[La parola sicario nacque per definire gli zeloti di Gerusalemme. Assassini che davano la caccia ai romani, invasori della loro terra. ] Il nono giorno di conflitto in Medio Oriente ha innescato una tempesta perfetta sui mercati globali. I prezzi del greggio hanno registrato un’impennata storica: il Brent ha superato la soglia dei 90 dollari, attestandosi a 92,57 dollari al barile (+8,4%), mentre il WTI americano è balzato dell'11,3% a 90,12 dollari. Dallo scoppio delle ostilità, sabato scorso, il Brent ha guadagnato il 27,3% e il WTI un impressionante 33%, segnando la miglior performance settimanale dall'aprile 2020. Il cuore della crisi rimane lo Stretto di Hormuz, il corridoio dove transita il 20% del petrolio e del GNL mondiale, ora ufficialmente designato come "area di operazioni belliche". Il traffico navale è quasi azzerato: nelle ultime 24 ore sono state avvistate solo nove navi, con circa 1.000 imbarcazioni bloccate. Il ministero dell’Energia del Qatar ha lanciato un monito drammatico: se la situazione non cambierà entro poche settimane, gli Stati del Golfo saranno costretti a interrompere ogni export, un evento che farebbe crollare l’economia mondiale spingendo il greggio verso i 150 dollari al barile. Il prezzo del gas europeo alla Borsa di Amsterdam chiude una settimana ad alta tensione a 53,4 euro al megawattora, in rialzo del 5,2% rispetto alla chiusura di ieri. Lo scorso venerdì, prima dell'attacco all'Iran, i future con scadenza aprile viaggiavano intorno ai 32 euro. Il G7 sarebbe pronto a discutere il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di petrolio per frenare la corsa del petrolio a seguito della guerra in Iran. Lo scrive il Financial Times secondo cui una riunione online è prevista oggi alle 8.30 di New York (le 14.30 italiane ndr). La decisione, già presa in passato dopo l'invasione dell'Ucraina, coinvolgerebbe anche l'agenzia internazionale per l'energia. Secondo il quotidiano tre paesi, fra cui gli Stati Uniti, sarebbero già d'accordo con la decisione. Washington in particolare sarebbe orientata per un rilascio comune di una quantità dai 300 e i 400 milioni di barili, circa il 25-30% del totale delle riserve. La mossa è stata presa in passato solo cinque volte: due volte dopo l'invasione dell'Ucraina, una durante la prima guerra del Golfo e poi a seguito dell'uragano Katrina e dopo il blocco della produzione in Libia. Il prezzo del petrolio scende dai massimi toccati nella notte ma resta stabilmente sopra la soglia dei 100 dollari a seguito del blocco dello stretto di Hormuz e degli attacchi agli impianti del Golfo. Il Wti del Texas sale del 15% a 104,9 dollari al barile mentre il Brent del Mare del Nord avanza del 17% a 108,5. Secondo il Financial Times i paesi del G7 discuteranno oggi il rilascio comune delle riserve strategiche di greggio per frenare la corsa delle quotazioni. Vola sui massimi dal 2022, a 64 euro, il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di aprile guadagnano il 20% in apertura di seduta. Apre in forte rialzo lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 83,2 punti, il massimo dal giugno del 2025. In crescita di 14,2 punti al 3,74% il rendimento annuo italiano, sui massimi dal maggio del 2025. Sale di 4,5 punti il rendimento tedesco al 2,9% e di 8,6 punti quello francese al 3,6%. "In Sicilia fare il pieno di carburante costa più caro che nel resto d'Italia. Una 'stangata' che mette in ginocchio il settore dell'autotrasporto merci e persone, già provato dalle tensioni internazionali e da una vicenda giudiziaria tutta interna all'Isola". Lo sostiene, in una nota, la Cna Fita regionale, parlando di "'tempesta perfetta' determinata dalla concomitanza di due fattori: l'impennata dei prezzi legata al conflitto in Iran e il braccio di ferro in corso alla raffineria Isab di Priolo". "I rincari seguiti all'inizio delle ostilità in Iran sono immediati e ingiustificati - dichiarano Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, responsabili di Cna Fita Sicilia - perché il carburante oggi erogato utilizza scorte acquisite prima dell'escalation. A questo si aggiunge una distorsione tipicamente siciliana: il contenzioso giudiziario e finanziario tra Isab e Lukoil Italia per la gestione della raffineria di Priolo, uno dei più grandi impianti d'Europa che copre l'80% del fabbisogno isolano e un terzo di quello nazionale. I blocchi temporanei nelle forniture e le incertezze gestionali stanno generando un'ingiustificata lievitazione dei prezzi alla pompa, che in Sicilia risultano più alti rispetto alla media nazionale". Una situazione che, sottolinea la confederazione, "grava in modo insostenibile sulle imprese del settore". Secondo le stime della Cna, "nel breve termine l'aumento del carburante può incidere per circa 3.000 euro aggiuntivi per singola impresa, ma se la crisi dovesse perdurare si potrebbe arrivare a superare i 15.000 euro". La Cna Fita a livello nazionale ha già "richiesto al Governo un credito d'imposta straordinario, da finanziare con l'extra gettito Iva", ma ritiene che "per la Sicilia, la situazione richiede interventi aggiuntivi e mirati". "Chiediamo alla Regione Siciliana di attivarsi su due fronti - prosegue la nota - convocare con urgenza un tavolo di crisi per tentare di dirimere la disputa che coinvolge le imprese dell'impianto di Priolo e normalizzare il mercato e istituire, tramite Irfis e Crias, un fondo specifico destinato alle imprese di autotrasporto merci e persone, sia industriali che artigianali, che eroghi un contributo a fondo perduto pari al 30% per l'acquisto di scorte di carburante a partire dal 1 gennaio 2026".
OTTOBRE ROSSO
lunedì 9 marzo 2026
Tempesta perfetta
Budapest odia Kiev
[Le ferite connesse alle sconfitte d’amore sono le più divertenti vedersi infliggere. Roger Vailland] A Bruxelles si tiene la riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea. Il Consiglio Affari Esteri si concentrerà innanzitutto sull’Ucraina al quarto anniversario dell’aggressione russa e dopo il veto annunciato dall'Ungheria sul 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha ribadito il veto di Budapest sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia finché non verranno ripristinate le forniture di petrolio russo dall'oleodotto Druzhba. "Oggi ci sarà una grande battaglia, vorranno tutti il nostro sangue, ma è così, ci impegneremo in questa lotta, perché nessuno può scherzare con l'Ungheria, nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica" ha detto il capo della diplomazia magiara in un video diffuso sui suoi canali social prima del Consiglio Esteri a Bruxelles. "I fanatici della guerra di Bruxelles non hanno idea migliore che approvare un nuovo pacchetto di sanzioni. Non gli importa nemmeno se l'economia europea va in pezzi. È come quando un uomo magrolino cerca di mostrare i suoi bicipiti, è ridicolo e triste che siamo arrivati a questo punto" ha aggiunto. Szijjártó ha poi sottolineato che il veto vale anche per il prestito di guerra di 90 miliardi di euro. "È ovvio che l'Ucraina non potrà accedere a tale somma fintanto che continuerà a minacciare il nostro approvvigionamento energetico", ha aggiunto. Non odiamo l'Ucraina. Il problema è che lo Stato ucraino odia l'Ungheria e attua una politica anti-ungherese. Negli ultimi dieci anni, l'Ucraina ha tenuto un atteggiamento molto ostile nei confronti dell'Ungheria" ha dichiaro poi Szijjártó. "L'Ucraina non ha il diritto di mettere a rischio la nostra sicurezza energetica. Vogliamo che riprendano immediatamente le forniture di petrolio all'Ungheria, perché non vi è alcuna ragione tecnica o fisica per cui non possano riprendere" ha aggiunto, definendo "molto frustrante" il fatto che "qui a Bruxelles di solito si schierino dalla parte di uno Stato non membro dell'Ue contro gli Stati membri dell'Ue. Quindi la Commissione europea si comporta un po' come una Commissione dell'Ucraina. E questo è incredibile". Szijjártó ha poi aggiunto che l'import di fonti energetiche dalla Russia ammonta allo "0,2% del Pil russo". "È nostro diritto sovrano - ha spiegato - decidere da chi acquistiamo le fonti energetiche e che tipo di fonti energetiche acquistiamo" e "non siamo disposti ad acquistare fonti energetiche più costose di quelle attuali" né "ad acquistare da fonti meno affidabili di quelle attuali”. "Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre" sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come "una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata" e spiegando che "violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione". A Kiev Costa solleverà la questione del caso dell'oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva. Il ministero degli esteri ucraino ha sconsigliato ai propri cittadini di recarsi in Ungheria dopo l'arresto a Budapest di sette dipendenti di una banca ucraina accusati di riciclaggio di denaro sporco, nuovo episodio di tensione tra i due paesi confinanti. "Il ministero degli Affari Esteri raccomanda ai cittadini ucraini di astenersi dal recarsi in Ungheria, data l'impossibilità di garantire la loro sicurezza a causa delle azioni arbitrarie delle autorità ungheresi", ha dichiarato la diplomazia ucraina in un comunicato. "Solo per le esigenze dell'Ucraina occorrono almeno 2000 missili Patriot. E ora è molto chiaro che dopo la crisi iraniana, se così possiamo definirla, è diventato ancora più urgente per noi in Europa aumentare la produzione di missili di difesa per i missili balistici. Perché gli americani non saranno davvero in grado di fornire un numero sufficiente di questi missili sia per i paesi del Golfo, sia per l'esercito americano stesso, sia per le esigenze dell'Ucraina". Lo ha detto il commissario alla Difesa Andrius Kubilius a Varsavia, prima tappa del suo 'missile tour' in Europa.
domenica 8 marzo 2026
Senza speranze
[Sentiamo un piccolo cuore che si spezza, ma nei nostri sguardi c’è il ricordo delle 100 volte in cui siamo sopravvissute allo spezzarsi dei nostri cuori. Siamo stupide e tenaci. Dizz Tate] Un consenso della maggioranza sulla successione della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei "è stato più o meno raggiunto": lo ha annunciato l'Ayatollah Mohammadmehdi Mirbaqeri, membro dell'Assemblea degli Esperti, riferisce Mehr. L'ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, un altro membro dell'Assemblea, ha detto che un candidato è stato scelto sulla base del consiglio del defunto leader supremo, il leader iraniano avrebbe dovuto "essere odiato dal nemico". "Persino il Grande Satana (gli Usa) ha fatto il suo nome", ha detto Heidari Alekasir. Giorni fa, Trump ha definito il figlio di Khamenei,Mojtaba, una scelta "inaccettabile". La guerra contro l’Iran continuerà senza sosta e senza compromessi, e per il popolo iraniano si avvicina “il momento della verità”: lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso televisivo al Paese. “Abbiamo un piano metodico per eradicare il regime iraniano e raggiungere molti altri obiettivi: grazie ai nostri audaci piloti e ai piloti americani, abbiamo ottenuto il controllo quasi totale dello spazio aereo sopra Teheran”, ha proseguito. Israele “non sta cercando di dividere l’Iran, sta cercando di liberare l’Iran” ma in definitiva “dipende da voi”, ha insistito Netanyahu, che ha minacciato i Guardiani della Rivoluzione: “Anche voi siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non gli verrà fatto alcun male. Chiunque non lo faccia, il suo sangue ricadrà sulla sua testa”. Israele “sta dalla parte” degli altri Paesi attaccati dall’Iran, ha sottolineato Netanyahu, affermando che “molte nazioni” si stanno rivolgendo allo Stato ebraico chiedendo cooperazione: “Molti paesi oggi vedono esattamente su chi possono contare. Israele è un faro di potere e speranza”. Netanyahu ha infine lanciato un avvertimento anche al governo libanese: “È vostra responsabilità far rispettare l’accordo di cessate il fuoco. Stando a un rapporto classificato del National Intelligence Council, anche un attacco su larga scala degli Stati Uniti all’Iran difficilmente riuscirebbe a rovesciarne l’establishment militare e religioso. È quanto hanno riferito al Washington Post tre fonti a conoscenza del documento, redatto circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele avviassero il conflitto, lo scorso 28 febbraio. Il rapporto presenta gli scenari possibili in caso di una campagna mirata contro i leader iraniani o di un attacco più ampio contro la leadership e le istituzioni governative. In entrambi i casi, hanno detto le fonti, l’intelligence ha concluso che l’establishment religioso e militare iraniano avrebbe risposto all’uccisione della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere, definendo “improbabile” lo scenario di un’opposizione divisa capace di prendere il controllo del Paese. Il Wp ricorda che il National Intelligence Council è composto da analisti esperti che redigono valutazioni classificate che rappresentano il sapere collettivo delle 18 agenzie di intelligence di Washington.La Casa Bianca non ha saputo precisare al quotidiano se il presidente Donald Trump fosse al corrente di questo rapporto quando ha dato il via all’operazione militare in Iran. Nel cielo di Kfar Hess, a nord di Tel Aviv, sono stati avvistati proiettili che esplodono e si disperdono in più frammenti come testimoniato da un video diffuso dalla France Presse. Secondo l’esercito israeliano si tratterebbe di bombe a grappolo lanciate dall’Iran più volte dall’inizio della guerra. Queste munizioni esplodono in aria e rilasciano piccole bombe, alcune delle quali possono rimanere inesplose e rappresentare un pericolo per i civili. Iran e Israele non hanno aderito alla Convenzione internazionale del 2008 che ne vieta l’uso. L’esercito israeliano afferma di monitorare la situazione e denuncia l’impiego di queste armi come possibile crimine di guerra se utilizzate contro aree civili.
Putin sempre più solo
[Gli antichi vedevano consciamente, come i bambini vedono ora inconsciamente, l’eterna meraviglia delle cose. D.H. Lawrence] “I Guardiani della Rivoluzione sono nel nostro mirino. Chi abbandonerà le armi sarà graziato, altrimenti lo colpiremo. Al popolo iraniano: il momento della verità si avvicina. La liberazione dal giogo del regime dipende da voi. Credo che se vi presenterete nel momento della verità, non sarà lontano il giorno in cui Israele e Iran torneranno a essere amici coraggiosi'', lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in un video. L'esercito israeliano sta attaccando per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet. “Confermiamo il nostro sostegno alla Repubblica Islamica dell’Iran e al popolo musulmano iraniano. Siamo attivi su diversi fronti, pronti a intervenire in caso di potenziale escalation militare, e siamo pronti ad agire in qualsiasi momento qualora gli sviluppi lo richiedessero”. Lo ha dichiarato il leader del gruppo yemenita, Abdul Malik al-Houthi. La Russia avrebbe fornito all’Iran informazioni di intelligence sui bersagli statunitensi in Medio Oriente per facilitare gli attacchi contro le forze americane nella regione. Lo riferiscono tre funzionari citati dal Washington Post. Secondo le fonti, Mosca avrebbe trasmesso a Teheran informazioni sulla posizione di asset militari statunitensi, tra cui navi da guerra e velivoli, dall’inizio del conflitto. “Si tratta apparentemente di uno sforzo piuttosto completo”, ha dichiarato una delle persone citate dal quotidiano. L’ambasciata russa a Washington non ha risposto alle richieste di commento del WP, mentre Mosca ha chiesto la fine della guerra definendola un “atto di aggressione armata non provocato”. Secondo i funzionari citati dal giornale, la capacità dell’esercito iraniano di individuare le forze statunitensi si sarebbe ridotta nei primi giorni del conflitto, rendendo particolarmente preziose eventuali informazioni fornite dalla Russia. Dall’inizio della guerra l’Iran ha lanciato migliaia di droni e centinaia di missili contro posizioni militari statunitensi, ambasciate e altri obiettivi, mentre la campagna militare congiunta di Stati uniti e Israele ha colpito oltre 2mila obiettivi iraniani. Una portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha dichiarato che “il regime iraniano è sotto forte pressione”, aggiungendo che le capacità missilistiche e navali di Teheran sarebbero state significativamente ridotte. La Cia e il Pentagono hanno rifiutato di commentare le notizie sull’eventuale assistenza russa. Secondo due dei funzionari citati, la Cina non sembrerebbe invece fornire supporto militare diretto all’Iran nonostante i rapporti stretti tra i due paesi. L’amministrazione statunitense sta cercando di fare luce su quanto accaduto a Minab, una cittadina a oltre 960 chilometri da Teheran, ma vicino alla cruciale via d’acqua dello Stretto di Hormuz, dove una scuola elementare femminile è stata colpita da un bombardamento costato la vita ad almeno 175 persone, di cui per la maggior parte bambine. Secondo quanto emerge dai media statunitensi Reuters, New York Times e Nbc, gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco alla scuola elementare Shajareh Tayyebeh di sabato scorso. Tuttavia le indagini, riportano fonti alla Reuters, non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato lo studio delle dinamiche, hanno detto due funzionari statunitensi a Reuters. Secondo quanto riferisce Nbc, alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno evidenziato ai parlamentari statunitensi, in un briefing a porte chiuse questa settimana, che gli Stati Uniti stavano prendendo di mira la zona in cui è situata la scuola. È stato lo stesso generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, a specificare che le forze israeliane hanno operato prevalentemente più a nord e non in quella zona. Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Nell'arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian descrivendo Khamenei come "un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran". Pur denunciando una "cinica violazione" della "moralità e del diritto internazionale", Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all'inizio degli attentati. Per l'esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una "situazione difficile". Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la cattura di Maduro il 3 gennaio da parte Usa ha segnato la perdita di un altro partner di Mosca. Anche in questo caso, il Cremlino si è trovato impotente. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il suo ruolo di salvatore", ha osservato Baunov sul suo account Telegram. E, nel caso di Khamenei, secondo l'esperto "l'assassino è il suo amico Trump”. In precedenza, Putin era almeno riuscito ad aiutare l'ex leader ucraino Viktor Yanukovych a trovare rifugio in Russia nel febbraio 2014. Aveva anche offerto asilo a Bashar al-Assad e alla sua famiglia dopo la sua caduta in Siria nel dicembre 2024. A differenza del caso Maduro, la morte di Khamenei è avvenuta in una parte del mondo che la Russia considera il suo "emisfero", spiega Baounov. L'esperto paragona questo assassinio a quello del leader libico e alleato del Cremlino Muammar Gheddafi nel 2011 che, secondo Baounov, ha segnato "una svolta nella politica russa" e uno dei punti che Putin ha sfruttato per "rompere con l'Occidente". Teheran è tra gli alleati più stretti di Mosca durante l'offensiva in Ucraina. Kiev e l'Occidente accusano Teheran di fornire a Mosca armi e tecnologia militare, come i droni Shahed che la Russia utilizza quotidianamente per bombardare l'Ucraina. Inoltre lo scorso anno Russia e Iran hanno firmato un partenariato strategico per rafforzare i loro legami, anche in ambito militare.Oltre alla perdita di un alleato chiave come Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono ancora difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Vasserman, intervistato dal media russo MK.ru, ha affermato che la guerra potrebbe avvantaggiare la Russia a breve termine se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, ma potrebbe porre "gravi problemi" agli Stati Uniti e a Israele a lungo termine se le autorità iraniane "resistessero". Una serie di prove raccolte dal New York Times indica che l’edificio scolastico è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione, avvenuto contestualmente a offensive contro una base navale vicina, gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Le dichiarazioni ufficiali secondo cui le forze statunitensi stavano attaccando obiettivi navali nei pressi dello Stretto di Hormuz, dove si trova la base dell’IRGC, fanno ritenere al New York Times che molto probabilmente siano stati proprio loro a condurre l’attacco. Secondo immagini satellitari del 2013, reperite dal New York Times, la scuola faceva originariamente parte della base navale delle Guardie Rivoluzionarie, con strade che la collegavano ad altre aree della base. Tuttavia, a settembre 2016, le stesse immagini mostrano che l’edificio era stato isolato e non era più collegato alla base. In rete sono circolate alcune teorie secondo cui un missile iraniano sparato fuori rotta sarebbe stato responsabile dell’attacco alla scuola, ma il New York Times ha smentito questa ipotesi, evidenziando che un singolo missile vagante non avrebbe potuto provocare danni così precisi e mirati a diversi edifici della base navale. In un’intervista alla NBC, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “è chiaro che la scuola è stata colpita dagli americani”, pur senza fornire prove a sostegno dell’accusa. Alla domanda se ci fosse la possibilità che un “missile iraniano fuori rotta” potesse aver avuto un ruolo, Araghchi ha risposto “no”. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato che l’indagine sull’attacco è ancora in corso. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato mercoledì che gli Stati Uniti stanno ancora “indagando”, aggiungendo: “Naturalmente non prendiamo mai di mira i civili, ma stiamo esaminando e indagando su quanto accaduto”. L'esercito israeliano ha avviato una nuova ondata di attacchi aerei contro le città iraniane di Teheran e Isfahan. "L'Idf ha avviato un'ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e Isfahan", si legge in una dichiarazione militare. L'esercito aveva dichiarato stamattina che 80 jet da combattimento avevano completato un'altra ondata di attacchi su Teheran e sull'Iran centrale.
Il grande rifiuto
[Anziché abbandonarci alle emozioni proviamo a comprendere cosa le provoca, a evitare odio e collera, a pesare i nostri giudizi. Paolo Pagani] Una nave portacontainer è stata colpita al largo delle coste dell'Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito un'agenzia britannica per la sicurezza marittima. La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell'Oman, "in transito verso est nello Stretto di Hormuz", quando è stata "colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine", secondo l'Ukmto. Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell'arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell'Oman o nelle vicinanze. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato oggi al telefono con il premier spagnolo Pedro Sanchez per esprimergli la "solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica di cui la Spagna è stata bersaglio ieri". Lo ha detto una fonte dell'Eliseo a BFM TV. La telefonata di Macron è giunta dopo le critiche del presidente americano Donald Trump, che ha rimproverato alla Spagna di avergli rifiutato l'uso delle basi militari americane in Andalusia. "Non voglio coinvolgere il Regno nella guerra" in Iran "senza basi legali e obiettivi" certi. L'ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni britannica, replicando alle critiche della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, contro la decisione di non far partecipare la Raf ad attacchi diretti in risposta alla reazione di Teheran ai raid di Usa e Israele che ha preso di mira anche "militari britannici" nella regione. Badenoch ha accusato Starmer di non far abbastanza limitandosi a concedere, dopo l'iniziale rifiuto, l'uso di basi britanniche agli alleati americani. Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha smentito le affermazioni della Casa bianca secondo cui Madrid avrebbe accettato una cooperazione militare con gli Stati uniti nell’attacco all’Iran. “Nego categoricamente questo”, ha dichiarato Albares in un’intervista all’emittente radiofonica Cadena Ser. “La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medio Oriente e sui bombardamenti dell’Iran, così come sull’uso delle nostre basi, non è cambiata di una virgola”. La Spagna ha accettato di "cooperare" con l'esercito statunitense sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid di Donald Trump. "Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare dalla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa, nel chiedere alle "potenze coinvolte nel conflitto" in Medio Oriente di "cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo e la diplomazia". Dopo aver attaccato la Spagna, Donald Trump si è detto "non contento" dell'atteggiamento della Gran Bretagna sull'Iran. "Il Regno Unito, una volta un nostro grande alleato, forse il più grande, sta finalmente pensando seriamente all'invio di due portaerei nel Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più, ma ce ne ricorderemo. Non vogliamo che la gente si unisca alla guerra quando l'abbiamo già vinta". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli "shahid" (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria". Lo afferma il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su telegram. "L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!", aggiunge. Circa 1.000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra. Il traffico navale nello stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto per effetto della guerra in Medioriente. L'esame dei segnali di navigazione in acqua "indica che il traffico si è ridotto a livelli di una cifra, con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime 24 ore", afferma il Joint Marine Information Center, secondo cui le traversate hanno riguardato solo navi cargo e non petroliere. L'organizzazione, riferisce Bloomberg, parla di "pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine". "Siamo tutti consapevoli dei rischi creati dagli attacchi iraniani e della conseguente necessità di difesa aerea in Medio Oriente. È importante che la protezione della vita sia garantita anche qui in Ucraina. Ancora di più, poiché riceviamo informazioni sull'assistenza russa al regime iraniano: i rapporti indicano che i russi stanno fornendo intelligence al regime iraniano per aiutarlo a pianificare gli attacchi contro gli americani". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ci sono anche prove della presenza russa nei droni 'shahed' utilizzati in Medio Oriente, sia contro i Paesi arabi che contro gli americani nella regione. Ogni fatto di questo tipo dimostra che abbiamo a che fare con regimi non solo collegati tra loro, ma che si sostengono a vicenda: il regime russo e quello iraniano. E stanno uccidendo in modo praticamente coordinato, sia qui in Europa che in Medio Oriente. Pertanto, anche la difesa deve essere coordinata. La vita in Europa e la vita in Medio Oriente meritano una protezione altrettanto efficace".
giovedì 5 marzo 2026
Trump scontento
[Con i libri, si può essere relativamente intimi. L’intimità non è il testo, ma ciò che viene in mente al riguardo. Alexander Kluge] “L’Iran ha la responsabilità principale di questa situazione”, poiché ha “sviluppato un pericoloso programma nucleare e capacità missilistiche balistiche senza precedenti, e ha armato e finanziato gruppi terroristici nei paesi vicini”: lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, in un discorso televisivo al Paese sulla situazione in Medio Oriente. Macron ha poi sottolineato come sia stato il governo iraniano “a dare ancora una volta, lo scorso gennaio, l’ordine di sparare sul proprio popolo”, riferendosi alle migliaia di morti durante le proteste. Ma, gli attacchi israelo-americani contro l’Iran sono stati condotti “in violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato il presidente francese. “Con Germania e Regno Unito, abbiamo chiaramente affermato che è auspicabile una cessazione degli attacchi il prima possibile e che una pace duratura nella regione sarà raggiunta solo attraverso la ripresa dei negoziati diplomatici”, ha aggiunto il capo dello Stato francese, sottolineando come debba essere il popolo iraniano a “decidere liberamente il proprio destino”. Macron ha infine definito una eventuale operazione terrestre israeliana in Libano “una pericolosa escalation e un errore strategico”, ricordando che “oggi lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso, ed è attraverso questo stretto che transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali. Anche il Canale di Suez e il Mar Rosso sono sotto pressione e minacciati. Stiamo cercando di costruire una coalizione per mettere in comune le risorse, comprese quelle militari, per riprendere e garantire il traffico su queste rotte marittime, essenziali per l’economia globale”. Macron ha quindi confermato di aver dato l’ordine di inviare la portaerei “Charles de Gaulle” nel Mediterraneo, citando le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul commercio internazionale. Donald Trump minaccia di "bloccare tutti gli scambi commerciali con la Spagna". "La Nato si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare", dice il tycoon incontrando nello Studio Ovale il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Spagna invece "è l'unico Paese della Nato a non aver accettato" il tetto di spesa per la difesa al 5% del Pil. "Hanno detto che non possiamo usare le loro basi" nell'ambito dell'operazione contro l'Iran, ma "nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership", ha rincarato il presidente Usa. Dopo aver attaccato la Spagna, Donald Trump si è detto "non contento" dell'atteggiamento della Gran Bretagna sull'Iran. "Non sono contento della Gran Bretagna", ha detto Trump. "Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove possiamo atterrare", ha aggiunto. "Non abbiamo certo a che fare con Winston Churchill", ha poi ironizzato il presidente americano. "Il commercio tra l'Ue e gli Stati Uniti è profondamente integrato e reciprocamente vantaggioso. Salvaguardare questa relazione, in particolare in un momento di turbolenze globali, è più importante che mai ed è chiaramente nell'interesse di entrambe le parti." Lo dichiara un portavoce della Commissione Ue in merito alle dichiarazioni di Donald Trump sullo stop agli scambi commerciali con la Spagna. "La Commissione garantirà la piena tutela degli interessi dell'Ue. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i loro cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire", sottolinea. "L'anno scorso l'Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale. La Commissione europea si aspetta che gli Stati Uniti rispettino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta. Continueremo a promuovere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose a beneficio di tutti", sottolinea ancora il portavoce della Commissione. Nominato a capo dei Guardiani della Rivoluzione l’iraniano Ahmad Vahidi, dopo che il precedente comandante è stato ucciso sabato da Israele. Da tempo ricercato per gli attentati stragisti al centro ebraico e all’ambasciata israeliana a Buenos Aires. Nel 1992, un attentato dinamitardo all’ambasciata israeliana causò 29 morti. Due anni dopo, un camion carico di esplosivo penetrò nel Centro ebraico dell’AMIA ed esplose, causando 85 morti e 300 feriti. Alzi gli occhi in cielo perché l'aeronautica militare israeliana gli darà la caccia e i suoi giorni sono contati. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios che deve essere personalmente coinvolto nella scelta del prossimo leader dell’Iran. “Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”, ha dichiarato Trump nell’intervista citata da Axios. “Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy (Rodriguez) in Venezuela”, ha aggiunto Trump. In un’intervista telefonica a Politico Trump ha sminuito le critiche al conflitto contro l’Iran giunte non solo dall’opposizione democratica ma anche all’interno del movimento MAGA: “La gente sta amando quanto sta succedendo”, ha detto. E sul ruolo che intende avere nella scelta della futura leadership a Teheran, Trump ha risposto: “Avrò un impatto forte altrimenti non ci sarà alcun patteggiamento perché non intendiamo dover fare questo di nuovo”. E sull’ipotesi che il prossimo leader supremo sia il figlio di Ali Khamenei, Trump ha chiosato: “Il motivo per cui il padre non avrebbe dato (il ruolo) al figlio è che dicono sia incompetente”. Secondo Trump, che ostenta ottimismo, il governo iraniano non sarà l’unico a soccombere sotto il peso degli Stati Uniti: “Anche Cuba cadrà. Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutti i soldi, oppure abbiamo tagliato tutto ciò che veniva dal Venezuela, che era l’unica fonte. E vogliono fare un accordo”. L'Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz. Basel Hamoni, terrorista di Hamas responsabile degli attentati agli autobus di Beer Sheva del 2004, in cui morirono 16 civili israeliani e ne ferirono circa 100. Dopo aver orchestrato i mortali attacchi suicidi del 2004, è stato arrestato e poi rilasciato nell'ambito dell'accordo Shalit del 2011, dove ha ripreso a reclutare terroristi e a promuovere attacchi contro gli israeliani. Durante la guerra, è stato coinvolto nella produzione e nel posizionamento di ordigni esplosivi destinati a colpire le truppe dell'IDF.
Pasticiedda in trincea
[Solo io so come mi sento, tu solo credi di saperlo. Joker] La vicina settentrionale della Repubblica Islamica — anch'essa nazione sciita ma che, a differenza di quest'ultima, mantiene un regime laico e una cooperazione militare con Israele — ha riferito di attacchi presso l'aeroporto e vicino a una scuola nell'enclave semi-autonoma di Nakhchivan. In un video diffuso in rete si vede il momento dell'esplosione di un drone, che si trasforma in una palla di fuoco. Dopo i paesi del Golfo, questa è la prima volta dall'inizio della guerra che anche l'Azerbaigian viene attaccato. I bene informati riferiscono che pasticiedda sarebbe disposto a mandare proprie squadre (da Palermo e Catania) per gestire gli scali azeri. Mossa che gli esperti definiscono strategica sia dal punto di vista sentimentale ma anche politico. Così facendo potrebbe indurre a un ripensamento la propria amata che potrebbe ridare il pin del bancomat. Se sei disposto a lottare e difendere la famiglia della tua donna … allora forse meriti un’altra possibilità. Cesare è già a lavoro nel selezionare i migliori uomini, possibilmente quelli già colpiti da sanzioni pecuniarie: se parti non mi devi nulla. L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima enclave dell'Azerbaigian. Lo afferma il ministero degli Esteri azero che ha convocato l'ambasciatore iraniano a Baku. Due persone sono rimaste ferite. L'esercito iraniano smentisce di aver lanciato un attacco con droni sull'Azerbaigian. "Tali azioni da parte di Israele volte a interrompere le relazioni tra i Paesi musulmani attraverso vari mezzi hanno una storia di precedenti. Un'azione del genere è stata perpetrata da quel regime per accusare l'Iran", ha dichiarato lo stato maggiore delle Forze armate iraniane, citato da Isna, negando che l'Esercito abbia lanciato droni contro l'enclave azera del Nakhchivan. Oggi l'Azerbaigian aveva denunciato un attacco con droni iraniani contro il Nakhchivan, che ha colpito l'aeroporto della regione, danneggiandolo, e ha portato al ferimento di due persone. Resta il fatto che l'Azerbaigian è un alleato storico di Israele che in quel territorio ha varie basi di ascolto del Mossad.