domenica 20 settembre 2026

Una donna convincerà Donaldo?

[Come non usurpiamo ciò che non è nostro, così non lasceremo mai agli altri la nostra terra. VOLODYMYR ZELENSKY] La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha confermato di aver avuto mercoledì una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per discutere questioni commerciali. Durante una conferenza stampa a Irapuato, la leader ha spiegato di non aver reso nota la conversazione, come già accaduto in passato, per l'assenza di un'intesa definitiva da annunciare. Nel colloquio, il numero 22 tra i due, il Messico ha cercato di convincere gli Stati Uniti a ridurre i dazi su acciaio, alluminio e automobili. "Quello che posso dirvi è che stiamo andando avanti, la possibilità di un accordo avanza bene e la telefonata è stata positiva", ha dichiarato.   Alla chiamata hanno partecipato anche i ministri messicani dell'Economia e degli Esteri. Riferendosi ai negoziati bilaterali, la presidente ha aggiunto: "Non c'è ancora un accordo chiuso e stiamo facendo il possibile per arrivarci presto nel rispetto della nostra sovranità", ribadendo che l'integrazione economica genera occupazione in entrambi i Paesi.    Sheinbaum è però consapevole che la tensione tra Washington e Ottawa sta mettendo a rischio il trattato nordamericano.     L'imposizione di tariffe statunitensi per 20 miliardi di dollari sui prodotti canadesi e le ritorsioni tra il 15% e il 50%, unite proprio a queste trattative separate, ne hanno ormai minato l'essenza. Il governo federale del Messico manterrà per la seconda settimana consecutiva il sussidio completo sul diesel, incrementando contemporaneamente gli sgravi fiscali per la benzina normale e per quella ad alti ottani. Questa misura riduce le entrate statali per proteggere i consumatori dai rincari del petrolio, causati dalle tensioni in Medio Oriente. Le agevolazioni ammonteranno a circa 22 centesimi di dollaro al litro per il carburante standard e a 17 centesimi per quello superiore, mentre l'imposta sul diesel resterà azzerata.     Intanto, le quotazioni internazionali del greggio hanno iniziato a scendere. Il barile di Brent ha chiuso a 103.87 dollari e il Wti a 100.30 dollari, spinti dalle aspettative di una riattivazione degli impianti in Arabia Saudita. L'analista Norman Liebke ha sottolineato che "questa caduta è dovuta quasi interamente alle notizie stampa secondo cui l'Arabia Saudita intende ripristinare nei prossimi giorni la capacità dell'oleodotto almeno al 50%".     L'infrastruttura saudita era rimasta bloccata dopo gli attacchi subiti. "Se le operazioni dovessero effettivamente riprendere come annunciato, i prezzi del petrolio potrebbero registrare un nuovo calo, ancora più pronunciato", ha precisato l'esperto. Nel frattempo, negli Stati Uniti il costo al pubblico del diesel ha toccato un record, superando i sei dollari al gallone. Il ministero della Difesa del Messico ha reso noto che l'esercito degli Stati Uniti ha distrutto tre droni sul proprio territorio, a ridosso del confine con lo Stato di Tamaulipas. I velivoli, impiegati dai cartelli per sorvegliare i movimenti delle autorità, sono stati abbattuti dalle forze statunitensi nella notte tra il 25 e il 26 agosto.     L'istituzione messicana ha precisato che l'intervento si inserisce nelle operazioni bilaterali in vigore dal 5 febbraio 2025, che prevedono ricognizioni simultanee lungo la frontiera per "evitare il traffico di armi e droga".     Washington ha segnalato alla controparte messicana di "aver rilevato e disattivato nel proprio territorio sovrano" i dispositivi tramite un "sistema laser multiuso ad alta energia dell'esercito". I droni con caratteristiche commerciali venivano utilizzati dai trafficanti per monitorare le pattuglie e agevolare il passaggio illegale di clandestini. 

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