[Se si volesse scegliere una data in cui l’umanità ha avuto inizio, sarebbe il giorno in cui i nostri antenati hanno deciso di inoltrarsi nella dimensione linguistica. David Bessis] Continuano a risalire questa mattina i prezzi del greggio con il Brent sopra gli 86 dollari al barile, a 86,14 dollari (+3,41%), e il Wti a 80,80 dollari (+3,40%). L’escalation ulteriore tra Iran e Usa, che vede proprio lo Stretto di Hormuz al centro dello scontro, ha fatto aumentare le quotazioni del petrolio, nella convinzione che lo Stretto non tornerà più alla normalità. Ieri Trump ha parlato dell’ipotesi di introdurre una sorta di pedaggio, pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso Hormuz, da versare agli Usa in cambio di un servizio di scorta, e ha annunciato il blocco totale dello Stretto per le navi iraniane. Immediata la replica: a controllare lo Stretto è da sempre Teheran che continuerà a farlo. Con gli ultimi rialzi di oltre il 10%, da quando sono iniziati i nuovi attacchi reciproci Usa-Iran, è stato annullato un mese di cali del prezzo del petrolio. In rialzo sul Ttf di Amsterdam anche il prezzo del gas: a circa un’ora e mezza dall’avvio degli scambi, viaggia a quota 52,87 euro a megawattora, +3,11%.” Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, su disposizione del commander-in-chief". Lo scrive il Centcom su X. Il nuovo conflitto contro l'Iran "sarà molto veloce". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Attacchiamo stanotte e colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto. "Hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo. Alla fine finiremo per controllare tutto quello che stanno facendo: è folle e molto stupido", ha detto ancora Trump. Gli Stati Uniti "vogliono essere rimborsati", perché "stiamo proteggendo un'area molto ricca del mondo". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale a proposito dell'imposta del 20% sulle merci che passano per lo stretto di Hormuz. Le forze armate israeliane sono pronte ad attaccare l'Iran "una terza volta, se necessario": lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, nel corso di una cerimonia militare. "L'esercito è pronto e in allerta per una ripresa delle ostilità, per ristabilire la superiorità aerea e colpire ancora (...) in Iran al fine di eliminare le minacce, anche una terza volta se necessario",
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