[Cunsigliu di topa e dannu di farina. Complotto di topi e danno di farina.] Il premier britannico Andy Burnham non ha escluso che il ritorno del Regno unito nell’Unione europea possa entrare nel prossimo programma elettorale del Labour, pur indicando come priorità immediata il rafforzamento dei rapporti economici e politici con Bruxelles. Lo riferisce il Guardian, alla vigilia del suo primo incontro da premier con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Interpellato dai giornalisti durante il viaggio verso New York per l’Assemblea generale delle Nazioni unite, Burnham non ha escluso esplicitamente un futuro superamento della Brexit. “La nostra attenzione al momento è concentrata su un vertice Regno unito-Ue che speriamo possa svolgersi entro la fine dell’anno”, ha affermato. “La mia priorità immediata è costruire sul buon lavoro fatto da Keir nel ricostruire i ponti”, ha aggiunto Burnham, riferendosi al suo predecessore Keir Starmer. Il premier ha spiegato che Londra punta ora a raggiungere accordi pratici capaci di “dare ulteriore impulso all’economia britannica”, anche sul commercio e sulla mobilità giovanile. Burnham ha inoltre espresso preoccupazione per le previste norme europee “made in Europe”, concepite per ridurre la dipendenza industriale dalla Cina ma che, secondo Londra, potrebbero penalizzare anche imprese e catene di approvvigionamento britanniche. Il premier ha detto che solleverà la questione con von der Leyen “in uno spirito costruttivo”, rinviando invece a “un altro giorno” il tema di un eventuale ritorno del Regno unito nell’Ue. Il primo ministro britannico Andy Burnham illustrerà a breve le sue “opzioni” sulle future relazioni della Gran Bretagna con l’Ue. Lo ha annunciato lo stesso premier intervenendo alla conferenza del Partito Laburista a Liverpool. “Non garantiremo alla Gran Bretagna il percorso chiaro di cui abbiamo bisogno per il resto del secolo finché non avremo definito una relazione a lungo termine con quello che rimane il nostro mercato più importante – ha premesso Burnham -. Non posso affermare con onestà che la situazione attuale sia soddisfacente. La Brexit ha causato più danni che benefici. Dobbiamo ripristinare livelli più elevati di crescita e prosperità per la Gran Bretagna. Pertanto – ha spiegato -, coglierò l’occasione per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei”. “Esistono diverse opzioni e verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse”, ha aggiunto. Un accordo “terribile”, anzi “ridicolo”. Donald Trump boccia davanti al nuovo premier britannico Andy Burnham, non senza imbarazzo di quest’ultimo, l’intesa sulle isole Chagos, l’arcipelago nell’Oceano Indiano che Londra ha concordato di restituire alla sovranità di Mauritius. L’accordo prevede che il Regno Unito mantenga per 99 anni il controllo della base militare di Diego Garcia, utilizzata anche dagli Stati Uniti. Ma per Trump la posizione dell’isola è troppo importante dal punto di vista militare e strategico. “Non lo sostengo. Penso che sia terribile – dice Trump -. È stato un accordo terribile. All’improvviso dicono di averne la proprietà, qualcuno rivendica una proprietà che non aveva mai rivendicato prima, dopo decenni e secoli. Penso che sia ridicolo. Ne stavamo parlando ed è strategicamente molto importante, molto importante”. L’intesa, raggiunta dal precedente governo britannico, è attualmente sospesa. Trump, nel suo primo incontro con Burnham a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, ha richiamato anche le operazioni dei bombardieri B-2 contro l’Iran per spiegare il valore strategico della base. “Sapete, quando abbiamo bombardato gli impianti nucleari iraniani abbiamo dovuto far tornare i nostri bombardieri B-2 fino in Missouri. Invece di volare per un periodo breve, hanno dovuto volare molto più a lungo”, ha detto il presidente Usa. Burnham, che durante le parole di Trump ha annuito, ha poi detto di voler lavorare con Washington e Mauritius per trovare una soluzione. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha confermato che Londra rimetterà mano all’accordo.
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