sabato 18 luglio 2026

34 anni di bugie

[La malvagità avvolge l’uomo come la crisalide di una farfalla. Arto Seppälä] "Esiste un'antimafia negazionista di partito che tende a individuare solo nel sistema degli appalti il movente centrale". Lo dice Luigi Patronaggio, ex procuratore capo di Agrigento e oggi procuratore generale a Cagliari, spiegando che tale lettura rischia di escludere "il possibile ruolo di apparati deviati dello Stato".    Al centro del giallo resta la scomparsa dell'agenda rossa, un furto "compatibile con l'interesse di soggetti appartenenti ad aree deviate, desiderosi di impedirne la conoscenza". Per Patronaggio, Borsellino sapeva di essere "circondato da nemici non soltanto mafiosi" dopo le rivelazioni di Mutolo su magistrati e apparati infedeli. Tra depistaggi e presenze anomale sul luogo dell'eccidio, il caso resta aperto: "Questi interrogativi costituiscono il nucleo vivo di una domanda di verità che riguarda la tenuta stessa dello Stato democratico".    La strage, per l'ex procuratore di Agrigento, fu l'eliminazione di un uomo che le istituzioni "dovevano difendere e invece hanno combattuto". "Sono stata una delle testimoni oculari dell'agenda rossa appartenuta a mio padre. La sua sottrazione dal luogo della strage non può fermare la ricerca della verità. Solo pensare che la sparizione di questo importantissimo reperto possa rendere impossibile la ricerca della verità rischia di far cadere nella disperazione, intesa come mancata speranza che questa storia possa essere ricomposta.    Significa vanificare gli sforzi che le istituzioni sane di questo Paese hanno compiuto e stanno compiendo giorno dopo giorno. Penso a questa procura che ci ospita, penso alla procura di Caltanissetta e alla Commissione parlamentare antimafia". Lo ha detto Lucia Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio a Palermo con 5 agenti della scorta il 19 luglio 1992, intervenendo nell'aula magna della corte d'Appello a Palermo a un evento per ricordare la strage. Era presente anche l'altro figlio di Borsellino, Manfredi.    "Nonostante non amiamo essere soggetti pubblici in quanto suoi figli, non possiamo esimerci né intendiamo sottrarci nel pieno rispetto delle istituzioni che è il faro che ha sempre ideato l'operato di nostro padre - ha aggiunto - Non possiamo né intendiamo esimerci dal fare la nostra parte. Fare la nostra parte, anche quando la nostra voce può risultare insidiosa rispetto all'esigenza imprescrittibile, non di conoscere una verità, ma l'effettivo corso di come si è svolta questa storia maturata sia prima che dopo le stragi che hanno messo in ginocchio il nostro Paese".    Per Lucia Borsellino "sono tanti gli elementi che mancano all'appello. Per questo motivo siamo al fianco di queste istituzioni che stanno dispiegando tutte le loro energie per riuscire a restituire alla società civile e non solo a noi familiari delle vittime innocenti di mafia, questo fondamentale contributo di conoscenza soprattutto culturale".  Sono numerose le iniziative organizzate a Palermo domenica prossima per il 34esimo anniversario della strage di via Mariano D'Amelio, il 19 luglio 1992, in cui furono uccisi il magistrato e cinque agenti della polizia di Stato della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.    Alle 10 al parco Piersanti Mattarella il Network Giovani Sicilia ha organizzato l'iniziativa "Però parlatene - Con un microfono aperto la legalità prende voce", cui interverranno il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, l'europarlamentare Giuseppe Antoci, il senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato, il deputato ed ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, Giulia Sarti. Alle ore 10:30, sarà deposta una corona d'alloro alla presenza, del Capo della Polizia il prefetto Vittorio Pisani, davanti la lapide all'interno dell'Ufficio Scorte della Questura di Palermo che ricorda il sacrificio dei caduti nelle stragi di Capaci e via D'Amelio.    Il Movimento Agende Rosse, che ha organizzato tre giorni di iniziative, ha concentrato le manifestazioni di domenica in via d'Amelio: dove sono previsti interventi dei familiari delle vittime, associazioni e realtà giovanili di Palermo. E poi ancora spettacoli teatrali e la conferenza "La verità oltre l'oblio di Stato", a cui parteciperanno magistrati, avvocati, giornalisti e intellettuali. Alle 16.58 il minuto di silenzio, con la lettura della poesia "Giudice Paolo" di Marilena Monti.    Alle ore 16:30 nell'hotel San Paolo Palace, si svolgerà il convegno nazionale "Parlate di mafia", promosso dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia di Camera e Senato. All'incontro parteciperanno i capigruppo Lucio Malan e Giovanni Donzelli, prima della maratona oratoria a cui parteciperanno anche esponenti di Fdi in commissione Antimafia, tra cui la presidente Chiara Colosimo e il capogruppo Raoul Russo. Presente la deputata palermitana Carolina Varchi oltre a diversi protagonisti del dibattito pubblico.    Alle 20 si svolgerà la fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino, cui parteciperà Arianna Meloni, organizzata dai movimenti giovanili di Destra comunità '92 e forum XIX luglio con partenza da piazza Vittorio Veneto e arrivo in via D'Amelio dove alle ore 22.30, andrà in scena lo spettacolo teatrale "I giorni di Giuda - Intervista marziana a Paolo Borsellino", di Francesco Vitale e Manfredi Borsellino. 34 anni di distanza dalla strage di via d'Amelio non abbiamo ancora ottenuto giustizia e verità. Anzi, si moltiplicano i depistaggi, anche istituzionali, come quelli portati avanti dalla Commissione nazionale antimafia. Voler separare la strage di via D'Amelio dalle altre stragi, come se fossero slegate e volerne addebitare la causa ad un fantomatico dossier mafia e appalti, che mai avrebbe potuto giustificare l'accelerazione di quella strage e soprattutto la necessità di fare sparire proprio l'agenda rossa, è volere cancellare le tracce dell'eversione nera, che invece è da considerare un filo conduttore". Lo dice Salvatore Borsellino, fratello di Paolo a pochi giorni del 34esimo anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo, il 19 luglio 1992, in cui furono uccisi il magistrato e cinque agenti della polizia di Stato.    "Ho letto che la premier Meloni è stata a Palermo e che intende portare l'esercito in città per gestire l'ordine pubblico - ha proseguito - Ritengo che sarebbe necessaria la prevenzione piuttosto che la repressione. In città sta accadendo che una cospicua quantità di ergastolani, che non ha mai collaborato con la giustizia, sono stati rimessi in libertà e tornano a gestire i loro clan mafiosi. Piuttosto che togliere le armi ai magistrati, così come si è cercato di fare di recente, bisognerebbe partire con la prevenzione", ha concluso Borsellino.


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