venerdì 27 marzo 2026

Ancora 6 mesi

[Ciò che è razionale è reale; ciò che è reale è razionale. Hegel] Il gip di Palermo Walter Turturici, respingendo la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura, ha ordinato nuove indagini sulla morte del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, trovato senza vita nella sua auto il 4 marzo 1995 nel cortile della sede della Legione Sicilia a Palermo.    Sul caso, per anni archiviato come suicidio, la famiglia del militare aveva chiesto nuovi accertamenti, conclusi i quali i pm avevano chiesto l'archiviazione, istanza a cui si erano opposti moglie e figli di Lombardo.     Oggi la decisione del gip che, tra l'altro, ha disposto la riesumazione del corpo. Il giudice ha indicato in 6 mesi il termine per le nuove indagini. Massimiliano Giannantoni autore  del libro “in morte di un maresciallo” è nato a Roma nel 1968. Giornalista, ha lavorato in radio e televisione ed è a Sky Tg24 da oltre vent'anni. Ha curato numerose inchieste su temi come il caso Moro, la P2, la strage di Ustica e ha scritto diversi libri: L'operazione criminale che ha terrorizzato l'Italia. La storia segreta della Falange Armata (con Paolo Volterra, Newton Compton, 2014), Skorpio. Vincenzo Li Causi, morte di un agente segreto (Round Robin, 2018), Le donne delle stragi (con Federico Carbone, Chiarelettere, 2024).Il mistero sulla morte di un maresciallo dei carabinieri. Collaboratore di spicco del giudice Paolo Borsellino e uomo di straordinaria capacità investigativa, Antonino Lombardo fu una figura chiave nella lotta alla mafia. Ebbe un ruolo decisivo nella cattura di Totò Riina e nella gestione di collaboratori di giustizia determinanti per le indagini sulle stragi. Eppure la sua fine resta avvolta nell'ombra. Il 4 marzo 1995 Lombardo venne trovato senza vita nella sua auto, all'interno della caserma Bonsignore di Palermo: un colpo di pistola alla testa, l'arma tra le mani e una lettera d'addio. Tutto sembrava indicare il suicidio. Ma oggi nuove analisi balistiche e calligrafiche riaprono il caso. E se si fosse trattato, in realtà, di un omicidio? Nelle ultime settimane Lombardo aveva incontrato il pentito Salvatore Cancemi, che gli aveva parlato di depistaggi orchestrati attorno al falso pentito Vincenzo Scarantino e svelato i nomi dei veri mandanti ed esecutori della strage di via D'Amelio. Solo due giorni prima di morire il sottufficiale aveva confidato alla vedova Borsellino di essere pronto a rivelare la verità sull’assassinio del magistrato. Una storia che si intreccia con passaggi cruciali delle trame di Cosa Nostra ‒ dalla prima guerra di mafia alle stragi del biennio 1992-93, fino alle trattative negli Stati Uniti con il boss Gaetano Badalamenti ‒ e che questo libro riporta alla luce, restituendo voce a una figura troppo a lungo dimenticata.”Quella borsa conteneva tutti i segreti delle ultime indagini del sottufficiale.  C'erano le rivelazioni scottanti di Cancemi sulla strage di via D'Amelio e su Scarantino,  quelle di Brugnano, che aveva spiegato chi proteggeva Brusca ma non solo,  c'erano anche le impressioni sui viaggi americani e sugli incontri con Badalamenti.  Una bomba col timer acceso per chi temeva che certe manovre venissero scoperte”. 


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