venerdì 7 agosto 2026

Ebrei italiani in mostra

[L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo; pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito? L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera] La mostra Ebrei nel Novecento italiano, inaugurata a fine marzo al Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara, racconta cento anni di storia italiana. Un secolo “ricco di splendori, ma anche segnato da tragedie e miserie”, come si evince nel percorso espositivo a cura di Vittorio Bo e Mario Toscano. Il catalogo della mostra è stato presentato  a Roma, alla Casa della Memoria e della Storia. All’incontro interverranno i due curatori, la storica Silvia Berti e la giornalista e scrittrice Mirella Serri. Con loro anche Amedeo Spagnoletto, il direttore del Meis, nelle vesti di coordinatore. Nel saggio introduttivo del catalogo, Bo e Toscano scrivono che la mostra (visitabile fino al 2 febbraio prossimo) “mira a fornire una visione ampia e articolata della condizione ebraica in Italia nel corso del XX secolo, nella consapevolezza della straordinaria ricchezza e della spaventosa drammaticità di questo periodo”. In questo senso, “la specifica vicenda italiana è radicata nella grande storia del secolo” e il criterio guida del racconto “è rappresentato dalle trasformazioni dei contenuti del concetto di cittadinanza nei passaggi tra regime liberale, dittatura fascista e repubblica democratica”. Nel catalogo le riflessioni sul tema di storici, storici dell’arte, studiosi, esperti di comunicazione ed ebraisti.

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