lunedì 6 aprile 2026

Tutto chiacchiere …

[Non vivo ut edam, sed edo ut vivam. Quintiliano] Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È  quanto scrive Axios.   Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra.     Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.    Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale.     I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell'Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti.   I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo.    Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà.     I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare. I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c'è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il Paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.   L'agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone.    La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran.    Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.


Zelensky a Damasco

[Per scoprire l'autentica oggettività del mondo l'uomo non deve pensare il mondo come una parte di sé, ma deve sentire se stesso come una parte del mondo. Abbagnano] Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è a Damasco per colloqui con il suo omologo siriano, Ahmed al-Sharaa. I due leader - scrive Zelensky su X - hanno "concordato di lavorare insieme per portare maggiore sicurezza e maggiori opportunità di sviluppo alle nostre società. Abbiamo discusso della situazione nella regione e delle prospettive per cambiarla in meglio. Abbiamo anche esaminato le circostanze della guerra della Russia contro l'Ucraina e sono grato per il sostegno. C'è un forte interesse per lo scambio di esperienze militari e di sicurezza. Apprezzo le parole di rispetto per il nostro popolo". Zelensky ha poi aggiunto che sul tavolo si è anche discusso del "ruolo dell'Ucraina come fornitore affidabile di prodotti alimentari e delle opportunità congiunte per rafforzare la sicurezza alimentare in tutta la regione. Comprendiamo molto bene le sfide energetiche e infrastrutturali che la Siria sta affrontando attualmente. Siamo pronti a lavorare insieme per ampliare le opportunità per entrambi i nostri Paesi e per i loro popoli".


Domani l’apocalisse secondo Trump

[Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l' ultimo . Seneca ] Donald Trump minaccia di colpire “oggi” le centrali elettriche e i ponti in Iran, se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz. "Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno - VEDRETE! Sia lode ad Allah", ha scritto sul sul social Truth. Ieri il presidente americano aveva dato 48 ore di tempo all'Iran per fare "un accordo o aprire Hormuz".  Marjorie Taylor Greene, l'ex deputata e pasionaria del movimento Maga in totale rotta di collisione con Donald Trump, è tornata ad attaccare il tycoon con un lungo post di fuoco su X, accusandolo di essere "impazzito" e denunciando "le menzogne in ambito nucleare" raccontate "da decenni". "La mattina di Pasqua, ecco cosa ha pubblicato il presidente Trump. Tutti coloro, all'interno della sua amministrazione, che affermano di essere cristiani dovrebbero inginocchiarsi, implorare il perdono di Dio, smettere di venerare il presidente e intervenire per porre freno alla follia di Trump", ha scritto l'ex deputata della Georgia, postando la foto del post del tycoon in cui minaccia di colpire "martedì" le centrali elettriche e i ponti in Iran, se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz. "Conosco tutti voi, così come conosco lui: lui è impazzito, e voi tutti ne siete complici. Non sto difendendo l'Iran, ma cerchiamo di essere onesti riguardo a tutta questa faccenda. Lo Stretto è chiuso perché Stati Uniti e Israele hanno scatenato una guerra non provocata contro l'Iran, basata sulle stesse menzogne in ambito nucleare che vanno raccontando da decenni: ovvero che, da un momento all'altro, l'Iran avrebbe sviluppato un'arma nucleare", ha rincarato Greene. "Sapete chi possiede armi nucleari? Israele. Sono più che capaci di difendersi da soli, senza che gli Stati Uniti debbano combattere le loro guerre, uccidere persone innocenti e bambini, e pagarne il prezzo. Le minacce di Trump di bombardare centrali elettriche e ponti colpiscono il popolo iraniano: proprio quel popolo che Trump sosteneva di voler liberare", ha osservato l'ex deputata. "Proprio a Pasqua - tra tutti i giorni dell'anno - noi cristiani dovremmo ricordare che il Figlio di Dio è morto ed è risorto dai morti affinché i nostri peccati potessero essere perdonati, una volta per tutte. Gesù ci ha comandato di amarci gli uni gli altri e di perdonarci a vicenda. Anche i nostri nemici. Il nostro presidente non è un cristiano, e le sue parole e le sue azioni non dovrebbero essere sostenute dai cristiani". Tutto questo, infine, "non è ciò che abbiamo promesso al popolo americano quando, nel 2024, ci ha votato a stragrande maggioranza". Una fonte israeliana ha riferito a Iran International, media d'opposizione basato a Londra, che due unità di commando israeliane, Shaldag e Sayeret Matkal, hanno partecipato all'operazione di salvataggio del pilota americano che era disperso in Iran. Secondo la fonte, la missione è durata circa 36 ore.     La fonte israeliana ha anche affermato che un elicottero statunitense è stato attaccato durante l'operazione, ma è riuscito a rientrare sano e salvo alla base. Il salvataggio del co-pilota Usa disperso il Iran è giunto al termine di una corsa contro il tempo tra le forze americane e iraniane, protrattasi per due giorni: i commando Usa hanno recuperato il militare grazie a un'imponente operazione che ha coinvolto centinaia di soldati delle forze speciali, ha riferito il New York Times. Non si sono registrate vittime tra le fila statunitensi all'interno della squadra di soccorso, ha dichiarato un alto ufficiale militare del Pentagono. Tutti i commando hanno fatto ritorno sani e salvi. Gli aerei di soccorso sono atterrati in Kuwait per prestare le cure necessarie all'ufficiale ferito, ma salvo. Individuare l'aviatore abbattuto, nascostosi avendo a disposizione, per la propria difesa, poco più di una pistola, ha rappresentato la massima priorità per le forze armate americane nelle ultime 48 ore: è stata fatta un'operazione con centinaia di soldati delle forze speciali, decine di aerei da combattimento ed elicotteri, oltre a capacità operative nei settori cyber, spaziale e d'intelligence. Aerei d'attacco hanno sganciato bombe e aperto il fuoco contro convogli iraniani per tenerli lontani dall'area in cui si nascondeva l'aviatore. Mentre le forze Usa stavano convergendo verso l'aviatore abbattuto, è scoppiato uno scontro a fuoco, secondo quanto riferito da due ex alti ufficiali militari vicine al dossier. L'aviatore, equipaggiato con un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze impegnate nel salvataggio. Con un colpo di scena finale: due aerei da trasporto che avrebbero dovuto condurre le truppe in salvo sono rimasti bloccati in una remota area in Iran. Tre velivoli sono stati inviati per recuperare il personale militare, mentre i due velivoli sono stati fatti esplodere per evitare che cadessero in mani nemiche. Infine, secondo il Nyt, l'F-15E è stato abbattuto in una regione dell'Iran in cui vi è una significativa opposizione al governo iraniano. Di conseguenza, il militare disperso potrebbe addirittura aver contare sull'aiuto della popolazione locale per ottenere riparo e assistenza.


sabato 4 aprile 2026

I capricci di Orban

[Qual è la regola numero uno a poker? Lasciare le emozioni fuori dalla porta. Dialogo tra Brad Pitt / Robert “Rusty” Charles Ryan e Topher Grace, film e un “Ocean’s Eleven”]  Il primo ministro ungherese Viktor Orban si è espresso contro l'adesione di Kiev alla Nato durante una riunione plenaria a cui era presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice di Washington dell'Alleanza nordatlantica, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa americana Bloomberg.    Durante il summit dell'11 luglio Orban ha rifiutato di sostenere l'appoggio militare all'Ucraina e ha suggerito che Kiev non dovesse unirsi all'alleanza, secondo fonti della Bloomberg.  L'agenzia di stampa afferma che "alcuni leader hanno reagito suggerendo che la storia della stessa Ungheria dimostra perché l'Ucraina appartiene all'alleanza", in riferimento all'invasione del Paese da parte dell'Unione Sovietica nel 1956.  L' "atto di grave slealtà" dell'Ungheria sul prestito all'Ucraina bloccato al Consiglio Europeo di oggi è destinato a lasciare "tracce profonde" e ad avere "conseguenze ben oltre questo singolo episodio". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz incontrando la stampa al termine del summit rispondendo a una domanda sull'ipotesi di passare alla maggioranza qualificata al posto dell'unanimità: i Trattati prevedono regole precise, ha ricordato, e in molti casi serve comunque una decisione unanime per passare a quel sistema. "Viktor Orban non è stato disposto ad accettarlo e per questo siamo bloccati sotto diversi aspetti".    Merz ha sottolineato che lo stallo riguarda non solo i 90 miliardi di prestiti a Kiev ma anche l'apertura di nuovi capitoli nei negoziati di adesione. Questo "non può essere accettato" e "avrà conseguenze ben oltre questo singolo episodio", ha affermato, annunciando che la questione sarà riaperta nei negoziati sul bilancio Ue. "È un atto di grave slealtà nell'Unione europea che, per quanto mi è stato riferito, non si era mai verificato in questa forma", ha insistito, aggiungendo che tra i leader c'è "profonda irritazione".  

La salute di Trump preoccupa

[Si scopre più di un uomo in un’ora di gioco che in un giorno di conversazione. Platone] Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per la salute mentale di Donald Trump. Dopo aver vinto le elezioni in seguito al ritiro di Joe Biden, fattosi da parte per le preoccupazioni dovute alla sua età avanzata e ai dubbi sulla sua lucidità mentale, è il tycoon a finire del mirino degli elettori. Un sondaggio Reuters-Ipsos, riportato da Cnn, indica che il 61% degli americani ritiene che il capo della Casa Bianca sia “diventato più imprevedibile con l’età”. Il dato include non solo gli elettori di opposizione ma anche circa il 30% degli stessi sostenitori repubblicani. Non solo: la percentuale di americani che descrivono Trump come “mentalmente acuto e in grado di gestire sfide complesse” è scesa al 45%, rispetto al 54% registrato nel settembre 2023. Allo stesso modo, indagini separate del Pew Research Center evidenziano che la quota di cittadini “molto fiduciosi” nella capacità mentale del tycoon è calata dal 39% al 32% nell’ultimo anno. Secondo Cnn, altre rilevazioni dimostrano che la percentuale di persone che affermano che Trump ha la “resistenza e la perspicacia per servire efficacemente come presidente” è anch’essa diminuita, passando dal 53% alla fine del 2023 al 46% più recentemente. Analoghe tendenze si riscontrano anche quando la questione riguarda la fiducia nella salute fisica del tycoon. Questi numeri arrivano in un momento in cui Trump, che compirà 80 anni a giugno, è il presidente più anziano nella storia degli Stati Uniti. La questione dell’età e della salute mentale è stata a lungo al centro di discussioni politiche e mediatiche, specialmente durante le scorse elezioni, quando l’età avanzata di Trump e del suo predecessore ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e degli esperti. Il dibattito si è intensificato non solo per i sondaggi, ma anche per alcune performance pubbliche del presidente che alcuni osservatori hanno definito imbarazzanti o incoerenti, contribuendo così a far crescere i timori sull’adeguatezza cognitiva di chi occupa la carica più alta del Paese. Durante la campagna presidenziale del 2024, ad esempio, alcuni sondaggi avevano mostrato che una parte consistente degli elettori — in particolare dopo eventi come l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 — riteneva che la lucidità mentale del presidente fosse insufficiente, con stime in cui circa il 50% degli intervistati lo considerava “mentalmente instabile”. Inoltre, commentatori, biografi e critici politici in passato hanno evidenziato situazioni in cui Trump ha commesso errori evidenti nel linguaggio o ha tenuto comportamenti pubblici considerati anomali per un presidente, alimentando ulteriori dubbi sulla sua prontezza cognitiva. La Casa Bianca ha cercato di smentire le voci - circolate sui social - secondo cui il presidente americano Donald Trump sarebbe stato ricoverato al Walter Reed National Military Medical Center di Bethesda. "Non c'è mai stato un presidente che abbia lavorato più duramente per il popolo americano del presidente Trump. In questo fine settimana di Pasqua ha lavorato senza sosta alla Casa Bianca e nello Studio Ovale. Dio lo benedica", ha scritto Steven Cheung, portavoce della Casa Bianca, su X. Intanto una nota giornalista di Cbs News, Emma Nicholson, ha condiviso su X una foto che mostra una sentinella dei Marines all'ingresso dell'Ala Ovest, indicando che "il presidente sta lavorando all'interno". Dello stesso tenore il post di Hugo Lowell, corrispondente del Guardian: "Trump è stato alla Casa Bianca oggi, come dimostra la presenza di un Marine fuori dall'Ala Ovest. Non ci sono stati spostamenti al suo campo da golf al Trump National o al Walter Reed". Lo stato di salute di Trump è un punto centrale del suo secondo mandato, essendo tra gli inquilini più anziani della Casa Bianca. Le voci sulla sua visita al Walter Reed sono rimbalzate sui social dopo l'annuncio della Casa Bianca delle 11:00 (17:00 in Italia), secondo cui il presidente non avrebbe fatto apparizioni pubbliche per il resto della giornata. Una mossa insolita per il presidente, che normalmente si reca a Mar-a-Lago per giocare a golf nei fine settimana.  L'ultima visita di Trump al centro ospedaliero dei presidenti è dello scorso ottobre. "Sì, ho fatto una risonanza magnetica.  Era perfetta", disse nell'occasione il tycoon ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, senza spiegare il motivo di esami che possono essere utilizzati per individuare diversi problemi. "Il medico ha detto che si tratta di uno dei migliori referti che abbiano mai visto, per la sua età". Incalzato poi sui motivi della risonanza magnetica, consigliò ai giornalisti di "chiedere ai medici". Nel 2025 la Casa Bianca ha dichiarato che al tycoon era stata diagnosticata un'insufficienza venosa cronica. La portavoce Karoline Leavitt, sul punto, ha spiegato che il disturbo era stato rilevato dopo un gonfiore alle gambe. L'accumulo di sangue negli arti inferiori è dovuto all'insufficienza venosa cronica, che si verifica quando le vene delle gambe impediscono al sangue di tornare al cuore, una condizione "benigna e comune" nelle persone anziane, nella spiegazione data da Sean Barbarella, il medico presidenziale.  

La Pasqua non ferma la guerra

 [Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia. Marcel Proust]  Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha confermato che Israele ha attaccato gli impianti petrolchimici iraniani, dopo che i media iraniani avevano riportato la notizia della morte di almeno cinque persone in un attacco alla zona petrolchimica di Mahshahr.     "Dopo aver distrutto il 70% della loro capacità di produrre acciaio, che viene utilizzato come materia prima per le armi usate contro di noi e oggi abbiamo attaccato i loro impianti petrolchimici", ha dichiarato Netanyahu in un videomessaggio pubblicato sul suo account X.     "Vi avevo promesso che avremmo continuato a colpire il regime terroristico di Teheran, ed è esattamente quello che stiamo facendo", ha affermato. Il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres ha lanciato oggi l’allarme su un mondo “sull’orlo di una guerra più ampia” in Medio Oriente, chiedendo l’immediata cessazione sia degli attacchi americano-israeliani contro l’Iran sia delle azioni di Teheran contro i paesi vicini. “Siamo sull’orlo di una guerra più ampia che inghiottirebbe il Medio Oriente, con impatti drammatici in tutto il pianeta”, ha dichiarato Guterres ai giornalisti, all’indomani del discorso con cui il presidente Usa Donald Trump ha cercato di giustificare l’operazione militare americana. “Molti aspetti del conflitto sono incerti, ma una cosa non lo è: se i tamburi della guerra continueranno a farsi sentire, l’escalation peggiorerà tutto. La spirale di morte e distruzione deve cessare”, ha aggiunto il capo dell’Onu.   Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato il leader di Hezbollah Naim Qassem, avvertendolo che pagherà un “prezzo straordinariamente alto” per l’intensificazione degli attacchi durante le festività ebraiche in corso. In un videomessaggio, Katz ha accusato Hezbollah di aver preso di mira civili israeliani riuniti per il Seder di Pesach e durante i giorni della Pasqua ebraica. “Ho un messaggio chiaro per Naim Qassem, segretario generale dell’organizzazione terroristica Hezbollah: tu e i tuoi complici – afferma Katz – pagherete un prezzo straordinariamente alto per l’intensificazione del lancio di razzi contro civili israeliani mentre erano riuniti per celebrare il Seder di Pesach, la commemorazione dell’Esodo del popolo ebraico dalla schiavitù alla libertà, e per tutti gli attacchi durante la festività di Pesach, in un atto che richiama l’assalto di Amalek contro Israele durante l’uscita dall’Egitto. Non vivrete abbastanza per vederne le conseguenze. Sarete consegnati alle profondità dell’inferno insieme a Nasrallah, Khamenei, Sinwar e agli altri esponenti sconfitti dell’asse del male”.  A più di un mese dall’inizio della guerra contro l’Iran, il presidente Donald Trump ha tenuto in prima serata un discorso alla nazione insolitamente breve per i suoi standard – 19 minuti – per difendere la necessità del conflitto e tracciare prospettive future, su cui è rimasto tuttavia piuttosto vago. Ecco i punti principali. Il presidente ha descritto l’azione militare come un grande successo, ha ribadito che i sistemi missilistici e di droni iraniani sono stati “drammaticamente ridotti” e che “le fabbriche di armi e i lanci di razzi vengono fatti a pezzi”. Secondo recenti valutazioni dell'intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell'Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d'attacco. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn.     "L'Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione", ha affermato una delle fonti.     Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.  Trump ha chiesto agli americani, preoccupati per i costi del conflitto, di mettere le cose in prospettiva. Ha stimato che la guerra dovrebbe concludersi entro tre settimane. “Siamo in pista per completare tutti gli obiettivi militari americani a breve, molto a breve”, ha detto. “Nelle prossime due o tre settimane, li riporteremo all’età della pietra, dove appartengono”. “Teniamo il conflitto in prospettiva” Sensibile alle critiche interne, Trump ha citato la durata della Prima Guerra Mondiale, della Seconda Guerra Mondiale, della guerra in Vietnam, di quella Corea e in Iraq per sostenere che la campagna militare in corso è stata finora molto più breve. “È molto importante che teniamo questo conflitto in prospettiva”, ha affermato. La guerra “è un vero investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti”. Il presidente ha oscillato tra l’endorsement di negoziati per porre fine alla guerra e la promessa di un’escalation della violenza. “Nel frattempo, le discussioni sono in corso”, ha aggiunto. Tuttavia, l’Iran ha dichiarato che non ci sono trattative dirette con gli Stati Uniti, e le agenzie di intelligence americane ritengono che Teheran sia disposta a mantenere aperti i canali di comunicazione ma non a fare concessioni decisive in questa fase. Donald Trump non ha ripetuto l’avvertimento lanciato poche ore su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla NATO, cosa che ha suscitato critiche persino anche di alcuni esponenti repubblicani. Tuttavia, durante il suo intervento dalla Casa Bianca, il presidente non ha fatto riferimento alle precedenti minacce.Trump ha valutato a lungo se autorizzare una missione per estrarre l’uranio altamente arricchito custodito sotto il sito nucleare di Isfahan. Ieri ha dichiarato che i siti nucleari iraniani sono stati colpiti così duramente che “ci vorrebbero mesi per avvicinarsi alla polvere nucleare”. Ha affermato che gli Stati Uniti monitorano i siti con satelliti e colpiranno se l’Iran tenterà di recuperare il materiale che al momento sembra restare dove si trovava prima della guerra.  Il presidente ha ripetuto le richieste che siano i paesi che importano petrolio dal Golfo Persico attraverso lo Stretto a farsi carico di costringere l’Iran a riaprirlo. Ha affermato che “non abbiamo bisogno” del petrolio che transita attraverso quell’arteria. Gli Stati Uniti importano pochissimo petrolio dal Golfo, tuttavia i prezzi del petrolio sono fissati a livello globale e le interruzioni delle forniture in Medio Oriente si ripercuotono sugli Stati Uniti. Meno petrolio sui mercati globali significa prezzi della benzina più alti per gli americani.


Summer da record a Torino

[Un grande uomo costringe gli altri a spiegarlo. Hegel] Air Bp Italia, in un Notam, ovvero il bollettino aeronautico ufficiale, avverte che a causa della disponibilità limitata di carburante Jet A1, usato per far volare gli aerei, le forniture agli operatori collegati contrattualmente alla compagnia potrebbero essere soggette a limitazioni. Ha preso il via la stagione estiva dell’Aeroporto di Torino, che si presenta come la più ampia di sempre per numero di destinazioni, Paesi collegati e posti disponibili. Il network raggiunge quota 53 destinazioni, in crescita rispetto al 2025, con 24 Paesi serviti e tre novità: Finlandia, Ungheria e Bulgaria.  Complessivamente sono 700mila i posti aggiuntivi messi in vendita rispetto alla scorsa estate. Tra le principali novità spicca l’ingresso di Finnair, che dal 3 maggio collegherà Torino a Helsinki, aprendo nuove opportunità verso Nord Europa, Asia e Nord America grazie al suo hub internazionale. Cresce anche la presenza di Ryanair, che introduce nuovi voli per Sofia e Tirana e rafforza diverse rotte, sia internazionali sia nazionali, grazie al terzo aeromobile basato nello scalo. Espansione significativa anche per Wizz Air, con nuove tratte come Londra Luton e Palermo e l’incremento delle frequenze su destinazioni già attive. Novità anche da Aeroitalia, con collegamenti per Foggia, Salerno e Comiso. L’offerta estiva amplia le possibilità di viaggio, dalle mete balneari del Mediterraneo alle principali città europee, fino ai collegamenti con i grandi hub internazionali come Parigi, Amsterdam, Francoforte e Istanbul.