[La codardia è una scelta, la paura uno stato. Una distinzione sottile ma fondamentale. Tutti provano paura, è una reazione umana, inevitabile. Ma scegliere di non agire, arrendersi alla paura, è una decisione. Roberto Saviano non condanna la paura, ma chi la trasforma in alibi. Il coraggio, spesso, è semplicemente decidere di non lasciarsi paralizzare.] Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla.Lo scrive su X il Jerusalem Post. Il Jerusalem Post, citando un report di Axios, ha successivamente specificato che la conversazione tra Benyamin Netanyahu e Jared Kushner in cui il premier di Israele avrebbe detto al funzionario Usa di essere disposto a dare una possibilità al piano per Gaza sarebbe avvenuta "la scorsa settimana". La testata israeliana è tornata a ricordare la posizione pubblica presa invece ieri dal premier, sottolineando la posizione della Casa Bianca di "non preoccupazione" rispetto a tali dichiarazioni confermando "un graduale ritorno alla Linea Gialla a Gaza" e una interruzione degli attacchi contro la Striscia". La Casa Bianca "non è preoccupata" dalle dichiarazioni di Benyamin Netanyahu sul piano Usa per Gaza. Lo ha riferito un alto funzionario americano ad Axios. "Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi al riguardo, purché continui a fare ciò che chiediamo, in particolare per quanto riguarda la limitazione degli attacchi a Gaza", ha aggiunto il funzionario Usa. Il piano per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti, respinto dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, rimane "l'unica via da seguire" per evitare che si ripeta l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo ha dichiarato il responsabile del Board istituito dal presidente Donald Trump. "L'opzione che proponiamo oggi è l'unica strada percorribile per garantire che questa tragedia non si ripeta", ha affermato Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Comitato per la Pace per Gaza, in un'intervista all'emittente israeliana Channel 12. Secondo l'ultima rilevazione del Palestinian Center for Policy and Survey Research del sondaggista di Ramallah Khalil Shikaki, pubblicata la settimana scorsa, il sostegno a Hamas è calato dal 35% di 10 mesi fa al 24%, raggiungendo lo stesso livello di quello per Fatah, che si posiziona pure al 24%. In vista delle elezioni legislative palestinesi previste per il 28 novembre, le prime in 20 anni, i sondaggio attribuisce il 32% dei consensi a Fatah e il 29% a Hamas, mentre per il 44% dei palestinesi interrogati nessuno dei due partiti merita di rappresentare il popolo palestinese. Il calo è particolarmente marcato in Cisgiordania, dove il sostegno a Hamas è sceso dal 32% di 10 mesi fa al 18%, mentre nella Striscia di Gaza dal 41% al 33%. Rispetto alle trattative in corso sulla fase 2 del piano Trump, il 72% degli intervistati si oppone alla rinuncia alle armi da parte di Hamas prima del completo ritiro israeliano da Gaza, e solo il 20% è favorevole a questa eventualità. Il 20% degli intervistati afferma che Hamas è uscito vittorioso dal conflitto, rispetto al 39% di 10 mesi fa. Il 60% ritiene che nessuna delle due parti abbia vinto, mentre il 15% crede che Israele sia uscito vincitore. Il cambiamento è più marcato in Cisgiordania, dove la percentuale di chi considera Hamas vittorioso è scesa dal 48% al 21%. Per quanto riguarda la presidenza palestinese - per la quale elezioni potrebbero essere convocate nel 2027 - Marwan Barghouti, che sconta cinque ergastoli in un carcere israeliano, è favorito come candidato presidenziale con il 54% dei consensi, mentre il leader di Hamas Khalil Al-Hayya ottiene il 26%, per Abu Mazen il consenso è solo del 14%. Secondo il sondaggio, il 79% degli intervistati vorrebbe le dimissioni di Abu Mazen. In una domanda separata, in cui si valutano le candidature in un'era post-Abu Mazen, Barghouti risulta sempre il favorito con il 39% dei consensi, Al-Hayya ottiene il 16%, mentre Mohammed Dahlan, il leader del 'Fronte riformista' del Fatah in esilio negli Emirati, il 15%. "I governanti criminali degli Stati Uniti e il falso regime sionista sono acerrimi nemici dell'unità islamica e dell'intera Umma islamica, comprese le popolazioni dell'Asia occidentale e del Nord Africa", ha dichiarato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Rivolgendosi ai Paesi islamici ha aggiunto: "Riconoscete dunque i vostri veri nemici e contrastate il piano di questi malintenzionati e nemici dell'Islam, che consiste nell'esaltare le differenze all'interno dell'Umma islamica per indebolirla e dominarla". In un messaggio in occasione della Settimana dell'Unità Islamica in Iran, Khamenei ha aggiunto: "I tiranni del mondo, guidati dagli Stati Uniti criminali, hanno tolto le maschere ingannevoli dal volto ripugnante dei loro obiettivi coloniali e dei loro piani arroganti ed egemonici, e si sono sfilati i guanti di velluto, mostrando al mondo intero i loro artigli insanguinati. Ora è essenziale che i Paesi islamici rafforzino l'unità e la sinergia per difendersi reciprocamente dall'empietà. Dovrebbero risolvere i loro problemi attraverso l'unità di intenti, l'amicizia e la cooperazione sulla via del bene".
OTTOBRE ROSSO
mercoledì 2 settembre 2026
Illegali per default
[La vita come il cubo di Rubik. Piena di colori? No, non ci riesco. ilBomma, Twitter] La Commissione europea ha inviato richieste di informazioni a oltre 30 società di intelligenza artificiale nell'ambito delle prime azioni di applicazione dell'AI Act. Lo ha riferito il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa. "Abbiamo inviato una serie di richieste di informazioni, le prime nell'ambito delle azioni di enforcement avviate dalla Commissione, a più di 30 società di IA in due principali aree", ha spiegato. La Commissione, ha aggiunto, non renderà noti per il momento i nomi delle aziende destinatarie, dal momento che "si tratta di semplici richieste di informazioni" e "il dialogo continua con tutte le società". Interpellato in particolare su OpenAI e Anthropic e sui rischi informatici legati ai loro modelli, Regnier ha sottolineato che Bruxelles prende "estremamente sul serio i rischi di cybersicurezza" e ha confermato che il lavoro con entrambe le società prosegue. "Abbiamo avuto scambi molto recenti sia con Anthropic sia con OpenAI, anche su questi rischi", ha precisato, confermando quindi contatti tra la Commissione e le due società in seguito alle questioni di sicurezza sollevate nelle ultime settimane. Regnier non ha tuttavia precisato se OpenAI e Anthropic figurino tra le aziende che hanno ricevuto le richieste formali di informazioni. Invitato a partecipare a una riunione del G20 nella Carolina del Nord, il miliardario statunitense Elon Musk chiede di procedere con cautela nella regolamentazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale (IA), ritenendo che un approccio europeo sarebbe dannoso per l’innovazione. “È necessario un contesto normativo sostanzialmente libero, il che significa che le novità devono, per default, essere considerate legali, non il contrario”, afferma. “È necessario disporre di un contesto relativamente libero da regolamentazioni, nel senso che le novità devono essere considerate legali per default, anziché illegali per default. Nell’Unione Europea, ad esempio, il livello di regolamentazione è straordinariamente elevato e le novità sono generalmente considerate illegali per default. Ciò ostacola il progresso delle nuove tecnologie: lo rallenta, senza fermarlo del tutto, ma rallentandolo in modo piuttosto significativo”, ha dichiarato il ceo di Tesla e SpaceX. “L’anno prossimo si registrerà una significativa carenza di energia. Quindi non si tratta di un futuro lontano. Credo che, secondo le stime di consenso tra gli analisti che seguono da vicino il settore dell’IA, nel 2027 ci sarà una carenza di energia di almeno 15 gigawatt per i chip di IA. Si tratta quindi di un fenomeno forse prevedibile, dato che il ritmo di produzione dei chip per l’intelligenza artificiale sta aumentando a un ritmo incredibilmente rapido, dell’ordine del 40-50% all’anno, mentre l’energia disponibile al di fuori della Cina cresce solo del 10-20% all’anno”, ha aggiunto. “In effetti, a questo punto direi anch’io che ci sono delle difficoltà relative all’approvvigionamento energetico già prima del prossimo anno; ecco perché Google, Anthropic e molte altre aziende stanno effettivamente noleggiando potenza di calcolo da SpaceX, dato che finora siamo stati in grado di implementare l’IA meglio di chiunque altro. Ma l’unico modo per riuscirci è costruire le nostre centrali elettriche”. “Tra dieci anni ci saranno robot umanoidi, e credo che questa sia una stima prudente, tra l’altro. È su questo che sarei disposto a scommettere una somma considerevole: che tra dieci anni ci saranno almeno un miliardo di robot e che questi robot avranno una produttività almeno cinque volte superiore a quella di un essere umano, il che significa che quel miliardo di robot umanoidi sarà più produttivo di tutti gli esseri umani messi insieme”.
martedì 1 settembre 2026
Kiev colpisce e-commerce
[“Quando ti viene nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un po' di compagnia". Allora don Rafaniè, le volte che mi viene il pensiero di una mancanza la devo chiamare presenza? "Giusto, così ad ogni mancanza dai il benvenuto, le fai un'accoglienza." Così quando sarete volato io non devo sentire la mancanza vostra? "No, dice, quando ti viene di pensare a me io sono presente." Scrivo sul rotolo le parole di Rafaniello che hanno rivoltato la mancanza sottosopra e ora sta meglio così. Lui fa coi pensieri come con le scarpe, le mette capovolte sul bancariello e le aggiusta. Dal libro "Montedidio" di Erri De Luca] Le forze ucraine hanno colpito nella notte un centro logistico del colosso russo dell'e-commerce Ozon a Rostov sul Don, nella regione di Rostov. Lo ha riferito la stessa società, citata dal Kyiv Independent, spiegando che un drone ha provocato un "piccolo incendio", subito domato, e che le operazioni nella struttura sono state temporaneamente sospese per consentire ai servizi di emergenza di ispezionare l'area. Nella stessa regione, un magazzino della catena russa di elettrodomestici ed elettronica Dns è stato incendiato nella città di Aksay e i dipendenti presenti sono stati evacuati. Il governatore di Rostov, Yuri Slyusar, ha confermato il ritrovamento di detriti di un drone nell'area di un magazzino nel distretto di Aksay, senza specificare quale struttura sia stata colpita. Secondo Exilenova Plus, anche un magazzino della catena di supermercati russa Chizhik è stato colpito nel vicino villaggio di Leninskoye. "Rostov sul Don e i distretti di Aksay, Bagayev e Neklinovsky sono sotto attacco", ha dichiarato Slyusar. Il governatore ha parlato di un attacco "massiccio" e ha riferito di sette feriti. Tra i feriti, due adulti e due bambini sono stati ricoverati a Rostov sul Don. Slyusar ha inoltre riferito che i detriti di un drone hanno danneggiato due condomini nel distretto Proletarsky della città, dove i residenti sono stati evacuati. Nel distretto di Bagayev, ha aggiunto, diverse abitazioni hanno riportato la rottura delle finestre. La Russia ha lanciato questa mattina un nuovo attacco con droni su Kiev. Una serie di forti esplosioni è stata udita in tutta la città. Ne dà notizia l'agenzia ucraina Rbc, che ha citato il canale Telegram dell'aeronautica militare ucraina e un proprio corrispondente. "A Kiev è stato diramato un allarme aereo a causa della minaccia di un drone. Esortiamo i residenti della città a recarsi immediatamente al rifugio più vicino e a rimanervi fino alla fine dell'allarme", ha dichiarato l'Amministrazione militare della città di Kiev (Kgva). Contemporaneamente, l'aeronautica militare ucraina ha registrato la presenza di droni nella regione di Kiev, compresi alcuni velivoli diretti verso la capitale. "Personalmente, ho avuto e continuo ad avere problemi a discutere di argomenti come gli squilibri globali con un rappresentante di un Paese aggressore che perpetra quotidianamente brutali attacchi contro i civili. È una questione di rispetto per le vittime." Lo afferma il commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, commentando la partecipazione al G20 negli Usa del ministro delle finanze russo Anton Siluanov. "Il commissario rappresenta la Commissione alla riunione del G20. Non ha avuto alcun contatto con il ministro russo, né intende averne", ha ribadito la portavoce dell'Esecutivo Ue Paula Pinho nel briefing con la stampa. Le accuse di Berlino alla Russia di guerra ibrida in relazione ai droni all'aeroporto di Lipsia sono dovute alla "situazione politica interna" in Germania, che vede il cancelliere Friedrich Merz in difficoltà a causa del malcontento della popolazione. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa notturna a Bishkek. "Il cancelliere non gode della fiducia della popolazione, hanno fatto errori evidenti in campo economico", ha affermato Putin, aggiungendo che la Germania non ha prove di una guerra ibrida russa.
Risiko trasporti
[Guardati dentro profondamente, ma se non provi vergogna non lo stai facendo davvero. Questa frase è uno schiaffo morale. Guardarsi dentro non è un esercizio consolatorio, è un atto di verità. E la verità, quando è autentica, fa male: ci mette a nudo, ci sporca le mani. La vergogna non è un’emozione da evitare, ma il primo segno che stiamo davvero entrando in contatto con ciò che siamo. Roberto Saviano ci invita a non scappare da questa vertigine.] È risiko anche dei binari, dopo i movimenti già registrati in Italia per gli scali aeroportuali. Sotto la Manica si avvia al capolinea il monopolio dell'Eurostar. Dopo trent'anni di dominio incontrastato, il mercato dei treni ad Alta velocità tra Londra e l'Europa continentale si prepara a una storica rivoluzione, sotto la spinta di una concorrenza pronta a far scendere i prezzi e moltiplicare le rotte. Ferrovie dello Stato e la britannica Virgin Trains del magnate Richard Branson stanno scaldando i motori per sfidare Eurostar, controllata dalla francese Sncf. Nel frattempo l'altro operatore italiano di Av, Italo, si appresta a sbarcare in Germania per sfidare il dominio di Deutsche Bahn sull'Alta velocità tedesca. Fs, attraverso la controllata Trenitalia France, punta a portare i Frecciarossa sotto la Manica per il 2029 e in quest'ottica ha recentemente annunciato un investimento di due miliardi di euro per rafforzare la flotta con 19 nuovi treni ad Alta velocità, forniti da Hitachi Rail, e sostenere così il piano di crescita in Francia, tra Parigi e Londra, e in Europa. Gli hacker che hanno condotto un cyberattacco contro tre aeroporti britannici, sottraendo i dati personali a milioni di clienti, hanno chiesto un riscatto, di cui non si conosce l'entità. Lo rivela il Manchester Evening News, secondo cui si tratta di un gruppo criminale noto alle autorità del Regno Unito e già responsabile di azioni simili nel resto del mondo. Inoltre, il Manchester Airports Group (Mag), società che gestisce gli scali di Manchester, Londra Stansted e delle East Midlands finiti sotto attacco, si sarebbe rifiutato di pagare, nonostante la mole di dati rubati a 8,7 milioni di clienti. Avianca, Air Europa e American Airlines hanno annunciato la ripresa dei collegamenti nei prossimi giorni. La compagnia colombiana Avianca riattiverà dal primo settembre un volo giornaliero tra Caracas e Bogotá, mantenendo inoltre un secondo collegamento quotidiano dallo scalo di Valencia.Air Europa riprenderà nella stessa data i voli da e per Caracas, invitando i passeggeri con prenotazioni dal primo settembre a non effettuare per ora alcuna modifica. Dal 3 settembre American Airlines ripristinerà la rotta Miami-Caracas con due frequenze giornaliere: una operata con Boeing 737-800 e una da Envoy Air, filiale regionale del gruppo, con Embraer 170. La riapertura di Maiquetía avviene gradualmente, utilizzando inizialmente strutture temporanee e con una capacità ridotta rispetto ai livelli precedenti ai terremoti. Il ritorno delle tre compagnie si inserisce in una più ampia ripresa dei collegamenti internazionali con la capitale venezuelana, in attesa dell'avvio del nuovo collegamento Roma-Caracas annunciato da ITA Airways per il secondo semestre dell'anno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avverte Mosca: 'L'escalation non può e non rimarrà confinata al territorio ucraino. Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro". Zelensky precisa che il suo Paese "non minaccia l'aviazione civile in quanto tale e neanche un singolo aereo civile. Ci saranno semplicemente droni nei cieli della Russia su una scala che deve essere presa in considerazione. I giorni sicuri nei cieli della Russia sono finiti". "Terrorismo di Stato": così Vladimir Putin ha definito l'avvertimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha minacciato di rendere "completamente insicuri" i cieli della Russia per le compagnie aeree civili straniere con le incursioni dei droni ucraini. "Vogliono riprendere i negoziati? Non ci possono essere negoziati con i terroristi", ha affermato il presidente russo in una conferenza stampa notturna a Bishkek, dove ha partecipato a un vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). Un aeroporto nel sud dell'Iran, nella provincia di Kerman, è stato preso di mira da un attacco aereo statunitense, secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana. "Pochi minuti fa, un attacco del nemico americano ha preso di mira l'aeroporto di Jiroft", ha riferito la televisione di stato, senza fornire immediatamente informazioni su vittime o danni, dopo altri attacchi nel sud del paese vicino allo Stretto di Hormuz. "La Russia ha la responsabilità dell'attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto". Lo ha detto il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli esteri Johann Wadephul. Il ministro ha citato le prove valutate dai servizi e degli enti deputati alla sicurezza in Germania. "Questa mattina ho parlato con il cancelliere Merz per discutere dell'attacco ibrido all'aeroporto di Lipsia. Gli ho assicurato che l'Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia. Manterremo l'Ue unita nonostante questi atti gravi e sempre più intensi. Il governo tedesco ha adottato misure decise. E il messaggio è chiaro: gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara." Lo scrive su X Ursula von der Leyen spiegando che il dossier domani sarà sul tavolo dell'incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte. "Il consolato tedesco in Russia viene chiuso dal 18 settembre. Il contratto della Casa russa viene risolto. Inaspriremo i controlli sulle persone". Lo ha detto il ministro degli Esteri Johann Wadephul a Berlino, elencando le misure contro la Russia dopo gli attacchi ibridi a Lipsia. "La Russia ha la responsabilità dell'attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto". Lo ha detto il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli esteri Johann Wadephul. Il ministro ha citato le prove valutate dai servizi e degli enti deputati alla sicurezza in Germania. "Mosca risponderà a tutte le decisioni anti-russe" della Germania, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando con l'agenzia Interfax le misure annunciate da Berlino a seguito dell'incidente del drone all'aeroporto di Lipsia.
I conti non tornano
[Cesare piange perché non c’erano più mondi da conquistare] Il massiccio consumo di munizioni statunitensi nella guerra contro l’Iran sta suscitando crescente preoccupazione tra gli alleati asiatici di Washington e malumore tra i funzionari del Pentagono responsabili dell’Indo-Pacifico, che temono un indebolimento della capacità americana di affrontare un eventuale conflitto con la Cina. Lo riferisce oggi il Washington Post. Corea del sud, Giappone e Taiwan dipendono fortemente dagli Stati uniti per la fornitura dei principali sistemi d’arma convenzionali e devono già fare i conti con ritardi nelle consegne che si protraggono da anni. Il conflitto mediorientale ha aggravato la situazione, assorbendo o dirottando munizioni che sarebbero considerate essenziali in caso di guerra nel Pacifico. Un funzionario taiwanese ha parlato di “ritardi significativi” previsti nelle consegne dei missili intercettori Pac-3 Patriot, affermando che il Pentagono ha consumato in Medio Oriente gran parte delle proprie scorte. Il trasferimento di risorse dall’Indo-Pacifico è stato definito “preoccupante”. Quasi 30 miliardi di dollari di armi statunitensi già approvate per Taiwan devono ancora essere consegnati, compresi Patriot per 882 milioni di dollari. Anche il Giappone sarebbe stato avvertito dal Pentagono della possibilità di ritardi nelle forniture militari, compresi i missili da crociera Tomahawk. Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi aveva ammesso già a maggio che ritardi erano “possibili”, pur assicurando che Tokyo non aveva modificato i propri piani di acquisizione. Secondo il Financial Times, la consegna di 400 Tomahawk potrebbe slittare anche di due anni. Le preoccupazioni riguardano anche la presenza militare americana nella regione. Secondo un funzionario statunitense citato dal quotidiano, più di 30 navi inizialmente destinate al Pacifico sono state trasferite in Medio Oriente dall’inizio della guerra. Questo mese anche la portaerei USS George Washington, basata in Giappone, è stata dirottata verso l’area mediorientale, lasciando l’Indo-Pacifico senza una portaerei statunitense schierata stabilmente nella regione. Il problema più grave riguarda però le munizioni. Dall’inizio della guerra contro l’Iran il Pentagono ha attinto pesantemente alle proprie scorte di sistemi avanzati di difesa antimissile, tra cui Patriot e Thaad. Già nell’aprile scorso il comandante delle Forze Usa in Corea, generale Xavier Brunson, aveva confermato che radar destinati alla difesa della penisola coreana erano stati trasferiti prima degli attacchi americani contro gli impianti nucleari iraniani del giugno 2025 e che altre munizioni erano state spostate quest’anno. La pressione sugli arsenali arriva mentre la Cina continua ad accrescere la propria attività militare intorno a Taiwan e nel Mar cinese meridionale. Secondo analisi del Center for Strategic and International Studies, un conflitto con Pechino potrebbe consumare molte delle principali munizioni americane nel giro di poche settimane. Nelle simulazioni condotte dal centro studi, gli Stati uniti arriverebbero a utilizzare circa 5.000 missili a lungo raggio nelle prime quattro settimane di guerra. Il Washington Post riferisce che nei primi quattro mesi del conflitto con l’Iran sono stati lanciati oltre 850 Tomahawk e il Csis stima che il numero abbia ormai superato quota mille, a fronte di una scorta prebellica valutata tra 3.100 e 4.500 missili. Sarebbero state inoltre consumate circa un quarto delle scorte iniziali di Joint Air-to-Surface Standoff Missiles e fino a tre quarti dei Precision Strike Missiles disponibili. Ancora più critica è la situazione degli intercettori Patriot e Thaad, fondamentali per la difesa delle basi americane e delle decine di migliaia di militari statunitensi presenti in Giappone e Corea del sud. Secondo le stime citate dal Csis, gli Stati uniti avrebbero già consumato la maggior parte delle scorte disponibili prima della guerra con l’Iran e ne resterebbero circa mille.“La Cina ha 3.000 missili balistici o più. Quindi, semplicemente, i conti non tornano”, ha osservato Jennifer Kavanagh, direttrice dell’analisi militare del think tank Defense Priorities. Le tensioni sulle scorte hanno avuto anche conseguenze operative immediate. Washington ha cancellato un’esercitazione di sbarco anfibio con la Corea del sud prevista per settembre, motivando la decisione con le esigenze poste dalla guerra in Iran, dopo che il presidente Donald Trump aveva già annunciato una riduzione delle esercitazioni militari congiunte con Seul. Il Pentagono sostiene tuttavia che le forze americane restano “pronte e capaci di dissuadere un’aggressione” nell’Indo-Pacifico. Anche il sottosegretario alla Difesa per la politica Elbridge Colby ha respinto l’idea di un disimpegno americano dalla regione: “Non ce ne stiamo andando; anzi, stiamo rafforzando la nostra presenza”.
Antisemitismo a Firenze
[Ognuno, nel profondo del cuore, attende l’arrivo della fine del mondo. Haruki Murakani] "Sono comparse scritte vergognose al Memoriale delle Deportazioni. Un gesto gravissimo anche perché colpisce un luogo della memoria, dedicato alle vittime della deportazione e dello sterminio. La condanna è ferma: a Firenze non c'è spazio per l'odio, per l'antisemitismo e per chi cerca di infangare la memoria". Lo scrive su X la sindaca Sara Funaro sottolineando che "Firenze è e resterà una città di pace, rispetto e convivenza e continuerà a combattere ogni forma di discriminazione e antisemitismo". Le scritte vengono rimosse. "Grazie agli Angeli del Bello, che sono già intervenuti per ripulire il Memoriale - aggiunge Funaro -, e alle Forze dell'Ordine per l'attenzione e il presidio". "Ancora una volta a Firenze compaiono scritte antisemite di grande violenza - afferma in una nota l'imprenditore Marco Carrai, console onorario d'Israele per Toscana - Non c'è condanna che tenga, non c'è presa di posizione credibile, non c'è solidarietà vera al popolo ebraico o d'Israele se chi condanna - quasi tutti - è anche promotore di una campagna di demonizzazione contro il popolo d'Israele".
Processo di incriminazioni retroattive
[La verità è come la poesia. E la poesia sta sul cazzo ... anonimo] A un anno dal bombardamento all’ospedale Nasser, che causò la morte di 22 persone, tra cui cinque giornalisti, nel sud della Striscia di Gaza, un soldato israeliano ha descritto a diversi media internazionali come l’esercito israeliano utilizzi la cosiddetta “incriminazione retroattiva” per collegare le vittime di un attacco ad Hamas. Subito dopo l’attacco, le autorità israeliane dissero che l’obiettivo era una telecamera, sospettata di appartenere ad Hamas, situata sul tetto dell’ospedale. Tra i giornalisti uccisi c’erano il cameraman di Reuters, Hussam al-Masri, e la videogiornalista Mariam Dagga, che lavorava per l’Associated Press e altre testate. Nonostante le ripetute richieste dell’Associated Press, l’esercito non ha fornito dettagli sull’indagine sulle circostanze dell’attacco né su una tempistica per il suo completamento. A fronte dell’indignazione internazionale per il doppio attacco all’ospedale ripreso da una telecamera esterna, ricorda l’Ap, l’esercito israeliano disse poi che sei delle persone uccise erano legate ad Hamas, senza però fornire prove. Un soldato israeliano che ha parlato con i media sotto anonimato ha affermato che l’esercito non ha trovato prove che collegassero la telecamera, appartenuta al cameraman di Reuters, ad Hamas, e che nessuno dei sei era il bersaglio previsto dell’attacco. Ap ricorda che già subito dopo l’attacco era emerso che una delle sei persone non figurava nell’elenco delle vittime e che altre due erano personale medico o di emergenza. Il soldato è stato messo in contatto con l’Associated Press e altri media da Breaking the Silence, il gruppo fondato oltre 20 anni fa da veterani israeliani che raccoglie testimonianze di soldati e denuncia le azioni di Israele nei Territori palestinesi. Il soldato ha affermato che, dopo attacchi che uccidono civili senza un chiaro scopo militare, gli ufficiali dell’esercito cercano retroattivamente legami con militanti tra le vittime. Breaking the Silence ha parlato di un “processo di incriminazione retroattiva” in cui i palestinesi uccisi vengono automaticamente considerati militanti, anche se disarmati. L’incriminazione retroattiva viene usata come “giustificazione quasi automatica per ogni proiettile, granata o missile sparato, e come strumento per evitare di condurre vere indagini”, ha spiegato Nadav Weiman, direttore esecutivo del gruppo. L’Associated Press ha precisato di aver avuto conferma in modo indipendente di alcuni dettagli del racconto del soldato e Breaking the Silence ha affermato di aver corroborato il racconto con le proprie fonti. Il soldato, e un ex ufficiale militare a conoscenza della situazione, hanno affermato che un alto funzionario dell’esercito aveva inizialmente approvato l’uso di un’arma di precisione per neutralizzare la telecamera, ma che un tentativo fatto con un drone era fallito per ragioni sconosciute. Il comandante di divisione aveva quindi approvato un altro metodo, ha aggiunto il soldato, senza specificare di quale si trattasse, ma non è chiaro chi abbia preso la decisione di sparare con i proiettili di un carro armato. Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, con sede a New York, le truppe israeliane hanno ucciso 207 giornalisti palestinesi a Gaza dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Israele ha vietato l’ingresso a Gaza ai giornalisti stranieri, attribuendo così ai giornalisti palestinesi un ruolo cruciale nella copertura del conflitto.