[So di sapere ma non ho le prove. P.P. Pasolini] Subito dopo il 7 ottobre 2023 la Spagna si è schierata con i palestinesi contro Israele. Boicottando i prodotti israeliani, sponsorizzando a livello europeo azioni di embargo contro la popolazione israeliana. Costretta a pagare delle forti penali per avere disdetto accordi militari. L’appoggio incondizionato alla Global Sumud Flotilla, ai ProPal ... Non escludiamo che dietro la bufera giudiziaria che ha investito i socialisti spagnoli ci sia il mossad. Non abbiamo le prove, ma siamo sicuri che in tutto questo è probabile, anzi sicuro, che l’istituto non è estraneo. La Corte Suprema spagnola ha reso pubblica la sentenza di primo grado del primo processo legato al cosiddetto 'caso mascherine' o 'caso Koldo', lo scandalo sulle forniture di materiale sanitario a organismi pubblici durante la pandemia di Covid-19. Ha inflitto una maxi condanna di 24 anni e 3 mesi di reclusione all'ex ministro dei Trasporti ed ex numero tre del Partito socialista, José Luis Abalos, colpevole di associazione a delinquere, corruzione, malversazione e traffico di influenze. Una pena a 19 anni e 8 mesi di reclusione è stata inflitta anche all'ex consigliere di Abalos, Koldo Garcia. Intanto il giudice Juan Carlos Peinado, ha convocato Begona Gomez, moglie di Sanchez, mercoledì nel tribunale di Madrid perché consegni il passaporto, che le è stato ritirato come misura cautelare, assieme al divieto di lasciare il Paese e all'obbligo di firma 2 volte al mese negli uffici giudiziari. Nel provvedimento il magistrato, che ha rinviato a giudizio la 'primera dama' per 4 reati, cita per lo stesso giorno anche l'ex assistente di Gomez alla Moncloa, Cristina Alvarez, a sua volta rinviata a giudizio e sottoposte alle stesse misure cautelari. La citazione coincide con la data dell'audizione del premier al Congresso spagnolo per dare spiegazioni dei casi giudiziari che assediano il Partito socialista.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 22 giugno 2026
Hamas in Italia
[Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui! Friedrich Nietzsche] "E raccolta sistematica di denaro non è fatta da soggetti estranei all'associazione terroristica, spinti dalla situazione emergenziale della guerra come vorrebbe sostenere la difesa nelle sue memorie agli atti, ma da parte di soggetti che partecipano all'associazione stessa, ne condividono le finalità anche terroristiche e si attivano dunque per finanziarla, tanto da riuscire a farlo costantemente per molti anni". Lo scrive la presidente del tribunale del Riesame di Genova Marina Orsini nell'ordinanza con cui per la seconda volta ha rigettato l'istanza di scarcerazione di Mohammad Hannoun, accusato di essere al vertice della cellula italiana di Hamas e di averlo finanziato per anni attraverso alcune associazioni di beneficienza. dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio il precedente provvedimento. Secondo i giudici genovesi, Hannoun deve restare in carcere perché esiste il pericolo di fuga, visto che il giorno dell'arresto aveva un biglietto aereo per trasferirsi in Turchia e farsi poi raggiungere dai suoi famigliari, per il rischio di inquinamento probatorio visto che aveva fatto "ripulire il computer" dell'associazione da uno degli altri arrestati e soprattutto per il rischio di reiterazione del reato. Per il Riesame, Hannoun negli anni ha "perseguito con determinazione e costanza i suoi obiettivi, raggirando controlli e divieti, riuscendo, così a poter continuare ad operare e a garantire il flusso costante di soldi e risorse ad Hamas". E anche "la fuga di notizie circa l'indagine in corso non ha avuto alcun effetto deterrente e anzi lo ha portato solo a progettare il trasferimento all'estero proprio e della sua attività per continuare ad operare come sempre". "In attesa delle motivazioni sulla scarcerazione di tre indagati per essere presunti fiancheggiatori di Hamas, pare tuttavia che il Tribunale di Genova abbia escluso l'utilizzabilità a fini giuridici di quanto fornito dai servizi segreti israeliani, la cosiddetta 'battlefield evidence' di provenienza israeliana, segnando una netta presa di distanza dalla strumentalizzazione giudiziaria di materiali di intelligence militare". Lo dichiara l'avvocato Nicola Canestrini, uno dei difensori degli appartenenti all'Associazione Palestinesi Italiani, arrestati lo scorso 28 dicembre con l'accusa di aver inviato ad Hamas fondi raccolti tramite l'associazione benefica di solidarietà per la popolazione civile di Gaza. "È un risultato importante: viene affermato che la giustizia non può essere usata come strumento di guerra - commenta il sindacato Cub insieme alle altre associazioni solidali con i palestinesi vittime delle operazioni militari dell'Idf nella Striscia di Gaza successivamente al 7 ottobre 2023 -. La lotta al terrorismo va combattuta con le regole, non con scorciatoie. Sul resto attendiamo le motivazioni, ricordando che vale per tutti la presunzione di innocenza". Sempre dal team della difesa emerge la volontà di "continuare a vigilare con rigorosa attenzione critica su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari, riservandosi ogni ulteriore valutazione dopo il deposito delle motivazioni".
Braccio di ferro gh-asc
[Non esiste grande genio senza una dose di follia. Aristotele] Mentre le trattative di pace tra Usa e Iran sembrano, malgrado tutto, andare avanti lo stesso non possiamo dire che tra gh e asc si sia trovato un accordo. Continua il braccio di ferro. Il collega della gh Palermo, figlio d’arte, continua a dire che tanto, alla fine, passeranno tutti. Gh vuole la resa totale di Cesare a Catania e Palermo. Cesare di pasticiedda vuole tenere la licenza aeroportuale dando tutti i dipendenti a gh. Nemmeno se vai alla Normale di Pisa, e non è il caso di pasticiedda, riesci a fregare ‘u saracinu. La lista dei 70 dipendenti dovrebbe essere pubblicata entro oggi, non sappiamo quanti saranno a Catania. Il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato oggi che l'Iran ha avuto un "breve colloquio" con gli Stati Uniti sul nucleare durante i negoziati svoltisi ieri in Svizzera. "La delegazione statunitense, nell'ambito dei suoi colloqui, ha espresso brevemente la propria posizione sulla questione nucleare e anche l'Iran ha parlato della sua posizione in merito", ha dichiarato Baghaei, aggiungendo: "Non si è trattato di una negoziazione, ma semplicemente di un'esposizione delle posizioni delle due parti. L'Iran ha espresso il proprio punto di vista in modo molto chiaro ed esplicito e il ministro degli Esteri Abbabs Araghchi ha invitato la parte americana ad evitare di ripetere le proprie posizioni illogiche sulla questione nucleare, che contengono richieste eccessive», ha aggiunto il portavoce. "Non è ancora giunto il momento di avviare i colloqui principali per un accordo definitivo e, sulla base del Memorandum d'intesa tra i due Paesi, dopo l'attuazione di alcune sue parti, inizieranno questi colloqui", ha affermato, parlando all'agenzia di stampa Irna.
domenica 21 giugno 2026
Ballottaggio Cepeda e de la Espriella
[L'unica differenza tra me e un pazzo è che io non sono pazzo. Salvador Dalì] A poche ore dall'apertura dei seggi per il ballottaggio delle presidenziali oggi in Colombia, i due candidati alla presidenza - il progressista Iván Cepeda e il trumpiano Abelardo de la Espriella - si sono rivolti parole dure nelle ultime interviste concesse alla stampa. Per Cepeda il suo avversario rappresenta "un pericolo per la democrazia, per l'equità sociale e per la vita stessa" in riferimento a presunti legami di 'El Tigre' - come si è autobattezzato il candidato trumpiano - con gruppi paramilitari di destra che operano nel Paese. In un'intervista rilasciata a El País, Cepeda si è detto quindi fiducioso di poter rimontare i tre punti di svantaggio del primo turno, dove si è imposto de la Espriella con il 43,7%. "Abbiamo fatto una campagna segmentata e spiegato in modo trasparente a tutti i settori chi siamo e che vogliamo fare", ha detto. In un'intervista alla rivista Semana, il favorito De la Espriella ha ribadito invece i suoi timori riguardo a possibili brogli. "Non penso di aver già vinto perché affrontiamo una mafia radicale di sinistra che farà tutto il possibile per rimanere attaccata al potere", ha detto, invitando quindi tutta la popolazione a votare. 'El Tigre' ritiene che potrà ottenere "tra i 13,5 e i 14 milioni di voti" dopo averne raccolti 10,3 milioni al primo turno, mentre l'attuale presidente progressista Gustavo Petro era stato eletto nel 2022 con 11,3 milioni di preferenze. La recente preoccupazione manifestata da de la Espriella per gli 80 mila colombiani con alto potere d'acquisto che hanno viaggiato all'estero per seguire la nazionale ai mondiali - tutti suoi potenziali votanti - potrebbe ad ogni modo rappresentare un indizio concreto di un risultato più equilibrato di quello che indicano i sondaggi. In vista delle elezioni di oggi le frontiere in Colombia sono state chiuse con un anticipo di dodici ore rispetto a quanto previsto inizialmente. Lo ha comunicato lo stesso presidente Gustavo Petro sabato in un messaggio sui social in cui informava che "Il confine con il Venezuela è chiuso dalle 6:00" (le 14 in Italia) e che "le elezioni a Norte de Santander, La Guajira e Arauca si terranno con i cittadini colombiani che voteranno in Colombia" per garantire che il ballottaggio presidenziale di domenica si svolgesse "senza interferenze esterne e con piena trasparenza". I valichi di frontiera terrestri e fluviali con i Paesi limitrofi avrebbero dovuto chiudere alle 18:00 ora locale di sabato (l'una di notte di domenica in Italia) e rimanere chiusi fino alle 6:00 ora locale di lunedì (le 14 in Italia). La misura, informano le autorità elettorali, mira a prevenire potenziali rischi che potrebbero compromettere il processo elettorale, sia in termini di sicurezza che di possibili spostamenti di elettori dai Paesi limitrofi. I principali valichi di frontiera della Colombia sono con il Venezuela e l'Ecuador, mentre i confini con Brasile, Panama e Perù sono per lo più territori di giungla con scarso controllo e presenza statale.
Donaldo&Giorgina
[La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia. Hermann Hesse] "Non ci sono limiti al mio potere! Lo ha detto Donald Trump in un'intervista ad Axios. Trump ha ammesso ad Axios di aver negoziato l'accordo con l'Iran per evitare che il conflitto degenerasse in una depressione economica globale. Ciononostante, ha negato di essere stato in qualche modo ridimensionato da quell'esperienza. "Non ci sono limiti al mio potere", ha sottolineato. "non ho imparato nessuna lezione", ha aggiunto. "Con Bibi è tutto normale ma lo dobbiamo mantenere sano di mente". Donald Trump ha insistito nel sostenere che gli stati Uniti hanno sconfitto l'Iran "in modo totale", e che il memorandum d'intesa "probabilmente equivale a una resa incondizionata". In un'intervista ad Axios il presidente ha rivendicato il blocco navale imposto dagli Usa. "Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare", ha detto il presidente. La premier Giorgia Meloni "dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, vuole tornare a essere amica per far risalire i suoi 'numeri'. No, grazie". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth tornando ad attaccare Meloni. "Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia. La sua popolarità in Italia è in calo, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti - un Paese che ama e protegge davvero l'Italia - rifiutandosi di impedire all'Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari (cosa che, peraltro, ha fatto anche la Nato!)". Trump attacca Meloni per non aver consentito agli Stati Uniti di usare le piste di atterraggio e decollo italiane durante la guerra con l'Iran. "Non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico, nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all'anno alla difesa dell'Italia e degli altri 'cosiddetti' alleati della Nato. Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, lei vuole tornare a essere amica", ha osservato Trump. "Presidente Trump, questi attacchi continui e immotivati sono privi di senso. Per quanto riguarda la mia popolarità, essere tuo amica non l'ha certo favorita, né dipende dal mio rapporto con te. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l'interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto". Lo scrive Meloni commentando il post con il nuovo attacco del presidente Usa sui social. "È ciò che ho fatto - aggiunge - anche riguardo alle basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non potranno essere violati finché sarò Primo Ministro. L'Italia rimane una nazione sovrana. In ogni caso, la mia popolarità non è affar tuo. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua".
Trattativa al via
[L'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio. Samuel Johnson] Un incontro quadrilaterale tra Iran, Stati Uniti, Qatar e Pakistan si terrà questo pomeriggio presso il resort di Burgenstock, in Svizzera, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano ai media statali iraniani. Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l’Iran terrà dapprima degli incontri con gli intermediari Qatar e Pakistan, aggiungendo che l’incontro in Svizzera fa seguito all’attuazione del memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti la scorsa settimana. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio, ma è disposto a fornire garanzie sul fatto che il Paese non intende dotarsi di un’arma nucleare. “Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l’Iran non costruisca una bomba atomica. Non è una novità, e possiamo anche affermare per iscritto che non abbiamo alcuna intenzione di costruire una bomba”, riporta il sito web del presidente. “Tuttavia, non rinunceremo al nostro diritto di arricchimento, e l’altra parte non avrà altra scelta che accettarlo”, aggiunge, mentre i negoziatori iraniani e statunitensi si incontreranno oggi in Svizzera per dei colloqui.
59% contro Bibi
[Il mio gran male è stato sempre e sarà sempre uno: quello di desiderare e sognare, invece di volere e fare. Carlo Emilio Gadda] Immagini dalla periferia di Baalbek, in Libano, a una sessantina di km da Beirut: i servizi d’emergenza al lavoro dopo gli ultimi attacchi aerei israeliani. Secondo le autorità libanesi 18 persone sono rimaste uccise. I nuovi raid in Libano hanno messo sotto pressione la tenuta del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, che prevedeva una cessazione delle ostilità nella regione “su tutti i fronti, incluso il Libano”. Gli attacchi israeliani nel Sud hanno causato anche 33 feriti, mentre Israele ha annunciato la morte di quattro suoi soldati.L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah nel Paese in risposta a quelle che ha descritto come “violazioni del cessate il fuoco”. Secondo l’Idf “sono stati colpiti più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e altri siti infrastrutturali terroristici nella zona di Nabatieh e in altre aree del Libano meridionale, all’interno della zona di sicurezza e oltre”, “decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati”. Hezbollah ha assicurato che i suoi combattenti “difenderanno la loro terra e il loro popolo con grande coraggio”. Dopo ore di tensione però un funzionario israeliano ha confermato che Israele ha accettato un cessate il fuoco nei combattimenti in base al quale le forze dell’Idf resteranno nel Sud del Libano e potranno intervenire contro “minacce emergenti”. È stato concordato un cessate il fuoco dalle 16 (ora locale, le 15 in Italia).Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l'agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani). L'agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell'Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh. "Dopo una giornata di escalation, su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l'Idf ha ricevuto l'ordine di cessare il fuoco in Libano". Lo riferisce Channel 12. La maggioranza degli israeliani ritiene che il primo ministro Benyamin Netanyahu dovrebbe lasciare la politica e non cercare la rielezione nel nuovo voto nazionale. Lo rivela un nuovo sondaggio, il secondo a mostrare un simile risultato questo mese. L'indagine di Channel 12 ha rilevato che il 59% degli intervistati ritiene che Netanyahu non dovrebbe ricandidarsi, il 33% è favorevole, mentre l'8% non è sicuro. Alla domanda su chi dovrebbe guidare il Likud dopo Netanyahu, il 18% ha detto che dovrebbe essere il ministro dell'Economia Nir Barkat, il 9% ha risposto il ministro della Giustizia Yariv Levin, il 7% ha indicato il ministro della Difesa Israel Katz e il 6% ha affermato che dovrebbe essere il presidente della Knesset Amir Ohana. La rete non ha fornito dati sul numero di persone intervistate o sul margine di errore. Un'impennata di violenza armata e poi un fragile cessate il fuoco dominano la scena nel martoriato sud del Libano, in parte occupato dall'esercito israeliano e contrastato dai combattenti di Hezbollah. Mentre il fronte libanese diventa di ora in ora sempre più centrale nelle faticose trattative tra Stati Uniti e Iran, col negoziato che sarebbe dovuto partire a Lucerna rinviato per ora 'sine die'. La relativa e intermittente pausa nelle ostilità tra il movimento di resistenza filo-iraniano e lo Stato ebraico è stata raggiunta con la mediazione congiunta degli Stati Uniti, del Qatar e dell'Iran, ma senza un passaggio formale con il governo di Beirut e con la presidenza libanese. Come a certificare che, a questo stadio dei negoziati, l'attore politico libanese più rilevante è in effetti il Partito di Dio. Il cessate il fuoco è entrato in vigore alle 16 locali, le 15 in Italia, dopo "dodici ore infernali" in cui Israele aveva deciso di avviare un'escalation militare dopo l'annuncio dell'uccisione di quattro militari nel sud del Libano, colpiti da ordigni dei combattenti locali. Ai 28 uccisi della giornata di giovedì se ne sono aggiunti altri 47, tra cui molti sfollati e soccorritori. Israele ha ammesso di aver intensificato l'offensiva dopo l'uccisione dei quattro soldati dell'esercito di occupazione, con il premier Benjamin Netanyahu che ha parlato di "150 obiettivi di Hezbollah" colpiti e dell'eliminazione di decine di combattenti". L'avvitamento nel sud del Libano ha avuto un effetto diretto anche nel campo negoziale più ampio, tanto che il previsto incontro tra americani e iraniani in Svizzera è stato cancellato e posticipato a data da destinarsi, forse nei prossimi giorni. L'Iran, che ha condannato gli attacchi israeliani in Libano, è tornato a collegare lo scenario mediterraneo alle trattative con Washington, ritenendo gli Stati Uniti "responsabili diretti" della situazione. Il presidente Trump si è allineato, di fatto, a questa lettura, assicurando di poter contenere Israele in Libano. La Casa Bianca ha finora identificato il "Libano" più con la sua capitale, Beirut, che con il sud del Paese: qui Israele ha ribadito di voler rimanere nella "zona di sicurezza", che si estende chilometro per chilometro con il passare delle settimane. In mattinata e prima del cessate il fuoco, mentre l'aviazione martellava il fronte più a nord, l'esercito israeliano tentava di sfondare le linee nel settore di Nabatiye, per conquistare una collina strategica da cui controllare l'area montagnosa dove si ritiene che Hezbollah abbia una fitta rete di gallerie e basi di lancio di missili. Nel pomeriggio Hezbollah ha detto di voler rispettare il cessate il fuoco "se Israele lo rispetta", ricordando che il movimento si riserva il "diritto di rispondere" agli attacchi nemici. Gli hanno fatto eco fonti dell'esercito israeliano, secondo cui "se Hezbollah non ci attacca siamo in una situazione di cessate il fuoco". In serata è poi apparso un filmato di Hezbollah molto esplicito: "Dal momento che finirete comunque per ritirarvi, perché essere l'ultimo soldato a cadere?". Il video mostra i ritratti di soldati israeliani uccisi nel sud del Libano, con le loro foto sovrapposte a reticoli di mira.