giovedì 8 ottobre 2026

Renatino non sapeva?

[La bellezza non è che una promessa di felicità. Stendhal] Terminata la riunione della giunta regionale siciliana. Sono stati approvati i punti all'ordine del giorno. Il presidente Renato Schifani non ha fatto alcun riferimento a sue dimissioni dopo la crisi aperta con vertici di Forza Italia per il dietrofront del partito sulla sua ricandidatura per il secondo mandato. Avrebbe costretto  aviapartner a rinviare i festeggiamenti nelle varie  Prima Vista Lounge a data da destinarsi, i cornetti vuoti nel frattempo sarebbero stati messi da parte, così, al momento dell’uso, dovrebbero essere più stagionati.  Recenti inchieste della magistratura hanno coinvolto esponenti e vertici politici della Regione Siciliana e dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS), con indagini per corruzione, peculato e truffa collegate alla gestione di incarichi, autorizzazioni e fondi pubblici. Ovviamente renatino non sa nulla, troppo occupato a controllare i cornetti vuoti delle Lounge di aviapartner in Italia, gli è sfuggita la questione morale.  La giunta regionale siciliana ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione. Il provvedimento, illustrato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è frutto di un lavoro avviato da tempo insieme all'assessore all'Economia, Alessandro Dagnino.    "Il risanamento morale delle istituzioni è una responsabilità che la politica deve assumersi fino in fondo - dice Schifani. I recenti fatti di cronaca giudiziaria rendono ancora più urgente rafforzare la prevenzione. Chi decide per conto dei cittadini deve rispondere delle proprie scelte e rendere conoscibili i rapporti con chi rappresenta interessi privati. Vogliamo tutelare l'interesse pubblico e consolidare la fiducia dei siciliani".    Il testo prevede l'istituzione, presso la segreteria generale della Presidenza, di un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi, con l'indicazione dei soggetti per cui operano, degli interessi rappresentati e della natura degli incarichi.    Un'Agenda pubblica indicherà partecipanti, finalità e procedimenti interessati dagli incontri, da registrare entro cinque giorni, con altri cinque giorni per le verifiche delle strutture regionali.    Gli obblighi riguarderanno anche il presidente, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con compiti istruttori, consultivi o valutativi.    La novità centrale - dice La Regione siciliana - è la tracciabilità delle interlocuzioni sulle singole pratiche: autorizzazioni, concessioni, contributi, finanziamenti e agevolazioni. Dovranno essere documentati anche i contatti informali sull'ordine di trattazione, sui tempi di definizione, sull'assegnazione dei fascicoli, sulla scelta degli istruttori, sulle valutazioni tecniche e sull'esito dei procedimenti. Gli incontri dovranno svolgersi attraverso canali istituzionali e lasciare traccia nel fascicolo amministrativo. Anche le comunicazioni rilevanti ricevute per altre vie saranno acquisite agli atti.    Per i rappresentanti di interessi che violano le disposizioni sono previsti, in base alla gravità, il richiamo scritto, la sospensione o la cancellazione dal Registro. La Procura di Palermo ha chiesto misure cautelari (arresti) per nove persone nell'ambito di un'indagine su presunte tangenti legate al rilascio di autorizzazioni per progetti industriali ed energetici. È stata chiesta l'apertura di un processo per il presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno  e altri imputati (tra cui dipendenti e collaboratori) per ipotesi di reato che includono corruzione, peculato, truffa e falso ideologico, legate a un presunto sistema di scambi di favori e incarichi. Altre inchieste della Procura di Palermo hanno riguardato a vario titolo figure di primo piano della politica regionale, come l'ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, coinvolto in accertamenti su corruzione e turbativa d'asta, e altri deputati o funzionari regionali.  "Schifani deve dimettersi? Certamente ha una responsabilità politica e deve valutare innanzitutto se sarà più in grado di gestire questa fase che, tra l'altro, ci avvicina ormai al voto. Le sue responsabilità devono essere giudicate dal popolo e dai cittadini che hanno affidato a lui il compito di governare questa Sicilia. Il rischio è che il governo di questi anni ci riporti drammaticamente al passato peggiore che questa terra abbia mai vissuto. La vicenda che è esplosa è assai grave, soprattutto perché reiterata da diversi episodi di corruzione da parte dei vertici più importanti di questa regione". Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente dell'Antimafia regionale, parlando con i giornalisti a margine delle commemorazioni in occasione del 40esimo anniversario dall'uccisione di Claudio Domino a Palermo.    "Cosa ne penso del caso Armao? Tutto il male possibile - ha proseguito - Purtroppo le istituzioni, e la macchina pubblica in generale, stanno dando il peggiore volto di sé, aldilà degli aspetti connessi a episodi di reato, che sono da dimostrare con tutte le garanzie del caso. È evidente però che, in questi anni, si è abbassata la soglia di percezione e di ruolo pubblico da parte di tutte le istituzioni, perché sono troppi gli episodi che si sono ripetuti in questi ultimi anni e c'è una grave responsabilità politica, innanzitutto, da parte di chi dirige le istituzioni. Io penso che la Regione, rispetto a tutto questo, stia pagando un prezzo altissimo a causa di un abbassamento della tensione morale, che è fondamentale anche per supportare il buon governo", ha concluso Cracolici.
   


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