domenica 18 ottobre 2026

Donaldo più pericoloso Putin

[Poiché non potevo fermarmi per la Morte | lei gentilmente si fermò per me. Emily Dickinson] Gli Stati Uniti hanno ripreso la condivisione di informazioni di intelligence con l'Ucraina dopo averla bloccata per "un certo periodo di tempo". Lo annuncia il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante un'intervista a 'Meet the press' della Nbc.     Il leader ucraino, secondo cui schierarsi dalla parte di Putin sarebbe un "errore storico" per gli Stati Uniti, ha comunque espresso la speranza che i colloqui con Washington possano svolgersi questa settimana.  Volodymyr Zelensky alza il livello dello scontro con il presidente americano Donald Trump, accusandolo di esercitare pressioni sull'Ucraina affinché si arrenda alla Russia, ultimo episodio di uno scontro diretto tra i due iniziato una settimana fa. Il presidente ucraino, in un'intervista a Bloomberg, ha inoltre avanzato una nuova proposta per accogliere la richiesta del tycoon di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, allo scopo di contrastare l'elevato costo del diesel negli Usa, in cambio della consegna di ulteriori missili per la difesa aerea Patriot. Il presidente Donald Trump, con un ordine esecutivo, ha sospeso importanti sanzioni e dazi sull'export a carico della Russia previsti dal 'Lindsey Graham Act', pochi giorni prima dell'entrata in vigore. La loro efficacia avrebbe complicato i suoi sforzi per ridurre i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. Lo stop riguarda la legge da lui promulgata lo scorso mese, avvalendosi di una clausola di deroga prevista dalla normativa, fortemente voluta per punire la Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina dal senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso a luglio pochi giorni dopo essere tornato da Kiev.  Donald Trump accusa Volodymyr Zelensky di prendere "di mira le raffinerie di diesel in Russia, pur sapendo che tali attacchi danneggiano gravemente i mercati globali del diesel, inclusi quelli Usa" e di "non avere interesse a porre fine a questa guerra". Lo scrive il tycoon su Truth.     Il congelamento delle nuove sanzioni alla Russia è "molto semplice", scrive poi Trump, in merito alla decisione di venerdì sera sul Graham Act. "Sto lavorando per negoziare la pace nel conflitto tra Russia e Ucraina e non voglio compiere alcun passo che possa, in modo sciocco, allontanare la Russia dal tavolo delle trattative. Sono stati fatti grandi progressi, inclusi quelli relativi alle attuali negoziazioni per il rilascio degli ostaggi!", precisa il presidente americano. Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un incontro, da tenersi a novembre, tra lui e gli omologhi americano Donald Trump e cinese Xi Jinping per discutere dell'Ucraina, allo scopo di negoziare la fine al conflitto che sia favorevole a Mosca. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a persone a conoscenza del dossier. Il piano è un tentativo di Putin di sfruttare il suo riavvicinamento con Trump, in una dinamica che ha destato timori in Ucraina e tra i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice simile, senza Volodymyr Zelensky, sarebbe senza precedenti e un campanello d'allarme nelle capitali europee e non solo. 

Patteggia Elon

[Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti. Emily Dickinson] Elon Musk ha patteggiato le cause per frode sulle elargizioni per milioni di dollari fatte agli elettori nel 2024. Il patron di SpaceX e Tesla, nonché l'uomo più ricco del pianeta e grande finanziatore del partito repubblicano, ha raggiunto un accordo nelle due cause ancora pendenti sul milione di dollari erogato giornalmente agli elettori durante le battute finali delle presidenziali del 2024.     Secondo quanto emerge dai documenti depositati, ha riferito la Cnn, il super Pac di Musk avviò l'iniziativa di erogazione giornaliera di 1 milione di dollari agli elettori registrati negli stati chiave nella corsa tra Donald Trump e Kamala Harris, esortando a sostenere il tycoon. Dopo il voto, gli elettori di alcuni stati decisero di intentare cause civili collettive per frode contro Musk e il suo gruppo politico, America Pac, sostenendo che il magnate li avesse ingannati, facendogli credere che avrebbero avuto una possibilità equa di vincere il denaro se si fossero iscritti al concorso, il che implicava la cessione dei loro dati personali alla sua organizzazione politica.     Musk aveva dichiarato in pubblico che i pagamenti sarebbero stati distribuiti "casualmente" agli elettori registrati. Ma i suoi avvocati hanno poi ammesso in tribunale che i vincitori "non erano stati scelti a caso", bensì in base alla loro capacità di diventare portavoce efficaci per il super Pac pro-Trump.     Quest'anno, Musk ha ripreso il suo ruolo di megadonatore repubblicano, con almeno 276 milioni di dollari in donazioni ai candidati del Gop per le elezioni di metà mandato. Ha inoltre continuato a essere uno dei principali promotori della disinformazione elettorale, come già nel 2024. 

Economia asia in frenata

[È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte. (destinatario sconosciuto, Emily Dickinson] La crescita delle economie asiatiche subirà un rallentamento il prossimo anno, fra rischi crescenti legati allo shock energetico indotto dalla guerra in Iran, a una potenziale correzione del boom dell'Ia e agli effetti di contagio dall'aumento dei rendimenti obbligazionari globali.     Lo scrive il Fmi in un rapporto sulle prospettive della regione Asia-Pacifico, avvertendo anche che l'incertezza sul percorso della politica monetaria degli Usa potrebbe mantenere volatili i mercati finanziari asiatici. "I tassi di cambio e i flussi di capitale sono diventati più volatili da quando si è verificato quest'anno lo shock energetico", con diverse economie emergenti che stanno sperimentando pressioni verso la svalutazione, scrive il Fmi nel rapporto pubblicato in occasione delle riunioni annuali a Bangkok. "Si prevede che la politica monetaria statunitense continui in senso restrittivo entro la fine dell'anno. La combinazione del rigore della politica monetaria e delle pressioni fiscali nella maggior parte delle principali economie avanzate è destinata a mantenere pressioni al rialzo sui rendimenti in tutta l'Asia e il Pacifico".     Il Fmi si attende ora  una crescita dell'economia asiatica del 4,8% nel 2026 e del 4,4% nel 2027, meglio rispetto alle proiezioni di aprile, ma comunque in rallentamento rispetto all'espansione del 5,0% del 2025. "I rischi sulle prospettive restano orientati al ribasso", avverte il Fmi, perché uno stallo prolungato nel conflitto in Medio Oriente potrebbe mantenere alti i prezzi delle materie prime ed erodere le riserve di petrolio. L’economia dell’Italia registrerà una crescita dello 0,8% quest’anno, cui dovrebbe seguire un più 0,6% del Pil nel 2027 e un più 0,7% nel 2028. Sono le previsioni del Fondo monetario internazionale, inserite in un focus sulle economie europee pubblicato in occasione delle assemblee autunnali che sono in corso a Bangkok. Il Fmi aveva già pubblicato le stime sulla crescita italiana, ma in questo caso per la prima volta viene inserita anche la previsione sul 2028. Sull’inflazione in Italia l’istituzione di Washington prevede un’accelerazione al 3,3% sulla media di quest’anno, dall’1,6% registrato nel 2025, uno smorzamento al 2,8% nel 2027 e una attenuazione al 2,3% nel 2028.


Endorsement di Donaldo per Bibi

[L'Incertezza – è più Ostile della Morte  | la Morte – per quanto sia Vasta, | è solo Morte, e non può aumentare – | l'Incertezza – non si conclude – || ma perisce – per vivere di nuovo – | ma solo di nuovo per morire – | Annichilazione – cromata di fresco | con l'Immortalità.  Emily Dickinson] Il presidente Usa Donald Trump ha espresso il suo "pieno e totale sostegno" al premier israeliano Benjamin Netanyahu, in vista delle elezioni del 27 ottobre nello Stato ebraico. "Bibi Netanyahu è stato un grande primo ministro 'guerriero' e un partner ancora più importante nella lotta per la pace contro la Repubblica islamica dell'Iran", ha scritto su Truth il capo della Casa Bianca, assicurando agli israeliani che "Bibi Netanyahu non vi deluderà mai!". Guardando all'Iran e alle sue minacce verso Israele e gli Usa, Trump ha sostenuto che "se Israele dovesse avere un leader diverso da Bibi, l'America sarebbe costretta a occuparsene in prima persona, cosa che non ho alcuna intenzione di fare". Nel messaggio su Truth, il capo della Casa Bianca ha affermato che "Bibi Netanyahu si è dimostrato forte, coraggioso e brillante di fronte a un'opposizione enorme, proveniente persino dall'interno dello stesso Israele. Nonostante tutto, ha resistito e, anzi, ha prosperato!". "Ho osservato Bibi nei momenti più difficili: chiunque altro avrebbe ceduto sotto una tale pressione, ma lui no; al contrario, ne è uscito rafforzato e mantiene ancora oggi quella stessa forza", ha proseguito Trump, sottolineando che "è questo il tipo di partner che gli Stati Uniti d'America si aspettano da Israele, un Paese per il quale hanno fatto così tanto". Finora Trump non si era espresso cosi' apertamente a favore di Netanyahu in vista delle cruciali elezioni israeliane, anzi tra la primavera e l'estate i toni usati dal presidente nei confronti dello storico amico e alleato non erano certo stati benevoli, con tanto di frecciate lanciate apertamente in pubblico e critiche neanche troppo velate. GadiEisenkot, principale sfidante di Benyamin Netanyahu alle elezioni israeliane del 27 ottobre, ha replicato al messaggio di sostegno di Donald Trump al primo ministro uscente, affermando che "solo gli israeliani possono scegliere il proprio leader". Lo riportano i media israeliani.     Nel corso di una conferenza a Tel Aviv, Eisenkot ha dichiarato di "ammirare il presidente americano", il quale aveva appena espresso il suo "pieno e totale sostegno" a Netanyahu "nella corsa alla rielezione". "Ma Israele è un Paese democratico: solo gli israeliani possono scegliere i propri leader", ha aggiunto Eisenkot. Il capo di stato maggiore dell'Idf ha imposto che i militari dell'esercito israeliano siano tutti presenti nel giorno delle elezioni, il 27 ottobre, dopo valutazioni secondo cui in quella data potrebbero verificarsi attentati terroristici con l'obiettivo di influenzare l'esito delle urne. Lo riferisce la tv Channel 12 spiegando che la decisione è stata presa al termine di una fase di preparazione e valutazione  ''Queste elezioni sono cruciali per il nostro futuro: o la destra o la Palestina. O il nostro forte governo di destra o un governo di sinistra di Eisenkot con i partiti arabi, Yair Golan, Lieberman e Bennett''. Lo scrive il premier Benyamin Netanyahu in un messaggio in cui si rivolge ai ''cittadini israeliani'' in vista delle elezioni del 27 ottobre e in cui ribadisce quello che è il principale slogan elettorale del Likud.


Donaldo in tour

[L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità. Emily Dickinson] Trump parla, ma su Truth Social sono sempre meno quelli che lo ascoltano. Il presidente americano continua a usare il suo social come megafono della Casa Bianca - dalla guerra in Iran agli annunci politici, senza rinunciare ai video generati dall'intelligenza artificiale che lo vedono protagonista - ma a due settimane dall'appuntamento con le elezioni di midterm il pubblico si assottiglia: secondo dati della società di monitoraggio digitale Similarweb citati dal Washington Post, il traffico sulla piattaforma è crollato di oltre il 30% nell'ultimo anno. A settembre Truth Social contava in media 260 mila utenti al giorno, contro il picco di 420 mila raggiunto nel giugno 2025. Trump ha lanciato Truth nei quattro anni tra le sue due presidenze quando, dopo l'assalto al Capitol del 6 gennaio, Facebook, YouTube e Twitter lo avevano messo al bando. Nel secondo mandato il social è stato al centro di interrogativi su possibili conflitti d'interesse. All'inizio di quest'anno, ad esempio, ha annunciato un servizio che consentirebbe agli investitori di accedere ai post pubblicati sul social prima degli altri utenti, sollevando dubbi di natura legale sulla possibilità di ottenere un vantaggio nei mercati finanziari grazie all'accesso privilegiato alle comunicazioni del presidente.  Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto venerdì a Dalton, nel nord-ovest della Georgia, in sostegno dei candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato. L’evento ha riunito per la prima volta quest’autunno il candidato al Senato Mike Collins e il candidato alla governatorato Rick Jackson. Collins sfiderà il senatore democratico in carica Jon Ossoff, mentre Jackson si contenderà la carica di governatore con l’ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms. Il comizio rientra nello sforzo della Casa Bianca di mobilitare l’elettorato repubblicano in uno degli stati più competitivi del paese. “Dovete fingere che io sia candidato”, ha detto Trump davanti ai sostenitori, dopo che alcuni hanno gridato “Trump 2028”. Il presidente ha inoltre affermato: “La sera delle elezioni, la Georgia dimostrerà che l’America non appartiene a coloro che ci odiano”. La Georgia rappresenta una sfida diversa rispetto agli stati saldamente repubblicani visitati di recente da Trump, come Alabama, Montana e Tennessee. Per vincere, Collins e Jackson dovranno probabilmente attrarre elettori oltre alla base trumpista, in un contesto in cui la popolarità presidenziale nello stato risulta in calo. Durante il discorso, alcuni manifestanti hanno interrotto l’intervento per protestare contro le politiche migratorie dell’amministrazione. Trump ha insinuato, senza fornire prove, che il “perdente di sinistra” Ossoff avesse pagato i dimostranti. Il presidente ha dedicato gran parte del comizio alle critiche verso i democratici, alla difesa della guerra in Iran e alla promozione delle proprie politiche di confine, più che alla presentazione dei candidati georgiani. I repubblicani intendono investire nuove e ingenti risorse a sostegno del senatore Pete Ricketts in vista delle midterm, evidenziando il massimo impegno per la difesa di un seggio un tempo considerato sicuro, in un clima di preoccupazione economica nel cuore dell'America. Il Senate Leadership Fund, riferisce il Wall Street Journal, ha annunciato che spenderà 8 milioni di dollari fino al 3 novembre, il giorno delle elezioni, portando a 15 milioni la cifra totale destinata alla difesa del seggio del Grand Old Party in Nebraska. L'organizzazione ha già speso 7 milioni di dollari, ma attraverso un altro ente denominato 'Cornhusker Majority', il cui finanziamento non era stato reso pubblico in precedenza. La scorsa settimana il presidente Trump si è recato in Nebraska per una campagna elettorale congiunta con Ricketts, e anche il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha in programma di fare campagna elettorale nello Stato. I sondaggi indicano una sfida combattuta, ma gli osservatori ritengono però probabile che Ricketts riesca a mantenere il seggio. Le operazioni di voto sono già in corso nello Stato. Ricketts affronta lo sfidante Dan Osborn, un sindacalista che nel 2021 ha guidato uno sciopero all'impianto Kellogg's di Omaha. Osborn, che si candida come indipendente, ha sfiorato nel 2024 la vittoria di un seggio al Senato contro la senatrice repubblicana Deb Fischer, arrivando a circa 7 punti percentuali di distacco. In quell'anno, Trump vinse nello Stato con un margine di 16 punti nelle elezioni presidenziali. James Talarico è in leggero vantaggio sul procuratore generale repubblicano Ken Paxton nella corsa al Senato in Texas. L'ultimo sondaggio della University of Texas/Texas Politics Project mostra il democratico al 50% contro il 47% di Paxton, un distacco che rientra nel margine di errore del 3,3%. Si tratta dell'ultimo di una serie di rilevazioni di ottobre che evidenziano un testa a testa sempre più serrato in uno Stato che non elegge un democratico al Senato dal 1988. Il sondaggio mostra che entrambi i candidati mantengono il sostegno del proprio elettorato di riferimento: il 92% dei repubblicani ha scelto Paxton, mentre il 98% dei democratici ha optato per Talarico. Tra coloro che hanno dichiarato di aver votato per la vicepresidente Kamala Harris nel 2024, il 98% sostiene Talarico; tra gli elettori che nel 2024 hanno scelto il presidente Donald Trump, l'89% sostiene Paxton.

Hamas in Europa

[Quando la xenofobia esplode, gli ebrei sono automaticamente coinvolti. Perché in tanti altri paesi gli ebrei continuano a essere considerati degli stranieri, nonostante siano presenti da generazioni. Simon Wiesenthal] I manifestanti si radunano nel centro di Londra per una marcia nazionale a sostegno della Palestina, organizzata dalla Palestine Solidarity Campaign. I manifestanti espongono cartelli con scritte quali “Libertà per la Palestina” e “Basta con il genocidio” e scandiscono lo slogan “Siamo tutti palestinesi”. Quella di Londra è una delle manifestazioni organizzate in tutto il mondo, Italia compresa. Nikolay Mladenov, Alto Rappresentante per Gaza presso il Board of Peace, l’organismo sostenuto dagli Stati Uniti incaricato di risolvere il conflitto tra Hamas e Israele, ha affermato che l’incapacità di compiere progressi a Gaza, unita all’escalation di violenza in Cisgiordania, rende “impossibile” una soluzione a due Stati. “Direi che se a Gaza continua così, o non si procede con l’attuazione del piano globale che abbiamo elaborato, la soluzione a due Stati diventerà praticamente impossibile”, ha affermato Mladenov intervenendo all’Hili Forum di Abu Dhabi, così come riporta il Times of Israel. “Perché, con tutto ciò che sta accadendo in Cisgiordania, e con oltre il 50% di Gaza ora sotto il controllo dell’esercito israeliano e meno del 50% sotto il controllo di Hamas, non esiste una via credibile per una risoluzione politica del conflitto”, ha aggiunto. In migliaia sono scesi in piazza in oltre cinquanta città italiane per manifestare in favore della Palestina e per chiedere "la fine del genocidio". Da Torino a Milano, da Roma a Napoli, i cortei hanno sfilato pacificamente, con momenti di tensione con le forze dell'ordine che si sono registrati a Torino. E sono comparsi diversi striscioni inneggianti al 7 ottobre, tre giorni dopo la ricorrenza dell'attacco di Hamas in territorio israeliano del 2023, l'operazione 'diluvio al-Aqsa'.  Le realtà palestinesi in Italia e tanti movimenti studenteschi, antagonisti ed associazioni hanno sfilato a Roma dal Colosseo fino all'università La Sapienza. In testa al corteo - composto da alcune migliaia di persone - uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo". Subito dietro, un altro con la frase "7 ottobre giornata della Resistenza". Oltre a decine di bandiere palestinesi, tra i manifestanti sono state notate anche alcune bandiere di Hezbollah. A Torino erano in circa 8mila persone alla manifestazione indetta dal coordinamento cittadino per Gaza e che ha visto l'adesione di oltre sessanta realtà tra movimenti, collettivi, forze politiche e sigle sindacali. Momenti di tensione quando la testa del corteo si è avvicinata al cordone di forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci. L'azione è stata prima respinta con qualche manganellata, poi la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare in piazza quasi un migliaio di manifestanti. Al termine dell'evento sono state date alle fiamme due fantocci di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.  "Per noi il 7 ottobre rappresenta una giornata di resistenza", ha detto Sara, una delle portavoci del coordinamento Torino per Gaza. Parole su cui interviene Alessandra Binzoni, consigliera regionale Fdi in Piemonte, affermando che "ancora una volta, le strade della nostra città sono state teatro di una manifestazione in cui, dietro la facciata della solidarietà al popolo palestinese - afferma - si è scelto deliberatamente di sdoganare l'odio, la violenza e la giustificazione del terrorismo. Inneggiare al brutale massacro del 7 ottobre è inaccettabile". Ad aprire la manifestazione di Milano uno striscione con la scritta "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". "Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l'oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare la lotta palestinese al centro del dibattito politico e popolare in Italia", hanno detto gli organizzatori. Tra i cartelli esposti anche uno con la frase "7 ottobre come il 25 aprile. Fasci e sionisti appesi". In piazza a Napoli anche Greta Thunberg. L'attivista svedese ha raggiunto i manifestanti nell'area intorno alla stazione ferroviaria, percorrendo insieme a loro la piazza e intrattenendosi brevemente con alcune delle persone presenti. "Il mio messaggio ai giovani è di non avere paura di essere arrabbiati, bisogna canalizzare la propria rabbia e il proprio disappunto e utilizzare quella rabbia per riprendersi ciò che di diritto spetta alle nuove generazioni", ha detto nel corso di una conferenza stampa.  Striscioni con slogan "Basta complicità con il genocidio" poi a Bologna dove sono comparsi cartelli con la caricatura di Trump e Netanyahu e la scritta "Murderers", e tante bandiere della Palestina. Intonando i cori "Intifada fino alla vittoria", "ci servono più aule e non più bombe" e "non ci arruoliamo" sono confluiti in piazza Nettuno i collettivi che hanno aderito alla manifestazione chiamata dai Giovani Palestinesi a Bologna, per protestare "contro il sionismo" e per "la fine del genocidio a Gaza".  


sabato 17 ottobre 2026

Stop critiche a Putin

[Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo. Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell'evitare. Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato, punta al bordo, costeggia, il lanciatore di coltelli tocca da lontano, l'errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo. Dal libro "L'ospite incallito"] La sentenza fa seguito alla decisione del 10 agosto della Corte Suprema russa di vietare a Yabloko di partecipare alle elezioni parlamentari del mese prossimo.     Nella sua dichiarazione finale al processo, riporta Amnesty International, Lev Shlosberg ha descritto come "migliaia e migliaia" di persone siano state prese di mira in Russia per le loro convinzioni "pacifiche, non violente e umanistiche". “In realtà - ha aggiunto - in quest'aula di tribunale io sono la Federazione Russa, che è stata rinchiusa in una gabbia e che si vuole ridurre al silenzio".    Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, ha dichiarato che "il processo e la condanna arbitrari di Shlosberg sono una palese rappresaglia per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione e per aver chiesto la pace”. "L'esclusione del partito Yabloko dalle elezioni della Duma di Stato di settembre è un'ulteriore prova che il pluralismo politico e le posizioni pacifiste non trovano posto nella Russia di oggi", ha aggiunto. La Corte Suprema russa ha respinto oggi in secondo grado l'appello presentato dal partito dell'opposizione Yabloko, che contesta apertamente l'intervento armato in Ucraina, contro la sua esclusione dalle elezioni parlamentari del mese prossimo. Il partito ha annunciato che presenterà un nuovo appello presso il Presidio della stessa Corte Suprema, ha annunciato il suo avvocato, Gadzhi Aliyev, parlando con l'agenzia Tass.    Alcune decine di sostenitori di Yabloko che si erano radunati davanti alla sede della Corte per protestare contro l'esclusione dalle elezioni sono stati fermati, secondo quanto riferisce l'ong Ovd-Info, specializzata nell'assistenza legale agli oppositori. La stessa organizzazione stima che i fermati, portati presso diverse stazioni di polizia, potrebbero essere fino a 85, ma diversi di loro hanno cominciato ad essere rilasciati dopo aver ricevuto un avvertimento.   Il 10 agosto la Corte Suprema aveva deciso di escludere Yabloko dalle elezioni in programma dal 18 al 20 settembre accogliendo una richiesta del piccolo partito nazionalista filo-Cremlino Rodina, secondo il quale Yabloko aveva violato la legislazione in materia di proprietà intellettuale in alcuni post sul suo sito e aveva ricevuto fondi da persone finanziate da Stati esteri.     Uscendo dalla sede della Corte Suprema, il leader di Yabloko, Nikolai Rybakov, ha affermato che presto il partito annuncerà un nuovo piano per poter continuare la sua attività.     Sempre oggi un giudice della regione di Pskov ha condannato il vicepresidente del partito, Lev Shlosberg, a 11 anni e un mese di carcere per aver "screditato" e diffuso "notizie false" sull'esercito russo, secondo quanto riferito dal Moscow Times. L'oppositore russo in esilio ed ex campione di scacchi Garry Kasparov afferma di essere stato avvertito dai servizi lituani e statunitensi che la sua vita è "in pericolo". "La notizia secondo cui, insieme al mio storico collaboratore e cofondatore del Forum della Russia Libera, Ivan Tyutrin, siamo inseriti in una lista di persone da assassinare, non è una sorpresa per me, ma è comunque uno shock", ha detto Kasparov in un post su Telegram, riferendosi a un articolo del giornale spagnolo El Mundo.     "Siamo stati avvisati che avremmo dovuto adottare misure precauzionali.