domenica 18 ottobre 2026

Donaldo in tour

[L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità. Emily Dickinson] Trump parla, ma su Truth Social sono sempre meno quelli che lo ascoltano. Il presidente americano continua a usare il suo social come megafono della Casa Bianca - dalla guerra in Iran agli annunci politici, senza rinunciare ai video generati dall'intelligenza artificiale che lo vedono protagonista - ma a due settimane dall'appuntamento con le elezioni di midterm il pubblico si assottiglia: secondo dati della società di monitoraggio digitale Similarweb citati dal Washington Post, il traffico sulla piattaforma è crollato di oltre il 30% nell'ultimo anno. A settembre Truth Social contava in media 260 mila utenti al giorno, contro il picco di 420 mila raggiunto nel giugno 2025. Trump ha lanciato Truth nei quattro anni tra le sue due presidenze quando, dopo l'assalto al Capitol del 6 gennaio, Facebook, YouTube e Twitter lo avevano messo al bando. Nel secondo mandato il social è stato al centro di interrogativi su possibili conflitti d'interesse. All'inizio di quest'anno, ad esempio, ha annunciato un servizio che consentirebbe agli investitori di accedere ai post pubblicati sul social prima degli altri utenti, sollevando dubbi di natura legale sulla possibilità di ottenere un vantaggio nei mercati finanziari grazie all'accesso privilegiato alle comunicazioni del presidente.  Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto venerdì a Dalton, nel nord-ovest della Georgia, in sostegno dei candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato. L’evento ha riunito per la prima volta quest’autunno il candidato al Senato Mike Collins e il candidato alla governatorato Rick Jackson. Collins sfiderà il senatore democratico in carica Jon Ossoff, mentre Jackson si contenderà la carica di governatore con l’ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms. Il comizio rientra nello sforzo della Casa Bianca di mobilitare l’elettorato repubblicano in uno degli stati più competitivi del paese. “Dovete fingere che io sia candidato”, ha detto Trump davanti ai sostenitori, dopo che alcuni hanno gridato “Trump 2028”. Il presidente ha inoltre affermato: “La sera delle elezioni, la Georgia dimostrerà che l’America non appartiene a coloro che ci odiano”. La Georgia rappresenta una sfida diversa rispetto agli stati saldamente repubblicani visitati di recente da Trump, come Alabama, Montana e Tennessee. Per vincere, Collins e Jackson dovranno probabilmente attrarre elettori oltre alla base trumpista, in un contesto in cui la popolarità presidenziale nello stato risulta in calo. Durante il discorso, alcuni manifestanti hanno interrotto l’intervento per protestare contro le politiche migratorie dell’amministrazione. Trump ha insinuato, senza fornire prove, che il “perdente di sinistra” Ossoff avesse pagato i dimostranti. Il presidente ha dedicato gran parte del comizio alle critiche verso i democratici, alla difesa della guerra in Iran e alla promozione delle proprie politiche di confine, più che alla presentazione dei candidati georgiani. I repubblicani intendono investire nuove e ingenti risorse a sostegno del senatore Pete Ricketts in vista delle midterm, evidenziando il massimo impegno per la difesa di un seggio un tempo considerato sicuro, in un clima di preoccupazione economica nel cuore dell'America. Il Senate Leadership Fund, riferisce il Wall Street Journal, ha annunciato che spenderà 8 milioni di dollari fino al 3 novembre, il giorno delle elezioni, portando a 15 milioni la cifra totale destinata alla difesa del seggio del Grand Old Party in Nebraska. L'organizzazione ha già speso 7 milioni di dollari, ma attraverso un altro ente denominato 'Cornhusker Majority', il cui finanziamento non era stato reso pubblico in precedenza. La scorsa settimana il presidente Trump si è recato in Nebraska per una campagna elettorale congiunta con Ricketts, e anche il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha in programma di fare campagna elettorale nello Stato. I sondaggi indicano una sfida combattuta, ma gli osservatori ritengono però probabile che Ricketts riesca a mantenere il seggio. Le operazioni di voto sono già in corso nello Stato. Ricketts affronta lo sfidante Dan Osborn, un sindacalista che nel 2021 ha guidato uno sciopero all'impianto Kellogg's di Omaha. Osborn, che si candida come indipendente, ha sfiorato nel 2024 la vittoria di un seggio al Senato contro la senatrice repubblicana Deb Fischer, arrivando a circa 7 punti percentuali di distacco. In quell'anno, Trump vinse nello Stato con un margine di 16 punti nelle elezioni presidenziali. James Talarico è in leggero vantaggio sul procuratore generale repubblicano Ken Paxton nella corsa al Senato in Texas. L'ultimo sondaggio della University of Texas/Texas Politics Project mostra il democratico al 50% contro il 47% di Paxton, un distacco che rientra nel margine di errore del 3,3%. Si tratta dell'ultimo di una serie di rilevazioni di ottobre che evidenziano un testa a testa sempre più serrato in uno Stato che non elegge un democratico al Senato dal 1988. Il sondaggio mostra che entrambi i candidati mantengono il sostegno del proprio elettorato di riferimento: il 92% dei repubblicani ha scelto Paxton, mentre il 98% dei democratici ha optato per Talarico. Tra coloro che hanno dichiarato di aver votato per la vicepresidente Kamala Harris nel 2024, il 98% sostiene Talarico; tra gli elettori che nel 2024 hanno scelto il presidente Donald Trump, l'89% sostiene Paxton.

Hamas in Europa

[Quando la xenofobia esplode, gli ebrei sono automaticamente coinvolti. Perché in tanti altri paesi gli ebrei continuano a essere considerati degli stranieri, nonostante siano presenti da generazioni. Simon Wiesenthal] I manifestanti si radunano nel centro di Londra per una marcia nazionale a sostegno della Palestina, organizzata dalla Palestine Solidarity Campaign. I manifestanti espongono cartelli con scritte quali “Libertà per la Palestina” e “Basta con il genocidio” e scandiscono lo slogan “Siamo tutti palestinesi”. Quella di Londra è una delle manifestazioni organizzate in tutto il mondo, Italia compresa. Nikolay Mladenov, Alto Rappresentante per Gaza presso il Board of Peace, l’organismo sostenuto dagli Stati Uniti incaricato di risolvere il conflitto tra Hamas e Israele, ha affermato che l’incapacità di compiere progressi a Gaza, unita all’escalation di violenza in Cisgiordania, rende “impossibile” una soluzione a due Stati. “Direi che se a Gaza continua così, o non si procede con l’attuazione del piano globale che abbiamo elaborato, la soluzione a due Stati diventerà praticamente impossibile”, ha affermato Mladenov intervenendo all’Hili Forum di Abu Dhabi, così come riporta il Times of Israel. “Perché, con tutto ciò che sta accadendo in Cisgiordania, e con oltre il 50% di Gaza ora sotto il controllo dell’esercito israeliano e meno del 50% sotto il controllo di Hamas, non esiste una via credibile per una risoluzione politica del conflitto”, ha aggiunto. In migliaia sono scesi in piazza in oltre cinquanta città italiane per manifestare in favore della Palestina e per chiedere "la fine del genocidio". Da Torino a Milano, da Roma a Napoli, i cortei hanno sfilato pacificamente, con momenti di tensione con le forze dell'ordine che si sono registrati a Torino. E sono comparsi diversi striscioni inneggianti al 7 ottobre, tre giorni dopo la ricorrenza dell'attacco di Hamas in territorio israeliano del 2023, l'operazione 'diluvio al-Aqsa'.  Le realtà palestinesi in Italia e tanti movimenti studenteschi, antagonisti ed associazioni hanno sfilato a Roma dal Colosseo fino all'università La Sapienza. In testa al corteo - composto da alcune migliaia di persone - uno striscione con la scritta "La fine del genocidio è la fine del sionismo". Subito dietro, un altro con la frase "7 ottobre giornata della Resistenza". Oltre a decine di bandiere palestinesi, tra i manifestanti sono state notate anche alcune bandiere di Hezbollah. A Torino erano in circa 8mila persone alla manifestazione indetta dal coordinamento cittadino per Gaza e che ha visto l'adesione di oltre sessanta realtà tra movimenti, collettivi, forze politiche e sigle sindacali. Momenti di tensione quando la testa del corteo si è avvicinata al cordone di forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci. L'azione è stata prima respinta con qualche manganellata, poi la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare in piazza quasi un migliaio di manifestanti. Al termine dell'evento sono state date alle fiamme due fantocci di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.  "Per noi il 7 ottobre rappresenta una giornata di resistenza", ha detto Sara, una delle portavoci del coordinamento Torino per Gaza. Parole su cui interviene Alessandra Binzoni, consigliera regionale Fdi in Piemonte, affermando che "ancora una volta, le strade della nostra città sono state teatro di una manifestazione in cui, dietro la facciata della solidarietà al popolo palestinese - afferma - si è scelto deliberatamente di sdoganare l'odio, la violenza e la giustificazione del terrorismo. Inneggiare al brutale massacro del 7 ottobre è inaccettabile". Ad aprire la manifestazione di Milano uno striscione con la scritta "From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare". "Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l'oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare la lotta palestinese al centro del dibattito politico e popolare in Italia", hanno detto gli organizzatori. Tra i cartelli esposti anche uno con la frase "7 ottobre come il 25 aprile. Fasci e sionisti appesi". In piazza a Napoli anche Greta Thunberg. L'attivista svedese ha raggiunto i manifestanti nell'area intorno alla stazione ferroviaria, percorrendo insieme a loro la piazza e intrattenendosi brevemente con alcune delle persone presenti. "Il mio messaggio ai giovani è di non avere paura di essere arrabbiati, bisogna canalizzare la propria rabbia e il proprio disappunto e utilizzare quella rabbia per riprendersi ciò che di diritto spetta alle nuove generazioni", ha detto nel corso di una conferenza stampa.  Striscioni con slogan "Basta complicità con il genocidio" poi a Bologna dove sono comparsi cartelli con la caricatura di Trump e Netanyahu e la scritta "Murderers", e tante bandiere della Palestina. Intonando i cori "Intifada fino alla vittoria", "ci servono più aule e non più bombe" e "non ci arruoliamo" sono confluiti in piazza Nettuno i collettivi che hanno aderito alla manifestazione chiamata dai Giovani Palestinesi a Bologna, per protestare "contro il sionismo" e per "la fine del genocidio a Gaza".  


sabato 17 ottobre 2026

Stop critiche a Putin

[Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo. Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell'evitare. Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato, punta al bordo, costeggia, il lanciatore di coltelli tocca da lontano, l'errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo. Dal libro "L'ospite incallito"] La sentenza fa seguito alla decisione del 10 agosto della Corte Suprema russa di vietare a Yabloko di partecipare alle elezioni parlamentari del mese prossimo.     Nella sua dichiarazione finale al processo, riporta Amnesty International, Lev Shlosberg ha descritto come "migliaia e migliaia" di persone siano state prese di mira in Russia per le loro convinzioni "pacifiche, non violente e umanistiche". “In realtà - ha aggiunto - in quest'aula di tribunale io sono la Federazione Russa, che è stata rinchiusa in una gabbia e che si vuole ridurre al silenzio".    Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, ha dichiarato che "il processo e la condanna arbitrari di Shlosberg sono una palese rappresaglia per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione e per aver chiesto la pace”. "L'esclusione del partito Yabloko dalle elezioni della Duma di Stato di settembre è un'ulteriore prova che il pluralismo politico e le posizioni pacifiste non trovano posto nella Russia di oggi", ha aggiunto. La Corte Suprema russa ha respinto oggi in secondo grado l'appello presentato dal partito dell'opposizione Yabloko, che contesta apertamente l'intervento armato in Ucraina, contro la sua esclusione dalle elezioni parlamentari del mese prossimo. Il partito ha annunciato che presenterà un nuovo appello presso il Presidio della stessa Corte Suprema, ha annunciato il suo avvocato, Gadzhi Aliyev, parlando con l'agenzia Tass.    Alcune decine di sostenitori di Yabloko che si erano radunati davanti alla sede della Corte per protestare contro l'esclusione dalle elezioni sono stati fermati, secondo quanto riferisce l'ong Ovd-Info, specializzata nell'assistenza legale agli oppositori. La stessa organizzazione stima che i fermati, portati presso diverse stazioni di polizia, potrebbero essere fino a 85, ma diversi di loro hanno cominciato ad essere rilasciati dopo aver ricevuto un avvertimento.   Il 10 agosto la Corte Suprema aveva deciso di escludere Yabloko dalle elezioni in programma dal 18 al 20 settembre accogliendo una richiesta del piccolo partito nazionalista filo-Cremlino Rodina, secondo il quale Yabloko aveva violato la legislazione in materia di proprietà intellettuale in alcuni post sul suo sito e aveva ricevuto fondi da persone finanziate da Stati esteri.     Uscendo dalla sede della Corte Suprema, il leader di Yabloko, Nikolai Rybakov, ha affermato che presto il partito annuncerà un nuovo piano per poter continuare la sua attività.     Sempre oggi un giudice della regione di Pskov ha condannato il vicepresidente del partito, Lev Shlosberg, a 11 anni e un mese di carcere per aver "screditato" e diffuso "notizie false" sull'esercito russo, secondo quanto riferito dal Moscow Times. L'oppositore russo in esilio ed ex campione di scacchi Garry Kasparov afferma di essere stato avvertito dai servizi lituani e statunitensi che la sua vita è "in pericolo". "La notizia secondo cui, insieme al mio storico collaboratore e cofondatore del Forum della Russia Libera, Ivan Tyutrin, siamo inseriti in una lista di persone da assassinare, non è una sorpresa per me, ma è comunque uno shock", ha detto Kasparov in un post su Telegram, riferendosi a un articolo del giornale spagnolo El Mundo.     "Siamo stati avvisati che avremmo dovuto adottare misure precauzionali.

venerdì 16 ottobre 2026

Voto di scambio in USA

[Tutto ciò che ami probabilmente andrà perso, ma alla fine l'amore ritornerà in un altro modo. Franz Kafka] Il presidente Donald Trump, con un ordine esecutivo, ha sospeso importanti sanzioni e dazi sull'export a carico della Russia previsti dal 'Lindsey Graham Act', pochi giorni prima dell'entrata in vigore. La loro efficacia avrebbe complicato i suoi sforzi per ridurre i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. Lo stop riguarda la legge da lui promulgata lo scorso mese, avvalendosi di una clausola di deroga prevista dalla normativa, fortemente voluta per punire la Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina dal senatore repubblicano Lindsey Graham, scomparso a luglio pochi giorni dopo essere tornato da Kiev   Le elezioni Usa di metà mandato del 3 novembre si svolgono in un clima di profonda insoddisfazione dell'opinione pubblica per la situazione del Paese, con tassi di gradimento del presidente Donald Trump vicini ai minimi storici (è sceso al 30%), e un crescente pessimismo riguardo alle condizioni economiche nazionali e al conflitto in corso con l'Iran. Un sondaggio del Pew Research Center mostra che il 44% degli elettori considera il proprio voto come un voto "contro" Trump. Gli elettori democratici sono più coinvolti nelle elezioni di metà mandato: il 78% degli elettori che sostengono il candidato democratico del proprio collegio per la Camera afferma che è "davvero importante" quale partito ottenga il controllo del Congresso, una percentuale superiore di 9 punti rispetto ai sostenitori repubblicani che la pensano allo stesso modo. Per contro, in un momento analogo prima delle elezioni di metà mandato del 2022, i sostenitori dei candidati repubblicani superavano di 4 punti quelli democratici su questo indicatore. Il divario tra gli schieramenti è ampio anche su altri parametri di coinvolgimento: la proiezione mostra come i sostenitori democratici hanno una probabilità maggiore di 14 punti rispetto a quelli repubblicani di affermare di aver riflettuto "molto" sulle elezioni di quest'anno e una probabilità maggiore di 17 punti di essere "estremamente motivati".  Donald Trump è tornato a promettere un bonus di 5.000 dollari per ogni cittadino adulto negli Stati Uniti se il partito repubblicano vincerà le elezioni di metà mandato del 3 novembre. "L'unica condizione è che siano spesi in America", ha detto il presidente parlando ad un comizio in Alabama e sulla guerra in Iran ha aggiunto: "Finirà dopo le midterm" e Teheran "non avrà mai l'arma nucleare". "Abbiamo dovuto fare il lavoro sporco contro i bulli del Medio Oriente. Andava fatto anni fa, anche da parte di altre nazioni", ha aggiunto. Il presidente Donald Trump, impegnato ancora a mobilitare gli elettori del Texas a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle midtern e in particolare di Ken Paxton, che per il seggio al Senato Usa dovrà vedersela con il dem James Talarico, ha dovuto far fronte a una serie di contestazioni durante il suo discorso al Freeman Coliseum di San Antonio. Il tycoon è stato interrotto più volte, con un manifestante che è sembrato essere vicino al palco, mentre almeno tre persone sono state portate via dalla sicurezza. Trump si è allontanato brevemente dal microfono, prima di tornare e di ripetere una battuta già fatta in passato in situazioni simili: "Sta tornando a casa dalla mamma - ha detto il presidente, indicando una delle persone portate via -. Ma quello che non sa è che sua madre ha votato per Trump". Le riprese televisive del comizio hanno mostrato uno dei contestatori aggredito violentemente da un sostenitore di Trump più anziano mentre cercava di lasciare l'arena. Un altro indossava la maglia della nazionale di calcio spagnola è stato accompagnato fuori dall'arena. "Sapete, molti di questi sono pagati", ha detto Trump, ripetendo un'affermazione già usata in passato. "Sono contestatori pagati. Vengono pagati dai nemici della nostra nazione. Vi assicuro che li pagano per questo", ha aggiunto. Altre contestazioni sono maturate quando ha attaccato il dem Talarico, che a suo dire sarebbe un vegano che finge di mangiare carne per poi vomitare di nascosto ogni volta che lo fa. Trump ha iniziato l'intervento con l'ammissione di aver pronunciato in modo errato la parola "vegan", dicendo "vaygan". "È un impostore", ha detto Trump riferendosi a Talarico. Trump ha anche attaccato il deputato texano Henry Cuellar, un democratico a cui aveva concesso la grazia l'anno scorso, definendolo "ingrato" per non essere passato al partito repubblicano. Trump ha poi attaccato sui social il candidato dem al Senato in Michigan, Abdul Mohammed El-Sayed. "È pessimo per i 'Dumocrat'. Mentre il suo avversario, Mike Rogers, è eccellente. Mohammed si rifà ai tempi della Jihad. È un estremista radicale, un simpatizzante dei terroristi e non è diverso dal suo migliore amico, Hasan Piker, che odia l'America", ha scritto il tycoon su Truth. "Come vanno le cose in Francia? I valori di Mohammed non sono certo quelli degli abitanti del Michigan, né quelli dei nostri grandi Stati Uniti! È la scelta sbagliata per Michigan e America. Votate per Mike Rogers: ha il mio pieno e totale sostegno e non vi deluderà mai".  Ennesima boutade elettorale di Donald Trump ieri sera nel comizio a Butler, in Arizona. "I dem non possono fare quello che vogliono. Vogliono evirare i vostri bambini. È incredibile quello che fanno. Vostro figlio esce come Jimmy e torna a casa tre giorni dopo come Janet", ha affermato dal palco il presidente Usa.    "Molti pensano che non sia possibile, ma succede", ha rincarato.
   


 Renatino pensaci tu

[Il giudaismo e le sue due principali note a piè di pagina, il cristianesimo e il socialismo utopico, discendono direttamente... George Steiner] Facendo seguito all’incontro “sceneggiata” del 09/10/2026, di cui si richiama il verbale, si conferma la volontà dell’azienda, nonostante il risultato economico aziendale fortemente negativo, connesso e dipendente dagli eventi eruttivi dell’Etna di  quest’anno, di voler attribuire un trattamento di favore a maggior riconoscimento  della particolare dedizione resa dai lavoratori, che si sono resi disponibili ad  assicurare la continuità del servizio in condizioni di grave criticità. Negativo? Anche se nel corso della riunione non se ne parlato ma allora con i morti, a novembre, si aprirà la cig? Ma i voli che non andavano a Catania venivano a Palermo, gh invece che incassare con la mano sinistra incassava con la destra, dunque se la matematica non è un’opinione dovrebbe essere Catania in crisi.  In particolare, a parte e in aggiunta al trattamento contrattualmente già previsto e attuato per gli straordinari effettuati nel periodo e nei giorni interessati, verrà riconosciuto, entro dicembre/2026, un trattamento netto aggiuntivo individuale  di euro 176,00, anche mediante fringe benefit, non riproporzionabile, a favore dei  lavoratori a tempo indeterminato che hanno assicurato una presenza significativa in scalo, in corrispondenza dei voli dirottati dall’Aeroporto di Catania su Palermo,  non inferiore a n.12 giorni sul totale di n.24 giorni interessati dall’evento vulcanico del periodo; in dettaglio, si riportano le date del periodo, da luglio/26 a  settembre/26, interessate dagli eventi vulcanici e del dirottamento dei voli da Catania a Palermo: - luglio/2026, giorni: 5-6-7; - agosto/2026, giorni: 7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17; - settembre/2026, giorni: 4-5-8-14-15-26-27-28-29-30. Si tratta, come già ampiamente rappresentato anche nel precedente incontro, non  di una premialità produttiva connessa a favorevoli risultati economici positivi  aziendali, bensì, e ci si rammarica di non poter fare meglio allo stato e per la  circostanza, della volontà di dare un riconoscimento non meramente verbale ai lavoratori dello scalo di Palermo, con particolare riguardo a coloro che si sono  particolarmente distinti, nei momenti più critici e nelle forme più marcate, per  attaccamento e dedizione all’azienda e al lavoro che svolgono a favore della  collettività aeroportuale e del territorio. Questo quanto scritto nel verbale. Ma nella realtà probabilmente l’azienda, tra le righe, vorrebbe dire, ma non può farlo, vi abbiamo assunto figli, figliastri, nipoti, generi, nuore … ora basta. Ci vorrebbe una telefonata di Renatino per portare u Saracinu a rivedere i termini degli accordi. Dopo tutto non sarebbe la prima volta che Renatino primo si intromette nelle questioni aeroportuali palermitane: vedi la nomina dell’ad e del dg della gesap, pur non avendo nessun titolo. L’ultima gestione della clausola sociale ha toccato l’apice di quanto la politica sia invasiva e arrogante. Basterebbe che alla prossima emergenza Etna niente straordinario e mancati riposi per fare capire ai sindacati e alla gesap che senza la collaborazione degli hendler il gestore è nudo. Ritirare anche il personale in prestito alla gesap non sarebbe male. Non siamo in Francia, questo è risaputo, il sindacato tiene famiglia, in tutti i sensi, dunque non farà mai causa alla gh per la mancata timbratura di mezz’ora e non solleciterà mai l’azienda ad applicare l’accordo, già raggiunto da aviapartner, sui dpi. 


Machado esclusa

[Amare non è guardarsi l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.  Antoine de Saint-Exupery] La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace María Corina Machado ha denunciato che gli Stati Uniti l'hanno esclusa dai negoziati che si stanno svolgendo a Caracas tra il governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez e una parte dell'opposizione. Lo ha detto in un'intervista pubblicata dal New York Times. Machado ha assicurato che tornerà nel Paese "prima di quanto si possa immaginare" per mobilitare i propri sostenitori in vista delle future elezioni. Il partito della leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, Premio Nobel per la Pace 2025, ha chiesto la revoca "immediata" della sua ineleggibilità, in seguito alle dichiarazioni di un'ex magistrato che ha affermato di essere stata costretta a firmare un documento che ne sanciva l'interdizione dai pubblici uffici escludendola dalle elezioni.    "L'ineleggibilità di María Corina Machado, illegale fin dall'origine, è stata ottenuta solo utilizzando dei familiari di una magistrata come ostaggi. Tale ineleggibilità deve essere revocata immediatamente", scrive il partito Vente Venezuela in un comunicato.    "La tardiva testimonianza dell'ex magistrata Barbara César rivela fino a che punto l'apparato criminale del chavismo si sia spinto per perseguitare politicamente chi di noi lo sfida", aggiunge la sigla politica.    Attraverso un lungo video pubblicato nei giorni scorsi sui social, l'ex giudice della Corte suprema venezuelana, Bárbara César Siero, ha denunciato di essere stata costretta dal governo di Nicolás Maduro a firmare la sentenza di proscrizione di Machado, dopo che tre suoi familiari erano stato arrestati.


Buio a Cuba

[Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere chiunque tu voglia essere.F. S. Fitzgerald] Un grave incendio scoppiato oggi presso la centrale termoelettrica di Santa Cruz del Norte, nella provincia occidentale di Mayabeque, mette ulteriormente sotto pressione la rete elettrica nazionale di Cuba.    Secondo quanto riferisce l'ente statale Unión Eléctrica (Une), la capacità di generazione è diminuita drasticamente attestandosi a soli 740 megawatt a fronte di una domanda di quasi 3.000 Mw.    L'incendio, scoppiato alle 06:55 ora locale sarebbe già sotto controllo ma avrebbe reso inutilizzabile una ulteriore unità di produzione a causa dei danni subiti. Questo si aggiunge ad altre cinque unità già fuori servizio, oltre a tre attualmente sottoposte a lavori di manutenzione.    Le autorità non hanno reso note le cause dell'incidente, ma definiscono "critica" la situazione energetica sull'isola caraibica a causa anche della cronica carenza di combustibile causata dal blocco petrolifero imposto da Washington. Il governo cubano ha criticato gli Stati Uniti in seguito al sequestro di 2,8 milioni di litri di biodiesel destinati all'isola. Le autorità americane hanno bloccato 90 carichi partiti dalla Florida e dal Texas e diretti alla compagnia cubana Enetec, colpita dalle sanzioni. All'inizio di settembre, inoltre, la Guardia Costiera Usa aveva intercettato un'imbarcazione nel Mar dei Caraibi.    Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha dichiarato che "gli Stati Uniti mancano di autorità pratica e morale" per decidere chi possa commerciare con il Paese. Secondo il capo della diplomazia, le misure di Washington colpiscono l'intera comunità internazionale e chi le accetta come legali diventa "complice della punizione collettiva".    Rodríguez ha aggiunto che gli Usa "non hanno nemmeno il diritto di imporre un blocco navale o un assedio energetico, né di fermare o perquisire imbarcazioni in alto mare". Le recenti confische si inseriscono nel quadro del rigido embargo petrolifero in vigore da gennaio, attuato per esercitare la massima pressione e costringere  l'Avana a introdurre cambiamenti economici e politici.