[Nel mondo antico i tre impulsi emotivi devono essere stati: la meraviglia, la paura e l’ammirazione. L’amore è soltanto un fattore secondario della meraviglia e dell’ammirazione. D. H. Lawrence] Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha accusato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di comportarsi come un pirata per la proposta di imporre un pagamento sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto del petrolio. “Trump ha pubblicato un messaggio dicendo che libererà lo stretto, ma che per ogni nave che vi passerà il proprietario del petrolio dovrà pagargli il 20%. Un tempo questo si chiamava pirateria”, ha affermato Lula durante una visita all’Istituto Mauß di Tecnologia, nello Stato di San Paolo. “Un Paese importante come gli Stati Uniti, che per molto tempo ha combattuto la pirateria, non può ora trasformarsi in un pirata”, ha aggiunto il presidente brasiliano.“Lo Stretto di Hormuz è una sua responsabilità, non era chiuso. Non è stato il Brasile a inventare la guerra contro l’Iran. Il Brasile ha sparato un solo colpo? No. Il Brasile ha ucciso qualcuno? No. È stato lui a inventare questa guerra”, ha dichiarato, riferendosi a Trump. Il presidente ha quindi difeso le misure adottate dal governo brasiliano per contenere le conseguenze economiche del conflitto, tra cui i sussidi destinati a controllare il prezzo dei carburanti. Secondo Lula, l’obiettivo è impedire “che qualcuno finisca in una situazione di insicurezza alimentare a causa della guerra del signor Trump”. Le dichiarazioni sono arrivate durante una visita all’Istituto Mau di Tecnologia, che sta conducendo test sull’etanolo e sul biodiesel per sviluppare miscele di carburanti meno inquinanti. Il Brasile "riscriverà la storia delle terre rare". Lo ha detto il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, annunciando un cambio di strategia nello sviluppo dei minerali critici, durante una riunione ministeriale in cui non sono mancate una sfida al presidente statunitense Donald Trump e un riferimento alla Cina. "Da ora le cose cambieranno. Non sarà più lo stesso dibattito", ha affermato. "Se Trump è preoccupato per la Cina, può cominciare a preoccuparsi anche del Brasile", ha aggiunto, sostenendo che la Cina è "ossessionata dall'essere l'unica al mondo" a detenere il know-how sulle terre rare e che Donald Trump "invidia" Pechino per questo. Il capo dello Stato ha ribadito che il Paese "non vuole essere venditore di materia prima", ma "esportatore di intelligenza e conoscenza", perché dispone già delle competenze scientifiche necessarie per diventare un protagonista della filiera globale, e ha annunciato la creazione di un consiglio collegato alla Presidenza della Repubblica per coordinare la politica sui minerali critici e strategici e definirne le priorità. Il Brasile possiede la seconda maggiore riserva mondiale di terre rare, ma il trattamento industriale di questi minerali è ancora limitato rispetto al loro potenziale. La Camera ha recentemente approvato il progetto di legge che istituisce una politica nazionale per i minerali critici e strategici, con incentivi agli investimenti, un fondo di garanzia da 5 miliardi di real e un Consiglio nazionale incaricato di coordinare il settore. Il testo è all'esame del Senato.
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