sabato 19 settembre 2026

Tempi supplementari truccati

[Vengono il tempo e l'occasione, vengono quando due persone si fermano: allora si incontrano. Dal libro "Non ora non qui”, di Erri De Luca] Continua a fornire nuovi scenari la 'partita' in seno alla Fifa del presidente Gianni Infantino che, sotto attacco da parte delle federazioni europee dopo la scoperta del progetto segreto di vendere i diritti di Mondiale, sempre alla ricerca di consensi in vista delle elezioni del 2027 del massimo organo calcistico a livello globale. E così mentre il manager italo svizzero, che l'Uefa vuole denunciare penalmente per il suo piano, ha incassato  il sostegno del presidente della Federcalcio namibiana, Robert Shimooshili, l'occhio del ciclone si sposta anche sulla figura di Greg Maffei, ex ceo di Liberty Media, società che detiene i diritti della Formula 1, considerato architetto finanziario dell'operazione finita sotto accusa. Maffei - secondo quanto scritto nella richiesta della Uefa alla Corte distrettuale Usa per avere accesso alla documentazione di due società della Fifa - è attualmente Ceo di BANN Ventures ed è stato incaricato come 'consulente commerciale chiave' di Infantino per la transazione. Il manager americano, che ha trasformato la Formula 1 in un prodotto globale acquistandola per conto del miliardario John Malone nel 2017 da Bernie Ecclestone per la cifra di 8 miliardi di dollari, ha un curriculum stellare che include ruoli di vertice in colossi quali Microsoft, Oracle, Electronic Arts e Starbucks. Nel 2024 ha finalizzato anche l'acquisto dell'86% della MotoGP (Dorna) per 4,2 miliardi euro per poi dimettersi alla fine dello stesso anno 2024 e restare Senior Advisor di Liberty. Nato nel 1960 a New York, di lontane origini italiane,laurea a Dartmouth e MBA ad Harvard, nonché discepolo di Bill Gates e John Malone, Maffei è conosciuto come il più grande "deal-maker" dello sport/entertainment americano, mentre si è distinto per avere uno stile molto riservato ed essere un super tecnico sui numeri. A lui è attribuito il merito d'aver fatto diventare la F1 da sport europeo di nicchia a show globale da 2,5 miliardi di ricavi annui. Insomma un uomo business first che in passato è arrivato a infastidire alcuni pesi massimi che nessuno vorrebbe avere contro come l'Antitrust americano, l'Unione Europea e Donald Trump. Uno dei nemici di Maffei è lo spagnolo Alejandro Agag, capo della Formula E, che non ha gradito la parziale acquisizione della MotoGp da parte di Liberty Media rivolgendosi all'Unione Europea per la concentrazione di potere in sede della futura contrattazione dei diritti televisivi. 


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