[L’attimo della dolce angoscia fuggiva, oh, che altro può fare un attimo? ma il succedente gli succedeva: l’integrale dei fuggenti attimi è l’ora. Carlo Emilio Gadda] Per il novo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato “la soluzione sarà interna: ci lavorerà qualcuno che già si occupa di Ferrovie da tanto tempo”. L’attuale Ad di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio è uno dei possibili nomi, “è bravo”, ha detto il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, “ma ce ne sono altri”, ha precisato. – A quasi tre anni dall’incidente ferroviario di Brandizzo (Torino) il tribunale di Ivrea ha individuato per fine settembre l’apertura dell’udienza preliminare. In gioco ci sono le 24 richieste di rinvio a giudizio (tre riguardano altrettante società) per disastro e omicidio colposo inoltrate dalla procura e due di queste riguardano Vera Fiorani, ad di Rfi fino al 19 maggio 2023, e il suo successore, Gianpiero Strisciuglio, oggi ad di Trenitalia e in predicato di salire al vertice di Fs. Nella notte fra il 30 e il 31 agosto 2023 un treno in corsa diretto verso Torino (senza passeggeri) travolse cinque operai della ditta Sigiferr impegnati nella manutenzione di un binario: nella ricostruzione dei pm la squadra venne messa al lavoro, per errore, pochi minuti prima che la circolazione fosse interrotta. Una strage provocata dalle "omissioni" del personale sul posto (tra cui un caposquadra dell’azienda e un capo tecnico di Rfi) ma che a monte è stata preceduta - sempre secondo l’accusa - da violazioni delle norme di sicurezza, prevenzione, coordinamento, vigilanza, formazione. A Strisciuglio si contesta di avere trascurato il "fattore umano" nel documento di valutazione del rischio (e di non avere "immediatamente" fatto aggiornare il documento dopo l’incidente). Tre delle richieste di rinvio a giudizio riguardano la stessa Rfi, la Sigiferr (in liquidazione) e, come appaltatrice, la bolognese Clf. Intanto i familiari dei cinque operai morti protestano alla notizia che proprio Strisciuglio potrebbe prendere il posto del dimissionario Stefano Donnarumma. "Bell’esempio che dà lo Stato", dice al sito internet de La Stampa Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle cinque vittime. "Meno male che, nei giorni successivi all’incidente, il ministro dei Trasporti (Matteo Salvini, ndr) aveva detto che avrebbero fatto luce sulla vicenda in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli – prosegue – Sono una donna forte e attendo giustizia da tre anni. Vedremo cosa salterà fuori dal processo, se mai si farà". "Ormai non mi scandalizzo più. Io piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì", aggiunge Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane delle cinque vittime. Finora il processo è stato una corsa a ostacoli. La procura ha dovuto svolgere gli accertamenti nella cronica penuria di personale e di mezzi. Il palazzo di giustizia non dispone di spazi adeguati per così tanti imputati e persone offese. Per l’udienza preliminare il tribunale si servirà di due aule collegate in videoconferenza. Ad ogni modo l’uscita di Stefano Donnarumma “non dipende dai servizi” del gruppo FS, ha affermato a margine di ExpoAid 2026, al Palacongressi di Rimini. “Precisiamo che con quei numeri alla mano, poi si può sempre far meglio, rispetto a giugno dell’anno scorso la puntualità è aumentata del 7%, nonostante il caldo e nonostante i cantieri”, ha rilevato Salvini. “Le ferrovie italiane sono quelle che a livello europeo hanno un maggior tasso di efficienza. L’avvicendamento ai vertici non dipende dai servizi, si è chiusa la fase più complicata che era quella Pnrr, che va a chiudersi in estate, si apre la fase 2 di gestione di una nuova struttura – ha spiegato Salvini – che grazie anche a questi cantieri, che comportano i ritardi, a lavori conclusi sarà la più moderna, efficiente e veloce d’Europa”. “Se non facessimo i lavori che stiamo facendo ci sarebbe il colasso – ha proseguito – tenete presente che in grandi paesi europei in questi giorni per il caldo la circolazione o è ferma o è sospesa”. Ad ogni modo “il prossimo amministratore lo sceglieremo internamente, fra i ferroviari, non ci saranno nomine politiche, partitiche esterne, La soluzione sarà interna, quindi ci lavorerà qualcuno che già si occupa di ferrovie da tanto tempo”. Tra le possibili soluzione “ci sta Strisciuglio ma ce ne sono altri, Gian Piero Strisciuglio è attualmente amministratore di Trenitalia, ha fatto l’amministratore legato di Rfi, è bravo, come ci sono altre decine di dirigenti nati e cresciuti in Ferrovie altrettanto bravi. Appena ci sarà l’uscita concordata di Stefano Donnarumma – ha concluso Salvini – che ringrazio per l’enorme impegno e l’enorme lavoro svolto, ci sarà la nuova squadra”. Lo Piano, però, potrebbe essere lanciato ai vertici della fs. Il manager gelese, da anni alla guida del team vendite Frecciarossa, è stato chiamato a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Busitalia. Lo Piano, le cui doti manageriali sono indiscusse è stato dunque chiamato a guidare un segmento di mercato delle Ferrovie dello Stato dopo aver coordinato l’alta velocità ferroviaria. Unico limite di Lo Piano non avere nessuna pendenza con la giustizia.
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