[Anziché abbandonarci alle emozioni proviamo a comprendere cosa le provoca, a evitare odio e collera, a pesare i nostri giudizi. Paolo Pagani] Una nave portacontainer è stata colpita al largo delle coste dell'Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito un'agenzia britannica per la sicurezza marittima. La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell'Oman, "in transito verso est nello Stretto di Hormuz", quando è stata "colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine", secondo l'Ukmto. Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell'arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell'Oman o nelle vicinanze. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato oggi al telefono con il premier spagnolo Pedro Sanchez per esprimergli la "solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica di cui la Spagna è stata bersaglio ieri". Lo ha detto una fonte dell'Eliseo a BFM TV. La telefonata di Macron è giunta dopo le critiche del presidente americano Donald Trump, che ha rimproverato alla Spagna di avergli rifiutato l'uso delle basi militari americane in Andalusia. "Non voglio coinvolgere il Regno nella guerra" in Iran "senza basi legali e obiettivi" certi. L'ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni britannica, replicando alle critiche della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, contro la decisione di non far partecipare la Raf ad attacchi diretti in risposta alla reazione di Teheran ai raid di Usa e Israele che ha preso di mira anche "militari britannici" nella regione. Badenoch ha accusato Starmer di non far abbastanza limitandosi a concedere, dopo l'iniziale rifiuto, l'uso di basi britanniche agli alleati americani. Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha smentito le affermazioni della Casa bianca secondo cui Madrid avrebbe accettato una cooperazione militare con gli Stati uniti nell’attacco all’Iran. “Nego categoricamente questo”, ha dichiarato Albares in un’intervista all’emittente radiofonica Cadena Ser. “La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medio Oriente e sui bombardamenti dell’Iran, così come sull’uso delle nostre basi, non è cambiata di una virgola”. La Spagna ha accettato di "cooperare" con l'esercito statunitense sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid di Donald Trump. "Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare dalla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa, nel chiedere alle "potenze coinvolte nel conflitto" in Medio Oriente di "cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo e la diplomazia". Dopo aver attaccato la Spagna, Donald Trump si è detto "non contento" dell'atteggiamento della Gran Bretagna sull'Iran. "Il Regno Unito, una volta un nostro grande alleato, forse il più grande, sta finalmente pensando seriamente all'invio di due portaerei nel Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più, ma ce ne ricorderemo. Non vogliamo che la gente si unisca alla guerra quando l'abbiamo già vinta". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli "shahid" (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria". Lo afferma il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su telegram. "L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!", aggiunge. Circa 1.000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra. Il traffico navale nello stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto per effetto della guerra in Medioriente. L'esame dei segnali di navigazione in acqua "indica che il traffico si è ridotto a livelli di una cifra, con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime 24 ore", afferma il Joint Marine Information Center, secondo cui le traversate hanno riguardato solo navi cargo e non petroliere. L'organizzazione, riferisce Bloomberg, parla di "pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine". "Siamo tutti consapevoli dei rischi creati dagli attacchi iraniani e della conseguente necessità di difesa aerea in Medio Oriente. È importante che la protezione della vita sia garantita anche qui in Ucraina. Ancora di più, poiché riceviamo informazioni sull'assistenza russa al regime iraniano: i rapporti indicano che i russi stanno fornendo intelligence al regime iraniano per aiutarlo a pianificare gli attacchi contro gli americani". Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Ci sono anche prove della presenza russa nei droni 'shahed' utilizzati in Medio Oriente, sia contro i Paesi arabi che contro gli americani nella regione. Ogni fatto di questo tipo dimostra che abbiamo a che fare con regimi non solo collegati tra loro, ma che si sostengono a vicenda: il regime russo e quello iraniano. E stanno uccidendo in modo praticamente coordinato, sia qui in Europa che in Medio Oriente. Pertanto, anche la difesa deve essere coordinata. La vita in Europa e la vita in Medio Oriente meritano una protezione altrettanto efficace".
domenica 8 marzo 2026
Il grande rifiuto
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