sabato 14 marzo 2026

GC10 non perdona

[I sogni non si avverano semplicemente, li costruiamo noi superando le nostre paure. Colin O’Brady] Ringrazio chi ieri a punta rasi sosteneva che gli ispettori del lavoro sono intervenuti in asc su mia pressione, purtroppo, devo smentire i miei estimatori, non è cosi, ma non nascondo che mi sarebbe piaciuto, ancora non sono così importante. Potrei essere il mandante ma non l’esecutore, questo si.  Nel 2021 quando sono arrivato in Azerbaigian ho iniziato a ricevere una serie di contestazioni pretestuose, poi ci sono state 4 donne licenziate con zero motivazioni valide, da quel giorno ho iniziato a incalzare il mio sindacato, la legea Cisal(allora ero rappresentante sindacale e componente della segreteria provinciale), affinché iniziasse una concreta battaglia contro Asc. A mia insaputa (per tutelare esclusivamente i propri iscritti da eventuali ritorsioni) cinque anni fa GC10 aveva già mandato un esposto all’Inps direzione centrale ammortizzatori sociali, alla direzione provinciale Inps, all’ispettorato del lavoro di Palermo, alla procura della repubblica di Palermo. Tutto nasce   dopo l’incontro sindacale avente quale oggetto l’esame congiunto, tenutosi nel mese di ottobre 2021, la Cisa esprimeva forti perplessità rifiutando di sottoscrivere la ipotesi di accordo concernente la attivazione di un ammortizzatore sociale per le seguenti motivazioni:la società ASC Handling SRL in data 1 Settembre 2021 aveva, a seguito di una Cessione ramo di azienda, dato avvio delle proprie attività acquisendo in organico la totalità dei lavoratori dipendenti di altra società (Asc Handling Limited ) avendo un unico committente contrattualizzato con operatività stagionale e segnatamente per l’anno in corso dal mese di Luglio al mese di Ottobre. Pertanto era ampiamente a conoscenza dei vertici societari della ASC Handling che avrebbero cessato la propria attività ai primi di Ottobre del 2021 e non si comprende per quale ragione abbiano appena 44 giorni prima della apertura dello stato di crisi, acquisito una cessione di ramo di azienda (datata 1 Settembre 2021 ) con il conseguente passaggio di tutto il personale in forza a tempo indeterminato dalla vecchia società. Non abbiamo pertanto riscontrato alcun tipo di evento imprevedibilmente sopraggiunto di “crisi“ scatenante la necessità di dare luogo all’attivazione di un ammortizzatore sociale, stante la piena consapevolezza della società a della data di avvio certa e della data di scadenza delle operatività dello stesso unico vettore contrattualizzato. Nel corso dell’esame congiunto abbiamo, al tavolo di confronto, precisato che non esisteva alcuna possibilità di determinare e quantificare, stante la recentissima nascita della società, sia se il personale oggetto della Cassa Integrazione possedesse nei fatti il requisito previsto dalle norme vigenti (anzianità reale di 90 giornate lavorative) che l’impatto sui bilanci societari del “presunto “stato di crisi. Appare infatti ipotizzabile un tentativo posto in essere di “scaricare “sull’INPS (e quindi sulla collettività) attraverso il meccanismo della attivazione di una cassa integrazione, i costi del personale di una azienda nei fatti nata appena 44 giorni prima della proclamazione dello stato di crisi (peraltro attraverso un meccanismo di cessione di ramo di azienda). La Cisal ha chiesto agli organi competenti di verificare attraverso un’indagine ispettiva se nella fattispecie possano o meno sussistere violazioni ai termini di legge in materia di truffa aggravata ai danni dell’INPS o eventuali altre difformità.

Nessun commento:

Posta un commento