[Il Dow Jones Industrial ha appena chiuso sopra i 29.000! Siete così fortunati ad avermi come vostro Presidente. Con Joe Biden, crollerebbe. Donald Trump Settembre 2020, in realtà, durante la presidenza di Joe Biden, il Dow Jones ha continuato a salire toccando nuovi record storici] I fedeli tengono in mano ritratti del defunto leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, sventolano bandiere e intonano slogan contro gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele durante la preghiera del venerdì a Teheran, mentre la capitale si prepara alle cerimonie funebri per Khamenei. “Ogni singola cellula e vena del vostro corpo nutre odio per l’America e il regime sionista. Lo slogan ‘Morte all’America’ che intonate non è uno slogan comune, viene dal profondo del vostro essere”, afferma l’Ayatollah Ahmad Khatami.La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei non parteciperà ai funerali del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, per motivi di sicurezza. Lo ha detto il rappresentante della Guida suprema in India, Ayatollah Hakim Elahi, in un’intervista a India Today. “La settimana scorsa ero in Iran e ho incontrato alcuni miei amici che lo hanno incontrato e mi hanno detto che vorrebbe partecipare. Vorrebbe guidare la preghiera sulla salma, ma la sicurezza non glielo permette – ha detto Elahi – hanno detto che è molto pericoloso e che non possiamo garantirgli la sicurezza. Credo che non parteciperà”. Ieri, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Mojtaba Khamenei è “segnato per la morte”. Israele, secondo testimonianze locali, starebbe utilizzando i cosiddetti palloni termici, come armi non convenzionali nel sud del Libano. Questi sono dispositivi incendiari lanciati dal cielo dell'Idf, che appena toccano qualcosa, durante la loro discesa, prendono fuoco: ciò sarebbe voluto per innescare roghi all'interno di edifici residenziali e nei terreni agricoli civili, così da aumentare la distruzione nel Paese dei Cedri. Mentre continuano i raid israeliani nel Libano meridionale nonostante il quadro di "tregua" annunciato nelle ultime settimane, nuove segnalazioni provenienti dall’area di Nabatieh hanno riacceso il dibattito sull’impiego di dispositivi incendiari lanciati dal cielo. Video circolati online e testimonianze locali parlano della presenza di palloni termici incendiari lanciati da Israele. Secondo le ricostruzioni diffuse da media e osservatori locali, questi dispositivi verrebbero utilizzati per innescare incendi, danneggiare terreni agricoli e aumentare la pressione sulle comunità civili. Tra gli effetti attribuiti a questo tipo di arma figurano anche il sovraccarico delle squadre di emergenza e costi economici legati alla distruzione di colture e infrastrutture. Il tema dei palloni incendiari non è nuovo nel contesto libanese. Negli anni scorsi erano già emerse denunce e segnalazioni relative al ritrovamento o al presunto rilascio di dispositivi simili. Nel 2020 l’esercito libanese aveva riferito del rilascio di dieci palloni al largo della costa di Tiro; nel gennaio 2024 le forze armate avevano inoltre invitato la popolazione a non avvicinarsi a oggetti sospetti atterrati vicino alle abitazioni, segnalando il rischio di materiali inesplosi. L'esercito israeliano (Idf) starebbe utilizzando nel sud del Libano, secondo le testimonianze dei residenti, dei droni in grado di diffondere il suono di pianti di bambini piccoli e richieste di aiuto. Questo allo scopo di spingere i civili a uscire dalle loro case, così da uccidere più persone possibili. Le testimonianze provengono da residenti e operatori locali che hanno scelto di restare nei villaggi del sud del Paese nonostante bombardamenti, invasione e occupazione militare. Secondo i racconti, i droni sorvolerebbero le abitazioni a bassa quota trasmettendo suoni che simulano situazioni di emergenza e inducono le persone a uscire dalle proprie case per verificare cosa stia accadendo. Tra le voci raccolte c’è quella di Hashem, presentato come paramedico attivo nella zona, secondo cui questi dispositivi utilizzerebbero registrazioni di bambini in difficoltà o di donne che chiedono aiuto per fare leva sulle reazioni istintive della popolazione civile. Secondo il reportage, l’effetto non sarebbe tanto quello di ingannare stabilmente gli abitanti – che con il tempo imparerebbero a riconoscere i suoni artificiali – quanto di generare uno stato di tensione costante, affaticamento psicologico e perdita del senso di sicurezza. Le accuse includono anche episodi di pressione personalizzata. Tarek Mazaani, fondatore di un’organizzazione che riunisce residenti delle località di confine, ha dichiarato che alcuni droni avrebbero trasmesso messaggi diretti rivolti alla sua persona, invitando gli abitanti a prendere le distanze da lui e accusandolo di legami con Hezbollah. Mazaani sostiene di aver lasciato più volte l’area per evitare conseguenze sulla comunità locale. Queste presunte tecniche sarebbero riconducibili a modalità già descritte in precedenza nella Striscia di Gaza da organizzazioni umanitarie e osservatori indipendenti, che avevano segnalato l’impiego di droni per attività di sorveglianza e pressione psicologica sulla popolazione.
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