[Credo che se la vita ti dà dei limoni, dovresti fare della limonata…e cercare di trovare qualcuno la cui vita gli ha dato della vodka e fare una festa. Ron White] A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle 2 del 15 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”. Così in una nota la Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania annuncia il prolungamento della chiusura dello scalo etneo. “Il caos voli in cui la Sicilia è piombata ormai da giorni non dipende dall’attività dell’Etna, che come tutti sanno è un vulcano attivo, ma dalla mancanza di piani operativi indispensabili a fronteggiare un’emergenza di certo non imprevedibile. In questo momento l’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo si sta facendo carico dei voli dirottati da Catania, ma non basta: abbiamo chiesto alla Regione siciliana di istituire un fondo da mettere a disposizione degli handlers e delle società che possa garantire l’invio, in eccezionali situazioni come questa, di una task force di personale già formato, che supporti quello che già opera, rafforzando al contempo i collegamenti su gomma e binari da catania a Palermo. Una proposta avanzata nel corso della riunione convocata dall'assessore Aricò che si è dimostrato attento al tema”. Lo dice Gianluca Colombino, segretario generale Legea Cisal,che ha preso parte alla riunione sull’emergenza aeroportuale convocata dall’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò con Sac, Gesap, Airgest, Enac, Ast e Trenitalia. “Bisogna inoltre adoperarsi per prevenire future situazioni critiche –aggiunge Colombino – con l’istituzione di un tavolo tecnico che appronti piani articolati per le emergenze che il sistema aeroportuale siciliano si troverà ad affrontare, evitando di mettere in ginocchio il turismo, i trasporti e in generale l’economia di un’intera regione”. Contratti più dignitosi, evitare le parentopoli, promuovere cause (vedi il lavaggio dpi e la mezz’ora mai timbrata ...), poche cose ma fatte bene. Tutto il resto è filosofia quantistica. La task force già esiste basta che gh Catania e aviapartner mandassero più personale a Palermo; che gli utili del gestore vadano distribuiti, in quota parte, alle società di handling; la regione, che non detiene nessuna quota azionaria, di suo ha già danneggiato la gesap imponendo l’ad e sponsorizzando il dg. Area pet, distributori d’acqua ... nient’altro. Questi sono le grandi opere della gesap in questi anni. Resta incompleta la pavimentazione alle partenze, le scale mobili che scendono invece di salire, gli ascensori insufficienti, la rete internet che è meglio evitare, aria condizionata che funge da sauna. Prima fila prima dei controlli, prm dopo la sicurezza, insomma sembra la terra di mezzo gestita da sciamani invece che da manager. Dunque non dobbiamo parlare di emergenza Etna ma di una calamità ben più pericolosa che ha un nome: gesap.
Nessun commento:
Posta un commento