sabato 12 settembre 2026

No Milei a Oxford

[Veloce è il piacere. Una frase lapidaria che sembra un verso di poesia contemporanea. Il piacere è fugace, istintivo, spesso egoista. Ma è anche una trappola. Roberto Saviano, che ha raccontato giovani attratti dal denaro facile, dalle pistole d’oro, dalla seduzione del potere, ci ricorda che ciò che brucia veloce, raramente costruisce. La profondità, come la resistenza, richiede lentezza.] Il presidente argentino Javier Milei viaggerà a Londra il mese prossimo nel mezzo delle tensioni col Regno Unito scatenate dalle sue dichiarazioni sulle Isole Falkland-Malvinas. Recentemente ha rivendicato la sovranità di Buenos Aires sull'arcipelago e annunciato sanzioni contro le compagnie petrolifere operanti nell'area.     Fonti ufficiali hanno riferito alla stampa che il leader ultraliberista ha ricevuto un invito per tenere un discorso all'Università di Oxford tra il 23 e il 24 ottobre. Secondo la testata 'Perfil', l'itinerario prevede incontri con esponenti del mondo imprenditoriale e politico. Lo stesso Milei precedentemente aveva espresso l'intenzione di andare a incontrare personalità locali come l'ultranazionalista Nigel Farage.   La sua visita avrà anche un notevole peso politico. Si tratterebbe del primo viaggio nel Regno Unito di un presidente argentino dai tempi di Carlos Menem, che nel 1998 incontrò l'allora premier Tony Blair e la Regina Elisabetta II. Anche Néstor Kirchner e Cristina Fernández si recarono a Londra, ma le loro visite - rispettivamente nel 2003 e nel 2009 - avvennero nel contesto di vertici multilaterali. È  saltata la visita del presidente argentino Javier Milei a Oxford e Londra nel contesto di un inasprimento delle tensioni diplomatiche sulla disputa di sovranità delle isole Falklalnd-Malvinas.    Lo riferiscono fonti del governo citate dal portale Infobae secondo le quali "il viaggio è sospeso". Un viraggio improvviso arrivato solo poche ore dopo che il portavoce della Presidenza aveva confermato la possibile presenza del capo dello Stato nel Regno Unito a ottobre nel quadro di una 'Argentina Week' a Londra organizzata per promuovere gli investimenti nel Paese.    "Di recente abbiamo organizzato una 'Argentina Week' a New York e si terrà prossimamente una a Parigi e una a Londra", aveva dichiarato martedì in conferenza stampa il portavoce Adrián Ravier, sottolineando che la presenza del presidente non era ancora confermata ma che "si tratta di una possibilità".   A far propendere per la sospensione del viaggio, così come dell'organizzazione di una 'Argentina Week, sarebbe stata la dura risposta di ieri del premier britannico Andy Burnham alle sanzioni annunciate da Buenos Aires contro imprese e soggetti legati allo sfruttamento di risorse petrolifere nelle isole.    "Sarò irremovibile" nel difendere la sovranità sulle Falkland, ha affermato Burnham.


Poldo scontento

[A fare paura non è l’uomo che scrive, sono le tante persone che ascoltano, gli occhi che leggono una storia, le tante lingue che la racconteranno. Qui Roberto Saviano mostra il vero potere della letteratura: non nello scrittore, ma nei lettori. Una parola scritta può cambiare il mondo solo se viene letta, accolta, tradotta in pensiero e azione. È la comunità dei lettori a fare paura al potere, perché moltiplica il messaggio. Un singolo libro può accendere cento fuochi.] Wizz Air e Gesap, società di gestione dell'aeroporto internazionale Falcone Borsellino, annunciano l'apertura di un nuovo collegamento diretto tra Palermo e Napoli. A partire dal 1 marzo 2027, la nuova rotta sarà operata con un volo al giorno.     Il collegamento si inserisce nel costante percorso di crescita di Wizz Air a Palermo, dove la compagnia ha festeggiato l'apertura della propria base lo scorso 1 agosto. Oggi, con tre aeromobili basati, Wizz Air si conferma il secondo vettore dello scalo, con una quota di mercato di oltre il 14%. A Wizz Air non importa se il prezzo del carburante è in costante aumento è,probabilmente, più preoccupata se Aviapartner Palermo riesce a tenere i ritmi del vettore ungherese.  Alcuni giorni fa tre voli a terra, più uno,  programmato, dirottato da Catania con l’aggiunta, con un breve preavviso, di un KLM che ha scelto Palermo invece che Catania. Agli arrivi i passeggeri Af hanno aspettato tre quarti d’ora i bagagli e rassegnati erano già pronti a fare la denuncia allo lost baggage office ma i bagagli erano a Palermo, solo che la distribuzione del personale è l’anello mancante, che fa la differenza in peggio, di Aviapartner Palermo. Stessa cosa, ma in un altro vettore, è successa nella polacca Lot. Qualche volo in più a terra e i limiti di Aviapartner vengono a galla. Volo sbarcato mancava della squadra delle pulizie tanto da indurre l’operatore prm a iniziare le pulizie. Cinte e tasche quasi finite arrivano i colleghi … questa è la politica del precariato aeroportuale, tanti part time, monte ore, stagionali a mai finire… Poldo, cif di aviapartner Palermo, dovrebbe pensare seriamente di cambiare chi coordina le operazioni della prima linea che, con gli anni, non ha ancora capito come si calcola il numero dei dipendenti in funzione del volato.  


Fake news al Premio Pulitzer

[I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono. Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele – 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000]  Un collaboratore del New York Times, autore della foto di un emaciato bambino palestinese affetto da paralisi cerebrale a Gaza pubblicata in prima pagina per illustrare un articolo sulla morte di civili per fame, ha vinto il Premio Pulitzer 2026 per la fotografia di cronaca. Https Il bambino era nato con paralisi cerebrale. La didascalia originale della foto diceva (falsamente): “È nato sano”. L’anno scorso il New York Times dovette pubblicare una rettifica ufficiale all’articolo in seguito alle proteste di molti lettori. Ma al fotografo palestinese Saher Alghorra è stato comunque assegnato il prestigioso premio. La scorsa settimana il Comitato del premio ha dichiarato di aver premiato il fotoreporter “per la sua toccante e sensibile serie di immagini che mostrano la devastazione e la fame a Gaza, causate dalla guerra con Israele”. La foto del bambino, immediatamente circolata in modo virale, è diventata l’immagine simbolo delle infondate accuse sull’imperversare della fame nella striscia di Gaza. “Una delle più antiche menzogne della storia umana, quella secondo cui gli ebrei farebbero volutamente del male ai bambini, è stata premiata come giornalismo d’inchiesta” ha twittato venerdì Idit Shamir, Console Generale d’Israele a Toronto. Il senatore repubblicano Rick Scott ha scritto su X: “Quando il cosiddetto giornalismo riceve un premio per aver diffuso notizie false su Israele, questo dice tutto sulla condizione attuale dei media mainstream”. Scrive Gil Hoffman: Sei mesi prima d’essere ucciso a Teheran, Ismail Haniyeh, capo del politburo di Hamas, aveva spiegato in modo drammaticamente chiaro gli obiettivi dell’attacco del 7 ottobre. Parlando a Doha all’Unione Internazionale degli Studiosi Musulmani, Haniyeh aveva ripetuto le solite false accuse secondo cui Israele stava complottando per colpire la moschea di Al-Aqsa, si era lamentato dei paesi arabi e musulmani disponibili a normalizzare le relazioni con Israele, ma aveva anche “giustificato” la carneficina che ha comportato l’assassinio del più alto numero di ebrei in un giorno dai tempi della Shoah sostenendo che prima del 7 ottobre la causa palestinese veniva trascurata. Secondo un estratto del discorso tradotto dal Middle East Media Research Institute, Haniyeh disse: “La comunità internazionale, i circoli decisionali globali non evocano più la causa palestinese”, e invocò non solo una “jihad delle spade” e una “jihad finanziaria”, ma anche una “jihad della parola, ovvero una jihad con il linguaggio”. A tal fine, Hamas ha coltivato legami con gruppi di gazawi che hanno fornito fotografie, e spesso anche articoli, alle principali testate giornalistiche del mondo. Hamas ha formato giovani “giornalisti” e li ha premiati per la loro lealtà. Ma solo coloro che godevano della massima fiducia avevano accesso illimitato alle notizie più importanti che Hamas voleva far conoscere al mondo. Uno di questi eventi fu la consegna delle bare della famiglia Bibas il 20 febbraio 2025. C’erano due piccole bare per i bambini dai capelli rossi Ariel e Kfir, che avevano rispettivamente quattro anni e nove mesi quando furono rapiti dal kibbutz Nir Oz il 7 ottobre (e poi strangolati dai terroristi in un  tunnel). E c’era una bara più grande per la loro madre, Shiri, che in realtà conteneva il corpo di una donna di Gaza presa a caso, cosa che causò ulteriore angoscia e dolore tra gli israeliani e le persone in tutto il mondo che avevano a cuore quella famiglia e desideravano che la sua immensa sofferenza avesse finalmente termine. Uno dei freelance accuratamente selezionati da Hamas per fotografare da vicino le bare era Saher Alghorra, collaboratore del New York Times, che aveva dato prova della sua abilità nel diramare al mondo la narrativa dell’organizzazione terroristica attraverso il più prestigioso organo di stampa internazionale. Le foto che Alghorra inviò al New York Times ritraevano i cupi becchini di Hamas a volto coperto che trasportavano la bara di Shiri, addobbata con un cartello recante due immagini: una di lei e una del primo ministro Benjamin Netanyahu. Accanto al volto di Netanyahu c’era scritto in inglese, ebraico e arabo “l’assassino”. Accanto a quello di Shiri, c’era scritto: “data dell’arresto [sic] 7 ottobre 2023”. Quelle fotografie erano pura propaganda di un regime sanguinario e disumano. Lo erano anche altre foto scattate da Alghorra che davano l’impressione che Israele stesse deliberatamente prendendo di mira i civili e affamando i gazawi, compresi i bambini piccoli. Alghorra ha anche fotografato alcuni palestinesi processati e condannati per omicidio che arrivavano all’Ospedale Nasser di Gaza nell’ottobre del 2025, dopo essere stati scarcerati dalle prigioni israeliane. Nella didascalia, Alghorra li definiva “prigionieri”: la stessa identica parola che aveva usato per descrivere Shiri, Ariel e Kfir Bibas, nonché Oded Lifschitz, un attivista per la pace di 83 anni restituito nello stesso periodo dopo essere stato rapito dalla sua casa, deportato a Gaza e trucidato in prigionia. Per quelle foto di pura propaganda, il Comitato del Premio Pulitzer ha annunciato  che Alghorra avrebbe ricevuto il premio 2026 per la fotografia di cronaca. L’amministratrice del Pulitzer, Marjorie Miller, ha affermato che Alghorra si era aggiudicato il premio per “la sua toccante e sensibile serie di immagini che mostrano la devastazione e la fame a Gaza, causate dalla guerra con Israele”. Marjorie Miller ha omesso di menzionare che Alghorra, in una didascalia evidenziata dalla ong HonestReporting, aveva giustificato il massacro del 7 ottobre riferendosi a quel giorno come “la resistenza palestinese a Gaza, che ha lanciato migliaia di missili contro i territori occupati [sic] in risposta agli attacchi dei coloni e alle incursioni nella moschea di Al Aqsa”. (…) L’anno scorso, noi di HonestReporting abbiamo portato all’attenzione del mondo la spudoratezza di assegnare il Premio Pulitzer per la categoria “commento” a un poeta di Gaza che giustificava il rapimento di israeliani da parte di Hamas, e abbiamo chiesto che il premio venisse revocato. Mosab Abu Toha, che ha anche diffuso sulle piattaforme social contenuti antisemiti e notizie false,  ha vinto il massimo riconoscimento giornalistico per i suoi commenti pubblicati sul New Yorker a descrizione della guerra. In virulenti post sui social media, Abu Toha ha denigrato le donne israeliane prese in ostaggio, ha messo in dubbio il loro status di ostaggi e ha implicitamente giustificato il loro sequestro. “Come diavolo si può definire ostaggio questa ragazza? – ha scritto – Questa è Emily Damari, una soldatessa anglo-israeliana di 28 anni che Hamas ha preso il 7 ottobre… Dunque questa ragazza viene definita un ostaggio? Questa soldatessa che si trovava vicino al confine con una città che lei e il suo paese occupavano [sic] viene definita un ostaggio?” Abbiamo contattato Emily Damari, la quale ha poi scritto una lettera accorata in cui implorava il comitato Pulitzer  di revocare il premio ad Abu Toha dopo che questi si era fatto beffe dei suoi 471 giorni di prigionia nelle mani di Hamas, e ricordava al Comitato che lei e i suoi amici erano stati rapiti come civili dalle loro case nel kibbutz Kfar Aza. “Affermate di onorare il giornalismo che difende la verità, la democrazia e la dignità umana – scriveva Damari – Eppure avete scelto di dare risalto a una voce che nega la verità, cancella le vittime e dissacra la memoria degli assassinati. Non capite cosa significa? Mosab Abu Toha non è uno scrittore coraggioso. È l’equivalente moderno di un negazionista della Shoah. E onorandolo, vi siete uniti a lui nelle ombre del negazionismo. Non è una questione politica. È una questione di umanità. E oggi l’avete tradita”. Abu Toha ha anche messo in dubbio le prove forensi delle Forze di Difesa israeliane che dimostrano che i bambini di Bibas sono stati uccisi dai loro rapitori, e ha criticato aspramente la BBC per averne dato notizia. Nei suoi post sui social mesi dopo aver vinto il premio, Abu Toha ha continuato a criticare in modo virulento la BBC per aver riportato la versione di Israele, usando anche volgarità come: Fuck you BBC (“vaffanculo BBC”) e Who gives a fuck what Israel says (“Chi se ne sbatte di quello che dice Israele”). Il Comitato Pulitzer non ha mai revocato il premio ad Abu Toha, ma in qualche modo ha reagito alla campagna d’informazione di HonestReporting: ha semplicemente eliminato il premio per la categoria “commento” e ha deciso di non assegnarlo più. Da quest’anno in poi, ci saranno premi per editoriali, ma l’ultimo vincitore del Pulitzer per il commento resterà il più sconcio e vergognoso. Ma dopo aver assegnato quest’anno ad Alghorra il premio per la “fotografia di cronaca”, dall’anno prossimo il Pulitzer potrebbe anche abbandonare la finzione e rinominare la categoria per quello che è realmente: il Premio Pulitzer per la Propaganda di regime.


venerdì 11 settembre 2026

Ground Zero senza Donaldo

[Giusti e ingiusti, buoni e cattivi. Tutti uguali. Forti e deboli. Ecco la vera distinzione. Roberto Saviano rompe la retorica manichea della morale classica. I confini tra bene e male, nella realtà, sono spesso ambigui, sfumati. Ciò che conta, davvero, è la posizione di forza o di fragilità da cui si agisce.I forti impongono, i deboli subiscono. Ma attenzione: essere deboli non è vergognoso. È da quella posizione che nasce la richiesta di giustizia più autentica.] Donald Trump non andrà a Ground Zero per le commemorazioni dei 25 anni dal peggior attacco terroristico contro gli Stati Uniti dopo Pearl HarborNon è la prima volta che un presidente diserta la cerimonia sul sito in cui crollarono le Torri Gemelle ma non era mai successo durante un anniversario storico. Dietro alla decisione del tycoon ci sarebbe, secondo il New York Times, il rifiuto da parte dell'ente che gestisce il memoriale di fargli tenere un discorso. È  dal 2012 che ai politici è vietato prendere la parola durante le commemorazioni, una scelta del National September 11 Memorial and Museum per mantenere il luogo al di fuori delle dinamiche politiche concentrandosi sulla solennità della ricorrenza. Nei primi dieci anni dall'attacco nel quale morirono quasi 3.000 persone, i politici erano soliti leggere poesie o documenti storici americani, come il discorso di Gettysburg. Adesso si limitano ad ascoltare i familiari delle vittime che leggono i loro nomi. Fino a metà agosto la presenza di Trump al World Trade Center era ancora in agenda tanto che il Secret Service e il suo staff avevano già effettuato i sopralluoghi. Poi il cambio di programma improvviso: JD Vance rappresenterà la Casa Bianca a New York e il presidente sarà al Pentagono dove terrà un discorso. L'anno scorso la cerimonia al dipartimento della Difesa con il presidente fu spostata all'ultimo momento in un luogo più sicuro poiché 24 ore prima l'attivista di destra Charlie Kirk era stato assassinato nel campus dell'università dello Utah. Secondo il New York Times, dietro alla scelta di non presenziare a Ground Zero c'è anche il fatto che il giorno dopo The Donald partirà per l'Irlanda per assistere al torneo di gold Irish Open al suo club di Doonbeg. Far decollare l'Air Force One dall'aeroporto John F. Kennedy o da quello di Newark Liberty nel New Jersey causerebbe disagi al traffico aereo e stradale ben maggiori rispetto a una partenza dalla base militare di Andrews in Maryland, come sempre. All'evento a Manhattan dovrebbero partecipare, tra gli altri, l'ex sindaco Rudolph Giuliani, l'ex presidente Bill Clinton con la moglie Hillary, l'ex presidente George W. Bush con la moglie Laura e l'ex presidente Barack Obama. I cittadini di New York sono stati ingannati sulla qualità dell'aria dopo gli attacchi dell'11 settembre. Lo riporta il New York Times citando alcuni documenti. Le autorità aveva assicurato dopo l'attacco che l'aria era respirabile nell'area delle Torri Gemelle. Ma dieci mesi dopo l'incidente, le autorità sanitarie riscontravano ancora tracce di amianto fino a un chilometro di distanza da Ground Zero. I documenti sembrano avvalorare l'ipotesi che ai cittadini sia stato ordinato di tornare nell'area prima che fosse sicura, esponendo potenzialmente lavoratori e residenti a sostanze tossiche pericolose. Donald Trump sembra appisolarsi in una fase della cerimonia al Pentagono per gli attacchi terroristici dell'11 Settembre. Durante la partecipazione, insieme alla first lady Melania, il tycoon ha chiuso gli occhi, scatenando i commenti sui social, in prevalenza sullo scarso rispetto mostrato vista l'importanza dell'iniziativa.     La coppia presidenziale al Pentagono ha onorato le vittime del terzo aereo dirottato dai terroristi, schiantatosi proprio sulla sede del Dipartimento della Difesa americano, causando in totale oltre 180 morti. 

Zelensky in Canada

[Ogni lingua che impariamo è come una finestra che si apre su un mondo nuovo. George Steiner] Proprio mentre   Zelensky arriva in Canada la Commissione europea ha annunciato l’approvazione di ulteriori 6,1 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi di difesa aerea, missili e altri armamenti destinati a Kiev, inclusi i sistemi di difesa aerea Patriot, completando così l’allocazione di tutti i 28,3 miliardi di euro destinati al sostegno della difesa dell’Ucraina nel 2026. Lo ha reso noto la Commissione europea. “Oggi la Commissione europea ha approvato ulteriori 6,1 miliardi di euro a favore dell’Ucraina per l’acquisizione di vari prodotti per la difesa nei settori della difesa aerea e missilistica, delle munizioni, dei droni e della guerra elettronica. Questi fondi essenziali sosterranno la capacità dell’Ucraina di resistere alla continua intensificazione degli attacchi russi condotti con missili balistici e droni… Tali risorse finanzieranno l’acquisto di equipaggiamenti per la difesa sia da aziende dell’Ue che da aziende ucraine. A seguito dell’accordo raggiunto lunedì dagli Stati membri dell’Ue, la decisione consente inoltre all’Ucraina di acquistare missili PAC-3 per i sistemi Patriot”, ha dichiarato l’organo dell’Ue in un comunicato.Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in Canada nella notte per una serie di colloqui con i vertici del Paese, nell'ambito dei suoi sforzi per rafforzare i legami con gli alleati. Lo riportano i media canadesi. In una nota, il Primo ministro Mark Carney ha dichiarato che la visita di Zelensky "si concentrerà sulle priorità condivise tra Canada e Ucraina, tra cui l'approfondimento della cooperazione in ambito di difesa, economia ed energia". "Si affronterà inoltre il costo umano della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e si valorizzeranno i forti legami interpersonali che uniscono i nostri Paesi", prosegue il comunicato, aggiungendo che il Canada "resta fermo nel proprio impegno a sostenere la difesa, la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina". Zelensky e la moglie Olena Zelenska parteciperanno a eventi a Calgary, Toronto e North Bay, oltre a incontrare membri del governo a Banff, in Alberta. L'arrivo di Zelensky in Canada è avvenuto dopo una visita in Norvegia per i funerali del re Harald V e colloqui sul sostegno alla difesa aerea. Nella notte tra martedì e mercoledì, un attacco con droni russi contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato due morti e tre feriti sul versante ucraino, secondo le autorità ucraine.  Secondo quanto riportato dall'emittente nazionale estone Err, alcuni droni hanno fatto scattare un allarme aereo notturno in Lettonia e successivamente sono entrati anche nello spazio aereo estone, dove i caccia alleati Nato della Missione di pattugliamento aereo del Baltico hanno continuato a cercarli. La notizia è riportata dalle agenzie di stampa dei due Paesi baltici. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha accusato la Germania di volere “di nuovo” la guerra con la Russia. “Hanno trovato un drone – ha affermato Lavrov riferendosi, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, a quanto avvenuto all’aeroporto di Lipsia il 4 agosto scorso – e lo hanno dichiarato un drone russo, senza che nessuno si sia preso la briga di indagare ulteriormente. Questo è in definitiva l’inizio di una vera guerra”, ha sottolineato Lavrov. Martedì scorso Berlino ha annunciato la chiusura, a partire dal 18 settembre, dell’ultimo consolato russo sul suo territorio, a Bonn, e del centro culturale russo di Berlino, noto anche come “Casa Russia”. L’annuncio è arrivato dopo che la Germania ha accusato ufficialmente la Russia di essere responsabile del tentato attacco coi droni, uno dei quali carico di esplosivo, all’aeroporto di Lipsia, un importante snodo militare per l’esercito tedesco e la Nato. Come ritorsione, giovedì scorso Lavrov aveva annunciato che la Russia chiuderà i centri tedeschi del Goethe-Institut presenti sul proprio territorio.

Traffico di esseri umani

[Chiunque insegni alla sua figlia la Torah è come se l’avesse insegnata alla sua comunità. Talmud]  Amnesty International ha accusato la Russia di “traffico di esseri umani” per aver indotto con l’inganno cittadini stranieri a arruolarsi nell’esercito, secondo un rapporto reso pubblico dall’organizzazione che si è avvalso di testimonianze di prigionieri russi. “Una ricerca di Amnesty International descrive in dettaglio le pratiche ingannevoli, coercitive e di sfruttamento che la Russia sta utilizzando per reclutare cittadini stranieri nelle proprie forze armate e inviarli a combattere in prima linea in Ucraina”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty. Tra le vittime figurano cittadini di Brasile, Colombia, Sri Lanka e Sudafrica, alcuni dei quali sono stati attirati in Russia tramite falsi annunci di lavoro tramite agenzie di collocamento, annunci di lavoro online, social media che offrivano un impiego civile in settori quali l’edilizia, la logistica, la sicurezza, i trasporti e l’informatica. Un altro canale per il reclutamento coinvolgerebbe i migranti e rifugiati già presenti in Russia. Persone che si trovavano spesso in situazioni di vulnerabilità giuridica o economica, in molti casi avevano superato la durata del visto e rischiavano la detenzione, l’espulsione, procedimenti penali o altre forme di incertezza giuridica. Nei loro casi, il servizio militare veniva loro presentato come una soluzione ai problemi che avevano e come una via per ottenere lo status giuridico, un reddito e, spesso, la cittadinanza russa. “Le persone vittime della tratta vengono sfruttate per servire lo Stato russo, per sostenere lo sforzo militare russo in Ucraina – ha aggiunto la segretaria generale – pertanto, la responsabilità è dello Stato, della Russia, direttamente coinvolta in un’attività che altrimenti viene spesso descritta come quella delle organizzazioni criminali.


Cile senza memoria

[Studiare fisica nucleare con Fermi è come ricevere la Torah direttamente da Mose’.] Per la prima volta dal ritorno alla democrazia, il governo cileno non organizzerà una cerimonia ufficiale per commemorare l'11 settembre, anniversario del golpe del 1973 contro Salvador Allende. Il presidente José Antonio Kast manterrà invece la sua agenda istituzionale e sarà impegnato in attività nella regione di Los Ríos. La decisione ha suscitato critiche anche all'interno della maggioranza, mentre l'opposizione ha chiesto al capo dello Stato di ricordare che governa tutti i cileni, comprese le famiglie delle vittime della dittatura. Il governo ha difeso la scelta sostenendo la necessità di concentrarsi sulle priorità attuali e di "guardare avanti". La giornata, riferisce BioBio Chile, sarà comunque seguita con particolare attenzione sul fronte della sicurezza a Santiago, dove sono previste mobilitazioni e possibili disordini in alcune aree della capitale. Kast, storicamente critico nei confronti del governo di Allende e primo presidente in carica noto per aver votato "Sì" al plebiscito del 1988, potrebbe comunque fare riferimento alla ricorrenza nell'ambito della sua agenda ordinaria. Il colpo di stato in Cile del 1973 fu il rovesciamento del governo democraticamente eletto presieduto da Salvador Allende da parte dell'esercito e della polizia nazionale, avvenuto l'11 settembre 1973. Evento fondamentale della storia del Cile il colpo di Stato è assurto a simbolo della guerra fredda e dell'ingerenza degli Stati Uniti d'America nelle questioni interne dei paesi dell'America Latina  Il colpo di Stato ha origine nel risultato delle elezioni presidenziali del 1970 che vide prevalere la coalizione di sinistra dell'Unità Popolare sulla coalizione di destra composta da Partito Nazionale e Democrazia Cristiana segno di un elettorato fortemente polarizzato. Il Congresso risolse la situazione di stallo creatasi con il risultato del voto tra Salvador Allende (con il 36,3%), il conservatore (ed ex presidente) Jorge Alessandri Rodrigueza (35,8%), e il cristiano-democratico Radomiro Tomic (27,9%), votando per l'approvazione della maggioranza relativa ottenuta da Allende. Diversi settori della società cilena continuavano a opporsi alla sua presidenza, così come gli Stati Uniti. L'11 settembre 1973 le forze armate cilene rovesciarono Allende, che morì durante il colpo di Stato. Una giunta militare guidata da Augusto Pinochet prese il potere.