dispiegamento e il numero totale di missili saranno definiti nei colloqui di alto livello del mese prossimo, ha affermato. La Russia prevede che il dispiegamento comprenderà 120 missili balistici nordcoreani e sei lanciatori, ha affermato. Il dispiegamento descritto da Cherniak sembra coincidere con il lancio, da parte della Russia la scorsa settimana, dei primi due missili nordcoreani contro l'Ucraina dallo scorso agosto. Secondo quanto affermano funzionari ucraini, la Corea del Nord ha fornito milioni di proiettili di artiglieria allo sforzo bellico russo e ha inviato 14.000 soldati nella regione russa di Kursk per respingere un'incursione di terra ucraina nel 2024. La scorsa settimana, le autorità ucraine hanno dichiarato che un missile nordcoreano ha raso al suolo un'abitazione nel villaggio di Radushne, nell'Ucraina centrale, uccidendo almeno cinque membri della stessa famiglia. Secondo fonti militari ucraine, i missili nordcoreani KN-23 e KN-24 hanno una gittata maggiore e un carico utile più elevato rispetto all'equivalente russo Iskander, ma sono molto meno precisi e sono stati collegati ad attacchi con un elevato numero di vittime civili. L'utilizzo dei missili KN-23/24 si inserisce in uno schema in cui la Russia ha cercato di impiegare missili balistici come l'Iskander 9M723, che possono essere intercettati solo dai sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense.


Donaldo è debole

[Non è il nero,ma il cervello che sta bene con tutto. Indossalo. unofratanti, Twitter] La frustrazione di Donald Trump riguardo alla guerra contro l'Iran è esplosa la scorsa settimana a Camp David quando il presidente ha chiesto spiegazioni a Pete Hegseth sulla grave carenza di missili americani. Lo hanno riferito al Washington Post due fonti informate. Secondo la Cnn, a causa del conflitto contro l'Iran gli Stati Uniti hanno usato quasi l'80% delle loro riserve. Un'analisi che Hegseth ha bollato come fake news. Ma secondo la ricostruzione del Washington Post, venerdì scorso a margine della riunione di governo a Camp David Trump ha espresso il suo disappunto. Le fonti hanno riferito che la carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea hanno contribuito alla decisione di Trump di rinunciare, negli ultimi giorni, a lanciare nuovi attacchi contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso attribuendo al suo vice, Stephen Feinberg, la responsabilità. Interpellata dal Washington Post sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito la storia una "fake news al 100%". "Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth", ha detto. I funzionari iraniani sono consapevoli della "vulnerabilità politica" del presidente Donald Trump e intendono sfruttarla, se necessario, in vista del voto di midterm di novembre. Lo riferisce il Wall Street Journal che, in base a quanto affermato da un diplomatico di Teheran, aggiunge che "qualora la diplomazia dovesse fallire, l'Irgc sta valutando attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva americana", ha affermato il diplomatico.  Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran". "Gli Stati Uniti - scrive Trump su Truth - sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell'Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiungo. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l'operazione". "Gli Stati Uniti possiedono enormi quantità di 'munizioni', soprattutto di certi tipi.     Inoltre, grandi quantità vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese. I 'responsabili' di queste dichiarazioni traditrici (sulla scarsità di missili a disposizione, ndr) vengono braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!": lo scrive il presidente americano, Donald Trump, sul suo account su Truth, sulle rivelazioni di alcuni media sulla ridotta disponibilità di missili a causa della guerra in Iran.


martedì 4 agosto 2026

Giorgina stai serena

[C’è gente in giro, che va in giro, per vedere se c’è gente in giro, per poi dire in giro, che c’è troppa gente in giro. Anonimo]  Come in qualche modo preannunciato ieri, l’Italia ha sospeso – prima in Europa – l’accordo di Schengen con la Spagna, in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta. Il Ministero dell’Interno ha annunciato in una nota di aver disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree. La decisione – viene spiegato – è stata presa dopo “le più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”. Inoltre – si aggiunge – “a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”. Al momento la sospensione di Schengen, secondo quanto si apprende a Bruxelles, non è ancora stata notificata alla Commissione europea, che, tramite un portavoce, spiega che la chiusura delle frontiere immediata è possibile, ma lo Stato membro che la dispone deve “spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”. Oggi la premier Giorgia Meloni, spiegano fonti di governo, ha avuto vari contatti telefonici con partner europei, tra cui quello con la premier danese Mette Frederiksen, con cui da tempo condivide una visione comune sulla gestione dei fenomeni migratori. Poi, in serata, su X, ha spiegato la decisione assunta. La sospensione di Schengen, scrive, è “una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Comunque l’Italia, assicura, “è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”. Con la Spagna, però, è scontro diplomatico. Dopo le parole di Antonio Tajani (“Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”) Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere conto di un messaggio ritenuto “indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico”. E oggi anche il premier Pedro Sanchez si è fatto sentire. “La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, invece no – ha scritto su X -. Secondo i dati di Frontex, tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono stati 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna e 48.000 attraverso la frontiera orientale”. Madrid annuncia il ritorno alla normalità a Ceuta dopo l’ingresso di decine di migliaia di persone dal Marocco. Fernando Grande-Marlaska, ministro dell’Interno spagnolo: “In meno di 48 ore la situazione a Ceuta è completamente cambiata e si sta tornando alla normalità. Come è già stato comunicato, questa mattina presto abbiamo cominciato a installare la barriera marittima: una barriera gonfiabile e una prima linea di boe, con un canale intermedio”. Secondo Madrid, quasi tutti i migranti arrivati il 30 luglio sono già tornati in Marocco. “Coloro che sono entrati irregolarmente nel nostro Paese attraverso Ceuta il 30 luglio non hanno alcuna possibilità di regolarizzare la propria posizione. Per questo sappiamo che, in poco più di 24 ore, sono tornati indietro”, spiega il ministro, che aggiunge: “È stato possibile ribaltare la situazione in così poco tempo anche grazie alla collaborazione decisa e costante con le autorità marocchine, con le quali manteniamo un rapporto basato sulla fiducia e su un lavoro serio, sviluppato nel corso degli ultimi anni”. La Francia esclude che la Spagna debba lasciare lo spazio Schengen. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez difende la cooperazione con Madrid, dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta e il ripristino temporaneo dei controlli deciso dall’Italia sui collegamenti con la Spagna. “Ovviamente no. La Spagna non deve lasciare lo spazio Schengen, non se ne parla assolutamente – afferma il ministro – Abbiamo una cooperazione importante con la Spagna. Le do solo un dato: quando fermiamo cittadini stranieri in situazione irregolare, cosa che accade considerando i mezzi terrestri che abbiamo alla frontiera, nel 70% dei casi vengono riammessi in Spagna. Abbiamo quindi una cooperazione molto, molto, molto buona con la Spagna e non abbiamo motivo di chiederne la sospensione. Non confermo l’uscita della Spagna dallo spazio Schengen, sia chiaro. Allo stesso tempo, gli strumenti europei già approvati devono essere applicati il prima possibile, in particolare il Patto su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno e per il quale abbiamo ancora bisogno di strumenti giuridici”.

Al-Fayed pdm    

[Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione. Giovannino Guareschi]  Almeno cinque donne sopravvissute agli abusi sessuali subiti per mano di Mohamed Al-Fayed, il defunto magnate egiziano trasferitosi a suo tempo nel Regno Unito e notissimo sulle scene pubbliche internazionali, sono state riconosciute dal ministero dell'Interno britannico come vittime di tratta di esseri umani, in casi che vanno dagli anni Novanta fino al periodo successivo al 2010. Ne danno notizia i media del Regno Unito, secondo cui le loro esperienze comprendono sia la tratta internazionale sia quella interna, e includono anche un caso in cui sono stati coinvolti direttamente i grandi magazzini di lusso Harrods, di cui Al-Fayed era proprietario fino al 2010. Una sopravvissuta è stata assunta in un ruolo fittizio da Harrods, un'altra invece ha lavorato come collaboratrice domestica per un membro della famiglia Fayed. Le donne sono state inserite all'interno del National Referral Mechanism (Nrm), il sistema del governo britannico che identifica le vittime di schiavitù moderna, garantendo loro supporto adeguato. Lo scandalo ha visto complessivamente 154 donne denunciare episodi di violenza sessuale, stupri e forme di sfruttamento, in gran parte nell'ambito delle diverse attività controllate da Al Fayed.


La congiura dei Nessuno al MacTro

[Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo. In casa Oblonski tutto era sottosopra. Lev Tostoj.] La prima nazionale de 'La congiura dei Nessuno', drammaturgia e regia di Sergio Beercock, interpretato da Giovanni Alfieri e dallo stesso Beercock, debutterà il prossimo 6 agosto nel chiostro del Museo d'arte contemporanea di Troina (MacTro), recentemente inaugurato nell'ex Convento del Carmine. Lo spettacolo fa parte del cartellone della sezione 'OltreMythos' del Mythos Troina Festival.    Ambientato in un futuro distopico, lo spettacolo racconta un mondo in cui il crollo delle tecnologie e delle intelligenze artificiali ha riportato la società a uno stato post-storico, offrendo una riflessione sui meccanismi di oppressione e sul significato della liberazione.    Nelle note di regia Sergio Beercock spiega che "la Congiura dei Nessuno è una scrittura contemporanea che si ispira al mito greco arcaico dell'accecamento del ciclope Polifemo (a sua volta rivisitato in chiave satiresca da Euripide nel V secolo avanti Cristo), filtrata attraverso il prisma dell'alienazione moderna". "Pippo Sileno, figura tragicomica - aggiunge - è intrappolato in un ciclo senza fine di oppressione e autoinganno. Lavora come operaio e tutto-fare per il Ciclope, incarnazione del sistema capitalista, un uomo che 'vede da un occhio solo': il Profitto. Tra momenti di satira feroce, slanci di lirismo poetico e musica dal vivo, lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul significato di 'liberazione' in un mondo dominato da ingranaggi economici e sociali apparentemente inarrestabili".    Lo spettacolo è prodotto da Babel, con il sostegno di Campsirago Residenza, LaMaMa Umbria International e Spazio Franco. L'aiuto regia e il movimento scenico sono firmati da Ludovica M. Poerio, l'ideazione scenica è de La Mandria, mentre le musiche originali sono di Sergio Beercock.    La sezione OltreMythos accompagnerà il pubblico verso il gran finale del Mythos Troina Festival, riconosciuto dal ministero della Cultura e patrocinato dall'Istituto nazionale del dramma antico, che si concluderà l'8 agosto con la prima nazionale di "Τειρεσίας - Tiresia - Teiresías", interpretato da Leo Gullotta e diretto da Fabio Grossi. 

Hezbollah contro la pace

[Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà con i nostri sogni, per non dimenticarci d’esser vivi. Giovannino Guareschi] Nuovo round di colloqui tra Stati Uniti, Israele e Libano oggi a Roma, volto a consolidare il processo negoziale sul conflitto libanese e in particolare sul confine Sud del Paese. L’incontro si svolge in una fase particolarmente delicata, mentre resta alta la tensione tra Washington e Teheran: l’obiettivo dei mediatori è anche evitare che le ripercussioni della crisi regionale compromettano il dialogo tra Israele e Libano. In questo quadro, l’Italia continua a ritagliarsi un ruolo di facilitazione diplomatica, ospitando per la seconda volta i negoziati. La riunione, che inizia oggi e dovrebbe proseguire anche domani, è il secondo ciclo di colloqui ospitato dall’Italia dopo quello di metà luglio e il settimo incontro dall’avvio dei contatti tra le parti. Al centro dei colloqui vi è l’attuazione dell’Accordo quadro trilaterale firmato il 26 giugno, punto di arrivo del processo aperto dalla cessazione delle ostilità di dieci giorni concordata il 16 aprile, successivamente prorogata e consolidata, tra Israele e Libano con la mediazione degli Stati Uniti, nel contesto della crisi regionale legata al conflitto tra Iran e Usa.  La tregua, inizialmente prevista per dieci giorni, aveva l’obiettivo di fermare le ostilità e creare le condizioni per un negoziato più ampio, segnando il primo dialogo diretto tra Israele e Libano dopo decenni. Il percorso definito successivamente prevede il progressivo ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale, il contestuale dispiegamento dell’esercito regolare libanese (Laf), il disarmo di Hezbollah e la graduale estensione delle cosiddette “zone pilota”, dove è già iniziato il ridispiegamento delle forze di Beirut.I colloqui di Roma puntano a definire i meccanismi di verifica della smilitarizzazione delle aree interessate e le garanzie necessarie per l’attuazione dell’intesa, anche attraverso il possibile coinvolgimento di una parte terza incaricata del monitoraggio. Le delegazioni guidate dagli ambasciatori di Israele e Libano a Washington si incontrano presso l’ambasciata statunitense a Roma. I negoziati tra il Libano e Israele portano "vergogna e umiliazione". Lo dice Hezbollah, secondo cui il presidente libanese sta alimentando le divisioni con i colloqui con Israele. Oggi a Roma è previsto un nuovo round di colloqui trilaterali tra Israele, Libano e Stati Uniti per risolvere il conflitto nel Paese dei Cedri.    l leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato che i negoziati diretti tra Libano e Israele, di cui si sta appunto aprendo una nuova sessione a Roma, porteranno "solo vergogna, umiliazione e continui compromessi" al popolo libanese. In un discorso televisivo trasmesso durante una cerimonia del suo partito, Qassem ha dichiarato che il presidente libanese Joseph Aoun "non ha agito da arbitro o da fattore di unione, ma si è mostrato parziale e divisivo, il che è incompatibile con il suo ruolo e con la forza del Libano". Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera per discutere la roadmap di 15 punti del Board of Peace per la Striscia di Gaza. Lo riporta Ynet.