venerdì 7 agosto 2026

Un pet per Max

[Era una fresca limpida giornata d’aprile e gli orologi segnavano l’una. Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro dell’ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui.1984, di George Orwell] LinkedIn ha pubblicato un curioso annuncio di “lavoro” scritto dal nuovo ad di asc, l’ultimo dei thatcheriani in italiani. Ma non abbiamo capito se il cane da guardia debba fare la guardia al gregge di Fiumicino o a tutto il gregge del network. Cercasi “cane da guardia dagli handlers” … (occorre avere il pedigree? “Oppure essere di mannara basta e avanza) ovvero una persona che: abbia voglia di tuffarsi nelle operazioni di terra; sia portata, per carattere, a prevenire i problemi anziché aspettare che si presentino; viva le operazioni come fossero proprie, proteggendo ogni giorno le performance del network; consideri gli handler non semplici fornitori, ma partner da guidare ,supportare e, quando serve, incalzare per raggiungere gli standard che ci aspettiamo; che porti energia positiva nel team, perché crediamo che i problemi si risolvano meglio con competenza, determinazione … e anche, con una sola battuta, al momento giusto. Se pensi che tutto questo sia “un bel casino” è tra qualche settimana inizierai a vedere i ritardi e gli sprechi anche al supermercato e ti verrà spontaneo pensare a come evitarli … beh allora potresti essere quello che cerchiamo! Uno si noi.”  A uno di voi non potrebbe essere il fedelissimo Casare? Immagino già la risposta: meglio che no, grazie. Apnea a Catania avete avuto modo di conoscerlo, anche Palermo, e lo avete impaccato a gh, stesso destino a Palermo, con relativo endorsement di renatino, di area manager, oggi impegnato nei mansionari della rampa.

Antony Fauci senza pace

[In una caverna sotto terra viveva uno hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, piena di resti di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cioè comodissima. Lo Hobbit, di  J.R.R Tolkien.] La commissione per la Sicurezza interna e gli affari governativi del Senato americano ha votato per accusare l’epidemiologo Anthony Fauci, uno degli architetti della risposta americana alla pandemia da Covid-19, di oltraggio al Congresso per essersi avvalso della facoltà di non rispondere alle audizioni della settimana scorsa.  Rand Paul, il repubblicano che presiede la commissione ha due opzioni: cercare di ottenere un voto finale al Senato, dove tuttavia servono 60 voti che il GOP non ha (ne detiene solo 53), o inviare il caso direttamente al dipartimento di Giustizia che poi deciderà se procedere con accuse penali.  All’inizio dei lavori odierni, Paul aveva insistito sul fatto che il voto odierno non riguarda le “opinioni”, le “politiche” o “qualsiasi cosa abbia detto da un podio sei anni fa”. Per lui il voto è “sul fatto che un testimone che ha ricevuto il beneficio di una grazia (preventiva) federale (da parte dell’ex presidente Joe Biden) possa essere costretto da questa commissione a rispondere alle domande e poi ignorare quell’ordine senza conseguenze”. 


Contro i pirati

[Chi non trova un biografo deve inventare la sua vita da solo.Giovannino Guareschi] Bitdefender ha pubblicato uno studio che descrive in dettaglio una campagna attualmente in corso che sfrutta la popolarità de L’Odissea, il nuovo film di Christopher Nolan ispirato al poema epico di Omero, per attirare gli utenti alla ricerca di copie pirata e distribuire il malware Lumma Stealer. Ogni grande debutto cinematografico porta con sé una forte attenzione da parte degli utenti, desiderosi di vedere i titoli più attesi il prima possibile, talvolta ancora prima della loro distribuzione nelle sale o del rilascio sulle piattaforme digitali. Una dinamica ben nota ai criminali informatici, che sfruttano l’interesse per i film più attesi per diffondere copie pirata e attirare le vittime verso contenuti dannosi e nuove minacce informatiche.  A pochi giorni dall’uscita de L’Odissea gli esperti di sicurezza informatica hanno già individuato diverse copie pirata utilizzate per distribuire il malware Lumma Stealer. Dall’analisi di Bitdefender emerge che alcuni utenti hanno tentato di scaricare file eseguibili dannosi mascherati da presunte versioni del film.  Come funziona il malware Lumma Stealer I file dannosi in formato .exe vengono camuffati da download di film in 1080p o Blu-ray e utilizzano icone falsificate che ricordano VLC Media Player. Poiché Windows nasconde per impostazione predefinita le estensioni dei file, per gli utenti può essere difficile capire che stanno scaricando un programma anziché un video. Una volta eseguito, Lumma Stealer può raccogliere password e cookie del browser, dati di pagamento salvati e portafogli di criptovalute, oltre a dirottare sessioni già attive anche quando è abilitata l’autenticazione a più fattori.  Una tecnica già utilizzata con Mission: Impossible – The Final Reckoning.  Nel 2025, i ricercatori avevano già documentato una campagna molto simile che sfruttava false copie di Mission: Impossible – The Final Reckoning per distribuire Lumma Stealer attraverso siti torrent, con file presentati come versioni del film.  La campagna più recente segue lo stesso schema, sostituendo semplicemente un blockbuster con un altro. Invece di sviluppare nuove tecniche, i criminali informatici continuano a riutilizzare metodi già efficaci, adattandoli ai film più cercati online e presenti sui siti torrent.  Questo tipo di malware, inoltre, è molto diffuso sui tracker torrent: non sono solo i film più popolari a essere sfruttati per distribuire Lumma e altri stealer, ma anche serie TV, giochi e software piratati.


MbS ha paura

[Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano. Harry Potter e la Pietra filosofale, di J.K.Rowling.]  L'Arabia Saudita, il Pakistan e la Turchia firmeranno oggi a Gedda un accordo di mutua difesa: lo hanno detto all'Afp fonti vicine all'esercito e al governo dell'Arabia Saudita. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si incontreranno nella città saudita per un vertice tra i tre paesi musulmani sunniti. "La questione è in discussione da molto tempo, ma i recenti sviluppi nella regione hanno accelerato il ritmo", ha detto all'Afp una fonte vicina all'esercito, che ha voluto rimanere anonima. L'Arabia Saudita si aspetta imminenti attacchi coordinati da nord e da sud da parte di milizie irachene e Houthi yemeniti sotto la supervisione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Lo ha dichiarato oggi un alto funzionario saudita. Lo riporta la Reuters sul suo sito.    Il funzionario, che ha parlato in condizione di anonimato, ha affermato che i rapporti dell'intelligence provenienti dall'Arabia Saudita, dagli Stati Uniti e da altri Paesi della regione indicano che siti civili ed economici potrebbero essere presi di mira, comprese infrastrutture energetiche, porti e aeroporti.  Il presidente del Parlamento iraniano ha ironizzato sul presidente americano Donald Trump che prima annuncia attacchi imponenti, salvo poi annullarli a favore di negoziati. Quella del tycoon "è una diplomazia-spettacolo che si ripete all'infinito", ha scritto Mohammad Bagher Ghalibaf su X, accusando gli Stati Uniti di "prepotenza e promesse infrante.    Prendete atto della realtà e rispettate gli impegni. Non abbiamo bisogno di altra messinscena", ha affermato.    Ghalibaf è stato una figura chiave nei negoziati tra Stati Uniti e Iran volti a raggiungere una pace duratura, ma ha anche spesso provocato gli Usa e Trump sui social media. A fine luglio, il presidente del Parlamento ha pubblicato un meme raffigurante un ciclista che blocca la propria ruota anteriore, accompagnandolo con il commento: "Volevano punire l'Iran. Alla fine hanno punito se stessi, facendo schizzare il prezzo del petrolio a cifre a tre zeri".


Ebrei italiani in mostra

[L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo; pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito? L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera] La mostra Ebrei nel Novecento italiano, inaugurata a fine marzo al Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara, racconta cento anni di storia italiana. Un secolo “ricco di splendori, ma anche segnato da tragedie e miserie”, come si evince nel percorso espositivo a cura di Vittorio Bo e Mario Toscano. Il catalogo della mostra è stato presentato  a Roma, alla Casa della Memoria e della Storia. All’incontro interverranno i due curatori, la storica Silvia Berti e la giornalista e scrittrice Mirella Serri. Con loro anche Amedeo Spagnoletto, il direttore del Meis, nelle vesti di coordinatore. Nel saggio introduttivo del catalogo, Bo e Toscano scrivono che la mostra (visitabile fino al 2 febbraio prossimo) “mira a fornire una visione ampia e articolata della condizione ebraica in Italia nel corso del XX secolo, nella consapevolezza della straordinaria ricchezza e della spaventosa drammaticità di questo periodo”. In questo senso, “la specifica vicenda italiana è radicata nella grande storia del secolo” e il criterio guida del racconto “è rappresentato dalle trasformazioni dei contenuti del concetto di cittadinanza nei passaggi tra regime liberale, dittatura fascista e repubblica democratica”. Nel catalogo le riflessioni sul tema di storici, storici dell’arte, studiosi, esperti di comunicazione ed ebraisti.

giovedì 6 agosto 2026

Solo guerra

[Se ami qualcuno lascialo libero. Se torna è tuo, se non torna vuol dire che il navigatore funzionava.]Vladimir Putin potrebbe testare la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un Paese alleato nei prossimi anni: è lo scenario di nuovi rapporti d'intelligence Usa che ipotizzano scenari variabili da un attacco informatico a un'incursione terrestre su piccola scala.    Prima, riferisce il Wsj, era ritenuto "improbabile" che Putin provocasse un Paese Nato ancora alle prese nel conflitto in Ucraina. Valutazioni, illustrate da funzionari Usa, che giungono in una fase di carenza di munizioni critiche per affrontare Russia o Cina in un eventuale conflitto futuro a causa dei trasferimenti all'Ucraina e per la guerra all'Iran. Stati Uniti e Israele si preparano a bombardare obiettivi energetici in Iran: Israele è stato informato e sta coordinando gli attacchi con gli Usa.Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha ancora dato l'ordine definitivo per l'avvio delle operazioni. Stati Uniti e Israele puntano a concludere l'azione prima dell'apertura dei mercati lunedì, quindi degli attacchi potrebbero avvenire nel fine settimana. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche, centrali elettriche e raffinerie. Donald Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran che potrebbe iniziare questo fine settimana e durare alcuni giorni. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.    Trump da settimane va dicendo ai suoi collaboratori che gli iraniani sono "folli" e si è lamentato che l'accordo provvisorio raggiunto fosse privo di significato e che aveva sempre saputo che non avrebbe funzionato, riporta il Wall Street Journal precisando che l'attacco ordinato punta a indurre Teheran alla resa. L'Arabia Saudita si sta preparando a una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Lo scrive il Guardian, che cita fonti yemenite. Le forze saudite sono state viste ritirarsi dalla parte orientale dello Yemen, in quella che potrebbe essere una preparazione per un'offensiva di terra, riporta il quotidiano che ricorda anche come al tempo stesso, Riad stia cercando di organizzare una coalizione navale per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab.  Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim di aver "preparato un piano completo per rispondere a una possibile follia americana". "Consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e del regime contro le infrastrutture iraniane come una forma di follia - ha detto -. Perché abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione, e siamo pronti". "In conformità con le direttive del rango politico, il programma pilota 'Zona Sicura' è iniziato oggi nel sud del Libano meridionale, in collaborazione con le forze armate Usa del Centcom e le forze armate libanesi". Lo comunica in una nota il portovoce dell'Idf, secondo cui "nell'ambito del programma pilota, team dell'Idf, delle forze armate Usa e libanesi si stanno coordinando e pianificando la continua attuazione dell'accordo"."L'Idf risponderà con fermezza a qualsiasi violazione dell'accordo", aggiunge la nota. Conclusa a Roma la tre giorni di dialogo tra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti, nell'ambito di trattative definite "produttive". I colloqui "si sono conclusi e sono stati produttivi a livello tecnico e di esperti", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano.    "Le due parti sono molto più vicine su ciò che occorre fare per far avanzare ed espandere il processo della 'zona pilota'".    Malgrado il clima positivo, i colloqui sono stati interrotti in anticipo ieri a seguito di un'escalation di attacchi nel Libano meridionale. Il processo della "zona pilota" fa riferimento a una clausola dell'accordo trilaterale di giugno tra Libano, Israele e Stati Uniti.    L'esercito israeliano avrebbe dovuto ritirarsi da diverse aree del Libano del sud in cui opera Hezbollah, lasciando che la sicurezza venisse assunta dalle forze libanesi. Israele, che ha lanciato oggi ulteriori attacchi nel Libano meridionale in risposta all'uccisione di due soldati attribuita a Hezbollah, ha affermato che si ritirerà dalla regione solo se il gruppo militante sostenuto dall'Iran deporrà le armi.
   


Recuperare exclave spagnola

[Che fai nella vita? Lo scrittore, ho un blog. E tu?  Il pilota, ho lo scooter.chetetuitti, Twitter] Una serie di messaggi lanciati sui socialnetwork inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa di migranti a Ceuta il prossimo 15 agosto.     Lo riferisce il media online spagnolo OkDiario, secondo cui decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo messaggi rivolti soprattutto ai giovani con lo slogan: "Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso", invitando gli interessati a entrare in gruppi privati di WhatsApp per coordinare un nuovo tentativo di assalto della frontiera a Ceuta. Nessuna conferma però è arrivata da Madrid o da Rabat. La Procura di Tetouan ha incriminato 25 persone con accuse legate all'organizzazione di attraversamenti irregolari della frontiera e al trasporto abusivo di passeggeri dal Marocco a Ceuta, durante gli ingressi in massa di migranti avvenuti il 30 e il 31 luglio nell'exclave spagnola.     Secondo fonti giudiziarie riportate dall'agenzia Europa Press, tra i reati contestati figurano anche favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, violenze e resistenza alle forze dell'ordine e danneggiamento di beni pubblici. "Chiediamo soccorso, aiuto, supporto e solidarietà" al resto della Spagna: è l'appello lanciato dal presidente di Ceuta, Juan Jesus Rivas, che descrive la situazione nell'exclave, dopo l'ingresso in massa di 72.000 migranti nei giorni scorsi, dei quali 70.000 ritornati in Marocco - secondo il ministero dell'Interno - "di caos e insostenibile". In un'intervista all'emittente pubblica Tve, Vivas ha invocato "senso dello Stato" e "lealtà istituzionale" per fronteggiare la crisi migratoria che ha messo in ginocchio Ceuta. Ha spiegato che la città autonoma ospita attualmente circa 1.100 minori migranti, il 2.600% oltre la capacità dei centri di accoglienza, contro i circa 750 presenti prima dell'emergenza. "Non solo abbiamo sostenuto la riforma della legge sugli stranieri per redistribuirli in modo vincolante e solidale, ma la stiamo già applicando e continueremo ad applicarla", ha affermato il presidente di Ceuta, riferendosi al decreto approvato dal governo centrale nel 2025 per la distribuzione territoriale obbligatoria nelle regioni dei minori stranieri non accompagnati, in caso di "contingenza migratoria straordinaria". L'esponente del Partito Popolare ha evitato lo scontro con le comunità autonome governate dal suo stesso partito in coalizione con la forza di estrema destra Vox, contrarie ad accogliere nuovi minori stranieri, sottolineando che i trasferimenti verso la penisola proseguono secondo la legge. "Questa entrata in massa ha travolto la stessa legge", ha aggiunto, definendo la situazione "un'emergenza umanitaria assolutamente insostenibile". Intanto sono 528 i minori entrati in massa via terra e via mare a nell'ondata migratoria della scorsa settimana identificati dalla polizia e inseriti nei centri di accoglienza dell'exclave. Ad indicarlo il delegato del governo della città autonoma, Miguel Angel Perez Triano. Tuttavia "ci sono ancora minori nelle nostre strade. Ed è una priorità, una grande preoccupazione" che possano essere identificati e assistiti, ha aggiunto il prefetto, assicurando la collaborazione dello Stato alle autorità locali, competenti per l'accoglienza. Per sua parte, il presidente di Ceuta, Juan Jeus Vivas, ha stimato in oltre 1.100 i minori non accompagnati che vagano ancora nelle strade dell'exclave. Il ministero della Gioventù e dell'Infanzia ha intanto abilitato due strutture scolastiche a Ceuta per ospitare temporaneamente bambini e ragazzi stranieri arrivati in massa, nell'ambito delle misure straordinarie adottate per l'emergenza. La titolare del dicastero Sira Rego sarà venerdì a Ceuta per coordinare sul posto la gestione dell'accoglienza e coordinare le misure delle autorità locali, informa il ministero. Il governo centrale ha previsto un intervento straordinario di 25 milioni di euro per l'emergenza, che si aggiungono ai 5,5 milioni assegnati a Ceuta nella conferenza di settore dell'Infanzia lo scorso mese di luglio, secondo quanto annunciato ieri dalla portavoce, Elma Saiz. La crisi ha riacceso lo scontro politico sul trasferimento obbligatorio dei minori verso altre comunità autonome, previsto dal meccanismo di accoglienza solidale introdotto nel 2025 dall'esecutivo con una riforma della legge degli stranieri.