[Non puoi dire ad un uomo “cerca di capire”. Una cosa alla volta, o cercano o capiscono. Oleandrobianco_, Twitter] L'ex presidente colombiano Gustavo Petro ha accusato un settore del governo degli Stati Uniti di avere impedito durante il suo mandato la cattura o l'uccisione dei principali capi dei gruppi armati e del narcotraffico per motivi politici. In un messaggio su X, Petro ha raccontato di avere autorizzato 25 bombardamenti contro obiettivi nei quali l'intelligence militare aveva localizzato i vertici delle organizzazioni criminali, senza però che nessuno dei principali obiettivi venisse colpito. Secondo l'ex presidente, i responsabili riuscivano sistematicamente a fuggire poco prima degli attacchi. Petro ha detto di avere inizialmente sospettato un'infiltrazione ai vertici dell'Esercito e di avere espresso i suoi dubbi alla leadership militare. A suo giudizio, avrebbe poi scoperto che i principali obiettivi del narcotraffico erano sotto il controllo dell'intelligence statunitense, che ne avrebbe deciso la sorte. Inoltre, ha scritto su X che un settore dell'amministrazione Usa avrebbe evitato la cattura dei capi per indebolire il governo progressista colombiano. Petro ha comunque sottolineato di avere mantenuto la cooperazione antinarcotici con Washington e con le altre agenzie straniere. Primo colpo ai gruppi armati per il nuovo governo colombiano di Abelardo de la Espriella. L'esercito ha catturato "El Bonito" uno dei principali leader dei Comandos de Frontera, gruppo armato residuale attivo nel sud del Paese. L'operazione, condotta nel comune di Guamal, nel dipartimento del Meta, è stata annunciata dalle autorità come un duro colpo all'organizzazione, accusata di seminare il terrore tra le comunità locali. La cattura, eseguita sulla base di un mandato giudiziario e grazie a un'operazione di intelligence, è stata celebrata dal presidente De la Espriella, che ha promesso una linea dura contro i gruppi criminali e armati. "Per i delinquenti è finita l'impunità", ha scritto il nuovo capo dello Stato sulle sue reti sociali, sostenendo che l'autorità dello Stato deve essere rispettata. Il blitz arriva mentre il governo prepara una nuova strategia per il ripristino della sicurezza nei territori più colpiti dalla violenza. Abelardo De la Espriella, esponente della destra, ha assunto ufficialmente la presidenza della Colombia per il mandato 2026-2030 con una cerimonia di insediamento davanti al Congresso della Repubblica. Il nuovo capo dello Stato ha fatto il suo ingresso nell'auditorium di Cali accompagnato dalla moglie Ana Lucía Pineda, nuova first lady, e dai quattro figli Lucía, Salvador, Filippo e Francesca. Dopo aver ricevuto la banda presidenziale, De la Espriella ha prestato giuramento davanti al presidente del Congresso Miguel Henríquez Pinedo. L'esercito colombiano ha sparato 21 colpi di cannone in omaggio al nuovo presidente, secondo il protocollo previsto per l'insediamento del capo dello Stato. "È un grande giorno per la democrazia, la Colombia si è salvata e costruiremo tutti insieme la Patria Milagro", ha dichiarato il nuovo mandatario salutando i presenti. Prima dell'inizio degli atti ufficiali, la cantante Maia ha interpretato l'inno nazionale colombiano.De la Espriella ha aperto il suo primo discorso da presidente della Colombia promettendo di "essere il presidente di tutti i colombiani" e definendo il suo progetto una nuova "rigenerazione" nazionale, con uno "Stato nazionale forte" e regioni più autonome. Sul fronte della sicurezza, ha impartito alle Forze armate "l'ordine perentorio di combattere tutte le strutture criminali". "I gruppi criminali e del narcoterrorismo hanno due strade: sottomettersi all'impero della legge o affrontare la forza decisa dello Stato colombiano", ha avvertito. Ha annunciato una lista dei gruppi narcoterroristi e la costruzione di megacarceri. Priorità anche all'eradicazione della coca, che "non si combatte con statistiche truccate o mappe manipolate, ma estirpandola dalla terra". In economia ha promesso il congelamento della spesa pubblica e una riforma fiscale. "L'imposta sul patrimonio sarà eliminata", ha detto, indicando il rilancio di Ecopetrol come "priorità definitiva e assoluta" e annunciando il "fracking responsabile e sostenibile". In politica estera, ha promesso di "rafforzare le relazioni con tutti i Paesi del mondo" e di consolidare le alleanze con le nazioni che condividono "i valori della democrazia, della libertà e del rispetto della dignità umana". "Recupereremo il ruolo di leadership" della Colombia in Iberoamerica e nell'emisfero, ha detto, annunciando lo "Scudo delle Americhe" contro il crimine transnazionale. In chiusura, la promessa di "estrema coerenza" tra parole e fatti: "Tutto per la patria, niente senza di essa. Fermi per la patria. Viva Cristo Re!". La cerimonia si è chiusa sulle note di "Vincerò", interpretata da Luciano Pavarotti.
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