[Chì un invechja, hè pena di vita. Chi non invecchia, è privo di vita.] La Commissione per la protezione dei dati ha multato Google per 403 milioni di euro a seguito di un’indagine sul trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google. La Commissione per la protezione dei dati ha annunciato oggi infatti la sua decisione finale a seguito di un’indagine su Google Ireland Limited. Questa indagine d’ufficio è stata avviata dalla Dpc, in qualità di autorità di controllo principale per Google, nel febbraio 2020, a seguito della ricezione di reclami da parte di diverse organizzazioni europee per la tutela dei consumatori, tra cui Beuc, in merito al trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in relazione a determinati servizi e prodotti. L’oggetto dell’indagine riguardava il trattamento dei dati di geolocalizzazione da parte di Google in tre funzionalità specifiche: “Attività web e app”, “Cronologia delle posizioni” e “Precisione della posizione”, nel periodo compreso tra la data di applicazione del Gdpr, il 25 maggio 2018, e il 4 febbraio 2020. La decisione, presa dai Commissari per la protezione dei dati, Des Hogan, Dale Sunderland e Niamh Sweeney, stabilisce che Google ha violato il Gdpr. In particolare le violazioni sono in relazione a la liceità e la correttezza del trattamento dei dati di localizzazione nelle attività Web e App e nella cronologia delle posizioni, i suoi obblighi di responsabilità ai sensi del GDPR non essendo in grado di dimostrare la conformità al principio di liceità, correttezza e trasparenza in merito al trattamento dei dati personali in Location Accuracy; i suoi obblighi di trasparenza rispetto a tutte e tre le caratteristiche di cui sopra; e la sua conservazione dei dati di geolocalizzazione nelle Attività Web e App e nella Cronologia delle posizioni. Il Dpc ha imposto sanzioni amministrative per un totale di 403 milioni di euro e ha ordinato a Google di adeguare le proprie procedure di trattamento dei dati entro 6 mesi.
OTTOBRE ROSSO
giovedì 24 settembre 2026
Milei contro l’Onu
[Chì ùn face male, ùn ha paura. Chi non fa male, non ha paura.] L’Onu “è diventata un’organizzazione inutile, il cui unico scopo è sostenere una schiera di parassiti mortalmente arroganti che si celano dietro le vesti di burocrati animati da buone intenzioni”: lo ha dichiarato il presidente argentino Javier Milei, nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Un’organizzazione nata per difendere la sovranità territoriale dei suoi membri ha scelto di voltarsi dall’altra parte riguardo alla situazione delle Isole Malvinas” ha proseguito, definendo il progetto “Sea Lion” – un’importante iniziativa di sviluppo petrolifero offshore nel bacino delle Falkland settentrionali – “un atto illegittimo” in quanto non autorizzato dall’Argentina. “A cosa serve una risoluzione se, per decenni, l’altra parte può agire in palese violazione della stessa? Non mancano parole o risoluzioni, ma ciò che manca sono le conseguenze: ecco perché la questione delle Malvinas non riguarda soltanto l’Argentina e il Regno Unito. Solleva anche interrogativi sulla capacità di questa organizzazione di far rispettare le proprie risoluzioni”.Secondo Milei il principio di autodeterminazione non deve applicarsi alle Isole Falkland, poiché “la popolazione è stata insediata dalla potenza occupante su un territorio la cui sovranità è oggetto di contesa”: “Esortiamo il Regno Unito a riprendere i negoziati per giungere a una soluzione pacifica della disputa sulla sovranità, come richiesto dal diritto internazionale”. L’Argentina “non rimarrà indifferente di fronte a chi sfrutta risorse in regime di occupazione straniera illegale”: “Sono qui per dirvi che l’Argentina non starà a guardare aspettando che l’Onu e la comunità internazionale adempiano al proprio mandato. Prenderemo in mano la situazione”, ha concluso.
mercoledì 23 settembre 2026
Populismo e retorica all’Onu
[È un kappao. Se gli sguardi potessero uccidere, forse lo farebbero. Nei giochi senza frontiere-guerra senza lacrime. Peter Gabriel] In un video postato su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si rivolge al sindaco di New York Zoharan Mamdani alla vigilia della partenza per gli Usa affermando: "Vengo all'Onu per combattere per la verità sui nostri eroici soldati e svelare la verità su di te". "Vergognati, Mamdani, per il sostegno al mostro terroristico di Hamas, che ha massacrato il nostro popolo. Vergognati per l'incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York", ha aggiunto. Mamdani nei mesi scorsi aveva dichiarato che avrebbe fatto arrestare Netanyahu se si fosse recato a New York, citando il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale dell'Aia. Successivamente aveva detto in un'intervista che New York non ha l'autorità di eseguire il mandato di arresto. Netanyahu dovrebbe arrivare a New York e intervenire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite giovedì sera. Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del suo intervento all'Onu, è tornato a difendere la soluzione a due Stati per palestinesi e israeliani, sottolineando che sarebbe inaccettabile continuare ad "assistere a questo spettacolo che ci fa vergognare tutti" a Gaza e in Cisgiordania senza agire. "Quale credibilità abbiamo se continuiamo a restare inattivi di fronte a Gaza?", ha esortato il presidente francese, sottolineando che costruire una soluzione a due Stati è la condizione per la "sicurezza di oggi e di domani per Israele e il suo popolo". "L'assurdità grottesca della dichiarazione di Emmanuel Macron è sbalorditiva". Lo ha affermato l'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu dopo le parola del presidente francese all'Onu su Gaza. "Domenica, alla vigilia di Yom Kippur, appena due giorni fa, Netanel Shukrun - un CITTADINO FRANCESE e padre di sei figli - è stato assassinato nella sua auto da un terrorista di Hamas in Giudea e Samaria . Con il suo ultimo respiro, ha detto a suo figlio di scappare. I terroristi di Hamas compiono attacchi contro gli ebrei quasi ogni giorno. Hanno assassinato innumerevoli civili israeliani in Giudea e Samaria. L'ignoranza NON èuna scusa per cancellare il loro sangue". La portata delle uccisioni e delle distruzioni nella Striscia di Gaza non ha precedenti negli anni trascorsi da Antonio Guterres alla guida delle Nazioni unite. Lo ha affermato lo stesso segretario generale dell’Onu nel suo intervento all’Assemblea generale, affermando che “tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale”. Guterres ha ricordato che sono trascorsi quasi tre anni dagli “abominevoli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre”, sottolineando tuttavia che a quegli attacchi “è seguita un’offensiva contro i palestinesi a Gaza con una portata di uccisioni e distruzioni diversa da qualsiasi cosa abbia visto nei miei anni come segretario generale”. Il segretario generale ha quindi richiamato le misure provvisorie giuridicamente vincolanti adottate dalla Corte internazionale di giustizia nel procedimento relativo all’applicazione della Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza. Guterres ha inoltre ricordato che, nel suo parere consultivo dello scorso anno, la Corte ha stabilito che le Nazioni unite devono essere messe nelle condizioni di svolgere il proprio mandato a Gaza e che il personale dell’Onu e gli operatori umanitari devono essere protetti. “Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale e le ordinanze della Corte”, ha sottolineato. E “mentre la violenza, gli sfollamenti e l’espansione degli insediamenti da parte di Israele nella Cisgiordania occupata stanno spianando la strada verso la distruzione della pace, si profila lo spettro della pulizia etnica”, ha affermato Guterres. Il segretario generale ha inserito l’allarme sulla Cisgiordania nel più ampio quadro della crisi nei Territori palestinesi occupati, che a suo giudizio non deve essere oscurata dalle altre tensioni e dai conflitti che stanno investendo il Medio Oriente. Guterres ha quindi ribadito la necessità di preservare la prospettiva della soluzione dei due Stati, avvertendo: “Non possiamo permettere che la soluzione dei due Stati scompaia davanti ai nostri occhi”. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di essere determinato, per quanto concerne Gaza, “a dare seguito all’accordo firmato a Sharm El-Sheikh un anno fa”. “Ora dobbiamo avviare la ricostruzione di Gaza il prima possibile” ha specificato Erdogan. “A questo proposito, vi esorto a esercitare una maggiore pressione, una pressione ancora più forte su Israele”, ha evidenziato Erdogan, specificando che “i tentativi di soffocare lo Stato di Palestina sono destinati a fallire”. Il presidente turco nel suo discorso dal palco delle Nazioni Unite ha inoltre invitato gli Stati a riconoscere lo Stato di Palestina. “Oggi, ancora una volta, invito tutti i Paesi che non hanno ancora riconosciuto lo Stato di Palestina a riconsiderare le proprie decisioni”, ha sostenuto il leader turco.
Lazzaro ASC handling
[La Russia ha iniziato questa guerra nel 2014 e da allora siamo abituati a qualsiasi scenario. VOLODYMYR ZELENSKY] Asc ha comunicato di avere nei propri programmi la cessione del 51% delle quote societarie ad Aeroitalia. Secondo quanto riferito dall’azienda, entro la fine dell’anno Aeroitalia potrebbe quindi passare dall’assistenza di gh a quella di Lazzaro asc. Con tre voli al giorno su Fiumicino da Palermo e Catania non ci saranno margini di guadagno, sempre che i voli vengano mantenuti visto che la Wizz Air, tra le tante tratte, sta operando anche su Fiumicino. Attualmente la licenza di asc è stata sospesa dall’enac. Il mondo sindacale dei parenti, fatti assumere in maniera poco deontologica in apt, riguarda il contratto ccnl non applicato dalla Lazzaro asc. Nel frattempo l’azienda ha fatto ricorso alla cig per tutelare i livelli occupazionali, e contestualmente Carlo Devisu ha presentato un piano di risanamento top secret. Nel frattempo questa politica sembra far comodo sia a gh che aviapartner sia a Catania che Palermo: meglio un morto oggi che un competitore serio potrebbe subentrare a Pasticiedda e fare una vera e spietata concorrenza. A coloro i quali aspettano ancora i soldi da Pasticiedda state sereni che molto probabilmente non li vedrei in tempi brevi. Ai giovani, senza né arte né parte, che oggi si sono trovati in gh, con zero esperienza aeroportuale, dopo tre anni di bighellonare, con il quinto o addirittura il terzo livello, sono rimasti in Apt. Per non parlare degli amministrativi, non compresi nella clausola sociale, salvati dalla politica clientelare del nostro amato renatino. Il cif del caro estinto né è un esempio… i soldi della vendita di asc inglese alla Swissport dove saranno messi a giacere? Sicuramente in qualche paradiso fiscale, dunque impossibili da pignorare.
Più artico per UE
[La libertà innanzi tutto e sopra tutto. Benedetto Croce] Dodici Paesi europei hanno esortato l'Unione Europea a rafforzare la propria presenza nell'Artico, dato che la regione sta diventando un terreno di scontro geopolitico fondamentale a seguito delle minacce provenienti dalla Russia e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Chiediamo all'Unione Europea di assumere un ruolo più strategico nell'Artico europeo", hanno scritto i paesi in una dichiarazione congiunta al termine di un vertice tenutosi nel nord della Finlandia, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Danimarca, Francia, Germania, Svezia e Grecia. L’Artico è una delle regioni del pianeta più soggette al cambiamento climatico. Osservarne e comprenderne le trasformazioni è uno degli obiettivi delle attività di ricerca svolte da trent’anni nella stazione ‘Dirigibile Italia’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che con l’autunno si avvia a una nuova fase di attività. Inaugurata nel maggio 1997 a Ny-Ålesund, nell’arcipelago norvegese delle Svalbard, la base è intitolata al velivolo con cui il generale Umberto Nobile partì da qui per la sua seconda e sfortunata spedizione polare. Nel corso di questi tre decenni è diventata un punto di riferimento logistico e scientifico per la ricerca internazionale, con più di 30 progetti e circa 50 missioni ogni anno che coinvolgono un centinaio di ricercatori e ricercatrici. Dal 2020 la gestione è affidata all’Istituto di Scienze Polari (Cnr-Isp). Situata a 78°55′ di latitudine nord, in un’area sentinella dei cambiamenti globali, ‘Dirigibile Italia’ supporta attività di monitoraggio atmosferico, osservazioni sul permafrost, studi sugli ecosistemi della tundra e ricerche oceanografiche che contribuiscono a serie di dati di lungo periodo fondamentali per la comprensione dei processi. Tra le infrastrutture della base, la Amundsen-Nobile Climate Change Tower (Cct), inaugurata nel 2009 e intitolata a Nobile e Roald Amundsen. Alta 34 metri, misura in continuo temperatura, umidità, vento, radiazione solare e scambi di energia tra atmosfera e superficie, contribuendo alla comprensione delle interazioni tra aria, oceano, ghiaccio e suolo. Il laboratorio Gruvebadet è un riferimento per lo studio di aerosol e composizione chimica dell’aria artica, con l’analisi di particelle sospese, contaminanti e trasporti atmosferici di masse d’aria e aerosol provenienti dalle medie latitudini. “Le osservazioni e le misure continue di lungo periodo di queste infrastrutture costituiscono un patrimonio essenziale per distinguere la variabilità naturale dai cambiamenti di origine antropica che stanno modificando l’Artico”, sottolinea Mauro Mazzola, ricercatore del Cnr-Isp e station manager di ‘Dirigibile Italia’. “I dati indicano un aumento di temperatura media da 1.1 °C ogni 10 anni a 1.35 °C per decennio tra 1993 e 2011, con l’aumento massimo registrato nella stagione estiva. In parallelo si registra l’aumento della temperatura di 1°C in 10 anni delle acque del Kongsfjorden, o Baia del Re, sempre più influenzate dalle masse d’acqua atlantiche, uno dei segnali di un fenomeno detto Atlantificazione dell’Artico”. Nell’aprile 2026 il progetto europeo Liquidice, coordinato dal Cnr-Isp, ha registrato temperature fino a 12°C sopra la norma, che hanno causato una rapida e prematura fusione della neve sulla terraferma, la formazione e l’attivazione anticipata di processi di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere che formano torrenti e canali superficiali di acqua di fusione. I primi 15-20 cm dello strato basale del manto nevoso si sono completamente saturati di acqua liquida, formando spessi strati di ghiaccio e compromettendo l’accesso alle risorse alimentari della fauna locale. Anche gli studi del Cnr sul trasporto di aerosol offrono elementi importanti per comprendere le interazioni tra atmosfera e criosfera. La deposizione di polveri di origine sia naturale sia antropica, che le correnti aeree trasportano anche da grandi distanze, su neve e ghiacciai, ne riduce la capacità di riflettere la luce solare (albedo), processo che accelera lo scioglimento di manto nevoso e ghiaccio, alimentando l’amplificazione climatica artica.
Mosca festeggia
[L’architettura della sicurezza mondiale è precaria e ha bisogno di rinnovarsi. VOLODYMYR ZELENSKY] "La decisione di rimuovere Usmanov e Fridman nell'elenco delle persone soggette a sanzioni è vergognosa e ingiustificabile. Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l'umiliazione dell'Ue e la divisione tra gli europei". Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. "Ma c'è ancora un modo per rovinare i festeggiamenti a Mosca: esorto tutti gli Stati membri dell'Ue ad annunciare subito che imporranno le proprie sanzioni nazionali nei confronti di questi due individui". Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha nominato Anton Kovalsky, procuratore capo del governatorato di Khmelnytsky, Procuratore generale ad interim. Lo rende noto Kyiv Independent. Kovalsky prende il posto di Ruslan Kravchenko che era stato rimosso dall'incarico dal Parlamento il 15 settembre, nel contesto di un grave scandalo di corruzione. Secondo alcune indiscrezioni dei media, Kovalsky potrebbe essere nominato Procuratore generale a titolo definitivo, anziché limitarsi a ricoprire la carica ad interim. La Russia considera una "azione ostile" l'approvazione da parte del Congresso americano delle sanzioni contro la vendita di petrolio russo. Se verranno applicate, "renderanno sicuramente più difficili gli sforzi per trovare una soluzione pacifica in Ucraina", ha avvertito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe. Un drone russo ha attaccato una nave civile battente bandiera tanzaniana, diretta verso uno dei porti ucraini: il capitano è rimasto ucciso e altri tre membri dell'equipaggio sono rimasti feriti. Lo denuncia il ministero dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, come riporta Ukrainska Pravda. Il ministero ha sottolineato che la Russia attacca sistematicamente i porti ucraini, le infrastrutture portuali e le navi mercantili civili, creando una minaccia per la navigazione internazionale nel Mar Nero.Diciotto persone sono invece rimaste ferite, tra cui 2 bambini, nei raid notturni a Kiev su edifici residenziali, istituti scolastici, edifici amministrativi, uffici, distributori di benzina, magazzini, automobili e la ferrovia. Lo sostengono le istituzioni locali, riprese dai media del paese.L'amministrazione militare di Kiev aveva diramato un "allarme rosso" e invitato la popolazione a raggiungere i rifugi a causa di una "minaccia di attacchi missilistici". Nella Russia centrale, invece, un impianto di raffinazione del petrolio è stato danneggiato nella regione di Yaroslavl durante un attacco di droni. Lo ha reso noto il governatore Mikhail Yevrayev. "Oggi è stato respinto un massiccio attacco di droni nemici. Sono stati abbattuti 65 droni. Non si registrano vittime né feriti", ha dichiarato. "Una raffineria di petrolio è rimasta danneggiata. Sono in corso le operazioni di spegnimento dell'incendio". La caduta di frammenti di droni ha inoltre mandato in frantumi le finestre di diversi condomini e danneggiato alcune automobili. Al momento, nella regione non è in vigore alcun allarme droni.
martedì 22 settembre 2026
Pressing su Donaldo
[Sono certo, certissimo, che una persona che legge poesia si fa sconfiggere meno facilmente di una che non la legge. Iosif Brodskij] Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un lungo colloquio con l’omologo statunitense Donald Trump sulla “necessità di aiutare ancora più rapidamente e con maggiore forza i nostri amici ucraini in termini di missili intercettori”, tenutosi a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. Macron ha anche accennato a “iniziative” che potrebbero essere intraprese “per trovare una moratoria sulle questioni energetiche”: “È evidente che oggi occorre sostenere il sistema energetico ucraino e la situazione nell’intera regione”, ha sottolineato, senza precisare se tale moratoria riguarderebbe anche gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. Prima dell’incontro, Macron aveva promesso di parlare “con assoluta franchezza” a Trump per cercare di “indirizzarlo verso le decisioni giuste”, in particolare riguardo all’Ucraina; l’obiettivo della parte francese era, nello specifico, tentare di convincere l’omologo statunitense a “mantenere l’impegno di sostegno all’Ucraina” e a “rafforzare la pressione sulla Russia”. Diciotto persone sono rimaste ferite, tra cui 2 bambini, nei raid notturni a Kiev su edifici residenziali, istituti scolastici, edifici amministrativi, uffici, distributori di benzina, magazzini, automobili e la ferrovia. Lo sostengono le istituzioni locali, riprese dai media del paese. L'amministrazione militare di Kiev aveva diramato un "allarme rosso" e invitato la popolazione a raggiungere i rifugi a causa di una "minaccia di attacchi missilistici". Nella Russia centrale, invece, un impianto di raffinazione del petrolio è stato danneggiato nella regione di Yaroslavl durante un attacco di droni. Lo ha reso noto il governatore Mikhail Yevrayev. "Oggi è stato respinto un massiccio attacco di droni nemici. Sono stati abbattuti 65 droni. Non si registrano vittime né feriti", ha dichiarato. "Una raffineria di petrolio è rimasta danneggiata. Sono in corso le operazioni di spegnimento dell'incendio". La caduta di frammenti di droni ha inoltre mandato in frantumi le finestre di diversi condomini e danneggiato alcune automobili. Al momento, nella regione non è in vigore alcun allarme droni. Le sanzioni contro la Russia rimangono “il fulcro” della politica europea volta a esercitare pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra in Ucraina: lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, durante una conferenza stampa tenuta a margine dell’Assemblea generale dell’Onu in corso a New York. Kallas ha parlato mentre sono in corso discussioni sulla possibilità di revocare alcune delle misure restrittive imposte a due oligarchi russi: “Alcuni Stati membri hanno chiesto la rimozione di determinate persone dalla lista. Abbiamo chiaramente bisogno di stabilità, ovvero che le sanzioni restino in vigore più a lungo. Ecco perché stiamo lavorando anche a un nuovo pacchetto di sanzioni”. Sulla scia della Francia, che ha chiesto la rimozione dell’oligarca russo-uzbeco Alisher Usmanov, anche il Lussemburgo ha sollecitato l’eliminazione dell’imprenditore russo Mikhail Fridman dalla lista; Kallas ha evidenziato che le discussioni riguardano il rinnovo del “più vasto regime sanzionatorio” dell’UE contro Mosca: “Il nostro obiettivo è concluderle a breve e, si spera, rinnovare rapidamente le sanzioni”, ha concluso.