[Nulla è così vecchio come un fascino dilapidato. Emily Dickinson] La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha confermato che Donald Trump le ha chiesto di importare più gas naturale statunitense, proponendo un intervento Usa nell'estrazione petrolifera locale. Durante la conferenza stampa mattutina, la leader ha chiarito che il Paese sta attualmente comprando il combustibile per alimentare cinque nuove centrali elettriche, ma che l'obiettivo primario resta lo sviluppo di risorse autonome. Sul fronte del greggio ha escluso concessioni territoriali, ricordando all'omologo che "qui c'è una Costituzione e qui ci sono delle leggi" e ribadendo che le aziende straniere possono operare solo tramite contratti legali. Passando al tema della criminalità, Sheinbaum ha rivelato che Trump considera alcune regioni messicane ormai sotto il controllo dei cartelli della droga. La presidente ha respinto le accuse evidenziando il calo del 50% degli omicidi e di oltre il 60% del traffico di fentanyl, replicando: "Non è vero, guardi i risultati che abbiamo. Se fosse vero, ovviamente non li avremmo ottenuti". Ha infine smentito che il nuovo accordo commerciale sia vincolato a requisiti di sicurezza o all'estradizione di politici, chiedendo a Washington di non strumentalizzare la nazione per le proprie campagne elettorali. Il governo del Messico presenterà una denuncia negli Stati Uniti per la morte di un cittadino messicano detenuto dal Servizio di immigrazione e controllo doganale statunitense (Ice), avvenuta in un centro di detenzione a Laredo, in Texas. Lo ha annunciato la presidente Claudia Sheinbaum, precisando che l'uomo, fermato a giugno, soffriva di diabete e ipertensione e potrebbe non aver ricevuto tutti i farmaci necessari, secondo quanto riferito dai familiari. Il decesso è avvenuto sabato 17 ottobre nel centro di detenzione per migranti Rio Grande. La causa della morte non è stata ancora accertata e sono in corso accertamenti medico-legali. La vittima è stata identificata dai media statunitensi come Emiliano Andrade Covarrubias, 56 anni. Con questo caso salgono a 18 i cittadini messicani morti sotto la custodia delle autorità migratorie statunitensi o durante operazioni di controllo dell'immigrazione dal gennaio 2025, secondo il conteggio della diplomazia messicana. Sheinbaum ha annunciato un rafforzamento dell'assistenza consolare e iniziative legali per chiarire le circostanze del decesso e accertare eventuali responsabilità. Dieci persone sono state arrestate e almeno 15 agenti di polizia sono rimasti feriti durante le violenze scoppiate iieri a Guadalajara, nello Stato messicano di Jalisco, durante una manifestazione per la qualità dell'acqua. Il governo locale sospetta che alcuni dei gruppi responsabili dei disordini provengano da altri Stati del Paese latinoamericano. Secondo il segretario generale del governo di Jalisco, Salvador Zamora Zamora, sono stati individuati cinque gruppi con modalità d'azione coordinate. Le autorità sostengono che alcuni manifestanti abbiano cercato di provocare la polizia e hanno riferito di ingenti danni a edifici pubblici, telecamere di sorveglianza e almeno sei esercizi commerciali. Sei civili sono stati assistiti dai sanitari, due dei quali sono stati trasportati in ospedale. All'operazione hanno partecipato 948 agenti statali e municipali. Le autorità hanno stimato in circa 9.500 il numero dei partecipanti al corteo, sottolineando che la maggioranza ha manifestato pacificamente. Il governo ha annunciato che diffonderà sui social immagini dei sospettati e ha invitato i cittadini a segnalarli, garantendo la possibilità di presentare denunce anonime. L'ex procuratore generale dello Stato messicano di Chihuahua, César Jáuregui Moreno, è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla partecipazione di presunti agenti della Cia statunitense a un'operazione antidroga condotta ad aprile a El Pinal, nella Sierra Tarahumara. La Procura generale della Repubblica (Fgr) lo accusa di tradimento della patria, oltre che di esercizio illecito di funzioni pubbliche e di accordo illecito tra funzionari pubblici. Lo riferisce il quotidiano Milenio. L'operazione aveva portato alla scoperta di un vasto laboratorio clandestino per la produzione di droghe sintetiche, descritto dalle autorità locali come uno dei più grandi del Paese. Secondo l'accusa, Jáuregui avrebbe coordinato l'intervento senza informare le autorità federali del coinvolgimento di personale statunitense. Gli investigatori contestano inoltre agli agenti stranieri l'accesso a strutture della procura statale senza le necessarie autorizzazioni. La vicenda è finita al centro delle polemiche dopo l'incidente stradale del 19 aprile, nel quale morirono due funzionari statunitensi e due messicani al termine dell'operazione. Jáuregui si era dimesso il 27 aprile, dopo aver riconosciuto carenze nella gestione dell'intervento e nella comunicazione istituzionale.
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