sabato 30 maggio 2026

Pride di Budapest si farà  

[Non è irreligioso chi rinnega gli dei del volgo , ma chi le opinioni del volgo applica agli dei. Epicuro] Aria nuova in Ungheria anche per i diritti civili. La polizia ungherese ha affermato che non vieterà la parata del Pride in programma il mese prossimo a Budapest, in netto contrasto con quanto accaduto lo scorso anno, quando l'evento era stato vietato dall'ex premier nazionalista Viktor Orbán. "Durante la procedura di notifica per la parata del Pride 2026 e la successiva consultazione di persona con gli organizzatori, non sono emersi motivi per vietare l'assemblea", ha dichiarato la polizia all'Afp in una e-mail. L'accordo raggiunto tra Budapest e Bruxelles per lo sblocco dei fondi europei congelati ammonta a circa 16 miliardi di euro. Lo ha annunciato il primo ministro ungherese Peter Magyar nel corso della conferenza stampa con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.     "Questi fondi europei contribuiranno a rilanciare l'economia.  Abbiamo concordato tutti i passaggi necessari per consentirne lo sblocco", ha indicato Magyar. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato in conferenza stampa con il premier ungherese, Peter Magyar, la decisione di sbloccare 10 miliardi di euro di fondi Ue congelati per l'Ungheria. Nei colloqui tra Bruxelles e Budapest sono inoltre stati compiuti "progressi" anche per sbloccare 4,2 miliardi di euro legati ai fondi di coesione. 

Malta al voto

[Non esistono domande imbarazzanti, bensì risposte imbarazzanti. O.Wilde] Malta vota nel segno della continuità. Oggi i cittadini maltesi vanno alle urne per decidere se procedere in continuità con il Partito Laburista, al governo da 13 anni, oppure dare fiducia all’opposizione conservatrice, guidata da Alex Borg. Il favorito è il primo ministro uscente del Partito Laburista, Robert Abela, che dovrebbe essere confermato alla leadership dell’isola mediterranea, dopo aver indetto in anticipo le elezioni per dare allo Stato la necessaria “stabilità” in un contesto di turbolenza geopolitica. Poco più di un mese fa, il primo ministro Abela ha indetto elezioni anticipate, richiedendo al popolo maltese una rinnovata fiducia “per progredire con stabilità”. Una decisione che ha accorciato la legislatura di 9 mesi. Lanciando la sua campagna elettorale, Abela ha evidenziato come il suo governo offriva certezze, stabilità e tranquillità. Era l’unica forza politica con idee innovative, esperienza e credibilità per migliorare e semplificare la vita delle persone nonostante i tempi difficili. “Non solo garantiremo la stabilità dei prezzi e la crescita economica, ma proporremo anche nuovi piani ambiziosi, ma realistici e sostenibili per il futuro, basati sui suggerimenti che ci avete dato voi, il popolo. I vostri sogni sono il nostro progetto”, ha indicato il leader laburista maltese, sottolineando come i laburisti si concentreranno sul “benessere” dei maltesi. Alex Borg, leader del Partito Nazionalista di centro-destra di cui la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola è un esponente di spicco, ha presentato il proprio partito come il “partito del futuro”, incentrando la sua campagna elettorale sul cambiamento e sulla capacità del partito di essere “pronto” a governare l’isola mediterranea.  “Non siamo venuti da voi con paura; non siamo venuti intimiditi. Siamo venuti con idee, visione, proposte e coraggio. Non abbiamo parlato del passato; abbiamo parlato del nostro splendido futuro, del futuro dei nostri giovani che vogliono vedere realizzato il loro potenziale, costruire una famiglia e condurre una vita di alta qualità”, ha dichiarato Borg, chiudendo la propria campagna elettorale. La campagna elettorale, conclusasi giovedì sera, ha visto le due fazioni politiche confrontarsi in location gremite, con famosi Dj internazionali a movimentare i comizi. Secondo quanto esposto dal giornale europeo Politico, il Partito Laburista dovrebbe confermarsi alla guida del Paese, con l’ultimo sondaggio, del 24 maggio, che attesta Abela al 53%, mentre Borg insegue al 43%.


La sconfitta di Trump

[La parola è un'ombra dell'azione. Democrito] Le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a "causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale — che ora verrà revocato — possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie: il vostro Presidente preferito!". Lo afferma Donald Trump sul suo social Trump. La riunione nella Situation Room è durata circa due ore, ma il presidente americano, Donald Trump, non ha preso alcuna decisione sull’accordo con l’Iran. È  quanto riporta il New York Times, citando un alto funzionario dell’amministrazione, secondo cui Washington ritiene di essere vicina a un accordo, ma ci sono ancora “alcune questioni da discutere, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato  che Teheran dovrebbe perseguire il dialogo “con dignità”, respingendo gli slogan contro i negoziati con gli Stati Uniti. “Se non si parla, si vuole forse combattere per sempre?”, ha detto Pezeshkian durante un incontro con funzionari delle relazioni pubbliche del governo. Pezeshkian ha inoltre chiesto una comunicazione onesta con l’opinione pubblica, affermando che è sbagliato sostenere che i nemici stiano crollando mentre l’Iran prospera. “Hanno problemi, e anche noi abbiamo problemi”, ha spiegato il presidente iraniano, precisando che “stiamo combattendo e dobbiamo accettarne le difficoltà”. L’Iran, nel frattempo, ha comunicato agli Stati Uniti le proprie osservazioni in risposta alle modifiche apportate da Washington al piano di risoluzione del conflitto, ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. “Nonostante gli Stati Uniti abbiano esplicitamente dichiarato di respingere questo progetto (iraniano), abbiamo ricevuto una serie di commenti e modifiche da parte pachistana. Abbiamo esaminato le proposte e, come annunciato ieri, abbiamo comunicato il nostro punto di vista alla controparte americana”, ha affermato Baghaei durante una conferenza stampa. L’Iran ha intanto annunciato ufficialmente la creazione di un’Autorità per la gestione dello Stretto di Hormuz. Si tratta dell’Autorità per gli Stretti del Golfo Persico (PGSA), che ora ha un proprio account ufficiale su X, sul quale fornirà “aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni” nello stretto. L’annuncio è stato diffuso sui social media dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e dalla Marina del corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche. Il presidente americano Donald Trump gode di "ottima salute". Lo riferisce, in un promemoria diffuso venerdì sera, il medico della Casa Bianca Sean Barbabella, in merito all'esito dei controlli semestrali del tycoon, alla soglia dei suoi 80 anni, tenuti all'inizio della settimana.    "Trump continua a godere di ottima salute, dimostrando un solido funzionamento cardiaco, polmonare, neurologico e fisico generale", ha rilevato Barbabella, capitano della Marina, aggiungendo che "è pienamente idoneo a svolgere tutti i doveri di commander-in-chief e di capo di Stato". Il presidente Usa si è sottoposto martedì a una visita medica effettuata presso il Walter Reed National Military Medical Center di Bethesda, alle porte di Washington, nel Maryland. Il tycoon, che il 14 giugno compirà 80 anni, ha riferito al termine dei controlli effettuati che i risultati sono stati "perfetti", in base a quanto postato sul suo sociale Truth. Il referto di Barbabella ha riferito che Trump si è sottoposto a una Tac e ad altri esami di diagnostica per immagini cardiaca, oltre a screening oncologici e a ulteriori accertamenti preventivi eseguiti da un'equipe di ben 22 specialisti. The Donald è risultato pesare 238 libbre (108 chilogrammi), con un aumento di 14 libbre (6 kg) rispetto alla visita medica di aprile del 2025. I suoi medici gli hanno fornito indicazioni sull'alimentazione, sulll'attività fisica e sulla riduzione del peso corporeo, concludendo tuttavia che le sue "prestazioni cognitive e fisiche sono eccellenti". 


Luci e ombre sull’Argentina

[Primum vivere, deinde philosophari. Aristotele] Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha difeso la sua politica economica dalle critiche dei media ed è tornato ad attaccare i mezzi di comunicazione affermando che "non c'è mai stata tanta divergenza tra dati ufficiali e notizie".    "Se uno guarda i numeri ufficiali quello che si dovrebbe dire è che il percorso verso la ricostruzione è meraviglioso e che l'Argentina diventerà una potenza ma se accendete la televisione sentirete dire che l'Argentina va incontro al peggior inferno", ha affermato oggi il leader ultraliberista in una conferenza, sostenendo che "non c'è mai stata tanta divergenza tra dati ufficiali e notizie".   "L'inflazione continua a scendere e l'economia continua ad espandersi, non dico che sia una crescita lineare, ma dobbiamo mantenere una direzione chiara", ha quindi aggiunto il presidente.   La presa di posizione di Milei avviene nel contesto di un chiaro calo della sua immagine nei sondaggi, scesa al 35%, e di una crescente preoccupazione della popolazione per la situazione economica (in particolare occupazione e salari). Le principali critiche da parte di opposizione ed analisti riguardano il fatto che i settori che trainano attualmente la crescita del Paese (energia, miniere ed agricoltura) sono a bassa intensità di occupazione, mentre i settori che generano il maggior numero di posti di lavoro (industria manifatturiera e costruzione) sono in crisi a causa rispettivamente dell'apertura del mercato alle importazioni e dell'azzeramento delle opere pubbliche. Parallelamente i dati ufficiali mostrano una chiara svalutazione del valore dei salari a fronte di un'inflazione che continua ad attestarsi attorno al 30% annuo. Mentre gli analisti dibattono sui dati contrastanti della crescita in Argentina, il ministro dell'Economia Luis Caputo ha pronosticato per il 2027 un vero e proprio boom dell'attività che consentirà al presidente ultraliberista Javier Milei la sicura rielezione alle presidenziali del prossimo anno.     "Per la prima volta nella storia dell'Argentina l'economia sconfiggerà la politica, Milei vincerà comodamente le elezioni e questo processo continuerà", ha affermato Caputo di fronte a una platea di imprenditori che partecipava al LatAm Economic Forum a Buenos Aires.    Secondo il ministro "il 2027 sarà il miglior anno del mandato di Milei" e già in questo anno si osservano "dati che indicano un record dell'attività economica". Caputo ha infine minimizzato le critiche che rilanciano i media per le presunte difficoltà di settori della popolazione che 'non arrivano a fine mese'. "Non ci può essere una differenza più grande tra quello che si dice e quello che sta succedendo", ha detto. 


venerdì 29 maggio 2026

Titoli di coda per asc

[Femmene e femmene mannano ‘e bacie. Uommene e uommene sparano in aria. Guardie e ladre se fanno ‘e piacere. Mamma e pate se fanno ‘e dispiette. Geolier] La gh a Palermo e Catania si riprende quello che già era suo: Ita in data 1/7/26 lascia asc. Ha inizio la procedura della clausola sociale, sperando che nessuno resterà a casa, compresi i furbetti. Vero che oggi Ita ha meno voli da quando ha lasciato gh, è questo dovrebbe incidere in negativo nel quantificare numero della clausola sociale. Questa sera donna Michela festegierà nel califfato, la vittoria si festeggia sempre da soli. Bravo anche Max di Lh che mi aveva promesso questo giorno ed è stato di parola, andrò in pensione tranquillo.    Pertanto, ai sensi dell’art. 25 della Parte Generale del CCNL del Trasporto Aereo e dell’art. H39 della Parte Specifica Handlers, nonché del Protocollo di Sito attualmente vigente per lo scalo aeroportuale di Palermo “Falcone e Borsellino”, a seguito all’interruzione del rapporto contrattuale della scrivente con il vettore Ita Airways, con il conseguente affidamento del servizio ad altro operatore di handling, con la presente si chiede l’immediata attivazione della procedura della clausola sociale, atta ad individuare il personale impiegato nelle attività di assistenza al vettore che dovrà essere assunto, mediante i meccanismi previsti dal CCNL applicato, dalla nuova società affidataria. Si evidenzia la necessità di definire con estrema urgenza la procedura di cui trattasi posto che entro i tre giorni prima dell’effettivo passaggio di attività la procedura dovrà essere definita e, dunque, dovrà esser assicurato che il personale coinvolto sia già assunto dal nuovo handler alla data dell’01/07/2026. L’ufficialità arriva il giorno stesso che Bradley Cooper di asc fa il compleanno, quale migliore regalo? Chi invece, dopo una vita di viaggiare, potrà finire la sua lunga carriera a Trapani Birgi. Quanti debiti lascia pasticiedda al gestore, tcr, Inps, prevair …? Solo il tempo lo dirà.  Addetti al Check-in laureati in economia gestionale, se coinvolti, potevano dare dei consigli interessanti, non ora però. Ceo di che cosa? Il detto che dietro un uomo di successo c’è sempre una grande donna sarà anche vero, ma quando la donna va via …  


Paesi Brics con Cuba

[L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo? F.Nietzsche] Il governo di Cuba ha denunciato che circa il 28% della popolazione dell'isola soffre problemi nell'approvvigionamento di acqua corrente a causa della crisi energetica aggravata dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti e dalle più recenti sanzioni economiche contro il Paese.     Secondo i dati diffusi alla tv di Stato dal presidente dell'Istituto nazionale delle risorse idrauliche (Inrh), Antonio Rodriguez, circa 2,7 milioni di persone incontrano difficoltà nell'accesso regolare all'acqua potabile. Rodriguez ha spiegato che la carenza di carburante e i blackout stanno compromettendo il funzionamento delle stazioni di pompaggio, degli impianti di trattamento e dei sistemi di distribuzione idrica. Il deficit energetico ha inoltre provocato un aumento dei guasti alle apparecchiature e alle condotte. Secondo il governo, anche le difficoltà di accesso ai finanziamenti internazionali e il ritiro di diversi fornitori stranieri avrebbero aggravato la situazione del settore idraulico, considerato tra i più colpiti dalle restrizioni statunitensi. Le autorità hanno annunciato l'intenzione di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, con l'obiettivo di alimentare con energia pulita il 52% delle circa 3.300 stazioni di pompaggio del Paese. La scarsità di combustibile ha causato blackout quotidiani superiori alle 20 ore in diverse regioni dell'isola, alimentando il malcontento sociale e paralizzando ampi settori dell'economia.  I ministri degli Esteri dei Paesi Brics (ovvero Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica a cui poi si sono aggiunti Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia) hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba, secondo il documento finale della riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS pubblicato in questi giorni.   “Sottolineando il carattere dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, fondata sul rispetto reciproco, sulla risoluzione pacifica delle controversie e sul non intervento, i Ministri hanno espresso preoccupazione per l’evolversi della situazione relativa a Cuba. A tale riguardo, hanno ribadito la necessità di porre fine alle misure economiche, commerciali e finanziarie contro Cuba in conformità con la Risoluzione A/79/80 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione.  L'ennesimo collasso energetico aggrava la tensione sociale a Cuba, dove blackout sempre più lunghi stanno alimentando proteste e scontri con le autorità.    Nelle ultime ore la petroliera russa "Universal", carica di circa 250mila barili di diesel e inizialmente diretta verso l'isola, ha cambiato rotta allontanandosi dai Caraibi verso l'Atlantico meridionale. Secondo analisti energetici, la nave - appartenente alla flotta russa colpita dalle sanzioni per la guerra in Ucraina - sarebbe rimasta per oltre un mese in attesa senza autorizzazione a scaricare combustibile a Cuba.    Intanto la Unión Eléctrica cubana ha annunciato per questa sera un deficit record di 2.147 megawatt, con appena un terzo della domanda nazionale coperta.Fuori servizio anche la centrale termoelettrica Antonio Guiteras, la più importante del Paese, mentre diverse altre unità risultano guaste o in manutenzione. La piattaforma galleggiante di Regla, all'Avana, è ferma per mancanza di carburante.    La crisi ha provocato nuove manifestazioni popolari. Nel quartiere capitolino di Centro Habana decine di residenti hanno bloccato Calle Monte con barricate e cassonetti incendiati dopo oltre 14 ore senza corrente. Nei video diffusi sui social si sentono slogan come "Libertad" e "Patria y Vida". Episodi simili si sono registrati anche a Villa Clara e Guanabacoa. Secondo organizzazioni indipendenti, la polizia in alcuni casi avrebbe sparato colpi in aria per disperdere i manifestanti. La mancanza di elettricità sta causando anche interruzioni nell'approvvigionamento idrico e nella conservazione degli alimenti, aggravando ulteriormente la crisi economica dell'isola. Il governo di Cuba ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale la lista dei 2.010 prigionieri graziati ad aprile, un provvedimento definito un "gesto solidario umanitario e sovrano" per la Settimana Santa.     Il presidente Miguel Díaz-Canel ha firmato il decreto per "graziare totalmente e definitivamente" i detenuti, considerando i fatti commessi, la condotta e la pena scontata.    Tra i liberati figurano donne, giovani, anziani e stranieri, mentre sono esclusi gli autori di reati come omicidio, aggressione e narcotraffico.Le autorità precisano che "si tratta della seconda scarcerazione di persone private della libertà di quest'anno".     A marzo, altri cinquantuno individui erano stati liberati per lo "spirito di buona volontà, di strette e fluide relazioni tra lo Stato cubano e il Vaticano". Tuttavia, l'organizzazione spagnola Prisoners Defenders ha denunciato che, all'interno di questo nuovo gruppo, è stato confermato al momento un solo prigioniero politico.  Il Pentagono ha gettato le basi per lanciare un attacco o invadere Cuba se Donald Trump lo ordinerà. Lo riporta Politico, sottolineando che gli asset militari sono stati posizionati per rendere le forze americane pronte per vario tipo di operazioni, dalla cattura della leadership cubana a una serie di attacchi di precisione.     L'amministrazione si trova a dover decidere in tempi stretti.     Molte delle navi schierate infatti stanno per raggiungere i dieci mesi in mare, più dei consueti sei o sette mesi. Questo sta destando preoccupazione fra i funzionari della difesa, che temono per il logoramento degli equipaggi e per la pressione ulteriore sulla Marina, al momento impegnata anche nel blocco nel Golfo Arabico. 

Putin attacca un paese della Nato

[Il falso è suscettibile d'una infinità di combinazioni, ma la verità ha solo un modo d'essere. Rousseau] Gli Usa vogliono ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato con un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio "notevole di quelli armati". Lo riporta lo Spiegel riferendo dell'incontro, alla fine della scorsa settimana, dell'inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth che ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell'Alleanza. Gli Stati Uniti "hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell'ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente".      Queste notizie sconsiderate inducono Putin a fare quello che vuole. L’Europa non può agire da mediatore nel processo di risoluzione della situazione in Ucraina perché "sta combattendo al fianco di Kiev". Lo ha dichiarato in un briefing con i media il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. "Al momento, l'Europa è parte in causa nel conflitto a fianco dell'Ucraina. Non dimentichiamo che le armi europee ci stanno sparando direttamente addosso, ed è impossibile ignorarlo", ha dichiarato Peskov citato da Interfax. "Pertanto, ovviamente, in questa situazione, l'Europa non può pretendere di mediare in alcun modo", ha aggiunto il portavoce del Cremlino.  Un drone è precipitato su un edificio residenziale nella città di Galați, in Romania, Paese membro della Nato. L'incidente ha provocato un incendio. Due le persone lievemente ferite. Lo riferisce l'agenzia Rbc-Ucraina, citando Faytuks Network e la pagina Facebook ufficiale del Servizio romeno di pronto intervento.     Si suppone che si tratti di un drone russo, poiché in quel momento la Federazione Russa stava sferrando un attacco massiccio con i droni nella regione di Odessa, e Galați si trova non lontano da quella regione.    "Secondo le prime notizie, un drone russo si è schiantato contro un condominio nella città di Galați, in Romania.    L'incidente è avvenuto poco dopo che le autorità avevano diramato un avviso sulla "possibilità di caduta di oggetti dallo spazio aereo circostante", ha scritto la testata Faytuks Network.     Secondo il Servizio di pronto intervento (Isu), il drone è caduto su un edificio residenziale e, a seguito dell'impatto, si è verificata un'esplosione che ha provocato un incendio in un appartamento al decimo piano. La Nato ha condannato la "sconsideratezza" di Mosca, confermando che un palazzo in Romania è stato colpito da un drone durante un attacco russo alle infrastrutture ucraine vicino al confine. "La Nato continuerà a rafforzare le nostre difese contro tutte le minacce, compresi i droni", ha dichiarato la portavoce della Nato Allison Hart sui social media, aggiungendo che il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, è in contatto con le autorità rumene.