martedì 3 novembre 2026

Donaldo contro i giornalisti

[Il troppo mi urta - è così insolito. Mi sentivo a disagio, spaesata - come una bacca di fratta montana trapiantata sulla strada. E non avevo fame. Allora capii che la fame è un istinto di chi guarda le vetrine dal di fuori. L'entrare, la disperde. Emily Dickinson] Il giudice federale Timothy Kelly ha ordinato all'amministrazione Trump di ripristinare temporaneamente l'accesso alla Casa Bianca per Cnn, Msnbc e Politico, dopo che erano stati banditi dalla struttura dal presidente Donald Trump. Nella sentenza emessa questa mattina, Kelly ha stabilito che la revoca dei pass stampa dei giornalisti è avvenuta in assenza di un "giusto processo costituzionalmente adeguato". Ha inoltre affermato che le argomentazioni del governo "offrono scarso sostegno alla presunta esigenza di sicurezza nazionale". Lo riferisce Cnn. L'ordine restrittivo emesso dal giudice distrettuale Timothy Kelly sospende il divieto per 14 giorni, al fine di concedere più tempo per esaminare il caso. Un giornalista di Politico è stato bloccato all'ingresso alla Casa Bianca nonostante le decisione del giudice federale che ha revocato il bando a Politico, Msnow e Cnn deciso nei giorni scorsi da Donald Trump.  Donald Trump torna a far discutere per il suo rapporto conflittuale con la stampa. Il presidente degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal New York Times, accarezzerebbe da mesi l’idea di sostituire la tradizionale sala stampa della Casa Bianca con una piscina al coperto, ridimensionando così uno degli spazi simbolo del confronto quotidiano tra l’amministrazione americana e i giornalisti. Stando alla ricostruzione del quotidiano statunitense, Trump avrebbe avanzato la proposta già nel mese di agosto, parlandone con l’ex portavoce della Casa Bianca. Un’ipotesi che, al di là della sua eventuale realizzazione, si inserisce in un clima di crescente tensione tra il presidente e i mezzi d’informazione. Il rapporto tra Trump e i media è da tempo caratterizzato da scontri, accuse reciproche e polemiche sulla copertura delle attività presidenziali. Il presidente ha più volte attaccato testate giornalistiche e reporter, contestando la loro imparzialità e criticando le notizie ritenute sfavorevoli alla sua amministrazione. La sala stampa della Casa Bianca rappresenta uno dei luoghi più importanti di questo confronto. È qui che i giornalisti accreditati pongono domande ai portavoce dell’amministrazione, chiedono chiarimenti sulle decisioni presidenziali e cercano risposte sui principali dossier della politica interna e internazionale. L’eventuale sostituzione di questo spazio con una piscina avrebbe quindi un significato che va oltre la semplice riorganizzazione degli ambienti della residenza presidenziale. La sala stampa è infatti uno dei simboli del rapporto tra il potere esecutivo e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata. L’idea riferita dal New York Times solleva interrogativi sulle intenzioni del presidente e sul futuro degli spazi destinati ai giornalisti all’interno della Casa Bianca. Tuttavia, la proposta, per come è stata riportata, non equivale a una decisione ufficiale: non è possibile concludere che la sala stampa verrà effettivamente eliminata o che la piscina sarà realizzata. Resta il valore politico della vicenda. In un contesto nel quale l’accesso dei giornalisti alle istituzioni e la libertà d’informazione sono temi centrali del dibattito pubblico americano, anche una proposta apparentemente insolita può diventare il simbolo di uno scontro più ampio. La possibile piscina al coperto, dunque, rischia di trasformarsi nell’ennesimo capitolo della lunga disputa tra Donald Trump e il mondo dell’informazione. Una vicenda che riporta al centro una questione fondamentale per ogni democrazia: quale spazio debba essere garantito alla stampa nel controllo e nel racconto dell’azione 


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