[Per tutta la vita ho visto politici che si vantavano della loro povertà, di come sono sorti dal nulla, quanto poveri fossero i loro genitori e i loro nonni. E mi sono detto, se sono rimasti poveri per così tante generazioni, forse questo non è il tipo di persona che vorremmo eleggere come alto funzionario. Quanto possono essere intelligenti? Sono degli idioti. C’è una percezione positiva della povertà da parte degli elettori.] L'Unione europea si appresta ad entrare in un anno elettorale che definirà il suo destino. Fra pochi mesi gli equilibri nel Consiglio Ue, dove si decidono i dossier e dove nel voto a maggioranza qualificata pesa anche la popolazione, e nel Consiglio europeo dove i leader decidono l'indirizzo politico, potrebbero essere del tutto diversi da come li conosciamo oggi. Saranno dieci, infatti, Paesi membri che andranno alle urne, a partire dall'Italia. Il 3 ottobre la Lettonia eleggerà il nuovo Parlamento. Il premier Andris Kulbergs, subentrato al governo di centrosinistra di Evika Siliņa, parte favorito, ma il sistema proporzionale e la frammentazione politica rendono improbabile un governo monocolore. Il 25 ottobre è la volta della Bulgaria, alle prese con una lunga instabilità politica, dovrà scegliere il nuovo presidente. Sarà una verifica del nuovo equilibrio creato dalla vittoria parlamentare di Rumen Radev, che ha avvicinato Sofia alle posizioni di Mosca, fermando gli aiuti militari a Kiev. Nella piccola repubblica baltica, le elezioni estoni del 7 marzo 2027 potrebbero provocare un netto cambio di maggioranza; Il premier Kristen Michal guida una coalizione liberale composta dal Partito riformatore e da Eesti 200. I sondaggi danno in testa il partito conservatore Isamaa (Ppe). Nella vicina Finlandia si voterà il 18 aprile: i socialdemocratici dell'SDP guidati da Antti Lindtman puntano a scalzare la coalizione di centrodestra guidata dal premier popolare Petteri Orpo. Il 18 aprile è il primo vero appuntamento cruciale. I francesi saranno chiamati a scegliere il loro presidente. Marine Le Pen, che l'ha spuntata sul giovane Jordan Bardella, correrà per la quarta volta sotto le insegne del Rassemblement National. I sondaggi la vedono avanti rispetto ma molto dipenderà dalle aggregazioni dei centristi e dal ballottaggio, a cui punta il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon. Nel 2027, probabilmente in primavera, sono previste le elezioni legislative in Grecia, annunciate dal premier Kyriakos Mitsotakis per la primavera. La data non è ancora stabilita. I sondaggi danno in testa il partito del premier uscente Nuova Democrazia (Ppe), che stacca di molto Elas-Alleanza della sinistra di Alexis Tsipras e il Pasok. Entro il 22 agosto la Spagna dovrà rinnovare il Parlamento. Il leader di riferimento dei socialisti europei, Pedro Sánchez, potrebbe andare incontro a una brutta sconfitta e lasciare il posto a un'inedita maggioranza dei popolari del PP con i sovranisti di Vox (Patrioti). Le elezioni legislative slovacche sono attese entro il 28 settembre. La data non è ancora stata fissata. Il confronto principale oppone lo Smer-SD del premier filorusso Robert Fico a Slovacchia Progressista (Renew) di Michal Šimečka. I sondaggi danno un esito incerto. Varsavia andrà alle urne entro l'11 novembre. La coalizione europeista di Donald Tusk avrà una destra in crescita, che arriva però al voto divisa in quattro blocchi: il PiS, spostato su posizioni sempre più radicali, il nuovo progetto dell'ex premier Mateusz Morawiecki, gli estremisti di Konfederacja e della Confederazione della Corona polacca.
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