mercoledì 18 marzo 2026

Relitto Gela uno

[Forse è questo che aiuta: credere nelle cose che non hanno fondamento, perché a conoscere la verità c’è da mettersi più paura. Piera Ventre] Il 24 febbraio, a Gela (Caltanissetta), apre i battenti il "Museo dei relitti greci". Nella struttura iniziata cinque anni fa e ora completata, allestita nell'area di Bosco Littorio, il vanto è la Nave arcaica datata tra il VI e il V secolo a.C., trovata nel 1988 nei fondali marini di contrada Bulala e recuperata tra il 2003 e il 2008. La nave avrà una collocazione stabile nel museo che fa capo alla Regione siciliana e alla Soprintendenza, dopo una fugace apparizione alla scorsa Bit di Milano. "Il museo era atteso almeno da venticinque anni e sarà un volano per il turismo e per la valorizzazione di Gela", dice l'assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato. Il museo è inserito nella rete che si estende dal parco archeologico di Lipari al Lilibeo di Marsala e al museo della navigazione che sarà aperto a Palermo. Il Comune di Gela conta molto sul nuovo museo per rilancio turistico della città, nella prospettiva della costruzione di un tessuto economico non più dipendente dalla sola industria. “È il nostro gioiello", dicono il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore al turismo Romina Morselli. "Con il Museo dei relitti greci, Gela entra nel palcoscenico mondiale della cultura, del turismo e dell'archeologia", sottolinea il sindaco. Un primo passo venne mosso quattro anni fa, con un allestimento provvisorio della nave e dei reperti recuperati nei fondali, collocati in una struttura provvisoria, sempre a Bosco Littorio, in occasione della mostra "Ulisse in Sicilia", sostenuta dalla Regione. I visitatori furono oltre 45 mila. Da anni una delle difficoltà principali per i siti archeologici gelesi è quella del personale ridotto all'osso, tema che il Comune sta con la Regione. Fu l'archeologo Sebastiano Tusa, anni fa scomparso in un incidente aereo, a insistere con forza per dare vita al recupero di quello che venne catalogato "Relitto Gela I" e per la realizzazione di un apposito museo. La nave arcaica è la punta di una campagna di attività in mare che portò a far riemergere anche i preziosi oricalchi associati alla leggenda di Atlantide. Ricerca e recupero alle quali parteciparono anche sub esperti e appassionati di archeologia, come Franco Cassarino. Mentre la nave arcaica sta per fare il proprio esordio nel museo, sono sottoposti a trattamenti preliminari i resti di un secondo relitto, destinato a futura esposizione.

Fuga da Telaviv

[Al saggio tutta la Terra é aperta, perché patria di un' anima bella é il mondo intero.Democrito] Le scogliere sul Ramon Crater e il silenzio del deserto attirano in questi giorni a Mitzpe Ramon, nel sud di Israele, persone in fuga dallo stress della guerra. Nella piccola cittadina del Negev, dicono residenti e visitatori, arrivano in molti per cercare quiete, natura e qualche notte senza sirene. A spingere verso questa meta è soprattutto la sensazione di essere lontani dagli allarmi che scandiscono la vita quotidiana in altre zone del Paese. “Dall’inizio della guerra abbiamo avuto un solo allarme, quindi viviamo in un posto molto tranquillo, ok? Qui è come un’isola di pace e sicurezza”, dice Yaniv Harush, direttore generale del consiglio di Mitzpe Ramon. Harush racconta anche di un forte aumento delle presenze, con alloggi pieni e numeri molto superiori a quelli di una stagione normale. “Siamo al completo, siamo all’ottanta per cento in più rispetto alla normale stagione turistica qui a Mitzpe”. Tra i visitatori c’è chi arriva da Tel Aviv o da altre aree più esposte, cercando una pausa dagli allarmi e dall’ansia. C’è chi viene per prendere aria, chi per stare in un luogo che sembra più aperto e rilassato, chi semplicemente per dormire una notte intera. Ma il sentimento che emerge dalle testimonianze è doppio: sollievo, ma anche preoccupazione per chi è rimasto nelle città colpite. “Non è una vacanza. Pensi a tutte le persone che conosci e, tra l’altro, trenta minuti fa c’è stata una bomba a Florentin, che è un quartiere di Tel Aviv, e noi lì conosciamo molte persone, quindi il nostro cuore è totalmente con le persone del centro e anche con quelle del nord di Israele”.

Teheran minaccia Bucarest

[Senza un avversario la virtù marcisce.Seneca] L’Iran ha avvertito Bucarest che la messa a disposizione di basi militari rumene agli Stati Uniti sarebbe considerata da Teheran come una partecipazione ad un'aggressione contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri, Esmaeil Baghaei, ammonendo che tale scelta violerebbe il diritto internazionale e comporterebbe responsabilità internazionali per la Romania, oltre a lasciare una macchia duratura nei rapporti bilaterali. Il ministro ha promesso una reazione tempestiva, sia sul piano politico sia su quello giuridico.  La decisione di autorizzare lo schieramento sul suolo rumeno di asset statunitensi è stata presa l'11 marzo dal consiglio supremo di difesa e ratificata dal parlamento di Bucarest. Si tratta principalmente di aerei-cisterna per il rifornimento in volo, sensori ed apparecchiature di sorveglianza e sistemi di comunicazione satellitare collegati a operazioni connesse all'Iran.  Il presidente rumeno Nicușor Dan ha sottolineato che il materiale è di natura difensiva, non comprende sistemi d'arma o munizionamento, e che l'iniziativa si inserisce nel quadro della cooperazione strategica con gli Usa e della difesa missilistica Nato presente nella base di Deveselu. L'annuncio riaccende frizioni regionali e solleva interrogativi sulle implicazioni legali e strategiche per gli alleati Nato che ospitano capacità statunitensi nel contesto di tensioni con Teheran.

Oggi sciopero apt Berlino

[La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca.Heidegger] L’aeroporto internazionale di Berlino rischia significative perturbazioni mercoledì a seguito dello sciopero proclamato dal sindacato Verdi nell'ambito del rinnovo del contratto collettivo. L'organizzazione ha annunciato un'astensione dal lavoro motivata, secondo il comunicato, dal "rifiuto dei datori di lavoro di avanzare una proposta aperta alla negoziazione".  La mobilitazione interessa circa 2000 addetti e potrebbe coinvolgere attività importanti per l'operatività aeroportuale: procedure di rampa, handling bagagli, check‑in, controllo sicurezza e servizio passeggeri. In assenza di turni di emergenza concordati, si prevedono ritardi, cancellazioni ed allungamenti dei tempi di turnaround, con impatto sulla capacità di movimento degli aerei e sulla regolare erogazione dei servizi a terra.  Verdi chiede un incremento salariale minimo di 250 Euro per dipendente; la direzione dello scalo non ha finora formulato una controproposta  ritenuta negoziabile dal sindacato. Le parti rimangono ai margini di un confronto che richiede ora mediazione per evitare un'escalation che danneggerebbe sia il personale sia i vettori aerei e gli utenti. Dal punto di vista operativo, i gestori aeroportuali e le compagnie dovranno attivare piani di contingenza per ridurre gli effetti sul network ed informare tempestivamente i passeggeri sulle eventuali modifiche ai voli.

martedì 17 marzo 2026

Anche Ali Larijani ci ha lasciati

[Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l' uomo possa elevarsi . Nietzsche] Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che un raid dell’Idf ha portato all’uccisione del numero uno del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani. Lo scrive Haaretz. Al momento, l’Iran non ha confermato la notizia, anzi le agenzie della Repubblica islamica sostengono che a breve sarà diffuso un messaggio dell’alto funzionario. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato che il “leader de facto” dell’Iran, Ali Larijani, è stato eliminato in un attacco aereo. Come riferito dal giornale israeliano Ynet, Katz ha dichiarato: “Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Soleimani) sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno”. Per anni considerato una delle figure più pragmatiche dell’establishment iraniano, Ali Larijani – dato oggi per morto da Israele – era tornato negli ultimi anni al centro del potere come segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, assumendo un ruolo di primo piano nella gestione della guerra tra Stati uniti, Israele e Iran. Nato nel 1958 a Najaf, in Iraq, da una famiglia originaria di Amol, Larijani appartiene a una delle dinastie politiche più influenti della Repubblica islamica. Suo padre era un noto studioso religioso e il suo matrimonio con Farideh Motahari, figlia di un importante esponente della rivoluzione islamica, ne ha rafforzato ulteriormente il profilo nell’élite del Paese. A distinguerlo da molti dirigenti della sua generazione è stato anche il percorso formativo: si è laureato in matematica e informatica e ha poi conseguito un dottorato in filosofia occidentale, dedicando la propria tesi a Immanuel Kant. Dopo la rivoluzione del 1979 entrò nei Guardiani della rivoluzione, per poi passare a incarichi istituzionali di rilievo, tra cui il ministero della Cultura e la direzione dell’emittente pubblica Irib. Nel 2005 fu nominato segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e capo negoziatore sul dossier nucleare iraniano, incarico mantenuto fino al 2007. Dal 2008 entrò in Parlamento, di cui è stato presidente per tre mandati consecutivi, svolgendo un ruolo centrale anche nel percorso che portò all’approvazione dell’accordo nucleare del 2015. Nell’agosto 2025 Larijani è tornato alla guida del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, confermandosi come una figura chiave della leadership iraniana in una delle fasi più delicate della storia recente del Paese. Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuto all’attacco aereo del 28 febbraio contro l’Iran grazie a una passeggiata in giardino. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph citando una registrazione audio attribuita a un rapporto interno. Secondo quanto riferito, il figlio della guida suprema si trovava all’esterno dell’edificio, nel giardino della residenza, al momento del raid condotto da Stati uniti e Israele. Il Telegraph sostiene che Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto lievemente ferito a una gamba, mentre nell’attacco sarebbero morti la moglie, il figlio e il cognato. Le informazioni si basano su una registrazione attribuita a Mazaher Hosseini, capo del protocollo dell’ufficio della guida suprema, preparata per i Guardiani della rivoluzione. L’attacco del 28 febbraio ha segnato l’inizio dell’escalation militare tra Stati uniti, Israele e Iran.


Tar ultima spiaggia Genova 


[La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù é il sapere più nobile. Aristotele] Con un decreto firmato dall'assessore regionale al Territorio e all'ambiente in Sicilia, Giusi Savarino, sono state individuate le aree demaniali marittime della spiaggia di Mondello, a Palermo, da assegnare per finalità turistico-ricreative e sportive nella stagione balneare 2026. Con un successivo avviso pubblico del dipartimento dell'Ambiente sarà indetta la procedura per l'assegnazione tramite autorizzazioni di durata breve. Il decreto e la planimetria sono disponibili sul portale istituzionale della Regione siciliana. Nel provvedimento a firma dell'assessore si legge che l'amministrazione "si riserva di revocare il presente decreto e le eventuali successive aggiudicazioni nel caso in cui, a seguito del ricorso al Tar con sospensiva, presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo Belga Sa., sopraggiunga il provvedimento di sospensione cautelare del decreto di decadenza o la sfavorevole pronunzia nei confronti dell'amministrazione regionale concedente". E in questa ipotesi "gli istanti o gli eventuali aggiudicatari non potranno avanzare pretese risarcitorie per presunte lesioni di interessi legittimi o diritti soggettivi nei confronti dell'amministrazione regionale".

Annullato fermo Sea Eyes 5

[Sic transit gloria israelis] Il fermo della nave Sea Eye 5, bloccata per 20 giorni a Pozzallo, a partire dal 16 giugno del 2025, data del primo verbale di contestazione, è stato illegittimo. Lo ha deciso il Tribunale civile del capoluogo Ibleo che ha accolto il ricorso presentato dalla ong tedesca, annullando il provvedimento emesso il 19 giugno dello scorso anno dalla prefettura di Ragusa, il verbale e la multa contestati, e ha condannato il ministero dell'Interno al pagamento delle spese di lite, per complessivi 2.518 euro. La sentenza, emessa dal giudice Rosanna Scollo, è confermata dall'avvocato Marco Comitini che con due colleghi, l'austriaco Ulrich Robert Stege e il genovese Dario Belluccio, hanno costituito il collegio di difesa della ong e del comandante spagnolo della nave.  Al centro del provvedimento il salvataggio in mare libico di un gommone con 65 persone a bordo, alcuni dei quali feriti. La nave della ong tedesca ottiene come porto sicuro Taranto, ma il comandante Josep Lucchetti Lorente ritenendo grave la situazione, tanto da dovere richiede due evacuazioni mediche urgenti eseguite dalla Guardia costiera, decide che non può arrivare in Puglia e che non ha le competenze per decidere chi dei migranti soccorsi può sopportare il lungo viaggio. Così la Sea Eye 5 ottiene l'autorizzazione a sbarcare a Pozzallo, dove la nave sarà sottoposta a fermo da parte della Prefettura di Ragusa.    Per Tribunale civile però la condotta della nave della ong tedesca "risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta". Il Tribunale quindi ha ritenuto "ravvisabili delle ragioni sufficienti per l'accoglimento della proposta opposizione" e "annulla il provvedimento di fermo emesso dalla prefettura di Ragusa" e anche "il verbale e ogni altro atto eventualmente conseguente".     Il giudice, infine, "condanna il ministero dell'Interno - Ufficio del Governo Prefettura di Ragusa al pagamento delle spese di lite, in favore della parte opponente" che liquida in complessivi 2.518 euro.