martedì 30 giugno 2026

Pace Tel Aviv-Beirut

[Sono un tradizionalista e ho così tanti amici favolosi che sono gay, ma sono un tradizionalista. Donald Trump] "Con l'Operazione 'Sof Pasuk' (Fine del capitolo), l'Idf ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale". Lo rende noto l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura.    Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, afferma che userà la "forza" contro l'Iran se attaccasse Israele nel tentativo di impedire l'attuazione di un accordo con il Libano volto a garantire la pace tra i due Paesi. "Se l'Iran tenterà di attaccare Israele per impedire l'attuazione dell'accordo, agiremo contro di esso con grande forza", ha dichiarato Israel Katz in una dichiarazione video, aggiungendo che l'accordo con il Libano ha inferto un "colpo strategico all'asse iraniano". Un nuovo round di colloqui Usa-Iran dovrebbe iniziare a luglio e tenersi a Doha, in Qatar, per affrontare il tema dei beni iraniani congelati. Lo riferisce l'emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, sul suo canale in lingua araba. La stessa emittente riferisce che in seguito "il Pakistan ospiterà un ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla questione nucleare". La tv parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pachistano Shehbaz Sharif il 2 luglio. Torna alta la tensione fra Usa e Iran dopo i raid statunitensi contro depositi di munizioni e droni iraniani in risposta all'attacco di Teheran contro una nave nello stretto di Hormuz. Il vicepresidente Usa Vance commenta: 'Alla violenza si risponde con la violenza'. Il Ministero degli Esteri iraniano condanna: 'violati la Carta delle Nazioni Unite e il memorandum d'intesa'. I Pasdaran affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi nella regione. Il Bahrein denuncia: 'Attaccati da diversi droni iraniani'. Hezbollah respinge l'intesa: 'Mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne'. 'L'Italia pronta a fare la sua parte', la soddisfazione di Palazzo Chigi. Intanto, risale la tensione ad Horumz dopo attacchi iraniani alle navi. Le Guardie Rivoluzionarie rivendicano di affermano di aver colpito posizioni militari statunitensi in risposta ai raid Usa. 'Folle violazione del cessate il fuoco', ha detto Trump. A Zone pilota, sovranità libanese, disarmo di Hezbollah e ritiro israeliano: sono i punti salienti dell'accordo tra Israele e Libano, firmato ieri a Washington.Nell'incipit dell'intesa si sottolinea che Israele e Libano, con il sostegno degli Stati Uniti, "affermano il loro obiettivo comune di raggiungere una pace e una sicurezza durature". Gli stati confinanti "dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di affrontarne le cause profonde e di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro". L'accordo stabilisce di compiere "progressi irreversibili" verso la risoluzione di tutte le questioni tra Israele e Libano, e che ciò debba essere realizzato attraverso "colloqui bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Stati Uniti". Le forza armate libanesi (Laf) "ripristineranno la sovranità effettiva su tutto il territorio libanese, in attesa del disarmo verificato dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle infrastrutture associate". Ciò consentirà alle forze armate israeliane (Idf) di "ritirarsi progressivamente dal territorio libanese". Il quadro di riferimento definira' le fasi e i meccanismi di verifica per portare avanti questo processo. Le Laf "assumeranno gradualmente la piena ed effettiva responsabilità della sicurezza nelle zone pilota, che serviranno da meccanismo per i ritiri graduali e verificati delle forze Idf e per gli schieramenti delle Laf". Due zone iniziali sono state concordate da entrambe le parti e le future zone pilota saranno indicate di comune accordo. Una volta confermato il disarmo dei gruppi armati non statali, in particolare il gruppo sciita filo-iraniano Hezbollah, l'esercito libanese assumerà la piena responsabilità della sicurezza in queste zone. "Avranno inizio gli sforzi di ricostruzione sostenuti a livello internazionale e i civili libanesi potranno tornare in sicurezza in queste aree sotto il controllo esclusivo delle autorità statali libanesi". "Gli Stati Uniti intendono collaborare strettamente con entrambi i paesi per verificare e sostenere questo processo". Il governo libanese, nell'ambito dell'accordo, ribadisce il suo impegno a ripristinare la piena sovranità sul proprio territorio. "Ricostruirà il monopolio statale sull'uso della forza, raggiungerà il disarmo completo e verificato di tutti i gruppi armati non statali e garantirà che tali gruppi non abbiano alcun ruolo militare o di sicurezza né capacità  armate in nessuna parte del Libano".Il Libano chiede il sostegno dei partner internazionali, in particolare arabi, sotto la guida degli Stati Uniti, per raggiungere questo obiettivo.Israele e Libano istituiranno "gruppi di lavoro per redigere un accordo globale di pace e sicurezza" tra di loro e "stabiliranno immediatamente percorsi complementari di impegno diretto continuo, facilitati dagli Stati Uniti". Israele, da parte sua, afferma che le sue azioni militari in Libano "sono unicamente una conseguenza degli attacchi, della minaccia rappresentata e delle intenzioni ostili di gruppi armati non statali, in particolare Hezbollah". "La cessazione di questa minaccia", in particolare attraverso il disarmo di tali gruppi non statali e "ulteriori accordi di sicurezza da concordare tra i due Paesi", eliminerà qualsiasi futura necessità  di azioni o presenza militare in Libano. "Il governo di Israele dichiara di non avere ambizioni territoriali in Libano".

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