[On ne voit bien qu’avec le coeur. Non si vede bene che col cuore. Antoine de St-Exupéry ] Un'esecuzione mirata, in pieno giorno, orchestrata oltre i confini russi per mettere a tacere una voce dissidente: l'ombra dell'omicidio politico si allunga sull'Europa. E in particolare, in un angolo della Polonia orientale dove si è consumato il tragico destino di Semyon Skrepetsky, nom de plume di Robert Kuzovkov, attivista e caricaturista, freddato a colpi d'arma da fuoco a Biała Podlaska, non lontano dal confine bielorusso. Skrepetsky, 44 anni, era una figura piuttosto nota a livello internazionale e anche in Italia. Solo poche settimane fa a Venezia aveva unito la propria voce a quella dei movimenti di protesta contro la riapertura del padiglione russo alla Biennale. L'artista, stando alle prime indagini, è stato intercettato da un uomo armato non identificato, che gli ha scaricato addosso tre proiettili. Quando Skrepetsky è crollato a terra, l'aggressore si è avvicinato per infliggergli il colpo di grazia, sparandogli altre due volte a bruciapelo. Il portavoce del governo polacco, Adam Szłapka, ha confermato la gravità del caso, rivelando che lo Stato aveva offerto protezione all'artista, da lui però rifiutata. Subito dopo l'agguato, la famiglia della vittima è stata posta sotto massima protezione in un luogo sicuro. Il portavoce della procura di Lublino, Marcin Kozak, ha annunciato il fermo di due cittadini bielorussi che si trovavano nei pressi del consolato di Minsk. Al momento i due uomini rimangono a disposizione degli inquirenti, anche se non sono ancora state formulate accuse formali. L'esecutore materiale del delitto sarebbe invece ancora in fuga. Le dichiarazioni che arrivano da Varsavia lasciano trapelare una profonda preoccupazione per quanto accaduto. "Se verrà confermata la natura politica di questo crimine, ci troveremo di fronte a una nuova manifestazione dell'escalation delle azioni condotte dalla Russia oltre i suoi confini", ha scritto su X Bartosz Grodecki, capo dell'Ufficio per la Sicurezza Nazionale polacco. Fuggito dalla Russia nel 2021 per scampare alle persecuzioni politiche, Skrepetsky aveva trovato rifugio in Polonia. Celebre per le sue rappresentazioni di figure come Putin, Kadyrov e Stalin, la sua opera più provocatoria rielaborava l'iconografia ortodossa raffigurando Stalin nell'atto di cullare un Putin in fasce. Tra i primi a rendere nota la vicenda, la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che su X ha espresso il suo cordoglio definendo l'omicidio una terribile notizia. "Il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea", ha dichiarato Picierno, invocando l'istituzione di una rete europea per la protezione degli oppositori politici.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 20 luglio 2026
Ben Horowitz in Messico
[L’amour est l’emblème de l’éternité, il confond toute la notion de temps, efface toute la mémoire d’un commencement, toute la crainte d’une extrémité. L’amore è l’emblema dell’eternità, confonde l’intera nozione di tempo, cancella tutto il ricordo di un inizio, tutta la paura di una fine. Madame de Staël] La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha ricevuto al Palazzo Nazionale Ben Horowitz, cofondatore e socio della società di venture capital Andreessen Horowitz, considerato una delle figure più influenti della Silicon Valley. Al termine dell'incontro, la capo dello Stato ha riferito che il colloquio si è concentrato sulle prospettive dell'economia messicana e sulle opportunità di investimento nel Paese. Secondo Sheinbaum, entrambi hanno convenuto che il Messico rappresenta un esempio di fiducia e certezza economica in un contesto internazionale segnato da volatilità e tensioni commerciali. L'incontro arriva pochi giorni dopo il faccia a faccia tra la presidente e Jamie Dimon, amministratore delegato di J.P. Morgan, mentre proseguono le discussioni sul futuro del trattato di libero scambio nordamericano T-Mec tra Messico, Stati Uniti e Canada. Horowitz è tra i più noti investitori del settore tecnologico statunitense e guida una delle principali società di venture capital della Silicon Valley, con partecipazioni in numerose aziende innovative attive nei settori del digitale e dell'intelligenza artificiale.
Ergastolo a El Mayo
[Il n’y a pas de verités moyennes. Non esistono mezze verità. Georges Bernanos] È stato condannato all'ergastolo Ismael 'El Mayo' Zambada, 76 anni, fondatore del cartello di Sinaloa insieme a Juan José Esparragoza Moreno, alias 'El Azul' e a Joaquín 'El Chapo' Guzmán, al termine dell'udienza davanti alla Corte federale del Distretto orientale di New York. Il giudice Brian M. Cogan ha disposto anche la confisca di 15 miliardi di dollari, una somma superiore a quella imposta all'ex socio Joaquín 'El Chapo' Guzmán. Zambada, arrestato nel luglio 2024, si era dichiarato colpevole rinunciando al processo e ai successivi ricorsi. In aula ha letto una dichiarazione di pentimento, affermando di assumersi la piena responsabilità delle proprie azioni e chiedendo perdono alle vittime. Il giudice ha inoltre raccomandato al Federal Bureau of Prisons l'assegnazione del narcotrafficante a una struttura con assistenza medica, alla luce delle sue condizioni di salute fisica e mentale. La difesa ha ribadito che Zambada non ha collaborato con le autorità statunitensi fornendo informazioni su altri procedimenti penali. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha espresso disaccordo verso la direttiva del leader statunitense Donald Trump di riattivare i fermi dei migranti irregolari durante i controlli viari. In conferenza stampa, la leader ha ribadito la necessità di distinguere tra chi infrange la legge e chi si trova nel Paese per lavorare: "Sapete che non siamo d'accordo. Se una persona ha commesso un reato deve essere perseguita, ma la migrazione non deve essere criminalizzata di per sé". Il capo dello Stato ha sollecitato che le eventuali espulsioni avvengano "nel quadro del rispetto dei diritti umani", portando l'esempio di lavoratori impiegati oltreconfine anche da 30 anni. La presidente ha inoltre confermato l'identificazione del connazionale deceduto in Florida il 14 luglio, travolto da un camion mentre fuggiva dagli agenti. La tragedia, seguita dal cancelliere Roberto Velasco e dalla rete consolare, sarà integrata nelle denunce presentate da Città del Messico contro i decessi avvenuti sotto la custodia delle autorità di Washington.
Nono giorno di bombardamenti
[In guerra non devi riuscire simpatico: devi soltanto avere ragione. Sir Winston Churchill] Per la nona notte consecutiva gli Stati Uniti hanno effettuato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran colpendo "centri di comando militari, i siti di difesa aerea e sorveglianza costiera, quelli per il lancio di droni e le reti di comunicazione". L'Iran ha annunciato di aver colpito due petroliere che stavano cercando di entrare e uscire "senza permesso" di Teheran. Rubio, in partenza per le Filippine, ha ribadito che gli Usa "fanno e faranno il necessario" ma "gli altri Paesi devono fare di più". "Il Centcom ha avviato oggi, alle 19:00 (l'1 di lunedì in Italia), una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, per la nona notte consecutiva. Tali attacchi continueranno a ridurre le capacità militari iraniane impiegate per colpire navi commerciali e marittimi civili in transito nello stretto di Hormuz". Lo annuncia su X il Comando centrale americano. Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver intercettato due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz "senza l'autorizzazione" di Teheran. Lo riportano la tv di Stato e l'agenzia Tasnim. "Due petroliere non autorizzate che tentavano di entrare e uscire in quella che viene descritta come la pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz - spiega un comunicato dei pasdaran - sono esplose e sono state fermate". Sempre i Guardiani hanno poi aggiunto di aver preso di mira aerei dell'esercito americano sull'aeroporto di Aqaba, in Giordania "causando gravi danni a diversi velivoli". "Un certo numero di installazioni statunitensi in Kuwait, tra cui un sistema radar, sono state prese di mira e completamente distrutte in un attacco con droni condotto dai Guardiani della Rivoluzione", hanno affermato i pasdaran in una dichiarazione citata dall'agenzia Tasnim. La dichiarazione aggiunge che le forze iraniane hanno colpito anche un deposito statunitense di equipaggiamenti e parti di ricambio per aeromobili, nonché un hangar per droni MQ-9 presso la base Usa di Ali Al Salem, provocando l'incendio di diversi droni.
Al minimo Donaldo
[Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è che noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono». Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.] Donald Trump in calo nei sondaggi. Secondo una rilevazione di American Research Group, solo il 31% degli americani lo promuove , ovvero un punto percentuale in meno rispetto ad aprile e in calo rispetto al 41% del maggio 2025. la performance del presidente risulta debole soprattutto sull'economia, con solo il 29% degli elettori che lo approva. Centinaia di groenlandesi si sono radunati davanti al nuovo consolato americano nella capitale Nuuk per protestare contro le ambizioni di Donald Trump di ottenere maggiore influenza sull'isola. La protesta si svolge alla conclusione di una settimana in cui l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per la Groenlandia, Jeff Landry, ha effettuato il suo viaggio nel territorio, una regione semi-autonoma della Danimarca. Lo riporta la Bbc. "Il nostro governo ha già comunicato a Donald Trump e alla sua amministrazione che la Groenlandia non è in vendita", ha dichiarato Aqqalukkuluk Fontain, organizzatore della protesta. Il corteo dei manifestanti ha attraversato il centro cittadino scandendo lo slogan "La Groenlandia è per i groenlandesi", prima di fermarsi in silenzio con le spalle rivolte al consolato. "Il nostro messaggio è rivolto al popolo americano e al resto del mondo", ha dichiarato Fontain, 37 anni, alla Bbc. "In un mondo democratico, no significa no."
Mamdani stai sereno
[Il più grande errore che Israele possa compiere al momento è di dimenticare che Israele stesso è un errore. È un errore onesto, un errore frutto di buone intenzioni, un errore per il quale nessuno è colpevole, ma l'idea di creare una nazione di ebrei europei in un'area di arabi musulmani (e di alcuni cristiani) ha prodotto un secolo di guerra e terrorismo della specie che stiamo ora osservando. Richard Cohen] Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando se arrestare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora si recasse a New York, come previsto, per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. "Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia", ha detto Mamdani riferendosi alla sede della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. "È un criminale di guerra incriminato dalla Corte Penale Internazionale", ha aggiunto. Benjamin Netanyahu "non verrà mai, in nessuna circostanza arrestato negli Stati Uniti". Donald Trump difende l'alleato nonostante i rapporti di recente siano diventati più tesi. E replica seccamente a Zohran Mamdani che ha minacciatole manette per il premier israeliano nel caso in cui a settembre sbarchi a New York per l'assemblea dell'Onu, definendolo "criminale di guerra". "Gli unici che dovrebbero essere arrestati sono coloro che hanno trascinato l'Iran in questa inedita spirale di morte e distruzione, una questione che avrebbe dovuto essere affrontata anni fa dai precedenti presidenti", ha tuonato il commander-in-chief, schierandosi a fianco di Netanyahu, impegnato in prima linea a combattere contro quella Teheran che - ha affermato - "di recente ha ucciso 52.000 manifestanti innocenti e che negli ultimi 47 anni ha ucciso soldati americani e altre persone". Se Mamdani abbia o meno l'autorità per ordinare al New York Police Department l'arresto di un leader straniero non è chiaro. Il sindaco si sta confrontando con i legali per verificare quali siano i suoi margini di azione, e ha assicurato che farà quello che la legge gli consente di fare, senza creare norme ad hoc. Secondo gli osservatori, Mamdani - che ha più volte accusato Netanyahu di genocidio a Gaza - non ha l'autorità per procedere all'arresto, in quanto gli Stati Uniti non hanno mai ratificato lo statuto di Roma che obbliga i Paesi membri ad arrestare le persone oggetto di mandati della Corte Penale Internazionale. Contro la Cpi l'amministrazione Trump conduce da tempo una battaglia e di recente il segretario di Stato Marco Rubio ha promesso di volerla smantellare perché "in guerra con gli Stati Uniti". L'attacco frontale del commander-in-chief a Mandani conferma le tensioni fra i due leader che, seppur molto diversi e in molti versi opposti, erano riusciti inizialmente a instaurare un rapporto. Le loro relazioni si sono però incrinate nel corso dei mesi e nonostante le varie occasioni per una stretta di mano, i due non si sono neanche avvicinati. Non lo hanno fatto durante le finals dell'Nba con i Knicks, pur essendo tutti e due al Madison Square Garden, e non lo hanno fatto al MetLife per la finale dei Mondiali di calcio.
domenica 19 luglio 2026
Capro espiatorio di Donaldo
[Ti innamori: bevi per festeggiare.Ti lascia: bevi per dimenticare. Ti manca: bevi per non pensarci. Non sei innamorato, sei alcolizzato. masse78, Twitter] "Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli e al rischio che vengano rubate". Lo ha denunciato Donald Trump nel corso del suo discorso alla nazione, assicurando agli americani che lavorerà con le autorità locali per mettere al sicuro le midterm di novembre dalle "scioccanti debolezze" emerse. Davanti alla telecamere, il presidente ha accennato brevemente all'Iran e all'economia. Wall Street "avanza di record in record" e "l'ultimo dato dell'inflazione è stato il migliore da sei anni", ha notato. Sulla campagna americana in Medio Oriente si è limitato a dire: "Abbiamo vinto in Venezuela. Stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro". Poi ha dedicato tutto il tempo a sua disposizione per parlare di voto. Per continuare ad avere un paese "dobbiamo avere un sistema di voto sicuro e affidabile, quello che abbiamo ora è debole ed è ben lungi dal soddisfare gli standard di sicurezza", ha detto annunciando la sua intenzione di desecretare nuovi documenti in grado di dimostrare le vulnerabilità del sistema, anche alle interferenze straniere. Trump ha portato ad esempio i casi del Venezuela e della Cina. La Cia - ha riferito - ha ottenuto informazioni su un complotto legato al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020. La Cina invece è responsabile "di quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia" a partire dal 2020, grazie alla quale ha acquisito "illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi". La Cina "non voleva che Trump vincesse le elezioni", ha aggiunto sottolineando che Pechino voleva aiutare Joe Biden e ha cercato anche di "fabbricare schede illegali" per l'ex presidente. Di questo caso però nessuno ne ha parlato: i membri del "Deep State hanno cercato di sopprimere" le informazioni ma "io ho dato indicazione alle agenzie competenti di indagare sull'insabbiamento delle interferenze cinesi", ha detto. Nel suo attacco a gamba tesa contro il sistema elettorale a pochi mesi dal voto di metà mandato, Trump si è scagliato contro le macchine per il conteggio dei voti "vulnerabili agli attacchi" e contro quelle oltre 278.000 persone che non sono cittadine americane ma che sono registrate a votare. Nel suo discorso Trump ha fatto ripetutamente riferimento alle elezioni del 2020, che sono da anni una sua ossessione. Le sue teorie sul voto rubato sono alla base dell'assalto al Congresso del 6 gennaio e molti temono che il suo nuovo attacco al sistema elettorale a pochi mesi dal voto sia un tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale e federalizzarlo oppure creare i presupposti per dichiarare un'emergenza poco prima del voto di novembre, al quale il suo partito è atteso perdere. "Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani", ha immediatamente replicato il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, dopo il discorso alla nazione di Trump. Perplessità sulle rivendicazioni del presidente le ha avute anche Fox. I suoi reporter hanno spiegato di non essere in grado di "corroborare le dichiarazioni" del presidente sul voto. Fox è uno dei netowrk che ha trasmesso in diretta tv il discorso del presidente. Altri hanno deciso di non farlo in tv ma solo sulle altre piattaforme perché non convinti della rilevanza del discorso e preoccupate dalla possibilità di spargere bugie. Proprio contro i media che hanno deciso di boicottarlo Trump si è scagliato durante il suo discorso. "Abc e Nbc hanno deciso di non trasmetterlo" perché "sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra", ha attaccato prima di minacciarle davanti a milioni di americani con la revoca delle loro licenze. Pechino definisce le accuse di Donald Trump di interferenze nelle elezioni statunitensi "pure invenzioni". La Cina ha accusato il presidente degli Stati Uniti di "invenzioni" dopo che questi aveva affermato che la Cina aveva compromesso i dati delle elezioni americane. "Le affermazioni fatte dagli Stati Uniti sono pure invenzioni e calunnie malevole che si sono dimostrate da tempo infondate", ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.