[Tra la forma della Vita e la Vita | la differenza è la stessa | di un Liquore fra le Labbra | e un liquore nella Bottiglia | l'ultimo – eccellente da conservare – | ma per l'estatico bisogno | lo stappato è superiore – | lo so perché ho provato. Emily Dickinson] Ieri Oslo, oggi San Pietroburgo: la due giorni di vertici sull’Ucraina si è conclusa con una serie di dichiarazioni incoraggianti sul progresso nei negoziati, ma senza alcuna svolta – almeno nel senso di aver incanalato le conversazioni verso una soluzione a breve termine. L’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha trasmesso le “proposte interessanti” – non meglio specificate – uscite dalla riunione norvegese a un Vladimir Putin che si è di nuovo detto grato per la mediazione dell’amministrazione Trump, senza che al termine di tre ore di colloqui dal Cremlino sia filtrato nient’altro che un assai poco incoraggiante “nulla di grande valore concreto per una risoluzione della crisi”. Anche Volodymyr Zelensky da parte sua ha ribadito in un’intervista a Fox News quella che è la linea di Kiev ormai da lungo tempo: sì a un “congelamento” della situazione sul campo, come punto di partenza per un avvio dei negoziati di pace; in sostanza, una tregua in cui l’unica novità è il fatto che il governo ucraino accetta – ma solo temporaneamente – una realtà che vede un quarto del territorio in mano russa. Questo scenario è però proprio quello a cui da tempo ugualmente lungo Mosca si oppone: un accordo di pace complessivo sì, un cessate il fuoco no, come ieri ha ribadito lo stesso ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov con la formula “nessuna concessione politica”.Il braccio di ferro quindi continua, sullo sfondo di una campagna elettorale per le elezioni di midterm statunitensi in cui l’amministrazione Trump ha cercato di forzare la mano a Zelensky, prima criticandolo apertamente come un ostacolo alla pace, poi – a detta della stampa – autorizzando Elon Musk a ridimensionare temporaneamente l’uso della rete Starlink.La disponibilità di Zelensky a un “accordo di pace” sulla base della situazione attuale – intesa però come punto di partenza e non di arrivo – segue la dichiarazione di Kiev sulla ristabilita condivisione delle informazioni di intelligence sui lanci di missili russi; d’altra parte, il Presidente ucraino ha deciso di non attendere Witkoff al suo ritorno a Oslo, il che non fa presagire progressi troppo positivi dal punto di vista di Kiev. In attesa di segnali più chiari su quali siano le proposte discusse ad Oslo e presentate a San Pietroburgo, sul campo continuano i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche e logistiche ucraine. Anche la “tregua energetica” proposta dall’amministrazione Trump rimane per ora un miraggio – in attesa di un possibile nuovo ciclo di colloqui a tre che secondo fonti russe potrebbe tenersi attorno al 10 novembre ad Abu Dhabi. In tutto ciò la presenza europea rimane limitata: il premier norvegese Jonas Garth Store e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno assistito all’incontro di Oslo, ma è improbabile che abbiano avuto troppa voce in capitolo; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha insistito sul fatto che “la capitolazione dell’Ucraina non è un’opzione, perché significherebbe la capitolazione di tutti noi”: un punto di vista che la Casa Bianca (per non parlare del Cremlino) sembra ora condividere. Bufera in Usa su Steve Witkoff dopo che ha ringraziato e definito "compassionevole" Vladimir Putin per il rilascio di Stephen Hubbard, l'americano in carcere in Russia da quattro anni. "Parla tanto del fatto che il mio presidente, il presidente Trump, sia compassionevole. Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora", ha affermato Witkoff. "Putin è un assassino spietato", ha osservato il senatore conservatore John Corbyn, mentre il deputato repubblicano Don Bacon ha definito le parole di Witkoff un "altro imbarazzo". "Dovrebbe guardare sul dizionario cosa significa compassionevole. Dovrebbe tornare in Ucraina e chiedere alla famiglie dei bambini rapiti e uccisi da Putin se pensano che sia compassionevole", ha detto il senatore repubblicano Thom Tillis. Donald Trump difende Steve Witkoff per aver definito Vladimir Putin compassionevole dopo il rilascio di Stephen Hubbard. "Suppongo che si potrebbe dire per quel motivo in particolare, allo scopo di permettere a un uomo che pensava di finire in prigione a vita di uscire", ha detto il presidente. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance, in un’intervista trasmessa la notte scorsa sul canale YouTube di 2Way, ha dichiarato che l’Ucraina dovrebbe smettere di prendere di mira le infrastrutture energetiche russe. Alla domanda “l’Ucraina è un’alleata degli Stati Uniti?”, Vance ha risposto che si tratta “in un certo senso, di un partner. Ma credo che, a volte, i nostri interessi divergano. Ad esempio, ritengo forse che debbano effettuare attacchi contro le infrastrutture russe legate al combustibile, che finiscono per far aumentare i costi dell’energia per gli americani? No. Certo, collaboriamo con loro su alcune questioni e continueremo a farlo, ma ritengo che dovrebbero smettere di bombardare le infrastrutture energetiche russe”, ha affermato. Sollecitato a chiarire la distinzione tra “alleato” e “partner”, Vance ha sottolineato che “non esiste un’alleanza formale con l’Ucraina”. “Continueremo a lavorare insieme su alcuni fronti, ma su altri saremo in disaccordo”, ha concluso. "Ci stiamo avvicinando alla risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina; forse è il punto in cui siamo stati più vicini finora". Lo ha detto Donald Trump. Le forze armate ucraine hanno lanciato nella notte un attacco con droni sulla città russa di Lipetsk, situata a 335 chilometri a est del confine. È stato colpito un edificio a più piani e ci sono state diverse esplosioni in tutta la città. Secondo quanto riferito dal governatore della regione, l'attacco ha provocato un ferito, che è stato ricoverato in ospedale. Lipetsk ospita l'acciaieria di Novolipetsk che rappresenta circa il 20% della produzione totale di acciaio grezzo della Russia ed è il più grande stabilimento siderurgico del paese. Oltre 600 droni sono stati lanciati nella notte verso la città di Mosca. La maggior parte è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea russe nelle zone periferiche. Lo ha riferito - come riporta la Tass - il sindaco della capitale, Sergej Sobjanin: "Nel periodo compreso tra le 20,30 del 21 ottobre e le 4 del 22 ottobre, 630 droni si sono diretti verso la regione di Mosca". L'attacco ha provocato due feriti.
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