[Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno. Albert Einstein] Momenti di tensione a Ginevra tra forze dell’ordine e manifestanti durante il corteo della coalizione no G7 contro il vertice che si apre a Evian, nell’Alta Savoia francese. Secondo i media locali, infatti, ci sarebbero stati degli scontri nella zona circostante la stazione. Verso la fine alcuni manifestanti hanno attaccato le vetrine di alcuni negozi, tra cui una filiale della banca Raiffeisen e un edificio della Pwc e la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni.Scontro anche sui numeri. Secondo la coalizione No-G7, alla manifestazione hanno partecipato circa 20.000 persone, mentre la polizia ha segnalato 7.000 partecipanti all’inizio della marcia.Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato ad Evian-les-Bains, come invitato al G7. Al suo arrivo è stato accolto dal presidente francese Emmanuel Macron, poi un bilaterale tra i due. Il numero uno di Kiev parteciperà successivamente alla prima sessione di lavoro dei leader che ha come tema. ‘Costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e l’Europa’. Al termine della riunione di apertura del summit si terrà il pranzo di lavoro dedicato a come ‘Affrontare le crisi e garantire la stabilità in Medio Oriente’ con la partecipazione dei membri del G7 e dei leader di Egitto, Eau e Qatar. Successivamente, come previsto dall’agenda del summit, arriveranno a Evian anche William Ruto, presidente della Repubblica del Kenya, Lee Jae-myung, presidente della Repubblica di Corea, Narendra Modi, primo ministro della Repubblica dell’India, Ajay Banga, presidente della Banca Mondiale, e Sidi Ould Tah, presidente della Banca Africana di Sviluppo. Alle 15 quindi sarà quindi il momento della foto di famiglia, e dopo si terrà la sessione di lavoro ‘Creare nuove partnership e ricostruire la solidarietà internazionale’.La giornata sarà conclusa da uno spettacolo musicale e dalla successiva cena di gala offerta dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla moglie Macron in onore dei capi di Stato e di governo e dei loro consorti. Il presidente rumeno Nicușor Dan, dopo la riunione del Consiglio Supremo di Difesa nazionale, ha affermato che il drone faceva parte di uno "sciame" di 43 droni diretti verso obiettivi in Ucraina. Dan ha affermato che la risposta unitaria degli alleati Nato rappresenta "una forte dimostrazione di solidarietà" e ha annunciato che l'alleanza trasferirà parte delle sue attrezzature di difesa aerea in Romania come soluzione provvisoria fino a quando la Romania non modernizzerà i suoi sistemi nazionali, utilizzando anche i fondi del programma Safe dell'Ue. Nella dichiarazione finale della due giorni Ocse, la presidenza di turno finlandese evoca anche la situazione legata alla guerra in Medio Oriente. "L'aumento dei rischi per la crescita e l'inflazione, nonché le interruzioni delle catene di approvvigionamento globali, che colpiscono in particolare la fornitura di combustibili, beni essenziali e, di conseguenza, sottoprodotti critici come i fertilizzanti, hanno ripercussioni significative, soprattutto per le economie più vulnerabili, ma interessano anche i membri dell'Ocse e i loro partner", si sottolinea nel documento "Queste difficoltà - prosegue la presidenza finlandese - minacciano la sicurezza economica, energetica e alimentare a livello globale e dimostrano l'importanza di garantire la libertà di navigazione e di mantenere corridoi di trasporto ed energetici sicuri, affidabili e diversificati". Volodymyr Zelensky ha usato Roman Abramovich come intermediario per chiedere a Vladimir Putin un incontro. Lo scrive il Financial Times citando quattro fonti diverse a conoscenza dei fatti. "Il mese scorso il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha invitato a Kiev l'ex proprietario del Chelsea Roman Abramovich, nel tentativo, poi fallito, di convincere Vladimir Putin a tenere colloqui di pace diretti. Zelensky ha chiesto ad Abramovich di trasmettere al presidente russo un messaggio in cui si diceva pronto a incontrarlo per quello che sarebbe stato il loro primo vertice bilaterale a più di quattro anni dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte di Mosca", hanno riferito al Ft le fonti, secondo le quali con l'iniziativa "Kiev voleva dimostrare la propria serietà nell'intentare colloqui di pace diretti con la Russia, anche se gli Stati Uniti, che hanno cercato di mediare un cessate il fuoco, sono distratti dalla guerra in Medio Oriente". Il quotidiano britannico precisa che né il Cremlino né un portavoce di Abramovich hanno risposto immediatamente alle richieste di commento. Abramovich, ricorda il Ft, ha contribuito a mediare i colloqui tra Russia e Ucraina sin dalle prime settimane della guerra nel 2022. L'oligarca partecipò alla mediazione di un ciclo di negoziati tenutosi a Istanbul nel marzo dello stesso anno.
OTTOBRE ROSSO
martedì 16 giugno 2026
Chi dopo asc?
[Iuvat meminisse beati temporis. Ovidio] Sono 7 gli amministrativi asc a Palermo che non dovrebbero rientrare nella clausola sociale e che andrebbero sommati ai 19 esuberi conclamati. Una collega della biglietteria si è dimessa a Palermo, dunque il numero degli esuberi scende di una unità? Non sappiamo quanti sono gli amministrativi a Catania Fontanarossa, gli esuberi 34 e tra questi probabilmente non figura la figlia dell’ex direttore dell’enac di Palermo, rinviato a giudizio per il malaffare dell’apt di Lmp, insieme ad altri 12. Si parla che a Catania anche aviapartner prenderà una quota minima di dipendenti asc. A Palermo è escluso categoricamente. Il problema a Palermo è chi verrà dopo asc. Se viene un handler serio e non uno scappato di casa i problemi potrebbero esseri seri per tutti. Ancora, a 14 giorni dal passaggio, non abbiamo una lista definitiva e quale metodo si userà per riempire la lista.
domenica 14 giugno 2026
Harari contro Milei
[Nel 2012 sono morte circa 56 milioni di persone nel mondo intero: 620.000 sono state vittime della violenza umana (le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione); 800.000 persone si sono suicidate e 1,5 milioni di individui sono morti di diabete. Lo zucchero è adesso più pericoloso della polvere da sparo. Yuval Noah Harari] "Quando ho parlato al World Economic Forum, a gennaio di quest'anno, ho avvertito che un giorno i governi avrebbero potuto concedere la personalità giuridica ai modelli di intelligenza artificiale ma non avrei mai immaginato che quel giorno sarebbe arrivato solo quattro mesi dopo", ha scritto oggi il filosofo israeliano Yuval Noah Harari in un articolo pubblicato sul Financial Times intitolato "Non dobbiamo concedere la personalità giuridica agli agenti di intelligenza artificiale". Il campanello d'allarme per l'influente autore che ha indagato e riflettuto sull'impatto dell'IA nel suo recente saggio 'Nexus', arriva dall'iniziativa del governo argentino del presidente ultraliberista Javier Milei che mira a riformare e deregolamentare la Legge sulle società per riconoscere lo status di personalità giuridica anche a soggetti 'non umani'. "Concedere la personalità giuridica all'intelligenza artificiale - avverte Harari - permetterebbe agli agenti di IA di intraprendere numerose nuove iniziative, generando potenzialmente un'enorme ricchezza. Tuttavia, la personalità giuridica è una chiave generica che consentirebbe loro anche l'accesso ai nostri sistemi finanziari, economici e politici. Ciò solleva molte preoccupazioni". Secondo il filosofo israeliano "grazie alle loro superiori capacità analitiche, le aziende basate sull'intelligenza artificiale saranno in grado di diventare esperte nell'individuazione di scappatoie legali e nell'arbitraggio normativo. E non sarà facile dissuaderle dal commettere attività apertamente illegali, poiché la pena massima che scoraggia dirigenti e dipendenti umani - il carcere - è irrilevante per l'IA", ha aggiunto. Lo stesso presidente Milei, si è incaricato di dare una prima risposta sui social alle preoccupazioni di Harari preannunciando una seconda replica più approfondita. "Caro @harari_yuval, la ringrazio moltissimo per aver partecipato a questo dibattito affascinante e di fondamentale importanza. Siamo all'alba di una nuova era, che ci colloca, credo, in un luogo non così diverso da quello che lei stesso ha descritto così bene in 'Sapiens' e negli altri suoi libri: quell'epoca in cui gli esseri umani usano la finzione per organizzare il nostro lavoro collettivo e trarre vantaggio dalla tecnologia. Ora più che mai, abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza per costruire la struttura che ci permetterà di cogliere le incredibili opportunità che ci attendono. Sto già preparando la mia risposta per vedere se riusciamo a dissipare i suoi timori riguardo al percorso che ho proposto", ha risposto il leader argentino.
Nessuna tregua a Beirut
[Sei milioni di anni fa, un'unica scimmia femmina ebbe due figlie. Una fu la progenitrice di tutti gli scimpanzé, l'altra la nostra nonna. Yuval Noah Harari] Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Donald Trump riceve messaggi di auguri da numerosi leader internazionali e figure della politica globale.Le celebrazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per gli equilibri geopolitici, con l'attenzione della comunità internazionale rivolta soprattutto al Medio Oriente. Intanto, alla Casa Bianca oltre 4mila spettatori partecipano allo spettacolo di marziali aspettando la pace. Il presidente russo Vladimir Putin ha sentito il presidente americano Donald Trump in una telefonata durata 55 minuti, in occasione del compleanno del tycoon. Lo riporta la Tass. Trump nella telefonata ha chiesto la fine della guerra in Ucraina, ha riferito il consigliere di Putin Ushakov. Il presidente russo Vladimir Putin nel corso della telefonato al suo omologo statunitense Donald Trump, in occasione dell'ottantesimo compleanno di quest'ultimo, ha discusso delle guerre in Ucraina e in Iran e di una prossima visita degli inviati di Washington in Russia. Lo ha fatto sapere il Cremlino, scrive l'agenzia russa Tass. "La conversazione si è concentrata sulla situazione relativa al memorandum d'intesa in fase di stesura tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump ha affermato che un accordo è vicino", ha detto ai giornalisti Yuri Ushakov, collaboratore del Cremlino. Ushakov ha anche affermato che "è stato concordato che i rappresentanti speciali del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner, attualmente strettamente coinvolti negli affari iraniani, torneranno presto in Russia". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione del suo compleanno e tra gli argomenti hanno discusso dei negoziati. Lo fa sapere la presidenza ucraina. La conversazione tra i due leader è durata almeno 30 minuti. Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente dell'Ucraina per le comunicazioni, ha affermato che si è trattato di "una conversazione piuttosto significativa su argomenti che spaziavano dagli auguri di compleanno alla diplomazia e alla guerra/pace". Riferiscono i media ucraini. "Ho appena avuto una conversazione fantastica con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ho augurato al Presidente Trump un felice compleanno e abbiamo discusso in dettaglio di molte questioni importanti, tra cui, naturalmente, la pace. Ho augurato al Presidente Trump successo, soprattutto nei suoi sforzi per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. L'ho anche ringraziato per tutto il sostegno che l'America sta fornendo all'Ucraina e, cosa importante, ricordiamo con gratitudine ogni passo di questo sostegno, dai Javelin ai Patriot". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Voldymyr Zelensky dopo la telefonata con il presidente Usa. "Abbiamo discusso di ciò che potrebbe aiutare a far avvicinare la pace ora e ho informato il Presidente degli ultimi sviluppi sul campo di battaglia e di come la nostra posizione si sia rafforzata. Abbiamo concordato di discutere di più durante il nostro incontro al vertice del G7. Abbiamo alcune buone idee che potrebbero aiutare a far avvicinare la pace e a proteggere le vite. Grazie!", aggiunge il leader ucraino. ''Buon compleanno, Presidente, Buon compleanno Donald. Ti auguro continua forza e vigore mentre guidi l'America verso un futuro luminoso di pace attraverso la potenza, e mentre continuiamo a portare l'alleanza tra Stati Uniti e Israele a livelli sempre più alti''. Lo scrive il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X. "L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "È necessario che tutte le parti facciano un passo indietro", "questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola", ha aggiunto. Mentre la diplomazia cerca un accordo per fermare il conflitto Usa-Iran, Israele, non si ferma e attacca la capitale libanese Beirut. Così Teheran manda un avvertimento agli Stati Uniti: inutile proseguire i colloqui se gli impegni non sono rispettati. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, l’attacco israeliano contro Beirut ha colpito un appartamento. Un appartamento che secondo le Forze di Difesa Israeliane (Idf), sarebbe stato utilizzato come centro di comando di Hezbollah. L’agenzia della protezione civile libanese ha poi dichiarato di aver recuperato tre corpi dopo l’attacco israeliano nell’area di Ghobeiry, nella periferia meridionale di Beirut. Le operazioni di ricerca, soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso sul luogo, ha aggiunto in un comunicato. L’agenzia di stampa ufficiale Nna ha riferito che 15 persone sono rimaste ferite e che sono stati provocati gravi danni agli edifici e ai negozi nelle vicinanze. Dopo gli attacchi israeliani in Libano, l’Iran ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare i propri impegni. Lo ha riferito il suo capo negoziatore. Teheran ritiene che sarebbe “inutile proseguire” i colloqui con Washington se gli impegni assunti nell’ambito delle discussioni in corso non fossero rispettati. “Dando il via libera al regime (israeliano) non si possono ottenere concessioni. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è superato”, ha dichiarato su X Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche presidente del parlamento iraniano. “Se non avete la volontà e la capacità di rispettare i vostri impegni, parlare di proseguire il percorso non è possibile”, ha aggiunto. In precedenza, un importante esponente del parlamento iraniano ha inviato un apparente messaggio agli Stati Uniti: “Se cercate un accordo o un’intesa, dovete disciplinare il regime sionista. Se questo cane rabbioso non verrà controllato, vi morderà la gamba prima ancora che l’inchiostro dell’accordo si sia asciugato”, ha scritto su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare per la politica estera e la sicurezza nazionale. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno effettuato l’attacco dopo che tre droni lanciati dal ‘Partito di Dio’ hanno colpito il nord di Israele nella giornata di oggi. Teheran ha dichiarato che qualsiasi attacco israeliano contro Beirut costituirebbe una violazione del cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti e provocherebbe una risposta da parte dell’Iran. La scorsa settimana Rezaei aveva avvertito gli israeliani di “guardare il cielo”, poche ore prima che la Repubblica Islamica lanciasse missili contro lo stato ebraico in risposta agli attacchi condotti a Beirut.Un alto responsabile dello stato maggiore iraniano ha dichiarato che gli attacchi israeliani condotti oggi contro la periferia sud di Beirut non resteranno “impuniti”. “Non c’è alcun dubbio che questi crimini non resteranno impuniti”, ha dichiarato il generale Mohammad-Jafar Assadi, vice comandante del comando congiunto delle forze armate iraniane, citato dall’agenzia Defa Press, specializzata in questioni militari. Ci sono due fattori che pesano molto sui negoziati per porre fine al conflitto Iran-Usa: gli ultraconservatori di Teheran e il governo di Israele. L’agenzia di stampa iraniana Fars, ritenuta vicina agli ambienti conservatori, ha affermato che l’Iran non ha ancora preso una decisione riguardo alla firma del protocollo d’intesa in discussione con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente. “La Repubblica Islamica dell’Iran non ha ancora preso né annunciato la sua decisione finale sul protocollo d’intesa proposto durante i negoziati”, ha scritto Fars, citando “una fonte ben informata vicina alla squadra negoziale” iraniana. La possibilità di un simile accordo suscita, infatti, l’opposizione di alcuni ultraconservatori, contrari a concessioni, in particolare sul controllo dello strategico stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall’Iran dall’inizio della guerra. Sull’altro fronte, le autorità israeliane sono insoddisfatte dei termini del previsto accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito il portale di notizie Ynet, citando un alto funzionario dello stato ebraico. Giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che i punti finali dell’accordo di pace tra Washington e Teheran erano stati concordati da tutte le parti coinvolte, Israele compreso. Trump ha affermato ieri che l’intesa sarà firmata questa domenica. Nessuno è soddisfatto (del memorandum d’intesa annunciato). Comprendiamo che è negativo per noi e danneggia gli interessi israeliani”, ha dichiarato la fonte a Ynet. La stessa fonte ha aggiunto che Israele lamenta il fatto che la propria posizione non sia presa in considerazione e di non essere in grado di influenzare il processo di accordo tra Stati Uniti e Iran. Intanto gli sforzi diplomatici vanno avanti. Una delegazione del Qatar, Paese che sostiene la mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti, è arrivata a Teheran nell’ambito dei colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media iraniani e da un diplomatico. Secondo l’agenzia Isna, un consigliere del ministro degli Esteri del Qatar è stato inviato in Iran. La visita è destinata a “esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico”, ha riferito Tasnim, un’altra agenzia di stampa iraniana.I negoziatori del Qatar sono partiti stamattina per Teheran (…) per contribuire a finalizzare l’accordo”, ha confermato alla France Presse, mantenendo l’anonimato, un diplomatico vicino ai colloqui.
sabato 13 giugno 2026
New Yorker contro i fratelli Tate
[La ragione è, e deve solo essere, schiava delle passioni, e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di obbedire e di servire ad esse. Hume] Decine di donne stuprate, picchiate e tenute prigioniere in un compound alle porte di Bucarest per girare video porno: una vasta inchiesta sull'ultimo New Yorker punta i riflettori sui fratelli Andrew e Tristan Tate e sulla vasta rete di sfruttamento, traffico sessuale e manipolazione coercitiva su scala industriale messa in piedi in Romania dagli ex campioni di kickboxing diventati eroi del movimento Maga e influencer della cosiddetta 'manosfera'. Scappati dalla Gran Bretagna nel 2015 dopo che Andrew era stato accusato di stupro e strangolamento da tre donne, i fratelli avrebbero approfittato della relativa immunità che godevano a Bucarest per reclutare e sfruttare sistematicamente donne, molte delle quali adolescenti, costringendole a girare video porno nel cosiddetto American Village, un compound protetto da guardie armate poco a nord della capitale. Tra le prime donne soggiogate con la tecnica del 'loverboy' e la promessa del matrimonio, ci sarebbe stata Iasmina Pencov, sul cui braccio Andrew Tate aveva fatto tatuare le parole "Tate Owned", di proprietà di Tate, accanto all'immagine di un cobra, il suo simbolo personale. Tate usava Iasmina come modello di subordinazione nei video di un network online, la War Room, da cui, dietro pagamento di 8000 dollari all'anno, Andrew insegnava agli iscritti in una serie di tutorial modi di "liberare l'uomo moderno dall'incarcerazione prodotta dalla società" reclutando donne e trasformandole con la forza in "schiave del sesso". "Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business. Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia", teorizzava Andrew in un video su War Room. Sia Andrew che Tristan avrebbero avuto dei figli con alcune delle vittime: ne avrebbero "decine", perché convinti della necessità di massimizzare la loro progenie. Nel 2022, dopo l'allarme lanciato da una 'fidanzata' di Tristan, i fratelli erano finiti sotto inchiesta in Romania per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio, ma con la rielezione di Donald Trump il caso è finito su un binario morto. I Tate hanno detto al New Yorker di non aver mai fatto del male a una donna e che le accuse contro di loro sono macchinazioni della sinistra liberal: tesi sposata in passato dai loro sostenitori nella galassia Maga come Don Trump Jr, Elon Musk e Tucker Carlson. Le accuse contro i fratelli sono stati però rilanciate adesso dal New Yorker che riporta loro dichiarazioni pubbliche, messaggi privati trapelati e le testimonianze di oltre una dozzina di presunte vittime, in cui viene descritto un quadro radicalmente diverso da quello presentato dai due influencer. "Il lavoro in webcam, a differenza della prostituzione, è generalmente legale. Tuttavia, quasi ovunque nel mondo è illegale reclutare operatrici del sesso ricorrendo alla forza, alla frode o alla coercizione, compresa la manipolazione psicologica", afferma Heidi Blake, la giornalista che ha firmato l'articolo.
Peronismo senza leader
[Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna. Machiavelli] La ricorrenza dell'anno esatto trascorso dal giorno in cui l'ex presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha iniziato a scontare ai domiciliari una condanna a sei anni per corruzione, ha riacceso nuovamente il dibattito interno sulla leadership nel peronismo, ancora il principale partito all'opposizione del governo ultraliberista di Javier Milei. La corrente oltranzista che fa capo all'ex presidente mantiene ancora un peso importante all'interno del variegato universo che compone il partito fondato nel 1947 dal generale Juan Domingo Perón e reclama con insistenza la revisione della condanna e la candidatura di Kirchner alle presidenziali del 2027. Una posizione questa che tuttavia tarpa le ali all'ascesa del giovane governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof. Il giovane ex ministro dell'Economia di Kirchner oggi è considerato poco meno di un traditore dagli oltranzisti che vorrebbero gridasse anche lui con la loro stessa convinzione lo slogan 'Cristina Libre!'. A margine di queste due correnti, accomunate oggi solo dall'irriducibile opposizione alle politiche dell'ultraliberista Milei, si affaccia una terza via promossa da deputati, senatori e governatori peronisti che vedrebbero di buon occhio la fine dell'egemonia kirchnerista all'interno del partito tra le cui fila non è ancora emersa tuttavia una figura di spicco candidabile alle prossime presidenziali. Il 20 giugno è stata convocata una nuova manifestazione a sostegno della ex presidente nel parco a ridosso della sua abitazione nel quartiere di San Telmo e da lì risulteranno forse chiarite le posizioni delle diverse correnti sul 'nodo Cristina'. Il figlio, Maximo Kirchner, ha accusato nel frattempo senza mezzi termini il settore di Kicillof di voler approfittare della proscrizione elettorale alla madre. "È per questo che non chiedono la sua liberazione e ci criticano quando lo facciamo noi inventando argomentazioni poco creative ma incredibilmente spregevoli per giustificare il loro comportamento", ha affermato. Il capo di gabinetto del governo argentino di Javier Milei, Manuel Adorni, è tornato oggi al centro delle cronache politiche del Paese dopo che è trapelata sui media la sua richiesta di accesso all'ultimo maxi condono fiscale. A suscitare polemiche è il fatto che nel frattempo è in corso un'indagine della magistratura per chiarire con quali fondi Adorni ha sostenuto le ingenti spese affrontate negli ultimi due anni, dopo l'ingresso nella funzione pubblica, e tra queste l'acquisto di almeno due immobili e diversi viaggi all'estero con la famiglia in località esclusive. Questo in mancanza anche della dichiarazione giurata obbligatoria sullo stato patrimoniale del capo di gabinetto, un documento che - nel fragore delle polemiche - lo stesso presidente Milei aveva affermato oltre un mese fa che fosse già pronto e di imminente presentazione ma che non è ancora stato consegnato alle autorità. Secondo quanto riferisce il quotidiano La Nación inoltre, anche la moglie di Adorni, Bettina Angeletti, figurerebbe nel registro delle persone che hanno fatto richiesta di accesso al condono fiscale, questo in assenza di una norma che proibisca a funzionari e parenti di funzionari di accedere a un beneficio promosso dal governo. L'inchiesta della magistratura riguarda spese effettuate per oltre 800mila dollari realizzate negli ultimi due anni, una somma che non è in linea con lo stipendio del funzionario di Adorni, che non supera attualmente i 3.000 dollari al mese.
Karim Khan sospeso
[La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.Kierkegaard] Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato sospeso al termine di un procedimento disciplinare avviato a seguito di accuse di abusi sessuali a suo carico. Lo riportano diversi media internazionali tra i quali il Guardian. L'organo direttivo della Cpi ha annunciato la decisione lunedì sera, dopo che il suo comitato esecutivo ha votato per deferire il procedimento contro Khan a una sessione speciale degli Stati membri della Corte, affinché ne valutino il futuro. Secondo un documento visionato dal Guardian, il comitato, composto da 21 Stati membri della Corte, ha votato a maggioranza qualificata per stabilire che Khan si è reso responsabile di gravi illeciti in relazione alle accuse di abusi sessuali. In una dichiarazione, l'organo direttivo della Corte ha affermato che la decisione di sospendere Khan "non è indicativa dell'esito finale". Khan si era già temporaneamente sospeso dalla guida della divisione della Cpi che indaga e persegue gli individui accusati di atrocità. È già stato rimosso dall'incarico di patrocinare nel caso più importante della Corte penale internazionale contro l'ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Secondo la dichiarazione, una sessione speciale dell'Assemblea parlamentare speciale (ASP) sarà convocata al più presto per discutere il caso Khan. Il 55enne britannico è balzato agli onori della cronaca quando ha ottenuto con successo i mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant per la guerra di Gaza. È stato tra i primi a essere sanzionato dagli Stati Uniti, alleati di Israele, che hanno espresso indignazione per i mandati di arresto. Karim Khan, 56 anni, è un avvocato britannico (di padre pakistano) specializzato in diritto penale internazionale e diritti umani. Guida le inchieste della Corte penale internazionale come procuratore capo dal 2021. Nata nel 1998 sulla base dello Statuto di Roma, la Cpi ha sede all’Aja ed è il “tribunale” del sistema Onu chiamato a indagare e processare individui accusati dei più gravi crimini internazionali: genocidio, crimini di guerra, aggressione e contro l’umanità. Il mandato di Khan è coinciso in pieno dunque con la nuova epoca di laceranti conflitti apertasi nel 2022 con l’attacco russo all’Ucraina, e proseguita con la strage di Hamas del 7 ottobre e le successive guerre a Gaza e nel resto del Medio Oriente. Grandi attori internazionali come Stati Uniti, Russia e Israele non hanno mai sottoscritto lo Statuto di Roma e dunque non accettano la giurisdizione della Cpi. Ma oltre al gigantesco danno politico reputazionale i suoi mandati d’arresto hanno conseguenze pratiche, perché tutti i Paesi firmatari hanno l’obbligo di eseguire la misura. Per questo tanto la Russia quanto Israele detestano Khan, che nel 2023 ha spiccato mandati d’arresto internazionali per Vladimir Putin e la sua “Commissaria per i diritti dell’infanzia” Maria Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini in Russia.