[Si ha più potere quando si tace, perché così la gente comincia a dubitare di se stessa. Andy Warhol] L’amministrazione Trump ha emesso mandati di comparizione contro diversi giornalisti del New York Times, dopo che il quotidiano ha pubblicato nei giorni scorsi articoli su problemi di sicurezza relativi al nuovo Air Force One, donato dal Qatar al presidente Trump. Lo denuncia il quotidiano Usa, sottolineando che i mandati mirano a costringere i giornalisti a testimoniare mercoledì davanti a un gran giurì federale a Manhattan e rappresentano "una straordinaria escalation negli sforzi del presidente Trump per minacciare e intimidire le testate giornalistiche indipendenti", scrive Nyt.Arthur Gregg Sulzberger ha parlato durante un evento della Yale Law School a New York. Il presidente Usa “ha utilizzato una gamma sempre più ampia di strumenti e poteri per attaccare la stampa in modo molto più aggressivo rispetto ai suoi predecessori", ha dichiarato l’editore della storica testata newyorkese. E ai media ha detto: piegarsi alla Casa Bianca "serve unicamente a incoraggiare gli attacchi contro la stampa" . Botta e risposta tra il quotidiano New York Times e il presidente Usa Donald Trump sul suo stato di salute fisica. Il giornale ha rivelato in un'analisi che il presidente americano starebbe gradualmente riducendo le apparizioni pubblico, con eventi ufficiali ridotti del 39% rispetto al 2017, all'inizio del suo primo mandato. Il primo appuntamento della giornata viene fissato mediamente più tardi (12:08 anziché 10:31) e le sue apparizioni pubbliche si concentrano quasi ormai tutte tra mezzogiorno e le 17, con alcune che mostrerebbero "chiari segni di stanchezza". Il tycoon ha risposto su Truth Social definendo il giornale "nemico del popolo": "Quello che faccio richiede molto lavoro ed energia, e non ho mai lavorato così duramente come sto facendo ora". Il presidente, oggi 80enne e il più anziano mai eletto alla Casa Bianca, ha attaccato il "quotidiano, ormai prossimo al fallimento", in mano a "lunatici della sinistra radicale", per aver scritto "un pezzo su di me in cui sostengono che starei perdendo energia, quando i fatti mostrano l'esatto opposto". "Sanno che è falso, come quasi tutto ciò che scrivono su di me", ha aggiunto, criticando in particolare la giornalista autrice dell'articolo Katie Rogers, "incaricata di scrivere solo cose negative su di me", e definita "brutta sia dentro che fuori". L'analisi del New York Times evidenzia anche cambiamenti nel calendario presidenziale: meno eventi e meno viaggi interni rispetto al passato, compensati da un maggior numero di spostamenti internazionali. Durante un evento nell'Oval Office dello scorso 6 novembre, Trump ha persino dato l'impressione di addormentarsi per alcuni secondi. Secondo una fonte vicina al presidente, Trump continua a recarsi regolarmente nello Studio Ovale dopo le 11 del mattino, una routine che risale al primo mandato: dopo essersi lamentato di avere troppi impegni al mattino, ha scelto di ritagliarsi "tempo esecutivo" per sé stesso nella residenza della Casa Bianca prima di scendere al piano di lavoro. Matthew Dallek, storico politico della George Washington University, ha sottolineato che Trump non si discosta molto dai suoi predecessori: "Le persone che lo circondano sono simili agli assistenti di Biden. Parlano come se vivessimo in un mondo un po' fantastico. Trump, in questo modo, con l'aiuto dei suoi collaboratori e dei suoi medici, ha creato una finzione sulla sua salute per nascondere la dura realtà: ha 80 anni ed è una delle persone più anziane ad aver mai occupato lo Studio Ovale". "Ci sarà un giorno in cui mi mancherà l'energia, succede a tutti, ma avendo appena svolto una visita medica perfetta e un test cognitivo superato a pieni voti, sicuramente quell'ora non è adesso!", ha concluso il presidente nel post di replica al giornale.Donald Trump attacca la stampa, lancia restrizioni ai media, intenta cause e intimorisce i conduttori. È una dura critica quella che l’editore del New York Times, Arthur Gregg Sulzberger, ha rivolto al presidente degli Stati Uniti, protagonista da quando è alla Casa Bianca di incursioni che minano la libertà di stampa. Sulzberger ha parlato durante un evento della Yale Law School a New York e non ha risparmiato le critiche anche verso quelle testate giornalistiche che, a suo parere, si sono piegate alle pressioni dell’amministrazione Usa. "Non serve a nessuno aggirare la realtà che il presidente Trump ha utilizzato una gamma sempre più ampia di strumenti e poteri per attaccare la stampa in modo molto più aggressivo rispetto ai suoi predecessori", ha detto l'editore elencando una serie di episodi che convalidano il suo parere. Sulzberger ha citato tutte quelle restrizioni del Pentagono ai media che poi, a marzo, un giudice federale ha dichiarato incostituzionali: come l’obbligo imposto ai giornalisti di firmare policy che autorizzano esclusivamente le comunicazioni ufficiali, pena la revoca delle credenziali stampa. Ci sono state poi le cause che Trump ha intentato contro il Des Moines Register, il Wall Street Journal e la Bbc, per non parlare dei cambiamenti di programmazione, personale e politiche avvenuti alla Cbs con il nuovo proprietario, David Ellison. L'editore della storica testata giornalistica newyorkese, inoltre, ha criticato i media che, secondo lui, hanno accettato accordi in cause "vincibili" con il presidente, ridimensionato le loro pagine editoriali riducendo le critiche alla Casa Bianca e adottato il linguaggio preferito da Trump nei loro articoli. A.G. Sulzberger cita ad esempio coloro che hanno sostituito "Golfo del Messico" con "Golfo d'America" allo scopo di "accontentare l'amministrazione o promuovere i propri interessi commerciali". Il numero uno del New York Times ha quindi lanciato un appello alla stampa statunitense: "Non capitolate" a Donald Trump e alla sua amministrazione: farlo "serve unicamente a incoraggiare gli attacchi contro la stampa".
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