[Se nel mondo non c'è amore faremo un altro mondo, e lo circonderemo di mura massicce e lo arrederemo con interni rossi e soffici, e gli forniremo un battaglio che suoni come un diamante caduto nel feltro di un gioielliere in modo che non lo sentiamo mai. Amami perché l'amore non esiste e io ho provato tutto ciò che esiste. Jonathan Saran Foer] Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, avrebbe convocato per domani la giunta regionale a Palazzo d'Orleans, in cui potrebbe rendere note le sue dimissioni. Era ora renatino. All'ordine del giorno della giunta vi sono i "provvedimenti più urgenti". "Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani. Minardo, commissario di Forza Italia nell'Isola, ieri aveva sostenuto che "in Sicilia occorre una proposta politica completamente nuova" parlando con i segretari provinciali del partito, riuniti a Palermo a porta chiuse, e facendo un'analisi politica anche alla luce del nuovo caso giudiziario che ha coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura ha chiesto l'arresto per corruzione, e che ha costretto l'avvocato a dimettersi da consigliere giuridico del governatore. A caldo il governatore della Sicilia Renato Schifani ieri aveva smentito le voci di dimissioni circolate nel pomeriggio dopo quanto era filtrato durante la riunione convocata dal commissario di Forza Italia in Sicilia Nino Minardo con i segretari provinciali del partito: "Occorre una proposta politica completamente nuova nell'Isola".A distanza di 24 ore, adesso il presidente della Regione apre uno scenario pieno di incognite: "Prendo atto delle dichiarazioni dell'onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve".Ad infiammare il clima dentro Forza Italia è stato l'ennesimo caso giudiziario nella maggioranza di centrodestra. A essere coinvolto questa volta è stato Gaetano Armao per il quale la Procura ha chiesto l'arresto per corruzione contestandogli di avere preso mazzette quando era a capo della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali della Regione siciliana su eolico e fotovoltaico, mandato che era scaduto all'inizio di agosto. Armao, che aveva un ufficio anche nel Palazzo della presidenza che è stato perquisito, si è subito dimesso da consigliere giuridico del governatore. Nel quartier generale romano, secondo quanto si apprende, non è piaciuta la reazione di Schifani alla richiesta di arresto: "Per quanto riguarda l'inchiesta su Armao mi rifaccio alle parole del procuratore de Lucia: vale la presunzione di non colpevolezza, ci saranno delle indagini, ma nulla a che fare con l'attività del governo regionale". Intanto la commissione regionale Antimafia, presieduta dal deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, stamani ha annunciato che avvierà un'indagine conoscitiva sui recenti episodi di natura corruttiva emersi nell'ambito dell'amministrazione regionale. E il primo a essere ascoltato in audizione sarà il presidente Schifani. Vicino a Totò Cuffaro alla fine degli anni '90 tanto da essere stato proposto come candidato a sindaco di Palermo, l'avvocato Armao è tra i protagonisti della politica siciliana degli ultimi 30 anni. È stato assessore all'Economia nel governo di Raffaele Lombardo, poi nel 2017 Silvio Berlusconi, dopo averlo incontrato ad Arcore, lo candidò alla presidenza della Regione salvo poi ritirare la candidatura dopo l'accordo trovato con Nello Musumeci che vinse le elezioni con Armao che fu nominato, ancora una volta, alla guida dell'assessorato all'Economia. Dopo la brevissima parentesi con Carlo Calenda che lo candidò a governatore quattro anni fa con Azione, Armao è tornato tra le fila del centrodestra.
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