giovedì 23 aprile 2026

Veni, vidi, et non vici

[Fai un inventario morale completo e coraggioso. Scrivi una lista delle persone a cui hai fatto del male e fai tutto ciò che puoi per avere il loro perdono. Dani Shapiro] Tutto comincia dunque a maggio 2021. Quando Asc Handling, con il volo-lampo dall’Azerbaigian, riesce a centrare il requisito previsto dall’articolo 15 del regolamento Enac per accreditarsi come “prestatori di servizi aeroportuali di assistenza a terra”. Ovvero: “L’inizio delle attività deve avvenire, pena la decadenza del certificato [...], entro e non oltre sei mesi dal rilascio della certificazione”. Eppure, secondo fonti aeroportuali, la scadenza del semestre per Asc Handling viene allungata da proroghe legate all’emergenza Covid. A onor del vero ci sarà un altro Baku-Palermo di andata e  ritorno, il 6 giugno 2021, con lo stesso “Gulfstream G550”: atterrato a Punta Raisi alle 8,48 e decollato dopo un’ora e mezza per Ciampino, da dove ripartirà due giorni dopo con destinazione Baku.La certificazione di Asc Handling per operare a Punta Raisi, visto anche il silenzio di Enac rispetto alle perplessità sollevate da alcuni concorrenti, è formalmente regolare.Così come lo sarà la successiva ottenuta per Fontanarossa. Con una serie di sliding doors molto fortunata. Questa, in estrema sintesi, la sequenza. Il 13 aprile 2021 Enac accoglie la richiesta di Sac per la “limitazione dell’accesso ai servizi di assistenza a terra” ai tre handler presenti (Gh Catania, Aviation Services e AviaPartner Sicily) per un anno “per il superamento della fase emergenziale”. Il successivo 5 luglio lo stesso Ente nazionale per l’aviazione civile emana un’ulteriore circolare che estende lo stesso stop di Catania (e Bergamo) a tutti gli scali nazionali per un anno, termine poi ridotto al 31 dicembre 2021. Ma pochi giorni prima, il 22 dicembre, arriva il dietrofront: Alessio Quaranta, direttore generale di Enac, annulla le precedenti limitazioni; anche quelle specifiche per le due società aeroportuali, che “nel caso in cui ritengano ancora sussistenti le ragioni a fondamento di tali richieste, dovranno presentare nuova autonoma istanza di limitazione. Intanto, da marzo 2022 Asc Handling, facendo “ponte” con la licenza ottenuta a Palermo, è attiva a Fontanarossa. Il 31 maggio la Sac richiede a Roma una nuova limitazione ad hoc: “congelare” i prestatori di servizi di terra attivi. Il 15 dicembre Enac chiude il cerchio: circoscritti gli operatori, in tutto quattro per le attività principali, “autorizzati a svolgere in via esclusiva in servizi a terra, per la durata di sette anni”. Così, legittimamente, Asc Handling sfrutta una “finestra” di pochi mesi per infilarsi dentro l’aeroporto di Catania. Dove nessun altro concorrente potrà entrare fino al 2030. E si concretizza il presidio sotto il Vulcano, sfumato qualche anno prima quando l’allora plenipotenziario della Camera di Commercio del Sud-Est, Pietro Agen, assieme al dirigente Enac Vincenzo Fusco prova a introdurre Asc in aeroporto. L’ad Nico Torrisi, raccontano, “fece come un pazzo”. Ma oggi tutto è cambiato. All’inizio sembrava che dovevano prendersi tutto. Tui, come antipasto, poi Aeroitalia, oggi solo Ita. Con 47 vertenze, solo a Palermo, tra i dipendenti delusi di lavorare in una azienda non competitiva, con gli ispettori del lavoro che vorrebbero vedere chiaro per capire le modalità dell’apertura della solidarietà in piena startup …  e adesso di parla di aprire la cig. Beh, che dire il futuro sembra segnato. 


20esimo pacchetto pro Kiev

[La mente, questa gigantesca macchina per produrre ansia e farci stare sulle spine, è programmata per esagerare. Matthieu Ricard] Il 20esimo pacchetto sanzioni contro la Russia, finito nel congelatore da febbraio a causa del veto di Budapest, è stato aggiunto - a quanto si apprende - all'agenda del Coreper di oggi tra i punti non soggetti a discussione, dato che, qualora fossero soddisfatte le condizioni per procedere con il prestito da 90 miliardi a Kiev, allora si potrebbero approvare anche le sanzioni. Nel caso dovesse passare, sempre grazie alla rimozione del veto ungherese, verrebbe avviata una procedura scritta, separata da quella per il prestito. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al contrario di quanto previsto nelle settimane scorse, parteciperà in presenza al vertice Ue informale a Cipro. La notizia, confermata da fonti Ue, è stata anticipata dai media locali. Zelensky è quindi atteso già questa sera alla cena dei 27 che si terrà ad Agia Napa, località balneare non lontano da Larnaca. Nel pomeriggio, inoltre, è atteso il via libero definitivo, attraverso la procedura scritta, al prestito Ue da 90 miliardi per Kiev. 


14 paesi in guerra

[Questo era il meraviglioso paradosso dell’America: si consideravano tutti degli outsider da strapazzo, mentre in realtà formavano un gigantesco country club. Kirstin Chen] Dal 28 febbraio scorso, giorno dell'inizio della guerra di Usa e Israele in Iran, si sono registrati 1.245 attacchi cyber che hanno coinvolto 99 diversi threat actor e 14 paesi.Tra questi, Israele è il paese più bersagliato per numero di attacchi (603), mentre Iran ed Emirati Arabi Uniti registrano la severità media più alta. I settori più colpiti sono governo/militare/forze dell'ordine, finanza e media. Ma a rischiare dei danni sono potenzialmente le imprese di tutto il mondo, comprese quelle europee ed italiane. Questi alcuni dei dati di Hackmanac, piattaforma che monitora e analizza le minacce informatiche a livello globale, emersi nel corso del webinar 'AI, ORA: la nuova partita della geopolitica', organizzato dall'AI Think Tank di Assintel, l'associazione delle imprese del digitale di Confcommercio. I cyber attacchi, sempre secondo i dati di Hackmanac, sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni fino ad arrivare a toccare quota 17.770 nel 2025, segnando un incremento del +113% rispetto all'anno precedente. Un'escalation che non è un fenomeno improvviso: dal 2018 al 2025 il numero di incidenti cyber rilevati è cresciuto di oltre undici volte, con un'accelerazione particolarmente marcata a partire dal 2023 (+184%). L'impatto di questi attacchi non si ferma alle aree di conflitto diretto, rileva l'analisi: le aziende italiane ed europee sono esposte per via indiretta, attraverso la dipendenza da grandi provider tecnologici americani, la vulnerabilità della supply chain, l'esposizione a campagne di disinformazione e phishing geopoliticamente orientato.  I rischi riguardano la continuità operativa dei servizi, la reputazione, la gestione in condizioni di forte incertezza e gli effetti a catena su clienti, fornitori e partner internazionali.  Al centro del webinar di Assintel anche il ruolo ambivalente dell'intelligenza artificiale nella cyber war: da un lato strumento offensivo - per automatizzare attacchi, evolvere malware, rendere più efficaci il phishing e il social engineering - dall'altro leva difensiva fondamentale, grazie alla capacità di rilevare minacce in tempo reale, automatizzare le risposte, analizzare vulnerabilità e anticipare scenari di rischio. L'unità informatica israeliana più celebre e rilevante, nota per le sue operazioni di cyber-intelligence e guerra cibernetica, è l'Unità 8200.  Ecco i punti chiave riguardanti questa unità e il suo contesto tecnologico intorno agli anni 2000: Ruolo e Missione: L'Unità 8200 fa parte del Direttorato dell'intelligence militare (Aman) delle Forze di difesa israeliane (IDF). È responsabile dello spionaggio dei segnali elettromagnetici (SIGINT), della decrittazione e della guerra cibernetica. Evoluzione negli anni 2000: A partire dagli anni 2000, l'unità ha iniziato a gestire in autonomia operazioni di cyber warfare (guerra cibernetica), evolvendo da un ruolo puramente passivo di raccolta dati a uno attivo. Impatto tecnologico: È considerata la "NSA israeliana" e gioca un ruolo cruciale nella sicurezza nazionale. I suoi membri, dopo il servizio militare, sono spesso fondatori di importanti startup di cybersecurity (es. Wiz, fondata da ex membri). Operazioni note: L'unità è stata collegata a operazioni sofisticate, inclusa la compromissione del programma nucleare iraniano con il malware Stuxnet nel 2010 e l'uso di intelligenza artificiale per operazioni militari (es. Gospel). Contesto industriale: Dagli anni 2000, l'esperienza maturata nell'Unità 8200 ha alimentato un ecosistema di oltre 5.000 aziende di sicurezza informatica in Israele.  Oltre all'Unità 8200, nel panorama della sicurezza cibernetica israeliana si distinguono aziende private, molte delle quali fondate da ex membri dell'intelligence, coinvolte in tecnologie di sorveglianza avanzata. 





Preparati a tutto

[Anche quando ci colpisce una disgrazia possiamo porci due domande: mi merito questa crisi? Posso affrontarla con coraggio? Gregory David Roberts] La Germania punta sull'alta tecnologia, sulla produzione delle armi, la sorveglianza dello spazio e un aumento degli uomini e delle donne attivamente impegnati militarmente, "ripensando" la funzione dei riservisti del suo esercito. È quello che emerge dal piano strategico per la Bundeswehr, presentato a Berlino dal ministro della Difesa Boris Pistorius, che ha messo in chiaro: la minaccia maggiore per la repubblica federale è la Russia. Mosca infatti "attraverso il riarmo si sta preparando ad uno scontro militare con la Nato e considera l'uso della forza militare uno strumento legittimo per imporre i propri interessi", si legge nel documento citato dalla Dpa. In questo quadro, lo Stato, l'economia e i cittadini tedeschi rappresentano un bersaglio.     Tutta la società tedesca nel suo insieme è un target del Cremlino, stando al testo. Putin vuole indebolire e dividere l'Alleanza atlantica, aumentare la sua influenza in Europa, e sta già conducendo una guerra ibrida contro la Germania, vi si ribadisce.     Uno scenario che non è solo Berlino ad evocare, ma che emerge anche da analisi dell'intelligence olandese, in cui ci si spinge anche a ipotizzare che la Russia possa iniziare una guerra con la Nato "entro un anno" dalla fine del conflitto in Ucraina, con lo scopo di provocare una spaccatura fra i Paesi dell'Alleanza Atlantica. Lo sostengono fonti dell'intelligence militare olandese (Mivd) citate dal tabloid britannico Daily Express.     Nello specifico, stando a quanto attribuito a queste fonti, Mosca potrebbe essere in grado di ricostituire un potenziale da combattimento sufficiente nel giro di 12 mesi, una volta concluse le ostilità con Kiev.     "Il mondo è diventato più incalcolabile e sì, anche più pericoloso", ha aggiunto Pistorius parlando con la stampa.     "Stiamo formando l'esercito convenzionale più forte d'Europa", ha detto, mentre il generale Carsten Breuer, numero uno della Bundeswehr, ha spiegato a die Zeit che questo obiettivo sarebbe realizzabile "entro 13 anni". Breuer ha anche affermato che i militari lavorano al 'worst case scenario' di un'uscita degli Usa dalla Nato, sebbene non ritengano che ciò accadrà. Neanche Washington può avere interesse a rinunciare agli snodi militari europei. "Sono convinto - ha inoltre affermato - che se continueremo sulla strada che stiamo percorrendo, saremo in grado di esercitare già nel 2029 una deterrenza tale che la Russia non attaccherà". Riguardo ai numeri, Pistorius ha ribadito che l'obiettivo è quello di poter contare su 260 mila soldati e 200 mila riservisti, anche se per ora in Germania - che ha un esercito di 186 mila militari - il servizio militare resterà volontario. "Stiamo modificando il concetto di riservisti - ha aggiunto poi - non dovranno essere attivi militarmente solo se necessario, ma essere al livello dei soldati e delle soldatesse". Inoltre si punterà sulla tecnologia: robotica, computer quantistici, droni.     Nei giorni scorsi in Germania il ministero della Difesa aveva dovuto correre ai ripari, dopo che era emerso che nella legge sulla riforma della leva fosse previsto che tutti gli uomini fra i 17 e i 43 anni potranno lasciare la Germania per soggiorni superiori a tre mesi soltanto con l'autorizzazione dell'esercito. Una prescrizione (passata a lungo inosservata) che ha sollevato critiche e polemiche e rispetto alla quale il dicastero di Pistorius ha fatto marcia indietro, dal momento che, hanno sottolineato, il servizio militare non è obbligatorio. Per ora.  "Dobbiamo essere preparati anche alle cattive notizie: le guerre si sviluppano per fasi, ma dobbiamo stare al fianco dell'Ucraina nella buona e nella cattiva sorte". Lo ha detto il segretario generale Rutte  nel corso di un'intervista all'emittente televisiva tedesca Ard.     "Dobbiamo essere preparati per il lungo periodo", ha sottolineato Rutte a Berlino, osservando che l'esito della guerra non può essere previsto. "Le guerre sono intrinsecamente imprevedibili, l'unica cosa che sappiamo è che più sosteniamo l'Ucraina, più velocemente questa guerra finirà", ma "gli eventi intorno al tavolo negoziale sono legati in modo indissolubile alla situazione sul campo di battaglia".     Il segretario generale dell'Alleanza ha anche posto l'accento sulla necessità di aumentare le munizioni per sostenere Kiev, ammettendo che i Paesi della Nato non sono finora stati in grado di soddisfarne la crescente domanda."È un momento molto importante, il momento in cui stiamo aspettando la decisione politica sull'Ucraina per l'inizio dei negoziati d'adesione all'Ue.     Questa decisione avrà un ruolo fondamentale per la storia non solo dell'Ucraina ma dell'intera Europa". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa congiunta a Kiev con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.     Con l'avvio dei negoziati, ha sottolineato, "garantiremo nuove basi per la crescita dell'Ucraina e di tutti i Paesi europei" e "garantiremo al nostro Paese e al popolo ucraino la vera sicurezza economica e sociale".       L'esercito ucraino ha annunciato che ha "colpito con successo" nella notte fra domenica e lunedì un sistema di difesa antiaereo russo nella Crimea annessa da Mosca. "Le forze armate ucraine hanno colpito con successo un sito strategico del sistema di difesa antiaerea sulla costa occidentale della Crimea", ha informato su Telegram il centro di comunicazione strategica dell'esercito, senza fornire ulteriori dettagli.     Le autorità russe non hanno rilasciato commenti al riguardo, ma il canale Telegram Rybar, vicino all'esercito russo e seguito da più di 1,2 milioni di persone, ha denunciato un "attacco combinato" di Kiev contro la penisola ucraina, annessa alla Russia nel 2014. Secondo questo canale, le forze ucraine hanno lanciato due missili americani Atacms (Army Tactical Missile System) nei dintorni del villaggio di Olenivka, situato a Capo Tarkhankout (Crimea occidentale). I tentativi russi di abbattere i missili sono falliti, ma l'attacco non ha causato gravi danni, ha assicurato Rybar.   Poco dopo, tre droni navali ucraini sono stati rilevati al largo delle coste di Sebastopoli, porto della flotta russa del Mar Nero in Crimea, ha riferito lo stesso canale assicurando che due di loro erano stati distrutti. Successivamente, il ministero della Difesa russo ha detto che le forze ucraine hanno tentato di attaccare il ponte di Crimea con otto missili Storm Shadow, che sono stati tutti abbattuti.     Il bilancio dei soldati russi uccisi in Ucraina dall'inizio del conflitto ha sfiorato ieri la soglia dei 500mila: lo scrive su Facebook lo stato maggiore delle Forze armate di Kiev, come riporta Ukrinform. Dal 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, Mosca ha perso 499.080 militari, di cui 660 nella giornata di ieri. Inoltre, secondo il rapporto dell'esercito, le truppe ucraine hanno distrutto finora 7.175 carri armati nemici, 9.188 sistemi di artiglieria, 758 sistemi di difesa aerea, 520 aerei, 624 elicotteri, 9.399 droni, 3.544 missili da crociera, 40 tra navi e imbarcazioni e un sottomarino. 

Il Mossad sul lago Maggiore

[Mi rendeva invincibile sapere che potevo perdere tantissime cose, ma che i libri malgrado tutto rimanevano sempre, che nessuno poteva togliermi quella storie, quei mondi in cui potevo rifugiarmi. Caroline Wahl] Lavorava a un'operazione contro Teheran lo 007 israeliano morto tre anni fa nel naufragio di un battello sul lago Maggiore. Lo ha rivelato ieri a Tel Aviv, in occasione della Giornata dedicata ai caduti in guerra, il direttore del Mossad David Barnea. Secondo quanto riportato da alcuni media israeliani, e ripreso oggi da Il Messaggero, Libero, La Verità, La Repubblica e Il Sole 24 ore, l'ufficiale dei servizi segreti, identificato solo come "M", lavorava con l'intelligence italiana per impedire a Teheran di ottenere armi avanzate quando morì nel naufragio, costato la vita anche a due agenti dei servizi italiani e alla moglie russa dello skipper italiano. "Le operazioni guidate da M. - ha detto Barnea durante la cerimonia - combinavano creatività, astuzia e tecnologia e hanno influenzato in modo significativo il successo della campagna contro l'Iran. Durante l'Operazione 'Ruggito del Leone', i miei pensieri e il mio cuore si sono riempiti di orgoglio per il carattere e le azioni di M., caduto fuori Israele mentre svolgeva la sua missione". All'epoca del naufragio, il governo israeliano si era limitato a definire l'uomo un "pensionato" del Mossad. Il naufragio della barca 'Goduria' nelle acque del Lago Maggiore avvenne la sera del 28 maggio 2023. A bordo 21 persone, italiani e israeliani, tutti agenti impegnati in una missione segreta come emerso successivamente. Salpata dal cantiere 'Piccaluga' di Sesto Calende (Varese) e diretta verso Arona (Novara). Intorno alle 19, venne sorpresa dal maltempo, una bomba d'acqua con vento forte e pioggia battente che capovolse l'imbarcazione nei pressi di Lisanza, una frazione di Sesto Calende, trascinando gli occupanti nelle acque fredde del lago. Tre di loro non riuscirono a mettersi in salvo dal naufragio: gli agenti dell'Aise Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, di 53 e 62 anni, e l'agente israeliano M., 50 anni, a capo della sua missione. Morì affogata insieme agli 007 anche la russa Anya Bozhkova, moglie dello skipper, Claudio Carminati. Quest'ultimo, armatore e comandante della barca, all'inizio dell'estate 2024 ha patteggiato 4 anni di pena per naufragio colposo davanti al gup del Tribunale di Busto Arsizio.

mercoledì 22 aprile 2026

Giorgia a Baku

[Mentre i capelli si possono tingere, gli occhi bistrare e i nasi incipriare, la bocca di una donna alla fine rivela sempre la verità. Beatrice Colin] Giorni difficili per il terzo handling di Palermo e Catania, gli stessi dipendenti danno per scontato che il loro unico cliente a breve andrà via. Gli ex gh passati in asc che hanno fatto causa e che sono stati risarciti da gh sono preoccupati. Sanno che in una prossima ed eventuale clausola sociale loro potrebbero essere scartati. Se, è dico se, ita andrà via verrà attivata, per chi resta la mobilità. I vincitori della causa avrebbero già contattato il secondo handling per un eventuale passaggio mettendo in conto la perdita di tutti i diritti acquisiti e ripartire da zero. Oggi, tra l’altro, in aviapartner Palermo giornata intensa di conciliazioni per migliorare i contratti dei part time, visto che stagionali fanno i capiturno, mentre ancora la solidarietà resta aperta. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà martedì 5 maggio in visita nella Repubblica dell'Azerbaijan, nella capitale Baku. Lo si legge nel sito del Governo, nella sezione dedicata all'agenda della premier. Meloni aveva preannunciato la visita, una missione dedicata al dossier energetico, ma la data non era stata finora resa nota. Sarà forse questa l’ultima speranza di pasticiedda? 


martedì 21 aprile 2026

Papa Francesco un anno dopo

[La mia città dagli amori in salita, Genova mia di mare tutta scale e, su dal porto, risucchi di vita viva fino a raggiungere il crinale di lamiera dei tetti. Giorgio Caproni] A un anno dalla morte di Papa Francesco emergono centinaia di lettere inedite che gettano nuova luce sui rapporti tra il pontefice e la politica argentina, secondo quanto riferisce il quotidiano Clarín. La corrispondenza con l'attivista Gustavo Vera, fondatore dell'Ong La Alameda che combatte la tratta di esseri umani, il lavoro schiavo e lo sfruttamento sessuale in Argentina, rivela giudizi critici e momenti di dialogo con figure come Cristina Fernández de Kirchner, Mauricio Macri, Alberto Fernández e Javier Milei.    Dalle carte, pubblicate nel libro "La amistad no se negocia" ("L'amicizia non si negozia" in italiano) che Vera sta presentando in Argentina, emerge il disagio del Papa per episodi legati alla corruzione e le divergenze sul tema dell'aborto con diversi governi. In alcuni passaggi, Bergoglio denuncia il rischio di una "doppia appartenenza" tra legalità e crimine, mentre in altri invita al dialogo politico e alla difesa delle istituzioni democratiche.    Le lettere mostrano anche un'evoluzione del rapporto con Milei, inizialmente improntato a toni concilianti e poi segnato da crescente preoccupazione per l'impatto sociale delle politiche economiche. A Santa Maria Maggiore sono 30 i cardinali a concelebrare la messa in suffragio di papa Francesco e dall'Africa arriva anche il messaggio di Papa Leone: "Con un linguaggio nuovo ha annunciato il Vangelo di sempre". Ma è in tutto il mondo che riverbera il ricordo di papa Bergoglio, a partire proprio dall'Italia, con il Capo dello stato, Sergio Mattarella che affida all'Osservatore romano, il quotidiano della Santa sede, il senso dell'eredità di Francesco a un anno dalla morte. "Il suo pontificato - scrive Mattarella - ha attraversato stagioni difficili della vita internazionale e ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'umanità, nella Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace, di chi ha fame e sete di giustizia". Mattarella ha evidenziato inoltre il legame tra il Pontefice e le istituzioni italiane: "Nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni ha manifestato una costante vicinanza, valorizzando il legame storico tra Santa Sede e Italia e non facendo mai mancare, specialmente nei momenti più difficili, come durante la pandemia, il suo conforto" e ha ricordato in particolare la sua preghiera solitaria sul sagrato della Basilica "in una piazza San Pietro deserta" che è stata "voce dell'umanità". Per Meloni papa Francesco, "ha richiamato con costanza il valore della pace" e con parole semplici ha raggiunto credenti e non credenti' mentre il presidente della Cei, il cardinal Matteo Zuppi, ha insistito su come Bergoglio abbia insegnato alla Chiesa italiana a stare dalla parte "degli ultimi, degli scartati' spronando l'istituzione a non essere "chiusa", a non rimanere "in difesa" ma a farsi "prossima". Stasera a Santa Maria Maggiore si è visto meno quel popolo di emarginati, ultimi e poveri che accompagnava sempre ogni appuntamento di cui Bergoglio era protagonista. Significativo però che ambasciatori come quello ucraino, di Cuba ed anche degli Stati Uniti non abbiano voluto mancare alla commemorazione. In Vaticano questa mattina molto presto, un po' come faceva Bergoglio nei primi anni ogni giorno alle 7, è stata celebrata una messa nella cappella di Santa Marta, il pensionato vaticano dove lui si era voluto stabilire snobbando "per motivi psichiatrici" il Palazzo apostolico. Quindi, una serie di eventi come un seminario promossa dalla fondazione Scholas occurrentes hanno rievocato come l'attenzione sui "poveri" abbia dato l'impronta a tutto il pontificato. E proprio questo aspetto ha prevalso nelle commemorazioni nel suo Paese natale, quella Argentina dove, una volta eletto, non è mai più tornato. Troppi contrasti con i vari leader politici che si sono avvicendati negli anni, da Cristina Kirchner all'attuale presidente Milei. Quest'ultimo ricorda che Francesco lo aveva perdonato dopo la campagna elettorale molto aggressiva in cui Milei lo aveva preso ferocemente di mira accusandolo di essere un "comunista". Francesco sapeva passare oltre. Dei leader del suo Paese di origine era però rimasto deluso, chi perché in odore di corruzione chi perché lontano dalle sue posizioni anti abortiste.