martedì 11 agosto 2026

Dublinanti

[Mamma e se di notte viene l’uomo nero? Lo mandi da me tesoro, che papà è a calcetto. MaxMangione, Twitter] Berlino riapre il fronte migranti: "Verranno espulsi verso l'Italia". Lo scrive Repubblica sul suo sito. Secondo il quotidiano il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in affanno per i sondaggi che danno in ascesa Afd, avrebbe deciso la linea dura sui migranti, in particolare nei confronti dell'Italia. Il 19 agosto la prima richiedente asilo sarà respinta nel nostro paesi. È una somala di 22 anni, di nome Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. In base alle regole di Dublino, è spiegato, essendo la giovane donna approdata in Ue in Italia avrebbe dovuto chiedere asilo nel nostro paese. Dal 2022 il governo Meloni si era rifiutato di riprendersi i cosiddetti 'dublinanti'. Nel dicembre 2025 era stato firmato da Roma e Berlino un 'colpo di spugna' sul pregresso, ma un portavoce del ministero dell'Interno tedesco ha spiegato a Repubblica che per i 'dublinanti' arrivati quest'anno, la Germania ha intenzione di applicare rigorosamente le regole europee e dunque intende respingerli in Italia. "Un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell'asilo europeo (Geas) - afferma il portavoce - La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati dalla data suddetta", ossia dal 12 giugno, giorno dell'entrata in vigore delle nuove regole europee per l'asilo. Ancora non sarebbe chiaro quante persone sarebbero adesso respinte in Italia. La 22enne somala, la prima che sarà respinta in Italia, vive al momento in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. Il 25 giugno le è stata recapitata una lettera dal ministero dell'Interno tedesco. "Mercoledì 19 agosto - si legge nel documento ottenuto in esclusiva - lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere". La giovane, in fuga dal padre e da un matrimonio combinato, era arrivata in Germania lo scorso 31 marzo dopo aver attraversato l'Italia. È in Germania che vivono già la madre, il fratello e altri parenti, ed è in Germania che aveva presentato richiesta di asilo. Il ministero dell'Interno tedesco ha dichiarato però che la somala "è di competenza dell'Italia" e che "non ci sono i presupposti" per una richiesta di asilo in Germania. Abdirisaq Warsame, precisa dunque il documento, "deve essere respinta in Italia". Una richiesta alle autorità italiana di riprendersi la richiedente asilo era stata già inoltrata a giugno; passate le due settimane di rito entro le quali le autorità italiane avrebbero dovuto rispondere ai tedeschi, è scattato il silenzio-assenso. "La richiesta" di riprendersi Warsame "viene considerata accettata", conclude la lettera. "Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo va attuato, i rientri dei 'dublinanti' devono essere operativi". Dopo l'Italia e la Spagna, ecco la Germania. La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora su un dossier, l'immigrazione, che per qualche mese in Europa era apparso restare 'in sonno'. Gli effetti, ora, sono imprevedibili. E per l'Italia la partita si complica nettamente, con il rischio di un'increspatura perfino nell'asse tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz, tra i più saldi in Europa. Già, perché nel nuovo Patto sulla migrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno non si parla solo di frontiere esterne e hub nei Paesi terzi. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d'attrito tra l'Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia. "Non c'è nessun dublinante da riprendere da Berlino", hanno chiuso in serata fonti del Viminale. "Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo", e Berlino "si aspetta che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l'Italia e la Grecia", ha spiegato un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, confermando l'anticipazione di Repubblica. L'iniziativa della Germania si inscrive su due binari. Il primo è prettamente politico. A Bruxelles guardano con crescente attenzione alle mosse del cancelliere tedesco Friedrich Merz in vista del 6 settembre, quando si voterà in Sassonia-Anhalt, il Land della Germania dove l'estrema destra dell'AfD è data saldamente in vantaggio. Sarà quello il primo appuntamento elettorale di un autunno - e questo è uno dei maggiori timori che serpeggia a Palazzo Berlaymont - che rischia di essere dominato dalle campagne elettorali nei principali Paesi membri: Italia, Spagna, Francia e Polonia. In tutti, nel 2027 si voterà.
C'è, tuttavia, anche una pre-condizione normativa nella mossa di Berlino ed in questo contesto che si potrebbe consumare lo scontro con Roma. Secondo la Germania la 'sanatoria' sui movimenti secondari frutto dell'accordo bilaterale dell'autunno del 2025 è venuta a cadere con la messa a terra, a giugno scorso, del nuovo Patto sulla migrazione. L'Italia, invece, "considera azzerati tutti i presunti 'dublinanti' arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. Inoltre, è ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi" poiché "è passato ancora poco tempo per poterlo accertare", è la tesi fatta trapelare dal Viminale che sottolinea anche un altro punto: per quelli arrivati dopo il 12 giugno dovrà scattare una compensazione con i migranti portati in Italia dalle ong, molte delle quali proprio tedesche. Di certo c'è che in una valutazione dello scorso 15 luglio la Commissione constatava che Roma, dall'entrata in vigore del Patto sulla migrazione il 12 giugno, non aveva ancora attuato le norme sul rientro dei 'dublinanti', ovvero dei migranti che, una volta sbarcati in Italia, si erano mossi verso un altro Paese membro Ue. "Durante le prime settimane di applicazione del regolamento Ue sulla gestione dell'asilo e della migrazione (Ammr), ovvero tra il 12 giugno e il 7 luglio, 8 Stati membri hanno comunicato alla Commissione informazioni relative alla presentazione di richieste di presa in custodia di migranti: sono stati richiesti 12 trasferimenti all'Italia ma questa li ha respinti", spiegava la Commissione nel documento. Con una postilla: "Uno Stato membro ricevente non può rifiutare un trasferimento e deve proporre una data alternativa" per farlo. Solo in un caso il Paese in questione potrebbe esimersi: prendendosi in carico le domande di asilo dirette ad un altro Stato membro, alleggerendo, così, l'eventuale emergenza di quest'ultimo. Nello stesso documento la Commissione esprimeva una valutazione sensibilmente più positiva per Grecia e Spagna, altri due Paesi coinvolti nei movimenti secondari. La partita a scacchi sulla migrazione, insomma, per la premier rischia di complicarsi. "Meloni rompe la solidarietà europea per inseguire la propaganda di Vannacci. Conseguenza: anche gli spagnoli chiudono Schengen e i tedeschi ci rimandano indietro migranti che avevano già lasciato l'Italia. Perché farci male da soli?", è stato l'attacco di Matteo Renzi. "La decisione di Meloni disgrega l'Ue e fa male all'Italia", ha rincarato la dose Riccardo Magi di + Europa. L'Ue, dopo il tentativo di mediazione messo in campo  tra Roma e Madrid, tornerà a esprimersi sul dossier migrazione nei prossimi giorni. Aspettando forse il 15 agosto, data indicata dal governo italiano come possibile fine dei controlli Schengen per chi arriva dalla Spagna. Ma l'attenzione, a Bruxelles, resta alta. Affrontare un autunno caldissimo, con un'Europa sfilacciatasi inaspettatamente in estate, è l'ultima cosa che Ursula von der Leyen vorrebbe.

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