[Ciò chi teni, à luna vecchja. Ciò chi sfronda, à luna tonda. Chi guarda le sue cose, ha la luna vecchia. Chi perde le sue cose, ha la luna nuova.] La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha replicato alle dichiarazioni di Donald Trump all'Onu sui cartelli. Durante la sua conferenza stampa, la leader ha inquadrato le parole del politico statunitense nel contesto delle elezioni di novembre, invitando Washington a concentrarsi sui propri problemi interni e a rispettare la sovranità nazionale. Sheinbaum ha scelto la strada dell'ironia per respingere le critiche sul controllo del territorio. "Potrei dire che è molto difficile vivere accanto a un Paese che ha un livello così alto di consumo di droghe illecite o una tale produzione di armi, ma non lo dirò perché abbiamo buone relazioni", ha affermato. La presidente ha inoltre sottolineato che la stampa ha ignorato una parte del discorso di Trump, in cui venivano riconosciuti i progressi congiunti. Sheinbaum ha ribadito di non voler alimentare polemiche continue, confermando che il lavoro bilaterale sulla sicurezza procede positivamente e in un clima di massima collaborazione. Un'operazione internazionale di polizia ha condotto all'arresto di 490 persone in America Latina ed Europa oltre al sequestro di 37,6 tonnellate di cocaina e 118,6 tonnellate di cannabis. Lo riferisce una nota del programma di cooperazione tra Unione Europea e America Latina in materia di lotta al crimine transnazionale, 'El Paccto', in cui si precisa che si è trattato di un'operazione coordinata congiuntamente con la Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali (Empact), l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), oltre alle polizie di 34 paesi latinoamericani e di Stati Uniti, Montenegro, Norvegia, Regno Unito, Svezia e Svizzera. "Si tratta della più vasta operazione congiunta contro la criminalità organizzata condotta finora tra le due regioni", afferma la nota in cui si sottolinea che 'Atlas Nexus' ha visto la partecipazione di "8.680 agenti di polizia e autorità giudiziarie in diverse operazioni nazionali che hanno portato all'ispezione di 110 aeromobili, 28 imbarcazioni, 415 veicoli e 271 container presso 28 punti di controllo in porti, aeroporti e reti stradali, con l'esecuzione complessivamente di 595 mandati di perquisizione". "L'operazione - prosegue la nota - si è concentrata sull'individuazione e lo smantellamento di reti criminali poliedriche e di obiettivi di alto profilo, sul sequestro di beni di provenienza illecita, sull'avvio di nuove indagini e sull'individuazione di frodi documentali correlate in cinque ambiti criminali prioritari: traffico di droga, tratta di esseri umani, frodi documentali, traffico di armi da fuoco e reati ambientali". Il programma El Paccto 2.0 è diretto per l'Italia dal Consigliere Giuridico del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Giovanni Tartaglia Polcini, ed ha come esperti il magistrato antimafia Giovanni Russo per il settore penitenziario; il colonnello della GdF, Flavia Guarnaccia, per il settore anticorruzione; e il dott. Simone Pioletti per il progetto I-can (Interpol cooperation against 'Ndrangheta). Il narcotrafficante uruguaiano Giuliano Rocha Sánchez, detenuto nel carcere di Las Rosas, a Maldonado, è evaso durante un'uscita autorizzata per recarsi dal dentista. L'uomo, condannato a cinque anni e tre mesi per associazione per delinquere, organizzazione di attività di narcotraffico, riciclaggio e distribuzione di stupefacenti, non è più rientrato in carcere ed è ora ricercato a livello internazionale. Secondo quanto riferito dal programma Todo se sabe, Rocha Sánchez aveva ottenuto l'autorizzazione di un giudice per recarsi dal dentista senza scorta, con l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico. Durante l'uscita si sarebbe tolto il dispositivo e sarebbe fuggito. A condurlo dal dentista sarebbe stato uno zio, anch'egli legato al clan criminale. Il ministro dell'Interno Carlos Negro ha precisato che l'uscita era stata autorizzata dalla magistratura e che il caso sarà oggetto di un'indagine. Rocha Sánchez appartiene a una famiglia legata al narcotraffico nel quartiere La Teja di Montevideo. Il clan era stato colpito nel dicembre 2025 dall'operazione Babel, con il sequestro di armi, denaro, veicoli e circa 1.200 chili di pasta base, oltre a cocaina e marijuana. Padre e figlio erano stati condannati a cinque anni di carcere.
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