domenica 4 ottobre 2026

Isolare Kaliningrad?

[Preferisco una sconfitta consapevole della bellezza dei fiori, piuttosto che una vittoria in mezzo ai deserti, una vittoria colma della cecità dell'anima, di fronte alla sua nullità separata.  Fernando Pessoa] La Russia è pronta a combattere anche per lo 0,01 del territorio del Donetsk: lo afferma il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, come riporta Interfax. "Anche per un centesimo di percento.È la Federazione Russa. Non c'è nulla da discutere al riguardo", ha affermato Peskov. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia preferisce risolvere il conflitto con mezzi pacifici "ma finché ciò sarà impossibile, combatteremo e combatteremo con determinazione. E coloro che ritengono possibile nutrire piani per sferrare un colpo devastante contro la Russia ne pagheranno il prezzo, proprio come ora l'Ucraina" "Mi sono recato a Kiev oggi perché l'Ucraina ha bisogno di tutto il nostro sostegno nelle prossime settimane". Lo ha dichiarato Merz in un comunicato diffuso dopo il suo arrivo nella capitale ucraina dove il Cancelliere tedesco è arrivato per una visita non annunciata volta a dimostrare sostegno al Paese nel conflitto contro la Russia. "Se la Russia non verrà fermata, la sua macchina bellica finirà prima o poi per rivolgersi contro di noi". L'Europa "sta conducendo una guerra contro la Russia, su questo "non c'è dubbio". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, citato dalle agenzie russe. La Russia, attraverso la sua ambasciata in Belgio, ha scritto alla Nato per protestare contro la linea "avventurista e irresponsabile" dell'Alleanza, che comprenderebbe esercitazioni volte a simulare "l'isolamento" dell'exclave di Kaliningrad, che aumenta "notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto". La Russia è pronta a ricorrere "all'intero arsenale di armi a sua disposizione" per difendere il proprio territorio, recita la dichiarazione. La Nato conferma di aver ricevuto la missiva e di aver anche risposto, denunciando "le minacce" di usare la forza da parte della Russia e ricordando la natura difensiva dell'Alleanza. L'Ucraina potrebbe avere bisogno nel 2027 "fino a 70 miliardi di euro" in più di quanto preventivato per poter continuare a resistere all'invasione russa (in aggiunta dunque ai 45 miliardi già previsti dal prestito Ue). Al momento sarebbero in corso contatti approfonditi tra Bruxelles e Kiev per definire le esigenze con precisione e produrre un report da sottoporre ai 27, forse già al consiglio europeo di ottobre. Per quanto riguarda il 2026, invece, non ci sono 'buchi' nell'assistenza ma è "fondamentale" che la Rada approvi le riforme previste. Per quanto riguarda la ripartizione dei 70 miliardi che potrebbero rendersi necessari, la quota maggiore sarebbe destinata al supporto macrofinanziario (circa 40 miliardi) per la tenuta dello Stato, mentre la parte restante (circa 30 miliardi) è specificamente dedicata agli aiuti per la difesa, dove il quadro sul campo si evolve con straordinaria rapidità, ad esempio per la comparsa dei droni a reazione russi. Se lo scenario sarà confermato, si tratterrà per i 27 di una tegola aggiuntiva in un momento in cui i bilanci sono già sotto pressione a causa dello shock inflattivo dovuto alla guerra in Iran. "L'Europa non può far fronte a tutto questo da sola", spiega però un alto funzionario europeo. Il ruolo dei partner viene dunque definito "cruciale".Al netto del fatto che gli Usa di Donald Trump si tireranno fuori, restano Paesi amici come Canada, Regno Unito, Norvegia, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud -- peraltro sono previsti dei summit con Londra e Ottawa da qui alla fine dell'anno e non è escluso che tra i criteri previsti per una maggiore integrazione futura con l'Ue ci sia un contributo finanziario "strutturale" al sostegno di Kiev. Naturalmente non gioca a favore dell'Ucraina l'incertezza nata dall'estate in poi sullo stato del bilancio e lo spettro della corruzione, benché gli alleati siano disposti a concedere tutte le attenuanti del caso per un Paese piagato da quasi cinque anni di conflitto. Ecco perché il tema delle riforme diviene cruciale. Tutto ciò crea una situazione di forte stress politico a Kiev, dato che i parlamentari ucraini si vedono recapitare leggi 'blindate' che sono obbligati a votare in tempi record e con margini di modifica minimi, pena il congelamento dei fondi. Il Consiglio Ue ha adottato oggi misure restrittive nei confronti di dieci russi legati all'esclusione del partito Yabloko dalle elezioni della Duma a settembre, a causa di asserite violazioni del diritto d'autore, estremismo e altri illeciti. Sono stati inseriti tra l'altro nella lista delle sanzioni tre giudici della Corte Suprema a un funzionario della Procura Generale coinvolti nella decisione di escludere il partito. Yabloko è l'unico partito politico a  essersi opposto alla guerra all'Ucraina. Nell'elenco anche il giudice che ha condannato Lev Shlosberg, di Yabloko, per aver screditato l'esercito russo e altri due giudici.


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