mercoledì 25 marzo 2026

Km Malta Airlines a Palermo

[L'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione. Marx, "Per la critica dell'economia politica] Km Malta Airlines annuncia il lancio del nuovo collegamento diretto tra Malta e Palermo, rafforzando ulteriormente la connettività tra Malta e la Sicilia come parte del programma estivo 2026 della compagnia di bandiera maltese. La nuova tratta opererà dal 30 maggio tre volte a settimana (martedì, mercoledì e sabato), offrendo ai clienti opzioni di viaggio diretto tra l’aeroporto internazionale di Malta e l'aeroporto internazionale di Palermo Falcone Borsellino. “Siamo lieti di presentare Palermo come nuova destinazione all’interno del nostro programma estivo 2026 -dice David Curmi, presidente di Km Malta Airlines - Al momento, Palermo non è servita da voli diretti da Malta e questa nuova rotta amplia la gamma di destinazioni disponibili per i viaggiatori maltesi, creando allo stesso tempo ulteriori opportunità per attirare visitatori in entrata a Malta. La Sicilia e Malta condividono forti legami culturali, economici e turistici - conclude Curmi - e siamo fiduciosi che questo collegamento rafforzerà ulteriormente la connettività tra le due Isole”. I voli sono disponibili per la prenotazione tramite il sito web o l'app di Km Malta Airlines, agenzie di viaggio e altri canali di vendita autorizzati.  Questa nuova destinazione fa parte del programma estivo 2026 di Km Malta Airlines, che include una gamma ampliata di rotte e frequenze tra le principali destinazioni europee e mediterranee.


Facili capri espiatori

[Pensare significa oltrepassare. E. Bloch, "Il principio speranza"] Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e la capo di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi, si sono, per motivi diversi, entrambi dimessi. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. Anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia si è dimessa dopo il colloquio avuto nel pomeriggio con il ministro Carlo Nordio. Nel pomeriggio sia Bartolozzi che il sottosegretario Delmastro hanno incontrato Nordio. La Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha espresso “apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”, rende noto Palazzo Chigi. Ma la presidente del Consiglio Meloni va oltre e chiede che anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè lasci l’incarico. Nella nota di Palazzo Chigi in cui ringrazia Delmastro e Bartolozzi per essersi dimessi, la premier “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”. Le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi dagli incarichi al ministero sono “tardive”, perché “avrebbero dovuto già essere pretese dalla presidente del Consiglio”, ha commentato la segretaria Pd Elly Schlein durante l’intervista a “di martedì” che andrà in onda questa sera su La7. “Mi sembra che siano capri espiatori facili di una sconfitta che è tutta di Giorgia Meloni”, ha aggiunto, sottolineando che il commento di Giorgia Meloni al risultato del referendum sembra quello di “una passante”, ma lei è “la presidente del consiglio che ha guidato in modo aggressivo la campagna elettorale, delegittimando costantemente la magistratura. Si deve prendere chiaramente le sue responsabilità su questa campagna”. Dovrebbe arrivare entro un paio di mesi, e comunque prima della pausa estiva di agosto, la chiusura dell'inchiesta della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta su tre società del gruppo del biofood Bioera-Ki Group a carico della ministra del Turismo Daniela Santanchè, invitata alle dimissioni dalla premier Giorgia Meloni, e di altri ex amministratori delle aziende, tra cui l'ex compagno della parlamentare, Canio Mazzaro.   Da quanto si è saputo, infatti, nel giro di un mese, entro fine aprile, è atteso il deposito ai pm anche della relazione del curatore fallimentare di Ki Group Holding, la terza società fallita in ordine di tempo, per cui la liquidazione giudiziale è stata dichiarata il 5 giugno 2025. Anche in questa tranche, come nei casi dei fallimenti Ki Group e Bioera per i quali è già indagata, la senatrice di FdI rischia un'altra accusa di bancarotta. Poi, la Procura diretta da Marcello Viola, col procuratore aggiunto Roberto Pellicano e i pm Luigi Luzi e Guido Schininà, riuniranno gli accertamenti del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf sui tre filoni del crac del gruppo e dovrebbero arrivare ad un'unica chiusura indagini, in vista di una eventuale richiesta di processo, con le imputazione per tutti gli ex amministratori, tra cui appunto la ministra.   Santanchè è già a processo con altri a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia, gruppo editoriale da lei fondato in passato. Mentre è congelata, in attesa di una decisione della Consulta su una questione di utilizzabilità di alcuni atti, l'udienza preliminare per la vicenda della presunta truffa aggravata all'Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid.  Le opposizioni hanno presentato al Senato e alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanché.     A inizio seduta a Palazzo Madama le opposizioni hanno chiesto di poter discutere al più presto la mozione di sfiducia. In aula è intervenuto per primo il capogruppo del M5s, Luca Pirondini, chiedendo che la premier si assuma la responsabilità per "mettere fine a questo balletto indecente". Sulla ministra, Pirondini ha ricordato che è "uno scempio che va avanti da 3 anni grazie allo scudo di Meloni e nonostante accuse gravissime alla ministra". Per il Pd, il senatore Antonio Nicita ha puntato il dito sul "documento inedito" con cui ieri la presidente del Consiglio ha sollecitato le dimissioni di Santanché, chiedendo quindi di sapere: "Che cosa è cambiato oggi rispetto al luglio 2023, al luglio 2024 e al febbraio 2025 quando sono state respinte dal Parlamento le dimissioni di Santanchè? Per capire se è un chiarimento o semplicemente se come diceva Churchill 'quando sei in grande difficoltà prendi un gatto morto e buttalo sul tavolo'. Allora chiediamo che Meloni venga cortesemente in aula per rispettare questa istituzione". Alla richiesta di calendarizzazione della mozione, si sono associati Ivan Scalfarotto di Italia viva e Tino Magni di Avs. Scalfarotto ha denunciato il fatto che la riforma al centro del referendum fosse una "riforma blindata" e il governo, su questo, "è stato bocciato dal paese pur portando un principio di civiltà giuridica, e io lo dico avendo votato sì, e avete prodotto un disastro politico di cui dovete venire a rispondere con le seconde file ma con Giorgia Meloni che è la responsabile di quella operazione politica". 

Ice negli apt

[I filosofi non spuntano dal terreno come i funghi. Essi sono il prodotto del loro tempo. K. Marx, "Gazzetta Renana" 1842] Donald Trump ha dispiegato negli aeroporti di diverse città degli Stati Uniti gli agenti dell’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, nel mirino negli ultimi mesi dopo la morte di Renee Nicole Good a Minneapolis. Una mossa in linea con la linea dura del tycoon contro i migranti, ma che è stata motivata come un aiuto in una situazione di caos nei trasporti per il prolungato shutdown del dipartimento per la sicurezza interna che si protrae da oltre un mese, lasciando senza stipendio gli impiegati della Transportation Security Administration (TSA), carichi di lavoro in un momento di flussi intensi con le partenze di primavera. I funzionari affermano che gli agenti dell’Ice sono stati inviati in almeno 14 aeroporti, compresi gli hub di New York, Chicago e Atlanta, per assistere il personale e alleggerirne il carico di lavoro negli scali. Non effettueranno controlli sui passeggeri – si dice – ma dovrebbero svolgere ruoli di supporto come il monitoraggio delle uscite e la gestione della logistica. Ma Trump va anche oltre: “Se non avremo abbastanza personale, faremo intervenire anche la Guardia Nazionale – ha detto durante una conferenza a Memphis – saranno dove ne avremo bisogno per dare una mano negli aeroporti”. Poi, rivolgendosi a Todd Lyons, direttore ad interim dell’Ufficio Immigrazione e delle Dogane degli Stati Uniti (dell’Ice), ha chiesto: “Come va, e come sta andando l’Ice negli aeroporti nell’aiutarci?”. “Abbiamo semplicemente l’opportunità di aiutare i nostri colleghi del Dipartimento per la Sicurezza Interna. Stiamo andando alla grande. Faremo in modo che la sua promessa venga mantenuta, che le code si risolvano e che le persone siano al sicuro. E nessuno dovrebbe essere nervoso all’idea di andare in aeroporto perché faremo in modo che ogni viaggiatore in vacanza per le vacanze di primavera abbia un viaggio sicuro”, ha risposto lui.


martedì 24 marzo 2026

Nunca Mas

[Profeti del tempo. Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà. F. Nietzsche] A 50 anni dal colpo di Stato del 24 marzo del 1976, le associazioni delle Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo, insieme a organizzazioni per i diritti umani, partiti politici dell'opposizione, sindacati e movimenti sociali sono scese in piazza oggi in tutta l'Argentina per chiedere come ogni anno memoria, verità e giustizia per i crimini commessi negli anni della dittatura.    "I desparecidos sono 30.000 ed è stato un genocidio", ha affermato la 'Madre' Elia Espen, 95 anni, leggendo la dichiarazione finale della manifestazione tenuta nella capitale Buenos Aires di fronte a una marea umana che gremiva la storica Plaza de Mayo. "Non dimentichiamo, non perdoniamo e non ci riconciliamo, che dicano dove sono i nostri cari", concludeva il documento, in allusione alla necessità di rompere il 'patto di silenzio' che impedisce ancora oggi conoscere dove sono sepolti i corpi dei 'desaparecidos'.   Il documento appare come una risposta diretta al messaggio istituzionale diffuso alla vigilia della commemorazione dal governo di Javier Milei, nel quale si equiparavano i crimini commessi dal terrorismo di Stato (i sequestri, le sparizioni, gli omicidi, le torture e l'appropriazione di neonati e di beni dei desaparecidos) alle azioni commesse dai gruppi armati di sinistra e dove si mette in discussione una volta di più anche la cifra dei 30.000 scomparsi.   Sul palco accanto alle madri oggi, come invitato d'onore, c'era anche l'ex console italiano Enrico Calamai, che nei primi e più feroci anni della dittatura riuscì a salvare oltre 300 persone fornendo loro lasciapassare, passaporti e documenti falsi per fuggire dal Paese. “È  un'emozione enorme e ho la sensazione di assistere alla nascita di un'umanità nuova che si unisce e inizia a costruire sulla base di questi valori di memoria verità e giustizia", ha dichiarato Calamai al termine della commemorazione. A cinquant'anni dal golpe militare del 24 marzo del 1976, l'Argentina torna a ricordare la figura del fotografo italiano Giancarlo Ceraudo, la cui inchiesta giornalistica e fotografica - condotta insieme alla ex detenuta e sopravvissuta della dittatura, Miriam Lewin - condusse al ritrovamento di alcuni degli aerei usati per i famigerati voli della morte oltre che alla prima e unica condanna fino ad oggi dei piloti che li operavano.    Le foto del suo lavoro - intitolato 'Destino Final' - vengono esposte in questi giorni nel Museo Emilio Pettoruti della città di La Plata nel quadro delle iniziative per la commemorazione dell'anniversario del golpe, mentre uno degli aerei ritrovati, lo Skyvan matricola PA51 della Prefettura Navale argentina, è esibito permanentemente nel Museo della Memoria della ex Esma. Ceraudo sottolinea l'importanza delle iniziative per commemorare l'anniversario del golpe. "La politica di memoria, verità e giustizia continua ad essere un esempio per il mondo e un simbolo di resistenza alle dittature che va al di là della tragedia occorsa in Argentina", afferma il fotografo.   Ceraudo sottolinea anche il fatto che lo Skyvan sia adesso esibito all'Esma. "Rappresenta un oggetto che parla di un genocidio", afferma, ricordando che "nei suoi piani di volo c'erano le date, i nomi dei piloti , il punto di origine la durata, e il 'destino final' di ogni volo operato".     Tra questi anche quello del 14 dicembre 1977 in cui vennero gettati nel Rio de la Plata i corpi ancora in vita delle 12 persone sequestrate nella chiesa della Santa Cruz di Buenos Aires. Tra loro c'erano la fondatrice delle madri di Plaza de Mayo, Azucena Villaflor, e le due suore francesi, Leonie Duquet e Alice Domon. A cinquant'anni dal colpo di stato militare del 24 marzo del 1976, organizzazioni per i diritti umani, gruppi politici, sindacati e movimenti sociali hanno convocato oggi a manifestare nella Plaza de Mayo di Buenos Aires e nelle principali città del Paese per commemorare la 'Giornata della Memoria, la Verità e la Giustizia'.    Prevista come ogni anno la partecipazione delle Madri e delle Abuelas di Plaza de Mayo e la lettura sul palco allestito di fronte alla Casa Rosada di un documento per rivendicare l'importanza della memoria e ribadire le richieste di verità e giustizia sui crimini della dittatura, oltre allo storico "Nunca Más" (Mai più).    A distanza di 50 anni le organizzazioni dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato non chiedono più l'apparizione con vita dei loro cari, ma esigono che venga rotto il 'patto del silenzio' dei militari che ancora oggi impedisce di recuperare i corpi dei 'desaparecidos' (ne sono stati trovati solo 1400) o conoscere l'identità degli oltre 400 bambini nati e sottratti nei centri di detenzione clandestina: "Qué digan donde están" (Che dicano dove sono). Buenos Aires, settembre 1979. Prima dell’ispezione della Commissione interamericana per i diritti umani viene smantellato in poche ore il centro di detenzione clandestina per gli oppositori politici costituito all’interno della Scuola di meccanica della Marina. Nella notte, tutti i detenuti sono trasferiti in un’isola dell’arcipelago del Tigre, fino ad allora utilizzata come luogo di riposo del cardinale di Buenos Aires. Ad accogliere i prigionieri è il cartello: El Silencio. Nell’isola El Silencio i detenuti saranno vittime di un misterioso programma di “disintossicazione e rieducazione”. Attraverso le agghiaccianti testimonianze dei sopravvissuti e dei parenti dei desaparecidos, Horacio Verbitsky – uno dei più autorevoli giornalisti argentini, impegnato a denunciare i crimini del regime militare – ricostruisce per la prima volta in questo libro la storia di terribile campo di concentramento di El Silencio, fino ad allora nascosto al mondo. Con una prosa avvincente, Verbitsky parte da El Silencio per svelare retroscena inediti del rapporto tra le gerarchie della “guerra sporca”, il regime militare e le gerarchie ecclesiastiche. L’inchiesta, che suscitò enorme clamore in Argentina, incrocia alcune delle figure più importanti del Vaticano di ieri e di oggi, dal nunzio apostolico Pio Laghi fino a papa Paolo VI, analizzando anche le azioni dell’allora sconosciuto padre provinciale Jorge Bergoglio, che sarebbe diventato, nel 2013, papa Francesco.A quarant’anni dalla sua prima edizione, e a quasi quarant’anni dall’inizio della sanguinosa dittatura argentina, Fandango Libri ripropone l’inchiesta firmata da Verbitsky, un’analisi coraggiosa, documentata, che getta luce sull’assordante silenzio della Chiesa rispetto a una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento. Una giornata non solo di commemorazione ma anche a difesa della democrazia. Con questo obiettivo organizzazioni per i diritti umani, associazioni, sindacati, partiti politici e privati cittadini hanno sfilato venerdì nelle strade delle principali città dell'Argentina per commemorare come ogni anno la ricorrenza del 24 marzo, giorno in cui si ricorda la presa del potere da parte della dittatura militare nel 1976.    La manifestazione centrale della cosiddetta giornata della "memoria, della verità e della giustizia", si è tenuta nella capitale Buenos Aires, nella storica piazza antistante la Casa Rosada, e ha visto la partecipazione delle principali organizzazioni legate alla lotta contro i crimini della dittatura: le Madri e le Nonne della Plaza de Mayo che in quella stessa piazza iniziarono la lotta per la verità e la giustizia quando i militari erano ancora al potere, e l'associazione Hijos, che raggruppa i figli dei "desaparecidos".      Cinquant'anni e una ferita non ancora sanata."In Argentina ci sono stati tanti colpi di stato prima del '76, ma nessuno è arrivato al livello di ingerenza e violenza di quello. Per quelli della mia generazione è una ferita ancora aperta", le parole di Julio Velasco, ct della titolatissima nazionale femminile di pallavolo, sul 50° anniversario dal golpe militare in Argentina del 24 marzo 1976. Ne parla nel giorno in cui riceve il premio "Sport e diritti umani 2026' istituito da Amnesty International Italia e Sport4Society, proprio per "il contrasto agli anni drammatici della dittatura contro la quale si è battuto con coraggio", si legge nella motivazione della giuria presieduta da Riccardo Cucchi. "Io mai avrei pensato di fare l'allenatore di pallavolo - prosegue -, studiavo filosofia perché pensavo fosse la cosa che più di tutte mi permetteva di capire il mondo. Ma a pochi esami dalla fine sono dovuto andare a Buenos Aires e a La Plata non sono più tornato per tanti anni perché era pericoloso". Perse il suo migliore amico e il fratello più piccolo fu sequestrato per 45 giorni. "Per questo quando dico che la pallavolo mi ha salvato la vita - continua - mi riferisco al fatto che dopo anni così ero a rischio depressione, tutto sembrava nero e la pallavolo è stata la mia valvola di sfogo".Cinquant'anni dopo si definisce "fortunato" perché può raccontare un'esperienza del genere e non è stato uno dei 30mila 'desaparecidos'.  E Velasco guarda anche ai conflitti di oggi: "Difendo l'Ucraina e credo che si debba essere contro la Russia, ma non bisogna fare il loro gioco, per questo parlare di boicottare le competizioni sportive è ipocrita, perché mentre pretendiamo che i russi non giochino intanto continuiamo a comprare i loro gas" ha concluso il ct azzurro. “Sono stato all’ESMA. Le voglio parlare.” Così inizia una delle interviste più importanti per la storia dell’Argentina contemporanea e per il mondo intero. Adolfo Scilingo, capitano di corvetta, ex membro dell’apparato repressivo che ha detenuto il potere in Argentina dal 1976 al 1983, confessa pubblicamente e per la prima volta al giornalista Horacio Verbitsky che alcuni desaparecidos venivano gettati in mare da un aereo dopo essere stati narcotizzati.Fino al 1995, anno in cui Il Volo è stato pubblicato in Argentina, solo le vittime della repressione avevano denunciato quest’orribile modalità di eliminazione dei detenuti politici.Punto di svolta nella conoscenza e nell’analisi della storia recente del paese, Il Volo ha rappresentato anche uno strumento probatorio fondamentale nel corso del processo condotto dal giudice spagnolo Baltasar Garzón contro lo stesso intervistato.Nell’aprile del 2005 Scilingo è stato condannato a 640 anni di carcere da un tribunale spagnolo.    Dopo la morte della madre, sulla soglia dei trent’anni Stella Carnevale vive in Italia con il padre, un colonnello argentino in pensione. La famiglia si è trasferita quando Stella era adolescente e a Buenos Aires non sono più tornati.Insegna geografia alle scuole medie e, come forma di ribellione contro la rigida educazione familiare, nel tempo libero si dedica a incontri a pagamento con pochi, selezionati clienti.Niente sembra poter turbare i suoi piccoli riti, fino al giorno in cui il padre scompare e due poliziotti le chiedono di presentarsi l’indomani in commissariato.La verità di fronte a cui verrà messa la protagonista è quella di molti ragazzi nati negli anni della dittatura militare in Argentina: Stella è figlia di due giovani oppositori passati per il centro clandestino di tortura dell’Esma, la famigerata Escuela de Mecánica de la Armada. Serve solo un esame del suo Dna per dimostrare che il colonnello Carnevale non è suo padre.Si può continuare ad amare il padre che ti ha cresciuto ma che ha contribuito alla morte dei tuoi veri genitori?Non ti fidare è un romanzo che affronta a cinquant’anni di distanza la storia dei nipoti di Plaza de Mayo, uomini e donne nella cui identità è scritto un pezzo della storia del continente americano, un romanzo che interroga sulla profondità di emozioni e sentimenti in un tormentato rapporto padre-figlia. “ Quando lavoravo in Argentina mi sono imbattuto in una storia simile. Quella ragazza mi disse: io non ripudio nessuno, quest’uomo resta mio padre.” Claudio Fava


200 mld di troppo

[Le false accuse contro di me non sono scese dal cielo, sono arrivate dal presidente più corrotto della storia degli Stati Uniti, il corrotto Joe Biden, allo scopo di truccare e rubare un’altra elezione. Donald Trump] Visitando un centro di comando delle truppe impegnate nel conflitto in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le forze di Mosca devono prepararsi a continuare a combattere anche durante l’estate.     "Putin - scrive il Cremlino sul suo canale Telegram - ha ringraziato i comandanti e il personale delle formazioni per le azioni riuscite, e ha posto l'obiettivo di garantire alle forze russe tutto ciò di cui hanno bisogno per condurre azioni militari nel periodo necessario".  "Ottima discussione oggi con il presidente Zelensky, insieme al presidente Emmanuel Macron e ai leader europei.     Restiamo uniti a sostegno di un accordo di pace che renda giustizia all'Ucraina. Un accordo che rispetti pienamente la sovranità dell'Ucraina e con le necessarie garanzie di sicurezza. Stiamo portando avanti il lavoro per soddisfare le esigenze finanziarie dell'Ucraina. Abbiamo compiuto buoni progressi e prevediamo di presentare le nostre proposte legislative questa settimana". Lo scrive su X Ursula von der Leyen. "Stiamo inoltre coordinando strettamente le nostre azioni con la Coalizione dei Volenterosi", aggiunge. "I rischi per il Belgio" dall'uso degli asset russi congelati "sono semplici: se la Russia ci porta in tribunale avrà tutte le possibilità di vincere e noi non saremo in grado di rimborsare questi 200 miliardi perché rappresentano l'equivalente di un anno di bilancio federale. Significherebbe la bancarotta". Lo ha detto il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, in un'intervista a Rtl, evidenziando che si tratta della "grande spada di Damocle che pende sulla testa" del Belgio.     "Vogliamo evitare di violare il diritto internazionale non basandoci su una decisione giudiziaria, ma sulla volontà politica", ha spiegato.  "La pressione sarà ancora più forte sulla Russia": lo ha detto Emmanuel Macron dopo il colloquio all'Eliseo con Volodymyr Zelensky, annunciando un rafforzamento delle sanzioni contro Mosca: "È la prima volta che abbiamo un piano di sanzioni così completo, sia sul petrolio, sia sulla flotta ombra". "Vi assicuro - ha aggiunto il presidente francese - che nelle prossime settimane, la pressione sarà più forte sulla Russia per limitarne il finanziamento".     "L'obiettivo centrale è la pace" ha aggiunto il presidente francese. "Siamo in una situazione in cui gli Stati Uniti hanno assunto un ruolo di mediatori e rendo omaggio al lavoro dell'equipe americana", ha aggiunto Macron, sottolineando che "la Russia non dà alcun segno di voler fermare la guerra. Mentre parliamo di pace, la Russia continua a uccidere e distruggere È un insulto al diritto e un ostacolo alla pace". 

47 morto che parla

[La sconfitta ha valore soprattutto perché ci dà l'occasione di diventare più umili.] Nell’ultimo incontro sindacale, il 10 del corrente mese, i sindacati hanno chiesto quante erano le vertenze, a vario titolo, contro Pasticiedda. L’azienda si è riservata di dare una risposta aggiornata dopo un attento inventario. Dalle nostre fonti  possiamo anticipare che  non sono meno di 47. Aggiungiamo a tutto questo l’indagine ispettiva dell’ispettorato del lavoro, l’esposto in procura della repubblica per truffa ai danni dello Stato. La società ASC Handling SRL in data 1 Settembre 2021 aveva, a seguito di una Cessione ramo di azienda, dato avvio delle proprie attività acquisendo in organico la totalità dei lavoratori dipendenti di altra società (Asc Handling Limited ) avendo un unico committente contrattualizzato con operatività stagionale e segnatamente per l’anno in corso dal mese di Luglio al mese di Ottobre. Pertanto era ampiamente a conoscenza dei vertici societari della ASC Handling che avrebbero cessato la propria attività ai primi di Ottobre del 2021 e non si comprende per quale ragione abbiano appena 44 giorni prima della apertura dello stato di crisi, acquisito una cessione di ramo di azienda (datata 1 Settembre 2021 ) con il conseguente passaggio di tutto il personale in forza a tempo indeterminato dalla vecchia società. Non abbiamo pertanto riscontrato alcun tipo di evento imprevedibilmente sopraggiunto di “crisi“ scatenante la necessità di dare luogo all’attivazione di un ammortizzatore sociale, stante la piena consapevolezza della società a della data di avvio certa e della data di scadenza delle operatività dello stesso unico vettore contrattualizzato. Nel corso dell’esame congiunto abbiamo, al tavolo di confronto, precisato che non esisteva alcuna possibilità di determinare e quantificare, stante la recentissima nascita della società, sia se il personale oggetto della Cassa Integrazione possedesse nei fatti il requisito previsto dalle norme vigenti (anzianità reale di 90 giornate lavorative) che l’impatto sui bilanci societari del “presunto “stato di crisi. Appare infatti ipotizzabile un tentativo posto in essere di “scaricare “sull’INPS (e quindi sulla collettività) attraverso il meccanismo della attivazione di una cassa integrazione, i costi del personale di una azienda nei fatti nata appena 44 giorni prima della proclamazione dello stato di crisi (peraltro attraverso un meccanismo di cessione di ramo di azienda). La Cisal ha chiesto agli organi competenti di verificare attraverso un’indagine ispettiva se nella fattispecie possano o meno sussistere violazioni ai termini di legge in materia di truffa aggravata ai danni dell’INPS o eventuali altre difformità. Inoltre, non ultimo, non sarebbero ancora stati caricati i ticket restaurant del corrente mese … 

Liam C non sarà Yankee


[A volte bisogna saper perdere per poter vincere. Wikiquote] Un giudice per l'immigrazione negli Stati Uniti ha respinto la richiesta di asilo di Liam C., il bambino ecuadoriano di cinque anni fermato lo scorso 20 gennaio insieme al padre da agenti del Servizio per l'immigrazione e le dogane (Ice). Lo riferisce il quotidiano El Universo, precisando che la decisione è stata impugnata dalla difesa, consentendo alla famiglia di restare nel Paese in attesa dell'esito del ricorso. I legali contestano le modalità della decisione, sostenendo che la richiesta sia stata respinta senza che i richiedenti potessero esporre pienamente il proprio caso davanti a un giudice. Secondo la difesa, erano entrati legalmente negli Stati Uniti nel 2024 come richiedenti asilo. La famiglia è composta oltre che da Liam, dal fratello di 13 anni e dai genitori, Adrián Conejo Arias ed Erika Ramos, incinta. Se l'appello sarà respinto, la famiglia rischia il rimpatrio in Ecuador.