[E’ possibile che la sola ragione per cui possiamo ricordare il passato e non il futuro sia il fatto che le cose possono solo peggiorare. Katie Mack] Come anticipato, Donald Trump ha votato in Florida alle elezioni di midterm. Il presidente si è recato al seggio a Palm Beach con la first lady Melania. Barack Obama in grande spolvero ad un comizio a Cleveland, in Ohio, a sostegno dei candidati democratici alle midterm. L'ex presidente ha attaccato Donald Trump e Pete Hegseth per la guerra in Iran che sta causando un'impennata dei prezzi della benzina e altri beni. "Hegseth si occupa del testosterone e della mascella, delle esecuzioni in diretta streaming. Si guarda allo specchio per sistemarsi i capelli per questo è quello che fa un vero guerriero", ha attaccato Obama. "Queste non sono persone serie, e voi pagate il prezzo di questa mancanza di serietà", ha aggiunto. L'ex presidente ha poi attaccato la politica dei dazi contro "l'impero del male del Canada". "Quello è il Paese che ci dà lo sciroppo d'acero", ha ironizzato. Un giudice di Miami ha fissato per l'11 dicembre il termine entro cui il presidente Donald Trump dovrà testimoniare sotto giuramento nell'ambito della causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari da lui intentata contro la Bbc. Il giudice Enjolique Lett ha emesso l'ordine in risposta alle rimostranze dell'emittente britannica, secondo cui il tycoon si sarebbe rifiutato di sottoporsi a interrogatorio, arrivando persino ad annullare una data precedentemente concordata, quella del 16 ottobre. L'ombra dell'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio aleggia sulle elezioni di metà mandato. Le speculazioni su come Donald Trump potrebbe reagire in caso di sconfitta si rincorrono, così come quelle sulle iniziative che potrebbe prendere per cambiare, negare o mettere in dubbio i risultati alle urne. I sondaggi indicano i repubblicani indietro rispetto ai democratici e non è esclusa un''onda blu' che porti i liberal a conquistare l'intero Congresso. Secondo gli esperti, le ore e i giorni successivi al voto saranno cruciali: l'amministrazione potrebbe infatti usarli per contestare i risultati. Alle midterm del 2018, Trump subito cavalcò l'ipotesi di brogli elettorali mentre era in corso lo spoglio dei voti per corrispondenza e il margine di vantaggio dei repubblicani si stava assottigliando. Le lamentele sul voto per posta del presidente hanno raggiunto il picco alle presidenziali del 2020, culminate nell'assalto al Campidoglio nel 2021 il giorno in cui la vittoria di Joe Biden è stata certificata. Da allora Trump si è battuto senza sosta contro il voto per corrispondenza ma senza grande successo. La Corte Suprema infatti ha bocciato le modifiche che il tycoon avrebbe voluto applicare. Il presidente non è riuscito neanche nell'intento di far approvare il 'Save America Act' che prevedeva delle restrizioni al voto per posta e che è stato bloccato dai democratici in Senato. Una delle ipotesi accreditate dagli esperti è che Trump nella notte elettorale dichiari prematuramente vittoria e poi punti il dito contro i brogli elettorali. L'unico ostacolo sarebbe, secondo gli osservatori, una valanga democratica talmente forte da non consentire al presidente margini. Ma anche in questo caso Trump potrebbe avere una carta da giocare. Il presidente da mesi sventola lo spettro di interferenze straniere sul voto. Lo ha fatto lo scorso luglio in un discorso alla nazione puntando il dito contro la Cina per aver interferito alle elezioni del 2020. Non è escluso che potrebbe aleggiarlo nuovamente subito dopo le midterm così da avere un pretesto per un intervento federale che porti le autorità ad assumere il controllo delle schede elettorali in nome della sicurezza nazionale. La confisca delle schede potrebbe avvenire prima della ceritificazione dei risultati da parte dei singoli stati, aprendo una crisi costituzionale senza una chiara via di uscita. Nel 2020 gli stati avevano certificato la vittoria di Biden, rendendo invani gli sforzi del presidente di gridare ai brogli e facilitando la certificazione finale da parte del Congresso. "In Alaska, non credo che" alla candidata democratica Mary Peltola "debba essere consentito di candidarsi, dopo aver messo in atto un piano così terribile. Si tratta infatti di frode elettorale". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth accusando i democratici di aver "barato! Hanno trovato un uomo di nome Dan Sullivan, lo hanno inserito nella scheda elettorale e poi hanno mentito al tribunale, sostenendo di non saperne nulla. È falsa testimonianza. Lei non dovrebbe poter concorrere, e lo stesso vale per il falso Dan Sullivan", ha messo in evidenza Trump.
OTTOBRE ROSSO
mercoledì 28 ottobre 2026
Stallo in Israele
[La vita di coppia è una giungla. Grovigli e bisogni s’ingarbugliano ed è difficile distinguere causa ed effetto. Incolpare l’altro è la soluzione più facile. Eshkol Nevo] ''Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e l'eliminazione dello Stato ebraico attraverso gravi reati penali quali corruzione, minacce, violenza, falsificazione e utilizzo di software proibiti per sollecitare gli elettori''. Lo afferma il Likud in una nota, sostenendo che il partito del premier Netanyahu ''sta fornendo alla polizia, allo Shin Bet e alla Commissione elettorale centinaia di testimonianze e prove di brogli elettorali in numerosi seggi arabi: migliaia di buste contenenti denaro contante e schede elettorali precompilate, minacce e violenze contro i commissari dei seggi". È stallo politico in Israele: il Paese sta uscendo dalle urne e lascia al potere un governo di transizione. Poiché né il blocco di Netanyahu né la fazione rivale guidata da Eisenkot hanno ottenuto la maggioranza parlamentare di 61 seggi, Israele potrebbe dunque rimanere sotto un governo di transizione, mentre proseguono i negoziati per la formazione di una coalizione. Secondo la legge israeliana, un governo provvisorio conserva gli stessi poteri formali di un governo regolare, compresa l’autorità di autorizzare azioni militari. Tuttavia, ci si aspetta che eserciti moderazione, soprattutto quando prende decisioni importanti con conseguenze potenzialmente irreversibili. Qualsiasi decisione di entrare in guerra deve essere approvata dal governo o dal gabinetto di sicurezza, e non dal solo primo ministro. Le operazioni Guardian of the Walls e Breaking Dawn fungono da precedenti per azioni militari sotto governi di transizione. Nonostante le restrizioni legate allo status di governo provvisorio e le preoccupazioni relative all’irreversibilità delle decisioni, si ritiene che un’eventuale azione militare, se necessaria, riceverebbe l’approvazione unanime. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dalla base di Andrews nel Maryland, ha parlato delle elezioni in Israele: “Netanyahu sta andando molto bene. Quando è arrivato l’appoggio, gli è stato di grande aiuto. In realtà, mi risulta che stia andando piuttosto bene. Potrebbe essere in vantaggio, o in parità”, ha detto. Il presidente Usa ha anche espresso ottimismo per la situazione in Ucraina: “Non dimentichiamoci della Russia. credo che, per quanto riguarda la Russia e l’Ucraina, si stanno facendo notevoli progressi. A breve verrà organizzato un incontro e penso che si compiranno molti passi avanti. Un incontro tra il presidente Putin e il presidente Zelensky”.
Pasdaran preoccupati
[Aveva questo misterioso potere, la capacità magica di tenere le parole tra le dita. Tommaso Avati] Due funzionari iraniani, uno dei quali membro dei Pasdaran, hanno detto al New York Times che l'ampliamento degli obiettivi di Teheran in caso di attacco include anche diplomatici e personale Usa. I funzionari, che hanno chiesto di rimanere anonimi, hanno confermato le notizie del Dipartimento di Stato relative al complotto iraniano volto a colpire cittadini americani. I responsabili hanno difeso il piano: Israele e gli Stati Uniti "hanno ucciso decine di funzionari iraniani e alcuni loro familiari". A loro avviso, gli attacchi contro gli americani sono "leciti". Non è chiaro, tuttavia, se dispongano dei mezzi necessari per farlo. Intanto da Teheran arriva un altro avvertimento: "Nulla tornerà allo stato in cui si trovava prima delle due recenti guerre, in particolare per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz", afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo che "la guerra in corso ha cambiato tutto. Le rotte attraverso lo Stretto di Hormuz non saranno più quelle di un tempo". Araghchi ha inoltre affermato che l'Iran ha sottolineato agli intermediari che la guerra deve cessare su tutti i fronti della regione, "altrimenti la pace rimarrà irraggiungibile". Intanto Teheran ha attaccato con droni alcune postazioni curde anti-iraniane a Erbil, nel nord Iraq. Lo riferisce Fars. In precedenza erano state prese di mira basi del gruppo Komala nella regione del Balisan
Accordo FMI - Argentina
[Qualunque storia poteva essere una commedia o una tragedia, a seconda del punto in cui la facevi finire. Era questa la magia. Emma Straub] Il Fondo Monetario Internazionale e le autorità argentine hanno raggiunto un accordo a livello tecnico sulla terza revisione del programma di riforme economiche dell'Argentina nel quadro dell'accordo di finanziamento Extended Fund Facility (Eff) da 20 miliardi di dollari. L'Argentina, riferisce una nota, potrà accedere in questo modo ad un'ulteriore tranche da circa 900 milioni di dollari. Nella valutazione dello staff tecnico dell'Fmi si sottolineano i risultati del programma di riordinamento macroeconomico avviato dal governo di Javier Milei e in particolare l'incremento delle riserve della Banca Centrale superiore anche agli obiettivi prefissati. Secondo il Fmi le riforme strutturali adottate stanno favorendo "un'economia più efficiente e orientata al mercato, con volumi di esportazione che hanno raggiunto nuovi livelli record", mentre gli investimenti approvati nell'ambito del regime di incentivi per i grandi investimenti (Rigi) superano ormai i 76 miliardi di dollari e "la loro realizzazione dovrebbe contribuire, nel tempo, a rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro". Nessun accenno, nel documento, alle difficoltà riscontrate dal programma economico in termini di crescita, con l'attività che ha segnato un chiaro rallentamento negli ultimi due trimestri e rischia adesso di entrare in recessione tecnica. La giustizia argentina ha disposto l'archiviazione delle accuse nei confronti del presidente Javier Milei e di sua sorella, Karina Milei, nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto cryptogate legato alla promozione della memecoin 'Libra'. Secondo quanto si legge nella sentenza firmata dal giudice federale Marcelo Martínez de Giorgi, "dopo aver esaminato gli elementi oggettivi e soggettivi del reato è emerso che la condotta oggetto di indagine non integrava i requisiti necessari per configurare la fattispecie del reato di truffa". La decisione del tribunale riguarda tutti gli indagati inclusi gli argentini Mauricio Novelli, Manuel Terrones Godoy, Sergio Morales, che avevano proposto al presidente l'iniziativa, e l'imprenditore statunitense Hayden Mark Davis incaricato del lancio della memecoin. La meme-coyn $Libra venne annunciata su X dallo stesso Milei il 14 febbraio del 2025. Contemporaneamente all'annuncio venne acquistata a costo zero da trader in possesso di informazioni privilegiate e poi rivenduta da questi a un prezzo molto più alto nelle ore successive facendo crollare il suo valore dopo aver ottenuto profitti stimati per oltre 100 milioni di dollari. Il crollo della crypto promossa da Milei è oggetto di indagine anche nei tribunali statunitensi mentre in Argentina, oltre alla causa penale appena chiusa, è stata aperta anche una causa civile presentata da un gruppo di vittime che sostiene di aver subito danni per 4,5 milioni di dollari e il Parlamento ha costituito una commissione d'inchiesta.
Sciopero in Messico
[Se devo stare con qualcuno per sempre, sarà perché non posso starne lontano. Giusto o sbagliato che sia. Non ci sarà scelta. Gian Sardan] Le autorità federali messicane hanno varato una nuova normativa per combattere il lavoro irregolare nel settore agroalimentare. Per mantenere i permessi di vendita all'estero le aziende dovranno dimostrare che il personale dell'intera catena produttiva è assunto regolarmente. Dopo cinque anni di studio la misura è entrata in vigore il primo ottobre come programma pilota per gli esportatori di avocado e verrà progressivamente estesa a frutti rossi, pomodori e altre colture. Il certificato di esportazione agricola attribuisce alle imprese la responsabilità di controllare i propri fornitori. "L'esportatore dovrà dimostrare che tutta la sua catena del valore è gestita da manodopera formale", ha spiegato Alejandro Salafranca, dirigente del ministero del Lavoro. La verifica avviene tramite una piattaforma digitale che incrocia i dati governativi per calcolare i lavoratori effettivamente necessari a produrre i volumi dichiarati in dogana. Il sistema automatizzato deciderà il blocco o il via libera alle merci. "Se ottieni il certificato puoi esportare, altrimenti no", ha riassunto il funzionario. Conclusa la fase di prova temporanea le verifiche diventeranno tassative. Da novembre 2027 chi registrerà un livello di conformità inferiore al 60% subirà la sospensione definitiva dai mercati internazionali, obbligando di fatto le aziende a vigilare sui propri campi per non bloccare i carichi. Le organizzazioni degli autotrasportatori del Messico hanno proclamato uno sciopero nazionale a tempo indeterminato a partire da lunedì 26 ottobre, denunciando l'insicurezza sulle strade, le estorsioni e l'aumento dei costi operativi. La mobilitazione è stata annunciata da Augusto Ramos Melo, presidente della Camera nazionale dell'autotrasporto merci (Canacar), insieme ad altre associazioni del settore. Lo riferisce Milenio, precisando che i rappresentanti chiedono risposte concrete alle autorità dopo una serie di incontri giudicati insufficienti. Tra le contestazioni degli autotrasportatori figura anche una modifica prevista nel pacchetto economico per il 2027, che abbassa da 300 a 250 milioni di pesos messicani (da circa 14,3 a 11,9 milioni di euro) il limite di fatturato annuo per accedere a un incentivo fiscale sulle spese per i pedaggi autostradali. Le associazioni chiedono invece di estendere il beneficio a tutte le imprese del settore mentre, secondo le stime dei promotori, alla protesta potrebbero aderire circa un milione di veicoli su un parco nazionale di due milioni.
martedì 27 ottobre 2026
Giornalista egiziana arrestata
[Perché nasca una prateria, bastano un trifoglio, un’ape e un sogno. E se non ci sono le api e il trifoglio, può bastare anche il sogno. Emily Dickinson] Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato la nota giornalista Lina Attalah, fondatrice e caporedattrice del sito di informazione indipendente 'Mada Masr', al termine di un'udienza in tribunale, secondo quanto riferito dalla stessa testata. Attalah è stata condannata al pagamento di una multa di tre milioni di sterline egiziane (circa 48.000 euro) per aver gestito il sito web senza licenza - la pena massima prevista per il reato contestato - e ne ha ordinato la chiusura. "Gli agenti di sicurezza hanno circondato Attalah, l'hanno sollevata di peso e portata fuori dall'aula; al momento si trova ancora in stato di fermo all'interno del tribunale", ha dichiarato la testata indipendente, precisando di non aver ricevuto alcuna risposta dalle autorità in merito alla richiesta di licenza presentata nel 2023. Il processo rappresenta, secondo i gruppi per i diritti umani, "una pericolosa escalation nella repressione della libertà di stampa da parte del Cairo". Si tratta del sesto procedimento legale avviato contro Attalah e 'Mada Masr' negli ultimi sei anni, ma è la prima volta che si arriva effettivamente a un processo. L'Egitto, da tempo criticato per la repressione della libertà di stampa, detiene attualmente 26 giornalisti a causa del loro lavoro, secondo i dati raccolti dall'Eipr.
Bibi sconfitto!
[Il sempre è fatto di attimi; | non è un tempo diverso | se non per l'infinito – | e per la latitudine di casa. Emily Dickinson] Secondo i primi exit poll di Channel 12 alla chiusura delle urne in Israele, il Likud di Benjamin Netanyahu è avanti con 24 seggi mentre Gadi Eisenkot, con Yashar, si ferma a 22 seggi. A urne chiuse, nessuna maggioranza è emersa dal voto in Israele. Secondo gli exit poll di Channel 12, il Likud di Benjamin Netanyahu è in testa con 24 seggi, mentre Yashar di Gadi Eisenkot si ferma a 22. Tuttavia, il Change bloc dell'ex capo dell'Idf con 52 seggi supera quello del premier uscente che si attesta a 50. Un risultato storico e inequivocabile è stato raggiunto dai partiti arabi, con la Lista Unita (raggruppamento di tre fazioni) che ha guadagnato 11 seggi e Ra'am di Mansour Abbas altri 7. ''I risultati preliminari indicano una totale sfiducia nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza sionista e della maggioranza dei cittadini israeliani. Se questi saranno i risultati definitivi, si tratterà di una vittoria per la maggioranza sionista in Israele. Agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo, per sostituire il governo Netanyahu e per istituire al più presto un governo per l'arruolamento sionista''. È la prima dichiarazione a urne chiuse di Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar!. Particolarmente significativo il risultato delle formazioni arabe, che raggiungerebbero complessivamente 17 seggi: 10 alla Lista comune e 7 alla Lista araba unita. Un risultato che potrebbe rendere determinante il loro sostegno per la formazione di una nuova maggioranza parlamentare. Strano che uno stato accusato di perpetrare lo sterminio contro gli arabi permetta il diritto al voto alle vittime.