domenica 8 marzo 2026

Putin sempre più solo

[Gli antichi vedevano consciamente, come i bambini vedono ora inconsciamente, l’eterna meraviglia delle cose. D.H. Lawrence] “I Guardiani della Rivoluzione sono nel nostro mirino. Chi abbandonerà le armi sarà graziato, altrimenti lo colpiremo. Al popolo iraniano: il momento della verità si avvicina. La liberazione dal giogo del regime dipende da voi. Credo che se vi presenterete nel momento della verità, non sarà lontano il giorno in cui Israele e Iran torneranno a essere amici coraggiosi'', lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in un video.  L'esercito israeliano sta attaccando per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet. “Confermiamo il nostro sostegno alla Repubblica Islamica dell’Iran e al popolo musulmano iraniano. Siamo attivi su diversi fronti, pronti a intervenire in caso di potenziale escalation militare, e siamo pronti ad agire in qualsiasi momento qualora gli sviluppi lo richiedessero”. Lo ha dichiarato il leader del gruppo yemenita, Abdul Malik al-Houthi. La Russia avrebbe fornito all’Iran informazioni di intelligence sui bersagli statunitensi in Medio Oriente per facilitare gli attacchi contro le forze americane nella regione. Lo riferiscono tre funzionari citati dal Washington Post. Secondo le fonti, Mosca avrebbe trasmesso a Teheran informazioni sulla posizione di asset militari statunitensi, tra cui navi da guerra e velivoli, dall’inizio del conflitto. “Si tratta apparentemente di uno sforzo piuttosto completo”, ha dichiarato una delle persone citate dal quotidiano. L’ambasciata russa a Washington non ha risposto alle richieste di commento del WP, mentre Mosca ha chiesto la fine della guerra definendola un “atto di aggressione armata non provocato”. Secondo i funzionari citati dal giornale, la capacità dell’esercito iraniano di individuare le forze statunitensi si sarebbe ridotta nei primi giorni del conflitto, rendendo particolarmente preziose eventuali informazioni fornite dalla Russia. Dall’inizio della guerra l’Iran ha lanciato migliaia di droni e centinaia di missili contro posizioni militari statunitensi, ambasciate e altri obiettivi, mentre la campagna militare congiunta di Stati uniti e Israele ha colpito oltre 2mila obiettivi iraniani. Una portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha dichiarato che “il regime iraniano è sotto forte pressione”, aggiungendo che le capacità missilistiche e navali di Teheran sarebbero state significativamente ridotte. La Cia e il Pentagono hanno rifiutato di commentare le notizie sull’eventuale assistenza russa. Secondo due dei funzionari citati, la Cina non sembrerebbe invece fornire supporto militare diretto all’Iran nonostante i rapporti stretti tra i due paesi. L’amministrazione statunitense sta cercando di fare luce su quanto accaduto a Minab, una cittadina a oltre 960 chilometri da Teheran, ma vicino alla cruciale via d’acqua dello Stretto di Hormuz, dove una scuola elementare femminile è stata colpita da un bombardamento costato la vita ad almeno 175 persone, di cui per la maggior parte bambine. Secondo quanto emerge dai media statunitensi Reuters, New York Times e Nbc, gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco alla scuola elementare Shajareh Tayyebeh di sabato scorso. Tuttavia le indagini, riportano fonti alla Reuters, non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato lo studio delle dinamiche, hanno detto due funzionari statunitensi a Reuters. Secondo quanto riferisce Nbc, alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno evidenziato ai parlamentari statunitensi, in un briefing a porte chiuse questa settimana, che gli Stati Uniti stavano prendendo di mira la zona in cui è situata la scuola. È  stato lo stesso generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, a specificare che le forze israeliane hanno operato prevalentemente più a nord e non in quella zona.  Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Nell'arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian descrivendo Khamenei come "un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran". Pur denunciando una "cinica violazione" della "moralità e del diritto internazionale", Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all'inizio degli attentati. Per l'esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una "situazione difficile". Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la cattura di Maduro il 3 gennaio da parte Usa ha segnato la perdita di un altro partner di Mosca. Anche in questo caso, il Cremlino si è trovato impotente. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il suo ruolo di salvatore", ha osservato Baunov sul suo account Telegram. E, nel caso di Khamenei, secondo l'esperto "l'assassino è il suo amico Trump”. In precedenza, Putin era almeno riuscito ad aiutare l'ex leader ucraino Viktor Yanukovych a trovare rifugio in Russia nel febbraio 2014. Aveva anche offerto asilo a Bashar al-Assad e alla sua famiglia dopo la sua caduta in Siria nel dicembre 2024. A differenza del caso Maduro, la morte di Khamenei è avvenuta in una parte del mondo che la Russia considera il suo "emisfero", spiega Baounov. L'esperto paragona questo assassinio a quello del leader libico e alleato del Cremlino Muammar Gheddafi nel 2011 che, secondo Baounov, ha segnato "una svolta nella politica russa" e uno dei punti che Putin ha sfruttato per "rompere con l'Occidente". Teheran è tra gli alleati più stretti di Mosca durante l'offensiva in Ucraina. Kiev e l'Occidente accusano Teheran di fornire a Mosca armi e tecnologia militare, come i droni Shahed che la Russia utilizza quotidianamente per bombardare l'Ucraina. Inoltre lo scorso anno Russia e Iran hanno firmato un partenariato strategico per rafforzare i loro legami, anche in ambito militare.Oltre alla perdita di un alleato chiave come Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono ancora difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Vasserman, intervistato dal media russo MK.ru, ha affermato che la guerra potrebbe avvantaggiare la Russia a breve termine se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, ma potrebbe porre "gravi problemi" agli Stati Uniti e a Israele a lungo termine se le autorità iraniane "resistessero". Una serie di prove raccolte dal New York Times indica che l’edificio scolastico è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione, avvenuto contestualmente a offensive contro una base navale vicina, gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Le dichiarazioni ufficiali secondo cui le forze statunitensi stavano attaccando obiettivi navali nei pressi dello Stretto di Hormuz, dove si trova la base dell’IRGC, fanno ritenere al New York Times che molto probabilmente siano stati proprio loro a condurre l’attacco. Secondo immagini satellitari del 2013, reperite dal New York Times, la scuola faceva originariamente parte della base navale delle Guardie Rivoluzionarie, con strade che la collegavano ad altre aree della base. Tuttavia, a settembre 2016, le stesse immagini mostrano che l’edificio era stato isolato e non era più collegato alla base. In rete sono circolate alcune teorie secondo cui un missile iraniano sparato fuori rotta sarebbe stato responsabile dell’attacco alla scuola, ma il New York Times ha smentito questa ipotesi, evidenziando che un singolo missile vagante non avrebbe potuto provocare danni così precisi e mirati a diversi edifici della base navale. In un’intervista alla NBC, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “è chiaro che la scuola è stata colpita dagli americani”, pur senza fornire prove a sostegno dell’accusa. Alla domanda se ci fosse la possibilità che un “missile iraniano fuori rotta” potesse aver avuto un ruolo, Araghchi ha risposto “no”. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato che l’indagine sull’attacco è ancora in corso. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato mercoledì che gli Stati Uniti stanno ancora “indagando”, aggiungendo: “Naturalmente non prendiamo mai di mira i civili, ma stiamo esaminando e indagando su quanto accaduto”.  L'esercito israeliano ha avviato una nuova ondata di attacchi aerei contro le città iraniane di Teheran e Isfahan.   "L'Idf ha avviato un'ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e Isfahan", si legge in una dichiarazione militare. L'esercito aveva dichiarato stamattina che 80 jet da combattimento avevano completato un'altra ondata di attacchi su Teheran e sull'Iran centrale.


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