[Non é felice chi non pensa di esserlo. P. Siro] Poco prima dell'entrata in vigore della tregua, alle 23 di ieri, almeno 13 persone sono state uccise in raid israeliani su Tiro. lo affermano le autorità locali. Secondo l'Orient Le jour, tra le macerie di un complesso residenziale a Tiro sono stati recuperati i corpi di 11 persone uccise, oltre a 35 feriti. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'Idf "mantiene e continuerà a mantenere" tutte le posizioni che ha "bonificato e conquistato" in Libano, affermando che Israele è ancora nel mezzo di una guerra contro Hezbollah e che i suoi obiettivi non sono ancora stati raggiunti. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Katz ha affermato che l'obiettivo di disarmare Hezbollah "con mezzi militari o diplomatici" rimane l'obiettivo centrale. L’esercito israeliano ha ricevuto l'ordine di uccidere qualsiasi combattente di Hezbollah nell'area del Libano meridionale che si estende dal confine israelo-libanese fino al fiume Litani, che scorre circa 30 chilometri a nord, secondo una dichiarazione militare rilasciata oggi. "Ho dato l'ordine di trasformare l'area del Libano meridionale fino al Litani in una zona di fuoco letale per qualsiasi terrorista di Hezbollah", si legge nel comunicato, citando il tenente generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito, durante una visita alle truppe israeliane schierate in territorio libanese. Le nostre forze continuano a colpire Hezbollah e siamo sul punto di conquistare Bint Jbeil. Ieri ho dato istruzioni all'Idf di continuare a rafforzare la zona di sicurezza''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video. ''I nostri amici americani ci tengono costantemente aggiornati sui colloqui con l'Iran. I nostri obiettivi sono gli stessi. Nell'eventualità di una ripresa dei combattimenti, siamo preparati a qualsiasi scenario'', ha aggiunto. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf avverte che "le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte" e invita a "smettere immediatamente" con gli attacchi al Libano. "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco", afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi. L'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l'aviazione israeliana ha effettuato 21 raid aerei durante la notte in alcuni villaggi del distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta il media israeliano Ynet. Un ulteriore attacco è stato segnalato sul ponte di Al-Qasmiyah, sempre nel Libano meridionale, e un altro a Dahieh, Beirut. Israele continuerà a colpire Hezbollah "ovunque sia necessario”. Lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu.L’Unione europea respinge qualsiasi idea di un “pedaggio” per l’utilizzo dello Stretto di Hormuz, dove la libertà di navigazione deve essere garantita, ha affermato oggi un portavoce. “Il diritto internazionale sancisce la libertà di navigazione, il che significa esattamente ciò che dice: nessun pagamento, nessun pedaggio di alcun tipo”, ha dichiarato Anouar El Anouni, portavoce per Affari esteri e Sicurezza della Commissione europea. Il Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre il governo Trump cerca di fare pressione sull'Iran per un accordo che metta fine al conflitto. Lo scrive il Washington Post citando funzionari Usa. Le forze in arrivo nella regione includono circa 6.000 soldati a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato. Altri 4.200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l'11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese. I rinforzi militari dovrebbero unirsi alle navi da guerra già presenti in Medio Oriente proprio mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, il 22 aprile. Le truppe si uniranno ai circa 50.000 militari che, secondo il Pentagono, sono impegnati nelle operazioni contro l'Iran. L'arrivo di ulteriori navi da guerra americane eserciterà una pressione ancora maggiore sull'Iran e fornirà all'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, e ad altri alti ufficiali militari maggiori opzioni nel caso in cui i negoziati fallissero, ha detto al quotidiano statunitense James Foggo, ammiraglio della Marina in pensione e decano del Center for Maritime Strategy nel nord della Virginia.
OTTOBRE ROSSO
sabato 18 aprile 2026
Il ritorno di Lovaglio
[Donna basgiata s'hè meza chi data. Donna baciata s'è mezza che data.] Colpo di scena a Siena: la lista del socio Tortora (Plt), che ricandida Luigi Lovaglio alla carica di amministratore delegato, è risultata di gran lunga la più votata all’assemblea di Mps chiamata a rinnovare il board della banca per il prossimo triennio, battendo così la lista proposta dal cda uscente, che alla vigilia era accreditata per favorita. La lista di Plt ha ottenuto l’approvazione dal 49,9% circa dei presenti, quella del cda che indicava il ticket Maione-Palermo il 38,79%, quella (di minoranza) del gestori e dei fondi il 6,94%. "Sento un grande senso di riconoscenza verso la famiglia Tortora per questa iniziativa e altrettanto verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia, che aggiunge ancora più determinazione a quello che abbiamo in mente di fare e non vedo l'ora di ricominciare su questo progetto estremamente importante non solo per il sistema finanziario ma anche per il paese". Lo ha detto Luigi Lovaglio, ex AD di MPS che ora è rientrato nel board con la vittoria della lista PLT Holding della famiglia Tortora all'assemblea della BMPS.
Dopo soli 56 giorni ...
[La frase ‘Make America Great Again, la frase è mia, l’ho inventata circa un anno fa, e ho continuato a usarla, e tutti la usano, tutti la adorano. Non lo so, immagino che dovrei proteggerla con il copyright. Donald Trump] L'accelerazione dei tempi dell'esecuzione della strage di via D'Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta, è da individuare nell'intervento che il magistrato fece il 25 giugno 1992 a Casa Professa. Lo scrivono i pm di Caltanissetta nel chiedere l'archiviazione di una delle indagini aperte a carico di ignoti sulla strage. "Allora con lucida determinazione, affermò pubblicamente di essere su taluni aspetti, che avevano portato dapprima all'isolamento professionale di Falcone e poi alla sua tragica eliminazione, un testimone di vicende che avrebbe riferito direttamente alla competente autorità giudiziaria di Caltanissetta e di cui conseguentemente non poteva fare menzione nella assemblea". "Non è, dunque, azzardato ritenere - scrivono i magistrati - che Borsellino fosse in quel momento non solo un magistrato che aveva svolto indagini di assoluta importanza nei confronti di Cosa nostra, ma soprattutto un autorevolissimo testimone, l'unico che sarebbe stato, probabilmente, in grado di rivelare elementi di fondamentale importanza per la ricostruzione della strage di Capaci o, quanto meno, per indirizzarne le indagini". "Questo Ufficio è, quindi, convinto che l'accelerazione della strage di via D'Amelio trovi la sua causa - precisano - nella funzione specificamente preventiva della stessa, che si aggancia ovviamente alle funzioni retributive (vendetta) e destabilizzanti intese secondo il modo di pensare di Totò Riina (fare la guerra per poi fare la pace)". "Il depistaggio (delle indagini sull'attentato di via D'amelio) era, dunque, finalizzato a fornire una lettura minimalista delle causali, riducendole, in buona sostanza, ad una vendetta di Cosa nostra con la conseguente esclusione di interessi esterni all'associazione mafiosa nel determinismo causale della stessa. Ricondurre la strage di via D'Amelio, come per anni si è riusciti a fare grazie a questo colossale depistaggio, ad una operazione di vendetta di Cosa nostra, escludendo qualsiasi 'funzione preventiva' della strage, non consentirebbe, però, di fornire alcuna logica spiegazione all'accelerazione che, senza dubbio, ci fu" scrive la Procura di Caltanissetta. "Si può, al contrario, affermare con certezza che il verificarsi della strage di via D'Amelio dopo soli 56 giorni dalla strage di Capaci non comportò alcun vantaggio per l'organizzazione mafiosa, ma solo l'adozione di provvedimenti legislativi (primo tra tutti la stabilizzazione del regime di cui all'art 41 bis o.p.) certamente negativi per cosa nostra", conclude.
Spagna e Brasile contro Trump
[Donna, dannu. Donna, danno.] Spagna e Brasile rafforzano l’asse politico ed economico con la firma di 15 accordi bilaterali al vertice di Barcellona, primo nel suo genere tra i due Paesi. Intese che spaziano da tecnologia e connessioni satellitari a sanità e materie prime critiche, in un contesto segnato da tensioni commerciali globali e crescente instabilità. Il summit si inserisce nel quadro della Global Progressive Mobilisation, uno degli appuntamenti internazionali promossi dal premier spagnolo Pedro Sànchez e dal presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva, con l’obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista capace di fare da contrappeso alle politiche di Donald Trump e all’avanzata delle destre radicali. A sottolinearne la portata è lo stesso Sànchez: “Abbiamo firmato quindici accordi che sottolineerei come essenziali per il XXI secolo, che vanno dai minerali critici alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e alle connessioni satellitari. Stiamo avanzando anche su impegni sociali fondamentali ai quali entrambi i governi sono pienamente legati”. Nel vertice, che apre anche a una maggiore integrazione tra Unione europea e America Latina, Lula ha rimarcato la convergenza politica tra i due governi: “Il Brasile e la Spagna sono dalla stessa parte. Siamo la prova che è possibile trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono, senza cedere alle promesse vuote dell’estremismo.” Alla mobilitazione progressista a Barcellona partecipano tanti politici italiani della sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein, impegnata in incontri bilaterali e attesa il 18 aprile in un panel su clima, energia, digitale e difesa insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera e all’eurodeputato Mohammed Chahim.
Sarà vera la resa dell’Iran?
[Questa sarà l’elezione più grande e importante nella storia del nostro Paese, forse nella storia del MONDO. Non mi arrenderò mai. Donald Trump, dopo il fallito attentato del 13 luglio 2024] Donald Trump si aspetta un accordo con l'Iran in "un giorno o due". Lo ha detto il presidente americano ad Axios. "Gli iraniani vogliono un incontro, vogliono raggiungere un accordo. Penso che probabilmente ci sarà un incontro durante il fine settimana. Penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due", ha detto Trump. Il ministero degli Esteri iraniano afferma che il suo uranio arricchito non verrà trasferito altrove: "L'opzione di trasferire all'estero l'uranio arricchito dell'Iran è inaccettabile", afferma ai media iraniani il portavoce del ministero. Il ministero ha dichiarato che le scorte di uranio arricchito del Paese non saranno trasferite "da nessuna parte", smentendo una precedente affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui la Repubblica islamica avrebbe acconsentito alla loro cessione. "L'uranio arricchito dell'Iran non sarà trasferito da nessuna parte", ha dichiarato alla televisione di stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. Trump aveva pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un messaggio per cui "gli Stati Uniti si prenderanno tutta la 'polvere' nucleare creata dai nostri grandi bombardieri B2", riferendosi al materiale nucleare sepolto dagli attacchi statunitensi dello scorso anno. L'Iran "ha accettato tutto. È un ottimo accordo, un accordo meraviglioso". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs, durante la quale ha spiegato che Teheran lavorerà con gli Stati Uniti per rimuovere l'uranio arricchito dal paese. "I nostri insieme agli iraniani lavoreranno fianco a fianco per recuperarlo. Poi lo porteremo negli Stati Uniti", ha osservato spiegando che non saranno necessari "boots on the ground". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sono rimasti "scioccati" dal post di Donald Trump in cui il presidente affermava che gli Stati Uniti hanno proibito a Israele di bombardare il Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Israele ha chiesto alla Casa Bianca chiarimenti. Il governo laburista britannico di Keir Starmer non intende porre obiezioni formali di fronte alla Corte Penale Internazionale contro i mandati di arresto spiccati mesi fa nei confronti del premier israeliano, Benyamin Netanyahu, e del ministro della Difesa, Yoav Gallant, oltre che dei leader di Hamas, accusati di crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Lo ha detto oggi un portavoce di Downing Street, confermando indiscrezioni del New York Times. L'ipotesi di porre obiezioni era stata evocata - ma non ufficializzata - dal precedente governo conservatore di Rishi Sunak. Ovviamente ci saranno nuovi files di Jeffrey Epstein che faranno intendere che l’amico Trump partecipava ai festini. In Inghilterra i danni del finanziere pedofilo sono ancora sotto gli occhi di tutti, basterà ricordare ...
venerdì 17 aprile 2026
Ryanair taglia
[Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi; ma se si accontenta di iniziare con qualche dubbio, arriverà alla fine a qualche certezza.(F.Bacone)] Ryanair ridurrà la propria rete di voli nel corso del 2026, eliminando alcune rotte considerate meno redditizie in Paesi come Spagna, Germania, Francia, Belgio e Portogallo. I tagli sono stati decisi sulla base di diversi fattori, come l’aumento delle tasse aeroportuali, l’incremento delle imposte sul trasporto aereo e il rialzo delle tariffe per il controllo del traffico aereo imposte dai governi nazionali e dai gestori aeroportuali. La compagnia ha spiegato che preferirà concentrare la propria capacità sui mercati dove i costi operativi risultano più bassi e la domanda di voli rimane elevata. La Spagna sarà una delle nazioni più penalizzate. Interrotti tutti i voli verso le Asturie e Vigo, chiusa la base di Santiago de Compostela e ridotti i collegamenti verso Santander, Saragozza e alcune destinazioni delle Isole Canarie. Anche i servizi verso Valladolid e Jerez risultano sospesi. In Germania cancellate 24 rotte: interessati gli aeroporti di Berlino, Amburgo, Colonia, Francoforte-Hahn, Dortmund, Dresda, Lipsia e Memmingen mentre in Francia stop ai voli per Bergerac, Brive e Strasburgo, oltre all’interruzione delle operazioni verso lo scalo di Clermont-Ferrand. Anche in Belgio sono state tagliate circa 20 rotte e ridotti i servizi da Bruxelles e Charleroi. In Portogallo, invece, interrotte completamente le operazioni verso le Azzorre, cancellando tutte e sei le rotte da e per l’arcipelago a partire dal 29 scorso marzo.
giovedì 16 aprile 2026
Tregua Israele - Libano
[Donna chi posa mal'pensa. Donna che riposa, mal pensa.] L'annuncio del presidente americano Donald Trump. L'inizio della tregua, ha scritto in un post su Truth, è programmato alle 23 (ora italiana). Il numero uno della Casa Bianca ha detto di aver parlato sia con il presidente libanese Aoun che con il primo ministro israeliano Netanyahu, e di volerli invitare alla Casa Bianca per "colloqui significativi" tra i due Paesi. Poi ha aggiunto: "È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la decima, quindi diamoci da fare. Almeno 35 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro il Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese nel suo aggiornamento quotidiano, mentre funzionari libanesi e israeliani si incontrano a Washington, DC, per discutere di possibili colloqui per un cessate il fuoco, scrive la Cnn. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, gli attacchi aerei del Paese contro il Libano hanno causato la morte di almeno 2.124 persone dal 2 marzo. Tra le vittime figurano 168 bambini e almeno 88 operatori sanitari. I rappresentanti di Israele e Libano "hanno avuto discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due Paesi". Lo si legge in una nota congiunta pubblicata dopo gli incontri a Washington. "Le parti hanno concordato di avviare negoziati diretti in una data e in un luogo da stabilirsi successivamente", si sottolinea. L'incontro, si legge ancora nella nota "ha segnato il primo contatto di alto livello tra i governi israeliano e libanese dal 1993. I partecipanti hanno intrapreso discussioni costruttive sulle misure necessarie per avviare negoziati diretti tra i due paesi". "Gli Stati Uniti si sono congratulati con entrambi i paesi per questo storico traguardo, esprimendo il proprio sostegno alla prosecuzione delle discussioni, nonché ai piani del governo libanese volti a ripristinare il monopolio statale sulle armi e a porre fine all'eccessiva influenza dell'Iran". Le parti "hanno inoltre espresso la speranza che tali discussioni vadano oltre il quadro dell'accordo del 2024 e conducano a un accordo di pace globale" ribadendo "il proprio sostegno al diritto di Israele di difendersi dagli attacchi in corso da parte di Hezbollah". Le parti, "hanno inoltre sottolineato che qualsiasi accordo di cessate il fuoco debba essere concluso tra i governi, sotto la mediazione americana, e non attraverso un canale parallelo". E hanno indicato "che tali negoziati potrebbero aprire la strada a significativi aiuti per la ricostruzione e la ripresa economica del Libano, nonché a maggiori opportunità di investimento per entrambi i paesi". Le autorità iraniane hanno condannato a morte altre quattro persone, tra cui una donna, per le proteste del gennaio di quest'anno. Lo riferiscono diverse organizzazioni per i diritti umani. I quattro sono stati condannati a morte da un tribunale rivoluzionario di Teheran presieduto dal famigerato giudice Imam Afshari, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto azioni per conto degli Stati Uniti, hanno dichiarato in comunicati separati l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) e il Centro Abdorrahman Boroumand. Erano stati accusati di aver lanciato blocchi di cemento da un edificio residenziale contro le forze di sicurezza nella capitale. Non è stato immediatamente chiarito quando sia stata emessa la sentenza. L'Iran ha già impiccato sette persone in relazione alle proteste che, secondo gli attivisti, sono state represse con una violenza tale da causare migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la Repubblica islamica di utilizzare la pena di morte come strumento di repressione per instillare paura nella società e temono che intensificherà le esecuzioni capitali in seguito alla guerra contro Israele e gli Stati Uniti. Israele ha iniziato gli attacchi contro quelli che definisce obiettivi di Hezbollah, sostenuto dall'Iran, nel Paese poco più di sei settimane fa, e ha continuato a condurre raid anche dopo l'attuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Sempre alta la tensione in Medio Oriente, giunta al 46/mo giorno di guerra, mentre la diplomazia è al lavoro. Il Pakistan ha proposto un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad prima della fine del cessate il fuoco. La Cina si adopera per il cessate il fuoco in Medio Oriente: Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed. Intanto Trump boccia la proposta dell'Iran su uno stop di 5 anni dell'arricchimento dell'uranio. Intanto, i blocco navale minacciato da Donald Trump per soffocare la Repubblica islamica diventa realtà nello stretto di Hormuz, aprendo un nuovo, incerto capitolo del conflitto in Medio Oriente, lo stop è garantito da 15 navi Usa. Dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad Trump rivela: 'Teheran ci ha chiamato, vogliono un accordo'. La prima nave ad attraversare il canale una portacontainer diretta a Dubai. Una petroliera cinese è transitata ed è entrata nel Golfo dell'Oman. 'La chiusura è un danno', dice la presidente della Commissione europea Von der Leyen che vara il piano sull'energia ma chiude alla sospensione del Patto di stabilità. Fmi-Banca mondiale-Iea lanciano l'allarme: l'impatto della guerra 'colpisce in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia', col rialzo dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. La guerra in Iran è "quasi finita. La considero molto vicina alla fine". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox, secondo quanto riportato su X da Maria Bartiromo, la anchor che lo ha intervistato. L'intervista andrà in onda nel pomeriggio italiano.