[Se ami qualcuno lascialo libero. Se torna è tuo, se non torna vuol dire che il navigatore funzionava.]Vladimir Putin potrebbe testare la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un Paese alleato nei prossimi anni: è lo scenario di nuovi rapporti d'intelligence Usa che ipotizzano scenari variabili da un attacco informatico a un'incursione terrestre su piccola scala. Prima, riferisce il Wsj, era ritenuto "improbabile" che Putin provocasse un Paese Nato ancora alle prese nel conflitto in Ucraina. Valutazioni, illustrate da funzionari Usa, che giungono in una fase di carenza di munizioni critiche per affrontare Russia o Cina in un eventuale conflitto futuro a causa dei trasferimenti all'Ucraina e per la guerra all'Iran. Stati Uniti e Israele si preparano a bombardare obiettivi energetici in Iran: Israele è stato informato e sta coordinando gli attacchi con gli Usa.Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha ancora dato l'ordine definitivo per l'avvio delle operazioni. Stati Uniti e Israele puntano a concludere l'azione prima dell'apertura dei mercati lunedì, quindi degli attacchi potrebbero avvenire nel fine settimana. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche, centrali elettriche e raffinerie. Donald Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran che potrebbe iniziare questo fine settimana e durare alcuni giorni. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Trump da settimane va dicendo ai suoi collaboratori che gli iraniani sono "folli" e si è lamentato che l'accordo provvisorio raggiunto fosse privo di significato e che aveva sempre saputo che non avrebbe funzionato, riporta il Wall Street Journal precisando che l'attacco ordinato punta a indurre Teheran alla resa. L'Arabia Saudita si sta preparando a una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Lo scrive il Guardian, che cita fonti yemenite. Le forze saudite sono state viste ritirarsi dalla parte orientale dello Yemen, in quella che potrebbe essere una preparazione per un'offensiva di terra, riporta il quotidiano che ricorda anche come al tempo stesso, Riad stia cercando di organizzare una coalizione navale per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab. Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim di aver "preparato un piano completo per rispondere a una possibile follia americana". "Consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e del regime contro le infrastrutture iraniane come una forma di follia - ha detto -. Perché abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione, e siamo pronti". "In conformità con le direttive del rango politico, il programma pilota 'Zona Sicura' è iniziato oggi nel sud del Libano meridionale, in collaborazione con le forze armate Usa del Centcom e le forze armate libanesi". Lo comunica in una nota il portovoce dell'Idf, secondo cui "nell'ambito del programma pilota, team dell'Idf, delle forze armate Usa e libanesi si stanno coordinando e pianificando la continua attuazione dell'accordo"."L'Idf risponderà con fermezza a qualsiasi violazione dell'accordo", aggiunge la nota. Conclusa a Roma la tre giorni di dialogo tra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti, nell'ambito di trattative definite "produttive". I colloqui "si sono conclusi e sono stati produttivi a livello tecnico e di esperti", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano. "Le due parti sono molto più vicine su ciò che occorre fare per far avanzare ed espandere il processo della 'zona pilota'". Malgrado il clima positivo, i colloqui sono stati interrotti in anticipo ieri a seguito di un'escalation di attacchi nel Libano meridionale. Il processo della "zona pilota" fa riferimento a una clausola dell'accordo trilaterale di giugno tra Libano, Israele e Stati Uniti. L'esercito israeliano avrebbe dovuto ritirarsi da diverse aree del Libano del sud in cui opera Hezbollah, lasciando che la sicurezza venisse assunta dalle forze libanesi. Israele, che ha lanciato oggi ulteriori attacchi nel Libano meridionale in risposta all'uccisione di due soldati attribuita a Hezbollah, ha affermato che si ritirerà dalla regione solo se il gruppo militante sostenuto dall'Iran deporrà le armi.
giovedì 6 agosto 2026
Solo guerra
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