mercoledì 12 agosto 2026

Fuga da Donaldo

[Diffidate di un filosofo che sa di sapere. Norberto Bobbio] Marty Makary ha lasciato l'incarico di capo della Food and Drug Administration dopo settimane di speculazioni che Donald Trump avesse intenzione di cacciarlo per le sue posizioni sulla pillola abortiva e sulle sigarette elettroniche. Lo riporta Politico.Per anni chirurgo al Johns Hopkins Hospital, Makary è professore emerito presso la Johns Hopkins School of Medicine. Le sue dimissioni segnano la quarta uscita di alto profilo dall'amministrazione quest'anno dopo la segretaria alla sicurezza Interna Kristi Noem, l'attorney general Pam Bondi e la segretaria al Lavoro Lori Chavez DeRemer.  "La nostra meravigliosa portavoce della Casa Bianca, nonché una delle mie collaboratrici più fidate, Karoline Leavitt, lascerà il suo incarico alla fine del mese per dedicare più tempo alla sua famiglia e ai suoi splendidi figli piccoli". Lo annuncia Donald Trump su Truth. Si tratta di "una decisione che comprendo e rispetto pienamente! Karoline diventerà ora una delle mie principali consulenti esterne e una voce influente all'interno del Partito Repubblicano, mentre lavoriamo per sfidare la storia e vincere in modo decisivo le elezioni di metà mandato", aggiunge il tycoon.     "Karoline è stata una vera leader alla Casa Bianca e ha svolto un lavoro eccezionale battendosi per la giustizia e la libertà fin dal 2018, compresa la nostra storica campagna per la rielezione del 2024. Karoline è stata una delle migliori portavoci della Casa Bianca nella storia di questo ruolo.    Grazie, Karoline, per l'ottimo lavoro svolto!", conclude Trump nel suo post.    A fine aprile, Leavitt è andata in congedo di maternità in vista della nascita del suo secondo figlio, senza nominare un sostituto. È ritornata al suo incarico poche settimane dopo, ritrovandosi sempre nel mezzo delle turbolenze scatenate dalla guerra di Usa e Israele contro l'Iran.     Leavitt, 28 anni, si è fatta conoscere come una sostenitrice estremamente leale verso il presidente, difendendolo a spada tratta e non esitando a riservare repliche taglienti ai giornalisti durante i briefing stampa. "Il presidente Trump mi ha chiesto di continuare a servirlo come sua stretta consigliera dall'esterno", ha scritto da parte sua la coriacea portavoce sui social media. Il moderato David Crowley ha vinto le primarie per diventare il candidato democratico a governatore del Wisconsin, ottenendo una vittoria a sorpresa che interrompe la serie di successi dell'ala sinistra del partito. Una battuta d'arresto per i dem anti-establishment dopo il successo di Abdul El-Sayed in Michigan. Ma i socialisti possono consolarsi con la vittoria in Minnesota di Penny Flanagan che ha conquistato la nomination per il Senato. Sul fronte repubblicano, il potere di Donald Trump di influenzare l'elettorato tiene abbastanza bene anche quando la sua popolarità è ai minimi storici, nonostante un suo fedelissimo non sia riuscito a vincere le primarie in Minnesota.  Crowley "è il futuro del nostro partito", ha commentato il governatore uscente del Wisconsin, Tony Evers, dopo la vittoria. È  stato il suo endorsement a spingere il 40enne a rientrare in gara a luglio, dopo aver sospeso la propria candidatura per una serie di sondaggi sfavorevoli. Nato a Milwaukee, Crowley è diventato il più giovane amministratore della contea nella storia locale e il primo nero eletto a ricoprire tale ruolo. Cresciuto in condizioni difficili, con entrambi i genitori tossicodipendenti, ha raccontato di essersi assunto pesanti responsabilità fin da molto giovane, prendendosi cura dei familiari e guadagnandosi in famiglia - ironia della sorte - il soprannome di "governatore". I democratici del Wisconsin, uno degli Stati in bilico più cruciali, lo hanno preferito a Francesca Hong, la candidata socialista che in passato ha sostenuto idee controverse come l'abolizione della polizia o la cancellazione del Thanksgiving, la festa più amata dagli americani di tutti gli orientamenti politici. "Fin dal primo giorno in cui ho annunciato questa campagna, ho detto che la vera minaccia non era nessuno dei miei avversari alle primarie.  Il vero avversario è sempre stato Tom Tiffany", ha detto Crowley riferendosi al candidato repubblicano alla carica di governatore. Il vincitore ha anche invitato il partito all'unità e ha espresso l'auspicio di ricevere il sostegno anche dei dem più progressisti.  Nel suo discorso dopo la vittoria, la socialista Flanagan ha indicato che nei prossimi mesi si concentrerà sul crescente costo della vita in Minnesota, sottolineando inoltre di aver prevalso nonostante la deputata moderata Angie Craig avesse speso molto più di lei per la campagna elettorale. Cambio generazionale in Connecticut dove il 78enne John Larson ha perso le primarie contro l'ex sindaco di Hartford Luke Bronin, 47 anni. Nel Grand old party non ci sono state invece grandi sorprese. Darline Graham, la sorella del defunto senatore repubblicano Lindsey Graham sostenuta da Trump, si è qualificata per il ballottaggio del 25 agosto in South Carolina. Anche Rhett Marques, deputato statale dell'Alabama e candidato del tycoon, ha ottenuto la nomination repubblicana. In Minnesota tuttavia Lisa Demuth, presidente della Camera statale, ha sconfitto il fedelissimo trumpiano Mike Lindell, amministratore delegato di MyPillow e figura di spicco del movimento che nega la legittimità delle elezioni del 2020. Da registrare nelle primarie repubblicane anche la vittoria in Wisconsin di Michael Alfonso, ventiseienne e genero del segretario ai Trasporti Sean Duffy.

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