[L’unico modo per diventare ricchi è essere realistici e brutalmente sinceri. Dovete uscire dal mondo fantastico e ideale di cui si parla nelle riviste e che si vede in TV. Non è così bello come lo fanno apparire. È un mondo difficile, in cui si prendono delle gran porte in faccia. Perciò, se volete vincere, dovete essere tosti e determinati. Donald Trump] Aviapartner Palermo annovera tra le sue qualità anche quella con il più alto numero di dipendenti precari. È come tutti i precari si ha sempre un piano b, la fuga. Dopo una stagione con contratti a 4 ore verticale, possibilmente con il monte ore, con lo spezzato sempre gradito dall’azienda, personale con zero esperienza viene formato alla meno peggio per affrontare la stagione estiva. In tutto questo i sindacato presente ovviamente non fanno nulla. Rampe che comunicano in anticipo che il volo è chiuso quando ci sono ancora passeggeri da imbarcare; il numero dei bagagli che non sempre coincide con quelli realmente accettati; infine personale esperto che porta agli arrivi i bagagli in partenza, scaricati senza guardare l’etichetta. Tutto questo è anche frutto delle carriere realizzare secondo schemi che sfuggono dalla meritocrazia. Stagionali capoturno, cognati, nipoti ... che si trovano ai vertici aziendali a loro insaputa.
OTTOBRE ROSSO
lunedì 11 maggio 2026
Guerra di propaganda
[Quando la fortuna è dalla tua parte non è il momento di essere modesti o timidi. È il momento di realizzare il successo più grande che puoi. Donald Trump] Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca. Donald Trump sta valutando la possibilità di rilanciare 'Project Freedom'. In un'intervista telefonica a Fox News il presidente ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva. A poche ore dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump sul “Project Freedom”, l’operazione “umanitaria” con cui gli Stati Uniti intendono liberare tutte le navi bloccate nello Stretto di Hormuz guidandole verso lidi sicuri grazie allo schieramento di “cacciatorpediniere lanciamissili, 100 aerei basati a terra e in mare, piattaforme senza equipaggio multidominio e 15mila militari”, è già guerra di propaganda con Teheran sull’efficacia del piano. Per la verità Trump aveva fatto persino intendere che l’operazione andasse a beneficio anche degli equipaggi delle navi iraniane ma Teheran non ha mostrato di gradire l’interessamento, visto che ha denunciato l’operazione come una violazione del cessate il fuoco e che il suo Comando Centrale delle Forze armate si è affrettato ad affermare che avrebbe colpito “qualsiasi forza armata straniera” che avesse tentato di avvicinarsi o entrare nello Stretto, “in particolare, l’aggressivo esercito statunitense”. E così, tra rivendicazioni contrapposte su chi effettivamente eserciti il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, è partito il walzer degli annunci: “Con un avvertimento fermo e rapido da parte della Marina della Repubblica Islamica, è stato impedito l’ingresso di cacciatorpediniere nemiche, americane e sioniste, nello Stretto di Hormuz”, ha esordito Teheran in una nota. Addirittura l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha scritto che una nave Usa era stata “presa di mira da un attacco missilistico dopo aver ignorato un avvertimento” e non essendo in grado di proseguire la sua rotta era “stata costretta a ritirarsi e ad allontanarsi dalla zona”. Notizia smentita poco dopo dal Centcom, il Comando centrale unificato delle Forze armate Usa: “Nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita. Le forze statunitensi stanno supportando il Progetto Freedom e applicando il blocco navale sui porti iraniani”. Centcom che poco dopo rilanciava affermando che “le forze americane stanno attivamente supportando gli sforzi per ripristinare il transito commerciale” nello Stretto, tanto che, “come primo passo, due navi mercantili battenti bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e ora stanno proseguendo il loro viaggio in sicurezza”. Anche dopo queste dichiarazioni Usa è arrivata la controsmentita iraniana: “Nessuna nave mercantile o petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ore”, ha rimarcato una nota diffusa dall’Ufficio Relazioni Pubbliche dei Pasdaran. “Le affermazioni dei funzionari statunitensi sono infondate e palesemente false”. Intanto, nella guerra di propaganda incrociata, una nave gestita da una compagnia sudcoreana, la “Hmm Namu”, battente bandiera di Panama, è stata realmente attaccata mentre navigava nello Stretto, e a bordo si sono verificati un’esplosione e un incendio, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’attacco iraniano con due droni contro una petroliera della compagnia petrolifera nazionale Adnoc. Il tutto mentre ammontano a circa due mila le navi che restano ancora bloccate in quell’angusta via di mare. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando gli attacchi missilistici e dei droni provenienti dall'Iran. Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all'incirca nel momento in cui il Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.
Boycott Eurovision
[L'uomo ha bisogno di quello che ha in sé di peggiore per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui. P. Coelho] Vienna ha inaugurato ufficialmente la settimana dell'Eurovision Song Contest 2026 con la tradizionale Opening Ceremony sul Rathausplatz, dove i rappresentanti dei 35 Paesi partecipanti hanno sfilato davanti a migliaia di fan lungo un tappeto turchese di 200 metri, dal Burgtheater al Municipio della capitale austriaca. A dare il via alla cerimonia è stato il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, che ha salutato artisti e delegazioni aprendo simbolicamente il conto alla rovescia verso la finale del concorso europeo della canzone. L’ingresso delle delegazioni è stato accompagnato musicalmente dalla ORF Radio-Symphonieorchester Wien, diretta da Christian Kolonovits, mentre la Woodstock Allstar Band ha accolto ciascun Paese con una citazione musicale ispirata alla rispettiva tradizione nazionale. Il vincitore della scorsa edizione, JJ, ha chiuso la sfilata sul tappeto turchese con una versione del brano "Wasted Love", accompagnato dall'orchestra. L'Italia è rappresentata da Sal Da Vinci, che ha scelto un classico abito nero per il suo debutto sul tappeto turchese. "Vienna mi piace molto, è una città bellissima, ricca di arte, cultura e musica, una città che offre tantissimo spazio alla musica e agli artisti", ha dichiarato il cantante ai media presenti. Molti fan hanno potuto vedere da vicino Boy George, tra gli artisti più attesi di questa edizione. Il cantante gareggerà per San Marino insieme alla cantante italiana Senhit. L'artista svizzera Veronica Fusaro ha ricordato le proprie origini italiane, con il padre calabrese, durante gli incontri con la stampa internazionale, mentre il britannico Look Mum No Computer si è presentato con il suo inseparabile computer elettronico. La maggior parte degli artisti ha scelto outfit eleganti, come gli abiti dorati della cantante francese Monroe e dell'australiana Delta Goodrem, oppure i lunghi abiti rossi della violinista finlandese Linda Lampenius e della cantante Sarah Engels. Più eccentrici invece gli outfit di Tamara Živković e della svedese Felicia, apparsa con la sua caratteristica maschera nera. Con la Opening Ceremony è stato inoltre inaugurato l'Eurovision Village, il principale punto d'incontro per i fan accanto alla Stadthalle di Vienna, dove il pubblico potrà seguire le due semifinali e la finale attraverso maxi-schermi dedicati al public viewing, oltre a partecipare a concerti e iniziative collaterali. Circa 200 manifestanti iraniani stanno manifestando in occasione dell'apertura di Eurovision a Vienna sia contro la partecipazione di Israele sia contro il regime degli ayatollah. "Boycott Eurovision" è uno degli slogan degli attivisti, che sventolano le bandiere dell'Iran sotto lo scià.
La Russia riarma l’Iran
[Non è il caso né di avere paura né di sperare, bisogna cercare nuove armi. Deleuze] La Russia sta inviando componenti per droni all’Iran tramite spedizioni attraverso il Mar Caspio, trasformando il più grande lago del mondo in un importante canale per scambi sia coperti sia scoperti. Lo hanno indicato funzionari statunitensi citati dal New York Times. Secondo le fonti, che hanno parlato con il quotidiano americano a condizione di anonimato, questo corridoio commerciale a lungo trascurato sta aiutando l’Iran a ricostruire le proprie capacità militari dopo la campagna di bombardamenti congiunta di Stati Uniti e Israele, che si è conclusa il mese scorso. Se le spedizioni dalla Russia continueranno a questo ritmo, la repubblica islamica potrebbe rapidamente ricostituire il proprio arsenale di droni, hanno avvertito i funzionari statunitensi, circa il 60 per cento del quale sarebbe stato perso durante la recente guerra. Il Mar Caspio funge da ponte tra i due Paesi che non condividono un confine terrestre ma possiedono entrambi lunghe coste su questo vasto mare interno. Ciò consente a Russia e Iran di commerciare apertamente, senza il timore di intercettazioni da parte degli Stati Uniti o di altri Paesi per violazione delle sanzioni, si legge nell’articolo. Secondo l’inchiesta, la Russia sta inviando merci che normalmente transiterebbero attraverso lo Stretto di Hormuz, bloccato da settimane sia dagli Stati Uniti sia dall’Iran. Tra le merci che transitano nel Mar Caspio figurano cereali, mangimi per animali, olio di girasole e altri prodotti di base. “Se si pensa al luogo ideale per l’elusione delle sanzioni e i trasferimenti militari, è il Mar Caspio”, ha sottolineato l’esperta Nicole Grajewski della Sciences Po. “Per i responsabili politici americani, il Mar Caspio è un vuoto geopolitico; è come se non esistesse”, ha affermato Luke Coffey del centro studi Hudson Institute. “Molti in Europa non esitano a invocare la ripetizione dell’esperienza di Hitler e si stanno preparando a un nuovo attacco alla Russia”: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, durante la deposizione di corone di fiori presso le targhe commemorative al ministero degli Esteri della vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella Grande Guerra Patriottica (1941-1945).Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa russe, Lavrov ha sottolineato che “i nostri colleghi dell’Occidente non onorano con la stessa sacralità i risultati della nostra fratellanza militare, che ha gettato le basi per lo sviluppo pacifico a lungo termine di tutta l’umanità”.
I sogni di Dmytro
[Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra d'essere cittadino del mondo, e il cuor suo non è un'isola, staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce. Bacone Francesco] È morto a Genova per un infarto all'età di 57 anni il reduce della guerra in Ucraina per dieci anni al fronte Dmytro Miroshnichenko, partito volontario nell'esercito nel 2014 lasciando la natìa Kiev e la sua professione di giornalista sportivo, da allora è sempre stato al fronte fino al 2024 come sottufficiale medico rischiando molte volte la vita e perdendo parenti e amici nel lungo conflitto con la Russia. La solenne cerimonia funebre con rito bizantino si è tenuta nella chiesa di Santo Stefano, riferimento cittadino della comunità ucraina, dove il sergente medico dell'esercito ucraino Aleksandr Zoria ha reso gli onori militari al commilitone. "È stato un infarto a strappare Dmytro alla sua famiglia e alla nostra fiera comunità ucraina, ma noi sappiamo che, in verità, è stata la guerra: troppi dolori, troppe perdite. Ora, ciò che conta, è coltivare i suoi sogni", così pur nell'abito talare nero non riesce a trattenere le lacrime padre Vitaly Tarasenko, cappellano e punto di riferimento per la comunità ucraina cattolica di Genova, dinnanzi al feretro di chi definisce "un eroe di guerra". Dal giugno del 2024 Miroshnichenko risiedeva a Genova con la moglie e due dei suoi tre figli. "La guerra lascia un segno nel cuore di ogni combattente - continua padre Tarasenko -. Dmytro ha lasciato l'esercito solo quando la malattia lo ha costretto. Troppe sofferenze lo hanno segnato, è un destino che capita a molti nostri militari. Solo allora si è risoluto a portare la famiglia a Genova, in un luogo più sicuro". Il sacerdote sottolinea come l'Ucraina sia un Paese che da trent'anni lotta per l'indipendenza. "Lui ha dato la vita per questo. Ora, noi, dobbiamo coltivare i suoi sogni", conclude.
Wizz Air più voli su Napoli
[Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. Aristotele] Wizz Air annuncia una nuova espansione per la sua base di Napoli Capodichino. Per la stagione estiva 2026, la compagnia mette in campo una crescita della capacità senza precedenti, confermando l’impegno verso il territorio partenopeo e il Sud Italia. I numeri riflettono un investimento massiccio: Wizz Air segna una crescita della capacità del 73% anno su anno su Napoli, con un balzo straordinario del 121% per la stagione Summer 2026 rispetto all’anno precedente. La capacità complessiva passerà da oltre 880mila posti nel 2025 a oltre 1.5 milioni nel 2026. In particolare, durante la stagione estiva, i posti disponibili cresceranno dai 471mila della scorsa Summer 2025 a più di 1 milione prossima stagione estiva, più che raddoppiando l’offerta. Quest’estate, lo scalo di Capodichino vedrà operare ben 3.260 frequenze, offrendo ai viaggiatori campani una flessibilità di viaggio senza precedenti. A Napoli, la crescita si concretizza con il lancio di collegamenti strategici, tra cui la rotta domestica verso Milano Malpensa, che opererà con una frequenza di due voli al giorno (14 a settimana), garantendo una connessione capillare tra le due principali aree metropolitane del Paese. Sempre sul fronte domestico, Wizz Air rafforza ulteriormente il network anticipando significativamente l’avvio della rotta Napoli – Venezia, inizialmente prevista per il 1° dicembre: il collegamento sarà operativo già dal 1° luglio 2026, con una frequenza di 7 voli settimanali fino a fine ottobre, che saliranno a 11 voli settimanali a partire da dicembre, con tariffe a partire da €14,99. L’anticipo del lancio conferma la forte domanda su questa direttrice e l’impegno della compagnia nel potenziare la connettività tra due città chiave del Paese. Sul fronte leisure, Wizz Air risponde alla domanda dei passeggeri napoletani introducendo il volo diretto per Palma di Maiorca, una delle mete più ambite del Mediterraneo, il giovedì, martedì e sabato. Come per tutto il network italiano, anche i voli per le nuove rotte saranno operati con l’Airbus A321neo, dotato della tecnologia più avanzata oggi disponibile per garantire efficienza nei consumi, riduzione delle emissioni di CO2 e un’esperienza di bordo silenziosa e confortevole. I biglietti sono già disponibili su wizzair.com e tramite l’app mobile ufficiale Wizz Air, con tariffe a partire da €14,99.
Nazisti online
[La filosofia non è un tempio, ma un cantiere. Georges Canguilhem] Sono consultabili per la prima volta online con facilità, attraverso un motore di ricerca, i nomi degli iscritti al partito nazionalsocialista (Nsdap) in Germania tra il 1925 e il 1945. L'archivio era già conservato ed era stato progressivamente digitalizzato negli Usa dai National Archives and Records Administration con milioni di schede, ma si trattava di una documentazione accessibile finora solo in modo limitato e difficilmente consultabile nella sua interezza. Dal 2 aprile il settimanale tedesco Die Zeit ha reso i dati consultabili sul proprio sito online, rielaborando il materiale con strumenti di intelligenza artificiale e creando un motore di ricerca per nome e luogo di nascita. Il database si basa sullo schedario degli iscritti al partito nazionalsocialista, che nel Terzo Reich veniva compilato in modo sistematico. Ogni scheda riporta informazioni personali, tra cui data e luogo di nascita, numero di tessera e data di adesione. Gli storici stimano che gli iscritti al partito nazionalsocialista siano stati oltre 10 milioni. La documentazione non è completa, ma rappresenta una delle fonti più estese disponibili sulla composizione del partito. Alla fine della Seconda guerra mondiale gran parte dell'archivio rischiò di essere distrutta, ma una quota significativa fu preservata e successivamente utilizzata dagli Alleati nel processo di denazificazione. Gli esperti sottolineano che l'iscrizione al Nsdap non implica automaticamente responsabilità penali e deve essere valutata nel contesto storico individuale. Un 19enne è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver guidato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti. L'operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, ha portato anche a 15 perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali nei confronti di minorenni. Il giovane, italiano residente a Pavia, è ritenuto dagli investigatori promotore e amministratore di un gruppo, una chat chiamata 'Terza posizione' che avrebbe diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico. La chat è al centro dell'indagine della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Il nome richiama l'omonima formazione eversiva degli anni Settanta e accessibile, secondo gli inquirenti, a un centinaio di utenti. In quello spazio virtuale circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019, e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania. Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo. Il 19enne avrebbe inoltre creato un canale parallelo chiamato "Centro Studi Terza Posizione" e redatto, con altri indagati, un documento in cinque punti dal titolo "Manifesto della Terza Posizione", con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l'accusa, la propaganda online puntava anche a spingere il gruppo ad agire nel "mondo reale", organizzando sul territorio "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria" e invocando aggressioni, mai però concretamente realizzate. Le perquisizioni hanno riguardato giovani residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo. In un ulteriore intervento a Pescara è stato controllato un 22enne, che sui social avrebbe mostrato armi da fuoco e si definiva responsabile locale di un altro gruppo chiamato "Nuova Italia". Nel corso delle attività sono stati sequestrati telefoni e computer, materiale di propaganda, diverse armi bianche e, in un caso, materiali ritenuti compatibili con la fabbricazione di esplosivi. Inviti a scendere in piazza con "la mazza da baseball", suggerimenti a portare "un coltello" e "una molotov", accanto a messaggi antisemiti, suprematisti e filo Hamas. Sono alcuni dei contenuti riportati nell'ordinanza con cui la gip di Milano Rossana Mongiardo ha disposto i domiciliari per un diciannovenne di Pavia, nell'inchiesta della Digos coordinata dal pm Alessandro Gobbis, ritenuto promotore di una rete estremista online frequentata anche da minorenni. Secondo gli atti, il giovane avrebbe amministrato chat e canali usati per diffondere propaganda neonazista e razzista, con l'obiettivo di portare il gruppo fuori dal web e "nel mondo reale", organizzandosi in "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria". Tra i messaggi acquisiti dagli investigatori compaiono frasi come "Sempre in prima linea contro il sionismo e l'ebraismo internazionale", "La razza bianca è una razza di conquistatori, dobbiamo avere una guerra" e "Prendo la mazza di baseball e scendo in piazza". In un'altra conversazione un utente suggerisce di portare "un coltello pure te", ricevendo come risposta: "Ma io ci butterei anche una molotov". Negli atti vengono inoltre segnalati contenuti di sostegno ad Hamas, immagini con bandiere dell'Isis e materiali riconducibili alla cosiddetta "white jihad", formula con cui gli investigatori indicano la contaminazione tra propaganda suprematista e richiami jihadisti, accomunati dall'antisemitismo. In alcune conversazioni si legge anche: "Basta aspettare e un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio".