domenica 1 marzo 2026

Dopo Khamenei

[Se hai passione per quello che fai, un po’ di pazzia è inevitabile, probabilmente necessaria. Lady Gaga] Una soluzione diplomatica alle tensioni tra Iran, Israele e Stati Uniti è "facilmente" possibile, ha dichiarato Trump in un'intervista a Cbs News.    "Molto più facile ora di quanto non fosse un giorno fa, ovviamente, perché stanno subendo pesanti pressioni", ha osservato ancora il tycoon, aggiungendo di sapere chi sta guidando l'Iran dopo la morte di Khamenei, senza fornire ulteriori dettagli. Alla domanda su chi vorrebbe vedere alla guida dell'Iran, Trump ha risposto: "Ci sono alcuni buoni candidati". Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran e indicato come probabile successore di Ali Khamenei come Guida Suprema, ha messo in guardia contro ogni tentativo di "dividere il Paese".    "I gruppi che cercano di dividere l'Iran devono sapere che non lo tollereremo", ha dichiarato Larijani in un'intervista trasmessa dalla televisione di stato, invitando gli iraniani a unirsi.    Larijani ha anche dichiarato che oggi verrà formato un consiglio direttivo temporaneo per guidare il Paese durante il periodo di transizione. "Il processo di formazione del consiglio inizierà oggi, in conformità con l'articolo 111 della Costituzione, che riguarda la morte o la destituzione del leader. Il consiglio sarà composto dal presidente, Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura, Gholamhossein Ejei, e da uno dei giuristi islamici membri del Consiglio dei Guardiani, che saranno nominati dal Consiglio di Opportunità, fino alla presentazione del nuovo leader" da parte dell'Assemblea degli Esperti. Occhi puntati sul prezzo del petrolio lunedì all’apertura dei mercati dopo l’attacco militare di Usa e Israele contro l’Iran. La preoccupazione principale per gli operatori è la possibile chiusura da parte di Teheran dello Stretto di Hormuz: da qui passa un terzo del totale delle esportazioni mondiali di petrolio trasportate via mare. Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, i Paesi membri dell’Opec+, nella riunione di domani che era già stata programmata, potrebbe valutare un aumento più consistente della produzione di petrolio rispetto a quanto preventivato. Si vedrà se il possibile “maxi-aumento” sarà sufficiente a stabilizzare il mercato.L’attacco all’Iran “ha sicuramente ripercussioni più ampie rispetto al Venezuela”, ha affermato Florian Weidinger, CIO di Santa Lucia Asset Management, riporta Cnbc. “Ecco perché il rischio è maggiore. Ci si aspetta che il prezzo del petrolio aumenti in modo più violento la prossima settimana”. “Il Venezuela era una storia di produzione. L’Iran è una storia di strozzature”, ha spiegato Kenneth Goh di UOB Kay Hian, il più grande broker di Singapore.Lo Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman, è riconosciuto come uno dei punti nevralgici più importanti al mondo per il petrolio. Secondo i dati della società di ricerche di mercato Kpler, nel 2025 circa 13 milioni di barili al giorno di greggio hanno transitato nello Stretto, rappresentando circa il 31% dei flussi globali di petrolio trasportati via mare. A giugno 2025, quando Israele ha attaccato i siti nucleari iraniani, il prezzo del petrolio ha subìto un forte calo per poi recuperare una volta chiarito che lo Stretto non era stato chiuso. “Questo è il modello a cui faranno riferimento i mercati lunedì”, ha affermato Goh, aggiungendo che potrebbe verificarsi una fuga verso beni rifugio con un rafforzamento del dollaro, dello yen giapponese e una corsa all’oro. Anche il capo di Stato maggiore delle forze armate dell'Iran è stato ucciso nei raid americani e israeliani: lo rende noto la Tv di Stato iraniana.


Hotel Tehran

[L’imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità, ed è meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi. Marilyn Monroe] L'Iran, che film d'autore a parte, è particolarmente popolare a Hollywood negli ultimi anni soprattutto come ambientazione di serie spy, da Homeland all'israeliana Teheran, torna anche sul grande schermo 'terreno di caccia' in un action thriller made in Usa. Proprio poche ore prima del bombardamento del Paese mediorientale da parte di Stati Uniti e Israele, è arrivata la notizia, tramite Hollywood Reporter, che Hotel Tehran, il film d'azione/spionistico di Guy Moshe su un gruppo di ex agenti della Cia in cerca di redenzione, è stato acquisito da Inaugural Entertainment per un'ampia distribuzione negli Stati Uniti entro la fine dell'anno. Protagonisti Liam Neeson, Zachary Levi (attore che spesso si è detto 'osteggiato' da colleghi e produzioni per via del suo aperto sostegno a Trump) e Quincy Isaiah in una cast che comprende anche, fra gli altri, Wes Chatham, Jake Choi, Augusto Augilera, Grant Harvey, Elnaaz Norouzi, Lara Wolf, Annet Mahendru.    Il progetto è nato da un'idea dell'ex agente delle operazioni speciali della Cia (diventato poi attore) Bazzel Baz sviluppata da Moshe nella sceneggiatura cofirmata con Mark Bacci e Ron Hutchinson.    La trama ruota intorno a Larry (Neeson), Tucker (Levi) e un gruppo di ex agenti della Cia che sperano di portare a termine un proibitivo salvataggio a Teheran. Una missione con cui sperano di riscattarsi dopo una missione fallita in Afghanistan.    "Hotel Tehran è allo stesso tempo un viaggio emozionante e una riflessione sulla lealtà, la redenzione e il costo umano del conflitto - spiega il regista -. Sebbene il film sia un'opera di fantasia, gran parte della mia vita e delle mie esperienze hanno influenzato la storia, e non avrei potuto chiedere un gruppo di attori e una troupe più motivati per dare vita a questa visione. Inaugural ha pienamente sostenuto la nostra visione e sono entusiasta del loro piano di distribuzione. Siamo tutti convinti che Hotel Tehran offrirà una fantastica esperienza cinematografica".    Il film è prodotto da Astral Future con Latigo Films e Dreamtime Films, in collaborazione con Oakhurst Entertainment, BondIt Media Capital, Eyevox Entertainment, Blue Rider Media e Thomasville Pictures. 

Brent verso quota 100

[Loro mi hanno chiamato pazzo, io li ho chiamati pazzi e, che siano maledetti, mi hanno battuto ai voti. Nathaniel Lee] L'Opec+ annuncia l'aumento della produzione di petrolio dei Paesi membri di 206mila barili al giorno ad aprile. Nel comunicato diffuso al termine della riunione virtuale tenuta oggi, non viene nominato l'attacco all'Iran, ma si parla di "una stabile prospettiva economica globale" e di "attuali solidi fondamentali del mercato". "I paesi - viene quindi specificato - continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro continuo impegno a sostenere la stabilità del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità per aumentare, sospendere o invertire la graduale eliminazione degli aggiustamenti volontari della produzione". Il prezzo del Brent, il benchmark internazionale per le quotazioni del petrolio, vola negli scambi over the counter, al di fuori del mercato regolamentato che riaprirà normalmente domani mattina. Dopo l'attacco all'Iran lanciato ieri e l'escalation in tutto il Golfo Persico, il greggio ha registrato un'impennata del 10% salendo a 80 dollari al barile, mentre gli analisti già pronosticano un avvicinamento ai 100 dollari. "Prevediamo che i prezzi apriranno vicini ai 100 dollari al barile e forse supereranno tale livello se assisteremo a un'interruzione prolungata dello Stretto di Hormuz", afferma Ajay Parmar, direttore del settore energia e raffinazione dell'Icis. Una stima condivisa, spiega Reuters, anche dagli analisti di Barclays.


sabato 28 febbraio 2026

Trump vuole anche Cuba

[L’amore è l’ala che ci aiuta a volare verso l’infinito. Romano Battaglia] Dopo la Groenlandia, un'altra isola entra nelle mire di Donald Trump, stavolta nel mar dei Caraibi: il presidente americano ha infatti annunciato che sta valutando la possibilità di "un'acquisizione amichevole" di Cuba, con la quale la tensione resta alle stelle per la vicenda del blitz contro la barca civile statunitense intercettata mercoledì dalle autorità dell'Avana, ultimo capitolo di uno scontro senza fine che tra embargo e sanzioni "spinge l'isola verso il collasso", secondo l'ultima denuncia dell'Onu. "Il governo cubano sta parlando con noi e, come sapete, ha problemi molto grossi. Non ha soldi, non ha nulla al momento, ma sta parlando con noi e forse assisteremo a un'acquisizione amichevole di Cuba", ha detto il tycoon ai giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca per un viaggio in Texas. Il leader americano non ha fornito ulteriori dettagli per quello che si delinea come un ulteriore fronte dell'aggressiva dottrina trumpiana di politica estera. Che gli Stati Uniti e Cuba stiano portando avanti discussioni lo hanno più volte ribadito nei giorni scorsi media come Axios, che la scorsa settimana aveva riferito di contatti segreti tra Marco Rubio e Raul Guillermo Rodriguez Castro, nipote e tutore dell'ex leader dell'isola Raul Castro. Rodriguez Castro non è parte del governo ma è considerato una figura influente nell'isola. E secondo Axios, i contatti sono serviti ad aggirare proprio i canali ufficiali cubani per quelli che "non definirei tanto 'negoziati' quanto 'discussioni' sul futuro", ha affermato un alto funzionario dell'amministrazione Trump. I contatti sono stati prontamente smentiti dall'Avana, ma ad alimentare le indiscrezioni questa settimana è stato il Miami Herald, secondo cui funzionari americani vicini al Segretario di Stato Usa hanno incontrato mercoledì Rodríguez Castro a margine del vertice Caricom nell'arcipelago di Saint Kitts e Nevis, al quale ha partecipato lo stesso Rubio. Proprio in occasione del summit, Rubio ha affermato che Cuba deve "cambiare radicalmente". E le ultime parole di Trump sembrano indicare che Washington lavora attivamente per questo obiettivo. 


Pasticiedda molto agitato

[Amore, amabile follia. Nicolas Chamfort] L'emittente Al Jazeera su X rende noto che a seguito di un attacco iraniano con dei droni a Dubai è stato colpito l'aeroporto che ha subito dei danni. "Una persona è stata dichiarata morta a Tel Aviv a seguito dell'attacco missilistico lanciato dall'Iran. Il raid ha colpito direttamente un edificio nel centro della città". Lo scrive Haaretz, precisando che "almeno 22 persone sono rimaste ferite nell'attacco e sono state ricoverate negli ospedali. Uno di loro è grave, mentre un altro è in condizioni moderate". Asc Handling(cargo?) Palermo e Catania: proclamato lo stato di agitazione. I Segretari regionali chiedono un cambio di passo immediato. Le Segreterie Regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporto Aereo hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale ASC Handling negli scali di Palermo e Catania, attivando la procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della Legge 146/90. A firmare la richiesta formale sono i Segretari regionali Fabio Lo Monaco (FILT CGIL), Concetta Arduino (FIT CISL), Katia Di Cristina (UILTRASPORTI) e Domenico De Cosimo (UGL Trasporto Aereo), che denunciano “una situazione divenuta ormai insostenibile sul piano delle relazioni sindacali e delle condizioni complessive di lavoro”. Da mesi – sottolineano i Segretari – le Organizzazioni Sindacali segnalano criticità rilevanti su sicurezza, organizzazione del lavoro e questioni economico-contrattuali senza ricevere risposte concrete. E ,aggiungiamo noi, poca attenzione di Pasticiedda alle legittime richieste sindacali a livello di assunzioni di parenti diretti o acquisiti. Particolarmente grave viene ritenuto il mancato riscontro alla nota unitaria del 27 gennaio 2026 con cui erano stati contestati provvedimenti disciplinari accompagnati da richieste di risarcimento economico ai lavoratori. “Non è più accettabile – dichiarano Lo Monaco, Arduino, Di Cristina e De Cosimo – che si continui a ignorare il confronto con le rappresentanze sindacali e a scaricare sui lavoratori responsabilità che appartengono all’organizzazione aziendale. Serve un cambio di passo immediato.” In assenza di risposte concrete nei termini previsti dalla normativa vigente, le Organizzazioni Sindacali annunciano ulteriori iniziative a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.. Ma, probabilmente, le preoccupazioni sindacali vanno ben oltre la sceneggiata Asc. E se l’Iran dovesse attaccare  l'Azerbaigian che è un alleato strategico chiave di Israele, rappresentando il suo principale fornitore di petrolio e un acquirente massiccio di armi israeliane, arrivando a coprire il 69% delle importazioni militari azere nel 2023. Che faranno i sindacalisti propal? Questo legame, consolidato dal 1992 è basato sulla cooperazione militare, di intelligence e su forti interessi energetici.  Cooperazione Militare e "Iceberg": Israele fornisce droni suicidi (come Harop), missili (LORA) e tecnologie di sorveglianza, fondamentali per l'Azerbaigian nel conflitto in Nagorno-Karabakh. Il Presidente Aliyev ha descritto le relazioni come un "iceberg", con la maggior parte della cooperazione nascosta.  Israele vede l'Azerbaigian come una posizione strategica vicino all'Iran, garantendo una cooperazione in materia di intelligence. Legami Energetici: L'Azerbaigian è un fornitore cruciale di energia per Israele, soddisfacendo una parte significativa del suo fabbisogno energetico. L'Azerbaigian ospita una comunità ebraica storica (circa 16.000 persone) e mantiene un ambiente multiculturale, facilitando le relazioni.  L'alleanza strategica è solida nonostante le pressioni geopolitiche e l'antagonismo tra Israele e Turchia.

Regolamento di conti

[Un campione è qualcuno che si rialza quando non può. Jack Dempsey"Ci sono segnali" che il leader iraniano Khamenei sia morto. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un discorso a Paese. "Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano". Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino. "Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo", ha detto il presidente nelle sue prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l'attacco contro l'Iran. Sarebbero stati uccisi in raid mirati il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Secondo l'Idf, colpiti 'centinaia di obiettivi' nell'Iran occidentale. Teheran ha risposto subito colpendo basi militari americane in molti Paesi del Golfo Persico. Un morto ad Abu Dhabi, secondo i media degli Emirati. Esplosioni anche a Doha, in Kuwait e Barehin. Oltre che in Israele, dove però le autorità escludono che missili iraniani siano atterrati.     Da Teheran arriva intanto la notizia di un attacco israeliano che avrebbe colpito una scuola elementare femminile a Minab, nel sud della provincia iraniana di Hormozgan, provocando 40 morti, tra cui molti studenti. Almeno 45 i feriti. A Minab ha una sede il corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniana, che sarebbe stato l'obiettivo dell'attacco finito poi su strutture civili. I pasdaran hanno reagito annunciando l'Operazione Truth Promise 4 'in risposta all'aggressione americano-sionista'. Il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein sarebbe stato attaccato con missili e droni e anche le basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, 'oltre ai centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele'.     Il presidente Trump parlerà oggi alla Nazione dell'attacco all'Iran. ha riferito ad Axios un funzionario americano. 'Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano', ha detto intanto in una breve intervista telefonica col Washington Post registrata poco dopo le 4 del mattino. 'Voglio una nazione sicura ed è ciò che avremo', ha aggiunto.     Dura la reazione della Russia. Il ministero degli Esteri di Mosca ha condannato gli attacchi all'Iran come 'atti di aggressione armata pianificati e immotivati contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale'. Il ministro degli Esteri Lavrov ha parlato al telefono con il collega iraniano Araghchi 'condannando' i raid di Stati Uniti e Israele decisi 'in violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale e ignorando completamente le gravi conseguenze per la stabilità e la sicurezza regionali e globali'. Lavrov ha chiesto di 'porre immediatamente fine agli attacchi' e ha dichiarato 'la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche'.     L'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kallas ha scritto su X che la missione navale europea Aspides 'rimane in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere aperto il corridoio marittimo'. Mentre il ministro degli Esteri dell'Oman Albusaidi, che ha mediato i colloqui indiretti sul nucleare tra Stati Uniti e Iran nell'ultimo mese, si è detto 'sgomento' per la violenza scoppiata in Medio Oriente. 'Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra', ha dichiarato.   Difendere e proteggere l'ideologia e l'integrità Repubblica islamica è da sempre la missione del Sepah-e Pasdaran, nome in persiano del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. La formazione del gruppo risale al 1979, anno di fondazione della Repubblica islamica, voluta dallo stesso ayatollah Ruhollah Khomeini e, dopo avere ricoperto un ruolo importante nel conflitto tra Iran e Iraq degli anni '80, i pasdaran rappresentano ancora oggi il nucleo del sistema khomeinista. Sono noti per il loro ruolo a livello militare, nella repressione del dissenso e nello sviluppo del programma missilistico e nucleare di Teheran, non rispondono ai governi eletti ma direttamente alla Guida suprema, Ali Khamenei. Il corpo delle Guardie della rivoluzione è formato da centinaia di miglia di membri ed è organizzato in sei dipartimenti, tra cui quello delle milizie paramilitari volontarie Basij, che assistono le forze dell'ordine per vigilare sull'osservazione delle norme islamiche sull'abbigliamento, come il controverso obbligo di indossare il velo in pubblico per le donne, e sono regolarmente coinvolte nella brutale repressione delle proteste antigovernative.  Gli altri dipartimenti dei pasdaran sono le forze di terra, le forze navali, le forze aerospaziali, l'organizzazione di intelligence e le forze Quds, che si occupano delle missioni all'estero. Questo dipartimento lavora a stretto contatto con il cosiddetto "asse della resistenza", formato dalle milizie sciite filo iraniane in Libano, Siria, Iraq e Yemen e per anni è stato guidato da Qasem Soleimani, ucciso in un attacco degli Stati Uniti a Baghdad nel 2020 e diventato poi una figura mitica della Repubblica islamica.  I vari dipartimenti militari dei pasdaran rappresentano un esercito parallelo a quello regolare e i suoi membri superano per numero quelli delle forze armate. Esclusi i Basij, si stima che i pasdaran siano formati da 190mila membri, a cui si aggiungono 150mila soldati di terra, circa 100mila militari della marina e 15mila militari dell'aeronautica, mentre i principali leader dei guardiani della rivoluzione sono stati uccisi da Israele durante la "guerra dei 12 giorni" del giugno 2025. Oltre ad essere una forza militare, i pasdaran mantengono una forte influenza anche sull'ambiente politico, su varie università e centri di ricerca.  Il potere economico dei pasdaran è invece rappresentato dal Khatam al-Anbiya, compagnia affiliata alle guardie rivoluzionarie che controlla centinaia di aziende attive nella costruzione di infrastrutture, i cui proventi servono per finanziare lo sviluppo del programma nucleare e sostenere le milizie sciite nella regione, secondo i rapporti degli Usa.

Ali Khamenei è morto

[Cadi sette volte, rialzati otto. Proverbio giapponese] Israele “valuta” che la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sia stata probabilmente uccisa in un attacco israeliano questa mattina: lo afferma Channel 12, citando fonti israeliane anonime e riferendo che ci sono “crescenti indicazioni” in tal senso. Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale della notizia sulla presunta morte della Guida Suprema iraniana. Secondo quanto comunicato, Khamenei dovrebbe pronunciare a breve un discorso, ma l’emittente televisiva suggerisce che, se così dovesse essere, lo stesso discorso dovrebbe essere stato registrato in anticipo. Channel 12 riferisce inoltre che gli attacchi di oggi hanno causato “danni molto significativi” alla leadership del regime iraniano e ai suoi comandanti militari. Stati Uniti e Israele hanno lanciato su vasta scala contro l’Iran, dando seguito alle minacce da parte di Trump, che aveva avvertito Teheran di possibili raid in assenza di concessioni, in particolare sul programma nucleare. Il Pentagono ha denominato l’offensiva “Operation Epic Fury”questo secondo attacco statunitense in meno di un anno: lo scorso giugno Washington aveva bombardato tre siti nucleari iraniani.  Trump ha presentato l’operazione come necessaria per bloccare le ambizioni nucleari iraniane e come un’opportunità di cambiamento a Teheran, alludendo chiaramente a un cambio di regime. “Probabilmente è la vostra unica occasione per generazioni”, ha detto rivolgendosi agli iraniani, invitandoli a “prendere il controllo del vostro governo” al termine delle operazioni.  Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’Iran una “minaccia esistenziale” e ha affermato che l’operazione congiunta può “creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda il proprio destino nelle sue mani”.  Esplosioni sono state segnalate in diverse città iraniane, oltre a Teheran a tra Qom, Kermanshah, Isfahan e Karaj, secondo i media locali.  Immagini postate da Teheran hanno mostrato dense colonne di fumo. Video verificati dal New York Times indicano raid in un’area che ospita il palazzo presidenziale e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, oltre a un attacco nei pressi del Ministero dell’Intelligence.  Secondo diversi funzionari israeliani, uno degli obiettivi della prima ondata era colpire il maggior numero possibile di leader militari. L’aeronautica israeliana ha parlato di “una vasta ondata di attacchi” su obiettivi militari nell’ovest dell’Iran. Fonti dei due Paesi prevedono che l’offensiva durerà diversi giorni. Immagini satellitari hanno evidenziato danni e una colonna di fumo nel complesso protetto della Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran, che secondo le autorità iraniane sarebbe tuttavia al sicuro, come pure il presidente Masoud Pezeshkian, definito “in buone condizioni. Colpita anche un’area residenziale di Narmak, dove risiede l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato il lancio di una raffica di missili e droni contro Israele. Secondo Fars, Teheran ha colpito anche basi americane nella regione, tra cui Al Udeid (Qatar), Ali Al Salem (Kuwait), Al Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein.  Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver “intercettato con successo diversi attacchi”. Un funzionario di Kata’ib Hezbollah in Iraq ha riferito di raid contro basi del gruppo filoiraniano, con almeno tre morti.