giovedì 19 marzo 2026

Infanzia negata in Iran

[La vita, la vita, la vita! Canta l’uccellino, come ci avesse sentito e sapesse con precisione che cosa intendiamo con la nostra brutta abitudine di fare domande. Virginia Woolf]  In seguito alle segnalazioni delle Nazioni Unite e dei media, secondo cui alcuni minorenni sono stati uccisi, feriti e detenuti in Iran, Save the Children chiede alle autorità iraniane e a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste di porre immediatamente fine ad ogni tipo di violenza illecita contro bambini e adolescenti e di rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale. "I minori devono essere protetti da ogni forma di violenza e danno. Non dovrebbero mai essere presi di mira, feriti o detenuti per aver esercitato il loro diritto di esprimere la propria opinione o di protestare pacificamente. Nessun bambino o adolescente dovrebbe essere costretto a vivere nella paura, subire violenza o perdere la vita semplicemente per aver fatto sentire la propria voce. Questa violenza deve cessare immediatamente e tutti i minori detenuti devono essere rilasciati" ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa Orientale. L'Iran ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, che stabilisce che l'arresto, la detenzione o l'incarcerazione dei minori devono essere utilizzati solo come misura di ultima istanza e per il periodo di tempo più breve possibile. Secondo la Convenzione i minori devono essere trattati con dignità e dev'essere loro consentito di rimanere in contatto con le proprie famiglie. "Questi obblighi fondamentali sono sanciti dal diritto internazionale e devono essere rispettati", sottolinea Save the children. Il Consiglio di Sicurezza Onu ha dato il via libera al ripristino delle sanzioni contro l'Iran per il suo programma nucleare. I Quindici hanno bocciato (con 4 voti a favore, 9 contrari e 2 astensioni) una bozza di risoluzione che avrebbe permesso di estendere la revoca delle sanzioni decisa con l'accordo del 2015. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran ha affermato che l'Iran e il Libano hanno legami culturali storici e che Teheran sarà al fianco del popolo libanese in ogni circostanza.    Le autorità iraniane hanno criticato il recente accordo del governo libanese con il piano di disarmo di Hezbollah (che è supportato dall'Iran) sostenuto dagli Stati Uniti, e hanno affermato che "non accadrà". Beirut, da parte sua, ha definito le dichiarazioni un'ingerenza nei suoi affari interni. 


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