[Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore.] Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la Russia “non vorrebbe vedere l’Iran ritirarsi” dal Trattato di non proliferazione nucleare. Le osservazioni di Peskov arrivano dopo che l’agenzia di stampa iraniana Fars ha citato il vicepresidente del parlamento, Ali Nikzad, secondo il quale Teheran starebbe “valutando il progetto di abbandonare il TNP come una priorità urgente”. “Abbiamo effettivamente sentito tali dichiarazioni da parte del vicepresidente del Parlamento (iraniano, Ali Nikzad). Questa affermazione richiede ulteriori chiarimenti. Non vorremmo vedere l’Iran ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Consideriamo il TNP una pietra miliare della non proliferazione e auspichiamo che l’Iran rimanga una parte importante e responsabile di questo trattato”, ha affermato Peskov. Il ministro del petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, si è dimesso - come reso noto domenica dall'ufficio del presidente - mentre il Paese deve affrontare lunghe code ai distributori di carburante a causa delle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente. "In seguito all'accettazione delle dimissioni di Mohsen Paknejad, Hamid Bord", amministratore delegato della National Iranian Oil Company, "è stato nominato ministro del Petrolio ad interim con un decreto presidenziale", si legge nella nota diffusa dall'emittente di Stato Irib. Il Pentagono sta inviando in Medio Oriente un terzo gruppo d'attacco incentrato sulla portaerei Uss Theodore Roosevelt e ulteriori navi del Corpo dei Marines. La mossa, riferisce il Wall Street Journal, comporterà l'arrivo nella regione di un contingente aggiuntivo compreso tra i 9.000 e i 10.000 effettivi, proprio mentre il presidente Donald Trump valuta la possibilità di riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato.Le navi, i caccia, i Marines e il personale della Marina giungeranno nell'area entro la fine di novembre, hanno riferito i funzionari citati in forma anonima. Trump ha di recente detto ai suoi collaboratori di prevedere la ripresa dei bombardamenti contro l'Iran proprio in quel mese, secondo il Wsj. La Roosevelt ha lasciato domenica la sua base di San Diego per una missione programmata, mentre il gruppo navale anfibio Uss Makin Island, composto da tre navi anfibie con a bordo i Marines della 13/ma Unità di Spedizione, è partito lunedì. Due portaerei, la Uss George H.W. Bush e la Uss George Washington, si trovano già in Medio Oriente. Se la Washington dovesse rimanere dopo l'arrivo della Roosevelt, la regione si troverebbe a ospitare tre gruppi d'attacco di portaerei per la prima volta dallo scorso aprile, quando Iran e Stati Uniti raggiunsero un fragile cessate il fuoco. Oltre alla Bush e alla Washington, anche le navi del gruppo anfibio Uss Boxer sono presenti in Medio Oriente. Il personale militare aggiuntivo imbarcato sulle navi partite questa settimana si sommerà agli oltre 50.000 soldati già presenti nell'area, ha affermato un funzionario. È possibile, tuttavia, che la Washington lasci la regione per fare ritorno alla sua base in Giappone, a Yokosuka, riportando a due il numero di portaerei schierate. Nelle ultime settimane, le forze armate americane hanno inviato due ulteriori batterie di missili Patriot per proteggere gli impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita e in Qatar. Lo riporta Axios, secondo quanto riferito da due funzionari Usa e da una fonte della regione. La mossa degli Stati Uniti punta a rassicurare entrambi gli alleati sulla protezione delle loro infrastrutture energetiche strategiche, nell'eventualità che il presidente Donald Trump decida di far ripartire importanti operazioni di combattimento contro l'Iran.Ieri Trump ha dichiarato di valutare la possibilità di riprendere una campagna di bombardamenti nelle prossime settimane. "Ora devo prendere una decisione: o l'Iran firma l'accordo, oppure non esisterà più", ha affermato.
domenica 4 ottobre 2026
Dopo il midterm
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