[La vita come il cubo di Rubik. Piena di colori? No, non ci riesco. ilBomma, Twitter] La Commissione europea ha inviato richieste di informazioni a oltre 30 società di intelligenza artificiale nell'ambito delle prime azioni di applicazione dell'AI Act. Lo ha riferito il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa. "Abbiamo inviato una serie di richieste di informazioni, le prime nell'ambito delle azioni di enforcement avviate dalla Commissione, a più di 30 società di IA in due principali aree", ha spiegato. La Commissione, ha aggiunto, non renderà noti per il momento i nomi delle aziende destinatarie, dal momento che "si tratta di semplici richieste di informazioni" e "il dialogo continua con tutte le società". Interpellato in particolare su OpenAI e Anthropic e sui rischi informatici legati ai loro modelli, Regnier ha sottolineato che Bruxelles prende "estremamente sul serio i rischi di cybersicurezza" e ha confermato che il lavoro con entrambe le società prosegue. "Abbiamo avuto scambi molto recenti sia con Anthropic sia con OpenAI, anche su questi rischi", ha precisato, confermando quindi contatti tra la Commissione e le due società in seguito alle questioni di sicurezza sollevate nelle ultime settimane. Regnier non ha tuttavia precisato se OpenAI e Anthropic figurino tra le aziende che hanno ricevuto le richieste formali di informazioni. Invitato a partecipare a una riunione del G20 nella Carolina del Nord, il miliardario statunitense Elon Musk chiede di procedere con cautela nella regolamentazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale (IA), ritenendo che un approccio europeo sarebbe dannoso per l’innovazione. “È necessario un contesto normativo sostanzialmente libero, il che significa che le novità devono, per default, essere considerate legali, non il contrario”, afferma. “È necessario disporre di un contesto relativamente libero da regolamentazioni, nel senso che le novità devono essere considerate legali per default, anziché illegali per default. Nell’Unione Europea, ad esempio, il livello di regolamentazione è straordinariamente elevato e le novità sono generalmente considerate illegali per default. Ciò ostacola il progresso delle nuove tecnologie: lo rallenta, senza fermarlo del tutto, ma rallentandolo in modo piuttosto significativo”, ha dichiarato il ceo di Tesla e SpaceX. “L’anno prossimo si registrerà una significativa carenza di energia. Quindi non si tratta di un futuro lontano. Credo che, secondo le stime di consenso tra gli analisti che seguono da vicino il settore dell’IA, nel 2027 ci sarà una carenza di energia di almeno 15 gigawatt per i chip di IA. Si tratta quindi di un fenomeno forse prevedibile, dato che il ritmo di produzione dei chip per l’intelligenza artificiale sta aumentando a un ritmo incredibilmente rapido, dell’ordine del 40-50% all’anno, mentre l’energia disponibile al di fuori della Cina cresce solo del 10-20% all’anno”, ha aggiunto. “In effetti, a questo punto direi anch’io che ci sono delle difficoltà relative all’approvvigionamento energetico già prima del prossimo anno; ecco perché Google, Anthropic e molte altre aziende stanno effettivamente noleggiando potenza di calcolo da SpaceX, dato che finora siamo stati in grado di implementare l’IA meglio di chiunque altro. Ma l’unico modo per riuscirci è costruire le nostre centrali elettriche”. “Tra dieci anni ci saranno robot umanoidi, e credo che questa sia una stima prudente, tra l’altro. È su questo che sarei disposto a scommettere una somma considerevole: che tra dieci anni ci saranno almeno un miliardo di robot e che questi robot avranno una produttività almeno cinque volte superiore a quella di un essere umano, il che significa che quel miliardo di robot umanoidi sarà più produttivo di tutti gli esseri umani messi insieme”.
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