venerdì 28 agosto 2026

Paura alla Fifa

[I single in spiaggia li riconosci subito. Sono quelli con la crema abbronzante solo davanti. mamo3pallille, Twitter] Coral Gables, Suite 400 del 396 di Alambra Circle, Florida. E' lì, negli uffici di due società create per organizzare il Mondiale americano, che secondo l'Uefa si nascondono i segreti di Gianni Infantino nell'operazione 'Mondiale privato'. Il nuovo capitolo della guerra globale del calcio ha un risvolto legale da scandalo internazionale. Il calcio europeo è infatti pronto a denunciare il presidente Fifa alla giustizia penale elvetica, per "cattivo 'management' a carattere criminale", e ha perciò chiesto a una Corte della Florida di ordinare l'acquisizione dei documenti delle due società. Riunite a Monaco, in occasione del sorteggio Champions, le 55 federazioni dell'Uefa hanno ufficializzato la scelta di sospendere il boicottaggio dei tornei mondiali vista la rinuncia al piano della Ffe, che però "non cancella l'inganno, l'intimidazione e l'abuso di potere". Serve una profonda revisione della governance, che non può essere retta da "un singolo individuo", Gianni Infantino, al quale dopo l'Italia anche la Turchia ha oggi ritirato il proprio sostegno. Ma di più, la lotta non è più u solo politica: tutti gli europei hanno scelto la via legale. Per rafforzare la accusa che sarà presentata alla magistratura Svizzera, l'Uefa ha chiesto alla corte distrettuale della Florida di emettere un'ordinanza che imponga alla Fifa Americas e alla Fwc2026 di mettere a disposizione i documenti cartacei e digitali sulla "valutazione" e la "governance" della Ffe, la società pensata come contenitore dei diritti commerciali del Mondiale, già promessi al fondo privato di Kushner jr. nella quota del 20%. L'Uefa si dice convinta che in quei documenti ci siano le prove di una "cattiva condotta a sfondo criminale" di Infantino e, probabilmente, di altri funzionari Fifa. Una tesi tutta da provare, ma per avviare il percorso penale la giustizia svizzera non richiede - ricorda la stessa Uefa - la certezza di provare la colpevolezza. Il progetto Ffe, con la vendita al fondo Thrive già decisa a priori con una valutazione "sottostimata" (4.2 miliardi di dollari per il 20%) e non analizzata da organismi indipendenti, era in realtà - secondo la richiesta presentata alla Corte Usa - "un veicolo per Infantino per trarre profitto dalle risorse più preziose della Fifa". La lunga, articolata richiesta compilata dai legali Uefa (55 pagine in tutto) ed emersa a margine del sorteggio di Montecarlo si basa su alcuni punti cardine. Il primo, il segreto. Infantino, che come presidente siede "con" e non "al di sopra" dell'Esecutivo, ci avrebbe lavorato per un anno all'oscuro del 'Council' e persino degli altri dirigenti Fifa. Tutto sarebbe nato da un colloquio a luglio 2025 tra Joshua Kushner, fratello di Jared (demiurgo diplomatico dell'assegnazione del Mondiale a Canada, Messico e Usa, e figura chiave del "corteggiamento" di Infantino al presidente Usa Trump, come da definizione Uefa), Infantino, e Greg Maffei, ex ceo di Liberty Media e architetto finanziario dell'operazione. Esclusi invece il segretario generale Grafstroem, Wenger, e il consulente finanziario del presidente, Cordeiro. Poi, la riunione al Waldorf Astoria di Manatthan, il giorno della finale Mondiale, per informare i cinque più alti dirigenti Fifa del progetto e "spingerli" al voto di approvazione (3 a 2 l'esito) prima di informare il 'Council' Fifa, ovvero il calcio mondiale. Secondo elemento, la valutazione. I 20 miliardi di dollari che, proiettando la quota già assegnata al fondo di Kushner (senza asta, senza concorrenza, senza trasparenza, senza stime indipendenti), varrebbe il calcio mondiale sono ampiamente sottostimati, considerato solo il boom di introiti del Mondiale americano. Il documento sottolinea che i diritti commerciali del calcio non sono paragonabili a Nba o Nlf, organizzati da franchigie private e non da una associazione 'no profit' come la Fifa; e che la Fifa stessa non ha bisogno in alcun modo di risorse finanziarie, che crea in grande quantità senza avere debiti. Si cita l'esempio della cessione di diritti della sola Liga spagnola, 2 miliardi di dollari ma dopo una valutazione indipendente della Rotschild Bank. Terzo, decisivo elemento: per la Uefa, Infantino voleva trarre vantaggio personale dalla nuova architettura. Nella lunga lista di 'accuse' al presidente in carica (a cominciare dalle due indagini di inizio mandato) c’è anche un lungo capitolo sul controverso legame col presidente Usa, Donald J. Trump, e la conclusione è che la Ffe avrebbe dovuto in "realtà" essere "un veicolo per Infantino e la sua ristretta cerchia per acquisire una partecipazione permanente e trarre profitto dalle risorse più preziose della Fifa, a scapito della FIFA stessa, dei suoi membri e di altre parti coinvolte nel mondo del calcio". Probabile insomma che dai documenti richiesti la Uefa voglia soprattutto sapere se corrisponda al vero la notizia che per Infantino, dopo la presidenza Fifa, c'era il ruolo di Ceo della nuova società a capitale privato. Ora comincia la battaglia legale. La Uefa fa notare che per i reati che contesterà di fronte alla giustizia svizzera si rischiano fino a tre anni di carcere. Ma la guerra è ancora lunga.


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