venerdì 3 luglio 2026

D’Amico incommensurabile

[A me la povertà non piace. Di solito c’è una ragione per cui si è poveri. Donald Trump] I passeggeri in arrivo e partenza dall'aeroporto di Genova nel primo semestre 2026 sono aumentati del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. È il dato emerso dalla riunione del primo consiglio di amministrazione della nuova governance dello scalo. Nel corso della riunione il cda ha provveduto al conferimento delle deleghe al direttore generale Francesco D'Amico e ha assunto le deliberazioni previste in materia di funzionamento degli organi societari, compresa la definizione dei compensi degli amministratori. Il neo presidente Matteo Paroli ha confermato la rinuncia al compenso previsto.     "È stata una seduta dedicata all'avvio operativo della nuova governance - spiega Paroli -. Il consiglio ha iniziato il proprio lavoro affrontando i principali adempimenti istituzionali e i primi temi di gestione della società. Ci attende un percorso che richiederà impegno, capacità di ascolto e condivisione degli obiettivi, nella consapevolezza del valore che l'aeroporto di Genova rappresenta per la mobilità, l'economia e lo sviluppo del nostro territorio. I dati presentati oggi nel cda sono confortanti in tal senso, presentando una crescita dei voli nel solo mese di giugno del 17%".     Il consiglio di amministrazione proseguirà nelle prossime settimane l'attività di approfondimento dei principali dossier strategici della società, tra i quali quello necessario per un allargamento della compagine societaria con l'ingresso di un socio privato industriale e di altri soggetti pubblici espressione del territorio. 


Grazia, Graziella e grazie tante

[Il presidente ha effettuato 4 viaggi sull’aeroplano di Epstein. Tutti di lavoro. Il portavoce di Bill Clinton]"Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi... L'Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente". Così il compagno di Nicole Minetti, l'imprenditore Giuseppe Cipriani, parla dell'adozione in un'intervista al Corriere della Sera. Questa bufera, dice, "ha distrutto Nicole". E aggiunge che "dall'Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di merda. Notizie false", "tutte. A partire dall'adozione, che definiscono illegale".Per Cipriani non si tratta di polemiche ma di "bassezze". E fa sapere che "bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni". L'imprenditore spiega che il bambino "doveva essere monitorato personalmente da"Minetti"se avesse avuto l'affidamento in prova, non sarebbe potuta andare all'estero, né stare con suo figlio". E parla di "atto d'amore" da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "che ha capito benissimo la situazione e, per questo, ha concesso la grazia". Se adotteranno ancora: "Certo, ci mancherebbe. Subito. Anzi, io e Nicole stiamo pensando d'adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay". Quanto al 'Gin Tonic': "È una casa normalissima, dove ricevo ospiti da trent'anni". Sulle feste: "Le foto" su Instagram "in cui son tutti vestiti in bianco, sono immagini d'un normale Capodanno". L'imprenditore smentisce, inoltre, che Nordio sia amico suo e del padre: "Non è vero. E non è neanche stato a casa mia". Se la conoscenza con Jeffrey Epstein sia nata da soldi che doveva prestargli: "Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent'anni fa a Londra - racconta Cipriani - ma non se ne fece niente". E aggiunge: "Anche quella è una grandissima balla". A Roma si è aperto un nuovo fronte. Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani – apprende Repubblica – hanno avviato una procedura di mediazione nei confronti del Fatto Quotidiano, avanzando una richiesta risarcitoria da 5 milioni di euro. L'incontro tra le parti è fissato per il prossimo 26 giugno.Ma non c'è soltanto il fronte italiano. Negli Stati Uniti, Cipriani, chiede inoltre i danni al Fatto Quotidiano e alla Rai per gli articoli e le trasmissioni dedicati alla grazia concessa all’ex consigliera regionale. Come emerge da un atto di 34 pagine la richiesta di risarcimento ammonta a 250 milioni di dollari [...]  Il motivo della controffensiva giudiziaria? Quella che viene definita “una storia costruita su insinuazioni e sensazionalismo”, di fronte alla quale “gli imputati hanno scelto clic, ascolti e pubblicità al posto della verità, dell'accuratezza e del giornalismo responsabile”.


Kiev prepara rappresaglia

[Qualcuno ha detto che sono l’Ernest Hemingway dei 140 caratteri. Donald Trump] Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti le licenze per produrre missili per la difesa aerea Patriot, in seguito al massiccio attacco russo su Kiev che ha causato la morte di almeno 13 persone. "Le forniture per la difesa aerea dell'Ucraina sono una priorità assoluta e critica. Contiamo molto anche su una decisione degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i Patriot e ad altre forme di cooperazione", ha affermato Zelensky in un post su Facebook.  Donald Trump vuole che la "strage insensata" in Ucraina abbia fine. Lo afferma un funzionario americano alla Afp. "Il presidente vuole che questa guerra venga risolta, affinché cessino le uccisioni insensate", ha detto.  "La Russia prevede di conquistare la regione del Donetsk entro il 31 dicembre di quest'anno. Il Cremlino ha già posticipato questa scadenza per ben 15 volte".     Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, stando a quanto riporta Rbc-Ucraina.     "La leadership politica russa sogna costantemente il Donbass. Hanno già fatto questo sogno 15 volte, come se potessero conquistare completamente il Donbass", ha affermato  Zelensky.  L'Ucraina "certamente" reagirà al massiccio attacco russo su Kiev della scorsa notte, che ha causato almeno 21 morti e 85 feriti. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky durante una visita ai luoghi dei bombardamenti. "La Russia sta colpendo obiettivi civili unicamente per costringere l'Ucraina a rinunciare alla propria statualità, per creare una spaccatura tra la società civile e l'esercito. È su questo che hanno contato durante tutta la guerra. Non accadrà", ha affermato, aggiungendo che l'Ucraina "certamente" reagirà agli attacchi. La sezione ucraina della Croce Rossa ha dichiarato che il suo magazzino principale è stato "distrutto" dagli attacchi russi notturni, con la perdita di aiuti umanitari per un valore di circa 2 milioni di dollari. "Il magazzino umanitario della Croce Rossa ucraina è stato distrutto a seguito di un attacco su larga scala a Kiev", ha dichiarato l'organizzazione su Facebook, aggiungendo: "In totale, sono andate perdute 320.000 unità di aiuti umanitari e attrezzature, per un valore stimato di oltre 79 milioni di grivnie (2 milioni di dollari)". 


giovedì 2 luglio 2026

Cripto Donaldo

[Capisco che si muoia d’amore, perché certe volte è tanto forte che la vita non riesce a tenergli testa e va in pezzi. Romain Gary] Secondo quanto emerge da una nuova dichiarazione finanziaria obbligatoria per il 2025, il presidente Usa Donald Trump ha registrato nel suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca entrate per almeno 2,2 miliardi di dollari, grazie anche ai circa 1,4 miliardi provenienti dalle attività in criptovalute della sua famiglia, ma il presidente ha affermato di non gestire direttamente i suoi investimenti. “Ci sono fondi che gestiscono i miei soldi”, ha detto Trump rispondendo ai giornalisti sul tema. “Ho guadagnato molti soldi prima di diventare presidente, e loro investono i miei soldi, e io non parlo con loro. Non parlo mai con loro”. Il presidente Usa, riporta la Cnn, ha sostenuto che i suoi guadagni finanziari derivano in gran parte dall’aumento del mercato azionario e che questi profitti aiutano il Paese nel suo complesso. “Stiamo tutti traendo profitto”, ha detto Trump. “Io traggo profitto perché ho molti soldi e molta liquidità”.       

Egitto-Turchia con Hamas

[Qualcuno ha detto che sono l’Ernest Hemingway dei 140 caratteri. Donald Trump] Egitto e Turchia hanno unito i loro servizi di intelligence per promuovere una soluzione regionale globale, convocando un vertice di alto livello con i massimi leader di Hamas, svolto oggi al Cairo. Il vertice mirava a rimuovere gli ostacoli che impediscono l'attuazione del piano di pace statunitense, al quale tutte le parti hanno espresso "pieno sostegno" auspicandone la realizzazione in tempi rapidi. Il direttore del servizio di intelligence generale egiziano, Hassan Rashad e il suo omologo turco, Ibrahim Kalin, hanno avuto prima un incontro a due, affrontando i temi della stabilizzazione della Striscia di Gaza e della Libia. Entrambi hanno ribadito la "necessità cruciale" di intensificare le operazioni congiunte per garantire una pace internazionale duratura. All'incontro si sono poi uniti alcuni alti dirigenti di Hamas, tra cui Khaled Meshaal, Khalil al-Hayya e Mohammad Hassan, che hanno esplicitamente ribadito il proprio "pieno sostegno" alla roadmap di pace del presidente statunitense Donald Trump, impegnandosi a "rimuovere qualsiasi ostacolo residuo che impedisca il raggiungimento dell'accordo". A seguito del vertice, una delegazione negoziale ufficiale di Hamas è giunta al Cairo per riprendere i colloqui strutturati sulla seconda fase della roadmap. Fonti di sicurezza di alto livello hanno descritto l'atmosfera iniziale nella capitale come "estremamente positiva", sottolineando un "forte ottimismo" riguardo al completamento del piano di pace. 


Donaldo primo

[La Italia la era padronescamente polluta dallo spiritato: lo spiritato l’era imperialescamente grattato e tirato a pruriggine dal plauso d’un poppolo di quarantaquattro milioni di miliardi di animalini a cavattappo. Carlo Emilio Gadda] John Bolton, il consigliere per la sicurezza nazionale del primo mandato di Donald Trump, si è dichiarato colpevole in un caso riguardante la gestione di informazioni classificate per il quale rischia anni di carcere. Ad annunciare il mea culpa di Bolton è stato il procuratore federale per il distretto del Maryland, Kelly Hayes: “Questa mattina John Robert Bolton II si è dichiarato colpevole in tribunale federale di detenzione illecita di informazioni relative alla difesa nazionale. Secondo i termini dell’accordo di patteggiamento, il signor Bolton rischia una pena massima di cinque anni di reclusione, seguita da un periodo di libertà vigilata fino a tre anni. Dovrà inoltre pagare una multa di 2,25 milioni di dollari e perderà il diritto alla pensione ai sensi dell’Hiss Act”. Bolton si è dichiarato colpevole di un capo di accusa: aver condiviso tramite un’email personale, poi hackerata, oltre mille pagine di appunti riservati utilizzati per scrivere il suo libro di memorie.  Il 23 giugno è il giorno di "The Room Where It Happened", il libro di memorie dalla Casa Bianca dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, con rivelazioni bomba contro Donald Trump. Il giudice del distretto di Washington, Royce Lamberth, ha infatti respinto la richiesta di bloccarne l'uscita da parte del dipartimento di Giustizia secondo cui Bolton avrebbe rivelato "informazioni classificate". "Con centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo - molte nelle redazioni giornalistiche -, il danno è fatto. Non è possibile ripristinare lo status quo", ha rimarcato Lamberth.  Il libro dipinge un ritratto poco lusinghiero del processo decisionale in materia di politica estera del presidente Donald Trump durante il turbolento anno e mezzo che Bolton ha trascorso alla Casa Bianca e molte anticipazioni stanno sollevando un dibattito internazionale. Il governo di Seul per esempio ha bocciato come "inesatte" e "pericolose" le affermazioni in merito ai colloqui tra i leader degli Stati Uniti e delle due Coree. Si tratta di dettagli delle conversazioni avvenute prima e dopo i tre incontri tra il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-Un, incluse le presunte cause del flop del secondo summit in Vietnam. Secondo gli estratti del libro pubblicati da alcuni media statunitensi, Bolton avrebbe scritto che il presidente sudcoreano Moon, desideroso di migliorare le relazioni con la Corea del Nord,  avrebbe sollevato speranze non realistiche con Kim e Trump per la sua  agenda di "unificazione". "Non riflette fatti precisi e distorce sostanzialmente i fatti", ha affermato il consigliere per la sicurezza nazionale della  Corea del Sud, Chung Eui-yong, in una dichiarazione sulla ricostruzione dei colloqui contenuta nel libro di Bolton.        Questo genere di pubblicazione crea un "precedente pericoloso", ha  aggiunto Chung, sottolineando che "la pubblicazione unilaterale di consultazioni basate sulla fiducia reciproca viola i principi di base della diplomazia e potrebbe danneggiare gravemente i negoziati  futuri". Critiche sono state espresse anche dal portavoce della Casa Blu, l'ufficio del presidente sud-coreano Moon Jae-in, Yoon Do-han, che ha bollato Bolton come "schizofrenico" usando lo stesso aggettivo che l'ex consigliere aveva usato per criticare una valutazione di Moon dell'offerta di smantellamento della centrale nucleare nord-coreana di Yongbyon da parte di Pyongyang, accolta come un "passo molto significativo" per entrare in una fase di "irreversibile denuclearizzazione" della penisola coreana.    Nel libro di Bolton vengono citate le sue consultazioni con lo stesso Chung, sua controparte sud-coreana; i preparativi per il primo summit tra il presidente Usa, Donald Trump, e il leader nord-coreano Kim Jong-un, a Singapore nel giugno 2018; l'incontro trilaterale tra Trump, Moon e Kim al confine inter-coreano nel giugno dello scorso anno, e il secondo summit tra Trump e Kim a Hanoi, in Vietnam, a febbraio 2019 conclusosi senza un accordo sulla denuclearizzazione.  Il Cremlino considera riservate la maggior parte delle informazioni pubblicate dall'ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nel suo libro, ma questi "non sono affari di Mosca". Ha detto così il portavoce della presidenza, Dmitry Peskov. "Per quanto ne sappiamo dai materiali disponibili, Bolton usa nel suo libro informazioni legate al suo lavoro, i suoi discorsi, i suoi incontri di alto livello", ha detto Peskov ai giornalisti, quando gli è stato chiesto se al Cremlino leggeranno il libro. "Certo, alcune di queste informazioni difficilmente possono essere pubblicate, almeno nel nostro Paese, sono considerate non 'per uso pubblico'. È così che facciamo noi, gli Stati Uniti fanno diversamente. Ancora una volta, non sono affari nostri". Per quanto riguarda le affermazioni di Bolton sul presidente russo Vladimir Putin, "ci sono opinioni diverse lì, si potrebbe concordare con alcune, ma non con altre. Quindi bisogna esaminarle separatamente, non si può dare una valutazione generale", ha detto Peskov. Il portavoce del Cremlino si è rifiutato di commentare le opinioni di Bolton in merito alla politica interna degli Stati Uniti e in particolare al presidente Donald Trump.   Dopo aver perso la causa sulla cittadinanza per diritto di nascita presso la Corte Suprema, i collaboratori del presidente Trump e gli alleati del movimento Maga hanno virato verso un nuovo piano: impedire l'ingresso negli Stati Uniti alle donne straniere incinte. Lo scrive Axios, secondo cui la proposta aprirebbe una nuova battaglia sull'immigrazione riguardante gravidanza, viaggi e cittadinanza, spostando il dibattito dalla contestazione dei diritti dei bambini nati negli Stati Uniti alla limitazione di chi può entrare nel Paese.     "Il presidente Trump rimane totalmente impegnato a proteggere il valore della cittadinanza americana per nascita, ed è per questo che, a seguito della sentenza, ha incaricato il Congresso di intervenire immediatamente per affrontare la questione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ad Axios in una dichiarazione inviata via e-mail. "Il Dipartimento di Giustizia darà inoltre priorità alle indagini sui casi di 'turismo della nascita'. L'amministrazione Trump dispone di molti strumenti per salvaguardare la cittadinanza americana".     "Le leggi penali degli Stati Uniti vietano già le condotte inerenti a molti di questi cosiddetti schemi di 'turismo della nascita'", ha scritto il vice procuratore generale Colin McDonald in un promemoria inviato a X. "Ad esempio, molti di questi schemi iniziano con una falsa richiesta di visto, con menzogne sullo scopo o sulla durata del viaggio negli Stati Uniti".     Il cosiddetto 'turismo della nascita' si verifica quando i visitatori si recano negli Stati Uniti specificamente per partorire e garantire al proprio figlio la cittadinanza statunitense. Il governo Usa, ricorda Axios, non tiene traccia del numero di bambini nati da genitori stranieri, ma stime esterne indicano una cifra compresa tra 20.000 e 26.000 casi all'anno. Per dare un'idea del contesto, secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), nel 2025 negli Stati Uniti sono nati 3,6 milioni di bambini, il che rende il 'turismo della nascita' relativamente raro. 


mercoledì 1 luglio 2026

Zaluzhny contro Zelensky

[Concedere a vostra moglie beni materiali ed eccessiva sicurezza economica è un terribile errore.Donald Trump] Via Bankova, Kiev. Nella Residenza di Stato dell'Ucraina, qualche giorno fa, ha avuto luogo un incontro che potrebbe cambiare l'equilibrio interno di un Paese in guerra da oltre 4 anni. Uno di fronte all'altro, Volodymyr Zelensky e il generale Valerii Zaluzhny, oggi ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, hanno parlato a lungo, e non solo degli effetti delle dimissioni di Keir Starmer.  Zaluzhny, uno dei simboli della resistenza ucraina, ha infatti comunicato a Zelensky la volontà di candidarsi alle future presidenziali.     Quando? Già il prossimo autunno, se il presidente ucraino riterrà che ci saranno le condizioni per andare alle urne. E, da qualche tempo, sembra che Zelensky ci stia pensando davvero. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà nel pomeriggio al Castello di Dublino per la cerimonia di apertura della presidenza irlandese dell'Ue.     Zelensky avrà un incontro con il primo ministro irlandese Michael Martin e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.     "Discuteremo di come aumentare la pressione sulla Russia" e "di come garantire che l'Ue svolga appieno il proprio ruolo nel garantire una pace giusta e duratura per il popolo ucraino e di come portare avanti i negoziati sulla futura adesione dell'Ucraina", ha sottolineato Martin. Sul Castello di Dublino, per l'occasione sventolerà anche la bandiera ucraina.     "Nel mio incontro con il presidente Costa non vedo l'ora di discutere di come possiamo collaborare strettamente per realizzare il nostro ambizioso programma politico. Vogliamo migliorare la competitività dell'Europa, semplificando la vita alle nostre imprese e garantendo posti di lavoro di qualità ai suoi cittadini. Vogliamo difendere i valori fondamentali su cui si fonda la nostra Unione, proteggendo la nostra democrazia e garantendo la sicurezza dei nostri cittadini", ha sottolineato il Taoiseach (primo ministro) irlandese.     "Abbiamo grandi ambizioni riguardo a ciò che vogliamo realizzare insieme nei prossimi anni, pertanto abbiamo bisogno di un bilancio che sostenga tali obiettivi. Discuterò con il presidente Costa di come i nostri team possano collaborare strettamente per raggiungere un accordo nei negoziati sul prossimo bilancio pluriennale dell'Ue entro la fine dell'anno", ha aggiunto. L'apertura della presidenza irlandese si articolerà in due fasi: la cerimonia di apertura, prevista oggi, e la visita del Collegio dei commissari, prevista invece tra la serata di domani e venerdì. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen volerà a Dublino dopo la sua missione in Azerbaigian e Armenia.  Dal 2022 "le esportazioni di gas naturale dell'Azerbaigian verso gli Stati membri dell'Unione europea sono aumentate di quasi il 65%. Oggi metà delle nostre esportazioni di gas è destinata agli Stati membri dell'Unione europea e, in totale, dieci Paesi membri dell'Ue ricevono gas azero, con la possibilità di ampliare ulteriormente la geografia delle forniture". Lo ha detto il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev in una dichiarazione stampa al termine dell'incontro con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.  L'Ue con il programma Global Gateway investirà "fino a 200 milioni in sovvenzioni per collegamenti nei trasporti, nell'energia e nel digitale nel Caucaso meridionale. Questo ha il potenziale di mobilitare fino a 2 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati. I progetti potrebbero includere il collegamento ferroviario attraverso il Nakhchivan, lo sviluppo del porto di Baku. Il Caucaso meridionale è uno dei grandi crocevia del mondo, che collega l'Europa, il Caspio e l'Asia centrale". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Baku dopo l'incontro con il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev.