martedì 4 agosto 2026

Giorgina stai serena

[C’è gente in giro, che va in giro, per vedere se c’è gente in giro, per poi dire in giro, che c’è troppa gente in giro. Anonimo]  Come in qualche modo preannunciato ieri, l’Italia ha sospeso – prima in Europa – l’accordo di Schengen con la Spagna, in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta. Il Ministero dell’Interno ha annunciato in una nota di aver disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree. La decisione – viene spiegato – è stata presa dopo “le più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”. Inoltre – si aggiunge – “a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”. Al momento la sospensione di Schengen, secondo quanto si apprende a Bruxelles, non è ancora stata notificata alla Commissione europea, che, tramite un portavoce, spiega che la chiusura delle frontiere immediata è possibile, ma lo Stato membro che la dispone deve “spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”. Oggi la premier Giorgia Meloni, spiegano fonti di governo, ha avuto vari contatti telefonici con partner europei, tra cui quello con la premier danese Mette Frederiksen, con cui da tempo condivide una visione comune sulla gestione dei fenomeni migratori. Poi, in serata, su X, ha spiegato la decisione assunta. La sospensione di Schengen, scrive, è “una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Comunque l’Italia, assicura, “è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”. Con la Spagna, però, è scontro diplomatico. Dopo le parole di Antonio Tajani (“Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”) Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano per chiedere conto di un messaggio ritenuto “indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico”. E oggi anche il premier Pedro Sanchez si è fatto sentire. “La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, invece no – ha scritto su X -. Secondo i dati di Frontex, tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono stati 478.600 attraverso l’Italia, 340.600 dalla rotta dei Balcani occidentali, 259.800 dalla Grecia, 234.760 dalla Spagna e 48.000 attraverso la frontiera orientale”. Madrid annuncia il ritorno alla normalità a Ceuta dopo l’ingresso di decine di migliaia di persone dal Marocco. Fernando Grande-Marlaska, ministro dell’Interno spagnolo: “In meno di 48 ore la situazione a Ceuta è completamente cambiata e si sta tornando alla normalità. Come è già stato comunicato, questa mattina presto abbiamo cominciato a installare la barriera marittima: una barriera gonfiabile e una prima linea di boe, con un canale intermedio”. Secondo Madrid, quasi tutti i migranti arrivati il 30 luglio sono già tornati in Marocco. “Coloro che sono entrati irregolarmente nel nostro Paese attraverso Ceuta il 30 luglio non hanno alcuna possibilità di regolarizzare la propria posizione. Per questo sappiamo che, in poco più di 24 ore, sono tornati indietro”, spiega il ministro, che aggiunge: “È stato possibile ribaltare la situazione in così poco tempo anche grazie alla collaborazione decisa e costante con le autorità marocchine, con le quali manteniamo un rapporto basato sulla fiducia e su un lavoro serio, sviluppato nel corso degli ultimi anni”. La Francia esclude che la Spagna debba lasciare lo spazio Schengen. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez difende la cooperazione con Madrid, dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta e il ripristino temporaneo dei controlli deciso dall’Italia sui collegamenti con la Spagna. “Ovviamente no. La Spagna non deve lasciare lo spazio Schengen, non se ne parla assolutamente – afferma il ministro – Abbiamo una cooperazione importante con la Spagna. Le do solo un dato: quando fermiamo cittadini stranieri in situazione irregolare, cosa che accade considerando i mezzi terrestri che abbiamo alla frontiera, nel 70% dei casi vengono riammessi in Spagna. Abbiamo quindi una cooperazione molto, molto, molto buona con la Spagna e non abbiamo motivo di chiederne la sospensione. Non confermo l’uscita della Spagna dallo spazio Schengen, sia chiaro. Allo stesso tempo, gli strumenti europei già approvati devono essere applicati il prima possibile, in particolare il Patto su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno e per il quale abbiamo ancora bisogno di strumenti giuridici”.

Al-Fayed pdm    

[Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione. Giovannino Guareschi]  Almeno cinque donne sopravvissute agli abusi sessuali subiti per mano di Mohamed Al-Fayed, il defunto magnate egiziano trasferitosi a suo tempo nel Regno Unito e notissimo sulle scene pubbliche internazionali, sono state riconosciute dal ministero dell'Interno britannico come vittime di tratta di esseri umani, in casi che vanno dagli anni Novanta fino al periodo successivo al 2010. Ne danno notizia i media del Regno Unito, secondo cui le loro esperienze comprendono sia la tratta internazionale sia quella interna, e includono anche un caso in cui sono stati coinvolti direttamente i grandi magazzini di lusso Harrods, di cui Al-Fayed era proprietario fino al 2010. Una sopravvissuta è stata assunta in un ruolo fittizio da Harrods, un'altra invece ha lavorato come collaboratrice domestica per un membro della famiglia Fayed. Le donne sono state inserite all'interno del National Referral Mechanism (Nrm), il sistema del governo britannico che identifica le vittime di schiavitù moderna, garantendo loro supporto adeguato. Lo scandalo ha visto complessivamente 154 donne denunciare episodi di violenza sessuale, stupri e forme di sfruttamento, in gran parte nell'ambito delle diverse attività controllate da Al Fayed.


La congiura dei Nessuno al MacTro

[Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo. In casa Oblonski tutto era sottosopra. Lev Tostoj.] La prima nazionale de 'La congiura dei Nessuno', drammaturgia e regia di Sergio Beercock, interpretato da Giovanni Alfieri e dallo stesso Beercock, debutterà il prossimo 6 agosto nel chiostro del Museo d'arte contemporanea di Troina (MacTro), recentemente inaugurato nell'ex Convento del Carmine. Lo spettacolo fa parte del cartellone della sezione 'OltreMythos' del Mythos Troina Festival.    Ambientato in un futuro distopico, lo spettacolo racconta un mondo in cui il crollo delle tecnologie e delle intelligenze artificiali ha riportato la società a uno stato post-storico, offrendo una riflessione sui meccanismi di oppressione e sul significato della liberazione.    Nelle note di regia Sergio Beercock spiega che "la Congiura dei Nessuno è una scrittura contemporanea che si ispira al mito greco arcaico dell'accecamento del ciclope Polifemo (a sua volta rivisitato in chiave satiresca da Euripide nel V secolo avanti Cristo), filtrata attraverso il prisma dell'alienazione moderna". "Pippo Sileno, figura tragicomica - aggiunge - è intrappolato in un ciclo senza fine di oppressione e autoinganno. Lavora come operaio e tutto-fare per il Ciclope, incarnazione del sistema capitalista, un uomo che 'vede da un occhio solo': il Profitto. Tra momenti di satira feroce, slanci di lirismo poetico e musica dal vivo, lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul significato di 'liberazione' in un mondo dominato da ingranaggi economici e sociali apparentemente inarrestabili".    Lo spettacolo è prodotto da Babel, con il sostegno di Campsirago Residenza, LaMaMa Umbria International e Spazio Franco. L'aiuto regia e il movimento scenico sono firmati da Ludovica M. Poerio, l'ideazione scenica è de La Mandria, mentre le musiche originali sono di Sergio Beercock.    La sezione OltreMythos accompagnerà il pubblico verso il gran finale del Mythos Troina Festival, riconosciuto dal ministero della Cultura e patrocinato dall'Istituto nazionale del dramma antico, che si concluderà l'8 agosto con la prima nazionale di "Τειρεσίας - Tiresia - Teiresías", interpretato da Leo Gullotta e diretto da Fabio Grossi. 

Hezbollah contro la pace

[Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà con i nostri sogni, per non dimenticarci d’esser vivi. Giovannino Guareschi] Nuovo round di colloqui tra Stati Uniti, Israele e Libano oggi a Roma, volto a consolidare il processo negoziale sul conflitto libanese e in particolare sul confine Sud del Paese. L’incontro si svolge in una fase particolarmente delicata, mentre resta alta la tensione tra Washington e Teheran: l’obiettivo dei mediatori è anche evitare che le ripercussioni della crisi regionale compromettano il dialogo tra Israele e Libano. In questo quadro, l’Italia continua a ritagliarsi un ruolo di facilitazione diplomatica, ospitando per la seconda volta i negoziati. La riunione, che inizia oggi e dovrebbe proseguire anche domani, è il secondo ciclo di colloqui ospitato dall’Italia dopo quello di metà luglio e il settimo incontro dall’avvio dei contatti tra le parti. Al centro dei colloqui vi è l’attuazione dell’Accordo quadro trilaterale firmato il 26 giugno, punto di arrivo del processo aperto dalla cessazione delle ostilità di dieci giorni concordata il 16 aprile, successivamente prorogata e consolidata, tra Israele e Libano con la mediazione degli Stati Uniti, nel contesto della crisi regionale legata al conflitto tra Iran e Usa.  La tregua, inizialmente prevista per dieci giorni, aveva l’obiettivo di fermare le ostilità e creare le condizioni per un negoziato più ampio, segnando il primo dialogo diretto tra Israele e Libano dopo decenni. Il percorso definito successivamente prevede il progressivo ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale, il contestuale dispiegamento dell’esercito regolare libanese (Laf), il disarmo di Hezbollah e la graduale estensione delle cosiddette “zone pilota”, dove è già iniziato il ridispiegamento delle forze di Beirut.I colloqui di Roma puntano a definire i meccanismi di verifica della smilitarizzazione delle aree interessate e le garanzie necessarie per l’attuazione dell’intesa, anche attraverso il possibile coinvolgimento di una parte terza incaricata del monitoraggio. Le delegazioni guidate dagli ambasciatori di Israele e Libano a Washington si incontrano presso l’ambasciata statunitense a Roma. I negoziati tra il Libano e Israele portano "vergogna e umiliazione". Lo dice Hezbollah, secondo cui il presidente libanese sta alimentando le divisioni con i colloqui con Israele. Oggi a Roma è previsto un nuovo round di colloqui trilaterali tra Israele, Libano e Stati Uniti per risolvere il conflitto nel Paese dei Cedri.    l leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato che i negoziati diretti tra Libano e Israele, di cui si sta appunto aprendo una nuova sessione a Roma, porteranno "solo vergogna, umiliazione e continui compromessi" al popolo libanese. In un discorso televisivo trasmesso durante una cerimonia del suo partito, Qassem ha dichiarato che il presidente libanese Joseph Aoun "non ha agito da arbitro o da fattore di unione, ma si è mostrato parziale e divisivo, il che è incompatibile con il suo ruolo e con la forza del Libano". Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera per discutere la roadmap di 15 punti del Board of Peace per la Striscia di Gaza. Lo riporta Ynet.


33% di Airidea a EcoEridania

[Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non va proprio di parlarne. Il giovane Holden, di J.D. Salinger.] La compagnia aerea con sede a Genova Airidea compie un nuovo e significativo passo nel proprio percorso di crescita con l'ingresso nel capitale di Andrea Giustini, patron di EcoEridania, tra le società leader a livello mondiale nella gestione dei rifiuti sanitari e tra i principali operatori nei servizi ambientali industriali. L'operazione è realizzata attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato per l'8,25% e un finanziamento convertibile articolato in tre tranche di pari importo che, una volta integralmente convertito, consentirà al nuovo socio di incrementare progressivamente la propria partecipazione fino al 33% del capitale sociale, salvo gli effetti di eventuali future sottoscrizioni.    "L'accordo dimostra la capacità di Airidea di attrarre nuovi capitali per sostenere la crescita e consolida ulteriormente il carattere ligure del progetto - evidenzia la società in una nota -. Si rafforza la presenza di imprenditori e investitori espressione del territorio, con l'obiettivo di sviluppare da Genova un nuovo operatore dedicato ai collegamenti regionali italiani".    A seguito dell'operazione l'assetto proprietario della compagnia aerea vede al fianco di Giustini con una quota del 42,70% del capitale Global Group, società riconducibile al principe Domenico Pallavicino. La struttura azionaria comprende inoltre i soci fondatori OTTO SS e I Will S.r.l. e Stark Holding.    "L'ingresso di Andrea Giustini, rappresenta un passaggio di grande valore per Airidea - commenta l'amministratore delegato della compagnia Gian Marco Vivado -. Non è soltanto un investimento importante dal punto di vista economico, ma è soprattutto la scelta di un imprenditore che ha costruito una delle aziende simbolo della Liguria e che oggi decide di credere nel nostro progetto".


Solidarietà alla Spagna

[Ero io il principe azzurro, daltonica del cazzo.Ty_il_nano, Twitter]  "C'è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un'occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo.    Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l'area Schengen non è stata colpita". Lo ha affermato il commissario Ue agli Affai interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. Il governo spagnolo ha “lavorato diligentemente per prevenire qualsiasi tragedia umana” con il Regno del Marocco “prima del 30 luglio e dopo”, ciò ha reso “possibile il rientro della maggior parte di coloro che sono entrati in Spagna in modo irregolare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell’Ue convocata dopo la crisi dei migranti a Ceuta. Grande-Marlaska ha poi specificato che circa 70.000 delle 72.000 persone entrate nella città autonoma di Ceuta la scorsa settimana sono già rientrate in Marocco. “Tornando al Consiglio, alla riunione straordinaria che abbiamo appena tenuto, vorrei sottolineare che tutti gli interventi di tutti gli Stati membri, compresi gli Stati associati a Schengen, così come delle agenzie dell’Unione europea, sono stati del tutto costruttivi. Hanno inoltre riconosciuto lo straordinario lavoro e la risposta efficace e tempestiva delle autorità spagnole a una crisi di questa portata”, ha concluso il ministro spagnolo. Stati stranieri avrebbero utilizzato le immagini della crisi migratoria di Ceuta per criticare la politica europea e dividere i Paesi dell’Unione. Lo afferma il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez al termine della riunione con i colleghi europei. Il bilancio dell’arrivo di massa del 30 luglio è salito a 75 morti ed è ancora provvisorio. Secondo Madrid, oltre 70mila delle 72mila persone entrate nell’enclave spagnola sono tornate in Marocco. “Il ministro dell’Interno spagnolo – afferma Nunez – ci ha comunicato che finora sono stati recuperati 75 corpi e che il bilancio è ancora provvisorio. La maggior parte degli Stati membri ha espresso grande partecipazione di fronte a questa tragedia. Si tratta dei corpi recuperati finora”. “Tutti gli Stati hanno deplorato che, con la circolazione di alcune immagini, si siano verificate interferenze straniere nell’informazione. Quelle immagini sono state utilizzate per criticare la politica migratoria dell’Unione europea e tentare di dividere gli Stati membri. Tutti i ministri dell’Interno hanno deplorato questo utilizzo e concordato che la divisione dell’Unione è il peggiore dei mali e va evitata a ogni costo”, conclude il ministro francese.  L’Unione europea rivendica la risposta comune alla crisi di Ceuta. Dopo la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno, il commissario alla Migrazione Magnus Brunner afferma che l’arrivo di 72mila migranti ha messo alla prova la sicurezza delle frontiere esterne e la capacità di resistere alla disinformazione. Il bilancio è salito a 75 morti, mentre 70mila persone sono già tornate in Marocco. Madrid assicura che lo spazio Schengen non è mai stato compromesso. “Questi ultimi giorni sono stati un test della nostra capacità di resistenza europea e della sicurezza complessiva delle nostre frontiere esterne. Abbiamo appena concluso la riunione informale dei ministri dell’Interno sugli eventi della scorsa settimana a Ceuta. Attorno al tavolo c’è stata piena solidarietà alla Spagna”. “Da decenni l’Europa non aveva un controllo così forte sull’immigrazione illegale. Ma gli eventi di Ceuta mostrano anche chiaramente che le immagini drammatiche prevalgono sulle statistiche migliori. È una delle lezioni che dobbiamo trarre”. “Questa settimana ci ha messi alla prova nella rapidità, nella solidarietà e nella capacità di resistere alla disinformazione. Ma ha anche dimostrato che, quando è stato necessario, la situazione è stata riportata sotto controllo. Non è accaduto per caso: è accaduto perché abbiamo agito insieme. La Spagna e i suoi cittadini possono contare sul sostegno della Commissione e sulla forza della nostra Unione”. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, chiede all’Italia di revocare “immediatamente” i controlli temporanei alle frontiere marittime e aeree imposti dopo l’ondata di migranti irregolari nella penisola di Ceuta, in Africa settentrionale, registrata la scorsa settimana. Parlando dopo un incontro con i suoi omologhi europei, Grande-Marlaska ha definito la misura italiana “inutile e sproporzionata”.  I controlli temporanei ripristinati dall’Italia alle frontiere interne aeree e marittime non sono diretti contro la Spagna né contro altri Paesi partner. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la riunione d’emergenza dei ministri Ue dell’Interno, esprimendo la “sincera solidarietà dell’Italia” al governo spagnolo dopo la crisi migratoria a Ceuta. “Vorrei al contempo chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”, ha affermato Piantedosi, parlando di “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”. Il ministro ha ricordato che lo strumento è previsto dal Codice Frontiere Schengen e che numerosi Stati membri, compresa la Spagna, vi hanno fatto ricorso negli ultimi anni. “Basti pensare che, complessivamente, siamo arrivati a quasi 500 tra prime notifiche e successivi rinnovi di ripristino dei controlli comunicati alla Commissione dal 2006”, ha precisato. Piantedosi ha ricordato inoltre che l’Italia sperimenta da anni il ripristino dei controlli da parte di altri Stati membri alle frontiere interne terrestri, tuttora in vigore.


Spagna contro Italia

[La testa si deve perdere in due, altrimenti è un’esecuzione. Approdosicuro, Twitter]  Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha affermato che, di fronte alla crisi migratoria di Ceuta, “ci sono stati Stati che non sono stati all’altezza, ci sono stati governi che non sono stati all’altezza”, indicando esplicitamente l’Italia. In un’intervista a TVE rilanciata da Servimedia, il ministro ha invitato ad andare “ai numeri, non alle opinioni” e ha sostenuto che “il Paese con il minor numero di ingressi nel Mediterraneo è la Spagna” mentre “il Paese con il maggior numero di ingressi è l’Italia”. “Qui si vede davvero quale sia una politica migratoria di successo, dove c’è la demagogia di parte e dove ci sono efficacia e responsabilità”, ha aggiunto. Albares ha inoltre rivendicato il rapido rimpatrio in Marocco della maggior parte dei migranti arrivati irregolarmente a Ceuta, definendolo un risultato “inedito” che “diremo con molta chiarezza a Bruxelles”. Un risultato che, secondo il ministro, “piacerebbe molto, per esempio, a un Paese come l’Italia”, che ha descritto come “il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio della Spagna”. Il capo della diplomazia spagnola ha poi sostenuto che “Ceuta e Melilla non sono mai state una minaccia per l’integrità dello spazio Schengen”, aggiungendo di aver visto invece “questa minaccia e questa porosità in altri spazi europei”, ribadendo che “la Spagna è sempre stata solidale”. “In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni”. Così riferiscono fonti del Viminale. Il ministero dell’interno si ricorda poi che quello in esame: “Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento” dell’esecutivo “che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive nessuna situazione di emergenza sul posto”.