[Potrà risultare sorprendente, ma a volte capita che proprio ciò che è più evidente venga notato per ultimo. Thomas Montasser] Cinquant'anni dopo la mostra di Andy Warhol 'Ladies and Gentlemen', che portò a Palazzo dei Diamanti di Ferrara una selezione di oltre 150 ritratti tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, la città estense celebra l'evento accogliendo nella stessa sede, dal 14 marzo al 19 luglio, i capolavori del padre della pop art. Non solo una mostra su Warhol, ma una riedizione della trasgressiva esposizione che Warhol in persona aveva presentato in Italia e che aveva segnato un punto di svolta nella sua produzione e nell'arte del tempo. Con 'Ladies and Gentlemen' aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor sulle quali si era concentrato fino a quel momento. L'ambizione della mostra, ideata e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara con il sostegno dell'Andy Warhol Museum di Pittsburgh, è quella di riscoprire la forza iconica di quelle immagini esplosive e mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol. Un'estesa narrazione dedicata alla serie 'Ladies and Gentlemen' segue una selezione di alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn alla parodia dell'iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones.
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