giovedì 24 settembre 2026

Giustizia per Amia

[Chì ùn spera s'addispera. Chi non spera si dispera.] La giustizia argentina ha annunciato oggi il rinvio a giudizio in contumacia sette cittadini iraniani e uno libanese tutti accusati di aver organizzato e partecipato all'attentato alla sede della mutualità ebraica (Amia) di Buenos Aires, che provocò 85 morti il 18 luglio del 1994. Tra gli imputati - ai quali è stato inoltre comminato un embargo complessivo di beni per 500 milioni di dollari - figurano ex funzionari di spicco del regime degli ayatollah come Ali Fallahijan, all'epoca ministro dell'Intelligence; Ali Velayati, allora ministro degli Esteri; Mohsen Rezai, comandante delle Guardie Rivoluzionarie; e Ahmad Vahidi, comandante delle milizie Quds.     L'accusa ritiene che l'attentato venne ordinato dai vertici del governo iraniano ed eseguito con il sostegno logistico di una cellula di Hezbollah che operava clandestinamente nel Paese e nella zona della cosiddetta Triple Frontera tra Argentina, Paraguay e Brasile. Tra gli incriminati figura infatti anche il membro libanese di Hezbollah, Salman Raouf Salman, identificato come il responsabile del coordinamento della fase finale dell'attacco.     Il procuratore generale dell'Argentina, Juan Bautista Mahiques, ha commentato in un post sui social che "l'atto di accusa emesso dalla magistratura federale nel caso Amia rappresenta una pietra miliare nella lotta contro l'impunità".     "Grazie alla legge che consente i processi in contumacia i responsabili sono stati oggi incriminati in quanto autori dell'attentato e a breve si svolgerà in Argentina un processo orale relativo a questi fatti. Un passo storico per le 85 vittime, le loro famiglie e l'intera società argentina", ha aggiunto Mahiques. 


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