venerdì 17 luglio 2026

Il coccodrillo del Papireto

[Il volto è l'immagine dell'anima, gli occhi i suoi rivelatori. Cicerone] La classe III E del liceo artistico del Damiani Almeyda-Crispi ha presentato il progetto "Il coccodrillo del Papireto" per unire arte, sostenibilità e riciclo. L'opera, fa sapere la scuola, nasce a seguito del percorso di formazione scuola-lavoro promosso da Comieco sul riciclo e il riutilizzo del cartone. Da questa esperienza è maturata l'idea di realizzare un coccodrillo in cartone, trasformando un materiale di recupero in un'opera artistica. Per valorizzare il legame con il territorio, gli studenti hanno scelto di ispirarsi anche alla celebre leggenda del coccodrillo del Papireto, figura appartenente all'immaginario storico e popolare della città di Palermo.    L'opera, lunga ben 5 metri e 15 centimetri dalla testa alla coda, è stata realizzata utilizzando diverse tipologie di cartone recuperato, in alcune parti il cartone è stato anche spellato per creare differenti texture e superfici. Ispirandosi, spiega l'istituto, inoltre alla frase di Cicerone "Il volto è l'immagine dell'anima, gli occhi i suoi rivelatori", gli studenti hanno sostituito simbolicamente gli occhi con un qr code, trasformando l'opera in uno strumento capace di raccontare non solo il risultato finale, ma anche il percorso creativo che lo ha generato. Attraverso una scansione, il pubblico può accedere ai contenuti che documentano idee, ricerca, sperimentazione e lavoro di gruppo, valorizzando il processo educativo e artistico. Vale la pena di andare a vedere, anche se fa molto caldo, tra il Ponticello, la Via Calderai e la via del Giardinaccio, un insieme di misere casupole poste ai lati del torrente Kemonia (fiume del Maltempo), e quindi soggette a frequenti alluvioni, costituivano il quartiere della “Giudecca”. Abitato da Ebrei, era uno dei sottoquartieri del “borgo” (rabat) arabo ed aveva il suo centro in una “Sinagoga”, detta volgarmente “Meschita” esistente fino alla cacciata degli Ebrei nel 1492. Intorno alla Sinagoga erano legate le attività della zona. Vi si trovavano la corte Rabbinica, le abitazioni, il mercato, le scuole, l’ospedale, il luogo di purificazione delle donne e vi svolgevano le loro attività fonditori e fabbri.    


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