martedì 12 maggio 2026

Allarme hantavirus

[Le paure dell’uomo sono quelle di stare da solo in una camera.]” Anche in Sicilia, come nel resto d'Italia, abbiamo alzato il livello di attenzione sull'Hantavirus". Lo ha detto Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) siciliano, che ieri ha firmato una circolare indirizzata ai direttori generali, sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie provinciali, oltre ai direttori generali delle aziende del servizio sanitario regionale.     Scalzo ha richiamato all'attenzione le strutture sanitarie, in considerazione dell'importanza degli eventi segnalati e delle possibili ricadute di carattere epidemiologico, e ha ribadito l'importanza della diffusione della nota del ministero della Salute a tutti i pronto soccorso, ai reparti malattie infettive, di medicina generale, di Pneumologia e ai laboratori di analisi cliniche e di microbiologia delle aziende. "La valutazione dell'Organizzazione Mondiale della Salute è che il rischio per la salute globale è basso" : lo ha detto il direttore generale, Tedros Adhanom, nel segnalare, all'indomani dell'evacuazione di circa 120 passeggeri dalla nave Hondius colpita dal focolaio di hantavirus, che sono attualmente "11 i casi attivi, 9 dei quali positivi all'hantavirus".    "Sono cifre che non sono cambiate molto durante le ultime settimane grazie agli sforzi di molti governi e non si sono prodotti decessi dal 2 maggio", ha detto Adhanom, in conferenza stampa con il premier spagnolo Pedro Sanchez al Palazzo della Moncloa. L'Algeria ha attivato un dispositivo di vigilanza sanitaria ai valichi di frontiera e negli ospedali nell'ambito delle misure preventive contro l'Hantavirus, dopo la comparsa di casi legati alla nave da crociera Mv Hondius. Tali misure sono contenute in un'istruzione del ministero della Salute indirizzata alle strutture sanitarie del Paese nonché ai servizi dei wali (governatori).  Nel documento, il dicastero precisa che il rischio nel Paese resta "debole", in assenza di legami epidemiologici diretti e considerata la rarità della trasmissione interumana del virus Andes, ma invita comunque a rafforzare la vigilanza a causa della mobilità internazionale e del periodo di incubazione che può raggiungere sei settimane.  Le misure adottate nei porti, aeroporti e posti di frontiera terrestri prevedono la verifica della disponibilità di dispositivi di protezione individuale, soluzioni idroalcoliche e termometri a distanza, oltre alla predisposizione di spazi per l'isolamento temporaneo di eventuali viaggiatori sintomatici.  Le autorità sanitarie sono state inoltre incaricate di individuare gli ospedali di riferimento e i responsabili del trasferimento dei casi sospetti, rafforzando parallelamente le attività di sensibilizzazione del personale operativo ai punti d'ingresso del Paese.  Negli ospedali, il ministero ha disposto la riattivazione dei dispositivi di presa in carico già utilizzati durante precedenti emergenze sanitarie, compreso il rafforzamento del triage attraverso domande sistematiche su viaggi recenti o esposizioni a rischio nei 42 giorni precedenti la comparsa dei sintomi. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato i paesi in cui sono stati segnalati casi accertati o sospetti di hantavirus a seguire i consigli dell’organismo delle Nazioni Unite, poiché le misure di sicurezza sanitaria differiscono tra i paesi e invece sarebbe opportuno, secondo l’OMS, seguire tutti gli stessi protocolli. “Loro i paesi hanno la sovranità – ha detto parlando da Madrid – non possiamo costringerli ad adottare i nostri protocolli, possiamo solo consigliare e raccomandare ma spero che seguiranno i consigli e le raccomandazioni che stiamo dando”. “Non c’è alcun segno che stiamo assistendo all’inizio di un’epidemia più ampia”, ha detto Tedros in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, “ma ovviamente la situazione potrebbe cambiare e, dato il lungo periodo di incubazione del virus, è possibile che nelle prossime settimane si verifichino altri casi”, ha affermato. Oltre 120 passeggeri e membri dell’equipaggio della Mv Hondius, su cui si è sviluppato il focolaio, sono partiti dalle Isole Canarie, in Spagna, ultimo posto in cui è attraccata la nave e i paesi hanno adottato diverse misure sanitarie per i loro passeggeri di ritorno. Lo stato brasiliano di Rio Grande do Sul registra un morto e un malato da hantavirus. I due episodi (il dato è aggiornato all'11 maggio) non sono collegati al focolaio della nave partita dall'Argentina all'inizio di aprile.    Lo riportano le autorità sanitarie locali.     I casi si sono verificati nelle aree rurali: uno ad Antônio Prado (conferma di laboratorio) e un altro a Paulo Bento (conferma clinica epidemiologica) - quest'ultimo ha portato al decesso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha confermato altri due casi nel mondo di Hantavirus e il totale sale dunque a nove. “A oggi sono stati segnalati undici casi, di cui tre decessi”, ha dichiarato il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante un punto stampa citato da Bfmtv. “Nove degli undici casi sono stati confermati come Hantavirus, mentre gli altri due sono probabili”, ha precisato. La ministro della salute francese, Stéphanie Rist, ha escluso qualsiasi “circolazione diffusa” dell’hantavirus in Francia, precisando che dei cinque francesi che hanno viaggiato sulla MV Hondius, una donna contaminata è “in rianimazione”. I cinque cittadini francesi che sono stati rimpatriati “nell’ambito di un’operazione sanitaria sicura”, “sono sottoposti a una stretta sorveglianza medica: quattro di loro stanno bene e sono risultati negativi ai test” ma “una paziente positiva presenta una forma grave” ha detto a Parigi, durante una conferenza stampa con scienziati. E “in totale, 22 casi di contatto sono stati identificati in Francia. Sono stati tutti contattati, testati, ricoverati o in degenza e sono oggetto di un rigoroso monitoraggio sanitario”, ha aggiunto Stéphanie Rist, precisando “non ci sono elementi a favore di una circolazione diffusa del virus sul territorio nazionale”.


5 candidati per l’Onu

[Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare. Nietzsche] María Fernanda Espinosa Garcés, ex presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed ex ministro degli Esteri dell'Ecuador, è la quinta candidata alla carica di segretario generale Onu per succedere ad Antonio Guterres dal 1 gennaio 2027. Nel suo documento programmatico diffuso agli Stati membri, Espinosa (candidata formalmente da Antigua e Barbuda) sostiene che ciò che è attualmente in discussione non sia la rilevanza delle Nazioni Unite, bensì la loro credibilità, ovvero il divario esistente tra quanto l'organizzazione promette e quanto viene percepito come effettivamente realizzato.     "Il mondo non ha bisogno di Nazioni Unite più grandi, bensì di Nazioni Unite più efficaci", ha affermato, precisando che "il segretario generale deve essere un onesto mediatore, imparziale nella percezione e nella pratica, coerente nell'applicazione dei principi della Carta ed equamente attento alle priorità del Nord e del Sud, dell'Est e dell'Ovest". Gli altri 4 candidati attualmente in lizza sono il capo dell'Aiea Rafael Mariano Grossi, l'ex presidente del Cile Michelle Bachelet, Rebeca Grynspan, vice presidente del Costa Rica con diversi incarichi all'Onu, e Macky Sall, ex presidente del Senegal. 

Antitrust su Glovo e Deliveroo

[La maggior parte degli uomini sono filosofi in quanto operano praticamente e nel loro pratico operare è contenuta implicitamente una concezione del mondo, una filosofia. Gramsci] L’Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e un'istruttoria nei confronti di Deliveroo Italy per possibili condotte illecite nell'attività relativa all'offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Lo comunica l'autorità in una nota in cui precisa che le aziende avrebbero comunicato informazioni ingannevoli riguardo al loro impegno etico e alla loro responsabilità sociale verso i rider.  Massima severità contro le false pubblicità etiche delle aziende. Lo afferma il Codacons, commentando l'istruttoria aperta dall'Antitrust nei confronti di Glovo e Deliveroo Italy. "Da tempo denunciamo la prassi delle aziende di ricorrere a claims ambientali e sociali nelle loro strategie di marketing e nelle comunicazioni commerciali al pubblico, messaggi non sempre corretti che a volte si basano su affermazioni non veritiere in tema di standard etici, sostenibilità, e responsabilità sociale verso i dipendenti - spiega il Codacons. Tali pratiche sono in grado di deviare le scelte dei consumatori, sempre più attenti ad acquisti etici, e alterare il mercato, dirottando centinaia di milioni di euro ogni anno in termini di acquisti di prodotti e servizi". Il Codacons ricorda quindi che oggi, solo nel settore alimentare, 6 italiani su 10 dichiarano di effettuare scelte di acquisto etiche e sostenibili. "Per tale motivo l'istruttoria dell'Antitrust assume enorme rilevanza e, se saranno confermati illeciti e irregolarità, ci aspettiamo una sanzione esemplare contro Glovo e Deliveroo Italy" conclude il Codacons. "Da sempre, in Glovo, rispettiamo elevati standard interni e operiamo con la massima attenzione al rispetto delle normative. Siamo certi di essere pienamente conformi a tutte le leggi e i regolamenti, e continuiamo a mantenere il nostro impegno verso i più alti principi di etica e professionalità". È  il commento di Glovo alla notizia dell'apertura dell'istruttoria da parte dell'Antitrust. La società che gestisce i rider precisa comunque che "sta collaborando pienamente con le autorità e condividerà tutte le informazioni necessarie per supportare l'indagine. I nostri team sono al lavoro per fornire tutta la documentazione richiesta in tempi rapidi" e “poiché l'indagine è ancora in corso, al momento non rilasceremo ulteriori dettagli". "Stiamo collaborando pienamente con l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Continueremo a interagire in modo trasparente con tutte le autorità competenti per dimostrare che operiamo in modo responsabile e nel rispetto della legge". Lo afferma Deliveroo in una nota dopo l'avvio dell'istruttoria Antitrust. "Restiamo impegnati a supportare le decine di migliaia di rider, i commercianti locali e i milioni di consumatori che ogni giorno si affidano alla nostra piattaforma in tutta Italia. Siamo convinti della correttezza delle nostre pratiche commerciali", aggiunge la società.


Taiwan ostaggio di Trump

[Quello che veramente ami rimani, il resto è scorie. Ezra Pound] Donald Trump ha detto che discuterà della vendita di armi Usa a Taiwan con Xi Jinping.  La Cina è pronta a collaborare con gli Stati Uniti per perseguire una "maggiore stabilità" a livello globale. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, in vista dell'incontro di questa settimana tra i leader Xi Jinping e Donald Trump.  "La diplomazia ad alto livello svolge un ruolo strategico e guida insostituibile nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti", ha dichiarato il portavoce, "la Cina è disposta a collaborare con gli Stati Uniti in uno spirito di uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio, per ampliare la cooperazione, gestire le divergenze e infondere maggiore stabilità e certezza in un mondo instabile e interconnesso". Il segretario della Difesa americano Pete Hegseth ha riferito che accompagnerà il presidente Donald Trump nel suo imminente viaggio in Cina, in una visita che si svolge in un clima di incertezza sull'effettiva tenuta del cessate il fuoco con l'Iran. Nel corso di un'audizione alla Camera, Hegseth, in merito allo stato delle vendite multimiliardarie di armamenti annunciate o in trattativa a Taiwan, ha risposto: "Il presidente è alle soglie della partenza per il suo viaggio, al quale prenderò parte, e sarà lui a prendere tutte le decisioni del caso". La presenza di Hegseth punta a rilanciare anche le relazioni militari tra Usa e Cina.  La guerra degli Stati Uniti all'Iran è costata finora 29 miliardi di dollari. È  l'ultima stima fornita da Jules Hurst, che ricopre le funzioni di Controllore del Pentagono, riferita nel corso dell'audizione alla Camera Usa, comprensiva dei costi aggiornati per la riparazione e la sostituzione delle attrezzature, oltre che delle spese operative. La cifra segnala un aumento di 4 miliardi di dollari rispetto alla stima fornita dal Pentagono alla fine del mese scorso.  Il Parlamento di Taiwan ha approvato una legge sulla spesa per la difesa da 25 miliardi di dollari. I fondi dovrebbero essere utilizzati anche per l'acquisto di armi statunitensi. L'approvazione arriva al termine di mesi di scontri politici in un Parlamento dove la maggioranza è in mano all'opposizione, guidata dal Kuomintang, partito vicino a Pechino.     Il risultato è stato annunciato dal presidente del Parlamento dopo la votazione finale sul disegno di legge, che è ben al di sotto del bilancio proposto dal governo, pari a quasi 40 miliardi di dollari. 


Mai fidarsi di Putin

[Non venire mai alla luce può essere il più grande dei doni. Sofocle] Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la prima tranche del prestito di 90 miliardi di euro concesso dall'Ue sarà destinata alla produzione di armi e alla protezione energetica. Lo riporta Rbc-Ucraina.     "Destineremo la prima tranche del pacchetto di aiuti europei approvato, pari a 90 miliardi di euro, alla produzione nazionale per la difesa dell'Ucraina. Si tratta di droni e dell'intero settore della tecnologia militare", si legge nel messaggio.    Zelensky ha poi indicato l'energia come secondo settore prioritario. Mosca sta ritardando lo scambio "1000 per 1000" di prigionieri, come prevede l'accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump lo scorso 8 maggio. È  l'accusa che il difensore civico dell'Ucraina, Dmytro Lubinets, rivolge alla Russia - come riporta l'agenzia Unian - dopo che il team negoziale ucraino ha consegnato le liste di nomi per lo scambio. "I contatti non si sono interrotti - ha detto - ma il processo ha subito un rallentamento. Anche se si raggiunge un accordo con i russi, non si può mai essere sicuri al 100% che verrà rispettato da loro. In realtà, il lavoro non si è fermato.     Ogni giorno si svolgono processi di negoziazione". "Il lavoro fin qui svolto nel processo di pace fa pensare che la fine sia davvero vicina, ma al momento non possiamo fornire dettagli". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato la dichiarazione fatta sabato dal presidente russo Vladimir Putin, secondo il quale il conflitto in Ucraina "si avvia alla conclusione".  "Accoglieremmo con favore la continuazione degli sforzi di mediazione da parte degli Stati Uniti", ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putin, citato da Interfax. Ma al momento "il cessate il fuoco umanitario è terminato e l'operazione militare speciale continua", ha sottolineato Peskov. La Ue mostra di volere "prolungare il più possibile il conflitto" in Ucraina, e ciò "esclude l'Unione Europea come un mediatore per il raggiungimento della pace. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, citato dalla Tass.     Per due volte la settimana scorsa il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sottolineato l'esigenza di aprire un dialogo con Mosca e il presidente Vladimir Putin, sabato, ha risposto che la Russia "non ha mai rifiutato" di tenere negoziati con la Ue, ipotizzando come figura di mediatore l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder.    "Vediamo le azioni pratiche dell'Unione europea - ha detto oggi Grushko -. Sì, la retorica è apparentemente volta a ristabilire la pace, chiedono un cessate il fuoco, la pace. Ma in realtà stanno facendo tutto il possibile per prolungare il conflitto il più possibile".    "Questa logica - ha aggiunto il vice ministro degli Esteri - determina le loro azioni. E quindi esclude per ora qualsiasi partecipazione costruttiva dell'Unione europea agli sforzi per trasformare il conflitto in un percorso politico-diplomatico".     "La posizione che assumono in merito alla risoluzione pacifica del conflitto - ha insistito Grushko - esclude anche il suo raggiungimento. E esclude l'Unione europea come un mediatore o partecipe". Donald Trump ha detto di non avere un'intesa con Putin sul Donbass parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Nei mesi scorsi era circolata l'ipotesi che il presidente americano avesse promesso al leader del Cremlino la cessione dell'intero territorio. Alla domanda diretta il tycoon ha risposto "no".   

lunedì 11 maggio 2026

I figli di Baywatch

[L’unico modo per diventare ricchi è essere realistici e brutalmente sinceri. Dovete uscire dal mondo fantastico e ideale di cui si parla nelle riviste e che si vede in TV. Non è così bello come lo fanno apparire. È un mondo difficile, in cui si prendono delle gran porte in faccia. Perciò, se volete vincere, dovete essere tosti e determinati. Donald Trump] Aviapartner  Palermo annovera tra le sue qualità anche quella con il più alto numero di dipendenti precari. È come tutti i precari si ha sempre un piano b, la fuga. Dopo una stagione con contratti a 4 ore verticale, possibilmente con il monte ore, con lo spezzato sempre gradito dall’azienda, personale con zero esperienza viene formato alla meno peggio per affrontare la stagione estiva. In tutto questo i sindacato presente ovviamente non fanno nulla. Rampe che comunicano in anticipo che il volo è chiuso quando ci sono ancora passeggeri da imbarcare; il numero dei bagagli che non sempre coincide con quelli realmente accettati; infine personale esperto che porta agli arrivi i bagagli in partenza, scaricati senza guardare l’etichetta. Tutto questo è anche frutto delle carriere realizzare secondo schemi che sfuggono dalla meritocrazia. Stagionali capoturno, cognati, nipoti ... che si trovano ai vertici aziendali a loro insaputa. 

Guerra di propaganda

[Quando la fortuna è dalla tua parte non è il momento di essere modesti o timidi. È il momento di realizzare il successo più grande che puoi. Donald Trump]  Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "debolissimo, attaccato alle macchine per sopravvivere dopo quella proposta spazzatura che ci hanno mandato". "Ha l'1% di chance di tenere", ha detto il presidente alla Casa Bianca. Donald Trump sta valutando la possibilità di rilanciare 'Project Freedom'. In un'intervista telefonica a Fox News il presidente ha precisato di non aver ancora preso una decisione definitiva.  A poche ore dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump sul “Project Freedom”, l’operazione “umanitaria” con cui gli Stati Uniti intendono liberare tutte le navi bloccate nello Stretto di Hormuz guidandole verso lidi sicuri grazie allo schieramento di “cacciatorpediniere lanciamissili, 100 aerei basati a terra e in mare, piattaforme senza equipaggio multidominio e 15mila militari”, è già guerra di propaganda con Teheran sull’efficacia del piano. Per la verità Trump aveva fatto persino intendere che l’operazione andasse a beneficio anche degli equipaggi delle navi iraniane ma Teheran non ha mostrato di gradire l’interessamento, visto che ha denunciato l’operazione come una violazione del cessate il fuoco e che il suo Comando Centrale delle Forze armate si è affrettato ad affermare che avrebbe colpito “qualsiasi forza armata straniera” che avesse tentato di avvicinarsi o entrare nello Stretto, “in particolare, l’aggressivo esercito statunitense”. E così, tra rivendicazioni contrapposte su chi effettivamente eserciti il pieno controllo dello Stretto di Hormuz, è partito il walzer degli annunci: “Con un avvertimento fermo e rapido da parte della Marina della Repubblica Islamica, è stato impedito l’ingresso di cacciatorpediniere nemiche, americane e sioniste, nello Stretto di Hormuz”, ha esordito Teheran in una nota. Addirittura l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha scritto che una nave Usa era stata “presa di mira da un attacco missilistico dopo aver ignorato un avvertimento” e non essendo in grado di proseguire la sua rotta era “stata costretta a ritirarsi e ad allontanarsi dalla zona”. Notizia smentita poco dopo dal Centcom, il Comando centrale unificato delle Forze armate Usa: “Nessuna nave della Marina statunitense è stata colpita. Le forze statunitensi stanno supportando il Progetto Freedom e applicando il blocco navale sui porti iraniani”. Centcom che poco dopo rilanciava affermando che “le forze americane stanno attivamente supportando gli sforzi per ripristinare il transito commerciale” nello Stretto, tanto che, “come primo passo, due navi mercantili battenti bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e ora stanno proseguendo il loro viaggio in sicurezza”. Anche dopo queste dichiarazioni Usa è arrivata la controsmentita iraniana: “Nessuna nave mercantile o petroliera ha attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime ore”, ha rimarcato una nota diffusa dall’Ufficio Relazioni Pubbliche dei Pasdaran. “Le affermazioni dei funzionari statunitensi sono infondate e palesemente false”. Intanto, nella guerra di propaganda incrociata, una nave gestita da una compagnia sudcoreana, la “Hmm Namu”, battente bandiera di Panama, è stata realmente attaccata mentre navigava nello Stretto, e a bordo si sono verificati un’esplosione e un incendio, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’attacco iraniano con due droni contro una petroliera della compagnia petrolifera nazionale Adnoc. Il tutto mentre ammontano a circa due mila le navi che restano ancora bloccate in quell’angusta via di mare. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando gli attacchi missilistici e dei droni provenienti dall'Iran. Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile, all'incirca nel momento in cui il Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco.