mercoledì 20 maggio 2026

Zona Cesarini per Milei

[Alcuni scomparti della memoria è meglio non riaprirli, nemmeno arieggiarli nell’intento di mandare via la polvere, al contrario, conviene chiuderli con un lucchetto, e accettare di tenerli così per tutta la vita. Tanguy Viel] Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha riconosciuto che la ripresa economica del Paese testimoniata dalle statistiche ufficiali "non è uguale per tutti" e ha chiesto "pazienza" alla popolazione ribadendo che "la strada intrapresa è quella giusta". È  quanto si legge in un post pubblicato su X in cui Milei respinge tuttavia quella che sostiene essere la "narrazione" intenzionale dei media in cui nel Paese "va tutto male".Il presidente argentino ha deciso di festeggiare i propri risultati economici postando un video, in forma di cartone animato, in cui lui stesso, con la maglia della nazionale albiceleste e il numero uno sulla schiena, segna diversi gol, alla povertà, all'inflazione e al debito pubblico. Il suo personaggio ricorda un pò quelli della celebre serie tv giapponese di Holly e Benji. I suoi avversari sono giocatori obesi, goffi, vestiti ovviamente di rosso. Nel video, praticamente la cronaca di una partita, si vede Milei calciatore che avanza, "sulla destra" palla al piede, con il telecronista che lo definisce "il genio della libertà mondiale", mentre "abbatte il debito pubblico, abbassa le tasse", uno dopo l'altro, raffigurati come avversari che lui riesce a driblare. "Il mondo ci applaude", esclama il commentatore sempre più entusiasta. E il video mostra sulle tribune un Trump, in versione ultras, che inneggia Milei, mentre tira e segna un gol a una porta difesa da una serie di esseri immondi, degli scarafaggi, parassiti, sempre rossi, con in mano degli striscioni con su scritto "povertà". Infine, il Milei calciatore diventa anche tutore della legge: il campo viene invaso da delinquenti, con la faccia coperta da passamontagna, armati di coltelli e spranghe. E il calciatore Milei, prima firma la 'legge sull'impunità', è poi, come un abile combattente in arti marziali, libera a furia di calci e pugni il campo di gioco dalla teppaglia violenta. L'ultima scena segna il trionfo della fine della partita vittoriosa: in mezzo a un profluvio di bandiere nazionali la tifoseria in visibilio applaude Milei e tutta la sua squadra, cioè altri giocatori con la faccia dei suoi ministri.    "I dati sono inequivocabili: l'Argentina sta molto meglio rispetto al 2023, negare l'evidenza empirica ricorrendo ad aneddoti non è analisi, è narrazione. È insostenibile che il 100% dei notiziari televisivi insista sul fatto che va tutto male", afferma il leader ultraliberista.    Milei riconosce ad ogni modo che "i processi di miglioramento non procedono allo stesso ritmo per tutti" e che "questi ultimi mesi sono stati difficili". "Le statistiche riflettono le medie, e sappiamo che ci sono persone agli estremi della distribuzione", ammette il presidente, chiedendo quindi agli argentini di "perseverare" ed avere "pazienza": "siamo sulla strada giusta, cambiarla significherebbe distruggere ciò che abbiamo conquistato".    Il messaggio rappresenta la prima constatazione pubblica da parte di Milei di uno scenario economico che sta castigando ampi settori della popolazione nonostante gli indici ufficiali riflettano dati positivi sul fronte della crescita del pil (+4,4% nel 2025 e +3,6% stimato nel 2026).     Gli ultimi sondaggi d'opinione riflettono che la maggiore preoccupazione degli argentini non è più l'inflazione ma l'occupazione e, in tale contesto, l'immagine positiva del leader ultraliberista ha toccato i minimi dall'inizio del mandato a fine 2023 attestandosi attorno al 37%.  In Argentina, la controversa riforma della legge di protezione sui ghiacciai, presentata dal governo ultraliberista di Javier Milei per promuovere l'attività mineraria, è stata definitivamente approvata nella notte dal Congresso. La Camera dei deputati ha dato il via libera al testo con 137 voti favorevoli, 111 contrari e tre astensioni, dopo quasi dodici ore di dibattito in aula.   La riforma, che concede alle province maggiore autonomia nella definizione delle aree protette e nell'autorizzazione o nel divieto di attività economiche e minerarie al loro interno, era già stata approvata dal Senato a febbraio.    Da ieri davanti al parlamento di Buenos Aires si erano radunati centinaia di manifestanti convocati da organizzazioni sociali, partiti di sinistra e ong ambientaliste per una veglia di protesta. 


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