[Non venire mai alla luce può essere il più grande dei doni. Sofocle] Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la prima tranche del prestito di 90 miliardi di euro concesso dall'Ue sarà destinata alla produzione di armi e alla protezione energetica. Lo riporta Rbc-Ucraina. "Destineremo la prima tranche del pacchetto di aiuti europei approvato, pari a 90 miliardi di euro, alla produzione nazionale per la difesa dell'Ucraina. Si tratta di droni e dell'intero settore della tecnologia militare", si legge nel messaggio. Zelensky ha poi indicato l'energia come secondo settore prioritario. Mosca sta ritardando lo scambio "1000 per 1000" di prigionieri, come prevede l'accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump lo scorso 8 maggio. È l'accusa che il difensore civico dell'Ucraina, Dmytro Lubinets, rivolge alla Russia - come riporta l'agenzia Unian - dopo che il team negoziale ucraino ha consegnato le liste di nomi per lo scambio. "I contatti non si sono interrotti - ha detto - ma il processo ha subito un rallentamento. Anche se si raggiunge un accordo con i russi, non si può mai essere sicuri al 100% che verrà rispettato da loro. In realtà, il lavoro non si è fermato. Ogni giorno si svolgono processi di negoziazione". "Il lavoro fin qui svolto nel processo di pace fa pensare che la fine sia davvero vicina, ma al momento non possiamo fornire dettagli". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato la dichiarazione fatta sabato dal presidente russo Vladimir Putin, secondo il quale il conflitto in Ucraina "si avvia alla conclusione". "Accoglieremmo con favore la continuazione degli sforzi di mediazione da parte degli Stati Uniti", ha aggiunto il portavoce di Vladimir Putin, citato da Interfax. Ma al momento "il cessate il fuoco umanitario è terminato e l'operazione militare speciale continua", ha sottolineato Peskov. La Ue mostra di volere "prolungare il più possibile il conflitto" in Ucraina, e ciò "esclude l'Unione Europea come un mediatore per il raggiungimento della pace. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, citato dalla Tass. Per due volte la settimana scorsa il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sottolineato l'esigenza di aprire un dialogo con Mosca e il presidente Vladimir Putin, sabato, ha risposto che la Russia "non ha mai rifiutato" di tenere negoziati con la Ue, ipotizzando come figura di mediatore l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. "Vediamo le azioni pratiche dell'Unione europea - ha detto oggi Grushko -. Sì, la retorica è apparentemente volta a ristabilire la pace, chiedono un cessate il fuoco, la pace. Ma in realtà stanno facendo tutto il possibile per prolungare il conflitto il più possibile". "Questa logica - ha aggiunto il vice ministro degli Esteri - determina le loro azioni. E quindi esclude per ora qualsiasi partecipazione costruttiva dell'Unione europea agli sforzi per trasformare il conflitto in un percorso politico-diplomatico". "La posizione che assumono in merito alla risoluzione pacifica del conflitto - ha insistito Grushko - esclude anche il suo raggiungimento. E esclude l'Unione europea come un mediatore o partecipe". Donald Trump ha detto di non avere un'intesa con Putin sul Donbass parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Nei mesi scorsi era circolata l'ipotesi che il presidente americano avesse promesso al leader del Cremlino la cessione dell'intero territorio. Alla domanda diretta il tycoon ha risposto "no".
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