mercoledì 20 maggio 2026

Pdvsa-Cripto in Venezuela

[Se cammini da solo, andrai più veloce… se cammini accompagnata, andrai più lontano]L’ex ministro del Petrolio venezuelano Tareck El Aissami ha avviato uno sciopero della fame nel carcere di Rodeo I, provocando la sospensione dell'udienza del processo sul caso Pdvsa-Cripto, il più grande scandalo di corruzione nella storia recente del Paese sudamericano. Secondo l'ex procuratore Zair Mundaray, El Aissami sarebbe disidratato e in condizioni fisiche precarie dopo giorni di protesta. La difesa aveva chiesto il rinvio dell'udienza e cure mediche immediate, inizialmente negate dalla giudice Alejandra Romero.    L'ex uomo forte del chavismo avrebbe quindi attribuito alla magistrata ogni responsabilità per eventuali conseguenze sulla sua salute. Arrestato nel 2024, El Aissami è imputato insieme ad altre decine di persone per un presunto ammanco multimiliardario legato a operazioni petrolifere e criptovalute della compagnia statale Pdvsa. Negli ultimi giorni la sua difesa ha denunciato torture, isolamento e pressioni psicologiche durante la detenzione, accusando settori dell'apparato giudiziario venezuelano. Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez, ha annunciato la liberazione di 300 detenuti politici entro la fine della settimana, definendo la misura un "gesto" del governo senza contropartite internazionali. L'annuncio è stato fatto oggi durante una sessione parlamentare a Caracas trasmessa dalla televisione di Stato Vtv.    Secondo Rodríguez, tra i beneficiari figurano anziani, minorenni, donne in gravidanza o in allattamento e detenuti con problemi di salute. Il dirigente chavista ha precisato che le scarcerazioni non rientrano nella legge di amnistia approvata nei mesi scorsi, ma in misure umanitarie e benefici processuali.    Tra i casi citati vi sono alcuni agenti della Polizia Metropolitana arrestati per i fatti dell'aprile 2002, durante il fallito golpe contro Hugo Chávez. Rodríguez ha inoltre confermato la scarcerazione della sedicenne Samantha Hernández e di Merys Torres, madre del capitano Antonio Sequea. "Non stiamo chiedendo nulla a nessuno, vogliamo soltanto che questo gesto venga apprezzato", ha dichiarato Rodríguez.      I leader sindacali denunciano che i lavoratori non beneficiano delle risorse generate nel Paese e chiedono maggiore trasparenza sul futuro politico ed economico. La mobilitazione si inserisce in un contesto di forte tensione sociale, segnato da inflazione, salari fermi da quattro anni e repressione delle proteste. Secondo i promotori, riferiscono i principali media locali, l'obiettivo è ottenere risposte chiare sia dal governo sia dagli attori internazionali sul percorso di transizione e sulle condizioni economiche della popolazione.  Il Parlamento unicamerale venezuelano, a larga maggioranza chavista, ha nominato Larry Devoe procuratore generale, rafforzando il controllo del potere politico, ininterrottamente al governo da oltre 25 anni a Caracas, sull'organo chiave della giustizia. Contestualmente è stata designata Eglée González Lobato come difensore civico.    Devoe, già segretario esecutivo del Consiglio nazionale per i diritti umani e figura vicina all'esecutivo, ha rappresentato il Paese in sedi internazionali difendendo l'operato del governo guidato da Nicolás Maduro, più volte accusato da organizzazioni e organismi Onu di gravi violazioni, tra cui torture ed esecuzioni extragiudiziali.    La nomina del procuratore generale è stata approvata a larga maggioranza, con il voto contrario di una minoranza dell'opposizione guidata da Henrique Capriles, che ha denunciato la "continuità del controllo politico" su un'istituzione centrale per l'amministrazione della giustizia.    Diverso, secondo osservatori, il segnale legato alla scelta di González Lobato: accademica con oltre 25 anni di esperienza, viene indicata come figura indipendente, nel tentativo di proiettare un'immagine di apertura. Le organizzazioni per i diritti umani parlano tuttavia di una "rotazione del potere" più che di un reale rinnovamento, mentre il governo difende le nomine come un passo verso la "stabilizzazione istituzionale". 

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