sabato 14 marzo 2026

Giuda di un Trump

[Chi mette il piè su l’amorosa pania, cerchi ritrarlo, e non v’inveschi l’ale; ché non è in somma amor, se non insania, a giudizio de’ savi universale: e se ben come Orlando ognun non smania, suo furor mostra a qualch’altro segnale. E quale è di pazzia segno più espresso che, per altri voler, perder sé stesso? Vari gli effetti son, ma la pazzia è tutt’una però, che li fa uscire. Ludovico Ariosto] Il governo britannico resta convinto della necessità di mantenere ferma la pressione sulla Russia da parte di "tutti gli alleati" dell'Ucraina. Lo ha detto un portavoce di Downing Street, interpellato sull'alleggerimento Usa delle sanzioni sul petrolio di Mosca: "Si tratta di una decisione che spetta ovviamente agli Stati Uniti, ma la nostra posizione è chiara, tutti gli alleati dovrebbero mantenere la pressione sulla Russia e sulle sue risorse di guerra". "Anche per contrastare il sostegno russo ad atti ostili nel mondo", che secondo i sospetti di Londra potrebbe avere un ruolo dietro le quinte di Mosca pure al fianco dell'Iran.  Gli ambasciatori britannico e francese in Russia sono stati convocati oggi al ministero degli Esteri, che ha presentato loro una protesta per un bombardamento delle forze ucraine sulla regione russa di Bryansk compiuto con missili franco-britannici Storm Shadow/Scalp, con un bilancio di 7 morti e 40 feriti secondo le autorità locali. Il ministero degli Esteri, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha chiesto che Parigi e Londra esprimano "una condanna inequivocabile dell'attacco terroristico delle forze armate ucraine su Bryansk", affermando che un rifiuto da parte loro sarà considerato un atto di "solidarietà con i metodi terroristici". Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato oggi che la Russia "sbaglia" se spera di avere "respiro" in conseguenza della guerra in Iran.    "Il contesto di aumento dei prezzi delle quotazioni del petrolio non deve in nessun caso portarci a rivedere la nostra politica di sanzioni nei confronti della Russia - ha sottolineato Macron - questa è la posizione che ha tenuto il G7, ed è logicamente la posizione della Francia e dell'Europa".  Il presidente francese Emmanuel Macron accoglierà a Parigi il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, dove discuteranno, tra le altre cose, di "come aumentare la pressione sulla Russia" dopo quattro anni di guerra, "in particolare combattendo la sua flotta ombra", ha annunciato l'Eliseo. I due leader "discuteranno anche le condizioni per una pace giusta e duratura e, a tal proposito, rivedranno gli impegni assunti nell'ambito della Coalizione dei Volenterosi in materia di garanzie di sicurezza", ha dichiarato la presidenza francese.  La revoca delle sanzioni statunitensi "non favorisce la pace": lo denuncia Zelensky nell'incontro con il presidente francese Emanuel Macron.    "Penso che la revoca, anche temporanea, delle sanzioni rafforzerebbe la posizione della Russia", ha detto il leader ucraino sostenendo che ''più la Russia ha soldi per finanziare la macchina di guerra", "più la Russia ha anche mezzi per inviare droni in Medio Oriente'' e ''destabilizzare'' ulteriormente la situazione.  "Undici paesi vicini dell'Iran, europei e americani" hanno chiesto aiuto all'Ucraina contro i droni iraniani. Lo afferma su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha presieduto il consiglio di sicurezza nazionale. "Il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell'Ucraina, insieme allo Stato Maggiore e alle Forze di Difesa, determinerà a quali altre richieste del nostro Paese possiamo rispondere positivamente, in modo da non ridurre le nostre capacità di autodifesa", spiega il leader ucraino. L'Ucraina ha inviato droni intercettori e una squadra di esperti di droni per proteggere le basi militari statunitensi in Giordania. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista al New York Times. Secondo quanto riferito dal leader ucraino, gli Stati Uniti hanno richiesto aiuto giovedì e la squadra ucraina è partita il giorno successivo. "Abbiamo reagito immediatamente", ha detto Zelensky venerdì sera durante un viaggio in treno che ho fatto con lui dall'Ucraina orientale alla capitale, Kiev. "Ho detto di sì, certo, manderemo i nostri esperti". La Casa Bianca non ha risposto alla domanda se gli Stati Uniti avessero chiesto aiuto all'Ucraina. Nei giorni successivi all'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran, ha affermato Zelensky, lui e il suo team hanno ricevuto chiamate da leader di Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita in cerca di aiuto. Durante l'intervista rilasciata al Times venerdì, Zelensky ha affermato che un altro team di esperti ucraini si sarebbe recato in Medio Oriente per aiutare le nazioni a valutare come proteggersi dai droni iraniani, oltre all'utilizzo dei costosi intercettori Patriot. Il petrolio frena il passo a New York in scia alla rimozione "in via temporanea" delle sanzioni a carico del greggio russo da parte dell'amministrazione Usa di Donald Trump: il Wti segna in avvio un calo del 2,71%, a 93,14 dollari, mentre il Brent cede il 2,02%, scivolando sotto quota 100, a 98,43 dollari. "Le nostre sanzioni" sul petrolio russo "ed il price cap deciso a livello Ue rimangono validi.Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia: Mosca non può essere la beneficiaria della guerra in Iran". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, parlando alla stampa a Bruxelles. "L'eccezione presentata dagli Stati Uniti è in ogni caso limitata solo petrolio già in viaggio", ha aggiunto. "La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, poiché incide sulla sicurezza europea. Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta e duratura. L'indebolimento delle sanzioni aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. La deroga di 30 giorni concessa dagli Stati Uniti ai Paesi per acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi soggetti a sanzioni e attualmente bloccati in mare, interesserebbe 100 milioni di barili al giorno, "pari a quasi un giorno di produzione mondiale". Lo riporta Reuters sul suo sito citando stime dell'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev. "Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio il dipartimento del Tesoro ha concesso un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare". Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent sui social media precisando che si tratta di "una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione". "Il presidente Trump", prosegue Bessent nel post "sta adottando misure decisive per promuovere la stabilità dei mercati energetici globali e si sta impegnando a mantenere bassi i prezzi, affrontando al contempo la minaccia e l'instabilità causate dal regime terroristico iraniano". "Le politiche energetiche del presidente - sottolinea il segretario al Tesoro Usa - hanno portato la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti a livelli record, contribuendo a ridurre i prezzi dei carburanti per i lavoratori americani. L'aumento dei prezzi del petrolio è temporaneo e di breve durata e, nel lungo periodo, si tradurrà in un enorme vantaggio per la nostra nazione e la nostra economia". La stabilizzazione del mercato globale dell'energia nella crisi scatenata dalla guerra nel Golfo Persico è "impossibile" senza i significativi volumi produttivi di petrolio della Russia. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che Mosca e Washington hanno interessi simili nel cercare questa stabilizzazione. Lo riporta l'agenzia Tass. La revoca delle restrizioni Usa sulle esportazioni di greggio russo aiuterà a stabilizzare il mercato, ha detto ancora il portavoce. Commentando la decisione di Washington di togliere le sanzioni sulla vendita di petrolio russo imbarcato sulle petroliere fino a prima del 12 marzo, Peskov ha detto: "Vediamo queste azioni degli Stati Uniti come un tentativo di stabilizzare i mercati dell'energia. A questo proposito, i nostri interessi coincidono". Secondo il portavoce del presidente Vladimir Putin, c'è il rischio di "una crisi crescente nel settore energetico a livello globale". L'Unione europea ha chiesto all'Agenzia internazionale per l'energia di fornire una valutazione dell'impatto a medio termine del rilascio di 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Lo fa sapere la Commissione europea dopo la riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è tenuta ieri. Durante l'incontro tra esperti e rappresentanti dei Paesi Ue e della Commissione europea è stato ribadito che al momento non esiste alcun rischio per la sicurezza dell'approvvigionamento derivato dalle tensioni in Medio Oriente. Le scorte di petrolio rimangono a livelli elevati e i livelli di riempimento dei depositi di gas nell'Ue restano stabili.


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