[La distanza non è un ostacolo, è solo una prova di quanto un amore possa viaggiare lontano. Isabel Allende] La giurista sudafricana Navanethem 'Navi' Pillay vince il Premio Nobel per la pace 2026. Navanethem 'Navi' Pillay, è stato spiegato durante la proclamazione, ha dimostrato "eccezionale coraggio e integrità" nel suo lavoro contro "i crimini di guerra". Nella sua veste di presidente della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato dell'Onu, l'anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. "La Commissione stabilisce che Israele è responsabile della commissione di un genocidio a Gaza - aveva dichiarato Pillay in quella occasione. È evidente che sussiste l'intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio". Nata il 23 settembre 1941, ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l'Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell'aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte. "Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno". Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in una nota. "Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta. Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente". "Il comitato per il Premio Nobel ha perso il suo bussola morale. Ha conferito il suo più alto onore a una bigotta che ha costruito la sua carriera inventando e diffondendo libelli di sangue contro l'unico Stato ebraico". È il duro commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu al Nobel per la pace a Navi Pillay. Una "donna che ha diffuso la demonizzazione degli ebrei e una parodia della giustizia", si legge sull'account ufficiale del primo ministro israeliano. La Corte penale internazionale dell’Aia respinge le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che per la prima volta colpiscono l’istituzione nel suo complesso e non soltanto singoli giudici e procuratori. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato il divieto di effettuare transazioni con la Corte, accusandola di voler perseguire cittadini americani e rappresentanti di Paesi alleati, tra cui Israele. La presidente Tomoko Akane denuncia un attacco al diritto internazionale e alle vittime dei crimini più gravi. Le misure arrivano dopo mesi di sanzioni contro singoli magistrati e poche ore dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace all’ex giudice della Corte Navi Pillay. Washington, che non aderisce alla Corte, minaccia di paralizzarne le attività. “Oggi, con una decisione senza precedenti nella storia, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla Corte penale internazionale in quanto istituzione. Questo fa seguito a una serie di provvedimenti contro alcuni giudici e procuratori indipendenti che operano al servizio della giustizia. La Corte respinge fermamente queste sanzioni”. “È un attacco contro gli Stati sovrani che hanno creato la Corte. È un attacco contro l’ordinamento giuridico internazionale più in generale. È un attacco contro le vittime delle atrocità di massa, che hanno aspettato anni, a volte decenni, perché i responsabili fossero chiamati a risponderne. Ogni misura adottata contro la Corte si ripercuote, in ultima analisi, su quelle vittime”. “Di fronte a questi attacchi non possiamo rimanere indifferenti. Tutti noi, compresi gli Stati membri, abbiamo il dovere giuridico e morale di agire in difesa dell’ordine internazionale, di difendere il diritto, non la forza. Saremo giudicati dalla storia per le scelte che facciamo oggi. Vi prometto che la Corte penale internazionale continuerà il proprio lavoro senza lasciarsi intimidire, con la ferma determinazione che la giustizia debba prevalere”. “Grazie mille, se applaudite ancora un po’ potrei dividere questo premio con Trump”. Navi Pillay ha commentato con una battuta l’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2026. Il riferimento è a quanto avvenuto l’anno scorso, quando la vincitrice Marìa Corina Machado aveva davvero donato la sua medaglia al presidente Usa durante un incontro alla Casa Bianca. La prima reazione della giurista, paladina dei diritti umani, è stata raccolta mentre si trovava al tribunale di Norimberga, nel video girato, e diffuso poi su X, dalla segretaria generale di Amnesty International, Agnés Callamard. Dopo il momento di applausi e risate, Pillay, 85 anni, ha ricordato il suo impegno nella commissione di inchiesta indipendente Onu che ha accusato Israele di compiere un genocidio a Gaza. “Una delle reazioni principali a quel rapporto è stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio, e potete immaginare quanto ne sia rimasta sorpresa – ha detto – Perché mai ci vorrebbe coraggio per dire la verità? Si interpreta la legge, si esaminano tutti i fatti, quindi si tratta di un processo decisionale imparziale”. "C'è anche l'Italia fra i Paesi occidentali che pubblicheranno una dichiarazione per confermare fiducia nella Corte penale internazionale e ribadire di essere contrari alle sanzioni Usa alla Corte Penale Internazionale": lo affermano fonti della Farnesina. "Verrà confermato - si spiega - il sostegno alla Corte: assieme a paesi come Germania, Francia, Giappone e Canada, l'Italia ricorda il suo sostegno all'indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi". "L'Italia - aggiungono le fonti - e gli altri Paesi sostengono di voler portare avanti un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non Parte dello Statuto di Roma, come sono gli Stati Uniti". E il nostro Paese, assieme ai partner dichiara di "prendere atto con soddisfazione del lavoro svolto dalla Corte per prepararsi all'adozione di tali sanzioni, affinché la Corte possa continuare ad adempiere al proprio mandato ai sensi dello Statuto di Roma". L'Italia, quindi, "ribadisce il suo incondizionato sostegno affinché la Corte possa farlo"."Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa". Lo ha detto il segretario di Stato marco Rubio annunciando sanzioni alla Corte Penale Internazionale, secondo quanto riportato da Reuters sul proprio sito. "Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte Penale Internaizonale di perseguire cittadini americani", ha messo in evidenza.
venerdì 9 ottobre 2026
A Pillay Nobel per la pace
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