[Date ad una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo. Marylin Monroe] Gli Stati Uniti hanno iniziato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. "Oggi alle 18 (mezzanotte in Italia) le forze americane hanno avviato nuovi attacchi aerei contro l'Iran su disposizione del commander-in chief", si legge in un post su X del Comando Centrale. "Tali attacchi mirano a ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz e a punire tempestivamente le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica che la scorsa notte hanno sferrato attacchi contro militari americani in Giordania". L'Iran alza il livello dello scontro con Washington. Il comandante Ali Abdollahi promette una 'risposta decisiva e devastante' a qualsiasi nuova aggressione, mentre il consigliere della Guida Suprema Mohsen Rezaei minaccia attacchi diretti contro gli Stati Uniti se i raid dovessero continuare. Intanto, secondo fonti della sicurezza israeliana rilanciate da media sauditi, Mujtaba Khamenei non si troverebbe in Iran. Sullo sfondo resta il nodo strategico di Qeshm, l'isola che ospiterebbe una vasta rete di basi missilistiche sotterranee e che è considerata cruciale per il controllo dello Stretto di Hormuz. Teheran dichiara definitivamente nullo l'accordo raggiunto con gli Stati Uniti a Islamabad. 'Non me ne importa nulla', commenta Donald Trump. Rubio e Michel Aoun hanno avuto un colloquio a Washington nell'ambito di una visita di quattro giorni del presidente libanese. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota. L'incontro ha affrontato le questioni relative alla sicurezza regionale e il disarmo di Hezbollah. La discussione ha dato il via a una serie di incontri diplomatici di alto livello nella capitale americana, che culmineranno in un bilaterale tra Aoun e Donald Trump alla Casa Bianca martedì. 'I repubblicani dovrebbero aggiungere l'Iran al disegno di legge sulle sanzioni alla Russia. È quello che voleva fare Lindsey, e stava per succedere". Lo scrive Donald Trump su Truth riferendosi alla legge promossa dal senatore scomparso di recente che prevede sanzioni a chi acquista petrolio e energia da Mosca. L'Iran condanna un attacco statunitense al sito della centrale nucleare civile in costruzione di Darkhovin . L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, responsabile dell'impianto, ha deprecato in una dichiarazione "l'attacco terroristico perpetrato dal regime statunitense contro il sito della centrale nucleare di Darkhovin, ancora in costruzione". Lo riporta Tasnim. "Il regime terroristico e criminale degli Stati Uniti" si legge, "domenica 19 luglio intorno alle 3:39 ora locale ha attaccato con diversi proiettili il cantiere della centrale elettrica di Darkhovin, ancora in costruzione". L'impianto civile da 300 megawatt è situato nella provincia del Khuzestan, ricca di petrolio, vicino al confine occidentale con l'Iraq. Situata a soli 22 chilometri a sud della città portuale iraniana di Bandar Abbas, l'isola meridionale di Qeshm domina lo Stretto di Clarence, il braccio di mare che separa l'isola dalla terraferma noto anche come Kuran, e funge da piattaforma principale per la potenza navale "asimmetrica" dell'Iran. Lo scrive Al Jazeera in un'analisi sull'importanza strategica dell'isola bombardata nella notte della forze statunitensi. Sebbene le cifre esatte relative al numero di motovedette veloci e batterie costiere iraniane nascoste nei labirinti sotterranei dell'isola rimangano classificate, il loro intento strategico è chiaro. Il media qatarino cita infatti il generale di brigata libanese in pensione Hassan Jouni, esperto militare, secondo cui che Qeshm ospita "straordinarie capacità iraniane" all'interno di quella che viene descritta come una "città missilistica" sotterranea. Queste vaste reti, ha affermato Jouni, sono progettate per un unico scopo: controllare o bloccare lo Stretto di Hormuz. Non a caso Qeshm viene descritta come la "portaerei inaffondabile" dell'Iran. Il leader iraniano Mujtaba Khamenei "non si trova in Iran". A dirlo è una fonte della sicurezza israeliana citata dall'emittente saudita al-Hadath e riportata dal Times of Israel. Dall'attacco del 28 febbraio in cui morì il padre, Khamenei ha comunicato solo tramite dichiarazioni scritte e non è mai apparso in pubblico. Secondo la fonte i messaggi della guida suprema iraniana sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo. Il comandante del Comando centrale Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, ha dichiarato che "le forze armate iraniane daranno una risposta decisiva e devastante a qualsiasi aggressione e atto di barbarie da parte del nemico". "Infliggeremo loro costi molto più pesanti di quelli sostenuti nelle loro recenti guerre contro l'Iran", ha avvertito, secondo quanto riferito dall'agenzia Tasnim. Nel frattempo, Mohsen Rezaei, principale consigliere della Guida suprema iraniana, ha affermato che "le forze armate passeranno alla fase offensiva contro gli Stati Uniti, se continueranno gli attacchi contro l'Iran". "Gli americani riceveranno uno schiaffo in pieno volto attraverso i nostri attacchi occhio per occhio", ha aggiunto. Secondo l'ufficio del governatore dell'Hormozgan, alle 3.40 del mattino (ora locale) una zona nei pressi dell'isola di Qeshm è stata colpita da un attacco militare sferrato dagli Usa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Irna sul social X. L'agenzia di stampa Tasnim riferisce che almeno sei missili hanno colpito aree alla periferia dell'isola di Qeshm. Diverse esplosioni sarebbero state segnalate anche a Bandar Abbas, sulla costa sud dell'Iran, ma non ci sono al momento conferme ufficiali.
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