domenica 30 agosto 2026

Sogno o incubo?

[Ma le vostre mogli lo sanno che siete single? manuela_reich, Twitter]  “L’alternativa a un sogno è un incubo, e non vedo altra soluzione se non una che riconosca il diritto del popolo israeliano all’autodeterminazione e quello del popolo palestinese ad avere un proprio Stato”. Lo ha detto Joseph Weiler, professore alla Nyu Law School e senior fellow a Harvard, all’incontro del Meeting di Rimini sulle prospettive di pace in Medio Oriente, introdotto dal presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz. Il giurista ha indicato nella polarizzazione del discorso pubblico uno dei principali ostacoli alla pace: “Se muovi una critica ai palestinesi ti danno subito del colonialista; se critichi la politica del governo israeliano ti dicono che sei antisemita”. Sulle possibili aperture negoziali, Weiler ha posto l’accento, oltre che sulla paura di una distruzione totale, sulla stanchezza profonda che attraversa la società israeliana: un logoramento dello status quo guerriero che, unito all’esigenza di non perdere ulteriore umanità, può preparare il terreno politico per dire basta. Sul piano geopolitico, Olivier Roy, docente all’Istituto universitario europeo di Firenze, ha analizzato il mutamento degli equilibri regionali: il tradizionale “fronte del rifiuto” si è frammentato e il mondo arabo si muove ormai sulla base dei propri interessi nazionali, mentre Israele non ha di fronte oppositori strutturati in grado di fare da contraltare e la popolazione civile continua a subire le conseguenze della guerra. Roy ha però sottolineato la straordinaria resilienza delle persone a Gaza e in Libano, pronte a tornare e a ricostruire anche dopo le distruzioni più violente.  L'esercito israeliano afferma su X che nel raid condotto ieri nel nord della Striscia di Gaza, a Jabalia, sono stati uccisi due operativi di Hamas, tra cui un comandante della forza d'élite Nukhba che aveva partecipato all'incursione in Israele del 7 ottobre 2023. Secondo quanto riferito dall'Idf, la vittima è Abd al-Fatah Abu al-Eish, comandante della Nukhba Force. Nel raid sarebbe stato ucciso anche Raed Adel Mohammed Alyan, descritto dall'esercito come un operativo di Hamas. L’Idf ha rivendicato l'attacco nonostante il cessate il fuoco, sostenendo che i due uomini stavano portando avanti attività contro le truppe e i civili israeliani e cercando di ricostituire le capacità operative di Hamas, in violazione dell'accordo di tregua. Secondo l'esercito israeliano, il raid è stato condotto per "rimuovere la minaccia".    "I governanti criminali degli Stati Uniti e il falso regime sionista sono acerrimi nemici dell'unità islamica e dell'intera Umma islamica, comprese le popolazioni dell'Asia occidentale e del Nord Africa", ha dichiarato intanto la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Rivolgendosi ai Paesi islamici ha aggiunto: "Riconoscete dunque i vostri veri nemici e contrastate il piano di questi malintenzionati e nemici dell'Islam, che consiste nell'esaltare le differenze all'interno dell'Umma islamica per indebolirla e dominarla".  In un messaggio in occasione della Settimana dell'Unità Islamica in Iran, Khamenei ha aggiunto: "I tiranni del mondo, guidati dagli Stati Uniti criminali, hanno tolto le maschere ingannevoli dal volto ripugnante dei loro obiettivi coloniali e dei loro piani arroganti ed egemonici, e si sono sfilati i guanti di velluto, mostrando al mondo intero i loro artigli insanguinati. Ora è essenziale che i Paesi islamici rafforzino l'unità e la sinergia per difendersi reciprocamente dall'empietà. Dovrebbero risolvere i loro problemi attraverso l'unità di intenti, l'amicizia e la cooperazione sulla via del bene". Secondo la televisione di Stato, Khamenei ha inoltre esortato il popolo iraniano a rafforzare l'unità e a non permettere, in nessuna circostanza, che sorgano divisioni al proprio interno.


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