[Si dovrebbe amare tutto allo stesso modo, o non amare nulla, perché riporre tutte le proprie speranze in un solo essere così fallibile, così difettoso, così subdolo come un essere umano, non è altro che pura follia. Jean-Baptiste Del Amo ] Negli ultimi 30 giorni, le équipe di Medici Senza Frontiere (Msf) presso l'ospedale da campo di Deir El Balah, al centro della Striscia di Gaza, hanno curato 49 persone ferite in attacchi aerei israeliani o da cecchini israeliani. Almeno 15 di loro erano bambini. Lo riferisce la stessa ong in una nota, precisando che il 25 luglio, tra le 12:00 e le 18:00, ben 7 raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia: 8 feriti sono stati trasferiti all'ospedale da campo di Msf a Deir El Balah. "Uno dei pazienti era così grave che abbiamo dovuto amputargli 3 arti. Di fatto non esiste un cessate il fuoco", afferma Randa Masoud, coordinatrice medica di progetto di MSF, "non gli somiglia nemmeno lontanamente". Un attacco aereo ha colpito vicino all'ospedale Al-Aqsa, a Deir El Balah; è stato colpito l'ingresso della struttura, uccidendo 2 persone e ferendone 10. Medici senza frontiere chiede che "la protezione delle strutture sanitarie venga garantita, perché ogni attacco contro o nelle vicinanze di una struttura sanitaria mette a rischio la vita dei pazienti, dei familiari che li assistono e del personale medico, oltre a interrompere le cure salvavita per tutte le persone che ne dipendono". Notevoli e sottovalutate, insiste Msf, le conseguenze psicologiche di questa situazione.Secondo i media locali, coloni israeliani hanno incendiato la moschea di al-Rahma nella città di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania, mentre le forze israeliane hanno arrestato 80 palestinesi in raid in tutto il territorio. Lo scrive Al Jazeera che mostra dei video "verificati" dove le fiamme divorano la moschea nella città situata a sud di Nablus. Il Centro di Informazione Palestinese, citando fonti locali, ha affermato che la moschea è stata incendiata dai coloni. L'incidente è avvenuto mentre l'agenzia di stampa Wafa riportava che le forze israeliane avevano lanciato una campagna di arresti nella Cisgiordania occupata in seguito ai recenti attacchi che hanno causato la morte di quattro palestinesi e due soldati israeliani. Secondo l'agenzia, 30 persone sono state arrestate nel villaggio di Tal, 14 a Ramallah, 5 a Jenin, 8 a Hebron, 3 a Betlemme e 6 a Tulkarem. La Wafa ha inoltre riferito che le forze israeliane hanno lanciato un'incursione su larga scala nella città di Jenin e in diverse città e villaggi del governatorato di Jenin, tra cui Zababdeh, Faqqua, Yabad, Burqin, Jalbun, Qabatiya, Jalqamus, Silat al-Harithiya, al-Yamoun, Kafr Dan, Deir Abu Daif e Zububa. L'emittente israeliana Kan ha nel frattempo riportato che le forze israeliane hanno imposto severe restrizioni al traffico e numerosi posti di blocco sulle principali strade e agli ingressi dei villaggi in tutta la Cisgiordania occupata. In occasione dell'apertura a Roma dell'incontro promosso dall'Alleanza per la soluzione a due stati, presieduto da Italia e Arabia Saudita, il portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, Paolo Pezzati, ha dichiarato: "Desta più di qualche perplessità che un incontro con al centro un tema così cruciale - e a cui da quanto trapelato partecipano molte diplomazie internazionali - si tenga a porte chiuse, senza un'agenda chiara dei punti che saranno toccati. Il rischio concreto è che si trasformi nell'ennesima occasione sprecata, mentre la situazione in Palestina continua a precipitare. La Cisgiordania è in fiamme con picchi di violenza senza precedenti da parte dei coloni, sostenuti dall'esercito israeliano, mentre si moltiplicano le perquisizioni e le demolizioni di strutture civili, con l'obiettivo di accelerare il piano di pulizia etnica in corso da tempo. A Gaza, oltre 2 milioni di persone sono intrappolate in meno del 35% del territorio, in un'area costiera sempre più piccola senza cibo, acqua pulita e medicinali". "In questo momento è davvero difficile pensare alla soluzione dei due Stati, se prima non vengono affrontate alcune tappe cruciali di avvicinamento, senza cui un vero Stato palestinese non potrà mai nascere. Su tutti il nodo della fine dell'occupazione illegale israeliana e quello della ricostruzione di Gaza. Continua Pezzati: per questo lanciamo un appello urgente al Ministro degli Esteri Tajani, a lavorare sin da questo incontro perché a livello internazionale si arrivi ad una soluzione che, non cerchi di imporre nessun piano dall'esterno, ma al contrario riconosca la piena titolarità del popolo palestinese di decidere del proprio presente e futuro in ogni fase della ricostruzione, potendo esprimere un'unica visione nazionale che colleghi Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est". Un appello che chiunque può sostenere aderendo alla campagna ¸Palestina, tutti i diritti riservati su: oxfam.it/palestina-tuttiidirittiriservati
martedì 28 luglio 2026
Msf a Gaza
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