[Chì vo fà anguidia à u so vicinu, si chjinghi prestu e s'arrizza matina. Chi vuol fare invidia al suo vicino, si corica e si alza presto Chi vuol fare invidia al suo vicino, si corica e si alza presto] Il presidente argentino Javier Milei ha intimato il Regno Unito a cessare lo sfruttamento petrolifero nelle isole Falkland-Malvinas annunciando l'avvio di un arbitrato internazionale. "Ho dato disposizioni al Ministero degli Esteri e ai nostri team legali di avviare un arbitrato internazionale contro il Regno Unito per l'illecito saccheggio delle nostre risorse attraverso il progetto Sea Lion nel bacino delle Malvine settentrionali", ha scritto Milei sui social. "Se il Regno Unito non porrà fine a questo sfruttamento illegittimo entro due settimane, porteremo la questione davanti al Tribunale internazionale per il diritto del mare. Le Malvine sono argentine e si difendono con i fatti, non con le parole", conclude il messaggio del presidente argentino. Il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno, ha definito la decisione del presidente come "un passo storico e senza precedenti". "Agiamo nel rispetto del diritto internazionale e attraverso mezzi pacifici. Recuperare il pieno esercizio della nostra sovranità è un mandato costituzionale a cui non rinunceremo", ha aggiunto. L'ira del presidente dell'Argentina, Javier Milei, si è riversata nuovamente sulla stampa argentina dopo le indiscrezioni rilanciate da tv e giornali sulle presunte motivazioni che hanno portato la settimana scorsa all'improvviso licenziamento di tutto il personale civile della residenza presidenziale di Olivos. In una serie di pubblicazioni sui social - tra le quali anche un video realizzato con Ia - il leader ultraliberista ha definito nelle ultime ore i giornalisti e i media che avevano rilanciato le indiscrezioni come "merde umane" e "spazzatura ripugnante". L'ultima raffica di insulti segna una ulteriore escalation nel conflitto intrapreso dal presidente contro la stampa dopo aver coniato già da tempo il motto "non odiamo abbastanza i giornalisti", adottato per altro anche da diversi funzionari del governo. Diversi giornalisti locali accreditati alla Casa Rosada avevano anticipato la notizia dei licenziamenti nella residenza di Olivos sui social sulla base di informazioni in 'off'. La testata 'LaPoliticaOnline' citava fonti anonime secondo le quali il presidente aveva deciso i licenziamenti dopo che uno dei suoi mastini inglesi aveva subito un'intossicazione. Altre versioni attribuivano invece l'improvvisa decisione alle informazioni trapelate su un presunto illecito nell'appalto per gli approvvigionamenti alimentari della residenza. Dopo la pubblicazione delle indiscrezioni, una nota ufficiale confermava venerdì scorso il licenziamento del personale civile della residenza e la piena assunzione delle responsabilità delle funzioni di sicurezza da parte del personale militare. Tale decisione, precisava la nota, era stata presa "nel contesto di una crescente insicurezza globale e in vista dell'imminente visita in Argentina di Papa Leone XIV".
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