sabato 21 marzo 2026

Epstein&Clinton

[I invest in people — be it politics or science. It's what I do. … If you were a boxer at the downtown gymnasium at 14th Street and Mike Tyson walked in, your face would have the same look as these foreign leaders had when Clinton entered the room. He is the world's greatest politician. Questa citazione, attribuita a Jeffrey Epstein in un profilo del New York Magazine del 2002, descrive l'ammirazione di Epstein per le capacità politiche di Bill Clinton, paragonando l'effetto che Clinton aveva sui leader mondiali a quello di Mike Tyson che entra in una palestra di pugilato.]  Virginia Giuffre, la vittima del defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein e la grande accusatrice dell'ex principe Andrea, morta suicida lo scorso aprile, non ha rivelato tutti i nomi nel suo libro di memorie, 'Nobody's Girl' pubblicato in Italia da Bompiani, "per tutelare i suoi figli" dopo la serie di minacce, anche di morte, ricevute in passato. Lo ha rivelato la coautrice del volume, la giornalista americana Amy Wallace, parlando con i media. "Conosco quei nomi, ma rispetto la decisione di Virginia di non scriverli, perché i suoi figli sono ancora vivi", ha detto Wallace, che così non conferma e non smentisce l'interpretazione dei media secondo cui il riferimento agli abusi pesantissimi subiti da Giuffre, per mano di un "noto primo ministro" strettamente legato a Epstein, riguarda l'ex premier israeliano e comandante militare pluridecorato, Ehud Barak.    La ghostwriter ha poi dichiarato che l'ex principe Andrea, caduto definitamente in disgrazia presso la famiglia reale britannica dopo le ultime rivelazioni sul suo legame a doppio filo con Epstein e sugli incontri sessuali con Giuffre quando lei aveva 17 anni, dovrebbe "assolutamente" testimoniare negli Usa di fronte al comitato del Congresso impegnato a investigare sui file dello scandalo. Per Wallace, il fratello di re Carlo, che nel 2022 aveva concluso con Giuffre una transazione extragiudiziale multimilionaria per evitare un processo civile di risarcimento, potrebbe anche non parlare del suo coinvolgimento diretto, ma almeno riferire quanto visto. L'Fbi ha ricevuto una segnalazione nell'ottobre del 2020 su un "party per prostitute" svoltosi a Mar-a-Lago". È quanto emerge dagli documenti pubblicati su Jeffrey Epstein, secondo quanto riportato dalla Cbs. Una donna - non identificata - avrebbe segnalato agli agenti di avere informazioni su una festa in onore del finanziere nel 2000 alla quale era stata portata da una certa Ghislaine Lisa Villenueve. Successivamente Donald Trump avrebbe invitato tutti nella sua residenza di Mar-a-Lago. La donna avrebbe voluto andarci, ma le fu spiegato "che non era quel tipo di festa che credeva, era una festa per prostitute". La fonte ha poi detto all'Fbi di non aver più parlato con Villenueve dal 2002. E non è chiaro se l'Fbi abbia ritenuto la segnalazione attendibile o abbia svolto ulteriori indagini. Nessuno con il nome di Villenueve sembra essere stato collegato a Epstein. Donald Trump "non mi ha mai detto nulla che mi facesse pensare che sia coinvolto nel caso" Jeffrey Epstein. Lo ha detto Bill Clinton nella sua testimonianza alla commissione di vigilanza della Camera secondo quanto riportato dal presidente James Comer. Quanto alla necessità di interrogare il tycoon: "Sta a voi decidere", ha risposto l'ex presidente. Bill Clinton ha dichiarato alla Commissione di vigilanza della Camera di non conoscere né di aver avuto rapporti sessuali con la donna con la quale è stato fotografato in una jacuzzi in una delle immagini pubblicate dal dipartimento di Giustizia nell'ambito del caso su Jeffrey Epstein. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Bill Clinton ha testimoniato che Donald Trump gli ha parlato, all'inizio degli anni 2000 durante un torneo di golf, di aver avuto un litigio con Jeffrey Epstein per un affare immobiliare. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn. Secondo i documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Jeffrey Epstein tentò di acquistare un palazzo multimilionario in Marocco fino al giorno prima del suo arresto nel 2019. Lo riferisce la Bbc. Fin dal 2011 Epstein aveva cercato di acquisire il famoso palazzo di Marrakech 'Bin Ennakhil', che significa letteralmente "nel cuore del palmeto", ma le controversie con il venditore sul prezzo e sulle modalità di acquisto si trascinarono per anni.  Il grandioso palazzo, descritto come un capolavoro architettonico, fu costruito da 1.300 artigiani e impreziosito da intagli e mosaici elaborati. Il 5 luglio 2019, il giorno prima del suo arresto, Epstein firmò un bonifico bancario da 14,95 milioni di dollari, in seguito a un accordo per l'acquisto della società offshore proprietaria dell'immobile per 18 milioni di euro. Secondo i documenti pubblicati, il bonifico fu l'ultima importante transazione finanziaria di Epstein prima del suo arresto negli Usa. Tre giorni dopo l'arresto, il contabile di Epstein, Richard Kahn, annullò il bonifico e l'acquisto non fu mai completato.  Il Marocco non ha un trattato di estradizione con gli Stati Uniti e i media locali hanno ipotizzato che l'interesse di Epstein nell'acquisto del palazzo potesse essere motivato dall'idea di ritirarsi nel Paese nordafricano per evitare l'arresto, qualora fossero state mosse nuove accuse contro di lui.Al contrario, un ex collaboratore del finanziere pedofilo ha affermato che la transazione dimostrava che Epstein "non aveva idea" del suo imminente arresto e che pensava invece "a un potenziale santuario dove potrebbe ancora vivere come un re". I file pubblicati, conclude la Bbc, non contengono alcun riferimento al fatto che Epstein abbia parlato del Marocco come di un possibile rifugio dalle autorità statunitensi. Il presidente del World Economic Forum Borge Brende ha annunciato le sue dimissioni in seguito alla pubblicazione di informazioni sui suoi legami con il finanziere Jeffrey Epstein, ha riportato oggi Reuters. Il presidente del World Economic Forum Brende ha annunciato  le sue dimissioni, ha riferito l’agenzia di stampa. Il deputato americano Robert Garcia, principale esponente democratico della commissione a maggioranza repubblicana che ha interrogato l’ex presidente Bill Clinton e sua moglie, l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton, in merito agli Epstein files, ha accusato la Casa Bianca di avere insabbiato le rivelazioni sul presidente Donald Trump contenute nei documenti del finanziere pedofilo. “Facciamo sì che il presidente Trump si presenti alla nostra commissione per rispondere alle domande che in tutto il Paese vengono poste dalle vittime”, ha chiesto Garcia. “Il dipartimento di Giustizia continua a guidare l’insabbiamento della Casa Bianca e continueremo a chiedere, anche nei prossimi giorni, che i documenti rimanenti che non sono stati resi pubblici vengano resi pubblici. Tra questi, anche i nuovi documenti scoperti negli ultimi due giorni su una sopravvissuta che ha mosso gravi accuse e denunce non solo contro Jeffrey Epstein, ma anche contro il Presidente Trump, e sugli abusi subiti quando era minorenne”, ha denunciato Garcia. 


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