[Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi; ma se si accontenta di iniziare con qualche dubbio, arriverà alla fine a qualche certezza.(F.Bacone)] Ryanair ridurrà la propria rete di voli nel corso del 2026, eliminando alcune rotte considerate meno redditizie in Paesi come Spagna, Germania, Francia, Belgio e Portogallo. I tagli sono stati decisi sulla base di diversi fattori, come l’aumento delle tasse aeroportuali, l’incremento delle imposte sul trasporto aereo e il rialzo delle tariffe per il controllo del traffico aereo imposte dai governi nazionali e dai gestori aeroportuali. La compagnia ha spiegato che preferirà concentrare la propria capacità sui mercati dove i costi operativi risultano più bassi e la domanda di voli rimane elevata. La Spagna sarà una delle nazioni più penalizzate. Interrotti tutti i voli verso le Asturie e Vigo, chiusa la base di Santiago de Compostela e ridotti i collegamenti verso Santander, Saragozza e alcune destinazioni delle Isole Canarie. Anche i servizi verso Valladolid e Jerez risultano sospesi. In Germania cancellate 24 rotte: interessati gli aeroporti di Berlino, Amburgo, Colonia, Francoforte-Hahn, Dortmund, Dresda, Lipsia e Memmingen mentre in Francia stop ai voli per Bergerac, Brive e Strasburgo, oltre all’interruzione delle operazioni verso lo scalo di Clermont-Ferrand. Anche in Belgio sono state tagliate circa 20 rotte e ridotti i servizi da Bruxelles e Charleroi. In Portogallo, invece, interrotte completamente le operazioni verso le Azzorre, cancellando tutte e sei le rotte da e per l’arcipelago a partire dal 29 scorso marzo.
OTTOBRE ROSSO
venerdì 17 aprile 2026
giovedì 16 aprile 2026
Tregua Israele - Libano
[Donna chi posa mal'pensa. Donna che riposa, mal pensa.] L'annuncio del presidente americano Donald Trump. L'inizio della tregua, ha scritto in un post su Truth, è programmato alle 23 (ora italiana). Il numero uno della Casa Bianca ha detto di aver parlato sia con il presidente libanese Aoun che con il primo ministro israeliano Netanyahu, e di volerli invitare alla Casa Bianca per "colloqui significativi" tra i due Paesi. Poi ha aggiunto: "È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la decima, quindi diamoci da fare. Almeno 35 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro il Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese nel suo aggiornamento quotidiano, mentre funzionari libanesi e israeliani si incontrano a Washington, DC, per discutere di possibili colloqui per un cessate il fuoco, scrive la Cnn. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, gli attacchi aerei del Paese contro il Libano hanno causato la morte di almeno 2.124 persone dal 2 marzo. Tra le vittime figurano 168 bambini e almeno 88 operatori sanitari. I rappresentanti di Israele e Libano "hanno avuto discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due Paesi". Lo si legge in una nota congiunta pubblicata dopo gli incontri a Washington. "Le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti in una data e in un luogo da stabilirsi successivamente", si sottolinea. L'incontro, si legge ancora nella nota "ha segnato il primo contatto di alto livello tra i governi israeliano e libanese dal 1993. I partecipanti hanno intrapreso discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due paesi". "Gli Stati Uniti si sono congratulati con entrambi i paesi per questo storico traguardo, esprimendo il proprio sostegno alla prosecuzione delle discussioni, nonché ai piani del governo libanese volti a ripristinare il monopolio statale sulle armi e a porre fine all'eccessiva influenza dell'Iran". Le parti "hanno inoltre espresso la speranza che tali discussioni vadano oltre il quadro dell'accordo del 2024 e conducano a un accordo di pace globale" ribadendo "il proprio sostegno al diritto di Israele di difendersi dagli attacchi in corso da parte di Hezbollah". Le parti, "hanno inoltre sottolineato che qualsiasi accordo di cessate il fuoco debba essere concluso tra i governi, sotto la mediazione americana, e non attraverso un canale parallelo". E hanno indicato "che tali negoziati potrebbero aprire la strada a significativi aiuti per la ricostruzione e la ripresa economica del Libano, nonché a maggiori opportunità di investimento per entrambi i paesi". Le autorità iraniane hanno condannato a morte altre quattro persone, tra cui una donna, per le proteste del gennaio di quest'anno. Lo riferiscono diverse organizzazioni per i diritti umani. I quattro sono stati condannati a morte da un tribunale rivoluzionario di Teheran presieduto dal famigerato giudice Imam Afshari, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto azioni per conto degli Stati Uniti, hanno dichiarato in comunicati separati l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) e il Centro Abdorrahman Boroumand. Erano stati accusati di aver lanciato blocchi di cemento da un edificio residenziale contro le forze di sicurezza nella capitale. Non è stato immediatamente chiarito quando sia stata emessa la sentenza. L'Iran ha già impiccato sette persone in relazione alle proteste che, secondo gli attivisti, sono state represse con una violenza tale da causare migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la Repubblica islamica di utilizzare la pena di morte come strumento di repressione per instillare paura nella società e temono che intensificherà le esecuzioni capitali in seguito alla guerra contro Israele e gli Stati Uniti. Israele ha iniziato gli attacchi contro quelli che definisce obiettivi di Hezbollah, sostenuto dall'Iran, nel Paese poco più di sei settimane fa, e ha continuato a condurre raid anche dopo l'attuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Sempre alta la tensione in Medio Oriente, giunta al 46/mo giorno di guerra, mentre la diplomazia è al lavoro. Il Pakistan ha proposto un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad prima della fine del cessate il fuoco. La Cina si adopera per il cessate il fuoco in Medio Oriente: Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed. Intanto Trump boccia la proposta dell'Iran su uno stop di 5 anni dell'arricchimento dell'uranio. Intanto, i blocco navale minacciato da Donald Trump per soffocare la Repubblica islamica diventa realtà nello stretto di Hormuz, aprendo un nuovo, incerto capitolo del conflitto in Medio Oriente, lo stop è garantito da 15 navi Usa. Dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad Trump rivela: 'Teheran ci ha chiamato, vogliono un accordo'. La prima nave ad attraversare il canale una portacontainer diretta a Dubai. Una petroliera cinese è transitata ed è entrata nel Golfo dell'Oman. 'La chiusura è un danno', dice la presidente della Commissione europea Von der Leyen che vara il piano sull'energia ma chiude alla sospensione del Patto di stabilità. Fmi-Banca mondiale-Iea lanciano l'allarme: l'impatto della guerra 'colpisce in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia', col rialzo dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. La guerra in Iran è "quasi finita. La considero molto vicina alla fine". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L'intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano.
ROMA ANNO 2779
[Etiam capillus habet umbram suam. Siro] Roma si prepara a celebrare il 2779° anniversario della sua fondazione con un programma diffuso di iniziative culturali gratuite promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. Dal 19 al 22 aprile la città ospiterà concerti, visite guidate, itinerari urbani e appuntamenti nei musei civici, coinvolgendo diversi quartieri e alcuni dei luoghi simbolo dell’Urbe, dal centro storico al Quadraro fino a Casal de’ Pazzi. Cuore dei festeggiamenti sarà la giornata del 21 aprile, quando nel tardo pomeriggio la musica invaderà il centro storico con una serie di concerti simultanei delle bande musicali delle Forze Armate. A partire dalle 17.30 si esibiranno in diverse piazze della città: dalla Banda della Polizia Locale in piazza del Campidoglio alla Banda dell’Esercito sulla scalinata di Trinità dei Monti, fino agli appuntamenti in piazza San Silvestro, piazza Pia, piazza di San Lorenzo in Lucina, piazza di Pietra e piazza Sant’Ignazio con le bande di Marina Militare, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria. Sempre il 21 aprile, in Campidoglio, il pubblico potrà partecipare alle visite straordinarie gratuite a Palazzo Senatorio, con accesso all’Aula Giulio Cesare. Le visite, curate dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, sono previste alle 16.30, 17.15, 18.00 e 18.45 per gruppi di massimo 30 persone, con prenotazione obbligatoria. Il calendario degli appuntamenti prenderà il via sabato 19 aprile al Museo di Casal de’ Pazzi con la presentazione di un nuovo fumetto dedicato alla preistoria del territorio romano e alle origini del popolamento umano nell’area. Nel giorno del Natale di Roma, oltre agli eventi musicali e alle visite in Campidoglio, sono in programma anche itinerari urbani e visite tematiche nei Musei Civici. Tra queste, il percorso dedicato alla street art del progetto M.U.Ro nel quartiere Quadraro, la visita alla mostra su Constantin Brâncuşi ai Mercati di Traiano, l’appuntamento al Museo Pietro Canonica, e altri approfondimenti alla Galleria d’Arte Moderna, al Museo Barracco e al Museo di Roma in Trastevere. Il programma si concluderà il 22 aprile al Museo di Roma a Palazzo Braschi con la visita tematica “Vivere a Roma: piazze, feste e mestieri”, dedicata alla vita quotidiana della città tra Seicento e Ottocento. Le visite guidate nei musei sono gratuite con il biglietto d’ingresso secondo la tariffazione vigente, mentre l’accesso ai Musei Civici di Roma Capitale resta gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana. Le prenotazioni per le visite a Palazzo Senatorio apriranno il 17 aprile alle ore 10.
Teste Mozze a Palermo
[L'unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene. Locke] Un ponte maestoso in pietra a tre campate di cui si era persa la memoria a pochissima distanza dal Ponte dell’Ammiraglio, il monumento arabo-normanno con cui costituiva un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto. È il Ponte delle Teste Mozze, che deve il suo nome al trasferimento in zona, a metà del Settecento, del cippo nelle cui nicchie si esponevano le teste dei condannati a morte. Il ponte venne totalmente interrato e in questo modo scampò alla demolizione quando nel 1831 fu deviato il corso dell’Oreto. Durante i lavori di realizzazione della linea del tram, è tornato alla luce nel 2014 grazie agli scavi della Soprintendenza ai Beni culturali, e adesso apre per la prima volta al pubblico per Il Genio di Palermo, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con l’Università di Palermo, la Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni. Visite nel weekend dal 16 al 19 aprile e nei due successivi. Un ponte maestoso in pietra a tre campate di cui si era persa la memoria a pochissima distanza dal Ponte dell’Ammiraglio, il monumento arabo-normanno con cui costituiva un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto.
Zelensky a Roma
[Audaces fortuna iuvat. Virgilio] “L’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e in sede di Unione europea la pressione economica sulla federazione russa. Che continua a non mostrare segnali concreti nel percorso negoziale, insiste negli attacchi contro i civili, persevera nel colpire le infrastrutture indispensabili per la popolazione. Il ventesimo pacchetto di sanzioni che l’Europa si appresta ad adottare rappresenta da questo punto di vista un passaggio importante per ridurre ancora le entrate che alimentano la macchina bellica russa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni al termine dell’incontro con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a Roma. “Allo stesso modo – ha aggiunto – continueremo a lavorare anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, che è uno strumento ovviamente fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina, perché chiaramente un’eventuale crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea”. “Oggi ho informato Giorgia della situazione sul campo di battaglia in Ucraina. Proprio adesso nei cieli dell'Ucraina ci sono di nuovo gli Shahed, ci sono gli attacchi massicci e abbiamo bisogno assolutamente dei sistemi aggiuntivi di contraerea. Per noi sono vitali e possiamo lavorare insieme per la produzione di questi sistemi di difesa antiaerea. Perché noi dobbiamo assolutamente evitare la normalizzazione di queste azioni della Russia". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accanto a Giorgia Meloni al termine del loro incontro a Palazzo Chigi.“Non c’è alcun Paese che non senta le conseguenze della guerra in Iran, per tutti aumenta il costo della vita, crescono i rischi energetici e questo peggiora assolutamente le condizioni sociali e la preparazione per il nostro prossimo inverno. L’Ucraina sta già contribuendo alla stabilizzazione della situazione in quella regione, noi lavoriamo con i paesi interessati per la protezione dagli attacchi degli Shahed e per lo sviluppo della loro difesa. Passi analoghi l’Ucraina offre anche all’Europa, perché tutti noi abbiamo bisogno di un sistema di difesa moderno e davvero efficace, capace di proteggere da qualsiasi minaccia. La guerra è cambiata e ora senza una difesa veramente solida e sicura da tutti i tipi di droni nessuno può sentirsi al sicuro. L’Ucraina ha sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, questo lo chiamiamo formato ‘drone deal’: la nostra expertise, l’esperienza militare, le nostre capacità difensive in materia di droni, missili, guerra elettronica, scambio di dati, noi proponiamo di unirle alle capacità dei nostri partner, così ci sosteniamo l’uno l’altro. È importante che ci sia interesse da parte dell’Italia per questo formato di cooperazione, abbiamo concordato con Giorgia che i nostri team lavoreranno sui dettagli del programma drone deal tra l’Italia e l’Ucraina”. Così il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky accanto a Giorgia Meloni. A Berlino, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha espresso un cauto ottimismo sul fatto che l’Alleanza riuscirà a coprire, entro la fine dell’anno, i finanziamenti necessari per gli aiuti alla difesa dell’Ucraina attraverso il meccanismo della Purl, la Lista dei Requisiti con priorità per l’Ucraina. Rutte ha parlato dopo una riunione del Gruppo di contatto per la difesa di Kiev, alla presenza del ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, del ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e del segretario di Stato alla Difesa britannico John Healey. Il segretario generale ha ammesso che la ripartizione degli oneri tra gli alleati resta ancora disomogenea, ma ha sottolineato che i segnali sono in miglioramento. “È importante per me partecipare a questo Gruppo di contatto per la difesa ucraina qui a Berlino, insieme con i co presidenti e con Mikhail Fedorov. Perché non possiamo perdere di vista l’Ucraina, anche di fronte alle molte sfide di sicurezza urgenti che abbiamo. Non c’è alcuna tregua nella guerra d’aggressione russa. La Russia continua a sferrare attacchi brutali giorno e notte. Le forze armate ucraine continuano a contenere i russi e il popolo ucraino continua a resistere. Oggi, e penso che questo sia stato molto importante, abbiamo tutti riaffermato il nostro impegno verso l’Ucraina. Equipaggiamento militare essenziale continua ad affluire in Ucraina dai Paesi alleati della NATO, anche attraverso l’iniziativa NATO PURL, che porta nel Paese potenti armi americane, pagate dagli alleati e dai partner. PURL continua a fluire”, ha aggiunto. Rutte ha spiegato che la PURL permette di concentrare le risorse sui requisiti più urgenti, con ordini congiunti e finanziamenti condivisi tra numerosi membri della NATO e partner. Secondo il Segretario Generale, la priorità resta garantire che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per restare in campo, rafforzando le capacità a lungo termine delle sue forze armate. “Accolgo con favore l’ulteriore supporto annunciato durante l’incontro. Ad esempio, abbiamo sentito parlare di nuovi missili dalla Germania per i Patriot, 120.000 droni dal Regno Unito, altri droni dai Paesi Bassi e maggiori fondi e l’iniziativa ceca sulle munizioni. Mikhail Fedorov, i tuoi sforzi stanno rendendo le forze armate ucraine ancora più forti. Li accolgo con grande favore. State facendo un lavoro fantastico. La Russia sta faticando sul campo di battaglia. Vincere è ormai un sogno lontano per Putin. E abbiamo persino visto alcuni resoconti dei media secondo cui si sta rendendo conto che la sua economia è in cattive condizioni. E questo lo sapevamo già. Mentre le forze armate ucraine infliggono perdite enormi alla sua macchina da guerra, ogni giorno, e i numeri sono davvero impressionanti. Ne abbiamo sentito parlare anche oggi. Un’Ucraina forte oggi e un’Ucraina forte per il futuro è il modo in cui si può fermare l’aggressione russa. Quindi dobbiamo impegnarci a fondo e continuare a fornire il supporto cruciale di cui l’Ucraina ha bisogno. Perché la sicurezza dell’Ucraina è la nostra sicurezza. L’esperienza dell’Ucraina nel contrastare le minacce dei droni e dei missili sta contribuendo a salvare vite umane anche al di fuori dei suoi confini” ha aggiunto Rutte. Sebbene un numero limitato di Paesi stia ancora sopportando la parte più pesante degli oneri, Rutte ha sottolineato che la pressione si sta alleggerendo grazie alle nuove promesse e all’uso coordinato dei fondi collettivi. “Su questo obiettivo”, ha concluso, “c’è un ampio consenso da entrambe le sponde dell’Atlantico”.
La Cina ci salverà?
[Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore. Schopenhauer] Donald Trump ha avvertito la Cina che imporrà dazi del 50% se invierà armi all'Iran. Si tratta del secondo avvertimento del tycoon in due giorni a Pechino.La Cina ha dichiarato che il blocco Usa dei porti iraniani è "pericoloso e irresponsabile", dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald ha minacciato di affondare qualsiasi imbarcazione che tenti di partire o attraccare in quelle zone. "Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un'azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun in una conferenza stampa. La Cina ha chiesto che la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz non subisca ostacoli, all'indomani della minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di bloccare quella via navigabile di cruciale importanza. "Lo Stretto di Hormuz è un'importante rotta commerciale internazionale per le merci e l'energia, e garantire la sua sicurezza, stabilità e la libera circolazione è nell'interesse comune della comunità internazionale", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun. La Cina inoltre ha promesso di imporre "contromisure" dopo che Trump ha minacciato di applicare nuovi dazi sui beni cinesi in entrata negli Stati Uniti qualora Pechino dovesse fornire assistenza militare all'Iran durante la guerra in Medio Oriente. "Se gli Stati Uniti insistono nell'usare questo come pretesto per imporre dazi aggiuntivi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure risolute", ha detto Guo Jiakun in conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all'Iran "sono completamente inventate" La Cina guarda sempre più all’Asia centrale per rafforzare la propria sicurezza energetica e compensare le interruzioni dei flussi marittimi provocate dalla guerra in Iran e dal blocco di Hormuz. Il vicepremier cinese Ding Xuexiang, secondo quanto riporta oggi il South China Morning Post, si prepara a recarsi in Turkmenistan per visitare giacimenti di gas e partecipare a un incontro bilaterale di cooperazione, che punta a rafforzare il legame energetico che già unisce Ashgabat a Pechino. Ding, il più alto in grado tra i vicepremier cinesi, inizierà domani una visita di tre giorni durante la quale parteciperà, come rappresentante speciale del presidente Xi Jinping, alla cerimonia di avvio della quarta fase del giacimento di gas di Galkynysh. Inoltre presiederà il settimo incontro del comitato di cooperazione bilaterale con il Turkmenistan, uno dei principali fornitori di gas della Cina attraverso il gasdotto che collega l’Asia centrale al mercato cinese. Il Turkmenistan ha firmato in marzo un accordo con la China National Petroleum Corporation (Cnpc), in base al quale il gruppo energetico cinese progetterà e costruirà impianti produttivi capaci di trattare fino a 10 miliardi di metri cubi annui di gas commerciabile. Aleksei Chigadaev, ricercatore associato del New Eurasian Strategies Centre, ritiene che la Cina stia rafforzando in modo sistematico la resilienza del proprio sistema energetico nazionale di fronte a un “ordine mondiale instabile”, accumulando riserve strategiche di cibo, carburante e materie prime e affiancando a questo una strategia di diversificazione delle importazioni. Secondo Chigadaev, il Turkmenistan rappresenta solo un elemento di una rete molto più ampia di progetti energetici cinesi nella regione. Tra gli esempi, figurano un investimento cinese da un miliardo di dollari per lo sviluppo di giacimenti di carbone in Uzbekistan e un progetto congiunto tra Cina e Kazakistan nel campo delle energie rinnovabili per un valore superiore ai due miliardi di dollari. I dati doganali ufficiali diffusi mostrano intanto che le importazioni cinesi di gas, comprese quelle via gasdotto e quelle di gas naturale liquefatto, sono scese nel primo trimestre del 2026 del 4% su base annua, a 28,1 milioni di tonnellate, di cui 8,2 milioni in marzo. Nello stesso periodo, le importazioni di greggio sono invece aumentate dell’8,9%, a 146,8 milioni di tonnellate, anche se in marzo si è registrata una rara flessione del 2,8%, a 50 milioni di tonnellate. Non è stato diffuso immediatamente un dettaglio per Paese, ma secondo gli analisti una parte consistente del calo sarebbe riconducibile ai Paesi del Golfo. Il quadro energetico si è ulteriormente aggravato dopo il fallimento, nel fine settimana, dei colloqui di pace tra Stati uniti e Iran. Ieri Washington ha avviato il blocco dei porti iraniani nello stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più cruciali al mondo per il commercio internazionale e per i flussi energetici. Secondo quanto riportato il mese scorso dalla tv cinese Cgtn, il Turkmenistan fornisce attualmente alla Cina circa 40 miliardi di metri cubi di gas all’anno sulla base di un accordo generale firmato nell’aprile del 2006. Il Paese centro asiatico avrebbe inoltre indicato l’obiettivo di portare il volume annuo delle esportazioni a 65 miliardi di metri cubi.
Un premio per Milei
[Povera et nuda vai philosophia , dice la turba al vil guadagno intesa. Petrarca] Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato che conferirà la "Medaglia d'onore presidenziale" al capo di Stato argentino Javier Milei in occasione della sua visita ufficiale la prossima settimana. Il riconoscimento premia, secondo Herzog, il "sostegno instancabile" di Milei a Israele e la vicinanza alle famiglie delle vittime degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. La visita coinciderà con le celebrazioni per i 78 anni dell'indipendenza israeliana e, riferiscono i principali media argentini, Milei è atteso alla Casa presidenziale Beit HaNassi il 21 aprile prossimo per l'accensione della torcia inaugurale e per l'apertura della nuova ambasciata argentina a Gerusalemme. Herzog ha sottolineato come le scelte del presidente del Paese sudamericano, tra cui il trasferimento della sede diplomatica, abbiano rafforzato il ruolo di Buenos Aires come alleato chiave. La Medaglia è assegnata a personalità che si distinguono per contributi eccezionali allo Stato di Israele o all'umanità. Lo staff del Fondo monetario internazionale (Fmi) e le autorità argentine hanno raggiunto un accordo sulla seconda revisione del programma di riforme economiche dell'Argentina sostenuto da un credito Extended fund facility (Eff) da 20 miliardi. Lo riferisce una nota dell'organizzazione guidata da Kristalina Georgieva in cui si precisa che "previa approvazione del Consiglio di amministrazione del Fondo, l'Argentina avrà accesso a un ulteriore esborso di circa 1 miliardo di dollari". Nel documento si sottolineano gli "impressionanti progressi in termini di stabilizzazione e la costante riduzione dei livelli di povertà registrati dalla fine del 2023" e che "negli ultimi mesi, lo slancio delle riforme si è notevolmente rafforzato". Il Fondo monetario evidenzia inoltre che "l'Argentina continua a risentire positivamente delle ripercussioni della guerra in Medio Oriente, grazie al costante miglioramento dei suoi fondamentali e al suo status di esportatore netto di energia" e che "le autorità del governo Milei si sono impegnate a continuare a rafforzare la capacità dell'Argentina di gestire gli shock" grazie a un programma di rafforzamento delle riserve della Banca Centrale. Ad aprile del 2025 il Fmi aveva concesso a Buenos Aires un prestito di 20 miliardi di dollari sulla base di un programma di 48 mesi che prevedeva un primo esborso immediato di 12 miliardi.