[Se devo stare con qualcuno per sempre, sarà perché non posso starne lontano. Giusto o sbagliato che sia. Non ci sarà scelta. Gian Sardan] Le autorità federali messicane hanno varato una nuova normativa per combattere il lavoro irregolare nel settore agroalimentare. Per mantenere i permessi di vendita all'estero le aziende dovranno dimostrare che il personale dell'intera catena produttiva è assunto regolarmente. Dopo cinque anni di studio la misura è entrata in vigore il primo ottobre come programma pilota per gli esportatori di avocado e verrà progressivamente estesa a frutti rossi, pomodori e altre colture. Il certificato di esportazione agricola attribuisce alle imprese la responsabilità di controllare i propri fornitori. "L'esportatore dovrà dimostrare che tutta la sua catena del valore è gestita da manodopera formale", ha spiegato Alejandro Salafranca, dirigente del ministero del Lavoro. La verifica avviene tramite una piattaforma digitale che incrocia i dati governativi per calcolare i lavoratori effettivamente necessari a produrre i volumi dichiarati in dogana. Il sistema automatizzato deciderà il blocco o il via libera alle merci. "Se ottieni il certificato puoi esportare, altrimenti no", ha riassunto il funzionario. Conclusa la fase di prova temporanea le verifiche diventeranno tassative. Da novembre 2027 chi registrerà un livello di conformità inferiore al 60% subirà la sospensione definitiva dai mercati internazionali, obbligando di fatto le aziende a vigilare sui propri campi per non bloccare i carichi. Le organizzazioni degli autotrasportatori del Messico hanno proclamato uno sciopero nazionale a tempo indeterminato a partire da lunedì 26 ottobre, denunciando l'insicurezza sulle strade, le estorsioni e l'aumento dei costi operativi. La mobilitazione è stata annunciata da Augusto Ramos Melo, presidente della Camera nazionale dell'autotrasporto merci (Canacar), insieme ad altre associazioni del settore. Lo riferisce Milenio, precisando che i rappresentanti chiedono risposte concrete alle autorità dopo una serie di incontri giudicati insufficienti. Tra le contestazioni degli autotrasportatori figura anche una modifica prevista nel pacchetto economico per il 2027, che abbassa da 300 a 250 milioni di pesos messicani (da circa 14,3 a 11,9 milioni di euro) il limite di fatturato annuo per accedere a un incentivo fiscale sulle spese per i pedaggi autostradali. Le associazioni chiedono invece di estendere il beneficio a tutte le imprese del settore mentre, secondo le stime dei promotori, alla protesta potrebbero aderire circa un milione di veicoli su un parco nazionale di due milioni.
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