sabato 14 marzo 2026

Aerolinee Siciliane in ACMI

[L’amore incondizionato, la fiducia, la capacità di prendersi cura di qualcheduno e quella di relegare e ricevere tenerezza, qualche maestro migliore di un cane? Antonella Ossorio] Dopo anni di parole, pupiate,contatti, contratti e promesse, è stata finalmente annunciata la data del debutto dei primi voli di Aerolinee Siciliane, la compagnia “Made in Sicily” fondata da Luigi Crispino. Sui canali social il decollo è fissato per il prossimo 31 maggio. I collegamenti, almeno in questa fase iniziale, coinvolgeranno 4 aeroporti: due siciliani, Palermo e Catania, e quelli lombardi di Bergamo e Milano Linate. Nei prossimi giorni probabilmente sarà possibile prenotare i primi voli direttamente sul sito https://aerolinee.com. Le tariffe previste dovrebbero andare dai 59 ai 79 euro. Aerolinee Siciliane sarebbe pronta a decollare. Dopo diversi rinvii, potrebbe essere programmato a maggio il primo volo della compagnia aerea Made in Sicily: l'annuncio è arrivato ieri attraverso i canali telematici della società, che si fonda su un azionariato diffuso. "L'aria pulita di cui non sapevi di aver bisogno", questo il payoff scelto per il nuovo sito web della compagnia che punta a offrire un servizio di trasporto aereo di alta qualità, sostenibile e orientato al territorio.  Già nei prossimi giorni potrebbero essere messi in vendita i biglietti da e per Bergamo, con partenze da Palermo e Catania. Successivamente saranno effettuati collegamenti con la Germania e con almeno una destinazione del Mediterraneo. E visto che non ha ancora un disciplinare, non ha potuto assumere equipaggi, al momento non esistono nemmeno referenti nei 4 scali designati. I sogni non sempre sono come uno vorrebbe. La compagnia ha già raggiunto un accordo di massima - si attende ormai solo la ratifica ufficiale - con 4 Airways, società con sede a Malta in possesso del certificato di operatore aereo, che fornirà in leasing l’aeroplano. Il leasing può comprendere contratti a lungo termine o per voli una tantum. In breve, l'ACMI è una soluzione più completa e pratica per chi desidera noleggiare un aeromobile senza dover gestire l'equipaggio e la manutenzione. Aerolinee Siciliane è nata su spinta di Luigi Crispino, imprenditore di lungo corso nel settore del trasporto aereo, originario di Caltagirone, che in passato è stato anche azionista di Wind Jet (la defunta low cost dell'ex presidente del Catania calcio Antonino Pulvirenti). L'obiettivo della compagnia è ambizioso: combattere il caro-voli. I prezzi dei biglietti per i voli nazionali dovrebbero oscillare tra i 64 e i 69 euro: una cifra più che competitiva per i collegamenti tra la Sicilia e Bergamo, cioè quello che è a tutti gli effetti il terzo scalo di Milano. 


Andy Warhol a Ferrara

[Potrà risultare sorprendente, ma a volte capita che proprio ciò che è più evidente venga notato per ultimo. Thomas Montasser] Cinquant'anni dopo la mostra di Andy Warhol 'Ladies and Gentlemen', che portò a Palazzo dei Diamanti di Ferrara una selezione di oltre 150 ritratti tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, la città estense celebra l'evento accogliendo nella stessa sede, dal 14 marzo al 19 luglio, i capolavori del padre della pop art. Non solo una mostra su Warhol, ma una riedizione della trasgressiva esposizione che Warhol in persona aveva presentato in Italia e che aveva segnato un punto di svolta nella sua produzione e nell'arte del tempo. Con 'Ladies and Gentlemen' aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor sulle quali si era concentrato fino a quel momento. L'ambizione della mostra, ideata e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara con il sostegno dell'Andy Warhol Museum di Pittsburgh, è quella di riscoprire la forza iconica di quelle immagini esplosive e mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol. Un'estesa narrazione dedicata alla serie 'Ladies and Gentlemen' segue una selezione di alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn alla parodia dell'iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones.


Giuda di un Trump

[Chi mette il piè su l’amorosa pania, cerchi ritrarlo, e non v’inveschi l’ale; ché non è in somma amor, se non insania, a giudizio de’ savi universale: e se ben come Orlando ognun non smania, suo furor mostra a qualch’altro segnale. E quale è di pazzia segno più espresso che, per altri voler, perder sé stesso? Vari gli effetti son, ma la pazzia è tutt’una però, che li fa uscire. Ludovico Ariosto] Il governo britannico resta convinto della necessità di mantenere ferma la pressione sulla Russia da parte di "tutti gli alleati" dell'Ucraina. Lo ha detto un portavoce di Downing Street, interpellato sull'alleggerimento Usa delle sanzioni sul petrolio di Mosca: "Si tratta di una decisione che spetta ovviamente agli Stati Uniti, ma la nostra posizione è chiara, tutti gli alleati dovrebbero mantenere la pressione sulla Russia e sulle sue risorse di guerra". "Anche per contrastare il sostegno russo ad atti ostili nel mondo", che secondo i sospetti di Londra potrebbe avere un ruolo dietro le quinte di Mosca pure al fianco dell'Iran.  Gli ambasciatori britannico e francese in Russia sono stati convocati oggi al ministero degli Esteri, che ha presentato loro una protesta per un bombardamento delle forze ucraine sulla regione russa di Bryansk compiuto con missili franco-britannici Storm Shadow/Scalp, con un bilancio di 7 morti e 40 feriti secondo le autorità locali. Il ministero degli Esteri, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha chiesto che Parigi e Londra esprimano "una condanna inequivocabile dell'attacco terroristico delle forze armate ucraine su Bryansk", affermando che un rifiuto da parte loro sarà considerato un atto di "solidarietà con i metodi terroristici". Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato oggi che la Russia "sbaglia" se spera di avere "respiro" in conseguenza della guerra in Iran.    "Il contesto di aumento dei prezzi delle quotazioni del petrolio non deve in nessun caso portarci a rivedere la nostra politica di sanzioni nei confronti della Russia - ha sottolineato Macron - questa è la posizione che ha tenuto il G7, ed è logicamente la posizione della Francia e dell'Europa".  Il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà a Parigi il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, dove discuteranno, tra le altre cose, di "come aumentare la pressione sulla Russia" dopo quattro anni di guerra, "in particolare combattendo la sua flotta ombra", ha annunciato l'Eliseo. I due leader "discuteranno anche le condizioni per una pace giusta e duratura e, a tal proposito, rivedranno gli impegni assunti nell'ambito della Coalizione dei Volenterosi in materia di garanzie di sicurezza", ha dichiarato la presidenza francese.  La revoca delle sanzioni statunitensi "non favorisce la pace": lo denuncia Zelensky nell'incontro con il presidente francese Emanuel Macron.    "Penso che la revoca, anche temporanea, delle sanzioni rafforzerebbe la posizione della Russia", ha detto il leader ucraino sostenendo che ''più la Russia ha soldi per finanziare la macchina di guerra", "più la Russia ha anche mezzi per inviare droni in Medio Oriente'' e ''destabilizzare'' ulteriormente la situazione.  "Undici paesi vicini dell'Iran, europei e americani" hanno chiesto aiuto all'Ucraina contro i droni iraniani. Lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha presieduto il consiglio di sicurezza nazionale. "Il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell'Ucraina, insieme allo Stato Maggiore e alle Forze di Difesa, determinerà a quali altre richieste del nostro Paese possiamo rispondere positivamente, in modo da non ridurre le nostre capacità di autodifesa", spiega il leader ucraino. L'Ucraina ha inviato droni intercettori e una squadra di esperti di droni per proteggere le basi militari statunitensi in Giordania. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista al New York Times. Secondo quanto riferito dal leader ucraino, gli Stati Uniti hanno richiesto aiuto giovedì e la squadra ucraina è partita il giorno successivo. "Abbiamo reagito immediatamente", ha detto Zelensky venerdì sera durante un viaggio in treno che ho fatto con lui dall'Ucraina orientale alla capitale, Kiev. "Ho detto di sì, certo, manderemo i nostri esperti". La Casa Bianca non ha risposto alla domanda se gli Stati Uniti avessero chiesto aiuto all'Ucraina. Nei giorni successivi all'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran, ha affermato Zelensky, lui e il suo team hanno ricevuto chiamate da leader di Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita in cerca di aiuto. Durante l'intervista rilasciata al Times venerdì, Zelensky ha affermato che un altro team di esperti ucraini si sarebbe recato in Medio Oriente per aiutare le nazioni a valutare come proteggersi dai droni iraniani, oltre all'utilizzo dei costosi intercettori Patriot. Il petrolio frena il passo a New York in scia alla rimozione "in via temporanea" delle sanzioni a carico del greggio russo da parte dell'amministrazione Usa di Donald Trump: il Wti segna in avvio un calo del 2,71%, a 93,14 dollari, mentre il Brent cede il 2,02%, scivolando sotto quota 100, a 98,43 dollari. "Le nostre sanzioni" sul petrolio russo "ed il price cap deciso a livello Ue rimangono validi.Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia: Mosca non può essere la beneficiaria della guerra in Iran". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, parlando alla stampa a Bruxelles. "L'eccezione presentata dagli Stati Uniti è in ogni caso limitata solo petrolio già in viaggio", ha aggiunto. "La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, poiché incide sulla sicurezza europea. Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta e duratura. L'indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. La deroga di 30 giorni concessa dagli Stati Uniti ai Paesi per acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi soggetti a sanzioni e attualmente bloccati in mare, interesserebbe 100 milioni di barili al giorno, "pari a quasi un giorno di produzione mondiale". Lo riporta Reuters sul suo sito citando stime dell'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev. "Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio il dipartimento del Tesoro ha concesso un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare". Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent sui social media precisando che si tratta di "una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione". "Il presidente Trump", prosegue Bessent nel post "sta adottando misure decisive per promuovere la stabilità dei mercati energetici globali e si sta impegnando a mantenere bassi i prezzi, affrontando al contempo la minaccia e l'instabilità causate dal regime terroristico iraniano". "Le politiche energetiche del presidente - sottolinea il segretario al Tesoro Usa - hanno portato la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti a livelli record, contribuendo a ridurre i prezzi dei carburanti per i lavoratori americani. L'aumento dei prezzi del petrolio è temporaneo e di breve durata e, nel lungo periodo, si tradurrà in un enorme vantaggio per la nostra nazione e la nostra economia". La stabilizzazione del mercato globale dell'energia nella crisi scatenata dalla guerra nel Golfo Persico è "impossibile" senza i significativi volumi produttivi di petrolio della Russia. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che Mosca e Washington hanno interessi simili nel cercare questa stabilizzazione. Lo riporta l'agenzia Tass. La revoca delle restrizioni Usa sulle esportazioni di greggio russo aiuterà a stabilizzare il mercato, ha detto ancora il portavoce. Commentando la decisione di Washington di togliere le sanzioni sulla vendita di petrolio russo imbarcato sulle petroliere fino a prima del 12 marzo, Peskov ha detto: "Vediamo queste azioni degli Stati Uniti come un tentativo di stabilizzare i mercati dell'energia. A questo proposito, i nostri interessi coincidono". Secondo il portavoce del presidente Vladimir Putin, c'è il rischio di "una crisi crescente nel settore energetico a livello globale". L'Unione europea ha chiesto all'Agenzia internazionale per l'energia di fornire una valutazione dell'impatto a medio termine del rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Lo fa sapere la Commissione europea dopo la riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è tenuta ieri. Durante l'incontro tra esperti e rappresentanti dei Paesi Ue e della Commissione europea è stato ribadito che al momento non esiste alcun rischio per la sicurezza dell'approvvigionamento derivato dalle tensioni in Medio Oriente. Le scorte di petrolio rimangono a livelli elevati e i livelli di riempimento dei depositi di gas nell'Ue restano stabili.


Norwegian Air cambia handling

[Se non possiamo comandare al vento in quale direzione e con quanta forza soffiare, abbiamo comunque facoltà di manovrare al nostro meglio le vele. Antonella Ossorio] Norwegian Air ha chiuso il 2025 con un utile operativo (EBIT) di 3.732 milioni di NOK (circa 329 milioni di euro), il più alto nella storia dell'azienda. Il quarto trimestre ha registrato un EBIT di 21 milioni di NOK, in miglioramento rispetto al risultato negativo registrato nello stesso periodo del 2024. Il board proporrà un dividendo di 0,80 NOK per azione per il 2025, per un totale di 844 milioni di NOK, soggetto all'approvazione dell'assemblea. Da questa estate Norwegian Air cambia handling, lascia Gh a Palermo e Catania per passare con Aviapartner, primo successo a Palermo del nuovo capo scalo(poldo) che ovviamente è al corrente del dossier. Visto che si tratta di voli estivi non verrà applicata la clausola sociale. Per dovere di cronaca anche asc cargo aveva partecipato per aggiudicarsi Norwegian Air, ma è andata così, andrà meglio con aerolinee siciliane e con Etna Sky? Il Gruppo norvegese ha registrato 6,2 milioni di passeggeri nel quarto trimestre, di cui 5,2 milioni con Norwegian e 1 milione con Wideroe (compagnia aerea regionale norvegese). Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ciò rappresenta un aumento del numero di passeggeri per entrambe le compagnie. Per l'intero anno 2025, il Gruppo Norwegian ha registrato un totale di 27,3 milioni di passeggeri, in aumento rispetto ai 26,4 milioni del 2024. Il margine operativo per l'anno è stato del 9,9%, un record per il gruppo. Norwegian prevede di avere una flotta di 95 aeromobili per la stagione estiva 2026 e prevede una crescita della produzione (ASK) di circa il 3% per l'anno. Per Wideroe, la crescita della produzione è stimata al 4%.


GC10 non perdona

[I sogni non si avverano semplicemente, li costruiamo noi superando le nostre paure. Colin O’Brady] Ringrazio chi ieri a punta rasi sosteneva che gli ispettori del lavoro sono intervenuti in asc su mia pressione, purtroppo, devo smentire i miei estimatori, non è cosi, ma non nascondo che mi sarebbe piaciuto, ancora non sono così importante. Potrei essere il mandante ma non l’esecutore, questo si.  Nel 2021 quando sono arrivato in Azerbaigian ho iniziato a ricevere una serie di contestazioni pretestuose, poi ci sono state 4 donne licenziate con zero motivazioni valide, da quel giorno ho iniziato a incalzare il mio sindacato, la legea Cisal(allora ero rappresentante sindacale e componente della segreteria provinciale), affinché iniziasse una concreta battaglia contro Asc. A mia insaputa (per tutelare esclusivamente i propri iscritti da eventuali ritorsioni) cinque anni fa GC10 aveva già mandato un esposto all’Inps direzione centrale ammortizzatori sociali, alla direzione provinciale Inps, all’ispettorato del lavoro di Palermo, alla procura della repubblica di Palermo. Tutto nasce   dopo l’incontro sindacale avente quale oggetto l’esame congiunto, tenutosi nel mese di ottobre 2021, la Cisa esprimeva forti perplessità rifiutando di sottoscrivere la ipotesi di accordo concernente la attivazione di un ammortizzatore sociale per le seguenti motivazioni:la società ASC Handling SRL in data 1 Settembre 2021 aveva, a seguito di una Cessione ramo di azienda, dato avvio delle proprie attività acquisendo in organico la totalità dei lavoratori dipendenti di altra società (Asc Handling Limited ) avendo un unico committente contrattualizzato con operatività stagionale e segnatamente per l’anno in corso dal mese di Luglio al mese di Ottobre. Pertanto era ampiamente a conoscenza dei vertici societari della ASC Handling che avrebbero cessato la propria attività ai primi di Ottobre del 2021 e non si comprende per quale ragione abbiano appena 44 giorni prima della apertura dello stato di crisi, acquisito una cessione di ramo di azienda (datata 1 Settembre 2021 ) con il conseguente passaggio di tutto il personale in forza a tempo indeterminato dalla vecchia società. Non abbiamo pertanto riscontrato alcun tipo di evento imprevedibilmente sopraggiunto di “crisi“ scatenante la necessità di dare luogo all’attivazione di un ammortizzatore sociale, stante la piena consapevolezza della società a della data di avvio certa e della data di scadenza delle operatività dello stesso unico vettore contrattualizzato. Nel corso dell’esame congiunto abbiamo, al tavolo di confronto, precisato che non esisteva alcuna possibilità di determinare e quantificare, stante la recentissima nascita della società, sia se il personale oggetto della Cassa Integrazione possedesse nei fatti il requisito previsto dalle norme vigenti (anzianità reale di 90 giornate lavorative) che l’impatto sui bilanci societari del “presunto “stato di crisi. Appare infatti ipotizzabile un tentativo posto in essere di “scaricare “sull’INPS (e quindi sulla collettività) attraverso il meccanismo della attivazione di una cassa integrazione, i costi del personale di una azienda nei fatti nata appena 44 giorni prima della proclamazione dello stato di crisi (peraltro attraverso un meccanismo di cessione di ramo di azienda). La Cisal ha chiesto agli organi competenti di verificare attraverso un’indagine ispettiva se nella fattispecie possano o meno sussistere violazioni ai termini di legge in materia di truffa aggravata ai danni dell’INPS o eventuali altre difformità.

venerdì 13 marzo 2026

Inflazione in Argentina al 33,1%

[Pare che la farfalla viva un solo giorno e immagino che in quelle poche ore debba fare qualcosa di importante, che giustifichi un’intera esistenza. Pierpaolo Vettori] L’inflazione in Argentina ha registrato a febbraio un aumento del 2,9% su mese, portando la variazione su base annua al 33,1%, con un rialzo dello 0,7% rispetto a gennaio. Nei primi due mesi del 2026 l'incremento dell'indice dei prezzi si attesta in questo modo al 5,9%, secondo dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica (Indec).     A spingere al rialzo l'inflazione a febbraio sono state le voci del paniere relative ai servizi domestici (luce, acqua e gas) con un incremento del 6,8%, seguiti dal comparto alimentare con un +3,3%, e dalla voce 'beni e servizi', che segna pure un +3,3%.     Dopo un chiaro successo iniziale gli sforzi del governo argentino di Javier Milei per contenere l'inflazione attraverso il freno all'emissione monetaria e alla spesa pubblica non stanno dando adesso i frutti sperati, ed è ormai da dieci mesi - dopo il +1,5% di maggio del 2025 - che l'indice mensile non registra un calo.    Il presidente Milei in una recente intervista ha stimato che ad agosto l'inflazione mensile dovrebbe scendere al di sotto dell'1%, ma con un contesto globale ostile come quello attuale - stimano gli analisti - i margini per proiettare un calo significativo nei prossimi mesi si assottigliano sempre di più.  In Argentina, l'esecutivo del presidente ultraliberista Javier Milei ha ottenuto al Senato l'approvazione del disegno di legge sulla riforma del lavoro, al termine di una sessione maratona che ha visto intensi negoziati con l'opposizione più moderata e modifiche dell'ultimo minuto introdotte durante il dibattito. Il progetto, che ora comprende 213 articoli, ha ottenuto 42 voti a favore e 30 contrari. Adesso verrà inviato allo Camera dei deputati, dove il partito al governo conta di discuterla in commissione la prossima settimana, dopo le vacanze di Carnevale.    Si è intanto aggravato il bilancio dei violenti scontri scoppiati davanti al Parlamento a Buenos Aires tra manifestanti e polizia: almeno quattro agenti sono rimasti feriti e 70 dimostranti sono stati arrestati (43 durante la dispersione della folla e 27 ai posti di blocco nelle stazioni ferroviarie).L'Argentina ha segnato a gennaio un record storico nella produzione di petrolio raggiungendo la media di oltre 882 mila barili di greggio giornalieri secondo dati ufficiali della sottosegretaria per l'Energia.    Il dato rappresenta un incremento del 16% su anno, ed è stato ottenuto principalmente grazie all'incremento dell'estrazione nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta, che da solo rappresenta il 67% della produzione nazionale con oltre 590.000 barili giornalieri.    Il governo di Javier Milei ha celebrato il risultato in un post sui suoi canali social ufficiali in cui attribuisce la crescita della produzione "alle regole chiare" introdotte negli ultimi due anni, e agli "investimenti privati" promossi grazie a un regime speciale di incentivi (Rigi).


129 giornalisti uccisi nel 2025

[Niente come la sofferenza e i tentativi di domarla ha la capacità di proiettarci nel nucleo incandescente di quello che siamo. Paolo Mazzarello] Centoventinove giornalisti e operatori dei media uccisi nel 2025. È il dato diffuso dal Committee to Protect Journalists, che definisce l’anno appena trascorso il più letale mai registrato in oltre trent’anni di monitoraggio. Si tratta del secondo record consecutivo. Secondo l’organizzazione con sede a New York, Israele è responsabile di due terzi delle uccisioni. “Uno dei principali fattori è la situazione a Gaza – dice Carlos Martinez de la Serna, direttore programmi del CPJ – Israele che uccide giornalisti a Gaza. Si tratta di una quota molto rilevante dei casi, nel 2024 come nel 2025. Due terzi delle uccisioni sono attribuite a Israele a Gaza. E poi c’è l’impunità radicata: l’assenza di responsabilità alimenta un sistema in cui si uccidono giornalisti senza conseguenze”. “Nel caso di Gaza – prosegue de la Serna – solo nel 2025 siamo riusciti a confermare che almeno 47 uccisioni sono state chiaramente mirate. Significa che sono state colpite a causa del loro lavoro giornalistico. Non è facile raggiungere questo livello di prova. Potrebbero esserci altri casi che non siamo in grado di valutare con lo stesso grado di certezza”.Il rapporto denuncia l’assenza di indagini adeguate e parla di campagne di delegittimazione contro i reporter uccisi. “Le risposte sono principalmente due: l’assenza di responsabilità, con la mancanza di indagini adeguate, e le campagne di delegittimazione contro i giornalisti uccisi, che possono servire a giustificarne la morte. Storicamente, questa è stata la risposta fornita da Israele alle uccisioni di giornalisti”. In forte crescita anche l’uso dei droni. “Nel 2023 – afferma l’esponente del Cpj – abbiamo documentato solo due casi di giornalisti uccisi con droni. Nel 2025 siamo arrivati a 39. Questo tipo di attacchi mirati, resi possibili dalle tecnologie integrate nei droni, è un nuovo fattore che contribuisce alle uccisioni di giornalisti, soprattutto nei contesti di conflitto”. Il CPJ chiede indagini indipendenti e maggiore protezione per i reporter che operano nelle zone di guerra.