mercoledì 26 agosto 2026

Lotta al narcoterrorismo

[Tu sai stare a sentire. Questa è la prima qualità di chi deve parlare. Dal libro "Il giorno prima della felicità" di Erri De Luca ] Il ministro degli Esteri messicano, Roberto Velasco, ha incontrato a porte chiuse a Washington il segretario di Stato americano Marco Rubio. Secondo una nota ufficiale del Dipartimento di Stato Usa, Rubio ha chiesto "azioni decisive per porre fine all'immigrazione illegale, fermare il traffico di fentanil e di altre droghe illecite negli Stati Uniti e smantellare le organizzazioni terroristiche straniere e i cartelli, privandoli delle armi". Da parte sua, Velasco ha ribadito la necessità di una cooperazione basata sul rispetto della sovranità e su una "collaborazione senza subordinazione", sollecitando con forza la tutela dei diritti umani dei migranti messicani.   L'incontro bilaterale coincide con la richiesta di Washington di estradare 10 funzionari ed ex funzionari legati, secondo le accuse statunitensi, al cartello di Sinaloa. Parallelamente, il ministro dell'Economia Marcelo Ebrard è nella capitale Usa per scongiurare nuovi dazi commerciali.   Il comandante del Comando Sud degli Stati Uniti (Southcom), generale Francis L. Donovan, è arrivato mercoledì 26 agosto in Colombia per incontrare i nuovi vertici militari del Paese e discutere il rafforzamento della cooperazione nella lotta contro i cartelli della droga e il "narcoterrorismo".     Lo ha annunciato lo stesso comando militare statunitense, sottolineando che la Colombia è un partner storico di Washington nella lotta al narcotraffico e un attore centrale per la sicurezza regionale. La visita arriva dopo l'ingresso di Bogotá nella Coalizione delle Americhe contro i Cartelli e in un momento di rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione.     Donovan ha recentemente annunciato anche la creazione di una forza congiunta con 18 Paesi dell'emisfero occidentale, incaricata di coordinare le capacità militari e mantenere una pressione costante sulle reti criminali. La missione prevede inoltre la possibilità di fornire assistenza umanitaria e intervenire in caso di calamità. Il direttore della Drug Enforcement Administration (Dea) statunitense,  Terry Cole, ha definito il ministro della Sicurezza del Messico, Omar García Harfuch, un "partner affidabile" e un "buon amico degli Stati Uniti". Le dichiarazioni sono arrivate alla 40/a Conferenza internazionale per il controllo delle droghe, in corso a Buenos Aires e organizzata dalla Dea e dal Ministero della Sicurezza argentino. Cole ha ricordato i quasi vent'anni di servizio pubblico di Harfuch e la sua esperienza nella sicurezza. Secondo il direttore della Dea, il funzionario messicano comprende le minacce delle organizzazioni criminali transnazionali, che operano oltre i confini, alimentano la violenza e corrompono le istituzioni.     Harfuch ha illustrato i risultati della Strategia nazionale di sicurezza del governo di Claudia Sheinbaum, sottolineando il rafforzamento delle capacità di intelligence e coordinamento. La cooperazione internazionale, ha detto, ha consentito di arrestare in Messico obiettivi ricercati da autorità straniere, trasferire negli Usa 92 soggetti di alto impatto, smantellare infrastrutture per la produzione di droghe sintetiche e colpire le reti finanziarie e logistiche dei gruppi criminali. Harfuch ha ribadito l'impegno del Messico a cooperare con i partner sulla base di responsabilità condivisa, reciprocità, fiducia e rispetto della sovranità. Con 4.000 tonnellate prodotte all'anno il Sud America rimane l'epicentro del traffico internazionale di cocaina mentre il Brasile è al primo posto nella lista dei porti di origine di questa. È quanto emerso nel corso dei lavori della 40ª Conferenza internazionale sulla lotta al narcotraffico organizzata dall'agenzia antidroga statunitense Dea e in corso di svolgimento a porte chiuse a Buenos Aires senza la partecipazione degli organi di stampa. Lo ha riferito la ministra della Sicurezza dell'Argentina, Alejandra Monteoliva nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente radio Mitre in cui ha sottolineato inoltre che "la Colombia produce ora cinque volte più cocaina rispetto a dieci anni fa" e che "anche la produzione in Bolivia e Perù è aumentata, mentre l'Argentina rimane un paese di transito, non un produttore".  Monteoliva ha affermato che la realizzazione della conferenza in Argentina con la partecipazione del capo della Dea, Terry Cole, rappresenta un momento "storico" e "un voto di fiducia molto importante per il nostro Paese".   L'incontro, secondo quanto si legge nella web della Dea, "è il più grande incontro internazionale di alti funzionari antidroga" con quasi 500 rappresentanti e delegati provenienti da 110 paesi. Il governo colombiano di Abelardo de la Espriella mira a riattivare le esportazioni di carbone verso Israele sospese durante l'amministrazione dell'ex presidente Gustavo Petro nel quadro di una politica di forte riavvicinamento a Tel Aviv annunciata fin dall'insediamento dell'attuale esecutivo ultraconservatore.     "Il governo non può basarsi sull'ideologia; deve basarsi soprattutto su ciò di cui il Paese ha bisogno", ha dichiarato in un punto stampa il viceministro delle Miniere, Luis Madriñán, al termine di un incontro con i rappresentanti della Federazione Nazionale dei Produttori di Carbone (Fenalcarbón).    Il funzionario ha aggiunto quindi che il suo ministero "non imporrà restrizioni che impediscano ai produttori di carbone di esportare il loro prodotto" e la prossima abrogazione dei decreti che vietano le esportazioni verso Israele.    Israele rappresenta uno dei principali mercati dell'export colombiano del carbone, ma l'ex presidente Petro ne aveva interrotto il commercio a giugno del 2024 come misura in risposta all'offensiva di Tel Aviv su Gaza.     Secondo dati della associazione dei produttori di carbone colombiana (Fenalcarbón) la sospensione delle esportazioni verso Israele ha comportato una riduzione dell'export di circa 3,5 milioni di tonnellate all'anno, pari a circa 200 milioni di dollari. In Messico la Procura Generale della Repubblica ha arrestato Fausto Corrales Rodríguez, il testimone chiave che il 25 luglio 2024 accompagnò Héctor Melesio Cuén Ojeda, ex rettore dell'Università Autonoma di Sinaloa e politico locale di spicco, all'incontro con Ismael "El Mayo" Zambada. Il fermo è avvenuto nel quartiere Miguel Hidalgo a Città del Messico. Le accuse formali includono favoreggiamento nell'omicidio di Cuén e false dichiarazioni rilasciate alle autorità.     Secondo le indagini, l'incontro ebbe luogo nella tenuta Huertos del Pedregal, dove Cuén perse la vita e il noto narcotrafficante Zambada venne rapito. La Procura sostiene che Corrales abbia fornito versioni contraddittorie dei fatti, omettendo informazioni veritiere con lo scopo di depistare le indagini e ostacolare il chiarimento della vicenda.     L'operazione è stata condotta da reparti specializzati della Procura, supportati dalla Polizia Federale e dall'Interpol. Le autorità sottolineano la natura complessa dell'inchiesta, precisando che le sue ripercussioni hanno ormai coinvolto direttamente l'ambito della sovranità e della sicurezza nazionale. 

Filo russi preoccupati?

[Senti anima gemella, cercami tu perché io mi sono stufata. Anonimo] Le forze ucraine hanno ripreso gli attacchi contro Wildberries, il più grande rivenditore online russo, a Kotovsk, nella regione di Tambov (Russia occidentale). Lo riferisce Kyiv Independent citando il canale di monitoraggio Exilenova Plus. Il sito è stato completamente distrutto da un incendio. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore ucraino, le forze ucraine avevano già preso di mira Wildberries il 16 agosto, colpendo il più grande centro logistico dell'azienda in un attacco su vasta scala nella regione di Mosca.  Nell'incendio divampato dopo l'attacco un dipendente è rimasto ferito, secondo quanto riferisce la Tass, che cita il governatore Yevgeny Pervyshov. "Secondo le informazioni preliminari, un dipendente di Wildberries è rimasto ferito, avendo subito una commozione cerebrale a causa dell'onda d'urto" ha scritto il governatore in un post sul canale Max. Un altro attacco di droni ha causato inoltre un incendio presso la raffineria di petrolio russa Norsi a Kstovo, nell'oblast' di Nizhny Novgorod. La raffineria Lukoil è uno dei più importanti impianti di lavorazione del petrolio e produzione di benzina in Russia. Prima che emergessero le notizie dell'incendio, i residenti della zona di Kstovo avevano segnalato un allarme aereo e la presenza di droni in volo. Poco dopo, i canali di monitoraggio hanno iniziato a pubblicare foto e video di residenti che mostravano le fiamme avvolgere la raffineria. Kstovo si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino. La Norsi, o raffineria Lukoil-Nizhegorodorgsintez, è la quarta raffineria di petrolio e il secondo produttore di benzina più grande della Russia, con una lavorazione annua di circa 15-17 milioni di tonnellate di greggio. Produce anche bitume, gasolio e carburante per aviazione, utilizzati a supporto delle forze russe. L'Ucraina ha colpito ripetutamente la raffineria nel 2026, inclusi attacchi il 5 aprile, il 20 maggio, il 24 giugno e il 2 luglio. Alcuni di questi attacchi hanno costretto alla chiusura di alcune unità produttive. Un uomo e un ragazzo di 14 anni sono morti invece in un incendio divampato in una casa nella regione di Lipeck, causato da un attacco di un drone ucraino, secondo quanto riportato dal governatore Igor Artamonov. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Ria Novosti. "Nel distretto di Lipeck, un'abitazione privata ha preso fuoco in seguito allo schianto di un drone. Purtroppo, due persone sono morte: un uomo e un ragazzo di 14 anni", ha scritto il governatore sulla piattaforma Max. Anche due donne, ha aggiunto Artamonov, sono rimaste ferite e stanno ricevendo tutta l'assistenza necessaria.  Una donna e un bambino di quattro anni sono rimasti uccisi invece in un attacco di droni russi contro Chernihiv, questa mattina. Come riporta Ukrinform, la notizia è stata diffusa su Telegram dal capo dell'amministrazione militare di Chernihiv Dmytro Bryzhynskyi. Un drone ha colpito un edificio residenziale: una donna e un bambino di 4 anni sono rimasti uccisi, mentre un ragazzo di 14 anni è rimasto ferito.  Tensione anche fra Russia e Corea del Sud. Diversi aerei militari russi sono entrati infatti brevemente nella zona di identificazione della difesa aerea della Corea del Sud (Kadiz), sopra le acque orientali del Paese, prima di uscirne. L'episodio ha spinto le forze armate sudcoreane a far decollare alcuni caccia, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore congiunto (Jcs), citato da Yonhap. Gli aerei militari russi sono entrati nella Kadiz ieri pomeriggio, nei pressi delle isole Dokdo, le più orientali della Corea del Sud, e della vicina isola di Ulleung, per poi allontanarsi dalla zona di identificazione, ha riferito il Jcs in una nota. "Le forze armate sudcoreane hanno rilevato gli aerei militari russi prima che entrassero nella zona di identificazione della difesa aerea e hanno dispiegato caccia dell'Aeronautica militare per prepararsi a possibili emergenze", ha affermato il Jcs. Gli aerei russi, ha aggiunto lo Stato maggiore, non hanno violato lo spazio aereo sudcoreano. La Kadiz non costituisce spazio aereo territoriale, ma è una zona delimitata per chiedere agli aerei stranieri di identificarsi e prevenire possibili scontri accidentali. Si tratta dell'ultimo episodio di questo tipo dopo che, alla fine di giugno, quasi dieci aerei militari cinesi e russi erano entrati e usciti brevemente dalla Kadiz sopra le acque orientali e meridionali della Corea del Sud. In quell'occasione, il ministero della Difesa di Seul aveva presentato una forte protesta a Cina e Russia per l'ingresso non autorizzato nella zona.

Padri & figli

[Al sesto giorno di dieta, provo dei sentimenti pure per lo shampoo alla vaniglia. MarcelloForcina, Twitter] Yair Netanyahu, 35 anni, figlio del premier israeliano, sarebbe stato bersaglio di un complotto iraniano per assassinarlo mentre si trovava in Florida. La notizia è pubblicata dai media israeliani. Il Times of Israel cita il sito statunitense di destra Newsmax, che a sua volta riporta una fonte delle forze dell'ordine statunitensi.La notizia giunge il giorno dopo che Netanyahu, in un'intervista telefonica con Channel 14, aveva dichiarato: "L'Iran ha preso di mira uno dei miei figli. L'Iran ha cercato di uccidere, di assassinare uno dei miei figli". Non ha specificato quale dei suoi due figli fosse il bersaglio, né ha fornito ulteriori dettagli sul complotto, ma la fonte di Newsmax afferma che l'intelligence israeliana aveva appreso lo scorso dicembre che l'Iran stava pianificando di uccidere Yair in Florida. Secondo la fonte, i servizi segreti ritengono che agenti iraniani fossero "sul campo" nell'area di Miami per sorvegliare gli spostamenti del figlio del premier. Il report afferma che a Yair era stato intimato di lasciare immediatamente la Florida e di tornare in Israele. Aggiunge inoltre che se n'è andato senza portare con sé i suoi effetti personali e che da allora vive in Israele. L'Iran ostenta sicurezza di fronte all'offensiva economica lanciata da Donald Trump per piegare il regime e promette vendetta contro i nemici. E nel mirino sono finiti anche i figli del presidente americano e del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sulla scia del video realizzato nelle scorse settimane per Melania, i media iraniani hanno rilanciato un filmato dal titolo 'Dove uccidere Barron Trump', indicando i posti newyorkesi più frequentati dal più giovane degli eredi del presidente statunitense, inclusa la Trump Tower sulla Quinta Strada. Verso la fine del video, poi, il narratore fa una promessa: chi agirà contro il ventenne Barron potrebbe ricevere anche una ricompensa di 10 milioni di dollari. Quasi una risposta alle taglie messe dal Dipartimento di Stato sulla testa dei vertici iraniani, a partire dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, passando per tutti i principali responsabili dei pasdaran.. Le minacce contro Barron Trump e Yair Netanyahu dimostrano come la ripresa di un negoziato sia lontana. "Ho detto a Trump che dubito su un accordo con quei selvaggi', ha rivelato il premier israeliano. "Gli Usa non otterranno nulla", ha assicurato dal canto suo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Teheran conta di far leva sullo stretto di Hormuz per portare avanti la sua opposizione a Washington e mettere in difficoltà Trump in vista delle midterm. "Se non accettano le nostre condizioni" il cruciale passaggio "non riaprirà", ha tuonato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Mohebi, annunciando che è stato raggiunto un accordo con l'Oman sulla condivisione dei ricavi derivanti dai pedaggi di transito nello Stretto. La versione americana però è ben diversa. Hormuz è "operativo e perfettamente funzionante" e "abbiamo eliminato le mine", ha ribadito Trump, notando comunque che "ogni tanto viene lanciato un drone o un razzo o qualcosa del genere". Nonostante questo "è uno stretto perfettamente operativo", ha assicurato parlando di "grandi quantità di petrolio" che riescono a transitare.  Dicendosi convinto che la guida suprema Mojtaba Khamenei sia ancora viva, Trump in un'intervista ad Al Jazeera ha riferito di non avere alcuna fretta a riavviare le trattative con Teheran visto che gli Stati Uniti stanno "vincendo" e l'economia iraniana "sta cadendo a pezzi". La pressione economica è ora l'elemento portante della strategia che Washington vuole portare avanti contro l'Iran, almeno fino alle elezioni di metà mandato. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha spiegato agli alleati che per "il momento" non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi. Washington - ha detto - vuole concentrare la sua l'attenzione su altre forme di pressione ed evitare per ora un'azione militare. Quello che succederà dopo novembre è tutto da vedere e dipenderà dall'esito delle elezioni. Se i repubblicani dovessero mantenere il controllo del Congresso, non è escluso che Trump possa tornare ad assaporare l'idea di un attacco. Se invece i conservatori dovessero perdere anche solo la Camera, qualsiasi tipo di intervento militare sarebbe probabilmente bloccato per un presidente, a quel punto, 'lame duck', anatra zoppa.


Lulaverso

[Ma non avete caldo, così coperti di ridicolo? BriatOro, Twitter] Il Partito dei Lavoratori (Pt) brasiliano, nato nel 1980 al culmine delle grandi mobilitazioni operaie contro la dittatura militare, ha trasferito una parte decisiva della sua battaglia politica sui social network. Il principale strumento digitale della campagna per la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva è il "Lulaverso", un profilo Instagram che ha superato il milione di follower e presenta il presidente anche sotto forma di avatar, con un linguaggio pop pensato soprattutto per i video brevi.     La strategia, riferisce Efe, punta a trasformare ogni sostenitore in un nodo della comunicazione politica, fornendo attraverso il sito "Pode Espalhar" video, meme, sticker e altri contenuti pronti per essere condivisi. Una trasformazione dettata anche dalle abitudini degli elettori: secondo un'indagine del Centro Regionale di Studi per lo Sviluppo della Società dell'Informazione, il 72% dei brasiliani con più di 16 anni si informa quotidianamente attraverso le piattaforme digitali, soprattutto tramite video brevi.   La Prima Camera di diritto privato del Tribunale di Rio de Janeiro ha nuovamente dichiarato fallita Oi, ex colosso brasiliano delle telecomunicazioni. La decisione, adottata all'unanimità, conferma il fallimento decretato nel novembre 2025 e poi sospeso dopo i ricorsi di banche creditrici, tra cui Itaú Unibanco e Bradesco, per mantenere la procedura di ristrutturazione giudiziaria. Oi ha debiti superiori a 44 miliardi di reais (circa 7,35 miliardi di euro) e un patrimonio netto negativo di oltre 22,6 miliardi (3,77 miliardi di euro). L'amministratore giudiziario aveva segnalato che la società non disponeva più di risorse sufficienti a coprire le spese essenziali. Diversi fornitori avevano già sospeso i servizi per mancati pagamenti. La magistrata ha nominato Bruno Rezende amministratore giudiziario e Adriano Pinto Machado osservatore giudiziario, entrambi dello studio Pinto Machado Advogados, affidando allo studio Sergio Zveiter un incarico nel procedimento fallimentare.     Secondo gli esperti citati da O Globo, il fallimento non comporterà un'interruzione immediata dei servizi: l'amministratore giudiziario gestirà le operazioni e dovrà essere garantita la continuità delle telecomunicazioni, considerate un servizio pubblico essenziale. I lavoratori hanno priorità nella graduatoria dei creditori, con il pagamento dei crediti fino a 150 salari minimi. Oi è in crisi da oltre un decennio e ha già attraversato due procedure di ristrutturazione giudiziaria. La decisione può essere ancora impugnata davanti al Tribunale superiore di giustizia. 

Nuova governatrice a Sinaloa

[Se son rose fioriranno, se son birre finiranno. Bon1z, Twitter] Il Movimiento de Regeneración Nacional (Morena), attuale formazione di maggioranza in Messico e forza politica di riferimento della presidente Claudia Sheinbaum, ha avviato un procedimento interno per valutare l'operato del governatore in congedo di Sinaloa, Rubén Rocha Moya. Lo ha rivelato la dirigente Citlalli Hernández, precisando che l'istruttoria della Commissione nazionale di Onestà e Giustizia potrebbe portare alla sua definitiva espulsione.     L'esponente politica si è dissociata dal recente e improvviso rientro al potere dell'amministratore, definendolo una scelta personale non concordata con i vertici. "Non condividiamo la decisione, presa a suo tempo, di ritornare", ha affermato Hernández, ribadendo che all'interno dello schieramento "nessuno è al di sopra della legge". Rocha Moya aveva inizialmente lasciato l'incarico a fine aprile, in seguito alla richiesta di arresto ed estradizione da parte degli Stati Uniti per presunti legami con il narcotraffico.     In attesa delle deliberazioni interne, che restano indipendenti dai procedimenti penali in corso, la dirigente ha assicurato massima trasparenza: "Rispetteremo il giusto processo e le indagini delle autorità messicane. La nostra responsabilità è verso il popolo di Sinaloa e del Messico". Graciela Domínguez Nava è la nuova governatrice ad interim dello Stato messicano di Sinaloa, dopo essere stata designata dal Parlamento statale con 31 voti a favore e sei contrari. La nomina arriva dopo la nuova licenza a tempo indeterminato chiesta dal governatore Rubén Rocha Moya, che si è nuovamente allontanato dall'incarico in un contesto segnato dalle accuse degli Stati Uniti su suoi presunti legami con il narcotraffico.     Domínguez Nava, 50 anni, è una sociologa originaria di El Rosario e militante di Morena, il partito della presidente Claudia Sheinbaum. È stata deputata locale in due occasioni e, tra il 2021 e il 2024, ha ricoperto l'incarico di assessore all'Educazione pubblica e alla Cultura nel governo di Rocha Moya. Nel 2024 è stata eletta deputata federale.     La nuova governatrice eredita uno Stato alle prese con una grave crisi di sicurezza legata alla violenza del narcotraffico e ha promesso di lavorare per riportare la pace e rafforzare le istituzioni. Il suo incarico dovrebbe proseguire fino alla conclusione dell'attuale mandato, nel 2027.La Procura generale dello Stato della Baja California Sur ha identificato i resti di Carlos Alberto Beltrán Olmeda, ex alto funzionario del Comune di Los Cabos, rinvenuti il 13 luglio in una fossa clandestina a San José del Cabo. L'identificazione è stata effettuata attraverso esami di genetica forense e il confronto del profilo genetico con la banca dati della Procura.     Beltrán Olmeda, riferisce Excelsior, era scomparso il 6 giugno scorso a Culiacán, la capitale dello Stato di Sinaloa.     Prima di entrare nell'amministrazione di Los Cabos aveva lavorato come consulente politico dell'ex governatore Rubén Rocha Moya, accusato dalle autorità statunitensi di avere legami con il narcotraffico, oltre che dell'ex sindaca di Navolato Margoth Urrea Pérez e dell'ex sindaco di Ahome Gerardo Vargas Landeros. La Procura specializzata nelle persone scomparse continua le indagini per chiarire le circostanze della morte e individuare i responsabili. Il Messico ha ricevuto 34,968 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri (Ide) nel primo semestre del 2026, il livello più alto mai registrato per i primi sei mesi dell'anno. Lo ha reso noto oggi il ministero dell'Economia, precisando che il dato rappresenta un aumento del 2,1% rispetto all'importo dello stesso periodo del 2025. Negli ultimi cinque anni, gli Ide in Messico sono quasi raddoppiati, con un incremento dell'89,7% tra il primo semestre del 2021 e quello del 2026.     Gli Stati Uniti si sono confermati il principale Paese di origine degli Ide, con 16,871 miliardi di dollari (48,2%), seguiti da Spagna (4,954 miliardi), Canada (1,741 miliardi), Australia (1,698 miliardi) e Germania (1,647 miliardi). Città del Messico è stata invece la principale destinazione, con 16,862 miliardi di dollari. A livello settoriale, l'industria manifatturiera ha attirato 13,482 miliardi (38,6%), davanti ai servizi finanziari e assicurativi, con 10,150 miliardi (29%).  

Islanda al voto

[Attenti a credervi indimenticabili che poi fate la fine delle password. Schivami, Twitter]  L’Islanda vota sabato sulla possibilità di riaprire i negoziati di adesione all’Unione europea. Gli elettori devono decidere se dare al governo il mandato per trattare con Bruxelles e portare sul tavolo eventuali condizioni di adesione. Solo dopo, un accordo dovrebbe essere sottoposto a un nuovo voto. Il tema più sensibile è la pesca, settore centrale per l’economia islandese e per l’identità nazionale. Nessun governo, secondo Eirikur Bergmann, politologo della Bifr st University, potrebbe accettare un’intesa che non garantisca all’Islanda il controllo delle sue acque. Il voto arriva dopo le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e mentre l’Islanda, senza forze armate permanenti, fonda la propria sicurezza sulla Nato e sull’accordo bilaterale di difesa firmato con gli Stati Uniti nel 1951. Ma Bergmann invita a leggere il referendum in chiave interna: gli elettori decideranno soprattutto su questioni islandesi, dall’economia alla sovranità sulla pesca: “Il dibattito è saldamente su terreno interno – dice – Queste elezioni sono state convocate prima del secondo mandato di Trump. Quindi gli sconvolgimenti geopolitici che abbiamo visto di recente non sono la causa di questo referendum. Ma ovviamente queste preoccupazioni influenzano il dibattito, senza guidarlo”. “L’Islanda – prosegue lo studioso – vive fondamentalmente della pesca. È la base della nostra economia. Certo, l’economia si è diversificata e la pesca non domina il Pil, ma è il fattore più importante per le entrate in valuta estera. La realtà politica di questo Paese è tale che nessun governo potrebbe mai tornare con un trattato di adesione che non garantisca agli islandesi il pieno controllo della loro zona di pesca”. “Le condizioni – osserva Bergmann – si sono allineate per un trattato di adesione favorevole all’Islanda. Ma resta da vedere se qui la gente vorrà cogliere questa opportunità oppure no”.

Putin in difficoltà?

[Conoscere la biblioteca di un uomo significa, in una certa misura, conoscerne l’animo. Geraldine Brooks] C’è una mano russa dietro l'esplosione dello scorso 13 agosto nell'azienda ex Simmel Difesa di Colleferro (Roma)? Carlo Calenda di Azione e Filippo Sensi del Pd hanno chiesto chiarimenti al governo. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, frena: "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno". La procura di Velletri ha aperto un'inchiesta sull'incidente al sito della Knds Ammo Italy, che produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale. Armamenti che vengono anche inviati in Ucraina. C'è stato prima un incendio, cui è seguita poi un'esplosione nel reparto Pressatura Polveri. Le immagini circolate hanno mostrato una colonna di fumo bianco e dopo un pò una fiammata arancione alta decine di metri, con una pioggia di detriti in fiamme ricaduta a terra mentre un boato ha scosso l'aria intorno allo stabilimento. Tanta paura, ma nessuna vittima, a differenza di quanto accadde nello stesso sito nell'ottobre del 2007, quando un'esplosione causò un morto e 13 feriti. Una consulenza tecnica aiuterà i magistrati ad accertare la dinamica di quello che è successo ed eventuali responsabilità. Il fatto che Knds produca munizioni per l'Ucraina e la propensione di Mosca a compiere attentati 'fuori area' per colpire chi sostiene Kiev ha fatto subito scattare i sospetti sulla pista russa. Da considerare anche che tre giorni prima si era verificato un altro incidente - sempre con incendio ed esplosione - ad una fabbrica di armi della Emco vicino a Belica, in Bulgaria. I primi rilievi sembrano però escludere la pista di un attentato e Crosetto sottolinea: "non c'è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida". Il Cremlino, è il senso, bersaglia ampiamente e su diversi piani - con attacchi cyber, disinformazione e azioni sul campo - l'Occidente pro-Ucraina, senza dovergli attribuire anche atti che lo vedono estraneo. Ma Calenda chiede che il governo riferisca "immediatamente alla ripresa dell'attività parlamentare. Non possiamo - rimarca - rimanere nell'incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo". Sulla stessa linea il dem Sensi: "piena fiducia nella magistratura, bisogna vederci chiaro". Vladimir Putin si prepara a un'escalation degli attacchi contro l'Ucraina dopo aver concluso che le trattative per un accordo di pace sono giunte a un punto morto. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando tre fonti vicine al Cremlino, secondo le quali Mosca sta valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev e obiettivi infrastrutturali in altre città ucraine. La spirale crescente degli attacchi sta portando un numero sempre maggiore di funzionari russi a concludere che Putin potrebbe, in ultima istanza, decidere di impiegare armi nucleari tattiche in Ucraina.