lunedì 18 maggio 2026

Messico & nuvole

[Amarillo Slim, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, seguiva sempre una massima del padre: puoi tosare una pecora molte volte, ma puoi scuoiarla una volta sola. Matt Damon / Mike McDermott nel film “Rounders”] Per evitare che Città del Messico si fermi durante la rassegna calcistica del 2026, la sindaca Clara Brugada ha proposto di sospendere le lezioni e favorire il lavoro da remoto nei giorni delle partite previste allo Stadio Banorte, il nuovo nome dello storico Azteca. In conferenza stampa, la prima cittadina ha spiegato l'iniziativa: "Abbiamo chiesto a molti settori, al ministero della Pubblica Istruzione, di stabilire che in quei giorni le lezioni vengano sospese". L'appello si estende anche al settore privato per agevolare la viabilità cittadina.     "Ai vari coordinamenti aziendali - ha aggiunto - chiediamo di fare il possibile affinché i dipendenti possano lavorare da casa, come si è fatto nei momenti della pandemia". Lo scopo è accordarsi per avere "le migliori condizioni per evitare maggiori tensioni nel traffico o in altri spazi".    Le cinque date delle gare, tra cui la partita inaugurale dell'11 giugno, non interferiscono comunque con gli eventi principali del calendario scolastico. Dopo diciotto mesi di lavori, la società che gestisce lo Stadio Azteca — recentemente ribattezzato Stadio Banorte — ha consegnato il complesso alla Fifa. L'impianto si chiamerà temporaneamente "Stadio di Città del Messico" per eliminare i riferimenti agli sponsor e, come sottolinea un comunicato, "farà storia come l'unico a livello globale a ospitare tre rassegne iridate".    L'arena ha subito un vasto rinnovamento tecnologico per rispettare i requisiti richiesti in vista della gara inaugurale dell'11 giugno. Le novità comprendono un campo in erba naturale rinforzata, moderni impianti sonori e grandi schermi luminosi.    Sono state inoltre posate reti ottiche per offrire un collegamento Wi-Fi gratuito al pubblico, oltre alla creazione di ampie zone di accoglienza e svago.    I gestori hanno dichiarato: "È motivo di enorme orgoglio far parte di questo momento storico per il Messico e per il calcio internazionale". Affidando l'operatività alla Fifa per la durata della competizione, i responsabili hanno concluso: "Auguriamo successo a tutte le nazionali che giocheranno nel nostro campo, in particolare alla nostra nazionale, quella del Messico". Comprendere se l'Iran parteciperà ai Mondiali di calcio in programma tra meno di un mese in Usa, Messico e Canada è complesso quanto prevedere di questi tempi l'andamento del prezzo del petrolio. Le voci di un'intesa fanno scendere l'indice, ma l'esplosione di tre droni sugli Emirati Arabi lo fanno nuovamente schizzare alle stelle. Così l'intesa che nell'ultimo weekend sembrava vicinissima tra Teheran e Fifa risente inevitabilmente delle nuove minacce di ripresa della guerra da parte di Donald Trump. Sia come sia, la Nazionale iraniana ha raggiungo la Turchia per il proprio ritiro pre-Coppa del Mondo.  Ieri il via libera definitivo per la partecipazione dell'Iran al torneo era apparsa davvero ad un passo. I rappresentanti della federazione iraniana e quelli della federazione internazionale si sono incontrati in campo neutro ad Ankara: "un incontro costruttivo", lo ha definito il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, che ha voluto gestire personalmente il dossier. Giudizio positivo, quindi, confermato per la prima volta anche da un 'falco' come il numero 1 della Federcalcio di Teheran, Mehdi Taj. Il clima sembrava essersi finalmente rasserenato, dopo gli scontri degli ultimi mesi: la Fifa ha rassicurato che gli Usa non porranno problemi sui visti; l'Iran ha finalmente aperto all'ipotesi di giocare negli States; e soprattutto la squadra ha avuto l'input di volare in Turchia per rifinire la preparazione e svolgere in loco le procedure per i visti.  La macchina, insomma, si è mossa. La squadra iraniana - 22 giocatori e lo staff tecnico - è arrivata ad Antalya ed il 29 maggio giocherà una amichevole con il Gambia ed in Turchia dovrebbe rimanere alcune settimane. "I giocatori completeranno all'estero le domande di visto", ha confermato l'allenatore Amir Ghalenoei. Per i calciatori è, infatti, impossibile allenarsi in patria vista la non remota ipotesi di bombardamenti da parte di Usa ed Israele.  Il problema dei visti, peraltro, riguarderebbe non tanto i giocatori quanto lo staff che dovrebbe accompagnare i calciatori al Mondiale. Alcuni di loro, secondo fonti statunitensi, potrebbero avere legami con i Pasdaran che sono considerato un'organizzazione terroristica e, quindi, essere respinti alla frontiera. Ma su questo punto la Fifa avrebbe garantito un intervento risolutore. In ogni caso, soltanto all'ultimo momento la delegazione dell'Iran dovrebbe dirigersi negli States, a Tucson, in Arizona dove ha organizzato il proprio quartier generale. Il debutto è previsto il prossimo 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. La squadra, che fa parte del Gruppo G, resterà poi in California per affrontare il Belgio, mentre dovrà trasferirsi a Seattle per l'ultima partita del girone contro l'Egitto. Il programma c'è, sarà da vedere se si riuscirà, da parte di tutti, a rispettarlo. 

 Propal e Flotilla insieme

[Festina lente .  Augusto ] Nel giorno della manifestazione nazionale Pro Pal a Milano, un nuovo murale dell’artista aleXsandro Palombo è apparso lungo il percorso del corteo. L’opera raffigura Adolf Hitler mentre applaude, con una kefiah palestinese al collo e una fascia rossa al braccio sulla quale compare la scritta “HATE”. Il primo murale si trova in Piazza XXIV Maggio, punto di partenza del corteo, dove il dittatore nazista appare a mezzo busto come affacciato su una piazza durante un raduno di massa. Altri poi si troveranno sul percorso. Secondo l’artista “l’intervento richiama i meccanismi della propaganda, della radicalizzazione e della normalizzazione dell’odio nel dibattito pubblico contemporaneo, invitando a una riflessione sui linguaggi estremi e sulle dinamiche di polarizzazione sociale”.Decine di migliaia di persone hanno preso parte alle due manifestazioni organizzate a Londra: quella di estrema destra per iniziativa dell'attivista Tommy Robinson e quella contro dei Propal, che insieme alla finale di FA Cup hanno richiesto un dispiegamento senza precedenti delle forze dell'ordine nella capitale britannica. Lo riferiscono i media locali.     In un aggiornamento nel tardo pomeriggio, la polizia ha affermato che i due eventi "si sono svolti in gran parte senza incidenti significativi", anche se gli agenti hanno effettuato 31 arresti. Le forze dell'ordine hanno schierato 4.000 poliziotti, insieme a droni ed elicotteri, per gestire la marcia 'Unite the Kingdom' di Robinson e la manifestazione rivale per la commemorazione del Giorno della Nakba che ricorda lo sfollamento dei palestinesi del 1948 durante la creazione di Israele. Global Sumud Flotilla è pronta a salpare  con un convoglio di imbarcazioni diretto a Gaza dal porto di Marmaris, località della Turchia sud occidentale in provincia di Mugla e vicina all'isola greca di Rodi. Lo hanno annunciato gli attivisti durante una conferenza stampa a Marmaris.     Il convoglio sarà formato in tutto da 54 imbarcazioni ha dichiarato Sumeyra Akdeniz Ordu, attivista turca del comitato della Flotilla, spiegando che oltre a una trentina di navi giunte dalla Grecia, il convoglio pronto a partire dispone di altre imbarcazioni che già si trovavano in Turchia.    "Sono qui per annunciare ufficialmente che la nostra missione continuerà verso Gaza", ha affermato durante la conferenza stampa l'attivista palestinese Saif Abukeshek, che fa parte del comitato che guida la Global Sumud Flotilla. "Il governo genocida di Israele è una forza brutale di violenza, non hanno rispetto per i diritti umani, non hanno rispetto per il diritto internazionale, prendendo tutto questo in considerazione e prendendo in considerazione quello che succede da anni in Palestina abbiamo deciso di continuare", ha affermato Abukeshek, aggiungendo che saranno circa 500 gli attivisti sulle 54 imbarcazioni diretta a Gaza. Alcuni degli attivisti delle imbarcazione della Flotilla fermata dalle forze israeliane al largo di Cipro sono stati trattenuti e trasferiti a bordo di una nave che dovrebbe partire alla volta del porto israeliano di Ashdod. Lo riporta il sito di Ynet. Soldati dell'Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro. Lo scrivono i media israeliani. Poco prima il ministero degli Esteri israeliano su X, in riferimento alla nuova missione della Sumud Flotilla, partita dalla Turchia con circa 50 navi aveva affermato: "Ancora una volta, una provocazione fine a se stessa: un'altra cosiddetta 'flottiglia di aiuti umanitari' senza alcun aiuto umanitario. Questa volta, due gruppi violenti turchi - Mavi Marmara e IHH, quest'ultimo designato come organizzazione terroristica - fanno parte della provocazione''. ''Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza e invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro'', ha aggiunto il ministero. “Da circa un'ora e mezza si sono avvicinate quattro navi militari dell'esercito della Marina israeliana con almeno sei mezzi veloci e hanno iniziato a circondare le barche. Di sicuro sono state già intercettate due delle otto barche che battono bandiera italiana e sono già stati presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo, almeno 7 o 8". Lo ha detto Maria Elena Delia, portavoce per l'Italia di Global Sumud Flotilla, nel corso della manifestazione indetta da Usb in corso a Roma nei pressi della stazione Termini. "La cosa che ci colpisce è che stanno agendo per la prima volta in pieno giorno, durante la mattina, era una cosa che non era mai accaduta. Ovviamente temiamo che le persone arrestate siano portate in Israele come accaduto a Saif Abukeshek, che oggi è qui alla nostra manifestazione. Ci auguriamo che ciò non accada o le conseguenze da parte nostra saranno importanti, mi prendo la responsabilità di dirlo", ha sottolineato.  La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni dopo l'attaccato dell'Esercito israeliano in acque internazionali. Lo riferisce Anadolu mentre la sezione turca della Flotilla ha dichiarato su X che la nave "Holy Blue" è stata abbordata dai soldati israeliani. Gli attivisti avevano affermato di essere partiti la scorsa settimana dal porto di Marmaris, località costiera della Turchia meridionale, con circa 500 attivisti in 54 imbarcazioni. "Questo scontro navale attivo è la diretta continuazione dell'assalto militare israeliano illegale lanciato solo due settimane fa, al largo della costa di Creta - continua il comunicato - Durante la precedente intercettazione a oltre 650 miglia nautiche da Gaza, all'interno della zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, le forze militari israeliane hanno illegalmente abbordato, sabotato e rapito 181 pacifici difensori dei diritti umani a bordo di 21 imbarcazioni civili, sottoponendoli a detenzioni documentate nonché a violenze fisiche e sessuali". "Intercettando oggi la flottiglia a un perimetro di 250 miglia nautiche e nella zona di occupazione speciale di Cipro, - si afferma quindi nel comunicato - il regime israeliano continua a dimostrare un sistematico disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos)"."State facendo un lavoro eccezionale e state sventando un piano malvagio ideato per rompere l'isolamento che stiamo imponendo ai terroristi di Hamas a Gaza". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una telefonata con i soldati della marina israeliana che hanno abbordato e sequestrato le navi della Sumud Flotilla. "State agendo con grande successo, e devo dire anche in modo discreto, certamente meno appariscente di quanto si aspettassero i nostri nemici, quindi congratulazioni di cuore. Continuate fino alla fine. L'acqua sembra semplicemente meravigliosa. Mi piacerebbe essere con voi", ha aggiunto Netanyahu nella telefonata, come riferito dall'ufficio del premier in una nota. 

domenica 17 maggio 2026

Tumore al pancreas in aumento

[Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d’Israele, avrei scelto la seconda soluzione, perché a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d’Israele. David Ben-Gurion, Citato a pp 855-56 in Ben-Gurion di Shabtai Teveth] Il tumore al pancreas resta una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e trattare. In Italia, negli ultimi anni, i casi sono in aumento e la mortalità continua a crescere, rendendo questa patologia una delle più complesse da affrontare in oncologia. Secondo i dati disponibili, in un decennio le diagnosi sono aumentate del 21%: si è passati dai circa 12.200 casi registrati nel 2013 ai quasi 14.800 nel 2023. A differenza di quanto avviene per molte altre forme di tumore, anche la mortalità non mostra segnali di riduzione. Tra il 2007 e il 2019 si sono registrati più decessi rispetto alle stime attese: 1.344 in più tra gli uomini (+1,9%) e 4.816 tra le donne (+6,9%). Uno dei motivi principali della gravità di questa malattia è legato alla posizione del pancreas, un organo profondo dell’addome che rende più difficile individuare precocemente eventuali lesioni. Inoltre non esistono programmi di screening efficaci per la popolazione generale. Per questo la malattia viene spesso diagnosticata quando è già in fase avanzata. I sintomi iniziali sono infatti poco specifici e possono essere confusi con disturbi comuni: dolore allo stomaco o alla schiena, difficoltà digestive e perdita di peso. Solo circa il 20% dei tumori pancreatici viene individuato in fase iniziale, quando l’intervento chirurgico può ancora offrire possibilità di guarigione. Negli ultimi quindici anni i progressi nelle terapie sono stati limitati, ma qualche passo avanti è stato compiuto sul fronte chirurgico. In circa un terzo dei pazienti operabili oggi è possibile ricorrere a tecniche mininvasive, che consentono interventi meno traumatici, tempi di recupero più rapidi e una migliore qualità della vita dopo l’operazione. "Ad oggi non vi sono metodi per la diagnosi precoce di questa malattia molto aggressiva, in grado di creare metastasi quando è ancora di piccole dimensioni - spiega Gian Luca Baiocchi, responsabile scientifico di RicerChiAmo Onlus, direttore della Chirurgia Generale della Asst di Cremona e Ordinario di Chirurgia all'Università degli Studi di Brescia -. Spesso sintomi come dolore allo stomaco e al dorso, maldigestione e dimagrimento vengono confusi con quelli di altre patologie. Investire nella ricerca è l'unica strada per affrontare un tumore che rappresenta un vero e proprio problema sociale". 

L'uomo che catturò Eichmann

[E più ebreo chi, pur non di discendenza ebraica, ha il cuore che batte per Israele. David Ben Guruon] L’11 maggio 1960 Peter Zvi Malkin aspetta lungo una strada periferica di Buenos Aires. È in attesa di un uomo che deve tornare a casa dal lavoro, come ogni sera. L’uomo si fa chiamare Ricardo Klement, vive con la famiglia, prende l’autobus ogni giorno per andare al lavoro e rientra sempre alla stessa ora. Da anni. Nessuno lo disturba. Nessuno lo cerca. Eppure quell’uomo è Adolf Eichmann, uno degli organizzatori della deportazione e dello sterminio degli ebrei d’Europa. Malkin non è lì per caso. È nato nel 1927 a Żółkiewka, un piccolo shtetl della Polonia orientale, in una famiglia ebraica povera ma molto unita, con le case dei parenti che si affacciano le une sulle altre e la vita quotidiana condivisa. Accanto all’abitazione dei genitori vive la sorella maggiore Fruma: bionda, con gli occhi azzurri, poco più che ventenne all’inizio degli anni Trenta, già sposata e madre di tre figli. Per Peter non è solo una sorella. È una presenza costante, una seconda madre, la figura adulta che lo accudisce più spesso durante l’infanzia.Negli anni Trenta, quando l’antisemitismo in Polonia cresce e diventa sempre più violento, i genitori di Peter riescono a ottenere alcuni certificati di immigrazione per la Palestina sotto il Mandato britannico. Sono pochi, contingentati. Non bastano per tutti. Peter parte per primo, lascia indietro sua sorella Fruma con i tre figli di lei e circa 150 parenti. I visti per loro non arrivano in tempo. Durante la Shoah, Fruma, i suoi bambini e quasi tutta la comunità ebraica locale vengono deportati nei campi di sterminio. Insieme a loro vengono assassinati anche molti altri parenti stretti della famiglia Malkin. Un’intera rete familiare cancellata. Per anni, in casa Malkin, di questa fine si parla poco. Come accade spesso, il silenzio serve a tenere insieme ciò che è sopravvissuto. Solo poco prima della missione del 1960, la madre di Peter gli racconta per la prima volta i dettagli. Gli dice come Fruma e i bambini sono stati uccisi. Peter ascolta. Poi risponde con una frase priva di enfasi: “Fruma sarà vendicata”. Adolf Eichmann viveva indisturbato in Argentina. Protetto da documenti falsi, silenzi e reti di fuga, conduceva un’esistenza normale. È questa normalità a rendere più evidente l’incompletezza della giustizia del dopoguerra. Quando Malkin gli si avvicina quella sera, gli si rivolge con le poche parole di spagnolo che conosce. Poi lo immobilizza, lo carica in macchina con gli altri agenti e lo porta via, verso Gerusalemme dove l’ex gerarca viene finalmente processato e condannato per i suoi crimini


Trump Insider Trading?

[Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l’America farà questo o quello…devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo ebraico, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno. Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.]  Il presidente Usa Donald Trump ha effettuato nel primo trimestre 2026 oltre 3.700 transazioni finanziarie, per un valore cumulativo compreso tra 220 e 750 milioni di dollari secondo Reuters, con una marcata concentrazione nel settore tecnologico. Lo rivelano i nuovi moduli di disclosure depositati presso l'Office of Government Ethics. I presidenti americani non hanno infatti l'obbligo di cedere i propri titoli durante il mandato, ma sono tenuti a comunicare le transazioni. Tra le circa tre dozzine di operazioni dal valore compreso tra 1 e 5 milioni di dollari, Trump ha acquistato titoli di ServiceNow,  Nvidia,  Adobe, Microsoft,Oracle, Brodcom, Motorola,  Amazon,  Texas Istruments e Dell. Le quattro vendite più rilevanti del trimestre riguardano anch'esse il tech: il 10 febbraio ha venduto tra 5 e 25 milioni di dollari di titoli Microsoft, Amazon e Meta, nello stesso giorno in cui si sono concentrate decine di altre transazioni. Il sito NOTUS ha segnalato alcune sovrapposizioni di tempistica potenzialmente problematiche: una settimana dopo l'acquisto di titoli Nvidia per 1-5 milioni di dollari, la società ha annunciato un importante accordo sui chip con Meta; Trump ha inoltre acquistato tra 500 mila e 1 milione di dollari di Nvidia una settimana prima che il Dipartimento del Commercio approvasse ufficialmente la vendita di alcuni chip Nvidia alla Cina.I moduli non specificano se Trump abbia disposto personalmente le operazioni, alcune delle quali sono descritte come "non sollecitate". La Casa Bianca ha precisato che gli asset del presidente sono detenuti in un trust gestito dai figli: "Non esistono conflitti di interesse. Il presidente Trump agisce solo nell'interesse del pubblico americano".


sabato 16 maggio 2026

Jet fuel a rischio

[I forti fanno ciò che devono fare, e i deboli accettano ciò che devono accettare. Tucidite] La televisione di stato iraniana ha dichiarato che alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell'Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie" per ottenere il permesso di transito, ha riferito la televisione di stato, senza specificare quali paesi. Il conflitto in Medio Oriente sta generando un shock immediato sul trasporto aereo globale. La chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz ha compresso l’offerta di jet fuel, una materia prima di cui circa un quinto della disponibilità mondiale dipende dai Paesi del Golfo, scatenando un’impennata dei prezzi. In Asia ed in Europa i listini del cherosene hanno più che raddoppiato rispetto ai livelli pre‑crisi, superando il picco del 2022; negli Stati Uniti l’aumento si è limitato a circa +70% grazie alla resilienza delle capacità di raffinazione domestiche. Lo evidenzia l’analisi Coface sul rischio commerciale. Elemento critico è il ruolo del Kuwait: secondo esportatore marittimo di jet fuel con circa il 15% delle spedizioni globali (dati Vortexa), la sua incidenza è salita dopo l’avvio della raffineria Al‑Zour a fine 2022. L’effetto sui passeggeri è già visibile: i prezzi dei biglietti hanno registrato un aumento di circa il 18% nelle prime due settimane di marzo su base annua, mentre le compagnie hanno cominciato a comprimere capacità, tagliando rotte soprattutto corto raggio e domestiche. La situazione è aggravata da misure restrittive all’export (Cina, Thailandia) e da discussioni in Corea del Sud per dare priorità al mercato interno.Sul fronte operazionale, la chiusura degli spazi aerei iraniano e del Golfo —sommata al blocco dello spazio russo dal 2022— costringe i voli Europa‑Asia su un corridoio alternativo via Armenia ed Azerbaijan, aumentando tempi di rotta e consumi di carburante. Il cessate il fuoco annunciato il 7 aprile e la temporanea riapertura di Hormuz hanno fornito un sollievo, ma resta fragile: le scorte di jet fuel richiederanno mesi per tornare ai livelli di equilibrio e le capacità di raffinazione regionali rimangono deboli. Murano ha poi aggiunto che "si sono chiuse più di 30 raffinerie negli ultimi 15 anni in Europa, quindi c’è un corto strutturale, cioè una carenza strutturale di gasolio e anche di cherosene per l'aviazione, che è l'altro problema che sicuramente sta avanzando. E questo fa sì che i prezzi del gasolio siano schizzati. Tutto sommato, alla pompa il prezzo della benzina intorno a 1,70 non fa gridare a nessuna preoccupazione, è sostanzialmente la media dello scorso anno. Il prezzo del gasolio che supera i 2 euro è chiaramente un segnale d'allarme". Per quanto riguarda il jet fuel e l'Italia, Murano ha detto che il nostro paese "importa circa il 50% della domanda, 2 milioni e mezzo di tonnellate. A livello europeo c’è un corto di 10 milioni di tonnellate, che è notevole". Un problema, ha detto, che "si è accentuato avendo bloccato le importazioni dalla Russia, da cui prima si prendeva la gran parte dei distillati, e avendo ora bloccato le importazioni dal Medio Oriente". Murano ha infine ribadito: "non vediamo problemi né per aprile né per maggio", sia per l'import sia per le produzioni delle raffinerie, "poi bisognerà vedere le coperture, senza dimenticare le scorte di emergenza ci sono".

Diabete si combatte con l’IA

[Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gloria come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide di Atene]  Il diabete è una delle principali sfide di salute pubblica: una condizione cronica ad alto impatto che richiede attenzione costante, percorsi di cura strutturati e strumenti in grado di supportare le persone nella gestione quotidiana della patologia, riducendo al tempo stesso il rischio di complicanze e l’impatto sul Sistema Salute. In Italia si stimano in oltre 4,5 milioni le persone con diabete e il carico assistenziale è legato in modo preponderante al diabete di tipo 2, che rappresenta circa il 90% delle persone visitate nei Centri di Diabetologia; di questi circa il 30% è in cura con insulina, da sola o in associazione ad altri farmaci ipoglicemizzanti. Per supportare le singole esigenze di personalizzazione, ridurre l’impatto psicologico della malattia nella quotidianità e migliorare la qualità di vita delle persone con diabete è ora disponibile un nuovo sistema di monitoraggio in continuo del glucosio: semplice, smart, modulare e predittivo. Dario Pitocco, professore Associato di Endocrinologia presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore: “I dispositivi medici per la cura del diabete rivestono oggi un ruolo fondamentale perché la glicemia è un parametro altamente variabile nelle persone che presentano il diabete: quindi avere la possibilità di uno strumento che ci informa in continuo, in diretta, su qual è il valore glicemico aiuta sicuramente a gestire nel miglior modo possibile questa condizione clinica. La previsione dell’andamento glicemico a due ore è un regalo dell’Intelligenza Artificiale. Questo può tranquillizzare la persona con il diabete durante l’arco della giornata”. Quello messo a punto è infatti il primo dispositivo per il monitoraggio in continuo della glicemia basato sull’Intelligenza Artificiale, con funzioni innovative tramite app sullo smartphone per una gestione sicura e semplificata del diabete, tra cui funzionalità predittive integrate a due ore e notturne, per gestire la terapia in modo più semplice e consapevole. Concetta Irace, professore ordinario presso l’Università degli Studi Magna Gr cia di Catanzaro: “Un dispositivo di monitoraggio in continuo con la glicemia che ha la capacità di predire un evento ipoglicemico mi consente di organizzare la mia vita, di stare tranquillo, di stare sereno e di fare tutto quello che in realtà avevo pensato di fare esattamente quel giorno. Perché Intelligenza Artificiale? Perché diciamo che i modelli alternativi non posso scendere nel dettaglio che oggi noi abbiamo a disposizione, non riescono a predire con così tanto anticipo, come questi modelli che siamo per avere, un evento ipoglicemico che fa la differenza nella vita di una persona”. Il nuovo sistema di monitoraggio in continuo del glucosio è stato al centro di un momento di confronto dedicato alla comunità medico-scientifica, organizzato dal gruppo diagnostico-farmaceutico Roche. Ramiro Pena, Healthcare Development Director Roche Diagnostics Italia: “Per noi è molto importante portare insieme la visione dell’industria con i clinici, con le istituzioni, con le associazioni dei pazienti. Questo evento rinforza il nostro impegno verso le malattie cardiometaboliche. Stiamo portando al mercato sia dispositivi medici, come software, come analisi dei dati, ma in futuro anche farmaci per impattare molto di più in beneficio delle persone con diabete in Italia”. L’iniziativa è stata un’occasione di approfondimento sui più recenti sviluppi nell’ambito del monitoraggio in continuo del glucosio, sul ruolo delle funzionalità predittive integrate e dell’ecosistema digitale per la personalizzazione dei percorsi di cura.