martedì 30 giugno 2026

Fuga da Hamas

[Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha appena affermato che “il pulsante nucleare è sempre sulla sua scrivania”. Qualcuno del suo regime si è affrettato a informarlo che anch’io ho un Pulsante Nucleare, ma è molto più grande e più potente del suo, e il mio Pulsante funziona! Donald Trump] Un documentario trasmesso lo scorso 26 maggio dall’emittente pubblica tedesca ZDF racconta la storia di Hamza Howidy, un attivista palestinese originario di Gaza che si è opposto pubblicamente a Hamas. Attraverso la sua esperienza personale, Howidy descrive la repressione del dissenso nella Striscia di Gaza, le proteste del movimento “We Want to Live” (Vogliamo vivere) e le conseguenze subite dagli oppositori, tra cui arresti, intimidazioni e violenze. Per Howidy, ciò che serve non è il proseguimento della lotta ad oltranza, bensì la costruzione di una società libera, sicura e prospera. Ciò richiede il riconoscimento della realtà politica esistente, compresa l’esistenza dello Stato di Israele. Howidy critica Hamas sia per il suo carattere dispotico sia perché non riconosce Israele e continua a perseguire obiettivi incompatibili con una pace duratura, impedendo qualsiasi soluzione realistica del conflitto.Howidy critica anche i movimenti pro-palestinesi in Occidente, spiegando che molte proteste sono autoreferenziali e simboliche, più orientate all’affermazione identitaria dei partecipanti che al miglioramento concreto delle condizioni di vita dei palestinesi.Col risultato di ignorare le voci dei palestinesi che si oppongono alla dittatura e alla violenza di Hamas. "L'Italia mi ha accolto. Qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione di Hamas. Con me c'è la mia famiglia. Ringrazio l'Italia dal profondo del cuore".     Moumen Al-Natour, 30 anni, avvocato e attivista per i diritti umani è uno dei più noti dissidenti di Gaza per le sue battaglie contro Hamas. Fondatore del movimento 'Vogliamo Vivere', ha lanciato la prima protesta interna a Gaza. Hamas gli dà la caccia. Dall'appartamento nel nord Italia dove vive adesso parla per la prima volta da quando è stato esfiltrato dalla Striscia. Arrestato, torturato, detenuto da Hamas più di venti volte, ora ha lo status di richiedente asilo.


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