martedì 26 maggio 2026

Piombo sulla pace

[Costruirò un grande, grande muro sul nostro confine meridionale, e farò in modo che il Messico paghi per quel muro. Ricordate le mie parole. Donald Trump, affermazione fatta nel 2015] "Un accordo con l'Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese". Lo sostiene il segretario di Stato americano. "Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha dichiarato Rubio a Jaipur, durante una visita ufficiale in India. "Il presidente ha espresso la sua volontà di raggiungere un accordo. O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo" ha concluso. Gli Stati Uniti hanno colpito nel sud dell'Iran in autodifesa, colpendo un sito per il lancio di missili e navi iraniane che cercavano di collocare mine. Lo afferma il Centcom, secondo quanto riportato dai media americani.  "Le forze americane hanno condotto attacchi di autodifesa nell'Iran del sud per proteggere le truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha detto il portavoce del Centcom Timothy Hawkins in una nota a Cnn. "Fra gli obiettivi figuravano un sito per il lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Continueremo a difendere le truppe pur se con moderazione durante il cessate il fuoco", ha aggiunto. Secondo Al Arabiya, nel mirino c'erano imbarcazioni a sud dell'isola di Larak e gli attacchi hanno causato quattro morti.Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la 'linea gialla' della tregua armata. Lo riferisce Channel 12. Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran riceverà una risposta "molto più severa" che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera. "Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione - la dichiarazione del militare, così come riportata su X. L'obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l'Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione". "L'Iran - ha detto Shekarchi secondo l'agenzia iraniana Fars - è pronto per una nuova guerra e ha individuato l'obiettivo in caso di aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista". "Daremo una risposta più intensa, più pesante e più forte a qualsiasi aggressione e, se il nemico entrerà nella regione per combattere, dovrà affrontare una risposta sorprendente e nuove tattiche da parte dell'Iran e il conflitto si estenderà oltre i confini della regione". "L'Iran controllerà con decisione lo Stretto di Hormuz per garantire l'economia e il commercio internazionali lungo la via navigabile". Hezbollah ha riferito di scontri a fuoco ravvicinati con soldati israeliani che stavano "avanzando verso Zaoutar el-Sharqiyé", una città nel distretto di Nabatiyé, situata a nord del fiume Litani e al di fuori della "zona cuscinetto" stabilita di fatto da Israele nel Libano meridionale. In una dichiarazione, ripresa da L'Orient Le Jour, Hezbollah ha affermato di aver utilizzato missili, proiettili di artiglieria e droni kamikaze e ha specificato che questi scontri sono avvenuti dopo che il villaggio è stato bombardato da "intensi raid aerei e fuoco di artiglieria" da parte degli israeliani. 

   


lunedì 25 maggio 2026

Murales di La Pira a Pozzallo

[Spesso le idee si accendono una con l'altra, come scintille elettriche. Engels] Un punto di incontro articolato su più livelli, tra il mare e le arterie del tessuto urbano, tra cittadini e visitatori, tra popoli e culture, intrecciando il retaggio di una figura centrale nella politica italiana del dopoguerra con la visione di uno degli esponenti più rappresentativi del muralismo contemporaneo. È lo spazio e al tempo stesso il filo conduttore della seconda tappa di "Crucivia", percorso d'arte pubblica itinerante nella provincia ragusana, iniziato nel 2024 a Santa Croce Camerina e approdato adesso a Pozzallo con la nuova opera dell'artista australiano Guido van Helten.    Promosso da Confcommercio Ragusa e dal Rotary Club Pozzallo-Ispica, con il patrocinio del Libero Consorzio comunale di Ragusa e del comune di Pozzallo, il murale di Van Helten si ispira al pensiero di Giorgio La Pira, cittadino pozzallese, più volte sindaco di Firenze e pioniere del dialogo internazionale.     Dopo un lungo e necessario iter di ricerca per individuare il soggetto da raffigurare e dopo circa un mese di composizione davanti agli sguardi attenti dei passanti, l'artista ha concluso il cantiere nel luogo designato dalla città, all'interno della villa comunale, crocevia giornaliero di incontri ed esperienze, simbolo di uno snodo ben più grande: il Mediterraneo. A suggerire il punto d'arrivo, l'ascolto di chi il mare lo attraversa per lavoro o per necessità, sbarcando periodicamente nel secondo avamposto d'Italia per accoglienza dopo Lampedusa.        Guido van Helten aveva già lavorato nel territorio per le passate edizioni di "FestiWall" e per "Bitume", il progetto 'site-specific' che all'interno della fabbrica Ancione, tra il 2020 e il 2021, ha restituito al capoluogo ibleo la memoria del suo passato produttivo. 


Alt Sumud Convoy

[Riconoscere sé stessi come individui può essere facile ma l’importante è riconoscere che sono individui anche gli altri. Italo Calvino] La Francia ha vietato l’ingresso nel suo territorio al ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir: lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, sul suo profilo di X. Barrot ha denunciato “azioni inaccettabili nei confronti di cittadini francesi ed europei che erano a bordo della flottiglia Global Sumud”. I due attivisti italiani della Flotilla, che sarebbero stati fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar, sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate. Identificare a quale pezzo delle forze di sicurezza appartengano le figure in divisa attorno a Ben-Gvir ha dato il via a un rimbalzo di responsabilità, dopo che il filmato e i maltrattamenti sono diventati un caso diplomatico internazionale. Fonti militari israeliane respingono “le accuse di abusi commessi dai soldati” e sottolineano che gli abbordaggi sono stati eseguiti da unità speciali: “Sulla nave dove sono stati trasferiti era stata allestita un’area con tutte le necessità che era controllata dal personale carcerario”. Un portavoce di Tsahal spiega anche: “Il passaggio di responsabilità tra l’esercito e la polizia è avvenuto nel momento dello sbarco nel porto”. Diversa la versione raccontata al Corriere da Dario Salvetti, operaio metalmeccanico del collettivo di fabbrica fiorentino ex Gkn, che era sulla barca Don Juan: “Le violenze sono cominciate fin dall’inizio, da quando siamo stati presi in carico dai corpi speciali dell’esercito, ovviamente non sapevamo chi ci trovavamo davanti. Credo che gran parte degli abusi siano avvenuti sulle navi prigione, questo tentativo di dire che è stata solo la polizia è grottesco”. Intanto a Sirte non si hanno più notizie delle dieci persone entrate nella zona controllata dal generale Haftar per negoziare la ripartenza della Flotilla di terra. Dalla Farnesina fanno sapere che l’unità di crisi segue attentamente la situazione. Il convoglio, formato da 300 persone tra cui 13 italiani, è in viaggio dal 14 maggio con ambulanze e camion di aiuti per arrivare a Gaza. Un convoglio di circa duecento persone, sette ambulanze e dieci camion umanitari intendeva aprire un varco umanitario attraverso la Cirenaica, verso Gaza. Ma le autorità della Libia orientale avevano di fatto bloccato il passaggio. Una delegazione di dieci persone, con due auto e un’ambulanza, avrebbe avanzato la sua posizione per negoziare, ma da quel momento di loro non si sono avute più notizie. “Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l’udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. Stiamo seguendo un minuto per minuto la situazione come abbiamo seguito gli altri che erano in Israele così seguiamo questi che sono in Libia” e “come facciamo per tutti i cittadini italiani minuto per minuto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando, in un punto stampa a margine dell’iniziativa “Italia-Africa: culture in gioco” in occasione della Giornata dell’Africa 2026, della vicenda dei due attivisti italiani del Convoglio terrestre della Flotilla fermati a Sirte, in Libia. “Stiamo avendo un’interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice”, ha spiegato il ministro. Tra le dieci persone che fanno parte del Global Sumud Convoy, la carovana umanitaria civile e non-violenta che intende raggiungere Gaza attraverso l'Egitto e che ora si trova in Libia, con cui si sono persi i contatti, ci sono anche due italiani: si tratta di Domenico Centrone, 33 anni originario di Molfetta (Bari) e della piemontese Dina Alberizia.


Corruzione e frode per Bibi

[L'uomo è veramente uomo soltanto grazie alla cultura. Hegel, Lezioni di storia della filosofia] A sei anni esatti dall'inizio del processo per corruzione e frode, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu torna in aula a testimoniare. I media israeliani sottolineano la data, ricordando che le testimonianze del premier davanti ai giudici sono cominciate il 10 dicembre 2024 e, dopo numerosi rinvii dovuti anche alla guerra, dovrebbero concludersi nelle prossime due settimane. Il procuratore Yonatan Tadmor ha dichiarato ai giudici che la deposizione del primo ministro potrebbe essere completata in quattro o cinque giorni interi.  Oggi Netanyahu viene sottoposto a controinterrogatorio sul Caso 2000, in cui è accusato di frode e abuso di fiducia perché avrebbe pianificato un accordo con l'editore di Yediot Aharonot per ottenere una copertura più favorevole dalla testata giornalistica. Centinaia di abitanti della Galilea, nel nord di Israele, hanno trasferito la residenza e iscritto i figli in scuole lontane per sottrarsi ai continui lanci di droni di Hezbollah e rinunciano ai significativi benefici fiscali che tanti voti avevano portato al primo ministro. Particolare quest'ultimo che denuncia "la perdita di fiducia nel governo", come sottolinea Channel 12. Le comunità della Galilea sono a ridosso del confine con il Libano, gli abitanti non hanno il tempo materiale per correre nei rifugi quando scattano le sirene. Oggi sono state diffuse le foto di studenti nascosti sotto i banchi per proteggersi dalle esplosioni. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato a Channel 12 che "gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, in seguito dell'aumento degli attacchi con droni contro Israele".    

Gay street a Palermo

[La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione per una donna. Aristotele] Nascerà a Palermo, il prossimo 1 giugno, la prima 'Gay street' della città che è anche la prima in Sicilia. Si troverà in uno dei quartieri più rappresentativi e storici del capoluogo: la Vucciria, in un tratto di via Argenteria e sarà esposto uno striscione all'entrata della strada su cui è scritto in inglese: "Welcome in the Gay street Palermo!".    I fondatori sono il Bunker club di Palermo, l'European gay network di Barcellona, Canal G onlus Italia, lo Stop omofobia center di Palermo, con il contributo e la collaborazione di tutte le attività di via Argenteria che fanno parte della Gay street di Palermo.   Nella strada si troveranno una serie di attività gay friendly o esclusivamente rivolte al mondo Gay, a cominciare dal Bunker club che si dividerà in Bunker day aperto di giorno dalle 16 alle 20 per tutta la comunità Lgbtq+ ed etero friendly e in Bunker night aperto dalle 23 alle 4 rivolto ad un pubblico esclusivamente maschile.      La storica rivendita di frutta di Ignazio 'lu Bruccularu', uno dei simboli della Vucciria, presente nello stesso punto da oltre 70 anni, proporrà la frutta con il bollino gay, come contributo personale alla nascente Gay street. Poi ci sarà il negozio vintage The Queen di Ursula, dove trans e gender potranno realizzare i loro stravaganti outfit. C'è anche un'agenzia di viaggi la Epic Sicily, con escursioni create appositamente per la comunità Lgbtq+, il laboratorio creativo di abiti Rogato Bags. Nella strada ci saranno anche i Librai della Vucciria, una paninoteca che proporrà la Gay street food, la galleria d'arte Alkemie, due classiche trattorie tipiche Palermitane e tante altre piccole attività che sono in procinto di aprire. Sarà presente anche un gay point informativo e un centro antiviolenza omofobica.    La Gay street di Palermo sarà gemellata con l'omologa di Barcellona ed ha anche un sito web ufficiale www.gaystreetpalermo.it dove sarà possibile conoscere tutti gli eventi e le iniziative che verranno realizzate dall'1 giugno in poi. 

Fuga da Teheran

[Perder tempo a chi più sa, più spiace. Dante] Usa e Israele avevano in mente una persona per il cambio di regime in Iran: l'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, noto per le posizioni di piena intransigenza, anti-israeliane e anti-americane. Pochi giorni dopo gli attacchi israeliani che avevano ucciso la Guida Suprema, Ali Khamenei, e altri alti funzionari di Teheran, il presidente statunitense Donald Trump disse pubblicamente che sarebbe stato meglio se in Iran avesse preso il potere "qualcuno dall'interno". Ma l'audace piano, elaborato dagli israeliani e sul quale Ahmadinejad era stato consultato, fallì rapidamente, come riporta il New York Times citando funzionari americani a conoscenza della vicenda. Ahmadinejad rimase ferito il primo giorno di guerra a causa di un raid mirato di Israele sulla sua casa di Teheran, pensato proprio per aiutarlo a liberarsi dagli arresti domiciliari, hanno affermato funzionari Usa e un collaboratore dello stesso ex leader iraniano. Questi riuscì a sopravvivere, ma dopo lo scampato pericolo si disilluse del tutto sulla prospettiva di cambio di regime. Definire insolita la scelta di Ahmadinejad da parte di Trump e di Netanyahu è a dir poco un eufemismo. Malgrado l'ex presidente iraniano si fosse scontrato sempre più spesso con i leader del regime e fosse stato posto sotto stretta sorveglianza dalle autorità iraniane, durante il suo mandato presidenziale dal 2005 al 2013 era noto per gli appelli in cui incitava a "cancellare Israele dalla mappa". Era un convinto sostenitore del programma nucleare della nazione, un acceso critico degli Usa e noto per la sua violenta repressione del dissenso interno. Non si sa quindi come Ahmadinejad sia stato reclutato per un ruolo di primo piano nel futuro dell'Iran, nota il Nyt. Il piano, finora sconosciuto, era parte di uno schema a più fasi per rovesciare il governo teocratico iraniano. Ed era ad alto rischio, visto che persino alcuni collaboratori di Trump ritenevano l'ipotesi inverosimile.  A Teheran si sta delineando una silenziosa migrazione interna: "le famiglie stanno abbandonando le grandi città non solo per la pressione economica, ma anche per la cronica stanchezza psicologica e la costante incertezza.    Questo movimento graduale, quasi silenzioso ma continuo, sta contemporaneamente mettendo a dura prova le aree sottosviluppate, lasciando al contempo alcune zone delle grandi città ad affrontare un lento e sottile spopolamento". A raccontarlo  è una docente iraniana quarantenne che per anni ha vissuto fuori dal suo Paese ma recentemente vi è rientrata per stare vicino alla famiglia in questi mesi di proteste e di guerra.     Anche il comportamento dei consumatori è profondamente cambiato, racconta la donna: "oltre all'inflazione, ciò che è scomparso è la prevedibilità. Le famiglie non pianificano più in base a prezzi stabili o a un accesso affidabile ai beni; reagiscono invece momento per momento, acquistando quando i prodotti sono disponibili, sostituendo costantemente un articolo con un altro e abbassando progressivamente le aspettative.     L'erosione della prevedibilità è diventata una delle caratteristiche distintive della vita quotidiana".     I danni e la distruzione di fabbriche, centri di produzione e infrastrutture industriali durante la guerra, poi, hanno innescato una nuova ondata di licenziamenti. "Migliaia di lavoratori e dipendenti hanno perso il lavoro, lasciando molte famiglie senza una chiara prospettiva di ritorno al lavoro né alcuna stabilità economica su cui fare affidamento", spiega la docente. Inoltre, "le diffuse restrizioni e interruzioni di internet hanno di fatto paralizzato ampi settori lavorativi dipendenti dalla comunicazione online. Molti insegnanti online, freelance, traduttori, creatori di contenuti e imprenditori online hanno perso gran parte del loro reddito o addirittura il lavoro negli ultimi mesi, semplicemente perché mantenere un contatto stabile con studenti, clienti o mercati internazionali è diventato quasi impossibile".
   


iArt a Poggioreale

[Le idee non cascano dal cielo. Antonio Labriola]  La Poggioreale storica, paese del Trapanese danneggiato dal terremoto del Belice nel 1968, apre ai visitatori. Dal 10 al 14 giugno arriva infatti "iArt", festival con installazioni, spettacoli, incontri con artisti e il concerto di Roy Paci e gli Aretuska.     Grazie al processo di rigenerazione urbana, finanziato con 1 milione e 600mila euro di fondi Pnrr dal ministero della Cultura, la cittadina ritorna a vivere. L'inaugurazione del festival è in programma per il 10 giugno. Nello stesso giorno sarà inaugurato il museo multimediale di Casa Agosta, un palazzo nobiliare che diventerà spazio espositivo per mostre, proiezioni e conferenze.    Il festival "iArt", diretto da Lucenzo Tambuzzo, prevede una sezione dedicata alla musica diretta da Roy Paci insieme a numerosi eventi che coinvolgeranno la Poggioreale storica e quella nuova: installazioni, spettacoli di fuoco e concerti.     "È una giornata storica per la comunità di Poggioreale e la Sicilia. La riapertura al pubblico della Poggioreale storica riunisce, non solo idealmente, la nostra comunità lungo il filo della propria storia. Due paesi, quello abbandonato dopo il terremoto, e la nuova cittadina, costruita a cavallo tra gli anni '70 e '80, in continuo dialogo". Lo ha detto il sindaco, Carmelo Palermo.    "Non vuole essere un'operazione nostalgica. Nella Poggioreale storica germoglia il seme di un ambizioso progetto di valorizzazione di un bene storico-architettonico che darà nuove opportunità di lavoro. Non la musealizzazione del paese, ma la sua animazione costante", ha aggiunto.   "Abbiamo immaginato con la poetica delle Identità iArt un processo artistico che possa esaltare il protagonismo della comunità, delle persone, delle loro tradizioni. Arte è vita, ognuno può essere un artista e ogni luogo uno spazio di rappresentazione", ha concluso Tambuzzo.