[È più difficile onorare la memoria dei senza nome che non quella degli uomini famosi e celebrati. Walter Benjamin] A Izium, nell’est dell’Ucraina, le strade principali sono coperte da reti anti-drone. Sotto le protezioni passano biciclette, pedoni, autobus. Anche le fermate dei mezzi pubblici sono riparate dalle reti. La città, nell’oblast di Kharkiv, vive con una minaccia sempre più vicina alle zone civili: quella dei droni, diventati una delle armi più usate della guerra. Le reti vengono stese sopra le arterie principali per provare a proteggere spostamenti quotidiani, mezzi pubblici e punti di passaggio. Fuori dalla città, anche alcune strade della regione sono coperte dalle stesse protezioni.Campi di girasoli, autobus e file di reti: nell’est dell’Ucraina, anche muoversi in città è ormai parte della guerra. Una colonna di fumo sopra San Pietroburgo dopo un nuovo attacco ucraino contro i magazzini di Wildberries, il gigante russo dell’e-commerce spesso definito la “Amazon russa”. Secondo funzionari russi e azienda, i droni hanno colpito strutture logistiche della società per la terza volta in sei giorni. Kiev accusa Wildberries di custodire componenti per droni militari e di sostenere l’esercito russo. La compagnia ha riferito di evacuazioni rapide nei magazzini e, secondo dati preliminari, di nessuna vittima tra il personale. Il governatore della regione di Leningrado parla invece di tre feriti nell’attacco, con almeno 59 droni diretti verso San Pietroburgo. Il ministero della Difesa russo sostiene di avere abbattuto nella notte 571 droni su diverse regioni e sulla Crimea annessa. Per Kiev sono “sanzioni a lungo raggio”: attacchi contro energia, logistica e infrastrutture russe, presentati come risposta ai raid quotidiani di Mosca sulle città ucraine. San Pietroburgo, città natale di Vladimir Putin, è a più di 800 chilometri dal confine ucraino.
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